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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato B

Seduta di Giovedì 9 gennaio 2025

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interrogazione a risposta in Commissione:


   MANZI, FURFARO, MALAVASI, CIANI, GIRELLI, STUMPO, FERRARI e SPERANZA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   in Italia oltre 1,3 milioni di minori vivono in condizione di povertà assoluta;

   la povertà economica è spesso causata dalla povertà educativa: le due si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione;

   povertà educativa minorile significa diritti negati, mancanze di opportunità e futuro a rischio;

   per affrontare questo fenomeno nel 2016 è stato istituito il «Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile» destinato «al sostegno di interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli economici, sociali e culturali»;

   in questi 8 anni gli «interventi sperimentali» hanno messo fondamenta, sono cresciuti e sono diventati progetti strutturali grazie a un sistema ben congegnato basato su un'alleanza tra fondazioni di origine bancaria, terzo settore e Governo;

   la governance del suddetto Fondo è affidata ad un Comitato di indirizzo composto da rappresentanti di espressione governativa, delle Fondazioni indicati dall'Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa e del terzo settore indicati dal Forum del terzo settore. Il soggetto attuatore è la Fondazione per il Sud, tramite l'impresa sociale «Con i bambini», creata ad hoc, che provvede alla definizione dei bandi, al loro monitoraggio e valutazione;

   ad alimentare il fondo sono le fondazioni di origine bancaria attraverso un meccanismo sperimentale, inedito e innovativo, per cui il Governo riconosce loro un credito di imposta: in questi anni il fondo ha raccolto 800 milioni di euro, di cui 466 impegnati sui progetti già realizzati o già approvati;

   attraverso i progetti sono state messe in rete oltre 9.500 organizzazioni, tra terzo settore, scuole, enti pubblici e privati rafforzando le «comunità educanti» dei territori;

   grazie al Fondo si è riusciti ad operare nelle periferie urbane più difficili, nelle aree interne spesso povere di risorse educative, con bambine/i colpiti da situazioni particolarmente tragiche, quali gli orfani di femminicidio. Oltre che una risorsa preziosa per le bambine/i e adolescenti coinvolti, le loro famiglie, le istituzioni educative di riferimento, le azioni messe in campo sono state anche un'importante occasione di apprendimento da parte di tutti i soggetti che hanno contribuito al lavoro sul campo: associazioni, insegnanti e dirigenti scolastici, servizi sociali locali. Apprendimento non solo riguardo alle cause della povertà educativa, ma anche alla necessità di affrontarla in modo olistico e cooperativo, integrando soggetti e dimensioni diverse nella costruzione di contesti educativi allargati, che sostengano i bambini e le loro famiglie nel processo di crescita, non calando dall'alto un modello unico, ma con attenzione alle specificità e risorse locali;

   dal 2016 ad oggi il suddetto Fondo è stato sempre rifinanziato;

   la legge 30 dicembre 2024, n. 207 non ha previsto il rifinanziamento;

   senza il Fondo, anche il «modello Caivano» si ridurrebbe solo a qualche opera di recupero edilizio e a molta azione repressiva, rinunciando – di fatto – all'azione cooperativa dei diversi soggetti – scuola, parrocchie, associazionismo civico, servizi sociali – che si impegnano per offrire ai bambine/i che vi abitano opportunità di fare esperienze in cui si sentano insieme riconosciuti nei loro bisogni, valorizzati e protetti e per favorire l'assunzione di responsabilità per il bene comune da parte degli adulti;

   pur non mettendo a rischio i progetti già previsti, si compromettono quelli che andranno realizzati nei prossimi anni: l'emergenza è, infatti, strutturale e richiede interventi in questa direzione;

   quando si conduce una grande sperimentazione e poi si vuole mettere a sistema quello che si è appreso, si deve poter garantire all'azione una cornice efficace ed efficiente, tale per cui le risorse che investi possono avere un impatto maggiore in tempi più brevi –:

   quali siano le ragioni per le quali tale fondo non sia stato rifinanziato e se si intenda provvedere in tal senso con un prossimo provvedimento.
(5-03310)

AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Interrogazione a risposta in Commissione:


   BOLDRINI, AMENDOLA, PROVENZANO e PORTA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   la legge n. 185 del 1990 vieta «esportazione, transito, trasferimento, intermediazione di materiali di armamento» verso Paesi in conflitto armato in contrasto con i principi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell'articolo 11 della Costituzione, verso Paesi i cui Governi siano responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani;

   il Governo di Israele si è reso responsabile, dopo l'attacco terroristico del 7 ottobre 2023, di violazioni delle convenzioni sui diritti umani la cui gravità viene riconosciuta dai massimi organi giurisdizionali internazionali, tanto da indurre la Corte internazionale di giustizia a ritenere plausibili atti di genocidio a Gaza e a imporre allo Stato di Israele e alla comunità internazionale di adottare misure a tutela della popolazione di Gaza;

   la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano e dell'ex Ministro della difesa, accusati di crimini di guerra e contro l'umanità;

   in un procedimento al Tribunale di Roma, promosso dall'avvocato gazawi Salahaldin M. A. Abdalaty, il Governo italiano ha dichiarato, con sua memoria difensiva, che dopo il 7 ottobre 2023 sarebbe stato «sospeso il rilascio di nuove licenze e di nuove autorizzazioni alle trattative verso Israele», mentre per le autorizzazioni che presentavano dei residui si sarebbe effettuata una «analisi tecnica, volta ad accertare caso per caso le caratteristiche dei materiali che restavano da esportare ed il rischio che essi potessero essere impiegati a danno della popolazione civile», tesi confermata anche dai Ministri Tajani e Crosetto di fronte alle commissioni esteri e difesa di Camera e Senato;

   successivamente il Ministro degli esteri ha dichiarato alla stampa che sarebbero stati trasferiti dei «pezzi di ricambio di radio» e, rispondendo a una interrogazione al Senato del 29 maggio 2024, il Viceministro onorevole Cirielli ha dichiarato che «La procedura di autorizzazione all'esportazione di armi, verso Israele e ogni altro Paese, avviene nel rigoroso rispetto delle disposizioni contenute nella legge 185», confermando quindi che l'esportazione proseguiva;

   sono quindi le stesse parole delle autorità governative a ribadire che dopo il 7 ottobre 2023 è proseguito l'invio di armi verso Israele;

   una inchiesta della rivista Altraeconomia del 22 maggio 2024, analizzando i dati dell'Agenzia delle dogane, sosteneva che sarebbe proseguito nei mesi di dicembre 2023 e gennaio 2024 l'export di «bombe, granate, siluri, mine, missili, cartucce ed altre munizioni e proiettili, e loro parti», a uso certamente militare;

   con una nota in risposta a una richiesta di Altraeconomia, «Leonardo» ha confermato che dopo il 7 ottobre 2023 è stata fornita «assistenza tecnica da remoto» nonché «riparazione di materiali e fornitura ricambi» per velivoli addestratori M-346 consegnati a Tel Aviv tra il 2014 e il 2015;

   la rivista Altreconomia nel numero di gennaio 2025 ribadisce che l'Italia esporterebbe verso Israele armi e munizioni ritenute «a uso civile» ma che verrebbero poi rivendute ai coloni degli insediamenti illegali per essere usate contro la popolazione palestinese, ma la legge n. 185 non fa alcuna distinzione tra materiale di armamento «letale» o non letale, e suscettibile o meno di essere «direttamente utilizzato contro la popolazione civile» –:

   se non ritenga che quanto descritto contrasti apertamente con la legge n. 185 del 1990 e che debba definitivamente cessare l'invio di materiale di armamento verso lo Stato di Israele.
(5-03312)

AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA

Interrogazione a risposta in Commissione:


   L'ABBATE. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   in data 13 novembre 2024, un vasto incendio è divampato tra i comuni di Palo del Colle e Bitonto, in provincia di Bari, coinvolgendo una discarica dell'azienda di smaltimento rifiuti Ecogreen Planet srl;

   un precedente incendio aveva colpito la medesima azienda il 7 giugno 2020, determinando sequestro di parte dell'impianto;

   l'incendio del novembre 2024 è stato domato solo dopo alcuni giorni, durante i quali la combustione di materiali ha provocato emissioni di fumi e gas che hanno raggiunto i centri abitati di Palo del Colle, Bitetto e Modugno;

   i sindaci dei comuni interessati hanno emanato ordinanze sanitarie di natura cautelare, limitando le attività all'aperto per tutelare la salute pubblica;

   l'Arpa Puglia, dopo i primi campionamenti, non ha rilevato criticità significative, ma ha continuato a monitorare la situazione posizionando campionatori per la ricerca di microinquinanti organici;

   persistono preoccupazioni per l'inquinamento atmosferico e per le conseguenze sulla salute pubblica e sull'agricoltura locale;

   tra le conseguenze degli incendi di rifiuti vi sono l'emissione di gas di combustione e particolato, che possono causare irritazione alle vie respiratorie, nonché la diffusione di macroinquinanti e microinquinanti dannosi per l'ambiente e la salute pubblica;

   la reiterazione di episodi di incendi presso impianti di smaltimento rifiuti pone serie questioni in merito alla sicurezza degli impianti e alla gestione dei rifiuti –:

   quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per garantire la sicurezza e la tutela della salute dei cittadini in considerazione dei ripetuti incendi che hanno interessato impianti di smaltimento rifiuti, con particolare riferimento all'area tra Palo del Colle e Bitonto;

   se siano previste iniziative per rafforzare i controlli e la vigilanza sugli impianti di trattamento rifiuti al fine di prevenire ulteriori incendi e garantire una gestione sicura ed efficiente dei rifiuti;

   quali interventi siano stati o saranno predisposti per monitorare e mitigare l'impatto ambientale e sanitario causato dagli incendi, con particolare attenzione alla qualità dell'aria e alla salute pubblica nelle aree interessate.
(5-03313)

CULTURA

Interrogazione a risposta scritta:


   BORRELLI. — Al Ministro della cultura, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   recentemente il gestore dello storico Cinema Metropolitan di via Chiaia a Napoli, ricadente nella struttura cavearia denominata «Le Grotte di Napoli», già rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale, ha ricevuto l'avviso di sfratto dai proprietari dei locali, l'istituto di credito Intesa Sanpaolo, con l'invito a consegnare le chiavi entro fine gennaio 2025;

   è una storia che sembra non avere fine, quella del cinema multisala del centro storico cittadino, realizzato in una cavità sotterranea in stile liberty e tra i più belli della città tant'è che lo scorso anno, un decreto dell'ex Ministro della cultura, sembrava aver chiuso la vicenda in senso positivo, apponendo il vincolo di destinazione a fini culturali sul Metropolitan. Ma evidentemente la soluzione ministeriale necessita di ulteriori atti e provvedimenti vista la recente notifica di sfratto;

   è bene chiarire che la destinazione culturale del sito deve essere garantita, come peraltro previsto dal decreto del Ministero della cultura che ha inteso porre sulla struttura del Metropolitan il vincolo di destinazione a fini culturali ex articolo 14 del decreto legislativo n. 42 del 2004. Ora sembrerebbe che l'immobile faccia «gola» agli speculatori per aprire centri commerciali, sale bingo, parcheggi auto;

   la vicenda della proprietà dell'immobile, a giudizio dell'interrogante, è piena di punti oscuri che rimandano a una concessione demaniale, a documenti e atti allo stato irreperibili, tant'è che l'amministrazione comunale, ha chiesto lumi agli uffici dell'Agenzia del demanio, al fine di effettuare tutti gli opportuni, quanto ineludibili, approfondimenti giuridico-legali a tutela degli interessi pubblici in campo circa il regime proprietario di alcune cavità attualmente occupate da soggetti privati e cosa ancor più strana di proprietà di soggetti privati;

   l'immobile in questione, costruito all'interno della cavità tufacea, così come rilevabile dagli atti allegati alla delibera di consiglio comunale n. 51 del 2015 avente ad oggetto: «Federalismo demaniale – istanza per l'attribuzione a titolo non oneroso di beni di proprietà dello Stato ex articolo 56-bis del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, nella legge n. 98 del 2013, fa parte del “Complesso caveario del sottosuolo di Napoli” inserito negli elenchi dei ricoveri bellici passati al Demanio dello Stato e trasferibili al Comune»;

   i trasferimenti di proprietà dell'immobile in questione, all'epoca costituito da una nuda cavità e non ancora divenuto Cinema Teatro Metropolitan, così come documentati negli atti di compravendita del 1961 rogati da un notaio di Roma, risulterebbero avvenuti sulla base di semplici dichiarazioni delle parti coinvolte e in assenza dei titoli di provenienza, cosa che desterebbe quantomeno dei sospetti circa la legittimità del rogito con la possibile dichiarazione di nullità e/o annullabilità oggi da parte dello Stato;

   l'unica certezza allo stato è che diverse famiglie dal prossimo mese non avranno più sostentamento perché sarà inevitabile il licenziamento dei dipendenti assieme alla dismissione del cinema teatro –:

   se il Ministro della cultura non ritenga di adottare urgentemente tutti gli atti e provvedimenti di competenza, affinché sia osservato il vincolo di destinazione ai fini culturali di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 42 del 2004, già apposto, all'immobile in questione, sia nei confronti della proprietà che per le eventuali future destinazioni;

   se non ritengano di adottare iniziative di competenza volte a fare chiarezza sui titoli di proprietà dei locali ed immobili inseriti nel «Complesso caveario del sottosuolo di Napoli» e negli elenchi dei ricoveri bellici passati al Demanio dello Stato e trasferibili al comune, valutando di esercitare il diritto di opzione spettante allo Stato per acquisire comunque al patrimonio pubblico un bene oggi vincolato per funzioni culturali a tutela dell'interesse pubblico prevalente, salvaguardando uno dei pochi luoghi di promozione culturale rimasti in centro città.
(4-04056)

GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta scritta:


   BRAGA e GIANASSI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   da una recente intervista del presidente della sezione penale del tribunale di Como al più importante quotidiano locale, si è appreso della grave carenza di organico della giustizia penale comasca che, ad oggi, conterebbe in servizio effettivo soltanto quattro giudici togati. Inoltre, cosa ancor più rilevante mai accaduta prima d'ora nel comasco, tutti i bandi indetti negli ultimi sei anni sono andati deserti;

   su un organico complessivo di otto magistrati nella sezione penale del tribunale di Como mancano due togati, mentre altri due risultano in maternità. Ciò porta attualmente Como ad avere un indice di scopertura tra i magistrati penali pari al 25 per cento anche se in realtà, in servizio effettivo, è presente solo il 50 per cento dei togati;

   la mancanza di personale sta comportando inevitabilmente l'allungamento della durata dei processi, soprattutto per quanto concerne la fissazione della prima udienza e dei rinvii dei dibattimenti. In questo modo il tribunale penale di Como si trova addirittura nella condizione di dover fissare le prime date per l'approvazione di un fascicolo nella pre-dibattimentale tra fine gennaio e inizio febbraio 2026, ovvero tra oltre un anno –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione indicata in premessa di grave carenza d'organico della sezione penale del tribunale di Como;

   quali siano le ragioni di questa situazione e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere per ridare alla stessa sezione penale piena efficacia ed efficienza, al fine di garantire lo svolgimento di processi giusti in tempi ragionevolmente congrui.
(4-04049)


   ASCARI, TUCCI, D'ORSO, GUBITOSA, CAFIERO DE RAHO, QUARTINI, MORFINO, PELLEGRINI, GIULIANO, FERRARA, IARIA, CANTONE, RICCARDO RICCIARDI, SANTILLO, ALFONSO COLUCCI, CAPPELLETTI, BALDINO, DONNO, TORTO, FEDE, CARAMIELLO, ORRICO, CASO, AMATO e TRAVERSI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   Giovanni Riina, figlio del noto boss mafioso Totò Riina, arrestato nel 1996 e sottoposto al regime di carcere duro ex articolo 41-bis dal 2002, è stato destinatario di una decisione della Corte di cassazione che ha annullato con rinvio la proroga del regime stesso;

   la Corte di cassazione ha ritenuto «meramente apparente» la motivazione del tribunale di sorveglianza di Roma che aveva confermato, nel giugno 2024, il provvedimento del Ministero della giustizia datato novembre 2023;

   il regime di carcere duro previsto dall'articolo 41-bis è uno strumento fondamentale nella lotta contro la criminalità organizzata, finalizzato a impedire i collegamenti tra detenuti e associazioni mafiose esterne;

   l'annullamento della proroga del 41-bis per Giovanni Riina, soggetto considerato ad alta pericolosità sociale, potrebbe rappresentare un precedente pericoloso nella gestione dei detenuti appartenenti alla criminalità organizzata –:

   quali iniziative, per quanto di competenza, si stiano intraprendendo per monitorare e prevenire il rischio di collegamenti tra detenuti sottoposti a 41-bis e organizzazioni criminali esterne, anche in considerazione delle decisioni annullate dalla Corte di cassazione;

   se si intenda promuovere, per quanto di competenza, una verifica sull'efficacia delle norme vigenti relative alla conferma e proroga del regime di 41-bis, al fine di garantire la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dello Stato;

   quali iniziative siano previste per assicurare che il regime di carcere duro continui a essere applicato come strumento imprescindibile nella lotta alla mafia, senza rischi di depotenziamento.
(4-04051)

IMPRESE E MADE IN ITALY

Interrogazione a risposta scritta:


   TASSINARI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   consta all'interrogante dell'imminente chiusura preventiva, dal prossimo 20 gennaio 2025, dell'ufficio postale sito in via Montescudo di San Lorenzo in Correggiano, nella zona Gaiana a Rimini, località in piena espansione, con circa 3000 abitanti e molto frequentata da coloro che quotidianamente percorrono la contigua strada provinciale;

   tale chiusura arrecherebbe numerose difficoltà ai cittadini, soprattutto a quelli più anziani e ai fragili, che sarebbero costretti a percorrere diversi chilometri per raggiungere l'ufficio postale più vicino, a Ospedaletto o al Gross, ma anche alle diverse piccole realtà commerciali (un bar, una tabaccheria, un negozio di generi alimentari, una macelleria, un centro estetico, alcuni negozi di parrucchiere ed una farmacia) che con fatica continuano la loro attività, anche in considerazione della presenza di un unico bancomat nella zona;

   le giustificazioni fornite dall'ente Poste alla senatrice Spinelli, che si è interessata alla vicenda, minimizzano il grave disagio che la chiusura dell'ufficio postale comporterebbe sulla popolazione residente in zona, che perderebbe così un importante punto di riferimento –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative di competenza intenda porre in essere, anche interagendo con Poste Italiane, al fine di evitare la chiusura dell'ufficio postale della Gaiofana a Rimini e consentire agli utenti di continuare ad usufruire regolarmente dei servizi senza dover sopportare enormi sacrifici per raggiungere le altre sedi di uffici postali situati a distanze troppo elevate.
(4-04048)

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interrogazione a risposta in Commissione:


   LAI, BARBAGALLO, SIMIANI e VACCARI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   la direttiva europea 2023/959 ha ampliato l'ambito di applicazione del sistema EU Ets estendendo gli obblighi derivanti dalla direttiva 2003/87/CE alle emissioni prodotte dal trasporto marittimo;

   anche il regolamento (UE) 2015/757 è stato modificato per ampliarne corrispondentemente l'ambito di applicazione, includendo nuove tipologie di navi e ulteriori gas ad effetto serra;

   le emissioni di gas a effetto serra rilasciate dal 2024 dalle navi di stazza lorda pari o superiore a 5.000 tonnellate durante le tratte finalizzate al trasporto di passeggeri o merci a fini commerciali sono incluse nell'ambito di applicazione dell'EU Ets a decorrere dal 2024 e soggette agli obblighi di restituzione a decorrere dal 2025;

   l'assegnazione di quote e gli obblighi di restituzione si applicano alla totalità (100 per cento) delle emissioni delle navi eccetto le navi che effettuano tratte tra un porto sotto la giurisdizione di uno Stato membro e un porto al di fuori della giurisdizione di uno Stato membro, allorché si conteggiano invece solo al 50 per cento. Le emissioni così conteggiate (100 per cento o 50 per cento), sono poi soggette ad obbligo di restituzione secondo un calendario progressivo, fatte salve le deroghe previste dalla direttiva;

   le società di navigazione trasmettono all'autorità nazionale di riferimento il Piano di monitoraggio verificato da un verificatore, ovvero le sue modifiche, ai sensi e per gli effetti previsti dal regolamento (UE) 2015/757 e dei relativi atti delegati e di esecuzione;

   il termine per la restituzione delle quote è fissato al 30 settembre di ogni anno, a decorrere dal 2025;

   il senso della normativa europea è spingere gli armatori a modificare i sistemi di propulsione delle navi;

   gli armatori stanno ribaltando i maggiori costi delle quote compensative e dei biocarburanti alternativi bio-fuels su passeggeri e trasportatori con aumenti non giustificati né verificati;

   le compagnie di navigazione italiane che garantiscono i trasporti interni al Paese presentano dati di bilancio miliardari con utili molto elevati in una condizione di mercato oggettivamente privo di concorrenza che non giustifica, anche perché generato da inefficienze aziendali, il ribaltamento dei costi sugli utenti;

   gli armatori pagano annualmente una quota di emissioni proporzionata alla nave e al numero di tratte effettuate nell'anno e non al numero di passeggeri o mezzi trasportati che variano nei giorni, nelle settimane e durante l'anno;

   in alcune tratte di trasporto merci il trasporto su gomma può diventare maggiormente competitivo rispetto a quello marittimo;

   tuttavia, le isole sono particolarmente penalizzate in termini di costi dalla mancanza di alternativa di trasporto su gomma e su ferro;

   il trasporto di un camion da e per la Sardegna subirà aumenti valutabili in 200 euro a tratta nel 2025 e di 300 nel 2026 con un onere doppio se il mezzo viaggia solamente per portare merci necessarie all'isola senza esportarne sulla penisola –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti suesposti;

   se sia attivo un monitoraggio da parte del Ministro interrogato sull'applicazione corretta della direttiva europea 2023/959;

   quali siano gli orientamenti in merito alla dinamica di ribaltamento dei costi da parte degli armatori sui cittadini e sulle piccole imprese di trasporto e se non ritenga di intervenire adottando iniziative di competenza al riguardo;

   se non ritenga necessario adottare iniziative di competenza volte a rivedere le modalità di finanziamento del trasporto marittimo sostenuto dallo Stato su alcune rotte Sud-Nord e nel contempo sostenere in maniera diretta il trasporto marittimo laddove non esista un'alternativa, in particolare nei trasporti con la Sardegna, la Sicilia e le isole minori.
(5-03314)

Interrogazione a risposta scritta:


   SANTILLO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   a partire dal 7 gennaio 2025, il treno regionale 5840, proveniente da Napoli e che ferma, tra le altre stazioni, a Caserta città, ha sospeso la fermata presso la stazione di Roma Tiburtina, causando notevoli disagi ai pendolari diretti nella capitale;

   tale sospensione è ufficialmente attribuita a lavori di manutenzione straordinaria tra le stazioni di Aversa e San Marcellino;

   i pendolari hanno espresso forte preoccupazione e disagio per l'interruzione del servizio, che complica significativamente gli spostamenti quotidiani verso Roma (fonte: «Il Mattino»);

   Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Trenitalia stanno lavorando a soluzioni alternative per i viaggiatori diretti alla capitale;

   la sospensione della fermata a Roma Tiburtina impatta negativamente sulla qualità della vita dei pendolari, aumentando i tempi di percorrenza e creando disagi logistici;

   è fondamentale garantire un servizio di trasporto efficiente e affidabile, soprattutto per coloro che quotidianamente utilizzano il treno per motivi di lavoro o studio;

   si teme che la sospensione della predetta fermata presso la stazione di Roma Tiburtina possa avere carattere permanente e non più temporaneo –:

   se risulti quali siano le motivazioni che hanno portato alla sospensione della fermata dei treni provenienti da Caserta alla stazione di Roma Tiburtina;

   quali iniziative urgenti di competenza il Ministero intenda adottare, in raccordo con Rfi e Trenitalia, affinché sia ripristinata al più presto la fermata a Roma Tiburtina o per fornire soluzioni alternative adeguate ai pendolari;

   quali siano i tempi previsti per la conclusione dei lavori di manutenzione straordinaria tra le stazioni di Aversa e San Marcellino, per il ripristino completo del servizio ferroviario e se sia scongiurato che la fermata a Roma Tiburtina possa essere definitivamente soppressa per il treno in oggetto;

   se siano previste forme di indennizzo o agevolazioni per i pendolari colpiti dai disagi causati da questa sospensione del servizio.
(4-04053)

INTERNO

Interrogazioni a risposta scritta:


   SCOTTO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il 25 dicembre 2024, Omeonga, calciatore belga, ex di Avellino, Genoa e Pescara e che attualmente gioca in Israele nel Bnei Sakhnin, si trovava a bordo del volo in partenza da Roma Fiumicino e diretto a Tel Aviv;

   il 28enne belga, così come documentato da tutte le testate giornalistiche nazionali, è stato prelevato con forza dall'aereo, trattenuto in carcere e picchiato;

   i fatti narrati sono stati direttamente denunciati dal calciatore;

   secondo fonti della polizia, proprio in Israele il calciatore sarebbe stato indesiderato, sempre secondo le stesse fonti, la Polaria è intervenuta su richiesta del capo scalo e del comandante della compagnia aerea;

   prima dell'intervento, ci sarebbe stata una mediazione di circa 40 minuti, poi Omeonga è stato portato negli uffici della Polaria di Fiumicino e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Ora rischierebbe un'ulteriore denuncia per diffamazione;

   il calciatore ha anche denunciato attraverso un post sui canali social di essere stato messo in una stanza grigia, senza né cibo né acqua, e di essersi trovato in uno stato di totale umiliazione per diverse ore;

   da quanto si apprende, il professionista non ha ricevuto nessuna giustificazione per il suo arresto, sarebbe rimasto in cella per tre ore e alla richiesta di poter chiamare la moglie, gli sarebbe stata rifiutata –:

   quale sia la versione dei fatti del Ministro interrogato in merito alla vicenda narrata, quali siano le reali motivazioni di questo fermo, se il fatto derivi realmente dall'esistenza di una black list e se non ritenga di dover adottare ogni provvedimento di competenza rispetto alla condotta lesiva della dignità umana utilizzata dalla polizia in questa circostanza, al fine di evitare anche per il futuro che si verifichino casi analoghi.
(4-04050)


   DI SANZO, BONAFÈ, QUARTAPELLE PROCOPIO, PORTA, TONI RICCIARDI e CARÈ. — Al Ministro dell'interno, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge 11 ottobre 2024, n. 145, recante disposizioni urgenti in materia di ingresso in Italia di lavoratori stranieri, di tutela e assistenza alle vittime di caporalato, di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale, nonché dei relativi procedimenti giurisdizionali introduce, per i visti nazionali, all'articolo 1 l'obbligo di acquisizione degli identificatori biometrici, in tal modo uniformando la normativa a quella prevista per i soli visti Schengen in base al Codice comunitario dei visti e intervenendo sul Testo unico dell'immigrazione per quanto concerne l'ingresso dello straniero sul territorio italiano;

   con la modifica al Testo unico sull'immigrazione consegue che anche gli studenti stranieri devono fornire i dati biometrici;

   l'Italia rappresenta una delle mete preferite per gli studenti stranieri ed in particolare per gli studenti americani che desiderano studiare all'estero. Per l'anno accademico 2023/2024, si stima che circa 40.000 studenti provenienti dagli Stati Uniti abbiano scelto l'Italia per i loro studi, facendo registrare un forte interesse per i programmi di studi all'estero in Italia;

   un fatto da incoraggiare che genera un significativo indotto occupazionale valutabile in circa 10 mila posti di lavoro;

   con queste modifiche si crea difficoltà agli studenti che non possono richiedere più un visto con domande «di gruppo», comunemente riferite come «Batch Applications», come veniva fatto fino ad ora per mezzo delle istituzioni scolastiche preposte, ma devono recarsi personalmente al Consolato competente;

   questo comporta un cumulo di lavoro non sostenibile per i consolati che già oggi sono in difficoltà ad espletare le normali pratiche di visto a causa di mancanza di adeguate risorse di personale;

   la notizia che il provvedimento del prelievo dei dati biometrici sarà applicato anche agli studenti sta creando forte apprensione presso gli operatori della formazione e presso le università americane con sede in Italia i cui studenti potrebbero non ricevere il visto in tempo per l'inizio del programma di studi –:

   se i Ministri interrogati intendano adottare iniziative di competenza di carattere normativo volte a venire incontro alle esigenze della nostra rete consolare e del mondo della scuola e dell'università evitando che l'applicazione del provvedimento riguardi il prelievo dei dati biometrici per la richiesta di visto consolare da rilasciare agli studenti stranieri che vogliono venire a studiare in Italia con particolare attenzione alle domande provenienti dagli Stati Uniti.
(4-04052)


   IEZZI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 14, comma 1, lettera f) del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, prevede che lo Stato, le regioni e gli enti locali, con riferimento ai titolari di incarichi politici, anche se non di carattere elettivo, di livello statale, regionale e locale, sono tenute a pubblicare una dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero l'attestazione che i titolari di incarichi politici si siano avvalsi esclusivamente di materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito o dalla formazione politica della cui lista hanno fatto parte;

   da fonti di stampa si apprende che soltanto recentemente è stato pubblicato integralmente il rendiconto delle spese elettorali sostenute dall'attuale sindaco del comune di Milano – seppur con l'oscuramento dei dati personali di chi lo ha sostenuto finanziariamente e dello stesso mandatario elettorale – nonostante le consultazioni amministrative si siano svolte nel 2021 –:

   se, alla luce della vicenda segnalata in premessa, non si intendano adottare iniziative di carattere normativo volte a garantire vincoli più stringenti per gli adempimenti in questione e comunque per assicurare piena trasparenza in ordine alle spese sostenute per la propaganda elettorale.
(4-04055)

ISTRUZIONE E MERITO

Interrogazione a risposta in Commissione:


   MANZI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   in data 30 dicembre 2024 la giunta della regione Marche ha approvato la deliberazione avente ad oggetto la «Programmazione della rete scolastica per l'anno scolastico 2025/2026 ai sensi dell'articolo 138 del decreto legislativo n. 112 del 1998, dell'articolo 19, comma 5-ter, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, e del decreto interministeriale n. 127 del 2023»;

   in tale delibera è stato previsto l'accorpamento dell'istituto comprensivo Montessori con l'istituto comprensivo Montalcini, entrambi insistenti nel comune di Chiaravalle, in sostituzione dell'iniziale e previsto accorpamento proposto fra istituto comprensivo di Piandimeleto e quello di Macerata Feltria-Raffaello Sanzio;

   in data 23 dicembre 2024, con delibera di giunta n. 2016, l'ufficio scolastico regionale per le Marche ha trasmesso una proposta che non prevedeva tale accorpamento e che è stata sottoposta al parere della competente commissione consiliare che si è espressa con parere favorevole nella seduta straordinaria n. 190 del 30 dicembre 2024 (parere n. 226 del 2024), e al Consiglio autonomie locali (Cal) che si è espresso, anch'esso, con parere favorevole (prot. 9330/30/12/2024/CRMARCHE/P);

   la suddetta proposta, tuttavia, è stata successivamente modificata disponendo il diverso accorpamento di cui sopra;

   non risultano chiare le ragioni e le motivazioni sottese alla scelta di operare un accorpamento che non tiene conto né dell'importanza dell'autonoma scuola montessoriana a Chiaravalle, né delle intrinseche difficoltà di far convivere nello stesso istituto due metodologie di insegnamento diverse tra loro;

   tale accorpamento, pur lasciando il nome Montessori, di fatto, determinerà il sorgere di una scuola «mista», con un collegio docenti in maggioranza senza abilitazione montessoriana e che pertanto determinerà la perdita dello «status» acquisito nel tempo e faticosamente mantenuto dall'istituto predetto. Il richiamo inserito nella delibera e relativo alla necessità di salvaguardare l'identità montessoriana diventa pertanto poco più che rituale dal momento che, per legge, spetta al collegio docenti e non ai principi di una delibera regionale la determinazione dell'offerta formativa di un istituto scolastico;

   contrariamente a quanto indicato, con tale scelta non è stata tutelata l'offerta formativa montessoriana proprio nell'istituto del comune dove è nata l'illustre pedagogista;

   l'intervento normativo della regione Marche si inserisce in una fase avanzata della finestra temporale dedicata alle iscrizioni per l'anno scolastico 2025/2026 e numerose attività di orientamento sono state già effettuate senza alcuna ipotesi riguardo al disposto accorpamento dei due istituti chiaravallesi;

   al fine di motivare la contrarietà all'accorpamento degli istituti Montessori e Montalcini sono state comunicate per tempo alle istituzioni regionali le delibere di collegio docenti e del consiglio di istituto delle rispettive strutture;

   dalle determinazioni assunte con la delibera regionale emerge che non sono state prese in considerazione le motivazioni contrarie all'accorpamento dei due Istituti Comprensivi;

   secondo l'amministrazione comunale di Chiaravalle «va rilevata l'estemporaneità di un provvedimento preso ad appena un giorno dalla fine del 2024 e dalla scadenza dei termini per le delibere sugli accorpamenti, peraltro in contraddizione rispetto a una precedente bozza del 23 dicembre 2024 in cui non si faceva menzione delle scuole di Chiaravalle» –:

   di quali elementi disponga in ordine a quanto esposto in premessa e se non ritenga altresì necessario adottare iniziative, per quanto di competenza, affinché sia preservata la chiara identità montessoriana dell'istituto che insiste proprio nel comune che ha dato i natali all'illustre educatrice e pedagogista, anche a tutela del diritto all'istruzione e della libertà d'insegnamento.
(5-03311)

Interrogazione a risposta scritta:


   DALLA CHIESA e GATTA. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   con decreto del direttore generale n. 2575 del 6 dicembre 2023, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 è stata bandita la procedura concorsuale per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno;

   il decreto prevede che i candidati vincitori del concorso, privi del titolo di abilitazione sulla specifica classe di concorso sottoscrivano un contratto annuale di supplenza con l'Usr a cui afferisce l'istituzione scolastica scelta durante il quale devono acquisire, in ogni caso, i Cfu/Cfa, ove mancanti, per il completamento del percorso universitario e accademico di formazione iniziale come disposto dalla normativa vigente per il conseguimento dell'abilitazione, con oneri a carico dei partecipanti;

   conseguita l'abilitazione, i docenti sono assunti a tempo indeterminato e sottoposti al periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina la definitiva immissione in ruolo;

   molti dei docenti interessati dalla normativa citata hanno già acquisito i Cfu/Cfa entro la fine del 2024 o li acquisiranno in un momento precedente alla scadenza del contratto annuale di supplenza così che, nel presentarsi di detta circostanza, il suddetto contratto potrebbe essere trasformato sin dall'acquisizione dei crediti in contratto a tempo indeterminato e i docenti interessati potrebbero essere ammessi all'anno di prova in anticipo rispetto alla scadenza e completare – ove possibile – i 180 giorni di servizio effettivo;

   ad oggi la normativa che disciplina la materia non prevede tale possibilità –:

   se il Ministro interrogato non ritenga sia il caso di adottare iniziative di carattere normativo volte a prevedere la trasformazione del contratto annuale di supplenza dei soggetti di cui in premessa in contratto a tempo indeterminato a decorrere dalla data di acquisizione dei Cfu/Cfa mancanti.
(4-04054)

SALUTE

Interrogazione a risposta in Commissione:


   GIRELLI, FURFARO, CIANI, MALAVASI e STUMPO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   il 25 novembre 2024 il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ha emanato un decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2024, che aggiorna, dopo oltre vent'anni, il nomenclatore delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e protesica;

   nel citato decreto interministeriale vengono introdotte nuove tariffe per 1.113 prestazioni su un totale di 3.171;

   secondo quanto sostenuto dal Governo, questo aggiornamento sarebbe finalizzato a garantire l'erogazione uniforme dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) su tutto il territorio nazionale, superando le attuali disomogeneità assistenziali presenti tra i cittadini;

   non sembra, però, che negli aggiornamenti delle tariffe si sia tenuto conto proprio del tempo trascorso, e, quindi, di un aumento dei costi che non può essere tralasciato per consentire una vera sostenibilità del sistema sanitario;

   proprio per questo, a quanto si legge dalla stampa, oltre trecentocinquanta strutture sanitarie hanno presentato ricorso al Tar contro il citato decreto ministeriale. Il 30 dicembre 2024 il Tar del Lazio ha sospeso l'applicazione del succitato decreto, riservandosi di decidere nel merito il 28 gennaio 2025;

   successivamente, però, lo stesso Tar ha annullato la sospensione, consentendo, quindi, un'applicazione sub judice del decreto ministeriale citato;

   a questa situazione che, a parere degli interroganti, è segnale di confusione e imprevidenza da parte del Governo, si aggiunge il caos che si è registrato nei primi giorni di applicazione della nuova norma;

   sempre secondo la stampa, infatti, si sono immediatamente verificati problemi relativi a codici e dizioni che non corrispondono a quanto previsto dalla norma. Inoltre, molti Cup sono stati obbligati a rifiutare le nuove ricette, mentre i pazienti e le loro famiglie erano costretti a stressanti andirivieni per ottenere una prenotazione;

   risulta, inoltre, che sia stato spesso necessario compilare a mano le ricette per l'impossibilità di utilizzo di sistemi informatici bloccati;

   si tratta anche in questo caso di un disastro annunciato, poiché non sembra, sempre secondo i media, che ci si sia preoccupati di adeguare in tempo le infrastrutture tecniche, facendo prevalere una inspiegabile fretta nel voler emanare un provvedimento che attendeva da venti anni e che, quindi, poteva e doveva essere messo a punto in maniera seria e non inutilmente frettolosa –:

   quali iniziative di competenza intenda intraprendere il Ministro interrogato per rispondere alle giuste esigenze portate avanti dagli operatori sanitari relativamente alle tariffe da adeguare;

   quali iniziative di competenza intenda, inoltre, intraprendere per evitare che il caos organizzativo sopra ricordato si ripeta anche causando ulteriori costi, economici e sociali, a carico dei pazienti e delle famiglie.
(5-03315)