Camera dei deputati

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Anno 2018

  • 11/01/2018
    N° ricorso: 
    38259/09

    Cipolletta - in materia di ragionevole durata. La causa trae origine dal ricorso proposto dal sig. Aldo Cipolletta, creditore di una società posta in liquidazione coatta amministrativa nel 1985. A seguito del deposito dello stato passivo da parte del commissario, il ricorrente fece opposizione nel 1985, e nel 1997 il Tribunale accolse la sua domanda apportando una variazione allo stato passivo.

    Nel 2010 il procedimento risultava ancora pendente, ma il ricorrente non avviò la procedura Pinto in quanto inapplicabile, per giurisprudenza interna, alle procedure di liquidazione coatta amministrativa.

    Il sig. Cipolletta si rivolse quindi alla CEDU, lamentando la violazione dell'articolo 6, comma 1, della Convenzione relativo al diritto ad una ragionevole durata del processo.

    Nella decisione in esame, la Corte ha preliminarmente ritenuto applicabile al caso di specie l'art. 6, comma 1, della Convenzione e quindi sussistente la propria competenza in materia. Ciò in quanto, indipendentemente dalla qualificazione giuridica data a livello interno alla procedura della liquidazione coatta amministrativa, non vi è dubbio che la fase concernente l'opposizione allo stato passivo abbia natura giurisdizionale (come accade nella procedura fallimentare).

    Pertanto, preso atto del fatto che la procedura volta a definire la contestazione avanzata dal ricorrente (definita reale e seria) si è protratta per più di 25 anni, la Corte ha ritenuto sussistente la violazione dell'art. 6, comma 1, CEDU in quanto la indubbia complessità della procedura medesima non giustifica la sua eccessiva durata

    testo integrale (in francese)
    sintesi
  • 01/02/2018
    N° ricorso: 
    54227/14

    V.C. c. Italia - in materia di tortura (art. 3) e rispetto della propria vita privata e familiare (art. 8).

    Gli articoli 3 (Proibizione della tortura) e 8 (Diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione pongono a carico degli Stati membri veri e propri obblighi positivi di protezione dei cittadini contro i rischi di maltrattamenti e violenza per atti criminali commessi anche da privati. Ciò, a condizione che: 1) tali cittadini siano concretamente individuabili in relazione a specifici rischi cui essi sono esposti; 2) tali rischi siano prevedibili (cioè conoscibili dalle autorità pubbliche), reali e immediati; 3) possano essere adottate misure che, in base a un giudizio di ragionevolezza, risultino idonee a prevenire i pericoli temuti. Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto che l'Italia abbia violato le disposizioni in questione in quanto non ha protetto in tempi ragionevoli una minore, pur conoscendo le autorità pubbliche coinvolte la situazione di particolare vulnerabilità e di grave pericolo per l'incolumità fisica e psicologica in cui versava la minore stessa.

    testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 22/02/2018
    N° ricorso: 
    65173/09

    Drassich n. 2 - in materia di diritto alla difesa. Con riferimento a un giudizio ex art. 625-bis c.p.p., dichiara non sussistente la violazione dell'art. 6, paragrafi 1 e 3, CEDU, sotto il profilo del diritto dell'imputato di essere informato della natura e dei motivi dell'accusa formulata a proprio carico e del diritto di disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la difesa.

    Nel caso di specie la Corte ritiene che il ricorrente - preventivamente informato al momento dell'avvio del nuovo giudizio per cassazione per il tramite dei suoi difensori - fosse sufficientemente consapevole della riqualificazione del fatto ascrittogli e che non vi fosse dunque bisogno di alcuna notificazione formale del nuovo capo d'accusa, in quanto l'articolo 6, par. 3, non impone alcuna forma particolare circa le modalità con le quali l'imputato deve essere informato della natura e dell'oggetto dell'accusa mossa contro di lui. Quanto all'asserita impossibilità di comparire direttamente nel procedimento in Cassazione, la Corte europea ritiene che la presenza del ricorrente in udienza non fosse necessaria, in quanto la Corte di legittimità si è concentrata esclusivamente su punti di diritto e non ha esaminato questioni di fatto, peraltro non sollevate dalla difesa nelle memorie depositate.

    Testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 28/06/2018
    N° ricorso: 
    1828/06, 34163/07,19029/11

    G.I.E.M. s.r.l. e altri

    testo integrale (in inglese)
  • 05/07/2018
    N° ricorso: 
    24/11

    Centro Demarzio s.r.l. - in materia di protezione della proprietà. Constata la violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in relazione a una sentenza che ha dichiarato non risarcibile, in base alla scusabilità dell'errore in cui era incorsa l'amministrazione, il danno subìto da una società medico-diagnostica a seguito dell'illegittima revoca di una convenzione stipulata con il Servizio sanitario nazionale. Secondo la Corte, l'errore dell'amministrazione, anche se determinato da mancanza di chiarezza della legge, non può gravare sul ricorrente, in quanto il principio di legalità esige che le disposizioni di diritto interno siano sufficientemente accessibili, precise e prevedibili.

    Testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 05/07/2018
    N° ricorso: 
    30015/09, 34644/09, 10723/10

    Castello del Poggio s.s. e altri - in materia di diritto a un processo equo, sotto il profilo dell'ingerenza del legislatore nell'amministrazione della giustizia. Constata la violazione dell'art. 6, paragrafo 1, della CEDU, in relazione a un intervento legislativo di interpretazione autentica con effetto retroattivo in materia di sgravi dei contributi previdenziali in favore delle aziende agricole, che ha avuto un impatto decisivo sull'esito di un giudizio pendente senza che vi fossero motivi imperativi di interesse pubblico per la sua applicazione retroattiva.

    Testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 12/07/2018
    N° ricorso: 
    6360/13

    D'Acunto e Pignataro - in materia di diritto al rispetto della vita privata e familiare. Constata la violazione dell'articolo 8 della CEDU in relazione a un provvedimento di allontanamento di minori dal domicilio familiare e di sospensione della potestà genitoriale, disposto dal tribunale dei minorenni senza soddisfare le esigenze procedurali di aggiornamento delle perizie e di celerità delle decisioni che discendono dalla Convenzione.

    Testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 06/09/2018
    N° ricorso: 
    29932/07

    Mottola e altri - in materia di diritto a un processo equo, sotto il profilo del diritto di accesso a un tribunale. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU il danno patrimoniale per la violazione degli articoli 6, par. 1 CEDU e 1 Prot. n. 1 CEDU, già constatata con la sentenza del 4.2.2014

    Testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 06/09/2018
    N° ricorso: 
    29907/07

    Staibano e altri - in materia di diritto a un processo equo, sotto il profilo del diritto di accesso ad un tribunale. Liquida ai sensi dell'art. 41 CEDU il danno patrimoniale per la violazione degli articoli 6, par. 1 CEDU e 1 Prot. n. 1 CEDU, già constatata con sentenza del 24.6.2014.

    Testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 27/09/2018
    N° ricorso: 
    57278/11

    Brazzi - in materia di diritto al rispetto della vita privata. In un caso relativo ad una perquisizione domiciliare disposta dal pubblico ministero in sede di indagini preliminari, constata la violazione dell'art. 8 § 2 CEDU, in quanto la mancata previsione di un controllo giurisdizionale preventivo o successivo alla misura adottata costituisce un'ingerenza nel diritto al rispetto del domicilio del ricorrente incompatibile con la Convenzione.

    testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 04/10/2018
    N° ricorso: 
    39186/11 e altri 9

    Therapic Center s.r.l. e altri - in materia di diritto a un processo equo. Constata la violazione dell'art. 6, paragrafo 1 CEDU, sotto il profilo del diritto ad un tribunale, in riferimento alla mancata esecuzione - entro un tempo ragionevole - di decreti ingiuntivi emessi in favore delle società ricorrenti.

    testo integrale (in francese)
  • 11/10/2018
    N° ricorso: 
    55216/08

    S.V. - in materia di diritto al rispetto della vita privata e familiare. Constata la violazione dell'art. 8 CEDU, sotto il profilo sostanziale, per avere lo Stato italiano violato il suo obbligo positivo di garantire il diritto della ricorrente al rispetto della sua vita privata, negandole la rettifica dell'attribuzione di sesso durante il processo di transizione sessuale e prima del completamento dell'intervento chirurgico di conversione sessuale.

    testo integrale (in francese)
    Sintesi
  • 25/10/2018
    N° ricorso: 
    55080/13

    Provenzano - in materia di divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti, sotto il profilo sostanziale. Constata la violazione dell'art. 3 CEDU, in riferimento alla proroga dell'applicazione del regime carcerario di cui all'art. 41-bis ord. pen. per il periodo successivo al 23 marzo 2016, stante l'assenza nella motivazione del provvedimento di prove sufficienti a dimostrare che sia stata effettuata una reale rivalutazione relativa ai rilevanti cambiamenti della situazione del ricorrente, in particolare al suo cruciale declino cognitivo.

    Testo integrale (in inglese)
  • 13/12/2018
    N° ricorso: 
    67944/13

    Casa di Cura Valle Fiorita s.r.l. - in materia di diritto a un processo equo e di protezione della proprietà. Constata la violazione dell'articolo 6 § 1 CEDU e dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione, in relazione alla mancata esecuzione dell'ordine giudiziale di sgombero di un immobile abusivamente occupato.

    Testo integrale (in francese)
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