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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato B

Seduta di Martedì 9 gennaio 2024

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interrogazione a risposta in Commissione:


   DE MARIA, DE LUCA, FASSINO, CASU e ROGGIANI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la crisi aziendale che ha investito l'agenzia di stampa Dire ha conosciuto un ulteriore aggravamento con la decisione della società editrice, Com.e, di procedere al licenziamento di 14 dipendenti;

   il Dipartimento dell'editoria della Presidenza del Consiglio ha sospeso l'erogazione dell'ultima tranche dei fondi pubblici per il 2023, nonché l'ammissione della Dire al nuovo bando di finanziamento pubblico;

   la stessa azienda editrice, nella notte di Capodanno, con una mail inviata alle ore 22, ha sospeso altri 17 dipendenti con una iniziativa che appare peraltro palesemente non rispondente ai contratti di lavoro in essere;

   la Dire rappresenta un riferimento fondamentale per il nostro sistema dell'informazione, una voce libera e di qualità che va salvaguardata;

   non devono essere lavoratori di grande professionalità a pagare per le scelte delle proprietà o del Governo –:

   quali iniziative di competenza intenda assumere il Governo per favorire la continuità aziendale e la salvaguardia del posto di lavoro per tutti i dipendenti;

   quali iniziative il Governo intenda adottare per consentire l'erogazione dei finanziamenti pubblici sospesi, nonché l'accesso ai bandi 2024.
(5-01791)

AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Interrogazioni a risposta immediata:


   DEBORAH BERGAMINI, ORSINI, MARROCCO, BARELLI, ARRUZZOLO, BAGNASCO, BATTILOCCHIO, BATTISTONI, BENIGNI, CALDERONE, CANNIZZARO, CAPPELLACCI, CAROPPO, CASASCO, CATTANEO, CORTELAZZO, DALLA CHIESA, D'ATTIS, DE PALMA, FASCINA, GATTA, MANGIALAVORI, MAZZETTI, MULÈ, NEVI, NAZARIO PAGANO, PATRIARCA, PELLA, PITTALIS, POLIDORI, ROSSELLO, RUBANO, PAOLO EMILIO RUSSO, SACCANI JOTTI, SALA, SORTE, SQUERI, TASSINARI, TENERINI e TOSI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   l'Italia ha assunto il 1° gennaio 2024 la Presidenza del G7, un foro che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più importante a sostegno del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite;

   il nostro Paese guiderà il gruppo in una congiuntura internazionale particolarmente complessa e in continua evoluzione, caratterizzata dal sovrapporsi di gravi conflitti e dal proliferare di aree di crisi;

   occorre dare continuità e ulteriore impulso alle discussioni del gruppo anche sui grandi temi globali, che hanno un impatto sempre più rilevante sullo sviluppo e sulle condizioni di vita dell'umanità –:

   alla luce di quanto esposto in premessa, quali siano le priorità identificate per la Presidenza italiana del G7 e come il Ministro interrogato intenda guidare i lavori del gruppo affinché possa agire sempre più come fattore di stabilità a livello internazionale, fornendo risposte alle crisi in atto.
(3-00895)


   DELLA VEDOVA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 e l'inizio delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, vari gruppi armati operanti in Medio Oriente, sotto la guida politica e militare dell'Iran, hanno intensificato le loro attività terroristiche contro Israele e i suoi alleati occidentali;

   in particolare, il perdurare degli attacchi da parte delle milizie sciite Houthi, che controllano la costa occidentale dello Yemen sul Mar Rosso, nei confronti delle navi mercantili in navigazione verso il Canale di Suez, sta mettendo in crisi il trasporto commerciale lungo una delle rotte più trafficate del mondo per il trasporto delle merci;

   molte compagnie che trasportano merci dai porti orientali verso l'Europa stanno rinunciando a percorrere la rotta di Suez, a causa del rischio di subire attacchi e dei costi assicurativi che sono comprensibilmente lievitati, optando per la circumnavigazione dell'Africa, con costi maggiori stimati attorno al 20-30 per cento, che si scaricheranno inevitabilmente sulle varie filiere produttive e sui consumatori in un periodo in cui l'inflazione sta già mettendo sotto pressione l'economia e i consumi;

   questa situazione rischia di danneggiare in modo particolare i porti del Mediterraneo, tra cui naturalmente quelli italiani, perché alle navi che hanno circumnavigato l'Africa risulta spesso più conveniente dirigersi verso i porti del Nord Europa, piuttosto che rientrare nel Mediterraneo da Gibilterra;

   nonostante si tratti di un problema che minaccia le economie europee e, in particolare, quella italiana, l'onere della difesa delle navi mercantili dagli attacchi degli Houthi grava oggi in misura quasi esclusiva sugli Stati Uniti, i quali hanno coinvolto anche altri Paesi nell'operazione denominata «Prosperity guardian», che però a oggi non sembra aver conseguito i risultati minimi attesi per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso;

   secondo quanto emerso da fonti di stampa, l'Italia avrebbe aderito all'operazione «Prosperity guardian», ma il Ministero della difesa ha chiarito che l'unità navale italiana spostata nel Mar Rosso starebbe operando nell'ambito dell'operazione «Mediterraneo sicuro»;

   oltre a essere – per le ragioni sopra esposte – una priorità per l'Europa e per l'Italia ristabilire la libertà di navigazione nel Mar Rosso, è fondamentale nell'ambito della lotta al terrorismo internazionale fondamentalista guidato dall'Iran, che minaccia la libertà e la sicurezza globale –:

   quali iniziative l'Italia stia intraprendendo – anche in sede europea – per ristabilire la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso.
(3-00896)


   FRATOIANNI, ZANELLA, BONELLI, BORRELLI, DORI, EVI, GHIRRA, GRIMALDI, MARI, PICCOLOTTI e ZARATTI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   secondo l'Unicef, la Striscia di Gaza è il luogo più pericoloso al mondo per un bambino. A poco più di tre mesi dal terribile attacco terroristico compiuto da Hamas nei confronti di Israele il 7 ottobre 2023, persistono i bombardamenti nella Striscia, continuando a mietere vittime nella popolazione civile. Secondo Save the children, a Gaza in media più di 10 bambini al giorno, mille in tre mesi, hanno perso un arto, sottoposti spesso ad amputazioni senza anestesia;

   l'Unrwa afferma che il 40 per cento della popolazione di Gaza è a rischio di carestia;

   secondo il Ministero della salute di Gaza, tra il 7 ottobre 2023 e il 2 gennaio 2024, nel territorio palestinese sono morte 22.185 persone: in meno di tre mesi è morto un abitante su cento della Striscia, con una media di oltre 250 morti al giorno. 109 è il numero dei giornalisti uccisi;

   non si hanno notizie dell'annunciata iniziativa italiana della realizzazione di un ospedale da campo a Gaza;

   appare sempre più credibile che il Governo israeliano conoscesse il piano di Hamas da più di un anno;

   Netanyahu ribadisce che «la guerra non deve essere fermata» fino a quando non saranno raggiunti gli obiettivi di «eliminare Hamas, ottenere la restituzione degli ostaggi israeliani e garantire che Gaza non sia una minaccia per Israele»;

   secondo l'organizzazione non governativa israeliana per i diritti umani Yesh Din, il 2023 è stato l'anno record per le violenze dei coloni israeliani nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania, attacchi aumentati dopo il 7 ottobre 2023. Ma la Cisgiordania è ormai teatro di guerriglia quotidiana. Il 7 gennaio 2024 la polizia israeliana ha ammesso di aver ucciso per errore una bambina palestinese di quattro anni nella città di Bidu;

   il conflitto potrebbe allargarsi in ogni momento: il Medio Oriente è in subbuglio, con attentati ed esplosioni di violenza in Siria, Libano e Mar Rosso;

   a Il Corriere della Sera il politologo Ian Bremmer denuncia che gli Usa sembrano soli nel tentare di evitare una guerra più ampia;

   preoccupa l'immobilismo dell'Unione europea e dei Paesi del Mediterraneo, compreso il nostro, che in passato ha svolto un ruolo geopolitico importante –:

   se, da parte di Italia e Unione europea esistano, e in cosa consistano, un piano diplomatico e un'azione politica concreta per fermare la carneficina a Gaza, liberare gli ostaggi israeliani, per una sicurezza duratura sia per il popolo israeliano che per quello palestinese, al quale vanno assicurati stessa dignità e diritti.
(3-00897)

Interrogazione a risposta in Commissione:


   PORTA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   sono giunte segnalazioni da parte di alcuni impiegati a contratto del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, attualmente in attività presso Istituti italiani di cultura e sedi consolari in Germania, nelle quali si denunciano irregolarità previdenziali da parte del Ministero in qualità di datore di lavoro;

   le irregolarità amministrative da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale riguarderebbero omissioni contributive di lunghi periodi di servizio rilevabili dagli estratti conto contributivi dell'Inps relativi a diverse annualità ed errori di altra natura, come ad esempio il calcolo errato delle settimane utili nei casi di part-time;

   tali vuoti contributivi si riscontrerebbero nonostante il fatto che il datore di lavoro Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale abbia trattenuto nei cedolini paga i contributi dei diretti interessati e che gli stessi contributi siano stati successivamente attestati nella certificazione unica inviata dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ai suddetti dipendenti per certificare il regolare pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali;

   i contrattisti interessati dall'omissione contributiva dichiarano di aver più volte segnalato sia al datore di lavoro Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sia all'Inps l'accertamento dei vuoti contributivi richiedendone contestualmente la regolarizzazione;

   ad oggi, nonostante le segnalazioni effettuate e gli atti formali intrapresi, i dipendenti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale interessati non hanno ricevuto alcun riscontro positivo alle loro legittime richieste di regolarizzazione;

   bisogna anche tener conto del fatto che la mancanza di contributi versati all'ente previdenziale può comportare anche un allontanamento dell'età pensionabile e una decurtazione dell'importo spettante –:

   se il Ministro interrogato sia al corrente della situazione su descritta;

   se siano state esperite tutte le vie tecnicamente possibili per una soluzione legittima ed equa della controversia, considerando che tale situazione può determinare per il lavoratore un grave danno patrimoniale, consistente, tra l'altro, nella percezione di un trattamento pensionistico inferiore a quello effettivamente spettante;

   se, alla luce delle supposte omissioni a carico dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, non ritenga improcrastinabile attivare ogni procedura amministrativa prevista nonché utile affinché sia regolarizzata quanto prima la posizione contributiva dei dipendenti interessati e vengano garantiti i loro legittimi diritti;

   se, alla luce delle omissioni ancora prive di riscontri, per garantire la massima e necessaria trasparenza nella gestione e verifica amministrativa dei seguiti di segnalazioni di irregolarità previdenziali, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale intenda indicare univocamente un ufficio che risponda alle comunicazioni dei dipendenti nei tempi previsti dalla legge.
(5-01789)

AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE

Interrogazione a risposta immediata:


   FARAONE, MARATTIN, GADDA, DE MONTE, DEL BARBA, BONIFAZI, BOSCHI, GIACHETTI e GRUPPIONI. — Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. — Per sapere – premesso che:

   il 21 novembre 2023 la I Commissione (Affari Costituzionali) del Senato della Repubblica ha concluso l'esame del disegno di legge d'iniziativa governativa atto Senato n. 615, recante «Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione»;

   l'articolo 1, comma 2, del testo proposto dalla Commissione parlamentare chiarisce che l'attribuzione di funzioni relative a ulteriori forme di autonomia di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione della Repubblica, è consentita soltanto dopo la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti equamente su tutto il territorio nazionale;

   tali norme, in combinato con le disposizioni contenute nel successivo articolo 4 del richiamato disegno di legge, come emendato dal Senato della Repubblica, impedirebbero, quindi, il trasferimento delle funzioni concernenti materie, o ambiti di materie, riferibili ai livelli essenziali delle prestazioni, ove i relativi costi e fabbisogni standard non fossero stati opportunamente coperti nel quadro di finanza pubblica, ovvero detti trasferimenti saranno operativi soltanto successivamente allo stanziamento delle relative risorse finanziarie;

   il Comitato per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Clep) ha consegnato la sua relazione conclusiva, circoscrivendo il novero delle materie di competenza concorrente su cui i livelli essenziali delle prestazioni dovranno essere assicurati su tutto il territorio nazionale;

   successivamente alla stima dei costi necessari, alla determinazione dei fabbisogni e all'approvazione definitiva del disegno di legge richiamato, il Governo dovrà esaminare le eventuali domande delle regioni ed elaborare uno schema di finanziamento per avviare i trasferimenti di funzione;

   il comma 2 dell'articolo 5 del richiamato disegno di legge prevede che le modalità di finanziamento delle funzioni attribuite avvengano mediante la compartecipazione al gettito di tributi erariali maturati nel territorio regionale, mentre l'articolo 8 garantisce l'assenza di nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che le intese non devono pregiudicare l'entità delle risorse da destinare alle altre regioni;

   lo strumento della compartecipazione, basandosi su una base imponibile per definizione mobile, non garantisce a priori un finanziamento costante senza che possano emergere problematiche più generali di finanza pubblica –:

   stante l'intrinseca variabilità intertemporale della base imponibile dei tributi erariali oggetto di compartecipazione e, conseguentemente, la variabilità delle risorse attribuite alle regioni, che tipo di schema di finanziamento il Governo intenda attuare per garantire un costante finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni riferiti alle funzioni attribuite, evitando l'emergere di rilevanti problematiche di finanza pubblica per il complesso del bilancio consolidato delle pubbliche amministrazioni.
(3-00898)

AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE E FORESTE

Interrogazioni a risposta immediata:


   FOTI, MESSINA, ANTONIOZZI, GARDINI, MONTARULI, RUSPANDINI, CERRETO, ALMICI, CARETTA, CIABURRO, LA PORTA, LA SALANDRA, MALAGUTI, MARCHETTO ALIPRANDI e MATTIA. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   la Commissione europea ha deciso di autorizzare, con distinti regolamenti di esecuzione (UE) nn. 2021/882, 2021/1975, 2022/188 e 2023/58, l'immissione sul mercato europeo, in qualità di nuovi alimenti destinati al consumo umano ai sensi del regolamento (UE) n. 2015/2283, della larva gialla della farina, della locusta migratoria, del grillo domestico e del verme della farina minore, siano questi insetti congelati, essiccati o in polvere;

   la predetta autorizzazione, essendo avvenuta a livello europeo tramite regolamenti di esecuzione, è di carattere vincolante verso tutti i Paesi membri dell'Unione europea;

   poiché l'autorizzazione adoperata dalla Commissione europea implica la diffusione sul mercato europeo di cosiddetti novel food o nuovi alimenti destinati al consumo umano, i quali, per propria definizione, sono da considerarsi del tutto estranei alle abitudini alimentari diffuse in Italia, vi sono ampi profili di rischio legati alla disinformazione e alla mancanza di trasparenza in materia, con possibili ripercussioni a danno dei cittadini e della loro salute;

   in data 29 dicembre 2023 sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana quattro decreti del 6 aprile 2023 del Ministro interrogato, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro della salute, finalizzati a regolamentare le modalità di commercializzazione dei prodotti contenenti le farine di insetti, il cui consumo umano è stato così autorizzato dalla Commissione europea –:

   in che modo i sopra menzionati decreti abbiano contribuito a tutelare la salute pubblica e il diritto ad una corretta informazione sui nuovi prodotti alimentari contemplati dai regolamenti di esecuzione (UE) di cui in premessa, rendendo il Governo italiano il primo a muoversi a livello europeo e con grande forza nella direzione della maggiore tutela possibile per i propri cittadini.
(3-00901)


   LUPI, BICCHIELLI, BRAMBILLA, CAVO, CESA, ALESSANDRO COLUCCI, PISANO, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   l'Osservatorio città clima di Legambiente stima che nell'anno 2023 si sono verificati 378 eventi meteorologici estremi, con un aumento del 22 per cento rispetto al 2022 e la segnalazione di danni rilevanti all'agricoltura;

   l'analisi di Coldiretti, sempre sul 2023, ha valutato in circa 6 miliardi di euro l'ammontare dei danni all'agricoltura nazionale, provocati da eventi naturali, tra cui grandinate, trombe d'aria, bombe d'acqua, ondate di calore e tempeste di vento;

   anche nel corso del 2023 si sono susseguite varie e numerose emergenze che hanno colpito con intensità e con danni gravi l'agricoltura italiana, sia a causa di eventi alluvionali ed emergenze di natura climatica, sia per la diffusione di particolari tipi di fitopatie;

   escludendo strumenti ad hoc istituiti tramite decretazione d'urgenza o interventi normativi settoriali, il principale strumento di sostegno economico a disposizione del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per sostenere le ripercussioni da eccezionali avversità atmosferiche è il Fondo di solidarietà nazionale, strumento istituito dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102;

   tale fondo, seppur utilizzato più volte, non permette di sostenere compiutamente il comparto agricolo a fronte della gravità e della dimensione delle emergenze, dalla diffusione del granchio blu ai danni da fauna selvatica derivanti dalla diffusione della peste suina africana, fino agli eventi alluvionali che hanno colpito Emilia-Romagna, Marche e Toscana;

   lo scenario attuale richiede una visione di programmazione strutturale, anche in relazione all'approccio e alle metodologie di gestione delle emergenze, che richiedono tempestività di intervento e flessibilità;

   la legge 30 dicembre 2023, n. 213, legge di bilancio per il 2024, ha disposto interventi anche a sostegno del comparto agricolo, ponendosi come opportunità di innovazione della gestione delle crisi –:

   quali sviluppi siano stati previsti, anche nell'ambito della citata legge di bilancio per il 2024, al fine di migliorare la gestione delle emergenze in agricoltura e garantire aiuti rapidi e tempestivi al settore.
(3-00902)


   DAVIDE BERGAMINI, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BELLOMO, BENVENUTO, BILLI, BISA, BOF, BORDONALI, BOSSI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MINARDO, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIERRO, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, SASSO, STEFANI, SUDANO, TOCCALINI, ZIELLO, ZINZI e ZOFFILI. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   il comma 250 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2024 autorizza Ismea a erogare prestiti cambiari in favore delle piccole e medie imprese agricole operanti nel settore ortofrutticolo, per un importo massimo pari al 50 per cento dei ricavi del richiedente nel 2022 e comunque non superiore a 30.000 euro, con inizio del rimborso dopo 24 mesi dalla data di erogazione e durata fino a 5 anni;

   l'Italia è il terzo produttore mondiale di pere, un comparto che ci vede eccellere per quantità e qualità, nonostante nell'ultimo triennio il settore abbia dovuto fare i conti con i danni legati alle gelate primaverili e, in parte, alla cimice asiatica e alla maculatura bruna, oltre ai danni a seguito dell'alluvione registrata in territori, quali quelli emiliani e toscani, con forte presenza di frutteti;

   il Governo ha provveduto a stanziare dei fondi a sostegno del comparto, tramite due decreti ministeriali che stanziano complessivamente 18 milioni di euro per il comparto della pericoltura;

   dodici anni fa in Italia si producevano 926.000 tonnellate, mentre nel 2023 la produzione si è fermata, per via di eventi atmosferici avversi, a 180.000 tonnellate, ovvero il 75 per cento in meno rispetto ai volumi prodotti nel 2018;

   la crisi è concentrata, in particolare, nelle regioni del Nord, principale bacino produttivo del pero in Italia. Le regioni Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, che detengono il 74 per cento delle superfici di pero, hanno registrato tutte un netto calo di ettari coltivati;

   infatti, le superfici investite a pero hanno subito una contrazione del 35 per cento negli anni dal 2011 al 2023, con circa 15.000 ettari perduti;

   il rischio inevitabile è quello di veder aumentare il ricorso alle importazioni, in quanto il vuoto produttivo verrebbe automaticamente occupato da produzioni di altri Paesi extra-Unione europea, che hanno standard inferiori, sia in termini di sicurezza che di qualità;

   le province di Ferrara e di Modena sono le aree più colpite. A Modena manca l'80 per cento delle pere, a Ferrara il 60 per cento, tanto che gli agricoltori hanno iniziato ad abbattere le piante per dedicarsi ad altre colture. La crisi della pericoltura in queste province ha un impatto pesantissimo a livello sia economico che occupazionale –:

   quali ulteriori interventi intenda prevedere a tutela dell'economicità e produttività delle aziende del settore della pericoltura nonché a salvaguardia dell'occupazione, al fine di scongiurare il rischio che un comparto così importante per l'economia del nostro Paese possa scomparire.
(3-00903)

AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):


   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:

   il Masterplan Malpensa 2035, progetto di espansione del terminal di Malpensa, ha ricevuto parere positivo, con 13 prescrizioni ambientali, dalla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via e Vas n. 443 del 21 aprile 2023;

   la Commissione è giunta ad un giudizio favorevole di compatibilità ambientale per tutti gli interventi interni al sedime dell'aeroporto, escludendo che l'area cargo merci si realizzi ampliando l'aeroporto al di fuori del sedime oggi occupato;

   la Via è stata approvata con decreto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica 2023-282 dell'8 giugno 2023, con il quale è stato espresso un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del «Masterplan 2035» dell'aeroporto di Milano-Malpensa, comprensivo della valutazione d'incidenza e della verifica del Piano preliminare di utilizzo delle terre e rocce da scavo, subordinato a che tali opere vengano effettuate all'interno del sedime aeroportuale esistente, e comunque al rispetto delle condizioni ambientali indicate nel medesimo suddetto decreto;

   il progetto, in realtà, prevede l'ampliamento dell'area cargo dell'aeroporto di Malpensa e la conseguente distruzione di circa 45 ettari della brughiera del Gaggio, in provincia di Varese. Si tratta di un'area di grande interesse naturalistico e storico, che fa parte del Parco del Ticino e rappresenta una quota consistente del territorio totale della brughiera del Gaggio;

   l'articolo 1-ter, decreto-legge n. 121 del 2023, ha previsto il riconoscimento di opera strategica di preminente interesse nazionale all'intervento di implementazione del traffico merci dell'aeroporto di Malpensa, così come individuato nello strumento di pianificazione degli interventi di adeguamento e potenziamento dello scalo stesso, trasmesso dall'Enac in data 30 giugno 2020 al Ministero dell'ambiente, ai fini dell'istanza di VIA;

   il medesimo articolo 1-ter ha disposto inoltre che ai fini del rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione del suddetto intervento di implementazione, le amministrazioni competenti, previa ricognizione dei provvedimenti adottati in relazione al medesimo intervento, provvedono entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del medesimo decreto-legge, nel rispetto dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, a una nuova valutazione ai sensi dell'articolo 21-quinquies della legge n. 241 del 1990, delle determinazioni adottate, ponderandole alla luce del riconoscimento del carattere strategico e di preminente interesse nazionale del medesimo intervento;

   si evidenzia che il suddetto termine dei trenta giorni è scaduto;

   si rammenta che il citato articolo 21-quinquies della legge n. 241 del 1990 regolamenta la possibilità di revoca del provvedimento, disponendo che: «Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti (...)»;

   in realtà, ad avviso degli interpellanti, anche alla luce dei dati forniti da Assoaeroporti, secondo cui il traffico merci a Malpensa nel 2023 risulta calante rispetto agli stessi periodi del 2022, non sussisterebbero le condizioni per il riconoscimento dell'intervento in questione come opera strategica di preminente interesse nazionale e, quindi, per eventualmente revocare ai sensi dell'articolo 21-quinquies, legge n. 241 del 1990 la citata valutazione di impatto ambientale espressa dalla commissione tecnica Via-Vas –:

   se esistano dei precedenti amministrativi in cui un decreto ministeriale contenente il parere della commissione tecnica Via-Vas sia stato revocato e valutato nuovamente alla luce dell'articolo 21-quinquies della legge n. 241 del 1990;

   quale procedura amministrativa, nel rispetto della normativa in materia di Via, sia prevista per casi simili, e se la citata procedura di una nuova valutazione ai sensi dell'articolo 21-quinquies della legge n. 241 del 1990 delle determinazioni precedentemente adottate sia già stata avviata, visto che i trenta giorni previsti per provvedere in questo senso risultano ormai scaduti;

   se non si intendano adottare le iniziative di competenza volte a garantire la necessaria trasparenza e partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, con riguardo alle nuove determinazioni che saranno adottate dalle amministrazioni competenti, nonché il pieno rispetto dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, come imposto dall'articolo 1-ter del decreto-legge n. 12 del 2023;

   con riferimento al citato articolo 1-ter del decreto-legge n. 121 del 2023, quali studi scientifici siano stati considerati a supporto della dichiarazione secondo la quale il traffico aereo diminuirebbe l'inquinamento atmosferico, considerando che le merci transitanti per l'area cargo dell'aeroporto di Malpensa, stando alle attuali condizioni infrastrutturali, verrebbero successivamente smistate mediante trasporto su gomma;

   con riferimento al comma 2, articolo 1-ter, decreto-legge n. 121 del 2023, quali ulteriori «valutazioni» si intendano effettuare, considerando che la Commissione europea ha risposto all'interrogazione E-003344/2023 dell'eurodeputata Danzì, dichiarando che «La direttiva VIA non prevede alcuna norma specifica per i progetti di preminente interesse nazionale» e che «qualora la valutazione d'impatto ambientale pubblicata l'8 giugno 2023 fosse superata e venisse avviata una nuova procedura, quest'ultima dovrà rispettare le disposizioni della direttiva VIA e valutare nuovamente l'impatto del progetto sull'ambiente come la prima VIA»;

   come si ritenga di procedere a ulteriori «valutazioni» senza determinare «nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica», come imposto dal comma 3, articolo 1-ter, decreto-legge n. 121 del 2023;

   in considerazione del parere n. 443 del 21 aprile 2023, della Commissione VIA, che ha riconosciuto un elevato valore ecologico dell'area in questione secondo le disposizioni della direttiva Habitat, se non si ritenga di procedere direttamente all'istituzione del SIC/ZPS così come richiesto da Parco Ticino e confermato dalla Commissione VIA.
(2-00301) «Evi, Ghirra, Dori, Zanella, Bonelli, Borrelli, Fratoianni, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti».

Interrogazione a risposta in Commissione:


   MAZZETTI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   con la definizione «KEU» ci si riferisce ad un insieme di ceneri derivanti dai processi di essiccazione dei fanghi di depurazione che, dopo specifico trattamento, possono essere utilizzati in edilizia e nella produzione di asfalti, secondo i principi di economia circolare;

   su tali residui di lavorazione ad aprile 2021 è stata avviata una inchiesta giudiziaria in Toscana riguardante il non corretto smaltimento degli scarti delle concerie di Santa Croce sull'Arno, in provincia di Pisa;

   secondo le conclusioni dell'inchiesta, i «KEU» del distretto, ritenuti potenzialmente inquinati e non rispettosi dei limiti previsti per evitare la concentrazione di sostanze inquinanti, sarebbero stati smaltiti illegalmente, miscelati con terre di scavo per la realizzazione di massicciate stradali o riempimenti ambientali;

   altra parte degli scarti di lavorazione sarebbe stata riversata nel torrente Usciana, nella zona di Santa Croce, non adeguatamente depurati, anche se passati attraverso il depuratore «Aquarno»;

   nei giorni scorsi la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio di 6 aziende e 24 soggetti, tra esponenti politici, funzionari della pubblica amministrazione e imprenditori, compresi tra questi il sindaco di Santa Croce, i vertici della locale associazione dei conciatori, un consigliere regionale del PD e tecnici regionali, per una serie di capi di imputazione che vanno, oltre all'inquinamento e al danno ambientale, dall'associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, alla corruzione;

   il Ministero interrogato ha già dato conto di diverse bonifiche e attività di messa in sicurezza avviate nelle aree interessate dall'utilizzo dei «KEU» non conformi;

   nella primavera 2024, andranno al voto 183 comuni della Toscana, tra cui il capoluogo Prato e la città metropolitana di Firenze e diversi comuni dell'area interessata, tra cui Santa Croce, nonché del pisano e del Valdarno aretino;

   il distretto conciario toscano, con oltre 250 concerie, è uno dei più grandi d'Europa, produce il 28 per cento delle pelli destinate alla moda italiana, conta 6 mila addetti e un fatturato di circa 2,4 miliardi di euro l'anno –:

   quali ulteriori elementi conoscitivi sia in grado di fornire il Ministro interrogato in ordine alla presenza di ceneri di risulta dei rifiuti conciari classificati «Keu» in diverse aree della regione Toscana e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda intraprendere per appurare la situazione ambientale del suolo e delle acque del territorio toscano, in particolare di quello delle province di Prato, Pisa, Firenze e del Valdarno Aretino.
(5-01793)

CULTURA

Interrogazione a risposta in Commissione:


   MANZI, ORFINI, BERRUTO e MALAVASI. — Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:

   da un reportage svolto, già da metà dicembre 2023, dalla trasmissione Report e da Il Fatto quotidiano il sottosegretario Vittorio Sgarbi sarebbe al centro di un'inchiesta su un quadro del Seicento di Manetti, «La cattura di San Pietro», che fino al 2013 risultava esposto al Castello di Buriasco. La proprietaria del castello e del dipinto, Margherita Buzio, a febbraio del 2013 avrebbe denunciato il furto dell'opera;

   Report, nel corso della puntata andata in onda a dicembre 2023, avrebbe sottolineato che, stando alle dichiarazioni di Buzio, poche settimane prima del furto, sarebbe stata contattata, in quanto interessato all'acquisto, da Paolo Bocedi, collaboratore di Vittorio Sgarbi fino al 2003;

   il dipinto, secondo Report, sarebbe riapparso nel 2021 in una mostra inaugurata dallo stesso Sgarbi, che avrebbe, a quanto invece dichiarato dal sottosegretario, contenuto un dipinto di Manetti «inedito», estremamente simile a quello sparito nel 2013, con solamente una differenza data dalla presenza di una candela;

   dopo l'inchiesta, andata in onda a metà dicembre 2023 il sottosegretario avrebbe smentito categoricamente, sostenendo che il dipinto rubato e quello, invece, in suo possesso fossero due opere diverse;

   nella puntata andata in onda l'8 gennaio 2024 Report dimostra di essere entrata in possesso della scansione ad alta risoluzione del dipinto in questione, effettuata per conto del sottosegretario da un'azienda di Correggio (Reggio Emilia), la GLab;

   dall'analisi della scansione a 16k dell'opera emergerebbero, come riportato dalla redazione di Report, prove difficilmente confutabili: l'opera di Vittorio Sgarbi, esposta a Lucca nel dicembre 2021 e quella trafugata sarebbero, per la trasmissione di Rai 3, la stessa opera; si aggiunge, inoltre, anche un frammento ritrovato al castello di Buriasco, rimasto incastrato nella cornice dopo il furto, che dimostrerebbe che il dipinto rubato e quello restaurato coincidono;

   l'unica differenza visibile con l'opera rubata è una fiaccola in alto a sinistra, presente nell'opera in possesso di Sgarbi. La scansione, visionata da esperti di altissimo livello, dimostrerebbe che sarebbe stata aggiunta in un secondo momento, in quanto l'area è priva delle crepe tipiche di un dipinto vecchio;

   in diverse occasioni Vittorio Sgarbi avrebbe dichiarato che il dipinto esposto sarebbe un'opera inedita trovata in una villa nel Viterbese, appartenente alla madre del sottosegretario, Rita Cavallini, acquistata anni prima, nel 2000;

   in data 9 gennaio 2024 il Fatto Quotidiano riporta la notizia di un'indagine, avviata dalla procura di Macerata, che coinvolgerebbe il sottosegretario Sgarbi per furto di beni culturali, per espropriazione illecita di opere d'arte, con anche l'aggravante dell'associazione;

   inoltre, da un articolo de Il Fatto quotidiano del 25 ottobre 2023, è emerso che il sottosegretario Sgarbi sarebbe indagato a Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, per non aver pagato debiti all'Agenzia delle entrate (in totale circa 715 mila euro) per l'acquisto di quadri –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti suesposti, in ogni caso se non intenda fare chiarezza e se non intenda urgente adottare iniziative di competenza in ordine all'opportunità che Vittorio Sgarbi continui a ricoprire il ruolo istituzionale di sottosegretario di Stato per la cultura.
(5-01794)

DIFESA

Interrogazione a risposta orale:


   DI LAURO e CHERCHI. — Al Ministro della difesa, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   la comunità di Sant'Agata dei Goti (Benevento) sta vivendo un periodo di crescente preoccupazione a causa di un'ondata di furti, particolarmente intensificatisi nel mese di novembre 2023;

   dagli ultimi mesi del 2011 ad oggi a Sant'Agata dei Goti si sono susseguiti diversi episodi criminosi che hanno destato forte preoccupazione tra i cittadini;

   in particolare, sono state incendiate diverse autovetture, compresa l'ambulanza dell'associazione no profit «Il Cireneo», e si sono verificati numerosi furti sia in abitazioni di privati cittadini, soprattutto nelle frazioni e nelle contrade, sia nei tre uffici postali presenti sul territorio (Bagnoli, Faggiano e Sant'Agata centro);

   desta particolare preoccupazione il presidio del territorio da parte delle forze dell'ordine; infatti, sono presenti due compagnie dell'Arma dei carabinieri nei vicini piccoli comuni di Cerreto sannita e Montesarchio mentre l'organico della locale stazione di Sant'Agata dei Goti, che svolge servizio anche nel comune di Durazzano, non è sufficiente per garantire il pattugliamento della zona, in particolar modo è preoccupante la sostanziale assenza del servizio di vigilanza notturna per la mancanza di personale;

   a giudizio degli interroganti, sarebbe quindi necessario aumentare la pianta organica della stazione di Sant'Agata dei Goti o, quanto meno, a organico complessivo invariato, valutare l'accorpamento delle piccole compagnie dei carabinieri limitrofe per avere personale sufficiente da impiantare una tenenza dei Carabinieri a Sant'Agata dei Goti;

   negli ultimi anni la situazione ha raggiunto livelli allarmanti ma, nonostante gli sforzi compiuti dalle istituzioni, i tentati furti continuano ad essere una preoccupazione costante per i cittadini;

   la persistenza di questi episodi ha portato la comunità locale a valutare la possibilità di una raccolta firme per sollecitare ulteriormente le istituzioni affinché prestino maggiore attenzione alla situazione;

   la richiesta di potenziare la locale stazione dei Carabinieri è una misura che il Movimento 5 Stelle ha proposto dal 2013 mediante interrogazioni parlamentari, che, alla luce degli eventi recenti, appare sempre più necessaria e urgente;

   non solo si tratta di incrementare la presenza fisica delle forze dell'ordine, ma anche di fornire loro risorse adeguate per poter operare efficacemente nella prevenzione e nel contrasto ai reati;

   nonostante gli impegni presi in passato, i risultati concreti appaiono ancora lontani. Il crescente disagio dei cittadini è testimoniato dai recenti episodi di furti, che hanno generato un clima di paura e insicurezza –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della perdurante e grave situazione di insicurezza in cui versa la popolazione di Sant'Agata dei Goti e dei comuni limitrofi e se non intendano provvedere con un potenziamento dell'organico delle forze dell'ordine presenti in quel territorio.
(3-00904)

ECONOMIA E FINANZE

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):


   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   l'articolo 37 del decreto-legge n. 21 del 2022 ha istituito un contributo straordinario a carico dei produttori, importatori e rivenditori di energia elettrica, di gas, nonché di prodotti petroliferi, nella misura del 10 per cento dell'incremento del saldo tra operazioni attive e passive realizzato dal 1° ottobre 2021 al 31 aprile 2022, rispetto al medesimo periodo 2020/2021;

   tale contributo doveva essere versato per un importo pari al 40 per cento a titolo di acconto, entro il 30 giugno 2022 e per la restante parte, a saldo, entro il 30 novembre 2022, laddove l'incremento del saldo sia superiore al 10 per cento e a 5 milioni di euro in termini assoluti;

   aliquota è stata successivamente aumentata al 25 per cento;

   il precedente Governo aveva stimato la base imponibile del contributo in circa 39 miliardi di euro e un gettito erariale pari a circa 10,5 miliardi di euro;

   l'articolo 37 del decreto-legge n. 21 del 2022 è stato ulteriormente modificato dal comma 120, dell'articolo 1, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023), che limita l'ambito soggettivo di applicazione del contributo straordinario ai soli soggetti che nel corso del 2021 hanno realizzato il 75 per cento del volume d'affari da operazioni svolte nell'ambito dei settori di attività di produzione e rivendita di energia, gas e prodotti petroliferi;

   il Ministro interrogato, in risposta a due diverse interrogazioni a risposta immediata (3-00075 e 3-00350), riferiva in aula che alla data del 30 novembre 2022, in relazione al contributo straordinario, risultavano versamenti erariali, tramite deleghe F24, per un ammontare complessivo pari a 2 miliardi 757 milioni, sostanzialmente in linea con le stime aggiornate predisposte dal Governo, mentre nel 2023, alla luce delle modifiche apportate ai parametri del suddetto contributo, sono stati versati da tre soggetti, ulteriori 82 milioni di euro quale maggiore contributo dovuto;

   nella medesima occasione il Ministro interrogato riferiva come l'Agenzia delle entrate ha avviato, in collaborazione con la Guardia di finanza, un'attività di analisi del rischio relativo al corretto adempimento degli obblighi di versamento inerenti al contributo straordinario e in particolare, valorizzando le informazioni presenti nelle banche dati, ha ricostruito la platea di riferimento e determinato, per ciascun soggetto, il debito d'imposta potenziale, che è stato messo a confronto con i versamenti effettuati o che saranno effettuati;

   una finale ed esaustiva analisi della platea interessata al contributo, sempre a detta del Ministro, anche ai fini dell'avvio delle successive attività di accertamento nei riguardi dei contribuenti inadempienti, potrà essere effettuata solo utilizzando le informazioni che saranno fornite in sede di compilazione dello specifico quadro delle dichiarazioni Iva 2023, quadro CS, il cui termine di presentazione scadeva il 2 maggio 2023, fatta salva la possibilità dei contribuenti di presentare la dichiarazione entro 90 giorni dallo scadere di tale termine;

   l'articolo 1 della legge 29 dicembre 2022, n. 197, commi da 115 a 119, ha istituito un contributo di solidarietà sotto forma di prelievo temporaneo per l'anno 2023 per i soggetti che producono, importano, distribuiscono o vendono energia elettrica, gas naturale e prodotti petroliferi, determinato applicando un'aliquota pari al 50 per cento sull'ammontare della quota del reddito complessivo determinato ai fini dell'imposta sul reddito delle società relativo al periodo di imposta antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023, che eccede per almeno il 10 per cento la media dei redditi complessivi determinati ai sensi dell'imposta sul reddito delle società conseguiti nei quattro periodi di imposta antecedenti a quello in corso al 1° gennaio 2022;

   detto contributo di solidarietà doveva essere versato entro il sesto mese successivo a quello di chiusura dell'esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023, mentre per i soggetti che in base a disposizioni di legge approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, il versamento dello stesso doveva essere effettuato entro il mese successivo a quello di approvazione –:

   a quanto ammonti, in termini di cassa, al 31 dicembre 2023, il gettito del contributo straordinario di cui all'articolo 37 del decreto-legge n. 21 del 2022;

   a quanto ammonti, in termini di cassa, al 31 dicembre 2023, il gettito relativo al contributo di solidarietà di cui l'articolo 1 della legge 29 dicembre 2022, n. 197, commi da 115 a 119;

   quali siano le risultanze dell'attività di analisi del rischio relativo al corretto adempimento degli obblighi di versamento inerenti a detti contributi, condotte dall'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza;

   se sia stato determinato per ciascun soggetto passivo l'importo del contributo effettivamente versato e il debito d'imposta potenziale, anche ai fini dell'avvio delle successive attività di accertamento nei riguardi dei contribuenti inadempienti;

   quali iniziative, anche di carattere coattivo, siano state assunte per garantire il recupero dei contributi non ancora versati dai soggetti passivi inadempienti tenuti al pagamento degli stessi.
(2-00300) «Bonelli, Zanella».

Interrogazioni a risposta immediata in Commissione:

VI Commissione:


   BORRELLI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   al fine di sostenere i 211 comuni italiani in ritardo con la revisione delle aliquote Imu-2023, l'articolo 1, comma 72 della legge di bilancio per l'anno 2024 concede loro una proroga del termine entro il quale avrebbero dovuto pubblicare le relative delibere regolamentari e di approvazione, spostandolo dal 28 ottobre 2023 al 15 gennaio 2024;

   i suddetti comuni si sono trovati nella difficile situazione di non poter applicare gli aumenti programmati per il 2023 in sede di versamento della rata di dicembre, perché i contribuenti non ne conoscevano l'entità: una modalità per evitare ammanchi di cassa, ma che, di fatto si è trasformata in un boomerang per i cittadini interessati dalla nuova disposizione;

   la norma, causando un'inedita situazione di incertezza, ha comunque un impatto sui cittadini dei suddetti comuni che virtuosamente avevano già provveduto al versamento, entro il 18 dicembre 2023, della seconda rata. Infatti, qualora le nuove aliquote comportino una differenza positiva, gli stessi saranno di nuovo chiamati al versamento, senza sanzioni o interessi, di una rata di conguaglio, la terza, entro il 29 febbraio 2024; in presenza, invece, di una differenza negativa generata dal taglio, da parte di amministrazioni virtuose, dell'aliquota, il rimborso avviene secondo le regole ordinarie;

   all'indomani dell'approvazione della norma vi è stata la levata di scudi di numerose associazioni di consumatori secondo le quali la stessa violerebbe il principio di cui all'articolo 3 dello «Statuto dei diritti del contribuente», che non solo dispone che relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono, ma anche che le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell'adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti, un intervallo temporale decisamente superiore a quello in questione ricadente tra 15 gennaio e il 29 febbraio 2024 –:

   non essendo stato rispettato per i contribuenti di cui in premessa il principio del congruo preavviso dell'obbligazione tributaria, se non ritenga di dover concedere anche a questi, alla stregua dei comuni interessati, una proroga per il versamento del conguaglio.
(5-01782)


   MEROLA, VACCARI, ANDREA ROSSI, GNASSI, UBALDO PAGANO, SIMIANI e BAKKALI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge 1° giugno 2023, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2023, n. 100, all'articolo 21, comma 4, istituisce per l'anno 2023 estrazioni settimanali aggiuntive del gioco del Lotto e del Superenalotto destinando le maggiori entrate al Fondo per le emergenze nazionali al fine di finanziare interventi a favore delle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023 nella regione Emilia-Romagna;

   da ultimo il Governo ha introdotto la proroga delle citate estrazioni straordinarie all'anno 2024 destinando le maggiori risorse al citato Fondo per le emergenze nazionali senza alcun vincolo a favore del finanziamento delle regioni colpite dagli eventi alluvionali;

   per finanziare le emergenze nazionali, come la ricostruzione dei territori alluvionati della regione Emilia-Romagna, il Governo reperisce risorse dal gioco d'azzardo ma, anziché aumentare l'incidenza della tassazione sul gioco, incrementa il numero di giocate danneggiando soprattutto i giocatori fragili –:

   se intenda fornire una relazione relativa alle risorse reperite per l'anno 2023 dalle estrazioni settimanali aggiuntive del gioco del Lotto e del Superenalotto e, per quanto di competenza, un'indicazione puntuale e aggiornata della destinazione di tali risorse suddivisa per le linee di intervento.
(5-01783)


   CONGEDO, DE BERTOLDI, FILINI, MATERA, MATTEONI, MAULLU e TESTA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 11, commi 3 e 4 del decreto legislativo n. 47 del 2000, prevede che sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il Tfr sia applicata l'imposta sostitutiva pari al 17 per cento e che nell'anno solare in cui maturano le rivalutazioni sia dovuto l'acconto dell'imposta sostitutiva commisurato al 90 per cento delle rivalutazioni maturate nell'anno precedente;

   il medesimo comma 4, stabilisce che l'acconto può essere pari al 90 per cento delle rivalutazioni che maturano nell'anno per il quale è dovuto e deve essere versato entro il giorno 16 del mese di dicembre;

   le norme suindicate sembrerebbero ammettere la possibilità di applicare un metodo di calcolo storico così come altrettanto un metodo di calcolo previsionale;

   la circolare dell'Ade n. 50E/2002 ha fornito sia le indicazioni per il metodo previsionale, ovvero l'imponibile da utilizzare per la determinazione presuntiva dell'acconto dell'imposta sulla rivalutazione corrispondente al Tfr maturato fino al 31 dicembre dell'anno precedente relativo ai dipendenti ancora in forza al 30 novembre dell'anno in corso, sia l'indice ISTAT da utilizzare: «Al fine della determinazione della percentuale di rivalutazione si deve utilizzare l'incremento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati rilevato nel mese di dicembre dell'anno precedente»;

   al riguardo, gli interroganti evidenziano che, sulla base della suindicata prassi, l'articolo 11 del suesposto decreto legislativo n. 47 del 2000, a differenza della circolare, in merito all'applicazione del metodo previsionale al posto di quello storico, non specifica quale sia l'indice Istat da prendere in considerazione, rendendo quindi auspicabile non una modifica normativa, ma un'ulteriore interpretazione dell'Ade, che ammetta la possibilità di utilizzo di un indice diverso da quello al 31 dicembre 2022;

   gli interroganti rilevano altresì che il 18 dicembre 2023, i datori di lavoro hanno versato l'acconto dell'imposta sostitutiva sul Tfr decidendo se applicare il metodo di calcolo storico o previsionale; l'indice di rivalutazione del Tfr del dicembre 2022 è stato del 9,974576 per cento e ha determinato rivalutazioni del Tfr insieme a un significativo esborso per l'imposta sostitutiva –:

   se sia fondata un'interpretazione estensiva della circolare dell'Ade esposta in premessa che ammetta la possibilità dell'utilizzo di un indice diverso da quello al 31 dicembre 2022, anche a fronte di una previsione indicata dall'articolo 11, comma 4 del richiamato decreto legislativo n. 47 del 2000.
(5-01784)


   FENU, ALIFANO, RAFFA, LOVECCHIO e SANTILLO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 25, comma 1, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, ha introdotto l'obbligo di comunicazione dei crediti d'imposta non utilizzabili;

   in particolare, se i crediti derivanti dall'esercizio delle opzioni di cui all'articolo 121, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, risultino non utilizzabili per cause diverse dal decorso dei termini di cui al comma 3 dello stesso articolo 121, l'ultimo cessionario è tenuto a comunicare tale circostanza all'Agenzia delle entrate;

   la comunicazione dei crediti d'imposta non utilizzabili deve essere inviata a decorrere dal 1° dicembre 2023 tramite un apposito servizio web disponibile nell'area riservata del sito internet dell'Agenzia delle entrate, all'interno della «Piattaforma cessione crediti», direttamente da parte dell'ultimo cessionario titolare dei crediti stessi;

   nel caso in cui la conoscenza dell'evento che ha determinato la non utilizzabilità del credito sia avvenuta entro il 30 novembre 2023 la comunicazione andava effettuata entro lo scorso 2 gennaio 2024;

   con provvedimento del 23 novembre 2023, l'Agenzia delle entrate ha definito le modalità di adempimento dell'obbligo di comunicazione;

   il 30 novembre 2023 è altresì scaduto il termine per usufruire della remissione in bonis per quei soggetti che non hanno effettuato, entro la scadenza del 31 marzo 2023, la comunicazione della cessione del credito d'imposta per le spese sostenute nel 2022 in relazione al superbonus e alle altre agevolazioni edilizie;

   l'incrocio dei dati relativi ai predetti obblighi di comunicazione consente di acquisire maggiori elementi in merito all'ammontare dei crediti inutilizzati, definendo la platea cosiddetti «crediti incagliati»;

   in precedenti occasioni l'Agenzia delle entrate ha evidenziato di poter conoscere solo l'ammontare dei crediti ma senza possibilità di stabilire i motivi del mancato utilizzo;

   secondo il report di ENEA sull'utilizzo del superbonus, i crediti incagliati ovvero ancora non utilizzati ammonterebbero a circa 6 miliardi di euro;

   migliaia di imprese e famiglie sono alle prese con la problematica dei «crediti incagliati», con gravi ripercussioni economiche –:

   alla luce del decorso dei termini degli adempimenti comunicativi di cui in premessa, quale sia il numero di comunicazioni trasmesse in merito alla remissione in bonis e al mancato utilizzo del credito, specificando l'ammontare dei crediti non utilizzati, e quali iniziative intenda assumere per favorire lo smaltimento da parte dei legittimi titolari.
(5-01785)


   CENTEMERO, BAGNAI, CAVANDOLI e GUSMEROLI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   pochi giorni fa la Banca d'Italia ha pubblicato un'indagine in cui si evidenzia che nel primo semestre del 2023 si è intensificata la riduzione della domanda di credito delle imprese in tutte le aree del Paese. La contrazione ha riguardato tutti i settori nelle varie macroaree, con poche eccezioni (Economie regionali. La domanda e l'offerta di credito a livello territoriale. Numero 43 – dicembre 2023);

   in particolare, sul calo delle richieste dei finanziamenti, ha inciso prevalentemente la diminuzione delle esigenze per il sostegno degli investimenti e per la copertura del capitale circolante, inoltre le politiche di offerta di credito dalle banche alle imprese si sono irrigidite: vi hanno inciso la maggiore percezione del rischio da parte degli intermediari e l'incremento dei tassi di interesse;

   nondimeno, sempre nel primo semestre del 2023, la domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni si è ulteriormente indebolita sia sui nuovi prestiti sia, in modo preoccupante, per i prestiti contratti in passato a tasso variabile, con aggravi significativi sul bilancio familiare –:

   se e quali iniziative, per quanto di competenza, si intendano adottare per evitare una nuova ondata di insolvenza al fine di sostenere l'accesso al capitale per le famiglie e imprese, anche attraverso canali alternativi alle banche.
(5-01786)


   GEBHARD e PASTORINO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   con legge 27 dicembre 2019, n. 160, all'articolo 1, commi da 184 a 197, è stata ridefinita la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano nazionale impresa 4.0, del 2016, mediante l'introduzione di un credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, parametrato al costo di acquisizione degli stessi;

   suddetta disposizione è stata successivamente innovata dall'articolo 1, comma 1056, della legge n. 178 del 27 dicembre 2020, e il comma 1062 del citato articolo dispone che «Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d'imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrate l'effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei beni agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati devono contenere l'espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058-ter»;

   l'Agenzia delle entrate, con la risposta ad interpello n. 270/2022, in riferimento all'applicazione delle suddette norme, sostiene che l'obbligo del riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 1054 a 1058-ter, della legge 27 dicembre 2020, n. 178, debba valere anche per i documenti che certificano la consegna del bene quali il «documento di trasporto»;

   tuttavia, tale interpretazione appare forzata ed eccessivamente estensiva, dal momento che i documenti di trasporto sono citati nelle fatture, contenenti il riferimento, e che la ratio della norma è quella di dimostrare l'effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolati. Ciò determina la messa in discussione di importanti incentivi fiscali fruiti da imprese che rischiano la revoca del beneficio pur avendo agito in buona fede e certi di aver ottemperato agli obblighi di legge, avendo inserito nelle fatture il riferimento alle disposizioni indicate;

   peraltro, non tutte le imprese sono a conoscenza della citata risposta dell'Agenzia delle entrate ma, nonostante ciò, i controlli documentali che sono stati avviati si basano sulla stessa –:

   quali iniziative intenda intraprendere al fine di evitare che molti imprenditori italiani, sebbene abbiano dimostrato l'effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolati, si vedano revocato il beneficio derivante dagli incentivi fiscali previsti dal Piano nazionale impresa 4.0 per via di una successiva interpretazione, prodotta dall'Agenzia delle entrate, della disposizione contenuta all'articolo 1, comma 1062, della legge 27 dicembre 2020, n. 178.
(5-01787)

Interrogazione a risposta in Commissione:


   VACCARI, GNASSI, UBALDO PAGANO, SIMIANI, ANDREA ROSSI e BAKKALI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il comma 7 dell'articolo 3, del decreto-legge 30 dicembre 2023, n. 215, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi, prevede che le estrazioni settimanali aggiuntive del gioco del Lotto e del gioco del Superenalotto, già istituite, per il solo anno 2023, ai sensi dell'articolo 21 del decreto-legge 1° giugno 2023, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2023, n. 100, continuino a svolgersi anche successivamente alla data del 31 dicembre 2023. Lo stesso comma prevede che le relative maggiori entrate saranno destinate al fondo per le emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del codice della protezione civile di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1;

   dalla relazione tecnica al decreto n. 215 del 2023 si legge che nell'anno 2022, è stato registrato un utile erariale pari ad euro 599.166.583,25 per il gioco del Lotto e pari ad euro 626.988.869,96 per il gioco del Superenalotto. Sulla base di tali dati è stato stimato che le maggiori entrate attese dalla quarta estrazione del Lotto e del Superenalotto nel secondo semestre del 2023 ammontassero a circa 45 milioni di euro. I dati a consuntivo sono risultati in linea con la suddetta previsione, poiché, effettuando un confronto tra i dati effettivi del trimestre luglio/agosto/settembre 2023 e i dati effettivi del trimestre precedente dello stesso anno, aprile/maggio/giugno 2023, per il gioco del Lotto, è stato rilevato un incremento dell'utile erariale pari ad euro 16.532.254,49, per il gioco del Superenalotto è stato rilevato un incremento dell'utile erariale pari ad euro 7.744.000;

   sempre secondo quanto riportato nella relazione tecnica può ritenersi che il maggior utile erariale nel corso di un intero anno, per effetto della quarta estrazione settimanale dei due giochi in argomento, possa essere pari a circa euro 97.000.000, pari alla somma dei sopra citati due importi, riferiti ad un solo trimestre, moltiplicati per i 4 trimestri di cui si compone un anno;

   poiché il periodo di rilevazione dei dati effettivi relativi alle quattro estrazioni settimanali è breve e limitato, in base ad una stima prudenziale, le maggiori entrate annuali, a decorrere dal 2024, derivanti dallo svolgimento delle quattro estrazioni settimanali dei giochi in argomento, possano ammontare a circa il 50 per cento del predetto importo e, dunque, possano essere pari almeno ad euro 48.500.000;

   per finanziare le emergenze nazionali, come la ricostruzione della Romagna alluvionata, il Governo sceglie quindi l'azzardo, non facendo pagare più tasse su questa attività, o usando le corposissime tasse che già incassa ma aumentandola, facendo «giocare» di più gli italiani;

   per sostenere il fondo per le emergenze nazionali si farà nuovamente ricorso ad un aumento dell'offerta di gioco incrementando notevolmente le possibilità di azzardo, in particolare slot e vlt, le «macchinette», rafforzando di fatto le abitudini dei giocatori, soprattutto quelli fragili –:

   se intenda continuare a fare affidamento sulle entrate fiscali derivanti dal gioco pubblico d'azzardo per incrementare il fondo per le emergenze nazionali; se sia in grado di fornire una relazione puntuale e aggiornata relativa alla ripartizione del fondo per l'anno 2023 e se, al fine di razionalizzarne l'impiego e quindi l'efficienza del fondo stesso, quali criteri e quali modalità di ripartizione intenda adottare per l'anno 2024.
(5-01795)

GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta scritta:


   SERRACCHIANI, MANZI, DI BIASE, GIANASSI, ZAN e LACARRA. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   Matteo Concetti, 25enne di Fermo, detenuto nel carcere di Montacuto ad Ancona, si è suicidato venerdì 5 gennaio 2024 impiccandosi nel bagno di una cella dove era recluso mentre si trovava in isolamento per motivi disciplinari;

   il ragazzo aveva una patologia psichiatrica per la quale era in cura, e doveva scontare un residuo di pena di otto mesi per reati contro il patrimonio;

   aveva trascorso due anni in una comunità terapeutica, poi gli era stato concesso un regime alternativo di detenzione ma il ritardo di un'ora sul rientro a casa gli era costato il ritorno in carcere prima a Fermo, poi presso la casa circondariale di Ancona dove era stato trasferito a novembre, un carcere piccolo, sovraffollato e privo, come purtroppo moltissimi penitenziari, delle strutture necessarie alla presa in carico di detenuti affetti da patologie psichiatriche;

   Matteo la mattina del venerdì in cui si è tolto la vita, durante l'ultimo incontro con i genitori aveva detto: «Se mi portano di nuovo giù mi impicco. Laggiù ho paura»; la madre angosciata dalla minaccia del figlio si era prima rivolta al personale dell'istituto penitenziario chiedendo che lo si controllasse;

   si apprende, inoltre, sempre dalla famiglia, che il suo precedente legale aveva inviato al carcere di Ancona una Pec, avvertendo che Matteo era un soggetto fragile e psichiatrico e che occorreva prestargli le cure necessarie, mail che sarebbe arrivata alla dirigenza della struttura il 28 dicembre;

   il carcere di Montacuto è da tempo sovraffollato, a fronte di una capienza valida per 250 detenuti ne ospita circa 350;

   Matteo Concetti è stato il primo detenuto a suicidarsi nel 2024, ma nell'ultimo anno e mezzo nel nostro Paese si sono verificati 107 suicidi in carcere, quasi uno ogni 5 giorni: il rapporto Oms ha analizzato le prestazioni nelle carceri di 36 Paesi dell'Ue dove sono detenute 600.000 persone, è risultato che il 32,6 per cento dei reclusi soffre di disturbi mentali, e questo mentre il Governo disinveste pesantemente sul sistema carcerario e sulla salute mentale e sulla prevenzione dei suicidi –:

   se il Ministro interrogato non ritenga urgente fare immediata e piena luce su questa vicenda, individuando, per quanto di competenza, le eventuali responsabilità che hanno condotto a questo ennesimo, tragico epilogo, nonché quali iniziative intenda con sollecitudine adottare per affrontare efficacemente il tema della salute mentale in carcere e della prevenzione del suicidio.
(4-02100)


   GHIRRA. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   con l'entrata in vigore della cosiddetta riforma Cartabia (decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150) il legislatore ha espresso chiaramente la volontà di ampliare i trattamenti penali non carcerari sia in quanto finalizzati a effettiva rieducazione e reinserimento sociale, sia in quanto misure meno incisive sulla libertà personale; nel provvedimento sono state previste novità in tal senso sia sul piano sostanziale, quanto alla tipologia e ai presupposti di applicabilità delle misure, sia sul piano processuale, quanto a procedimento, tempi di attivazione, revoca e sostituzione in caso di inadempimento;

   la scelta di incentivare il ricorso alla sostituzione delle pene detentive brevi come strumento speciale preventivo e di reinserimento sociale anche in casi applicativi prima sottratti a questi strumenti, e oggi invece sottratti alla concorrenza della più attrattiva sospensione condizionale della pena, ha importanti ripercussioni anche in senso deflattivo del sistema carcerario, che – com'è noto – in Italia soffre da anni condizioni di sovraffollamento tali da compromettere i diritti fondamentali dei detenuti;

   da notizie di stampa si apprende dei fortissimi disagi rilevati in Sardegna, in particolare nel distretto della Corte d'appello di Cagliari, nell'ambito del quale appena 300 enti si sarebbero resi disponibili ad accettare di accogliere i condannati e consentire loro di convertire le pene in ore di lavoro;

   la situazione sarebbe così gravosa da rendere molti comuni in provincia di Cagliari del tutto sguarniti di enti no profit, enti pubblici ed enti del terzo settore disponibili, con la conseguenza che il disposto della riforma rimanga del tutto inattuato;

   sulle pene sostitutive, come più in generale sulle pene alternative, a parere dell'interrogante, lo Stato dovrebbe investire risorse adeguate per non vanificare gli intenti lodevoli della riforma, nell'ottica del pieno rispetto dei principi costituzionali del reinserimento sociale e della riduzione dell'intollerabile sovraffollamento carcerario;

   gli uffici sardi di esecuzione esterna, già sovraccarichi per le misure alternative e per la messa in prova, si trovano a parità di mezzi e di risorse, a gestire anche l'enorme carico di lavoro connesso alle nuove pene sostitutive;

   il 18 aprile 2023, in seguito all'entrata in vigore della citata riforma Cartabia, l'ordine forense di Cagliari ha sottoscritto un protocollo d'intesa con il tribunale di Cagliari, la Corte di appello di Cagliari, il tribunale di sorveglianza di Cagliari e l'ufficio interdistrettuale per l'esecuzione penale esterna della Sardegna, poi esteso all'Anci, finalizzato a semplificare e razionalizzare il procedimento applicativo delle pene sostitutive delle pene detentive brevi e a sollecitare la partecipazione degli enti locali ai progetti di lavori di cosiddetta «pubblica utilità» indirizzati ai condannati con pena sostitutiva, che purtroppo al momento non ha risolto la problematica evidenziata;

   da mesi sarebbe stato attivato altresì un tavolo anche fra l'Uepe (Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna Cagliari), l'assessorato al lavoro della regione e gli uffici distrettuali del distretto finalizzato a creare un apposito sportello presso il palazzo di giustizia, del quale comunque a oggi non si conoscono gli esiti –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione di cui in premessa e quali iniziative di competenza abbia intenzione di intraprendere per dare concreta attuazione alla riforma Cartabia in tema di pene sostitutive soprattutto nei territori – come quello sardo – in cui si sono registrate difficoltà attuative.
(4-02102)

IMPRESE E MADE IN ITALY

Interrogazione a risposta in Commissione:


   TONI RICCIARDI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   il deposito di brevetti di invenzioni redatti dai ricercatori afferenti alle università è nota di merito e rappresenta la capacità di una ricerca di essere motore di innovazione e sviluppo. Ma spesso i ricercatori delle università rendono pubbliche le conclusioni delle proprie ricerche tramite articoli scientifici o comunicazioni nei convegni anziché provvedere a brevettare le stesse, sia per esigenze di tempo, sia per la mancanza di strutture di supporto alla presentazione delle domande di brevetto;

   la legge 24 luglio 2023, n. 102, recante modifiche al codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, con l'articolo 3 ha interamente sostituito l'articolo 65 del medesimo codice, ribaltando l'approccio relativamente alla titolarità delle invenzioni;

   ai sensi della previgente formulazione dell'articolo 65, quando il rapporto di lavoro intercorreva con un'università o con una pubblica amministrazione avente tra i suoi scopi istituzionali finalità di ricerca, il ricercatore era titolare esclusivo dei diritti derivanti dall'invenzione brevettabile di cui è autore;

   il citato articolo 3 della legge n. 102 del 2023 stabilisce, invece, che i diritti nascenti dall'invenzione industriale, fatta nell'esecuzione o nell'adempimento di un contratto, di un rapporto di lavoro o d'impiego, anche se a tempo determinato, con una università, anche non statale legalmente riconosciuta, un ente pubblico di ricerca o un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), nonché nel quadro di una convenzione tra i medesimi soggetti, spettino alla struttura di appartenenza dell'inventore, a meno che la stessa struttura non ne abbia interesse, facendo comunque salvo il diritto del ricercatore di essere riconosciuto autore;

   sul piano procedurale, il comma 2 del citato articolo 65 stabilisce che l'inventore è tenuto a comunicare tempestivamente alla struttura di appartenenza l'oggetto dell'invenzione, con onere a carico di entrambe le parti di salvaguardarne la novità. Qualora l'inventore non effettui detta comunicazione non può depositare a proprio nome la domanda di brevetto, fermi restando la possibilità di rivendica ai sensi dell'articolo 118 del Cpi e quanto previsto dagli obblighi contrattuali;

   ai sensi del successivo comma 3 dell'articolo 65, la struttura di appartenenza, entro sei mesi dalla ricezione della comunicazione, deve depositare la domanda di brevetto o comunicare all'inventore l'assenza di interesse a procedervi. I sei mesi sono prorogati, per un massimo di tre mesi, previa comunicazione all'inventore, se la proroga è necessaria per completare le valutazioni tecniche avviate dalla struttura di appartenenza;

   ad opinione dell'interrogante, il termine di sei mesi intercorrente tra la comunicazione da parte dell'inventore ed il deposito della domanda di brevetto da parte della struttura di appartenenza risulta essere eccessivo in particolare per ricerche competitive;

   inoltre, qualora l'inventore non richieda il brevetto la struttura di appartenenza si priverebbe della possibilità di essere proprietaria del brevetto stesso –:

   se ad avviso del Ministro interrogato il termine di sei mesi che può intercorrere tra la richiesta di deposito di un brevetto da parte dell'inventore alla struttura di appartenenza ed il deposito del brevetto medesimo non debba considerarsi eccessivo e se, ai fini della semplificazione normativa, non ritenga utile adottare iniziative volte a modificare la citata legge prevedendo che sia sufficiente la comunicazione dell'invenzione da parte dell'inventore per depositare la domanda di brevetto senza attendere l'autorizzazione della struttura di appartenenza.
(5-01788)

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):


   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:

   Anas s.p.a., è la società per azioni italiana che si occupa di infrastrutture stradali e che gestisce la rete di strade statali e autostrade di interesse nazionale, qualificabile come organismo di diritto pubblico, e che figura fra le società in conto economico consolidato dello Stato italiano;

   nel 2017 l'Assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato Italiane ha deliberato un aumento di capitale di 2,86 miliardi di euro mediante il conferimento dell'intera partecipazione Anas s.p.a., detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze;

   con il conferimento di Anas s.p.a., di 81 mila dipendenti, Ferrovie è stata in grado di sviluppare, solo nel 2018, un fatturato di 11,2 miliardi di euro e una capacità di investimento di 8 miliardi, con un capitale investito di circa 50 miliardi;

   nel giugno 2007 Anas è diventata azionista di maggioranza della società Stretto di Messina, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del ponte sullo Stretto di Messina;

   al Ministero delle infrastrutture e trasporti, spetta, dunque, l'attività di indirizzo, vigilanza amministrativo-contabile e tecnico-operativa e controllo sugli atti predisposti dall'Anas s.p.a., nonché, tra l'altro, la programmazione degli interventi della rete in gestione Anas s.p.a., la definizione, stipula e aggiornamento dei contratti di programma, il monitoraggio degli interventi finanziati con i contratti di programma, la predisposizione, gestione e monitoraggio di atti convenzionali con Anas s.p.a. ed enti territoriali e società miste, la regolamentazione dei servizi stradali di competenza Anas s.p.a., i procedimenti in materia di infrastrutture strategiche di competenza avviati ai sensi della legge 21 dicembre 2001, n. 443, l'attività istruttoria relativa ai procedimenti di competenza al fine dell'esame e dell'approvazione da parte del Cipess;

   il 28 dicembre 2023 la Procura di Roma ha, nell'ambito di una inchiesta avviata nella primavera dello scorso anno che ipotizza i reati di corruzione semplice e aggravata, turbata libertà degli incanti, turbativa d'asta, anche in concorso, per una fitta rete di consulenze e di presunte influenze illecite sulla concessione degli appalti e commesse della società pubblica per circa tre miliardi di euro, emesso un'ordinanza per l'applicazione di misure cautelari personali – arresti domiciliari e misure interdittive – nei confronti di Paolo Veneri e Luca Cedrone rispettivamente all'epoca dei fatti, dirigente e funzionario della Direzione appalti e acquisti di Anas, di Tommaso Verdini, Fabio Pileri (Inver s.r.l.), degli imprenditori Antonio Veneziano, Stefano Chicchiani, e Angelo Ciccotto;

   secondo l'accusa gli imprenditori avrebbero versato circa 500 mila euro in contanti alla società Inver s.r.l., di Tommaso Verdini e Pileri, tramite consulenze ritenute «fittizie», per avere una «corsia preferenziale in Anas», quella cioè «su cui potevano contare Verdini e Pileri», i quali si sarebbero serviti dei loro «riferimenti in Anas» Paolo Veneri e Luca Cedrone, rispettivamente all'epoca dei fatti, dirigente e funzionario della Direzione appalti e acquisti di Anas; tra gli indagati compare anche Domenico Petruzzelli, responsabile della struttura Assetti infrastrutturale rete;

   secondo i magistrati, Veneri e Cedrone avrebbero dunque, in virtù della loro carica, asservito le loro pubbliche funzioni fornendo informazioni riservate sugli appalti e favorendo gli imprenditori nell'aggiudicazione, in cambio di raccomandazioni in sedi politiche ed istituzionali «per la conferma in posizioni apicali di Anas o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati»;

   dall'ordinanza risulta, inoltre, che: «Sia Veneri sia il collega Luca Cedrone non solo sono stati riconfermati negli incarichi che avevano in precedenza ma hanno avuto incarichi nuovi ed ulteriori. Cedrone dall'agosto del 2022 è stato nominato componente della struttura operativa denominata “Piano straordinario per l'accessibilità a Cortina 2021”. Paolo Veneri è stato nominato nel febbraio 2022 componente del “Comitato operativo gestione commissariale”, responsabile ad interim della struttura “Unità albi e supporto contenzioso”, componente del “Comitato per la qualificazione degli operatori economici”, nonché è entrato a far parte del gruppo in staff dell'amministratore e direttore generale dell'Anas», mentre il dirigente Paolo Petruzzelli, ritenuto da Verdini e Pileri uomo di loro fiducia all'interno dell'Anas continua la gip, «ha avuto colloqui diretti con i vertici dell'azienda e la possibilità di essere nominato amministratore delegato della società Cav spa»;

   emerge dunque dagli atti dell'inchiesta un quadro decisamente inquietante che, laddove confermato, configurerebbe un inquinamento del sistema delle commesse pubbliche gestite da Anas s.p.a., tramite rapporti stretti con pubblici ufficiali in posizioni apicali all'interno di Anas e delle strutture pubbliche, di volta in volta, coinvolte nelle procedure di interesse dei clienti –:

   se il Ministro interpellato, in qualità di titolare del dicastero vigilante, con responsabilità sull'attività di indirizzo, sulla vigilanza amministrativo-contabile e tecnico-operativa di Anas ritenga, per quanto di competenza e nel rispetto dell'azione della magistratura, di dovere fare chiarezza sui gravissimi fatti esposti, nonché di dovere individuare le eventuali responsabilità che hanno reso possibile una così grave catena di fatti corruttivi e di turbativa delle commesse relative ad opere infrastrutturali importanti con dispersione illecita di denaro della collettività.
(2-00299) «Braga, Serracchiani, Orlando, Simiani, Bonafè, Ciani, Ghio, Toni Ricciardi, De Luca, Ferrari, Morassut, Roggiani, Fornaro, Casu, De Maria, Di Biase, Gianassi, Lacarra, Zan, Curti, Scarpa».

Interrogazione a risposta immediata:


   FRANCESCO SILVESTRI, BALDINO, SANTILLO, AURIEMMA, CAPPELLETTI e FENU. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   il 29 dicembre 2023 alcuni gruppi parlamentari di opposizione hanno chiesto, invano, un'informativa al Ministro interrogato, con riguardo alle misure cautelari avvenute di recente per indagini su corruzione e turbata libertà degli incanti su alcuni appalti Anas;

   è stato reso noto che il 20 luglio 2023 i pubblici ministeri di Roma hanno chiesto – poi ottenuto il giorno 20 dicembre 2023 – un'ordinanza che impone gli arresti domiciliari ai soci della società di consulenza Inver srl e ad alcuni imprenditori, nonché l'interdittiva dai pubblici uffici per dirigente e funzionario della direzione appalti Anas; altra indagine riguarderebbe invece le nomine nel gruppo Ferrovie dello Stato italiane, coinvolgendo in questo caso anche il noto ex esponente forzista, Denis Verdini, già condannato in via definitiva, politicamente legato dapprima a Berlusconi (come coordinatore del Popolo della libertà), a Renzi e in seguito al Ministro interrogato;

   come è noto, tra il Ministro interrogato e Verdini si rilevano rapporti di carattere familiare: gli arrestati sono rispettivamente il padre e il fratello della compagna del Ministro;

   il gruppo Ferrovie dello Stato italiane è il socio unico di Anas, sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Dalle indagini starebbe emergendo come gli indagati spendessero, in varie sedi, il nome del Ministro interrogato per ricevere o dare utilità legate agli appalti suddetti;

   è imprescindibile che il Paese e le sue istituzioni siano salvaguardate, nella loro dignità, anche attraverso il doveroso principio di «onorabilità» per coloro a cui sono affidate funzioni pubbliche di cui all'articolo 54 della Costituzione;

   gli interventi proposti nel corso della XIX legislatura a giudizio degli interroganti affievoliscono gli strumenti volti al contrasto della corruzione. Si rileva, in particolare, l'espunzione dei delitti contro la pubblica amministrazione da quelli implicanti il meccanismo ostativo alla concessione dei benefici penitenziari; il divieto delle intercettazioni «a strascico» e la trascrizione di quelle considerate irrilevanti, tra cui quelle riferite alle condotte corruttive; la posizione della maggioranza rispetto alla proposta di direttiva contro la corruzione mediante il diritto penale –:

   se il Ministro interrogato non ritenga, anche a garanzia della propria immagine e del suo dicastero, di procedere a un'indagine interna per verificare, per quanto di competenza, l'applicazione delle norme anticorruzione presso l'Anas, con particolare riferimento all'eventualità che, secondo quanto emerge da fonti di stampa, sia stato speso il suo nome per ottenere e dare utilità.
(3-00899)

INTERNO

Interrogazione a risposta immediata:


   SCHLEIN, BRAGA, AMENDOLA, ASCANI, BAKKALI, BARBAGALLO, BERRUTO, BOLDRINI, BONAFÈ, CARÈ, CASU, CIANI, CUPERLO, CURTI, D'ALFONSO, DE LUCA, DE MARIA, DE MICHELI, DI BIASE, DI SANZO, FASSINO, FERRARI, FORATTINI, FORNARO, FOSSI, FURFARO, GHIO, GIANASSI, GIRELLI, GNASSI, GRAZIANO, GRIBAUDO, GUERINI, GUERRA, IACONO, LACARRA, LAI, LAUS, LETTA, MADIA, MALAVASI, MANCINI, MANZI, MARINO, MAURI, MEROLA, MORASSUT, ORFINI, ORLANDO, UBALDO PAGANO, PELUFFO, PORTA, PROVENZANO, QUARTAPELLE PROCOPIO, TONI RICCIARDI, ROGGIANI, ANDREA ROSSI, SARRACINO, SCARPA, SCOTTO, SERRACCHIANI, SIMIANI, SPERANZA, STEFANAZZI, STUMPO, TABACCI, VACCARI, ZAN e ZINGARETTI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   stanno circolando in rete alcune immagini impressionanti, girate nel quartiere Tuscolano a Roma, in occasione della commemorazione dei morti di via Acca Larentia il 7 gennaio 2024;

   nelle immagini si vedono distintamente centinaia di braccia tese che si levano verso l'alto compiendo il cosiddetto saluto romano, mentre viene chiamato il «presente»;

   ciò che appare ancora più sconcertante è la formazione in cui si trovano gli uomini ripresi, schierati quasi in una sorta di falange come nelle immagini di repertorio del passato regime, fino al punto che diventa difficile credere che si tratti di immagini contemporanee e non girate durante i terribili anni della dittatura fascista e si sollevano inquietanti dubbi anche su ipotesi di riorganizzazione di milizie o falangi;

   i fatti riportati sono di una gravità inaudita e la commemorazione di tre giovani uccisi nel 1978 non può in alcun modo giustificare l'apologia del fascismo, né può in alcun modo avallare alcuna strumentalizzazione dei morti di quegli anni per riproporre simboli, gesti e parole d'ordine del passato regime;

   la legge n. 645 del 1952, come è noto, punisce all'articolo 4 l'apologia del fascismo e all'articolo 5 il compimento di manifestazioni fasciste, così come prevede all'articolo 3 le modalità di scioglimento di gruppi che comportino la riorganizzazione del disciolto partito fascista;

   del resto la Costituzione è saldamente fondata, storicamente e culturalmente, sul valore dell'antifascismo che dovrebbe essere una pietra miliare del sentimento di unità nazionale, come più volte ricordato anche dal Capo dello Stato, e testimoniato anche dalla dodicesima disposizione transitoria della Costituzione, che vieta espressamente la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista –:

   quali iniziative urgenti si intendano adottare, per quanto di competenza, in relazione ai gravi fatti avvenuti, nonché per impedire il ripetersi di fatti analoghi e contrastare con ogni mezzo il diffondersi di atti e comportamenti quali quelli riportati in premessa, e per attivare, per quanto di competenza, le procedure atte allo scioglimento dei gruppi neofascisti che espressamente inneggiano al disciolto partito fascista o ne richiamano fedelmente simbologia e modalità come nelle immagini sopra citate.
(3-00894)

Interrogazione a risposta orale:


   BONELLI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   la sera del 7 gennaio 2024 decine di militanti di estrema destra si sono radunati davanti all'ex sede del MSI di via Acca Larenzia a Roma, in occasione del 46° anniversario della strage, avvenuta il 7 gennaio 1978, nella quale persero la vita tre militanti del Fronte della Gioventù;

   la mattina dello stesso giorno si è tenuta una cerimonia «istituzionale», alla presenza del presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, dell'assessore alla cultura del comune di Roma, Miguel Gotor, della vicepresidente della regione Roberta Angelilli, del vicepresidente della Camera Onorevole Fabio Rampelli e del senatore di Fdi Andrea De Priamo;

   dalle immagini del video pubblicato sui social dal giornalista di Repubblica Paolo Berizzi si vedono decine di militanti radunati in forma di parata con procedura militare intonare la chiamata «presente» e fare il saluto romano;

   la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista e, pur essendo inserita tra le disposizioni transitorie e finali, ha carattere permanente e valore giuridico pari a quello delle altre norme della Costituzione;

   la legge Mancino punisce chi in pubbliche riunioni compie manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654;

   la Corte di cassazione con sentenza n. 25184 del 4 marzo 2009 (dep. 17 giugno 2009) ha ritenuto il cosiddetto «saluto romano» o «saluto fascista» (compiuto in occasione di un incontro di calcio) una manifestazione esteriore propria o usuale di organizzazioni o gruppi indicati nel decreto-legge 26 aprile 1993 n. 122, convertito, con modificazioni, della legge 25 giugno 1993 n. 205 e inequivocabilmente diretti a favorire la diffusione di idee fondate sulla superiorità della razza o sull'odio razziale o etnico;

   altra sentenza che ha qualificato il saluto romano quale manifestazione esteriore propria od usuale del partito fascista, connotato da ideologia razzista, è la sentenza della Cassazione Sezione penale n. 21409 del 27 marzo 2019 (dep. 16 maggio 2019);

   il tribunale di Vicenza in una recente sentenza (23/22 del 12 gennaio 2022 - depositata il 17 gennaio 2022) ha ritenuto integrare il reato di cui all'articolo 2 comma 1 della legge Mancino la partecipazione degli imputati alla commemorazione nel Cimitero Maggiore di Vicenza dell'anniversario della morte di Mussolini e dei caduti della RSA, cerimonia nella quale è stata intonata la chiamata del «presente», è stato fatto il saluto romano e uno degli imputati ostentava la bandiera della RSI. Il tribunale vicentino, richiamando la Cassazione sentenza n. 21409 del 2019, ha qualificato il fatto come reato di pericolo astratto per cui, pur non essendoci la prova della presenza di passanti in quel frangente, ha considerato rilevante il contesto pubblico, l'orario di apertura del cimitero e la pubblicizzazione fatta il giorno prima mediante un necrologio pubblicato sul giornale locale –:

   se il Ministro interrogato risulti a conoscenza dei fatti esposti in premessa, se e chi abbia autorizzato la manifestazione svoltasi nel pomeriggio del 7 gennaio 2024 in via Acca Larenzia a Roma, in prossimità dell'ex sede del MSI, e quali iniziative di competenza intenda assumere perché siano adottate misure concrete per contrastare ogni forma di organizzazione illegale che promuova ideali legati al fascismo nel nostro Paese.
(3-00906)

Interrogazioni a risposta scritta:


   SERRACCHIANI, GIANASSI, DI BIASE, LACARRA, ZAN e FORNARO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   a Rosazza, in provincia di Biella, il Sottosegretario alla giustizia Delmastro Delle Vedove partecipa ad una festa di Capodanno nella sede della pro loco affittata dalla sindaca, sua sorella, Francesca Delmastro Delle Vedove; dopo mezzanotte un colpo partito dalla pistola North American Arms LR22 legalmente detenuta dal deputato Pozzolo, di FDI, presente alla festa, ferisce seriamente alla gamba il genero del suo caposcorta, Luca Campana;

   i carabinieri, coordinati dalla procura di Biella, avrebbero già sentito una ventina di testimoni, quasi tutti i presenti alla «festa privata», ad eccezione della sindaca Francesca Delmastro e del fratello Sottosegretario alla Giustizia, che dovrebbero essere sentiti prossimamente, così come gli agenti della scorta;

   la procura di Biella sta indagando sui fatti accaduti a quella festa, alla quale partecipavano, pare, una trentina di persone, tra queste gli agenti della scorta del Sottosegretario, e, secondo, nuove ricostruzioni riportate dalla stampa, anche altri agenti della polizia penitenziaria, con parenti e familiari;

   secondo una ricostruzione del quotidiano la Repubblica, però, Pozzolo non sarebbe stato l'unico a sparare, bensì a mezzanotte sarebbero stati sparati alcuni colpi anche dagli agenti, e, per questo, sempre secondo la ricostruzione, Pozzolo avrebbe fatto vedere ai presenti l'arma;

   da alcune testimonianze risulta infatti che fossero presenti vari agenti quella sera, non solo quelli della scorta del Sottosegretario, e che a mezzanotte un gruppetto si sia allontanato e abbia esploso mortaretti; qualcuno, però, avrebbe anche sparato colpi in aria con la pistola; si sarebbe, dunque, sentito più di un colpo e, quando il deputato Pozzolo, arrivato alla festa e visti i poliziotti, avrebbe fatto vedere a loro che anche lui aveva un'arma, «forse perché quella notte, tutti quelli della penitenziaria erano armati» –:

   se il Ministri interrogati ritengano urgente chiarire lo svolgimento dei fatti relativi ad una vicenda molto grave che chiama pesantemente in causa i loro Dicasteri, poiché vede coinvolti un Sottosegretario alla giustizia, che ha tra le sue deleghe quella al DAP, agenti della polizia penitenziaria e loro parenti, tra i quali la vittima, e agenti di scorta del Sottosegretario stesso e se non ritengano, dunque, necessario, per quanto di competenza e nel pieno rispetto dell'azione della magistratura, accertare le reali responsabilità in capo agli stessi, se i comportamenti tenuti siano compatibili con il ruolo dagli stessi ricoperto, se alla festa abbiano partecipato anche agenti impiegati presso il carcere di Biella che risultano sottoposti a precedenti penali per gravissimi abusi nei confronti di detenuti, nonché quali siano gli eventuali legami tra il Sottosegretario Delmastro Delle Vedove e gli ambienti della polizia penitenziaria piemontese.
(4-02097)


   FARAONE. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il 7 gennaio 2024, nei pressi di via Acca Larenzia, nel quartiere Tuscolano di Roma, nella giornata del ricordo e della commemorazione dei tragici fatti di sangue che 46 anni fa vide le morte di tre giovani militanti di destra, si è tenuto un evento commemorativo in presenza delle autorità, con la deposizione di corone di alloro da parte del presidente della Ragione Lazio Francesco Rocca e, per il Comune di Roma, dell'assessore alla cultura Miguel Gotor;

   successivamente alla commemorazione ufficiale, in centinaia, adunati come una formazione militare, hanno commemorato le giovani vittime davanti a quella che fu una sede dell'allora Movimento Sociale Italiano, con il saluto fascista e cori e rituali con chiaro richiamo al regime fascista;

   di detta esibizione di stampo chiaramente fascista stanno circolando in rete diverse testimonianze filmate;

   nel nostro Paese, in forza delle disposizioni di cui alla legge 20 giugno 1952, n. 645, recante «Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione e successive modificazioni e/o integrazioni», l'apologia del fascismo costituisce reato;

   la situazione determinatasi è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza –:

   se agenti della Digos, la sera del 7 gennaio 2024, si trovassero nei pressi dei luoghi in cui si è svolta la manifestazione di chiaro stampo fascista e, nel caso, se e quanti partecipanti all'adunata siano stati identificati e/o sottoposti a controlli;

   quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda porre in essere al fine di prevenire e contrastare lo svolgimento di ogni genere di propaganda a favore di idee inneggianti alla difesa o all'elogio del fascismo e dei suoi ideali, nonché di manifestazioni pubbliche di carattere fascista.
(4-02098)


   D'ORSO, MORFINO, QUARTINI, CASO, PAVANELLI, ILARIA FONTANA, CARAMIELLO, IARIA e FEDE. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   secondo notizie di stampa nella notte dei festeggiamenti di Capodanno, a Rosazza, borgo in provincia di Biella, durante una festa alla quale era presente il Sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, è partito un colpo da una pistola regolarmente detenuta per difesa personale dal deputato di Fratelli d'Italia, Emanuele Pozzolo, colpo che ha ferito il genero di un agente di scorta del membro di Governo;

   l'uomo rimasto ferito, 31 anni, è stato ricoverato in ospedale: dimesso durante la giornata, ha riportato una prognosi di dieci giorni. «Ma la vicenda poteva avere un altro risvolto», ha ammesso lo stesso Sottosegretario;

   la procura di Biella, di concerto con i carabinieri, ha avviato gli accertamenti del caso, mentre ad oggi risulta che il deputato di Fratelli d'Italia Emanuele Pozzolo sia indagato per lesioni aggravate;

   la prefettura di Biella ha avviato un procedimento per la revoca del porto d'armi al deputato ed il relativo ritiro delle 6 armi che risulterebbero in suo possesso;

   la disciplina sulle armi, e le relative autorizzazioni, è regolamentata sia dal Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza che da ulteriori fonti normative di dettaglio. Tra queste ultime, la regolamentazione del porto d'armi è stata modificata ad opera del decreto legislativo del 10 agosto 2018, n. 104, (recante «Attuazione della direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi»), in vigore dal 14 settembre 2018, che ha introdotto alcune novità anche in merito alle procedure da seguire per la richiesta finalizzata al relativo rilascio;

   il porto d'armi finalizzato alla difesa personale consente il porto d'armi al di fuori dalla propria abitazione, ma al fine di ottenerlo è necessario aver raggiunto la maggiore età e possedere una ragione valida e motivata che giustifichi il bisogno di uscire armati, il permesso va inoltre rinnovato ogni anno;

   il porto d'armi per difesa personale ha quindi requisiti molto stringente viene concesso solitamente a chi ha ricevuto minacce gravi ed esplicite, persone che svolgono attività che le espongano a particolari rischi di aggressione o vendetta o a rischi di sequestro, oppure a chi svolge determinate funzioni o lavori, come ad esempio portavalori o gioiellieri e altro;

   dalle notizie di stampa risulta che il rilascio dello stesso sia stato concesso al deputato Emanuele Pozzolo solo per le sue recenti posizioni in favore della resistenza in Iran e/o per minacce ricevute di cui non si è a conoscenza;

   a ciò si aggiunge che secondo le dichiarazioni rilasciate da un testimone oculare il deputato si presentava alla festa «allegro», insinuando così a parere degli interroganti il sospetto che Pozzolo fosse in stato di alterazione a (seguito del consumo di bevande alcoliche, circostanza che aggraverebbe la sua condotta –:

   se il Ministro interrogato abbia verificato le motivazioni in base alle quali è stata concessa l'autorizzazione al porto d'armi per difesa personale al deputato Emanuele Pozzolo e se le relative motivazioni siano coerenti con la disciplina prevista dalla legge; se risulti che il deputato sia stato sottoposto, nell'immediatezza del fatto, al test per la rilevazione del tasso alcolemico e, in tal caso, quale ne sia stato l'esito, ovvero, nel caso inverso, per quali ragioni non sia stato effettuato il test.
(4-02099)

ISTRUZIONE E MERITO

Interrogazione a risposta in Commissione:


   BARBAGALLO. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   si apprende da notizie stampa che sono moltissimi i docenti e personale Ata in supplenza che non riceve lo stipendio da 4 mesi;

   al pagamento di settembre 2023, infatti, non ne sono susseguiti altri e il problema non è nuovo agli addetti ai lavori, che ogni anno si trovano a osservare la stessa situazione;

   l'assenza di stipendio nei primi mesi scolastici sembra ormai una tradizione e le organizzazioni sindacali, a più riprese, hanno espresso preoccupazione;

   in questi anni i ritardi superiori a uno o due mesi si sono verificati di continuo;

   molti speravano che l'ultimo potesse essere stata ad agosto 2023 quando, dopo l'intervento dei sindacati, si era provveduto all'emissione di alcune mensilità arretrate;

   il Governo ha incrementato di 150 milioni di euro il fondo per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie con il decreto-legge n. 179 del 23 novembre 2022, ma ad oggi pare si sia stato fatto ancora nulla;

   dal Ministro interrogato, lo scorso aprile, in sede di Consiglio dei ministri, era stato annunciato un sistema più snello per il pagamento veloce degli stipendi nell'ambito di 20 misure volte a sburocratizzare la scuola –:

   alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Ministro interrogato non ritenga opportuno spiegare le ragioni del ritardo nei pagamenti a docenti e personale Ata penalizzati da anni.
(5-01790)

LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):


   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro delle imprese e del made in Italy, per sapere – premesso che:

   lo scorso novembre 2023, l'azienda grande distribuzione GDM s.r.l., ha annunciato il licenziamento dei 155 lavoratori afferenti l'ex sito dell'Ipercoop di Afragola che erano, da oltre un anno in CIGS, a zero ore;

   i locali dove era ubicato lo store si trovano all'interno del centro commerciale denominato Le Porte di Napoli, sito in Afragola, e sono attualmente di proprietà della IGD SIIQ s.p.a., quest'ultima è una delle principali società italiane del settore immobiliare retail;

   in particolare, la IGD è nata attraverso il conferimento di gran parte del patrimonio immobiliare di proprietà di Coop Alleanza 3.0 e di Unicoop Tirreno: i due soci di maggioranza controllano quasi il 53 per cento del suo capitale;

   da oltre un anno, è instaurato presso la regione Campania, Assessorato attività produttive e lavoro, un tavolo istituzionale al fine di poter individuare una soluzione che dia continuità occupazionale;

   tuttavia, ad oggi, nessuna soluzione è stata individuata nonostante sembrerebbe ci siano alcuni possibili investitori;

   con nota del 28 novembre 2023, i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e la Uiltucs hanno richiesto un tavolo ministeriale al fine di poter dare impulso alle trattative in corso e, al contempo, garantire maggiore chiarezza relativamente al futuro dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti;

   lo scorso 31 dicembre 2023, i lavoratori e le lavoratrici hanno terminato di percepire la Cigs e sono attualmente privi di qualsiasi sostegno economico –:

   se i Ministri interpellati, per quanto di competenza, siano a conoscenza dei fatti in premessa e se non ritengano necessario instituire un tavolo nazionale di confronto tra le rappresentanze sindacali, il gruppo Coop, i potenziali investitori e la proprietà dell'immobile al fine di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali.
(2-00302) «Auriemma, Penza, Caramiello, Sergio Costa, Carotenuto, Alifano, Caso, Amato, Sportiello, Marianna Ricciardi, Scutellà, Barzotti».

Interrogazione a risposta in Commissione:


   FOSSI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la normativa che ha cancellato il reddito di cittadinanza (decreto-legge 4 maggio 2023, numero 48, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023, numero 85) ha istituito il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) e l'Assegno di inclusione (Adi);

   tale normativa prevede che gli occupabili dal 1° settembre 2023 possano iscriversi alla piattaforma per richiedere il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl);

   il Sfl è utilizzabile dai componenti dei nuclei familiari, di età compresa tra 18 e 59 anni, con valore dell'Isee familiare non superiore a euro 6.000 annui;

   il Sfl costituisce una misura di attivazione al lavoro, mediante la partecipazione a progetti di formazione e politiche attive comunque denominate e prevede una indennità di partecipazione di 350 euro mese, nel limite massimo di 12 mensilità;

   per quanto riguarda l'Assegno di inclusione (Adi), che dovrebbe venir erogato a partire da venerdì 26 gennaio 2024, sarà riconosciuto a chi ha presentato la domanda e sottoscritto il patto di attivazione digitale entro il 7 dello stesso mese;

   l'Adi viene riconosciuto alle famiglie che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni: con disabilità; minorenne; con almeno 60 anni di età, in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione;

   l'attivazione del Sfl sta presentando ad oggi evidenti criticità dovute anche a problematiche di carattere tecnico (complessità dell'iter digitale, nonché il caricamento del beneficio nella «Carta di inclusione» solo nel mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale-Pad) che ne mettono in dubbio l'erogazione da mese di gennaio 2024;

   il direttore generale dell'Inps, Vincenzo Caridi, ha dichiarato al Messaggero il 31 dicembre 2023 che le domande per Sfl non sono 50 mila, ma «vicine alle 150 mila»;

   successivamente il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, in un'intervista rilasciata il 2 gennaio 2024 a Il Sole 24 parla di domande Sfl arrivate intorno a «120 mila e poi di 130 mila»;

   stessa incertezza sta riguardando anche le domande per l'assegno di inclusione (Adi); secondo il sito del Ministero le domande al 20 dicembre sono 145 mila. Vincenzo Caridi afferma che siamo a 340 mila al 29 dicembre 2023, mentre il Ministro Calderone annuncia che sono 400 mila;

   quello che appare oggi inevitabile è che migliaia di nuclei familiari smetteranno di beneficiare di sussidi, spesso fondamentali per garantire la sopravvivenza;

   Bankitalia nei giorni scorsi ha sostenuto come il nuovo assegno di inclusione ridurrà la platea di beneficiari da 2,1 a 1,2 milioni, ovvero di ben 900 mila in meno, mentre ogni famiglia prenderà in media 1.300 euro in meno l'anno (il limite è di 6 mila euro l'anno, alzabile a 7.560 in caso di sostegno all'affitto) garantendo un risparmio al Governo di 1,7 miliardi euro l'anno;

   vi sono nello specifico 737.400 famiglie che rischiano di restare senza alcun sostegno economico nel mese di gennaio: si tratta infatti di 1,6 milioni di persone «non occupabili» –:

   quante domande di Sfl e Adi siano state ad oggi presentate e quali siano state affettivamente accettate.
(5-01792)

Interrogazione a risposta scritta:


   ROGGIANI e MAURI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la Siae Microelettronica spa di Cologno Monzese è un'azienda strategica a livello nazionale nel settore delle telecomunicazioni, che in passato ha beneficiato del supporto governativo e di finanziamenti pubblici destinati a sostenere l'innovazione e la competitività dell'industria italiana;

   all'interno dell'azienda, che si occupa di ponti radio e trasmissioni ed è attiva soprattutto in ricerca e sviluppo, lavorano complessivamente 650 addetti, tutti specializzati;

   l'azienda da mesi si trova in situazione di crisi e a causa della mancanza di liquidità e i lavoratori hanno più volte denunciato le difficili condizioni di lavoro a causa del ritardo sui pagamenti degli stipendi e dei mancati versamenti al fondo pensione dei lavoratori;

   sono già state utilizzate forme di ammortizzatori sociali. E al termine della cassa integrazione si è fatto per un anno un contratto di solidarietà;

   la recente previsione dell'azienda di un rifinanziamento di 30 milioni per migliorare la situazione non ha avuto seguito;

   il 5 dicembre 2023 la Siae ha annunciato la volontà di operare una ristrutturazione pesante, con un'ipotesi di 140 esuberi da realizzare ad aprile 2024, al termine della scadenza del contratto di solidarietà;

   nell'assetto societario previsto dal nuovo piano industriale dovrebbe entrare un socio minoritario cinese, che potrebbe far aumentare la quota di produzione in Cina, che già oggi è circa del 50 per cento;

   il decreto-legge cosiddetto aiuti-ter n. 144 del 2022 prevede una ulteriore stretta sui datori di lavoro che intendono delocalizzare o cessare le attività. Si parla delle imprese con almeno 250 dipendenti che prevedano il licenziamento di più di 50 dipendenti –:

   se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative urgenti intenda assumere a tutela dei lavoratori della Siae Microelettronica spa, al fine di prevenire pesanti conseguenze sociali per 650 famiglie.
(4-02101)

PROTEZIONE CIVILE E POLITICHE DEL MARE

Interrogazione a risposta orale:


   SCERRA, MORFINO, D'ORSO, AIELLO e CARMINA. — Al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare. — Per sapere – premesso che:

   l'estate 2023 si è distinta per il numero di episodi incendiari e ondate di calore che hanno devastato la Sicilia lasciando su quest'isola, anche a distanza di mesi, una ferita aperta e profonda che ha messo a repentaglio non solo la vita di cittadini e turisti, ma anche il territorio e gli ecosistemi naturali. La conta dei danni, ancora in corso, è stata consistente sia sotto il profilo naturalistico sia sotto il profilo economico, con particolare riguardo a tutte le imprese operanti nel turismo, nell'agricoltura e in altri settori produttivi. Si parla di oltre 200 milioni di euro di danni, anche secondo le stime degli Ispettorati provinciali dell'agricoltura, causati dalla distruzione di produzioni e strutture agricole;

   la drammatica situazione ha portato, su istanza della cittadinanza e di diversi deputati nazionali e regionali, anche del Movimento 5 stelle, a dichiarare lo stato di calamità regionale, con richiesta al Governo nazionale del riconoscimento dello stato di emergenza proprio per la calamità naturale abbattutasi sull'isola siciliana;

   l'interrogante stesso aveva sollevato con un'interrogazione ad hoc la necessità di adottare misure straordinarie, tra cui anche quella di aumentare il numero di vigili del fuoco impiegati nel soccorso nei comuni siciliani coinvolti;

   nonostante il trascorrere dei mesi, gli annunci di aiuto dell'attuale Governo e del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, le proposte e gli insistenti appelli della cittadinanza e della parte politica, in particolare delle opposizioni sia nel governo regionale che in quello nazionale, il riconoscimento dello stato di emergenza da parte dello Stato non c'è stato e, con esso, tutte le relative misure, fondamentali per intervenire finanziariamente sui descritti nocumenti subiti da questa regione;

   il Ministro interrogato, a dispetto delle promesse, ha ufficializzato in questi giorni il diniego alla Regione Siciliana dello stato di emergenza, promuovendo solo ora, dopo 6 mesi dai roghi, la convocazione di un tavolo con i direttori dei dipartimenti della Protezione civile nazionale e regionale per un riesame della pratica relativa agli incendi estivi in Sicilia, nel tentativo di trovare una «possibile» e «non precisata» soluzione;

   la motivazione del suddetto diniego appare abbastanza generica, e non si comprende se sia da ricercare nella carenza di documentazione presentata dalla Regione Siciliana oppure in una norma del codice di protezione civile, di cui l'attuale Governo promette una rivisitazione;

   il mancato riconoscimento dello stato di emergenza e soprattutto le motivazioni sottese a questo provvedimento di negazione non convincono gli interroganti, giacché questa scelta, grave, appare basata su cavilli procedurali non applicati prima, che fanno venir meno il principio della leale collaborazione dei vari livelli statali, sancito dall'articolo 120 della Costituzione;

   nelle more di una reazione del governatore della Sicilia, a parere degli interroganti poco tempestiva e reattiva in questi mesi rispetto alla decisione pregiudizievole del Governo centrale, intanto le aziende siciliane danneggiate, i comuni e le famiglie che hanno perso la casa attendono nell'incertezza di un reale intervento –:

   quali siano le motivazioni che hanno portato a un provvedimento di diniego per la Regione Siciliana dello stato di emergenza, in particolare con riferimento all'adeguatezza della documentazione presentata dalla regione al fine di legittimare la richiesta; se tali motivazioni siano ritenute dal Ministro interrogato superabili a stretto giro in modo da avere la dichiarazione dello stato di emergenza nel più breve tempo possibile;

   quali urgenti interventi saranno adottati nel breve periodo per supportare la Regione Siciliana nel ristoro dei gravi danni subiti dalla cittadinanza e dal territorio a causa degli incendi e dall'ondata di calore abbattutasi nel periodo estivo e quali iniziative tempestive a favore delle aziende e dei settori maggiormente pregiudicati da questa calamità si intendano adottare.
(3-00905)

SALUTE

Interpellanza:


   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

   gli organi di informazione segnalano una preoccupante situazione nei pronto soccorso dell'intero territorio nazionale, poiché affollati e con un rilevante numero di pazienti «parcheggiati» sulle barelle e in attesa di ricovero;

   in particolare, preoccupa l'aumento, ben superiore alla media stagionale, dei casi di influenza, di Covid e di sindromi respiratorie; durante le festività natalizie gli accessi al pronto soccorso sono raddoppiati e gli accessi dei bambini nei pronto soccorso pediatrici sono pericolosamente triplicati;

   al pronto soccorso del Policlinico Gemelli di Roma, ad esempio, si è registrata un'incidenza di polmoniti nei pazienti in attesa di ricovero che supera il 45 per cento;

   a destare allarme è proprio questa diffusione esponenziale di patologie respiratorie che sta colpendo i soggetti più fragili, anziani e bambini, soggetti che necessitano di ricovero a fronte di un numero insufficiente di posti letto nei reparti;

   la Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu) ha confermato come la situazione sia critica e ha sottolineato come: «Non c'è solo l'aumento dei pazienti anziani e “fragili” in arrivo nei pronto soccorso e che devono essere ricoverati in reparto, ma anche di persone più giovani, con polmoniti non dovute al Covid o all'influenza»;

   gli ospedali che si trovano maggiormente sotto pressione stanno attivando la riconversione temporanea di posti letto e stanno rinviando interventi e prestazioni programmate; la Società italiana malattie respiratorie infantili (Simri) conferma l'emergenza pediatrica e l'esistenza di un'epidemia di malattie respiratorie, riferendo che il 90 per cento dei piccoli ricoverati nei reparti pediatrici sono bambini con bronchioliti e polmoniti;

   anche la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) conferma l'eccezione ondata di accessi e segnalazioni presso i medici di famiglia, con centinaia di telefonate al giorno per ciascun medico;

   al pronto soccorso Santobono di Napoli la situazione è divenuta sempre più incandescente a seguito dei numerosi accessi per virus respiratori e forte influenza, accessi raddoppiati rispetto alle medie abituali; il primario della struttura ha infatti sottolineato che l'arrivo di bambini in emergenza è salito dai 200 accessi al giorno abituali agli attuali 320 di media, con una punta di 420 arrivi il 26 dicembre e ha riferito che «è stata messa a dura prova l'organizzazione predisposta per il pronto soccorso nel periodo di feste natalizie e di Capodanno, con il picco massimo del virus respiratorio sinciziale che porta nei bimbi piccoli le bronchioliti»;

   secondo i dati forniti dalle regioni, gli ammalati dopo le festività sono aumentati proprio a causa del virus sinciziale;

   la Società italiana di pediatria ha segnalato che influenza e bronchiolite, l'infezione causata dal virus sinciziale, stanno dilagano tra i bambini, specie quelli sotto i 5 anni e i reparti e i pronto soccorso, da Nord e Sud, sono pieni: una situazione che «in tante realtà si è rivelata critica, con dei numeri veramente molto alti di visite alle strutture di emergenza e attese lunghe», così come mostrano anche i dati in Lombardia;

   secondo quanto riferito dal presidente della Società italiana di emergenza-urgenza: «È difficile fare previsioni sull'evoluzione della situazione ma la ripresa della scuola potrebbe determinare un ulteriore incremento della circolazione virale»;

   in questa situazione di pressione stanno aumentando anche gli episodi di tensione e aggressione nei confronti del personale sanitario e degli operatori dei pronto soccorso –:

   se e quali iniziative di competenza urgenti intenda porre in essere per fronteggiare la grave situazione descritta in premessa, anche attraverso campagne di informazione nei confronti della cittadinanza e il potenziamento del personale dei pronto soccorso;

   quali informazioni certe possa fornire sulla situazione epidemiologica, nazionale e internazionale, correlata alla diffusione esponenziale delle sindromi respiratorie.
(2-00303) «Sportiello».

TURISMO

Interrogazione a risposta immediata:


   GRIPPO, BENZONI, BONETTI, D'ALESSIO, SOTTANELLI e PASTORELLA. — Al Ministro del turismo. — Per sapere – premesso che:

   il Presidente della Repubblica ha recentemente promulgato la cosiddetta legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022, ma, il 2 gennaio 2024, ha inviato al Governo e ai Presidenti delle Camere una lettera con osservazioni nella quale, dopo aver specificato di aver proceduto alla promulgazione con il solo fine di rispettare l'impegno assunto in sede europea nell'ambito della realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha sottolineato diversi profili di criticità, richiedendo ulteriori iniziative correttive;

   il Presidente della Repubblica richiama l'attenzione, in particolare, sull'articolo 11 in materia di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche perché si «introduce l'ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo». La proroga prevista, di ben dodici anni, «appare (...) eccessiva e sproporzionata» e risulta «incompatibile con i principi più volte ribaditi dalla Corte di giustizia, dalla Corte costituzionale, dalla giurisprudenza amministrativa e dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di apertura al mercato dei servizi»;

   peraltro, i criteri generali per il rilascio di nuove concessioni «appaiono restrittivi della concorrenza in entrata e favoriscono, in contrasto con le regole europee, i concessionari uscenti»;

   ciò avviene, come detto, sulla falsariga di quanto già richiamato dal Presidente della Repubblica nella precedente lettera del 24 febbraio 2023 con riferimento al decreto-legge n. 198 del 2022 in merito alle concessioni demaniali marittime e alla mancata applicazione della «direttiva Bolkestein»;

   la Corte di giustizia europea si è già espressa chiedendo all'Italia di eseguire la mappatura ed entro il 16 gennaio 2024 il Governo italiano dovrà fornire risposte alle osservazioni dell'Unione europea in materia di uso degli arenili;

   è stata ribadita in più occasioni la necessità di assicurare l'applicazione delle regole della concorrenza e la tutela dei diritti di tutti gli imprenditori coinvolti, in conformità con il diritto dell'Unione europea, nonché di garantire la certezza del diritto e l'uniforme applicazione della legge nei confronti dei soggetti pubblici e privati che operano in tale ambito, in luogo di un quadro normativo che vede, invece, la presenza di sentenze passate in giudicato (come quelle del tribunale amministrativo regionale del Lazio, ad esempio, richiamate dalla lettera del Presidente della Repubblica) che stabiliscono principi opposti a quanto previsto dalla legge recentemente promulgata –:

   quali siano i benefici economici, soprattutto per il settore del turismo, derivanti dalle proroghe automatiche descritte e se non si ritenga, invece, di applicare i principi della normativa europea e della giurisprudenza, garantendo la concorrenza tra i diversi operatori che la tutela degli investimenti preesistenti, avendo attenzione per l'imprenditoria territoriale e alle specificità proprie italiane.
(3-00900)

Pubblicazione di un testo riformulato.

  Si pubblica il testo riformulato della mozione Caso Antonio n. 1-00208, già pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta n. 184 del 25 ottobre 2023.

   La Camera,

   premesso che:

    da un articolo de Il Fatto quotidiano del 24 ottobre 2023, emerge che da febbraio ad oggi il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi abbia percepito sostanziosi emolumenti, pari a oltre 300 mila euro, per aver presenziato inaugurazioni, mostre, conferenze, premi e quant'altro;

    il Fatto aggiunge che, «stando ai documenti che ha visionato, attorno al critico-politico e ai suoi collaboratori di fiducia ruoterebbe invece una vera e propria industria fondata sull'arte di procacciare attività che si svolgono pure alla luce del sole, ma le cui remunerazioni restano nell'ombra, a volte erogate ad altri, non di rado spacciate come "missioni" e poi messe a rimborso del ministero»;

    peraltro, sempre da un articolo de «Il Fatto quotidiano» del 25 ottobre 2023, emerge che il Sottosegretario Sgarbi sarebbe indagato a Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, per non aver pagato debiti con l'Agenzia delle entrate (in totale circa 715 mila euro) per l'acquisto di quadri;

    è notizia recente (Il Fatto quotidiano del 9 gennaio 2024) che il sottosegretario Vittorio Sgarbi risulti indagato per furto di beni culturali per una vicenda oggetto di un'inchiesta svolta dalla trasmissione Report e dal Fatto quotidiano, nonché oggetto di un question time alla Camera (seduta del 20 dicembre 2023) del Movimento 5 stelle al Ministro Sangiuliano;

    in particolare, l'inchiesta si concentra su un quadro di Rutilio Manetti, senese del Seicento. L'opera è «La cattura di San Pietro», che fino al 2013 era esposta al Castello di Buriasco (vicino a Pinerolo, in Piemonte). La proprietaria del castello e del dipinto, Margherita Buzio, a febbraio del 2013 denunciò il furto dell'opera: la tela era stata tagliata nella notte, lasciando la cornice; all'epoca le indagini furono senza esito;

    Report ha sottolineato che, stando alle dichiarazioni di Buzio, poche settimane prima del furto si era detto interessato all'acquisto Paolo Bocedi, collaboratore di Sgarbi fino al 2003 e ancora in buoni rapporti con il Sottosegretario. Il servizio di Report aggiunge che il critico d'arte avrebbe già visto l'opera alcuni anni prima, in un pranzo al castello, cosa che lo stesso Sottosegretario Sgarbi ha confermato;

    il dipinto, secondo Report, sarebbe riapparso nel 2021 in una mostra inaugurata dallo stesso Sottosegretario Sgarbi, che avrebbe contenuto un dipinto di Manetti «inedito». L'opera esposta dal sottosegretario è estremamente simile a quella sparita nel 2013: una differenza visibile è che, in alto a sinistra, c'è una candela che nel dipinto rubato non c'era;

    il Sottosegretario Sgarbi ha negato che si tratti della stessa opera e ha parlato di «coincidenze»; il dipinto esposto, infatti, si sarebbe trovato in una villa nel viterbese che Rita Cavallini (madre di Sgarbi) aveva acquistato anni prima, nel 2000, già presente in un inventario dei beni della villa risalente al Seicento, anche se Report ha sottolineato che nell'inventario in questione l'opera non risulta;

    la trasmissione di Rai 3 ha parlato anche con Gianfranco Mingardi, restauratore di Brescia che ha detto di aver ricevuto la tela senza cornice, che sembrerebbe identica all'opera trafugata a Pinerolo, se non per il particolare di una candela che non c'era sul dipinto da lui sistemato;

    il Sottosegretario Sgarbi ha negato e da articoli di stampa emerge che il legale di Vittorio Sgarbi abbia inviato una pec con una diffida alla Rai prima della messa in onda della puntata di Report;

    tuttavia, a quanto pare, ciò che per il Sottosegretario Sgarbi era solo frutto di fantasia, incompetenza e livore di giornalisti, diventa un fascicolo aperto dalla procura di Imperia e trasmesso alla procura di Macerata;

    il Ministro Sangiuliano, in risposta al citato question time di dicembre 2023, ha invitato a leggere «tutta una dottrina di filosofia del diritto sullo Stato etico, soprattutto Kelsen, che ci spiega come lo Stato etico, poi, possa avere esiti pericolosi, perché lo Stato etico», storicamente, è stato l'anticamera del totalitarismo in tanti casi: nazismo, nazifascismo e comunismo erano Stati etici, e le risultanti le conosciamo. L'Iran di oggi è uno Stato etico; infine il Ministro della cultura ha affermato che, in termini giuridici, non gli compete valutare la posizione del Sottosegretario Sgarbi;

    la legge 20 luglio 2004, n. 215 impone a chi ricopre un incarico di governo di dedicarsi «esclusivamente alla cura degli interessi pubblici». Dal giuramento in poi, «al titolare non può derivare, per tutta la durata del governo, alcuna forma di retribuzione o vantaggio». La legge vieta anche di «esercitare attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati». Il legislatore precisa: «Sono vietate anche all'estero»;

    ad avviso dei firmatari del presente atto, oltre ai connessi profili di carattere penale, la condotta getta una oscura e pesante ombra sulla sua attività governativa in un dicastero di così tale rilievo e delicatezza e, dunque, si pone in palese contrasto con l'articolo 54 della Costituzione che recita: «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore»;

    le condotte summenzionate, inoltre, ad avviso dei firmatari del presente atto, svelano in ogni caso una condotta grave, uno sfacciato abuso del potere, una violazione dei doveri, non compatibile con il decoro e la decenza delle istituzioni repubblicane;

    non può, in altri termini, ritenersi che l'azione del Sottosegretario sia stata ispirata in questo frangente dal superiore interesse esclusivo della Nazione, come espressamente imposto dalla legge n. 400 del 1988,

impegna il Governo

1) ad avviare immediatamente le procedure di revoca, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri, della nomina a Sottosegretario di Stato del professor Vittorio Sgarbi.
(1-00208) «Caso, Orrico, Amato, Cherchi, Francesco Silvestri, Baldino, Santillo, Auriemma, Cappelletti, Fenu, Alfonso Colucci, D'Orso, Onori, Pellegrini, Torto, Ilaria Fontana, Iaria, Pavanelli, Barzotti, Quartini, Caramiello, Scutellà».

Ritiro di un documento del sindacato ispettivo.

  Il seguente documento è stato ritirato dal presentatore: interrogazione a risposta orale Evi n. 3-00869 del 14 dicembre 2023.