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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato B

Seduta di Mercoledì 29 gennaio 2025

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interrogazioni a risposta scritta:


   FRIJIA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il 22 gennaio 2025 il consiglio di amministrazione di Tim ha accertato l'evoluzione positiva delle negoziazioni con il Ministero dell'economia e delle finanze e la società Retelit (gruppo aziendale italiano controllato dalla società spagnola Asterion industrial Partners che opera nel settore delle telecomunicazioni e dei servizi in fibra ottica) concedendo un'estensione fino al prossimo 15 marzo 2025, al fine di definire al meglio le operazioni propedeutiche alla decisione finale della vendita di Sparkle (azienda italiana di telecomunicazioni internazionali) controllata da Telecom Italia spa;

   al riguardo, si evidenzia che il Ministero dell'economia e delle finanze, in collaborazione con Retelit, ha presentato un'offerta vincolante di 700 milioni di euro per l'intero capitale di Sparkle, per la cessione della medesima società specializzata in cavi sottomarini; l'offerta, valida fino al 27 gennaio 2025, mira a trasferire la proprietà di uno dei primi cinque gestori di traffico internet al mondo, nei riguardi di investitori statali e privati che puntano a rafforzare le infrastrutture europee;

   l'interrogante a tal fine, rileva che Sparkle rappresenta una società strategica considerato che attraverso i suoi cavi sottomarini passano i dati sensibili, oltre che per la sovranità e la resilienza dell'ecosistema digitale nazionale;

   la medesima azienda inoltre costituisce il primo fornitore di servizi di telecomunicazioni internazionali in Italia e quinto al mondo per il traffico di internet, grazie ad una rete di 600 mila chilometri di fibra ottica che si estende attraverso l'Europa, l'Africa, il Medio Oriente, l'America e l'Asia, con una presenza commerciale in 32 Paesi;

   a livello globale, si rileva altresì che oltre 420 sistemi di cavi sottomarini (più di 1,8 milioni di chilometri di cavi) collegano più del 99 per cento di tutto il traffico internazionale di dati digitali, con un passaggio chiave nel Mare Mediterraneo, che ospita circa il 16 per cento del traffico mondiale;

   l'interrogante evidenza altresì che nell'ottobre 2024, le infrastrutture e l'importanza dello sviluppo del settore infrastrutturale ed economico dei cavi sottomarini per l'Italia, sono state al centro di un forum italo-libico, il primo ad avere luogo in Libia dopo oltre un decennio, alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Primo Ministro del Governo di unità nazionale libico;

   in relazione alle suesposte osservazioni, l'interrogante rileva inoltre che le recenti dichiarazioni da parte dell'amministratore delegato di Sparkle, Enrico Bagnasco, secondo le quali, il Mediterraneo rappresenta un centro nevralgico per la connettività nel mondo che attraverso il corridoio che collega l'Europa fino al Sud-Est asiatico, confermano come l'azione del Governo Meloni, nell'ambito delle infrastrutture strategiche, si muova nella giusta direzione e rappresenti un punto essenziale per lo sviluppo e la competitività del sistema-Paese, dopo anni di mancati investimenti e ritardi accumulati nel passato –:

   quali valutazioni di competenza il Governo intenda esprimere, con riferimento a quanto esposto in premessa, con particolare riguardo allo sviluppo di infrastrutture strategiche, quali i cavi sottomarini, che rappresentano un'infrastruttura di comunicazione strategica per la connettività e la gestione del traffico internet globale.
(4-04196)


   APPENDINO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   il 21 gennaio 2025 il Governo italiano ha proceduto alla scarcerazione e al rimpatrio, mediante un volo di Stato, di un cittadino libico, il generale Njeem Osama Almasri Habish, accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale;

   la gestione del caso è stata accompagnata da una serie di dichiarazioni contraddittorie da parte dei rappresentanti del Governo, con ricadute evidenti sulla trasparenza e sulla credibilità istituzionale dell'Italia;

   il Governo non ha chiarito quale sia stata la valutazione politica e istituzionale dietro questa decisione e se siano state prese in considerazione le conseguenze di un'azione che ha provocato indignazione a livello nazionale e internazionale;

   questo episodio risulta particolarmente grave alla luce delle ripetute dichiarazioni della Presidente del Consiglio circa l'impegno del Governo italiano nella lotta ai trafficanti di esseri umani –:

   quale sia stata la procedura che ha portato all'autorizzazione del volo di Stato per il rimpatrio del generale Almasri e se la Presidenza del Consiglio dei ministri abbia dato l'autorizzazione;

   quale sia stato il costo complessivo del volo di Stato utilizzato per il rimpatrio del generale Almasri e da quale capitolo di spesa sia stato coperto;

   se la Presidente del Consiglio intenda fornire ogni spiegazione al Parlamento circa le ragioni sottostanti alla liberazione di un ricercato per crimini contro l'umanità e alla conseguente lesione della credibilità dell'Italia nel rispetto del diritto internazionale.
(4-04205)

AFFARI EUROPEI, PNRR E POLITICHE DI COESIONE

Interrogazione a risposta scritta:


   BIGNAMI. — Al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   desta sconcerto la notizia secondo cui l'Unione europea avrebbe «pagato segretamente gruppi ambientalisti per promuovere i piani verdi dell'ex commissario Frans Timmermans»;

   in particolare, secondo quanto rivelato da un'inchiesta del quotidiano olandese De Telegraaf, Bruxelles avrebbe «utilizzato denaro da un fondo per sussidi climatici e ambientali da miliardi di euro» per finanziare una «lobby ombra» al fine di portare le politiche, green in cima all'agenda europea;

   sempre secondo le informazioni riportate nell'inchiesta, «Alle organizzazioni sono stati addirittura assegnati obiettivi per risultati concreti di lobbying presso eurodeputati e Paesi membri», come, ad esempio, una campagna a favore della contestata Nature restoration law, fortemente voluta da Timmermans e «promossa da un'organizzazione coordinata di 185 associazioni ambientaliste»;

   come spiegato al Telegraaf dall'eurodeputato olandese, Dirk Gotink, membro della commissione Bilancio dell'Eurocamera, «C'erano persino liste redatte dalle lobby con nomi di tutti i politici che dovevano essere contattati» e le associazioni coinvolte erano tenute anche a «rendicontare i risultati», come, a esempio, l'European Environmental Bureau, l'organizzazione ombrello europea dell'attivismo green, esplicitamente incaricata di fornire almeno 16 casi in cui il Parlamento europeo ha reso la legislazione verde più ambiziosa grazie alla loro attività lobbistica;

   a giudizio dell'interrogante se la notizia fosse confermata, sarebbe gravissimo e potrebbe essere, purtroppo, solo la punta dell'iceberg di un sistema collaudato che ha, di fatto, influenzato le politiche nazionali dei vari Paesi e sensibilizzato l'opinione pubblica su un tema complesso e su un controverso piano, il Green Deal appunto, ricorrendo all'utilizzo improprio, per usare un eufemismo, di fondi comunitari;

   quello che sembrava essere un approccio ideologico ai temi della transizione energetica si sta rivelando a giudizio dell'interrogante, invece, un approccio monetario che avrebbe impegnato risorse pubbliche non nell'interesse pubblico e degli Stati membri, ma a danno di migliaia di allevatori e contadini, stremati dalle clausole ecologiste del piano, e degli operai delle grandi imprese automobilistiche europee, che stentano a raggiungere gli obiettivi di produzione e vendita di veicoli elettrici imposti dalla Commissione, a vantaggio delle produzioni cinesi;

   pur rispettando il diritto delle lobby ambientaliste di promuovere i loro legittimi interessi, non è ammissibile che le istituzioni utilizzino risorse pubbliche per finanziare segretamente centri di interesse e, soprattutto, indirizzare le priorità politiche dell'Unione europea, promuovendo quella che, a parere dell'interrogante, è sempre apparsa una folle politica ambientale, che ha devastato il sistema industriale nazionale ed europeo con evidenti ripercussioni sul piano occupazionale;

   quello che sta emergendo a livello europeo è un quadro inquietante e sconcertante, che non può lasciare indifferenti e inerti –:

   quali iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano assumere affinché sia fatta piena chiarezza sulla grave vicenda di cui in premessa, al fine di accertare, in particolare, se e quante risorse pubbliche siano state versate a soggetti non istituzionali per condizionare il dibattito pubblico sul piano ambientalista dell'olandese Franz Timmermans, il Green Deal, nonché se tale modus operandi sia stato adottato anche su altri temi europei.
(4-04206)

DIFESA

Interrogazione a risposta in Commissione:


   SCARPA e FASSINO. — Al Ministro della difesa, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   da anni i cittadini di Crocetta del Montello (Treviso) e delle zone limitrofe, in particolare i residenti lungo il fiume Piave, segnalano forti disagi dovuti ai continui sorvoli a bassa quota degli elicotteri militari della base USA di Aviano, che svolgono esercitazioni nell'area delle Grave di Ciano, territorio di elevato pregio ambientale inserito nella Rete Natura 2000;

   tali esercitazioni si svolgono di giorno e di sera, con voli che spesso avvengono a bassissima quota, arrivando all'altezza delle abitazioni e dei borghi rivieraschi, causando forti disagi alla popolazione e interferenze nocive sulla fauna locale, in particolare nei periodi di migrazione e svernamento;

   il rumore generato dai velivoli crea un inquinamento acustico molto intenso, mentre le emissioni derivanti dal consumo di carburante contribuiscono a un ulteriore degrado ambientale;

   il comune di Crocetta del Montello ha inviato una lettera all'ufficio Difesa della base USA di Aviano per chiedere chiarimenti in merito e la riduzione delle esercitazioni, ma non ha ricevuto risposte risolutive;

   la sindaca di Crocetta del Montello, Marianella Tormena, ha dichiarato di voler coinvolgere anche gli altri comuni della zona (come Pederobba, Vidor, Moriago, Sernaglia della Battaglia) per portare la questione all'attenzione del Ministero della difesa, considerato che problemi analoghi si sono verificati anche nel territorio del Meduna, dove una mobilitazione istituzionale ha portato alla riduzione delle attività di volo;

   l'interpellanza svolta in Consiglio comunale della consigliera comunale Lucia Poloniato ha evidenziato il rischio di danni ambientali irreversibili all'ecosistema delle Grave di Ciano, già minacciato e che rischia di essere compromesso ancora di più dall'intensa attività militare nell'area;

   l'assenza di risposte concrete da parte delle autorità militari impone un intervento urgente da parte del Governo, affinché si valuti l'impatto ambientale e sociale delle esercitazioni e si adottino misure adeguate per tutelare la popolazione e il territorio –:

   se il Governo sia a conoscenza della situazione denunciata dai cittadini e dalle amministrazioni locali in merito ai continui sorvoli a bassa quota degli elicotteri militari sulle Grave di Ciano;

   se siano stati condotti studi di impatto ambientale per valutare i danni prodotti dal rumore e dalle emissioni dei velivoli, con particolare riferimento alle interferenze sulle aree protette della Rete Natura 2000;

   se non si ritenga opportuno avviare un'interlocuzione con le autorità militari statunitensi per chiedere una riduzione delle esercitazioni, in linea con le misure adottate in altre zone del Paese che hanno affrontato problematiche simili;

   quali iniziative il Governo intenda adottare per garantire che le attività di volo militare sul territorio nazionale siano svolte nel rispetto della tutela ambientale e della salute dei cittadini.
(5-03440)

GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta scritta:


   PAVANELLI, MORFINO e L'ABBATE. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   la grave e atavica carenza di personale presso gli uffici giudiziari del circondario di Spoleto (tribunale, procura della Repubblica, ufficio di sorveglianza, giudice di pace e Ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti) mette a serio rischio il corretto funzionamento delle strutture;

   non infrequenti sono stati i provvedimenti con i quali il presidente del tribunale è stato costretto, a causa dell'assenza di personale, a disporre la chiusura al pubblico degli uffici preposti al deposito degli atti, ad eccezione di quelli urgenti e/o in scadenza;

   nel settembre 2024, il procuratore generale presso la Corte d'appello di Perugia, Sergio Sottani, ha denunciato la grave scopertura in organico presso gli uffici della procura generale, ottenendo dal Ministero interrogato la pubblicazione di un avviso straordinario rivolto al personale amministrativo ai fini di un'assegnazione temporanea presso la procura di Perugia. Tale intervento, tuttavia, non ha risolto le criticità presenti presso la procura di Spoleto;

   nel maggio 2024, il Ministero interrogato, a seguito di apposita sollecitazione della procura generale di Perugia, ha riconosciuto che il rapporto tra personale amministrativo e di magistratura nell'ufficio requirente di Spoleto rimane inferiore al valore medio nazionale registrato;

   le descritte criticità non possono essere attenuate neanche dalle pregevoli iniziative aventi ad oggetto la sottoscrizione di appositi protocolli di intesa che prevedono la fattiva collaborazione tra istituzioni e associazioni;

   com'è noto, gli uffici giudiziari requirenti non godono del personale dell'ufficio del processo previsto dal PNRR –:

   quali iniziative intenda assumere per porre rimedio alla grave carenza in organico registrata presso tutti gli uffici giudiziari del circondario di Spoleto che mette a rischio il corretto funzionamento delle strutture.
(4-04197)


   DORI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 4 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, prevede l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di adottare il piano triennale dei fabbisogni di personale;

   il piano triennale dei fabbisogni di personale rappresenta un fondamentale strumento di natura organizzativa della pubblica amministrazione, indispensabile per la programmazione triennale delle assunzioni;

   il 16 gennaio 2025 il Ministero della giustizia ha emanato il piano triennale dei fabbisogni di personale relativo all'organizzazione giudiziaria per il periodo 2025-2027;

   il piano, a parere sia della presidente di Confintesa Funzione Pubblica sia dell'interrogante, presenta diverse criticità;

   una delle criticità principali è il riconoscimento implicito della carenza di personale, specialmente nell'Area III, senza tuttavia prevedere soluzioni concrete per colmarla nonché la mancanza di una riforma strutturale per attrarre nuovi lavoratori e trattenere il personale in organico. Il turnover medio di 1.700 cessazioni annue e l'insuccesso delle assunzioni evidenziano la necessità e l'urgenza di riformare il sistema esistente;

   l'ulteriore proroga fino al 2027 del blocco delle progressioni economiche, ferme ormai da 15 anni, rappresenta un duro colpo per la motivazione del personale e incoraggia i lavoratori che da anni fanno parte del comparto giustizia a trasferirsi in altri settori. Anche il mancato rispetto del protocollo d'intesa del 2017 e il rinnovo del Ccni, lasciando così irrisolte le problematiche di inquadramento e valorizzazione del personale, aumenta la demoralizzazione dell'organico attuale;

   il piano prevede inoltre una drastica riduzione dei posti dedicati alle «elevate professionalità» e l'assenza di un piano per valorizzare i direttori interni, andando a favorire i dirigenti esterni a discapito di chi da anni svolge funzioni dirigenziali, spesso senza gli adeguati riconoscimenti;

   ormai da tempo le principali associazioni di categoria chiedono un ampliamento significativo della dotazione organica e la stabilizzazione dei lavoratori del comparto, oltre alla valorizzazione delle figure professionali qualificate esistenti, e il piano triennale presentato sembra ancora una volta andare in tutt'altra direzione –:

   se il Ministro interrogato non intenda rivedere il piano triennale dei fabbisogni di personale 2025-2027 al fine di risolvere le criticità esposte in premessa e garantire una maggiore valorizzazione e stabilità di tutti i lavoratori del comparto giustizia.
(4-04200)

IMPRESE E MADE IN ITALY

Interrogazioni a risposta scritta:


   STEFANAZZI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   Versalis è la società chimica del gruppo Eni impegnata nei settori della petrolchimica e che opera a livello nazionale e internazionale nei settori della chimica di base e degli intermedi, delle materie plastiche, delle gomme e della chimica da fonti rinnovabili;

   lo stabilimento di Brindisi è, da decenni, centrale nell'ambito del ciclo industriale di Eni Versalis;

   Brindisi dispone di uno degli impianti per la produzione di cracking più moderni d'Europa. Tale impianto nell'ambito del piano di razionalizzazione annunciato da Eni e che di fatto comporta un abbandono della chimica di base, sarà chiuso il prossimo aprile;

   il cracking è un processa chimico fondamentale nel settore petrolchimico e cruciale per la produzione di migliaia di prodotti commercialmente richiesti, come benzine, solventi e gas combustibili, nonché per ottenere propilene, etilene e altri idrocarburi leggeri, che sono le materie prime utilizzate per produrre polipropilene, polietilene e PVC, ossia ogni tipo di plastica, per condizioni e settori diversi, indispensabili per ogni tipo di manifattura: dall'edilizia all'automotive, dall'alimentare al biomedicale, dall'agricoltura alla moda;

   come sottolineato da più parti, la chiusura di questi impianti rischia di interrompere una filiera fortemente integrata e altamente specializzata, mettendo a rischio la qualità e la competitività del prodotto italiano, e generando nuove forme di dipendenza produttiva e commerciale con multinazionali estere;

   la chiusura dell'impianto rischia di privare l'area di Brindisi del principale attrattore industriale che, negli ultimi 20 anni, ha permesso la creazione di un polo industriale della chimica;

   anche le parti sociali hanno ripetutamente espresso contrarietà verso la chiusura per le devastanti conseguenze sociali che potrebbero derivarne, sia per i lavoratori diretti dello stabilimento brindisino, sia per le dipendenze delle imprese dell'indotto;

   secondo quanto si apprende da fonti sindacali, Eni avrebbe prospettato la realizzazione per il 2028 di una giga factory, in joint venture con la società Seri Industrial in un'area attualmente libera, adiacente agli impianti di cracking;

   la regione Puglia ha espresso forte preoccupazione per la vertenza riguardante la riconversione dello stabilimento Eni Versalis di Brindisi, chiedendo un rinvio della chiusura dell'impianto e proponendo il mantenimento in attività dello stesso nelle more della realizzazione della giga factory;

   l'area di Brindisi è già da anni oggetto di una forte crisi industriale e occupazionale –:

   se e quali iniziative intendano adottare per salvaguardare i livelli occupazionali dello stabilimento Versalis di Brindisi;

   se intendano, coerentemente con quanto proposto dai sindacati e dalla regione Puglia, sostenere le ragioni di una coesistenza tra l'attuale impianto per il cracking e la realizzazione della giga factory e, nel caso, quali iniziative intendano promuovere a tal fine, ovvero se intendano fornire le motivazioni della contrarietà del Governo a tale ipotesi.
(4-04199)


   ONORI, D'ALESSIO, PASTORELLA e RUFFINO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   il 4 gennaio 2025, durante la trasmissione «Caffè Europa» su Rai Radio 1, dedicata alla divulgazione scientifica sullo spazio, è stato concesso ampio spazio all'intervento dell'astrologo Rino Liuzzi;

   pur riconoscendo che l'oroscopo possa essere considerato una forma di intrattenimento, inserirlo in un contesto dedicato alla scienza – accanto ad interventi di esperti provenienti da istituzioni prestigiose come la European space agency – rischia di generare confusione tra scienza e pseudoscienza;

   tale episodio è stato segnalato anche dal Cica (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze), che da anni si impegna a promuovere il pensiero critico e il metodo scientifico, evidenziando la necessità di un'informazione chiara e rigorosa nei mezzi di comunicazione pubblici;

   il contratto di servizio Rai 2023-2028, stipulato tra la stessa azienda e il Ministero delle imprese e del made in Italy, stabilisce tra i suoi obiettivi principali quelli dell'accrescimento della qualità dell'informazione, della promozione di contenuti educativi e formativi, e della sensibilizzazione del pubblico sull'importanza della conoscenza scientifica attraverso un'informazione rigorosa, puntuale e continuativa –:

   quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire il pieno rispetto dei princìpi sanciti dal contratto di servizio 2023-2028, con particolare riferimento alla promozione di una comunicazione scientifica accurata e di qualità, così da evitare che episodi come quello segnalato si ripetano in futuro e che il servizio pubblico contribuisca a diffondere confusione tra scienza e pseudoscienza.
(4-04207)

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interrogazione a risposta orale:


   BONELLI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare. — Per sapere – premesso che:

   nel 2024 il meridione d'Italia ed in particolare la Sicilia hanno subito gli effetti devastanti di un lungo periodo di carenza idrica, con danni alle colture, agli allevamenti, al turismo e in molte province siciliane è stata, per diversi mesi, effettuata la turnazione dell'acqua potabile;

   con delibera del Consiglio dei ministri 6 maggio 2024 è stato dichiarato per 12 mesi lo stato di emergenza in relazione alla situazione di grave deficit idrico in atto nel territorio della Regione Siciliana;

   la carenza di acqua in Sicilia non è solo dovuta alla drastica diminuzione delle precipitazioni connessa alla crisi climatica in atto – nel 2023 il 22 per cento in meno rispetto alla media degli ultimi vent'anni (dati servizio agro-meteorologico regionale) – ma anche alla mancanza di infrastrutture (dighe non utilizzate o solo parzialmente, assenza/carenza di depuratori e potabilizzatori d'acqua dolce e altro) e ad una rete idrica colabrodo (in Sicilia il 51,6 per cento dell'acqua immessa nella rete si perde – dati Istat);

   in questo contesto appare emblematica la situazione della diga Trinità, situata a Castelvetrano (Trapani), per la quale il Ministro interrogato ha avviato, ad aprile 2024, il procedimento per la limitazione – ulteriore rispetto a quella in atto dal 2022 – o la messa fuori esercizio dell'invaso, richiedendo l'aggiornamento delle verifiche, che hanno confermato gravi carenze di sicurezza in condizioni statiche, sismiche e di piena;

   all'esito di tali verifiche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il 14 gennaio 2025, ha disposto la messa fuori esercizio dell'invaso, da attuarsi mediante la progressiva riduzione dei livelli idrici secondo modalità e precauzioni gestionali che restano nella responsabilità del gestore dell'opera (la Regione Siciliana);

   secondo quanto riportato da organi di stampa da giorni l'acqua dell'invaso viene sversata in mare, alla velocità di 1,5 metri cubi al secondo e in un solo giorno sarebbero stati buttati 130.000 metri cubi di acqua, un'enormità, se si considera che sarebbero bastati per irrigare 80 ettari di vigneti per un'intera stagione;

   il problema era già noto nel 2021, ma nonostante le prescrizioni restrittive del servizio dighe del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risalgano a parecchi anni fa, finora niente è stato fatto nonostante, con delibera Cipe 54/2016 veniva approvato il Piano operativo FSC 2014-2020 per la messa in sicurezza delle infrastrutture in Italia, prevedendo tra l'altro interventi di manutenzione e messa in sicurezza proprio della diga Trinità –:

   quali iniziative intendano assumere i Ministri interrogati, per quanto di competenza, per assicurare il pieno ripristino della funzionalità della diga Trinità, quali iniziative di competenza siano state messe in campo per garantire il funzionamento della rete idrica, considerato che in molti paesi siciliani l'acqua potabile arriva ogni 10-15 giorni e quali misure intendano adottare per prevenire ulteriori crisi idriche nella regione.
(3-01698)

Interrogazioni a risposta in Commissione:


   AMENDOLA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   le organizzazioni sindacali della Fillea Cgil della Filca Cisl e della Feneal (Uil di Basilicata hanno lanciato un forte allarme circa la realizzazione nei tempi previsti della infrastruttura ferroviaria Ferrandina-Matera;

   in particolare la preoccupazione verte sui 95 milioni di euro mancanti per il completamento dell'opera;

   temono che questo possa pregiudicare gli interventi previsti che tra l'altro sono molto complessi vista la particolarità orografica del territorio sul quale insiste il progetto;

   si registra una oggettiva lentezza rispetto alla fase esecutiva dei lavori che ricordiamo dovrebbero completarsi entro il 2026;

   stessa preoccupazione le organizzazioni sindacali evidenziano anche per gli interventi sul tratto compreso tra Grassano e Bernalda lungo la tratta Potenza-Metaponto che rischiano di ritardare la riapertura del tratto e procrastinare i disagi in corso per utenza;

   si chiede trasparenza anche per le procedure in merito al reclutamento del personale alla formazione e alla sicurezza –:

   quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere il Governo al fine di attivare un tavolo istituzionale di confronto con le istituzioni territoriali e le organizzazioni sindacali per avere un cronoprogramma effettivo degli interventi e per tutte le altre risposte alle questioni riportate in premessa, considerata la rilevanza delle opere in oggetto.
(5-03442)


   GHIO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   il tema della viabilità e della riduzione del traffico è di cruciale importanza per la zona dell'abitato della intera piana di Ceparana, soprattutto per quanto riguarda il traffico pesante e non locale;

   nell'area interessata da questo progetto risiedono 30.000 abitanti ed operanti 4.000 attività produttive che danno lavoro ad oltre 6.000 addetti;

   dopo il tragico crollo del ponte di Albiano nel 2020 si è avuta la realizzazione delle rampe autostradali l'anno successivo: un'opera importante e positiva per il nostro territorio. Tuttavia, il casello autostradale portava con sé un effetto collaterale: l'eliminazione del collegamento fra ponte sul fiume Magra e rotonda, introducendo una pericolosa curva a destra, al termine di un rettilineo di quasi un chilometro, per riversare il traffico su via Giarizzo e quindi al centro di Ceparana facendo venir meno una delle finalità principali dell'opera;

   ad inizio estate 2024 è stato raggiunto un accordo fra provincia della Spezia e Concessioni del Tirreno (ex Salt) per il progetto di raccordo fra il nuovo ponte Ceparana – Santo Stefano Magra e la rotonda sulla SS 330 (oggi nota anche come «rotonda del tandem»);

   la fine dei lavori della bretella Ceparana-S.Stefano Magra è prevista nell'estate del 2025;

   Anas a breve potrebbe acquisire dalla provincia della Spezia la gestione di questa nuova viabilità, che di fatto collegherà due strade statali, la SS 62 della Cisa e la SS 330 del Buonviaggio –:

   come si intenda procedere e quali siano i soggetti coinvolti per realizzare il collegamento tra la curva di arrivo della bretella a Ceparana e la rotatoria sulla SS 330 del Buonviaggio.
(5-03443)


   GHIO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   la strada statale 586 della Val d'Aveto in provincia di Genova è un collegamento fondamentale tra i 9 comuni della Val d'Aveto, della Valle Sturla e di alcuni comuni della Val Trebbia con la costa, e rappresenta quindi la principale via di transito per le persone che ogni giorno si spostano per motivi di lavoro, studio o altro;

   questa strada, da molti anni, è soggetta a fenomeni di dissesto idrogeologico significativi, che hanno comportato chiusure totali, cantierizzazioni e semaforizzazioni, determinando tempi di percorrenza notevolmente superiori rispetto alla norma;

   problematiche simili si riscontrano da anni anche sulla strada statale 654 della Val Nure, che collega la Val d'Aveto alle province di Parma e Piacenza;

   nel caso della statale 654, queste problematiche hanno portato a cantieri di lunga durata, superiori agli otto anni, come per il tratto compreso tra il chilometro 74,310 e il chilometro 77,100 all'altezza del bivio per Gavadi, nel territorio comunale di Santo Stefano d'Aveto;

   queste arterie viarie costituiscono un collegamento essenziale per una zona come la Val d'Aveto, che si trova in una posizione geografica poco collegata dal sistema dei trasporti e distante dai grandi centri, e che necessita quindi di particolare attenzione per il mantenimento di presidi territoriali strategici e fondamentali per la cura del territorio –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza dell'esistenza di un piano di monitoraggio del dissesto per queste strade, realizzato da Anas, e, eventualmente, quali siano le tempistiche e gli interventi previsti da tale piano;

   quali siano le ragioni per cui il cantiere della strada statale 654, in prossimità del bivio per Gavadi, rimanga aperto da otto anni;

   se siano previsti interventi di ammodernamento del tracciato della strada statale 586 a partire dalla rettifica di alcuni tratti caratterizzati da curve senza soluzione di continuità.
(5-03444)

Interrogazioni a risposta scritta:


   CARMINA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare. — Per sapere – premesso che:

   negli ultimi anni la Sicilia è stata colpita da una grave crisi idrica che ha messo a rischio l'approvvigionamento di acqua per la popolazione e le attività agricole e zootecniche, fondamentali per l'economia regionale;

   le cause risiedono in un insieme di fattori quali il calo delle precipitazioni, le elevate temperature e diverse carenze nella gestione delle risorse idriche. Queste ultime, in particolare, risultano responsabili della dispersione di oltre il 50 per cento dell'acqua;

   la descritta situazione ha determinato, con delibera del Consiglio dei ministri del 6 maggio 2024, la dichiarazione dello stato di emergenza in relazione alla situazione di grave deficit idrico in atto nel territorio della Regione Siciliana;

   parallelamente, presso i comuni maggiormente a rischio siccità, è stato attivato il razionamento dell'acqua, con la riduzione della portata delle forniture idriche dal 10 al 45 per cento, con il coinvolgimento di circa 2 milioni di persone e impatti significativi sull'agricoltura del territorio;

   nonostante il perdurare di tali criticità, non risultano attualmente in fase di adozione interventi strutturali volti a migliorare la capacità degli invasi siciliani, a limitare le perdite della rete idrica, ovvero destinate al completamento di dighe incompiute;

   parimenti inadeguata risulterebbe la messa in attività di nuovi dissalatori che avrebbero tempi di realizzazione incompatibili con le immediate necessità di approvvigionamento e, al contempo, una produzione insufficiente rispetto al fabbisogno necessario;

   recentemente, con provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche, è stata disposta «la messa fuori esercizio» dell'invaso di Trinità, situata a Castelvetrano (Trapani), a causa di gravi preoccupazioni riguardanti la tenuta antisismica dell'invaso avviandone, di fatto, il progressivo sversamento in mare con conseguente perdita di 100 mila metri cubi di acqua al giorno;

   lo svuotamento della diga Trinità avrà gravissime ripercussioni sull'economia locale e sull'intero settore agricolo delle province di Trapani e Agrigento, già gravato da significativi cali produttivi in vigneti e uliveti provocati dalla scarsità d'acqua;

   non risultano essere state avviati interventi di messa in sicurezza volti a garantire l'operatività della diga –:

   se non intenda assumere iniziative di competenza per prevedere un immediato stanziamento economico volto a finanziare interventi urgenti necessari a garantire la messa in sicurezza e la piena funzionalità della diga Trinità;

   in vista della stagione estiva, attraverso quali interventi ritenga di dovere provvedere ad incrementare la portata degli invasi siciliani e a migliorare la qualità degli impianti idrici siciliani responsabili della perdita di oltre il 50 per cento delle risorse idriche a disposizione.
(4-04198)


   GHIRRA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   come è noto la Sardegna, a causa della conformazione insulare, è strutturalmente vincolata al trasporto aero-navale, la cui efficienza è indispensabile per la tutela del diritto alla mobilità;

   negli ultimi anni si è assistito a un graduale ma inesorabile aumento delle tariffe del trasporto marittimo e al contestuale peggioramento delle condizioni di viaggio riservate al traffico passeggeri ma anche ai vettori commerciali; in relazione a questi ultimi, di recente notizie di stampa hanno riportato dei disagi correlati ai rilevanti rincari delle tariffe che sarebbero dovuti alla Ets (Emission trading system), una tassa introdotta a livello europeo per disincentivare la produzione di CO2 e di altri gas inquinanti;

   in particolare, la normativa europea finalizzata alla conversione in chiave ecologica dei sistemi di propulsione delle navi, prevede un complesso sistema di assegnazione delle quote di emissioni e restituzione entro il 30 settembre dell'anno seguente delle quote eccedenti, che si applica alla totalità delle emissioni delle navi secondo un piano di monitoraggio verificato da un verificatore esterno;

   a parere dell'interrogante, la previsione è sicuramente positiva nell'intento della tutela ambientale, ma, non temperata da alcuna misura, si è trasformata nell'ennesimo aumento posto a carico del settore del trasporto merci;

   sulla medesima questione l'interrogante aveva posto una interrogazione a risposta in commissione (n. 5-01808 dell'11 gennaio 2024) rivolta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che risulta essere ancora in corso, evidenziando come gli aumenti di costi per gli armatori si riverberassero direttamente sulle tariffe rivolte agli operatori commerciali, anche se, com'è noto, le compagnie di navigazione continuano e registrare incrementi di fatturato in un regime che è di sostanziale oligopolio;

   le stime evidenziano nel primo trimestre del 2025, un incremento del 30 per cento delle tariffe, il che significa che per le tratte strategiche come Olbia-Livorno e Cagliari-Livorno, gli aumenti ammonteranno rispettivamente a 197,20 euro e 217,60 euro per viaggio;

   questi rincari, se non mitigati, raggiungeranno il picco nel 2026, quando le compagnie marittime saranno tenute a coprire il 100 per cento delle emissioni, trasferendo integralmente i costi sulle imprese locali;

   il così descritto scenario minaccia di portare al collasso molte imprese già duramente provate dalla condizione di insularità, che rende la Sardegna particolarmente vulnerabile ai costi di trasporto;

   a parere dell'interrogante, risulta indifferibile un intervento normativo che limiti lo strapotere di quello che è a tutti gli effetti un oligopolio armatoriale e introduca strumenti di controllo delle tariffe che consentano di ammortizzare questi aumenti incontrollati, così come avviene in molte regioni insulari europee –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della vicenda descritta in premessa e se siano in corso attività di monitoraggio rivolte in particolar modo alla valutazione degli effetti della normativa Ets sul trasporto da e verso le isole;

   quali iniziative urgenti intendano adottare al fine di assicurare che la continuità territoriale marittima, anche con riguardo al trasporto merci verso la Sardegna, sia ripristinata nel pieno rispetto del principio di eguaglianza, del diritto alla mobilità e di continuità territoriale.
(4-04202)

INTERNO

Interrogazioni a risposta scritta:


   ASCARI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   nel periodo compreso tra metà luglio e fine agosto 2024 si sono verificati 5/6 incendi che hanno colpito i terreni di alto valore commerciale di proprietà dell'imprenditore agricolo signor V.L., residente a Orta Nova (Foggia);

   i terreni in questione, situati a circa un chilometro dall'abitato di San Ferdinando di Puglia (Barletta-Andria-Trani), cittadina notoriamente considerata ad alta densità mafiosa, rappresentano una risorsa di grande importanza economica e strategica per l'attività imprenditoriale;

   tali episodi, per frequenza e modalità, destano fondati sospetti di atti dolosi riconducibili a dinamiche intimidatorie o di pressione criminale, tipiche delle organizzazioni mafiose operanti nel territorio;

   il ripetersi di episodi di questo tipo potrebbe costituire un grave danno economico per l'imprenditore e per l'intero tessuto economico locale, già provato dalla presenza di fenomeni criminali diffusi;

   è necessario tutelare gli imprenditori che operano in modo onesto, garantendo loro sicurezza e supporto nella denuncia di eventuali intimidazioni o atti di ritorsione mafiosa –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra descritti e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire la tutela personale e patrimoniale dell'imprenditore agricolo e della sua attività, prevenendo ulteriori episodi di questo tipo;

   se sia previsto un potenziamento delle attività di sorveglianza e controllo nella zona di San Ferdinando di Puglia, anche attraverso il rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine e il ricorso a strumenti tecnologici avanzati, come sistemi di videosorveglianza;

   quali iniziative siano state pianificate per incoraggiare gli imprenditori locali a denunciare eventuali atti di intimidazione o ritorsione, garantendo loro adeguata protezione e supporto, prevedendo al contempo l'istituzione di un tavolo di coordinamento con le autorità locali e le associazioni di categoria per contrastare in modo efficace tali dinamiche.
(4-04191)


   ASCARI e CHERCHI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   recenti notizie di cronaca hanno evidenziato la presenza di attività criminali riconducibili alla mafia nei lidi ferraresi, con particolare riferimento a infiltrazioni nei settori turistico, commerciale e dei servizi;

   tali attività, se confermate, potrebbero compromettere l'economia legale, la sicurezza pubblica e l'immagine turistica di una zona che rappresenta un'importante risorsa economica per la regione Emilia-Romagna;

   studi e indagini precedenti hanno già segnalato la tendenza delle organizzazioni mafiose a infiltrarsi nelle attività economiche di aree turistiche, approfittando di contesti caratterizzati da un'elevata circolazione di denaro e da una minore attenzione rispetto ai grandi centri urbani;

   l'eventuale presenza della criminalità organizzata potrebbe determinare un grave danno al tessuto socio-economico locale, minando la fiducia dei cittadini e degli imprenditori;

   è essenziale rafforzare le attività di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata nelle aree costiere e turistiche, con particolare attenzione alla tutela degli operatori economici onesti e dei cittadini –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti riportati e quali, per quanto di competenza, risultanze siano emerse dalle attività di monitoraggio e contrasto della criminalità organizzata nei lidi ferraresi;

   quali iniziative intenda adottare per intensificare la presenza delle forze dell'ordine e potenziare le attività investigative volte a contrastare le infiltrazioni mafiose nell'area;

   se non ritenga opportuno istituire un tavolo permanente di coordinamento tra le forze dell'ordine, le autorità locali e le associazioni di categoria per rafforzare la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata;

   quali iniziative siano previste per supportare le attività economiche locali e tutelare gli imprenditori che operano in modo trasparente, proteggendoli da eventuali pressioni o intimidazioni da parte di organizzazioni criminali;

   se il Governo intenda promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e ai turisti per informarli sui rischi derivanti dalle attività illecite e sulle modalità per collaborare con le autorità segnalando comportamenti sospetti.
(4-04192)


   DORI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il Superbonus 110 e una misura introdotta dal decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 77 del 2020 noto come «Decreto rilancio», che eleva al 110 per cento l'aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, installazione di impianti fotovoltaici, infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici e interventi antisismici. La disciplina è stata più volte modificata nelle successive leggi di bilancio;

   questo incentivo fiscale, concepito per rilanciare l'edilizia e affrontare la crisi causata dalla pandemia di COVID-19, ha avuto l'obiettivo di modernizzare il patrimonio edilizio nazionale, rendendolo più sostenibile ed efficiente, e allo stesso tempo stimolare la ripresa del settore delle costruzioni;

   la misura ha generato effetti positivi in numerose realtà italiane, riqualificando piccoli e grandi condomini, creando nuovi posti di lavoro nel settore edile e contribuendo a migliorare la qualità del patrimonio abitativo e l'efficienza energetica di molti edifici;

   purtroppo, questa agevolazione non ha avuto un esito positivo per circa 980 famiglie residenti a Pieve Emanuele (Milano), nei condomini di via dei Pini, via Mascagni e via Roma, e 166 famiglie residenti a Lacchiarella (Milano), nei condomini di via Togliatti e via Aspertini, che hanno utilizzato la misura per aumentare di due classi energetiche gli edifici ed apportare modifiche antisismiche, per un totale di 217 milioni di euro di contributi;

   i lavori, iniziati nel luglio del 2021, avrebbero dovuto concludersi entro nove mesi. Tuttavia, ad oggi, le palazzine sono ben lontane dal completamento e i lavori non sono stati portati a termine a causa di inadempimenti da parte dell'azienda appaltatrice;

   la cattiva gestione ha avuto gravi ripercussioni sulle famiglie che, come appreso da fonti di stampa, vivono in edifici non terminati, con balconi inagibili e in alcuni casi, con cavi elettrici penzolanti e lasciati scoperti sulle loro teste, creando gravi rischi per la sicurezza personale;

   l'amministrazione comunale di Pieve Emanuele ha preso prontamente iniziative a sostegno dei cittadini e delle cittadine, richiedendo l'intervento del Prefetto di Milano. Su richiesta di quest'ultimo, il sindaco ha ricevuto l'incarico di istituire un tavolo di confronto e di lavoro con l'obiettivo di favorire il dialogo tra condomini, amministratori e ditta appaltatrice. Da alcuni mesi gli incontri si svolgono regolarmente, con la redazione di un verbale firmato da tutti i partecipanti che viene successivamente inoltrato al Prefetto. Questi incontri sono finalizzati a monitorare costantemente lo stato di avanzamento dei lavori;

   la scadenza dei lavori relativi al Superbonus 110, fissata per il 31 dicembre 2025, fa prevedere che, nonostante gli sforzi degli amministratori di condominio e della ditta appaltatrice per individuare soluzioni alternative, i lavori non saranno completati entro il termine stabilito;

   Circa 1000 famiglie, da ormai quattro anni, vivono in condizioni di costante pericolo e disagio, con situazioni di degrado igienico-sanitario, e temono di dover sostenere personalmente cifre elevatissime per portare a termine i lavori –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione e se intendano, per quanto di competenza, adottare iniziative volte a superare situazioni di degrado quali quella segnalata in premessa, anche valutando la possibilità di adottare iniziative normative volte a consentire una proroga per il termine dei lavori.
(4-04194)


   FURGIUELE. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   nel comune di Lamezia Terme (CZ) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle elezioni amministrative del 31 maggio 2015 ed è stato eletto sindaco al ballottaggio Paolo Mascaro; il sindaco eletto Paolo Mascaro è stato proclamato dal Tribunale di Lamezia Terme in data 16 giugno 2015;

   con il decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 dicembre 2017, n. 298, è stato disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme e la gestione del comune è stata affidata ad una commissione straordinaria;

   con la sentenza del Tar Lazio n. 2386/2019, il consiglio comunale è stato reintegrato il 28 febbraio 2019 per essere nuovamente sospeso con ordinanza del Consiglio di Stato, su istanza di sospensione inaudita altera parte proposta dall'Avvocatura di Stato in data 23 marzo 2019;

   il 10 novembre 2019 si è tenuto il turno di elezioni amministrative nel comune di Lamezia Terme ed è stato eletto sindaco al ballottaggio Paolo Mascaro; il sindaco eletto Paolo Mascaro è stato proclamato dal Tribunale di Lamezia Terme in data 5 dicembre 2019;

   ai sensi dell'articolo 51, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000 «Chi ha ricoperto per due consecutivi la carica di sindaco e di presidente della provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente ricandidabile alle medesime cariche»;

   non risulta chiaro se nel caso di specie possa essere applicata tale causa ostativa –:

   se il Ministro interrogato, per quanto di competenza, con riferimento a casi quale quello esposto in premessa, possa fornire chiarimenti in merito all'eventuale candidabilità ovvero all'incandidabilità ex articolo 51, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000.
(4-04204)

ISTRUZIONE E MERITO

Interrogazione a risposta in Commissione:


   MANZI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito, al Ministro dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   appare grave quanto emerso dalla nuova inchiesta del team di Backstair di Fanpage, dal titolo «La cattiva scuola», sul mercimonio dei titoli utili per i punteggi nelle graduatorie provinciali per le supplenze, le Gps;

   tale inchiesta mostra le falle di un sistema non adeguatamente strutturato e controllato che rischia di creare un grave vulnus per ciò che riguarda il rilascio e le certificazioni di titoli di servizio falsi e i titoli di sostegno acquisiti all'estero in università semisconosciute;

   il Ministro competente ha dato una prima risposta con una nota, rinnovando «l'impegno del Ministero dell'istruzione e del merito per il contrasto a tutti i fenomeni di illegalità che danneggiano il sistema scolastico»;

   inoltre, ha anche annunciato un esposto in Procura, in quanto «parte lesa», «nella ferma intenzione di contrastare ogni illegalità, che vedrebbe il Ministero parte lesa», dando «mandato agli uffici di presentare esposto alla Procura della Repubblica per indagare su eventuali reati commessi. Qualora fossero accertate responsabilità di docenti, questi saranno immediatamente depennati a titolo definitivo dalle Gps»;

   si ritiene che oltre una necessaria azione di controllo – indispensabile ma non sufficiente – sia urgente mettere in campo interventi che privilegino la qualità del percorso di formazione docente e non la semplice acquisizione di titoli, verificando chi offre i percorsi di formazione, sia in Italia che all'estero, le modalità con cui si realizzano, valorizzando e promuovendo la formazione in presenza –:

   quali specifiche iniziative concrete intenda attuare di fronte a una situazione che compromette la qualità dell'insegnamento e mette a rischio la legalità e la serietà dei percorsi di formazione dei docenti.
(5-03441)

Interrogazione a risposta scritta:


   PASTORINO. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   in una nota il Ministro dell'istruzione e del merito ha annunciato: «secondo gli ultimi dati ufficiali del Ministero, sono stati assunti 6.544 docenti idonei ai concorsi 2020. Smentite ancora una volta le fosche e strumentali previsioni dell'opposizione», facendo riferimento ai concorsi ordinari del 2020, DD n. 498 e 499 del 21 aprile 2020;

   tuttavia, i dati sono stati puntualmente contraddetti dal comitato IdoneInsieme – Gm2020 secondo cui: «Gli idonei 2020 assunti sono 3.587, solamente il 7,9 per cento del contingente nazionale», infatti, i docenti idonei 2020 erano in tutto tra i 25 e i 30 mila, pertanto, ne restano ancora tra i 22 mila e i 27 mila senza lavoro;

   gli idonei del concorso del 2020 realmente assunti sarebbero, dunque, tremila in meno rispetto alla cifra dichiarata dal Ministero, per raggiungere la quale è probabile che siano stati erroneamente conteggiati anche gli immessi dalle graduatorie di merito Gm16 e Gm18 ed i vincitori 2020 che ancora attendevano l'immissione in ruolo;

   è necessario che sia fatta chiarezza, per rispetto dei docenti in attesa di assunzione e che vengono puntualmente «superati» dai vincitori dei nuovi e successivi concorsi del Piano di ripresa e resilienza, rischiando di aumentare la precarietà, per combattere la quale era stato indetto proprio il concorso del 2020;

   la falla nel metodo di reclutamento dei docenti nel sistema italiano appare evidente e a pagarne le spese sono gli insegnanti e gli alunni, sottoposti a una didattica discontinua, procrastinare la assunzione dei docenti idonei significa ancora una volta agire a danno delle famiglie, del percorso scolastico di tante studentesse e studenti che hanno necessità di professori certi e presenti con continuità nel tempo per la loro formazione –:

   se intenda fornire un report dettagliato sulle immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2024/25 e quali iniziative intenda adottare al fine di tutelare i docenti idonei al concorso 2020 e le loro legittime aspettative di immissione in ruolo, nel rispetto del criterio cronologico relativo alle graduatorie di merito.
(4-04203)

LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Interrogazione a risposta orale:


   BARZOTTI, CAROTENUTO, AIELLO e TUCCI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   già da tempo i lavoratori dei call center sono in forte agitazione e in mobilitazione perché il nuovo contratto collettivo nazionale (Ccnl) firmato il 4 dicembre 2024 da Assocontact e Cisal, è in realtà un vero e proprio attacco ai diritti acquisiti, segnando «un pericoloso passo indietro di oltre 15 anni» per il settore delle telecomunicazioni, secondo quanto affermato dai principali sindacati dei lavoratori;

   «Assocontact – dichiarano in un comunicato unitario di Sic, Fistel e UilCom – dopo aver tergiversato per 9 mesi osservando a distanza la trattativa, taglia corto ed esce allo scoperto sottoscrivendo un contratto in dumping. Un Ccnl sottoscritto con una organizzazione sindacale non rappresentativa del settore, che riconosce aumenti salariali irrisori per i prossimi 3 anni, dimenticandosi che le lavoratrici ed i lavoratori hanno un contratto scaduto da 2 anni, dopo un periodo in cui l'inflazione ha galoppato con percentuali a doppia cifra». L'aumento in busta paga è di appena 7,42 euro, ai quali si aggiungono 42 euro dopo 18 mesi. È quindi ben più basso di quello richiesto dalle tre sigle confederali nella trattativa con l'Asstel. Inoltre, fanno notare i sindacati, le ore di permesso passeranno da 104 ad appena 48. Ancora, mentre il contratto delle telecomunicazioni prevede che l'indennità di maternità viene integrata al 100 per cento, il contratto Assocontact-Cisal prevede un'integrazione graduale che scende al 50 per cento e poi scompare;

   secondo i sindacati più rappresentativi, dunque, il nuovo Ccnl rappresenta una vera e propria regressione sui diritti dei lavoratori dei «call center» poiché, in un comparto già duramente penalizzato nelle proprie tutele, si riducono ulteriormente i permessi retribuiti (che diminuiscono 104 ore annuali a sole 48) compromettendo la possibilità di assentarsi per esigenze personali; anche con riguardo alla malattia se ne riducono le tutele, riducendo l'integrazione economica per i primi tre giorni fino all'azzeramento totale;

   secondo quanto riferito dagli stessi sindacati, gli incrementi salariali immediati sono di soli 7,42 euro mensili (6,50 euro per i co.co.co.), mentre l'incremento di 42 euro è rinviato ad anni successivi, per un totale di circa 50 euro su cinque anni. A ciò si aggiunge anche l'eliminazione degli scatti di anzianità; è evidente come l'incalzare dell'inflazione renderà oltretutto nulli questi incrementi irrisori. Con il nuovo contratto salta anche la clausola sociale ed ogni tutela occupazionale per quei lavoratori, la maggior parte, che hanno il loro futuro appeso agli appalti;

   i sindacati Sic Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil non hanno esitato a definire il contratto «un grave colpo per la categoria» e hanno anche denunciato che la firma dell'accordo da parte di sindacati minori e non realmente rappresentativi lede la rappresentanza di tanti lavoratori, ponendo quindi dei dubbi di legittimità sull'accordo –:

   se sia a conoscenza di quando si intenda rivedere l'Accordo contrattuale dei lavoratori dei call center, per dare alla predetta categoria di lavoratori la dignità che merita, garantendo loro un salario minimo dignitoso;

   quali iniziative di competenza si intendano adottare per ripristinare, nel caso di specie e in qualsiasi ulteriore tavolo contrattuale, le corrette e appropriate regole della rappresentatività sindacale affinché i lavoratori siano effettivamente rappresentati nei loro diritti, come sancito dall'articolo 39 della Costituzione.
(3-01699)

Interrogazioni a risposta in Commissione:


   FOSSI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   in data 21 gennaio 2025 il Gruppo Brunswick, proprietario di Navico RBU dal 2021, ha notificato via Pec l'attivazione della procedura di licenziamento collettivo di tutti i 27 dipendenti e la chiusura del sito di Montagnana Val di Pesa nel territorio comunale di Montespertoli (Firenze);

   l'azienda Navico RBU, esistente dal 1981, è in positivo, genera utili e rappresenta un punto di riferimento in termini di know-how e competenze;

   la scelta del licenziamento collettivo e della chiusura del sito è motivata esclusivamente dalla strategia della proprietà di ridurre i costi e aumentare i margini attraverso lo spostamento dell'attività produttiva in Messico, rappresentando un duro colpo non solo per i dipendenti e le loro famiglie, ma anche per il tessuto produttivo del territorio;

   in data 22 gennaio 2025 si è svolto il primo incontro dell'unità di crisi presso la regione Toscana;

   in quella sede i rappresentanti dell'azienda si sono limitati a prendere atto della richiesta di ritiro della procedura di licenziamento collettivo senza rispondere nel merito ma, di fatto, solo prendendo tempo;

   in data 24 gennaio 2025 si è svolto un incontro presso il comune di Montespertoli, insieme alla Fiom CGIL, in cui l'amministrazione comunale ha preso posizione a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie al fine di percorrere ogni strada possibile per il mantenimento del sito produttivo;

   l'unità di crisi di regione Toscana ha convocato nuovamente le parti per il giorno giovedì 6 febbraio 2025, incontro al quale è stata richiesta la presenza diretta dell'azienda –:

   se il Ministero interrogato, anche alla luce della già avvenuta apertura del tavolo di crisi regionale, intenda attivarsi immediatamente mettendo in campo ogni iniziativa di competenza utile a ottenere la revoca dei licenziamenti e a scongiurare un esito così inammissibile sul piano sociale ed economico.
(5-03439)


   MARINO, BARBAGALLO, PORTA e IACONO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   si apprende dalla stampa che il consiglio di amministrazione dell'Inps, con delibera numero 137 del 18 dicembre 2024, ha disposto la chiusura dell'Agenzia di Barcellona Pozzo di Gotto (città metropolitana di Messina);

   in tale documento è stata ribadita la necessità di una rimodulazione delle sedi della Sicilia e mantenuta la presenza dell'Inps a Milazzo, dove sarà istituita un'agenzia complessa, che assorbirà parte dei comuni che fino ad oggi facevano riferimento agli uffici di Barcellona Pozzo di Gotto;

   qualora tale notizia fosse confermata, si tratterebbe di una grave penalizzazione del territorio dove già, nel corso degli ultimi anni, molte strutture pubbliche sono state fortemente ridimensionate;

   Barcellona Pozzo di Gotto è il secondo comune della Città metropolitana di Messina per numero di abitanti e la chiusura della sede comporterà gravissimi problemi per i cittadini, utenti e dipendenti, in particolar modo delle fasce deboli;

   gravi criticità coinvolgeranno inevitabilmente anche il tessuto produttivo del territorio, le cui aziende dovranno rinunciare ad un presidio significativo per le attività quotidiane;

   i disagi riguarderanno quindi gran parte dei comuni limitrofi e vicini, i cui residenti saranno costretti a spostamenti maggiori per raggiungere la sede Inps più vicina;

   le associazioni sindacali e la comunità locale hanno subito criticato con decisione la chiusura di tale sede Inps chiedendo ai vertici dell'Istituto nazionale di previdenza sociale di tornare sui propri passi e chiesto alle istituzioni locali, regionali e nazionali, di operarsi per salvare gli uffici territoriali;

   un medesimo provvedimento di chiusura della sede Inps di Barcellona Pozzo di Gotto era stato infatti disposto nell'anno 2023, ma le proteste delle istituzioni territoriali, ad ogni livello, ne avevano bloccato l'iter –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di bloccare l'iter della chiusura della sede Inps di Barcellona Pozzo di Gotto ed evitare conseguentemente alla popolazione coinvolta difficoltà e disagi.
(5-03445)

Interrogazioni a risposta scritta:


   MALAVASI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   il 30 novembre 2024 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea la direttiva (UE) 2023/2668 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 novembre 2023 che modifica la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all'esposizione all'amianto durante il lavoro;

   come è noto, l'amianto è un agente cancerogeno altamente pericoloso ancora diffuso in molti settori, quali la ristrutturazione edilizia, l'attività estrattiva, la gestione dei rifiuti e la lotta antincendio, in cui i lavoratori sono ad alto rischio di esposizione;

   la direttiva rientra nel Piano europeo di lotta contro il cancro, poiché ben il 78 per cento dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri dell'Unione europea sono correlati all'amianto;

   se inalate, infatti, le fibre di amianto presenti nell'aria possono provocare gravi malattie come il mesotelioma e il cancro del polmone, e i primi segni della malattia possono manifestarsi in media anche 30 anni dopo l'esposizione;

   tra le principali novità introdotte dalla direttiva si segnalano nuovi valori limite di esposizione (da 0,1 a 0,01 fibre di amianto per centimetro cubico), con un'ulteriore riduzione da attuarsi a partire dal 21 dicembre 2029, la necessità di valutare, sempre a partire dal 21 dicembre 2029, anche le cosiddette fibre sottili (di larghezza inferiore a 0,2 micrometri), l'obbligo di misurazione delle fibre di amianto nell'aria del luogo di lavoro a intervalli regolari durante specifiche fasi operative, nonché nuovi requisiti in materia di formazione dei lavoratori esposti descritti dall'Allegato 1-bis;

   le nuove norme riducono in modo considerevole gli attuali valori limite per l'amianto e prevedono modalità più accurate per misurare i livelli di esposizione basate sulla microscopia elettronica, un metodo più moderno e sensibile. Inoltre, prevedono azioni di prevenzione negli interventi di manutenzione, ristrutturazione o demolizioni di vecchi edifici contenenti amianto o sospettati di essere contaminati. Estendono la possibilità di esposizione a amianto per il personale dei Vigili del Fuoco e dei servizi di emergenza ed anche addetti alla ricostruzione in Paesi terzi coinvolti in scenari di guerra. Nonché sostegno tecnico ai datori di lavoro (piccole e medie imprese) per attuare la direttiva stessa;

   la direttiva 2023/2668, dunque, intende inasprire la legislazione dell'Unione europea a maggior tutela dei lavoratori dai rischi dell'amianto e introduce l'utilizzo di un metodo più moderno e sensibile per il conteggio delle fibre di amianto, ovvero la microscopia elettronica (EM);

   la direttiva, entrata in vigore il 20 dicembre 2023, deve essere recepita dall'Italia entro il 21 dicembre 2025 –:

   quale sia attualmente lo stato e l'iter volto all'applicazione della direttiva in oggetto e, se non ritengano necessario, vista anche la complessità della materia, istituire un gruppo tecnico di lavoro ministeriale;

   se non ritengano opportuno, poiché l'Italia, a partire dal lontano 1992, ha emanato numerose e importanti norme tecniche in materia di amianto, sfruttare questa occasione, per estendere al gruppo tecnico il compito di produrre indicazioni utili alla stesura di un testo unico sull'amianto, che vada ad armonizzare le tante norme in materia, a volte anche non coerenti tra loro, emesse da diversi Ministeri nel corso degli anni.
(4-04193)


   GRIMALDI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la Yazaki Europe Limited Italia, multinazionale giapponese che produce cablaggi per automotive, il 4 dicembre 2024 ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 52 dei 75 dipendenti operativi all'interno della sede torinese di Grugliasco (Torino);

   l'azienda rappresenta un'altra realtà della filiera del gruppo Stellantis precipitata in una crisi strutturale ed irreversibile legata all'assenza di commesse che hanno determinato un grave crollo del fatturato (-40 per cento nel solo 2024) e facilmente imputabile alla situazione in cui versa Maserati;

   a causa della natura irreversibile della crisi dichiarata dall'azienda durante la trattativa sindacale non è stato possibile individuare ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione o i contratti di solidarietà, adeguati alla situazione;

   nonostante la legge di bilancio per l'anno 2022 abbia ampliato la platea di lavoratori destinatari dei trattamenti di integrazione salariale, permangono ancora difficoltà nel garantire tutele adeguate ai lavoratori delle piccole e medie imprese dell'indotto automotive;

   la regione Piemonte, nell'ambito di una più ampia strategia regionale volta a rilanciare l'occupazione e a sostenere i lavoratori in difficoltà che chiedono legittimamente la dignità del lavoro, ha previsto dei fondi regionali, anche a fondo perduto, a tutt'oggi capienti dedicati al sostegno al reddito e alla riqualificazione dei lavoratori colpiti da crisi aziendali;

   i licenziamenti avviati dalla Yazaki si sommano a una situazione di crisi generalizzata nel settore automotive del Piemonte, che colpendo centinaia di lavoratori e lavoratrici in numerose aziende di dimensioni medio-piccole rischia, in assenza di prospettive immediate di ricollocazione, di compromettere gravemente la dignità e la stabilità economica delle famiglie coinvolte –:

   se non ritenga di doversi attivare, per quanto di competenza, per garantire un sostegno concreto alle lavoratrici ed ai lavoratori di Yazaki, anche promuovendo il coinvolgimento della regione Piemonte e attraverso il ricorso alle risorse di cui in premessa, affinché siano destinate a misure di tutela del reddito, formazione e riqualificazione professionale per i lavoratori licenziati.
(4-04201)

SALUTE

Interrogazione a risposta scritta:


   MORASSUT e PRESTIPINO. — Al Ministro della salute, al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. — Per sapere – premesso che:

   il PNRR ha destinato alla Missione salute 15,63 miliardi di euro, pari all'8,16 per cento dell'importo totale, per sostenere importanti riforme e investimenti a beneficio del Servizio sanitario nazionale da realizzare entro il 2026;

   il decreto del Ministero della salute 23 maggio 2022, n. 77, ha previsto la definizione di modelli standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale includendovi case e ospedali di comunità;

   nel suddetto decreto è stata prevista l'attivazione di case di comunità definite come luoghi fisici e di facile individuazione ai quali i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e sociosanitaria e di ospedali di comunità (odc), strutture sanitarie di ricovero che afferiscono alla rete di offerta dell'assistenza territoriale e svolgono una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di evitare ricoveri ospedalieri impropri o di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell'autonomia e più prossimi al domicilio;

   la regione Lazio, come evidenziato all'interno del Piano operativo regionale – investimenti missione 6 salute dell'aprile 2024, proprio nell'ottica del PNRR, ha previsto investimenti volti a rafforzare la capacità di erogazione di servizi e prestazioni sul territorio, destinati in modo particolare alla popolazione con cronicità, grazie al potenziamento e alla realizzazione di strutture territoriali, l'estensione dell'assistenza domiciliare, il coordinamento tra setting di cura, al fine di garantire la continuità dell'Assistenza, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con i servizi socio-sanitari;

   per raggiungere le suddette finalità è stata prevista la ristrutturazione di 20 case della comunità e la riconversione di 2 ospedali di comunità all'interno dell'Asl Roma 2 da terminare entro il 2026;

   nell'ambito degli interventi programmati, i servizi di sanità locale previsti nel territorio del Municipio Roma VIII hanno una centralità geografica per il quadrante e sopperiscono a un ritardo storico del territorio, registrato da parte delle istituzioni competenti, circa la dotazione di strutture adeguate all'assetto dei servizi sanitari territoriali;

   in particolar modo, risulta di fondamentale importanza il recupero dell'edificio fatiscente sito in Via Cerbara, di proprietà dell'Istituto romano di San Michele, che dovrebbe essere rigenerato per diventare casa di comunità e ospedale di comunità e, dunque, snodo centrale della sanità territoriale;

   ad oggi il territorio del Municipio VIII è l'unico all'interno del comune di Roma a non disporre di alcuna struttura adibita a casa di comunità e, dunque, assume ancor più rilievo la realizzazione entro i tempi stabiliti della riqualificazione delle strutture citate –:

   quale sia nell'ambito dell'attuazione del PNRR il cronoprogramma e l'aggiornamento circa l'intervento di realizzazione della casa di comunità e dell'ospedale di comunità di Via Cerbara e del resto degli interventi da realizzarsi sul territorio del Municipio Roma VIII.
(4-04195)

Apposizione di una firma ad una interrogazione.

  L'interrogazione a risposta in Commissione Braga e altri n. 5-02438, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 28 maggio 2024, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Simiani.

Pubblicazione di un testo riformulato.

  Si pubblica il testo riformulato della mozione Scutellà n. 1-00372, già pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta n. 392 del 4 dicembre 2024.

   La Camera,

   premesso che:

    il 9 settembre 2024, Mario Draghi ha presentato, in una conferenza stampa congiunta con la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il rapporto strategico intitolato «Il futuro della competitività europea» («The future of European competitiveness»): tale rapporto – commissionatogli all'incirca un anno prima – contiene un'analisi approfondita delle sfide economiche e geopolitiche che l'Europa è chiamata ad affrontare in un contesto globale, sempre più frammentato e in rapido mutamento; in questo scenario, l'Europa si trova in una posizione particolarmente vulnerabile rispetto ad altre grandi economie come Stati Uniti e Cina;

    il rapporto – che è stato presentato da Draghi al Parlamento europeo il 17 settembre 2024 – è articolato in due parti: la prima parte, «Parte A», suddivisa in una prefazione e sei capitoli, espone la strategia di competitività per l'Europa nel suo complesso; la seconda, «Parte B», suddivisa in due sezioni, dedicate, rispettivamente, a determinate politiche settoriali (dieci capitoli) e orizzontali (cinque capitoli) dell'Unione europea, contiene un'analisi approfondita di ciascuna di esse, indicando gli obiettivi da raggiungere e proponendo le iniziative da adottare;

    il tema della competitività era stato già affrontato nel corso del Consiglio europeo dell'ottobre 2024, riunione in cui i leader dei Paesi membri, a seguito delle conclusioni dell'aprile 2024 e in linea con l'Agenda strategica 2024-2029, hanno chiesto maggiori sforzi per rafforzare la competitività dell'Unione, potenziare la resilienza economica di quest'ultima, assicurarne il rinnovamento industriale e realizzare appieno il potenziale del mercato unico, garantendo condizioni di parità a livello sia interno che mondiale;

    la Presidente von der Leyen ha quindi confermato, negli orientamenti politici per la Commissione europea 2024-2029, la volontà di seguire le raccomandazioni del rapporto Draghi nel prossimo mandato della Commissione, di nuova nomina. Anche le lettere di incarico indirizzate da von der Leyen a ciascun candidato alla carica di Commissario recano l'invito ad attingere, per le parti di competenza, alla visione ed alle proposte della relazione Draghi sul futuro della competitività europea;

    a conferma della volontà politica della nuova Commissione europea di orientare il corso legislativo 2024-2029 sulla base delle raccomandazioni del rapporto Draghi e in continuità con il suddetto report, vi è l'annuncio della stessa Presidente von der Leyen della presentazione ufficiale – il 29 gennaio 2025 – della cosiddetta «Bussola per la Competitività UE» (Competitiveness Compass), un documento programmatico con l'intento dichiarato di rilanciare industria, finanza e mercato unico dell'Unione europea sulla spinta di una forte deregolamentazione funzionale all'economia, con il rischio di un adeguamento dell'agenda di sostenibilità all'industria e non più viceversa;

    nonostante la condivisibilità della necessità di un rafforzamento della competitività europea, nel documento programmatico annunciato dalla von der Leyen preoccupa l'accento posto dalla nuova Commissione su una presunta «semplificazione» che rischia di far arretrare gli impegni sulla sostenibilità e sulle politiche green, in cambio di un'accelerazione economica, così come l'assenza dalla Bussola per la Competitività di temi centrali per il raggiungimento di una piena ed effettiva competitività a livello UE tra gli Stati membri, quali l'avvio di una politica fiscale dell'Unione europea e la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, una problematica che drena risorse preziose agli Stati membri e che mina la sopravvivenza stessa delle nostre piccole e medie imprese;

    alla base della nuova strategia industriale dell'Unione europea, delineata nel documento di Draghi e che confluirà nelle linee guida per il mandato della Commissione Ue dei prossimi cinque anni, viene posto l'accento, in particolare, sull'esigenza di rafforzare l'industria della difesa, così come nel rapporto è contenuto l'auspicio che sempre maggiori fondi europei vengano destinati allo sviluppo di questo settore per allentare la dipendenza da fornitori stranieri, Stati Uniti inclusi; la difesa viene vista come uno dei settori strategici per il futuro dell'Europa, così come quelli dell'energia e dei semiconduttori; sulla necessità di maggiori sforzi nel campo della difesa il rapporto ricalca peraltro quanto già scritto precedentemente da Enrico Letta nel suo documento sul futuro del mercato unico dell'Unione europea, presentato in occasione del Consiglio europeo straordinario del 17-18 aprile 2024;

    in particolare, il rapporto Draghi evidenzia come negli ultimi anni il radicale mutamento dello scenario geopolitico innescato dalla guerra in Ucraina e, più in generale, dall'instabilità globale, abbia fatto emergere le vulnerabilità di sistema dell'Unione europea: le dipendenze dall'esterno, soprattutto per gli approvvigionamenti di energia e materie prime critiche, il ritardo nell'innovazione, i costi dell'energia, la mancanza di manodopera specializzata, l'assenza di una difesa comune, la frammentazione perdurante del mercato interno e in particolare del mercato dei capitali, un modello di governance inadeguato, gli andamenti demografici non più in grado di sostenere la domanda interna;

    a queste vulnerabilità, secondo il rapporto, occorre rispondere in via prioritaria aumentando la produttività, preservando, al contempo, il modello sociale europeo, mediante un coordinamento forte di tutte le politiche europee (industriali, commerciali, fiscali, estere) e un loro riorientamento;

    per raggiungere questi obiettivi dell'Unione europea, in primis digitalizzazione, decarbonizzazione e maggiore capacità di difesa, il rapporto stima necessari almeno 750-800 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi annui, pari al 4,4-4,7 per cento del Pil dell'Unione europea nel 2023. La quota di investimenti dell'Unione europea dovrebbe passare dall'attuale 22 per cento circa del Pil a circa il 27 per cento, invertendo un declino pluridecennale nella maggior parte delle grandi economie dell'Unione. Per sbloccare gli investimenti privati, si propone di costruire una vera e propria unione dei mercati dei capitali e di completare l'unione bancaria; per gli investimenti pubblici, si prospetta di istituire, nel quadro del prossimo bilancio dell'Unione europea, un «pilastro della competitività» e di considerare l'emissione regolare di asset di debito comune per consentire progetti di investimento congiunti tra gli Stati membri;

    da un'analisi complessiva del rapporto, emerge come lo stesso non risponda in maniera adeguata e sufficiente alle sfide future che attendono l'Unione nei prossimi anni: se appare pienamente condivisibile l'obiettivo di finanziare importanti progetti d'investimento per rendere l'Europa più competitiva, anche attraverso il ricorso all'emissione di nuovo debito comune europeo, l'accento posto dal rapporto sul rafforzamento della difesa europea lascia presagire la trasformazione da un'Europa di pace verso una vera e propria economia di guerra, basata su strategie tese a promuovere la formazione di un «complesso militare-industriale» europeo; preoccupa altresì l'assenza di riferimenti nel rapporto alla necessità di avviare politiche fiscali più efficaci per contrastare l'elusione e l'evasione fiscale da parte dei giganti del web;

    non si può inoltre sottacere come l'esistenza di giurisdizioni non cooperative a fini fiscali e di regimi fiscali dannosi, non solo a livello europeo – si veda il caso della Gran Bretagna e della Svizzera – ma anche tra gli stessi Stati membri dell'Unione europea – tra cui Irlanda, Paesi Bassi e Lussemburgo, veri e propri paradisi fiscali all'interno dell'area euro che si avvantaggiano di tali pratiche facendo registrare elevatissimi tassi di crescita – costituiscano una minaccia alla competitività europea e mettano a rischio la stessa tenuta dell'Unione. Tali pratiche di dumping fiscale comportano gravi perdite finanziarie per gli Stati membri dell'Unione europea: basti pensare che il costo dell'elusione dell'imposta sulle società è attualmente stimato a 500 miliardi di dollari all'anno e che tale riduzione del gettito fiscale è particolarmente problematica nel contesto della ripresa dalla crisi sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia da COVID-19 e del finanziamento della transizione verde;

    inoltre, con la rimozione dei limiti della Banca europea per gli investimenti agli investimenti militari e delle limitazioni della finanza europea per le industrie belliche, con la revisione dei parametri della finanza etica, si asseconda un completo stravolgimento del quadro regolatorio europeo in direzione di una transizione, non più «green», ma militare,

impegna il Governo:

1) a promuovere, con particolare riferimento all'Agenda strategica 2024-2029, il modello sociale ed economico europeo, che funga da stimolo alla transizione verde e digitale dell'Unione europea, nonché a sostegno di una politica comune di investimento nella ricerca e nell'innovazione nell'ambito dei settori economici ritenuti strategici, al fine di garantire la competitività dell'Unione a lungo termine e favorire altresì la competitività delle imprese e sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate;

2) con riferimento alla «Bussola sulla competitività», ispirata al rapporto Draghi e che guiderà il prossimo ciclo istituzionale europeo, a monitorare attentamente le politiche di deregolamentazione annunciate dalla Presidente della Commissione europea von der Leyen affinché non si traducano in alcun modo in un arretramento sugli impegni assunti con il Green Deal o in un'inversione di marcia sugli obiettivi dell'agenda per lo sviluppo sostenibile, in cambio di una presunta semplificazione, e venga altresì salvaguardato il Pilastro europeo dei diritti sociali;

3) anche al fine di aumentare la competitività europea, a sostenere, nell'Agenda politica della nuova Commissione, la proposta di trasformare il programma NextGenerationEU in uno strumento permanente, da finanziare attraverso il bilancio europeo, con la conseguente istituzione di nuove fonti di entrate nella forma di risorse proprie dell'Unione europea e l'inclusione dell'emissione di debito comune europeo come strumento stabile, finalizzati a sostenere l'impegno comune per il rafforzamento degli investimenti nella produzione di «beni pubblici» europei considerati prioritari, quali la salute, l'istruzione, la ricerca, l'innovazione, la sicurezza e la transizione energetica, scongiurando al contempo l'ipotesi di un eventuale ricorso all'emissione di eurobond per finanziare le capacità di difesa europee, al fine di assicurare all'Unione europea un proprio spazio fiscale autonomo, capace di avviare una politica economica anti-ciclica;

4) ad adottare iniziative volte a scongiurare altresì qualsiasi tentativo di aumentare i finanziamenti di beni a scopo militare, come armi e munizioni, anche attraverso una ferma opposizione all'ipotesi di ampliamento della portata degli investimenti della Banca europea per gli investimenti rispetto all'attuale definizione di dual use, dando, al contrario, priorità al finanziamento di progetti che vadano a beneficio dell'ambiente e della società, affrontando la crisi del costo della vita e l'emergenza climatica;

5) a fronte della concorrenza fiscale sleale perpetrata a livello europeo e delle pratiche di dumping fiscale messe in atto da alcuni Stati membri dell'area euro, ad intraprendere, con urgenza, tutte le necessarie iniziative di contrasto nei confronti dei paradisi fiscali cosiddetti legalizzati all'interno dell'Unione, opponendosi a quelle forme di concorrenza fiscale altamente dannose per l'economia reale e adoperandosi, allo stesso tempo, per una riforma del quadro normativo dell'Unione europea che assicuri condizioni concorrenziali effettive e più incisive tra gli Stati membri, così come una tassazione efficace ed equa dell'economia digitale, nonché a porre in essere gli adeguati provvedimenti per mitigare gli effetti sull'economia unionale delle pratiche fiscali sleali poste in essere dagli stati transfrontalieri o già appartenenti all'Unione europea;

6) a sostenere, nell'ambito del rafforzamento del mercato unico europeo e dell'unione dei mercati dei capitali, la proposta istitutiva di una tassa unica sul capitale quale strumento di una nuova fiscalità europea improntata a criteri di welfare comune, che scoraggi la competizione interna sleale tra gli Stati membri e si delinei quale baluardo alla gestione condivisa delle crisi;

7) a promuovere in sede europea l'adozione di iniziative di competenza volte a introdurre da parte dei singoli Stati forme straordinarie di contribuzione per il settore dell'industria della difesa, considerati gli utili eccezionali conseguiti negli ultimi anni, peraltro destinati a crescere ulteriormente, considerato il mutato contesto geopolitico internazionale sempre più insicuro e la politica di difesa dell'Unione europea.
(1-00372) «Scutellà».

Trasformazione di documenti del sindacato ispettivo (ex articolo 134, comma 2 del Regolamento).

  I seguenti documenti sono stati così trasformati su richiesta dei presentatori:

   interrogazione a risposta scritta Ghio e Orlando n. 4-03613 del 16 ottobre 2024 in interrogazione a risposta in Commissione n. 5-03443;

   interrogazione a risposta scritta Ghio n. 4-03772 del 12 novembre 2024 in interrogazione a risposta in Commissione n. 5-03444.