XIX LEGISLATURA
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Interrogazione a risposta scritta:
BIGNAMI, ANTONIOZZI, GARDINI, MONTARULI, RUSPANDINI e DONZELLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:
recentemente veniva depositata dall'Onorevole Bonifazi un'interrogazione parlamentare per sapere «se in ragione di quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 dicembre 2007, la Presidente del Consiglio dei ministri abbia ricevuto gioielli, regali, doni di rappresentanza di valore superiore ai 300 euro [...], quali, da chi, in quali occasioni, di quale importo e quale destinazione abbia loro riservato», chiedendo altresì di «fornire l'elenco dei doni ricevuti dal 1° novembre 2022»;
il 18 marzo 2025 la Presidenza del Consiglio, tramite il Ministro per i rapporti con il Parlamento, ha dato riscontro all'interrogante, depositando presso la Presidenza della Camera dei deputati l'elenco dettagliato dei doni ricevuti dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal 22 ottobre 2022 alla data di deposito dell'interrogazione;
la documentazione, a disposizione presso la Presidenza della Camera per la consultazione dei deputati interessati, riporta il numero di duecentosettantatrè doni, catalogati in un registro con l'annotazione della data, autore del dono e breve descrizione, anche fotografica; tali doni sono custoditi dagli uffici competenti della Presidenza del Consiglio, a norma del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 dicembre 2007 –:
se intenda fornire l'elenco dettagliato di tutti i doni ricevuti dai Presidenti del Consiglio dei ministri in carica dal 22 febbraio 2014 al 22 ottobre 2022.
(4-04934)
AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE E FORESTE
Interrogazione a risposta scritta:
ANDREA ROSSI, MARINO, VACCARI, FORATTINI e ROMEO. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:
il Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) costituisce uno strumento essenziale per il settore agricolo italiano, in quanto punto di riferimento e interfaccia primaria per la gestione delle pratiche amministrative obbligatorie e delle comunicazioni istituzionali da parte delle aziende agricole;
il comparto vitivinicolo italiano, che rappresenta una delle principali eccellenze del made in Italy e una voce significativa per l'economia del Paese, si affida quotidianamente al Sistema informativo agricolo nazionale per operazioni strategiche e altamente regolamentate, come la registrazione delle fasi di vendemmia, imbottigliamento, commercializzazione e controllo delle pratiche enologiche, essenziali per la tracciabilità e la qualità dei prodotti;
negli ultimi giorni, diversi operatori del comparto vitivinicolo segnalano alcuni malfunzionamenti del Sistema informativo agricolo nazionale, con particolare riferimento alla sezione dei registri vitivinicoli. Disservizi che impedirebbero alle aziende di completare nei tempi previsti la comunicazione obbligatoria dei dati al Ministero, con conseguenti ritardi che rischierebbero di tradursi in sanzioni amministrative per le aziende interessate;
diverse aziende vitivinicole non sono state in grado di trasmettere correttamente i dati richiesti per rispettare le tempistiche di legge, con la conseguenza che numerose aziende sono ora in una condizione di incertezza operativa e a rischio di penalizzazioni;
incertezze e ritardi che si stanno verificando in un momento particolarmente delicato per il settore vitivinicolo, coincidente con il periodo della vendemmia, con le attività di imbottigliamento, con le difficili condizioni di mercato e le crescenti pressioni concorrenziali; momenti cruciali per le cantine italiane che necessitano di strumenti operativi affidabili per rispettare gli standard produttivi e normativi richiesti a livello nazionale ed europeo;
questi problemi tecnici, se non risolti con tempestività, potrebbero comportare un danno economico e d'immagine per le aziende italiane, già esposte a competizioni internazionali e attese a rispondere a normative rigorose in tema di tracciabilità, qualità del prodotto e adempimenti fiscali e sanitari;
la situazione ha sollevato preoccupazione tra gli agricoltori e i produttori, che richiedono una risposta rapida ed efficace per superare le criticità e garantire la piena operatività del sistema, a tutela della loro capacità di competere e della reputazione del settore –:
quali interventi urgenti intenda adottare per garantire l'efficienza e la piena operatività dei registri vitivinicoli e degli altri servizi digitali indispensabili per il settore;
se non ritenga necessario e urgente convocare un tavolo di confronto con la partecipazione del Ministero, di Agea e di tutti i principali attori della filiera agricola, per individuare e implementare soluzioni concrete e immediate che consentano alle aziende vitivinicole di procedere con le attività di imbottigliamento e commercializzazione senza ulteriori ritardi;
se il Ministro interrogato stia valutando iniziative volte all'introduzione di misure compensative o agevolazioni temporanee a favore delle aziende colpite da questi malfunzionamenti, al fine di evitare che esse incorrano in sanzioni o subiscano penalizzazioni economiche a causa dei ritardi nella trasmissione dei dati dovuti all'inefficienza del sistema.
(4-04922)
AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA
Interrogazione a risposta scritta:
ILARIA FONTANA. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
l'amianto rappresenta ancora oggi un rilevante problema ambientale e sanitario in Italia, nonostante la messa al bando con la legge n. 257 del 1992;
il Piano nazionale amianto (Pna), approvato nel 2013, costituisce lo strumento fondamentale per il coordinamento delle attività di censimento, bonifica, smaltimento, formazione, comunicazione e sorveglianza sanitaria;
tale piano, tuttavia, necessiterebbe di periodici aggiornamenti per fare fronte alle nuove criticità emergenti ed essere pienamente efficace in termini di priorità e risultati ottenuti;
le ultime notizie riportate dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, per quanto riguarda il 2024, a parere dell'interrogante evidenziano che, nonostante i progressi compiuti nella ricognizione e mappatura dell'amianto grazie al contributo di Ispra e del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa), sono ancora presenti numerose criticità sia nella raccolta omogenea dei dati che nella programmazione delle bonifiche stesse;
la mappatura annuale aggiornata dell'amianto, relativa all'anno di rilevazione 2024, non è ancora stata pubblicata ad oggi;
secondo quanto riportato da il Fatto Quotidiano e da altre fonti, la quantità di amianto ancora presente sul territorio nazionale e ancora elevata e richiede tempi di intervento tempestivi, soprattutto per quanto concerne la protezione della salute nei luoghi pubblici come scuole e ospedali e nei luoghi di lavoro;
il fondo per la rimozione dell'amianto dagli edifici pubblici, istituito presso il Ministero dell'ambiente, ha registrato un'elevata adesione da parte degli enti locali ma ha mostrato anche limiti per effetto delle risorse limitate, dimostrandosi quindi non pienamente sufficiente a rispondere in modo adeguato al fabbisogno effettivo delle pubbliche amministrazioni;
l'aggiornamento della mappatura dell'amianto rappresenta uno strumento essenziale per orientare le azioni da intraprendere e quelle prioritarie –:
se e quando il Governo intenda procedere con l'aggiornamento del Piano nazionale amianto, tenendo conto delle criticità e delle raccomandazioni espresse nel recente documento del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica;
quali siano le tempistiche previste per la pubblicazione della mappatura nazionale dell'amianto aggiornata all'anno di rilevazione 2024;
se siano previsti nuovi stanziamenti o un rifinanziamento strutturale del fondo per la rimozione dell'amianto da edifici pubblici.
(4-04925)
CULTURA
Interrogazione a risposta scritta:
SCARPA. — Al Ministro della cultura, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nell'ambito della missione 1, componente 3, investimento 2.1, prevede interventi a favore della rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici, con particolare attenzione a contesti demograficamente fragili e marginali, così come delineato nell'avviso pubblico del 20 dicembre 2021 – linea B;
tra i progetti finanziati risulta quello del comune di Setteville (Belluno) in località Quero Vas, per un importo di euro 132.600, finalizzato alla realizzazione di un «Centro Fai – Fondo ambiente italiano», comprensivo di spazi socio-culturali, un ristorantino/caffè e un punto vendita di prodotti locali;
nelle interrogazioni consiliari del settembre e novembre 2024 e in quella di aprile 2025, il gruppo di opposizione «Insieme per Crescere» ha sollevato plurime criticità rispetto alla coerenza dell'intervento con gli obiettivi del Pnrr;
in particolare, si evidenzia che l'area interessata non presenta le caratteristiche proprie di un «borgo storico» come richiesto dall'avviso, risultando in gran parte moderna o ristrutturata, senza continuità morfologica storica e priva di elementi identitari diffusi;
non risulta documentata alcuna condizione di marginalità economica o demografica rilevante: l'area è ben connessa, densamente abitata e priva di indicatori di crisi;
l'inserimento di un'attività commerciale (detta ristorantino) all'interno del progetto solleva dubbi di coerenza con le finalità culturali dell'investimento e con le condizioni di non concessione di aiuti selettivi, risultando inoltre marginale lo spazio dedicato al punto informativo Fai come indicato dalle linee guida europee e nazionali;
permangono interrogativi sulla procedura di gara per l'affidamento dei servizi tecnici, in quanto tutte le offerte economiche sono risultate identiche al valore minimo consentito dal bando (euro 130.000);
le interrogazioni comunali hanno inoltre posto dubbi sull'utilizzo di documentazione tecnica non aggiornata (relazione geologica 2018), sulla carente valutazione igienico-sanitaria, sulla validazione progettuale da parte del Rup sull'adeguatezza degli spazi di parcheggio, con rischio di violazioni urbanistiche;
nonostante le relazioni tecniche prodotte (Dnsh, Cam, rischio climatico, gestione rifiuti), resta da chiarire se le condizioni normative e ambientali siano state effettivamente rispettate e monitorate in fase istruttoria –:
se i ministri interrogati siano a conoscenza del progetto in oggetto e delle criticità emerse;
se il Ministro della cultura, in qualità di amministrazione titolare della misura, abbia effettuato i controlli e gli accertamenti di competenza sulle attestazioni, laddove trasmesse, del soggetto attuatore in relazione al progetto di cui in premessa, al fine di verificare l'espletamento, da parte del medesimo, degli ordinari controlli previsti dalla normativa vigente e della verifica di regolarità e ammissibilità della spesa al Pnrr, nonché del rispetto degli altri obblighi previsti negli atti di assegnazione dei finanziamenti del Pnrr;
se sia stato verificato, nella selezione del progetto, il possesso da parte del borgo di Quero Vas dei requisiti storici, morfologici e socio-economici previsti per l'accesso all'investimento 2.1, linea B, con particolare attenzione all'eventuale compatibilità della demolizione della struttura attuale della «Casa delle Associazioni» con la previsione del primo punto, capitolo 5, compreso nelle «Linee di indirizzo sulle modalità attuative dell'intervento 2.1, MIC3 Turismo e Cultura del Pnrr» i cui progetti sono da realizzarsi «attraverso: – il riuso adattivo e funzionale»;
se sia stato verificato il rispetto del principio Dnhs e dell'applicazione dei Cam, nonché la coerenza con il divieto di concessione di vantaggi economici selettivi;
se siano stati svolti controlli sul rispetto della normativa tecnica e amministrativa in materia di validazione progettuale, procedure di gara, urbanistica e destinazioni d'uso;
se il Ministero dell'economia e delle finanze nella sua funzione di coordinamento del Pnrr intenda verificare, per quanto di competenza, eventuali scostamenti dalle condizioni di finanziabilità previste dal dispositivo europeo.
(4-04923)
DIFESA
Interpellanza:
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della difesa, per sapere – premesso che:
l'ex stabilimento Winchester, di Anagni, già destinato alla produzione di munizioni e dismesso nei primi anni 2000, è oggi nella disponibilità della società Knds Ammo Italy S.p.A., multinazionale attiva nel settore armamenti e già presente a Colleferro;
il sito si trova all'interno del Sito di interesse nazionale (Sin) bacino del fiume Sacco, un'area gravemente compromessa sul piano ambientale, sanitario e produttivo, oggetto da anni di interventi di bonifica e messa in sicurezza;
dopo una fase di demilitarizzazione, in corso da tempo, il sito risulta oggetto di un nuovo progetto industriale volto alla produzione di nitrogelatina, un esplosivo derivato dalla nitroglicerina, da trasferire successivamente presso l'altro stabilimento Knds di Colleferro per la produzione di polveri da artiglieria;
tale riconversione sarebbe finanziata con 40 milioni di euro provenienti dal regolamento europeo Act in Support Ammunition Production, destinato a rafforzare il comparto munizionamento a fini bellici;
da fonti ufficiali e giornalistiche emerge che il processo di demilitarizzazione del sito sarebbe stato sospeso, senza un chiaro quadro normativo, strategico e ambientale condiviso con i territori;
la popolazione e le amministrazioni locali hanno espresso forti preoccupazioni per l'impatto ambientale e sanitario della riconversione, per la mancata trasparenza della procedura e per scarsa trasparenza e confronto sulle scelte industriali e strategiche che investono direttamente il futuro di più territori;
in una recente interrogazione alla Commissione VIII ambiente, territorio, lavori pubblici della Camera dei deputati (atto 5-03848), si sollevavano interrogativi sugli impatti ambientali e di sicurezza, ma il Ministero competente ha rinviato ogni valutazione ad altri enti quali il Ministero dell'interno per quanto concerne gli impianti di cui alla Direttiva Seveso, senza affrontare le implicazioni di ordine strategico e politico –:
quale sia l'indirizzo politico del Ministero interpellato rispetto alla riconversione di ex siti bellici situati in aree ad alto rischio ambientale, e se intenda promuovere produzioni civili e sostenibili in alternativa alla destinazione esclusivamente militare;
se il Ministero interpellato consideri il sito un'infrastruttura di rilevanza strategica o critica, alla luce delle produzioni previste e dei finanziamenti UE destinati a scopi militari;
se non ritenga urgente proporre una moratoria sulle attività di riconversione, almeno fino al completamento delle bonifiche previste dal Sin, e istituire una cabina di regia interministeriale che garantisca coordinamento, trasparenza e partecipazione democratica ai processi decisionali.
(2-00599) «Ilaria Fontana».
Interrogazione a risposta scritta:
CASU. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
nei giorni 8 e 9 maggio 2025 l'Aeronautica Militare italiana organizza la seconda edizione della conferenza internazionale sulla potenza aerospaziale intitolata «Fighting and Winning in the Sky Beyond the Next Decade»;
nel panel del 9 maggio 2025 «Evolving Space Domain», è previsto anche l'intervento di Stephanie Bednarek, Vicepresidente Commercial Sales di SpaceX profilo direttamente interessato alla vendita dei servizi offerti a soggetti pubblici e privati;
notizie di stampa hanno affermato che vi sia una trattativa in stato avanzato tra il Governo italiano e SpaceX, nella quale, tra l'altro, potrebbe essere prevista anche la fornitura all'Italia di una serie di servizi di comunicazione per le forze armate italiane;
rispondendo all'interrogazione a risposta immediata n. 3-01640 a firma Fratoianni e altri, presentata il 7 gennaio 2025 e discussa in Aula il giorno successivo, il Ministro interrogato affermava tra l'altro che «in ambito nazionale, a livello militare, detti servizi vengono erogati grazie a sistemi in orbita geostazionaria Sicral che sono affidabili, ma offrono una copertura geografica e banda limitate. Ne consegue che la Difesa è interessata – anzi obbligata, forse – a integrare tale capacità con quelle fornite da satelliti in orbita bassa, che offrono maggiore continuità, copertura e minor tempo di latenza (...). Sussiste, quindi, l'esigenza di studiare e valutare ogni soluzione tecnicamente atta a fornire le capacità quantomeno nelle more del completamento dei programmi proprietari e/o di collaborazione (...)» –:
se il Ministro interrogato, per quanto di competenza possa chiarire a quale titolo sia stata prevista la partecipazione della vicepresidente di Commercial Sales di SpaceX e se questa azienda sia uno sponsor dell'evento e/o se sia intenzione del Governo utilizzare gli accordi commerciali già avviati per la clientela privata anche per l'estensione di eventuali forniture in ambito pubblico e di difesa;
inoltre, se il Ministro interrogato possa chiarire quale tipo di intese siano state sottoscritte tra SpaceX e il Ministero della difesa per l'organizzazione dell'evento e relativamente al tema sopra ricordato e quale sia lo stato di avanzamento degli studi e delle valutazioni annunciati dal Ministro lo scorso 7 gennaio 2025.
(4-04926)
GIUSTIZIA
Interrogazione a risposta orale:
D'ALESSIO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
l'ufficio per il processo (Upp) è una struttura organizzativa (inizialmente prevista dall'articolo 16-octies del decreto-legge n. 179 del 2012) operativa presso i tribunali ordinari e le corti d'appello con l'obiettivo di «garantire la ragionevole durata del processo, attraverso l'innovazione dei modelli organizzativi ed assicurando un più efficiente impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione»;
la pagina «la struttura Upp» del sito internet istituzionale del Ministero della giustizia riporta che: «è ormai accresciuta la consapevolezza che l'innovazione tecnologica non può portare ai risultati sperati in termini di efficienza e qualità del servizio se non è accompagnata da un valido supporto di risorse e soprattutto da un ripensamento delle logiche organizzative del lavoro. L'ufficio per il processo si colloca dunque in tale riflessione sull'organizzazione del lavoro giudiziario, nella consapevolezza dell'importanza della creazione di uno staff del magistrato (e di strutture tecniche) a supporto dei processi di innovazione tecnologica e organizzativa»;
la realtà dei tribunali, dei concorsi, dello stesso personale dell'ufficio per il processo, tuttavia, risulta a ben diversa dalle intenzioni citate;
con decreto ministeriale del 6 marzo 2024, è stato rideterminato il contingente degli addetti all'Ufficio per il processo da 8.250 a 9.560 unità complessive. Nei mesi successivi, dopo varie anomalie concorsuali e relative alle graduatorie che l'interrogante ha avuto modo di apprendere, ci sono state le prese in servizio dei vincitori ma anche numerose rinunce e criticità;
presso il tribunale di Salerno, ad esempio, ci sono ancora molti posti liberi e non ancora assegnati all'Ufficio per il processo: nonostante il decreto abbia previsto 266 nuove unità di personale, i vincitori effettivi sono soltanto 93, oltre a due candidati con lo scorrimento della graduatoria e ad ulteriori 17 con lo scorrimento di dicembre 2024. Ad un anno dal concorso per funzionari, la situazione sembra cristallizzata in quanto la pianta organica attuale, seppur faccia pensare alla copertura quasi totale dei posti disponibili, ha registrato delle dimissioni volontarie di alcuni vincitori del concorso, liberando così nuove caselle per ruoli che il Ministero non ha ancora provveduto a riassegnare. In assenza del numero adeguato del personale, il carico di lavoro si ripercuote, inevitabilmente, sugli addetti provocando diverse criticità al dipartimento;
queste situazioni vedono protagonisti numerosi tribunali. È chiaro che sia necessario un nuovo scorrimento della graduatoria nazionale per recuperare le attività arretrate e garantire il rispetto dei tempi della giustizia;
un'azione concreta in questo senso appare essenziale, altrimenti il sistema rischia di non rispettare i target previsti dal Pnrr;
da quanto emerge dalla relazione sull'amministrazione della Giustizia nell'anno 2024 infatti, l'Italia ha mancato il raggiungimento di uno degli obiettivi più importanti previsti dal Pnrr sulla giustizia per il 2024: la riduzione dell'arretrato civile. Anziché diminuire, come era avvenuto dal 2021 in poi, nel 2024 le pendenze civili presso i tribunali sono aumentate del 3,5 per cento, circa centomila in più del 2023. Rispetto al 2019 le pendenze sono calate del 91,7 per cento, contro l'obiettivo richiesto dal Pnrr del 95 per cento entro il 31 dicembre 2024. Il mancato raggiungimento dell'obiettivo potrebbe comportare la perdita di finanziamenti destinati specificatamente al Ministero, ma potrebbe anche influire sulle risorse assegnate allo Stato italiano nel suo complesso;
tali fondi rappresenterebbero, invece, un'opportunità vitale per attuare i principi costituzionali del giusto processo e della ragionevole durata dello stesso –:
quali iniziative urgenti intenda porre in essere al fine di rendere pienamente operative e funzionali le strutture dell'ufficio per il processo presenti presso i Tribunali e le Corti d'Appello italiane nonché per stabilizzare il personale già entrato in servizio;
se non ritenga necessario intervenire affinché le risorse Pnrr siano concretamente spese per il potenziamento dell'intera macchina giudiziaria.
(3-01924)
Interrogazioni a risposta scritta:
BENZONI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
i giudici onorari minorili ricoprono un ruolo cruciale nel garantire la tutela dei diritti dei minori, contribuendo a portare non solo competenze specifiche ma anche una sensibilità particolare nelle decisioni, sempre orientate al miglior interesse del minore e tenendo conto delle peculiarità di ciascun caso;
la recente riforma del processo civile ha prodotto difficoltà organizzative tali da determinare un considerevole allungamento dei tempi processuali, una minore specializzazione dei giudicanti e una tutela meno adeguata dei minori;
la forte preoccupazione degli esperti è che, dopo la riforma, la giustizia per i minorenni, in assenza di specializzazione, multidisciplinarietà ed esclusività delle funzioni, non sia più una giustizia «a misura di minore», com'era, invece, precedentemente grazie all'intrecciarsi di specializzazioni legali, pedagogiche, psicologiche e psichiatriche. La necessità di un'istruttoria integrata con l'apporto specialistico è stata affermata sia dalla Corte costituzionale (sentenza n. 194 del 2015) sia da una risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2022;
oltre alla carenza di personale – in tutta Italia manca almeno un terzo degli addetti tra giudici togati e funzionari amministrativi – preoccupano la poca attenzione data alla figura del giudice onorario nonché la perdita della collegialità prevista dalla riforma. Infatti, l'affidamento delle decisioni ad un unico giudice togato monocratico, senza il supporto di un collegio ed esperti e, quindi, con l'assenza di multidisciplinarietà porta a decisioni meno equilibrate su temi estremamente delicati;
l'interrogante ha avuto modo di apprendere da alcuni professionisti non solo dell'irrisoria retribuzione ma anche dei ritardi nei pagamenti, unitamente al mancato aggiornamento degli importi dagli anni '80. In particolare, presso il tribunale per i minorenni di Genova, la maggior parte dei giudici onorari non ha ricevuto (ad oggi) i compensi relativi alle indennità di presenza nel III trimestre 2024, in quanto il Ministero non avrebbe stanziato sufficienti fondi;
sembrerebbe, dunque, che l'attività di questi giudici non sia considerata né dal punto di vista qualitativo né quantitativo, e la mancanza di risorse e di organico rappresenta un grave deficit per il sistema giustizia;
il tribunale per i minorenni di Genova, dove la carenza di organico supera il 50 per cento e numerosi giudici lasciano il tribunale senza essere facilmente sostituiti, si trova in difficoltà. Il rischio è che non si possa intervenire sui tanti procedimenti aperti, anche in considerazione dell'elevato numero di minori residenti nel distretto che si va ad aggiungere ai numerosissimi minori stranieri non accompagnati;
gli operatori del settore sottolineano come ultimamente siano aumentati reati minorili, ma che spesso si arriva in udienza preliminare addirittura dopo ben tre o quattro anni. Tutto ciò non si presta ad un sistema che voglia essere efficiente e voglia perseguire il bene dei minori –:
quali iniziative intenda adottare al fine di risolvere le criticità che riguardano la figura dei giudici onorari minorili, anche al fine di evitare possibili procedure di infrazione europee sotto il profilo dell'equo compenso del lavoro prestato da queste figure professionali o della discriminazione conseguente al diverso trattamento istituzionale, economico e previdenziale da parte del Governo italiano tra i giudici onorari di Tribunale ed i giudici onorari presso i tribunali per i minorenni;
se non ritenga necessario, oltre al reperimento delle risorse finanziarie e umane adeguate, intervenire, per quanto di competenza, attraverso interlocuzioni e confronti diretti con gli addetti ai lavori così da risolvere le criticità che toccano la giustizia minorile e rendere il sistema di tutela dell'infanzia funzionante, efficiente e realmente multidisciplinare;
quali iniziative di competenza urgenti intenda porre in essere per supplire la mancanza di personale presente presso il Tribunale per i minorenni di Genova e per stanziare le risorse necessarie alla copertura delle indennità di presenza dei giudici onorari in detto Tribunale.
(4-04928)
GRIPPO. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:
il pratone di via Teulada è un'area verde di circa 3 ettari situata nel quartiere Della Vittoria a Roma, parte integrante della riserva naturale regionale di Monte Mario, istituita con la legge regionale n. 29 del 6 ottobre 1997;
la riserva di Monte Mario rappresenta uno dei pochi polmoni verdi rimasti nel tessuto urbano di Roma, caratterizzata da una notevole biodiversità, con presenza di specie vegetali tipiche della macchia mediterranea e fauna selvatica, tra cui uccelli rapaci e piccoli mammiferi;
l'area ospita manufatti di rilevanza storica e culturale, come Villa Madama, Villa Mazzanti (sede dell'Ente RomaNatura) e Villa Mellini (sede dell'Osservatorio Astronomico), che testimoniano l'importanza storica e paesaggistica del sito;
il pratone è utilizzato dai cittadini come spazio pubblico per attività ricreative e sportive, rappresentando un elemento fondamentale per la qualità della vita nel quartiere;
nel 2019 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra il Ministero della giustizia, la regione Lazio e Roma Capitale per l'ampliamento della città giudiziaria di Piazzale Clodio, prevedendo la realizzazione di un nuovo edificio nell'area del pratone di via Teulada;
il 10 febbraio 2022, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all'unanimità la mozione n. 573 presentata dall'interrogante, già consigliere regionale, e sottoscritta da numerosi altri consiglieri regionali, che impegnava la Giunta regionale a rimodulare il suddetto protocollo d'intesa, al fine di salvaguardare l'area verde e rispettare i vincoli ambientali esistenti;
la mozione evidenziava come non vi sussistesse più la necessità di ampliamento della città giudiziaria, in quanto erano stati individuati altri spazi da destinare ad uffici giudiziari, come la caserma Manara, e si era avviato un processo di dematerializzazione e digitalizzazione degli atti giudiziari;
peraltro, in risposta all'interrogazione 4-00432 nell'aprile 2023, il Ministro interrogato aveva sottolineato come non fossero allo studio soluzioni alternative, e quindi nemmeno l'edificazione di nuovi edifici (considerata una soluzione persino più costosa e non comportante risparmi di tempo o di passaggi burocratici);
tuttavia, secondo quanto si apprende da fonti di stampa, nella giornata di martedì 6 maggio 2025, alla presenza del governatore Rocca, del sindaco Gualtieri, nonché dello stesso Ministro interrogato verrà pubblicamente presentato, con una conferenza stampa, il decreto regionale che disegna il modo in cui verrà ingrandita la città giudiziaria, presumibilmente al fine di rendere edificabile l'area del pratone di via Teulada, nonostante i vincoli paesaggistici e ambientali esistenti e gli impegni assunti negli scorsi anni;
a giudizio dell'interrogante tale decisione rappresenterebbe un grave precedente, in quanto violerebbe le normative vigenti in materia di tutela ambientale e paesaggistica, oltre a disattendere gli impegni assunti dalla regione con l'approvazione della mozione del 2022 –:
se i Ministri interrogati intendano evitare l'ampliamento della città giudiziaria, anche promuovendo, per quanto di competenza e in raccordo con gli enti interessati, una riperimetrazione della riserva naturale di Monte Mario e la conseguente edificabilità dell'area del pratone di via Teulada;
se non ritengano opportuno promuovere un ulteriore confronto tra le istituzioni coinvolte e la cittadinanza, al fine di individuare soluzioni alternative che evitino la compromissione del patrimonio ambientale e paesaggistico della città di Roma.
(4-04932)
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Interrogazioni a risposta in Commissione:
AMICH. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
il mercato del settore automotive, sta evolvendo verso veicoli sempre più tecnologici, con un focus concentrato su componenti elettronici e sistemi digitali, finalizzato a migliorare la sicurezza e l'esperienza di guida;
l'Unione europea ha risposto a questa trasformazione con l'introduzione del Regolamento Ue 2019/2144, noto come General safety regulation 2, che obbliga l'inserimento di sistemi Advanced driver-assistance system (Adas) nei nuovi modelli di veicoli; tali sistemi quali: telecamere per mantenimento della corsia e il controllo dell'area posteriore, sono fondamentali per garantire la sicurezza stradale;
con l'aumento dei veicoli dotati di Adas, l'interrogante evidenzia come diventi cruciale assicurare il funzionamento continuo di questi sistemi, specialmente in caso di riparazioni; risulta inoltre essenziale che i riparatori possano ricalibrare correttamente gli Adas per ripristinare la loro funzionalità, garantendo così una maggiore sicurezza sulle strade; tuttavia si rileva come molti costruttori di veicoli pongano ostacoli all'accesso ai dati di bordo necessari per la ricalibrazione;
la Corte di giustizia europea recentemente ha stabilito che i produttori di automobili, non possono limitare l'accesso dei riparatori indipendenti ai dati diagnostici del veicolo a tutela della concorrenza, inducendo la Commissione europea, con la delibera della sentenza, a rivedere il regolamento (Ue) 2018/858, riguardante l'omologazione e la vigilanza del mercato automobilistico;
al riguardo, l'interrogante rileva altresì come, in considerazione di quanto suesposto, sia fondamentale promuovere un contesto normativo in grado di favorire una concorrenza equa nel mercato dell'aftermarket, consentendo alle aziende indipendenti di operare alle stesse condizioni dei produttori, al fine di garantire ai consumatori una vasta scelta di operatori in grado di effettuare riparazioni sicure e di qualità –:
quali valutazioni di competenza il Ministro interrogato intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;
se condivida le osservazioni riportate in premessa e, in caso affermativo, quali iniziative di competenza intenda assumere, anche in ambito europeo, al fine di garantire la tutela della concorrenza nel settore delle automotive aftermarket, in particolare per quanto riguarda la possibilità dei riparatori indipendenti di svolgere la ricalibrazione degli Advanced driver-assistant system (Adas) nel corso delle attività di riparazione e di manutenzione dei veicoli, in ottemperanza a quanto stabilito dalla Corte di giustizia europea.
(5-03923)
AMICH. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
nella città di Tortona in provincia di Alessandria, inizieranno a breve i lavori stradali, che determineranno la chiusura momentanea per uno degli svincoli più importanti legati alla viabilità locale, situato sulla strada statale n. 35, in particolare nel tratto che collega la rotonda: «Liebig» alla circonvallazione in direzione di Genova;
la chiusura stradale si rende necessaria, per la messa in sicurezza del viadotto situato nell'area interessata, la cui interruzione avrà una durata prevista di circa sei mesi, con ricadute significative sul traffico e sulla mobilità locale;
l'interrogante evidenzia che il suesposto comune ha già adottato iniziative al fine di definire percorsi alternativi per i mezzi pesanti, prevedendo il passaggio di questi ultimi attraverso il centro abitato. Per garantire la sicurezza durante il transito, si rileva inoltre che sono in corso prove di carico sui ponti sovrastanti il torrente Ossona, al fine di accertare la loro capacità di sostenere l'aumento del traffico pesante;
tuttavia l'interrogante rileva come tali verifiche richiedono i tempi necessari e non sono in grado di fornire garanzie immediate in termini di sicurezza della viabilità;
la chiusura dello svincolo pertanto, a parere dell'interrogante, comporterà un inevitabile allungamento dei percorsi per i mezzi diretti anche a Milano, con conseguenti aumenti degli oneri per il trasporto e possibili disagi per le aziende locali; le associazioni di autotrasporto hanno già espresso le loro preoccupazioni riguardo ai costi aggiuntivi e ai tempi di percorrenza, che potrebbero impattare negativamente sulle loro attività;
il comune di Tortona, evidenzia altresì l'interrogante, ha già ottenuto dalla regione Piemonte, un finanziamento pari a 825 mila euro, da destinare ad interventi urgenti per il ripristino del viadotto, le cui risorse sono certamente importanti ma non sufficienti tuttavia a risolvere i problemi di viabilità presenti e futuri nell'area interessata;
la decisione di deviare il traffico pesante all'interno della città piemontese inoltre, sebbene adottata al fine di venire incontro alle richieste degli autotrasportatori, a giudizio dell'interrogante solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla qualità della mobilità locale per i residenti. Risulta inoltre evidente che un aumento del traffico pesante all'interno degli abitati, rischia di determinare un aumento di incidenti stradali e contemporaneamente un peggioramento delle condizioni ambientali –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;
in caso affermativo, se non convenga sulla necessità di intraprendere iniziative di competenza al fine di garantire adeguati interventi e, ove necessario, anche iniziative di sostegno economiche in favore del comune di Tortona per fronteggiare una situazione divenuta oggettivamente complessa legata alla viabilità in precedenza riportata e accelerare i lavori per la messa in sicurezza del viadotto, riducendo pertanto il periodo di chiusura e i relativi impatti sulla viabilità locale e mitigare i disagi per la comunità locale e le imprese del territorio.
(5-03924)
Interrogazioni a risposta scritta:
AMATO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
con interpellanza n. 2-00011 del 16 novembre 2022, sono state segnalate dall'interrogante al Ministero interrogato le gravi disfunzioni esistenti nell'esercizio del servizio pubblico fornito dall'Eav, Ente Autonomo del Volturno. Sono stati segnalati deragliamenti dei vagoni, soppressioni di corse, improvvisi incendi a bordo dei vagoni, pavimenti degli stessi traballanti, e altro. In quella interpellanza si chiedeva un intervento del Ministro interrogato, ipotizzando finanche un commissariamento dell'ente (di proprietà della regione). Nella risposta del Ministero attraverso il sottosegretario ai trasporti, on. Ferrante, è stato sostenuto che Ansfisa, società deputata al controllo della sicurezza e direttamente dipendente dal ministero, non aveva riscontrato irregolarità nei controlli. È stato fatto presente che per fortuna fino ad allora non c'erano stati morti, ma che questo sarebbe potuto accadere in seguito, senza un intervento. A quella interrogazione ne seguirono altre tre nel 2023, a marzo, a luglio e a ottobre, sempre attinenti ad Eav, ma la situazione non si modificò. Fino ad arrivare ad aprile 2025, a quel maledetto 17 aprile 2025, quando una cabina della funivia del Faito, sempre a gestione Eav, è caduta portandosi dietro i 4 passeggeri e il manovratore, col tragico risultato di 4 vite perdute. In data 23 aprile 2025 è stata presentata una nuova interrogazione n. 4-04885 al Ministro interrogato, chiedendo un intervento di verifica sia sull'operato di Eav che su quello di Ansfisa, società che nel napoletano è sott'organico essenziale. Dal 23 aprile 2025 altri treni sono deragliati, altri vagoni si sono fermati, altre centinaia di persone sono state costrette a camminare sui binari, mentre in modo a giudizio dell'interrogante vergognoso il presidente, nonché direttore generale dell'ente, sembra ignorare ogni accadimento –:
quali iniziative intenda mettere in atto al fine di porre termine a una gestione a giudizio dell'interrogante vergognosa di questo ente senza dover attendere altri eventi infausti prima di poter intervenire.
(4-04924)
BENZONI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
l'attuale normativa prevede che le revisioni periodiche per autoveicoli e motoveicoli siano effettuate dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, con un costo di circa 80 euro nei centri autorizzati;
questo importo si traduce in una spesa media di 20 euro all'anno nei primi quattro anni e 40 euro all'anno successivamente, rappresentando un onere significativo per i cittadini, in particolare tenendo in considerazione l'attuale contesto economico;
i moderni veicoli, inoltre, anche grazie all'introduzione dell'obbligo di pneumatici invernali e al miglioramento tecnologico e meccanico dei freni e dei componenti essenziali, sono in grado di garantire elevati standard di sicurezza per periodi ben più lunghi rispetto agli intervalli di revisione attualmente previsti, soprattutto se si considera che un automobilista medio percorre circa 15.000 chilometri l'anno –:
se non intenda adoperarsi, per quanto di competenza, affinché venga, da un lato, ridotto il costo delle revisioni e, dall'altro, rivista la normativa in materia di revisioni periodiche dei veicoli, allungando il primo intervallo da 4 a 6 anni con un limite pari a 100.000 chilometri, e contestualmente ampliando la successiva finestra temporale da 2 a 3 anni.
(4-04927)
INTERNO
Interrogazioni a risposta scritta:
BENZONI e RUFFINO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
è da numerosi mesi, non solo attraverso articoli di stampa ma anche attraverso iniziative parlamentari, che agli organi e alle istituzioni preposte – tra cui il Ministero interrogato – vengono segnalate gravi criticità, comprendenti situazioni incresciose e irrispettose dei diritti, legate all'ufficio immigrazione del comune di Torino;
nel corso dell'inverno appena trascorso, la situazione davanti all'ufficio immigrazione della questura di Torino in corso Verona vedeva quotidianamente centinaia di persone da giorni in coda sotto la pioggia e al freddo solo per avere un appuntamento per il rinnovo del permesso di soggiorno. L'ufficio, aperto solamente poche ore a settimana, vedeva persone accamparsi in fila con tende ma anche il degenerare in litigi a causa dell'organizzazione insufficiente;
dall'inizio del mese di aprile 2025, come soluzione provvisoria, è stato messo a disposizione dell'ufficio, dalla regione e dalla prefettura, un edificio in Corso Bolzano. Il questore Sirna ha dichiarato che in autunno l'ufficio sarà trasferito presso il Santo Volto e fra qualche anno in corso Tirreno come soluzione definitiva;
tuttavia, numerose segnalazioni manifestano come questa recente soluzione abbia solamente migliorato in parte la condizione delle persone ma non risolto le numerosissime criticità;
in primo luogo, i tempi di attesa per l'ingresso nel nuovo ufficio rimangono lunghi, le sale d'attesa all'interno si riempiono velocemente portando le persone ad aspettare ore ed ore e ad arrivare prima rispetto al proprio turno. Un articolo di La Repubblica Torino del 24 aprile 2025 segnala come, di primo mattino, le persone in attesa fossero già oltre un centinaio. Viene riportata la testimonianza di una lavoratrice congolese: «quando sono arrivata c'era già un bel po' di gente. Parlavo con una persona che era qui dalle 5. Non ci sono servizi igienici. Se piove non c'è riparo. E dentro ci sono solo cinque sale d'attesa che si riempiono subito». Viene poi riportato come ci siano importanti problemi di informazione. Molti, infatti, si recano ancora nel vecchio ufficio di Corso Verona essendo totalmente ignari del recente trasferimento in Corso Bolzano;
in secondo luogo, negli ultimi giorni di festività le code si sono ulteriormente allungate essendo molti dipendenti in ferie e non risultano ancora aperti gli uffici di Bardonecchia e Ivrea;
problema ancor più grave risiede nella cronica carenza di personale, per risolvere la quale non sono però mai stati organizzati dei bandi per il rinnovo dei contratti dei dipendenti precari in scadenza il prossimo maggio 2025;
da ultimo, particolarmente negativa risultano essere anche le tempistiche relative al rilascio stesso dei permessi di soggiorno: i tempi di attesa si attestano, nella media, intorno agli otto mesi e ciò, chiaramente, si configura come una disfunzione amministrativa compromettente i diritti degli stranieri e generante situazioni di incertezza giuridica per le persone – e le aziende – coinvolte –:
quali iniziative urgenti intenda porre in essere, anche sollecitando le istituzioni competenti a livello periferico, al fine di risolvere le perduranti criticità riguardanti l'ufficio immigrazione del comune di Torino nonché di migliorarne servizi ed efficienza;
se non intenda predisporre celermente vademecum informativi, cartacei e online e redatti in più lingue, relativi alle aperture degli uffici, le loro ubicazioni nonché sui documenti necessari per l'espletamento delle singole richieste;
se non ritenga necessario adottare iniziative di competenza volte a implementare protocolli operativi tra i vari enti (questure, prefetture, comuni e altre realtà), ognuno per le rispettive competenze, al fine di assolvere agli adempimenti relativi al rilascio dei permessi di soggiorno in tempi brevi e con modalità rispettose dei diritti e della dignità dei richiedenti;
se intenda adottare iniziative di competenza volte a disporre tempestivamente la proroga degli interinali assunti dalla questura di Torino e se ritenga necessario disporre un immediato aumento del personale da destinare agli sportelli unici per l'immigrazione.
(4-04929)
UBALDO PAGANO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
il 25 aprile 2025, in occasione della celebrazione dell'anniversario della Liberazione, nel comune di Mottola (Taranto), si è verificato un episodio che ha suscitato allarme e indignazione;
secondo quanto riportato dalla stampa, durante le celebrazioni ufficiali organizzate dal comune, un gruppo di circa dieci cittadini avrebbe intonato canti storici della Resistenza italiana, tra cui «Bella Ciao» e «Fischia il Vento», subito dopo l'esecuzione dell'inno nazionale;
tali manifestazioni canore, da sempre riconosciute come patrimonio storico e culturale della Resistenza antifascista e parte integrante delle commemorazioni del 25 aprile, sarebbero state interrotte da un carabiniere in servizio, che avrebbe intimato ai presenti di cessare i canti, riferendo di agire in base a disposizioni impartite dalla prefettura e giustificando l'intervento con il richiamo alla «sobrietà» disposto dal Governo in segno di lutto per la scomparsa di Papa Francesco;
la richiesta di interrompere i canti non solo ha destato perplessità tra i presenti, ma rischia di generare conseguenze giuridiche per i cittadini coinvolti, ai quali potrebbe essere contestato il reato di inosservanza dei provvedimenti dell'autorità;
l'episodio, se confermato nei termini descritti, rischia di costituire una grave lesione delle libertà di espressione e di manifestazione del pensiero;
nell'opinione dell'interrogante, è urgente fare chiarezza sulle eventuali direttive emanate da organi dello Stato in merito alle celebrazioni della Liberazione e sul margine di discrezionalità lasciato ai rappresentanti delle forze dell'ordine nel farvi applicazione –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti accaduti a Mottola in occasione delle celebrazioni del 25 aprile 2025;
se corrisponda al vero che siano state impartite disposizioni dalla prefettura o da altre autorità competenti volte a vietare o scoraggiare l'esecuzione di canti della Resistenza durante le manifestazioni pubbliche e quali eventualmente siano le direttive trasmesse alle Forze dell'ordine in relazione alla «sobrietà» richiesta per il lutto nazionale.
(4-04930)
LAVORO E POLITICHE SOCIALI
Interrogazione a risposta orale:
SANTILLO, FEDE e CAROTENUTO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
a febbraio 2025 l'Inps ha reso disponibili i dati dell'Osservatorio statistico su assegno di inclusione, che hanno preso il posto di reddito e pensione di cittadinanza rispettivamente a partire da gennaio 2024 e settembre 2023;
secondo i dati pubblicati, al 31 dicembre 2024, le domande accolte per l'assegno di inclusione riguardano quasi 760 mila nuclei familiari, un totale di 1,82 milioni di persone. L'importo medio mensile percepito è di 620 euro, con una concentrazione prevalente nel Sud Italia;
a dicembre 2024, i beneficiari attivi erano circa 608 mila, con un importo medio di 627 euro;
tra i percettori di assegno di inclusione in 235 mila nuclei erano presenti minori, 229 mila persone erano le persone disabilità, 302 mila nuclei con presenza di persone over 60 e, infine, in 12 mila nuclei famigliari erano presenti persone in condizioni di svantaggio;
secondo i dati Inps, il 60 per cento dei nuclei che percepivano il reddito o la pensione di cittadinanza a luglio 2023 ora riceve l'assegno di inclusione o il Sfl. Di questi nuclei, il 26 per cento ha visto almeno un componente trovare un impiego nel corso del 2024;
deriva da questi dati il fatto che al 40 per cento dei percettori di reddito di cittadinanza non è stato riconosciuto l'assegno di inclusione e questo appare molto grave, ma sarebbe significativo avere altri dati;
oltre all'assegno di inclusione alle famiglie in locazione viene erogato anche un contributo affitto fino a 280 euro mensili;
dalle statistiche pubblicate dall'Osservatorio non si evince il dato relativo a quante famiglie percepiscono il «contributo affitto», quante di queste sono assegnatarie di alloggi di edilizia residenziale pubblica e quanti hanno contratti di locazione con privati;
si tratterebbe di un'informazione importante, quella relativa al numero di percettori di assegno di inclusione che percepiscono anche il contributo affitto, l'ammontare di tali risorse e la specifica di quanti percettori sono in locazione da privati e quanti in case popolari di comuni e/o ex Iacp comunque denominati –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza e intenda fornire, per il tramite dell'Osservatorio assegno di inclusione, anche i dati relativi alle persone che percepiscono l'assegno di inclusione e il «contributo affitto», l'ammontare medio e annuale del contributo erogato, nonché il numero di famiglie percettrici il «contributo affitto» suddivise per tipologia abitativa, anche territoriale, tra quelle in locazione da privati e quelle in locazione/assegnazione in case popolari, sia comunali che degli enti gestori di edilizia residenziale pubblica.
(3-01925)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Interpellanza:
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro per la pubblica amministrazione, il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
l'interrogante con diversi atti parlamentari ha portato da tempo all'attenzione del Ministro dell'interno le gravi e sconcertanti affermazioni del sindaco di Pomigliano d'Arco, che ha sempre negato la presenza della criminalità organizzata nel territorio, contrapponendosi anche alla presidente della Commissione parlamentare antimafia ed al procuratore capo di Napoli;
il Ministero dell'interno aveva disposto anche l'invio di una commissione d'accesso presso il comune al fine di accertare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione dell'ente e la suddetta commissione ha concluso i propri lavori e si è in attesa degli esiti ufficiali, che potrebbero avere rilevanti risvolti istituzionali;
il sindaco Russo aveva avviato una vera e propria campagna denigratoria e di delegittimazione contro il dirigente comandante della Polizia municipale, Luigi Maiello, il quale nel corso degli anni si era reso protagonista di delicate indagini contro la criminalità organizzata in vari territori e che a Pomigliano stava indagando per conto della procura della Repubblica sull'affare da decine di milioni di euro della vendita di immobili residenziali costruiti con l'illecita applicazione del «piano casa», dove tra le aziende che avevano ottenuto i permessi a costruire, ritenuti illegittimi dall'autorità giudiziaria, c'era anche una ditta colpita da interdittiva antimafia poiché legata ai familiari di un condannato per reati aggravati dal metodo mafioso;
l'amministrazione Russo aveva rimosso il comandante Maiello con un provvedimento di decadenza, che veniva prima sospeso dal Tar Campania con ordinanza cautelare e poi definitivamente annullato con una pesante sentenza di merito (sentenza Tar Campania-Napoli dell'8 aprile 2025, n. 2918) dalla quale si evidenziava in modo granitico che il provvedimento adottato dall'amministrazione comunale era palesemente illegittima;
appare molto preoccupante che ad oggi non sia stato adottato alcun provvedimento finalizzato alla reintegrazione delle funzioni di dirigente comandante del corpo della Polizia locale del comandante Maiello, sebbene la sentenza del Tar Campania abbia definitivamente accolto il ricorso annullando tutti gli atti con i quali l'amministrazione comunale ne aveva illegittimamente dichiarato la decadenza;
nel frattempo, le funzioni di dirigente comandante del corpo della Polizia locale continuano ad essere svolte, a giudizio dell'interpellante illegittimamente e solo di fatto da Emiliano Nacar che, pur essendo effettivo come funzionario di vigilanza al Comune di Marigliano, continua a essere in aspettativa per continuare a svolgere l'incarico fiduciario ex articolo 110, comma 1, del decreto legislativo n. 267 del 2000 attribuitogli nel mese di agosto 2024, con un atto amministrativo a firma del vicesindaco del comune di Pomigliano d'Arco;
con deliberazione di giunta comunale n. 188 del 29 agosto 2024, al dottor Emiliano Nacar veniva anche riconosciuta in aggiunta alla retribuzione di posizione già prevista, un'indennità ad personam pari ad euro 1.460 mensili lordi «valutata, altresì, la temporaneità del rapporto di lavoro, peraltro, condizionato dalla risoluzione di diritto dell'incarico, in caso di esito negativo dei giudizi pendenti»;
per effetto della richiamata sentenza del Tar Campania n. 2918/2025, il rapporto di lavoro a tempo determinato del dottor Emiliano Nacar si è risolto di diritto ed è venuto meno il presupposto per il quale era stato concluso, costituito dalla vacanza della posizione dirigenziale per la cui copertura si era fatto ricorso, con il citato ed opaco conferimento dell'incarico ex articolo 110, comma 1, del decreto legislativo n. 267 del 2000;
il comandante Maiello a mezzo dei suoi legali, ed in ossequio a quanto disposto dalla legge, ha protocollato l'atto di diffida e costituzione in mora in data 9 aprile 2025 indirizzato alla dirigente del settore 2, nella persona del segretario generale, con il quale veniva chiesto di mettere in esecuzione la citata sentenza del Tar Campania e la relativa reintegrazione nelle funzioni di dirigente comandante del corpo della Polizia locale;
la citata comunicazione è rimasta tutt'ora senza alcun riscontro inoltre, nonostante la chiara pronuncia del Tar, il comune di Pomigliano D'Arco ha omesso di dare esecuzione alla sentenza, lasciando di fatto alla guida del corpo di polizia locale il dottor Emiliano Nacar decaduto dall'incarico in quanto il suo contratto risulterebbe risolto di diritto, rendendo potenzialmente nulli o comunque illegittimi gli atti da lui adottati nell'esercizio delle funzioni di comandante, con possibili gravi ripercussioni giuridiche e patrimoniali per l'amministrazione comunale –:
se i Ministri interpellati siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano conseguentemente, attivare urgentemente ogni iniziativa, per quanto di competenza, anche di carattere ispettivo, in ordine alla mancata esecuzione della sentenza del Tar e della eventuale legittimità degli atti adottati dall'attuale vertice della polizia locale di Pomigliano d'Arco;
quali iniziative di competenza intendano adottare affinché sia garantito il rispetto delle decisioni giurisdizionali e la tutela della legalità amministrativa nell'ente locale in questione.
(2-00600) «Borrelli».
SALUTE
Interrogazione a risposta scritta:
TASSINARI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
il Piano nazionale di ripresa e resilienza Missione 6 Salute prevede una serie di traguardi quantitativi e obiettivi qualitativi che tutte le regioni devono raggiungere entro il 2026 relativamente a «Casa come primo luogo di cura» e sviluppo di «Sistemi di telemedicina» per il supporto di pazienti cronici;
il Piano nazionale di ripresa e resilienza Missione 6 Salute prevede un regolare e diffuso utilizzo di dispositivi di telemonitoraggio con sensori e strumenti per la rilevazione di parametri vitali in tempo reale per pazienti cronici con patologia cardiovascolare, pneumologica, diabetica, oncologica e neurologica;
si apprende dalla stampa che 4567 dispositivi di telemedicina con 92 spirometri sono fermi da un anno nei magazzini delle Ausl della regione Emilia-Romagna e che non sono ancora stati attivati presso le abitazioni dei pazienti cronici –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei ritardi di attuazione delle misure di cui alla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza e se non ritenga di adottare iniziative, per quanto di competenza, al fine di conoscere le motivazioni di questo ritardo e se siano in corso azioni migliorative per tutelare il diritto all'assistenza sanitaria come da obiettivi assegnati alla regione Emilia-Romagna nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza Missione 6 Salute.
(4-04931)
SPORT E GIOVANI
Interrogazione a risposta scritta:
PITTALIS. — Al Ministro per lo sport e i giovani. — Per sapere – premesso che:
il 6 e 7 luglio di ogni anno si svolge a Sedilo, paese in provincia di Oristano, una manifestazione tradizionale secolare dedicata a San Costantino e denominata Ardia;
la manifestazione prevede una processione a cavallo – una corsa a briglia sciolta – lungo un percorso che va da Sedilo fino ad arrivare al santuario e alla chiesa dedicata all'imperatore romano Costantino;
il rituale della corsa inizia nel momento in cui il capocorsa – insieme ad altri due che ne costituiscono la scorta – si raduna con gli altri cavalieri davanti alla casa parrocchiale e ricevono dal sacerdote gli stendardi benedetti; alla scorta è affidato il compito di impedire che il capocorsa venga superato dai restanti cavalieri, simboleggianti la paganità;
con decreto ministeriale dell'8 gennaio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 marzo 2025 il Ministro Abodi ha definito la nuova disciplina delle manifestazioni con equidi, svolte al di fuori di impianto o percorsi autorizzati individuando i requisiti di sicurezza, salute e benessere per gli atleti, i cavalli atleti e per il pubblico;
gli organizzatori e i cavalieri che partecipano all'Ardia ritengono che le norme del decreto Abodi rendano impossibile lo svolgimento della manifestazione e stigmatizzano l'eccessivo irrigidimento dei protocolli decretando così la morte di una tradizione secolare;
gli organizzatori sono molto preoccupati e invocano per palii e manifestazioni storiche un trattamento diverso dalle gare ippiche che rappresenti una mediazione tra il bisogno di garantire la sicurezza con l'importanza di dare continuità a manifestazioni identitarie secolari tenendo conto delle loro specificità;
l'Ardia non è sicuramente l'unica manifestazione tradizionale, sul territorio nazionale, a presentare caratteristiche che contrastano con il decreto citato –:
quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro interrogato al fine di trovare un punto di incontro per permettere alle manifestazioni storiche come l'Ardia di svolgersi rispettando la tradizione garantendo contestualmente la sicurezza sia delle persone che degli animali coinvolti.
(4-04933)
Trasformazione di documenti del sindacato ispettivo.
I seguenti documenti sono stati così trasformati su richiesta dei presentatori:
interrogazione a risposta in Commissione Andrea Rossi e altri n. 5-03119 del 13 novembre 2024 in interrogazione a risposta scritta n. 4-04922;
interrogazione a risposta in Commissione D'Alessio n. 5-03644 del 27 febbraio 2025 in interrogazione a risposta orale n. 3-01924;
interrogazione a risposta scritta Santillo e altri n. 4-04746 del 2 aprile 2025 in interrogazione a risposta orale n. 3-01925.