XIX LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 27 di venerdì 23 dicembre 2022

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LORENZO FONTANA

La seduta comincia alle 19.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

ALESSANDRO COLUCCI, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 7 dicembre 2022.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 60, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Seguito della discussione del disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 (A.C. 643-bis-A/R​); Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 643-bis-A/R: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 e della relativa Nota di variazioni.

Ricordo che nella seduta di ieri il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 del disegno di legge in esame, nel testo approvato dalla Commissione a seguito del rinvio deliberato dall'Assemblea.

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 19,04).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Si riprende la discussione.

(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia – Articolo 1 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.

Ricordo che, secondo quanto convenuto nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo di ieri, è stata disposta la ripresa televisiva diretta degli interventi dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Riccardo Magi. Ne ha facoltà. Vi chiedo cortesemente di mantenere un po' di silenzio. Prego, onorevole.

RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Noi di +Europa ovviamente non voteremo la fiducia sulla legge di bilancio perché siamo convintamente all'opposizione di questo Governo per le scelte politiche che il Governo ha fatto in questo bilancio e perché quanto è accaduto durante l'esame del provvedimento dovrebbe indurre tutti coloro a cui stanno a cuore la democrazia rappresentativa e il ruolo del Parlamento a lanciare un allarme. Le modalità e i tempi dell'esame della legge centrale per la vita del Paese sono stati tali da segnare un ulteriore e definitivo degrado della funzione del Parlamento. Ci rendiamo conto, Presidente Fontana, che ormai è consentito che una legge di bilancio venga esaminata meno e peggio di quanto avvenga con un qualsiasi decreto da convertire? Lei, Presidente, e il presidente della Commissione bilancio, vale a dire le figure di garanzia principali sulle prerogative del Parlamento, dovreste intervenire e presidiare per rendere almeno effettive queste prerogative, ma non potete e non volete. Ormai il degrado è da tempo un processo progressivo e inarrestabile, che finisce per svuotare di senso la stessa dinamica istituzionale. C'è consapevolezza in lei, Presidente, e nei leader delle principali forze politiche che è necessario intervenire con urgenza, anche a livello regolamentare, ragionando su regole e tempi per salvare il ruolo del Parlamento anche nella sessione di bilancio? Si tratta di domande che sono rivolte anche ai colleghi della maggioranza, in particolare a quelli di Fratelli d'Italia, che abbiamo ascoltato spesso lamentare queste lesioni alla democrazia in situazioni meno critiche di quelle odierne.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, cerchiamo, per rispetto anche del nostro collega, di mantenere un clima in cui chi lo desidera possa ascoltare.

RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente, anche per rispetto dei cittadini che ci seguono in diretta televisiva. Una fiducia in queste condizioni è uno schiaffo al Parlamento, l'ennesimo - certo -, ma non per questo meno grave. La Presidente Meloni, il Governo che presiede e la maggioranza che la sostiene possono nutrire tutte le ambizioni presidenzialiste che hanno annunciato, ma non sono al di sopra delle istituzioni e non è mai tollerabile che venga meno il loro rispetto per questa Assemblea e per la prassi costituzionale. I cittadini che stanno seguendo vogliono avere anche informazioni da questo dibattito sul merito della legge di bilancio. Ebbene, questa legge di bilancio contiene tante mance, ma manca gravemente di qualsiasi progettualità a lungo termine e di strategia di politica economica. Si tratta di un testo che sembra essere ispirato più al tentativo di garantire un po' di marchette a tutti i partiti della maggioranza, che a fornire una risposta concreta alle esigenze del Paese, soprattutto quelle delle generazioni più giovani.

È vero, Presidente, che il Governo ha avuto poco tempo per preparare questo disegno di legge, ma ha avuto anni per preparare le idee con cui concepirlo. L'unico indirizzo di politica economica che può leggersi in questo testo è basato sul peggiore conservatorismo, cioè guarda al passato e non al futuro. Al contrario, in questa legge, non c'è quasi nulla di sostanziale che risponda alle esigenze dei veri esclusi e degli ultimi, che purtroppo in questo Paese coincidono con la parte più giovane della popolazione. Questa legge destina solo il 5 per cento delle risorse disponibili ai giovani di età compresa fra i 16 e i 35 anni e a misure idonee a incidere direttamente sul divario generazionale. Per l'autoimpiego e l'imprenditorialità non vi è traccia di alcuna misura destinata in modo specifico ai giovani, quasi nulla sull'orientamento e sulla formazione. In questo Paese che, per il Presidente Meloni, non è un Paese per giovani - e continua a non esserlo a maggior ragione con questa legge di bilancio -, le persone di età compresa fra i 18 e i 34 anni rappresentano la fascia di popolazione che espatria di più, senza confronti con le altre fasce di età. Questa è l'emigrazione che dovrebbe preoccuparvi. Si tratta - e concludo, Presidente - prevalentemente di persone formate in Italia, con il nostro sistema scolastico pubblico, che vanno a fare altri lavori, spesso altamente specializzati all'estero. In questo Paese non si riesce neanche a garantire il diritto di voto a 5 milioni di giovani fuori sede. Eppure, davanti a questo, per settimane, la principale preoccupazione della maggioranza è stata quella di provare a impedire alle persone di scegliere con quale mezzo di pagamento fare i propri acquisti, imponendo di ricorrere al contante.

Presidente Meloni, chieda, e concludo, anche soltanto per ricordarsi della loro esistenza, ad un ragazzo, ad una ragazza, che oggi hanno 15, 16, 20 anni e che vivono in Europa, qual è l'obbligo di pagamento che viene loro imposto negli altri Paesi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-+Europa).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Steger. Ne ha facoltà, per 6 minuti.

DIETER STEGER (MISTO-MIN.LING.). Presidente, colleghe e colleghi, ci troviamo in un contesto di estrema delicatezza. Rischiamo crescita zero per il 2023 e la situazione geopolitica, con la guerra in Ucraina, complicherà ancora le cose. E poi c'è l'insidia dell'inflazione che, per un Paese come l'Italia, che ha conosciuto una contrazione dei redditi solo in parte mitigata dagli aiuti nella fase pandemica, costituisce un grave problema. Serve, pertanto, mettere in campo politiche contro l'inflazione insieme a misure per tutelare il potere di acquisto delle famiglie e garantire l'accesso al credito e alla liquidità delle imprese. Da qui l'importanza particolare della manovra che, assieme all'attuazione del PNRR, determinerà le sorti del nostro Paese nei prossimi mesi ed anni. Raggiungere gli obiettivi del PNRR è anche importante per ottenere questi ulteriori fondi che sono previsti e vengono aggiunti al PNRR, i 9 miliardi per l'Italia decisi negli ultimi giorni da Bruxelles.

Parto da considerazioni di metodo. Prendo atto del problema oggettivo dei tempi nella trattazione della legge di bilancio. È ovvio che ciò ha comportato parecchi problemi in termini di qualità: qualità del dialogo tra Governo e Parlamento, tra maggioranza e opposizioni, e anche qualità sostanziale delle misure adottate. Ne sono prova i 44 rilievi per problemi di copertura sugli emendamenti, avanzati e presentati dalla Ragioneria generale dello Stato. Grave è lo stralcio del Fondo comuni, con una dotazione di 450 milioni di euro. E qui, sulla mancata copertura di questo Fondo, è sorto un problema dei numeri sulla manovra.

Ricordo ai colleghi della Commissione e a me stesso che il Governo ci ha detto che erano a disposizione per le necessità emendative 700 milioni: 400 milioni, Fondo parlamentare, 300 milioni, Fondo ministeriale. Ieri scopriamo che i 450 milioni del Fondo comuni potevano essere coperti, ma per scelta non del Parlamento rimanevano scoperti. Orbene, il mio problema a questo punto è di capire a quanto ammontano davvero le risorse messe in campo: 700 milioni o 700 milioni più 450 milioni o un'altra cifra? Questo punto andrebbe chiarito perché è sacrosanto diritto del Parlamento conoscere con certezza i numeri della manovra. Ed è d'obbligo, per il Governo e per la maggioranza politica, agire con trasparenza nei confronti delle opposizioni.

Entrando nel merito della manovra, parto da due considerazioni. Primo, la manovra non trova la contrarietà dell'Unione europea, perché è ispirata a criteri di prudenza e responsabilità nelle politiche di bilancio. Secondo, la prima priorità consiste nel sostegno contro il caro bollette. Va dato atto al Governo che così ha centrato due degli obiettivi principali di questa manovra. I 21 miliardi impegnati contro il caro bollette, sulla falsariga delle misure già impostate dal Governo Draghi, trova il mio assoluto assenso. Bene anche le misure per contenere il costo del lavoro attraverso l'alleggerimento del cuneo contributivo per le persone e le famiglie meno abbienti. Su questo tema si poteva e si doveva fare, però, di più. Solo rinunciando alla cosiddetta misura “salva calcio”, si potevano riservare ulteriori 900 milioni per alleggerire il cuneo contributivo. In tempi difficili come questi, con sempre più persone e famiglie in difficoltà, concedere un tale privilegio a pochi soggetti, gli unici responsabili dei problemi che hanno, è davvero inconcepibile e, lasciatemi dire, inaccettabile.

Sul fronte crescita e investimenti, purtroppo, non si è ripristinato l'assetto, con particolare riguardo all'iperammortamento di Industria 4.0. Sul lato lavoro, condividiamo le modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali. Da anni il mio gruppo cerca di convincere la maggioranza politica a modificare il regime, perché i voucher servono. Certo, ci vogliono anche controlli efficaci per evitare gli abusi, ma servono nei servizi, nel turismo, nell'agricoltura, anche per far uscire dal lavoro in nero determinate attività. Gli importi messi a disposizione del settore della sanità, un settore da 3 anni in emergenza, sono ampiamente insufficienti. Ci vorrà, già nei prossimi mesi, un ulteriore provvedimento di rifinanziamento del settore.

E, infine, il PNRR. Dato che il ricorso al finanziamento in deficit dovrà essere necessariamente limitato, serve un'attenzione particolare all'attuazione del PNRR. Gli oltre 220 miliardi a disposizione, in effetti, potranno fare la differenza per mantenere l'Italia su un percorso di crescita. A questo proposito, signori Ministri, devo pretendere dal Governo che le autonomie speciali, nella partecipazione ai bandi PNRR, non siano penalizzate, ma che anche chi gode di maggiore autonomia sia incluso nella gestione dei bandi per accedere ai fondi europei. Quindi, prima della pubblicazione, i bandi passino per la Conferenza Stato-regioni, così permettendo di sanare un vizio che, altrimenti, penalizza le autonomie speciali.

Concludo. Il percorso di questa sessione di legge di bilancio è stato accidentato, l'interlocuzione tra Governo e Parlamento difficile, il rapporto tra maggioranza e opposizioni spesso al limite della correttezza istituzionale e non sempre trasparente. L'intervento principale del Governo sul caro bollette è più che condivisibile e anche gli interventi per alleggerire il cuneo contributivo, seppure insufficienti, vanno nella giusta direzione. Per il resto, questa manovra finanziaria non ha una linea chiara e non ci convince. Si può presumere che questo Parlamento, già nei prossimi mesi, sarà chiamato a rafforzare le misure necessarie per far crescere il Paese. Nel complesso, quindi, una manovra con luci e parecchie ombre. Per questi motivi, annuncio il voto di astensione dell'SVP e dell'Union Valdôtaine (Applausi dei deputati del gruppo Misto).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Romano. Ne ha facoltà, per dieci minuti. Colleghi, per cortesia, ascoltiamo il collega Romano.

FRANCESCO SAVERIO ROMANO (NM(N-C-U-I)-M). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, arriviamo al primo appuntamento di questo Governo con la fiducia chiesta al Parlamento sulla legge di bilancio 2023. In realtà siamo chiamati ad esprimere la fiducia sui primi 60 giorni del Governo che, nel suo operare, ha già preso provvedimenti che hanno un impatto anche sull'attuale legge di bilancio al nostro esame.

Ebbene, le parole sono lo strumento ideale per descrivere il mondo e anche per cercare di cambiarlo, ma sono i numeri a governare il mondo e sono lo strumento per capire e valutare. Una cosa è certa: dietro ai numeri ci sono sempre scelte e responsabilità e questo vale soprattutto per il Governo di una Nazione. Questo Governo è sotto lo sguardo attento e critico sin dai suoi primi passi, ancor prima che nascesse. Ogni suo atto è stato atteso e valutato, perché di questo Governo si sapeva già tutto, tutto quel che avrebbe fatto e tutto quel che non avrebbe fatto. Di solito i pregiudizi funzionano così.

Noi siamo per le scelte e per la responsabilità. E una critica che non potrà mai esserci rivolta è la mancanza di coerenza o di determinazione fortissima. Lo sanno bene i nostri elettori che non hanno scelto di votare il centrodestra per caso. Questo momento è particolarmente difficile dal punto di vista economico e con effetti sociali non indifferenti, per i motivi che tutti conosciamo, ma nei momenti difficili vanno prese decisioni importanti.

Come sempre accade, e accadrà anche questa volta, non basterà fare bene dieci cose: l'attenzione di chi ci osserva si concentrerà sull'undicesima a seguire. Non aspettatevi sorprese. Questa legge è nata mesi fa, insieme ai nostri elettori, e l'abbiamo costruita ogni volta che ci siamo confrontati con loro. Impresa, famiglia, infrastrutture e coesione sociale: ecco su quali pilastri abbiamo fondato le nostre scelte che sono il primo passo per rimettere in moto meccanismi, spesso inceppati, che possono, invece, diventare veri motori della nostra economia e struttura portante del Paese.

Per la prima volta in Italia si sono svolte elezioni politiche in autunno e per la prima volta, a causa dell'incrocio di diverse crisi, come la pandemia COVID, la guerra in Ucraina, l'aumento dei costi delle materie prime e la crisi energetica accompagnata dall'esplosione dei prezzi, questi interventi, anche presenti in questa legge, da emergenziali sono diventati prioritari.

Il Governo ha avuto un compito difficile poiché rispondere alle emergenze significa necessariamente drenare risorse destinate alla visione strategica che questo Governo e la sua maggioranza vogliono offrire all'Italia, per costruire una società che, come ci chiedono gli italiani e come lo hanno chiesto con forza alle scorse elezioni, necessita di profonde riforme, nonché del ribaltamento di un principio vigente nella filosofia statalista, dove l'uomo, la famiglia, le imprese contano meno e sono asservite allo Stato (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE). In questa legge di bilancio le prime risposte sono già coerenti con il programma elettorale con il quale abbiamo avuto la fiducia degli italiani, e sono fatti concreti e non opinabili. All'esigenza di dare aiuti alle famiglie che non possono pagare la bolletta energetica, alle imprese che rischiano la chiusura, ai lavoratori che hanno visto perdere il potere di acquisto dei loro salari o, peggio, il loro posto di lavoro - è immediatamente leggibile dal testo che abbiamo in esame -, il Governo ha dato risposte. Ma aggiungo che né il Governo, né la maggioranza che lo sostiene si sono limitati solo a ciò. Infatti, non mancano le iniziative volte a segnare il perimetro della nuova Italia che vogliamo costruire. Noi Moderati abbiamo contribuito, con le nostre proposte, a far sì che il concetto di famiglia, come primo nucleo della società, diventi centrale per le politiche sociali e per le politiche di sviluppo. Per le prime, riconosciamo alle famiglie quel ruolo insostituibile di sussidiarietà che esercitano quando lo Stato non riesce a dare risposte ai tanti bisogni della fragilità umana. In alcuni casi, un povero anziano, un giovane disoccupato, un disabile sarebbero tristemente abbandonati al negletto destino degli invisibili, se non ci fossero le loro famiglie a prendersene cura (Applausi dei deputati del gruppo Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE), diventando così il primo ammortizzatore sociale, non remunerato, dello Stato italiano. Questo è un tema che ha a che fare con la legge di bilancio? Assolutamente sì. È un tema, questo, che ha a che fare con il modello di società che vogliamo costruire? Assolutamente sì. Ed è per questo che ci siamo impegnati, attraverso misure presenti in questa legge di bilancio, per far sì che il loro compito, compreso quello di accudire, crescere, educare la prole, sia meno difficile. Avere dato la possibilità di estendere il congedo parentale, in alternativa, ad ognuno dei genitori è stata una battaglia giusta ed il Governo ne ha compreso l'importanza, così come per l'assegno unico alla famiglie con tre o più figli; così come l'avere proposto il finanziamento di un fondo a sostegno delle donne vittime di violenza (Applausi dei deputati del gruppo Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE). È tristissimo non riuscire a fermare una sempre crescente e cieca violenza domestica, che fonda la sua terribile dinamica, oltre che in menti malate, nel disagio in cui vivono molte famiglie nelle quali le donne sono oggetto destinatario di ogni crudeltà. Basta? Non basta. Si inscrive, però, dentro quel perimetro di società che vogliamo costruire, dove la donna, oltre ad avere opportunità pari agli uomini, abbia anche tutela e sostegno che garantiscono libertà e dignità (Applausi dei deputati del gruppo Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE), con i fatti concreti, con un emendamento da noi presentato, e non da altri.

Salutiamo con favore la norma che proroga il credito d'imposta per gli investimenti e, in particolare, per gli investimenti al Sud. Abbiamo sempre detto che sono le imprese il soggetto sociale che maggiormente realizza posti di lavoro e abbiamo sempre detto che il lavoro, come tra l'altro recita la Costituzione, è il fondamento della nostra Repubblica, ma, affinché sia tale, deve rispondere a caratteristiche che nel mondo civile sono ormai patrimonio inalienabile. Lavorare in sicurezza, lavorare con una retribuzione ben proporzionata alla prestazione, così come lavorare nella legalità, sono per noi un riferimento indiscutibile.

Per questa ragione abbiamo sostenuto l'iniziativa del Governo volta a costruire più posti di lavoro attraverso gli investimenti, unico strumento per realizzare quella scala sociale che ha reso forte il nostro Paese e ha consentito a tante donne e a tanti uomini di conseguire condizioni di vita inaspettate rispetto al punto di provenienza, diversamente da come ha fatto chi ci ha preceduto negli anni del comizio di Palazzo Chigi, che, solo per interesse elettorale, ha fatto finta di confondere il grave problema della disoccupazione con la lotta alla povertà (Applausi dei deputati del gruppo Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE). Infatti, anziché impegnarsi a trovare soluzioni che potessero consentire a questi nostri cittadini e cittadine di poter avere un lavoro vero, qualificato, ben retribuito, hanno preferito la scorciatoia dei soldi a pioggia - gli inglesi la chiamano helicopter money -, senza controlli e senza via d'uscita, penalizzando ancora di più chi ha veramente bisogno.

In questa legge sono previste maggiori agevolazioni alle assunzioni a tempo indeterminato, aumentando la soglia di contribuzione per i percettori di reddito di cittadinanza che vengono ricollocati nel mondo del lavoro, perché questo deve essere l'obiettivo finale che giustifica l'aiuto che viene dato a chi non ha reddito. Sul punto siamo stati strumentalmente attaccati dal leader del MoVimento 5 Stelle, per avere messo i piedi nel piatto. Il presidente Conte sa che non ci sono ingegneri tra i percettori di reddito (Applausi dei deputati del gruppo Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE), sa che non ci sono professionisti, sa che non ci sono lavoratori qualificati e sa bene che nel nostro Paese vige un paradosso inspiegabile: a fronte di un'elevata percentuale di disoccupati, vi è una elevata vacanza di domanda in quasi tutti i lavori che richiedono una qualifica (Applausi dei deputati del gruppo Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE).

Non parlo necessariamente di posti di lavoro per informatici, per medici, per ingegneri o, comunque, di alta specializzazione; parlo dei camerieri, dei saldatori, dei tornitori, dei carpentieri, potrei continuare all'infinito. Parlo di figure cercate dal mondo del lavoro e spesso introvabili, e tutto ciò perché chi ci ha preceduto ha rinunciato a dare la speranza o, meglio e più, a realizzare un percorso che potesse formare e qualificare tanti disoccupati, anche attraverso l'ausilio delle imprese, per poterli poi collocare rapidamente nel mercato del lavoro. Cari colleghi, è stato chiaro ciò che è avvenuto - concludo - nella scorsa campagna elettorale. Un partito destinato a risultati modesti nelle ultime settimane ha ripreso in mano il vessillo della promessa elettorale, il reddito di cittadinanza come contropartita al voto. Del resto, nel nostro Paese la legislazione prevede e punisce il voto di scambio, ma non anche il voto di scambio di massa, perché questo è quello che è accaduto (Applausi dei deputati dei gruppi Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE, Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE - Commenti).

Non è la mancanza del termine “congruo” che vi deve scandalizzare; è la mancanza di futuro che avete offerto a queste cittadine e a questi cittadini, relegandoli a una prospettiva di sola assistenza, privando loro della necessaria spinta motivazionale per costruire il loro disegno di vita. Ed è chiaro che non parliamo dei tanti inoccupati e dei fragili a cui dobbiamo dare il massimo del nostro sostegno, anche di più di quanto non abbiano adesso. Così è impegnato il Governo Meloni, così è impegnata questa maggioranza, così siamo impegnati noi, e votiamo convintamente la fiducia (Applausi dei deputati dei gruppi Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE, Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE - Commenti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Presidente, Ministro Giorgetti, tutto torna, tutto torna. Dodici sanatorie in una sola manovra. Si potrebbe riassumere con un titolo di un libro: Meglio un giorno da Lotito che cento da poveri (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). L'approvazione della norma “salva calcio” comporta il mancato introito immediato di poco meno di un miliardo di euro, mentre c'è poco da ridere. Il taglio al reddito di cittadinanza, con ulteriore riduzione a 7 mesi per i percettori occupabili, vi ha dato la copertura a questa manovra, di 950 milioni di euro.

Ministro, sono onesto: avevamo basse aspettative, ma cribbio, questa manovra è una doppietta contro la povertà, uno sparo alle spalle dell'ambiente, un safari umano. I tempi sono duri e la crisi sociale, climatica ed energetica morde. Eppure, per voi, chi lavora va punito; chi non lavora - come abbiamo appena sentito -, deriso; chi evade, premiato.

Si riduce la pressione fiscale per lavoratori autonomi con alti fatturati. Si concedono condoni e si tenta di ostacolare la tracciabilità dei pagamenti elettronici. In un Paese piegato dall'evasione fiscale avete avuto il coraggio di trattare i pensionati come dei privilegiati, tagliando tutte le risorse già stanziate per aumentare le pensioni, dopo dieci anni in cui non venivano indicizzate. Reintroducete i voucher in un Paese in cui il numero dei contratti precari è fuori controllo: siamo davanti a quella che abbiamo ridefinito mancia economy. Invece che garantire un salario minimo legale sopra i 10 euro, fate pagare gli stipendi con le monetine. Altro che mano tesa verso i camerieri, baristi, facchini e autisti. Per contro - devo essere onesto - avete lavorato alacremente sulla conservazione dei privilegi. Il ritardo, motivato nella presentazione dei cinque maxiemendamenti, non era altro che l'estremo tentativo di apparecchiare un ennesimo condono fiscale per gli evasori. Vi è andata male e le opposizioni sono rimaste unite. Abbiamo respinto il blitz sulla depenalizzazione dei reati finanziari, un gravissimo tentativo di soddisfare i desideri oscuri di una piccolissima e ricca parte del Paese. Siamo pronti, Presidente Meloni, siamo pronti, Ministro Giorgetti, siamo pronti a fermarvi ancora e a far finire questa notte il prima possibile. State cercando di dare segnali precisi al vostro elettorato: lo comprendo, ma tutto ha un limite. Che senso ha, in una legge di bilancio, estendere la caccia con abbattimento selettivo per tutta la fauna in città e in tutte le aree parco e a qualunque ora del giorno e della notte, in qualsiasi periodo dell'anno. Ma vi pare normale che una legge finanziaria si occupi di intercettazioni fatte dagli 007? Nemmeno la P2 scriveva cose così eversive (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra - Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Abbiate il pudore di stare zitti (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi!

MARCO GRIMALDI (AVS). Questa manovra …

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi, si rivolga alla Presidenza e non ai colleghi, grazie. E mi raccomando.

MARCO GRIMALDI (AVS). Sì, signor Presidente, allora interrompa queste voci che non chiamo belluine perché (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

YLENJA LUCASELLI (FDI). Perché non sai che vuol dire!

MARCO GRIMALDI (AVS). Questa manovra è iniqua e regressiva, non incentiva l'economia verde e non pianifica un futuro responsabile. È un inno all'evasione e all'era fossile. Colpisce i più deboli senza vergogna. Alcuni temevano che avrebbe fatto esplodere i conti. Si sbagliavano, questo è certo. L'austerità è il segno che la distingue. Il Ministro Giorgetti, fin dal primo momento, non ha fatto che parlare di prudenza - prudenza! - e, soprattutto, deferenza verso chi si arricchisce ai danni della collettività. Oltre 50 miliardi di euro nei primi sei mesi. Utili in continua crescita. Prendiamo ENI: tra luglio e settembre ha visto i suoi profitti aumentare a 3,7 miliardi di euro, per un totale di 10,8 miliardi di euro dall'inizio dell'anno. Tutto ciò è inaccettabile. Sette aziende oggi sono nel mirino dell'Antitrust. Hanno tentato di aumentare le tariffe a 7 milioni di cittadini, violando la norma del decreto Aiuti-bis. Hanno messo le mani nelle tasche degli italiani e, nel momento più duro, hanno fatto volare l'inflazione alle stelle mentre le famiglie tagliavano persino i consumi alimentari e le imprese erano in ginocchio per i costi energetici. Le società energetiche, invece, hanno accumulato profitti stellari. Un esproprio sociale ai danni del Paese: gli extraprofitti sono soldi degli italiani ed è a loro che vanno restituiti immediatamente. Invece, voi siete riusciti a fare peggio del Governo Draghi perché ora da loro prenderemo solo un quarto rispetto a quanto preventivato dal Governo precedente. Ma non finisce qui (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)! Chi dichiarerà nel 2023 redditi da capitale godrà di un regime fiscale vantaggioso, con un'aliquota sostitutiva del 14 al posto del 26 per cento. Noi abbiamo portato avanti tutte le nostre battaglie senza infingimenti e abbiamo visto bocciare, uno ad uno, emendamenti che andavano nel segno della giustizia sociale e ambientale. Presidente Meloni, le rivolgo un appello. Non faccia gli stessi sogni di Plinio il Vecchio, Mussolini e Berlusconi. Fermi l'assurdo progetto del ponte sullo Stretto di Messina, non ce n'è nessun bisogno (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)! Lo sostituisca con vere proposte di rilancio degli spostamenti dei cittadini siciliani e calabresi. Ma davvero credete che in Sicilia e in Calabria, dove i mezzi di trasporto pubblici hanno - se va bene - vent'anni, sia quella l'opera di cui c'è bisogno?

La Commissione bilancio ha approvato i nostri emendamenti per completare la carta geologica del Paese. Possiamo aprire un confronto su come proteggere questa Italia fragile dai cambiamenti climatici? Abbiamo proposto di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario, in un Paese in cui c'è chi lavora 14 ore al giorno e milioni di persone che vengono costrette ad accettare lavori part-time. Abbiamo proposto il salario minimo legale con l'indicizzazione dei salari in un Paese in cui ci sono 2,9 milioni di working poor, ma Durigon preferisce dire ai laureati di non essere schizzinosi e andare a fare i camerieri, senza vergogna. Ma ci vada Romano a guadagnare meno di 4 euro a 300 chilometri di distanza! Vada lui! Vada lui e poi ne parliamo (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Abbiamo chiesto di rifinanziare il Servizio sanitario nazionale, ma sembra che il COVID vi abbia portato via anche la memoria. Vi è sfuggito il fatto che oggi per una gastroscopia ci sono liste d'attesa di più di un anno. Abbiamo ribadito che azzerare i fondi per la morosità incolpevole sarebbe stato scellerato, visto che in Italia ci sono 900 mila famiglie in affitto in condizioni di povertà assoluta e 150 mila famiglie sotto sfratto, in un mercato privato della casa per molti letteralmente insostenibile. Siccità, alluvioni, bombe d'acqua tropicale; l'estate del 2022 è stata la più calda della storia d'Italia. Non solo nulla viene previsto nel disegno di legge, ma nel decreto Aiuti-quater si è introdotto pure uno sblocca trivelle che produrrà tanti danni ambientali e un vantaggio energetico risibile e di cortissimo respiro.

Signor Presidente, Ministro Giorgetti, prima di concludere, le dico esplicitamente che un grazie me lo aspettavo. Non so se gliel'hanno detto, ma grazie alle opposizioni, grazie al nostro emendamento, la modifica in materia di POS è stata accantonata. Se l'aveste respinto, come stavate per fare, ci avreste mandato a sbattere. Grazie a noi continuerà a esistere l'obbligo di accettare il pagamento col POS sotto i 60 euro. Ma vi dico una cosa. Non ho paura di dire che in questa manovra c'è una cosa per cui sono davvero contento - anche se è una mediazione - perché è un segnale di speranza. Come sapete, noi vorremmo che il congedo di maternità di cinque mesi si trasformasse in un congedo di genitorialità per mamme e papà. Il MiSE ha finalmente ammesso l'esistenza di un gender gap salariale di 600 euro mensili: 1.500 euro alle donne, 2.100 agli uomini. Da gennaio - grazie a un emendamento che ho avuto l'onore di votare da primo firmatario, con tutti i colleghi di maggioranza e opposizione, con la copertura economica del Governo - fino al sesto mese del figlio potrà assentarsi dal lavoro anche l'uomo. Ecco, i compromessi sanno sempre di sale e di ferro, ma ve lo ripeto: senza i cinque mesi paritari non sottrarremo mai alla ricattabilità di questo Paese le donne. Questa è la rivoluzione: togliere alle donne quelle domande che gli vengono troppo spesso rivolte. Volete avere figli? Avete un compagno? Avete una famiglia? Volete parlare di maternità? Di natalità? Dobbiamo continuare a lavorare su questo (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Pensavate di averci sconfitto per sempre. Invece, siamo qui più uniti di ieri e siamo pronti a fermarvi ancora, a dare al 99 per cento di questo Paese tutto ciò che voi riservate a quell' un per cento più ricco, che ridendo si gode questa manovra.

In questa notte buia, siamo pronti a pensare più in grande, a sognare più forte, ad occhi aperti (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Grazie, Presidente. Ogni azione umana è fatta di metodo e di merito, quindi io, prima di spiegarvi brevemente perché, nel merito, il gruppo di Azione-Italia Viva voterà contro la fiducia a questa legge di bilancio, svolgerò un paio di considerazioni di metodo. Anche il metodo è importante. Potete dire finché volete che ad ogni legge di bilancio abbiamo assistito a corse contro il tempo, errori, rinvii in Commissione, scadenze che saltano, gestioni approssimative: la rimozione psicologica è un fenomeno umano, vi capiamo, ma non aiuta mai in politica e non aiuta mai quando si tratta di governare un Paese. Dentro di voi, ognuno di voi sa benissimo e tanti, tutti, in questo edificio e nelle istituzioni di questa Repubblica, sanno che un livello di approssimazione, un livello di superficialità e un livello di incapacità che si sono visti in questa legge di bilancio non si sono mai visti nella storia di questa Repubblica. Ancora 20 minuti fa, avete presentato due emendamenti per cambiare ancora una volta questa legge di bilancio: uno è sulla questione su cui ieri giuravate che era tutto chiaro e vi arrabbiavate se l'opposizione vi diceva “guardate che, forse, non è chiaro”; l'altro emendamento è su un provvedimento di spesa arrivato a 15 minuti dal voto di fiducia.

Non era mai capitato che la Ragioneria generale dello Stato, che non è un nemico da combattere, ma è quell'istituzione che deve assicurarsi che ogni intervento di spesa sia coperto, non fosse presente nei lavori della Commissione bilancio (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe). E due ore fa, un influente deputato di maggioranza, presidente di una Commissione, ha detto “ma come mai non c'era la Ragioneria generale dello Stato”? Onorevole Mollicone, ma in capo a chi spettava l'onere di far venire la Ragioneria in Commissione, per assicurarsi che tutto funzionasse correttamente? Noi, come sapete, abbiamo abbandonato, a un certo punto, i lavori della Commissione e abbiamo rinunciato a quei 14 milioni che erano destinati al nostro gruppo, per i nostri interventi.

La seconda considerazione di merito che facciamo - questo è un po' più sgradevole - è che tutti noi sappiamo quanto sia comune, dopo decine e decine di ore di lavoro stressante, avere nervosismi e avere incomprensioni, ma neanche su questo, vedete, vi è parità fra maggioranza e opposizione. L'opposizione esprime il suo malcontento, la sua passione, a volte la sua frustrazione, a volte la sua rabbia o l'avversione verso quanto accade, a maggior ragione se la conduzione dei lavori - come è accaduto - è deficitaria, ritardataria, inefficiente, approssimativa. Nella scorsa legislatura, l'allora opposizione, anche nella figura di persone che hanno ora importanti responsabilità in questo Parlamento, durante la discussione di un provvedimento nella Commissione di cui ero presidente, sono saltati sul banco della presidenza, buttando via i fogli e dicendo “qui finisce male”, altri hanno lanciato microfoni. Anche persone che hanno caratteri passionali - come il mio - capirono che, quando si è maggioranza e quando si è Governo, si deve avere anche la forza e la dignità di affrontare situazioni come queste, senza provocare.

Stavolta c'è un'altra prima volta: abbiamo assistito a numerose scene in questi giorni, in Commissione, in cui non di fronte a provocazioni da parte dell'opposizione - che possono anche essere legittime -, ma di fronte a esposizioni di posizioni politiche, di fronte a richieste di chiarimento, quale quella di ieri sera in cui dicevate “tutto a posto” - mentre oggi è saltato fuori che non era posto -, fior di sottosegretari, ministri, capigruppo, questori anziani hanno risposto insultando, dileggiandolo, a volte persino cercando la rissa. Noi vi abbiamo sempre difeso ed eravamo in pochi quando vi veniva rinfacciata la cultura politica da cui molti di voi provengono, lo abbiamo sempre considerato un espediente storicamente datato di chi non sa come confrontarsi sul merito. Lo continuiamo a pensare, ma, per favore e nell'interesse delle istituzioni di questa Repubblica, non fatecene mai pentire.

Veniamo ora al merito. Circa un mese fa, noi di Azione-Italia Viva siamo andati a Palazzo Chigi dalla Presidente Meloni - erano rappresentati i più importanti esponenti di questo Governo - a dire: guardate, siccome quest'anno ci sarà pochissimo tempo in Commissione e in Parlamento per discutere, veniamo a dirvi noi quali sono i temi su cui, secondo noi, bisognerà avere risposte. Lo abbiamo fatto sapendo bene di attrarre le critiche, come puntualmente è stato, di chi - e sono tanti, in questo Paese - vede il dibattito pubblico come niente più di un confronto fra curve ultrà, una brutta versione di un derby calcistico. Lo abbiamo fatto perché amiamo il nostro Paese più di quanto amiamo i nostri partiti politici e più di quanto amiamo la nostra immagine pubblica.

Vi abbiamo parlato di sanità, che, uscita dal COVID, non può avere solo le risorse che neanche servono a coprire l'inflazione di questi mesi. Vi abbiamo parlato dell'unico strumento di politica industriale che in 25 anni ha funzionato, Industria 4.0, chiedendovi e proponendovi di prorogarlo e di rafforzarlo. Vi abbiamo parlato di come sostituire il reddito di cittadinanza con uno strumento più equo e più efficiente. Serve a poco prendere gli applausi sul reddito di cittadinanza, se non siete stati in grado, in questa manovra, di sostituirlo da subito con uno strumento più a favore della crescita (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe). Serve a poco continuare il derby fra curve ultrà. Vi abbiamo chiesto di continuare a sostenere famiglie e imprese sull'energia dimezzando il costo in bolletta, senza farle passare dal credito d'imposta. Vi abbiamo parlato di come aiutare i comuni a mettere a terra la più grande mole di investimenti pubblici che questo Paese abbia mai visto in decenni. Vi abbiamo parlato di borse di studio per studenti meritevoli, vi abbiamo parlato di continuare la rivoluzione delle politiche familiari iniziata con il Family Act, e vi abbiamo portato le coperture.

Non avete colto alcun suggerimento. Ci siamo trovati con una manovra zeppa di misure, la più strutturale delle quali era la riduzione della tassazione per i pensionati che hanno lavorato nel Principato di Monaco e a proporlo è stato colui che, pochi minuti fa, ha tuonato contro le politiche di welfare (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe). Ci siamo ritrovati con una manovra che toglie 230 milioni nel 2023 dalla Carta giovani e, al contempo, fa un regalo di mezzo miliardo di euro alle società di calcio di serie A, consentendo loro di pagare le tasse entro 5 anni e con un interesse del 3 per cento. Un'opportunità che non avete concesso a nessuno degli imprenditori, degli artigiani e dei commercianti che, a chiacchiere, dicevate di difendere quando avete chiesto i loro voti a settembre (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe)! Un'opportunità che non avete concesso alle aziende del settore biomedicale, che avete ringraziato e che abbiamo ringraziato durante la pandemia, uno dei settori più innovativi di questo Paese, che si trovano, a metà gennaio, a dover pagare 2 miliardi e 100 per un meccanismo inefficiente e sbagliato come quello del pay-back sanitario.

Vedete - e concludo -, noi da tempo denunciamo che in questo Paese non si è ammalato uno o un altro partito politico, si è ammalata la politica italiana. Invece che essere l'arte di conquistare il consenso su una visione di comunità per risolvere i problemi di quella comunità e migliorare la vita di chi vive quella comunità, è diventata una lotta senza quartiere e, spesso senza dignità, per conquistare il consenso, per poi arrivare al Governo e non avere la minima idea di cosa farci di quel consenso. Così nel nostro Paese - lo ha dimostrato anche quello che l'onorevole Giachetti ha denunciato in quest'Aula ieri - la politica è diventata una via di mezzo fra una pubblicità ingannevole e uno scadente reality show, in cui lo stesso merito che si proclama, finora solo a parole, per la società non viene applicato alla selezione dei protagonisti di questo reality, ossia del personale politico. Erano più di 10 anni che eravate abituati solo a fare opposizione e lo avete dimostrato tragicamente in questa prima prova. Ma a noi interessa poco attaccarvi su questo, ci interessa più lanciare un grido d'allarme, anche ai cittadini che ci stanno guardando, sul fatto che, da un po' di tempo a questa parte, la politica ti prepara a fare opposizione, non a governare il Paese e lo stiamo vedendo in questi mesi, lo abbiamo visto in questi anni (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

Ma i problemi di una comunità non si risolvono con gli slogan dell'opposizione, non si risolvono alzando bandiere e facendo proclami, si risolvono con lo studio, l'approfondimento, l'elaborazione e la splendida fatica di governare e cambiare lo stato presente delle cose, altrimenti, quando si arriva al Governo, non si trova niente di meglio da fare che fare qualche favore a qualcuno. Questa non è la politica, questo non è il destino che merita il nostro Paese, non è l'Italia che hanno fatto i nostri nonni e che hanno fatto crescere i nostri padri. Azione e Italia Viva promettono agli italiani che, un giorno, in questo Paese, tornerà la dignità della politica, la stessa che, in questa vostra prima prova, non avete dimostrato di saper mantenere (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cattaneo. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CATTANEO (FI-PPE). Grazie, Presidente. La legge di bilancio è sempre una prova impegnativa per un Governo e quest'anno in maniera particolare, ancora di più, date due contingenze: il fatto che si è votato in autunno, quindi i tempi sono stati compressi e accelerati, e poi perché arriviamo ad una legge di bilancio in un momento complesso, con una crisi internazionale difficile, con il caro energia che mordeva, che metteva e mette ancora oggi in ginocchio famiglie e imprese. Oggi però ci sentiamo di dire che questa prova il centrodestra l'ha superata e questa notte daremo all'Italia una legge finanziaria che guarda alla crescita e alla protezione delle categorie fragili (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

Questa era una prova da superare non solo e non soltanto per ciò di cui abbiamo dibattuto in tante notti complicate in Commissione bilancio, ma era anche una prova di credibilità politica. Ci siamo fatti trovare pronti, abbiamo dimostrato solidità, credibilità e coerenza (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Riguardo alla solidità, dicevano che eravamo litigiosi e divisi: nulla di tutto ciò. Qualcuno non comprende che siamo una coalizione, non siamo un partito unico, ma proprio nell'essere coalizione troviamo la nostra forza e Forza Italia porterà sempre avanti, con orgoglio, i propri valori e i propri principi (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

A chi ci chiede a cosa serva Forza Italia e quali sono i principi in cui crede, noi rispondiamo che abbiamo un'idea molto chiara di chi siamo: noi siamo l'Italia che lavora e che produce, siamo l'Italia di buon senso e di buona volontà, l'Italia seria, concreta, perbene, quella della famiglia e dell'impresa.

In Italia siamo gli unici testimoni e gli unici continuatori della tradizione liberale e della tradizione cristiana, della tradizione garantista, della tradizione europeista e atlantista, come ebbe a dire e a fare Silvio Berlusconi con un'intuizione del 1994 (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), attraverso cui non solo fondò Forza Italia, ma anche quel centrodestra che oggi ancora è maggioranza nel Paese a quasi trent'anni da quella intuizione.

Dicevo che abbiamo dimostrato di essere credibili. Perché siamo credibili? Avevano raccontato agli italiani, che ci stanno ascoltando, che eravamo quelli che scassavano i conti pubblici, quelli che avrebbero fatto politiche dissennate: niente di tutto ciò. Addirittura, adesso ci attaccano per l'esatto contrario, cioè noi saremmo quelli che hanno messo in campo troppa austerity, troppa serietà. Anche in questo caso gli italiani lo sapevano perché ci conoscono e dove governiamo - lo facciamo nelle più importanti regioni italiane, nei più importanti comuni del Paese -, governiamo con la testa sulle spalle, con serietà e i conti sono in ordine (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). In Europa dovevamo essere quelli poco credibili, la Cenerentola, quelli che entravano dalla porta secondaria. Invece, a dispetto dei gufi e degli oppositori disfattisti, proprio in queste ore l'Italia raccoglie un grande risultato: la vittoria sul prezzo del gas (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). E' una vittoria memorabile, una vittoria da ascrivere all'Italia come Nazione che ora va in Europa a testa alta. Forza Italia ha dato un contributo decisivo per l'autorevolezza con cui fa parte del PPE grazie al Presidente Berlusconi, Antonio Tajani e al lavoro di Gilberto Pichetto Fratin. Con il tetto al prezzo del gas le quotazioni sono crollate e questo vuol dire che potremo guardare con maggiore speranza ai prossimi mesi, con maggiore serenità. Vuol dire che quei 21 miliardi di euro obbligati che abbiamo messo lì su 35 in totale per dare una risposta all'energia, in parte potranno essere destinati ad altro, quindi un lavoro profondo di credibilità. Poi però permettetemi: proprio nel momento in cui noi portavamo a casa questo risultato in Europa, proprio da quella parte politica che ci aveva accusato di essere poco credibili, di essere quelli che portavano la faccia dell'Italia non abbastanza con sani valori e principi, è il caso di dire che proprio quelli in Europa sono stati presi con le mani nel sacco (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), anzi nei sacchi di contante. Sono stati presi da Stati stranieri, quindi basta la retorica che c'è qualcuno dalla parte del bene e c'è qualcuno dalla parte del male. Scendete dal piedistallo, il primato della presunzione di moralità abbandonatelo per sempre, ci sono persone perbene da ogni parte e in Europa, tante di centrodestra, e i risultati arrivano (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

Poi siamo coerenti con i nostri valori, veniamo attaccati perché abbassiamo le tasse con la flat tax, veniamo attaccati perché facciamo la pace fiscale senza dare, come dire, per scontato che fare la pace fiscale significhi dare una mano agli evasori. No, noi non crediamo che i 50 milioni di italiani che ricevono una cartella esattoriale siano tutti evasori, noi crediamo che ci sia un rapporto da ricostruire tra fisco e cittadino. Facciamo cose di centrodestra, togliamo la burocrazia, difendiamo i nostri confini in maniera diversa da prima, sblocchiamo le opere pubbliche (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Basti pensare allo sblocco immediato, grazie ad un'iniziativa di Forza Italia, dell'estrazione del gas nazionale. Ebbene sì, facciamo una cosa che forse gli italiani non erano più abituati a vedere, manteniamo le promesse con cui ci siamo presentati davanti agli italiani. Per noi la politica ha un'etica, se tu prometti una cosa, quella cosa ti impegni a farla e a portarla a casa (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). In merito, ci prendevano in giro quando parlavamo di aumentare le pensioni minime; intanto grazie a Forza Italia, in particolare a Silvio Berlusconi, oggi le pensioni minime con questo voto vengono aumentate a tutti gli over 75 perché non si può dire che in Italia si sopravvive con 540 euro (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Allora diamo dignità arrivando almeno a 600 euro e proseguiremo e, senza Forza Italia, questa manovra, lo sanno tutti, non sarebbe mai arrivata. A chi ci diceva potete fare di più, vorrei chiedere: perché non l'avete fatto voi visto che avete governato per vent'anni (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE)? Non vi è mai venuto in mente? Ci voleva Forza Italia al Governo per ritrovare le pensioni minime laddove Silvio Berlusconi, ad inizio anni 2000, le aveva lasciate, a quel vecchio milione di lire pari a 540 euro. Le portiamo a 600 euro. Dite che sono poche? Fate i conti, vuol dire che diamo più di una mensilità all'anno, come aver dato la quattordicesima ai nostri pensionati in difficoltà: siamo orgogliosi di questa iniziativa (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

Accanto a questo pensiamo però anche ai giovani con un'iniziativa di decontribuzione totale: zero tasse a chi vuole assumere un giovane, perché per noi questa è la visione del Paese. E' la visione secondo cui un giovane non ha bisogno di un sussidio per stare a casa a fare niente, ha bisogno di un'opportunità, di una chance (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), è la nostra visione del Paese, togliamo le tasse agli imprenditori - sarà per loro meno gravoso stabilizzare un giovane - e diamo, con il cuneo fiscale per gli under 35, più soldi, che arriveranno in tasca direttamente. Noi la norma l'avremmo scritta ancora più semplice, ma va bene il risultato e siamo contenti di contrapporre una visione di Paese. Sì perché noi sullo sviluppo abbiamo le idee chiare, nel nostro Paese lo sviluppo lo fanno le imprese, gli artigiani, gli agricoltori, lo fanno i nostri giovani che coltivano un talento. Per questo abbiamo ascoltato anche le categorie con iniziative importanti sul caro materiali, sulla ZES. Anche e soprattutto noi di Forza Italia ci siamo occupati di Sud, di Meridione con iniziative specifiche (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), non con misure di assistenzialismo al Sud, ma per un Sud che vuole rialzarsi con le sue mani. Sappiamo che abbiamo ancora tanto da fare, avremmo voluto fare di più per i crediti bloccati sull'edilizia e diciamo che ce ne occuperemo, vanno sbloccati i crediti perché stanno mettendo in difficoltà tanti cittadini e tante imprese. Avremmo voluto fare di più per le Forze dell'ordine, per i nostri ragazzi impegnati sulle strade ogni giorno, meritano più impegno e ce lo metteremo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Permettetemi di augurare anche un buon Natale ai nostri militari, in tutto il mondo, come sta facendo il nostro Governo in queste ore (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Avremmo voluto fare di più e faremo di più per la salute, per l'agricoltura, lavoreremo a rivedere il reddito di cittadinanza e sbloccheremo le infrastrutture (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). E' vero che riguardo al metodo - prima è stato richiamato - potevamo sicuramente fare di più nel confronto che c'è stato in Commissione, ma io dico che intanto abbiamo fatto certamente meglio di chi ci ha preceduto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE, Proteste di gruppi dell' opposizione) perché, se avete onestà intellettuale, sapete che le risorse che abbiamo distribuito in Commissione sono state molte di più di quelle che venivano distribuite negli ultimi provvedimenti. Eravamo abituati a decreti-legge che diventavano emendamenti nel corso di una notte e arrivavano all'ultimo minuto in Commissione, buoni solo per votare. Ho detto che avevamo fatto di più e dobbiamo fare meglio, lo sto riconoscendo e dico anche che, se siamo arrivati a questo punto, do anche atto di aver avuto in Commissione un atteggiamento costruttivo nei confronti dell'opposizione.

Lasciatemi ringraziare in particolare il mio gruppo, con il presidente Mangialavori, il relatore Pella e i colleghi D'Attis e Cannizzaro (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE) per un lavoro instancabile e di qualità che ha dato i suoi frutti. Presidente, quest'anno gli italiani si apprestano a mettersi a tavola per i tradizionali pranzi e cene di Natale, noi speriamo, con questo Governo, di mettere a tavola anche un elemento che mancava da un po' di tempo: l'orgoglio per il proprio Paese, la fiducia e la speranza per il futuro. I tempi possono essere anche difficili ma, se c'è un fuoco che brucia all'interno delle famiglie che consente a un padre di immaginare un futuro migliore per il figlio e a un ragazzo di provare a giocarsela e di coltivare un suo talento, allora tutti possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro. Per questo, dichiaro il voto favorevole di Forza Italia sulla questione di fiducia sulla legge di bilancio 2023 (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CONTE (M5S). Signor Presidente, onorevoli membri del Governo e onorevoli colleghi, per anni, dai banchi dell'opposizione, l'allora deputata Giorgia Meloni si è interrogata su dove fosse finita la democrazia parlamentare, visto che non veniva consentito al Parlamento di discutere la legge di bilancio. Io credo che, oggi, Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, debba rivolgere a se stessa questa domanda, debba interrogarsi davanti allo specchio, nel caso le fosse rimasto un barlume di coerenza e ripercorrere l'iter di questa manovra di bilancio (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). In questi giorni, il Paese ha potuto constatare l'imbarazzante improvvisazione di questa maggioranza che ha depositato un testo di manovra che è stato riscritto più volte, per interi pezzi. C'è stata una continua retromarcia, un ritornare sui propri passi avventurandosi anche in emendamenti scritti all'ultimo, senza capo né coda. Il risultato è che consegnate al Paese, senza neppure aver consentito alle forze di opposizione di svolgere correttamente il proprio ruolo, una manovra di bilancio che risulta un coacervo, un caotico inventario di misure inadeguate, retromarce continue ed errori macroscopici. Abbiamo assistito a un continuo gioco dell'oca sulla pelle di famiglie e aziende in difficoltà (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ancora ieri, avete confessato l'errore nell'approvazione di un emendamento da mezzo miliardo. Ancora poco fa, siete ritornati e avete chiesto di ritornare in Commissione di bilancio per due ulteriori emendamenti. Purtroppo, tutto questo impegno ha come risultato di capovolgere le finalità proprie di un intervento pubblico. Ci proponete una manovra in cui purtroppo si penalizzano le rivalutazioni delle pensioni a carico, a danno del ceto medio, nessun intervento sul salario minimo sul quale dite “no”, non c'è coraggio per l'aumento, necessario in questa fase, degli stipendi dei lavoratori mentre alle imprese proponete ricette da zero crescita e zero investimenti. Certo qualche applauso vi è arrivato, vi è arrivato dai falchi europei dell'austerità, quelli che per anni ci hanno costretto a manovre “lacrime e sangue” che voi stessi applaudivate dai banchi dell'opposizione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quindi, adesso tutto diventa più chiaro. Lo slogan conteneva un errore, conteneva una lettera di troppo: non, siamo pronti, siamo proni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Andate in Europa con il cappello in mano, senza mai far pesare la voce dell'Italia a Bruxelles. Ora, io dico, con quale coraggio ritornerete qui e ci riempirete le orecchie di slogan sul patriottismo e l'interesse nazionale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)?

Tutto ritorna. Non è un caso, a questo punto, che il Presidente Meloni, all'esito del primo vertice europeo, abbia preferito un imbarazzato silenzio alla canonica conferenza stampa, per rispondere alle domande dei giornalisti per informare i propri cittadini. Chiaramente, è molto meglio, da questo punto di vista, la comoda seduta di un salotto televisivo in prima serata. In questa manovra voi smantellate un sistema di protezione sociale, il reddito di cittadinanza, che è un cuscinetto di protezione contro la disperazione di intere famiglie. Guardate che anche qui andate in controtendenza rispetto ai vostri impegni perché voi avete dichiarato, in pandemia, che bisognava erogare 1.000 euro per ogni famiglia con un clic, senza discriminazioni. Adesso, invece, tagliate irresponsabilmente una misura di sostegno fondamentale per 600 mila famiglie e dite loro: andatevi a cercare un lavoro. Fingete di ignorare che voi siete quelli che state tagliando le misure che hanno portato investimenti e occupazione in Italia: parlo di transizione 4.0, parlo del superbonus che ha portato 900 mila nuovi occupati (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Da ultimo, avete rifiutato il confronto sull'azzeramento degli oneri di sistema per le imprese che impegnano una potenza superiore a 16,5 chilowatt. Stiamo parlando di un aiuto necessario per la maggior parte delle piccole e medie imprese. Per voi, questi occupabili sono un numero, un foglio di calcolo che vi ha consentito di recuperare 900 milioni. Peraltro, è la stessa cifra che poi avete voluto utilizzare per spalmare i debiti delle grandi società di serie A, quelle che hanno inquinato il calcio con indebite plusvalenze e speculazioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Per noi la politica costruisce traiettorie di speranza. La vostra pervicacia contro chi è in difficoltà costruisce invece traiettorie di disperazione, sfiora la cattiveria più feroce. Avete marchiato i cittadini, avete marchiato quelli che integrano con il reddito di cittadinanza stipendi da fame, quelli che a cinquant'anni hanno difficoltà, perdendo il lavoro, a ricollocarsi nel mercato dell'occupazione, li avete bollati come scansafatiche, malfattori. Con l'ultimo attacco sferrato al concetto di congruità dell'offerta di lavoro, avete dimostrato di non comprendere che dietro a questo concetto di congruità dell'offerta di lavoro c'è la nozione costituzionale della dignità del lavoro e di un percorso professionale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Dietro quel concetto vi è la speranza per i nostri giovani, vi sono titoli di studio, sacrifici, vi sono esperienze professionali e legittime aspirazioni. Mentre giocavate a monopoli con i conti dello Stato, noi con gli amici del MoVimento 5 Stelle abbiamo girato l'Italia, abbiamo ascoltato le storie dei percettori di reddito. Se foste stati con noi, se foste venuti con noi avreste ascoltato le loro storie. Sono persone, non numeri, persone in carne e ossa, sono cittadini in difficoltà che fanno parte, a pieno titolo, della nostra comunità, che rivendicano dignità per se stessi, per le proprie famiglie, per i propri figli. Voi avete trasformato le difficoltà che possono capitare a chiunque in una colpa. State creando le premesse di un grave disastro sociale e soprattutto state compromettendo - voglio che rimanga nel resoconto stenografico - la coesione sociale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Vedete, è un valore fondamentale, è il tessuto connettivo della nostra comunità, ci fa sentire tutti appartenenti a un comune destino.

Lo smantellamento del reddito di cittadinanza, unito all'indifferenza per le buste paga da fame e anche alla liberalizzazione del lavoro precario, attraverso il ricorso massiccio che state facendo ai voucher significa, nel complesso, che avete una visione distorta del mercato del lavoro. La riassumo in un concetto: schiavismo 2.0 (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Il lavoro non è più volano di realizzazione personale, di affermazione del proprio ruolo nella società, di un contributo personale all'interesse generale; lavorare, nella vostra accezione, significa sopravvivere, rinunciare a passioni, ad aspirazioni, campare tra sfruttamento e precarietà. Non sorprendiamoci se aumenterà il numero dei nostri giovani che faranno ricorso all'estero per coltivare i propri sogni e arricchiranno Stati stranieri. Sarà la nemesi perfetta del vostro sovranismo d'accatto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Concludo. Inizio ad avere il timore che l'intera gestione di Governo sia per voi un generale esercizio provvisorio ed estemporaneo della res publica, anche alla luce delle misure inadeguate, confuse e contrastanti anticipate in campagna elettorale e che state perseguendo con la manovra di bilancio. Di nuovo, però, ci sono alcune misure che non ci avete anticipato in campagna elettorale, fra cui il colpo di spugna su alcuni reati gravi tributari - non vi è riuscito il colpo di spugna, ma siete pronti a ripresentarlo - e ancora vi sono misure più generali, che avete inserito nel codice degli appalti e nel decreto Aiuti-quater che, vedete, sono destinate a creare varchi sempre più ampi al malaffare e alla corruzione nella pubblica amministrazione. Il vostro disegno di giustizia è molto chiaro, è un doppio binario: c'è una giustizia carezzevole, per potenti, abbienti e colletti bianchi e una giustizia inflessibile per la gente comune (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Peraltro, è un disegno che avete anticipato anche in passato, quando avete governato; nulla di nuovo: fisco fai da te, condoni tombali, scudi fiscali, misure compiacenti per evasori, corruttori e speculatori. Noi vigileremo, lo faremo con la massima fermezza e determinazione, cercheremo di impedirvi la realizzazione di questo disegno e, soprattutto, vi inchioderemo alla questione morale. È una questione quanto più attuale perché questa questione sta facendo sanguinare le istituzioni europee. Noi dobbiamo perseguire - perché ce lo chiedono i cittadini - giustizia ed equità, non bustoni di contanti per pochi privilegiati.

Per tutto questo, anticipo il voto contrario alla fiducia del MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.

RICCARDO MOLINARI (LEGA). Grazie, Presidente. Presidente e onorevoli colleghi, ogni volta, quando si discute della legge di bilancio, legittimamente viene fatta la stessa critica, cioè che c'è stato troppo poco tempo per approfondirla o che la gestione sia stata caotica. Nella mia esperienza parlamentare della passata legislatura, non ricordo, però, una legge di bilancio che non sia stata approvata, in prima lettura, a ridosso di Natale o, in seconda lettura, a ridosso di Capodanno (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), ma posso dire che, a parziale giustificazione di questa maggioranza, c'è il fatto che, nelle passate discussioni della legge di bilancio, non c'era un Governo che si era insediato a fine ottobre ed era stato eletto il 25 settembre, quindi forse dovremmo tenere conto anche di questo quando critichiamo (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Queste critiche ci lasciano perplessi, come ci lascia perplessi la superficialità con cui si parla di alcuni temi. Si è fatta molta ironia sul Piano straordinario per l'abbattimento della fauna selvatica, ritenendo che non abbia niente a che fare con l'economia del Paese, ma provate a uscire dalle ZTL delle grandi metropoli, a farvi un giro nelle aree rurali (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE) e a parlare con qualche agricoltore, o magari fatevi un giro dalle mie parti, sull'Appennino ligure, in quei territori dove l'economia è ferma per la peste suina africana; vi assicuro che capirete quanto ha a che fare con il bilancio dello Stato un intervento di questo tipo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Ma sorprende anche che si critichi una legge di bilancio che, dal punto di vista del grosso delle risorse, dei 21 miliardi investiti sul caro energia, fa quello che tutte le forze politiche, o quasi, si erano impegnate a fare in campagna elettorale. Vi era stato l'impegno di tutti a intervenire su questo aspetto e, invece, in quest'Aula sto sentendo filosofeggiare su tanti altri argomenti. Beh, cari signori, il ragionamento è semplice: primum vivere, deinde philosophari. Se non teniamo vive le nostre imprese e le nostre famiglie, avremo poche risorse da redistribuire per fare dell'altro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Allora, è evidente che la priorità di questo Governo è andata su quel tema perché solo in quel modo possiamo salvare l'economia del Paese. Quelle misure, rispetto al Governo Draghi, le abbiamo anche migliorate: le abbiamo migliorate perché è aumentato il credito d'imposta dal 30 al 35 per cento per gli esercizi commerciali ed è aumentato dal 40 al 45 per cento per le aziende energivore. E c'è una cosa di cui, come Lega, siamo particolarmente fieri; considerato che si è parlato di “massacro sociale”: il cosiddetto bonus bollette per le famiglie più povere, quelle a basso reddito, è stato aumentato per le famiglie che, da 12 mila, hanno ora 15 mila euro di reddito; non sarà qualcosa di risolutivo, ma sapere che questo Natale tante famiglie italiane potranno vivere un momento di maggiore serenità, sapendo che lo Stato, grazie a questo Governo, è loro vicino, è qualcosa di cui andiamo molto fieri (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Allo stesso modo, andiamo fieri del fatto che, grazie a emendamenti e a proposte della Lega, si sia intervenuto anche su altri temi legati al caro energia, che inizialmente non erano nel testo del Governo. Siamo orgogliosi di aver tagliato l'IVA sul pellet, portandola al 10 per cento; si potrà dire che non è abbastanza, ma noi l'abbiamo tagliata, mentre qualcun altro che qui critica, qualche anno fa, l'aveva aumentata (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) e anche questo è necessario ricordarlo. Come siamo contenti che, anche su un settore che era stato dimenticato negli interventi precedenti, ossia quello del teleriscaldamento, siamo riusciti a dare uno sconto IVA, che porterà l'IVA al 5 per cento per il primo trimestre a tutte quelle famiglie che hanno il teleriscaldamento e che, fino adesso, non erano state interessate da alcun intervento; anche di questo, come Lega, andiamo molto fieri (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Ho sentito parlare di massacro sociale e di una manovra che favorisce i ricchi contro i poveri; ho sentito cose che ho difficoltà a comprendere, pur rispettando le posizioni di tutti e rispettando anche quelle sigle sindacali che hanno scelto, legittimamente, di andare in piazza, ma se posso capire le critiche ad esempio sui provvedimenti fiscali, ho difficoltà a capire come si possa pensare che questa manovra colpisca i lavoratori e ho difficoltà a capirlo perché una logica per la quale, se il Governo aiuta l'impresa, toglie qualcosa al lavoratore è un ragionamento che poteva aver senso nell'Italia e nell'Europa degli anni Sessanta o degli anni Settanta; nell'Italia e nell'Europa dopo Maastricht, dopo l'Euro, dopo la globalizzazione e il capitalismo finanziario, dopo i colossi del digitale, non capire che, per garantire il lavoro e i diritti sociali, il prerequisito è - come sistema Paese - garantire che le imprese restino in Italia, vuol dire essere fuori dalla realtà, dal nostro punto di vista (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia). Le misure che noi abbiamo messo in campo a sostegno delle imprese sono tutte, direttamente o indirettamente, misure che vanno a incidere sul benessere dei lavoratori, in particolare di quelli più in difficoltà. Vedete, se noi detassiamo gli straordinari e i bonus di produzione dei lavoratori, certamente aiutiamo l'impresa, ma anche il lavoratore sarà contento di avere un bonus in più nella propria busta paga. Se noi prevediamo una decontribuzione al 100 per cento per chi stabilizza un lavoratore precario e gli fa un contratto a tempo indeterminato, certamente aiutiamo l'impresa, ma quella famiglia vivrà con più serenità il futuro. Se noi decontribuiamo al 100 per cento gli oneri fiscali per chi stabilizza un percettore di reddito di cittadinanza con un contratto a tempo indeterminato, stiamo, sì, facendo una politica attiva per garantire il lavoro rispetto al metadone di Stato che ti tiene sul divano (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia - Commenti); la stessa cosa vale per quanto riguarda le donne e i giovani (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia). Abbiamo aiutato le imprese a creare lavoro e abbiamo aiutato le fasce sociali più deboli, perché anche misure come il rinvio della plastic tax e della sugar tax, due tasse odiose, non sono un regalo ai padroni; se noi facciamo entrare la plastic tax e la sugar tax in vigore, avremo aziende che chiuderanno o licenzieranno e a pagare non saranno le imprese, ma saranno i lavoratori, che resteranno senza lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia). Oltre a questo, va detto che noi abbiamo inciso anche direttamente sugli stipendi e sul costo della vita, perché l'IVA sui beni di prima necessità per l'infanzia l'abbiamo tolta con questa manovra di bilancio.

Inoltre, è previsto il taglio di un punto di cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti che hanno un reddito fino a 20 mila euro; attenzione, il taglio del cuneo fiscale è solo per il lavoratore. Mi si potrà dire che non è abbastanza, ma per anni, in quest'Aula, nei dibattiti televisivi, nei comizi, ho sentito dire da chi oggi critica questa manovra che il taglio del cuneo fiscale al 2 per cento era la più grande operazione di redistribuzione a favore del lavoro salariato fatta negli ultimi anni. Allora, o non era vero che quella era una grande operazione, o, se aumento di un punto il taglio del cuneo, vuol dire che abbiamo fatto meglio di voi (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia).

Sulla rivalutazione delle pensioni, abbiamo fatto una scelta politica precisa. E anche qua non si dica che abbiamo aiutato i ricchi, anzi, abbiamo tolto qualcosa al ceto medio e ai benestanti per aiutare le fasce sociali più deboli, perché la rivalutazione delle pensioni è totale per le pensioni minime. Se c'è una critica da fare, è che, forse, avremmo potuto rivalutare anche quelle quattro o cinque volte più alte del minimo. Ma certamente non si può criticare chi ha portato la pensione minima dei settantacinquenni a 600 euro. Spiegatemi come questa sia una redistribuzione che va a vantaggio dei ricchi, perché non lo è (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Anche aver inserito quota 41, che era un punto programmatico della Lega, non è certamente la soluzione a tutti i mali. Siamo delusi, avremmo voluto quota 41 senza limite di età. Ma è evidente che capiamo che la coperta sia corta, e aver inserito questa finestra garantisce che non si vada immediatamente nello scalone della Fornero. Ecco, accetto le critiche da tutti, non accetto sul sociale le critiche da chi la legge Fornero l'ha votata (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE) e voleva che entrasse in vigore in pieno dall'inizio di quest'anno.

Molto bene il rinnovo dell'ape sociale. C'è un'altra macchia in questa legge di bilancio, lo diciamo: Opzione donna. Su questo, ci saremmo aspettati di più. Avremmo voluto che Opzione donna fosse rinnovata senza le limitazioni, ma ci torneremo. Capiamo, anche qua, che le risorse sono poche. E poi c'è il grande tema del reddito di cittadinanza, che è stato molto dibattuto. Vedete, noi l'abbiamo votato il reddito di cittadinanza. Quindi, sappiamo che quella legge, per come è scritta, sembra una legge perfetta. Chi è che non è d'accordo a stare vicino a chi perde il lavoro e alle fasce sociali più deboli? Ma il testo di una legge va poi confrontato con la realtà degli effetti che dà. E, allora, il dato evidente, vista la scarsa occupazione stabile che ha portato quella misura, è che il reddito di cittadinanza ha funzionato molto bene come misura di assistenza sociale per gli inoccupabili, ma non ha funzionato affatto per le politiche attive del lavoro. E allora, se noi diciamo che il reddito resterà per gli inoccupabili e per chi ha una situazione familiare complicata e compromessa, e parliamo di chi ha figli a carico minori, parliamo di chi ha disabili nel nucleo familiare, parliamo degli over 60, quell'aspetto sociale e assistenziale rimarrà, nessuno lo vuole togliere. Ma il dibattito di questi giorni sulla congruità dell'offerta di lavoro, mi spiace, ma è un argomento che si ritorce contro chi lo pone. Perché, se facciamo passare il principio che il reddito di cittadinanza serve a salvare dalla miseria e dall'assenza di lavoro, e poi facciamo passare l'idea che uno possa preferire l'assegno di Stato a un lavoro che rispetta i contratti sindacali e le regole dello Stato (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), stiamo dicendo che quello strumento è un'altra cosa, è un'alternativa al lavoro! Così non può funzionare ed è bene metterci mano nell'interesse di tutti, in primis di quei lavoratori che, diversamente, resterebbero disoccupati.

Ci saremmo aspettati, sul POS, di andare avanti. E questo non perché riteniamo che non permettere i pagamenti elettronici sulle soglie basse sia un regalo agli evasori, come ha detto qualcuno, ma semplicemente per stare vicino ad altri lavoratori, cioè a quegli esercenti, a quei commercianti, a quei negozi di vicinato, che, più di altri, hanno pagato la concorrenza dei colossi digitali. E quello è lo scopo, perché, molto spesso, nelle aree rurali, nei posti più periferici, le transazioni sono talmente poche che la commissione bancaria è più alta di quello che è il guadagno per l'esercente (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Non è stato possibile farlo, siamo comunque contenti che il Governo avvii un tavolo di trattative con le banche per cancellare le commissioni e riservi un fondo per i ristori nel caso in cui la trattativa non vada a buon fine. Chiudo, Presidente, sul tema che ci sta più a cuore, più politico, di questa manovra di bilancio, su cui ho sentito parlare poco. Siamo estremamente contenti, come Lega, che nella legge di bilancio si fissino paletti e tempi per la realizzazione del federalismo fiscale e dell'autonomia differenziata (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Il fatto di inserire in legge di bilancio che si avrà un anno di tempo per stabilire quali sono i LEP, quindi i livelli essenziali delle prestazioni, rispetto alle funzioni amministrative e alle deleghe legislative che verranno date alle regioni, e i conseguenti costi standard, ci pone un termine certo. Perché vede, Presidente, in tutti questi anni, ricordo che l'autonomia differenziata esiste in Costituzione dal 2001. Entriamo nel 2023. Perché non si è mai attuata, nonostante regioni di tutti i colori politici l'abbiano chiesta (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE)? L'hanno chiesta regioni di centrodestra, di centrosinistra, con Governi diversi. Qual è stato l'argomento che è sempre stato usato? Non si può fare il federalismo fiscale, non si può fare l'autonomia differenziata, fintanto che non saranno fissati i LEP, perché i LEP garantiscono di non trasferire le risorse sulla base della spesa storica. Bene, ora parte un tavolo sui LEP. Non riesco a capire perché gli stessi che chiedevano i LEP, ora, invece, fanno casino, dicendo che i LEP rischiano di creare disparità. Non vorrei che i LEP fossero soltanto un bastone che, negli anni, è stato infilato tra le ruote del carro, o meglio del Carroccio (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), che stava andando spedito in una direzione. E soprattutto non vorrei che, in realtà, si avesse paura che, andando a vedere i LEP e i costi standard, si scoprisse che quelle regioni che si lamentano, dalla spesa storica hanno avuto grandi benefici, perché non sono state capaci di erogare servizi come le regioni che l'autonomia la chiedono (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier - Commenti)!

PRESIDENTE. Deve chiudere, onorevole Molinari.

RICCARDO MOLINARI (LEGA). E, allora, Presidente, finché c'è la Lega al Governo, c'è la garanzia che sul percorso dell'autonomia differenziata si vada avanti, perché la Lega è nata per questo e siamo stati eletti qui per questo! E, quindi, il nostro voto di fiducia sarà convinto, nella convinzione che questo percorso venga portato a termine in tempi brevi, come si aspetta dalla nascita di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Serracchiani. Ne ha facoltà.

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Signor Presidente, Ministro, colleghe e colleghi, la legge di bilancio uscita dal Consiglio dei ministri era assolutamente iniqua e del tutto inadeguata a fare fronte alle difficoltà del Paese. Non siamo solo noi a dirlo, l'opposizione, ma è moneta corrente di tanti osservatori italiani ed internazionali. La legge di bilancio, così come è giunta in Aula a valle dell'esame in Commissione, dà a chi ha di più e toglie a chi ha di meno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), manca totalmente di una visione del Paese e non investe sul futuro, anzi, conserva quelle caratteristiche di ingiustizia e di inadeguatezza.

L'Italia, alle prese con uno dei tornanti più complicati della sua storia recente, con un'inflazione ormai stabilmente a doppia cifra, con il costo dei beni di prima necessità che aumenta mese dopo mese e lo spettro di una recessione alle porte, aveva bisogno non solo di ben altro, aveva bisogno di tutt'altro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Aveva bisogno di più coraggio, di più energia e visione, di maggiore respiro e capacità di ascolto, di comprendere la profondità delle ferite di questo nostro Paese, ma, soprattutto, aveva bisogno di più giustizia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Questa manovra, Ministro, è profondamente ingiusta. Tagliate i finanziamenti alla lotta alla povertà, alla sanità pubblica e alla scuola, e infilate nella legge una decina di condoni, come ai tempi andati. Questo si chiama far cassa sui più poveri, su più esposti e i più fragili, a cui togliete risorse per darle a chi le tasse non le paga (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Ho letto che questa vostra strategia era nel programma elettorale: far crescere la ricchezza per poterla redistribuire. A noi pare, in realtà, che stiate facendo crescere la povertà per redistribuire la ricchezza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Questa è la verità, Ministro. Questa è la verità, colleghi.

E avete provato anche a fare di più e peggio. Avete provato anche a inserire uno scudo penale per i reati tributari, e solo la nostra ferma reazione, la reazione delle forze di opposizione, vi ha indotto a fare marcia indietro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Uno dei tanti pasticci di cui avete dato prova nella vostra condotta parlamentare su questa legge di bilancio, prima provandoci, poi facendo una ignominiosa marcia indietro, come ai tempi andati. Ho letto che, comunque, ritenterete in qualche prossimo provvedimento, perché, con tutta evidenza, strizzare l'occhio agli evasori vi viene naturale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Sappiate che anche allora troverete da questi banchi e in questi banchi un'opposizione determinata e rigorosa.

Ci avete detto che, nelle condizioni date di risorse e di tempo, questa legge di bilancio era, dopo molto tempo, la prima legge di bilancio politica. Messaggio arrivato forte e chiaro. Gli italiani hanno capito. Hanno capito che la destra di Governo considera la povertà una colpa, proprio come quella di Trump in America: se non trovi lavoro, non è perché manca o perché non si è in grado di svolgerlo, magari per motivi di salute, ma perché preferisci stare sul divano (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Questa della manovra di bilancio politica è, insomma, la carta d'identità della destra di Governo. Ma davvero mi chiedo, Ministro, come si fa a privare, fra qualche mese, circa 700 mila persone di un aiuto senza un'alternativa che prenda in carico le tante fragilità e le tante povertà? Ma, soprattutto, come pensate di trattare quei 200 mila lavoratori che un contratto ce lo hanno, un lavoro ce lo hanno, un reddito da lavoro ce lo hanno, ma è talmente basso che hanno il reddito di cittadinanza per poter sopravvivere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Lo toglierete anche a loro? Adesso ci direte che noi difendiamo il reddito di cittadinanza, dopo averlo criticato. Lo rispiego facile, facile, Ministro: per noi il reddito va riformato, soprattutto nella parte delle politiche attive del lavoro, ma certo non va eliminato come strumento di lotta alla povertà, perché è l'unico strumento che c'è (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Torniamo al messaggio della destra, la destra di Governo. La lotta all'evasione fiscale non è una priorità, questo lo abbiamo capito con chiarezza; si mettono in campo misure che favoriscono il ricorso al nero e l'evasione, come l'aumento del tetto fino a 5 mila euro per l'uso dei contanti o il divieto dell'obbligo del POS fino a 60 euro, che per fortuna, grazie alla nostra ferma opposizione e anche per il richiamo dell'Europa, avete eliminato. Il catalogo delle iniquità, però, è sostanzioso, ne riporto solo alcune. C'è il taglio delle pensioni, a partire da quelle degli operai specializzati che si sono spaccati la schiena per quarant'anni: non sono proprio dei ricconi, Ministro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). C'è poi la stretta su Opzione Donna, anche questa pensata per risparmiare, pensata sulla pelle delle donne. Aumenta l'età per usufruirne, si introduce una distinzione discriminatoria tra chi ha i figli e chi non li ha. Non è un aiuto per le donne, Ministro, le donne in questo modo pagano il doppio (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). C'è la cosiddetta flat tax, la flat tax per i lavoratori autonomi fino a 85 mila euro di ricavi, anche questa pensata per i redditi alti, quando, invece, si sarebbero dovuti prevedere strumenti per quei lavoratori autonomi, tanti, spesso giovani, che non arrivano a dichiarare più di 20 mila euro l'anno. E senza contare, con la flat tax, il gravissimo squilibrio che si ha con i lavoratori dipendenti e i pensionati, i quali, a parità di reddito, arriveranno a pagare fino a 10 mila euro in più di tasse (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)

C'è, soprattutto, il taglio al finanziamento del sistema sanitario. Su questo, Ministro, Ministri, ascoltateci, ascoltateci, perché, per quanto riguarda il taglio alle risorse destinate dalla manovra alla sanità, siete riusciti ad andare sotto il 7 per cento, diversamente da come, nonostante tutto, noi eravamo riusciti a fare negli anni scorsi. Ve lo dico chiaro e tondo, ve lo diciamo chiaro e forte: giù le mani dal Servizio sanitario nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista si levano in piedi), giù le mani dalla salute dei cittadini, giù le mani dalla salute pubblica! Questa è la carta d'identità della destra, lo avete dimostrato anche in questa manovra di bilancio! Nel corso dell'esame della manovra per fortuna sono state introdotte alcune modifiche importanti, in alcuni casi anche grazie alla nostra azione. Penso al Mezzogiorno: ve ne eravate completamente dimenticati. Penso alla proroga al 31 dicembre dell'anno prossimo del credito d'imposta. Scusi, Presidente, però mi faccia capire come funziona.

PRESIDENTE. Chiedo, cortesemente, un po' più di rispetto in Aula.

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Quando parla la destra stiamo zitti (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e quando non parla la destra o parliamo noi, no?

PRESIDENTE. Scusi, onorevole, sto richiamando. Ho anche richiamato precedentemente.

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Finalmente!

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, è una questione di rispetto anche di chi ci segue. Cortesemente, se qualcuno non vuole ascoltare, non rimanga in Aula, ma a chi rimane in Aula chiedo, cortesemente, che si mantenga un po' di silenzio. Grazie, recuperiamo il tempo.

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Nel corso dell'esame parlamentare, dicevo, per fortuna sono state introdotte delle modifiche importanti, alcune anche grazie alla nostra azione. Penso al Mezzogiorno: ve ne eravate completamente dimenticati. Penso alla proroga al 31 dicembre dell'anno prossimo del credito d'imposta per gli investimenti, come pure per le zone economiche speciali. Penso all'indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo, penso all'avere reso strutturale il bonus psicologo, penso all'aumento delle risorse per gli esposti all'amianto. Bene anche le agevolazioni per le assunzioni dei giovani o qualche risorsa in più sull'assegno unico, però qui, Ministro, c'è il primo problema. A partire dal mese di aprile, per legge, l'assegno unico va indicizzato: mancano 2 miliardi, non li avete messi. Che farete, li stamperete (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? Avete giustamente sottolineato con soddisfazione il giudizio positivo dell'Unione europea, e ci mancherebbe, posto che fino al giorno prima avevate detto “con noi, la pacchia è finita”. Quello che però avete dimenticato di notare era che il riconoscimento arrivato dalla Commissione riguardava la linea di equilibrio dei conti pubblici che vi mette in piena e diretta continuità con i due Governi precedenti e smentisce fragorosamente le parole e le promesse della vostra campagna elettorale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Va bene, però almeno risparmiateci gli inni alla coerenza. Avete pure dimenticato che nel giudizio di Bruxelles anche la bocciatura sulle misure politiche, quelle sul fisco e sulle pensioni, quelle che caratterizzavano proprio la natura politica della vostra manovra, è lì.

Signor Ministro, nella narrazione con cui avete accompagnato la vostra prima legge di bilancio compare la parola “coraggio”, una manovra coraggiosa, dite. Noi pensiamo che non sia così; all'opposto, pensiamo che sia una manovra vigliacca, e non solo perché, come dicevo, la sua caratteristica è di togliere a tanti per dare a pochi, di accanirsi sulle persone e sulle fasce più fragili della popolazione, ma perché una manovra economica davvero coraggiosa, in un frangente così difficile, avrebbe richiesto una misura forte e strategica, come un reale e corposo taglio del costo del lavoro, come vi chiedevano le parti sociali (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). E, invece, è la manovra che contiene un aiuto consistente agli evasori, una punizione ingiusta per i poveri, una botta poderosa al welfare e l'attacco a tutte le misure popolari dei Governi precedenti. Questa è stata la vostra ricetta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). In campagna elettorale dicevate di essere pronti. La verità è che eravate pronti a niente, ma disposti a tutto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), pur di accontentare pochi e privilegiati e tenere unita una coalizione divisa, pasticciona e litigiosa. Allora, Ministro, ve lo diciamo ora e vi attendiamo alla prova: cambiate rotta subito, prima che sia troppo tardi, perché il 2023 sarà più duro. Adesso state ancora vivendo di rendita, ma il tesoretto della rendita si consuma e dovrete dimostrare se avrete davvero coraggio e forza politica. Quel giorno noi ci saremo, come sempre, se finalmente però vorrete ascoltarci, come non avete fatto durante l'esame della manovra di bilancio.

Oggi questa manovra, ingiusta e dall'orizzonte, corto non avrà il nostro consenso, e a questo Governo sordo e chiuso non daremo la nostra fiducia. Per questo daremo un voto contrario alla fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Congratulazioni - Deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista si levano in piedi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Presidente, signor Ministro, Governo, colleghi dell'Aula, noi non siamo sorpresi di quello che abbiamo ascoltato sino a questo momento dai banchi dell'opposizione, non siamo sorpresi, perché siamo ben consapevoli che dover ammettere di aver lasciato l'Italia sull'orlo del baratro è estremamente difficile (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Lo dico, Presidente, a lei e, per suo tramite, mi rivolgo ai colleghi che hanno parlato prima di me: devo dire la verità, non so se il Presidente Meloni, quando è andato in Europa, aveva un cappello probabilmente per proteggersi dal freddo; di sicuro è tornata con un tetto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), che oggi ha riportato i costi e i livelli dell'energia alla situazione pre-guerra.

Presidente, a qualche domanda fatta e posta dai colleghi devo rispondere, perché è facile parlare di condoni, è facile accusare questa maggioranza di aver fatto qualcosa che non ha fatto. Quindi, delle due l'una: o non avete letto il testo del provvedimento oppure state mentendo, dite delle bugie. Propenderei più per la seconda (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché qualcuno pensa di essere ancora in campagna elettorale e pensa di poter coprire attraverso queste dichiarazioni quello che ha fatto, perché i fatti non si cancellano. Non possiamo dimenticare, ad esempio, parlando di sport, che da un punto di vista economico-politico è per la nostra Nazione un elemento strategico, che questo Governo impone che si paghino le tasse, mentre qualcuno, ricordo il Governo Conte, aveva cancellato quei pagamenti (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Lega-Salvini Premier).

Devo ricordare anche, per beneficio di verità, che qualche Governo - vado a memoria, direi forse il Governo Conte - ha fatto anche un condono ad personam, retroattivo, che qualcuno forse ha dimenticato. Quello sì, era un condono (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Devo anche ricordare che nel 2014 - questo lo dico a beneficio dei colleghi del PD perché, a questo punto, credo che ci sia stata una pandemia di assenza di memoria - c'è stata la voluntary disclosure che ha regolarizzato i reati tributari, il riciclaggio e l'antiriciclaggio!

Non potete parlare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Se dovete farlo, almeno abbiate la compiacenza di leggere i testi, perché se lo aveste fatto, se vi foste preoccupati di leggerli articolo per articolo, probabilmente vi sareste resi conto che l'assegno unico è stato indicizzato, ad esempio, e probabilmente vi sareste resi conto, parlando di sanità, che dopo 11 anni di Governo di sinistra, in cui ci sono stati tagli per circa 37 miliardi, questo Governo ha aumentato il Fondo sanitario nazionale a 126 miliardi e 150 milioni di euro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Probabilmente, se aveste avuto la bontà di guardare i testi, piuttosto che dedicarvi alla campagna elettorale anche durante i lavori della Commissione, vi sareste resi conto che attraverso questo bilancio è stato previsto uno stanziamento di 200 milioni per integrare il fondo aggiuntivo agli stipendi del personale del pronto soccorso, che voi avete dimenticato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Ci avete raccontato per anni che la pandemia avrebbe trasformato la sanità. Per fortuna, è arrivato il Governo di centrodestra per trasformarla davvero questa sanità. Allora, dobbiamo un po' rimettere le cose in ordine.

Vede, Presidente, noi siamo in questo momento particolarmente orgogliosi di questa legge di bilancio che rappresenta noi, rappresenta gli italiani, rappresenta un Presidente del Consiglio, la Presidente Meloni, e il Ministro Crosetto che, in questo momento, sono con le missioni internazionali a dare il segnale di un'Italia che c'è. Voi dove eravate (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Deputati del gruppo Fratelli d'Italia si levano in piedi)?

Presidente, il tema centrale di questa manovra - lo spiego a beneficio di tutti i colleghi - è la crescita, il tema centrale di questa manovra è l'Italia, il tema centrale è avere più Italia in Europa e più Italia nel mondo. È chiaro che ci sono grandi sfide davanti a noi ed è proprio in quest'ottica che c'è la volontà di non rinviare la soluzione dei problemi. Mentre qualcuno voleva un'Italia imbavagliata, intimorita e succube, noi la vogliamo forte, a testa alta e libera (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

In questa manovra ci sono tantissimi passaggi che raccontano il futuro verso il quale questo Governo vuole andare e vuole portare gli italiani: il cuneo fiscale, le agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani, che sono il capitale sociale e umano più importante della nostra Nazione, e la crescita di una nuova economia che guarda alle famiglie e al lavoro. Tutto questo è coniugato con concretezza, linearità e visione di futuro, senza raccontare bugie perché è questo che noi siamo: noi raccontiamo la verità per quanto difficile, per quanto dura. Allora, non possiamo dimenticare - sembra che qui invece i colleghi lo abbiano fatto - che questa manovra di bilancio aveva, innanzitutto, un obiettivo, quello di mettere in sicurezza gli italiani dal caro energia e dall'inflazione, e questo obiettivo sarà raggiunto. Inoltre, ha tracciato la strada per il futuro, ha seminato e quello che è stato seminato oggi verrà raccolto nei prossimi cinque anni. Signor Presidente, il bene non fa rumore e il rumore non fa bene. Questo Governo, in silenzio, senza fare rumore, ha iniziato a cambiare l'Italia per il bene degli italiani. Abbiamo cercato di eliminare disparità sociali, per esempio, con la rimodulazione della 18App. Sembra che tutti quanti abbiano dimenticato che non basta fare interventi a pioggia ma servono invece politiche mirate per dare la possibilità a tutti di partire dallo stesso livello e premiare chi poi il merito ce l'ha. Pare che qualcuno abbia dimenticato che proprio il tema dell'inclusione sociale e dell'attenzione alle fasce più deboli è uno degli obiettivi principali di questa manovra. Pare che qualcuno abbia dimenticato che abbiamo cercato, attraverso questa imposizione economica, attraverso la legge di bilancio, di unire Nord e Sud, non attraverso la cultura del “più stai a casa e più ti pago” ma con la cultura del “abbi voglia di lavorare” (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Pare anche che qualcuno abbia dimenticato che questa legge di bilancio ha la forza di iniziare un percorso sul fisco chiaro, corretto, convincente, che finalmente modificherà il rapporto fra gli italiani e il fisco stesso. Una politica che sino a questo momento nessuno ha avuto mai la capacità di immaginare.

Presidente, alcuni Governi precedenti - credo fosse ancora una volta il Governo Conte - ponevano una questione di fiducia ogni 13 giorni. Noi abbiamo fatto una manovra in 30 giorni. L'anno scorso, in questi stessi giorni - nella notte fra il 23 e il 24 - si discuteva al Senato la legge di bilancio del Governo dei migliori che si bloccava e interrompeva i lavori d'Aula all'1,42 per poi riprenderli, a più riprese, alle 3, poi alle 4, poi alle 5. Addirittura, nello stesso giorno, furono poste due questioni di fiducia.

Presidente, noi potevamo fare di meglio? Forse sì, perché la logica dice che tutto è sempre perfettibile. Sì, forse avremmo potuto fare di meglio, ma avremmo potuto fare di più? No, non in questo momento in cui avevamo priorità chiare e in un momento in cui avevamo la necessità - di questo ringraziamo il Ministro Giorgetti - di mettere in sicurezza i conti dell'Italia, perché l'Italia è il bene più grande che abbiamo.

Allora, Presidente, non è vero che le parole non contano, perché è importante fare ciò che si dice e dire ciò che si fa. Le parole insegnano, gli esempi trascinano ma solo i fatti danno credibilità alle parole. Quindi, guardateci, perché di qui ai prossimi mesi capirete cosa vuol dire saper fare. Che Dio benedica l'Italia! Viva l'Italia! Viva Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Deputati del gruppo Fratelli d'Italia si levano in piedi)!

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.

(Votazione della questione di fiducia - Articolo 1 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione per appello nominale dell'articolo 1, sulla cui approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, il Governo ha posto la questione di fiducia.

Ricordo che l'estrazione a sorte del nome del deputato dal quale la chiama avrà inizio è stata già effettuata dalla Presidenza nella seduta di ieri. La chiama avrà quindi inizio dal deputato Foti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Avverto che la Presidenza accoglierà un numero di richieste di anticipazione del voto fino ad un massimo del 3 per cento della consistenza numerica di ciascun gruppo, oltre a quelle dei membri del Governo già pervenute.

Per agevolare le operazioni di voto, invito i deputati ad avvicinarsi al banco della Presidenza seguendo il proprio turno di votazione, che è evidenziato sul tabellone elettronico, evitando quindi di stazionare nell'emiciclo e di rendere così più difficoltose le operazioni di voto.

Invito i deputati segretari a procedere alla prima chiama.

(Segue la chiama).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE' (ore 21,45)

(Segue la chiama).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione dell'articolo 1, sulla cui approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, il Governo ha posto la questione di fiducia:

Presenti: .………………..... 377

Votanti: …………………... 373

Astenuti: …………………… 4

Maggioranza: ……………. 187

Hanno risposto : ……….. 221

Hanno risposto no: ………. 152

La Camera approva (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE, Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE).

Si intendono così respinte tutte le proposte emendative riferite all'articolo 1.

Hanno risposto sì:

Albano Lucia

Almici Cristina

Ambrosi Alessia

Amich Enzo

Amorese Alessandro

Andreuzza Giorgia

Angelucci Antonio

Antoniozzi Alfredo

Arruzzolo Giovanni

Bagnai Alberto

Bagnasco Roberto

Baldelli Antonio

Barabotti Andrea

Battilocchio Alessandro

Battistoni Francesco

Bellomo Davide

Bellucci Maria Teresa

Benvenuto Alessandro Manuel

Bergamini Davide

Bergamini Deborah

Bicchielli Pino

Bignami Galeazzo

Billi Simone

Bisa Ingrid

Bitonci Massimo

Bof Gianangelo

Bordonali Simona

Bruzzone Francesco

Buonguerrieri Alice

Caiata Salvatore

Calderone Tommaso Antonino

Calovini Giangiacomo

Candiani Stefano

Cangiano Gerolamo

Cannata Giovanni Luca

Cannizzaro Francesco

Caparvi Virginio

Cappellacci Ugo

Caramanna Gianluca

Caretta Maria Cristina

Carloni Mirco

Caroppo Andrea

Carra' Anastasio

Casasco Maurizio

Cattaneo Alessandro

Cattoi Vanessa

Cavandoli Laura

Cavo Ilaria

Cecchetti Fabrizio

Centemero Giulio

Cerreto Marco

Cesa Lorenzo

Chiesa Paola Maria

Ciaburro Monica

Ciancitto Francesco Maria Salvatore

Ciocchetti Luciano

Cirielli Edmondo

Coin Dimitri

Colombo Beatriz

Colosimo Chiara

Colucci Alessandro

Comaroli Silvana Andreina

Comba Fabrizio

Congedo Saverio

Coppo Marcello

Cortelazzo Piergiorgio

Crippa Andrea

Dalla Chiesa Rita

Dara Andrea

D'Attis Mauro

De Bertoldi Andrea

De Corato Riccardo

De Palma Vito

Deidda Salvatore

Delmastro Delle Vedove Andrea

Di Giuseppe Andrea

Di Maggio Grazia

Di Mattina Salvatore Marcello

Dondi Daniela

Donzelli Giovanni

Ferrante Tullio

Ferro Wanda

Filini Francesco

Fitto Raffaele

Formentini Paolo

Foti Tommaso

Frassinetti Paola

Frassini Rebecca

Freni Federico

Frijia Maria Grazia

Furgiuele Domenico

Gardini Elisabetta

Gatta Giandiego

Gava Vannia

Gemmato Marcello

Giaccone Andrea

Giagoni Dario

Giglio Vigna Alessandro

Giordano Antonio

Giorgetti Giancarlo

Giorgianni Carmen Letizia

Giovine Silvio

Gusmeroli Alberto Luigi

Iaia Dario

Iezzi Igor

Kelany Sara

La Porta Chiara

La Salandra Giandonato

Lampis Gianni

Lancellotta Elisabetta Christiana

Latini Giorgia

Lazzarini Arianna

Leo Maurizio

Loizzo Simona

Lollobrigida Francesco

Longi Eliana

Loperfido Emanuele

Lucaselli Ylenja

Lupi Maurizio

Maccanti Elena

Maccari Carlo

Maerna Novo Umberto

Maiorano Giovanni

Malagola Lorenzo

Malaguti Mauro

Mangialavori Giuseppe Tommaso Vincenzo

Mantovani Lucrezia Maria Benedetta

Marchetti Riccardo Augusto

Marchetto Aliprandi Marina

Marrocco Patrizia

Mascaretti Andrea

Maschio Ciro

Matera Mariangela

Matone Simonetta

Matteoni Nicole

Mattia Aldo

Maullu Stefano Giovanni

Mazzetti Erica

Mazzi Gianmarco

Messina Manlio

Michelotti Francesco

Miele Giovanna

Milani Massimo

Molinari Riccardo

Mollicone Federico

Molteni Nicola

Montaruli Augusta

Montemagni Elisa

Morgante Maddalena

Morrone Jacopo

Mule' Giorgio

Mura Francesco

Nevi Raffaele

Nisini Tiziana

Orsini Andrea

Osnato Marco

Ottaviani Nicola

Padovani Marco

Pagano Nazario

Palombi Alessandro

Patriarca Annarita

Pella Roberto

Pellicini Andrea

Perissa Marco

Pichetto Fratin Gilberto

Pierro Attilio

Pietrella Fabio

Pisano Calogero

Pittalis Pietro

Pizzimenti Graziano

Polidori Catia

Polo Barbara

Pozzolo Emanuele

Pretto Erik Umberto

Prisco Emanuele

Pulciani Paolo

Raimondo Carmine Fabio

Ravetto Laura

Rizzetto Walter

Roccella Eugenia

Romano Francesco Saverio

Roscani Fabio

Rossello Cristina

Rossi Angelo

Rossi Fabrizio

Rosso Matteo

Rotelli Mauro

Rotondi Gianfranco

Rubano Francesco Maria

Ruspandini Massimo

Russo Gaetana

Russo Paolo Emilio

Saccani Jotti Gloria

Sala Fabrizio

Sasso Rossano

Sbardella Luca

Schiano Di Visconti Michele

Schifone Marta

Semenzato Martina

Siracusano Matilde

Sorte Alessandro

Squeri Luca

Stefani Alberto

Sudano Valeria

Tassinari Rosaria

Tenerini Chiara

Testa Guerino

Toccalini Luca

Tosi Flavio

Tremaglia Andrea

Tremonti Giulio

Urzi' Alessandro

Varchi Maria Carolina

Vietri Imma

Vinci Gianluca

Volpi Andrea

Ziello Edoardo

Zinzi Gianpiero

Zoffili Eugenio

Zucconi Riccardo

Zurzolo Immacolata

Hanno risposto no:

Aiello Davide

Alifano Enrica

Amato Gaetano

Amendola Vincenzo

Appendino Chiara

Ascani Anna

Ascari Stefania

Auriemma Carmela

Bakkali Ouidad

Baldino Vittoria

Barbagallo Anthony Emanuele

Barzotti Valentina

Benzoni Fabrizio

Berruto Mauro

Boldrini Laura

Bonafe' Simona

Bonelli Angelo

Bonetti Elena

Bonifazi Francesco

Borrelli Francesco Emilio

Boschi Maria Elena

Braga Chiara

Bruno Raffaele

Cafiero De Raho Federico

Cantone Luciano

Cappelletti Enrico

Caramiello Alessandro

Care' Nicola

Carfagna Maria Rosaria

Carmina Ida

Carotenuto Dario

Caso Antonio

Castiglione Giuseppe

Casu Andrea

Cherchi Susanna

Ciani Paolo

Colucci Alfonso

Conte Giuseppe

Costa Enrico

Costa Sergio

Cuperlo Gianni

Curti Augusto

D'Alessio Antonio

D'Alfonso Luciano

De Luca Piero

De Maria Andrea

De Micheli Paola

De Monte Isabella

Del Barba Mauro

Della Vedova Benedetto

Dell'Olio Gianmauro

Di Biase Michela

Di Lauro Carmen

Di Sanzo Christian Diego

Donno Leonardo

Dori Devis

D'Orso Valentina

Evi Eleonora

Fassino Piero

Fede Giorgio

Fenu Emiliano

Ferrari Sara

Fontana Ilaria

Forattini Antonella

Fornaro Federico

Fossi Emiliano

Fratoianni Nicola

Furfaro Marco

Gadda Maria Chiara

Gallo Francesco

Ghio Valentina

Ghirra Francesca

Giachetti Roberto

Gianassi Federico

Girelli Gian Antonio

Giuliano Carla

Gnassi Andrea

Graziano Stefano

Gribaudo Chiara

Grimaldi Marco

Grippo Valentina

Gruppioni Naike

Gubitosa Michele

Guerini Lorenzo

Guerra Maria Cecilia

Iacono Giovanna

Iaria Antonino

L'Abbate Patty

Lacarra Marco

Lai Silvio

Laus Mauro Antonio Donato

Letta Enrico

Lomuti Arnaldo

Lovecchio Giorgio

Madia Maria Anna

Magi Riccardo

Malavasi Ilenia

Mancini Claudio

Manzi Irene

Marattin Luigi

Mari Francesco

Marino Maria Stefania

Merola Virginio

Morassut Roberto

Morfino Daniela

Onori Federica

Orfini Matteo

Orlando Andrea

Orrico Anna Laura

Pagano Ubaldo

Pastorella Giulia

Pavanelli Emma

Pellegrini Marco

Peluffo Vinicio Giuseppe Guido

Penza Pasqualino

Piccolotti Elisabetta

Porta Fabio

Provenzano Giuseppe

Quartapelle Procopio Lia

Quartini Andrea

Raffa Angela

Ricciardi Marianna

Ricciardi Riccardo

Ricciardi Toni

Richetti Matteo

Roggiani Silvia

Rosato Ettore

Rossi Andrea

Ruffino Daniela

Santillo Agostino

Sarracino Marco

Scarpa Rachele

Scerra Filippo

Schlein Elly

Scotto Arturo

Scutella' Elisa

Serracchiani Debora

Simiani Marco

Sottanelli Giulio Cesare

Soumahoro Aboubakar

Speranza Roberto

Stefanazzi Claudio Michele

Tabacci Bruno

Todde Alessandra

Torto Daniela

Traversi Roberto

Tucci Riccardo

Vaccari Stefano

Zan Alessandro

Zanella Luana

Zaratti Filiberto

Zingaretti Nicola

Si sono astenuti:

Gebhard Renate

Manes Franco

Schullian Manfred

Steger Dieter

Sono in missione:

Mauri Matteo

Meloni Giorgia

Minardo Antonino

Nordio Carlo

Rixi Edoardo

Silvestri Francesco

Tajani Antonio

Trancassini Paolo

Sull'ordine dei lavori e per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori il deputato Ubaldo Pagano. Ne ha facoltà.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Nel Comitato dei nove che si è riunito prima delle dichiarazioni di voto e della chiama sulla fiducia, il Governo ha introdotto un emendamento, il Tab. 2.201. Con questo emendamento si introduce nuovamente, al primo comma, un'autorizzazione di spesa per l'acquisto di beni culturali nell'esercizio del diritto di prelazione. Ora, durante i lavori in sede referente in Commissione, con parere favorevole del Governo e dei relatori, l'intero articolo 108, in cui vi era già quell'autorizzazione, era stato sostituito con un emendamento, segnatamente il 108.7, riformulato, presentato dall'onorevole Mollicone, che, di fatto, toglieva quella autorizzazione all'utilizzo di quei 20 milioni. Con questo emendamento, la si reintroduce. Ma si fa una cosa ulteriore, nel secondo comma dello stesso emendamento: si introduce un nuovo stanziamento, pari a 400 milioni, appostato sulla tabella 13, a favore del Ministero dell'Agricoltura, che, dalla relazione tecnica che lo stesso Governo ci ha fornito, è il Fondo nazionale per la suinicoltura. Ora, è chiaro, Presidente, che con questo modo di procedere, in sede di variazione tabellare, il Governo introduce, surrettiziamente, una procedura emendativa successiva alla sede referente in Commissione e anche successiva alla discussione in Aula, e tutto questo dopo che è stata posta la fiducia e dopo che, ieri, siamo stati chiamati a discutere, in Commissione referente, sui rilievi che aveva fatto giungere la Ragioneria generale dello Stato, e, a fronte di una nostra richiesta di chiarimenti proprio su dove fossero finiti questi 20 milioni, la presidenza, sopprimendo del tutto la possibilità per le opposizioni di entrare nel merito di quegli emendamenti, ha di fatto sospeso la discussione, ponendo ai voti, e per quella ragione noi abbiamo abbandonato l'aula.

Ora lei concorderà, immagino, che questa modalità operativa, oltre ad essere un insopportabile abuso del processo decisionale parlamentare, si presta anche a una gravissima prevaricazione funzionale del Governo, perché rappresenta un fatto grave, per oggi ed un pericolosissimo precedente, per il corretto…

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Presidente, il Governo!

PRESIDENTE. Onorevole Fornaro, abbia pazienza, stiamo qui apposta. Liberiamo, per favore, i banchi del Governo. Liberiamo l'emiciclo e ognuno vada al suo posto. Prego, onorevole Ubaldo Pagano.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Dicevo che questa procedura in cui si reintroduce un'autorizzazione all'utilizzo di un fondo che era stato soppresso da un emendamento parlamentare, con parere favorevole del Governo e dei relatori, si presta ad un precedente pericoloso e grave, per oggi, ma, soprattutto, che potrà costituire un insopportabile utilizzo funzionale da parte del Governo, dopo la votazione di fiducia, per andare a modificare quanto, invece, è uscito in sede referente. Questo non lo si può permettere, perché ne va del corretto funzionamento dell'istituzione parlamentare, al netto di quelle che possono essere le ansie di risposta di qualche capetto della maggioranza pro tempore (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Marattin, immagino sempre sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Sì, Presidente, non solo per condividere le parole dell'onorevole Ubaldo Pagano e assicurarmi che siano state ben comprese dall'Aula. Noi siamo di fronte, per la prima volta al Governo, che, dopo la posizione della questione di fiducia, che, è vero, è sull'articolo 1 e non sulla sezione II, cambia in modo, non banalissimo, l'impianto della legge di bilancio, non solo con l'emendamento che ha citato il collega Ubaldo Pagano, che aveva già avuto un esame in sede referente, ma anche con l'emendamento precedente, che interviene - guardi un po', presiedeva lei - su quella questione su cui, ieri sera, tutto pareva a posto. Noi chiedevamo: scusate, c'è un problema su questa parte? E si sono pure arrabbiati pesantemente, perché abbiamo chiesto di ottenere risposte. Ci è stato ripetuto: tutto a posto, siete voi che non avete capito. E non avevamo capito talmente bene che oggi hanno dovuto fare l'emendamento, che, fra l'altro, complica ulteriormente la comprensione parlamentare di come si sono mossi i fondi dopo la risposta e i rilievi della Ragioneria.

Quindi, noi chiediamo davvero se sia nel migliore interesse di questa Assemblea parlamentare stabilire un precedente del genere o se non valga la pena intervenire, nel prossimo provvedimento normativo con quella stessa disposizione, che noi non contestiamo nel merito, ma che evita di aggiungere l'ennesima ferita al funzionamento delle istituzioni, dopo diverse ferite che sono state compiute e inferte in questi giorni (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole Torto. Ne ha facoltà.

DANIELA TORTO (M5S). Grazie, Presidente. Io mi collego un po' a quanto è stato già detto dai colleghi. In Commissione bilancio di nuovo è stata messa in atto una metodologia di fatto sbagliata, che poi è la sintesi di tutto il metodo e di tutto il percorso scelto durante questa manovra di bilancio. Ora, capiamo la bontà o meno degli interessi di questa maggioranza, che ci è stata restituita in questi due emendamenti in Commissione bilancio. Ma quello che noi contestiamo e che non possiamo accettare è l'ennesima forzatura. Mi piace ripeterlo, perché deve passare questo messaggio, dal mondo delle opposizioni a questa maggioranza sorda e miope, che non si può imporre un modus operandi macchiato di ideologie di destra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Questo ci priva di un confronto democratico. Io ve lo dico davvero col cuore in mano: abbiate un po' più di coraggio, non vi nascondete dietro alle vostre forzature, lasciateci confrontare, ascoltate le nostre proposte e, soprattutto, sappiate che questo modo di porvi non vi restituirà mai alcuna autorevolezza, ma solo tanta autorità, di cui il Paese non ha bisogno, oggi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Immagino, però, non sull'ordine dei lavori.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Per un richiamo al Regolamento, articolo 8, comma 1, in cui si dice che lei deve assicurare il buon andamento dei suoi lavori, ove per “suoi” si intende, ovviamente, della Camera. Il collega Pagano ha posto una questione, e ha posto una questione seria, non provocatoria. Io credo che sia giusto che quest'Aula abbia - considerato che abbiamo la fortuna di avere presenti sia il Ministro, sia sottosegretari al Ministero dell'Economia e delle finanze - una risposta alle osservazioni che ha fatto il collega Ubaldo Pagano, che sono state poi ribadite dal collega Marattin e dalla collega che mi ha preceduto, in uno spirito assolutamente di correttezza e di trasparenza. Sono stati evidenziati comportamenti e atti contrari al Regolamento, e quindi, da questo punto di vista, crediamo che il Governo debba rispondere, nella misura in cui, ovviamente, riterrà di poter esporre le sue posizioni e le sue ragioni.

PRESIDENTE. Onorevole Fornaro, prima di dare la mia risposta, volevo completare il giro degli interventi.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Ci appelliamo a lei, perché in questi giorni ne abbiamo viste tante, tante. Le partite sono andate oltre il novantesimo, i supplementari, i rigori.

Ieri abbiamo visto per la prima volta il VAR del giorno dopo e oggi siamo al processo del lunedì, in cui addirittura si possono ripescare emendamenti che avevano il parere favorevole del Governo e che sono stati stralciati il giorno precedente. Intendiamoci, Presidente, quello che è successo poche ore fa, a prescindere dal merito di quelli… mi sente Presidente, però?

PRESIDENTE. Prego, onorevole Grimaldi.

MARCO GRIMALDI (AVS). Io parlo. Però, ovviamente, lei può avere anche più orecchie, volevo…

PRESIDENTE. Ne ho due, quante ne ha lei.

MARCO GRIMALDI (AVS). Sì, però, se sono occupate, mi dispiace.

PRESIDENTE. No, sono tutte indirizzate a lei, mi creda.

MARCO GRIMALDI (AVS). Che ci siano urla o no...

PRESIDENTE. No, c'è silenzio.

MARCO GRIMALDI (AVS). …dovrà ascoltare.

PRESIDENTE. “Madonna che silenzio c'è stasera”, diceva qualcuno.

MARCO GRIMALDI (AVS). Sì, bravo. Presidente, deve farci capire perché, se c'è la reintroduzione di alcuni articoli, allora dovrebbe esserci il diritto dei deputati di subemendare quegli articoli, di conoscere quegli articoli, di capire perché quegli articoli sono stati inseriti e altri no. Infatti, con la stessa logica oggi il Governo avrebbe potuto ripescare altri articoli. La peste suina è la cosa più importante? Può essere, così come può esserlo l'acquisto di Villa Verdi. Vorrei capire dov'è il confine di questa urgenza del giorno dopo. Perché queste stesse urgenze ieri non c'erano? Presidente, vorrei che dicesse una parola chiara, per non creare un precedente molto difficile da eliminare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sullo stesso tema l'onorevole Magi. Ne ha facoltà.

RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). Presidente, per unirmi alla richiesta perché credo che quanto è stato evidenziato dai colleghi che mi hanno preceduto meriti una risposta, non solo e non tanto dal Governo, quanto dalla Presidenza della Camera. La posizione della questione di fiducia non può diventare un modo non solo per comprimere i tempi del dibattito e le possibilità di emendare in Aula il testo della legge di bilancio ma anche per eludere il controllo che quest'Aula deve avere su un testo che deve essere definitivo. Altrimenti noi stiamo portando avanti una discussione su un testo e contemporaneamente continuano a esserci modifiche. Credo che dalla Presidenza della Camera debba venire una parola di tutela delle prerogative parlamentari. Non possiamo avere una Presidenza che non tuteli questo e che invece aiuti il Governo, che è in evidente difficoltà.

PRESIDENTE. Provo a dare una risposta, prendendo atto delle vostre osservazioni che, peraltro, sono convergenti da un punto di vista politico e ineriscono soprattutto alla correttezza dei rapporti, a livello politico, tra Governo e gruppi parlamentari. Il Governo è presente quindi, se riterrà, interverrà. Dal punto di vista procedurale - mi rivolgo all'onorevole Fornaro - devo precisare che il Regolamento, all'articolo 86, comma 5, riconosce al Governo la titolarità di potere presentare emendamenti in corso di seduta e che questa facoltà può essere esercitata sino a che non sia iniziata la votazione dell'articolo al quale si riferiscono.

Gli emendamenti, peraltro, sono sottoposti al voto dell'Assemblea e gli emendamenti - sono all'onorevole Grimaldi - possono essere ovviamente subemendati, tanto che è stato dato un termine per i subemendamenti, che è stato assegnato ai gruppi. Ovviamente, il Governo può presentare emendamenti peraltro già valutati, ma anche respinti - aggiungo - in sede di Commissione, quando non vi siano preclusioni regolamentari. Questo è quanto.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Mi scusi, mi può ricordare quando è stato dato il termine per i subemendamenti? Perché a noi non risulta.

PRESIDENTE. Onorevole, mi dicono dalle 17,30 alle 18,30.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Ma quando?

PRESIDENTE. È stato comunicato questo pomeriggio dalle 17,30 alle 18,30.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Comunicato come, Presidente?

PRESIDENTE. Via fax ai gruppi parlamentari.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Via fax?

PRESIDENTE. Così mi dicono gli Uffici (Commenti).

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Ancora il fax usate?

PRESIDENTE. Onorevole, è stato comunicato dalla segreteria della V Commissione ai gruppi (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, Azione-Italia Viva-Renew Europe e Alleanza Verdi e Sinistra).

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Il fax! Ma questa è bellissima!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Intervengo sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Allora, colleghi, tanto ascoltiamo tutti. Ordinatamente vi iscrivete e andiamo avanti, però così è inutile, non ci capiamo. Onorevole Grimaldi, prego.

MARCO GRIMALDI (AVS). Adesso va bene tutto, volevate togliere il POS, volete togliere lo SPID e ci mandate le cose via fax (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Azione-Italia Viva-Renew Europe)! Ma dove si è mai vista questa cosa, ma dove si è mai vista? Con una Commissione convocata alle 18,30, ci date la scadenza prima della fine della Commissione! Ma dove si è mai vista questa cosa?

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi, a lei, come a tutti i colleghi, a parte il fax che è stato mandato, è stata inviata una mail alle ore 17,36 con gli allegati, che sono gli emendamenti Tab.2.200 e Tab.2.201. Volete tutti gli indirizzi, onorevole? Va bene. Donatella Cerminara, Benvenuti, Colletti. Facciamo tutto l'elenco? Tutti i gruppi: gruppo Minoranze linguistiche, PD segreteria del legislativo, il vostro, PD ufficio Aula, il vostro, PD Felice, PD D'Angeli, Presidenza Forza Italia, Maria Cantarini… Allora, se vogliamo, andiamo avanti (Commenti). Onorevole Casu, vuole formalizzare la richiesta? La formalizzi. Onorevole Casu, prego. Onorevole Casu, se lei si deve rivolgere a me, non mi parla da lontano. Si alza, chiede la parola e gliela do. Ha da fare una richiesta? Su che cosa?

ANDREA CASU (PD-IDP). Di leggere anche i nomi dei parlamentari che hanno ricevuto la mail, non solo gli uffici.

PRESIDENTE. Onorevole, non si mandano ai singoli parlamentari, si informi con il suo gruppo, si mandano ai gruppi e ai gruppi legislativi. Dopodiché, a questo punto…

Ha chiesto di parlare l'onorevole Pagano, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

Onorevole Marattin, un secondo, parla un secondo l'onorevole Ubaldo Pagano.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Presidente, la comunicazione è giunta a persone che non facevano parte neanche del Comitato dei nove. È stata inviata oggi pomeriggio alle 17,36 e lei ci ha detto, poco prima, che il termine per la presentazione dei subemendamenti sarebbe stato fissato dalle 17,30 alle 18,30. Allora, evidentemente, lo avrebbero dovuto immaginare che sarebbe stato fissato a partire dalle 17,30, quando la comunicazione non è arrivata neanche ai componenti del Comitato dei nove ma agli uffici legislativi - come lei stesso ha ammesso - successivamente all'inizio del termine che sarebbe stato fissato. Capisce che c'è qualcosa di perverso in quello che volete far passare come fosse un passaggio normale (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra)?

PRESIDENTE. Onorevole Marattin, essendo notoriamente un passaggio dell'Aula, è stato mandato a tutti i gruppi e a tutti i referenti, come sempre è avvenuto in questa Assemblea (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Ha chiesto di parlare l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Come fa ad avere valore una comunicazione mandata non ai parlamentari membri del Comitato dei nove, in capo ai quali c'è la facoltà subemendativa, ma agli uffici legislativi prima del deposito dei subemendamenti stessi? Presidente, stia attento, perché la responsabilità nel garantire il corretto funzionamento di questo meccanismo è sua (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Onorevole Marattin, la prego, ognuno è cosciente…

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). La responsabilità di garantire il corretto funzionamento di questo iter è sua.

PRESIDENTE. In quest'Aula ognuno è cosciente delle responsabilità che ha e, mi creda, non ho necessità che lei mi ricordi quali sono le mie responsabilità (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Dopodiché, ciò detto e premesso, la comunicazione è stata fatta ai gruppi, che poi presentano gli emendamenti in Aula, come si è sempre fatto, alla presidenza del suo gruppo che ha 30 deputati. Questa è la questione.

Non so se l'onorevole Mancini riteneva di intervenire o rinuncia. Prego.

CLAUDIO MANCINI (PD-IDP). Presidente, intanto la pregherei di ricordare al Governo che aggredire i parlamentari non è proprio nella sua funzione. Quindi, dica al collega Freni (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Azione-Italia Viva-Renew Europe) che, quando sta nei banchi del Governo, non interloquisca, e tanto meno in quel modo, con i colleghi dell'opposizione. Poi quelli della maggioranza, se vogliono farsi insolentire dal Governo, lo fanno.

Detto questo, noi siamo stati convocati alle 18,30 dalla Commissione bilancio per il Comitato dei nove. Non siamo stati informati preventivamente del termine dei subemendamenti.

Il Comitato dei nove non ha avuto modo di formulare subemendamenti, né in sede di Commissione ci è stata data questa possibilità, tant'è che lì noi abbiamo appreso dal Governo dell'esistenza di questi emendamenti. E c'erano anche i colleghi di maggioranza, i quali sanno perfettamente, che noi, in quel momento, abbiamo appreso dell'esistenza degli emendamenti.

Quindi, non siamo stati informati e non possiamo avere avuto il tempo per formulare i subemendamenti. Questa procedura non è mai avvenuta, quindi non invochiamo precedenti. È il Comitato dei nove che deve formulare i subemendamenti e, in quella sede, le opposizioni possono svolgere quella funzione.

PRESIDENTE. Onorevole Mancini, la procedura adottata finora è quella che le ho detto. Dopodiché, non c'è alcuna deviazione dalla consueta procedura, che è stata sempre adottata.

Ricordo all'Aula - e anche a me stesso - che i subemendamenti vengono presentati o dai presidenti di gruppo o da 30 deputati. Per questo motivo, la comunicazione, come è sempre avvenuto, è stata inviata ai Presidenti dei gruppi interessati. Adesso andiamo avanti.

Si riprende la discussione.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli da 2 a 21 del disegno di legge e degli emendamenti ad essi riferiti (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Qualcuno non è d'accordo? Qualcuno vuole intervenire? No.

Avverto che il Governo ha presentato gli emendamenti Tab 2.200 e Tab 2.201, che sono in distribuzione.

(Esame dell'articolo 2 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Allora, colleghi, prendiamo le misure. Siccome si voteranno a ripetizione tutti gli articoli, essendo il primo voto, ovviamente la Presidenza ha un limite di tolleranza.

Avverto sin d'ora (Proteste del deputato Mancini – Commenti del deputato Trancassini)… Onorevole Mancini, onorevole Mancini, onorevole Mancini! Onorevole Mancini, la richiamo all'ordine! Onorevole Trancassini!

Allora, colleghi, per favore, onorevole Marattin, ristabiliamo immediatamente l'ordine (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Azione-Italia Viva-Renew Europe). Ho già richiamato anche l'onorevole Trancassini. Volete che lo richiami due volte? Ragazzi e ragazze, onorevoli colleghi, tranquilli, la notte è lunga.

Allora abbiamo votato tutti? Colleghi, ve lo ripeto: è l'ultima volta che la Presidenza tollera le discese ardite e anche le risalite. Abbiamo avuto Mogol… Ci siamo, onorevole Gadda? I colleghi hanno votato tutti?

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 1).

(Esame dell'articolo 3 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 (Vedi l'allegato A) e delle proposte emendative ad esso presentate.

Invito i relatori ad esprimere il parere.

SILVANA ANDREINA COMAROLI , Relatrice per la maggioranza. Grazie, signor Presidente.

Sull'emendamento Tab. 2.1…

PRESIDENTE. Onorevole, mi scusi, allora, ci vuole silenzio, ma di quel silenzio di cui solo quest'Aula è capace, perché sennò ci perdiamo.

Prego, onorevole Comaroli, nel silenzio, che invoco per la seconda volta.

SILVANA ANDREINA COMAROLI , Relatrice per la maggioranza. Sull'emendamento Tab 2.1 Manzi, parere contrario, Tab 2.2 Manzi parere contrario, Tab 2.200 del Governo parere favorevole, Tab 2.201 del Governo parere favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

MATILDE SIRACUSANO, Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Conforme alla relatrice.

PRESIDENTE. Il relatore di minoranza? Chi da i pareri?

MARCO GRIMALDI (AVS), Relatore di minoranza. Li do io: parere contrario.

PRESIDENTE. Li dà lei… Onorevole Grimaldi, è contrario su tutti e quattro?

Altro relatore di minoranza, onorevole Guerra, prego.

Notte lunghissima, prego onorevole Guerra.

MARIA CECILIA GUERRA, Relatrice di minoranza. All'emendamento Tab. 2.1 Manzi parere favorevole; all'emendamento Tab 2.2 Manzi parere favorevole; Tab. 2.200 del Governo parere contrario e Tab. 2.201 del Governo parere contrario.

PRESIDENTE. L'onorevole Dell'Olio c'è? Ecco l'onorevole Dell'Olio: stiamo chiedendo i pareri sugli emendamenti dell'articolo 2.

GIANMAURO DELL'OLIO, Relatore di minoranza. Il parere è favorevole sugli emendamenti Tab. 2.1 Manzi e Tab. 2.2 Manzi e contrario sugli emendamenti Tab. 2.200 del Governo e Tab. 2.201 del Governo.

PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Grimaldi, prima che io ponga in votazione l'emendamento Tab. 2.1 Manzi, lei è certo dei pareri che mi ha dato?

MARCO GRIMALDI (AVS), Relatore di minoranza. Stavo dicendo che sugli emendamenti Tab 2.1 Manzi e Tab 2.2 Manzi vi è parere favorevole, mentre sugli altri due emendamenti del Governo il parere è contrario (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Sta bene onorevole, non c'è problema.

Passiamo alla votazione dell'emendamento Tab 2.1 Manzi.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.

IRENE MANZI (PD-IDP). Signor Presidente, con il nostro emendamento vogliamo incrementare le risorse che, purtroppo, il Governo ha tagliato e ridotto in settori importanti e fondamentali come quello dell'istruzione. Abbiamo sollecitato più volte la vostra compagine governativa e il Ministero dell'Istruzione, in particolare, a voler intervenire in settori chiave, come in questo caso, lo 06 o il fondo sulla buona scuola in cui siete pesantemente intervenuti in questa manovra di bilancio. È una sollecitazione che ripeteremo anche poi negli ordini del giorno che abbiamo presentato e che vogliono, in realtà, favorire un investimento importante e significativo in un settore determinante per la crescita di questo Paese. Vi invitiamo a riconsiderare in questo senso gli interventi che avete fatto. Purtroppo, anche in questi ultimi minuti e in queste ultime ore abbiamo assistito a nuove misure che all'improvviso sono state inserite e di cui abbiamo abbondantemente discusso. Penso che il vostro “Ministero del merito” dovrebbe qualificarsi, in questo caso, anche attraverso nuove risorse e nuovi investimenti, altrimenti rischia di essere soltanto una parola vuota, che non è in grado, in realtà, di garantire un miglioramento delle condizioni delle generazioni più giovani del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo del Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 2.1 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatore di minoranza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Tab. 2.2 Manzi.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.

IRENE MANZI (PD-IDP). Intervengo nuovamente, in realtà, per sollecitare l'attenzione del Governo. Abbiamo assistito in queste lunghe nottate e giornate passate in Commissione anche a misure fortemente penalizzanti che hanno riguardato anche il settore della cultura. C'è un'emergenza significativa all'interno del Paese, oggi la ricordava, devo dire a modo suo, il Ministro Valditara: il tema della dispersione scolastica, il tema del disagio, tra l'altro, che i ragazzi e le generazioni più giovani in questa fase stanno vivendo. E rispetto alle situazioni di disagio, a un tema fondamentale, ad una vera e propria emergenza che il Paese sta affrontando, quale appunto quella della dispersione scolastica, assistiamo nuovamente ad altri tagli. Noi vi abbiamo sollecitato; prima ricordavo il tema dello “0-6”, su cui anche gli altri gruppi di opposizione hanno presentato emendamenti, vi è stato un dibattito importante anche all'interno della Commissione cultura, ma ci sono anche altri temi su cui riteniamo sarebbe giusto ed opportuno intervenire: penso ai fondi che avete promesso di garantire per il rinnovo del contratto del personale della scuola e che solo parzialmente sono stati inseriti per il 2023; penso al mancato rifinanziamento della card docenti, che era stata tagliata nel decreto-legge n. 36, su cui anche alcune delle forze che allora erano al Governo pochi mesi fa, e lo sono tuttora, avevano promesso di intervenire. Quindi, ci sentiamo di sollecitare nuovamente un intervento e un'attenzione su questi temi da parte del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 2.2 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).

Passiamo all'emendamento Tab. 2.200 del Governo.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Questo emendamento è tanto importante quanto misterioso. Noi abbiamo chiesto, in tutti gli incontri possibili, di avere una spiegazione più chiara, rispetto a una mera lettura delle Tabelle, di cosa sia successo. A che cosa stiamo assistendo? A un finanziamento degli emendamenti, che sono stati posti in essere, che ha ecceduto i 400 milioni dell'uso del FEI, appostato nella Sezione I del bilancio e, quindi, si è, di fatto, sforato rispetto a questa somma, utilizzando evidentemente anche il fondo del FEI, sezione II, che adesso si ricompone sulla base di questi numeri. Però quello che manca e che, quindi, ci porta a dare un voto contrario a questo emendamento è un quadro chiaro dell'utilizzo delle risorse. L'abbiamo chiesto in Commissione finanze ma, come abbiamo già ripetutamente detto e come abbiamo provato a dire anche ieri, il Presidente lo sa, questo quadro non c'è stato dato; abbiamo provato ad avere maggiori informazioni anche oggi nel Comitato dei nove, per cui, evidentemente, ci troviamo in una carenza informativa che ci fa pensare che ci sia qualche cosa di non perfettamente funzionante nelle modalità di finanziamento. Non possiamo votare le cose al buio e, quindi, votiamo contro per questa ragione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 2.200 del Governo, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e con il parere contrario dei tre relatori di minoranza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 4).

Passiamo all'emendamento Tab. 2.201 del Governo.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Stiamo per votare l'emendamento su cui c'è già stata una discussione poco fa, in quest'Aula, di cui vorrei riprendere gli aspetti essenziali per giustificare il nostro voto contrario. L'operazione che è stata messa in campo con questo emendamento è molto grave da due punti di vista. Un primo punto di vista riguarda la parte dell'articolo 168, quindi l'intervento sulla Tabella n. 14, in cui si ripristina, con un intervento del Governo, un finanziamento che è stato bocciato, con parere favorevole del Governo e dei relatori, in sede di discussione…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Guerra. Possiamo fare silenzio, per favore? Dobbiamo fare silenzio. Aspetti, onorevole, che, fin quando non c'è silenzio, non cominciamo. Colleghi dei 5 Stelle, per favore. Colleghi del PD, per favore. C'è qualche resistente, onorevole Guerra, aspettiamo che sia zitto pure lui. Ora può cominciare a parlare, prego.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Come dicevo, qui siamo di fronte a un emendamento che ha questa caratteristica. Per quanto riguarda l'articolo 168, che interviene sulla Tabella n. 14, sostanzialmente, il Governo ci propone di finanziare con 20 milioni alcune operazioni - praticamente ci spiega più la relazione tecnica che il titolo dell'emendamento - di acquisti e di espropriazione per pubblica utilità, nonché, tra le altre cose, per l'esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato su immobili di interesse archeologico e monumentale. Questi 20 milioni erano, in realtà, già stati appostati nella legge di bilancio, peccato che siano stati eliminati attraverso un emendamento, come veniva ricordato prima dal capogruppo Pagano, che ha avuto il parere favorevole del Governo e il parere favorevole dei relatori. Quindi, siamo di fronte a un atteggiamento un pochino strano, cioè prima si propone una cosa, poi la si abolisce e, poi, la si ripropone in un momento non adatto, cioè in un momento in cui, di fatto, non è possibile più un intervento sereno in una discussione in Commissione, ma si arriva con un ingiustificato intervento ex post.

Quindi, al di là del merito, questo tipo di comportamento è per noi assolutamente inaccettabile, così come lo è l'appostamento di 400 mila euro nel fondo che riguarda il tema dei suini, probabilmente la peste suina. Non è che discutiamo delle finalità, sia chiaro, qui potevamo discutere di tutto questo, questo era uno degli emendamenti che esisteva, però, poi, se ne è fatta un'altra selezione. Allora, con questo tipo di emendamento si sta facendo una cosa veramente preoccupante: una volta che la discussione è stata fatta in Commissione, una volta che si sono trovati equilibrio e consonanza, almeno all'interno della maggioranza che poi lo vota, anche con riferimento alle priorità con cui si vuole agire in termini di legge di bilancio, si interviene con movimentazioni di fondi che non hanno una destinazione così chiara, come la sia ha con un emendamento, perché sono fondi che vengono ricollocati da un Ministero all'altro o da un una voce a un'altra. Poi, la finalità specifica, paradossalmente - guardatelo l'emendamento -, la capiamo di più dalla relazione tecnica che da quello che c'è scritto, perché quello che c'è scritto permetterebbe destinazioni molto varie. Quindi, non conosciamo esattamente che intenzione vi sia dietro questi emendamenti: oralmente, si fa riferimento a un acquisto specifico di un immobile specifico, ci viene detto, ma non è che lo evinciamo da qui. Questo è un comportamento veramente anomalo, perché sarebbe bene venire in Commissione e dire che si vuole fare l'acquisizione di questo particolare bene culturale; probabilmente, ci sarebbe stata unanimità di vedute, se quell'acquisto riguardasse l'immobile che io penso di aver capito, ma così non è stato.

Quindi, ci troviamo di fronte ad una riscrittura, in questo caso, di un piccolo pezzo - sia chiaro - di manovra, che, comunque, movimenta più di 20 milioni, ma potrebbe verificarsi, con questa metodologia, una riscrittura molto più ampia, con una modalità assolutamente insolita e, per quanto riguarda almeno una parte dell'emiciclo, mai vista in queste Aule. Per questo motivo, che è motivo, ripeto, più di metodo che di merito, noi siamo decisamente contrari a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ubaldo Pagano. Ne ha facoltà.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Guardi, Presidente, sarò rapidissimo. Faccio un ulteriore appello alla maggioranza e al Governo: non costituite un precedente attraverso una furbata regolamentare che potrà essere utilizzato in maniera iniqua per disarticolare il corretto funzionamento delle istituzioni parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Oggi, vi sentite forti e siete la maggioranza che governa il Paese, ma cosa osta a che queste robe le inseriate in un provvedimento che dovete adottare di qui a qualche giorno, ad esempio, nel decreto mille proroghe, che non avete ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: non lo fate (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagano. L'onorevole Grimaldi ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Non ho molto da aggiungere alle considerazioni dei colleghi Guerra e Pagano, se non una: ho sentito le dichiarazioni di Molinari di qualche di qualche giorno fa, che, ovviamente, ringraziava il Governo e la maggioranza per aver stanziato 800 mila euro - 400 mila euro nel 2023 e 400 mila euro nel 2024 - a sostegno delle aziende faunistico-venatorie dell'alessandrino che non hanno potuto lavorare per lo stop all'attività venatoria causato dalla peste suina. Mi pare che il problema sia di sicuro di metodo, nel senso che credo che questa vicenda potesse essere affrontata in Commissione, con una regolare copertura, una discussione che, in qualche modo, ci avrebbe visto partecipi nel merito. Se comprendo, questa vicenda è stata affrontata nell'ambito della discussione di ieri e, mi pare, anche con parere favorevole del Governo, accantonata. Glielo ripeto Presidente: il ripescaggio di questa vicenda, importante, probabilmente, più per l'alessandrino che per altri luoghi, è stato effettuato con una logica che avrebbe permesso il ripescaggio di almeno altri duecento emendamenti accantonati. Lascio questa considerazione all'Aula, sperando che questo rappresenti un precedente che spero non si ripresenti più nelle prossime sedute.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). Signor Presidente, per il suo tramite, perché vedevo il Ministro Giorgetti che ascoltava attentamente e dissentiva. Siccome è sempre bene ripristinare un normale dialogo, la questione che abbiamo posto è molto chiara e molto importante secondo noi, quindi, per il suo tramite, se il Ministro Giorgetti volesse condividere con noi il suo pensiero. Dice di no, e perché non essere timido dai. Se c'è un'opinione precisa…

PRESIDENTE. Lo sta dicendo direttamente senza il tramite.

LUIGI MARATTIN (A-IV-RE). No, per il suo tramite. Questo luogo funziona meglio se ci si parla, siccome la questione che abbiamo posto è chiara ed è meritevole di attenzione, se avete una spiegazione, o politica o di altra natura, perché non la dite? Non c'è nulla di male, non è vero?

PRESIDENTE. Mi pare che l'espressione sia da sfinge adesso. Onorevole, il Ministro Giorgetti non intende intervenire. L'onorevole Dell'Olio ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Signor Presidente, intervengo per ribadire e far rimanere agli atti - come dichiarato anche dal nostro capogruppo in Commissione - che il MoVimento 5 Stelle è contrario a questo emendamento non nel merito, ma per quanto concerne il metodo. Infatti, il metodo con cui è stato portato avanti non va assolutamente bene, è un sistema che non può essere portato avanti, perché si replicherebbero e ciò sarebbe gravissimo per il futuro.

PRESIDENTE. Non vedo altri che intendono intervenire, quindi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 2.201 del Governo, con il parere favorevole della Commissione e con il parere contrario dei tre relatori di minoranza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 6).

(Esame dell'articolo 4 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 7).

(Esame dell'articolo 5 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 8).

(Esame dell'articolo 6 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 9).

(Esame dell'articolo 7 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 10).

(Esame dell'articolo 8 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Signor Presidente, volevo giustificare il voto contrario sull'articolo 8, che contiene lo stato di previsione del Ministero dell'Istruzione e del merito e le disposizioni relative. Ciò, per le ragioni che sono anche state esposte negli interventi precedenti. Siamo particolarmente poco convinti rispetto alle risorse a disposizione dell'istruzione nel nostro Paese e anche all'allocazione che queste risorse attualmente hanno. Quindi, avremmo avuto desiderio di poter intervenire su questo piano anche in sede di discussione della legge di bilancio, cosa che non è stata praticamente possibile. Quindi, esprimiamo con convinzione il nostro voto contrario.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 11).

(Esame dell'articolo 9 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 12).

(Esame dell'articolo 10 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 13).

(Esame dell'articolo 11 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 14).

(Esame dell'articolo 12 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 15).

(Esame dell'articolo 13 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 16).

(Esame dell'articolo 14 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 14 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 17).

(Esame dell'articolo 15 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 15 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 18).

(Esame dell'articolo 16 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. L'articolo 16 riguarda stato di previsione del Ministero della Salute e disposizioni relative. Come per l'istruzione, anche il campo della salute è uno di quelli che noi riteniamo particolarmente poco considerati, inadeguatamente considerati, dalla manovra, dall'insieme della legge di bilancio e, quindi, dal bilancio come risulta modificato dalla stessa manovra e dalle tabelle. Vorremmo, pertanto, sottolineare con forza l'inadeguatezza del finanziamento della salute nel nostro Paese, in particolare in quanto non si è tenuto conto in alcun modo degli effetti dell'inflazione, se non per la parte che riguarda l'inflazione dovuta al caro energia e al riscaldamento. È un aspetto particolarmente rilevante. Ci hanno detto in audizione che, in generale, se non si interviene, l'inflazione comporterà di per sé una riduzione del potere d'acquisto in termini reali di circa 40 miliardi. Una parte significativa di questa spesa che verrà colpita dall'inflazione è proprio la spesa della salute ma, mentre è presumibile che altre tipologie di spesa, come le spese dei Ministeri, ad esempio, che non sono sottoposte a un tetto formale, potranno aggiustarsi - e poi si dovranno trovare le risorse…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Guerra, le sue argomentazioni vengono ascoltate da questa parte dell'emiciclo della maggioranza, ma vengono, come dire, disturbate dai suoi colleghi. Quindi, come invitate a fare silenzio, ora, per favore, per rispetto alla vostra collega, fate silenzio. Prego, onorevole Guerra.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). La ringrazio, Presidente, è giusto questo suo richiamo.

PRESIDENTE. Meno male.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Richiamo anche i colleghi.

PRESIDENTE. Siamo in doppio richiamo.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). No, io li richiamo perché sono i miei colleghi, non mi permetterei mai di sostituire lei. Ha capito in quale senso lo faccio?

PRESIDENTE. Ma ci mancherebbe: in questo caso lei mi viene in ausilio. Prego.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Come dicevo, mentre altre spese, come quelle dei Ministeri, probabilmente in sé troveranno il loro sfogo, per quanto riguarda la spesa sanitaria abbiamo un problema, dato dalla definizione delle risorse entro cui bisogna muoversi, che sono quelle del fabbisogno sanitario nazionale.

Per queste ragioni, noi esprimiamo un parere contrario a questo articolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonetti. Ne ha facoltà.

ELENA BONETTI (A-IV-RE). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo per motivare il nostro voto contrario su questo articolo, in virtù del fatto che abbiamo già ampiamente denunciato che le risorse stanziate sono del tutto insufficienti per gli effettivi bisogni del nostro Paese. Lo faccio presente al Governo, anche per dare concretezza e attuazione alle linee programmatiche che lo stesso Ministro Schillaci è venuto a presentare in Commissione parlamentare, un elenco di buone intenzioni, anche condivisibili, che però sono state commentate dallo stesso Ministro: non ci saranno le risorse in questa legge di bilancio, mi impegnerò a trovarle. Allora, siccome questa maggioranza ha dato prova di essere particolarmente orgogliosa di aver portato a casa, o di stare per portare a casa, una legge di bilancio in così poco tempo e di essere abituata a lavorare in tempi rapidi, ricordo che manca poco più che una settimana allo scadere della possibilità della richiesta del MES sanitario. Io penso che questa maggioranza potrebbe, in una settimana, istruire effettivamente un cambio di opinione, perché, altrimenti, questi 37 miliardi, di cui la nostra sanità ha bisogno e che mancano in questa legge di bilancio, verranno a mancare (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Ahimè, nessun finanziamento per le assunzioni ma, evidentemente, la qualità e la sicurezza delle cure non contano. Sapete bene qual è lo stato della sanità post-pandemia. È una sanità che, ovviamente, vede tutti i limiti di due anni di congestione del nostro sistema e che, ovviamente, ha visto allargarsi ancora di più le liste d'attesa. I continui rinvii degli interventi economici indispensabili per la sopravvivenza dei pronto soccorso rappresentano solo una parte di questa discussione. È una manovra avara nei confronti di categorie professionali che rendono esigibile un diritto fondamentale qual è la salute dei cittadini, nelle condizioni peggiori degli ultimi tempi, perché la crisi sanitaria è anche diventata crisi sociale. In questa manovra, infatti, vediamo solo le risorse, che, di fatto, copriranno le bollette e non i servizi alle persone in grande difficoltà. Vorrei offrirvi un dato: restano irrisolti tutti i nodi strutturali, che hanno innalzato la spesa privata, che la ha toccato i 60 miliardi, e sette famiglie su dieci si impoveriscono a causa delle spese per la salute. Il cambiamento che si prepara per il sistema sanitario nazionale rischia di essere quello, appunto, dalla vita alla morte stessa, sotto il peso di un finanziamento che rimane insufficiente, sia in rapporto al PIL che per quota capitaria, sotto il peso della carenza di risorse professionali, che riduce quantità e qualità delle prestazioni erogate ai cittadini, e di un federalismo variabile, che sconta l'aumento delle disuguaglianze. Curarsi - diciamoci la verità - è diventato spesso un incubo e non basteranno le bandierine annunciate dal Ministro a colmare la lunghezza delle liste d'attesa, a nascondere il vuoto di personale nelle corsie ospedaliere o a rendere invisibili le barelle ammassate nei pronto soccorso, trasformati spesso in reparti di degenza, affollati, promiscui e spesso indecenti. Senza investimenti congrui. Lo scenario che ci attende è la crescita delle disuguaglianze e lo sviluppo di una sanità duale…(Commenti)

PRESIDENTE. Colleghi! Prego, onorevole Grimaldi.

MARCO GRIMALDI (AVS). Ho superato il mio tempo?

PRESIDENTE. No, è per dare sempre la possibilità di intervenire con serenità.

MARCO GRIMALDI (AVS). Sì, ma continuavano a dire: “tempo!”. Quindi, se ho…

PRESIDENTE. No, tranquillo, do io il tempo.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie. Una sanità duale, con i ricchi che potranno scegliere e i poveri sempre più soli. Guardate, occorre trovare le risorse non solo economiche, per sostenere quello che è successo negli scorsi anni. L'imbuto formativo ha fatto sì che sono andati all'estero tantissimi possibili specializzandi, laureati in Italia, costati più di 130-140 mila euro sulle spalle del nostro sistema pubblico, ma costati anche 30-40 mila euro alle famiglie. Ecco, pensate che qui i medici, non avendo un'alternativa, non avendo una scuola di specializzazione, con il blocco del turnover, sono andati in altri sistemi sanitari. Alcuni di loro sono tornati per la pandemia, per stare vicino alle famiglie e alle loro terre di origine. Cerchiamo, almeno, sul tema della stabilizzazione di quei precari, almeno, sul tema delle scuole di specializzazione, di trovare un punto d'intesa nei prossimi mesi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Furfaro. Ne ha facoltà.

MARCO FURFARO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, onorevoli colleghe, il primo dato, per cui penso sia doveroso votare contro, non sono semplicemente i tagli alla sanità, ma il fatto che il Ministro della Salute e il sottosegretario alla Salute, cioè il Governo, abbiano mentito al Parlamento.

Presidente, c'è qualcosa di molto peggio dei tagli che ci sono in legge di bilancio alla sanità pubblica.

PRESIDENTE. Colleghi, per favore!

MARCO FURFARO (PD-IDP). Il Ministro e il sottosegretario - prima il Ministro - in audizione in Commissione affari sociali erano venuti pomposamente ad annunciarci che ci sarebbe stato non solo l'anticipo dell'indennità agli operatori del pronto soccorso, per persone che tutti i giorni cercano di alleviare il dolore delle persone che si ritrovano nei pronto soccorso ingolfati ma, ancora peggio, erano stati annunciati persino 10 milioni per il Piano nazionale oncologico. Il Sottosegretario alla Salute Gemmato, che ovviamente perde tempo a parlare con altri colleghi anziché ascoltare il Parlamento, ieri in Commissione Affari sociali ricordava addirittura come queste norme fossero state inserite nella legge di bilancio. Ecco, in legge di bilancio non c'è niente e avete preferito, caro Sottosegretario, caro Ministro e caro Governo, salvare le società di serie A ma non mettere un euro per i malati oncologici (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).

Non solo: ci sono soldi per i condoni, ma non so che vi ha fatto la sanità pubblica. Parlavate di inversione di tendenza, di fake news, che non si può parlare con il PIL. Ebbene, colleghe e colleghi, noi voteremo contro perché, per quanto riguarda le fake news sui dati della Ragioneria dello Stato, non vi è retorica della destra o della sinistra o un intervento del gruppo del Partito Democratico o di Fratelli d'Italia. E' la Ragioneria dello Stato a dire che, con il Ministro Speranza, i soldi per la sanità sono aumentati negli ultimi anni e con voi i soldi non solo non aumenteranno ma diminuiranno. Non sono fake news o retorica, ma un attacco chiaro e preciso alla sanità pubblica di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Infine, avete aumentato le borse di studio di 5 milioni in un Paese in cui servirebbero decine di migliaia di medici di base e servirebbero per le persone più fragili. Sarebbero serviti soldi per dimezzare le liste d'attesa, servivano soldi per compensare e valorizzare gli operatori sanitari, i medici. Invece, non c'è un euro! Tutti i soldi che sono stati stanziati derivano dal precedente Governo e verranno erosi dal caro inflazione e dal caro energia e rimarrà ben poco per la sanità pubblica, che non è, colleghe e colleghi, un costo e lo abbiamo visto con la pandemia. È un investimento per tenere le comunità, per tenerle coese, per prendersi cura di chi parte dall'ultimo gradino della scala sociale. È per questo che vi invitiamo a votare contro ed è evidente che, a dispetto di tutte le chiacchiere che avete fatto in campagna elettorale, la linea vostra è sempre la stessa: in campagna elettorale dire e promettere che vi occuperete degli italiani ma poi, quando si arriva alla prova dei fatti, colpite la sanità pubblica perché vi interessa marginalizzare più poveri e mandare le persone a curarsi presso la sanità privata, cioè privilegiare chi può farcela e relegare al basso della fila chi non ce la fa. Per questo voteremo contro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà.

ANGELO BONELLI (AVS). Grazie, Presidente. Noi ovviamente voteremo contro su questo articolo, però voglio segnalare come la riduzione degli investimenti nel settore della sanità sia un elemento francamente non solo censurabile ma preoccupante per il futuro del nostro Paese. Questa manovra rinuncia a recuperare risorse importanti per destinarle, ad esempio, alla cura della persona, tra cui la sanità. Abbiamo parlato, ad esempio, degli extraprofitti. Questa maggioranza ha rinunciato a prendere risorse importanti dalle società energetiche, tra l'altro facendo una norma peggiorativa, diciamo, rispetto a quella del Governo Draghi e rinunciando, quindi, a esercitare una funzione molto importante in nome dell'interesse pubblico.

Io non farò un intervento lungo e, infatti, vado a concludere. Voglio segnalare, però, che questa maggioranza, che parla di sanità, quando andremo a parlare degli ordini del giorno - e già questo è un segnale politico che si lega con questo articolo - si vedrà che Fratelli d'Italia, cioè il gruppo parlamentare della Presidente del Consiglio, ritiene che la sanità privata in questo Paese debba vedere saltare il tetto di spesa che, ovviamente, contribuirà a sostituire e a sottrarre risorse alla sanità pubblica.

È questo quello che volete, cioè sottrarre risorse alla sanità pubblica per portarle alla sanità privata. Io mi vergognerei (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), mi vergognerei profondamente rispetto a quello che pensate del ruolo della sanità pubblica in questo Paese e per dare risorse alla sanità privata, e lo sta facendo il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia con ben due ordini del giorno. Ecco perché è importante che noi interveniamo su questo articolo, perché riteniamo che la sanità pubblica vada difesa in maniera forte e rigorosa (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.

ANDREA QUARTINI (M5S). Grazie, Presidente. Il tema, in realtà, è che state facendo una manovra che è assolutamente regressiva e recessiva ed è una manovra che andrà a colpire anche la sanità pubblica. Non ci mettete un euro in più in questa manovra, perché su 2 miliardi 150 milioni, quando 1 miliardo 400 milioni vanno in energia, al netto dell'inflazione - siamo al 10 per cento in meno - vuol dire che state impoverendo la sanità pubblica, vuol dire che non vi interessa la sanità pubblica, vuol dire che la volete svendere al privato. Invece, la sanità pubblica si difende! La sanità pubblica va difesa e non si svende (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

In questa manovra non abbiamo niente sulla sicurezza sui luoghi di lavoro; non c'è niente per combattere la piaga del gioco d'azzardo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e, anzi, avete prorogato le concessioni sul gioco d'azzardo; non c'è niente sulla disabilità; non c'è niente per la vita indipendente e autodeterminata per le persone con disabilità (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle); non c'è niente sul disagio abitativo e non c'è niente neanche per la morosità incolpevole. Voi avete fatto una manovra decisamente classista, inaccettabile e irricevibile (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra).

Non c'è niente, alla fine, sui pronto soccorso e anche sugli incentivi, ed è stato smentito anche il Ministro Schillaci che aveva detto che dal 2023 ci sarebbero stati 200 milioni per infermieri e medici del pronto soccorso e, invece, in manovra sono scomparsi. Un'altra bugia!

Non c'è niente - e questa è la cosa più grave in assoluto - per combattere il problema della carenza di personale. Non avete inserito niente per vincere sul tetto di spesa di assunzione di personale, che è una cosa che viene chiesta a gran voce da tutti i professionisti sanitari (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), e con la combinazione della flat tax conviene andare a lavorare nel privato, perché un medico guadagna di più lavorando nel privato che lavorando nel pubblico e c'è un rischio di migrazione importante.

Ministro Giorgetti, la vedo un po' stanco, ma noi siamo disposti a fare la notte, a fare tutta la notte (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi!

ANDREA QUARTINI (M5S). Allora, io lo ripeto: la sanità pubblica va difesa. Non è più tollerabile che in questo Paese ci siano persone che stanno 8, 9 o 10 ore nelle barelle dei pronto soccorso.

PRESIDENTE. Per favore, colleghi! Prego.

ANDREA QUARTINI (M5S). Non è tollerabile che non ci sia in manovra nulla sulle liste d'attesa, sul finanziamento delle liste d'attesa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Non c'è niente di tutto questo! È irricevibile ed è chiaro che su questo articolo il MoVimento 5 Stelle voterà contro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Amorese. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO AMORESE (FDI). Grazie, Presidente. Da toscano, ai toscani che mi hanno preceduto e che ho ascoltato molto volentieri, dico che la notte è fonda per il modello toscano della sanità, quella che ci ha depredato, quella che ci ha usato come cavie da laboratorio, perché l'avete americanizzata, l'avete brutalizzata (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Allora, per esempio, visto che si parla di oncologia (ricordo che, da anni, chiediamo un registro dei tumori nella mia provincia, che è la provincia dove, a livello oncologico, ci sono i record, e la regione Toscana non ce l'ha mai concesso, parlo di Massa Carrara), recentemente, nella regione Toscana, dove governa il centrosinistra da qualche decennio, almeno da quando si è iniziato a votare per le istituzioni regionali, quindi dal 1970, è stato tolto il trasporto pubblico gratuito ai malati oncologici; forse non lo sanno, forse si auto-vergognano e, quindi, non se lo ricordano, però, la Toscana è stata un esempio negativo, lo ripeto, negativo, dove voi governate da sempre sulla sanità pubblica. Infatti, andatevi a vedere quali sono i nuovi ospedali della Toscana, non quelli che avete inaugurato, tutti uguali, che sembrano quelli del Soviet Supremo, dove i pronto soccorso sono troppo piccoli, dove c'è solo un'intensità di cure che non è servita a niente (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ormai, gli ospedali dove le persone povere si devono recare – perché, se telefonate al CUP a Massa, a Lucca, a Prato o a Pistoia, vi dicono che, da privati, oggi pomeriggio avete un appuntamento, altrimenti, per i prossimi mesi, non ci sono appuntamenti - sono i centri medici privati, quelli, sì, che da un piano sono diventati due piani, tre piani o quattro piani. Questo è il modello che voi oggi ci propinate (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Presidente, mi rivolgo a tutti quanti, perché non mi è chiaro se stiamo in Parlamento o stiamo discutendo al consiglio regionale della Toscana (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), perché onestamente sono stato consigliere regionale, ma non vorrei che trasformassimo, poi, questa seduta in scontri, che ci sono, perché ovviamente ognuno ha i propri pareri, ma invito tutti quanti a rimanere su quello che stiamo facendo, cioè il bilancio dello Stato, altrimenti diventa una cosa veramente ridicola.

PRESIDENTE. Non vedo altre mani alzate, a questo punto, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 19).

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, l'onorevole Fratoianni. Ne ha facoltà.

NICOLA FRATOIANNI (AVS). Signor Presidente, solo per segnalare a quest'Aula - non è naturalmente questione che riguarda la materia che stiamo discutendo e i colleghi e le colleghe ne saranno informate ed informate - che oggi, a Parigi, un grave attentato ha colpito un centro culturale curdo; ci sono tre morti, tre feriti molto gravi, l'autore è stato arrestato, è un estremista di destra uscito di prigione da qualche giorno (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

ANDREA DE BERTOLDI (FDI). Ma stai zitto! (Proteste dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Azione-Italia Viva-Renew Europe)

PRESIDENTE. Colleghi, per favore… colleghi… colleghi… onorevole Amendola, onorevole Fornaro, per favore… per favore, stiamo calmi…

NICOLA FRATOIANNI (AVS). Signor Presidente, evidentemente, il collega, di cui, purtroppo, non conosco il nome, si sente coinvolto, non vorrei che si sentisse coinvolto (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Mi auguro che non si consideri un estremista di destra che prende una pistola e va in giro a sparare ai curdi in un centro culturale. Credo, invece, che sia importante segnalare un fatto così grave; credo che sia importante che il Parlamento italiano, pur riunito in un passaggio così delicato ed importante per il Paese, esprima collettivamente la sua solidarietà alle vittime di questo attentato (Applausi – Deputati si levano in piedi), ancora una volta il popolo curdo, i francesi e le francesi colpiti, a tutta la comunità parigina. Credo che, in un momento come questo, sia un segnale importante.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boldrini. Ne ha facoltà.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Presidente, solo per associarmi alle parole del collega Fratoianni ed esprimere cordoglio alla comunità curda e solidarietà per quanto è avvenuto. Non ci possiamo dimenticare come questo popolo sia sempre sotto il mirino. Purtroppo, lo è nel suo territorio, lo è perché ci sono azioni militari in corso contro questo popolo, non da ultimo quello turco, e poi lo è anche quando magari si allontana dal proprio territorio e, magari, dove pensa di essere sicuro e, invece, non lo è. Quindi, sicuramente ci associamo al cordoglio e ci auguriamo anche che venga fatta chiarezza su tutta la vicenda, perché non siamo qui, spero, a nascondere la matrice di questo attentato, che, come è stato detto da chi sta facendo l'inchiesta, è chiaramente di estrema destra (Applausi).

Si riprende la discussione.

(Esame dell'articolo 17 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 17 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Gnassi. Ne ha facoltà.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Presidente, intervengo su uno di quelli che, nelle parole di tanti, di tutti e anche – come abbiamo ascoltato in Aula - nelle dichiarazioni alla richiesta della fiducia della Presidente Meloni, oppure in audizione in Commissione attività produttive dal Ministro Santanchè, è uno dei settori…

PRESIDENTE. L'onorevole Serracchiani si è sovrapposta al Presidente e, come avete sentito, giustamente, chiede silenzio. Infatti, glielo diamo subito. Prego, onorevole Gnassi.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Come dicevo, abbiamo sentito in Aula, all'atto persino della richiesta della fiducia della Presidente Meloni, ma anche in audizione in Commissione attività produttive, le parole su quello che è considerato - almeno, appunto, a parole - uno dei grandi settori industriali del Paese e cioè il turismo.

Per quanto riguarda lo stato di previsione del turismo, i primi passi di questo Governo, in questa legislatura, evidenziano una scarsità di visione e una debolezza di provvedimenti. Presidente, non è questo magari il momento, ma visto che stiamo parlando di legge di bilancio e, quindi, di quel provvedimento che sorregge anche il sistema produttivo, economico e industriale, quindi, che comprende il turismo, forse è bene ricordare anche a chi partecipa così, en passant, il pomeriggio, alle audizioni nella Commissione attività produttive e che ha responsabilità di Governo, come quelle del Ministro, che, ad esempio, per quanto riguarda lo scenario competitivo domestico ed europeo, gli arrivi stranieri per noi, per il nostro Paese, sono determinanti.

Allora, ci saremmo aspettati dentro la manovra, e anche in un combinato disposto di linee strategiche presentate dal Ministro, una politica industriale su questo settore, che è fatta di ricerca e sviluppo, che è fatta di strumenti che aiutano l'innovazione di processo e di prodotto, che aiutano l'aggregazione delle imprese e, infine, la promo-commercializzazione di questo settore. Abbiamo assistito ad una nomina ai vertici di ENIT, sulla quale, mi raccomando, nessuno dà un giudizio o ha un pregiudizio, un giudizio preventivo o un pregiudizio, ma da quello che abbiamo potuto leggere ai vertici dell'ENIT c'è probabilmente una personalità che fino adesso si è occupata, ad esempio, di outgoing, cioè di portare gli italiani all'estero e dai curriculum che possiamo leggere troviamo debole l'impostazione che viene data a uno degli aspetti di questa industria, la promo-commercializzazione. Per quanto riguarda gli arrivi stranieri, noi, nella manovra di bilancio, non troviamo - se non in quattro risicati articoli che, giustamente, tentano di dare una mano agli impianti di risalita, allo snowfarming, tentano di mettere qualche pezza e qualche aiuto qui e là - un impianto organico, un pensiero. Ci sono 65 milioni di arrivi stranieri in Italia, a fronte dei 90 milioni che fa la Francia, a fronte degli 83 milioni di arrivi stranieri che fa la Spagna, per stare nel bacino del Mediterraneo, dove il nostro Paese dovrebbe diventare un hub.

Non abbiamo capito che tipo di hub dovrebbe diventare il nostro Paese. Se, da un lato, litighiamo con la Francia e con la Spagna, non facciamo del turismo un'industria strategica, dedichiamo risorse nella manovra di bilancio che si commentano alla stregua di un Paese - non ce ne voglia Malta - che sinceramente, rispetto al turismo, sta investendo più di questo Governo.

Il combinato disposto delle prime uscite del Ministro - che parla delle coste italiane come di coste invase da tossici e rifiuti, quando, invece, considerato che sono passati quattro mesi dalla legge sulla concorrenza, bisognerebbe andare in Europa e trattare per la Bolkestein, per quegli 8 mila chilometri di costa che il nostro Paese ha. - non ci incoraggiano rispetto all'investimento che si sta facendo nell'industria del turismo. Ancora: abbiamo di fronte la necessità di investire e di fare scelte. Il turismo nel nostro Paese dà un contributo al PIL per il 7 per cento, in via diretta e del 13 per cento, in via indiretta. Vogliamo porci il tema di essere competitivi rispetto alla Francia e alla Spagna, giusto per restare nel bacino del Mediterraneo? Allora, cosa si evince da questa manovra di bilancio? C'è un ragionamento sulla logistica? C'è un ragionamento sui grandi hub di arrivo che collegano i grandi centri e le città d'arte – Firenze, Venezia e Roma - con la straordinarietà della bellezza dei nostri Appennini e delle nostre coste? Vorremmo chiedere chiarimenti, da questo punto di vista, che per oggi, non solo non ci sono, ma lasciano questo Paese ammantato di quella retorica che, guardando al turismo, lo evoca come il nostro petrolio, quando semmai bisognerebbe guardare al turismo come la nostra energia rinnovabile e pulita del futuro, a patto che la si consideri un'industria e non una materia da passaggi televisivi, dove basta qualche mancia e qualche voucher per cavarsela con una battuta e poi si lasciano decine di migliaia di imprese e milioni di lavoratori…

PRESIDENTE. Onorevole Gnassi, devo invitarla a concludere.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). ... senza alcun provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caramanna. Ne ha facoltà.

GIANLUCA CARAMANNA (FDI). Grazie, Presidente. Collega Gnassi, lei ha fatto riferimento…

PRESIDENTE. No, si rivolga sempre a me.

GIANLUCA CARAMANNA (FDI). Mi scusi, Presidente. Dicevo che si fa riferimento comunque al turismo da parte di chi, per anni, ha completamente snobbato il turismo. In questi anni, abbiamo assistito all'accorpamento del turismo all'agricoltura o ai beni culturali (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), mancava solo che fosse messo dentro alla sanità. L'attenzione che sta dando questo Governo a un comparto strategico della nostra economia va riconosciuta. Avete trascurato, anzi avete preso in giro per anni tutto il turismo della montagna, gli impianti di risalita, un turismo, per noi, strategico. L'avete completamente snobbato, addirittura vorrei ricordare (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)…

PRESIDENTE. Onorevole Amendola, per favore! Non urli!

GIANLUCA CARAMANNA (FDI). …che addirittura avete deciso, a piste battute, di chiudere gli impianti…

PRESIDENTE. Onorevole Casu, per favore!

GIANLUCA CARAMANNA (FDI). ...a mezzanotte, con la gente che già la mattina era pronta ad andare a sciare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Quindi, questo Governo ha stanziato 200 milioni per aiutare gli impianti di risalita. Poi ci sono comunque anche fondi stanziati - il collega Gnassi lo sa - per la formazione, per il turismo sostenibile, anche per i piccoli borghi. Io credo che si stia andando in una direzione corretta. Oltretutto, si fa riferimento ad ENIT quando… Posso parlare, Presidente?

PRESIDENTE. Onorevole Caramanna, ha ragione. Per favore, colleghi, lasciamo svolgere all'onorevole Caramanna le sue argomentazioni e poi facciamo il resto.

GIANLUCA CARAMANNA (FDI). Poi replicherete ovviamente.

PRESIDENTE. Non si preoccupi. Onorevole Caramanna, vada pure avanti.

GIANLUCA CARAMANNA (FDI). Parlavo di ENIT. L'amministratore delegato di ENIT, dopo cinque giorni dalla nomina, è andato in India a cercare nuovi flussi turistici, dato che Cina e Russia sono fermi, perché lei ha contatti all'estero, perché, quando si fa outgoing, si conoscono operatori, enti di promozione stranieri, quindi credo che, anche da questo punto di vista, vada rispettata la scelta del Ministro.

Credo che questo sia un comparto per noi strategico e che voi non abbiate mai posto la stessa attenzione che questo Governo sta ponendo sul turismo, quindi pregherei anche di fare silenzio in merito (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Ubaldo Pagano. Ne ha facoltà, per un minuto.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Siccome abbiamo inaugurato questa particolare forma di auto-opposizione, mi permetterò di riferire, per il suo tramite, al collega che è appena intervenuto che lui ha mosso dei rilievi al collega appena intervenuto che è stato il sindaco degli ultimi dieci anni della città di Rimini, abbastanza famosa per la capacità di attrarre in modo straordinariamente competitivo il turismo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Mi permetterà pure di ricordare al collega di maggioranza che l'ultimo Ministro del Turismo era un suo alleato di questo Governo e rispondeva al nome di Massimo Garavaglia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 17.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 20).

(Esame dell'articolo 18 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 18 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 21).

(Esame dell'articolo 19 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 19 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 19.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 22).

(Esame dell'articolo 20 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 20 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 23).

(Esame dell'articolo 21 - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 21 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, lo pongo direttamente in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 21.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 24).

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).

Avverto che l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/43 Zingaretti è stato ritirato dal presentatore, Avverto inoltre che è in distribuzione la versione corretta dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/159 Appendino.

Se nessuno chiede di intervenire per illustrare gli ordini del giorno, invito il rappresentante del Governo, onorevole Albano, a esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Solo una premessa. Prima di iniziare con i pareri, preciso, per non ripeterlo ogni volta, che ogni qual volta l'impegno rivolto al Governo sia formulato nel senso di provvedere in un prossimo provvedimento utile o in un primo provvedimento utile, tali parole debbano intendersi espunte.

PRESIDENTE. Scusi onorevole, se non ho sentito io, figuriamoci l'Aula. Queste parole si intenderanno espunte?

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Esatto, espunte (Commenti).

PRESIDENTE. In realtà, la relatrice vuole dire che farà una riformulazione. Va bene così.

Allora, iniziamo.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/1 Manes e n. 9/643-bis-AR/2 Toni Ricciardi: accolti come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/3 Zucconi, favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/4 Guerra, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/5 Andrea Rossi, parere favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/6 Forattini, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/7 Vaccari, parere contrario. Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/8 Marino e n. 9/643-bis-AR/9 Ascani, accolti come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/10 Schifone, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/11 Braga, parere favorevole con riformulazione: “ad individuare compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica (…)”.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/12 Dori, parere favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di (…), compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”, ed espungere le premesse ai capoversi nn. 8, 9 e 10.

PRESIDENTE. Ripetiamolo, così siamo chiari.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/12 Devis Dori, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di (…), compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”, ed espungendo i capoversi nn. 8, 9 e 10 della premessa.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/13 Simiani, il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/14 De Maria, il parere è contrario… no, è favorevole con riformulazione, mi perdoni… anzi no, è contrario, chiedo scusa. È contrario, contrario (Commenti dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe)…

PRESIDENTE. È uscito il 14! Siamo sotto Natale… ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/14 De Maria, contrario, tombola!

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/15 Orlando, il parere è contrario.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/16 Malavasi è accolto come raccomandazione e il parere è contrario sull'ultimo impegno.

PRESIDENTE. Quindi è riformulato, onorevole.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. È accolto come raccomandazione e parere contrario sull'ultimo impegno.

PRESIDENTE. No…

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Non è riformulato, è accolto come raccomandazione e contrario sull'ultimo impegno.

PRESIDENTE. No, mi scusi…

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Va bene, accolto con riformulazione e contrario sull'ultimo impegno (Commenti dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe). Chiedo scusa, chiedo scusa…

PRESIDENTE. Non si preoccupi, adesso lo ricostruiamo…

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Allora, diciamo parere favorevole con riformulazione e contrario sull'ultimo impegno…

PRESIDENTE. Qual è la riformulazione?

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. È espunto l'ultimo impegno.

PRESIDENTE. Così siamo precisi. Quindi, il parere è favorevole con la riformulazione nel senso di espungere quell'ultimo capoverso.

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, immagino intervenga sul Regolamento… no, peggio? Su cosa?

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). Solo per capire. Perché lei ci deve aiutare, prima di votare, a capire che cosa…

PRESIDENTE. Qualcuno deve aiutare anche me…

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). Ecco, cerchiamo di aiutarci, perché adesso abbiamo capito che il parere è favorevole con riformulazione, prima aveva detto che era favorevole come raccomandazione. Per noi è molto importante capire se il parere è favorevole come raccomandazione, oppure favorevole con una riformulazione…

PRESIDENTE. Lei ha ragione…

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). È un problema serio, vorrei che ascoltassimo e che decidessimo prima di votare.

PRESIDENTE. Aiutati, che Giachetti t'aiuta! Allora, il parere sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/16 Malavasi, onorevole Albano?

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Avevo precisato che era accolto come raccomandazione, se si fosse espunto l'ultimo impegno (Commenti dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe)…

PRESIDENTE. Ha fatto il VAR.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Ok, va bene, era questo, comunque (Commenti dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Mi scusi, è accolto come raccomandazione, quindi? Non è favorevole con riformulazione?

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Ho detto sempre così. È accolto come raccomandazione, se riformulato; il parere è contrario sull'ultimo impegno.

PRESIDENTE. Quindi è accolto come raccomandazione, se riformulato.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/17 Girelli, il parere è favorevole con la riformulazione “compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica”.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/18 Orfini e n. 9/643-bis-AR/19 Ambrosi, il parere è favorevole.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/20 Manzi è accolto come raccomandazione… chiedo scusa, c'è il parere contrario sull'ultimo impegno, il quinto (Commenti)

PRESIDENTE. Quindi come per l'ordine del giorno n. 16, è una raccomandazione, se riformulato. Va bene, colleghi.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/21 Berruto è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/22 Chiesa, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/23 Cattoi, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/24 Ziello, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare, nell'ambito del riparto di risorse per la mobilità sostenibile di competenza del MiT, la destinazione di stanziamenti anche per la realizzazione del progetto della tramvia stazione Cisanello di Pisa”.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/25 Congedo, n. 9/643-bis-AR/26 Iaia, n. 9/643-bis-AR/27 Matera e n. 9/643-bis-AR/28 Testa, il parere è favorevole.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/29 Cuperlo e n. 9/643-bis-AR/30 Mauri il parere è contrario.

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/31 Care', n. 9/643-bis-AR/32 Di Sanzo e n. 9/643-bis-AR/33 Quartapelle Procopio sono accolti come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/34 Ciani, il parere è favorevole.

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/35 Graziano e n. 9/643-bis-AR/36 Fossi sono accolti come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/37 Laus, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/38 Sarracino, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di (…), compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/39 Scotto, il parere è contrario.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/40 Boldrini è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/41 Serracchiani, il parere è favorevole con riformulazione, se riformulato come il successivo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/226, e la riformulazione è nel senso di sostituire l'impegno con il seguente: “a valutare l'opportunità di introdurre iniziative normative affinché venga ampliata la platea di accesso attraverso il sistema pensionistico Opzione donna per garantire l'accesso anticipato alla pensione a quelle donne che scelgono di accedere ad un trattamento previdenziale calcolato con il sistema contributivo, valorizzando i requisiti e la ratio previsti in relazione a questo istituto”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/42 De Bertoldi, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/43 Zingaretti è stato ritirato.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/44 Scarpa è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/45 Polo il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/46 Frijia, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: dopo le parole “stanziare adeguate risorse economiche”, inserire le parole “nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/47 Ciocchetti il parere è favorevole.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/48 De Micheli è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/49 Deidda, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di” su ogni impegno.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/50 Gnassi il secondo, il terzo e il quarto impegno sono accolti come raccomandazione, se si espunge il primo.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/51 Schlein, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di” su tutti gli impegni.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/52 Madia è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/53 Peluffo, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/54 Piccolotti, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di”.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/55 Zanella è accolto come raccomandazione.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/56 Furfaro e n. 9/643-bis-AR/57 Zaratti, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/58 Gusmeroli, il parere è favorevole con la riformulazione “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/59 Fratoianni, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/60 Letta, il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/61 Merola, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di destinare adeguate risorse agli enti locali per fronteggiare (…)” e poi continua.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/62 Pretto e n. 9/643-bis-AR/63 Fabrizio Rossi il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/64 Mari, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/65 Rotelli, il parere è favorevole.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/66 Amendola è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/67 Grippo, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di adottare iniziative, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili e i vincoli di bilancio”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/68 Ruffino, il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di intervenire”, espungendo le parole “tempestivamente, nel prossimo provvedimento normativo”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/69 Borrelli, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: dopo le parole “ad estendere”, espungere le parole “nel primo provvedimento utile”.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/70 Ubaldo Pagano è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/71 Grimaldi, il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/72 Rampelli, il parere è favorevole con la riformulazione “a definire regole generali per assicurare la gratuità delle transazioni effettuate mediante carte di pagamento” aggiungendo “anche attraverso la promozione di una convenzione con la società Poste Italiane”.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/73 Caiata e n. 9/643-bis-AR/74 Milani, il parere è favorevole.

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/75 Zan, n. 9/643-bis-AR/76 Stumpo, n. 9/643-bis-AR/77 Fornaro e n. 9/643-bis-AR/78 Speranza sono accolti come raccomandazione.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/79 Iacono, n. 9/643-bis-AR/80 Pozzolo n. 9/643-bis-AR/81 Lucaselli, il parere è favorevole.

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/82 Del Barba, n. 9/643-bis-AR/83 Boschi, n. 9/643-bis-AR/84 Ghio e n. 9/643-bis-AR/85 Barbagallo sono accolti come raccomandazione.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/86 Morassut e n. 9/643-bis-AR/87 Bakkali, il parere è favorevole, mentre l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/88 Curti è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/89 Montemagni, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno come segue: “a valutare l'opportunità di inserire nel prossimo contratto di programma ANAS il progetto del completamento del tratto mancante dell'Autostrada Tirrenica, in seguito alla risoluzione del contenzioso pendente”.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/90 Pizzimenti è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/91 Zinzi, il parere è favorevole, con la riformulazione dell'impegno come segue: “a valutare l'opportunità dell'inserimento del Ponte Nuovo Di Capua sul fiume Volturno tra le infrastrutture da programmare e finanziare attraverso il Fondo per le infrastrutture ad alto rendimento di cui all'articolo 80 del disegno di legge”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/92 Benvenuto, il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/93 Cavandoli, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno come segue: “a valutare l'opportunità di inserire, ove ne ricorrano le condizioni, nel nuovo contratto di programma ANAS 2022-2025 il nuovo ponte di Casalmaggiore sulla SS 343 Asolana, tra i comuni di Casalmaggiore e Colorno”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/94 Dara, il parere è favorevole con riformulazione come segue: “impegna il Governo a valutare l'opportunità di individuare soluzioni finalizzate alla realizzazione in tempi rapidi dei lavori di messa in sicurezza, ristrutturazione, completamento delle opere e realizzazione di nuove infrastrutture relative ai ponti sul bacino del Po, ove necessario per problemi strutturali insormontabili anche attraverso la nomina di un commissario straordinario”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/95 Mantovani, il parere favorevole.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/96 Caretta è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/97 Casu, il parere è contrario.

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/98 Pastorino, n. 9/643-bis-AR/99 Porta e n. 9/643-bis-AR/100 Di Biase sono accolti come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/101 D'Alfonso, il parere è contrario.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/102 Foti, n. 9/643-bis-AR/103 Morgante e n. 9/643-bis-AR/104 Vietri: parere favorevole.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/105 Mancini: parere contrario.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/106 Carfagna e n. 9/643-bis-AR/107 Gadda: accolti come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/108 Caramanna: parere favorevole.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/109 Stefanazzi, n. 9/643-bis-AR/110 Tabacci e n. 9/643-bis-AR/111 De Luca: parere contrario.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/112 Mattia, n. 9/643-bis-AR/113 Rachele Silvestri, n. 9/643-bis-AR/114 Cerreto e n. 9/643-bis-AR/115 Schiano di Visconti: parere favorevole.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/116 Angelo Rossi: parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di” ed aggiungere in fondo: “fermo restando che i crediti di carbonio in ogni caso non concorrono al rispetto degli obblighi di cui al decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47, in materia di sistema per lo scambio di quote di emissione di gas ad effetto serra né alla contabilizzazione ufficiale degli assorbimenti e delle emissioni di gas serra effettuate da ISPRA nell'ambito degli obblighi internazionali ed europei”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/117 Lampis, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/118 Schullian: accolto come raccomandazione.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/119 Billi e n. 9/643-bis-AR/120 Zoffili: parere favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/121 Barabotti, il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/122 Andreuzza, n. 9/643-bis-AR/123 Bordonali, n. 9/643-bis-AR/124 Maccanti, n. 9/643-bis-AR/125 Loizzo, n. 9/643-bis-AR/126 Miele, n. 9/643-bis-AR/127 Angelucci, n. 9/643-bis-AR/128 Latini, n. 9/643-bis-AR/129 Bof e n. 9/643-bis-AR/130 Giagoni: parere favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/131 Carloni, il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare lo stato di protezione del lupo, compatibilmente con la disciplina eurocomunitaria, nella direzione di un Piano nazionale di gestione del lupo che tuteli la specie, ma anche i comparti agrosilvopastorali”.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/132 Furgiuele: parere favorevole.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/133 Ciaburro, parere favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/134 Roggiani: accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/135 Bonafe', il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare con il comune di Piombino e la regione Toscana, alla luce degli accordi già stabiliti e delle scelte già intraprese, tutte le azioni possibili per garantire la sicurezza dei cittadini, la tutela ambientale e compensare adeguatamente sul territorio la presenza della nave di stoccaggio del rigassificatore mobile e temporaneo nel porto di Piombino”; il parere è contrario sulle premesse.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/136 Guerini, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di” ed espungere la parola “permanenti” nell'impegno.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/137 Ferrari: accolto come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/138 Gebhard, parere favorevole con la riformulazione che ho precedentemente letto su Opzione donna. Se volete, la rileggo, è identica al n. 9/643-bis-AR/226.

PRESIDENTE. No, onorevole, poi ci arriviamo.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/139 Steger: accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/140 Lacarra, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/141 Provenzano: parere contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/142 Fassino, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/143 Mule' e n. 9/643-bis-AR/144 De Monte: parere favorevole.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/145 Gribaudo: accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/146 Ghirra, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/147 Evi: accolto come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/148 Frassini: parere favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/149 Lancellotta, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di approvare idonea norma che consenta la stabilizzazione del personale dirigenziale e non dirigenziale del Servizio sanitario nazionale che abbia maturato al 31 dicembre 2022 almeno diciotto mesi alle dipendenze”.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/150 Gianassi: accolto come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/151 Morrone: parere favorevole.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/152 Magi: parere contrario.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/153 Battistoni: parere favorevole.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/154 Francesco Silvestri, n. 9/643-bis-AR/155 Cafiero De Raho, n. 9/643-bis-AR/156 Alifano e n. 9/643-bis-AR/157 Fenu: parere contrario.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/158 Raffa: accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/159 Appendino, il parere è favorevole con riformulazione come l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/226, di cui ho riferito precedentemente su Opzione donna.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/160 Lovecchio: accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/161 Cappelletti, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”, come l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/60.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/162 Donno: accolto come raccomandazione.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/163 Tucci, n. 9/643-bis-AR/164 Dell'Olio e n. 9/643-bis-AR/165 Quartini: parere contrario.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/166 Di Lauro e n. 9/643-bis-AR/167 Marianna Ricciardi: accolti come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/168 Sportiello: parere contrario.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/169 Cantone e n. 9/643-bis-AR/170 Caramiello: accolti come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/171 Baldino, il parere è favorevole con riformulazione: contrario a tutte le premesse e favorevole solo al terzo impegno.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/172 Traversi, n. 9/643-bis-AR/173 Iaria, n. 9/643-bis-AR/174 Santillo, n. 9/643-bis-AR/175 Scutella', n. 9/643-bis-AR/176 Bruno, n. 9/643-bis-AR/177 Scerra e n. 9/643-bis-AR/178 Caso: accolti come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/179 Amato: parere contrario.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/180 Orrico: accolto come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/181 Cherchi: parere contrario.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/182 Lomuti: accolto come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/183 Onori: parere contrario.

Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/184 Pellegrini, n. 9/643-bis-AR/185 Aiello, n. 9/643-bis-AR/186 Carotenuto e n. 9/643-bis-AR/187 Barzotti: accolti come raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/188 Conte: parere contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/189 Ilaria Fontana, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

I successivi ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/190 L'Abbate, n. 9/643-bis-AR/191 Fede e n. 9/643-bis-AR/192 Morfino sono accolti come raccomandazione.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/193 Sergio Costa e n. 9/643-bis-AR/194 Gubitosa, parere contrario. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/195 Pavanelli è accolto come raccomandazione. Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/196 Todde e n. 9/643-bis-AR/197 Carmina, parere contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/198 D'Orso, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/199 Ascari, parere favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/200 Giuliano, parere favorevole con riformulazione: “impegna il Governo ad operare una revisione delle tariffe professionali dei CTU, anche con riferimento ai criteri per la loro determinazione, tenendo conto dell'aumento del costo della vita mediante emanazione del decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, da adottarsi di concerto con il Ministero dell'Economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 54 del DPR n. 115 del 2002.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/201 Penza e n. 9/643-bis-AR/202 Riccardo Ricciardi, parere contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/203 Alfonso Colucci, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/204 Auriemma è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/205 Torto, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/206 Davide Bergamini, parere favorevole. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/207 Casasco è accolto come raccomandazione

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/208 D'Attis, parere favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/209 Nevi, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/210 Polidori, parere favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/211 Squeri, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/212 Tosi, n. 9/643-bis-AR/213 Arruzzolo, n. 9/643-bis-AR/214 Battilocchio e n. 9/643-bis-AR/215 De Palma, parere favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/216 Colombo, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/217 Bonelli, parere contrario.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/218 Cavo e n. 9/643-bis-AR/219 Alessandro Colucci e n. 9/643-bis-AR/220 Lupi, parere favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/221 Romano, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/222 Semenzato, n. 9/643-bis-AR/223 Bicchielli, n. 9/643-bis-AR/224 Lai e n. 9/643-bis-AR/225 Matteoni, parere favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/226 Rizzetto, favorevole con riformulazione come prima indicato, come prima già comunicato riguardante “Opzione donna”. La posso rileggere…

PRESIDENTE. No, no, è quella di prima.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sì, è quella di prima.

Sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/227 Urzì, n. 9/643-bis-AR/228 Sbardella, n. 9/643-bis-AR/229 Rosso e n. 9/643-bis-AR/230 Mollicone, parere favorevole.

PRESIDENTE. La ringrazio moltissimo della pazienza e della cortesia.

Pronti casomai, onorevole, a ridare, qualora nel corso del dibattito dovessero essere richieste, le riformulazioni.

Con riferimento ai pareri espressi dal rappresentante del Governo, colleghi, chiarisco fin da subito che, ove un ordine del giorno sia stato accolto come raccomandazione e il presentatore non accetti tale parere, l'ordine del giorno sarà posto in votazione con il parere contrario del Governo. Lo diciamo all'inizio, così possiamo iniziare.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/1 Manes, accolto come raccomandazione: accetta la raccomandazione? Sì.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/2 Toni Ricciardi, accolto come raccomandazione: l'accetta?

Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà. Nel senso che già chiede di votarlo, onorevole Ricciardi? Chiede di votarlo se non l'accetta?

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Sì chiedo…Chiederei di poter esprimere un pensiero, grazie (Commenti del deputato Caiata) ... No, non l'accetto… Cosa? Ci stavo arrivando…

PRESIDENTE. No, onorevole, con chi parla? Lei parla con me. O lo accetta…

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Per suo tramite…

PRESIDENTE. Nessun tramite, abbia pazienza.

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Ci stavo arrivando…

PRESIDENTE. Abbia pazienza, nessun tramite. Allora, lei accetta la raccomandazione?

TONI RICCIARDI (PD-IDP). No, non l'accetto.

PRESIDENTE. Allora può svolgere la dichiarazione di voto. Prego.

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accetto la raccomandazione per una semplice ragione. Intanto, ringrazio per averlo accolto come raccomandazione, ma non è sufficiente. Perché, Presidente? Perché questo tema, che riguarda l'IMU degli italiani nel mondo, viene accolto da 15 anni come raccomandazione, ma, poi, di fatto, non si provvede mai.

Ora, per la prima volta, noi abbiamo (Commenti del deputato Caiata)…

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, però…onorevole Caiata, abbia pazienza. Prego, onorevole Ricciardi.

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Per la prima volta, e di questo ringrazio il mio gruppo, si presenta la formula dell'equiparazione, ovvero il concetto di chiedere il pari trattamento, nessuna agevolazione, nessuna esenzione; si chiede l'equiparazione di un diritto, facendo riferimento all'iscrizione AIRE e non alla proprietà dell'immobile. Perché care e cari colleghi, voi sapete che le italiane e gli italiani all'estero possiedono, in un certo qual modo, un doppio indirizzo: uno è quello di residenza all'estero e l'altro è quello di residenza nel comune italiano di iscrizione all'AIRE.

Quello che noi chiediamo è un gesto patriottico, perché, nel momento in cui proponiamo l'equiparazione, che si fonda sull'iscrizione al registro AIRE, significa che noi ci poniamo a far valere come principio quello della cittadinanza. E mi permetto di ricordare alle colleghe e ai colleghi di maggioranza che questo è stato un punto qualificante del programma in campagna elettorale di Fratelli d'Italia. Io non vi chiedo, noi non vi chiediamo un voto favorevole solo in rispetto di 6 milioni di persone che vivono all'estero e che ogni due interventi vengono citate in quest'Aula, ma lo chiediamo, soprattutto, anche in rispetto di una persona alla quale persone come me, che questa sera sono qui e posso parlare a questo microfono, devono un “grazie” e quel “grazie” va dato a Mirko Tremaglia. Noi vi chiediamo di dare dimostrazione di accettare questa proposta, che non è una proposta del Partito Democratico, ma è patrimonio di tutte le forze politiche in quest'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/2 Toni Ricciardi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Colleghi, vale lo stesso discorso di prima: sulla prima votazione c'è la tolleranza solita, dalla seconda, nessuna tolleranza, come si direbbe, tolleranza zero

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/3 Zucconi, parere favorevole con riformulazione: l'accetta, onorevole Zucconi? Sì.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/4 Guerra, accolto come raccomandazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo l'attenzione del Governo, perché vorrei capire se è possibile avere una modifica del parere, in quanto qui si tratta di un problema molto serio, ne abbiamo discusso anche in Commissione: c'è stato un impegno, un accoglimento, e capisco che anche la raccomandazione è come un accoglimento, ma è insufficiente.

Il tema di cui si parla è la riscossione. Noi sappiamo che la riscossione è una materia delicata - vedo che qui c'è anche il Vice Ministro Leo -, perché, se la riscossione non è credibile, non è efficiente, è evidente che tutto il sistema fiscale crolla; una riscossione efficace è una deterrenza, ovviamente, a comportamenti di infedeltà fiscale.

L'articolo 48 della legge di bilancio ha introdotto una norma, che in larga parte condivido, per quanto riguarda la possibilità di discarico dei carichi avuti in affidamento da parte dell'Agenzia della riscossione che vengono considerati inesigibili. C'è un lungo elenco, che in larga parte – ripeto - condivido. Ad esempio, l'intervenuta chiusura del fallimento in presenza di debitore fallito oppure la mancanza di nuovi beni rispetto a quelli di riferimento e via dicendo. Non ve lo sto a leggere tutto.

C'è un punto, però, che è particolarmente delicato e riguarda la lettera b). La lettera b) dice che si può avere questa comunicazione di inesigibilità nel caso di assenza di beni del debitore risultante alla data dell'accesso al sistema informativo del Ministero dell'Economia e delle finanze in qualunque momento effettuata dall'agente della riscossione.

Allora, il primo punto su cui vorrei richiamare la vostra attenzione è che, se io metto “assenza dei beni del debitore, risultante alla data dell'accesso del sistema in qualunque momento”, vuol dire che l'agente della riscossione sulla base di questo può dichiarare inesigibile un credito… Scusate, non parlate per piacere con il Governo, mentre intervengo! Vorrei attenzione - mi dispiace - perché sto chiedendo, eventualmente, una modifica di parere. Come dicevo, ciò vale anche nel caso in cui l'accesso al sistema informativo sia stato fatto due, tre anni prima. Quindi, chiaramente, non c'è una vicinanza temporale tra il momento in cui chiedo il discarico e il momento in cui ho fatto la verifica della possibilità di pagare da parte del creditore. L'ordine del giorno, su questo punto, chiede che l'accesso sia fatto in un periodo vicino, per esempio, non oltre tre mesi prima, non oltre due mesi prima. Il tempo si può ovviamente modulare, ma non si può mettere “in qualunque momento”, perché siamo fuori.

L'altra questione più delicata, Governo, riguarda il fatto che qui si parla soltanto di assenza di beni del debitore, mentre mi sembra logico che, se vogliamo valutare l'eventuale capacità o non capacità di pagare – perché, ripeto, di fronte a una non capacità di pagare è chiaro che il carico deve essere dichiarato inesigibile - non possiamo controllare solo i beni, ma dobbiamo considerare anche i crediti. Quindi, questa norma andrebbe completata in modo da permettere di controllare la situazione attraverso l'accesso al sistema informativo del Ministero dell'Economia e delle finanze non solo per quanto riguarda i beni, ma anche che per quanto riguarda i crediti, così come bisognerebbe richiamare la possibilità di controllare la situazione finanziaria, come reso possibile dalla normativa in essere, finalmente realizzata dopo un anno di stasi a causa della normativa sulla privacy.

Sulla base di queste considerazioni, chiederei di trasformare il parere di accoglimento come raccomandazione in un accoglimento pieno. In caso contrario, ovviamente, l'ordine del giorno si metterà ai voti.

Presidente, mentre ho la parola, come ordine di lavoro, le chiederei di dire ai deputati che non devono parlare con i membri di Governo interpellati da chi interviene (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Guerra, però, l'onorevole Albano ha seguito il suo intervento, tanto che già si era rivolta alla Presidenza. Il Governo non intende intervenire.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/4 Guerra, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).

Ha chiesto di parlare l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Presidente, intervengo per comunicare che il gruppo Lega accetta tutte le riformulazioni presentate dal Governo ai propri ordini del giorno (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Battilocchio. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO BATTILOCCHIO (FI-PPE). Grazie, Presidente. Il gruppo di Forza Italia accetta tutte le riformulazioni del Governo (Applausi).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/5 Andrea Rossi, sul quale c'è un parere favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Andrea Rossi. Ne ha facoltà. Per favore, se cambia microfono…

ANDREA ROSSI (PD-IDP). Sì, Presidente, chiedo solo se sia possibile…

PRESIDENTE. Rileggere la riformulazione?

ANDREA ROSSI (PD-IDP). Per suo tramite, non chiedo tanto di rileggere, ma, visto che comprendo la valutazione e la riformulazione del Governo dove si dice “a valutare l'opportunità di individuare risorse per accelerare l'industrializzazione”, se dopo la parola “Italia”... Ma il Governo non …

PRESIDENTE. Allora, facciamo che nessuno può andare nel raggio di due metri dall'onorevole Albano. Facciamo così, diamoci questa regola. Prego, onorevole Andrea Rossi.

ANDREA ROSSI (PD-IDP). Chiedo alla sottosegretaria se mi può dare solo un secondo del suo tempo. Se comprendo la riformulazione che recita “a valutare l'opportunità di individuare risorse”, chiedo se sia possibile dividere in due l'impegno e dopo la parola “Italia”, mettere un punto e iniziare un altro paragrafo che riporti le seguenti parole: “ad emanare entro tempi certi il decreto interministeriale”.

Sottosegretario, le chiedo questo per un motivo molto semplice, ossia perché il Ministro anche prima ci ha comunicato che, all'interno del Milleproroghe, è stata già inserita la proroga al 31 dicembre 2023 su quanto richiesto. Quindi, sarebbe una riformulazione più funzionale anche rispetto all'ultimo provvedimento che avete adottato in Consiglio dei ministri. Se l'ordine del giorno viene accolto in questo modo, io accetto la riformulazione del Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Stiamo parlando dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/60, giusto?

PRESIDENTE. Siamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/5 Andrea Rossi.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Mi scusi un momento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di cambiare il parere, onorevole Albano, con la motivazione che ha dato.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sì, accolgo la proposta di riformulazione.

PRESIDENTE. Quindi, è accolta. Andiamo avanti.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/6 Forattini: è accolto come raccomandazione. Accetta la riformulazione?

Ha chiesto di parlare l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.

ANTONELLA FORATTINI (PD-IDP). Ci sono io, Presidente.

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Forattini.

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). Volevo capire solo una cosa. Siccome il sottosegretario ha detto che “accoglie” la riformulazione, vorrei sapere se abbiamo cambiato le procedure in questo nostro ambiente, perché io sapevo che le riformulazioni le faceva il Governo e noi le accettavamo. Se invece funziona così, è interessante, perché innoviamo.

PRESIDENTE. No. Il deputato ha chiesto di cambiare la riformulazione nella maniera in cui l'ha detta il Governo. Il Governo l'ha fatta propria e ha riformulato nella stessa modalità. Il tempo era conteggiato come se fosse una dichiarazione di voto.

Onorevole Forattini, accetta l'accoglimento come raccomandazione?

ANTONELLA FORATTINI (PD-IDP). Presidente, chiedo di cambiare il parere rispetto su questo ordine del giorno, in quanto non prevede impegni di spesa per il Governo ma, anzi, chiede che le aziende agromeccaniche vengano equiparate alle aziende agricole e, quindi, possano beneficiare di tutti quegli incentivi che oggi sono utili ad abbattere i costi energetici.

In questa direzione, nel senso di parlare di risparmio energetico e di decarbonizzazione, noi chiediamo che tra le categorie possano rientrare anche gli agromeccanici.

Ripeto, è un ordine del giorno che non prevede un impegno di spesa per il Governo. È un tema peraltro sottoposto anche dalle organizzazioni di categoria da diverso tempo e, quindi, chiediamo di poter rivedere il parere.

PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire.

Passiamo, quindi, ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/6 Forattini, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/7 Vaccari, con il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vaccari. Ne ha facoltà.

STEFANO VACCARI (PD-IDP). Intervengo per fare una dichiarazione di voto e di sorpresa rispetto al parere che il Governo ha espresso su questo ordine del giorno.

Mi riferisco anche alla questione sulla quale si è fatto un gran baccano, dalle 6 del mattino di mercoledì, quando, con un blitz, la maggioranza ha pensato bene di strumentalizzare un tema che noi per primi, esattamente trenta giorni fa, in quest'Aula, durante il question time, avevamo posto al Ministro Lollobrigida, chiedendogli, in particolare, di affrontarlo con serietà e, ovviamente, provando a farlo nelle sedi opportune. Abbiamo proposto, cosa che è stata raccolta dal Ministro, la riattivazione del Comitato tecnico faunistico nazionale, che lui ha definito, in quella sede, rispondendo alla mia interrogazione, una sede utile, un utile presidio per definire le linee e le misure di contenimento di questa presenza massiccia, in particolar modo di cinghiali e di ungulati nelle aree rurali e nei centri urbani, che è diventato un problema certo alle produzioni agricole, un pericolo certo di incolumità delle persone per le aggressioni e anche per i danni che stanno producendo in incidenti stradali negli ultimi anni, un problema certo, perché alcuni capi…

PRESIDENTE. Scusate, colleghi? Ma che fate? Vi mandate i selfie? Poi vi fate le foto e le mandate di qua e di là? Collega, abbiamo appena detto che non si fanno foto e, invece, vi fate le foto e ve le mandate. Intanto, è mezzanotte ed è la vigilia di Natale. Prego.

STEFANO VACCARI (PD-IDP). Grazie. Dicevo che è un problema certo che riguarda anche la possibilità che, a causa della peste suina, che ha colpito alcuni capi di cinghiale in giro per l'Italia, questa possa colpire un settore dell'allevamento molto importante per la nostra economia. Ebbene, in quella sede il Governo, per bocca del Ministro, aveva detto che avrebbe lavorato a un progetto di legge in sede di collegato alla legge di bilancio per ricostruire il predetto Comitato tecnico e, invece, salta fuori un'altra cosa, cioè che questo piano di abbattimento di questa enorme popolazione di cinghiali è stato esteso anche alle aree urbane e sono state incluse, oltre agli ungulati e ai cinghiali, anche tutte le specie protette e, se vado a vedere, l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/131 propone di declassare il lupo da “specie protetta prioritaria” a “specie protetta” - capisco bene qual era la ratio di questa misura -, così come è stato ritenuto, sul parere di ISPRA, di limitarsi soltanto a sentire il parere di ISPRA.

Quindi, in questo ordine del giorno chiedevamo un atto di responsabilità diverso, cambiando questi tre punti, quello delle aree urbane, quello delle specie protette e quello del parere obbligatorio di ISPRA, perché soltanto in questo modo è possibile arginare il fenomeno e non pensando che domattina ci ritroviamo le persone nelle aree urbane a cacciare i cinghiali.

Ecco, questo è l'ordine del giorno che abbiamo proposto e che ci aspettavamo che il Governo accogliesse e chiediamo di cambiare il suo parere per darci una risposta e soprattutto dare una risposta seria e approfondita su questo tema (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà.

ANGELO BONELLI (AVS). Grazie, Presidente. Per dire che il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra voterà a favore sull'ordine del giorno del deputato Vaccari. È estremamente ragionevole ed equilibrato. Francamente, trovo sconcertante che, da parte del Governo, in particolar modo da parte del Ministro dell'Ambiente, che oggi siede tra i banchi del Governo, possa essere espresso un parere negativo, perché quello che si chiede è che l'organismo scientifico dell'ISPRA esprima un parere obbligatorio. Chiedo come sia possibile, da parte del Governo, dire “no” a che l'ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che è un organismo di supporto al Ministero dell'Ambiente, non possa esprimere un parere su un tema così rilevante che presuppone una conoscenza scientifica. Quindi, anche sul fatto di espungere le aree urbane dall'articolo che andremo a votare successivamente - che è inserito nella manovra finanziaria - e anche un altro aspetto che riguarda il tema della fauna selvatica, mettere in maniera generica e generale il riferimento alla fauna selvatica come oggetto di un piano di contenimento, francamente lo trovo incredibile. E ha ragione il deputato Vaccari quando dice che il “no” a questo ordine del giorno, che non dice “no” ai piani di contenimento, svela, insieme all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/131, a firma del capogruppo di Fratelli d'Italia Foti, che chiede di declassare il lupo da specie protetta…

TOMMASO FOTI (FDI). Ma cosa dici?

ANGELO BONELLI (AVS). Ma che si urla?

TOMMASO FOTI (FDI). Studia!

ANGELO BONELLI (AVS). Stia calmo!

PRESIDENTE. Collega Bonelli…

ANGELO BONELLI (AVS). Quale Bonelli, Presidente, io sto parlando!

PRESIDENTE. Colleghi, ci penso io, ci penso io. Stiamo nel perimetro dell'ordine del giorno e poi vediamo.

ANGELO BONELLI (AVS). Siamo nel perimetro (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Stanno dicendo che non è dell'onorevole Foti l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/131.

TOMMASO FOTI (FDI). Studia, studia!

ANGELO BONELLI (AVS). Ma cosa devo studiare (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)?

PRESIDENTE. Andiamo avanti, forza.

ANGELO BONELLI (AVS). Ha ragione il collega Fratoianni: si agitano, perché evidentemente si sentono coinvolti.

PRESIDENTE. Collega, stiamo sull'ordine. Prego.

ANGELO BONELLI (AVS). Il punto, però, se posso continuare (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Colleghi, per favore! Per favore, è chiaro.

ANGELO BONELLI (AVS). Sapete con quei fogli che cosa ci dovete fare? State sereni, per favore, e fatemi finire di parlare.

PRESIDENTE. Collega Bonelli, per favore! Collega Bonelli, così è inutile!

ANGELO BONELLI (AVS). Ma lei li vede i gesti che mi stanno facendo? Lei li vede?

PRESIDENTE. Stiamo sull'ordine del giorno.

ANGELO BONELLI (AVS). Allora, non guardi me, Presidente, guardi là.

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, basta. Prego.

ANGELO BONELLI (AVS). E allora, se posso terminare, questi Fratelli d'Italia che odiano così tanto gli animali (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Colleghi!

ANGELO BONELLI (AVS). …che oggi vogliono declassare il lupo da specie protetta, sono così coscienti e colti, diciamo, che non sanno che il lupo è predatore rispetto al cinghiale e oggi questi signori che stanno prima…però non è possibile così, non è proprio possibile!

PRESIDENTE. Collega Bonelli, la prego. Adesso l'Aula tornerà ad ascoltarla.

ANGELO BONELLI (AVS). Adesso richiama sempre me: “Collega Bonelli, collega Bonelli”. Io devo urlare per poter parlare.

PRESIDENTE. Posso anche dire collega “Ciripicì”, ma siccome sta parlando lei, allora, dico “collega Bonelli”, nel senso “aspetti un attimo, aspetti un attimo”.

ANGELO BONELLI (AVS). Mi offendo del fatto che, per poter parlare, devo urlare.

PRESIDENTE. Ma lei non deve urlare. Qui non si urla. È un'Aula che adesso piomberà nel silenzio che merita il suo discorso e i colleghi mi aiuteranno. Poi interverrà l'onorevole Donzelli e intanto finirà, come è giusto che sia, nel rispetto dell'Aula. Prego, onorevole Bonelli.

ANGELO BONELLI (AVS). Grazie.

PRESIDENTE. Abbiamo preso un impegno e, quindi, vi prego, colleghi. Prego.

ANGELO BONELLI (AVS). Quindi, dicevo che l'ordine del giorno che è stato presentato prevede il declassamento del lupo da specie protetta con un'unica finalità, quella di arrivare all'abbattimento anche dei lupi. Tra l'altro, nelle premesse di quell'ordine del giorno si parla anche di orsi. Non so che cos'altro vorranno aggiungere. Ma mi appello anche al Ministro Pichetto Fratin, che è andato a Montreal a parlare di biodiversità, e poi vengono qui in Italia ad attaccare la biodiversità, cercando poi di declassare animali che sono specie protette! Vi dovete vergognare, è questo che dovete fare! Vi dovete vergognare (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Presidente, con tutto il rispetto per qualsiasi collega intervenga in Aula, banalmente e semplicemente il collega mentre interveniva - l'eccitazione, il surriscaldamento - non si è accorto di un criterio molto banale. Citava l'ordine del giorno 9/643-bis-AR/131 chiamando in causa Tommaso Foti, che non è firmatario e, quindi, stava dicendo una cosa che non stava né in cielo né in terra (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), banalmente e con tutto il rispetto.

Quindi, piuttosto che indignarsi e chiedere se ci sentiamo coinvolti, basterebbe leggere il firmatario ed evitare queste brutte figure. Tutto qui (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie. Intervengo sull'ordine dei lavori. Chiederei, Presidente, un comportamento, diciamo, affine o analogo ad altre situazioni. Glielo dico. Io non so se…

PRESIDENTE. Quali situazioni?

MARCO GRIMALDI (AVS). Se mi fa finire glielo sto per dire.

PRESIDENTE. Prego, prego.

MARCO GRIMALDI (AVS). Non so se le voci che ha sentito fossero belluine o no, ma io ho sentito distintamente: “vergogna”, “studia”, “comunista”, “posa il fiasco” e “drogato”. Lei non è intervenuto per stigmatizzare queste parole, ma per fermare l'onorevole Bonelli (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Allora, le chiedo un po' di rispetto, in quest'Aula, un po' di rispetto, perché “posa il fiasco” non lo dice nessuno, ok?

PRESIDENTE. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/7 Vaccari, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/8 Marino, accolto come raccomandazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Marino. Ne ha facoltà.

MARIA STEFANIA MARINO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accetto la raccomandazione e spiegherò le motivazioni: innanzitutto, detto ordine del giorno concentra la propria attenzione sull'innovazione del settore agroalimentare, con specifico riferimento alla transizione ecologica e alle aziende giovanili, e sull'imprenditoria agricola nel Mezzogiorno. Non credo, quindi, di dire nulla di nuovo se ricordo ai colleghi della maggioranza di Governo che il PNRR rappresenta un'occasione che non può essere sprecata, il cui obiettivo principale è proprio quello di assicurare l'ammodernamento dei settori principali della nostra economia e di eliminare le disuguaglianze tra i nostri cittadini.

Come forza di opposizione ci siamo a lungo chiesti, ad esempio, perché nessuna menzione venga fatta rispetto a una ordinata transizione ecologica, che pure è realizzabile grazie a svariate ricerche su tecnologie innovative che, se correttamente sviluppate, potrebbero agevolare la filiera, un esempio fra molti può essere quello dell'agroenergia. I risultati delle ricerche in merito rendono evidente che l'implementazione di queste tecnologie garantirebbe un incredibile sviluppo del settore, non soltanto nel Mezzogiorno, e peraltro consentirebbe di alleviare il problema energetico che, al momento, e non si sa per quanto tempo ancora, affligge il nostro Paese.

Fondamentale a tal riguardo è la diffusione della conoscenza e del mezzo attraverso l'istituzione di corsi di formazione gratuita, incentrati sulla possibilità di sfruttare biomasse e biogas a fini energetici. Quindi, quella offertaci dalle agroenergie è una grandissima opportunità per i nostri imprenditori agricoli che potrebbero contemporaneamente conseguire un reddito aggiuntivo ed investire strategicamente per la sicurezza energetica del Paese, il tutto influendo positivamente anche sulle altre filiere, generando e creando migliaia di posti di lavoro dedicati. CREA sottolineava nel 2020 che le fonte agro-energetiche rappresentano le fonti energetiche rinnovabili più importanti del nostro Paese, in primo luogo, per via dell'enorme disponibilità di materia prima dovuta agli scarti del settore o alle coltivazioni di microalghe, le quali richiedono un investimento non particolarmente ingente e, in secondo luogo, per l'affidabilità e la sicurezza delle tecnologie che sono state sviluppate, le quali ci permetterebbero di produrre energia pulita. Questo e tanto altro potrei dire perché questo ordine del giorno dovrebbe essere votato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). A sua insaputa (Commenti).

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Sentito il Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, si cambia il parere in favorevole (Applausi).

PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/9 Ascani.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascani. Ne ha facoltà.

ANNA ASCANI (PD-IDP). Presidente, mi stupisce questo parere del Governo, perché onestamente quando ho scritto questo ordine del giorno l'ho fatto sulla base (Commenti)

PRESIDENTE. Onorevole Trancassini, la prego. Onorevole Marattin e onorevole Trancassini, vi prego. Colleghi!

ANNA ASCANI (PD-IDP). Se Trancassini vuole parlare al posto mio…Presidente, come dicevo, ho scritto questo ordine del giorno, facendo seguito a riunioni che, sul mio territorio, sono state promosse da deputati di maggioranza che, quando in campagna elettorale c'era da andare a cercare i voti, sembravano molto sensibili alle esigenze del territorio. Poi, arrivano qui e, non solo, non promuovono emendamenti per sostenere le cause del territorio che li ha eletti, ma addirittura si adattano ad un Governo che, di fronte a un ordine del giorno che, come tutti ben sappiamo, tendenzialmente non si nega a nessuno, arriva a proporre una raccomandazione e la raccomandazione non è possibile. Tra l'altro, mi stupisce perché il Ministro dell'Economia e delle finanze dovrebbe essere sensibile alla questione dei laghi che qui si pone e io ovviamente pongo l'accento sul bacino principale lacustre della mia regione, che è il lago Trasimeno, ma la stessa situazione riguarda tanti laghi del Centro e del Nord Italia. Io chiedo semplicemente che il Governo si impegni ad adottare le misure che servono a mettere in sicurezza quei bacini, ad adottare le misure che servono per fare gli investimenti di cui il nostro territorio ha bisogno per fare in modo che quei bacini non scompaiano.

C'erano colleghi della Lega che in campagna elettorale dicevano che era questione di vita o di morte e, oggi, tacciono di fronte al fatto che il loro Governo, il loro Ministro, rispetto a un ordine del giorno, proponga di accoglierlo come raccomandazione. Io, francamente, non posso accettare il fatto che, per l'ennesima volta, la propaganda che fate sul territorio, peraltro in una regione che governate, tra l'altro, e che, quindi, dovreste essere anche interessati a sostenere da questo punto di vista, si trasformi in un nulla di fatto, sistematicamente, ogni volta, e questo ordine del giorno ne è semplicemente un esempio.

Peraltro, qui spesso abbiamo parlato purtroppo in questi giorni anche della necessità di intervenire sulla questione idrogeologica che riguarda il nostro Paese e tutti vi siete detti favorevoli a fare grandi investimenti, ma nella legge di bilancio non c'è nulla, anzi, si taglia da questo punto di vista e di nuovo, quando vi si propone, con un ordine del giorno, almeno di impegnarvi a farlo, prima o poi, rispondete che siete disposti al massimo ad accoglierlo come raccomandazione. Ecco, io temo che quello che state facendo sia semplicemente lo specchio del Governo che siete: pronto a fare propaganda sul territorio e, invece, poi, alla prova dei fatti incapace di dare risposte ai problemi dei territori, anche dei territori che governate e, quindi, naturalmente non accetto la riformulazione del Governo e chiedo di porlo in votazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Presidente, dunque, il Governo può cambiare il proprio parere e accoglierlo con la seguente riformulazione: “a destinare adeguate risorse, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, allo scopo di fronteggiare”.

PRESIDENTE. Prendo atto che la presentatrice non accetta la riformulazione, quindi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/9 Ascani, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/10 Schifone è accolto.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/11 Braga, parere favorevole con riformulazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Braga. Ne ha facoltà.

CHIARA BRAGA (PD-IDP). Signor Presidente, anch'io sono abbastanza stupita dalla riformulazione che la Sottosegretaria ha proposto rispetto a questo ordine del giorno e, quindi, non mi sento di accettarla, ma vorrei, attraverso la dichiarazione di voto, cercare anche di chiedere un ripensamento di questo parere. Vorrei un attimo di attenzione da parte del Governo e anche dei colleghi di maggioranza, perché qui si sta chiedendo un impegno al Governo a dare una risposta a un tema completamente ignorato da questa legge di bilancio, il tema abitativo, il tema della casa. Questa legge di bilancio non prevede risorse che in alcun modo si propongano di affrontare il disagio abitativo crescente, reso ancora più grave sia dall'onda lunga della pandemia sia dalla situazione di crisi economica.

Per la prima volta, dopo molti anni, questo Governo non rifinanzia in alcun modo due strumenti fondamentali: il Fondo sostegno affitti, che era stato finanziato dai Governi precedenti con 160 milioni nel biennio 2020 e 2021 e con 100 milioni nell'anno 2022, e nemmeno il Fondo morosità incolpevole. Si tratta, cioè, di quello strumento a disposizione dei comuni per fronteggiare le situazioni di maggiore criticità sociale di chi non riesce a pagare l'affitto e questa è una risposta che va a beneficio degli inquilini, ma è chiaro a tutti che è anche una risposta a beneficio dei piccoli proprietari che, in assenza di entrate dai loro immobili locati, rischiano di avere una condizione, una conseguenza molto negativa.

Con questo ordine del giorno semplicemente chiediamo che il Governo ponga rimedio ad una dimenticanza, la vogliamo interpretare così, a una sottovalutazione del tema. Lo facciamo forti delle richieste anche degli enti locali perché questa misura - il rifinanziamento di questi fondi - è un impegno preciso in tema di edilizia residenziale pubblica, cioè di potenziamento della risposta abitativa per le fasce sociali più fragili, più in difficoltà. Sono 600.000 le richieste ancora inevase di accesso all'edilizia residenziale pubblica o di soggetti che sono titolari di questo diritto. Questo ordine del giorno risponde a una primaria necessità e deve avere un impegno adeguato da parte del Governo. Per questo, non posso accettare che una formulazione, che semplicemente chiede di stanziare risorse adeguate per il rifinanziamento del Fondo sostegno affitti, del Fondo di morosità incolpevole e per l'edilizia residenziale pubblica, sia subordinata, com'è nella proposta di riformulazione della sottosegretaria, ad una compatibilità con le esigenze di finanza pubblica. Vorrei capire qual è il criterio di valutazione della compatibilità con le esigenze di finanza pubblica. In questa legge di bilancio voi avete scelto di finanziare alcune cose - vedi gli 800 milioni per le società di calcio - di definanziarne altre, di rinunciare alle entrate della lotta all'evasione fiscale e avete scelto di non finanziare strumenti fondamentali come quelli che garantiscono l'accesso e il diritto alla casa alle persone più in difficoltà. Quali saranno le altre motivazioni di compatibilità con la finanza pubblica per cui noi non avremo, neanche in uno dei prossimi provvedimenti, una risposta così importante? Vi chiedo e chiedo alla sottosegretaria di riconsiderare il parere, di assumersi un impegno importante e franco nei confronti anche del Parlamento sul rifinanziamento di queste misure e di dare anche una risposta, come ripetevo, ai comuni e agli enti locali, ai quali non può essere in qualche modo ribaltato l'onere di trovarsi con le armi spuntate a rispondere a situazioni che rischiano veramente di portare a condizioni di crisi sociale nei territori.

Chiedo che questo ordine del giorno, se non verrà riconsiderata la riformulazione, venga votato ma vorrei che fosse chiaro che un voto contrario della maggioranza e del Governo significa lasciare senza risposte un bisogno fondamentale su questi strumenti decisivi per aiutare soprattutto le fasce sociali più in difficoltà nelle città (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Il Governo non chiede di intervenire. Dunque, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/11 Braga, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/12 Dori sul quale c'è una proposta di riformulazione, accettata.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/13 Simiani il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/14 De Maria il parere è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Maria. Ne ha facoltà.

ANDREA DE MARIA (PD-IDP). Ovviamente, chiedo di porlo in votazione, a meno che il Governo non riveda il suo parere che, francamente, mi colpisce molto. È un ordine del giorno che abbiamo costruito insieme anche alla collega Manzi e che pone il tema di 800 collaboratori del Ministero della Cultura che svolgono funzioni di alta professionalità e di rilievo importante in quel Ministero e per l'attività culturale nel Paese. Questi collaboratori vengono assunti anno per anno, diciamo, ma in realtà non sono assunti in quanto firmano contratti a partita IVA, quindi con una condizione di particolare precarietà. Peraltro, ne auspichiamo il rinnovo per il 2023. Abbiamo capito che nella maggioranza l'intenzione di fare questo rinnovo c'è e comunque anche questo è un tema ancora aperto. Soprattutto, nell'ordine del giorno, si chiede di studiare e di valutare e mettere in campo procedure di stabilizzazione che garantiscano i diritti di questi lavoratori che, nei fatti, svolgono funzioni che dovrebbero richiedere assunzioni di altro tipo, assunzione a tempo indeterminato o comunque con normali contratti di lavoro. Chiediamo una procedura di stabilizzazione volta ad assicurare queste professionalità e la continuità di queste importanti professionalità al nostro Ministero della Cultura. Le forme possono essere varie, anche procedure concorsuali a cui questi lavoratori possano accedere. Immaginavo magari una riformulazione che prevedesse di “valutare l'opportunità di”, su cui ragionare. Il fatto che non si voglia neanche porsi il tema di stabilizzare questo tipo di figure lo trovo veramente piuttosto singolare e anche poco attento all'importanza della loro attività nel Ministero di cui fanno parte e nel Paese. Quindi, spero che il Governo cambi il parere e, comunque, se non lo cambierà chiedo che l'ordine del giorno venga messo in votazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Piccolotti. Ne ha facoltà.

ELISABETTA PICCOLOTTI (AVS). Grazie, Presidente. Io intervengo per dichiarare il voto a favore del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, ma ci tengo a sottolineare che la situazione di precarietà in cui versano i lavoratori della cultura, in generale, e, nello specifico, i lavoratori del settore dei beni culturali non esiste solamente nel Ministero, dove c'è una situazione gravissima, ma in realtà è diffusa su tutto il territorio nazionale, a prescindere anche dal colore delle amministrazioni che gestiscono musei, poli museali e luoghi culturali, più in generale. È una situazione gravissima; in questo settore c'è una precarietà intollerabile. Questi lavoratori sono trattati come carne da macello. Ci sono partite IVA, finte partite IVA, cooperative, contratti di part time involontari, paghe da fame: una vera e propria vergogna ai danni di lavoratori che sono tutti sempre molto qualificati, perché sono laureati e hanno spesso anche percorsi di formazione post laurea. Quindi, vorrei che il Governo ponesse attenzione perché il parere contrario su questo emendamento prelude a un comportamento di sostanziale indifferenza nei confronti di questi lavoratori.

Aggiungo anche che il Ministro è venuto in Commissione a illustrare le proprie linee programmatiche, ha parlato per due ore e non ha detto una sola parola sui lavoratori della cultura, cioè del settore di cui si occupa. A me e a noi la situazione sembra quindi particolarmente grave e preoccupante e annuncio anche che, proprio in virtù di questa preoccupazione, presenteremo in Commissione la richiesta di avviare un'indagine conoscitiva su ciò che succede nel mondo della cultura per capire anche come intervenire affinché la precarietà di questi lavoratori abbia un termine e venga messa la parola fine ad una ingiustizia gravissima (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gribaudo. Ne ha facoltà.

CHIARA GRIBAUDO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per sottoscrivere l'ordine del giorno perché questa mi sembra una battaglia di civiltà doverosa nei confronti dei lavoratori precari nel mondo della cultura (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/14 De Maria, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/15 Orlando, con il parere contrario del Governo.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Orlando. Ne ha facoltà.

ANDREA ORLANDO (PD-IDP). Prima di dire perché ritengo che questo ordine del giorno debba essere approvato, vorrei provare a porre di nuovo la domanda alla Sottosegretaria Albano. Siccome l'ho sentita utilizzare il termine “contrarietà”, come sinonimo di riformulazione, per esprimere contrarietà per alcune parti, volevo capire se è sicura che vi sia un parere contrario su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Diamo la parola all'onorevole Albano o vuole svolgere…

ANDREA ORLANDO (PD-IDP). No, no.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Albano.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Contrario, lo confermo.

ANDREA ORLANDO (PD-IDP). La domanda non è capziosa. Mi rivolgo a lei in una duplice veste: per parlare alla sottosegretaria Albano e in quanto Presidente dell'Aula. Come si fa a essere contrari ad emanare una normativa volta a recepire pienamente le pronunce della Corte costituzionale? Credo che ci sia un profilo anche istituzionale abbastanza stravagante (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), sul quale forse è bene che il Governo rifletta. In ogni caso, questo è uno dei quattro punti. Non è una novità che la questione salariale non sia al centro dell'attenzione del Governo e mi pare che questa manovra di bilancio lo dimostri; non è una novità che il Governo sia contrario all'introduzione di un salario minimo, come qui si propone; non è una novità che questo aspetto sia completamente tralasciato, però c'è un fatto nuovo, perché si dice sostanzialmente che si è contrari anche a interventi di indicizzazione dei contratti nella fase esponenziale dell'inflazione che stiamo vivendo e poi che si è contrari anche ad estendere un istituto che è già previsto e che questa legge di bilancio mantiene per l'erogazione del 110 per cento, cioè di subordinare l'erogazione di provvidenze pubbliche all'applicazione dei contratti comparativamente maggiormente rappresentativi. Quindi, c'è anche un cambio di passo in negativo rispetto alle posizioni che erano state assunte e confermate con la proposta di questa manovra di bilancio. Ora mi pare che dire “no” a questo ordine del giorno non faccia altro che confermare un fatto che già di per sé era palmare, ma che è ancora più evidente oggi, cioè che ai salari degli italiani questo Governo è assolutamente disinteressato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), che ai lavoratori dipendenti italiani - già penalizzati da una diversa pressione tributaria sui loro redditi rispetto agli autonomi - questo Governo è completamente disinteressato. Io temo però che non possa andare avanti così e a chi mi chiederà perché queste questioni non le abbiamo poste quando eravamo al Governo - anticipo che lo scrollare di capo del Ministro Lollobrigida non mi sorprende -, rispondo che queste erano esattamente le questioni che erano sottoposte al confronto con le parti sociali, quando l'esperienza del Governo si è interrotta (Commenti). E non erano su quel tavolo per l'intelligenza particolare di questo o quel Ministro, c'erano perché tutti quanti avvertivamo il fatto che non affrontare la questione salariale nel nostro Paese avrebbe determinato una crisi sociale e il rischio - voi che parlate sempre di interesse generale - di una caduta verticale della domanda interna. Ecco voi, rispetto a questo rischio, state facendo spallucce (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fratoianni. Ne ha facoltà.

NICOLA FRATOIANNI (AVS). Grazie, signor Presidente, per annunciare innanzitutto il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra su questo ordine del giorno. Io non ero al Governo, almeno nell'ultima stagione - non ci sono mai stato per la verità, ho sostenuto il Governo Conte 2, pur non facendone parte direttamente -, ma avevo presentato una proposta di legge che andava nella direzione di introdurre, in questo Paese, un salario minimo legale nella misura minima di 10 euro lordi all'ora, una proposta diversa da quella presentata dall'onorevole Orlando anche in questo ordine del giorno e che, tuttavia, va nella stessa direzione.

Allora, qui c'è un punto che riguarda anche la lettura generale di questa legge di bilancio e che divide, sì, il Paese, perché - com'è noto -, qualche settimana fa, in quest'Aula, abbiamo discusso le mozioni sul salario minimo legale. C'erano mozioni diverse, ma buona parte delle opposizioni ha votato unitariamente l'una a favore delle mozioni altrui, perché in grado di individuare uno dei problemi centrali che oggi attraversano il nostro Paese, se volete in modo particolarmente drammatico, di fronte all'impennata dell'inflazione che - come è stato ricordato - richiederebbe qui ed ora un passo deciso verso l'indicizzazione di salari e pensioni per difendere il potere d'acquisto degli italiani e delle italiane. Si tratta di un problema che, purtroppo, ha vita assai più lunga di quella che misuriamo oggi dentro questo frangente. È bene ricordare forse, ancora una volta, che questo nostro Paese è l'unico Paese in Europa nel quale negli ultimi trent'anni i salari sono andati indietro (hanno il segno meno davanti); ripeto: è l'unico, non uno dei Paesi. I salari vanno indietro, aumenta la povertà e perfino il lavoro è diventato, in misura sempre maggiore, un lavoro povero. Di fronte a questo, occorrerebbe almeno un gesto di buonsenso: accogliere unitariamente la necessità di fare di questo tema il terreno di un confronto o di una discussione, rimettere al centro - come è stato ricordato - la questione salariale.

Di fronte a questa necessità, il Governo e la maggioranza, ancora una volta, sono sordi, senza sorpresa per la verità. Onorevole Orlando, non sono sorpreso, in fondo è il programma della destra: la destra ci spiega che in fondo il problema del lavoro non ha quasi mai a che fare con i lavoratori e le lavoratrici e semmai sta da un'altra parte, nella necessità di tagliare le tasse, senza mai spiegare a chi vanno tagliate, come se tutti e tutte le pagassero nella stessa misura, come se in Italia non ci fosse un enorme problema di diseguaglianza, anche sul terreno della leva e del peso del fisco su ciascuno di noi. Ecco qui c'è un punto chiaro di differenza, ma siccome non affrontarlo - e concludo Presidente – contribuisce, giorno dopo giorno e ora dopo ora, ad aumentare la forbice della diseguaglianza e ad acuire la crisi sociale, prima o poi, questo nodo esploderà anche per chi, come voi, continua a non volerlo vedere (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Richetti. Ne ha facoltà.

MATTEO RICHETTI (A-IV-RE). Grazie, Presidente. Evidenzio l'incapacità di fare di questa questione un dibattito non ideologico, un'incapacità legata al fatto che, piuttosto che mettere al centro la questione che solleva l'ordine del giorno del collega Orlando, e cioè la necessità di una definizione e di una retribuzione minima per tutti, la si butta sui passati Governi, sui licenziamenti. E mentre si evoca l'unità delle opposizioni, non si perde occasione per allargare un perimetro che dovrebbe dividere anche chi quei passaggi li ha condivisi, li ha votati e li ha sostenuti.

L'ultima volta - lo ricordava bene il collega Fratoianni - noi stessi abbiamo presentato una mozione, che chiedeva l'introduzione del salario minimo, perché è parte del programma elettorale che ci ha portato in quest'Aula e, poiché su quella risoluzione votata dal PD, ma non dai Cinquestelle, c'è stata l'incapacità di incrociare una posizione, voteremo questo ordine del giorno. Lo voteremo e, mentre lo votiamo - chiedendo di porre fine all'asta dei 9 euro, 9,40, 9,50 o 10, perché abbiamo provato in tutte le lingue a spiegarvi che non è la definizione dell'importo a monte il punto di partenza di questa discussione -, lo faremo senza contrapporre la contrattazione collettiva nazionale ad una necessità che è di una parte importante dei lavoratori del Paese e lo faremo anche per non consentire a nessuno di posizionare su questo tema Azione-Italia Viva in un ambito diverso che non sia quello dei propri impegni elettorali (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barzotti. Ne ha facoltà.

VALENTINA BARZOTTI (M5S). Grazie, Presidente. La questione dei salari per il MoVimento 5 Stelle è una questione centrale, è una questione che rivendichiamo con estrema determinazione e riteniamo che la proposta politica espressa da questo ordine del giorno non sia la proposta politica che serve al nostro Paese.

Noi l'abbiamo già detto: quello che serve a questo Paese è un salario minimo legale che si integri con la contrattazione, che non sia inteso come trattamento economico complessivo, ma come trattamento economico minimo di 9 euro lordi l'ora. E questa proposta politica non è sufficiente e non tiene assolutamente conto di quella che è stata la storia fino ad adesso, dove i minimi tabellari nella contrattazione collettiva ci sono stati per tantissimi anni e non hanno portato che ad avere più di 4 milioni di lavoratori poveri. Per cui, per favore, evitiamo proposte che non siano concrete ed efficaci davvero.

Per questo motivo dichiaro che il MoVimento 5 Stelle si asterrà su questa proposta politica, coerentemente con quello che è stato fatto nelle scorse settimane con la nostra mozione sul salario minimo legale, che è l'unica proposta veramente efficace e che serve in questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/15 Orlando, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 32).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/16 Malavasi, accolto come raccomandazione con una riformulazione. Ha chiesto di parlare la collega Malavasi. Ne ha facoltà.

ILENIA MALAVASI (PD-IDP). Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Malavasi, solo per l'ordine dei lavori, lei accoglie la raccomandazione?

ILENIA MALAVASI (PD-IDP). No, chiedo di intervenire perché non accolgo la raccomandazione con riformulazione, così come ci ha spiegato la sottosegretaria Albano, perché questo ordine del giorno pone un tema importantissimo, secondo me, che riguarda i diritti delle persone portatrici di differenti abilità. Tra l'altro, mi dispiace molto perché la riformulazione riguarda l'ultimo capoverso del dispositivo e non ho capito, sinceramente, nel merito, anche se temo che il pensiero sia molto chiaro.

In Italia ci sono circa 3 milioni e 150 mila persone che hanno delle differenti abilità, le quali corrispondono al 5,2 per cento della popolazione e soffrono di gravi limitazioni nel poter vivere appieno la loro vita, per motivi di mobilità, nel lavoro, così come nella scuola, soprattutto per una vita sociale che spesso fanno fatica ad avere, tant'è vero che 600 mila di loro vivono in situazioni di isolamento e 200 mila vivono da sole. Ed è proprio la partecipazione alla vita sociale che viene particolarmente penalizzata.

Penso sia un dovere di tutti noi lavorare e impegnarci affinché si possa costituire un modello di società sempre più inclusiva, dove queste persone possano essere sempre più considerate come tali, dovendo però agire anche su cause strutturali, perché le disuguaglianze sono comunque alla base di una visione spesso troppo superficiale, con giudizi spesso troppo leggeri rispetto a queste persone.

Mi dispiace perché sono stati bocciati alcuni emendamenti che abbiamo provato a fare per dare risorse al “durante” e al “dopo di noi”, che richiamiamo anche in questo ordine del giorno, per mettere 500 mila euro per ogni annualità nel triennio 2023-2025, ma anche per dare sostegno alle associazioni delle famiglie delle persone con disabilità intellettive e relazionali.

Crediamo, infatti, che le famiglie debbano essere sostenute con grande forza, perché sono quelle che pagano il prezzo più pesante nel sostenere per tutta la loro vita questi ragazzi e queste ragazze. Penso che sia un nostro dovere, come rappresentanti di questo Paese, lavorare insieme per consentire il pieno sviluppo di queste persone e dare loro pieni diritti. E devo dire che il pieno sviluppo delle persone riguarda anche la sfera emotiva, la sfera sentimentale, la sfera sessuale. La violazione di questi diritti costituisce la violazione dei diritti dell'uguaglianza, della non discriminazione, della dignità e della salute.

Quello che viene chiesto di modificare è proprio quest'ultimo capoverso, dove chiediamo che venga riconosciuta la piena socialità delle persone con disabilità, attraverso il riconoscimento della figura di un operatore - un operatore all'emotività, all'affettività, alla corporeità, alla sessualità - per il benessere psicofisico di tutte le persone con disabilità, oltre a chiedere un sostegno rispetto alla previsione di ulteriori risorse per la non autosufficienza, per arrivare a sostenere l'assistenza sociosanitaria, per assicurare politiche adeguate per il “dopo di noi” e per riconoscere l'importante figura del caregiver, tra l'altro, con un ordine del giorno già approvato con il parere favorevole del Governo. Forse c'è una parola che dà fastidio in questo dispositivo? O riteniamo che questa figura sia superflua? Perché io penso che ci voglia molta attenzione. Tra l'altro, abbiamo un Ministro che è deputato alla disabilità. Io penso che ci vogliano molta sensibilità e molta attenzione per garantire davvero pari diritti a tutte le persone, uomini e donne, normodotati o disabili che siano, perché ne va veramente del rispetto e della dignità di queste persone (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gribaudo. Ne ha facoltà. Per sottoscriverlo, onorevole, o vuole intervenire?

CHIARA GRIBAUDO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto a titolo personale su questo punto, perché, vedete, c'è un elemento che non mi torna, sottosegretaria. Il capoverso d) di questo ordine del giorno, di fatto, pone una questione che riguarda appunto il diritto al lavoro delle persone…

PRESIDENTE. Aspetti un attimo, onorevole. Colleghi, per favore, torniamo al posto, se no uscite fuori, per favore, altrimenti non riusciamo a sentirci, vi prego. Prego, onorevole.

CHIARA GRIBAUDO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Dicevo, non capisco il parere contrario su questo punto specifico, perché sia chiaro che esiste già una norma che va in questa direzione. È una norma del 2015, che, semmai, con questo ordine del giorno, la collega vuole rafforzare. Infatti, lo sappiamo benissimo e dovreste saperlo voi, che avete istituito un Ministero sulla disabilità, ma poi, quando si tratta (e qui si arriva al punto vero) di provare a dare una mano alle persone con disabilità, dicendo “cerchiamo di far valere le capacità residue di queste persone che possono dare moltissimo al mondo del lavoro”, voi negate loro addirittura l'applicazione di una norma vigente.

Ripeto, quel capoverso d) è a tutela di una norma del 2015, che è stata votata da questo Parlamento e con questo parere contrario si nega una legge esistente. Francamente, lo trovo inconcepibile. Francamente trovo insopportabile speculare sulla pelle dei disabili (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) dicendo “lavoreremo per i disabili”, e quando c'è un ordine del giorno più che ragionevole e che accentua una norma già esistente, voi addirittura ponete il parere contrario. Vergognatevi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/16 Malavasi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/17 Girelli, su cui c'è un parere favorevole con riformulazione. Accetta la riformulazione, onorevole?

GIAN ANTONIO GIRELLI (PD-IDP). Signor Presidente, non accetto la riformulazione e invito il sottosegretario Albano a rivedere la posizione del Governo, perché vorrei far riflettere - se si riesce, soprattutto, a farsi ascoltare - sul senso di questo ordine del giorno.

L'ordine del giorno non fa altro che richiamare degli impegni, che, fra l'altro, in maniera trasversale, tutte le forze politiche, all'indomani della fase acuta del COVID, avevano preso: la consapevolezza di rivedere il modo di concepire l'organizzazione sanitaria degli ultimi anni nel nostro Paese, laddove anche in realtà come la Lombardia, dove si credeva di avere la massima qualità della sanità, si è fatto il conto, invece, con una realtà che assomiglia molto a quest'Aula nell'ascoltare gli ordini del giorno: ognuno pensa per i fatti suoi, parla delle sue cose e non si tiene conto di un quadro generale di vicinanza al cittadino nel momento del bisogno.

Nell'ordine del giorno noi chiediamo che tutto questo si trasformi in un indirizzo e in un impegno del Governo. Non sto a richiamare il fatto che in questo bilancio non è previsto, voglio guardare ai bilanci futuri e ai cambiamenti da introdurre per il futuro riguardo a questo. Non a caso si parla di personale sanitario, che è il vero problema che tutti noi dobbiamo affrontare e che va affrontato dal punto di vista economico, della formazione di borse di studio, togliendo la parte burocratica, che troppo pesa sulle attività dei sanitari e che può essere dirottata altrove.

Si parla del tema del ruolo dei medici di medicina generale, che sono la parte che maggiormente viene percepita dai cittadini, specie quelli delle periferie, ma ormai anche nelle città, laddove il fatto che il medico di riferimento vada in pensione si trasforma spesso nell'impossibilità di avere un riferimento sanitario. Si parla anche di tutte le altre professioni sanitarie. Vorrei ricordare che, a breve, ci troveremo a veder investiti i soldi del PNRR nelle famose case della comunità che rischiamo di trasformare in un'operazione immobiliare, invece che in una operazione di medicina di prossimità, fatta di vicinanza, capace di incontro tra sanità e sociosanitario, di tutto quello che dobbiamo impegnarci a costruire e fare in maniera diversa. Infine, si tocca il tema anche dell'informazione, della comunicazione e del coinvolgimento, che è un po' lo stravolgimento di un'idea di sanità che non è più cura della malattia, ma è presa in carico della persona.

È un accompagnamento fatto di educazione, di stili di vita, di salubrità, di sicurezza dei luoghi di lavoro e anche di prestazioni sanitarie. Vorrei infine richiamare un briciolo di attenzione su un aspetto. E' passata meno di un'ora da un anniversario: il 23 dicembre del 1978 (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) veniva votato il Piano sanitario nazionale che si fondava su tre principi: l'universalità, l'uguaglianza e l'equità. Sono valori che sono iscritti anche nell'articolo 32 della nostra Costituzione ed è un qualcosa a cui, nel 1978, Tina Anselmi - una grande donna e un grande Ministro - richiamò l'intero Parlamento come dovere di ciascun deputato e di ciascun rappresentante del popolo italiano all'interno delle sedi legislative. Non è un optional, è un qualcosa che dovrebbe occuparci e preoccuparci, farci anche riflettere, questo sì, tutto su come siamo stati poco fedeli a quel mandato nel corso degli anni. Ma è tempo non di rimodulare, rivedere gli impegni. Ecco perché chiedo al sottosegretario di rivedere, tramite lei, ovviamente, Presidente, il giudizio del Governo. Riguarda davvero tutti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/17 Girelli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 34).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/18 Orfini è accolto. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/19 Ambrosi è accolto. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/20 Manzi verrebbe accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.

IRENE MANZI (PD-IDP). Sarò molto breve, essendo già intervenuta su questo tema. Trattandosi di investimenti in materia di istruzione, riteniamo che una raccomandazione sia in realtà troppo blanda per poterla accettare, soprattutto se non ricordo male anche la parte contraria espressa dalla Sottosegretaria riguardo all'ultimo punto, che impegna il Governo a reperire risorse adeguate ad incrementare il servizio di refezione scolastica per la scuola primaria. Non possiamo accettare la raccomandazione e in questo caso chiedo di metterlo ai voti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/20 Manzi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 35).

Siamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/21 Berruto, accolto come raccomandazione, con una precisazione, onorevole Berruto, che faccio adesso anche per ulteriori ordini del giorno. La raccomandazione è a condizione che sia riformulato nel senso di espungere dall'ordine del giorno il riferimento a: “in un prossimo provvedimento”. Accetta?

MAURO BERRUTO (PD-IDP). Grazie, ma non accetto la raccomandazione perché ci sono due motivi che mi hanno spinto a non farlo. Uno è l'intervento dell'onorevole Lucaselli nella sua dichiarazione di voto e l'altro è che la raccomandazione è un po' umiliante, ma non per me, ma per 800 mila lavoratori del mondo dello sport che meritano che, anche all'una di notte, qualche minuto voi ascoltiate quella che è la loro voce. Quindi questa dichiarazione di voto la faccio a nome del Partito Democratico, ma insieme a queste 800 mila persone, la cui umiliazione ha radici profonde. Nasce in decenni passati a dedicare la vita allo sport di questo Paese, trattati da sempre come fantasmi, trasparenti, inesistenti e umiliati. Questa umiliazione si è espressa nel pieno del suo potenziale con l'accantonamento di tutte le nostre richieste riguardanti proprio la dignità dei lavoratori dello sport. Avevamo chiesto di vedere finalmente entrare in vigore la legge dello Stato, già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che norma il lavoro sportivo, e di creare un fondo di sostegno per il relativo costo, che sarebbe stato a carico delle società sportive, sì, quelle dilettantistiche. Chiedevamo con un emendamento l'istituzione di un fondo di 80 milioni, che è stato accantonato, proprio come quei lavoratori, accantonati per decenni. Eppure…Posso avere anch'io, Presidente, il silenzio?

PRESIDENTE. Certo, ci mancherebbe. Collega Romano e collega Lupi, per favore, lasciamo i banchi del Governo, grazie.

MAURO BERRUTO (PD-IDP). Grazie a lei. Eppure dicevo che in campagna elettorale avevamo sentito Giorgia Meloni parlare molto di sport, anche di sport per combattere le devianze. A quali devianze si riferiva la signora Presidente del Consiglio? Evidentemente non alle devianze di bilancio, non al doping amministrativo, non alla bulimica richiesta di aiuti per comportamenti non virtuosi, perché, a fronte dell'accantonamento della proposta che ho citato e che riproponiamo con questo ordine del giorno, non avete esitato a siglare una norma del valore economico di 890 milioni, che, ricordo, è più alta della cifra destinata, una volta nella storia, dal PNRR allo sport, che ha permesso a società sportive, sì, quelle calcistiche, di mettere ancora una volta sotto al tappeto l'immondizia di bilanci - che sarebbe meglio chiamare sbilanci - e di gestioni finanziarie che definirei acrobatiche.

Il problema è che qualche volta poi l'acrobata cade. Capisco che lo spettacolo debba ricominciare e capisco che il voto di questa sera sulla legge di bilancio, so che lo sapete anche voi, fra le altre cose, sarà decisivo anche per le sorti del calciomercato, perché, a gennaio, insieme agli 800 mila lavoratori che ho citato, apriremo un quotidiano sportivo e leggeremo che quegli 890 milioni che voi avete deciso di lasciare a disposizione della società di calcio di serie A saranno sventolati in trattative di mercato, e poi si trasformeranno magicamente in plusvalenze e finiranno nelle tasche di calciatori e procuratori il cui conto corrente potrebbe rappresentare una parte considerevole del PIL del Molise, per fare un esempio, spero caro, a un senatore seduto fra i banchi della maggioranza, presidente di uno dei club calcistici che utilizzerà questo vantaggio e che voi avete nominato vicepresidente della Commissione bilancio. Presidente, mi rivolgo a lei per ricordare una cosa all'onorevole Lucaselli, che ha fatto un coraggioso peana in difesa dell'omaggio natalizio al presidente di calcio e senatore Lotito, perché le riconosco il coraggio di averci provato, ma questa situazione grottesca credo si possa definire in un solo modo: un gigantesco, imbarazzante, inaccettabile conflitto di interessi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Chissà cosa voterebbe su questo emendamento, se fosse seduta qui fra noi, Alice Pignagnoli, portiere della Lucchese calcio femminile, a cui il contratto è stato stracciato pochi giorni fa perché incinta, come è successo a Lara Lugli, pallavolista. Certo, nella vostra legge di bilancio c'è un piccolo contributo, un milione di euro per un fondo per la maternità delle atlete non professioniste. Apprezziamo, ma come mai nessuno si chiede come sia possibile che questo tipo di licenziamenti avvenga ancora? Come mai nessuno si chiede come sia possibile che lavoratori del mondo dello sport, che si presentano in banca per chiedere un mutuo, vengano allontanati con sorrisetti ironici, sentendosi dire: “sei uno sportivo, sì, okay, scusa, ma di lavoro?”. Allora tutto questo avviene perché oggi il lavoro sportivo semplicemente non esiste. Ci fidiamo delle parole del Ministro Abodi che ha ripetutamente dichiarato che sulla legge di riforma del lavoro sportivo non si tornerà indietro.

Apprendiamo dalle sue dichiarazioni che entrerà finalmente in vigore il 1° luglio del 2023. Proprio per questo, il Partito Democratico vi chiede di cambiare questo parere e di votare a favore di questo ordine del giorno per impegnare il Governo a istituire un fondo a beneficio delle associazioni sportive dilettantistiche che sostenga la dignità del lavoro sportivo. Vi chiediamo di farlo perché lo sport è un investimento sul futuro, è una cosa seria e vogliamo che sia trattato come tale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/21 Berruto, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/22 Chiesa, n. 9/643-bis-AR/23 Cattoi, n. 9/643-bis-AR/24 Ziello, n. 9/643-bis-AR/25 Congedo, n. 9/643-bis-AR/26 Iaia, n. 9/643-bis-AR/27 Matera e n. 9/643-bis-AR/28 Testa si intendono accolti.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/29 Cuperlo, parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cuperlo. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ANNA ASCANI (ore 1)

GIANNI CUPERLO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno, molto semplicemente, chiede al Governo di reperire quanto prima risorse compensative per quelle figure di immigrati regolari nel nostro Paese che sono state pesantemente colpite e penalizzate, prima, dalla crisi economica e, poi, dalla pandemia e che vivono una quotidiana difficoltà nell'esercitare soltanto l'accesso alla cittadinanza, che dovrebbe essere previsto e garantito con tutti i supporti e i sostegni necessari.

Il parere contrario del Governo dice che non c'è alcuna disponibilità e volontà da parte di questa maggioranza di impegnarsi anche soltanto a reperire quelle risorse, dal momento che l'ordine del giorno neppure indica una cifra, ma chiede semplicemente un impegno che vada nella direzione di dare una risposta a questo problema.

Vedete, colleghi, il 3 ottobre di qualche anno fa, nello specchio di mare antistante a Lampedusa, si è consumata la peggiore tragedia del mare di questi decenni: oltre 350 persone sono annegate in quella occasione e l'Europa tutta rimase scossa da quella vicenda, da quella tragedia. Qualche giorno dopo, venne ripescato il corpo esanime di una bambina di 3 anni, venne portato nel luogo dove i corpi venivano esaminati e veniva certificato il loro decesso e i soccorritori rimasero stupiti dallo scoprire che questa creatura di 3 anni indossava quelle tipiche scarpine di lacca che non so - io ho una figlia grande ormai - se si usano ancora nelle giornate di festa per le bambine molto giovani. E, siccome una giovane donna si era salvata dal naufragio, ma aveva visto salire su quell'imbarcazione la madre giovanissima di questa creatura, morta anch'essa in quella tragedia, i soccorritori si erano rivolti a questa donna chiedendo come mai avessero imbarcato una creatura di 3 anni con delle scarpe che certo non erano le più adatte per una traversata e un viaggio della speranza. E quella giovane donna aveva risposto che la madre, interrogata su quello strano, curioso abbigliamento aveva risposto: sì, l'ho vestita in questo modo perché, quando si va in una casa nuova, ci si va vestiti bene.

Noi stiamo semplicemente dicendovi che molte di quelle persone che vivono oggi in una condizione di fatica e di difficoltà nel nostro Paese sono venute, sono arrivate, sono sbarcate, sono entrate nel nostro Paese vestite bene, con l'intenzione di trovare in questo nostro Paese un'ospitalità, una civiltà, un'accoglienza, un'inclusione che gli erano state negate nei Paesi da cui erano dovute fuggire, dopo anni di soprusi, torture e violenze.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE' (ore 1,05)

GIANNI CUPERLO (PD-IDP). Vi abbiamo semplicemente chiesto un impegno, se volete un impegno etico, prima ancora che politico, a dare una risposta a queste condizioni di vita o, se volete, di morte, perché, quando si hanno 3 anni di vita, non ci si alza più di un metro da terra e la scarpa che si porta al piede porta il numero 27; non c'è una questione politica a separare il buonsenso e lo spirito di umanità da chi questi valori non li sa esprimere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/29 Cuperlo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione... Chiedo scusa, la votazione è revocata, perché chiede di intervenire il sottosegretario Albano. Prego.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Chiedo scusa, vorrei proporre una riformulazione, se viene accettata. Il Governo vorrebbe inserire alla fine: “inclusione sociale dei cittadini stranieri immigrati regolarmente”.

PRESIDENTE. Onorevole Cuperlo, accetta la riformulazione?

GIANNI CUPERLO (PD-IDP). Preferisco la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/29 Cuperlo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 37).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/30 Mauri. Ha chiesto di parlare il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Niente, chiedo scusa, possiamo procedere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.

IRENE MANZI (PD-IDP). Intervengo per sottoscrivere l'ordine del giorno del collega Mauri e, soprattutto, per rimarcare che non dubitavamo del vostro parere contrario a questo ordine del giorno, proprio perché l'ideologia prevale troppo spesso su quella che è la concretezza della realtà.

Questo ordine del giorno chiedeva semplicemente, anche tenendo conto delle osservazioni che spesso anche il Ministro Piantedosi ha evidenziato riguardo al difficile funzionamento del Sistema di accoglienza e integrazione, il SAI, di investire risorse, in raccordo con gli enti locali, con le associazioni e anche le organizzazioni della società civile, per potenziare questo sistema e per consentire, soprattutto, che non sia diffuso, come è attualmente, a macchia di leopardo, ma sia potenziato.

Purtroppo prendiamo atto - e non ne dubitavamo, lo rimarco - della vostra contrarietà e, quindi, chiediamo il voto su questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fratoianni. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto.

NICOLA FRATOIANNI (AVS). Anche meno, Presidente. Intervengo per chiedere, se il presentatore è d'accordo naturalmente, di poter sottoscrivere, a nome di tutto il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, questo ordine del giorno, che condividiamo pienamente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boldrini. Ne ha facoltà.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Vedo questo ordine del giorno e ci terrei molto a sottoscriverlo. Ritengo che sia importante raccomandare e impegnare il Governo a fare uno sforzo aggiuntivo sull'accoglienza diffusa, cosa che purtroppo, invece, non è stata fatta; al contrario, c'è una accoglienza straordinaria che impatta sulla realtà in cui questi grandi centri vengono inseriti, con tutte le difficoltà e le conseguenze del caso. Quindi, sostenere questo ordine del giorno significa, invece, perorare la causa di un'accoglienza diffusa, che è molto più capace di essere assorbita nei luoghi in cui viene portata.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/30 Mauri, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 38).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/31 Care', accolto come raccomandazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/32 Di Sanzo, accolto come raccomandazione: non accetta? Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Sanzo. Ne ha facoltà.

CHRISTIAN DIEGO DI SANZO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accetto la raccomandazione, perché è da più di 20 anni che alcuni lavoratori a contratto dei consolati sentono parlare di raccomandazione, ma, poi, un riadeguamento salariale per loro non avviene mai.

Questo Governo che, in campagna elettorale, aveva promesso il Ministero inutile degli italiani nel mondo, che prometteva mari e monti, poi neanche l'ha fatto quando, nei fatti, sono diventati maggioranza di Governo. Forse un Ministero lo potevano anche fare almeno per salvare la faccia con gli italiani nel mondo. I funzionari a contratto svolgono un lavoro fondamentale per la nostra rete consolare all'estero, che, non dimentichiamoci mai, è la prima faccia dell'Italia che i cittadini di altri Paesi conoscono quando richiedono un visto per motivi turistici o per motivi di lavoro ed è l'unico contatto che, a volte, hanno gli italiani all'estero con l'Italia.

I lavoratori a contratto svolgono un lavoro essenziale per la nostra rete consolare. In questa finanziaria abbiamo dedicato loro, a 3.150 lavoratori, un riadeguamento salariale di 500 mila euro, cioè una media di 13 euro al mese. Cerchiamo di capire cosa vuole dire, perché noi paghiamo questi lavoratori in euro, in Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, la Svizzera, dove il tasso di cambio è sceso, producendo una differenza del 20 per cento. A noi, a persone che hanno visto un 20 per cento effettivo di riduzione del salario, in un Paese in cui l'inflazione allo stesso tempo galoppa al 10 per cento, diamo 13 euro al mese. Ditemi se vi sembra una cosa giusta. È per questo che alcuni lavoratori, alcuni giorni fa, hanno fatto sentire la loro voce, su La Voce di New York, un quotidiano locale dedicato agli italiani nel mondo, proprio per parlare di come i loro salari siano nettamente più bassi di quelli dei lavoratori del Paese in cui risiedono, per mansioni simili.

Lo Stato italiano pensa di pagare in euro, con stipendi italiani, i lavoratori che vivono nelle città di New York, Toronto, San Francisco, in cui il costo non è certo paragonabile a quello della vita in Italia. In queste condizioni non è da stupirsi se poi moltissimi posti della nostra rete consolare sono scoperti e, di fatto, poi i consolati non funzionano come dovrebbero e come si richiede a un Paese, a una potenza come l'Italia, Paese del G7. Avere una rete consolare efficiente influisce e, di fatto, può permettere all'Italia di affermarsi anche come potenza nel mondo. Allora, questa è una battaglia per i lavoratori, per cui noi chiediamo un riadeguamento salariale, che è un loro diritto, ma è anche una battaglia per l'immagine dell'Italia nel mondo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie, Presidente, per associarmi alle parole del collega Di Sanzo. Aspettavamo il Ministero degli italiani all'estero: non pervenuto. Aspettavamo l'importanza del made in Italy, della sua diffusione attraverso le comunità italiane nel mondo, e la risposta è stata che, nell'ambito del taglio che avete fatto al MAECI, 55 milioni vengono tolti per le politiche delle italiane e degli italiani nel mondo.

PRESIDENTE. Deve concludere.

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Sto per chiudere, Presidente (Applausi). Ora la domanda che mi pongo è, di grazia…

PRESIDENTE. Sì, ma il tempo è finito, nel frattempo.

TONI RICCIARDI (PD-IDP). Se è possibile la citazione, di grazia, ci chiediamo cosa abbiate voglia di fare con queste comunità, che citate ad ogni piè sospinto, ma poi alla fine continuate a penalizzare, come avete fatto prima votando contro e lo dico soprattutto ai colleghi eletti all'estero (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Onori. Ne ha facoltà.

FEDERICA ONORI (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo perché vorrei sottoscrivere quest'ordine del giorno, chiaramente se il primo firmatario accetta.

PRESIDENTE. Il primo firmatario accetterà, ad occhio, quindi, si intende sottoscritto.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/32 Di Sanzo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 39).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/33 Quartapelle Procopio, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartapelle Procopio. Ne ha facoltà.

LIA QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Io non accetto la proposta di accogliere questo ordine del giorno come raccomandazione.

Spiego brevemente il perché, cercando anche il Vice Ministro Cirielli, che probabilmente in questo momento è uscito. L'ordine del giorno impegna il Governo a rispettare un impegno, che l'Italia ha preso in sede di Nazioni Unite nel 2015, a raggiungere lo 0,70 per cento del PIL destinato agli aiuti della cooperazione allo sviluppo. Ora il Parlamento non può “raccomandare” il Governo di raggiungere un impegno. Il Parlamento può indicare al Governo, può vincolare il Governo a raggiungere questo impegno. Non è accettabile che noi semplicemente raccomandiamo al Governo di fare il proprio dovere. Voi siete una maggioranza che usate spesso l'espressione “il prestigio della Nazione”. Che cosa c'è di più prestigioso per una Nazione se non rispettare gli impegni presi a livello internazionale? Siete pronti a rispettare gli impegni presi a livello internazionale sulle spese per la difesa, ma io ricordo alla maggioranza che la politica estera non è fatta solo di spese per la difesa: è fatta anche di investimenti per la diplomazia e per la solidarietà internazionale. Noi chiediamo a questo Governo di rispettare tutti gli impegni presi, non solo una parte di impegni presi. Inoltre, questa maggioranza spende molte parole sul tema della sicurezza, anche della sicurezza internazionale. L'investimento in cooperazione internazionale è un investimento in sicurezza internazionale, è un investimento in sanità pubblica - e abbiamo visto durante la pandemia quanto sia importante investire sulla sanità globale, oltre che sulla sanità nazionale -, è un investimento sulla pace. In questo momento, con una guerra in corso, sarebbe importantissimo investire sulla pace.

Oggi la Presidente del Consiglio è stata ad Erbil, in Kurdistan, dove il nostro Paese si è distinto per due azioni: prima di tutto, per la guida della missione militare NATO in Iraq; in secondo luogo, per gli interventi di cooperazione internazionale. Per questo noi chiediamo una completezza degli impegni del Governo da questo punto di vista. È davvero un peccato che questa maggioranza vada a smantellare quanto fatto dal Governo precedente, che negli anni 2021-2022 aveva aumentato le spese per la cooperazione, proprio a fronte delle tante disparità e delle tante necessità globali, a partire da un impegno straordinario sul tema dei vaccini ad un impegno rafforzato sull'accoglienza dei profughi come conseguenza della guerra in Ucraina. Il timore che noi abbiamo è che questo Governo, che per prima cosa ha tagliato gli aumenti per la cooperazione internazionale, sguarnisca il nostro Paese, facendo fare un passo indietro all'immagine che diamo nel mondo, alla nostra capacità di portare pace e solidarietà a livello globale e al nostro impegno in materia di politica estera. Per questo chiedo al Governo di rivedere il parere e, in caso contrario, ai membri della maggioranza di rivedere il comportamento di voto e di sostenere un impegno che deve essere del Parlamento tutto, perché va a rafforzare la capacità dell'Italia di agire sui vari teatri e sulle varie crisi, soprattutto nelle aree più fragili, laddove c'è la guerra (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boldrini. Ne ha facoltà.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Presidente, grazie, anch'io per sottoscrivere questo ordine del giorno, perché lo ritengo particolarmente importante. La collega diceva che il peso di un Paese si vede anche dall'investimento che fa sullo sviluppo e per riuscire a contare. Io ho lavorato venticinque anni nelle organizzazioni internazionali e posso dirle, Presidente, che, purtroppo, se un Paese non investe, se un Paese si sottrae agli obblighi che prende con la comunità internazionale, quel Paese non conta niente. Allora, come la mettiamo sul fatto che “ci deve essere più Italia nel mondo”, come ho sentito in queste ore, che “l'Italia deve contare di più”? Dov'è la coerenza? Se l'Italia deve contare di più, lo deve dimostrare, altrimenti è solo propaganda. Vogliamo contare di più? Facciamo scelte che ci portino a contare di più!

Altrimenti rischiamo di essere considerati inaffidabili, di non avere una visione e di essere nel club di quelli che non contano e, dunque, non hanno mai la facoltà di portare avanti una politica estera che dovrebbe avere al centro anche una politica di cooperazione allo sviluppo. Quindi, è con convinzione che vorrò sottoscrivere, appunto, questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Magi. Ne ha facoltà.

RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere l'ordine del giorno della collega Quartapelle Procopio, sottolineando quanto sia inspiegabile e anche grave che il Governo rifiuti un impegno pieno nascondendosi dietro la formula della raccomandazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno, a nome mio e del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.

VITTORIA BALDINO (M5S). Grazie, Presidente. Anche io intervengo per sottoscrivere questo ordine del giorno. Il Ministro Giorgetti e il Ministro Crosetto ci hanno detto e ribadito che questo è un Governo che rispetta gli impegni assunti dai precedenti Governi. Crediamo che questo sia uno di quegli impegni che debba essere onorato.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Tabacci chiede di sottoscrivere l'ordine del giorno.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Voglio sottoscrivere anch'io questo ordine del giorno e sottolineare che, effettivamente, come hanno detto i colleghi, si tratta banalmente del rispetto di un impegno, ma è anche un impegno politico che è stato preso in quest'Aula e da questo Governo, perché non saprei come declinare altrimenti lo slogan “Aiutateli a casa loro”. Qui effettivamente c'è la prova della non volontà di aiutare a casa loro le persone che poi la casa loro la lasciano proprio perché si trovano in una situazione di disagio, di difficoltà economica e di arretratezza che li costringe, di fatto, a cercare una situazione migliore. Quindi, per ridare coerenza a questo tipo di affermazione, credo sia utile votare a favore di questo ordine del giorno che, appunto, ci richiama ai nostri doveri di cooperazione internazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grippo. Ne ha facoltà.

VALENTINA GRIPPO (A-IV-RE). Solo per sottoscrivere l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Grippo, a nome di tutto il gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe; va bene, onorevole Grippo.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/33 Quartapelle Procopio, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 40).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/34 Ciani è accolto. Chiedo all'onorevole Graziano se accetta la raccomandazione sul suo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/35.

STEFANO GRAZIANO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per dire che non accetto la raccomandazione e chiedo al Governo di rivedere la propria decisione. Vorrei semplicemente rileggere il testo. Forse il Sottosegretario Albano non lo ha letto approfonditamente. Le chiedo di rivederlo, perché stiamo parlando di equiparare le vittime del dovere alle vittime del terrorismo. Mi rivolgo soprattutto ai colleghi di Fratelli d'Italia: come potrebbero mai immaginare di accettare la raccomandazione e di non accettare un ordine del giorno da questo punto di vista? Aspetto la revisione del parere; diversamente, chiedo di mettere ai voti questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo - che in questo momento è disturbato - non intende modificare il parere sull'ordine del giorno.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/35 Graziano, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 41).

Chiedo all'onorevole Fossi se accetta la raccomandazione sul suo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/36.

EMILIANO FOSSI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accetto la raccomandazione perché questo è un tema centrale e un campo di sfida per la politica e che la politica non può non raccogliere. D'altronde, la politica in generale ha avuto ritardi, spesso sottovalutazione e non comprensione di questo fenomeno e dello scenario politico-economico che cambiava. Mi riferisco al tema delle delocalizzazioni e a come disincentivarle.

Non significa - lo dico subito - penalizzare chi in Italia investe o viene a investire e lo fa con correttezza e con il rispetto delle regole, dei contesti territoriali e delle persone, ma chi, dopo aver utilizzato il territorio e le comunità, usufruendo dei servizi, delle opportunità e di tutto ciò che i contesti territoriali offrono e mettono a disposizione, magari dopo aver preso incentivi e contributi pubblici, va via, scappa dal giorno alla notte, lasciando i lavoratori senza un futuro certo e possibilità di sviluppo futuro; così come è successo in tante parti del nostro Paese e anche nel comune che io ho amministrato fino a pochi mesi fa, dove i lavoratori della ex GKN sono stati licenziati dalla notte alla mattina - cioè, i lavoratori avevano fatto il turno notturno e si sono ritrovati licenziati la mattina - assieme agli altri colleghi, 422 persone, tramite una e-mail.

Dico questo perché delocalizzare comporta conseguenze pesanti, non solo perché svilisce il lavoro e riduce i livelli occupazionali, ma anche perché incide pesantemente sulla finanza pubblica, per esempio attraverso l'erogazione degli ammortizzatori sociali e di tutti i sistemi di protezione per le persone. Questo lo dico anche all'attuale maggioranza - e per questo non accetto l'indicazione del Governo -, perché in passato esponenti dell'attuale maggioranza tante volte si sono espressi a favore di norme che disincentivassero la delocalizzazione e perché la difesa degli interessi nazionali, in un'accezione sovranista che noi naturalmente non condividiamo, è stata fatta più volte elemento centrale e costituente, appunto, dell'attuale maggioranza.

Allora, credo che non si possa essere sovranisti a corrente alternata e questa è un'ennesima occasione di dimostrarlo, cioè di dimostrare che i lavoratori non sono numeri, che si può ripartire dal valore del lavoro e della vera politica industriale, difendendo i lavoratori, le aziende e le imprese che si comportano in modo corretto. Questo lo si può fare in tanti modi: per esempio, nella precedente legge di bilancio c'erano indicazioni di questo genere e nel decreto-legge n. 144 del 2022 c'erano elementi che andavano in questa direzione, grazie al lavoro che allora l'onorevole Todde e l'onorevole Orlando, nella loro funzione di Governo, misero in atto, ma anche attraverso quello che proviamo a proporre da un pezzo, cioè impedendo alle imprese, che cessano definitivamente l'attività produttiva o una parte significativa di questa, per strategie di delocalizzazione, di procedere alla rimozione dei macchinari e dei materiali fino alla completa restituzione degli incentivi pubblici ricevuti. È una cosa molto semplice da cui si può partire (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Presidente, giusto per ricordare al Governo che ha cambiato il nome ai Ministeri in “made in Italy” e “sovranità alimentare” e poi non vuole fare qualcosa contro la delocalizzazione. Questo mi sembra veramente assurdo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/36 Fossi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 42).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/37 Laus, con il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Laus. Ne ha facoltà.

MAURO ANTONIO DONATO LAUS (PD-IDP). Grazie, Presidente. Io sono un tantino incredulo rispetto al rifiuto di questo ordine del giorno. Con questo atto di indirizzo noi affrontiamo un pezzettino, diciamo, del corretto utilizzo delle risorse finalizzate allo svolgimento delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e, precisamente, le risorse da utilizzare per l'adeguamento della pista da bob “Eugenio Monti” di Cortina d'Ampezzo.

Inizialmente, il preventivo di spesa era di 61 milioni di euro, poi, a un certo punto, il presidente Zaia ha inviato una lettera al comitato della Fondazione olimpica e al Ministro per lo Sport e i giovani, dicendo che, a causa dell'aumento delle materie prime, il costo non sarà più di 61 milioni di euro ma probabilmente di 85 milioni di euro, se non di più e che l'alternativa è spostare questa gara a Innsbruck in Austria.

Allora, se ci fosse qui la Presidente Meloni direbbe non solo “prima gli italiani”, ma “prima il territorio del nostro Paese”: sono le Olimpiadi assegnate all'Italia e non all'Austria.

Detto questo, anche il direttore esecutivo dei Giochi olimpici ha espresso la chiara posizione del comitato internazionale secondo cui non è necessario realizzare l'impianto a Cortina, ma sarebbe possibile svolgere le gare altrove e la ristrutturazione e la messa in funzione dell'impianto di Cesana Torinese avrebbe, invece, un costo di 15 milioni. Per essere più chiaro - e mi chiedo che cosa direbbe la Corte dei conti - stiamo parlando di un adeguamento su una pista finalizzata ai Giochi olimpici che fatta a Cortina costa 85 milioni di euro, a Innsbruck mi rifiuto di pensarci, nelle valli olimpiche piemontesi 15 milioni. Domando e chiudo: che cosa direbbe la Corte dei conti su questo tema, che cosa direbbe oggi? Ma mi preoccupo per voi di cosa direbbe la Corte dei conti tra qualche anno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un tempo residuo di 56 secondi. Prego, onorevole. Dovrebbe alzarsi in piedi, per cortesia.

ANGELO BONELLI (AVS). Intervengo per sottoscrivere a nome del gruppo questo ordine del giorno, se l'onorevole Laus è d'accordo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.

DANIELA RUFFINO (A-IV-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per sottoscrivere l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà.

MAURO BERRUTO (PD-IDP). Anche io per sottoscrivere l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Alla luce di quanto emerso, il Governo ritiene opportuno accantonare momentaneamente questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Allora, passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/38 Sarracino su cui c'è un parere favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sarracino. Ne ha facoltà.

MARCO SARRACINO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Francamente sono abbastanza sconcertato…

PRESIDENTE. Mi pare che lei non accolga la riformulazione, essendo sconcertato…

MARCO SARRACINO (PD-IDP). Non la accolgo assolutamente e sono abbastanza sconcertato da questo parere. Infatti, qui si parla di amianto e l'amianto è uno dei materiali più pericolosi ancora in circolazione per la salute delle persone e degli ex lavoratori e, purtroppo, nel corso degli anni, sta continuando a mietere vittime, soprattutto nei territori in cui lavorazioni industriali ne hanno fatto abbondante uso.

Il colpevole ritardo con cui è stato bandito e i successivi interventi normativi di regolazione per indennizzi e benefici previdenziali non hanno però incluso tutti i lavoratori o ex lavoratori ed è il motivo per cui ho chiesto di intervenire. Infatti, in Italia purtroppo sono ancora troppi gli ex lavoratori che vivono in questa situazione drammatica per queste persone e per le loro famiglie.

Allora, con questo ordine del giorno intendiamo segnalare e attenzionare tante battaglie tra cui quella che stanno conducendo i lavoratori dell'ex MonteFibre di Acerra in provincia di Napoli; questo è proprio uno di quei casi in cui, nelle pieghe della legislazione, finiscono per non essere ricompresi lavoratori che pure sono stati lungamente esposti e ne stanno pagando le conseguenze in termini di salute. Tutto questo è stato anche provato da un'articolata documentazione della procura di Nola.

Presidente, di amianto ci si continua ad ammalare e, quindi, anche, purtroppo, a morire, in questo Paese. Ecco perché il territorio di Acerra e i comuni vicini stanno conducendo una battaglia con le organizzazioni sindacali, con la chiesa, con le associazioni, con i singoli cittadini che manifestano la propria solidarietà, affinché anche a questa platea venga riconosciuto il sacrosanto diritto di poter beneficiare di agevolazioni e di poter accedere in maniera anticipata alla pensione.

È una questione di giustizia sociale, per questo sono sconcertato dal parere che ha dato il Governo. Molti di questi lavoratori oggi sono in mobilità in deroga, vivono con circa 500 euro al mese e nella stragrande maggioranza dei casi sono fuori da ogni possibilità di reinserimento occupazionale. Come si fa a vivere in queste condizioni e ad assicurare un presente alla propria famiglia?

In molti registrano, purtroppo, gravissime patologie direttamente collegate all'amianto, altri purtroppo rischiano ancora oggi di ammalarsi. Il Parlamento ha il dovere di non ignorare questi casi, perché lo Stato non può lasciare sole queste persone.

L'ordine del giorno in questione chiede, quindi, al Governo di impegnarsi ad aprire un tavolo istituzionale sul caso MonteFibre di Acerra, per arrivare a riconoscere anche a questi lavoratori la possibilità di accedere ai benefici da esposizione e andare in pensione. Lo facciamo sulla base di un'oggettività: lì, nel processo produttivo c'era amianto e le conseguenze quei lavoratori le stanno pagando oggi.

Bisogna prendere atto che la normativa vigente, nonostante i miglioramenti apportati nel corso degli anni, ancora non riesce a coprire tutte le fattispecie che si presentano e quella di MonteFibre è palese. Ci attendiamo, quindi, che vi sia buon senso e che si accolga interamente questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo mettiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/38 Sarracino, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 43).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/39 Scotto, con il parere contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Signor Presidente, non credo di esagerare se affermo che nel vocabolario del vostro Governo non esiste la parola “precarietà”, semplicemente l'avete abolita. Non era presente nel discorso di insediamento della Presidente Meloni, nessuna parola sui contratti pirata, nessuna parola sul salario minimo, e non è presente neanche nella vostra manovra, eppure dovrebbe essere il vostro assillo principale.

Ci troviamo davanti all'esplosione dei contratti a termine, guardiamo con preoccupazione un part time involontario che spopola soprattutto tra le donne, e qual è la vostra risposta? Anziché interrogarvi su modelli più innovativi - penso a quello spagnolo: più 230 per cento di contratti a tempo indeterminato soltanto lo scorso anno - voi allargate l'uso dei voucher e lo fate in settori delicatissimi, penso all'agricoltura e al turismo.

La chiamate modernità, ma in realtà state portando il lavoro direttamente nell'Ottocento. Le cito un dato: quando erano in vigore, tra il 2008 e il 2015, l'uso dei voucher è passato da mezzo milione a 115 milioni. Per voi, evidentemente, i contratti di lavoro stagionale sono una forma di rigidità eccessiva, perché contengono tutele in maternità, indennità di disoccupazione, tutela della malattia.

Poi, aprite un autostrada al lavoro nero. Tutti i dati, quelli precedenti al 2016, descrivono una sproporzione eccessiva tra i voucher acquistati dai datori di lavoro e quelli regolarmente registrati. Sa come funziona? È molto semplice: il voucher me lo tengo nel cassetto, il lavoratore lo pago in nero e se viene per caso a bussare l'ispettorato del lavoro quel cassetto finalmente si apre.

Allora non funziona, le vostre scelte sono state indirizzate esclusivamente a promuovere un sodalizio incestuoso tra infedeltà fiscale e colpevolizzazione della povertà. Con la scelta sui voucher confermate cosa siete e cosa volete, volete il lavoro povero (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/39 Scotto, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 44).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/40 Boldrini, accolto come raccomandazione. L'onorevole Boldrini chiede di parlare ma è già intervenuta due volte quindi, ahimè, secondo il nostro Regolamento può soltanto dire se accoglie o meno la raccomandazione.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Non accolgo la raccomandazione. Io una volta sono intervenuta per una tema sollevato dal collega Fratoianni in merito a quello che è accaduto a Parigi.

PRESIDENTE. Non mi riferisco all'intervento sul popolo curdo, no. Lei ha fatto due interventi sugli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/30 e n. 9/643-bis-AR/33.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Va bene, d'accordo, mi attengo alle regole, come sempre.

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascari. Scusi un secondo onorevole Ascari. Prego onorevole Boldrini.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Presidente, si può mettere in votazione?

PRESIDENTE. Certo, onorevole Boldrini.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Allora le chiederei di farlo.

PRESIDENTE. Assolutamente, onorevole Boldrini. Prego, onorevole Ascari.

STEFANIA ASCARI (M5S). Grazie, Presidente, per sottoscrivere l'ordine del giorno della collega Boldrini. Ritengo sia fondamentale prorogare i contratti dei lavoratori e delle lavoratrici interinali impiegati presso il Ministero dell'Interno, presso gli uffici immigrazione delle questure e delle prefetture e della commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato. Innanzitutto, vanno ringraziati per lo straordinario supporto che danno a questi uffici e per la loro professionalità. Tenuto conto dei pensionamenti, del fatto che uomini e donne delle Forze dell'ordine vengono spesso tolti dall'ufficio immigrazione per essere impiegati in altri reparti, tenuto conto della gestione dei flussi stagionali, della gestione delle pratiche di sanatoria 2020 che si devono ancora concludere, della gestione dei permessi di soggiorno per protezione internazionale dei profughi ucraini, ma anche di altre nazionalità, e dei rinnovi e rilasci dei permessi di soggiorno, non prorogare i loro contratti vorrebbe dire mettere letteralmente in ginocchio gli uffici delle prefetture e delle questure. Questo sarebbe un atto irresponsabile e mi auguro che ci sia un impegno serio e concreto a prorogare i contratti in scadenza 2023 per garantire la loro continuità (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zan. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO ZAN (PD-IDP). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo per sottoscrivere l'ordine del giorno. Ricordo che stiamo parlando di 1.200 lavoratrici e lavoratori, per lo più giovani, che sono stati assunti nel marzo di quest'anno e che solo ieri, anzi, poche ore fa hanno ricevuto una mail dal Ministero che dice che finiranno il loro lavoro il 31 dicembre, cioè tra una settimana. Io mi chiedo: ma in che modo trattate i giovani di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? Non è accettabile che il Ministero dell'Interno li assuma come interinali, facendolo con lo stesso grado di speculazione di alcuni che, per non assumerli a tempo indeterminato, dopo due anni di lavoro, ricreano il turnover, interinali dopo interinali, con una precarietà di Stato, in questo caso. Il Ministro Piantedosi, quando era prefetto, aveva sollecitato affinché questi lavoratori e queste lavoratrici venissero assunti e trattati come si deve, visto che lavorano in posizioni molto delicate della pubblica amministrazione, dalle prefetture, alle questure alle commissioni territoriali per il diritto d'asilo. Insomma, non possono essere trattati così. Questa raccomandazione suona da beffa e chiedo anche io al Governo che riveda il proprio parere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barzotti. Ne ha facoltà.

VALENTINA BARZOTTI (M5S). Per sottoscrivere l'ordine del giorno, Presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Mi rivolgo al Ministro Giorgetti e al Governo. Due giorni, fa insieme alla collega Boldrini, abbiamo presentato e svolto un question time in Commissione con riferimento al destino di 1.200 lavoratrici e lavoratori. Parliamo di interinali. La risposta del Sottosegretario Durigon è stata sostanzialmente, per usare un eufemismo, evasiva. Ha detto: facciano il concorso. Intanto, ci troviamo di fronte ad un'emergenza perché, di qui a qualche settimana, non funzioneranno più le prefetture, le questure e le commissioni per la richiesta di asilo. Allora, signori del Governo, chiediamo di cambiare il parere, di dare parere favorevole all'ordine del giorno dell'onorevole Boldrini, procedere alla proroga di questi lavoratori e dare un messaggio molto forte verso la stabilizzazione attraverso l'utilizzo della clausola sociale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere a nome del gruppo l'ordine del giorno e per unirmi alle richieste al Governo di ripensare e trasformare in parere favorevole la raccomandazione. Penso sia interesse del Governo risolvere questo problema. Non può essere addotto il pretesto del concorso perché sappiamo quanto lunghi siano i tempi per fare il concorso, per organizzarlo, per fare poi tutte le procedure per passare alle assunzioni. Le sappiamo queste cose. Credo, forse, che vi sia un problema con la Corte dei conti, non lo so, e mi rendo conto che non è semplice ma chiedo assolutamente che si assuma, perché i rischi, rappresentati e paventati dai colleghi e dalle colleghe, sono reali. Ogni prefetto, ogni questore, ogni amministratore dei vari territori lo sa benissimo. Chiedo al Governo di ripensare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciani. Ne ha facoltà.

PAOLO CIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per chiedere un supplemento di riflessione al Governo.

Accogliendo favorevolmente l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/34, che chiedeva la proroga dell'emergenza ucraina fino al 31 dicembre 2023, il Governo ora dà parere contrario alla proroga dei lavoratori che di quell'emergenza dovrebbero occuparsi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Quindi, chiederei un supplemento di attenzione prima di dare questo parere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Preciso che è accolto come raccomandazione e non c'è parere contrario su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Penza. Ne ha facoltà.

PASQUALINO PENZA (M5S). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Richetti. Ne ha facoltà.

MATTEO RICHETTI (A-IV-RE). Presidente, solo per condividere con l'Aula la summa dell'inutilità di ciò che sta accadendo, della discussione che stiamo facendo, dello strumento che stiamo utilizzando (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe). Lo dico con grande rispetto per i nostri lavori, per la nostra presenza e per questa Presidenza. Questo ordine del giorno non incide in alcun modo su 1.200 ragazzi ai quali, tra l'altro, come ricordava l'onorevole Zan, scadrà il contratto il 31 dicembre prossimo. L'ordine del giorno affronta la scadenza del prossimo marzo 2023. Non solo è uno strumento surreale in un dibattito che stiamo facendo a nostro uso e consumo, ma neanche centra l'obiettivo.

Io penso - lo dico anche per il prosieguo dei lavori - che si faccia molto bene ad affrontare punto su punto, ordine del giorno su ordine del giorno, ma forse è meglio che ci concentriamo sulle votazioni e proseguiamo soprattutto quando siamo così decentrati dal problema reale (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/40 Boldrini.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 45).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/41 Serracchiani, su cui il Governo ha espresso parere favorevole con riformulazione. Onorevole Serracchiani accetta la riformulazione?

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). No, Presidente, non l'accetto anche perché credo che questo sia uno degli aspetti più importanti affrontati nella manovra di bilancio. Vede, Presidente, intanto la notizia che vogliamo dare è che, con la manovra di bilancio, che è uno dei primi provvedimenti del Governo, non viene abolita la legge Fornero; anzi, la legge Fornero è pienamente in vigore, vengono tagliate le pensioni - tra l'altro non le pensioni di chissà quali ricchi, ma degli operai specializzati - ma la cosa francamente peggiore che viene fatta - e su questa onestamente credo che il Governo debba fare una riflessione profonda - è che, per fare cassa sulle pensioni, ha fatto cassa sulla pelle delle donne. Mi riferisco in particolare ad Opzione donna.

Vorrei ricordare all'Aula che Opzione donna è uno strumento che venne introdotto nel 2004 dal compianto Ministro Maroni, allora Ministro del Lavoro che, nel 2004, indicò come unica forma di flessibilità in uscita anticipata per le donne proprio Opzione donna, che consente a una donna di 58 anni, con 35 anni di contributi e con la riduzione del 30 per cento della pensione, di andare in pensione prima. Voglio ricordare all'Aula che, in media, le donne hanno un montante contributivo di 25 anni. Con le modifiche che vengono fatte nella manovra di bilancio, le donne andranno in pensione più in là, a sessant'anni, e soprattutto potranno godere del privilegio di andare in pensione un anno prima se hanno figli. Questa è una discriminazione incomprensibile: credo onestamente che si debba rivedere questa decisione che è stata adottata nella manovra di bilancio. È una decisione assolutamente discriminatoria, che lede i diritti delle donne e discrimina tra le donne che hanno figli e quelle che figli non hanno e, tra l'altro, è addirittura peggiorativa di una situazione che già oggi le donne subiscono.

Piuttosto, io credo che, invece di introdurre la flat tax per i redditi alti di 85 mila euro o quota 103, bisogna andare incontro alle donne. Vorrei ricordare - e concludo su questo - che oggi la legge Fornero consente di andare in pensione a 64 anni di età e 38 anni di contributi. Per anticipare a 62 anni di età e 41 anni di contributi - più o meno andranno in pensione con questo strumento, se tutto va bene, 10 o 12 mila persone - per recuperare quelle risorse, avete modificato Opzione donna, cioè avete messo in difficoltà le donne di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Ma che senso ha? Spiegateci che senso ha! Non è solo una questione di soldi, è una questione di scelta politica: si è deciso di fare cassa sulla pelle delle donne. Allora sì - e lo dico veramente con forza - vergognatevi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Rizzetto. Ne ha facoltà.

WALTER RIZZETTO (FDI). Grazie, Presidente. Chiedo, se è possibile, al Governo e al sottosegretario di accantonare temporaneamente questo ordine del giorno per poter capire poi se, assieme ad altri due ordini del giorno, riusciamo a trovare una riformulazione ampiamente condivisa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Va bene. Il Governo accantona questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Andiamo avanti. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/42 De Bertoldi è accolto. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/43 Zingaretti è stato ritirato. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/44 Scarpa è accolto come raccomandazione. Onorevole Scarpa, accetta la raccomandazione?

RACHELE SCARPA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non posso accettare la raccomandazione perché già l'ordine del giorno non ha un valore prescrittivo e, come raccomandazione, credo che perda tutta la sua forza.

Credo anche che, tra i compiti di quest'Aula, ci sia quello di non perdere il contatto con ciò che succede fuori, incluse le questioni più intime e le storie più marginali e più silenziose. Se un problema non fa grande rumore, non significa che non ci sia, che non sia grave e che non sia diffuso e, quando le difficoltà rischiano di trasformarsi in tragedia, ogni minuto perso nel silenzio e nell'inazione pesa come un macigno.

Presidente, io sono la parlamentare più giovane di questa legislatura, quindi voglio partire dalle condizioni della mia generazione e, in questo preciso momento, ci sono dei miei coetanei che sono chiusi nelle loro stanze, che soffrono la solitudine e che hanno smesso di credere che il mondo fuori da quella stanza faccia per loro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

La pandemia ha avuto degli effetti devastanti e ha messo in discussione non solo la natura formativa ed educativa dei luoghi di istruzione, ma anche la loro natura sociale e relazionale e troppi studenti, la mattina, non riescono ad alzarsi sopraffatti da un senso comune che li vuole performanti e infallibili, con pensieri e desideri standardizzati. Sono concorrenti di una gara iniqua, sono atleti di una corsa vuota, sono senza gli strumenti adatti per affrontare il silenzio e per uscire dal silenzio sulle loro difficoltà. I numeri allarmanti dell'abbandono scolastico e delle assenze nelle scuole parlano da soli.

Ma non è solo una questione generazionale. La pandemia ha accresciuto per tanti - a partire dalle donne, dagli anziani, dai bambini e dalle persone già fragili - un profondo senso di paura e di disorientamento nei confronti di un futuro sempre più distante e incerto. Questa situazione è aggravata dalla sfiducia nei confronti delle istituzioni, che apparentemente sono del tutto incapaci di offrire una risposta positiva che sia percorribile da chiunque e non solo dai più fortunati.

Accedere a un percorso di terapia oggi può arrivare a costare anche 600 euro al mese, la metà di uno stipendio di un operaio, forse lo stipendio intero di tanti precari o di tanti lavoratori poveri che ogni giorno devono sforzarsi di mettere insieme la cena con il pranzo oppure di pagare un affitto. Questa per me è una discriminazione odiosa che noi non possiamo tollerare e che è specchio di tante altre discriminazioni presenti nella nostra società.

Per tantissime persone purtroppo il benessere psicologico ad oggi è subordinato alla condizione economica. Se quest'Aula ritiene che il benessere psicologico rappresenti un diritto irrinunciabile della persona, allora la sua tutela deve essere garantita dallo Stato. Senza fare una bandierina di parte, questo Governo deve assumere un impegno reale in questo senso. L'orizzonte, secondo me, deve essere quello di dotarci di strumenti universalistici, con una riflessione seria sull'accessibilità del nostro Servizio sanitario nazionale e sulla dignità della salute mentale al suo interno, altrimenti continueremo ad assistere all'aumento vertiginoso di autolesionismo, di abuso di alcol, di tentati suicidi.

Dovremo aspettare un altro ragazzo che sceglie di gettarsi da un ponte o schiantarsi con un'auto in corsa qualche giorno prima di una laurea che non conseguirà? Quanti altri suicidi nelle carceri e quanti altri ricoveri in psichiatria infantile dovranno verificarsi? Possiamo ancora permetterci, Presidente, di ignorare il precariato e la mancanza di organico degli operatori e dei professionisti del settore della salute mentale e la minaccia che questo rappresenta per la qualità del servizio pubblico in questo senso? Sono domande che credo meritino una risposta urgente perché abbiamo bisogno di un sistema territoriale e pubblico di supporto, che sia accessibile a chiunque e di mettere in campo un nuovo Piano nazionale per il benessere psicologico.

Per questo, chiedo al Governo di modificare il suo parere oppure di votare a favore di questo ordine del giorno e dare un segnale nella direzione giusta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Lauro. Ne ha facoltà.

CARMEN DI LAURO (M5S). Grazie, Presidente. Solo per sottoscrivere l'ordine del giorno della collega, in quanto ritengo che l'oggetto di questo atto di indirizzo, ossia la salute mentale ed il benessere psicologico, sia un tema di fondamentale importanza, soprattutto dopo quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/44 Scarpa, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 46).

Sull'ordine giorno n. 9/643-bis-AR/45 Polo il parere è favorevole. Sull'ordine giorno n. 9/643-bis-AR/46 Frijia il parere è favorevole con riformulazione: la accetta.

Sull'ordine giorno n. 9/643-bis-AR/47 Ciocchetti il parere è favorevole.

L'ordine giorno n. 9/643-bis-AR/48 De Micheli verrebbe accolto come raccomandazione, ove lei accetti. Va bene. L'ordine giorno n. 9/643-bis-AR/49 Deidda è accolto con riformulazione. Ha chiesto di parlare il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Il parere sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/49 Deidda è favorevole.

PRESIDENTE. Cambia il parere, dunque è accolto. Onorevole Gnassi, il suo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/50 sarebbe accolto come raccomandazione. Prego, onorevole Gnassi.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non riteniamo di accettare l'accoglimento come raccomandazione, per un motivo che provo ad illustrare. Stiamo parlando di un tema, di una dimensione che attiene ad una parte importante di questo Paese, che attiene ad una parte del suo sistema istituzionale, che tra l'altro è direttamente coinvolto sulla frontiera dei bisogni più diretti dei cittadini. Stiamo parlando degli enti locali, Presidente, dei comuni italiani. Noi auspichiamo che le discussioni di questi giorni inducano il Governo a dare un segnale, dato che, fino ad oggi, rispetto alle richieste e alle proposte…

PRESIDENTE. Prego.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). No, aspetto le condizioni per poter parlare (Commenti)

PRESIDENTE. C'è un silenzio che… no, adesso non esageriamo, su, onorevole Gnassi, le condizioni sono ottimali, mi creda, abbiamo il vento in poppa, la prego.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Va bene, accetto la battuta, Presidente, però…

PRESIDENTE. Non è una battuta.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). …lei richiami, per favore.

PRESIDENTE. Ma non li devo richiamare, onorevole, la prego, vada avanti.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Dicevo, noi auspichiamo che le discussioni di questi giorni sulle richieste e sui bisogni degli enti locali, e su una parte di questo sistema istituzionale italiano, possano essere rivedute, possano essere accolte e possano essere valutate. Perché, vede, Presidente, i comuni escono da un periodo drammatico: la lotta al COVID prima, il lavoro e l'economia oggi, colpiti dalla crisi energetica, la guerra, la situazione internazionale, il caro bollette, i costi energetici.

Stiamo parlando, Presidente, di un pacchetto di proposte e di emendamenti trasversali, puntuali, chirurgici. E al netto delle quantificazioni delle risorse ascrivibili alle richieste degli enti locali, tanto o poco che siano, il punto è che si poteva e doveva guardare a questo pezzo di Paese, a questo pezzo di Stato, a questo pezzo di Nazione, a questo pezzo, sì, di Patria, perché è quella più esposta sulla frontiera dei bisogni. Stiamo parlando di comuni che si occupano di asili, di scuole, di coloro che non arrivano non a fine mese, ma a fine settimana. Ebbene, il testo della legge di bilancio in sede parlamentare non accoglie nessuna richiesta fondamentale posta dai comuni. Si abbandona il percorso di riallineamento della capacità di spesa corrente dei comuni, in un momento di grande difficoltà sul fronte energetico. Non sono stabilizzate le risorse del 2022 per i piccoli comuni. Non viene abolito l'inutile taglio di 100 milioni. Non sono rinnovate le facilitazioni nell'uso delle risorse proprie, provenienti ad esempio da concessioni edilizie, da multe o da giuste alienazioni, che hanno permesso quest'anno il mantenimento degli equilibri finanziari di molti enti locali. Non c'è alcuna risposta sulle giuste istanze di sostegno che provengono dai comuni capoluogo di provincia, che hanno intrapreso un impegnativo percorso con gli accordi per il risanamento finanziario. Stiamo parlando del famoso errore dell'inciampo, dell'incidente…

PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Prego.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Può essere un inciampo, può essere un incidente, ma il tema rimane e oggi una luce si è accesa sul tema degli enti locali. Bene, di fronte agli 8 mila comuni italiani che parlano con servizi e risposte a milioni di bisogni, io chiedo a questa maggioranza e al Governo se ci si sente in grado di dire che tutto ciò che è possibile accettare, al massimo, è una raccomandazione. Credo che non sia possibile, che non sia serio. E mi dispiace anche sottolineare, Presidente, e finisco, che è chiara l'intenzione, la scelta politica che avete fatto, perché è brutto fare una battuta su ciò che avete deciso e ciò che avete deciso di non accogliere. Ma c'è un dato, tra gli altri, che emerge agli occhi. Come potete spiegare che passa, in questo Parlamento, una norma, il lodo Lotito, la “salva pastrocchi e debiti” di società calcistiche, che, sì, i debiti e i pastrocchi li hanno fatti, e che vale circa 890 milioni, e dite “no” ai comuni italiani (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) che sono sulla frontiera dei bisogni. Non solo per quell'emendamento su cui siete caduti e avete inciampato di 450 milioni, cosa diciamo ai comuni? Che vale più la “salva pastrocchi” del lodo Lotito, piuttosto che i loro bisogni? Beh, di fronte a questo, credo che vi dobbiate assumere la responsabilità di assumere impegni seri e concreti. Non l'avete fatto con questa manovra, sarete per forza costretti, per non far saltare un pezzo di Paese, a farlo nelle prossime settimane (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/50 Gnassi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 47).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/51 Schlein, su cui c'è un parere favorevole con riformulazione. La accetta, onorevole Schlein?

ELLY SCHLEIN (PD-IDP). Grazie, Presidente. No, rifiuto questa richiesta di riformulazione e vi spiego volentieri perché. Questo è un ordine del giorno, colleghe e colleghi, che tratta di povertà educativa e impegna il Governo a cose molto semplici: impegna il Governo a contrastare le diseguaglianze, ad esempio, investendo nei servizi educativi, culturali e di socialità, per le bambine e per i bambini. Questo grande investimento nelle infrastrutture sociali ed educative del Paese serve, anzitutto, a contrastare le diseguaglianze nei primi anni di vita e serve a prevenire, quindi, la dispersione scolastica; serve anche, però, perché sono strumenti fondamentali di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e di supporto alle famiglie; e serve perché, lo sappiamo, in una società patriarcale il carico di cura grava sproporzionatamente sulle spalle delle donne. Quindi investire in questi servizi vuol dire liberare il tempo e il potenziale occupazionali delle donne e creare lavoro di qualità nei servizi.

Io non credo che questi siano impegni che questo Governo non è in grado di assumere. Non ci voglio credere! E voglio dirvi che l'impegno che si chiede in questo ordine del giorno è semplicemente di incrementare le risorse sui servizi educativi, sociali e culturali per l'infanzia, così come quelle già stanziate nel decreto-legge n. 73 del 2022, all'articolo 39, che riguarda le iniziative dei comuni e del terzo settore per il benessere dei minori. Ora, seriamente, il Governo non può modificare il parere su questo ordine del giorno?

Gli ultimi dati Istat ci dicono che, purtroppo, nel nostro Paese più di un quarto della popolazione è a rischio di povertà, 2 milioni di famiglie già versano in povertà assoluta. Quindi io vi chiedo: non è più il momento di valutare l'opportunità, è il momento di intervenire, perché già questa è una manovra contro i poveri. Vi prego almeno di non prendervela con le bambine e con i bambini (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonetti. Ne ha facoltà.

ELENA BONETTI (A-IV-RE). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere questo ordine del giorno, che conferma un impegno, tra l'altro, a cui l'intero Parlamento, ricordo, nella scorsa legislatura si era dedicato: dare un sostegno forte e incisivo. In particolare, ricordo le prime misure nel dopo pandemia, per la riapertura dei centri estivi, l'investimento per i comuni, che lo scorso anno è stato confermato con le risorse proprie del Dipartimento per le politiche per la famiglia. Io, onestamente, mi stupisco di come la Ministra Roccella e questo Governo non abbiano voluto prolungare un impegno di questa natura. E altrettanto mi permetta anche di stigmatizzare il fatto che le uniche misure sulle quali si interviene per il tema di donne con i figli, sono quelle per aiutare le donne a uscire.

Il tema del figlio è legato all'uscita dal mondo del lavoro, e non c'è alcuna misura che va, invece, a prorogare le significative e non ancora compiute misure, perché c'è una legge da attuare, lo attendiamo entro il 12 maggio del 2023, per aiutare le donne che hanno avuto figli a rimanere nel mondo del lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Partito Democratico ha esaurito i tempi previsti per il contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari ad un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Solo per sottoscrivere a nome mio e di tutto il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/51 Schlein, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 48).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/52 Madia, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Madia. Ne ha facoltà.

MARIA ANNA MADIA (PD-IDP). Presidente, grazie. Non accetto questo accoglimento come raccomandazione e chiederei attenzione al Governo. In particolare, ci sono esponenti del Governo che conosco personalmente e so - vedo la Sottosegretaria Bellucci - che sono sensibili a questo tema. Come l'ordine del giorno precedente, anche in questo ordine del giorno noi ci occupiamo dei bambini. Ancora troppi bambini in Italia non hanno un pasto proteico al giorno. Tra i bambini che accedono alle mense scolastiche ci sono delle disparità inaccettabili, non solo tra Nord e Sud, ma anche negli stessi territori, perché le mense scolastiche dipendono dai comuni. E per combattere la povertà alimentare basta assicurare un pasto equilibrato e proteico al giorno ad ogni bambino. Per questo le mense scolastiche sono una precondizione per le uguaglianze di opportunità all'apprendimento, ma anche alla salute. Come diceva la collega Schlein prima di me, noi assistiamo sempre di più alla triste constatazione per cui, quando le penalizzazioni arrivano ai bambini, poi difficilmente c'è una reversibilità nel percorso di vita futuro. Per questo chiedo al Governo che si cambi il parere su questo ordine del giorno, e non solo, che successivamente, tempestivamente, si agisca con un provvedimento normativo affinché si fissino dei livelli essenziali di prestazione su tutto il territorio nazionale che assicurino che ci siano delle mense scolastiche per tutti i bambini del nostro territorio e affinché si assicuri che i comuni abbiano poi le risorse per attuare questi livelli essenziali di prestazione. È un aspetto importante, un aspetto che deve essere condiviso, un aspetto che non merita di essere accolto come raccomandazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. L'onorevole Boschi chiede di sottoscrivere l'ordine del giorno.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/52 Madia, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione. Scusate, revoco l'indizione della votazione perché il Governo chiede di intervenire. Prego.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Alla luce di alcune riflessioni, è possibile fare una proposta di riformulazione attraverso un accoglimento con la formula “valutare la possibilità di”. Questo per una sensibilità sicuramente sul tema. Ricordo che noi avevamo accolto con raccomandazione, ma ovviamente qui c'è l'incremento di un fondo che è piuttosto sostanzioso, quindi è necessario comunque valutare l'opportunità di ed eventualmente inserire anche la compatibilità con i problemi di finanza pubblica. Questa è una riformulazione che ci sentiamo di proporre.

PRESIDENTE. Onorevole Madia?

MARIA ANNA MADIA (PD-IDP). No, Presidente, penso che o c'è l'impegno (Commenti)

PRESIDENTE. Per favore, colleghi.

MARIA ANNA MADIA (PD-IDP). …immediato su questo, anche perché non possiamo…

PRESIDENTE. Onorevole Madia, è chiaro, lei non accetta la riformulazione e ha già spiegato le sue motivazioni. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Solo per dire che sono onorato di sottoscrivere a nome mio e del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/52 Madia, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 49).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/53 Peluffo, con il parere contrario del Governo.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Peluffo. Ne ha facoltà.

VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Visto il parere contrario espresso dal Governo, intervengo per chiedere al Governo di rivedere il parere, altrimenti, se ciò non accadesse inspiegabilmente, Presidente, le chiedo poi di poterlo mettere in votazione. I contenuti di questo ordine del giorno sono conosciuti dal Governo perché erano ricompresi in un emendamento, il 51.4, che è stato discusso in Commissione. Riguarda l'ammortamento dei costi dell'energia per le imprese. Si tratta, in buona sostanza, di un'ulteriore azione di sostegno delle imprese. Non ha oneri per il bilancio dello Stato ed è stato redatto nel confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria.

Onorevole Sottosegretario, l'impegno che si chiede al Governo, vista l'eccezionalità della situazione, è quello di consentire alle imprese, in deroga a quelli che sono i principi contabili nazionali ed internazionali, nella redazione dei bilanci di esercizio a dicembre 2022 e 2023, che possano qualificare, come onere pluriennale iscritto nell'attivo di bilancio di esercizio ammortizzabile in dieci quote annuali di pari importo, il costo relativo all'acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata. Si tratta di questo, e, onorevole Sottosegretario, trattandosi di un ordine del giorno, e quindi di un atto di indirizzo, sinceramente non comprendo il motivo della contrarietà (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/53 Peluffo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 50).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/54 Piccolotti. Ha chiesto di parlare l'onorevole Piccolotti. Ne ha facoltà.

ELISABETTA PICCOLOTTI (AVS). Grazie, Presidente. Devo necessariamente rifiutare la proposta di riformulazione e ora spiego anche molto brevemente perché. Il Governo mi chiede di sostituire alla parola: “impegna” le parole: “impegna a valutare”, tuttavia francamente non comprendo bene che cosa il Governo dovrebbe valutare, perché l'ordine del giorno prevede alcuni impegni molto semplici, molto chiari e molto comprensibili che riguardano il potenziamento degli asili nido, dei posti in asili nido e la gratuità degli asili nido, soprattutto per le famiglie a medio e basso reddito. Ora, se il Governo deve valutare questi impegni, credo che avrebbe dovuto prima valutare il programma su cui si è impegnato con gli elettori (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), perché al punto 5 del programma di centrodestra c'è scritto: piano di sostegno alla natalità, prevedendo anche asili nido gratuiti.

Allora, Sottosegretario, le chiedo gentilmente di rivedere questo parere perché valutare il vostro programma dopo le elezioni è abbastanza ridicolo. Avreste dovuto, per l'appunto, valutarlo prima, e mi auguro che in questi cinque anni farete ciò che avete promesso. Naturalmente, noi di Alleanza Verdi e Sinistra su questo specifico punto degli asili nido ad ogni finanziaria e ad ogni occasione vi ricorderemo che l'asilo nido gratuito è un diritto di tutti i bambini italiani e anche dei bambini non italiani che vivono sul nostro territorio (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/54 Piccolotti, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 51).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/55 Zanella, accolto come raccomandazione, che accetta. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/56 Furfaro. Ha chiesto di parlare l'onorevole Furfaro. Ne ha facoltà.

MARCO FURFARO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo al Governo di modificare il suo parere contrario. Penso sinceramente sia un errore, perché non capirei questo parere dopo aver assistito, per anni, alla retorica degli italiani da difendere, dei padri e delle madri di famiglia che vivono in auto senza che la politica se ne prenda cura. E ora chiediamo una norma di puro buon senso, che ha il favore della Federazione nazionale degli ordini dei medici, della pubblica assistenza, del volontariato, che non comporta impegni di spesa, ma risparmi, una norma che sana un'ingiustizia terribile, cioè ripristina il fatto che alle persone che perdono il lavoro, perdono la casa, quindi perdono la residenza venga data la possibilità di essere iscritte negli elenchi degli assistiti delle ASL, ripristinando, quindi, il loro diritto ad avere un medico di base. Sono persone che finiscono in strada, non hanno più una dimora, sono padri separati, lavoratori licenziati, imprenditori falliti, pensionati al minimo, che non vivono quindi…Presidente, mi scusi, stiamo parlando di 60 mila italiani che in questo momento stanno vivendo sotto un ponte, se siete così cortesi, colleghi, da ascoltare…

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, mi raccomando. Prego, onorevole Furfaro.

MARCO FURFARO (PD-IDP). Grazie. La legge che aveva istituito il Servizio sanitario nazionale prevede la residenza e, senza la residenza, non ci si può iscrivere. Mi si potrebbe obiettare che la residenza è un diritto di tutti i cittadini italiani, certamente. In realtà, purtroppo, molti comuni la negano alle persone senza dimora e alle persone povere con le più disparate motivazioni. Oggi, in base all'ultimo censimento Istat, le persone senza dimora sono raddoppiate: 7 anni fa erano 50 mila, adesso - con il COVID, le disuguaglianze che aumentano, la pandemia - sono 100 mila, 60 mila sono italiani, 60 mila italiani che diventano fantasmi, invisibili. Padri separati, lavoratori licenziati: a queste persone lo Stato nega l'assistenza sanitaria.

Da anni, associazioni di volontariato, laiche e cattoliche, tra cui Avvocato di strada, Piazza Grande, Caritas, Sant'Egidio e tante altre, portano avanti questa battaglia per garantire a queste persone la possibilità di curarsi. L'ingiustizia è talmente evidente che due regioni - Emilia-Romagna e Puglia - hanno legiferato e tante altre ne stanno discutendo. La cosa più paradossale, caro Governo, è che sanare questa ingiustizia comporterebbe un notevole risparmio, perché non solo prevenire le malattie costa meno che curarle, ma un medico di base ci costa 80 euro l'anno a persona, un solo accesso al pronto soccorso costa, in media, 250 euro.

Con questo ordine del giorno abbiamo chiesto di riparare a un torto che, fino ad oggi, è stato fatto a chi è più povero. Avere un medico per queste persone significherebbe sentirsi di nuovo cittadini e sanare questa ingiustizia significherebbe affermare che il diritto alla salute non è subordinato al censo. “La Repubblica” - e ho chiuso - “tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”: è la vigilia di Natale, per una volta, per una santa volta, non vi chiedo un regalo di Natale, ma di onorare l'articolo 32 e la Costituzione sulla quale avete giurato. Proviamo insieme, oggi, a dare un segnale: vi chiedo per questo un parere favorevole per dimostrare che la vita degli italiani in difficoltà vi sta veramente a cuore (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Il Governo non chiede di intervenire. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Solo per sottoscrivere, per cortesia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Per sottoscrivere? Su cosa?

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere e per intervenire, visto che ho ancora due ordini del giorno e questo è uno di questi. Ricordo bene le telefonate durante le fasi più difficili della crisi pandemica con le operatrici del sociale, con chi lavorava a stretto contatto con i senza fissa dimora, senza dispositivi di sicurezza e senza la possibilità di dire “restate a casa”. Ecco, c'è chi vuole gli invisibili ancora più invisibili, fuori dal centro, e chi, come noi, con questa proposta, vuole rimettere al centro i diritti umani, gli ultimi, i dimenticati della società. Do una notizia a Fratelli d'Italia, a Forza Italia, alla Lega: questa proposta l'avete già votata in Piemonte, è a mia prima firma, e sapete che è una scelta - perché immagino che la condividiate - che fa solo risparmiare risorse pubbliche, perché coloro che sono senza fissa dimora non è che non godano della sanità pubblica: ne godono all'ultimo, nei nostri pronto soccorso, per i servizi Boa che riportano queste stesse persone in caso di emergenza. Noi vi chiediamo di andare oltre un principio. Ci sono tantissime città italiane che semplicemente prevedono luoghi virtuali dove iscrivere questi residenti virtuali. Noi vi diciamo, invece, di far sì che siano i servizi sociali a segnalare questa possibilità e a metterle nelle cosiddette case di comunità. Noi sosteniamo il fatto che un medico di medicina generale vada dato a ogni senza fissa dimora. Sono spesso cittadini italianissimi, che hanno perso il lavoro e, poi, la famiglia e, poi, la dignità. Vi chiedo di ripensarci, perché da questo deriva un principio universale: quello per cui la sanità nazionale deve essere per tutti, anche per chi ha perso il lavoro, anche per chi ha perso la casa (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/56 Furfaro, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 52).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/57 Zaratti. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, in queste settimane, nel Paese si è parlato tanto di un argomento: dell'autonomia differenziata. Se ne è parlato nella Conferenza Stato-regioni, se ne è parlato sui giornali, se ne è parlato in alcuni opportuni incontri che il Ministro Calderoli ha fatto con alcuni presidenti di regione in giro per l'Italia. Se ne è parlato un po' dappertutto meno che in quest'Aula, meno che in Parlamento. E opportunamente non se ne è parlato, perché l'intento del Governo, l'intento di questo Governo, l'intento del Ministro Calderoli è quello di espropriare il diritto e il dovere di questo Parlamento di affrontare uno degli argomenti più importanti che si sono affacciati all'inizio di questa legislatura. L'autonomia differenziata, infatti, non è soltanto uno dei soliti provvedimenti a favore delle regioni, non è una delle solite marchette che si fanno nei confronti delle regioni, ma mette in discussione un elemento fondamentale, quello dell'unità del Paese, su questioni fondamentali che riguardano la sanità, che riguardano il sistema scolastico, questioni che riguardano i diritti fondamentali dei cittadini.

E, allora, in questa occasione della legge di bilancio, si è inserito un articolo che vuole creare una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio per definire i livelli essenziali delle prestazioni. Questo è assolutamente inaccettabile. La discussione sui livelli essenziali delle prestazioni deve avvenire in Parlamento, perché lì è in discussione la vera unità del Paese, cioè l'unità dei diritti di tutti i cittadini, di tutte le regioni, i diritti sociali, i diritti civili. Per questo, noi abbiamo presentato questo ordine del giorno. Guardi, Presidente, io non chiedo di rivedere il parere, perché mi rendo conto che è in atto un attacco vero all'unità del Paese.

È in atto un attacco vero al Parlamento, perché lo espropria del diritto di discutere di una questione fondamentale, ovvero del livello e dell'organizzazione istituzionale del nostro Paese. È paradossale, infatti, che il Ministro competente, il Ministro che porta avanti questa discussione, sia il Ministro degli Affari regionali e non, invece, il Ministro per le Riforme istituzionali. Stiamo parlando di quale futuro avrà il nostro Paese, se le regioni del nostro Paese saranno tutte uguali nel prossimo futuro, se i cittadini nati nel Mezzogiorno d'Italia e nati nel Nord Italia avranno gli stessi diritti e le stesse opportunità.

È per questo che io capisco il motivo per cui non cambiate il vostro parere, perché l'intento che state portando avanti è quello di subire, per l'ennesima volta, il ricatto di un piccolo partito del Nord, della Lega: è inaccettabile. La discussione sull'autonomia differenziata e sui livelli essenziali di prestazioni deve avvenire in Parlamento. Questo è quello che noi chiediamo e che continueremo a chiedere nei prossimi giorni (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/57 Zaratti, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 53).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/58 Gusmeroli è accolto.

Prima di passare all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/59 dell'onorevole Fratoianni, invito i delegati d'Aula e i capigruppo a riflettere sul fatto che abbiamo completato un quarto degli ordini del giorno presentati (Applausi). Le intese nella Conferenza dei presidenti di gruppo di ieri prevedevano che alle ore 6 avremmo dovuto terminare i nostri lavori. La tabella di marcia in questo caso è molto rallentata, quindi, invito i gruppi a incontrarsi e parlarsi per verificare se possiamo mantenere quella tabella di marcia, perché, così, Betlemme è molto lontana.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/59 Fratoianni, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 54).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/60 Letta è accolto. Ha chiesto di parlare, per il Governo, il sottosegretario Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Chiedo scusa, prendo la parola per precisare che l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/60 Letta viene accolto, in quanto la proroga del periodo di attività della commissione tecnica, relativa al Fondo indennizzo risparmiatori, è già presente nel decreto Milleproroghe fino al 30 giugno 2023. Pertanto, viene accolto in quanto già inserito in un atto del Governo.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno 9/643-bis-AR/61 Merola ha un parere favorevole con riformulazione: è accolta. Ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/62 Pretto e n. 9/643-bis-AR/63 Fabrizio Rossi: accolti.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/64 Mari, con parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mari. Ne ha facoltà.

FRANCESCO MARI (AVS). Grazie, Presidente. In realtà non sono affatto stupito della scelta del Governo di non accogliere il mio ordine del giorno. L'articolo 64 della legge di bilancio, ha una caratteristica: non ha niente di inedito, niente di sperimentale, niente che debba essere sottoposto a verifica. Quindi, qui, nella descrizione, nel mio ragionamento, non è possibile utilizzare la retorica del “non sapete cosa state facendo, non vi rendete conto degli effetti di ciò che state decidendo!”. Voi sapete benissimo quello che state facendo, per un motivo molto semplice. Voi, il Governo e la maggioranza, reintroducete questo strumento dopo che è stato ampiamente sperimentato, dopo che ha dato già in passato i suoi frutti avvelenati, dopo che ha prodotto i suoi effetti, dopo che questi effetti sono stati analizzati e, sulla base di tali dati, i rappresentanti dei lavoratori ne hanno chiesto l'abolizione fino a raccogliere oltre un milione di firme. Quindi, poi, il referendum abrogativo non si è tenuto, perché è stata decisa la sostanziale soppressione della misura.

Le conseguenze e gli effetti dei voucher sono tutti lì, non c'è assolutamente da vaticinare, non c'è da fantasticare. Sono scritte nero su bianco: sono scritte nel report del Ministero del Lavoro, datato marzo 2016, sono scritte nell'analisi fatta dall'Ufficio parlamentare di bilancio nell'aprile 2017 e, poi, nel report statistico fatto dall'INPS nel 2020. Secondo loro - non secondo noi - i limiti e i difetti di questa misura risiedevano essenzialmente: nel precarizzare i rapporti di lavoro di donne e giovani formati, che in quanto tali avrebbero potuto aspirare a inquadramenti più consoni alle loro competenze; nel fatto che, nonostante i tetti ai compensi, una quota consistente di prestatori di lavoro restava confinata nell'universo dei voucher senza possibilità di emancipazione; nella sostituzione di rapporti di lavoro dipendente o parasubordinato preesistenti; infine, incidendo negativamente sulle percentuali di lavoro non regolato dai contratti collettivi nazionali. Ma sono proprio questi limiti, questi difetti, che vi interessano e vi stanno a cuore, tant'è vero che avete provato e riprovato più volte a reintrodurre i voucher con diverse proposte di legge.

Tra l'altro, tali conseguenze della norma che reintroducete con la finanziaria, non sono neanche proporzionate alle misure che avete e alla quantità. Infatti, il raddoppio dell'importo consentito in riferimento agli utilizzatori, cioè ai datori di lavoro, l'ampliamento delle caratteristiche delle imprese che utilizzano i voucher, fino a dieci dipendenti, e l'ampliamento della tipologia dei lavori, in realtà, produrranno quello che voi vi aspettate e, per questo, esprimete il parere negativo e non accogliete la nostra proposta.

Quando i voucher sono stati utilizzati, sono passati da 24.800, nel 2008, a oltre un milione di utilizzatori, nel 2016. Voi vi aspettate che almeno 3 milioni di lavoratori, molti di questi dell'agricoltura, arriveranno ad essere regolati con questo strumento, perché non è soltanto una forma di pagamento, ma è una forma di regolazione dei rapporti di lavoro. Per questo avete rifiutato di accogliere un ordine del giorno, che semplicemente chiedeva una relazione trimestrale alle Commissioni competenti. Come è stato già detto, fate il contrario di quanto si è fatto in Spagna dove, invece, la cancellazione di forme di contratto precario ha determinato un più 238 per cento di lavoro regolare, a tempo determinato e indeterminato. Questo Paese va speditamente nella direzione opposta (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/64 Mari, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 55).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/65 Rotelli è accolto. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/66 Amendola. Ha chiesto di parlare l'onorevole Amendola. Ne ha facoltà.

VINCENZO AMENDOLA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accolgo la raccomandazione, però è un caso abbastanza risolvibile, ci vogliono trenta secondi, Sottosegretaria Albano. Infatti, questo ordine del giorno è uguale al n. 9/643-bis-AR/112 e i punti del dispositivo sono gli stessi. Parliamo di dissesto idrogeologico, in Basilicata, a Maratea. I colleghi di Fratelli d'Italia Mattia e Caiata hanno scritto le stesse cose; anzi, li ringrazio perché citano un articolo approvato in legge di bilancio, a prima firma mia, sul dissesto idrogeologico. Sono uguali: io non chiedo equanime trattamento, ma sono uguali. Il dissesto idrogeologico, non dovrebbe dividerci: invece di essere accolto come raccomandazione, vi è un parere favorevole. Nel caso non fosse così, lei darebbe anche parere contrario allo stato di emergenza, che è la logica conclusione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/112. Quindi, io chiedo di accantonare il mio ordine del giorno oppure di dare parere favorevole: è uguale al n. 9/643-bis-AR/112.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lomuti. Ne ha facoltà.

ARNALDO LOMUTI (M5S). Grazie, Presidente. Rileviamo che il Governo in questo caso, come diceva il collega Amendola, ha utilizzato criteri di valutazione diversi a seconda della provenienza della proposta (in questo caso parliamo di due ordini del giorno più che simili).

Detto questo, c'è un intero territorio, quello del comune di Maratea, che è totalmente paralizzato a causa di una frana che ha letteralmente spazzato via un'arteria di comunicazione importante, la strada statale n. 18. Qui, in quest'Aula, oggi noi portiamo non soltanto la voce di quei cittadini pendolari, che per raggiungere i comuni limitrofi per motivi di lavoro devono percorrere tragitti secondari, allungando tempo e percorso, ma qui riportiamo la voce di quelle associazioni e di quei comitati, soprattutto di imprenditori, che lavorano nel comparto del turismo - e l'economia di Maratea, definita la perla del Mediterraneo, si fonda in gran parte sul comparto del turismo - che stanno chiedendo alle proprie istituzioni lucane, compresi noi parlamentari lucani, di intervenire in maniera seria e concreta.

Detto questo, auspichiamo che l'ordine del giorno del collega Amendola venga accolto così come pronunciato, perché praticamente mette nero su bianco una di quelle richieste di questi imprenditori che riguarda proprio la dichiarazione dello stato di emergenza che è assente nell'ordine del giorno della maggioranza, che su questo tema ci sta abituando più a slogan che ad azioni concrete.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/66 Amendola, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 56).

Onorevole Grippo, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/67?

VALENTINA GRIPPO (A-IV-RE). Grazie, Presidente. Sì, è nostra intenzione accettare la riformulazione, ma vorrei chiedere al Governo una riflessione in merito alla riformulazione che viene proposta, perché è evidente che…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole. Se accetta la riformulazione bene; se non l'accetta, il Governo peraltro ha già fatto intendere che non intende riformulare in nessuna maniera. Quindi, se l'accetta bene, altrimenti votiamo o andiamo avanti. Prego.

VALENTINA GRIPPO (A-IV-RE). Stavo chiedendo al Governo di rivalutare il parere, semplicemente perché nella riformulazione si affermano due principi fondamentalmente…

PRESIDENTE. Allora, è in dichiarazione di voto. Prego.

VALENTINA GRIPPO (A-IV-RE). C'è la prima parte, nella quale si chiede di valutare l'opportunità di adottare iniziative, se ho bene inteso, e la seconda nella quale si sottopone il parere alla compatibilità con le risorse finanziarie e i vincoli di bilancio. Mentre sulla seconda parte, che pure non condividiamo perché, come è evidente, abbiamo presentato ordini del giorno affinché si destinassero da subito le risorse per sostenere le famiglie e le persone con disabilità nel pagamento delle bollette in questo momento così critico, possiamo anche capire la ratio che ci viene richiesta su un ordine del giorno, però sul resto non riusciamo a capire, anche alla luce delle dichiarazioni della Presidente del Consiglio e del Ministro per le Disabilità in merito all'aiuto che si intendeva dare alle famiglie con disabilità - ricordo la dichiarazione del 3 dicembre della Presidente Meloni, che diceva che da subito si sarebbe intervenuto con sostegni concreti - e ci chiediamo che cosa si intenda quando si dice che si vuole valutare l'opportunità di adottare iniziative. Il Governo ci ha riferito, in quest'Aula e in tutte le sedi, di essere fortemente intenzionato ad adottare iniziative per sostenere le persone con disabilità nel pagamento delle bollette. Quindi, se si può intervenire in questo senso, penso che possa essere più forte l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/67 Grippo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 57).

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/68 Ruffino c'è una riformulazione: va bene. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/69 Borrelli c'è una riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Chiedo se il Governo può rileggermi la riformulazione, gentilmente.

PRESIDENTE. Sottosegretaria Albano, ha, per cortesia, la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/69 Borrelli?

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. La riformulazione è: “a valutare l'opportunità di” ed espungendo le seguenti parole: “nel primo provvedimento utile”.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Borrelli? Intende intervenire?

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Non accetto la riformulazione e chiedo di votare l'ordine del giorno. Pensavo che il Governo fosse disposto diversamente, visto che la mia era una richiesta molto semplice. È stata approvata la proroga fino al 31 marzo 2023 per i lavoratori fragili, che sono circa 3,6 milioni di persone, del lavoro in smart working. Parliamo, ovviamente, di lavoratori che sono in chemio terapia, immunodepressi e portatori di disabilità. Quindi, la mia richiesta al Governo era una cosa molto semplice: non prorogare per tre mesi, come era già stato previsto, ma sino alla fine dell'anno. Non riesco a comprendere perché solo i primi tre mesi - e continuerò a battermi per i lavoratori fragili - e non comprendo qual è il motivo per cui non fare una proroga sino alla fine dell'anno per questo tipo di lavoratori, che sono persone in enorme difficoltà, e che, tra l'altro, si sono rivolti a tutti i deputati della Camera affinché il Governo prendesse in considerazione la possibilità di prorogare non fino al 31 marzo 2023 ma fino al 31 dicembre 2023. Non comprendo il motivo di valutare soltanto, mentre si poteva dare già un ok di massima. Per cui, chiedo anche ai colleghi di valutare questo tutti quanti assieme. Ovviamente, noi lo riproporremo anche nel Milleproroghe, perché mi sembra assurdo dare loro solo una proroga di tre mesi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/69 Borrelli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 58).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/70 Ubaldo Pagano, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ubaldo Pagano. Ne ha facoltà.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Solo per dire che non accetto la trasformazione in raccomandazione e chiedo che sia posto in votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/70 Ubaldo Pagano, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 59).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/71 Grimaldi, parere contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Intervengo per dare una bella notizia all'Aula: questo è il mio ultimo intervento (Applausi). Sapevo che vi avrei convinti almeno su questa prima parte, ma proverò anche a non dire le stesse cose che vi ho detto in Commissione.

Assenteismo, depressione e ansia hanno spesso un comune denominatore: lo stress da troppo lavoro. Ansia, depressione e mancanza di autostima hanno spesso un comune denominatore: lo stress da non lavoro. Vorrei, per una volta, non partire dai dati economici per raccontare il tema della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Io credo che una settimana di lavoro di quattro giorni potrebbe aumentare non solo la produttività ma farci entrare dentro quel paradigma del lavoro che non ci farebbe essere molto distanti dalla Germania e dalla Francia. Lavorare un numero eccessivo di ore costituisce una minaccia per il benessere psicofisico degli occupati e delle loro famiglie, oltre ad aumentare la probabilità di incidenti sul posto di lavoro, ma anche quelle pratiche che stanno venendo fuori soprattutto dopo la pandemia, quelle dimissioni di massa che in tutto l'Occidente rappresentano anche un punto dolente di quello che è lo stato del lavoro oggi.

Per noi è fondamentale garantire tempi veri di riposo, non solo, come le vacanze nel corso dell'anno, ma anche momenti di recupero accessibili regolarmente ogni settimana. Ecco, l'innovazione tecnologica può diventare un'occasione per migliorare la nostra qualità della vita, oppure lo strumento per far aumentare i profitti di pochi e la disoccupazione di molti. Per questo riteniamo si debba partire istituendo da subito un fondo per incentivare le imprese a sperimentare giornate settimanali di lavoro più brevi, senza intaccare appunto il reddito dei lavoratori, per arrivare a una legge che rivolga la misura alla generalità dei lavoratori e delle lavoratrici. Pensate che da gennaio oltre 70 mila lavoratori e lavoratrici di Intesa Sanpaolo potranno decidere se aderire alla settimana lavorativa corta. Se fosse passato il nostro emendamento questo tipo di sperimentazione potrebbe partire anche in Italia. Ecco, noi vi chiediamo di impegnarvi, intanto, a ripensare questo tema e a ripensare i contratti di solidarietà espansiva. Non vi stiamo chiedendo, come propone la nostra legge, di abbassare l'orario mediano da 38 a 36 ore…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

MARCO GRIMALDI (AVS). Non vi stiamo chiedendo un obbligo, stiamo parlando dell'istituzione di un fondo che può generare piena e buona occupazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/71 Grimaldi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 60).

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/72 Rampelli, n. 9/643-bis-AR/73 Caiata e n. 9/643-bis-AR/74 Milani sono tutti accolti. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/75 Zan, accolto come raccomandazione. Onorevole Zan, accetta? Bene.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/76 Stumpo, accolto come raccomandazione: accetta. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/77 Fornaro: accetta. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/78 Speranza: accetta. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/79 Iacono: parere favorevole. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/80 Pozzolo è accolto. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/81 Lucaselli è accolto. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/82 Del Barba: accetta.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/83 Boschi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boschi. Ne ha facoltà.

MARIA ELENA BOSCHI (A-IV-RE). Presidente, brevemente; l'ordine del giorno, non sto a illustrarlo nuovamente, ha un contenuto analogo a quello discusso in precedenza dall'onorevole Madia, su cui il Governo aveva avanzato delle perplessità, perché la collega Madia aveva indicato puntualmente delle cifre per l'integrazione del Fondo di solidarietà dei comuni e una percentuale da destinare al Mezzogiorno. Nel mio ordine del giorno, che è sostanzialmente sovrapponibile, non sono indicate cifre, quindi, potrebbe venire incontro alla richiesta del Governo avanzata nel precedente ordine del giorno e, quindi, chiedo al Governo un'ulteriore valutazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Possiamo cambiare il parere in favorevole.

PRESIDENTE. Parere favorevole, dunque, è accolto. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/84 Ghio, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.

VALENTINA GHIO (PD-IDP). Presidente, non accetto la raccomandazione e chiedo di porlo in votazione, dicendo che è un tema che riguarda milioni di persone e sul quale i sindaci hanno lanciato il grido di allarme. Pertanto, chiedo di metterlo in votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/84 Ghio, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 61).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/85 Barbagallo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Presidente, sarò telegrafico. Sono veramente sgomento per il parere del Governo. In Sicilia - lo dico per i colleghi che non conoscono la questione - a partire dal prossimo mese il costo delle bollette per il mercato di salvaguardia aumenterà di venti volte per oltre 200 comuni e per circa 13 mila clienti del mercato di salvaguardia, si tratta di aziende pubbliche e private. Ci aspettavamo una risposta diversa, soprattutto dopo le coperture consistenti all'emendamento salvacalcio. Credo che fossero diverse le scelte che doveva fare il Governo. Ci aspettiamo un ripensamento del Governo prima di metterlo ai voti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cantone. Ne ha facoltà.

LUCIANO CANTONE (M5S). Presidente, intervengo per sottoscrivere l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/85 Barbagallo.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/85 Barbagallo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 62).

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/86 Morassut e n. 9/643-bis-AR/87 Bakkali sono accolti. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/88 Curti è accolto come raccomandazione, sempre con la condizione che sia riformulato espungendo: “in un prossimo provvedimento”. Onorevole Curti, accetta?

AUGUSTO CURTI (PD-IDP). No, Presidente. Non accetto la raccomandazione e chiedo al Sottosegretario la possibilità di rivedere il parere in favorevole per le motivazioni che lei conosce. Lo dico in maniera veramente molto telegrafica: l'ordine del giorno è un impegno nei confronti del Governo per mettere a disposizione più risorse per le comunità colpite dall'alluvione nella regione Marche. Quindi, credo che possa essere accolto, altrimenti chiedo che venga messo in votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/88 Curti, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 63).

Gli ordini del giorno nn. 9/643-bis-AR/89 Montemagni, 9/643-bis-AR/90 Pizzimenti, 9/643-bis-AR/91 Zinzi, 9/643-bis-AR/92 Benvenuto, 9/643-bis-AR/93 Cavandoli, 9/643-bis-AR/94 Dara, 9/643-bis-AR/95 Mantovani e 9/643-bis-AR/96 Caretta sono accolti.

Passiamo all'ordine del giorno 9/643-bis-AR/97 Casu, con il parere contrario del Governo. Cosa intende fare, onorevole Casu?

ANDREA CASU (PD-IDP). Chiedo solamente in un minuto, veramente, al Governo di valutare se cambiare parere. Stiamo chiedendo un passaggio molto importante, a lungo atteso, per oltre 30 mila idonei non vincitori tra funzionari e assistenti del concorso RIPAM; c'è un tema di scorrimento di graduatorie che può essere la risposta al bisogno di nuove energie e competenze della pubblica amministrazione. In parte, in questa legge di bilancio, in questa manovra, si affronta questo tema per alcuni comparti, noi chiediamo che venga affrontato per tutta la pubblica amministrazione. Veramente, io penso che sarebbe un errore continuare a tenere chiusa in un cassetto una generazione di esperienze e di competenze pronte a contribuire al rinnovamento della pubblica amministrazione.

PRESIDENTE. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/97 Casu, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 64).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/98 Pastorino, accolto come raccomandazione. Onorevole Pastorino va bene? Non c'è. L'onorevole Magi dice di sì, quindi è accolto. L'onorevole Fassino vuole intervenire? Ha detto no, bene. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/99 Porta, accolto come raccomandazione. Onorevole Porta? Va bene.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/100 Di Biase, accolto come raccomandazione. Fatemi un cenno, per favore. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Biase. Ne ha facoltà.

MICHELA DI BIASE (PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo alla sottosegretaria di rivedere il suo parere; siamo rimasti positivamente colpiti dall'istituzione del Fondo per i piccoli comuni e abbastanza scioccati, invece, da quelle che sono le risorse messe a disposizione: 10 milioni di euro per il 2023, divisi per 4 mila comuni. Parliamo di un importo di 2.500 euro a comune. All'inizio pensavo fosse un refuso, invece abbiamo preso contezza del fatto che corrispondesse al vero e che questo è l'importo che intendete stanziare. Quindi, chiediamo che venga rivisto e implementato il fondo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire, quindi passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/100 Di Biase, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 65).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/101 D'Alfonso. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alfonso. Ne ha facoltà.

LUCIANO D'ALFONSO (PD-IDP). Presidente, intervengo per essere utile al Governo e per favorire un voto di sostegno da parte dell'Aula su un'iniziativa parlamentare che pone il tema dell'impignorabilità della macchina per recarsi a lavorare e della macchina per andare nel luogo di cura. Ci sono almeno tre norme, che fanno parte dell'ordinamento, che inducono ad avere un'istruttoria favorevole rispetto a questo ordine del giorno.

C'è una norma che ci guida tutti: è l'articolo 38 della Costituzione, secondo comma. C'è una norma vicina all'attività parlamentare che noi stiamo coltivando ed è l'articolo 21-bis del decreto Aiuti che fa in modo di rendere addirittura impignorabile una serie di elementi riguardanti lo svolgimento delle attività quotidiane della vita. Addirittura, siamo arrivati anche a concepire, giustamente e doverosamente, l'impignorabilità della pensione da mille euro. Se questo è, come conquista di una capacità di copertura da parte del nostro ordinamento sociale, non possiamo non contemplare il diritto di coloro i quali vivono la sofferenza ed il dolore quando si devono recare nel luogo della cura o di coloro i quali, per adempiere ai doveri contrattuali sottoscritti e recarsi nel luogo di lavoro, hanno come unico mezzo di spostamento la macchina.

Su questo allora chiedo che si apra una riflessione, un dossier. L'ordine del giorno punta ad insediare il nodo, il tema nel dossier del Governo, nelle attività degli organi del Parlamento che hanno la prevalente competenza. Solo la contrarietà descrive o minimalismo o sciatteria di lettura, tenendo conto proprio dell'insediamento nell'ordinamento italiano di norme favorevoli rispetto a questo.

Allora, chiedo al delegato del Governo di fare una riflessione in più e chiedo al Parlamento di concentrarsi nel cogliere la direzione di marcia di questa iniziativa parlamentare. Per questo sono intervenuto e per questo mostro la mia contrarietà rispetto alla posizione del Governo e il mio indirizzo rispetto al Parlamento affinché riveda il pronunciamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire. Quindi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/101 D'Alfonso, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 66).

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/102 Foti, n. 9/643-bis-AR/103 Morgante e n. 9/643-bis-AR/104 Vietri sono accolti.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/105 Mancini. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mancini. Ne ha facoltà.

CLAUDIO MANCINI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Io non chiedo al Governo di ritirare il parere contrario. Chiedo soltanto al Ministro Giorgetti di tenere a mente la questione che è emersa chiaramente nelle audizioni in Commissione bilancio da parte delle forze sindacali e di Confindustria, e cioè il rischio che nei prossimi mesi l'alta inflazione porti ad un recupero salariale che sarebbe vanificato dal fatto che una parte di lavoratori dipendenti potrebbe passare allo scaglione fiscale superiore al momento dell'aumento salariale. Questo fenomeno (che negli anni Ottanta era noto e una legge del 1989 affrontava tale questione), è conosciuto con il termine di drenaggio fiscale. L'ordine del giorno impegnerebbe il Governo a valutare dei meccanismi di recupero per i lavoratori che dovessero, negli adeguamenti salariali, passare di scaglione e quindi vedere vanificato il beneficio dell'aumento salariale per l'aumento della tassazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/105 Mancini, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 67).

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/106 Carfagna il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/107 Gadda è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/108 Caramanna il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/109 Stefanazzi il parere è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Stefanazzi. Ne ha facoltà.

CLAUDIO MICHELE STEFANAZZI (PD-IDP). Molto brevemente, Presidente. Il decreto Crescita aveva l'obiettivo di riprogrammare le risorse FSC e aveva individuato nel 31 dicembre 2021 il termine perché potessero sorgere obbligazioni giuridicamente vincolanti. Questo termine poi è stato prorogato dalla legge n. 87 del 2021 e ulteriormente dalla legge n. 91 del 2022. Tuttavia, il nuovo comma 7-bis dell'articolo 44 di tale legge ha previsto che la dimensione dell'intervento sia superiore a 25 milioni di euro. L'ordine del giorno mirava esclusivamente a equiparare allo stesso termine anche gli interventi al di sotto dei 25 milioni di euro che, come è noto, sono quelli di interesse dei piccoli centri, dei comuni e di tutte quelle aree per cui questi interventi finanziari del FSC sono fondamentali e incidono in maniera determinante sulle sorti di quei territori. Tutto questo nell'assoluto silenzio da parte del Governo rispetto alle sorti del nuovo ciclo di programmazione FSC.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/109 Stefanazzi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 68).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/110 Tabacci. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.

BRUNO TABACCI (PD-IDP). Grazie, Presidente. L'ordine del giorno è chiaro e anche la posizione del Governo. Quindi, è meglio votarlo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/110 Tabacci, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 69).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/111 De Luca. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

PIERO DE LUCA (PD-IDP). Presidente, davvero in poche battute. Questo ordine del giorno tocca uno dei profili di maggiore criticità che abbiamo rilevato in queste settimane e in questa legge di bilancio. Mai nella storia della Repubblica si era vista una legge di bilancio che dimenticasse completamente il Mezzogiorno - come voi avete fatto - nel testo varato dal Consiglio dei Ministri. È un vero e proprio scempio contro il quale ci siamo battuti con forza, prevedendo modifiche che sono state introdotte attraverso un emendamento, poi divenuto patrimonio comune di tutte le forze parlamentari, che ha consentito di dare sostegno agli investimenti nel Mezzogiorno e nelle zone ZES. Sono le uniche misure sulle quali siamo riusciti a intervenire per modificare una legge di bilancio che dimenticava completamente il Mezzogiorno.

Ovviamente questo non basta perché avete rigettato invece alcune proposte emendative - che oggi riproponiamo almeno sotto forma di ordine del giorno - all'articolo 143 che riguarda la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. Il testo propone, come voi sapete bene, una cabina di regia tecnica, l'adozione dei fabbisogni e dei costi standard dei LEP attraverso DPCM e risorse limitate a quelle attualmente vigenti. Ovviamente si tratta di una previsione fortemente sbagliata perché cristallizza i divari esistenti e non consente di recuperare invece le diseguaglianze e i ritardi per i quali dobbiamo lavorare e impegnarci tutti, per difendere l'unità e la coesione nazionale.

Da questo punto di vista, l'articolo 143 rientra pienamente nell'ambito di un'impostazione che voi avete di un'autonomia differenziata che spacca il Paese, rispetto alla quale noi ci siamo opposti e continueremo a opporci con forza nelle prossime settimane. È una proposta di autonomia irricevibile e incostituzionale. Per questo vi chiediamo di prestare attenzione a quello che abbiamo indicato nell'ordine del giorno, cioè prevedere che nella definizione dei costi e fabbisogni standard dei LEP siano previste risorse adeguate, non a cristallizzare le diseguaglianze, ma a ridurre i divari esistenti.

Il secondo elemento, al quale mi pare strano che il Parlamento possa opporsi, è quello di coinvolgere il Parlamento nella definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. È inimmaginabile che il Parlamento non si pronunci sulla definizione di quei livelli essenziali, diritti civili e sociali che devono essere garantiti in ogni parte del Paese, dal Nord al Sud.

Vi invitiamo, quindi, a riflettere bene sul parere contrario a questo ordine del giorno e a rivederlo, nel caso. Altrimenti vi assumerete le vostre responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/111 De Luca, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 70).

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/112 Mattia, n. 9/643-bis-AR/113 Rachele Silvestri e 9/643-bis-AR/115 Schiano si intendono accolti con la raccomandazione che si espungerà in un prossimo provvedimento, mentre l'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/114 Cerreto viene accolto, così come gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/116 Angelo Rossi e n. 9/643-bis-AR/117 Lampis.

Siamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/118 Schullian, sul quale c'è una raccomandazione, che viene accolta. Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/119 Billi, n. 9/643-bis-AR/120 Zoffili, n. 9/643-bis-AR/121 Barabotti, n. 9/643-bis-AR/122 Andreuzza, n. 9/643-bis-AR/123 Bordonali, n. 9/643-bis-AR/124 Maccanti, n. 9/643-bis-AR/125 Loizzo, n. 9/643-bis-AR/126 Miele, n. 9/643-bis-AR/127 Angelucci, n. 9/643-bis-AR/128 Latini, n. 9/643-bis-AR/129 Bof, n. 9/643-bis-AR/130 Giaconi, n. 9/643-bis-AR/131 Carloni, n. 9/643-bis-AR/132 Furgiuele e n. 9/643-bis-AR/133 Ciaburro sono tutti accolti.

Siamo sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/134 Roggiani, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Roggiani. Ne ha facoltà.

SILVIA ROGGIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per dire che chiedo di porlo in votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/134 Roggiani, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 71).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/135 Bonafe'. Accetta la riformulazione? Chiede di intervenire. Prego, onorevole Bonafe'.

SIMONA BONAFE' (PD-IDP). Per dire che non accetto la riformulazione e chiedo che sia votato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/135 Bonafe', con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 72).

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/136 Guerini c'è una riformulazione: la accetta. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/137 Ferrari è accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.

SARA FERRARI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per chiedere la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/137 Ferrari, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 73).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/138 Gebhard è su Opzione donna e quindi rientra negli altri. C'è la riformulazione, chiedo a questo punto se il Governo intende intervenire o lo accantona con gli altri. Prego, onorevole Albano.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sì, Presidente, grazie. Accantoniamo insieme agli altri.

PRESIDENTE. Lo accantoniamo.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/139 Steger, accolto come raccomandazione: viene accolta.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/140 Lacarra c'è una riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lacarra. Ne ha facoltà.

MARCO LACARRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accetto la riformulazione e chiedo che venga messo al voto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/140 Lacarra, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 74).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/141 Provenzano. Onorevole Provenzano, cosa intende fare? Lo votiamo.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/141 Provenzano, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 75).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/142 Fassino, su cui c'è una riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fassino. Ne ha facoltà.

PIERO FASSINO (PD-IDP). Vorrei sapere dal Sottosegretario qual è la riformulazione che viene proposta.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Albano.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Inserire “a valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. Onorevole Fassino?

PIERO FASSINO (PD-IDP). La accetto.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/143 Mule' è accolto. L'ordine del giorno a n. 9/643-bis-AR/144 De Monte è accolto. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/145 Gribaudo. Onorevole Gribaudo?

CHIARA GRIBAUDO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo al Governo se è maturata una riflessione diversa su un ordine del giorno che riguarda, tra l'altro, un argomento che avevamo introdotto nella scorsa legge di bilancio insieme, e cioè un'indennità appunto straordinaria di continuità reddituale per i lavoratori autonomi. Visto il monitoraggio dell'Inps, del Ministero del lavoro e del MEF, la riduzione dell'aliquota per il 2023 non andrebbe ad aumentare nessuna spesa pubblica. Ecco perché le chiederei uno sforzo di trasformare la richiesta come raccomandazione in parere favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire, quindi passiamo ai voti… anzi, interviene. Prego.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Chiedo scusa, sì, c'è un cambiamento di parere: è favorevole con la riformulazione “compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica”.

PRESIDENTE. E' accettata, la ringrazio.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/146 Ghirra, su cui c'è un parere favorevole con riformulazione. Onorevole Ghirra, intende accettare o intende intervenire? Prego, onorevole Ghirra.

FRANCESCA GHIRRA (AVS). Grazie, Presidente. Io sarei stata orientata ad accogliere la riformulazione, però l'ordine del giorno è molto affine al n. 49, per cui la riformulazione è stata poi revocata. Quindi volevo capire se il Governo intenda revocare la riformulazione anche in questo caso o, diversamente, perché no.

PRESIDENTE. Glielo chiediamo. Vediamo se vuole intervenire l'onorevole Albano o il Governo. Qualcuno vuole intervenire e rispondere all'onorevole Ghirra? Nessuno. Onorevole Ghirra, quindi lo mettiamo ai voti o lo accetta così? Lo accetta.

Onorevole Evi, avrebbe il suo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/147 accettato come raccomandazione. Lo accetta, onorevole Evi? Lo diamo per accettato.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/148 Frassini è accolto. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/149 Lancellotta è accolto. L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/150 Gianassi è accolto come raccomandazione. Chiedo scusa, onorevole Albano, chiede di intervenire sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/149 Lancellotta?

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Chiedo scusa, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/149 Lancellotta, è accolta la formulazione originaria.

PRESIDENTE. Grazie, quindi è accolto così com'era. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, avevamo già comunicato al Servizio Assemblea che avremmo chiesto il voto su questo.

PRESIDENTE. E noi lo mettiamo immediatamente ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/149 Lancellotta, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 76).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/150 Gianassi, che avrebbe un accoglimento come raccomandazione. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gianassi. Ne ha facoltà.

FEDERICO GIANASSI (PD-IDP). Sì, non accetto la riformulazione come raccomandazione, mantengo l'ordine del giorno e invito il Governo a valutare che la cancellazione dei tagli al comparto della giustizia e al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è stata ammessa anche dal Ministro Nordio, che si è impegnato sul punto a lavorare per il ripristino.

PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire, dunque passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/150 Gianassi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 77).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/151 Morrone è accolto.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/152 Magi il parere è contrario. L'onorevole Magi ha chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.

RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). La ringrazio, Presidente. L'ora è tarda, ma il luogo e l'occasione sono sicuramente adeguati ad affrontare una discussione sull'oggetto di questo ordine del giorno. Come è noto, nel giugno 2019 l'Eurogruppo ha raggiunto un accordo su una revisione del Trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità. Nel 2021 i Paesi membri del Meccanismo europeo hanno sottoscritto l'accordo che riforma il Trattato istitutivo. In diverse occasioni - e abbiamo la fortuna di avere stasera qui con noi il Ministro Giorgetti - il Governo ha evitato di esprimersi in maniera netta sulla volontà di presentare il disegno di legge di ratifica della riforma del Trattato, anche specificando l'intenzione di voler attendere l'esito del pronunciamento della Corte costituzionale tedesca; esito che è arrivato il 9 dicembre scorso e che ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha aperto, quindi, alla ratifica del Trattato. L'Italia resta, così, l'unico Paese che non procede a ratificarlo.

Di recente, il Ministro Giorgetti, rispondendo a un question time in quest'Aula, ha evitato di assumere una posizione chiara sulla volontà di procedere a questa ratifica. È di ieri l'intervista della Presidente Meloni, che sembrerebbe - e l'occasione di questa sera ce lo mostrerà in maniera più chiara - avere aperto a una ratifica, differenziando evidentemente la ratifica stessa dalla decisione di accedere. E ci mancherebbe altro, qui non parliamo, ovviamente, di accedere, parliamo di autorizzare la ratifica.

Ora, tra gli ultimi che sono intervenuti autorevolmente su questo tema c'è stato l'ex Ministro Tria, Ministro dell'Economia e delle finanze, da lei, Ministro Giorgetti, sostenuto, in occasione del Governo “Conte 1”, e da lei, onorevole Conte, sostenuto nel Governo che lei presiedeva. L'ex Ministro Tria, il professor Tria ha evidenziato come oggi non abbia alcun senso opporsi alla ratifica della riforma del Trattato perché siamo in un'epoca completamente diversa dal 2012, dal 2019. Oggi si parla di una riforma del Patto di stabilità, nel frattempo c'è stato il Next Generation EU, c'è stata una pandemia, c'è stata la possibilità e c'è tuttora la possibilità di accedere per spese sanitarie con condizioni agevolate alle risorse del MES.

Allora, mi rivolgo in quest'Aula a tutte le forze politiche, stanche del fatto che posizioni e posture di credibilità internazionale e di responsabilità dei nostri Governi siano sciaguratamente evitate per posizioni ideologiche che si basano su feticci, questo è il punto (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-+Europa e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). E non possiamo più sentirci dire che ne deve discutere il Parlamento. Eccolo il Parlamento che ne può discutere e che può decidere e quale occasione migliore che la discussione, che è stata negata per altre parti, sulla legge di bilancio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartapelle Procopio. Ne ha facoltà.

LIA QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP). Per sottoscrivere l'ordine del giorno dell'onorevole Magi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/152 Magi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 78).

L'ordine del giorno 9/643-bis-AR/153 Battistoni è accolto. Passiamo all'ordine del giorno 9/643-bis-AR/154 Francesco Silvestri. Ha chiesto di parlare l'onorevole Donno. Ne ha facoltà.

LEONARDO DONNO (M5S). Grazie, Presidente. In questi giorni abbiamo assistito a scene allucinanti, ad uno svolgimento dei lavori vergognoso, gestito in maniera ovviamente del tutto inadeguata da questa maggioranza, e la confusione (Commenti)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo parlare l'onorevole Donno.

LEONARDO DONNO (M5S). Grazie, Presidente. La confusione ovviamente si è vista anche in Commissione, le continue retromarce del Governo, le liti anche in Commissione degli esponenti della maggioranza con il Governo, che hanno portato, ovviamente, ad un rallentamento dei lavori; ecco perché ancora siamo qui a quest'ora, e non si è pensato che si doveva programmare quello che bisognava fare in questo Paese nei prossimi mesi, nei prossimi anni. Invece abbiamo perso tempo. C'era chi si definiva pronto, ma invece forse tanto pronto non era; più che pronti, direi che in questi giorni siete stati imbarazzanti. Questa è una legge di bilancio in cui si sono preferiti provvedimenti totalmente distanti dalla parte sana del Paese. Addirittura preferite dar vita a misure come la cosiddetta norma “salva calcio”.

Ecco perché, quindi, è stato presentato questo ordine del giorno, Presidente, a prima firma del nostro capogruppo Francesco Silvestri, con il quale chiediamo con forza di eliminare una norma ingiusta, dove, sui 900 milioni di euro totali, una grande parte di questi andrà alle squadre di calcio della serie A. Un provvedimento quindi iniquo, perché, se si volevano aiutare le piccole società sportive, ossia lo sport utile per i nostri giovani, per le nostre periferie, si poteva sicuramente fare escludendo le squadre di calcio di serie A. Voi, però, con questa manovra decidete di aiutare chi ha già tanto, escludendo di fatto chi ha poco o nulla. Diciamoci la verità, vi siete persi nei palazzi; evidentemente non avete la minima idea di come vivono milioni di italiani, non sapete che esistono persone che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, non sapete che ci sono famiglie in cui si deve scegliere se pagare una bolletta o se comprare un paio di scarpe ai propri figli. E voi come rispondete a questo dramma? Con frasi che mirano solo a denigrare chi è in difficoltà e chi soffre. Noi, a differenza vostra, nelle scorse settimane, negli scorsi mesi, insieme al presidente Conte, insieme a tutti i colleghi del MoVimento 5 Stelle, siamo stati nelle piazze, pacificamente ovviamente, ad ascoltare la disperazione, il grido di dolore, ma non solo dei percettori di reddito di cittadinanza, anche degli imprenditori che voi avete abbandonato, imprenditori che oggi aspettano risposte sulla cessione e circolarità per esempio dei crediti, e sul superbonus che voi state distruggendo. Non avete fatto nulla per dare soluzioni a questi imprenditori. Di fatto, quindi, dite agli italiani di trovarsi un lavoro e state condannando però migliaia di aziende al fallimento, creando decine di migliaia di nuovi disoccupati. Pura follia, anzi, schizofrenia.

Fate la guerra ai più fragili, al ceto medio, e fate cassa sottraendo risorse a tutti, tranne a chi è già privilegiato. Quindi, Presidente, è chiaro che avete preferito rendere la vita più facile ai colletti bianchi, agli evasori e ai corrotti, piuttosto che aiutare la parte sana del Paese. Avete inserito in manovra questa norma “salva calcio”, che noi, ovviamente, con questo ordine del giorno vi stiamo chiedendo con forza di cancellare nel primo provvedimento utile, perché tagliate il reddito di cittadinanza a 600 mila persone fragili con bassa scolarizzazione, età media avanzata, e per fare cosa? Per ricavarne 900 milioni, guarda caso, utili per aiutare le società di calcio che hanno speculato, magari, sulle plusvalenze o che hanno collezionato maxi debiti fiscali. Società a cui il Governo strizza l'occhio, evidentemente, concedendo una maxi rateizzazione di cinque anni. Addirittura il Ministro Salvini qualche ora fa ha detto che con questa manovra si aiuta chi ha più bisogno. Non so se il Ministro Salvini veramente non si renda conto che con questa manovra mettete le mani in tasca ai cittadini per svuotarle e versarle nelle casse di chi ha fin troppo e ha già tanto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti).

PRESIDENTE. Onorevole, riesce a concludere, per favore?

LEONARDO DONNO (M5S). Concludo, Presidente. Vi invito a riflettere, però dovete farlo subito, perché state andando a sbattere, manderete il Paese a sbattere. Noi faremo ovviamente di tutto per fermare questo vostro disastro che si sta preannunciando. Allora recuperate un minimo di lucidità, approvando questo ordine del giorno, altrimenti confermerete la vostra volontà di tutelare privilegiati, corrotti ed evasori a danno degli italiani onesti e perbene (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/154 Francesco Silvestri, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 79).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/155 Cafiero De Raho. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cafiero De Raho. Ne ha facoltà.

FEDERICO CAFIERO DE RAHO (M5S). Grazie, Presidente. Dell'ordine del giorno che abbiamo presentato evidentemente forse non c'è stata una lettura rispondente al suo contenuto, perché altrimenti sarei veramente non perplesso, di più, meravigliato del fatto che non c'è unità nel contrasto alle mafie, al sistema della corruzione, alla delinquenza organizzata, perché le intercettazioni rappresentano l'unico strumento attraverso il quale si possono contrastare le mafie e la delinquenza organizzata in genere. Cosa si diceva semplicemente in questo ordine del giorno? Anche dalla maggioranza vorrei un attimo di attenzione, perché è il vostro, il nostro Presidente del Consiglio che lo aveva detto: mafie ed evasione fiscale sono i nostri obiettivi.

Ebbene, se si indeboliscono gli strumenti attraverso i quali bisogna contrastare la mafia e la criminalità organizzata, come si contrastano queste mafie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? Credo che evidentemente su questo non ci sia stata una perfetta intesa.

Qui si chiedeva che, nonostante la riduzione della spesa sulle intercettazioni, fossero adottate iniziative tali da mantenere ferma l'efficacia e l'efficienza dell'azione di contrasto. Ma, evidentemente, il parere contrario vuol dire “no, noi diminuiremo l'azione di contrasto”. Allora se è così, non siamo solo preoccupati, siamo veramente inorriditi, non è pensabile questo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ma sono convinto, Presidente, che è stata errata l'interpretazione, quindi invito il Governo a rivedere il parere contrario, perché abbiamo detto che siamo tutti contrari alle mafie e, quindi, vogliamo tutti attivare le migliori iniziative per contrastarle e sconfiggerle, e questo è uno dei momenti importanti.

La spesa è una cosa, altro è l'utilizzo, perché l'utilizzo delle intercettazioni può essere anche aumentato se il Governo assume alcune iniziative, come, per esempio, quella di imporre alle società telefoniche di passare il servizio gratuitamente, loro sono concessionari e lo devono fare gratuitamente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Non solo, ma imponendo alle società dei prezzi molto più bassi, assumendo in proprio l'iniziativa di contrattare con tutte le società, in modo da abbassare il tetto del costo di questi servizi. Tutto questo si può fare. Ebbene, questo si chiedeva nell'impegno al Governo, per cui un parere contrario, se si mantiene, evidentemente ha un unico significato: indebolire la lotta contro le mafie e la criminalità, Presidente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Volevo sottoscrivere, a nome del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, l'ordine del giorno di Cafiero De Raho, che, tra l'altro, è una persona che ha passato la vita a contrastare le mafie e, secondo noi, è molto importante sostenere chi veramente l'ha fatto in prima persona (Applausi).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/155 Cafiero De Raho, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 80).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/156 Alifano. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.

ENRICA ALIFANO (M5S). Grazie, Presidente...

PRESIDENTE. Colleghi, non è che possiamo fare il commento a ogni ordine del giorno. Andiamo avanti. Prego, onorevole.

ENRICA ALIFANO (M5S). Grazie, Presidente. Francamente, sono rimasta abbastanza perplessa dalla posizione assunta dal Governo in relazione a questo ordine del giorno, anche perché questo ordine del giorno, a parer mio, è fondato proprio sul buonsenso. Si parla del problema delle occupazioni abusive di immobili. Orbene, con la formulazione dell'articolo 21, viene lasciata alla semplice denuncia del cittadino, una semplice denuncia penale per reati di violazione di domicilio ovvero di invasione di terreni o edifici, la facoltà di non pagare l'IMU ai comuni. Quindi basterebbe la semplice denuncia di un privato cittadino.

Ma questo che cosa potrebbe comportare? Tutta una serie di conseguenze che spero questo Governo voglia cominciare a prevedere. Innanzitutto, la possibilità che vengano incardinati dei procedimenti penali assolutamente pretestuosi, molte di queste denunce finirebbero verosimilmente nel nulla. Nel dossier che è allegato alla legge di bilancio viene data anche una stima: si dice che circa il 50 per cento di queste denunce normalmente non vanno avanti, spesso sono pretestuose, spesso non c'è nemmeno la consumazione del fatto reato. Oltretutto si aumenterebbe la conflittualità sociale e, quindi, questo è anche un altro effetto che il Governo dovrebbe ben tener presente, soprattutto, in un periodo di recessione, come quello che ci apprestiamo a vivere; inoltre, si aumenterebbe il carico degli uffici giudiziari.

Nell'ordine del giorno si chiedeva di monitorare l'effetto che avrebbe avuto questa norma sull'implementazione dei fascicoli in carico alle procure e, dunque, gli effetti negativi sul bilancio che questo può avere, così come si chiede ancora nell'ordine del giorno di considerare gli effetti negativi che può avere questa norma sulle entrate fiscali. Quindi, si chiede al Governo di mutare parere ovvero di porre in votazione lo stesso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/156 Alifano, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 81).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/157 Fenu. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fenu. Ne ha facoltà.

EMILIANO FENU (M5S). La ringrazio, Presidente. Con questo ordine del giorno si chiede al Governo di adottare le misure per sviluppare un sistema di rimborso diretto delle detrazioni fiscali. È un sistema del tutto analogo al sistema del cashback, quindi il contribuente effettua una spesa detraibile, paga con uno strumento tracciabile - una carta di credito o un bancomat - e, dopo poco tempo, nell'immediato, riceve il rimborso dell'esatta percentuale della detrazione. A me stupisce il fatto che sia stato dato un parere contrario secco a questo ordine del giorno dal momento che questo tipo di iniziativa, il cashback fiscale, era stato già accolto dal precedente Governo anche nel disegno di legge delega sulla riforma fiscale. È uno strumento che semplifica sicuramente la vita al contribuente, perché non deve più attendere la dichiarazione dei redditi per poter recuperare quella spesa detraibile, ma deve semplicemente pagare con uno strumento di pagamento elettronico, possibilmente.

Io invito il Governo a rivedere il parere contrario secco, che faccio fatica a spiegarmi sinceramente, e invito, in generale, il Governo a valutare diversamente quella che è la funzione del progresso tecnologico, non è una cosa brutta e cattiva. Noi, in questi giorni, abbiamo visto alcuni aspetti che, in qualche modo, hanno fatto rifuggire il Governo, come, ad esempio, l'ipotesi di spegnere lo SPID e altre proposte di questo tipo. La tecnologia ha sempre aiutato i cittadini e le persone a vivere meglio e, anche in questo caso, la tecnologia può aiutare il contribuente a vivere meglio. Quindi, invito il Governo a rivedere questo parere, ripeto, dal momento che questo tipo di misura era stata già presa in considerazione dal disegno di legge delega sulla riforma fiscale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/157 Fenu, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 82).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/158 Raffa, accolto come raccomandazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/159 Appendino: probabilmente deve essere accantonato, chiedo conferma al Governo. Governo, siamo sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/159 Appendino, sempre “Opzione donna”. Se il Governo mi fa un cenno, lo accantoniamo. Mi fa un cenno e, quindi, lo accantoniamo.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/160 Lovecchio, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Solo per aggiungere la firma all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/159 Appendino.

PRESIDENTE. Ha interrotto un'emozione. Andiamo di nuovo sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/160 Lovecchio. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lovecchio. Ne ha facoltà.

GIORGIO LOVECCHIO (M5S). Grazie, Presidente. In legge di bilancio ho presentato un emendamento per continuare “Transizione 4.0”. Il Governo ci ha risposto che costava troppo e costava un miliardo di euro, ma, in realtà, quel miliardo di euro è stato investito per la norma “salva-calcio”, 900 milioni è costata la norma “salva-calcio”. Abbiamo aiutato poche società invece di aiutare migliaia di imprese italiane, in una misura che ha dato linfa, e molte associazioni di categoria di industriali ci hanno chiesto, lo hanno chiesto anche al Governo, di poter prorogare questa misura.

Anche il vostro Ministro delle Imprese e del made in Italy, recentemente, ha confermato la necessità di stimolare una revisione di Transizione 4.0. Perché? Perché serve per le imprese e per la loro innovazione. Inoltre, non è stato neanche prorogato uno dei pilastri del piano Transizione 4.0, ovvero il credito d'imposta per le spese di formazione in merito alle tecnologie. Con questo ordine del giorno, nell'attesa che ci sia una valutazione di questa Transizione 4.0, annunciata dal vostro Ministro, chiediamo semplicemente di andare in continuità con il provvedimento in corso fino al 2022, nell'attesa che ci sia una vera revisione. Quindi, invece di destinare quei 900 milioni per le imprese di calcio, proponiamo di dare una mano alle centinaia di migliaia di imprese che, in questo momento, stanno soffrendo e, invece di investire solo 21 miliardi per il caro energia, proponiamo di investire un miliardo per rendere più competitive le nostre imprese, se veramente crediamo nelle nostre imprese italiane, come dice il vostro Ministero delle “Imprese e del made in Italy”. Quindi, chiedo un accantonamento e un riesame dell'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Il Governo chiede di intervenire? No.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/160 Lovecchio, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 83).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/161 Cappelletti, su cui vi è un parere favorevole con una riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappelletti. Ne ha facoltà.

ENRICO CAPPELLETTI (M5S). Chiedo gentilmente che venga esplicitata la riformulazione richiesta, perché, a me, risulta già recepita. Quindi, se viene accolto così com'è nello stampato, chiaramente non intervengo in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Allora, a questo punto, dovremmo chiedere al Governo se, come dice l'onorevole Cappelletti, si può procedere nella direzione da lui indicata. Onorevole Cappelletti, non ho risposte dal Governo, mi dispiace, ma devo invitarla o ad accettare la riformulazione, così com'è, o a mettere in votazione l'ordine del giorno.

ENRICO CAPPELLETTI (M5S). Presidente, il problema è che stata chiesta una riformulazione di un testo già riscritto secondo la riformulazione richiesta. Di conseguenza, prendo atto che l'ordine del giorno è stato accolto e, quindi, non intervengo in dichiarazione di voto…

PRESIDENTE. Quindi, accetta la riformulazione?

ENRICO CAPPELLETTI (M5S). … oppure prendo atto del parere contrario del Governo e, allora, intervengo in dichiarazione di voto, sicuramente.

PRESIDENTE. Ha ragione. Io ho bisogno di una risposta, a questo punto, del Governo. Lo accantoniamo. Facciamo così, lo prendo io, così accantoniamo la decisione. Andiamo avanti.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/162 Donno.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Donno. Ne ha facoltà.

LEONARDO DONNO (M5S). Presidente, molto velocemente, per il suo tramite, vorrei rivolgermi al Governo, nello specifico, magari, al Ministro Fitto, visto che questo ordine del giorno riguarda il nostro territorio, quello che condividiamo con il Ministro Fitto. Invito il Ministro a leggere questo ordine del giorno e, quindi, chiedo al Governo di cambiare il parere: un parere favorevole, anziché accoglierlo come raccomandazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/162 Donno, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 84).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/163 Tucci. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tucci. Ne ha facoltà.

RICCARDO TUCCI (M5S). Grazie, Presidente. Scopriamo stasera che questo Governo e questa maggioranza, di fatto, sono contrari a tutte le imprese e, soprattutto, alle microimprese del settore dell'edilizia, che si ritrovano nei guai per le nefaste politiche di questo Governo portate avanti sul superbonus, in perfetta continuità con quelle che erano le linee del Governo Draghi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Con questo ordine del giorno, Presidente, non chiediamo altro che una piccola modifica alle procedure di accertamento, a cui già lo Stato deve adempiere e a cui di solito adempie attraverso l'utilizzo di imprese private per la certificazione dei crediti.

Ho chiesto semplicemente che venisse aggiunto da parte dello Stato un ente certificato per la certificazione dei crediti per rendere quei crediti irrevocabili e facilitare la cessione di quei 5 miliardi di euro di crediti, su cui oggi ci ritroviamo bloccati, le imprese si ritrovano bloccate (50 mila imprese rischiano di fallire). Con una semplice modifica, che non comporta ulteriori costi, non risolviamo il problema, ma permettiamo uno smaltimento più semplice dei crediti, in questo momento, incagliati. Colleghi - e mi rivolgo, soprattutto, ai colleghi di Forza Italia, perché sono quelli che si sono dimostrati più sensibili a questo tema e che, soprattutto in campagna elettorale, erano favorevoli al superbonus -, abbiamo 50 mila imprese bloccate, con 5 miliardi di euro di crediti bloccati. Attenzione, si crea un precedente terribile: queste imprese rischiano di fallire non per debiti, ma per crediti. Pensate un po' il precedente che si crea: nessun'altra impresa si fiderà mai più delle leggi dello Stato, perché ha avuto la mannaia della legge, che, di fatto, è stata azzoppata dal Governo Draghi e definitivamente fatta morire dal Governo Meloni. Quindi, vi prego, colleghi, di rivedere quantomeno il parere su questo ordine del giorno, impegnandovi a creare questo circuito di certificazione dei crediti, per renderli irrevocabili e permettere una semplicità nella cessione dei crediti stessi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/163 Tucci, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 85).

Colleghi, a questo punto, torniamo un attimo indietro all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/161 dell'onorevole Cappelletti. Chiedo cortesemente alla rappresentante del Governo se ci dà lettura della riformulazione, così come concepita.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie Presidente, come avevo indicato precedentemente, il parere è favorevole - come per l'ordine del giorno 9/643-bis-AR/60 - con la seguente riformulazione: a prorogare il periodo di attività della commissione tecnica, di cui all'articolo 1, comma 501, della legge 30 dicembre 2008, n. 145, dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023, e a valutare eventuali altre misure, volte a garantire a tutti gli aventi diritto un equo rimborso”.

PRESIDENTE. Onorevole Cappelletti?

ENRICO CAPPELLETTI (M5S). Non posso accettare questa riformulazione, perché toglie l'impegno più importante, che è il primo espresso in questo ordine del giorno, ossia mantenere la parola data nella ultima campagna elettorale di tre mesi fa, di accelerare le pratiche, perché anche l'ultima tranche di 500 milioni di euro venga distribuita agli aventi diritto. Infatti, c'è una legge che attribuisce loro il diritto di ricevere queste somme, che avrebbero dovuto percepire nel 2021. E tra pochi giorni siamo nel 2023! Non è chiaro se l'intenzione del Governo sia di procedere come previsto dalla norma oppure di utilizzare quei fondi per altre attività: questo non è chiaro. Presidente, non ricordo l'impegno assunto dal MoVimento 5 Stelle che ha promosso la norma sui FIR. Le ricordo - e ricordo a quest'Aula - l'impegno assunto, invece, per esempio, da Antonio Tajani di Forza Italia, non più di tre mesi fa, quando è venuto a parlare con le associazioni che difendono i diritti dei risparmiatori truffati, che, molto diligentemente, gli hanno chiesto un impegno scritto.

Forza Italia continuerà a battersi affinché le somme già stanziate per il Fondo indennizzo risparmiatori restino destinate ai truffati delle banche (tre mesi fa). E non è solo Tajani: ci sono anche altri esponenti importanti di questa maggioranza e ne cito uno fra tutti, Giorgia Meloni, che scrive su carta intestata di Fratelli d'Italia non più di qualche mese fa: “Sarà nostro impegno, qualora ricevessimo l'incarico di governare la Nazione, assicurarci che i fondi rimanenti nel Fondo di indennizzo risparmiatori vengano effettivamente spesi per gli indennizzi dei risparmiatori” e sono passati tre mesi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e questo impegno è diventato una raccomandazione, un condizionale, un non si sa, una riformulazione dove sparisce la cifra e dove sparisce l'impegno.

Allora, diventa legittimo pensare che questa disponibilità non ci sia più e magari è stata spostata da un Fondo che serviva per i risparmiatori truffati ed è stata utilizzata per un altro Fondo, quello che magari serve per le coperture del condono, non per i truffati ma per i truffatori dello Stato, gli evasori fiscali, e questo è inaccettabile (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quindi, la mia richiesta al Governo e ai rappresentanti del Governo è non di accettare un ordine del giorno del MoVimento 5 Stelle o di Cappelletti, ma di dare seguito all'impegno del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Voglio semplicemente ricordare, come ho già fatto presente a nome del Governo qualche ora fa oramai, che, nel decreto Milleproroghe, c'è già la proroga - è già stata inserita dal Governo - delle attività della Commissione che provvede all'esame e all'ammissione delle domande di indennizzo del FIR fino al 30 giugno 2023. Quindi, è una discussione che in questo momento non ha assolutamente alcun senso (Applausi).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/161 Cappelletti, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 86).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/164 Dell'Olio. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Grazie, Presidente. Approfitto della presenza del Vice Ministro Leo, del Ministro Giorgetti e della Sottosegretaria Albano per chiedere di riverificare questo ordine del giorno, perché è un qualcosa che abbiamo cercato di modificare anche durante il Governo Draghi. Sostanzialmente, durante il Governo Draghi con il decreto-legge n. 73 del 2021 era stato effettuato un intervento al fine di mitigare gli effetti dell'aumento dei prezzi dei materiali di costruzione solo per gli appalti di lavori ma non anche per quelli relativi alle forniture di servizi. Ora questo lasciava fuori e lascia fuori tutta una serie di aziende di servizi che nella realtà hanno il problema dell'energia elettrica. Faccio proprio un esempio banale: tutte le lavanderie, che fanno pulizia, il lavaggio dei camici o delle lenzuola per gli ospedali, o anche i servizi di ristorazione collettiva, le mense, con le materie prime che non si trovano, di fatto vengono lasciati fuori; hanno indisponibilità di materie prime o aumento di energia. Per cui, in qualche maniera bisognerebbe cercare di trovare un modo per salvare anche queste aziende. Pertanto, devo chiedere al Governo di verificare il parere su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria Albano. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Rivediamo l'ordine del giorno con una proposta di riformulazione che “impegna il Governo a valutare l'opportunità di adottare”, espungendo le parole: “nel primo provvedimento utile”, “specifiche misure volte a garantire” e va avanti così.

PRESIDENTE. Quindi, sostanzialmente vanno via soltanto le parole: “nel primo provvedimento utile” e con l'aggiunta di “a valutare (…)”. Accetta la riformulazione, onorevole Dell'Olio?

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Accetto la riformulazione.

PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/165 Quartini. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.

ANDREA QUARTINI (M5S). Grazie, Presidente. Sarò molto rapido nel descrivere questo ordine del giorno, vista l'imbarazzante legge di bilancio anche in termini di difesa del Servizio sanitario nazionale pubblico, universale, equo e solidale.

PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Colleghi, facciamo silenzio. Prego, onorevole Quartini.

ANDREA QUARTINI (M5S). Vi proponiamo, con questo ordine del giorno, di rimediare, perché stiamo presentando un ordine del giorno di assoluto buon senso, perché in qualche modo in termini contenutistici queste osservazioni erano presenti in tutti i programmi elettorali in maniera trasversale, perché la politica dovrebbe incidere poco sulla sanità, sui medici e sulle loro scelte.

Allora noi chiediamo, con questo ordine del giorno, che finalmente si investa sul personale sanitario e si riveda il tetto della spesa, consentendo alle strutture sanitarie di assumere personale in numero congruo; si chiede che non si scenda al di sotto dell'8 per cento del PIL in termini di spesa sanitaria, mentre si sta andando sotto il 6,5 per cento e vi voglio ricordare che l'Organizzazione mondiale della sanità dice che, sotto il 6,5 per cento di PIL, siamo in una sanità povera, poverissima; si chiede di incrementare il personale necessario al riordino della medicina territoriale (sappiamo bene che cosa è successo con un territorio sguarnito durante la pandemia); chiediamo di ridefinire il fabbisogno di posti letto. Abbiamo avuto una riduzione di posti letto impressionante e, anche durante la pandemia, ne abbiamo pagato le conseguenze; chiediamo di adeguare i livelli essenziali di assistenza alle nuove emergenze sanitarie, assicurando, anche mediante l'adozione del nuovo nomenclatore tariffario, che tutte le prestazioni siano effettivamente esigibili; infine, chiediamo che finalmente il Piano nazionale della prevenzione sia attuato, attribuendo alle regioni il 10 per cento della spesa del loro riparto in prevenzione e promozione della salute, sia sull'ambiente sia sugli stili di vita (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/165 Quartini, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 87).

Prendo atto che l'onorevole Di Lauro accetta la raccomandazione del suo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/166. Le ricordo che la condizione è che la riformulazione espungerà il periodo: in un prossimo provvedimento. La stessa cosa vale per l'onorevole Marianna Ricciardi, laddove intendesse accogliere come raccomandazione il suo ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/167. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.

MARIANNA RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Credo che l'accoglimento come raccomandazione non basti. È un tema troppo importante perché il Governo non prenda l'impegno serio di attuare quello che noi chiedevamo, non andando ad aggiungere ulteriori risorse, ma con quelle già previste nell'articolo 63 della legge di bilancio e mi riferisco al fatto di destinare queste risorse anche ad attività di monitoraggio e di controllo su come vengono gestite le risorse nei centri antiviolenza e nelle case rifugio. Questo perché non possiamo permetterci di sperperare ulteriori risorse e far sì che non vengano gestite adeguatamente. Il tema è troppo importante: infatti, una donna ogni tre giorni viene uccisa. Quindi, è un tema serio su cui il Governo deve prendere un impegno concreto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.

EMMA PAVANELLI (M5S). Grazie, Presidente. Solo per chiedere di poter aggiungere la firma.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/167 Marianna Ricciardi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 88).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/168 Sportiello. Ha chiesto di parlare l'onorevole Orrico. Ne ha facoltà.

ANNA LAURA ORRICO (M5S). Presidente, intervengo per sottoscrivere l'ordine del giorno della collega Sportiello e intervenire in dichiarazione di voto su questo ordine del giorno, con il quale vorremmo ricordare al Governo che l'autonomia differenziata è un percorso che non può vedere esautorato il Parlamento, contrariamente a quello che si sta facendo in questa manovra finanziaria con una forzatura, per accelerare il percorso verso l'autonomia differenziata. Abbiamo già assistito al tentativo del Ministro Calderoli di portare in Conferenza Stato-regioni quella che, poi, in fretta e furia è stata definita semplicemente una bozza di un disegno di legge che in realtà diverse regioni hanno contestato o quantomeno hanno chiesto di rivedere.

Con l'articolo 143, in questa legge di bilancio, il Governo continua, appunto, la sua opera per esautorare il Parlamento e demandare la definizione dei LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, ad una cabina di regia che in sei mesi dovrebbe fare quello che in vent'anni ancora non si è riusciti a fare. Tra l'altro, si tratta di una cabina di regia presieduta, guarda un po', dallo stesso Ministro Calderoli, che se in sei mesi non dovesse riuscire a definire i livelli essenziali delle prestazioni lascerebbe il posto a un commissario nominato, entro un mese, sempre dalla stessa cabina di regia. Quindi, c'è una sola persona che si sostituisce all'intero Parlamento per definire i livelli essenziali delle prestazioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ma di cosa stiamo parlando? Per definire i livelli essenziali delle prestazioni quantomeno bisognerebbe accantonare delle somme in bilancio per procedere con questo percorso, ma questa legge di bilancio non prevede neppure un euro finalizzato a questo obiettivo. Cosa ancora più grave, si continuerà a tenere conto, come riferimento, della spesa storica dell'ultimo triennio in ciascuna regione. Questo significa che chi ha avuto di più continuerà ad avere di più, anche se, ad esempio, a Reggio Emilia ci sono 66 asili e a Reggio Calabria solo tre. Dunque, che fine ha fatto il criterio dei fabbisogni standard?

Noi siamo molto preoccupati, perché questo è un Paese ancora profondamente diseguale e questo Governo continua ad aumentare i divari e le diseguaglianze, abolendo il reddito di cittadinanza, strumento essenziale e minimo di protezione sociale, mancando di rinnovare la decontribuzione per le imprese che assumono al Sud, tagliando circa 700 istituti scolastici nelle aree meno popolose o a rischio di spopolamento, mentre i divari crescono, l'Istat ci dice che il PIL in Lombardia aumenta del 7 per cento e in Calabria del 4,5 per cento e nel Mezzogiorno il PIL resta quello più basso del Paese, con soli 15 mila euro.

È importante ricordare a quest'Aula, ricordarlo in quest'Aula, ricordarlo al Governo e ricordarlo alla maggioranza che, prima del Titolo V della Costituzione, arriva l'articolo 5 che recita che la Repubblica è una e indivisibile e prima ancora l'articolo 3, che sancisce il principio di uguaglianza formale e sostanziale. Per questo chiediamo, con questo ordine del giorno, che il Governo verifichi gli effetti applicativi della norma contenuta in legge di bilancio e che dunque si rispetti il passaggio obbligatorio in Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/168 Sportiello, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 89).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/169 Cantone, accolto come raccomandazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Cantone. Ne ha facoltà.

LUCIANO CANTONE (M5S). Presidente, solo per dire che non accetto la raccomandazione e chiedo di metterlo ai voti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/169 Cantone, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 90).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/170 Caramiello; accetta la raccomandazione? Sì, bene. Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/171 Baldino, parere favorevole con riformulazione. Non accetta. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrini. Ne ha facoltà.

MARCO PELLEGRINI (M5S). Presidente, il Governo Conte 2 nel dicembre 2019 introduceva il cashback, cioè il programma di rimborso in denaro per coloro che effettuavano acquisti con strumenti di pagamento elettronici. Questo programma partiva in via sperimentale l'8 dicembre 2020, con un rimborso speciale dedicato agli acquisti natalizi ed era previsto per l'intero anno 2021 - quell'anno fu diviso, per il calcolo del rimborso, in due semestri - e poi per il primo semestre del 2022. Nel solo primo semestre del 2021 il cashback vedeva la partecipazione di circa 9 milioni di cittadini, cioè il 18 per cento della popolazione maggiorenne, e conseguentemente il complesso delle transazioni digitali segnava un più 41 per cento, diminuendo un ritardo storico che aveva il nostro Paese in questo settore. Inoltre, questo programma portava milioni di italiani a dotarsi dello SPID, cioè dell'identità digitale con la quale si può interloquire facilmente e velocemente con la pubblica amministrazione.

Prima di allora, il numero degli italiani, dei nostri connazionali che aveva e usava lo SPID era molto basso, ma in pochi mesi, proprio grazie a questa misura e a questa iniziativa, divennero decine di milioni e, quindi, in un brevissimo lasso di tempo, questo progetto, che era stato inserito all'interno del più ampio programma del piano Italia Cashless, ha portato frutti straordinari sia nell'incentivare l'acquisto di beni presso esercizi commerciali di vicinato e di prossimità e, quindi, non tramite quelli online, sia nell'incentivare l'uso della moneta elettronica, favorendo al contempo la crescita della cultura digitale tra i cittadini e le imprese a cui facevo riferimento prima e, soprattutto, un indiretto contrasto all'economia sommersa. Economia sommersa ed evasione fiscale sono settori in cui purtroppo siamo leader in Europa, il che sottrae delle risorse colossali alla collettività in termini di minori investimenti in servizi pubblici efficienti.

Questa misura ha fatto sì che per la prima volta in Italia il monte dei pagamenti digitali superasse, nel 2021, quello in contanti, ma, improvvisamente e inaspettatamente, nonostante la disponibilità di risorse e nonostante il successo dell'iniziativa, sono i numeri a testimoniarlo, il Governo Draghi - su una pressione ossessiva della destra che durò settimane, anzi, mesi, destra che evidentemente ama i pagamenti in contanti, come dimostrano anche le ultime prese di posizione per quanto riguarda il tetto ai contanti che, a dire dei proponenti, favorirebbe i poveri - sospese il cashback per il secondo semestre 2021, cashback che poi fu abolito definitivamente.

L'Italia rimane uno degli ultimi Paesi in Europa per numero di transazioni digitali e, secondo il rapporto Cashless 2022, a cura anche di The European House Ambrosetti, il nostro Paese si conferma basato sull'uso del contante, registrando un andamento opposto a quello della media europea. Dato, tra l'altro, confermato dall'indagine che è stata condotta dalla BCE…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

MARCO PELLEGRINI (M5S). Mi avvio a concludere. Indagine che, appunto, confermava questo dato. Chi dice che la moneta elettronica sia costosa rispetto all'uso del contante dice il falso, perché il sistema Paese paga circa 8 miliardi l'anno proprio per l'uso del contante e li paghiamo tutti noi, li pagano i cittadini, li pagano gli esercenti, i benzinai, i piccoli negozi sotto casa, li pagano le banche. Ecco, quello rappresenta il costo per noi.

Noi abbiamo presentato questo ordine del giorno, riteniamo che sia davvero molto importante, perché chiediamo di reintrodurre il cashback, di ridurre il limite dell'utilizzo del contante, il tetto del contante a cui facevo riferimento prima e, poi, introdurre misure volte a mitigare il costo delle commissioni che gravano sugli esercenti e sui professionisti, in attesa della definizione di oneri proporzionali al valore delle singole transazioni. In ultimo - e ho davvero concluso, Presidente, la ringrazio -, invitiamo il Governo a monitorare l'andamento delle transazioni digitali in rapporto al pagamento in contanti, rendendo illustrazione al Parlamento. Noi ci aspettiamo un voto favorevole da parte dell'Aula ed esprimo il voto favorevole, a nome del gruppo del MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/171 Baldino, con il parere contrario del governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 91).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/172 Traversi, va bene la raccomandazione, d'accordo. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/173 Iaria. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.

ANTONINO IARIA (M5S). Grazie, Presidente. Io volevo chiedere al Governo se poteva fare ancora un piccolo sforzo e cambiare il parere da accolto con raccomandazione a favorevole, perché già nell'impegno questo ordine del giorno da già limiti ben specifici sul sull'oggetto del trasporto pubblico locale e dei progetti che interessano questo ordine del giorno. Quindi, nell'impegno è scritto espressamente che sono progetti allo stato avanzato di progettazione e, tra l'altro, alcune di queste opere hanno già avuto un finanziamento e sono già quasi, per una certa parte, ai bandi di gara, con la possibilità di concludere questi lavori. Chiedo pertanto uno sforzo al Governo per poter dare un impegno un po' più forte a continuare questi progetti di trasporto pubblico locale molto importanti, non solo per la città di Torino, ma anche per la Città Metropolitana di Torino.

PRESIDENTE. Chiedo al Governo se intende intervenire; non intende intervenire. L'onorevole Grimaldi intende sottoscrivere questo ordine del giorno?

MARCO GRIMALDI (AVS). Sì, confermo, grazie.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/173 Iaria.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 92).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/174 Santillo; accetta la raccomandazione? La accetta, grazie onorevole Santillo; sempre, le ricordo, con quella formula per cui espungeremo dall'impegno “in un prossimo provvedimento”.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/175 Scutellà, che accetta la raccomandazione. Passiamo, quindi, all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/176 Bruno. Ha chiesto di parlare la rappresentante del Governo. Prego, onorevole Albano, ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie. Su questo ordine del giorno propongo una riformulazione…

PRESIDENTE. Scusate, siamo sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/176 Bruno. Prego, onorevole Albano.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sì, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/176 Bruno. Dicevo che propongo la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di” espungendo “anche all'esterno degli istituti” all'interno dell'impegno, e su questo si potrebbe dare parere favorevole, con riformulazione.

PRESIDENTE. Onorevole Bruno?

RAFFAELE BRUNO (M5S). Va bene, va bene.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Bruno. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/177 Scerra, accolto come raccomandazione. L'onorevole Scerra accetta.

Passiamo dunque all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/178 Caso, accolto dal Governo come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.

ANTONIO CASO (M5S). Grazie, Presidente. Purtroppo, non posso accettare la raccomandazione. Non posso farlo per un motivo ben preciso: non possiamo lasciare in un limbo migliaia di studenti in attesa di una borsa di studio, con una promessa che magari poi gli arriverà. E vi ricordo, colleghi, che parliamo degli studenti più bravi, quelli, però, le cui famiglie non hanno tutti gli strumenti a disposizione per farli andare avanti nello studio. Vi ricordo che parliamo dei meritevoli e vi ricordo che chi ha portato il tema del merito in questo Palazzo, in questa legislatura siete voi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Ma c'è, in realtà, anche un'altra questione fondamentale: abbiamo preso un impegno con l'Europa e se non integriamo il Fondo integrativo statale, ed è quello che vuole fare questo ordine del giorno, rischiamo di non raggiungere i target presenti all'interno del PNRR, ovvero le 3 mila borse di studio per il 2023, le 336 mila entro il 2024, ovviamente non riusciremo poi a mantenerle negli anni successivi e ovviamente se non raggiungiamo gli obiettivi, rischiamo anche di perdere i 500 milioni di euro del PNRR che già – già - sono stati impegnati e, cari colleghi della maggioranza, se non raggiungiamo gli obiettivi, se iniziamo a prendere questa strada, se continuate così porterete il nostro Paese a sbattere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ma, in fondo, e in realtà, basta pensarci, perché cosa ci si può aspettare da un Governo che, alla fine, in questa legge di bilancio ha riservato a cultura, istruzione, università e ricerca solo una manciata di articoli, tra i 174 che erano?

Di fatto, da un lato mi vien da dire: meno male, perché in quei pochi articoli avete iniziato a tagliare fondi alla scuola pubblica, a darli alle private; volete chiudere, con le disposizioni di questi articoli, 700 istituti scolastici e non avete dato una risposta agli oltre 50 mila precari ATA che voi - voi – avete, in questa campagna elettorale, sedotto e ora abbandonato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Non avete ascoltato il campanello di allarme di 5 mila giovani ricercatori che il prossimo anno rischiano di dover scegliere o il demansionamento o di essere licenziati e finire per strada o, come spesso e troppo spesso accade, emigrare e andare all'estero e non so se tutti lo sanno, ma siamo il Paese europeo che, di fatto, investe meno in educazione, siamo all'ultimo posto dopo la Grecia ed abbondantemente, tristemente abbondantemente, sotto sotto la media europea; se, poi, andiamo a considerare solo l'università e la ricerca, vi investiamo appena lo 0,6 per cento della nostra spesa pubblica, siamo il Paese con meno laureati in Europa, dopo la Romania; e sulle borse di studio - e arrivo a conclusione, Presidente, copriamo solo il 12 per cento. Questa, cari colleghi della maggioranza, è un'eredità che arriva soprattutto dai governi di destra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle); con i Governi di Giuseppe Conte si è, però, cercato di invertire tale tendenza. Ma - e ora arrivo veramente a conclusione - forse una cosa non vi è chiara: un Paese che non investe nella formazione dei propri giovani è un Paese senza futuro (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e, di fatto, il Paese che avete in mente a me sembra già morto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Raffa. Ne ha facoltà.

ANGELA RAFFA (M5S). Grazie, Presidente. Soltanto per sottoscrivere l'ordine del giorno del collega Caso.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Raffa.

Nessun altro chiedendo di intervenire… Onorevole Piccolotti, lei, in realtà ha fatto già due interventi. Interviene solo per sottoscrivere? Grazie, onorevole Piccolotti. Nessun altro chiedendo di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/178 Caso, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 93).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/179 Amato. Ha chiesto di parlare l'onorevole Amato. Ne ha facoltà.

GAETANO AMATO (M5S). Grazie, Presidente io sono sorpreso perché (Commenti)… Se almeno fate finire di parlare… Chiedo scusa…

PRESIDENTE. No, onorevole, ci mancherebbe; la sua sorpresa è quella di tutta l'Aula evidentemente, quindi prego, prosegua pure.

GAETANO AMATO (M5S). Io sono sorpreso perché questo ordine del giorno non è un ordine del giorno politico, è un ordine del giorno di civiltà. In un Governo guidato per la prima volta da una donna nella storia della Repubblica, non riconoscere la parità al posto dell'equilibrio di genere mi sorprende. Quindi, io chiederei a questa maggioranza di pensarci, di sostituire “equilibrio di genere” con “parità di genere”. A me sembra una misura di civiltà e chiederei anche al Governo di ripensare questo parere contrario che avete dato. Vedo, lì tra i vostri banchi, una maggioranza di donne. Non costa nulla allo Stato, è solo una regola di civiltà (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Vorrei fare una proposta di riformulazione in questo senso dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/179: “a valutare l'opportunità di considerare gli effetti applicativi delle disposizioni richiamate in premessa ed eventualmente ad adottare iniziative volte a precisare che si debba favorire la parità di genere anziché - più approssimativamente - l'equilibrio di genere nella promozione e nel potenziamento delle competenze e delle discipline STEM nonché nell'accesso ai relativi percorsi in tutti i livelli del sistema educativo, di istruzione e formazione”.

PRESIDENTE. È riuscita a sorprendere l'onorevole Amato, che accetta la riformulazione. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/180 Orrico sul quale c'è una riformulazione che viene accettata. È proprio Natale!

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/181 Cherchi sul quale c'è un parere contrario.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/181 Cherchi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 94).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/182 Lomuti, accolto come raccomandazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Lomuti. Ne ha facoltà.

ARNALDO LOMUTI (M5S). Grazie, Presidente. Non accetto la raccomandazione e mi dispiace perché siamo di fronte a una vera e propria discriminazione determinata da un vuoto normativo che, di fatto, penalizza il personale a contratto degli uffici esteri del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, in merito alle detrazioni fiscali riconosciute invece allo stesso personale che lavora sul territorio italiano. Davvero non comprendiamo il motivo per il quale il Governo svilisca a raccomandazione un semplice e anche, di per sé, insufficiente impegno che proviene da un ordine del giorno per colmare un vulnus che oltre a essere ingiusto, lo ripeto, è discriminatorio. Se il Governo non fa questo sforzo allora dobbiamo pensare che tutti gli elogi che facciamo al nostro personale che lavora negli uffici del Ministero degli Affari esteri all'estero, riguardo alla delicatezza e all'importanza del lavoro che portano avanti e al fatto che rappresentano il nostro Paese, assumono un po' il sapore dell'ipocrisia. Quindi chiedo che venga votato e che venga accolto così come proposto e formulato l'ordine del giorno su questo tema.

PRESIDENTE. Vedo che il Governo non intende intervenire.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/182 Lomuti, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 95).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/183 Onori. Ha chiesto di parlare l'onorevole Onori. Ne ha facoltà.

FEDERICA ONORI (M5S). Grazie, Presidente, chiedo di metterlo in votazione.

PRESIDENTE. La accontentiamo subito.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/183 Onori, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 96).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/184 Pellegrini, accolto come raccomandazione. Onorevole, accetta la raccomandazione?

MARCO PELLEGRINI (M5S). Presidente, solo per essere sicuro. Il testo dell'impegno che ora diventa raccomandazione rimane invariato?

PRESIDENTE. Se è accettato come raccomandazione, sì, rimane invariato.

MARCO PELLEGRINI (M5S). Va bene.

PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/185 Aiello, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Aiello. Ne ha facoltà.

DAVIDE AIELLO (M5S). Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno si rivolge ai lavoratori dello spettacolo…

PRESIDENTE. Quindi, non accetta la raccomandazione?

DAVIDE AIELLO (M5S). Non accetto il parere e spiego il perché. In questo ordine del giorno chiedo uno sforzo in più da parte del Governo perché - Presidente, tramite lei mi rivolgo anche ai colleghi della maggioranza - riguarda i lavoratori dello spettacolo. Stiamo parlando di tutte quelle maestranze del mondo del cinema, del teatro, della musica che, durante la pandemia, sono state veramente e totalmente ferme e non hanno potuto più lavorare. Noi con questo ordine del giorno vi chiediamo di finanziare il Fondo per il sostentamento economico temporaneo di questi lavoratori che garantisce loro l'indennità di discontinuità. Parlo di indennità di discontinuità perché sono lavori che, appunto, prevedono periodi discontinui, e in quei periodi i lavoratori vanno ovviamente sostenuti dallo Stato. Parliamo del periodo delle prove prima di uno spettacolo e via dicendo. Per questo chiedo un ulteriore sforzo da parte del Governo. Noi avevamo presentato questo emendamento in Commissione bilancio, ma purtroppo non ha trovato accoglimento. In questa sede, in quest'Aula vi chiediamo uno sforzo maggiore e di cambiare il parere da raccomandazione a un accoglimento pieno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Orrico. Le ricordo che le rimane un minuto. Ne ha facoltà.

ANNA LAURA ORRICO (M5S). Solo per sottoscrivere l'ordine del giorno del collega Aiello.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.

VALENTINA D'ORSO (M5S). Solo per sottoscrivere.

PRESIDENTE. Va bene. Sottoscritto anche dagli onorevoli Amato, Ascari, Pavanelli e L'Abbate. Colleghi comunicatelo direttamente agli Uffici, così andiamo rapidamente.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/185 Aiello, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 97).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/186 Carotenuto, accolto come raccomandazione dal Governo. Onorevole Carotenuto la accetta?

DARIO CAROTENUTO (M5S). No, non accetto, vorrei il parere favorevole pieno.

PRESIDENTE. Prego.

DARIO CAROTENUTO (M5S). Presidente, colleghi della maggioranza, Governo, lasciatemi illustrare questo ordine del giorno che è così importante per chi dice di essere dalla parte del lavoro (Commenti). Che succede?

PRESIDENTE. Non si preoccupi, vada avanti, sono moti di approvazione o disapprovazione.

DARIO CAROTENUTO (M5S). Non capiamo il motivo di un mancato parere favorevole. Io lo devo confessare, alle volte ho l'impressione di trovarmi in una realtà paradossale, dove chi ha potere guadagna bei quattrini e va in televisione a dire ai poveri che, se sono poveri, la colpa è la loro. Attenzione: non di chi ha il potere di investire in centri per l'impiego, in sicurezza sui luoghi del lavoro o nell'istruzione pubblica ma colpa loro, dei poveri, colpevoli della loro povertà, spesso connessa all'aggravante, in combinato disposto, di essere meridionali. Poi però guardo la televisione e mi rassicuro, mi sento fortunato di vivere in Italia, in un Paese governato da una destra sociale. Governano i patrioti qui, quelli che durante la pandemia dicevano che bisognava dare 1.000 euro a tutti e bastava un “clic” per richiederli.

E allora qualcosa non torna, perché non solo la pandemia non è ancora finita, ma in più ci sono una guerra dietro l'angolo e un'inflazione galoppante. Però gli stessi patrioti decidono di togliere 900 milioni da una misura che contrasta la povertà e le moderne forme di schiavitù e con quegli stessi identici denari spalmano i debiti delle società di calcio di “serie A”.

Allora, cari colleghi, con questo ordine del giorno potete farci capire chi è realmente dalla parte del lavoro e chi, invece, considera il lavoro come una merce, in contrasto con il primo dei principi dell'Organizzazione internazionale del lavoro. Vi chiediamo dimostrare di credere veramente in una Repubblica fondata sul lavoro e non sulla schiavitù, come deve essere il nostro Paese. Perché, cari colleghi, questo ordine del giorno prevede che le politiche attive del lavoro siano rafforzate, soprattutto nel Mezzogiorno. Nella passata legislatura è stato previsto, nell'ambito del Piano straordinario di potenziamento delle politiche attive del lavoro connesse al reddito di cittadinanza, un incremento delle dotazioni organiche molto importante dei centri per l'impiego, che però, purtroppo, non ha trovato la collaborazione delle regioni. Penso ad una regione come la Sicilia, ad esempio, che, a fronte di uno stanziamento per l'assunzione di oltre 1.000 nuovi impiegati, non ne ha assunto nemmeno 1. Ecco perché non si può andare avanti così e capite bene, dunque, perché a noi non può bastare una raccomandazione, ma occorre, invece, proseguire con interventi strutturali e fondi di finanziamento. Infatti, è solo con impegni seri e chiari che possiamo pensare realmente e seriamente ad affrontare il tema del lavoro.

Chiediamo perciò al Governo di cambiare il suo parere per dimostrare concretamente di voler investire le risorse necessarie allo scopo di rafforzare la capacità di intermediazione tra domande e offerte di lavoro ed avviare tutte le azioni di iniziativa normativa al fine di aumentare l'efficienza dei servizi pubblici nelle regioni del Mezzogiorno. E ci riferiamo all'INPS, ai centri per l'impiego e agli organi ispettivi per il contrasto al lavoro sommerso. Tutti interventi che sappiamo tutti, qui dentro, essere necessari per il Paese, ma fondamentali per il Mezzogiorno. Il Sud, che, suo malgrado, a causa dei dati impietosi che lo fotografano, ha determinato l'ingente investimento dell'Unione europea attraverso i fondi del PNRR, che hanno anche proprio questa missione. Il Sud che vuole lavorare, come dimostrano le file chilometriche a quei concorsi in cui ci si contende un contratto di lavoro decente, uno stipendio decente, una vita lavorativa dignitosa. E voglio dirlo, in particolare, con molta chiarezza a chi, in questi ultimi giorni, ha speculato sulla parola “congruo”, attribuendola ad una scusa per non lavorare. Ma come si può pensare che un neolaureato, magari meridionale, si possa mantenere, magari, a Milano, se l'offerta economica non è sufficiente per potersi permettere una vita dignitosa? Per quale motivo egli dovrebbe perdere il beneficio del reddito di cittadinanza? Quale sarebbe la sua colpa? Colleghi, il mercato del lavoro non si regola da solo, ce lo dimostrano le nostre statistiche drammatiche sui salari bloccati da trent'anni - siamo fanalino di coda in UE -, sui working poor. Ce lo dimostrano le morti sul lavoro: più di 900 nei primi 10 mesi del 2022, numeri da guerra civile. E neppure sulla sicurezza avete messo un euro bucato. Ce lo dimostra perfino la “serie A”, che però voi aiutate con grande generosità ad uscire dalla crisi.

PRESIDENTE. Concluda, per favore.

DARIO CAROTENUTO (M5S). Per tutti questi motivi chiediamo di riformulare il parere, perché non è con una raccomandazione che dimostrate di voler davvero tener fede all'impegno - di cui tanto parlate negli studi televisivi - di non abbandonare chi è in difficoltà e non trova lavoro. Se non volete dare vita ad una nuova immigrazione di massa delle famiglie meridionali e dei giovani meridionali, approvate questo ordine del giorno. Impegnatevi a investire risorse per far funzionare finalmente in maniera adeguata i centri per l'impiego, soprattutto lì dove più serve, dove ve lo chiede l'Europa, soprattutto al Sud (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/186 Carotenuto, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 98).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/187 Barzotti. Accoglie la raccomandazione, onorevole Barzotti? Grazie.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/188 Conte. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ricciardi. Ne ha facoltà.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Visto che state cancellando il reddito di cittadinanza, ci sembra giusto mettere a confronto la realtà che avete descritto per anni con quella che è stata la realtà. Le persone non lavorano perché c'è il reddito di cittadinanza: non si trova più gente che vada a lavorare, vero, no? È proprio così. Nel 2018, i lavoratori stagionali erano 650 mila, quando il reddito non c'era. Nel 2021, quando il reddito c'era, erano 925 mila. Bugia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Questi si arricchiscono con il reddito di cittadinanza! Allora il reddito di cittadinanza, se non sapete come funziona, ve lo rispieghiamo (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Colleghi, per favore…

RICCARDO RICCIARDI (M5S). E invece credo di sì, perché con tutte le bugie che avete detto, vi è utile rinfrescare la memoria. L'80 per cento di come viene speso il reddito di cittadinanza è costituito dai consumi e dal pagamento delle bollette o dei debiti pregressi. Nessuno si è arricchito con il reddito di cittadinanza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

L'altra realtà: quante truffe ci sono per il reddito di cittadinanza? In Italia - in questo Paese, che era la Svizzera (Commenti) fino al reddito di cittadinanza - si è cominciato a truffare con il reddito di cittadinanza. Bene, dal 2017 al 2021, su 34 miliardi di frodi contro lo Stato si ascrive al reddito di cittadinanza lo 0,8 per cento. La maggior parte delle frodi contro lo Stato sapete dove avviene? Nella corruzione per gli appalti pubblici (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e nei colletti bianchi, che voi volete depenalizzare. Si lavora a nero e il lavoro nero si è inventato con il reddito di cittadinanza. Prima nessuno in questo Paese lavorava a nero. Allora, se una persona percepisce il reddito di cittadinanza e, contemporaneamente, lavora a nero, cosa si fa? Non si cerca di colpire il lavoro nero. No, si colpisce il reddito di cittadinanza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! E questo è straordinario. Però, dal 2019, introdotto il reddito di cittadinanza, da questi numeri, che poi dicono la verità, emerge che il lavoro nero in Italia è calato negli anni, nonostante il reddito di cittadinanza. Togliere l'aggettivo “congruo” a quell'offerta di lavoro, come voi fate, dà l'idea che quello del lavoro sia un mondo dove tutto può accadere, dove si deve accettare qualsiasi tipo di offerte, di salari, di sicurezza sul lavoro, perché, se non lo si fa, si è colpevoli di essere fannulloni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e si entra in una giungla in cui, nel mondo del lavoro, può esistere di tutto.

Allora interveniamo sul mondo del lavoro, istituiamo, come diciamo da anni, una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro.

Noi ascoltiamo le ironie sul reddito di cittadinanza o il Ministro Valditara che dice: chi non è più andato a scuola e non ha un titolo non può avere reddito di cittadinanza. Come se fosse una colpa, in determinate realtà, a 16-17 anni, dover andare a lavorare e non poter concludere la scuola, come se la dispersione scolastica fosse colpa loro e non dello Stato, perché la dispersione scolastica è una sconfitta dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), non è una sconfitta dell'individuo!

Noi ascoltiamo le ironie: diamo ai russi il reddito di cittadinanza oppure Durigon che dice: anche il laureato deve fare il cameriere. Vi diamo una notizia: ci sono milioni di ragazze e di ragazzi che non vivono in famiglie benestanti, che hanno fatto i camerieri pur di poter studiare (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), hanno fatto tutti i lavori possibili, come tutti nel mondo reale, e si sono guadagnati con merito - con merito! - la possibilità di avere uno Stato che, dopo anni nei quali hanno investito sulla loro educazione, offra loro un lavoro dignitoso, per tutte le famiglie che hanno fatto tanti sacrifici…

PRESIDENTE. Concluda.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Concludo. Allora avete detto: togliamo il reddito di cittadinanza, bisogna dare lavoro alle persone, non il reddito. Bene, il lavoro non l'avete creato e intanto avete tolto il reddito a queste persone. Domani, nelle periferie - da nord a sud, basta con lo stereotipo che sono al sud -, in tutte le periferie d'Italia ci sono percettori di reddito…

PRESIDENTE. Onorevole deve concludere, per favore.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). In quelle periferie abbandonate ora che opportunità hanno quelle persone? Dal prossimo anno, 760 mila persone in più saranno povere, e la responsabilità è solo ed esclusivamente vostra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/188 Conte, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 99).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/189 Ilaria Fontana, su cui c'è un parere favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ilaria Fontana. Ne ha facoltà.

ILARIA FONTANA (M5S). Grazie, Presidente. Non posso accettare la riformulazione, perché non abbiamo più tempo di valutare l'opportunità di affrontare il tema ambientale, in particolare dei sussidi ambientalmente dannosi, quindi della transizione ecologica, e quindi del modo in cui affrontare i cambiamenti climatici, Infatti i sussidi ambientalmente dannosi vanno affrontati in questo momento, purtroppo senza ulteriori valutazioni.

Del resto, Presidente, in questa manovra abbiamo visto un grande assente, che è l'ambiente. Se ne è parlato pochissimo e, per quel poco che se ne è parlato - e la manovra si è arricchita - è solo grazie alla maggior parte degli emendamenti del MoVimento 5 Stelle.

In questo ordine del giorno, parliamo dei SAD, dei sussidi ambientalmente dannosi. Volevamo farlo in Commissione, ma, purtroppo, non c'è stata la possibilità, perché gli emendamenti che erano stati accantonati non sono stati discussi e la Commissione forse è la sede più opportuna, e non un ordine del giorno. Effettivamente, l'unico emendamento che è stato ripescato tra quelli accantonati è stato quello sulla caccia, quando si dice le priorità. L'impegno dell'ordine del giorno era chiaro, ecco perché non ho accettato l'impegno “a valutare l'opportunità di”, perché sono impegni che questo Governo può assumere, perché si parla di un fondo ad hoc proprio per la trasformazione dei SAD, quindi dei sussidi ambientalmente dannosi, in SAF, sussidi ambientalmente favorevoli.

Ricordo anche tra l'altro, visto che si parla di una manovra di bilancio, che la riduzione dei SAD comporta effetti sulla finanza pubblica. Quindi, anche questo mi lascia sconcertata. Gli obiettivi da perseguire sono la cancellazione di tutti i sussidi alle fonti fossili entro il 2020, l'aggiornamento del catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e favorevoli, definendo così una road map di uscita proprio dai sussidi e mettendo in evidenza i passi avanti fatti negli anni. Di questa miopia, di questa mancanza di visione di questa maggioranza, in realtà, non mi capacito. Tramite lei, chiedo anche magari l'attenzione del Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica. Avete tolto il Ministero della Transizione, inserendo di nuovo il Ministero dell'Ambiente, eppure di ambiente non se ne parla, è completamente scomparso. Stiamo tornando indietro, quindi, vi chiedo: fermatevi, finché siete in tempo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/189 Ilaria Fontana, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 100).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/190 L'Abbate, accolto come raccomandazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole L'Abbate. Ne ha facoltà.

PATTY L'ABBATE (M5S). Grazie, Presidente. Non accolgo, purtroppo, questa raccomandazione, ma vorrei chiedere al Governo di riconsiderare il parere, e vi dico anche il perché: stiamo parlando dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, che sono un'opportunità non solo per la città di Taranto, per la Puglia, ma sono un'opportunità per il Paese e per il Mezzogiorno.

Quello che chiediamo con questo ordine del giorno è un supporto, perché si possa destinare al territorio una dotazione finanziaria per realizzare le opere infrastrutturali, che sappiamo benissimo come sono importanti per fare in modo che questo evento possa avere veramente un risultato positivo dal punto di vista migliorativo del territorio, della sostenibilità economica del territorio di Taranto, che ha molto bisogno di questo, e di tutto il Mezzogiorno. Quindi, per questo chiediamo ovviamente al Governo di rivederlo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). Presidente, volevo solamente la conferma se stiamo parlando dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/190.

PRESIDENTE. Corretto.

ROBERTO GIACHETTI (A-IV-RE). Presidente, vorrei anch'io unirmi alla riflessione fatta dalla collega, perché è un ordine del giorno nel quale non sono specificate le cifre. C'è un'intenzione, c'è una sollecitazione al Governo a costruire una soluzione che consenta di promuovere questa iniziativa per i Giochi del Mediterraneo. Quindi, non essendoci un impegno concreto di soldi, penso che si potrebbe venire incontro. Lo prenderei come un fatto anche positivo, atteso che viene da un gruppo che, per esempio, anni fa, si è schierato contro le Olimpiadi a Roma (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), ed è un fatto positivo che abbiano cambiato idea. Penso che sarebbe positivo che anche il Governo cambiasse idea su questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Vedo che il Governo non intende mutare il suo orientamento.

Gli onorevoli Berruto, Ubaldo Pagano, Piccolotti e tutto il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra chiedono di sottoscriverlo, va bene.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/190 L'Abbate, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 101).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/191 Fede, per il quale il Governo propone una raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fede. Ne ha facoltà.

GIORGIO FEDE (M5S). Grazie, Presidente. Non accolgo la raccomandazione per un motivo ben chiaro, che vorrei ribadire qui davanti a tutti. Presidente, questo ordine del giorno parla di abusivismo e, riprendendo le parole dell'intervento del collega che mi ha preceduto, quando vediamo che l'attenzione del Governo è così alta su un provvedimento che genera solamente lo 0,8 per cento di problemi con la non conformità, quando parliamo di qualcosa che, come l'abusivismo, rappresenta, secondo media e dati Istat, 19,6 costruzioni su 100, che sono difformi, mi sarei immaginato che il Governo avesse acceso i riflettori e guardato con molto favore ad una proposta che andava a chiedere il ripristino della legalità, a parole tanto cara. Per questo, tengo a ribadire che le condizioni che vive l'Italia sul patrimonio immobiliare difforme sono, ahimè, molto gravi.

Sono condizioni che perdurano da parecchi anni: siamo passati dai condoni di Craxi del 1985 a quelli del 1994 e 2003 con Berlusconi, quindi 37, 28 e 19 anni di opere difformi, che sono lì ferme, con numeri che rappresentano spesso il 70 per cento di immobili con ordinanze già emesse e mai demoliti, con una stasi che è sicuramente legata a tanti problemi, in primis quello del mancato controllo. Lo dico con la morte nel cuore, quando penso agli effetti del dissesto idrogeologico, spesso una concausa per aver lasciato costruire senza controlli su luoghi vincolati. Questa condizione, ahimè, è molto diffusa in tutta Italia, maggiormente in alcune regioni del Sud, e, quindi, deve essere il primo impegno per la tutela dell'ambiente, per i cambiamenti climatici, che, essendo più frequenti e più gravosi, rendono più rischiose queste circostanze, per una condizione di legalità che dovrebbe essere cara a tutti quanti, a chi con la ruspa aveva dichiarato spesso di avere anche una certa dimestichezza.

Per questo vediamo e proponiamo di incrementare delle risorse per le demolizioni, perché spesso la mancanza di risorse non diventi un'opportunità in alcuni comuni per assolvere a tutti gli obblighi amministrativi e mancare la parte attuativa che, ahimè, non si fa per la mancanza di fondi. Debbo dire che noi abbiamo fatto la nostra parte con questo contributo, perché, con il decreto Semplificazioni, abbiamo passato il potere alle prefetture proprio per levare l'impaccio e l'impiccio di certi comuni che, ahimè, a volte, sono un pochettino troppo statici. Per cui, per togliere ogni dubbio sulla legalità e sulla qualità del rispetto che tutti quanti vogliamo avere, abbiamo chiesto di incrementare, oltretutto in una quota non definita, semplicemente con l'auspicio di dare un incremento a questi fondi. E mi auguro che il Governo possa, sì, rivedere non con una semplice raccomandazione, ma con un impegno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/191 Fede, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 102).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/192 Morfino, accolto come raccomandazione, che l'onorevole Morfino accetta.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/193 Sergio Costa, sul quale c'è un parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare il presidente Sergio Costa. Ne ha facoltà.

SERGIO COSTA (M5S). Grazie, Presidente. Grazie per la presenza anche del Ministro Pichetto Fratin, parliamo di energie rinnovabili. Il mio ordine del giorno, il nostro ordine del giorno ha un senso molto semplice, aiutiamo le aziende che si trovano a voler cambiare il loro paradigma produttivo: pensiamo, quindi, alle filiere delle rinnovabili, all'ecodesign, dove siamo i primi a livello europeo, alle tecnologie per l'ambiente, dove, di nuovo, siamo i primi, parliamo della automazione, parliamo della digitalizzazione, parliamo della sostituzione delle filiere obsolete con nuove, che guardano verso il green e danno posti di lavoro. Il nostro ordine del giorno chiede al Governo di sostenere questo, al pari di sostenere le comunità energetiche, dicendo che per le famiglie sono utili, perché consentono di risparmiare sulle bollette per il 40-60 per cento. Sappiamo che tutto questo insieme determina un indotto o un diretto in favore e in ragione di circa un miliardo speso, 3 miliardi di investimenti, in 5 anni. Quindi noi lo chiediamo nel corso della legislatura, stiamo parlando di 3 milioni di nuovi posti di lavoro, tra l'altro nuovi, innovativi e di qualità.

Io chiedo al Governo di rivedere la sua posizione, con molto garbo, assolutamente. Ma che le devo dire, Presidente? Forse l'errore è stato il mio: non avrei dovuto sottoscrivere come primo firmatario questo ordine del giorno, perché, dopo 40 anni al servizio dello Stato e aver raggiunto il massimo grado nell'Arma dei carabinieri, sempre per motivi operativi, ho scoperto che sono stato iscritto nella sgradevole lista dei miserabili. Forse la colpa è mia. Per cui, chiedo di non valutare me, ma di valutare l'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/193 Sergio Costa, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 103).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/194 Gubitosa. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gubitosa. Ne ha facoltà.

MICHELE GUBITOSA (M5S). Presidente, voglio iniziare questo mio intervento dando atto dell'onestà intellettuale del capogruppo della Lega Molinari che, durante il suo intervento, ha detto una verità inoppugnabile: questo Governo ha tagliato le rivalutazioni delle pensioni del ceto medio. Perché, è vero, tra i capitoli peggiori di questa legge di bilancio iniqua e senza visione c'è sicuramente quello delle pensioni. Infatti sulle pensioni, così come il Governo ha fatto su tantissime altre cose, ma qui parliamo delle pensioni, sono state tradite tutte le promesse fatte in campagna elettorale, come, ad esempio, non c'è la cancellazione della legge Fornero, ma solo l'ennesima misura ponte “Quota 103”, che penalizza le donne; non si vede l'ombra di un aumento delle pensioni minime a 1.000 euro, così come dicevano, sbandierato a destra e a manca; e, ancora, avete trasformato “Opzione donna” in una misura pressoché inutile al solo scopo di recuperare 80 milioni di euro; e poi, per l'appunto, c'è il tema della rivalutazione delle pensioni.

Ebbene, l'intervento, Presidente, che hanno fatto i colleghi della maggioranza è particolarmente odioso e insidioso perché, rispetto alle persone in età attiva, i pensionati non hanno tante possibilità di difendersi dall'inflazione e, pertanto, il mantenimento del loro potere d'acquisto è affidato quasi del tutto esclusivamente all'indicizzazione degli assegni pensionistici. Ebbene, anche secondo alcuni calcoli della CIDA, un milione e 8 di pensionati, dopo aver pagato tasse e contributi, rischiano di perdere da 13 mila a 115 mila euro in 10 anni per effetto della mancata rivalutazione. In particolare, i pensionati con trattamenti di meno di 2 mila euro netti al mese perderanno 1.300 euro all'anno, in un periodo in cui l'inflazione è al 12 per cento. Ecco, questo ha fatto il Governo.

Noi avevamo presentato un emendamento per rivedere al rialzo la rivalutazione delle pensioni, proprio per risolvere questo problema, a firma del presidente Conte, soprattutto per rimediare a questa incresciosa situazione. Ebbene lo hanno bocciato senza colpo ferire. Però noi, come sapete, siamo testardi e, con questo ordine del giorno a mia prima firma, intendiamo impegnare il Governo a prevedere, nel prossimo provvedimento utile, una rivalutazione automatica che garantisca maggiormente le fasce deboli. Quindi auspichiamo, Presidente, che su questo ordine del giorno ci sia il sostegno di tutte le forze presenti in quest'Aula, ad iniziare dalla maggioranza, altrimenti le vostre parole, in campagna elettorale soprattutto, non saranno state nient'altro che chiacchiere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/194 Gubitosa, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 104).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/195 Pavanelli, accolto dal Governo come raccomandazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.

EMMA PAVANELLI (M5S). Grazie, Presidente. Non capisco perché il Governo accolga come raccomandazione…

PRESIDENTE. Prima di non capire, non l'accetta, quindi.

EMMA PAVANELLI (M5S). No, sto chiedendo al Governo di cambiare parere per un semplice motivo: esattamente 10 giorni fa, in quest'Aula, il Governo ha dato parere favorevole allo stesso ordine del giorno che riguardava il decreto-legge Calabria. Ovviamente, in quel caso, riguardava la regione Calabria e io credo che tutti i cittadini in Italia debbano avere esattamente la stessa possibilità di fare screening preventivi quando vivono in aree di altamente inquinate. Pertanto, chiedo… mi scusi, Presidente, purtroppo il Governo non mi sta ascoltando, pertanto non so se accoglierà la mia richiesta…

PRESIDENTE. No, no, c'è una squadra di calcio, altro che Governo, quindi l'ascoltano. L'ascoltano, onorevole.

EMMA PAVANELLI (M5S). Vista l'ora tarda, anzi mattiniera…

PRESIDENTE. L'ora è presto, magari fosse tarda.

EMMA PAVANELLI (M5S). Allora io chiedo, per favore, di cambiare (Commenti)

PRESIDENTE. Onorevole Pella, la prego, per cortesia.

EMMA PAVANELLI (M5S). Chiedo, per favore, che il Governo accolga questo ordine del giorno, in quanto dieci giorni fa avete dato un parere favorevole nel decreto-legge Calabria. Pertanto, mi sembra più che opportuno che tutta Italia possa avere esattamente la stessa possibilità, in un prossimo provvedimento, di trovare dei fondi in futuro per far sì che ci siano gli screening preventivi per i cittadini che vivono in aree altamente inquinate (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. La sua richiesta è chiarissima, il Governo l'ha ascoltata, ma non vedo cenni di intervento.

Passiamo, quindi, ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/195 Pavanelli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 105).

Ordine del giorno 9/643-bis-AR/196 Todde, con un parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Todde. Ne ha facoltà.

ALESSANDRA TODDE (M5S). Chiedo che venga messo in votazione.

PRESIDENTE. Certo, onorevole, lo facciamo immediatamente.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/196 Todde, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 106).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/197 Carmina. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carmina. Ne ha facoltà.

IDA CARMINA (M5S). Grazie, Presidente. Con l'ordine del giorno in esame, si chiede al Governo di impegnarsi a intervenire nei confronti dei lavoratori poveri che vivono una condizione salariale disagiata, con la fissazione legislativa di un salario minimo legale, con una soglia minima inderogabile, non inferiore a 9 euro l'ora, in linea con i parametri di adeguatezza indicati dalla Commissione europea. Si tratta di lavoratori a basso salario, che operano soprattutto nel commercio al dettaglio, servizi, turismo e nel settore agricolo, in particolare giovani e donne, lavoratori poveri che sono in crescita esponenziale in Italia.

Secondo i rapporti Euristat, si tratta di lavoratori intorno al 12 per cento e, secondo altri parametri, intorno al 24 per cento, ovvero uno su quattro. Ciò sfata alcuni falsi miti: l'occupazione e il lavoro non eliminano la povertà e i percettori di reddito di cittadinanza non sono gli imbelli, sfaticati, che non vogliono lavorare, ma il 46 per cento di loro è un lavoratore sottopagato, che riceve un'integrazione salariale per campare dignitosamente. Ma oggi che avete eliminato il reddito di cittadinanza, ancora più urgente appare che venga approvata quella che, secondo gli economisti più autorevoli, è la misura più idonea a contrastare la povertà lavorativa. Non potete dire a costoro che sono degli sfaticati! Quindi, fissare il salario minimo legale è un intervento ancor più necessario, attesa la congiuntura inflattiva, il caro bollette e tutto ciò che ne consegue. Si consideri che l'Italia è uno dei pochi Paesi dell'Unione europea ad essere sprovvisti di questa misura. Mancano Svezia, Finlandia, Danimarca, Austria e parte di Cipro, ma considerate che sono Paesi dove c'è un welfare molto avanzato e, quindi, non hanno il reddito, ma hanno tanto altro. Inoltre, l'Italia è l'unico Paese dell'Unione europea in cui i lavoratori guadagnano meno di trent'anni fa, con un calo del salario medio annuale del 2,9 per cento. Non solo, ma dal punto di vista economico un eventuale salario minimo legale produce effetti positivi. È risaputo che il livello di soddisfazione dei lavoratori, con il miglioramento delle condizioni di vita, incentiva e determina un aumento della produttività. Così si è verificato in Germania, che ha fissato il salario minimo legale nel 2015 e oggi, in quest'anno, l'ha portato a 12 euro l'ora. Inoltre, i lavoratori che hanno salari minimi hanno la massima propensione al consumo e, quindi, gira moneta e gira l'economia. Si risparmiano, poi, i costi di giustizia, perché, udite, udite, in Italia il salario minimo c'è già, solo che è giudiziale, non è legale, cioè si deve fare un processo per ottenere quella stessa cosa, che si potrebbe ottenere in modo automatico. Infatti, in base al combinato disposto dell'articolo 2099 del codice civile con l'articolo 36 della Costituzione, che impone di dare ai lavoratori condizioni di lavoro e una retribuzione tali da consentire al lavoratore un'esistenza libera e dignitosa (Commenti)…

PRESIDENTE. Basta, colleghi, per favore. Prego, onorevole Carmina.

IDA CARMINA (M5S). Come?

PRESIDENTE. Prego, prego.

IDA CARMINA (M5S). Non capivo il problema.

PRESIDENTE. No, niente, si figuri. È spuntata la stella cometa. Prego.

IDA CARMINA (M5S). Devono già averlo, perché quindi non determinarsi a questa soglia minima legale? Non c'è un effettivo motivo, se non una logica anti MoVimento 5 Stelle, che l'ha proposta, perché è una misura di civiltà assoluta. Noi non possiamo passare, rispetto agli altri, come uno Stato oppressore che se ne frega dei diritti dei lavoratori, perché il lavoro non è solo una questione di prestazione e controprestazione. Molti fanno riferimenti a (Commenti)…

PRESIDENTE. Posso pregarla di concludere, onorevole? Prego. Silenzio, colleghi, per favore! Siamo stati così bravi: un attimo, un supplemento. Prego, onorevole Carmina.

IDA CARMINA (M5S). Vi cito solo per finire Simone Weil, mistica francese, che dice che svilire il lavoro è un sacrilegio, esattamente come calpestare un'ostia, perché nella definizione delle condizioni contrattuali dei lavoratori bisogna tenere presente che l'oggetto su cui si contratta non è altro che la loro anima (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Orlando. Ne ha facoltà.

ANDREA ORLANDO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per dire che per noi l'obiettivo del salario minimo è più importante dei distinguo e delle bandierine. Pertanto noi voteremo favorevole a questa proposta di ordine del giorno ed evitiamo qualunque forma di distinguo in ragione di questo obiettivo comune (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/197 Carmina, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 107).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/198 D'Orso, accolto con parere favorevole e, quindi, andiamo all'ordine del giorno… Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso, perché c'è una riformulazione. Ne ha facoltà. Chiedo scusa. Prego, onorevole D'Orso.

VALENTINA D'ORSO (M5S). Grazie, Presidente. Io non posso accettare la riformulazione proposta “a valutare l'opportunità di…”, perché vuol dire concedere ancora tempo e discrezionalità al Governo, ma questo Governo ha già dimostrato una assoluta mancanza di sensibilità nei confronti delle politiche abitative, così come nei confronti delle fasce di popolazione economicamente più deboli. Il Governo non ha messo un euro in manovra - l'abbiamo già detto anche oggi - per le politiche per la casa. Noi, invece, vogliamo dal Governo un'assunzione di impegni precisi e chiari, che sono quelli riportati nell'ordine del giorno a mia prima firma e che brevemente declino. Prima di tutto, “con il primo provvedimento utile” - perché anche nel mio ordine del giorno, c'è questa dicitura, questa locuzione - chiediamo il rifinanziamento del Fondo per la morosità incolpevole e anche la previsione di procedure più agevoli per favorirne l'erogazione. Poi proponiamo di istituire un Fondo nazionale di garanzia per la locazione di immobili abitativi. Questo perché - non so se sapete - nel mondo reale i proprietari non daranno più in locazione i propri immobili a persone che non possono dare delle garanzie, a persone che magari vivono di precariato e che hanno buste paga da fame. Allora, per aiutare queste persone ad accedere alle locazioni, pensiamo che la cosa migliore sia, appunto, un Fondo nazionale di garanzia. In ultimo, come altra soluzione, vi indichiamo una strada, un'ulteriore strada.

Non volete mettere un euro in nuovi piani di edilizia residenziale pubblica? Benissimo! Quantomeno, però, fate una cosa: avviate un monitoraggio, anzi una ricognizione delle somme che sono state stanziate - ma forse da quarant'anni o da trent'anni a questa parte -, parte delle quali non risultano ancora utilizzate. Quindi, accertate le cause della mancata utilizzazione, andate a vedere di chi sono le responsabilità, a quali livelli sono le responsabilità (livelli istituzionali, enti) e andate a vedere e a trovare una soluzione per reimpiegare queste risorse e reimmetterle chiaramente proprio per offrire alloggi a canone sociale nel nostro Paese, che in questo momento subisce davvero una crisi e un'emergenza abitativa non indifferente. Federcasa rileva che sono circa un milione e mezzo le famiglie in disagio abitativo. Quindi, non è opportuno provvedere, ma è necessario provvedere qui e ora. Pertanto, chiedo che il Governo cambi il parere oppure votiamo questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo non cambia il parere.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/198 D'Orso, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 108).

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/199 Ascari è accolto.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/200 Giuliano c'è una riformulazione proposta dal Governo.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuliano. Ne ha facoltà.

CARLA GIULIANO (M5S). Grazie, Presidente. Vorrei una delucidazione sulla riformulazione, perché mi pare che nella riformulazione prodotta dal Governo…

PRESIDENTE. Governo, per favore! Governo!

CARLA GIULIANO (M5S). …si faccia menzione solo dell'adeguamento delle tariffe dei CTU e non anche, dopo l'adeguamento, a un aumento delle tariffe. Quindi, vorrei una rilettura della riformulazione, perché cambia la mia decisione.

PRESIDENTE. Sottosegretaria Albano, per cortesia ci rilegge la riformulazione?

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. La riformulazione è questa: “impegna il Governo ad operare una revisione delle tariffe professionali dei CTU anche con riferimento ai criteri per la loro determinazione, tenendo conto dell'aumento del costo della vita, mediante emanazione del decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia da adottarsi, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 54 del DPR n. 115 del 2002”.

PRESIDENTE. Onorevole Giuliano, accetta la riformulazione?

CARLA GIULIANO (M5S). Grazie, Presidente. Io ringrazio per la rilettura la Sottosegretaria, ma non posso accettare la riformulazione (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Non è che possiamo essere tutti contenti.

CARLA GIULIANO (M5S). …perché è assolutamente generica e non sappiamo se sono dei criteri di aumento o solo di adeguamento. Si tratta di una platea di ausiliari del giudice molto vasta che aspettano un adeguamento ma anche, da anni, un aumento delle loro tariffe. Quindi, chiedo che sia posto in votazione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/200 Giuliano, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 109).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/201 Penza.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Penza. Ne ha facoltà.

PASQUALINO PENZA (M5S). Grazie, Presidente. Io volevo chiedere al Governo di rivedere la sua posizione in merito a questo ordine del giorno, proprio perché questo è un Governo fatto da una maggioranza che si è sempre dichiarata apertamente dalla parte delle Forze dell'ordine, nella teoria, ma nella pratica questo mi sembra che non avviene.

In una prima parte vorrei sottolineare che questo Governo ha avuto la possibilità di incidere sul ruolo della Polizia di Stato. Io vorrei fare una premessa: vedere la possibilità, data a questo Governo, di poter risistemare i ruoli degli ispettori, che oggi sono in carenza di 19 mila unità, non dico con un semplice ordine del giorno, ma magari con un emendamento, che poi è sparito improvvisamente; sentirsi dire che stanno dalla parte delle Forze dell'ordine non mi sembra, dunque, alquanto coerente.

Arrivando al punto dell'ordine del giorno, parliamo del merito. Questo è un Governo che si è pronunciato a favore del merito. Allora, l'ordine del giorno che ho presentato come primo firmatario mira a riconoscere il merito per quei colleghi delle Forze dell'ordine che hanno prestato servizio nelle Forze armate per quattro o più anni e successivamente non gli è stato nemmeno riconosciuto il servizio prestato, obliterando di fatto tutto quello che è stato fatto nella loro vita e nella loro carriera operativa.

Quindi, credo che sia una cosa giusta che il Governo riveda almeno la sua posizione su questo ordine del giorno, per un principio di coerenza e qualora ci fosse un voto contrario siete voi della maggioranza che ve ne prendete apertamente le responsabilità. Non siete dalla parte delle Forze dell'ordine se su questo ordine del giorno vi rifiutate perfino di approvarlo.

Quindi, concludo, Presidente, perché poi non vorrei prolungare oltre questa farsa, perché è di questo ormai che si tratta, chiedendo ancora una volta una riflessione e, se possibile, anche una risposta dal Governo in questo momento, Governo che vedo assente anche nell'ascoltare questo intervento. Forse non gli interessa effettivamente quello che ho da dire. Comunque, le Forze dell'ordine di questo stanno già prendendo nota, perché giustamente tengono alle loro carriere e alla loro operatività, ma vorrebbero vedere da questo Governo, che ha fatto una campagna elettorale forsennata dalla parte delle Forze dell'ordine, almeno un cenno di approvazione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/201 Penza, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 110).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/202 Riccardo Ricciardi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 111).

Sull'ordine del giorno dell'onorevole n. 9/643-bis-AR/203 Alfonso Colucci c'è una riformulazione del Governo: prendo atto che l'onorevole Alfonso Colucci intende accettarla.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/204 Auriemma, accolto come raccomandazione. L'onorevole

Auriemma accetta la raccomandazione.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/205 Torto, favorevole con riformulazione: l'onorevole Torto accetta.

A questo punto, gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/206 Bergamini, n. 9/643-bis-AR/207 Casasco, n. 9/643-bis-AR/208 D'Attis, n. 9/643-bis-AR/209 Nevi, n. 9/643-bis-AR/210 Polidori, n. 9/643-bis-AR/211 Squeri, n. 9/643-bis-AR/212 Tosi, n. 9/643-bis-AR/213 Arruzzolo, n. 9/643-bis-AR/214 Battilocchio, n. 9/643-bis-AR/215 De Palma e n. 9/643-bis-AR/216 Colombo si intendono accolti.

Sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/217 Bonelli, c'è un parere contrario.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/217 Bonelli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 112).

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/218 Cavo, n. 9/643-bis-AR/219 Alessandro Colucci, n. 9/643-bis-AR/220 Lupi, n. 9/643-bis-AR/221 Romano, n. 9/643-bis-AR/222 Semenzato e n. 9/643-bis-AR/223 Bicchielli si intendono accolti.

Siamo, poi, all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/224 Lai, con parere favorevole; quindi, si intende accolto.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/225 Matteoni è accolto.

L'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/226 Rizzetto riguarda Opzione donna. Siccome abbiamo accantonato una serie di ordini del giorno che vertono tutti sulla stessa materia, chiedo al Governo se sia in grado di darci una riformulazione per procedere spediti alla chiusura dell'esame degli ordini del giorno. Prego, Sottosegretaria Albano.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. La riformazione è la seguente: “ad introdurre iniziative normative affinché venga ampliata la platea di accesso attraverso il sistema pensionistico Opzione donna, per garantire l'accesso anticipato alla pensione a quelle donne che scelgono di accedere ad un trattamento previdenziale calcolato con il sistema contributivo nel quadro di sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale, valorizzando i requisiti e la ratio previsti in relazione alla misura”.

PRESIDENTE. Questa è la riformulazione, cominciamo col chiedere all'onorevole Serracchiani se l'accoglie.

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Presidente, ringrazio, prima di tutto, il presidente Rizzetto per il tentativo che ha fatto di trovare una condivisione, ma non posso accettarla, anche perché, per come è formulata, senza riferimento, peraltro, ai requisiti della misura originaria, restano in vigore i requisiti della misura odierna, che prevedono i figli, che prevedono tutte le questioni che abbiamo sollevato, per cui, per quanto mi riguarda, rimane la richiesta di mettere al voto il mio ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/41 Serracchiani, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 113).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/138 Gebhard: onorevole Gebhard accetta la riformulazione del Governo? Qualcuno del suo gruppo? Bene, allora è decaduto.

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/159 Appendino (versione corretta). Accetta la riformulazione?

CHIARA APPENDINO (M5S). Presidente, non accettiamo la riformulazione e chiedo di intervenire in dichiarazione di voto, a questo punto, perché non l'ho fatto precedentemente. Colleghi e colleghe, vi spiego perché non accettiamo la riformulazione, c'è un motivo molto semplice: non mi fido, non ci fidiamo più e non si fidano di voi neanche le 30 mila donne di cui stiamo parlando, ma sapete perché? Perché questa storia di Opzione donna è iniziata con una legittima aspettativa; voi di Fratelli d'Italia avete scritto nel vostro programma elettorale, con una bella scheda pubblicata, che avreste mantenuto Opzione donna e, quindi, si sono create giuste e legittime aspettative; poi, cosa succede? Che l'aspettativa diventa, in qualche modo, un'aspettativa infranta, perché si va in legge di bilancio e cosa approva il Consiglio dei ministri? Un requisito discriminatorio per cui vale solo per una donna sostanzialmente che ha figli, ma non è finita qui, perché quell'aspettativa, che è diventata infranta, diventa una speranza che riaffiora, perché magicamente, dalle fonti di Governo, esce un'agenzia che dice: no, no, no, state tranquilli, state tranquilli, perché, con l'invio al Parlamento, la sistemiamo. E cosa fate? Di peggio, aggiungete un altro requisito, cioè devi essere una donna fragile per accedere a Opzione donna, che non chiamiamo Opzione donna, ma chiamiamo Discriminazione donna, per come l'avete partorita (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Allora, quella speranza che è riaffiorata sapete cosa diventa? Diventa delusione e, oggi, diventa rabbia, rabbia legittima perché, anche oggi, non avete il coraggio di prendere un impegno netto! Opzione donna va confermata così com'è, senza girarci tanto attorno, perché quella rabbia è rabbia di donne come Franca Campi, che racconta, leggo testuale: Lo scorso anno non sono riuscita per tre mesi a maturare il requisito, ho sessant'anni e una vita di lavori pesanti; speravo proprio di riuscire quest'anno, ma non sono caregiver, non ho un'invalidità, non sono disoccupata, sono solo tanto, tanto stanca e penso, dopo tanti anni, di aver diritto. Oppure, Marina, ascoltate bene: Io sono Marina, sono una donna, sono cristiana, sono caregiver, non sono una mamma, perché ha avuto un aborto a dieci mesi, non ho potuto essere mamma. E voi a questa donna state togliendo il diritto di maturare e usare Opzione donna. Allora, lo so che fa male, ma sono storie vere, dovete capire che sono storie vere di donne che qui fuori si aspettano una risposta (Commenti).

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, lasciamo svolgere le argomentazioni all'onorevole Appendino.

CHIARA APPENDINO (M5S). La coperta è corta, ci avete detto, ma la coperta non è corta per salvare le squadre di calcio, non è corta per dare i soldi a chi è più forte e i soldi li ha (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Allora - e chiudo -, vi invito a ripensare a questo voto, ripensateci a questo voto, perché mi sono fatta un'idea, magari sbagliata, magari mi smentirete col voto: il tema non è la coperta corta, il tema non è l'austerity, il tema è ideologico e il tema ideologico è molto peggio. Per voi, in questo Paese, se sei donna e decidi di non avere un figlio o non hai un figlio perché non puoi avere un figlio, evidentemente, sei colpevole di qualcosa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), lo ripeto, sei colpevole di qualcosa! Allora, vi prego, smentiteci, smentitemi, ditemi che sto pensando male, è l'unico modo per far capire, a me e a quelle 30 mila donne che aspettano fuori una risposta da voi, per un'aspettativa che avete creato voi su queste donne (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), è l'unico modo che avete, l'unico. Non vi piace? Mi dispiace, lo so che fa male, mi dispiace, fa male, ma tanto quello che rimane agli atti – e concludo - è il vostro voto e voi di questo voto dovrete rispondere a quelle 30 mila donne a cui avete creato, voi, un'aspettativa. Quindi, vi prego, votate, assumetevi le vostre responsabilità - e concludo, Presidente - e guardate in faccia quelle donne (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/159 Appendino (versione corretta), con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 114).

Ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/226 Rizzetto. Onorevole Rizzetto, accetta la riformulazione?

WALTER RIZZETTO (FDI). Presidente, accetto la riformulazione, pur essendo tutti consapevoli che questo istituto, effettivamente, deve migliorare rispetto a quello che stiamo votando qui, oggi. Soltanto una cosa, Presidente, me lo permetta, perché vorrei mettere al voto comunque la proposta dell'ordine del giorno così modificata. Allora, per quanto riguarda quanto fondamentalmente l'opposizione non accetta, ovvero: “nel quadro di sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale”, ricordo a quest'Aula che tutti i sistemi previdenziali devono basarsi su questo sistema, su queste basi, perché sennò un sistema previdenziale sarebbe un disastro, non sarebbe sostenibile e, quindi, sotto questo punto di vista, sono assolutamente d'accordo.

Per quanto riguarda quanto ricordato dalla collega, presidente Serracchiani, ovvero l'ultimo periodo: valorizzando i requisiti e la ratio previsti in relazione a questo istituto, che noi poi abbiamo evidentemente cambiato in: “questa misura”, poco cambia tra misura e misura originaria, nel senso che penso che l'italiano, in questo caso, non sia confutabile. “In relazione a questa misura”, significa, evidentemente, in relazione alla misura che oggi è vigente, non a quella che sarà vigente dal 1° di gennaio del prossimo anno.

Per quanto riguarda tutto il resto, ci siamo espressi e veramente abbiamo cercato di fare qualcosa, cercheremo di poterlo modificare, di poterlo migliorare, evidentemente, ma non nel prossimo provvedimento, non perché non lo vogliamo modificare subito, ma perché molto banalmente il prossimo provvedimento è quello che va in Aula il 27 o il 28 di questo mese e nulla attiene a questo tipo di passaggio.

Termino, Presidente, mettendo al voto la riformulazione e ricordando anche alla collega del MoVimento 5 Stelle che ho provato a parlare, sia con il MoVimento 5 Stelle, sia con il Partito Democratico - non ce l'ho fatta - per cercare chiaramente un testo condiviso rispetto al cambio fondamentalmente dell'ordine del giorno, alla rimodulazione dell'ordine del giorno. Però, attenzione, è tardi, siamo tutti stanchi, abbiamo parlato e abbiamo sentito parlare di fiducia in quest'Aula; ritengo che i feedback politici rispetto alla fiducia che hanno dato gli italiani a questo Governo non siano esattamente a favore di quelli che hanno parlato prima, tanto per essere chiari, ma hanno garantito il Governo ad un'altra parte politica, ad altre parti politiche (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ed un'ultima cosa, collega - sempre tramite lei, Presidente -, ho sentito parlare di rabbia. Tenderei a non parlare ancora molto di rabbia, perché, dopo, questa roba qui, colleghi, rispetto anche a qualche piazza che ho notato, e anche e soprattutto in seno a qualche trasmissione televisiva (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), attenzione, perché dopo la rabbia si trasforma in un qualcosa che neanche voi dopo potete controllare!

Quindi, Presidente, metto al voto questo ordine del giorno riformulato, a questo punto, insomma, con la speranza che chiaramente questo sia propedeutico ad un'ulteriore modifica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Orlando. Onorevole, come sa, lei ha già esaurito le potenzialità dell'intervento; in via eccezionale, le concediamo un minuto, prego.

ANDREA ORLANDO (PD-IDP). Sì, io ringrazio il collega Rizzetto per queste lezioni di moderazione, che davvero ci colpiscono, anche perché nei mesi scorsi, in effetti, la tendenza a non soffiare sul fuoco è stata vostro monopolio (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), ma, a parte questo, però il punto è semplice: se le cose che lei dice, cioè che nel prossimo provvedimento ci sarà il ripristino di Opzione donna (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia),

WALTER RIZZETTO (FDI). Non ho detto questo!

SALVATORE DEIDDA (FDI). Parla col Presidente!

ANDREA ORLANDO… non il prossimo, ma il primo utile, se nel primo provvedimento utile ci sarà Opzione donna com'era, a cosa serve l'arabesco che ci proponete? Basta dire: nel primo provvedimento utile sarà ripristinata Opzione donna. Tutte le modifiche di sostenibilità sono necessarie a qualunque modifica previdenziale e per quanto riguarda il lungo periodo lei sa benissimo che la scelta di mettere ogni volta Opzione donna in modo annuale…

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA ORLANDO (PD-IDP). …è legata all'impossibilità di fare una previsione pluriennale. Quindi, se lei dice la verità, lei deve votare contro la riformulazione che ci è stata proposta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/226 Rizzetto, con il parere favorevole del Governo, nel testo riformulato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 115).

Gli ordini del giorno n. 9/643-bis-AR/227 Urzì, n. 9/643-bis-AR/228 Sbardella, n. 9/643-bis-AR/229 Rosso e n. 9/643-bis-AR/230 Mollicone s'intendono accolti.

Torniamo ora all'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/37 Laus. Chiedo al Governo se intende intervenire.

LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Si conferma il parere contrario.

PRESIDENTE. Passiamo, dunque, ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/643-bis-AR/37 Laus, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 116).

È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.

Avverto che il Governo ha presentato la Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025, che è in distribuzione.

Sospendiamo, pertanto, la seduta per venti minuti, al fine di consentire alla Commissione bilancio di esaminarla, ai sensi dell'articolo 120, comma 7 del Regolamento.

La seduta è sospesa, e riprenderà alle ore 5,55.

La seduta, sospesa alle 5,35 del 24 dicembre, è ripresa alle 5,55.

(Esame della Nota di variazioni – A.C. 643-bis-A/R​/I)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame della Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025, di cui la Commissione bilancio ha testè concluso l'esame, ai sensi dell'articolo 120, comma 7, del Regolamento.

Colleghi, vi invito intanto a prendere posto, perché sennò facciamo un inutile intasamento all'inizio dell'emiciclo. Quindi, per favore, se velocemente riprendiamo il posto, possiamo andare avanti con i nostri lavori.

Chiedo ai relatori se intendano intervenire. Prego, relatrice Comaroli.

SILVANA ANDREINA COMAROLI, Relatrice per la maggioranza. Grazie, Presidente. Chiedo l'autorizzazione al deposito della relazione sulla Nota di variazioni (Applausi).

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni od opposizioni, la relazione sulla Nota si intende depositata.

Chiedo, a questo punto, al rappresentante del Governo se intenda intervenire: il Governo rinuncia.

Se nessuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 117).

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Benedetto Della Vedova. Ne ha facoltà.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA). Grazie, signor Presidente. Se siamo qui a quest'ora del 24 dicembre è innanzitutto perché, nonostante lo slogan, certamente vincente, della campagna elettorale di Giorgia Meloni, la maggioranza e il Governo erano tutt'altro che pronti. E non solo perché si è votato il 25 di settembre, ma perché, a furia di fare propaganda, siete arrivati non pronti a fare i conti con la realtà e anche divisi al vostro interno.

Ho sentito il collega capogruppo di Forza Italia che, in realtà, voi siete arrivati divisi sul profilo politico che questa manovra doveva avere. Potevate tenerci a discutere di innovazione, di ricerca, di ambiente, di concorrenza, di produttività, da conquistare per aumentare salari e stipendi. Invece, siete partiti con gli attacchi alla Banca d'Italia, avete proseguito con attacchi inusitati alla Banca centrale europea, con la stessa retorica - forse, così, per inerzia -, dannosa per il nostro Paese, usata in campagna elettorale e negli anni dai partiti che sono stati all'opposizione in anni di opposizione, salvo poi adeguare questa manovra ai saldi previsti da Draghi. Avrebbe detto l'onorevole Giorgia Meloni dall'opposizione: vi siete piegati ai diktat di Bruxelles! Forse avete capito che non erano diktat e su questo - anche su questo - avete cambiato e cambierete idea. Non erano diktat di Bruxelles dei burocrati di Bruxelles: erano principi ragionevoli per mantenere le finanze pubbliche italiane, nell'interesse delle generazioni successive, già con il livello di indebitamento che abbiamo a livelli accettabili. Prima gli attacchi alla Banca centrale europea e poi avete tenuto noi e il Paese per settimane a discutere del POS. Uno dice: “Ah, ma con tutto quello che c'è, si discute del POS”. Siete voi che avete buttato questo argomento insensato nella discussione sulla legge di bilancio. Io vorrei capire -mi rivolgo al Ministro Giorgetti - e vorrei sapere a quale persona è venuto in mente di segnare la discussione sul bilancio pubblico italiano con una norma che preveda che in Italia tu non possa pagare, anche se non ha i contanti in tasca, fino a 60 euro con la carta di credito o il bancomat! Vedete, questa per me è la cifra reazionaria della vostra cultura politica, reazionaria sui diritti, ma anche reazionaria sull'economia. Voi cercate di arginare l'inarginabile, siete reazionari, perché non volete prendere atto che il mondo, le persone, la vita delle persone, vanno in una direzione. Volete rimpiangere il bel mondo antico dei contanti, che non è mai stato un bel mondo e che, soprattutto, se n'è andato e non tornerà. Quella del POS era una cosa letteralmente fuori dal mondo: non solo fuori dall'Europa, fuori dal mondo! In qualunque posto del mondo, se tu prendi un taxi dall'aeroporto al centro città, paghi con la carta di credito, magari perché non hai ancora cambiato il denaro. E voi ci avete tenuto a discutere su questo. Non voglio farla lunga, perché è tardi o meglio è presto.

C'è un altro punto, però, che voglio sottolineare che è quello che abbiamo proposto con Riccardo Magi in un ordine del giorno, che voi avete bocciato. È il tema del MES, perché c'è un filo rosso tra gli attacchi alla Banca centrale europea, questa roba reazionaria del POS e il tema della ratifica della riforma del MES.

Io ho sentito Giorgia Meloni dire: firmo col sangue che non prenderemo mai i soldi del MES. Io penso che Giorgia Meloni, quando verrà il momento e se verrà il momento (spero di no), cambierà idea su questo, esattamente come ha cambiato idea sull'euro. Ha fatto una campagna vincente - perché poi ha vinto le elezioni - per portare l'Italia fuori dall'euro. Ancora un anno fa, nel 2021, tuonava in televisione contro la irreversibilità della moneta unica che danneggiava l'interesse della Nazione. Quindi, quando ci sarà da prenderlo cambierà idea anche su questo. Ma non è questo il tema. Io vorrei capire se è solo una manfrina alzare lo scontro dicendo non useremo mai il MES, per rompere un altro tabù della destra italiana e per cambiare idea su un altro tema. Ministro Giorgetti, mi rivolgo anche a lei: abbiamo aspettato la Corte di Karlsruhe e abbiamo aspettato i tedeschi, che hanno fatto quello che dovevano fare, ora decidiamoci a ratificare la riforma del MES, togliamo dall'Italia lo stigma di un Paese che non sa riformare il MES, non lo stigma del MES. Alla fine di tutta questa discussione, e nonostante che voi abbiate rispettato il diktat di Bruxelles e vi siate mossi entro i margini e i saldi previsti dal Governo Draghi, restiamo un Paese fortemente indebitato, che ha bisogno di crescere, che ha bisogno di riforme strutturali per aumentare la produttività e per dare salari e stipendi più alti. Questi ultimi non potranno venire semplicemente e d'incanto dalla riduzione del cuneo fiscale, che per i salari e gli stipendi più bassi è già ridottissimo, ma solo dalle riforme. Quindi, discutiamo di questo nei prossimi mesi, quando si discuterà di economia, e smettiamo di guardare con lo specchietto retrovisore a un passato che non torna. Smettiamo, vi prego, di discutere di cose assurde come l'abolizione sostanziale del POS. Chi vuole pagare in contanti pagherà in contanti, non era questo in discussione. In discussione c'era solo la possibilità, in Italia come nel resto del mondo che guarda avanti, e non indietro, di usare carta di credito, bancomat, telefonino e tutte le altre modalità elettroniche di pagamento.

Quindi, per questo noi voteremo contro questo bilancio deludente, contro questa manovra pasticciata, piena di “vorrei ma non posso”, di misure contraddittorie.

Concludo sul tema delle pensioni: avete fatto tanta propaganda con Salvini e l'ossessione dei prepensionamenti e portate a casa una foglia di fico minima, questa quota 103 con tutti i paletti che avete messo. Quindi, anche sulla legge Fornero avete cambiato idea perché sapete che con i conti pubblici non si scherza e l'attentato alla sostenibilità dei conti rispetto alle proprie alle prossime generazioni deve avere dei limiti. Li avete rispettati, e questo mi fa piacere, avete cambiato idea e continuerete a cambiare idea, ma noi questa manovra non la votiamo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-+Europa).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Steger. Ne ha facoltà.

DIETER STEGER (MISTO-MIN.LING.). Grazie, Presidente. Rinuncio al mio intervento ribadendo l'astensione di SVP e Union Valdôtaine.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO COLUCCI (NM(N-C-U-I)-M). Grazie, Presidente. Oramai siamo giunti all'alba del 24 dicembre e non voglio abusare della pazienza dei colleghi. Per l'economia dei lavori, anche in ragione degli ottimi interventi dell'onorevole Semenzato e dell'onorevole Cavo, durante la discussione generale, e dell'onorevole Romano, in fase di dichiarazione di voto sulla fiducia, deposito il mio intervento alla Presidenza per dichiarazione di voto a favore della legge di bilancio (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC, Italia al Centro)-MAIE).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA (AVS). Signor Presidente, Ministro, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, sono stati svolti, da parte dei componenti del nostro gruppo, molti interventi. Il collega Grimaldi ha lavorato all'interno della Commissione bilancio e anche in Aula e quindi io cercherò di essere sintetica nelle poche note che vi propongo. La scorsa settimana, il nostro gruppo, Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato una proposta di manovra che disegna un'altra idea di Paese, incentiva l'economia verde ed ecosostenibile, promuove la giustizia sociale, pianifica un futuro responsabile attraverso una vera conversione ecologica e transizione dall'energia fossile a quella da fonti rinnovabili e si misura con i problemi di fondo quali la crisi climatica e ambientale, l'aumento della povertà, la perdita del potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni, il progressivo impoverimento delle classi medie, la permanenza di un'evasione ed elusione fiscale insopportabili, la disoccupazione e il lavoro precario e sottopagato, il divario tra retribuzione delle donne e degli uomini, gli squilibri territoriali e l'insostenibile insufficienza dei servizi sociali e sanitari. Dico subito che, per un Governo che, fin dalla prima richiesta di fiducia, aveva enfatizzato la centralità della famiglia e si era impegnato a sostenere le donne, leggo misure molto tiepide, direi quasi misere, per non parlare del timido sostegno alle imprese e alle famiglie più bisognose afflitte dall'inflazione che, a novembre, ha sfiorato l'11,8 per cento. Il disegno di legge interviene solo con interventi tampone per i primi mesi del 2023. Insomma, una manovra che definirei di galleggiamento, che sembra tenere poco in considerazione il quadro macroeconomico in cui si colloca, la congiuntura globale, stretta tra possibile stagnazione e inflazione, l'aumento dell'incertezza delle famiglie e delle imprese, il permanere della terribile guerra in Ucraina, la difficoltà di attuazione del PNRR, la possibile recrudescenza dell'epidemia da COVID. Anche la decisione assunta dalla BCE di aumentare il tasso di interesse dello 0,5 per cento comporta effetti rilevanti sulle condizioni di finanziamento del debito pubblico e, ovviamente, anche sull'accesso al credito da parte di famiglie e imprese. Tuttavia, era una misura prevedibile, una misura che accompagna la politica monetaria di tutto il mondo, in questo momento.

Ma passiamo ai vulnera che questa manovra restituisce. Inizierei da quello più odioso, almeno per me: l'attacco al reddito di cittadinanza (Applausi di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). La misura genera risparmi di spesa nel 2023 per ben 785 milioni di euro, che diventano 776 al netto dell'aumento automatico dell'assegno unico universale per i figli a carico. Dal 2024, invece, l'abolizione del reddito di cittadinanza produrrebbe risparmi per poco più di 8 miliardi l'anno, di cui circa 7 confluirebbero nel nuovo fondo per il sostegno alla povertà e all'inclusione lavorativa, istituito nello stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in attesa di una riforma organica, non meglio precisata, dello strumento.

Viene individuata la categoria degli occupabili, cui si riduce il sostegno e a cui saranno riservate non meglio precisate attività di formazione e accompagnamento al lavoro. Si è occupabili, pensate, se in famiglia non c'è un figlio minore, né una persona con disabilità, né un over 60. Un over 60! Comunque, si toglie ai molto poveri per dare ai più ricchi e agli straricchi si fanno sconti e regali.

I conti ci dicono che le entrate nette annuali si riducono e le uscite nette crescono i primi due anni e si ridurranno successivamente. La correzione del deficit è affidata al taglio delle spese correnti - e qui sorge un grave problema - anche per il funzionamento delle opere e dei servizi che dovrebbero essere realizzati grazie ai finanziamenti del PNRR, tipo asili nido e servizi per la prima infanzia. Ma vogliamo parlare anche del finanziamento dei LEA o dei LEP, delle risorse necessarie per evitare il collasso definitivo del Servizio sanitario e dei servizi pubblici in termini reali offerti da Stato, regioni ed enti locali, in relazione ad una popolazione sempre più anziana, fragile e a rischio di perdita progressiva di autonomia e di salute. La spesa sanitaria programmatica si riduce fino al 6,1 per cento del PIL nel 2025, un valore inferiore anche rispetto al periodo della pandemia - 6,4 per cento, ricordo, nel 2019 - rispetto ad una media europea del 7,9 per cento.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, sotto il 6,5 per cento del PIL il sistema sanitario non regge. Lo abbiamo constatato, ahinoi, nel 2019. Cosa succederà negli anni a venire staremo proprio a vedere. Solo nel 2024, faccio solo un esempio, ci sarà l'aumento dell'indennità di pronto soccorso, mentre la flat tax renderà molto più competitivo il lavoro autonomo delle cooperative, i cosiddetti gettonisti.

Sono state elevate a 600 euro mensili le pensioni minime, ma solo per gli/le ultrasettantenni, bloccando e diminuendo gli adeguamenti automatici rispetto al costo della vita delle pensioni, superiori di quattro volte il livello minimo: una penalizzazione iniqua rispetto alle percettrici e percettori di pensioni, che già hanno patito una seria perdita di potere di acquisto. Gli stipendi netti delle italiane e degli italiani, secondo i dati Istat, dal 2007 al 2020 hanno perso e sono diminuiti realmente del 10 per cento. L'estensione della flat tax al 15 per cento ai redditi fino a 85 mila euro non solo produrrà minori entrate per 404 milioni l'anno, ma approfondirà le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente.

Presidente, non voglio andare molto oltre (Commenti) perché la reintroduzione…

PRESIDENTE. Colleghi, per favore…

LUANA ZANELLA (AVS). Allora, vado oltre (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)

PRESIDENTE. Onorevole Zanella, prego, concluda pure.

LUANA ZANELLA (AVS). Concludo. Stavo dicendo quanto la reintroduzione dei voucher e l'innalzamento del limite delle prestazioni occasionali contribuiscano a rendere ancora più drammatica la realtà del lavoro povero. Noi, nelle nostre proposte, che sono state avanzate, spiegate e illustrate ai colleghi, abbiamo illustrato le nostre priorità, quindi la tassazione al 100 per cento degli extraprofitti, l'istituzione di un'imposta straordinaria, la cancellazione del regime forfettario della flat tax, il salario minimo, la scala mobile, i congedi parentali, la soppressione dell'articolo 82 che riguarda il ponte sullo Stretto di Messina.

Fortunatamente, è stata approvata la Carta geologica d'Italia…

PRESIDENTE. Deve concludere, per favore.

LUANA ZANELLA (AVS). …e altro ancora. Bene consegno il resto dell'intervento, così sarete contenti e vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sottanelli. Ne ha facoltà.

GIULIO CESARE SOTTANELLI (A-IV-RE). Grazie, Presidente. Vista l'ora, impiegherò 60 secondi. Con il voto di oggi si chiude alla Camera una delle peggiori sessioni di bilancio della storia repubblicana, per gestione dei lavori e contenuti.

La manovra che l'Aula si appresta ad approvare è caotica, sbiadita e senz'anima. Se eravate pronti, come vi siete definiti, una cosa è certa: non eravamo pronti noi. Non eravamo pronti ad assistere allo scempio che la maggioranza e il Governo hanno fatto delle istituzioni parlamentari. Non eravamo pronti a settimane di chiacchiericcio, convocazioni di Commissione a vuoto, emendamenti presentati e poi surrettiziamente modificati. Non eravamo pronti allo sfregio, che questa maggioranza ha perpetuato, delle più basilari regole di procedura parlamentare.

In campagna elettorale, signor Presidente, i partiti che compongono la maggioranza avevano promesso che avrebbero abolito il reddito di cittadinanza. Nero su bianco. Il Governo ha poi certificato di non essere in grado, prendendo tempo per riformarlo, senza indicarne come, con quali risorse e soprattutto sulla base di quali principi ispiratori. Il Governo, poi, aveva cercato di abolire l'obbligo dell'utilizzo del POS, propinando quella stangata retorica secondo la quale la moneta elettronica sarebbe ad appannaggio esclusivo delle banche e dei grandi istituti finanziari, salvo poi essere costretto a tornare mestamente sui propri passi dopo l'intervento dell'Unione europea.

Noi avevamo preso un impegno: non fare ostruzionismo ed esperire, nel ruolo che compete all'opposizione, ogni utile sforzo per migliorare la manovra, portando proposte realistiche, dettagliate ed immediatamente utilizzabili. Abbiamo scelto di non assecondare lo spirito piazzaiolo, ritenendo che fosse più utile lavorare nelle istituzioni che correggere le numerose storture che questa manovra finanziaria scontava fin dalla sua nascita.

Voi vi siete presi gioco della Commissione e del Parlamento, inchiodando le istituzioni ai vostri dissidi interni, calpestando i diritti dell'opposizione e tradendo anche le più benevoli aspettative. Voi avete parlato di tetto al contante, noi di riforma complessiva del reddito di cittadinanza. Voi siete intervenuti sull'attività venatoria, noi vi abbiamo proposto di potenziare le strutture della pubblica amministrazione per una rapida messa a terra degli investimenti del PNRR. Voi avete introdotto un nuovo condono fiscale, noi vi abbiamo chiesto di ridurre la pressione fiscale e contributiva sulle giovani generazioni. In definitiva, noi abbiamo avanzato proposte, voi avete fatto solo rumore. Avete clamorosamente dimenticato i giovani, i lavoratori, le imprese, la sanità, ma vi siete ricordati di regalare ingenti risorse alle società di calcio (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe). Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle possibilità di un'opposizione per dialogare con la maggioranza e migliorare la legge di bilancio che, per accontentare pochi, lascia indietro tutti gli altri, ma ci è stato impedito dall'arroganza e dalla protervia di chi non ascoltava coloro che, dai banchi dell'opposizione, chiedeva a gran voce di rispettare il Parlamento e le sue prerogative.

Signor Presidente, il gruppo parlamentare di Azione-Italia Viva-Renew Europe non voterà il provvedimento, così come non ha votato la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Attis. Ne ha facoltà.

MAURO D'ATTIS (FI-PPE). Presidente, grazie per avermi dato la parola. Ribadendo, come è stato già fatto, il voto favorevole di Forza Italia su questa manovra di bilancio, le chiedo di essere autorizzato a depositare l'intervento di dichiarazione di voto a nome del gruppo (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Torto. Ne ha facoltà.

DANIELA TORTO (M5S). Grazie, Presidente. Veniamo da giorni difficilissimi e siamo giunti al termine ormai dell'esame della legge di bilancio firmata Giorgia Meloni e sostenuta da tutta la destra. Sono stati giorni di scontri e di tensioni, ma anche e soprattutto di ritardi ed errori incredibili, che non abbiamo mai visto prima. Noi abbiamo rappresentato più volte il nostro disagio per l'estrema inadeguatezza mostrata da questo Governo e da questa maggioranza. Abbiamo assistito a scene surreali, abbiamo assistito anche a momenti di puro dilettantismo e anche al disorientamento di alcuni autorevoli esponenti governativi. In primis, mi duole dirlo, il Ministro Giorgetti in Commissione bilancio ha dovuto ammettere errori nella scrittura di alcuni emendamenti bollinati dal suo stesso Ministero. Quindi, è chiaro che la mano destra di questo Governo spesso ha dimostrato di non sapere quello che fa la mano sinistra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), e voi eravate quelli pronti a governare questo Paese.

Voglio dirlo con chiarezza: quello che è successo è grave, è irriguardoso ed è irrispettoso nei confronti di questo Parlamento, ma ancora di più nei confronti dei cittadini, perché per mesi li avete ormai - lo sanno tutti - presi in giro. Avete promesso di tutto, avete raccontato di avere soluzioni facili a problemi che, però, sono complessi e che meritano un'attenzione, una preparazione e un rispetto delle istituzioni e dei cittadini che voi avete dimostrato di non avere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Noi abbiamo provato a migliorare questa legge di bilancio, e ringrazio il presidente Conte, ringrazio i miei colleghi, che hanno creduto nella reale possibilità di riuscirci, però, Presidente, molte delle nostre proposte sono state rigettate puramente per questioni ideologiche da parte vostra, e questo non è stato accettabile.

Quella di cui discutiamo è una manovra di bilancio che fa un'inversione a U nella storia, a maggior ragione se pensiamo al cambio di paradigma, anche a livello economico, che si è avvertito con la pandemia o con la crisi energetica. Queste due crisi, in realtà, ci avrebbero dovuto far comprendere che non è più il momento di tagliare la spesa, ma è il momento di investire ed è il momento di aiutare le parti più fragili del nostro Paese, ma è evidente che la lezione non vi è servita. Avete riempito questo testo di interventi bandiera, senza logica, senza strategia, senza prospettive. Diciamo le cose come stanno: sono tutte bandierine per evitare l'implosione di una maggioranza frammentata, di una maggioranza divisa su tutto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) anche all'interno degli stessi partiti. Noi abbiamo ascoltato più volte la litania del Presidente Meloni e del Ministro dell'Economia: non ci sono le risorse.

Però, colleghi, il fatto che non ci siano state delle risorse per venire incontro ai problemi dei cittadini, delle famiglie e delle imprese è una scelta politica, ed è una scelta politica tutta vostra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Fino in fondo ora dovrete assumervene le responsabilità. Così come è stata una vostra scelta politica presentare in una manovra la “norma Lotito”, una norma che toglie una cintura di protezione sociale a 600 mila percettori fragili di reddito di cittadinanza, che tra l'altro hanno una bassa scolarizzazione e anche un'età media avanzata, per recuperare 900 milioni di euro, la stessa identica cifra, guardate un po', del regalo che oggi fate alle società sportive, soprattutto a quelle di serie A, per l'ennesimo “spalma debiti” fiscale delle loro pendenze verso lo Stato. Voi, tra chi non ha niente e chi è ricco e potente, scegliete i secondi, mentre per mesi avete raccontato ai primi che li avreste aiutati, e per questo dovreste soltanto vergognarvi questa sera, anzi, questa mattina (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Noi, ormai prossimi all'alba, vi faremo soltanto qualche piccola domanda, che vi accompagnerà in questo Natale e a cui siamo sicuri non avremo risposta. Mi chiedo dov'è finita la Lega delle politiche espansive, la Lega dei Borghi e dei Bagnai, la Lega degli scostamenti di bilancio di Salvini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) per 50 miliardi di euro sbandierata in campagna elettorale? E dove sono finiti i patrioti che, per bocca della Meloni, hanno ripetuto che per l'Europa era finita la pacchia e che con loro avremmo portato meno Europa in Italia e più Italia in Europa? Avete preso, in realtà, in giro milioni di italiani, e li avete presi in giro su tutto: su una flat tax che non è una flat tax, sulle pensioni minime a 1.000 euro che non esistono e non esisteranno nemmeno alla fine di questa legislatura. Li avete presi in giro con un incremento di neanche dieci euro al mese in busta paga e poi avete preso in giro le imprese, partecipando nella scorsa legislatura a tutte le manifestazioni in piazza a difesa del superbonus (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), una misura che poi avete tagliato con un colpo di scure, e avete violato, tra l'altro, in corso d'opera anche il patto tra Stato e cittadini. Vi siete però ben guardati dal risolvere il vero problema del superbonus, e sapete bene qual è: quello del blocco dei crediti fiscali. Un meccanismo economico reso di successo dal MoVimento 5 Stelle per garantire la liquidità immediata ai cittadini e alle imprese. Andateci ora in piazza, e mi rivolgo soprattutto a Fratelli d'Italia; andate a raccontare ai molti imprenditori che falliranno perché hanno semplicemente creduto in uno Stato che oggi diventa totalmente inaffidabile per colpa di chi lo governa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Ma guardi, collega, lo stesso drammatico approccio lo avete riservato ai tagli alla scuola pubblica, mentre finanziate gli istituti privati, all'agevolazione sui mutui per l'acquisto della prima casa, al riscatto gratuito della laurea, alle misure per i giovani. Tutte proposte del MoVimento 5 Stelle che continuate a considerare come un costo e non come un investimento. Questo sapete cosa significa? Che voi non capite, e forse non lo capirete mai, che quello sulla scuola, sui giovani, sui nostri ragazzi è l'investimento a più alto moltiplicatore economico che possa esistere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Presidente, poi lo squallido tentativo di uccidere il reddito di cittadinanza vi ha portato addirittura a mettere in discussione il principio della congruità dell'offerta di lavoro. Guardate che altro non è quel principio che un principio che garantisce la dignità del lavoro, e lo ricordo al collega Lupi; una dignità del lavoro sancita nell'articolo 36 della Costituzione.

Diciamocelo chiaramente: un'offerta di lavoro, e sfido chiunque a dire il contrario, può essere accettata se remunerata in modo congruo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Questa è la distruzione del lavoro che state mettendo in atto, questo significa incentivare il precariato, incentivare lo sfruttamento, e la vostra visione non è altro che l'istituzionalizzazione del lavoro schiavistico. E decisamente avete palesato poi questo vostro progetto con il ritorno all'uso dei voucher. Insomma, un mondo capovolto. I nostri giovani, i lavoratori, le famiglie italiane in difficoltà, invece di essere aiutate, vengono completamente abbandonate oggi da questo Governo, che ha deciso di fare cassa sui più deboli e su chi è più in difficoltà.

Presidente, siamo delusi, amareggiati, sconcertati. Noi avevamo proposto tutt'altro: il raddoppio della rivalutazione delle pensioni più basse, il raddoppio del taglio del cuneo fiscale, un fondo per il salario minimo. Vi abbiamo anche indicato le risorse che si potevano reperire, ma voi niente. Voi avete inflitto al Paese l'austerità e, in cambio, non avete ottenuto nulla, soltanto una recessione alle porte e ferite sociali che saranno difficili da rimarginare. Il Paese non merita questo - concludo - e, proprio per questa ragione, come MoVimento 5 Stelle, faremo di tutto per sottrarre l'Italia al precipizio verso il quale ci state accompagnando (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cattoi. Ne ha facoltà.

VANESSA CATTOI (LEGA). Grazie, Presidente. Vista l'ora, chiedo l'autorizzazione al deposito della dichiarazione di voto, dichiarando, altresì, il voto favorevole della Lega alla manovra di bilancio 2023, oltre al bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Depositiamo l'intervento. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ubaldo Pagano. Ne ha facoltà.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, oggi finalmente cala il sipario su uno spettacolo indegno ed inedito. L'esame di questa manovra ha sfondato il muro del ridicolo e violato ogni regola di buonsenso e di rispetto delle istituzioni, compresi i precedenti che avete creato oggi, ma siamo ragionevolmente fiduciosi che potrete fare anche di peggio. Se questo era il primo vero banco di prova della destra italiana al Governo, portate a casa una insufficienza abbondante. Ritardi, forzature, improvvisazione, che sottolineano solo una cosa: la totale impreparazione di questa maggioranza a gestire la cosa pubblica. E, se oggi siamo qui ad approvare questa legge di bilancio, è solo grazie alle forze di opposizione che, con un enorme sforzo di pazienza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), hanno deciso di evitare l'esercizio provvisorio. Badate bene, lo abbiamo fatto per il Paese, sia chiaro, non per salvarvi la faccia, perché quella l'avete già persa.

Questa manovra non ha alcuna visione del futuro, blocca gli investimenti e condanna il Paese a crescita zero. È il disegno perfetto dell'idea d'Italia che avete in mente: un'Italia piccola, che sa guardare solo al passato e che rifiuta ogni forma di progresso. Un Paese che strizza l'occhio a chi evade le tasse e non paga le multe, uno Stato che toglie a chi ha meno per dare ai ricchi e arriva, addirittura, a proporre scudi penali per i delinquenti, chiamiamoli per nome e cognome. Lo abbiamo detto sin dall'inizio, questa legge di bilancio è la più iniqua e inadeguata che ricordiamo. È iniqua, perché umilia le esigenze delle persone più bisognose, è inadeguata, perché non riesce nemmeno a rispondere ai bisogni urgenti del sistema Paese rispetto alla crisi energetica. Una domanda: il 1° aprile a chi chiederemo i soldi per prorogare gli aiuti se la guerra non dovesse finire (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? Sono settimane che lo chiediamo alla Presidente del Consiglio, ma si rifiuta di rispondere a questa domanda.

E, allora, il testo che arriva oggi in quest'Aula è il manifesto della vostra incapacità, la dimostrazione vivente del tradimento di ogni singola promessa fatta in campagna elettorale, dai POS alle pensioni minime a 1.000 euro, dalla flat tax per tutti al mega-condono fiscale. Non c'è nulla di tutto questo, era solo un ammasso di bugie, che, per fortuna, aggiungerei, si è disintegrato all'impatto con la realtà. Ma qualcosa c'è in questa manovra. C'è, innanzitutto, un grande mainstream della destra italiana, il “pacchetto evasori”, una serie di misure che aspettavate di prendere da tempo: alzate la soglia del contante e la criminalità organizzata ringrazia, mettete 10 nuovi condoni che costano più di un miliardo di euro agli italiani onesti, sì quei fessi che tasse e multe le pagano sempre e non aspettano gli sconti o le grazie di Stato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) e, dulcis in fundo, lo scudo penale per i reati fiscali, una vergogna che abbiamo evitato solo grazie ai delatori alla legge di bilancio, perché, se non avessimo avuto menzione da comunicati stampa di quello che stavate facendo, probabilmente, avreste compiuto l'ennesimo sopruso che avete compiuto oggi, facendo passare, a fiducia già chiesta, due emendamenti che non sono stati mai oggetto della discussione in sede referente.

E, poi, c'è il “pacchetto privilegiati”: dimezzate le tasse sui redditi da capitale, un vantaggio gigantesco ai ricchi e a chi può, evidentemente, permettersi di guadagnare investendo sul divano di casa, e la cosiddetta flat tax, di cui Salvini, il Ministro Salvini, ancora oggi, continua a raccontare delle sorti miracolose. Manco per sogno. Guardate, diamo una mano a chi sicuramente non se la passa male, a chi dichiara ricavi dai 65 agli 85 mila euro all'anno. Per spiegare questa assurdità, vi cito un solo dato: il reddito medio di un titolare di ditta individuale, di un imprenditore per intenderci, è inferiore ai 20 mila euro annui. A queste persone non state dando nessun beneficio, mentre spendete un miliardo di euro per appena 60 mila professionisti e imprese individuali. Nemmeno il 2 per cento su un totale di quasi 3 milioni e mezzo di soggetti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Ma a fianco alle prebende che avete garantito al vostro elettorato di riferimento, avete contrapposto il “pacchetto povertà”. Perché contrastare la povertà, quando si può fare direttamente la guerra ai poveri? E questo avete fatto, la guerra ai poveri. Si cancella, infatti, con un colpo di spugna il reddito di cittadinanza per circa 400 mila famiglie, persone che saranno condannate ad essere povere per sempre, perché quelle persone, dal 1° di agosto, non avranno nessuno che gli proporrà un'offerta di lavoro, esattamente come è avvenuto quest'anno; non avranno nessuno che si occuperà di garantire loro la formazione professionale da cui ne deriverà la riqualificazione; non avranno nessuno che prenderà in carico la loro fragilità. E, invece, da questo punto di vista, voi vi siete caricati di un'enorme responsabilità verso il futuro. Come abbiamo già detto in sede di dichiarazioni di voto per la fiducia, noi non siamo per difendere lo strumento così com'è, perché è evidente che sulle politiche attive del lavoro occorreva e occorre un intervento, ma per fare questo ci vuole tempo, ci vuole competenza e ci vuole un'idea precisa. Se una misura di questo tipo esiste in tutti i Paesi occidentali, evidentemente, è un'esigenza che altri hanno sperimentato. E, allora, se non siete capaci di fare le cose in maniera originale, almeno imparate a copiare.

Ma non bastava tutto questo, perché vi siete anche prodigati nel taglio degli assegni per le pensioni. Sì, perché, guardate, dovreste dire al presidente Berlusconi che il sogno delle pensioni minime a 1.000 euro non solo non è stato permesso in questa legge di bilancio, ma è ben lontano dall'essere raggiunto anche per i prossimi anni, perché aumentare di solo 12 euro, rispetto all'indicizzazione già prevista, quanto è garantito solo agli over 75, significa semplicemente avere la possibilità di uno slogan da spendere su qualche telegiornale.

Ma non ci dimentichiamo anche del “pacchetto ingiustizia e precarietà”, perché reintroducete i voucher per sfruttare meglio i lavoratori, i giovani italiani, per smettere di riconoscere i diritti basilari di un rapporto di lavoro dignitoso: uno stipendio giusto, una contribuzione previdenziale adeguata, tutele e diritti sociali. La Presidente Meloni, in sede di dichiarazioni di insediamento, ha parlato di pensione di garanzia. Voi, con l'introduzione di questi strumenti, allontanate addirittura la possibilità che possano permettersi un futuro questi ragazzi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Per voi, essere lavoratori poveri è troppo poco: per la destra italiana servono nuovi schiavi, senza diritti e senza dignità (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E, siccome noi saremo qui ancora a ricordarvelo, sappiate che non faremo sconti nel prossimo futuro.

Sulla sanità pubblica non mettete un euro, anzi, nemmeno i soldi che servono alle aziende sanitarie per coprire i costi delle bollette, figuriamoci per investire sul futuro della sanità pubblica. La scuola è totalmente assente: a fronte di un contributo per le scuole paritarie, chiudete più di 600 istituti nelle zone interne, nelle zone più deprivate (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Per una questione di igiene istituzionale, non parlerò delle mancette che avete infarcito, ma vorrei che fosse chiaro: la responsabilità è tutta quanta vostra.

Per concludere, Presidente, il Mezzogiorno d'Italia, che la Presidente Meloni ha completamente dimenticato di inserire in manovra. È solo grazie al nostro intervento e a quello dell'Europa se vengono prorogati gli strumenti per lo sviluppo del Sud.

Ma una cosa l'avete fatta veramente già in partenza per il Mezzogiorno: avete introdotto l'embrione dell'autonomia differenziata, un percorso completamente in mano al Governo dove il Parlamento è tagliato fuori e non si mette nemmeno un euro in più per finanziare i fabbisogni standard e i livelli essenziali delle prestazioni. Questa è la garanzia della fine definitiva delle politiche di riduzione dei divari e questa responsabilità i parlamentari eletti nelle regioni meridionali, che siedono nei banchi della maggioranza, se la devono caricare tutta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista – Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Concluda per favore.

UBALDO PAGANO (PD-IDP). Concludo, Presidente, annunciando il voto contrario del Partito Democratico su questa legge di bilancio, nella consapevolezza che, dopo due mesi di Governo, avete dimostrato all'Italia intera cosa siete capaci di fare. Siete divisi su tutto, siete spregiudicati. Allora, in questa vigilia di Natale risuonino forte le parole indimenticate di don Milani: “Non c'è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra disuguali”. Voi siete l'Italia dei privilegi, l'Italia delle ingiustizie. Noi la combatteremo oggi, domani e sempre (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista – Applausi ironici dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Nell'annunciare il voto favorevole di Fratelli d'Italia, chiedo di essere autorizzato a depositare l'intervento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

(Coordinamento formale - A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.

(Così rimane stabilito).

(Votazione finale e approvazione – A.C. 643-bis-A/R​)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.

Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 643-bis-A/R: "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025".

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Siamo in votazione (Dai banchi del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: Vota per uno! – Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Allora, colleghi! Per favore!

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 118) (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Interventi di fine seduta.

PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà. Colleghi, c'è chi va ma c'è chi resta. Quindi, consentiamo all'onorevole Scotto di svolgere il suo intervento.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Il partigiano Antonio Amoretti è scomparso ieri all'età di 96 anni. Era l'ultimo testimone di quella generazione di giovanissimi napoletani che in quel settembre del 1943 si ritrovarono improvvisamente adulti, sollevandosi in armi e liberando Napoli, prima città in Europa a cacciare la Wehrmacht dall'occupazione nazista. Le Quattro giornate di Napoli rappresentarono una svolta nella guerra di liberazione europea. Dopo Napoli tutto divenne possibile. Fu un moto di popolo, una fiammata che unì il Vasto alla Sanità, Capodimonte al Vomero, che saldò generazioni diverse, che fece emergere un protagonismo femminile inedito, penso a Maddalena Cerasuolo, mobilitando borghesia e plebe.

Hitler ordinò di ridurre Napoli in fango e in cenere, non passò. Antonio Amoretti aveva 16 anni, viveva nel quartiere Stella; di origini cilentane, il padre apparteneva ai circoli comunisti clandestini della città ed era uno degli organizzatori dei primi vagiti della Resistenza partenopea. Quel 28 settembre, quando via Foria divenne il teatro dell'insurrezione popolare contro i nazifascisti, il padre di Antonio era ammalato a casa.

Con queste parole Amoretti, per decenni, insieme all'Associazione nazionale partigiani di cui è stato indimenticabile presidente napoletano fino a pochi mesi fa, ha raccontato a decine di migliaia di giovani la sua esperienza: Quel giorno mio padre disse a mia madre di non farmi uscire di casa, glielo ordinò, dicendo: chille è pazzo, fuori si spara e si muore. Io non dissi niente, ma avevo deciso di disobbedire, entrai nella camera da letto dei miei genitori, rubai la pistola da cacciatore di mio padre e uscii. Da allora la mia vita cambiò per sempre.

Grazie, Antonio, Tonino il biondo, ragazzo e partigiano per sempre (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fabio Porta. Ne ha facoltà, per due minuti.

FABIO PORTA (PD-IDP). Presidente, colleghi, il 24 dicembre di 40 anni fa, a Caltagirone, moriva Silvio Milazzo, una delle più grandi figure della storia dell'autonomia della Sicilia, della quale fu, tra il 1958 e il 1959, il presidente dell'assemblea regionale. La sua figura è ricordata ancora oggi per il coraggio con il quale seppe difendere e interpretare l'autonomia dell'isola, anche a costo di contrastare i partiti tradizionali. Nacque così il termine “milazzismo”, spesso interpretato in maniera distorta e riduttiva, poi, rivalutato da esponenti politici di primo piano, come Emanuele Macaluso che in più di un'occasione ha voluto rendere omaggio al suo illustre corregionale, evidenziandone il carattere innovatore e i tratti sinceramente autonomisti della sua breve, ma importante esperienza di governo.

Di lui ho alcuni ricordi personali, essendovi legato da un forte legame familiare, ma ritenevo giusto che anche quest'Aula lo ricordasse come si deve a quanti hanno dedicato la loro vita al bene comune e a rendere più grande il nostro Paese (Applausi).

PRESIDENTE. Prima di passare alla lettura dell'ordine del giorno, certo di interpretare i sentimenti dell'Assemblea, mi preme ringraziare tutto il personale della Camera dei deputati che ha reso possibile l'ordinato svolgimento dei lavori. A loro e alle loro famiglie rivolgo, a nome anche della Presidenza, il più sentito augurio di buon Natale, lo stesso che ovviamente rivolgo a ognuno degli appartenenti di questa Assemblea e a tutti gli italiani.

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Martedì 27 dicembre 2022 - Ore 10:

(ore 10, con votazioni non prima delle ore 14)

1. Discussione del disegno di legge (per lo svolgimento della discussione generale, l'esame delle questioni pregiudiziali e il seguito dell'esame):

S. 274 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2022, n. 162, recante misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia, nonché in materia di entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, di obblighi di vaccinazione anti SARS-COV-2 e di prevenzione e contrasto dei raduni illegali (Approvato dal Senato). (C. 705​)

Relatrice: BISA.

La seduta termina alle 6,55 del 24 dicembre 2022.

TESTI DEGLI INTERVENTI DI CUI È STATA AUTORIZZATA LA PUBBLICAZIONE IN CALCE AL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA ODIERNA: SILVANA ANDREINA COMAROLI (A.C. 643-BIS-A/R​/I)

SILVANA ANDREINA COMAROLI, Relatrice. (Relazione sulla Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 - A.C. 643​-bis-A/R/I). Il Governo ha trasmesso la Nota di variazioni, ai sensi dell'articolo 21, comma 12, della legge n. 196 del 2009, come modificata dalla legge n. 163 del 2016.

In particolare, ricordo che, ai sensi del predetto comma 12, gli effetti finanziari derivanti dalle modifiche apportate da ciascuna Camera alla prima sezione del disegno di legge di bilancio sono incorporati, per ciascuna unità di voto parlamentare, nella seconda sezione, quale risultante dagli emendamenti approvati, attraverso un'apposita Nota di variazioni, presentata dal Governo e votata dalla medesima Camera prima della votazione finale. Per ciascuna delle predette unità di voto la Nota evidenzia altresì, distintamente con riferimento sia alle previsioni contenute nella seconda sezione sia agli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni della prima sezione, le variazioni apportate rispetto al testo del disegno di legge presentato dal Governo ovvero rispetto al testo approvato nella precedente lettura parlamentare.

Ciò premesso, rilevo che la Nota di variazioni in esame reca modifiche al quadro riassuntivo generale del bilancio dello Stato, allo stato di previsione dell'entrata e a tutti gli stati di previsione della spesa. La Nota, in conseguenza delle modifiche apportate alle previsioni di bilancio, sia per effetto degli emendamenti alla prima sezione, sia per effetto di quelli alla seconda sezione, indica altresì che il totale generale della spesa per il triennio 2023-2025, di cui all'articolo 18 del disegno di legge di bilancio, deve intendersi aggiornato nei seguenti termini: 1.183 miliardi 723 milioni 964 mila e 94 euro, 1.121 miliardi 186 milioni 846 mila e 6 euro e 1.124 miliardi 538 milioni 264 mila e 703 euro in termini di competenza, nonché 1.203 miliardi 435 milioni 534 mila e 734 euro, 1.128 miliardi 614 milioni 124 mila e 780 euro e 1.126 miliardi 122 milioni 513 mila e 987 euro in termini di cassa.

Per quanto riguarda il risparmio pubblico, dalla Nota di variazioni risulta che il disegno di legge di bilancio, come modificato dagli emendamenti approvati da questo ramo del Parlamento, sia alla prima che alla seconda sezione, determina, in termini di competenza, per l'anno 2023 un miglioramento pari a circa 101 milioni di euro, per l'anno 2024 un miglioramento pari a circa 271 milioni di euro e per l' anno 2025 un miglioramento pari a circa 294 milioni di euro, mentre in termini di cassa si registra per l' anno 2023 un miglioramento pari a circa 95 milioni di euro, per l'anno 2024 un miglioramento pari a circa 273 milioni di euro e per l'anno 2025 un miglioramento pari a circa 308 milioni di euro.

Per quanto riguarda il saldo netto da finanziare, dalla Nota di variazioni risulta che il disegno di legge di bilancio, come modificato dagli emendamenti approvati da questo ramo del Parlamento, sia alla prima che alla seconda sezione, determina, in termini di competenza, per l'anno 2023 un miglioramento pari a circa 160 milioni di euro, per l'anno 2024 un miglioramento pari a circa 18 milioni di euro e per l'anno 2025 un miglioramento pari a circa 47 milioni di euro, mentre in termini di cassa si registra per l'anno 2023 un miglioramento pari a circa 234 milioni di euro, per l'anno 2024 un miglioramento pari a circa 70 milioni di euro e per l' anno 2025 un miglioramento pari a circa 110 milioni di euro.

Per quanto concerne, infine, il ricorso al mercato, le modifiche introdotte in sede parlamentare comportano, secondo quanto riportato nella presente Nota, effetti corrispondenti a quelli illustrati con riferimento al saldo netto da finanziare.

In conclusione, esprimo una valutazione favorevole sulla Nota di variazioni in esame.

TESTI DEGLI INTERVENTI DI CUI È STATA AUTORIZZATA LA PUBBLICAZIONE IN CALCE AL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA ODIERNA: ALESSANDRO COLUCCI, LUANA ZANELLA, MAURO D'ATTIS, VANESSA CATTOI E PAOLO TRANCASSINI (A.C. 643-BIS-A/R​)

ALESSANDRO COLUCCI (NM(N-C-U-I)-M). (Dichiarazione di voto finale – A.C. 643​-bis-A/R). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente del Consiglio, signori del Governo, in queste ore votiamo una manovra di grande importanza.

E' una manovra nata alla luce dei valori politici che oggi caratterizzano questo Governo, caratterizzata da una visione rivolta al futuro, ma allo stesso tempo radicata nella realtà, purtroppo grave, che il nostro Paese si trova ad affrontare. Votiamo una manovra che si fonda su risorse pari a 35 miliardi e che ha destinato 21 miliardi di tali risorse per fronteggiare il caro bollette.

Votiamo una manovra che ha come principi cardine quei grandi valori che sono a fondamento della nostra Costituzione: l'eguaglianza, la solidarietà, la giustizia sociale, il lavoro.

Questa è una manovra che guarda con attenzione alle famiglie, promuovendo e potenziando quegli strumenti che il legislatore ha previsto con il fine di rendere effettiva la conciliazione tra lavoro e vita privata; votiamo una manovra che presta attenzione alle imprese in difficoltà, conscia del valore che il sistema imprenditoriale rappresenta per il nostro Paese; votiamo una manovra che vuole sostenere i più deboli e che lo fa nella consapevolezza che se da un lato sarà sempre nostro dovere e responsabilità aiutare e sostenere chi ha bisogno, dall' altro è essenziale tornare a far risplendere nella nostra società, così fortemente colpita dal dramma della disoccupazione, quel grande valore sul quale la nostra Costituzione si fonda: il lavoro.

Votiamo una Manovra che come Noi Moderati appoggiamo e condividiamo fortemente. Sono diverse infatti le proposte che come Noi Moderati abbiamo portato avanti e che riconosciamo non solo importanti, ma essenziali per la costruzione del futuro e la crescita del nostro Paese.

In primo luogo, le famiglie: la manovra destina 1,5 miliardi al sostegno delle famiglie e della natalità, fra cui, per quanto riguarda l'assegno unico, sarà resa strutturale la maggiorazione per i figli disabili, segnale di grande importanza.

Come Noi Moderati abbiamo posto l'attenzione su alcune misure che, seppur già previste nel nostro ordinamento, abbiamo ritenuto necessitino di essere potenziate sotto il profilo finanziario, così da poter adempiere in modo concreto alla funzione sociale per la quale sono state introdotte. Mi riferisco in particolare, alla misura del congedo parentale, strumento essenziale per realizzazione di una politica capace di conciliare i tempi di lavoro con quelli familiari. Per tale motivo accogliamo con grande favore l'aumento dell'indennità del congedo parentale dal 30% all' 80% per un mese e l'estensione di tale beneficio ad entrambi i genitori. È una misura che difatti, seppur potenziata sotto il profilo economico, è però prima di tutto un intervento di natura sociale. In ragione di ciò, importanti sono le modifiche che la manovra apporta alla misura del congedo parentale, con l'auspicio responsabile che il nostro Paese possa diventare maggiormente virtuoso sotto il profilo della conciliazione famiglia-lavoro, magari seguendo alcune esperienze straniere, abbiamo altresì richiesto di estendere ulteriormente la misura, aumentando dal 30 % al 67% l'indennità per ulteriori due mesi. Accanto alla misura relativa al congedo parentale, riteniamo importante altresì il potenziamento dell'assegno unico familiare.

La famiglia costituisce un pilastro della società e per Noi Moderati una battaglia essenziale.

È alla luce dei medesimi principi che abbiamo posto attenzione sul mondo della scuola e dell'istruzione. Come Noi Moderati abbiamo proposto l'inserimento di un credito d'imposta pari al 65 per cento per coloro che effettuano erogazioni in denaro in favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, cioè istituzioni scolastiche statali, istituzioni scolastiche paritarie private e a favore degli enti locali: per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti. Tale misura non ha trovato accoglimento nell'attuale manovra, ma rimane per noi importante ed in ragione di ciò abbiamo considerato opportuno inserirla in un ordine del giorno.

Altro intervento importante è quello relativo al reddito di cittadinanza. Partiamo da un presupposto essenziale: la misura potrà continuare ad essere percepita da coloro che non sono in grado di lavorare, dai disabili, dagli anziani, dalle famiglie senza redditi con minori, dalle donne in gravidanza. La misura del Reddito di cittadinanza è stata riformata con l'intenzione di rendere effettiva la possibilità di reintrodurre nel mondo del lavoro coloro che il lavoro lo hanno perso e di superare la visione del reddito come una mera misura assistenzialista.

La Costituzione ce lo ricorda all'articolo 1: l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e, come incardinato nell'articolo 4, "riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto." Da tale motivo nasceva la richiesta di Noi Moderati di intervenire sulla misura del Reddito di cittadinanza anche riducendo, da 8 mesi a 6 mesi, la durata della medesima, destinando i fondi disposti a quei due ulteriori mesi a misure di carattere agevolativo per le imprese che hanno intenzione di assumere i destinatari del reddito.

La soluzione proposta oggi dal governo riduce la misura a 7 mesi, riflettendo positivamente le nostre proposte.

Come Noi Moderati, abbiamo inoltre chiesto di eliminare il termine "congrua" con riguardo alla definizione della proposta di lavoro offerta al percettore di reddito di cittadinanza, e da accettare a pena di decadenza del beneficio, non comprendendo il significato di tale limitazione: una offerta lavorativa è tale se rispetta le norme vigenti e il contratto nazionale di riferimento, altrimenti non è una proposta, mentre l'introduzione di una valutazione soggettiva della congruità o della corrispondenza con le proprie attitudini personali, farebbe venire meno l'efficacia della norma. Si tratta di un passo avanti nel tentativo di rendere più efficiente un sistema che finora ha fallito completamente la missione di accompagnamento al lavoro, rimanendo puro assistenzialismo, anche laddove non necessario e a spese di tutti gli italiani.

Famiglie, imprese, istruzione: sono questi i punti che caratterizzano la nostra azione e che riconosciamo in questa Legge di Bilancio.

Sono molte le domande che la storia di questo ultimo anno ha sollevato, tante le situazioni alle quali la Politica ha il dovere di rispondere con responsabilità e concretezza. È per tale motivo ed in ragione di ciò che votiamo favorevolmente per questa Manovra.

LUANA ZANELLA (AVS). (Dichiarazione di voto finale – A.C. 643​-bis-A/R). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, la scorsa settimana il nostro gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato alla stampa la propria proposta di finanziaria per il clima, il futuro e le nuove generazioni, una proposta di manovra che disegna un'altra idea di Paese, incentiva l'economia verde ed ecosostenibile, promuove la giustizia sociale, pianifica un futuro responsabile e si misura con i problemi di fondo a partire dalla crisi climatica e ambientale, dall'aumento della povertà, dalla perdita di potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni, dal progressivo impoverimento delle classi medie, dalla permanenza di un'evasione ed elusione fiscale insopportabili, dalla disoccupazione, dal lavoro precario e sottopagato, dal divario tra retribuzioni delle donne e degli uomini, dagli squilibri territoriali, dalle carenze e dalle distorsioni sempre più manifeste e pericolose dei servizi sociali e sanitari. Dico subito che per un governo che fin dalla prima richiesta di fiducia aveva enfatizzato la centralità della famiglia e si era impegnato a sostenere le donne, leggo misure molto tiepide e misere, se messe in relazione alla sbandierata intenzione di agire sul tasso di natalità e sostenere il desiderio di maternità e paternità. Circa il sostegno indirizzato alle imprese e alle famiglie più bisognose afflitte dall'inflazione che a novembre ha sfiorato l'11,8%, il DDL interviene solo, con interventi "tampone" per i primi mesi del 2023.

C'è chi ha criticato il DDL di Bilancio per l'insufficienza di risorse messe in campo e di interventi incisivi, paragonandola ad un DL aiuti quinquies, in larga misura in continuità con le politiche del precedente governo Draghi. Ho sentito perfino addurre giustificazioni circa il poco tempo a disposizione e vincoli di varia natura che avrebbero determinato margini ristretti di manovra. A me sembra, invece, che siano tutt'altro che trascurabili i segni e le scelte che non esiterei a definire di destra, reazionarie, contrarie agli interessi della maggioranza della popolazione, alle prese con l'aumento del costo del gas e dell'elettricità e con la perdita del potere d'acquisto di retribuzioni e pensioni. Insomma una manovra di galleggiamento che nel suo complesso non è espansiva, ma solo dominata dalla questione dei prezzi dei beni energetici.

La Presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio Dott.ssa Lilia Cavallari ha fornito dati circa il quadro macroeconomico che il governo avrebbe dovuto tenere in attenta considerazione: il rischio di ricostituzione degli stoccaggi di gas per il 2023/24, la congiuntura globale stretta tra possibile stagnazione e inflazione, l'aumento dell'incertezza delle famiglie e imprese che torna vicina ai livelli registrati nel 2012/13, il permanere della terribile guerra in Ucraina, la difficoltà di attuazione del PNRR, la possibile recrudescenza dell'epidemia da Covid. Anche la decisione assunta dalla BCE di aumentare il tasso di interesse dello 0,5% comporta effetti rilevanti sulle condizioni di finanziamento del debito pubblico e ovviamente anche sull'accesso al credito di famiglie e imprese.

Passando in rassegna alcuni dei vulnus che questa manovra restituisce, inizierei dall'iniziativa più odiosa: l'attacco al Reddito di cittadinanza. Nel corso dell'esame degli emendamenti in Commissione Bilancio, si è reso evidente che riducendo le risorse destinate al RdC si è inteso fare cassa.

Infatti, in base alla Relazione tecnica, la misura genera risparmi di spesa nel 2023 per 785 milioni di euro che diventano 776 al netto dell'aumento automatico dell'assegno unico universale per i figli a carico. Dal 2024, invece, l'abolizione del RdC produrrebbe risparmi per poco più di 8 miliardi l'anno (sempre al netto dell'incremento dell'assegno unico), di cui circa 7 confluiranno nel nuovo Fondo per il sostegno alla povertà e all'inclusione lavorativa istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in attesa di una riforma organica dello strumento.

Viene individuata la categoria degli occupabili, cui si riduce il sostegno, e a cui saranno riservate non meglio precisate attività di formazione e accompagnamento al lavoro.

L'agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) definisce "occupabilità" la "probabilità che un individuo in cerca di prima occupazione possa trovare un lavoro in un determinato arco di tempo". Stando alla lettera del documento di bilancio, l'occupabilità che dovrebbe quanto meno essere concretamente definita dal centro dell'impiego in relazione alle effettive caratteristiche e oggettiva situazione individuale, viene definita arbitrariamente e assurdamente, allo scopo di diminuire il numero degli aventi diritti e così trasferire altrove. Si è occupabili se in famiglia non c'è né un figlio minore, né una persona con disabilità né un over-60, over-60!!!

Si toglie ai molto ai poveri per dare ai più ricchi. E agli straricchi si fanno sconti e regali.

Va detto che i conti ci dicono che le entrate nette annuali si riducono e le uscite nette crescono nei primi due anni e si riducono successivamente. La correzione del deficit è affidata al taglio delle spese correnti. Per esempio, viene elevato da 65.000 a 85.000 euro il tetto ai ricavi che permette a imprese individuali e lavoratori autonomi di accedere al regime forfettario. Nella Relazione tecnica si stima che, una volta a regime, questa modifica produrrà minori entrare per 404 milioni l'anno.

Qui sorge un grave problema, anche per il funzionamento delle opere e servizi che dovrebbero essere realizzati grazie ai finanziamenti del PNRR, per esempio gli asili nido, i servizi per la prima infanzia, ma vogliamo parlare del finanziamento dei LEA, dei LEP? Delle risorse necessarie per evitare il collasso definitivo del servizio sanitario e dei servizi pubblici in termini reali offerti da Stato, regioni, enti locali, in relazione ad una popolazione sempre più anziana e fragile, a rischio di perdita progressiva di autonomia e di salute.

La spesa sanitaria programmatica si riduce fino al 6,1 per cento del PIL nel 2025, un valore inferiore anche rispetto al periodo pre-pandemia (6,4 per cento nel 2019, rispetto a una media UE del 7,9 per cento), secondo l'OMS sotto il 6,5% sul PIL il sistema sanitario non regge, lo abbiamo constatato nel 2019, cosa succederà negli anni a venire? Solo nel 2024 ci sarà l'aumento dell'indennità di pronto soccorso, mentre la flat tax renderà molto più competitivo il lavoro autonomo nelle cooperative (gettonisti). Pensate che nell'USL 3 di Venezia, un turno di un medico viene retribuito ben 1.350 euro.

Sono state elevate a 600 euro mensili le pensioni minime, ma solo per gli/le ultrasettantenni, bloccando e diminuendo gli adeguamenti automatici rispetto al costo della vita delle pensioni superiori di 4 volte il livello minimo. Una penalizzazione iniqua rispetto alle percettrici e percettori di pensione, che già hanno patito una seria perdita di potere di acquisto, che solo una seria indicizzazione può compensare.

Gli stipendi netti delle e degli italiani sono diminuiti, secondo i dati ISTAT dal 2007 al 2020 del I 0%. I contributi a carico delle imprese sono diminuiti, ma quelli a carico del lavoratore no. Gli interventi in materia fiscale non migliorano la situazione.

L'estensione della flat tax al 15% ai redditi fino ai 85.000 euro parla da sé. Approfondisce le discriminazioni tra lavoro autonomo e dipendente, in spregio alla nonna costituzionale che prevede la progressività dell'imposizione fiscale, e con conseguenze già più volte sottolineate di distorsione nel mercato dell'offerta di lavoro in settori cruciali come quello sanitario. Anche la reintroduzione dei voucher e l'innalzamento del limite delle prestazioni occasionali contribuiscono alla precarizzazione e al mantenimento della drammatica realtà del lavoro povero.

Incomprensibile il taglio dell'8% della spesa per cooperazione allo sviluppo, mentre si stanziano cifre importanti per i centri di trattenimento e di rimpatrio dei migranti e si aumentano di 800 milioni le spese militari. Insufficiente il finanziamento per il servizio civile, che non riuscirà a consentire l'avvio all'attività dei 71.000 volontari già individuati.

Le nostre priorità:

"Extraprofitti", elevare dal 25% al 100% l'aliquota stabilita dal governo del contributo straordinario a carico dei cc.dd. market players del settore energetico che hanno conseguito consistenti extra profitti a seguito del sensibile incremento dei prezzi sulle materie prime, al fine di tassare equamente chi aveva tratto ingiusto profitto dalla contingente emergenza energetica legata alla crisi ucraina. È una misura di equità e di contrasto al caro-bollette: solo un punto percentuale di aliquota genera circa 400 milioni di maggior gettito erariale (per esattezza 398 mln), quindi l'elevazione di 75 punti percentuali dell'aliquota è capace di generare un maggior gettito erariale pari a circa 30 miliardi di euro.

Istituzione di un'imposta straordinaria di solidarietà del 5% per i patrimoni superiori a 25 milioni di euro di base imponibile per attuare una redistribuzione della ricchezza attraverso un prelievo fiscale sul patrimonio della minoranza più ricca del Paese e garantire al resto della collettività meno abbiente migliori condizioni di accesso a beni e servizi essenziali e il pieno godimento dei diritti costituzionali.

Cancellazione del regime forfettario della "flat tax" per i suoi effetti iniqui, in primis quello di tracciare un solco tra il trattamento dei diversi lavoratori autonomi e delle imprese di professionisti e quello dei lavoratori dipendenti, attraverso l'applicazione di una tassa piatta, appunto flat tax, con aliquota pari al 15%, che corrisponde, né più né meno ad uno sconto fiscale che può arrivare fino a 10 mila euro l'anno. Dunque un regime fiscale che in un periodo d'inflazione elevata suona come un'ulteriore penalizzazione per chi è soggetto ad un regime progressivo come l'Irpef.

Salario minimo e scala mobile.

Al fine di contrastare la diffusione dei cc.dd. contratti collettivi pirata, stipulati da organizzazioni sindacali e soprattutto da organizzazioni datoriali di scarsa o nulla rappresentatività, abbiamo proposto un emendamento volto: 1) all'osservanza dei minimi contrattuali previsti dai contratti collettivi; 2) al sostegno, per questa via, dell'attività di regolazione del mercato del lavoro compiuta dalle parti sociali; 3) alla regolamentazione del tema della retribuzione proporzionata e sufficiente prescritta dall'articolo 36 della Costituzione. Il medesimo emendamento prevede che il trattamento retributivo debba essere periodicamente indicizzato al fine di recuperare integralmente il differenziale tra inflazione programmata e inflazione reale in base alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati definita dall'Istat (alla stregua della vecchia scala mobile).

Congedi parentali.

Grazie all'approvazione di un nostro emendamento è introdotto nel nostro Paese anche alla figura patema il riconoscimento di un mese in più di congedo retribuito ali'80% e che rappresenta un primo passo verso la parità e la conformità agli standard europei, un intervento capace a redistribuire il carico domestico e di cura e di sottrarre le donne alla ricattabilità sul lavoro, e di renderle libere di decidere del proprio destino e di scegliere il proprio ruolo nella relazione con l'altro.

Soppressione dell'articolo 82 sul Ponte sullo Stretto di Messina non solo per le sue problematiche geologiche ma come simbolo di opera inutile e dannosa.

Carta geologica d'Italia.

Con una punta d'orgoglio rivendichiamo l'approvazione di un nostro emendamento che finanzia il processo di completamento della Carta geologica d'Italia, un'infrastruttura di ricerca strategica per il Paese essenziale per studiare e prevenire i gravi fenomeni di dissesto idrogeologico.

Iva per Teleriscaldamento.

Un altro nostro emendamento ha contribuito all'approvazione della riduzione dell'aliquota Iva dal 10% al 5% alle forniture di gas naturale somministrato con teleriscaldamento, e che si affianca ad altre misure di mitigazione delle conseguenze dell'aumento dei prezzi.

Fondi per la ciclabilità urbana.

L'emendamento stanzia risorse per i comuni, le unioni di comuni e le città metropolitane, essenziali per incrementare i livelli di sicurezza delle infrastrutture ciclabili e per facilitare l'uso della bicicletta in sicurezza da parte di un numero più ampio di persone.

Emendamento soppressivo della norma introdotta a seguito di un emendamento di Fdl, fatto proprio dal governo, (n. 78.015), che autorizza la caccia nei parchi, nelle aree protette, nelle aree urbane, a qualunque ora del giorno e della notte e in qualsiasi periodo dell'anno. Si potrà sparare agli animali anche nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto. Inoltre dando il via a una totale deregulation dei piani regionali di abbattimento di animali. È un emendamento illegittimo perché di natura ordinamentale e pertanto incompatibile a norma di regolamento con la Legge di Bilancio.

Senza nessuno scrupolo per la necessità e gli impegni assunti di tutela della biodiversità e della fauna selvatica, si inaugura l'era della 'caccia selvaggia', senza preoccupazione alcuna per i rischi in termini di sicurezza delle persone cui si andrà inevitabilmente incontro. Tanto si fa per compiacere le lobby dei cacciatori e delle imprese che producono armi.

La Legge di Bilancio presentata dal Governo Meloni per il 2023 è una Manovra Ammazza-Italia: diminuisce le spese per la sanità pubblica, non fronteggia la crisi climatica e colpisce le fasce più deboli della popolazione erodendo servizi e diritti; non incentiva l'economia verde e non pianifica un futuro responsabile, è un inno all'evasione e all'austerità, colpisce i più deboli senza ritegno.

Noi, invece, l'avremmo voluta socio-climatica, per il futuro e per le nuove generazioni. E per questo, non ci facciamo scrupoli a sostenere senza mezzi termini che è indispensabile tirare "giù le armi e le emissioni, su i salari e le pensioni''.

MAURO D'ATTIS (FI-PPE). (Dichiarazione di voto finale – A.C. 643​-bis-A/R). Signor Presidente, Onorevoli colleghi, non sono il primo a dirlo: Forza Italia è soddisfatta da questa prima legge di bilancio del Governo di centrodestra a guida Presidente Meloni.

A tutti quelli dell'opposizione che, direbbe Zalone, sono “caduti dalle nubi” va ribadito in premessa che è la prima legge di Bilancio fatta in un contesto nazionale ed internazionale difficile, con tempi ristrettissimi, con un Governo che ha ottenuto la fiducia del Parlamento solo lo scorso 31 ottobre, e che, in poco più di 50 giorni, è riuscito a portare all'approvazione della Camera una manovra economica complessiva, composta dal decreto aiuti quater e dalla legge di bilancio, di circa 44 miliardi.

Sì, cari colleghi: un contesto difficile, obbligati a rispondere innanzitutto ai problemi legati all'aumento dei prezzi dell'energia, a quello delle bollette, per capirci.

“Cado dalle nubi” dedicato a chi fa finta di non sapere che qui c'era da concentrare gran parte delle risorse disponibili per interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l'aumento dell'inflazione. E noi lo abbiamo fatto!

E' una manovra coraggiosa e che è stata giudicata positivamente dall'Unione Europea. Raramente si era verificato in passato un giudizio positivo così convinto!

In questa Legge di Bilancio misure espansive per 35 miliardi: interventi per contrastare il caro energia, abbassamento delle tasse con il blocco di plastic tax e sugar tax, con la riduzione ulteriore del cuneo fiscale, con l'innalzamento della soglia della flat tax per il lavoro autonomo, con l'ampliamento della platea dei lavoratori dipendenti che beneficeranno del taglio del cuneo fiscale e poi con tutte le misure di pace fiscale per i contribuenti martoriati dalle cartelle esattoriali. Martoriati, non evasori. Perché a sinistra, spesso, si confonde chi evade le tasse, chi elude le tasse, chi ricicla da chi, invece, le tasse le dichiara ma non riesce a pagarle ed è a quei contribuenti che questa manovra si riferisce, altro che condono!

La lungimiranza del Presidente Berlusconi e il grande lavoro della delegazione dei Ministri di Forza Italia al Governo, dei Gruppi parlamentari guidati dai colleghi Cattaneo e Ronzulli, del Presidente Mangialavori, del relatore Pella e del collega in commissione bilancio Cannizzaro hanno portato poi ad inserire in questa manovra l'innalzamento delle pensioni minime a 600 euro per gli over 75 e le misure di decontribuzione per i giovani under 36.

I pensionati con più di 75 anni riceveranno risorse aggiuntive come una tredicesima mensilità. L'obiettivo di Forza Italia in questa Legislatura rimane quello di portare le pensioni minime a 1.000 euro e con questa manovra facciamo un primo passo in questa direzione.

Mettere le imprese nelle condizioni di creare nuova occupazione è la nostra risposta a misure assistenzialistiche quali il reddito di cittadinanza, che la manovra rivede – correttamente - in maniera significativa, in attesa di una riforma complessiva.

La decontribuzione totale per le assunzioni a tempo indeterminato (e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in indeterminato) di giovani al di sotto di 36 anni.

L'aumento del tetto da 6.000 a 8.000 euro di esenzione dal pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro per il proprio dipendente è un altro passo che agevola l'inserimento nel mondo del lavoro la stabilizzazione.

Creare posti di lavoro è fondamentale, in particolare nel Mezzogiorno; Forza Italia sa bene che la crescita del Mezzogiorno ha un valore strategico per tutto il Paese, in termini economici, produttivi e di competitività.

Per questo, abbiamo lavorato in prima linea per un grande risultato: l'approvazione in commissione Bilancio di un emendamento che proroga anche per il 2023 le agevolazioni per le imprese che investono nel Mezzogiorno e nelle zone economiche speciali (ZES).

Le agevolazioni riguardano le aziende che si trovano in Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna: quattro di queste regioni sono oggi governate dal centrodestra.

Questa proroga rappresenta un passaggio fondamentale perché il Sud abbia la possibilità di stare al passo con le altre regioni, garantendo un impulso importante agli investimenti, incentivando lo sviluppo delle imprese e dei territori più svantaggiati.

Il contributo di Forza Italia non si è fermato qui. Vogliamo parlare di ricerca, università, diritto allo studio?

Bene, grazie a emendamenti di Forza Italia, abbiamo ottenuto ulteriori finanziamenti per le Scuole superiori a ordinamento speciale e le Scuole superiori d'Ateneo del sistema universitario.

Abbiamo incrementato il Fondo per le spese di affitto delle case degli studenti fuori sede di università statali.

Abbiamo finanziato le università che gestiscono collegi universitari.

In questa Legge finanziaria Forza Italia ha proposto e approvato misure strategiche per la ricerca nella sanità.

Abbiamo istituito un Fondo per la realizzazione di un programma pluriennale di screening su base nazionale nella popolazione pediatrica per l'individuazione degli anticorpi del diabete di tipo 1 e della celiachia

Abbiamo autorizzato nuove risorse a favore degli IRCCS della "Rete oncologica" del Ministero della salute per lo sviluppo di Nuove tecnologie antitumorali nuove tecnologie antitumorali CAR-T, nonché a favore degli IRCCS della "Rete cardiovascolare" del Ministero della salute, impegnati nei programmi di prevenzione primaria cardiovascolare.

Abbiamo stanziato risorse per garantire ai pazienti affetti da colangiocarcinoma l'accesso ai test genomici con i quali è possibile perfezionare la selezione dei trattamenti delle neoplasie.

Siamo intervenuti, cambiando argomento, sulle norme in materia di Superbonus 110%, legato ai lavori di ristrutturazione edilizia.

Ci tengo a spiegarlo bene: alle norme introdotte al Senato nel decreto aiuti quater, che prevedono una ulteriore cessione tra istituti di credito e l'introduzione di una garanzia SACE per finanziamenti volti a sopperire alle esigenze di liquidità delle imprese che dispongano di crediti incagliati, si sono aggiunte le disposizioni inserite in legge di bilancio, tramite le quali la presentazione della CILAS da parte dei condomini, per usufruire del 110% è stata spostata al 31 dicembre 2022.

Tutto questo ha mitigato l'impatto dell'anticipazione della rimodulazione al 90% del Superbonus a partire dal 1° gennaio 2023.

Non basta e Forza Italia intende infatti proseguire la propria battaglia per le imprese che hanno i cassetti fiscali pieni e le tasche vuote, sia per quel che riguarda le ulteriori semplificazioni delle cessioni di banche a propri correntisti, sia sul tema della responsabilità solidale dei cessionari.

Forza Italia continuerà a lavorare con il solo obiettivo di governare bene il Paese e dare risposte agli italiani, contribuendo, anche grazie alla solidità, all'esperienza e alla credibilità del Presidente Berlusconi e del Vicepresidente del Consiglio Tajani, a rendere forte l'immagine e l'azione di questo esecutivo anche in ambito internazionale.

Una forza responsabile e di governo, che in questa manovra ha lasciato il segno, e che sa che è solo il primo passo di una stagione nuova, fatta di riforme e di concretezza.

Forza Italia voterà sì a questa legge di Bilancio 2023. Buon natale Presidente, buon natale agli italiani!

VANESSA CATTOI (LEGA). (Dichiarazione di voto finale – A.C. 643​-bis-A/R). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, esaminiamo oggi il principale provvedimento che caratterizza l'anno dal punto di vista finanziario. Si tratta di una legge di bilancio che è giunta in Parlamento in tempi record, a dimostrazione dell'impegno e della determinazione di questo Governo nel compiere tutte le azioni necessarie per il bene del Paese.

Ci apprestiamo a votare una legge di bilancio che conferma un approccio prudente e realista, ma allo stesso tempo coraggioso e che sta alla base delle scelte di politica economica del Governo, nelle quali si tiene conto della situazione economica, anche internazionale, e della necessità di garantire interventi sostenibili per la finanza pubblica, a sostegno di famiglie e imprese contro il caro bollette e l'aumento dell'inflazione, nonché di prospettiva per la crescita e la competitività economica del Paese.

Sin da subito, questo Governo ha compiuto scelte molto importanti e calibrate e ciò ha consentito di presentare una manovra di finanza pubblica, in tempi molto rapidi, al Parlamento, ma soprattutto agli italiani e a tutti i risparmiatori che continuano ad avere fiducia, come dimostra il grande successo dell'emissione del Btp Italia.

Si tratta di un provvedimento che prevede una serie eterogenea di interventi, per un valore complessivo – in termini di risorse finanziarie – pari a circa 42 miliardi di euro lordi. Questo è un aspetto molto importante, perché dimostra la visione di politica macroeconomica che questo Governo intende portare avanti. Abbiamo bisogno di interventi strutturali, di riforme capaci di rilanciare il nostro Paese e renderlo competitivo a livello internazionale. Dobbiamo, altresì, fronteggiare le conseguenze fortemente negative degli eventi che si sono verificati negli ultimi tempi. Mi riferisco soprattutto alla crisi energetica, che ha messo in seria difficoltà famiglie e imprese, già provate dagli effetti della pandemia.

Venendo al merito del provvedimento, tra le misure presenti in questa legge di bilancio, è certamente importante il pacchetto contro il caro energia. Le risorse destinate alle misure contro l'aumento dei prezzi dell'energia ammontano a oltre 21 miliardi di euro e sono finalizzate ad aumentare gli aiuti a famiglie e imprese allargando anche la platea dei beneficiari. In particolare, viene istituito un contributo di solidarietà straordinario sotto forma di prelievo temporaneo per l'anno 2023 per i soggetti che producono, importano, distribuiscono o vendono energia elettrica, gas naturale o prodotti petroliferi, al fine di contenere gli effetti dell'aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico per le imprese e i consumatori. Vengono, altresì, riconosciuti anche nel primo trimestre 2023, elevandone le percentuali, alcuni crediti di imposta già concessi nel corso del 2022 per contrastare l'aumento dei costi dell'energia elettrica e del gas in capo alle imprese, e da ultimo estesi alle spese relative all'energia e al gas sostenute fino a dicembre 2022. È confermato, per il I trimestre 2023, l'annullamento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW. Con specifico riferimento ai comuni, si autorizza per l'anno 2023 un contributo straordinario pari a 400 milioni di euro agli enti locali per fronteggiare le maggiori spese derivanti dagli aumenti dei prezzi di gas ed energia, e garantire la continuità dei servizi erogati.

Sul fronte delle misure fiscali, abbiamo portato avanti con coerenza quello che avevamo promesso in campagna elettorale. La nostra visione è quella di ridurre la pressione fiscale e agevolare il rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria. In questa manovra, potenziamo anzitutto il regime forfettario, che sin dall'inizio ha consentito a molti italiani di fare impresa, evitando sproporzionati aggravi dal punto di vista impositivo. Nello specifico, viene innalzata a 85 mila euro la soglia di ricavi e compensi che consente di applicare un'imposta forfettaria del 15 per cento sostitutiva di quelle ordinariamente previste. Come Gruppo Lega, abbiano raggiunto ulteriori importanti obiettivi, come la cancellazione delle cartelle fino al 2015 che hanno un importo inferiore a 1.000 euro, nonché la rateizzazione (fino a 5 anni) dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022 senza aggravio di sanzioni e interessi per chi a causa dell'emergenza Covid, caro bollette e difficoltà economiche non ha versato le tasse.

C'è anche la detassazione ai premi dei dipendenti, che prevede la riduzione dal 10% al 5% dell'aliquota dell'imposta sostitutiva sulle somme erogate sotto forma di premi di risultato o di partecipazione agli utili d'impresa ai lavoratori dipendenti del settore privato. Altri importanti risultati riguardano il tema del teleriscaldamento, molto rilevante proprio in considerazione della crisi energetica. È prevista, infatti, l'applicazione di un'aliquota IVA ridotta al 5% ai servizi di teleriscaldamento, contabilizzati nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di gennaio, febbraio e marzo dell'anno 2023. Voglio citare anche un'altra misura, che rappresenta un importante risultato ottenuto dal Gruppo Lega a seguito dell'approvazione di un emendamento in Commissione Bilancio. Mi riferisco alla riduzione dell'IVA sul pellet, che viene abbassata al 10 per cento, in luogo dell'aliquota ordinaria al 22 per cento fortemente voluta dalla Lega e che di fatto da attuazione alla proposta di legge che avevo depositato ad inizio legislatura e che aiuta le famiglie che utilizzano questa forma di riscaldamento a contenerne le spese.

Sul fronte previdenziale, abbiamo prorogato anche per il 2023 l'Ape sociale, previsto l'indicizzazione delle pensioni al 100 per cento del trattamento minimo e l'introduzione per l'anno 2023 di un nuovo schema di anticipo pensionistico che permette di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi e 62 anni di età e prevede bonus per chi invece decide di restare a lavoro.

In tema di politiche attive e incentivi all'occupazione, abbiamo scelto di non percorrere la strada dell'assistenzialismo. Tra le altre misure, viene prevista una manutenzione straordinaria del reddito di cittadinanza, che si avvia verso la sua abolizione dal 1° gennaio 2024, con un periodo transitorio nel 2023 con maggiori controlli su di chi lo percepisce e riceve offerte di lavoro. In particolare, alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d'età) è riconosciuto il reddito nel limite massimo di sette mensilità invece delle attuali diciotto rinnovabili. È, inoltre, previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, il beneficio del reddito decade come nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua. Il reddito di cittadinanza sarà, quindi, abrogato il 1° gennaio 2024 e sarà sostituito da una nuova riforma. Questo porta a un risparmio di 734 milioni per il 2023. I risparmi di spesa verranno poi allocati in un apposito fondo che finanzierà la riforma complessiva per il sostegno alla povertà e all'inclusione.

Con riferimento alle imprese, è previsto un rifinanziamento di 800 milioni di euro per il 2023 del Fondo di garanzia Pmi. Il fondo garantisce tutte le operazioni finanziarie direttamente finalizzate all'attività d'impresa concesse da un soggetto finanziatore (banca o altro). Viene anche prorogato bonus Ipo, ossia il credito d'imposta per favorire la quotazione delle Pmi in Borsa.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, viene rifinanziato il Fondo istituito con il cd. “Decreto Rilancio”: è autorizzata la spesa di 100 milioni per il 2023 e di 250 milioni per il 2024, per compensare gli operatori di servizio di trasporto pubblico regionale e locale passeggeri sottoposti a obbligo di servizio pubblico, degli effetti negativi in termini di riduzione dei ricavi a seguito dell'epidemia del Covid-19.

Previste misure per le famiglie, tra cui il Fondo, con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2023, destinato a sostenere l'acquisito di beni alimentari di prima necessità dei soggetti con un ISEE non superiore a 15.000 euro. Si tratta di una sorta di “buoni spesa” da utilizzare presso punti vendita che aderiscono all'iniziativa con un'ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari.

Un altro importante risultato che abbiamo ottenuto, come Gruppo Lega, con l'approvazione di un nostro emendamento, è l'estensione a entrambi i genitori, in via alternativa, dell'incremento previsto dalla medesima legge di bilancio dal 30 all'80 per cento dell'indennità per congedo parentale, nel limite massimo di un mese e da usufruire entro il sesto anno di vita del figlio. Tale incremento si applica con riferimento ai lavoratori che terminano il periodo di congedo di maternità o, in alternativa, di paternità.

Tra le nostre proposte che sono state approvate in Commissione Bilancio, voglio poi citare anche lo stanziamento di risorse per assunzioni di poliziotti e vigili del fuoco, l'assunzione di personale della polizia penitenzia, il sostegno alle strutture sociosanitarie che hanno patito i costi del caro energia, la proroga della detrazione per le barriere architettoniche, l'esenzione dal calcolo dei limiti reddituali relativamente alle borse di studio destinate a studenti universitari con disabilità.

Attenzione della Lega verso i territori come agli enti comunali attraverso l'approvazione dell'emendamento a prima firma del collega Gusmeroli che permette da parte degli enti locali di utilizzare l'avanzo vincolato per: 1. la copertura dei maggiori costi energetici sostenuti dagli enti territoriali oltre che dalle aziende del servizio sanitario, 2. per erogare contributi locali atti ad attenuare la crisi delle imprese per i rincari delle fonti energetiche, 3. coprire il disavanzo della gestione 2022 delle aziende del servizio sanitario derivanti da maggiori oneri diretti ed indiretti conseguenti alla pandemia.

Ci tengo, infine, a citare due ulteriori misure che sono il risultato dell'approvazione, nel corso dell'esame in commissione, di due emendamenti a mia prima firma. Con il primo, in materia di superbonus, viene riconosciuta la detrazione al 110 per cento anche per le spese per l'installazione di impianti solari fotovoltaici realizzata da organizzazioni non lucrative di utilità sociale, dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri, in aree o strutture non pertinenziali, anche di proprietà di terzi, diversi dagli immobili ove sono realizzati gli interventi cd. trainanti, sempre che questi siano situati all'interno di centri storici soggetti ai vincoli di legge. Con il secondo sosteniamo i territori ovvero le Regioni e le Province Autonome, nel merito infatti viene estesa al 2023 la norma in tema di investimenti per le opere pubbliche delle regioni a statuto ordinario previste per il 2022 dall'articolo 11-ter, comma 3, del c.d. “Decreto Sostegni-ter”. Si autorizzano, altresì, in sede di approvazione del rendiconto 2022 gli enti locali allo svincolo delle quote di avanzo vincolato di amministrazione che ciascun ente individua, riferite ad interventi conclusi o già finanziati negli anni precedenti con risorse proprie, non gravate da obbligazioni sottostanti già contratte e con esclusione delle somme relative alle funzioni fondamentali e ai livelli essenziali delle prestazioni. In ultimo, viene estesa per l'anno 2023 la facoltà per le regioni e le province autonome, di utilizzare la quota libera di avanzo di amministrazione prioritariamente per il finanziamento di spese correnti connesse con l'emergenza energetica in corso. L'utilizzo dell'avanzo per tali finalità è autorizzato già a partire dall'approvazione del rendiconto da parte dell'organo esecutivo di regioni e province autonome. Tala facoltà è attualmente attribuita alle regioni e alle province autonome per l'anno 2023.

Tante altre sono le misure contenute in questa legge di bilancio, alcune introdotte a seguito dell'approvazione di emendamenti importanti che hanno contribuito a migliorare il testo base della manovra.

Voglio ringraziare i colleghi e il Governo per il l lavoro svolto in Commissione Bilancio, nei giorni precedenti.

Concludendo, Signor Presidente, siamo consapevoli che il percorso di approvazione della legge di bilancio non è stato semplice, ma abbiamo dimostrato nei fatti responsabilità, rigore e attenzione a tutte le fasce della popolazione. Questo è un piccolo e primo passo verso un programma del Centrodestra che vuole dare risposte concrete ed efficaci ad ogni categoria e fascia di popolazione sostenendo occupazione e sviluppo economico. Attenzione deve esser rivolta ai giovani che in questo momento storico hanno bisogno di essere valorizzati e sostenuti nel loro percorso di inserimento in un mondo del lavoro che oggettivamente sta cambiando: troppi giovani laureati disoccupati troppi NEET nel nostro Paese e troppe aziende che richiedono figure professionali nuove che il nostro sistema scolastico oggi non è in grado di offre. La sfida sta nel creare una prospettiva di vita adeguata ai nostri giovani partendo in primis dalla formazione passando poi per la loro occupazione lavorativa e pensando anche ad un sistema previdenziale adeguato alle loro future esigenze.

Il gruppo della Lega metterà a disposizione del Paese anche in questa legislatura tutta l'esperienza amministrativa e di governo dei territori che da sempre ci contraddistingue per cercare di affrontare al meglio tutte queste importanti sfide: lo faremo con responsabilità e determinazione, come sempre, e lo faremo soprattutto per il futuro dei nostri figli e quindi per il futuro di questo nostro splendido Paese!

Per queste ragioni Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega. Grazie Presidente.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). (Dichiarazione di voto finale – A.C. 643​-bis-A/R). Grazie Presidente, oggi votiamo favorevolmente una manovra politica imponente. Una manovra basata sulla credibilità e coerenza che risponde alle esigenze del Paese. Abbiamo mantenuto gli impegni presi con gli Italiani. Un Governo con a capo il nostro Presidente Giorgia Meloni, in tempi record, ha messo in campo una manovra che segue due grandi priorità: crescita economica, dal sostegno alle imprese per mettere in sicurezza il tessuto produttivo e giustizia sociale, dal sostegno ai più deboli per sostenere le famiglie e le categorie più fragili, combattendo il più possibile le disuguaglianze. Abbiamo iniziato ad agire in favore dell'equità.

Elenchiamo alcune delle misure più caratterizzanti:

Misure in materia di energia elettrica, gas naturale e carburanti.

- In linea con quanto promesso, il governo ha stanziato la maggior parte dei fondi disponibili per contrastare il caro energia che colpisce famiglie e imprese.

- Alle imprese è stato aumentato il credito di imposta.

- Confermati gli aiuti alle famiglie con un ISEE valido nel corso del 2023 fino a 15.000 euro annui.

- Fondo da destinare agli enti territoriali (comuni, città metropolitane e province), come contributo straordinario per maggiori spese di energia e gas, al fine di garantire la continuità dei servizi erogati.

Misure fiscali.

- In linea con gli impegni assunti dal programma, il governo ha dedicato molta attenzione al sostegno del tessuto produttivo, considerato strategico per la tenuta sociale ed economica della nazione.

- La riduzione del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori, nella misura di due punti percentuali per i redditi fino a 35.000 euro lordi annui. L'ulteriore taglio di un punto, tre punti percentuali per i redditi fino a 25.000 euro lordi annui, è stato introdotto dal DDL Bilancio. Lo stanziamento previsto supera i 4 miliardi euro.

- La flat tax per i lavoratori autonomi (regime forfettario) viene ampliata.

- Viene introdotta la flat tax incrementale per le Partite IVA sull'aumento di fatturato registrato nel 2023 rispetto al massimo dichiarato nel triennio precedente.

- La riduzione dell'imposta sostitutiva sui premi di produttività dei lavoratori dipendenti.

- Abbassata l'IVA per i prodotti della prima infanzia (latte in polvere, preparazioni alimentari per bambini, pannolini, seggiolini per bambini) e per la protezione dell'igiene intima femminile.

- Sono prorogate per il 2023 le agevolazioni per l'acquisto della prima casa e garanzia prima casa ai giovani under 36.

- Al fine di rafforzare il presidio preventivo connesso all'attribuzione e all'operatività delle Partite IVA, viene previsto un piano di controlli mirato (analisi di rischio), per contrastare i fenomeni di evasione e frode fiscale in caso di ripetute aperture e chiusure delle Partite IVA. Si evita il sistema "apri-chiudi" con cui molti negozi etnici evitano di pagare le tasse, cambiando ciclicamente ragione sociale intestando l'attività a soggetti non rintracciabili.

- Misure di sostegno in favore del contribuente, con tregua fiscale per sanzioni e interessi.

Lavoro, famiglia e politiche sociali.

- L'altra grande direttrice seguita dal governo nel DDL Bilancio è quella del sostegno alle famiglie, alla natalità e alle categorie fragili.

- Diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un'età anagrafica di almeno 62 anni con 41 anni di contributi. Sulla rivalutazione delle pensioni rispetto all'inflazione, il governo ha scelto di favorire le pensioni più basse a scapito di quelle più alte guardando anche al ceto medio come concordato con la CISL.

- Per il reddito di cittadinanza è riconosciuto nel limite massimo di 7 mensilità.

Fanno eccezione i nuclei familiari con persone disabili, minorenni o persone con almeno 60 anni d'età.

- I soggetti che percepiscono il reddito di cittadinanza dovranno essere inseriti, per un periodo di 6 mesi, in un corso di formazione e/o di riqualificazione professionale. In caso di mancata partecipazione, il soggetto decade dal diritto alla prestazione.

- Dal 1° gennaio 2023, l'assegno unico, per ciascun figlio fino ad un anno di età.

- Per tutte le famiglie con 3 o più figli l'assegno unico viene aumentato per ciascun figlio di età compresa tra 1 anno e 3 anni.

- È ora strutturale e non più transitoria la maggiorazione dell'assegno unico per i figli disabili.

Crescita e investimenti.

- Dal 1° gennaio 2023 il tetto dei pagamenti in contanti passa da 1.000 euro a 5.000 euro ben al di sotto del limite previsto dall'Europa.

- Al fine di sostenere il made in ltaly, nello stato di previsione del "Ministero delle imprese e del made in Italy" è istituito un Fondo per il potenziamento delle politiche industriali di sostegno alle filiere produttive del made in Italy.

- Un'attenzione particolare è stata dedicata al mondo agricolo. Nello stato di previsione del "Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e de11e foreste'' è istituito il Fondo per la sovranità alimentare; è istituito un Fondo per l'innovazione in agricoltura che insieme al fondo per la sovranità alimentare rappresenta uno strumento importante per la filiera agroalimentare e la valorizzazione dei prodotti italiani.

Scuola, università e ricerca.

- Al fine di favorire l'istruzione sino ai sei anni d' età, il "Ministero dell'istruzione e del merito" promuove specifiche iniziative volte a rafforzare le competenze STEM (scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche, matematiche), digitali e di innovazione.

Turismo, sport, cultura e informazione.

- Nello stato di previsione del "Ministero del Turismo" è istituito un Fondo per l'ammodernamento, la sicurezza e la dismissione a favore degli impianti di risalita e di innevamento.

- Sempre nello stato di previsione del "Ministero del Turismo" è istituito un Fondo per accrescere il livello e l'offerta professionale nel turismo.

- Sempre nello stato di previsione del "Ministero del Turismo" è istituito il Fondo piccoli comuni a vocazione turistica al fine di incentivare l'economia dei piccoli comuni (con meno di 5.000 abitanti) a vocazione turistica.

- Sempre nello stato di previsione del "Ministero del Turismo" è istituito il Fondo per il turismo sostenibile al fine di potenziare gli interventi finalizzati alla promozione dell'ecoturismo e del turismo sostenibile.

Il disegno di Legge di Bilancio messo in cantiere dal governo Meloni pur dovendo tenere conto della gravissima crisi energetica scaturita dall'aggressione della Federazione russa all'Ucraina, riesce a tener fede al programma elettorale di Fratelli d'Italia e di tutto il centrodestra.

Per concludere, a due mesi dall'insediamento il governo scelto dalla maggioranza degli italiani mette in campo una manovra con una visione ben precisa, traccia la rotta tenendo fede agli impegni presi con gli italiani e nonostante una congiuntura geopolitica, sociale ed economica così complessa dalle parole passa ai fatti.

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):

nella votazione n. 1 la deputata Zanella ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 4 la deputata Todde ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

nelle votazioni nn. 7 e 8 il deputato Rubano ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

nelle votazioni nn. 29, 45, 73 e 74 il deputato Grimaldi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 39 la deputata Bonetti ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto astenersi dal voto;

nella votazione n. 43 i deputati Crippa e Zoffili hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario;

nelle votazioni nn. 44, 49 e 99 la deputata Madia ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 48 il deputato Delmastro Delle Vedove ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario;

nelle votazioni nn. 49 e 85 il deputato Stefani ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 54 la deputata Piccolotti ha segnalato che si è erroneamente astenuta mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 54 i deputati Del Barba e Bonetti hanno segnalato che hanno erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbero voluto esprimere voto contrario;

nella votazione n. 54 i deputati D'Alessio, Grippo e Gruppioni hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 55 il deputato Fratoianni ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

nelle votazioni nn. 58 e 112 il deputato Carrà ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 59 il deputato Fassino ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 62 il deputato Barbagallo ha segnalato che non è riuscito a votare;

nella votazione n. 66 il deputato Arruzzolo ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 67 il deputato Rubano ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 69 la deputata Gruppioni ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 72 il deputato Grimaldi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 72 i deputati Mari e Zaratti hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 77 il deputato Morrone ha segnalato che non è riuscito ad astenersi dal voto;

nella votazione n. 78 il deputato Morrone ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 87 i deputati Formentini e Zoffili hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 89 la deputata Andreuzza ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

nelle votazioni nn. 89 e 90 il deputato Dell'Olio ha segnalato che non è riuscito a votare;

nella votazione n. 97 il deputato D'Alessio ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 99 il deputato Speranza ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 100 la deputata Serracchiani ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 100 il deputato Gatta ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto astenersi dal voto;

nella votazione n. 104 il deputato Zoffili ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 108 il deputato Gatta ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 109 il deputato Pella ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario;

nella votazione n. 114 la deputata Appendino ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 115 il deputato Delmastro Delle Vedove ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 115 la deputata Zanella ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario;

nella votazione n. 117 i deputati Cuperlo, Di Biase e Guerini hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale DDL N. 643-BIS-A - ARTICOLO 2 345 341 4 171 202 139 7 Appr.
2 Nominale TAB. 2.1 359 359 0 180 152 207 7 Resp.
3 Nominale TAB. 2.2 358 358 0 180 150 208 7 Resp.
4 Nominale TAB. 2.200 365 324 41 163 211 113 7 Appr.
5 Nominale TAB. 2.201 365 363 2 182 214 149 7 Appr.
6 Nominale ARTICOLO 3 365 361 4 181 213 148 7 Appr.
7 Nominale ARTICOLO 4 366 362 4 182 212 150 7 Appr.
8 Nominale ARTICOLO 5 365 361 4 181 210 151 7 Appr.
9 Nominale ARTICOLO 6 365 361 4 181 212 149 7 Appr.
10 Nominale ARTICOLO 7 363 359 4 180 211 148 7 Appr.
11 Nominale ARTICOLO 8 365 362 3 182 216 146 7 Appr.
12 Nominale ARTICOLO 9 366 363 3 182 214 149 7 Appr.
13 Nominale ARTICOLO 10 364 360 4 181 211 149 7 Appr.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale ARTICOLO 11 363 359 4 180 213 146 7 Appr.
15 Nominale ARTICOLO 12 363 359 4 180 211 148 7 Appr.
16 Nominale ARTICOLO 13 365 361 4 181 213 148 7 Appr.
17 Nominale ARTICOLO 14 367 364 3 183 214 150 7 Appr.
18 Nominale ARTICOLO 15 367 363 4 182 213 150 7 Appr.
19 Nominale ARTICOLO 16 354 351 3 176 208 143 8 Appr.
20 Nominale ARTICOLO 17 361 357 4 179 207 150 7 Appr.
21 Nominale ARTICOLO 18 364 360 4 181 209 151 7 Appr.
22 Nominale ARTICOLO 19 361 357 4 179 207 150 7 Appr.
23 Nominale ARTICOLO 20 359 355 4 178 206 149 7 Appr.
24 Nominale ARTICOLO 21 363 359 4 180 207 152 7 Appr.
25 Nominale ODG 9/643-BIS-A/2 335 335 0 168 142 193 7 Resp.
26 Nominale ODG 9/643-BIS-A/4 346 346 0 174 147 199 7 Resp.


INDICE ELENCO N. 3 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale ODG 9/643-BIS-A/6 350 303 47 152 101 202 8 Resp.
28 Nominale ODG 9/643-BIS-A/7 349 329 20 165 129 200 7 Resp.
29 Nominale ODG 9/643-BIS-A/9 346 345 1 173 146 199 7 Resp.
30 Nominale ODG 9/643-BIS-A/11 343 341 2 171 138 203 7 Resp.
31 Nominale ODG 9/643-BIS-A/14 349 327 22 164 121 206 7 Resp.
32 Nominale ODG 9/643-BIS-A/15 349 301 48 151 102 199 8 Resp.
33 Nominale ODG 9/643-BIS-A/16 350 349 1 175 148 201 7 Resp.
34 Nominale ODG 9/643-BIS-A/17 338 336 2 169 138 198 7 Resp.
35 Nominale ODG 9/643-BIS-A/20 343 341 2 171 138 203 7 Resp.
36 Nominale ODG 9/643-BIS-A/21 347 346 1 174 144 202 7 Resp.
37 Nominale ODG 9/643-BIS-A/29 335 332 3 167 139 193 7 Resp.
38 Nominale ODG 9/643-BIS-A/30 337 337 0 169 144 193 7 Resp.
39 Nominale ODG 9/643-BIS-A/32 344 330 14 166 128 202 7 Resp.


INDICE ELENCO N. 4 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
40 Nominale ODG 9/643-BIS-A/33 338 336 2 169 142 194 8 Resp.
41 Nominale ODG 9/643-BIS-A/35 332 330 2 166 141 189 8 Resp.
42 Nominale ODG 9/643-BIS-A/36 339 337 2 169 140 197 7 Resp.
43 Nominale ODG 9/643-BIS-A/38 328 328 0 165 136 192 7 Resp.
44 Nominale ODG 9/643-BIS-A/39 327 315 12 158 120 195 7 Resp.
45 Nominale ODG 9/643-BIS-A/40 339 330 9 166 127 203 7 Resp.
46 Nominale ODG 9/643-BIS-A/44 347 345 2 173 142 203 7 Resp.
47 Nominale ODG 9/643-BIS-A/50 330 270 60 136 79 191 7 Resp.
48 Nominale ODG 9/643-BIS-A/51 335 335 0 168 142 193 7 Resp.
49 Nominale ODG 9/643-BIS-A/52 336 336 0 169 138 198 7 Resp.
50 Nominale ODG 9/643-BIS-A/53 339 337 2 169 139 198 7 Resp.
51 Nominale ODG 9/643-BIS-A/54 325 323 2 162 132 191 7 Resp.
52 Nominale ODG 9/643-BIS-A/56 332 330 2 166 139 191 7 Resp.


INDICE ELENCO N. 5 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
53 Nominale ODG 9/643-BIS-A/57 319 273 46 137 88 185 7 Resp.
54 Nominale ODG 9/643-BIS-A/59 303 222 81 112 32 190 7 Resp.
55 Nominale ODG 9/643-BIS-A/64 306 301 5 151 110 191 7 Resp.
56 Nominale ODG 9/643-BIS-A/66 321 319 2 160 126 193 7 Resp.
57 Nominale ODG 9/643-BIS-A/67 325 325 0 163 128 197 7 Resp.
58 Nominale ODG 9/643-BIS-A/69 331 330 1 166 132 198 7 Resp.
59 Nominale ODG 9/643-BIS-A/70 326 303 23 152 106 197 7 Resp.
60 Nominale ODG 9/643-BIS-A/71 338 322 16 162 115 207 7 Resp.
61 Nominale ODG 9/643-BIS-A/84 340 339 1 170 138 201 8 Resp.
62 Nominale ODG 9/643-BIS-A/85 337 337 0 169 140 197 8 Resp.
63 Nominale ODG 9/643-BIS-A/88 343 341 2 171 140 201 8 Resp.
64 Nominale ODG 9/643-BIS-A/97 339 326 13 164 127 199 8 Resp.
65 Nominale ODG 9/643-BIS-A/100 348 347 1 174 143 204 7 Resp.


INDICE ELENCO N. 6 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 78)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
66 Nominale ODG 9/643-BIS-A/101 344 336 8 169 135 201 7 Resp.
67 Nominale ODG 9/643-BIS-A/105 346 345 1 173 143 202 7 Resp.
68 Nominale ODG 9/643-BIS-A/109 345 343 2 172 139 204 7 Resp.
69 Nominale ODG 9/643-BIS-A/110 346 345 1 173 142 203 7 Resp.
70 Nominale ODG 9/643-BIS-A/111 347 332 15 167 126 206 7 Resp.
71 Nominale ODG 9/643-BIS-A/134 351 350 1 176 143 207 7 Resp.
72 Nominale ODG 9/643-BIS-A/135 347 346 1 174 86 260 7 Resp.
73 Nominale ODG 9/643-BIS-A/137 341 341 0 171 139 202 7 Resp.
74 Nominale ODG 9/643-BIS-A/140 344 343 1 172 139 204 7 Resp.
75 Nominale ODG 9/643-BIS-A/141 343 342 1 172 137 205 7 Resp.
76 Nominale ODG 9/643-BIS-A/149 349 290 59 146 288 2 7 Appr.
77 Nominale ODG 9/643-BIS-A/150 348 348 0 175 147 201 7 Resp.
78 Nominale ODG 9/643-BIS-A/152 315 261 54 131 74 187 7 Resp.


INDICE ELENCO N. 7 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 79 AL N. 91)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
79 Nominale ODG 9/643-BIS-A/154 326 325 1 163 126 199 7 Resp.
80 Nominale ODG 9/643-BIS-A/155 325 321 4 161 107 214 7 Resp.
81 Nominale ODG 9/643-BIS-A/156 334 331 3 166 115 216 7 Resp.
82 Nominale ODG 9/643-BIS-A/157 327 326 1 164 131 195 7 Resp.
83 Nominale ODG 9/643-BIS-A/160 333 333 0 167 134 199 7 Resp.
84 Nominale ODG 9/643-BIS-A/162 333 330 3 166 137 193 7 Resp.
85 Nominale ODG 9/643-BIS-A/163 337 335 2 168 121 214 7 Resp.
86 Nominale ODG 9/643-BIS-A/161 339 338 1 170 136 202 7 Resp.
87 Nominale ODG 9/643-BIS-A/165 333 333 0 167 135 198 7 Resp.
88 Nominale ODG 9/643-BIS-A/167 333 333 0 167 132 201 7 Resp.
89 Nominale ODG 9/643-BIS-A/168 334 333 1 167 133 200 7 Resp.
90 Nominale ODG 9/643-BIS-A/169 336 335 1 168 134 201 7 Resp.
91 Nominale ODG 9/643-BIS-A/171 331 312 19 157 116 196 8 Resp.


INDICE ELENCO N. 8 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 92 AL N. 104)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
92 Nominale ODG 9/643-BIS-A/173 329 329 0 165 136 193 7 Resp.
93 Nominale ODG 9/643-BIS-A/178 329 329 0 165 135 194 8 Resp.
94 Nominale ODG 9/643-BIS-A/181 325 321 4 161 128 193 7 Resp.
95 Nominale ODG 9/643-BIS-A/182 320 318 2 160 128 190 7 Resp.
96 Nominale ODG 9/643-BIS-A/183 318 233 85 117 46 187 7 Resp.
97 Nominale ODG 9/643-BIS-A/185 323 322 1 162 133 189 7 Resp.
98 Nominale ODG 9/643-BIS-A/186 333 331 2 166 134 197 7 Resp.
99 Nominale ODG 9/643-BIS-A/188 335 332 3 167 119 213 7 Resp.
100 Nominale ODG 9/643-BIS-A/189 327 325 2 163 133 192 7 Resp.
101 Nominale ODG 9/643-BIS-A/190 331 325 6 163 133 192 7 Resp.
102 Nominale ODG 9/643-BIS-A/191 332 330 2 166 135 195 7 Resp.
103 Nominale ODG 9/643-BIS-A/193 327 324 3 163 122 202 7 Resp.
104 Nominale ODG 9/643-BIS-A/194 325 308 17 155 117 191 8 Resp.


INDICE ELENCO N. 9 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 105 AL N. 117)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
105 Nominale ODG 9/643-BIS-A/195 331 327 4 164 132 195 7 Resp.
106 Nominale ODG 9/643-BIS-A/196 334 317 17 159 122 195 7 Resp.
107 Nominale ODG 9/643-BIS-A/197 342 326 16 164 121 205 7 Resp.
108 Nominale ODG 9/643-BIS-A/198 338 337 1 169 136 201 7 Resp.
109 Nominale ODG 9/643-BIS-A/200 341 340 1 171 139 201 7 Resp.
110 Nominale ODG 9/643-BIS-A/201 336 320 16 161 119 201 8 Resp.
111 Nominale ODG 9/643-BIS-A/202 339 337 2 169 137 200 7 Resp.
112 Nominale ODG 9/643-BIS-A/217 337 332 5 167 128 204 7 Resp.
113 Nominale ODG 9/643-BIS-A/41 335 334 1 168 137 197 8 Resp.
114 Nominale ODG 9/643-BIS-A/159 336 334 2 168 135 199 7 Resp.
115 Nominale ODG 9/643-BIS-A/226 RIF. 340 336 4 169 197 139 7 Appr.
116 Nominale ODG 9/643-BIS-A/37 340 339 1 170 94 245 7 Resp.
117 Nominale NOTA DI VARIAZIONI AL BILANCIO 2023 308 306 2 154 184 122 8 Appr.


INDICE ELENCO N. 10 DI 10 (VOTAZIONI DAL N. 118 AL N. 118)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
118 Nominale DDL N. 643-BIS-A - VOTO FINALE 328 326 2 164 197 129 7 Appr.