FRONTESPIZIO

RELAZIONE

PROGETTO DI LEGGE
                        Articolo 1
                        Articolo 2
                        Articolo 3

XVIII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 3604

PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati
IANARO, CASU, CIAMPI, FRAILIS, GARIGLIO, ROSSI, SIANI

Introduzione dell'insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado

Presentata il 10 maggio 2022

Onorevoli Colleghi! – Se si parla di bisogni non ancora soddisfatti, non si può non tenere in considerazione il tema della pianificazione familiare consapevole, su cui c'è ancora molto lavoro da fare, dato l'elevato numero di interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) che hanno un considerevole impatto sulla sanità pubblica. Nel mondo, si stimano 121 milioni di gravidanze indesiderate per ognuno degli anni tra il 2015 e il 2019, mentre in Europa, secondo lo European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights, nonostante il 60 per cento delle donne in età fertile usi una forma di contraccezione, il 35 per cento delle gravidanze non vengono pianificate.
Nel 2018 in Italia sono state registrate più di 76.000 IVG per un costo totale di 88 milioni di euro, a cui si aggiungono i 12,4 milioni di euro per gli aborti clandestini (tra i 12.000 e i 15.000, secondo le ultime stime dell'Istituto superiore di sanità).
Inoltre, l'incremento dell'accesso alla contraccezione d'emergenza, che già nel 2018 ha portato 548.684 donne a farne uso (6 per cento dell'intera popolazione femminile di età compresa tra diciotto e quarantacinque anni), dimostra ancora una volta la mancanza di un'educazione sessuale e riproduttiva focalizzata su una contraccezione preventiva e consapevole.
Questi numeri sono destinati ad aumentare a causa dell'emergenza sanitaria legata al COVID-19. Infatti, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione stima una media di 1,6 milioni di gravidanze indesiderate a livello globale nei 3 mesi e mezzo di lockdown.
Sempre il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione stima che la pandemia abbia interrotto l'uso dei contraccettivi per circa 12 milioni di donne, con la conseguenza di quasi 1,4 milioni di gravidanze indesiderate nel 2020 in 115 Paesi a basso e medio reddito.
A confermare questo andamento è stato anche lo European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights, che ha elaborato un report sull'accesso alla contraccezione in Europa durante l'emergenza pandemica dal quale emerge che le donne europee sono state limitate nell'accesso ai contraccettivi per varie ragioni, tra cui la paura di contrarre il COVID-19 recandosi nei consultori o nelle cliniche, la chiusura o la riduzione degli orari dei centri dedicati, la mancanza di una comunicazione chiara sulla riorganizzazione dei servizi ginecologici e gli ostacoli economici, incrementati dalla pandemia.
Tra i diversi Paesi, anche l'Italia ha visto una contrazione degli esami ginecologici (-54 per cento), dei trattamenti (-34 per cento) e dei cicli contraccettivi (-130.000) e un incremento dei giorni medi d'attesa per un esame ginecologico (45).
Oggi le donne dispongono di opzioni contraccettive differenti per efficacia e somministrazione in grado di favorire un'accurata e consapevole pianificazione familiare e prevenire le gravidanze indesiderate, ma nel nostro Paese solo il 16 per cento delle donne fertili ne fa uso e la conoscenza dei metodi innovativi è molto limitata, tanto che il 63 per cento dei millennial dichiara di aver avuto almeno un rapporto completo non protetto. Questo dato conferma la necessità di una educazione qualificata alla contraccezione che sia anche in grado di contrastare le fake news in cui si potrebbe imbattere più dell'80 per cento dei giovani che, secondo lo Studio nazionale sulla fertilità dell'Istituto superiore di sanità, si rivolge a internet per avere informazioni sulle tematiche della salute sessuale e riproduttiva.
Come riportato anche dal Ministero della salute, la conoscenza della fertilità, delle sue potenzialità e limiti biologici, del suo valore e di come preservarlo e mantenerlo rientra nell'ambito dell'educazione sanitaria. La salute sessuale e riproduttiva è un importante aspetto della crescita e dello sviluppo in età adolescenziale; per tale motivo è importante averne cura fin dall'infanzia per evitare che patologie o comportamenti scorretti e dannosi possano compromettere la fertilità futura. Pertanto, l'educazione sessuale non può essere considerata come il solo trasferimento di informazioni di tipo medico-sanitario, ma è strettamente connessa con l'educazione all'affettività e alle relazioni, al rispetto dei diritti umani e della parità tra i sessi.
L'educazione all'affettività e alla sessualità deve essere appropriata all'età dell'adolescente e deve avere un approccio olistico che aiuti a far maturare nei giovani le competenze che li rendano capaci di determinare autonomamente la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie fasi dello sviluppo.
Il tema dell'educazione sentimentale e sessuale risulta ancora difficile da affrontare nelle scuole e la presente proposta di legge è volta proprio all'istituzione di un corso di insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado al fine di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di maturazione socio-relazionale e sentimentale. L'obiettivo finale è sostenere, rafforzare e permettere ai ragazzi di gestire la propria sessualità e affettività in modo responsabile e sicuro.
Proprio per tali ragioni, risulta fondamentale il ruolo della scuola nel trasmettere informazioni complesse e di tipo tecnico, come quelle sulla contraccezione e sulle infezioni sessualmente trasmissibili, al fine di accompagnare i giovani verso scelte informate e consapevoli e di agire in modo responsabile verso se stessi e il proprio partner.
La presente proposta di legge si compone di tre articoli.
L'articolo 1 istituisce l'insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale nel primo e nel secondo ciclo di istruzione.
L'articolo 2 rimanda ad un decreto ministeriale la definizione dei programmi e delle linee guida per l'insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale.
L'articolo 3 istituisce un Fondo per l'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Introduzione dell'insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale)

1. Nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado è introdotto l'insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale, finalizzato alla crescita educativa, culturale ed emotiva dei ragazzi al fine di gestire l'affettività e la sessualità in modo responsabile e sicuro e prevenire fenomeni di bullismo, di violenza contro le donne e ogni forma di discriminazione.
2. A partire dall'anno scolastico 2022/2023, l'orario settimanale delle scuole di istruzione secondaria di primo e di secondo grado è incrementato di un'ora obbligatoria dedicata all'insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale.

Art. 2.
(Linee guida e programmi di insegnamento)

1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, sono definiti le linee guida e i programmi per l'insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, tenendo in considerazione l'età degli studenti.
2. I programmi di insegnamento dell'educazione sentimentale e sessuale di cui al comma 1 devono includere:

a) l'educazione socio-affettiva e sessuale;

b) la promozione della parità tra i sessi, dei ruoli di genere non stereotipati, del reciproco rispetto e della valorizzazione della diversità di genere;

c) la promozione della salute sessuale e riproduttiva;

d) l'insegnamento di atteggiamenti responsabili per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Art. 3.
(Istituzione del Fondo per l'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole)

1. Per le finalità della presente legge, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione il Fondo per l'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole, con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022.
2. Agli oneri derivanti di cui al comma 1, pari a 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

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