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XIX Legislatura

Commissioni Riunite (I-II-X-XIV Camera e 1a-2a-4a-9a Senato)

Resoconto stenografico



Seduta n. 1 di Giovedì 20 novembre 2025

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Madia Maria Anna , Presidente ... 3 

AUDIZIONE DEL COMMISSARIO EUROPEO PER LA DEMOCRAZIA, LA GIUSTIZIA, LO STATO DI DIRITTO E LA TUTELA DEI CONSUMATORI, MICHAEL MCGRATH, SULLE TEMATICHE DI SUA COMPETENZA

Audizione del Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath, sulle tematiche di sua competenza.
Madia Maria Anna , Presidente ... 3 
McGrath Michael , Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori ... 4 
Madia Maria Anna , Presidente ... 7 
Terzi Di Sant'Agata Giuliomaria , presidente della 4 ... 7 
Pucciarelli Stefania  ... 7 
Sensi Filippo  ... 8 
De Monte Isabella (FI-PPE)  ... 8 
Giordano Antonio (FDI)  ... 9 
Madia Maria Anna , Presidente ... 9 
McGrath Michael , Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori ... 9 
Madia Maria Anna , Presidente ... 12

Sigle dei gruppi parlamentari:
Fratelli d'Italia: FdI;
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista: PD-IDP;
Lega - Salvini Premier: Lega;
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE: FI-PPE;
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Alleanza Verdi e Sinistra: AVS;
Azione - Popolari europeisti riformatori - Renew Europe: AZ-PER-RE;
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro) - MAIE - Centro Popolare: NM(N-C-U-I)M-CP;
Italia Viva - il Centro - Renew Europe: IV-C-RE;
Misto: Misto;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.;
Misto-+Europa: Misto-+E.

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE
DELLA XIV COMMISSIONE
DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
MARIA ANNA MADIA

  La seduta comincia alle 14.55.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata attraverso la trasmissione televisiva sui canali satellitari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e la trasmissione diretta sulle web-tv della Camera e del Senato.

Audizione del Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath, sulle tematiche di sua competenza.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath, sulle tematiche di sua competenza.
  Saluto i deputati e senatori presenti oggi e tutti gli altri ospiti presenti, a cominciare dagli ospiti della Commissione europea.
  Signor Commissario, la ringrazio sinceramente per avere accolto l'invito a confrontarsi oggi con il Parlamento italiano. A nome mio e dei Presidenti delle Commissioni qui riunite, desidero esprimerle l'apprezzamento per l'attenzione che dedica al dialogo con i Parlamenti nazionali: una dimensione che, per noi, non è accessoria, non è formale, ma è parte costitutiva dell'architettura europea.
  L'Europa che ci sta di fronte è un'Europa che cambia: più esposta, più sfidata, ma anche più consapevole del valore dei suoi principi.
  Le tensioni geopolitiche, la pressione sulle nostre democrazie, le nuove forme di vulnerabilità dei cittadini e dei consumatori: tutto questo ci dice che l'Unione non può limitarsi a custodire il passato, ma deve esercitare una vera leadership culturale e istituzionale.
  In quest'ottica, il suo portafoglio – democrazia, giustizia, stato di diritto, tutela dei consumatori – che rappresenta il cuore vivo dell'Unione, è il punto in cui si misura la nostra capacità di garantire ai cittadini uno spazio politico e giuridico, fondato su libertà, responsabilità e fiducia.
  L'Italia segue con grande attenzione il ciclo annuale sullo Stato di diritto, non come adempimento formale, ma come strumento utile per migliorare la qualità del nostro sistema istituzionale.
  Nelle valutazioni europee vediamo una possibilità di crescita e di confronto, non un giudizio dall'esterno. Per questo riteniamo essenziale che gli strumenti di monitoraggio continuino a rafforzarsi nella direzione che lei ha più volte indicato: cooperazione, trasparenza, rispetto delle differenze nazionali e centralità dei Parlamenti.
  Vorrei richiamare una riflessione di Václav Havel, che ricordava come la democrazia non sia soltanto il diritto di votare, ma la responsabilità di creare uno spazio pubblico fondato sulla fiducia e sul rispetto delle regole. È un richiamo che sentiamo particolarmente attuale in un confronto dedicato alla qualità istituzionale, allo Stato di diritto e alla tutela dei cittadini.
  Questa visione ci accompagna oggi, è un riferimento che sentiamo vicino nel valutarePag. 4 questioni delicate come l'indipendenza della magistratura, l'efficienza della giustizia civile e penale, la protezione del pluralismo dei media, il contrasto alle interferenze esterne e la salvaguardia dello spazio civico.
  Signor Commissario, la sua audizione cade in un momento decisivo. Le nostre Istituzioni – nazionali ed europee – si trovano di fronte a una trasformazione profonda del modo in cui i cittadini si informano, consumano, votano, partecipano. Si tratta non solo di sicurezza e di diritto, ma di qualità democratica, ed è proprio qui che il Parlamento intende svolgere fino in fondo il suo ruolo non come attore passivo, ma come co-costruttore delle politiche europee.
  Siamo convinti che la collaborazione tra Commissione europea e Parlamenti nazionali sia uno dei cardini della resilienza democratica dell'Unione e che questo dialogo franco, reciproco, continuativo sia la migliore garanzia per evitare irrigidimenti, incomprensioni e approcci meramente burocratici.
  Prima di lasciare la parola al Commissario McGrath, devo rammentare che purtroppo nella seduta odierna abbiamo vincoli orari molto stringenti. Dopo la relazione iniziale del Commissario, che la prego di contenere in un massimo di 15 minuti, interverranno i colleghi deputati e senatori per porre quesiti specifici.
  Ricordo che sono stati allo scopo assegnati 4 minuti complessivi per ciascun Gruppo parlamentare, da ripartire indicativamente in due interventi di 2 minuti tra i rispettivi deputati e senatori. Ciascun Gruppo potrà comunque suddividere il tempo a propria disposizione tra più oratori.
  Prego pertanto i Gruppi che non abbiano già provveduto a comunicare alla Presidenza i nomi degli iscritti a parlare.
  Ulteriori 5 minuti saranno riservati specificamente per interventi dal banco della Presidenza. Agli interventi dei colleghi parlamentari, che invito a rispettare rigorosamente i tempi assegnati, farà seguito la replica finale del Commissario, che prego di contenere entro i 10 minuti.
  Commissario, ringraziandola ancora per essere qui, le do la parola.

  MICHAEL McGRATH, Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori. Grazie, signor Presidente.
  Onorevoli deputati, sono davvero lieto di rivolgermi a voi per la prima volta da quando sono diventato Commissario per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, quindi grazie per questa opportunità che mi viene concessa di rivolgermi a voi. Con i membri del mio team della Commissione europea, sono ben sostenuto dal Rappresentante permanente della Commissione europea in Italia Claudio Casini e dai suoi colleghi della Commissione europea rappresentati qui a Roma.
  Come voi, anch'io ho trovato la mia vocazione come rappresentante pubblico, sono diventato Commissario europeo un anno fa, ma prima sono stato rappresentante pubblico in Irlanda per un totale di 24 anni, per la prima volta a livello locale, nella mia città, e poi ho passato 17 anni al servizio del mio Parlamento e ho avuto l'onore di lavorare come Ministro delle finanze nel Governo irlandese. Sono quindi davvero lieto di essere qui con voi oggi per sostenere scambi e dialoghi tra l'Unione europea e i suoi Stati membri.
  Vorrei iniziare con alcune parole sulle ambizioni generali della Commissione europea. Attualmente viviamo in una congiuntura geopolitica molto precaria. Dinanzi a queste grandi sfide, le aspettative dei cittadini europei non sono mai state così elevate e non possiamo deluderli. La Presidente Von der Leyen ha delineato degli orientamenti politici chiari, con priorità chiave per i prossimi cinque anni. Tra questi ci sono un'Agenda di semplificazione, perché dobbiamo alleggerire gli oneri che gravano sulle nostre imprese, pur rimanendo fedeli ai nostri obiettivi di sostenibilità, un nuovo Piano per la prosperità e la competitività sostenibili in Europa, una nuova era per la difesa e la sicurezza dell'Europa, il rafforzamento della resilienza democratica dell'Unione europea e Pag. 5un nuovo bilancio a lungo termine per preparare la nostra Unione al futuro.
  Dopo un anno abbiamo già presentato importanti proposte per rendere la nostra Unione più forte e più resiliente. Nel corso del mio mandato di Commissario per la democrazia sono state avviate numerose iniziative. Abbiamo presentato il Quadro di valutazione della giustizia e la Relazione sullo Stato di diritto, abbiamo sostenuto i media liberi, pluralistici e indipendenti in tutta Europa attraverso l'implementazione della legge europea sulla libertà dei media e l'entrata in vigore del Regolamento sulla pubblicità politica all'inizio di quest'anno.
  Per quanto riguarda i consumatori, abbiamo iniziato l'anno con la comunicazione sull'e-commerce e non più tardi di ieri abbiamo adottato la prossima Agenda del consumatore per il periodo 2025-2030.
  Oggi, però, vorrei concentrarmi sul mio contributo alla più ampia sfida alla competitività della Commissione attraverso il prossimo ventottesimo regime e al rafforzamento della forza e della resilienza delle nostre democrazie europee attraverso il nostro pacchetto sulla democrazia, recentemente adottato la scorsa settimana.
  Costruire un'Europa indipendente è la nostra priorità. Al centro di questo obiettivo c'è la nostra spinta alla competitività. A gennaio, la Commissione europea ha lanciato la Bussola per la competitività, rispondendo direttamente all'invito del Rapporto Draghi a ridurre gli oneri amministrativi e alla richiesta dal Rapporto Letta di semplificare la regolamentazione per eliminare gli ostacoli restanti al nostro mercato unico.
  Nell'ambito del mio portafoglio sto portando avanti una serie di iniziative volte a consolidare la competitività del Unione europea, tra cui il 28° regime, un quadro unico e facoltativo dell'Unione europea che aiuta le imprese a costituirsi e a espandersi nel mercato unico, al fine di raggiungere una scala globale dall'Europa. All'Europa non mancano le idee, manca la semplicità, e gli imprenditori non devono essere costretti a districarsi tra 27 sistemi di diritto societario per crescere e per avere successo.
  Al centro del 28° regime c'è un quadro giuridico societario dell'Unione europea, che copre un'ampia gamma di questioni. Riconosco che le imprese non possono costituirsi e crescere senza finanziamenti insufficienti. Per questo il 28° regime sarà concepito per aiutare le imprese con procedure semplificate, volte ad attrarre investimenti, per crescere nel mercato unico ed essere competitive sulla scena mondiale.
  Si baserà sulle soluzioni digitali già esistenti, come la costituzione di società interamente on line, il certificato delle società dell'Unione europea, ma andremo oltre, esaminando come fornire procedure più semplici, flessibili, rapide durante l'intero ciclo di vita delle società soggette al 28° regime, dalla costituzione all'espansione e alla ristrutturazione delle stesse.
  Vogliamo inoltre rendere più agevole attrarre investimenti e talenti, anche attraverso norme più prevedibili sulle opzioni azionarie dei dipendenti, per aiutarle nel loro percorso di crescita, e stiamo valutando cosa occorra fare anche per quanto concerne l'occupazione e l'insolvenza.
  I leader europei riconoscono l'urgenza di questo lavoro e miriamo ad adottare la proposta legislativa sul quadro giuridico societario dell'Unione europea entro la fine di marzo del 2026, ma il suo successo dipenderà dalle parti coinvolte in tutti gli Stati membri.
  Fin dall'inizio l'Italia è stata una forza trainante, un volano di integrazione economica e di prosperità dell'Unione europea. Non è un caso che siano stati Mario Draghi ed Enrico Letta a redigere le Relazioni che hanno ispirato la nostra spinta alla competitività. Contiamo sul vostro supporto e su quello degli altri Stati membri per trasformare questa proposta del 28° regime in progresso.
  Dalla promozione della nostra competitività a livello globale alla tutela dei nostri valori in tutto il continente vorrei ora passare ad una responsabilità che mi sta particolarmente a cuore e so che è così anche per voi: la difesa della democrazia.
  L'Unione europea è stata fondata sulla dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto Pag. 6dei diritti umani, ma l'Unione europea non è stata fondata solo su questi valori e principi, è stata fondata anche per proteggerli, per promuoverli.
  In questa era di scontri geopolitici e turbolenze economiche l'Unione europea sta affrontando pressioni interne ed esterne alla sua democrazia e la Commissione sta intensificando i propri sforzi per affrontarle. Proprio la settimana scorsa, ho presentato il Pacchetto sulla democrazia, che comprende lo scudo europeo per la democrazia e la strategia dell'Unione europea per la società civile. Il nostro scudo europeo ha tre pilastri: salvaguardare l'integrità dello spazio informativo dell'Unione europea, rafforzare le istituzioni democratiche, le elezioni eque e la libertà dei mass media in tutta l'Unione europea, rafforzare la resilienza sociale e l'impegno dei cittadini in tutta la nostra Unione europea.
  Ognuno dei pilastri prevede una serie di azioni. Vorrei sottolinearne alcune. Istituiremo un Centro europeo per la resilienza democratica, che migliorerà la nostra capacità collettiva di anticipare, prevenire, rispondere alla manipolazione dell'informazione e alla disinformazione.
  Nell'ambito del secondo pilastro svilupperemo un programma per la resilienza dei media. Questo programma sosterrà il giornalismo indipendente, l'alfabetizzazione mediatica. Nell'ambito del terzo pilastro daremo più potere ai cittadini, sostenendo l'educazione alla cittadinanza, i media e l'alfabetizzazione digitale.
  L'obiettivo è agire a livello locale, perché nella comunità di ciascuno si percepisce davvero la democrazia. Dovremo concentrarci in particolare sui giovani, perché proteggere la democrazia oggi vuol dire garantire la democrazia per le generazioni del domani. La nostra prima strategia dell'Unione europea per la società civile è un'iniziativa fondamentale per coinvolgere, proteggere e sostenere la società civile. Le organizzazioni della società civile sono guardiani delle nostre democrazie, perché dicono la verità al potere, verificano i fatti e rafforzano i controlli e gli equilibri democratici, danno voce a chi è meno rappresentato, aiutando tutti ad essere visti e ascoltati nel processo decisionale, chiedono di rendere conto alle nostre democrazie.
  In risposta a ciò, stiamo intensificando i nostri sforzi in tre modi: coinvolgere le organizzazioni della società civile come partner della governance, garantire sostegno e protezione alle organizzazioni della società civile, fornire finanziamenti adeguati, sostenibili e trasparenti alle organizzazioni della società civile. Con lo scudo europeo per la democrazia non partiamo da zero, ci basiamo su un quadro già esistente, un quadro giuridico e politico solido, il Regolamento sui servizi digitali e il Codice di condotta sulla disinformazione, che forniscono già il quadro dell'Unione europea per la responsabilità delle piattaforme on line, affrontando i comportamenti non autentici e le informazioni non autentiche.
  Il successo del sistema di risposta rapida dell'Unione europea è già stato messo alla prova durante le elezioni europee nazionali dello scorso anno e dobbiamo partire da questo successo. Il Regolamento sulla pubblicità politica, entrato in vigore lo scorso ottobre, mira a proteggere la libertà di espressione e la libertà di informazione, garantendo agli utenti di internet gli strumenti necessari per formulare un giudizio informato su ciò che vedono.
  Il Regolamento europeo sulla libertà dei media fornisce garanzie contro le interferenze politiche nelle decisioni editoriali, la sorveglianza dei giornalisti e la protezione delle loro fonti. A completamento di tutto ciò, il prossimo anno proporrò l'atto legislativo sull'equità digitale, che mira a contrastare i modelli, gli schemi oscuri, le caratteristiche di progettazione che creano dipendenza e le pratiche di personalizzazione sleali, che manipolano gli utenti on line. Ci saranno anche delle misure per proteggere i bambini on line.
  Prima di lasciare spazio alle vostre domande e alla nostra discussione, vorrei spendere qualche parola su un'altra garanzia fondamentale della democrazia: lo Stato di diritto. La democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali sono interdipendenti e si rafforzano a vicenda. L'uno non può sopravvivere senza l'altro e Pag. 7il rafforzamento dell'uno rafforza anche l'altro.
  Per la Commissione il dialogo viene sempre al primo posto. Ecco perché abbiamo la Relazione annuale sullo Stato di diritto, per consentire il dialogo e sostenere lo Stato di diritto in tutta l'Unione e anche la democrazia. Inoltre, nel suo discorso sullo stato dell'Unione, la Presidente Von der Leyen ha ribadito che per ora e per il futuro il rispetto dello Stato di diritto non è negoziabile, è un requisito indispensabile per l'erogazione dei fondi dell'Unione europea.
  La Commissione ha proposto quanto segue per il prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione Europea 2028-2034. Sarà stabilito un collegamento con l'attuazione delle raccomandazioni della Relazione sullo Stato di diritto. Più in generale, la Commissione valuterà il rispetto dei principi dello Stato di diritto e della carta.
  Il Regolamento sulla condizionalità di bilancio continuerà ad applicarsi a tutti i fondi dell'Unione europea. In questo modo il bilancio dell'Unione europea continua a essere una garanzia di protezione dello Stato di diritto.
  Onorevoli membri, vorrei concludere la mia panoramica sul primo anno del mio mandato, sull'anno a venire e su come questo lavoro stia contribuendo alla più ampia spinta alla competitività della Commissione e al rafforzamento della forza e della resilienza delle nostre democrazie europee. Sono impaziente di ascoltare voi adesso e mi auguro di poter continuare con il coinvolgimento e con l'impegno nel corso del mio mandato. Grazie.

  PRESIDENTE. Grazie, Commissario.
  Do la parola ai colleghi che intendono intervenire per porre questi o formulare osservazioni.

  GIULIOMARIA TERZI DI SANT'AGATA, presidente della 4a Commissione del Senato della Repubblica. Grazie, presidente.
  Molto brevemente, non posso che ripetere le espressioni di benvenuto del Presidente Madia. Semplicemente per portarle il saluto della Commissione Politiche dell'Unione europea del Senato, esprimere apprezzamento per le indicazioni che ha dato, di grande importanza per il lavoro costante che facciamo nel nostro Parlamento nazionale, ma lo dico per la parte del Senato.
  Desidero anche informarla direttamente di una risoluzione, adottata dalla Commissione Affari esteri e difesa e dalla Commissione Politiche dell'Unione europea solo un mese fa, che desideriamo portare in Aula per un dibattito in plenaria nel Senato, sulle interferenze ingerenze e straniere, cioè qualcosa che riguarda direttamente l'importantissima iniziativa che lei ha avviato con lo Scudo europeo per la democrazia e con tutti gli elementi che riguardano questa iniziativa molto interessante su diversi pilastri.
  Quello che ritengo forse il più sensibile riguarda la deformazione cognitiva e la disinformazione nei più giovani, nei giovani delle nostre società, nell'influenza che ancora più rapidamente può diffondersi attraverso i social media fra queste categorie di persone, fra i giovani che sono ancora meno predisposti degli altri ad avere una conoscenza critica del valore dello Stato di diritto e della libertà nei nostri Paesi. Grazie.

  STEFANIA PUCCIARELLI. Ringrazio molto il Commissario per il suo intervento.
  Lo scorso 30 ottobre, il Senato ha approvato il progetto di riforma costituzionale che riguarda la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente. Essa prevede l'istituzione di due Consigli superiori separati, uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti, e la creazione di un'Alta Corte disciplinare, alla quale saranno trasferite le funzioni oggi a capo del Consiglio superiore della magistratura.
  Come lei ben sa, il progetto di riforma è stato approvato dalla Camera dei deputati il 18 settembre 2025 e più recentemente dal Senato, senza però raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi per l'approvazione in via definitiva, perciò verrà sottoposto a referendum costituzionale nella prossima primavera.
  Riconosciamo le preoccupazioni espresse dalla Commissione europea sull'autonomia Pag. 8della procura, ma riteniamo che non riflettano l'essenza di questa riforma. La domanda che vorrei rivolgerle al riguardo è questa: signor Commissario, in un Paese in cui i cittadini attendono da decenni una giustizia più rapida ed efficiente, non ritiene che la separazione delle carriere, chiarendo ruoli e responsabilità, possa rappresentare uno strumento decisivo per ridurre l'arretrato, accorciare i tempi dei procedimenti civili e penali e rendere finalmente un processo il più prevedibile e trasparente? In che modo la Commissione intende valutare i benefici concreti che tale riforma potrebbe apportare al funzionamento complessivo della giurisdizione? Grazie.

  FILIPPO SENSI. Vorrei chiedere due cose al Commissario. La prima riguarda lo scudo, cui ha fatto menzione il presidente Terzi. Speriamo che possa arrivare presto in Aula e quindi essere di sostegno e di accompagnamento allo sforzo e al lavoro che state facendo a Bruxelles.
  Ci sono alcuni Paesi più recalcitranti su questa Agenda, non è un mistero che questo riguardi l'Ungheria e forse anche la Slovacchia. C'è una questione che riguarda però anche altri Paesi, che sono apparentemente più solidi nel loro consenso, ma che vivono un crescente indebolimento di questo tessuto democratico. Non è un mistero che in Italia ci siano attori e partiti politici più recalcitranti e più sulla difensiva su questo tema.
  Vorrei sapere se questa sia una preoccupazione sentita dalla Commissione, quindi non solo dei Governi e dei Paesi che sono chiaramente ostili, ma se anche in Paesi che sostengono questa Agenda si sia messo in moto un meccanismo di fragilità del tessuto democratico, dovuto al lavoro non solo della disinformazione nei media o nei media alternativi, ma anche nelle Istituzioni e nei partiti politici. In Italia ne abbiamo almeno due che sono sicuramente sensibili a questo tipo di agenda.
  La seconda domanda riguarda la normativa sulle querele temerarie, la diffamazione, quello che viene individuato come SLAPP. Anche su questo siamo piuttosto recalcitranti ad andare avanti. Volevo chiederle, se possibile, di metterci un po' di boost, cioè di perorare la causa di un intervento a difesa del pluralismo dell'informazione, della libertà di stampa in Paesi come il nostro, che conoscono qualche resistenza e qualche reticenza su questo fronte. La ringrazio.

  ISABELLA DE MONTE. Benvenuto, Commissario.
  Io vorrei fare una prima domanda a proposito della proposta di regolamento COM/2022/209 final per il contrasto agli abusi sui minori, meglio conosciuta come Chat Control, che sappiamo essere una proposta abbastanza controversa che, nel caso dell'Italia, potrebbe anche essere contrastante con norme di rango costituzionale quanto alla tutela e alla segretezza della corrispondenza.
  Vorrei chiederle che valutazione sia stata fatta a questo proposito sull'impatto e legislativo dei vari Stati membri.
  La seconda domanda riguarda le Big Tech, perché sappiamo bene quale pressione venne esercitata a proposito della direttiva (UE) 2019/790 riguardante il diritto d'autore, quindi possiamo immaginare che ci sia anche in questo caso una pressione forte da parte delle Big Tech, però possiamo parlare di concorrenza reale quando ci sono delle condizioni tali da realizzare questa concorrenza. Oggi, le prime cinque Big Tech hanno un PIL superiore a quello dell'area euro e i due terzi del mercato pubblicitario è assorbito dai colossi siti nella Silicon Valley. Quale impatto si prevede di avere a proposito di questa riforma, che riguarda il sistema digitale e, anche se non è il suo portafoglio, c'è una possibilità di avere una tassazione più equa? Ricordo che Pierre Moscovici, che peraltro fu anche Ministro delle finanze francese, propose nel 2018 di tassare queste piattaforme in relazione agli utenti, quindi di considerare una sorta di fatturato basato sull'aspetto territoriale e sulle presenze di utenti.
  Vorrei sapere se anche lei sarebbe disponibile ad andare in questa direzione, anche se sappiamo bene che quella proposta non ebbe seguito. Grazie.

Pag. 9

  ANTONIO GIORDANO. Grazie, signor Commissario.
  Nel dossier che ci è stato fornito emerge con chiarezza un punto fondamentale: il GDPR rimane pienamente applicabile a qualsiasi sistema di intelligenza artificiale, mentre l'AI Act introduce obblighi specifici per i modelli ad alto rischio. Questa complementarietà è stata riconosciuta anche dagli stakeholder, che tuttavia segnalano una richiesta crescente di chiarezza applicativa, di regole più semplici e di cooperazione più efficace tra le autorità nazionali.
  Parallelamente, sappiamo che nel pacchetto Digital omnibus la Commissione sta valutando modifiche sia al GDPR che all'AI Act e che in alcune anticipazioni si sono già viste perplessità in merito al possibile ampliamento delle esenzioni, con conseguenze potenzialmente sensibili sul diritto alla privacy, sulla trasparenza dei trattamenti e sulla certezza del quadro normativo.
  Le chiedo quindi in che modo la Commissione intenda garantire un equilibrio credibile tra la tutela dei dati personali e lo sviluppo dell'AI e come assicurerete che l'armonizzazione delle norme non si traduca in un indebolimento delle garanzie per i cittadini europei, né in un appesantimento degli oneri per le imprese, in particolare quelle che stanno investendo in innovazione, considerato anche che, in parallelo, oltre al diritto alla privacy, esiste anche un diritto di tutti i cittadini europei di avere accesso all'innovazione, perché è quello che ci rende competitivi rispetto alla competizione globale.
  Infine, che strumenti prevede la Commissione di conferire alle autorità nazionali, affinché esse possano coordinarsi in modo più rapido ed uniforme, evitando disparità interpretative tra Stati membri, che rischierebbero di frenare lo sviluppo di un mercato europeo dell'intelligenza artificiale, che possa essere veramente competitivo e rispettoso dei diritti, compreso – ripeto – quello di ogni cittadino europeo ad avere accesso a un'innovazione rapida?

  PRESIDENTE. Grazie.
  Prima di darle la parola, Commissario, vorrei chiederle se l'attuale Commissione Von der Leyen abbia intenzione di rafforzare quella che è stata, secondo me, una delle scelte più lungimiranti della precedente Commissione Von der Leyen, fatta sia dai commissari che avevano le sue deleghe, sia dai commissari economici della precedente Commissione, ossia quella di decidere che, proprio perché la rule of law, lo Stato di diritto è parte fondante dei principi dell'Unione europea, si dovessero condizionare i fondi europei al rispetto dello Stato di diritto. Questo ha riguardato alcuni Paesi che sono stati citati dal collega Sensi prima.
  Ritengo che quella sia stata una scelta lungimirante di rottura e voglio chiederle se abbiate intenzione di rafforzare questa scelta.
  Do la parola al Commissario McGrath per la replica.

  MICHAEL McGRATH, Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori. Grazie mille, presidente, grazie a tutti gli onorevoli membri che hanno fornito il loro contributo e grazie per le domande che mi avete posto, che sono veramente pertinenti e in linea con il lavoro del mio portafoglio e con l'agenda di tutta la Commissione.
  Come membro del Collegio dei commissari, io contribuisco a tutte le discussioni, a tutti i dibattiti su tutte le questioni politiche e tutte le decisioni politiche che noi prendiamo e, quando la decisione viene presa, noi ci assumiamo collettivamente la nostra responsabilità per le decisioni prese.
  Risponderò in ordine inverso alle domande, per prima cosa sullo stato di diritto e il nesso con i fondi all'Unione europea. Abbiamo già la regolamentazione sulla condizionalità, che resterà in atto. È stata invocata solo relativamente all'Ungheria per ora, a causa di un numero di violazioni di valori e principi dello Stato di diritto, ma nel corso del quadro pluriennale proponiamo un nesso più forte tra le riforme raccomandate nella Relazione sullo stato di diritto e l'accesso ai fondi dell'Unione europea.
  Questo è un modello simile a quello che era stato invocato nel contesto del PNRR, quindi l'idea è il rispetto dello Stato di diritto, ma anche il rispetto della nostra Pag. 10Carta dei diritti fondamentali, dei valori dell'Unione europea, Carta che compie 34 anni quest'anno, quindi dobbiamo costruire un nesso più forte tra accesso ai fondi e Unione europea, perché se si vuole godere dei benefici di tutti i programmi e di tutti i fondi crediamo che sia ragionevole aspettarsi che lo Stato di diritto venga implementato.
  Non si tratta di un concetto astratto, lo Stato di diritto è vincolante, si tratta di una legge vincolante nell'Unione europea, contenuta nell'articolo 2 del Trattato, di qualcosa di definito nella nostra legislazione, nella nostra regolamentazione sulla condizionalità, e si tratta di un obbligo vincolante legato all'adesione all'Unione europea.
  Nella Relazione annuale abbiamo guardato ad alcuni pilastri molto importanti per lo Stato diritto in ciascuno degli Stati membri, abbiamo guardato all'indipendenza del sistema giudiziario in particolare, abbiamo guardato al rafforzamento del sistema anticorruzione, che è in vigore negli Stati membri, al tracciamento delle indagini e della prosecuzione in casi di grave corruzione.
  Abbiamo esaminato inoltre il settore dei mass media, affinché sia indipendente, libero e plurale, perché crediamo che sia lo zoccolo duro della nostra democrazia e abbiamo esaminato anche il sistema dei pesi e contrappesi.
  Come ho detto all'inizio, il dialogo è la prima cosa, ma quando il dialogo non c'è, quando non produce risultati, abbiamo una cassetta degli attrezzi a nostra disposizione che si può usare. La regolamentazione sulla condizionalità può includere le procedure di violazione. È qualcosa che non facciamo volentieri, dobbiamo sempre applicare il principio della proporzionalità, e poi c'è anche l'articolo 7, che è stato utilizzato nel 2018 contro l'Ungheria, basato sul parere del Parlamento europeo, ed è ancora in vigore oggi. Finora l'articolo 7 non è stato utilizzato altre volte.
  Abbiamo fatto quindi la nostra proposta nel contesto dell'EU long-term budget (MFF), non è stata soggetta a negoziati dettagliati con i colegislatori e, oltre alla nostra proposta sulle varie importanti priorità per i prossimi sette anni per l'Unione europea, chiederemmo di considerare attentamente l'architettura dello Stato di diritto nel contesto del bilancio dell'Unione europea, perché si tratta di una questione molto importante.
  Sulla GDPR, credo che dobbiamo essere orgogliosi del fatto che all'interno dell'Unione europea la protezione e la tutela dei dati personali sia una pietra angolare dei nostri valori, anche del nostro sistema legale, e la GDPR è diventata uno standard globale e credo che i cittadini dell'Unione europea debbano affermare il diritto alla protezione dei loro dati. Nella nostra Carta dei diritti fondamentali è contenuto nei trattati dell'Unione europea ed è stato è un tema affrontato dalla Corte di giustizia dell'Unione europea.
  Detto questo, credo che, dato il ritmo dello sviluppo tecnologico, non sia male considerare l'acquis legale digitale, quindi abbiamo proposto degli emendamenti alla GDPR basati sulla implementazione del dialogo al quale ho partecipato a luglio con rappresentanti delle imprese e delle organizzazioni della società civile, ma anche sulla base di dialoghi diretti che ho avuto con gli Stati membri attorno al tavolo del Consiglio dell'Unione europea.
  Abbiamo proposto degli emendamenti, ma si tratta più che altro di chiarimenti, perché il Comitato ha già rilasciato un parere su questo affinché la GDPR possa essere applicata all'IA, essendo una base legale appropriata per l'utilizzo.
  Stiamo proponendo di codificare questo aspetto come parte del pacchetto digitale, ma dobbiamo raggiungere il giusto equilibrio, dobbiamo proteggere i diritti fondamentali, proteggere i dati, ma allo stesso tempo dobbiamo sostenere l'innovazione e migliorare la competitività dell'economia europea.
  La colegislazione valuterà attentamente gli emendamenti che abbiamo proposto a livello della GDPR, perché riconosciamo che si tratta di una base per 17 decisioni che abbiamo a livello globale con Paesi terzi, oltre all'Unione europea, quindi è in Pag. 11gioco il commercio internazionale con l'Italia con altri Stati dell'Unione europea.
  Posso garantirvi che siamo pienamente impegnati a favore dell'implementazione dell'atto sui servizi digitali, si tratta dello strumento principale che abbiamo affinché i social media si assumano le proprie responsabilità per quanto concerne vari aspetti (protezione dei bambini on line, mitigazione dei rischi causati dai contenuti presenti on line, legati al discorso civico) e ci sono varie azioni che devono fare il loro corso, dovranno esserci dei processi dopo e dobbiamo garantire di essere solidi quando prendiamo una decisione rispetto a queste azioni.
  Sono in corso azioni contro piattaforme delle Big Tech, legate ai loro obblighi di proteggere i minori on line ma anche in relazione all'obbligo di proteggere l'integrità del processo elettorale, che deriva dai contenuti disseminati on line.
  Per quanto concerne la domanda sulle tasse nella sfera digitale, abbiamo delineato la nostra proposta a luglio per la MFF. Questo include nuove risorse, perché vogliamo cominciare a ripagare i prestiti della Next Generation EU e avere un alto livello di ambizioni quando si parla del Fondo di competitività, di Horizon Europe, dei nostri investimenti in sicurezza e difesa, della politica sull'agricoltura comune.
  Abbiamo delle proposte sulle risorse, ma non abbiamo fatto delle proposte su una tassa digitale, però so che vari Stati membri hanno delle tasse digitali all'interno dei loro Statuti nei loro Paesi.
  Per quanto concerne la domanda sull'accesso al materiale sull'abuso dei minori, è un caso molto specifico condotto dal mio collega Magnus Brunner, ma dobbiamo pensare a quello che stiamo cercando di ottenere: una migliore protezione per i nostri minori.
  Stiamo affrontando una scadenza, perché c'è una base legale che permette questo accesso a materiali che possono portare le autorità a non essere efficaci, quindi dobbiamo arrivare a una nuova base legale per garantire che questo lavoro di applicazione della legge di investigazione possa continuare. Questa è l'unica cosa che direi su questa questione, ma è un aspetto che conosco, il mio collega, il Commissario Brunner, sta attivamente lavorando su questo aspetto.
  Per quanto concerne lo scudo della democrazia e il Centro di resilienza democratica dell'Unione europea, credo che sia importante evidenziare che la partecipazione sarà volontaria, perché siamo pienamente rispettosi delle competenze nazionali, anche per quanto concerne le condotte nell'ambito di elezioni all'interno degli Stati membri.
  Detto questo, riconosciamo tutti che la natura della minaccia che adesso fronteggiamo, la manipolazione delle informazioni estere, la disinformazione non conosce confini nazionali, quindi, secondo me, è giusto condividere informazioni, camminare insieme per proteggere la nostra democrazia da questa minaccia comune.
  Inoltre, stiamo fronteggiando le minacce all'interno, lo Stato di diritto è sotto pressione in alcuni Stati dell'Unione europea, vediamo rischi e per la società civile, vediamo diritti che si restringono, e questa è una minaccia per la nostra democrazia. Quando vediamo erosi i diritti fondamentali dei nostri cittadini, questa è una minaccia per le nostre democrazie, quindi la disinformazione e l'interferenza straniera costituiscono un problema importante, basti pensare alla recente esperienza della Moldova, a gli sforzi straordinari profusi dalla Russia per interferire nelle elezioni, sforzi che per fortuna sono stati vani, perché le autorità moldave, il sostegno dell'Unione europea o anche il sostegno bilaterale di molti Stati membri hanno portato al successo.
  Lo scudo democratico sarà pienamente rispettoso delle basi legali, delle competenze di ciascuno e del rispetto dei diritti umani fondamentali, compreso il diritto fondamentale alla libertà di espressione per tutti i nostri cittadini nel quadro dell'Unione europea.
  Allo stesso tempo, crediamo fermamente che queste minacce debbano essere riconosciute e che si debba rispondere. Per questo abbiamo implementato un quadro generale che delinea le strategie per la Pag. 12società civile, che investe sui pilastri della nostra democrazia, sull'alfabetizzazione digitale e mediatica, difendendo un settore mediatico plurale.
  Tutti questi elementi sono cruciali, sono delle basi, sono lo zoccolo duro per il nostro sistema democratico e dobbiamo continuare a nutrirlo, investire in questo, proteggere la nostra democrazia, perché questo è un compito che non finisce mai, questa è la sfida e la minaccia che continuiamo a fronteggiare.
  Per quanto riguarda la proposta di riforma costituzionale in Italia, rispettiamo le competenze nazionali di ciascuno degli Stati membri, ogni anno implementiamo un'analisi globale dell'Unione europea e consideriamo in modo scrupoloso la valutazione della Commissione dello Stato di diritto, del sistema anticorruzione, del sistema di giustizia all'interno di ognuno degli Stati membri e anche nei Paesi oggetto dell'allargamento dell'Unione europea e facciamo delle raccomandazioni.
  Il messaggio a ciascuno dei Parlamenti nazionali su base bilaterale è sempre lo stesso: accogliere il processo dello Stato di diritto come un cambiamento positivo. C'è una grande esperienza alla nostra portata, DG JUST, quindi bisogna attingervi.
  Abbiamo quindi valutato l'ambiente dello Stato di diritto in Italia, in tutti gli altri Stati membri e anche nei Paesi oggetto dell'allargamento. Nel caso dell'Italia, come sapete, abbiamo rilasciato sei raccomandazioni nel contesto della Relazione sullo Stato di diritto del 2025, che è stata pubblicata a luglio.
  Potrei continuare, ma credo che abbiamo terminato il nostro tempo, Presidente, quindi ringrazio lei e gli onorevoli membri per le eccellenti domande e spero che avremo nuove opportunità per discutere a Bruxelles o a Roma.
  Grazie a tutti voi, vi auguro un buon pomeriggio.

  PRESIDENTE. Grazie, Commissario. Excellent questions, ma anche eccellenti risposte, tra l'altro perfettamente nei tempi.
  Dichiaro chiusa l'audizione.

  La seduta termina alle 15.40.