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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato B

Seduta di Lunedì 4 agosto 2025

ATTI DI CONTROLLO

AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Interrogazione a risposta in Commissione:


   PROVENZANO, BARBAGALLO, IACONO, MARINO e PORTA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   nel 2025 ricorre il 70° anniversario di quella storica assise e il Governo italiano ha partecipato all'organizzazione delle celebrazioni ufficiali, La Conferenza di Messina del 1955 rappresenta uno dei momenti fondativi del processo d'integrazione europea, essendosi svolta interamente nella città di Messina, che per tale ruolo è universalmente riconosciuta come la «culla» dell'Europa unita;

   la Conferenza di Messina, svoltasi nel giugno del 1955 nella città di Messina, rappresenta uno dei momenti fondativi del processo di integrazione europea e viene riconosciuta a livello internazionale come il punto di avvio concreto verso la nascita dell'Unione europea;

   quest'anno ne ricorre il 70° anniversario e nel giugno scorso si sono svolte le celebrazioni ufficiali, promosse – come si evince dal sito – dalla Regione Siciliana, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e sotto l'alto patrocinio del Parlamento europeo, in collaborazione con la Commissione europea, la Fondazione Taormina Arte Sicilia e i comuni di Messina e Taormina;

   sorprendentemente, è stata data all'evento la denominazione «Conferenza di Messina e Taormina» e il programma delle celebrazioni per il 70° anniversario ha visto la quasi totalità degli eventi, dibattiti e incontri istituzionali svolgersi a Taormina, con Messina relegata a un ruolo marginale e simbolico del solo evento inaugurale;

   tale denominazione però, di «Conferenza di Messina e Taormina», utilizzata nei materiali ufficiali e nelle comunicazioni istituzionali, risulta storicamente infondata e ha suscitato forti critiche da parte del mondo accademico, di rappresentanti istituzionali locali e di ampi settori della cittadinanza, che, vi leggono un tentativo di riscrittura della storia motivato da logiche politiche e promozionali –:

   per quali ragioni il Governo abbia avallato una narrazione che deforma un episodio storico di rilevanza europea, spostando l'asse celebrativo dalla città di Messina — sede effettiva della Conferenza del 1955 — alla città di Taormina.
(5-04340)

Interrogazione a risposta scritta:


   SERRACCHIANI e PROVENZANO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   sono sempre più denunciate e documentate le condizioni ormai estreme in cui operano gli operatori umanitari nella Striscia di Gaza, descrivendo pratiche disumane e sistematiche ai danni della popolazione civile, in particolare donne e bambini;

   tra le gravi criticità segnalate, anche dall'Unicef, sarebbe emerso che 33 respiratori neonatali donati dall'Italia e destinati agli ospedali pediatrici di Gaza risultano bloccati, da febbraio dell'anno in corso, presso l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, trattenuti dalle autorità israeliane;

   tali dispositivi medici rappresentano strumenti salvavita indispensabili per la sopravvivenza dei neonati nelle unità di terapia intensiva;

   il 30 luglio 2025, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha presieduto, alla Farnesina, una nuova riunione dedicata alla crisi in Medio Oriente e all'emergenza umanitaria a Gaza, ribadendo l'impegno del Governo italiano a rafforzare le iniziative umanitarie nell'ambito del programma «Food for Gaza» e nella quale avrebbe dato indicazione all'ambasciatore d'Italia a Tel Aviv di chiedere formalmente al Governo israeliano lo sblocco degli aiuti umanitari fermi al porto di Ashdod, affinché possano essere distribuiti alla popolazione civile di Gaza –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza del blocco, presso l'aeroporto Ben Gurion, dei 33 respiratori neonatali donati dall'Italia, e se anche questi rientrino nella lista di aiuti di cui si sta sollecitando lo sblocco e quali esiti abbiano avuto le recenti interlocuzioni diplomatiche per verificarne l'effettiva destinazione e sollecitare la loro immediata consegna nella Striscia di Gaza.
(4-05710)

AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA

Interrogazioni a risposta in Commissione:


   GATTA. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   «Monte Aquilone» è un luogo molto suggestivo del territorio di Manfredonia (Foggia). Affacciato sul golfo, capace di offrire panorami mozzafiato, è compreso nel perimetro dell'area protetta del Parco nazionale del Gargano e viene descritto dal sito web dell'ente parco come «... una delle aree steppiche più estese ed integre del Gargano e forse d'Italia ... ancora numerose sono le nidificazioni di calandra, calandrella, occhione, beccamoschino. Numerosi ortotteri, le mantidi e gli insetti stecco, rappresentano le prede per molte specie di rapaci nidificanti e migratori»;

   già negli anni addietro è stata documentata e denunciata la presenza di discariche di rifiuti, elettrodomestici, apparecchi elettronici, pneumatici e di materiali edilizi di risulta, ivi compreso l'eternit;

   in quell'area venne realizzata una centrale sperimentale fotovoltaica dell'agenzia nazionale Enea, una delle prime in Italia. La centrale è stata dismessa, senza che siano state adottate misure per il ripristino «quo ante» dell'area. Pertanto, oggi si presenta uno spettacolo di capannoni distrutti, strutture vandalizzate, edifici in rovina: un'area che un tempo ospitava attività di ricerca pubblica è ora un simbolo di incuria e degrado, oltre che un potenziale pericolo;

   sempre nell'area di Monte Aquilone nei giorni scorsi è stato appiccato il fuoco a diverse ecoballe di rifiuti poste sotto sequestro dai carabinieri forestali il 18 febbraio 2024 e mai rimosse;

   nelle scorse settimane diversi incendi hanno interessato il comune di Manfredonia, segnatamente l'oasi «Lago Salso», e per poco i roghi non hanno interessato le ecoballe di rifiuti in zona ex «Bagni Romagna», di cui è finalmente in corso la rimozione;

   la complessiva situazione di «Monte Aquilone», appena rappresentata, espone il territorio di Manfredonia ad un grave rischio ambientale e sanitario –:

   se non ritenga opportuno, per quanto di competenza, valutare l'adozione di iniziative per la bonifica dell'area di Monte Aquilone, affinché Enea provveda, in base agli obblighi previsti dal Codice dell'ambiente, al ripristino dello stato dei luoghi e alla bonifica delle aree dismesse della ex centrale fotovoltaica ivi presente.
(5-04336)


   BRAGA, SIMIANI, CURTI, EVI e FERRARI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è un ente di ricerca con personalità giuridica di diritto pubblico e un'ampia autonomia in ambito tecnico-scientifico, organizzativo, finanziario, gestionale, patrimoniale e contabile. Opera al servizio dei cittadini e delle istituzioni, supportando le politiche del Ministero vigilante, con l'obiettivo di tutelare l'ambiente attraverso attività di monitoraggio, valutazione, controllo, ispezione e diffusione delle informazioni. Inoltre, Ispra svolge un ruolo chiave nel coordinamento del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente e nella protezione civile, collaborando anche a livello internazionale con le istituzioni europee per la protezione ambientale. L'ente si distingue inoltre per l'attività di sensibilizzazione e comunicazione sulle tematiche ambientali, nonché per le attività di controllo;

   la determinazione della Corte dei conti del 10 luglio 2025 (n. 96), relativa alla gestione finanziaria del 2023, ha sottolineato che Ispra ha adottato gli strumenti di programmazione previsti dalla normativa, come il Documento integrato di programmazione 2023-2025 e 2024-2026, che hanno permesso l'approvazione del Piano integrato di attività e organizzazione (Piao). Inoltre, l'obbligo di pubblicazione delle deliberazioni è stato correttamente adempiuto, come indicato nella sezione dedicata del sito web istituzionale;

   tuttavia, la Corte ha evidenziato alcune criticità nella gestione del bilancio, riassumibili in quattro principali aspetti: tardiva presentazione del progetto di bilancio preventivo, errata composizione dell'avanzo di amministrazione, eccessiva genericità di alcune voci di spesa relative ad anni pregressi, confluite nell'avanzo di amministrazione vincolato per le spese legate ai fabbricati ad uso strumentale, mancato riaccertamento e smaltimento dei residui attivi e passivi;

   riguardo tali criticità, il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha condiviso le osservazioni della Corte dei conti e, pur approvando il bilancio di previsione 2025, ha raccomandato a Ispra di «contenere il numero delle variazioni di bilancio»;

   a queste problematiche di gestione si aggiungono anche i tagli significativi al contributo ordinario destinato all'ente: per il 2025 è previsto un contributo di 118.474.326,40 euro, per il 2026 di 94.724.326,40 euro e per il 2027 la stessa cifra, con una riduzione che rischia di compromettere l'operatività dell'ente;

   considerando il ruolo cruciale di Ispra nella tutela dell'ambiente, è essenziale preservarne l'efficienza e la funzionalità, rafforzando la sua autonomia, assicurando un adeguato supporto tecnico-scientifico, garantendo una gestione trasparente delle risorse finanziarie e un adeguato finanziamento per lo svolgimento delle sue attività tra cui quelle di controllo ambientale –:

   quali iniziative intenda adottare per rafforzare il ruolo di Ispra, garantendo una gestione corretta e trasparente del bilancio e un finanziamento adeguato per garantirne l'autonomia e lo svolgimento delle attività.
(5-04338)

DIFESA

Interrogazione a risposta scritta:


   BONELLI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

   verso le 15.30 del 25 giugno 2025 si è innescato un vasto incendio nel Parco naturale regionale Bracciano Martignano nel territorio di Anguillara Sabazia e Cesano di Roma che ha richiesto l'intervento per diverse ore di un canadair, di un elicottero della regione Lazio, di numerosi mezzi dei vigili del fuoco, di volontari di protezione civile e guardaparco, oltre che personale militare della limitrofa Scuola di fanteria;

   sembra che proprio da una esercitazione militare, con lancio bombe a mano del tipo Srmr 35, sia scaturito il vasto incendio che ha interessato decine di ettari di pascoli e bosco;

   istituito nel 1999, il Parco naturale regionale di Bracciano Martignano, si sviluppa su un territorio di circa 17.000 ettari a cavallo fra le province di Roma e Viterbo. Nel territorio del parco ricadono tre aree Sic (sito di importanza comunitaria) e un sito Unesco;

   il sito Unesco Patrimonio mondiale naturale dell'umanità è una foresta di faggio con una estensione di 73,73 ettari che fa parte del Sic IT6010034 e ha la peculiarità di crescere tra i 450 m s.l.m. e i 552 m s.l.m. di monte Raschio, quote molto inferiori rispetto alle faggete degli Appennini che crescono oltre i 900 m s.l.m. La faggeta è uno cinque siti italiani iscritti come patrimonio naturale nella lista del Patrimonio mondiale che, nonostante la vicinanza agli insediamenti abitati, conserva una natura incontaminata, con la presenza di alberi con 500 anni;

   di particolare interesse è il delicato e fragile ecosistema del lago di Martignano, caratterizzato da una ricca biodiversità sia in acqua che nelle aree circostanti: ospita diverse specie di pesci, tra cui anguille, tinche, persici sole, lucci e carpe, alcune delle quali introdotte dall'uomo. La flora del parco include una varietà di piante che vanno dalla macchia mediterranea alla faggeta, con boschi che occupano quasi il 40 per cento della superficie. Gli uccelli acquatici, come folaghe e moriglioni, trovano nei laghi un habitat importante, soprattutto durante i periodi di svernamento;

   ha avuto inizio il 15 giugno la campagna antincendio boschivo (Aib) 2025 che con l'arrivo della stagione estiva e delle alte temperature si rende necessaria per garantire un'adeguata risposta del sistema Paese, sia a livello regionale che nazionale, agli eventi calamitosi come gli incendi boschivi –:

   se sia vero che il 25 giugno 2025 era in corso una esercitazione con lancio di bombe a mano nel territorio del Parco naturale regionale Bracciano Martignano, esercitazione che ha probabilmente innescato il vasto incendio visto che successivamente sono stati ritrovati diversi residui di bombe a mano del tipo Srmr 35 e conseguentemente quali misure Aib fossero state prese per scongiurare il rischio di incendi boschivi;

   se non ritenga disporre una accurata indagine amministrativa al fine di verificare quale reparto ha svolto l'esercitazione, se il personale militare responsabile in grado abbia preso tutte le misure Aib necessarie ad evitare incidenti e conseguentemente comminare ai responsabili le relative sanzioni;

   se non ritenga doveroso vietare esercitazioni militari nel perimetro del Parco naturale regionale di Bracciano Martignano.
(4-05706)

GIUSTIZIA

Interrogazione a risposta scritta:


   GIACHETTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   l'interrogante è stato raggiunto dalla corrispondenza di una donna (M.T.), moglie di un detenuto nella casa di reclusione di Saluzzo (P.F.), la quale, essendo residente in Calabria, incontra insormontabili difficoltà ad effettuare i colloqui in presenza con il marito, colloqui che riguardano anche due figli minori, tra i quali una bambina di 9 anni che ha problemi di salute ed è impossibilitata a viaggiare;

   la signora precisa che la piccola non vede il padre da 3 anni, mentre l'altro figlio ha potuto vedere il padre un anno e mezzo fa; lei stessa riesce a raggiungere il marito solo una volta l'anno per problemi lavorativi; inoltre, il marito ha problemi di salute che il carcere ove si trova non è in grado di affrontare, tanto che puntualmente, di fronte a crisi con pressione sanguigna altissima e mal di testa lancinanti, è necessario ricorrere al 118;

   ciò che ha colpito l'interrogante è stato leggere la documentazione riguardante il rigetto da parte del Dipartimento amministrazione penitenziaria; alla richiesta di un avvicinamento per colloqui motivato con la dicitura «contenimento degli oneri finanziari a carico dell'amministrazione»;

   l'articolo 28 della legge sull'ordinamento penitenziario stabilisce che «particolare cura è dedicata a mantenere, migliorare o ristabilire le relazioni dei detenuti e degli internati con le famiglie»; l'articolo 15, comma primo, considera l'agevolazione dei rapporti con la famiglia come uno degli elementi del «trattamento»; l'articolo 14 afferma che «i detenuti e gli internati hanno diritto di essere assegnati a un istituto quanto più vicino possibile alla stabile dimora della famiglia»; il terzo comma dell'articolo 18 stabilisce che «particolare cura è dedicata ai colloqui con i minori di anni quattordici»; mentre il quarto comma afferma che «particolare favore viene accordato ai colloqui con i familiari» –:

   se sia a conoscenza di quanto riportato in premessa;

   se ragioni di contenimento degli oneri finanziari dell'amministrazione penitenziaria possano conculcare diritti fondamentali previsti dalla Costituzione e dalle norme penitenziarie del nostro ordinamento;

   se non ritenga urgentissimo di dover adottare iniziative di competenza per garantire al nucleo familiare di cui in premessa (padre detenuto, moglie e figli minori) il diritto ai colloqui in presenza al fine di tutelare concretamente il mantenimento delle relazioni familiari e affettive;

   quali iniziative di competenza intenda mettere in atto per garantire il diritto alla salute di P.F. detenuto nel carcere di Saluzzo.
(4-05701)

IMPRESE E MADE IN ITALY

Interrogazione a risposta scritta:


   GHIRRA, GRIMALDI e MARI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   Exor ha venduto una parte del gruppo Iveco, a metà tra il colosso indiano Tata Motors e Leonardo. Dopo mesi di indiscrezioni, la holding della famiglia Agnelli-Elkann ha concluso la cessione del ramo militare Iveco defence vehicles (Idv) alla società italiana a controllo pubblico del settore aerospaziale e della difesa, in cordata con il partner tedesco Rheinmetall;

   a completare il quadro il passaggio del comparto civile al costruttore Tata Motors: l'opa volontaria del valore di circa 3,8 miliardi, escludendo le attività di difesa e i proventi netti derivanti dalle attività di difesa, sarà promossa da una nuova srl di diritto olandese interamente controllata dalla casa automobilistica indiana;

   Il tandem Leonardo-Rheinmetall ha sottoscritto l'accordo di acquisizione con un'offerta da 1,7 miliardi, debito incluso, si integra con i programmi di riarmo già in corso in Italia, tra cui una maxi commessa da 23 miliardi di euro per la fornitura di blindati e carri armati nei prossimi dieci anni. Idv, con ricavi 2024 pari a 1,13 miliardi (+15 per cento anno su anno), è una pedina preziosa nello schema industriale;

   parallelamente, Exor ha lavorato a un accordo separato con Tata Motors per il resto del perimetro Iveco (camion, autobus, veicoli industriali), che occupa oltre 35.000 dipendenti nel mondo, di cui circa 14.000 in Italia, con siti produttivi a Torino, Brescia, Suzzara, Foggia e Bolzano;

   la holding, principale azionista di Iveco Group, ha assunto l'impegno irrevocabile a sostenere l'offerta pubblica di acquisto e portare in adesione la propria partecipazione azionaria, di circa il 27,06 per cento del capitale e del 43,11 per cento dei diritti di voto complessivi;

   la partnership tra la famiglia Agnelli e il gruppo Tata risale agli anni '50 e tramite questa operazione rafforza la presenza del conglomerato indiano nel mercato europeo dei veicoli industriali, consentendogli di acquisire tecnologie, piattaforme e capacità produttive consolidate;

   sul fronte del lavoro il quadro resta tuttavia incerto. Il Governo ha convocato un tavolo con i sindacati il 31 luglio, ma la stessa Iveco non dovrebbe partecipare all'incontro. Le organizzazioni dei lavoratori temono che possano esserci ricadute negative sui 14.000 dipendenti italiani, tra tagli e possibili delocalizzazioni;

   a seguito dell'acquisizione, il colosso indiano avrebbe assicurato tramite una nota che non chiuderà alcun impianto o sito produttivo di proprietà o utilizzato da Iveco Group e non ridurrà la forza lavoro; Exor prosegue il progressivo disimpegno dal comparto automobilistico e della mobilità, già avviato con la fusione di Fiat Chrysler in Stellantis e con la cessione di Magneti Marelli nel 2018 ed ha intrapreso negli ultimi anni una strategia di diversificazione verso settori a più alto potenziale di crescita come il lusso (con l'ingresso in Christian Louboutin e Shang Xia), la sanità (Philips Healthcare) e la tecnologia –:

   se non intenda esercitare il golden power per evitare la vendita al fine di tutelare un asset strategico per l'Italia e per garantire la tutela occupazionale dei lavoratori degli stabilimenti del gruppo Iveco nel nostro Paese, nonché le prospettive industriali per il futuro del gruppo Iveco in Italia e della complessiva filiera automotive nazionale, data la necessità che Iveco mantenga la propria autonomia progettuale, di ricerca e sviluppo oltre che produttiva.
(4-05713)

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interrogazione a risposta orale:


   ZANELLA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   con atto di sindacato ispettivo n. 4-02425, cui non è stata data alcuna risposta, il 1° marzo 2024 l'interrogante chiedeva al Ministro interrogato di sapere se la nomina il 16 febbraio 2024 dell'amministratore delegato della società infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 spa (di seguito Simico) – architetto Fabio Massimo Saldini – fosse avvenuta in conformità al disposto di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39;

   Simico è da ricomprendere tra le società controllate pubbliche in house ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettere d) e o) del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175. Conseguentemente, soggiace ai princìpi fondamentali sull'organizzazione e sulla gestione dettati dagli articoli 6, 11, 16 e 19 del decreto legislativo n. 175 del 2016 (disciplina sugli organi amministrativi e di controllo, sulle società in house e regole sulla gestione del personale);

   la Simico è vigilata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in capo al quale ricade il controllo analogo congiunto, da esercitare, d'intesa con le regioni Lombardia e Veneto e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;

   nella seduta del 23 dicembre 2021 il consiglio di amministrazione di Simico ha determinato la remunerazione dell'amministratore delegato ai sensi dell'articolo 2389, comma 3, del codice civile, nella misura di euro 192.000;

   nella seduta del 20 aprile 2022 il consiglio di amministrazione ha deliberato la modifica dell'organigramma della Società, mediante l'inserimento della figura del direttore generale. Contestualmente il consiglio di amministrazione ha attribuito all'amministratore delegato deleghe operative, per le funzioni di direttore generale, in materia di spese, operazioni bancarie, personale e gestione del patrimonio;

   nella seduta del 21 luglio 2022 il consiglio di amministrazione ha deliberato, fermo il limite massimo «del trattamento economico annuo omnicomprensivo da corrispondere agli amministratori, ai titolari componenti degli organi di controllo, ai dirigenti e ai dipendenti», previsto dall'articolo 11, comma 6, del decreto legislativo n. 175 del 2016, considerata la dimensione qualitativa e quantitativa delle deleghe operative, dei poteri esecutivi intrinseci alla carica e delle responsabilità intestate per le funzioni di direttore generale, il riconoscimento allo stesso del compenso di 180.000 euro annui lordi;

   la Corte dei conti nella determinazione del 17 aprile 2025, n. 48, (Determinazione e Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Simico s.p.a. – 2023) ha posto in evidenza come: «Il modus procedendi presuppone una cumulabilità tra compenso dell'organo di amministrazione e titolare di un rapporto di lavoro con la società, in difformità rispetto al dettato normativo di cui all'articolo 11, comma 12, del decreto legislativo n. 175 del 2016 (in base al quale “Coloro che hanno un rapporto di lavoro con società a controllo pubblico e che sono al tempo stesso componenti degli organi di amministrazione della società con cui è instaurato il rapporto di lavoro, sono collocati in aspettativa non retribuita e con sospensione della loro iscrizione ai competenti istituti di previdenza e di assistenza, salvo che rinuncino ai compensi dovuti a qualunque titolo agli amministratori”). Al medesimo, pertanto, non spettava il compenso percepito nella qualità di direttore generale. Tutti i relativi importi percepiti vanno conseguentemente recuperati» –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non intenda verificare nell'esercizio di vigilanza sulla Simico quanto abbia percepito cumulativamente fino ad oggi l'architetto Fabio Massimo Saldini, se lo stesso abbia rinunciato ai compensi di amministratore delegato e, in caso contrario, se non ritenga di assumere iniziative di competenza per garantire il recupero degli importi eventualmente indebitamente percepiti.
(3-02138)

Interrogazione a risposta scritta:


   SERRACCHIANI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   da notizie stampa risulta che l'europarlamentare Anna Maria Cisint ha preso parte, come uditrice, alla riunione del Comitato di gestione portuale dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale che si è riunito il 29 luglio 2025;

   nella stessa giornata il Commissario straordinario dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale Antonio Gurrieri ha annunciato, in una nota inviata al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ed al presidente della regione, la decisione di rassegnare le proprie dimissioni dall'incarico di Commissario straordinario rinunciando nel contempo anche alla candidatura a presidente dell'ente a causa dell'inchiesta giudiziaria che lo ha coinvolto;

   la riunione del comitato di gestione è stata la prima a cui Gurrieri partecipava nelle vesti di commissario straordinario e non è chiaro a che titolo la Cisint vi abbia preso parte;

   infatti il Comitato di gestione è un organo collegiale composto dal presidente dell'AdSP (che lo presiede) e dai rappresentanti di regione Friuli Venezia Giulia, comune di Trieste e Capitaneria di Porto –:

   a quale titolo la Cisint abbia partecipato alla riunione del comitato di gestione portuale dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale e se risulti quali motivazioni hanno reso necessaria la sua presenza.
(4-05711)

INTERNO

Interrogazione a risposta scritta:


   COLOMBO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   le forze di polizia svolgono quotidianamente un ruolo essenziale nella tutela della sicurezza dei cittadini e meritano di essere supportate con dotazioni moderne, adeguate e coerenti con le sfide operative attuali;

   sin dal suo insediamento, infatti, il Governo ha dimostrato particolare attenzione nei confronti di tale argomento, lavorando con determinazione per garantire agli operatori condizioni di lavoro più sicure, funzionali ed efficaci, anche attraverso l'adozione di nuovi strumenti, tra cui il taser (arma ad impulsi elettrici), che rappresenta indubbiamente un passo significativo nel rafforzamento della capacità operativa degli agenti e nella tutela dell'incolumità sia degli operatori sia dei cittadini coinvolti in situazioni critiche;

   secondo dati forniti dallo stesso Ministero dell'interno, sono stati circa 4.500 i dispositivi taser distribuiti tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza nelle principali città italiane, con un programma di estensione progressiva anche ad altri territori e con riscontri operativi generalmente positivi, sia in termini di deterrenza sia di riduzione del contatto fisico durante gli interventi;

   in quest'ottica di ammodernamento delle dotazioni, potrebbe risultare utile valutare, con la dovuta gradualità e attenzione, l'adozione di soluzioni già diffuse in ambito europeo, come i gilet tattici modulari, che possono contribuire a migliorare l'equilibrio e la distribuzione del carico operativo dell'agente, in affiancamento al tradizionale cinturone;

   tali dispositivi, oltre a favorire una maggiore libertà di movimento, risultano utili anche ai fini della protezione dell'operatore da aggressioni fisiche o con armi da taglio, aumentando il livello di sicurezza nelle operazioni più delicate di controllo del territorio;

   l'eventuale introduzione dei gilet tattici potrebbe, quindi, rappresentare un ulteriore passo in avanti nella direzione già intrapresa dal Governo verso una maggiore efficacia e sicurezza dell'azione di polizia –:

   se il Ministro interrogato intenda valutare l'opportunità di prevedere, nell'ambito dei prossimi interventi di potenziamento delle dotazioni operative, l'introduzione dei gilet tattici modulari come equipaggiamento standard per gli operatori delle forze di polizia, al fine di migliorarne ulteriormente la sicurezza e la mobilità durante le attività sul territorio.
(4-05702)

ISTRUZIONE E MERITO

Interrogazioni a risposta scritta:


   PICCOLOTTI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   da fonti di stampa si apprende che nell'attribuzione dei punteggi ai vincitori del concorso PNRR1 ci sarebbero delle disparità nei casi delle classi di concorso accorpate ai sensi del decreto ministeriale n. 255 del 2023;

   le classi di concorso interessate sarebbero A-01 nuova denominazione (che accorpa ex A-01 e ex A-17), A-12 nuova denominazione (che accorpa ex A-12 e ex A-22), A-22 nuova denominazione (che accorpa ex A-24 e ex A-25), A-30 nuova denominazione (che accorpa ex A-29 e ex A-30), A-48 nuova denominazione (che accorpa ex A-48 e ex A-49), A-70 nuova denominazione (che accorpa ex A-70 e ex A-72) e A-71 nuova denominazione (che accorpa ex A-71 e ex A-3);

   chi ha superato il concorso PNRR1 della classe di concorso A-12 non può affermare di averlo superato anche per A-22 in virtù dell'accorpamento, infatti non comparirà nella graduatoria di A.22 e non potrà ottenere l'assunzione da quella graduatoria ma solo da A-12. Comparirà nella graduatoria di A.22 solo in seguito a superamento del concorso per «lo specifico posto»;

   al contrario, nel momento in cui il candidato consegue l'abilitazione in una delle due classi di concorso, in virtù dell'accorpamento stabilito con decreto ministeriale n. 255 del 2023, l'abilitazione verrà estesa anche all'altra classe di concorso;

   diverso invece il caso in cui il candidato abbia superato il concorso anche o solo per l'altra classe di concorso. A tal fine, la dicitura «specifico posto» potrebbe riguardare anche l'altra classe di concorso dell'accorpamento, così come per la valutazione del servizio, che il Ministero ha avuto modo di specificare in apposita FAQ;

   il punteggio di servizio non viene valutato doppio, ma viene valutato con punteggio normale, anche se prestato per l'altra classe di concorso;

   per analogia, il punteggio derivante dal superamento del concorso potrebbe derivare dall'una o l'altra delle classi di concorso dell'accorpamento ma non certo essere doppio;

   invece risulta all'interrogante che in diverse regioni le commissioni Usr hanno invece attribuito questo doppio punteggio;

   il tema è rilevante, perché si tratta di ben 12,50 punti e raddoppiarli significa raggiungere, con un solo titolo, 25 punti sui 50 attribuibili in totale. Ovviamente ciò che va evitato è la mancanza di uniformità tra le regioni. Se nel 2025/26 potrebbe non essere avvertita perché comunque all'interno della stessa regione tutti avrebbero questo doppio punteggio, discorso diverso avverrà nel 2026/27 con la creazione dell'elenco regionale per le assunzioni a tempo indeterminato, come disposto dal Decreto Scuola 2025;

   se nell'elenco confluiranno candidati del concorso PNRR2 che avranno avuto una diversa valutazione dei titoli, a fronte di una stessa tabella di valutazione, il problema sarà evidente e per questo è urgente risolverlo ora –:

   se sia a conoscenza di quanto riportato in premessa e se non intenda assumere iniziative al fine di uniformare su tutto il territorio nazionale i criteri di attribuzione dei punteggi del concorso PNRR1, con particolare riferimento classi di concorso accorpate ai sensi del decreto ministeriale n. 255 del 2023.
(4-05700)


   CAVANDOLI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   il servizio della mensa scolastica è gestito, di norma, dal comune di appartenenza della scuola, che formula un proprio regolamento di gestione del servizio;

   l'Italia ha destinato una parte dei fondi resi disponibili dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per finanziare l'estensione del tempo pieno scolastico ovvero ampliare l'offerta formativa delle scuole e rendere le stesse sempre più aperte al territorio, anche oltre l'orario scolastico, e accogliere le necessità di conciliare la vita personale e lavorativa delle famiglie;

   il Ministero interrogato, con circolare del 9 dicembre 2019 ha diramato «Indicazioni operative per l'organizzazione del tempo mensa» recependo anche la sentenza n. 20504 del 30 luglio 2019 resa a sezioni unite dalla Corte di cassazione e ha chiarito le finalità educative proprie del progetto formativo di cui il servizio di refezione è parte, evidenziando la ulteriore funzione di educazione all'alimentazione sana e di socializzazione tipica del pasto in comunità;

   le scuole, pertanto, sono chiamate a includere la programmazione del tempo mensa nel Piano triennale dell'offerta formativa, ad esplicitare gli aspetti connessi all'educazione alimentare e le condizioni di consumo mirate a soddisfare specifiche esigenze garantendo il raccordo con gli enti locali, titolari dell'erogazione del servizio di ristorazione scolastica, e le aziende sanitarie locali, competenti in merito agli aspetti igienico sanitari e di sicurezza alimentare;

   l'Efsa, in numerosi studi, ha evidenziato come la macellazione senza stordimento provochi un periodo di sofferenza evitabile per gli animali, in contrasto con i principi di benessere animale sanciti anche dall'articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea;

   il Regolamento (CE) n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l'abbattimento stabilisce l'obbligo dello stordimento preventivo degli animali, consentendo deroghe esclusivamente per motivazioni religiose. L'assenza di divieti per quanto concerne la sfera dell'alimentazione privata dell'individuo, non significa però l'invito di ricorrere a una tale tipologia diseducativa di pratica nei bandi pubblici, quando l'equilibrata dieta può essere assicurata attraverso il ricorso ad altri alimenti compatibili con la scelta religiosa che non violano il benessere animale;

   da settembre 2023 gli studenti frequentanti le scuole di Bologna possono optare per la dieta halal basata sulla presenza di pesce e di carne avicola certificata Halal e la stampa riporta che, secondo una comunicazione della direttrice del dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del comune di Bologna, Ribò (gestore del servizio di refezione scolastica nel comune) «ha predisposto tutte le condizioni produttive e selezionato, da un noto fornitore di carne avicola italiano, i prodotti provenienti da animali nati, allevati e macellati in Italia, in possesso della certificazione di macellazione conforme al rito islamico, rilasciato dal Centro islamico culturale d'Italia»;

   a parere dell'interrogante questa possibilità offerta alle famiglie non configura affatto un esempio di integrazione e un modo per imparare ad accettare la religione islamica bensì un appiattimento su integralismi religiosi molto distanti dalla nostra cultura di appartenenza e che non aiuta in alcun modo gli studenti islamici dal momento che la possibilità di optare per una dieta speciale per motivi religiosi viene sempre garantita ed è assolutamente possibile offrire pasti equilibrati e vari nel pieno rispetto dei precetti islamici pur senza ricorrere ad un sistema di macellazione in pieno contrasto con i principi di benessere animale;

   in definitiva, la scuola sembra essere, ancora una volta, al centro di un corposo tentativo di strumentalizzazione da parte di alcuni gruppi di pressione che vorrebbero superare il dibattito sociale, politico e istituzionale per indottrinare giovani studenti –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda assumere affinché in tutte le scuole del Paese, pur nel pieno rispetto delle esigenze religiose degli studenti, non vengano utilizzate carni macellate con il metodo halal.
(4-05704)

LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Interrogazioni a risposta in Commissione:


   SCOTTO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   Vincenzo Del Grosso, Ciro Pierro e Luigi Romano sono le vittime dell'ultima strage collettiva sul lavoro che si è consumata a Napoli, precipitati da oltre 20 metri per il cedimento della parte superiore del montacarichi di un'impalcatura mobile, mentre eseguivano lavori di manutenzione di un condominio al Vomero;

   due dei deceduti lavoravano in nero, mentre nessuno indossava il casco di protezione o l'imbragatura che permette di rimanere agganciati alle impalcature. Nessuna delle più elementari regole di sicurezza sembra siano state rispettate;

   il titolare della ditta individuale, Vincenzo Pietroluongo, nel 2022 è stato condannato a sei mesi in primo grado, poi prescritto in appello, per un analogo incidente nel 2015, in cui un suo dipendente, cadendo dall'alto durante lavori di ristrutturazione, rimase gravemente ferito è riportò una grave paralisi. Per tale incidente il lavoratore non ha ricevuto alcun risarcimento ed è in corso una causa civile;

   la procura di Napoli ha immediatamente aperto un'inchiesta e disposto un sopralluogo sul luogo dei grave incidente, iscrivendo sul registro degli indagati, come atto dovuto, il titolare dell'impresa, il coordinatore della sicurezza del cantiere, l'amministratore del condominio e la società che ha noleggiato il montacarichi;

   ai sensi dell'articolo 27 del decreto legislativo n. 81 del 2008, come recentemente modificato dal decreto-legge n. 19 del 2024, dal 1° ottobre 2024 le imprese edili devono possedere la cosiddetta «patente a crediti»;

   a parere dell'interrogante, anche dalla breve descrizione degli accadimenti sopra indicata, la semplice previsione del possesso della patente a crediti, soprattutto dopo l'emanazione dei decreti attuativi, appare del tutto inadeguata a garantire standard di sicurezza accettabili, se non accompagnata da una puntuale e sistematica azione di vigilanza sul rispetto della normativa nei cantieri;

   nei soli primi cinque mesi dell'anno sono stati registrati 386 morti sul lavoro, un incremento del 4,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024;

   in occasione del recente dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ai sensi dell'articolo 14-bis del decreto legislativo n. 81 del 2008, è stato proposto di favorire l'utilizzo delle nuove tecnologie per assicurare il riconoscimento delle persone che operano nei cantieri, la regolarità del loro rapporto di lavoro e il loro grado di formazione –:

   quali urgenti iniziative intenda adottare per accertare, per quanto di competenza, se l'impresa in questione fosse in possesso della patente a crediti e se non ritenga che, per come è stata regolamentata, tale patente non rischi di tradursi in un inutile aggravio burocratico che non garantisce alcun incremento della sicurezza nei cantieri.
(5-04337)


   LAI e GHIRRA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   con il nuovo bando Home care premium (Hcp) 2025-2028, l'Inps ha modificato l'impianto delle prestazioni domiciliari per le persone non autosufficienti, con impatti significativi sull'accesso ai servizi e sul ruolo del terzo settore;

   organizzazioni della cooperazione sociale, sindacati e ambiti territoriali sociali hanno segnalato gravi criticità: tra cui i malfunzionamenti della piattaforma Inps e difficoltà di accreditamento, soprattutto per i dipendenti delle cooperative sociali;

   in molti casi, i professionisti non riescono a completare l'accreditamento indicando la cooperativa di appartenenza; i beneficiari non possono selezionarli né pianificare gli interventi per mancanza di informazioni sul budget disponibile. Si aggiungono incertezze su fatturazione, tempi di pagamento e assenza di regole chiare per la sostituzione del personale;

   con riferimento agli educatori socio-pedagogici, taluni uffici di piano hanno richiesto l'iscrizione a un albo ancora in fase di istituzione, escludendo figure che la legge n. 15 del 2025, di conversione del decreto-legge n. 202 del 2024 (articolo 10, comma 8-sexies) autorizza ad operare in via transitoria previa presentazione della domanda d'iscrizione;

   in Sardegna, risulta assente sul mercato la figura Osa con qualifica regionale, mentre da anni l'assistenza di base è garantita da operatori esperti ma privi del titolo formale, ora esclusi dal nuovo bando con rischio di interruzione dei servizi e perdita occupazionale;

   la conferenza dei sindaci dell'Ats Nuoro ha evidenziato l'eliminazione di prestazioni fondamentali (Oss, sollievo ai caregiver, centri diurni, trasporto, ausili, pasti), indispensabili per una platea costituita in larga parte da over ottantenni con gravi limitazioni funzionali e Isee basso;

   nella risposta all'interrogazione 5-04133 del 24 giugno 2025, il Governo ha riferito che l'Inps ha reintrodotto alcune figure (Oss, Osa), previsto una «abilitazione individuale» temporanea per i dipendenti delle cooperative, aumentato il budget individuale del 25 per cento per compensare i servizi eliminati e previsto una maggiorazione del 15 per cento se gli Ats rinunciano ai convenzionamenti;

   tuttavia, le criticità sul campo permangono, e non risulta alcuna evidenza che l'aumento del budget sia sufficiente a compensare la mancanza di servizi quotidiani fondamentali –:

   quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare per:

    a) risolvere i problemi operativi della piattaforma (accreditamenti, accesso ai dati, pianificazione, fatturazione, sostituzioni);

    b) rendere operativa l'abilitazione diretta degli enti del terzo settore per l'inserimento dei dipendenti, con indicazione dei tempi previsti;

   se intenda emanare una circolare interpretativa che assicuri l'applicazione del regime transitorio previsto dalla legge n. 15 del 2025 per gli educatori socio-pedagogici, accettando la prova della domanda d'iscrizione all'albo;

   se non ritenga necessario, almeno in via transitoria, assumere iniziative volte a ripristinare le prestazioni integrative storiche (Oss, sollievo, centri diurni, trasporto, ausili, pasti), in coerenza con i Leps e con la reale composizione della platea Hcp attivando un confronto con Anci, regioni e terzo settore;

   quali dati e analisi giustifichino la scelta di sostituire tali servizi con un incremento del 25 per cento del budget individuale e come si intenda monitorare l'effettiva efficacia del nuovo impianto (indicatori, tempistiche, possibilità di moratoria);

   se ritenga opportuno rendere obbligatorio l'utilizzo della piattaforma Sicare per tutti i soggetti coinvolti, al fine di garantire tracciabilità, trasparenza e semplificazione amministrativa;

   quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di assicurare una vigilanza ed evitare fenomeni di dumping contrattuale e garantire l'applicazione dei Ccnl, della normativa sulla sicurezza (decreto legislativo n. 81 del 2008) e delle tutele assicurative Inail anche nel caso di operatori non organizzati in forma collettiva.
(5-04339)

Interrogazione a risposta scritta:


   SOUMAHORO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il PNRR ha destinato 200 milioni di euro a 29 comuni in 8 regioni, di cui molti milioni destinati alla Capitanata per il superamento degli insediamenti dei braccianti agricoli, obiettivo della «Missione 5 Inclusione e Coesione» che prevede il recupero di soluzioni alloggiative dignitose per i lavoratori del settore agricolo;

   da notizie riportate dalla stampa si evince che c'è un forte rischio di non riuscire a spendere, entro il termine del giugno 2026, gran parte dei 200 milioni previsti dal PNRR per il superamento degli indegni insediamenti dei lavoratori agricoli di cui gran parte sono immigrati. Vista la situazione il Governo avrebbe manifestato la volontà di utilizzarli come incentivi alle imprese affinché realizzino le strutture di accoglienza dei braccianti;

   il 23 luglio 2025 il Commissario straordinario per il superamento dei ghetti ha comunicato lo «sblocco» di 12 progetti per un ammontare di circa 26 milioni e per appena 700 persone. Nel frattempo diversi territori hanno rinunciato alla costruzione delle strutture abitative. Sembra, tra l'altro che alcuni dei contesti coinvolti abbiano rinunciato ed accantonato i progetti originari per puntare a soluzioni temporanee come i container. Una misura di emergenza che non costituisce certo una sistemazione abitativa dignitosa;

   il cuore degli interventi, come detto, è rappresentato dalla Capitanata, in provincia di Foggia, che costituisce il territorio simbolo dell'emergenza;

   in risposta ad un atto di sindacato ispettivo dell'interrogante sulle problematiche accennate il Ministero del lavoro aveva garantito che le strutture sarebbero state effettivamente insediate entro il termine del giugno 2026. Ma, come detto sopra, questo termine non sembra poter essere raggiunto;

   occorre, quindi, velocizzare la realizzazione delle soluzioni abitative, affrontando al contempo in modo adeguato le problematiche relative all'inserimento dei braccianti nel tessuto economico-sociale e culturale del Paese –:

   se corrisponda al vero che gli alloggi per i lavoratori agricoli saranno effettivamente costruiti dalle imprese e in quali tempi e modalità;

   se non sia necessario chiarire le ragioni che hanno determinato, per il momento, la sospensione della costruzione delle strutture per i lavoratori agricoli secondo le modalità previste originariamente dal PNRR;

   in particolare quali siano i soggetti o enti attuatori degli interventi nei territori della provincia di Foggia.
(4-05703)

PROTEZIONE CIVILE E POLITICHE DEL MARE

Interrogazione a risposta scritta:


   CARMINA. — Al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, al Ministro dell'interno, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   negli ultimi giorni la Sicilia è diventata scenario di un vastissimo e drammatico fronte di incendi che hanno coinvolto diverse province, con le fiamme che hanno distrutto ettari di vegetazione, fino a lambire pericolosamente i centri abitati;

   le attività di contenimento dei roghi hanno richiesto un intervento straordinario e sinergico da parte di protezione civile, vigili del fuoco, corpo forestale e volontari;

   le fiamme, propagatesi con preoccupante velocità a causa del forte vento caldo, hanno interessato diverse zone della provincia di Trapani (Monte Cofano, Macari, Scopello, Castelluzzo, Riserva Naturale dello Zingaro, Calatafimi e Segesta, Erice, Alcamo, Dattilo, Mazara del Vallo), Agrigento (Burgio, Racalmuto, Ribera, Agrigento, Favara, Licata e Palma di Montechiaro), ma anche delle province di Palermo, Enna, Ragusa e Siracusa;

   in taluni casi è stato necessario l'evacuazione dei cittadini dalle abitazioni situate in prossimità dei roghi;

   secondo i dati resi noti dal recente dossier «Italia in fumo» di Legambiente, nei primi sette mesi del 2025, in Italia, si sono verificati 653 incendi (media di 3,3 incendi al giorno) che hanno bruciato 30.988 ettari di territorio e 6.261 ettari di aree Natura 2000. Più colpito il meridione con la Sicilia in testa alla classifica per ettari percorsi dalle fiamme;

   come chiarito dall'ultimo Rapporto Ecomafia diffuso il 10 luglio 2025, nel 2024 in Italia sono 3.239 i reati accertati relativi a incendi boschivi e di vegetazione, prevalentemente dolosi, ma anche colposi, dei quali il 95 per cento contro ignoti;

   nel citato report «Italia in fumo», Legambiente ha elencato un pacchetto di proposte per il contrasto alla descritta criticità che si ripete ogni anno con preoccupante ricorrenza, con proporzioni devastanti specialmente nella stagione estiva e nell'ambito delle giornate di forte scirocco. Tali proposte riguardano il coordinamento istituzionale, la pianificazione forestale, urbanistica e antincendio, la gestione sostenibile delle aree rurali, il coinvolgimento delle comunità locali, il ripristino le aree colpite, il potenziamento dei presìdi territoriali e l'inasprimento delle sanzioni penali;

   com'è noto, il fenomeno degli incendi provoca effetti cumulativi sulla biodiversità, sulla sicurezza delle comunità locali e sull'equilibrio idrogeologico dei territori, contribuendo in maniera significativa all'avanzare della desertificazione della Sicilia;

   in tale contesto si evidenzia la rilevanza strategica dell'impiego di tecnologie avanzate per finalità di prevenzione, monitoraggio e gestione del rischio, quali sistemi di intelligenza artificiale, internet of things, sensori ambientali intelligenti, nonché l'implementazione del telerilevamento e monitoraggio satellitare in tempo reale con la mappatura dinamica delle aree a maggior rischio su base climatica, vegetazionale e antropica –:

   se il Governo non intenda attivarsi al fine di promuovere un piano nazionale straordinario per il rafforzamento delle attività di prevenzione e gestione del rischio incendi, in coerenza con le proposte formulate da Legambiente, anche facendo ricorso all'adozione diffusa di tecnologie digitali e intelligenti, nonché piattaforme integrate di analisi dei dati ambientali e meteorologici finalizzate all'allerta preventiva, al monitoraggio satellitare e al telerilevamento per la sorveglianza continua delle aree boscate e rurali;

   se intenda adottare iniziative, in collaborazione con le regioni, per potenziare la rete dei presidi territoriali permanenti di prevenzione e controllo degli incendi boschivi, anche mediante l'incremento delle dotazioni organiche e strumentali del corpo forestale, dei vigili del fuoco e delle unità di volontariato;

   se, in considerazione della vastità dell'incendio che ha colpito varie aree della Sicilia, non ritenga di dover proporre, in sede di Consiglio dei ministri, la deliberazione dello stato di emergenza ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 1 del 2018;

   quali misure urgenti di ristoro e sostegno economico intenda attivare per garantire indennizzi ai soggetti che abbiano subito danni materiali o perdita di reddito, nonché per sostenere gli enti locali nei costi straordinari sostenuti per le attività di emergenza, contenimento, bonifica e ripristino ambientale.
(4-05714)

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Interrogazione a risposta scritta:


   CARMINA. — Al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   secondo quanto noto all'interrogante, nell'ambito di numerosi concorsi pubblici indetti da amministrazioni centrali i relativi bandi hanno previsto, tra le modalità di svolgimento delle prove, la possibilità di individuare sedi decentrate a livello regionale per lo svolgimento delle stesse;

   per i candidati residenti in Sicilia, la sede concorsuale prescelta risulta frequentemente coincidere con il Centro fiera del Sud di Siracusa (Siracusa), ubicato nella parte sud-orientale dell'Isola;

   tale collocazione geografica determina rilevanti difficoltà logistiche per i candidati provenienti dalle province di Trapani, Agrigento, Palermo ed Enna, i quali sono costretti a lunghi spostamenti con mezzi propri (da un minimo di 2 a un massimo di 4 ore di viaggio) ovvero con mezzi pubblici (con tempi di percorrenza che possono variare dalle 5 alle 11 ore), a fronte della possibilità, spesso esclusa, di utilizzare sedi più prossime e meglio collegate alla propria residenza;

   questa situazione incide negativamente sul principio di parità di accesso e pari condizioni di partecipazione alle procedure concorsuali pubbliche, sancito dall'articolo 97 della Costituzione, alterando l'equilibrio competitivo tra candidati e disincentivando la partecipazione di aspiranti provenienti dalle province occidentali e centrali della regione;

   inoltre, la difficoltà di accesso alla sede concorsuale può determinare condizioni di affaticamento fisico e stress psicologico tali da pregiudicare le prestazioni dei candidati, con potenziali riflessi negativi sull'esito delle prove, configurando così una disparità di trattamento di fatto;

   appare pertanto auspicabile una diversa distribuzione territoriale delle sedi concorsuali, anche mediante il coinvolgimento di ulteriori poli fieristici o strutture pubbliche idonee nelle province siciliane maggiormente penalizzate – quali Trapani, Agrigento, Palermo ed Enna – in coerenza con i principi di prossimità, proporzionalità ed equità –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza delle criticità sopra evidenziate in merito alla frequente individuazione della sede concorsuale di Siracusa quale unica sede per i candidati siciliani;

   se non ritengano opportuno, per quanto di competenza, promuovere indirizzi, linee guida o direttive che garantiscano una distribuzione più equilibrata delle sedi concorsuali decentrate, al fine di assicurare a tutti i candidati condizioni di effettiva equità e accessibilità;

   se siano in corso valutazioni o iniziative per includere, tra le sedi concorsuali della Sicilia, strutture ubicate anche nelle province occidentali e centrali, in modo da favorire la partecipazione e ridurre i disagi logistici a carico dei cittadini interessati.
(4-05708)

SALUTE

Interrogazione a risposta orale:


   GIRELLI, FURFARO, SCOTTO, FILIPPIN, IACONO, STEFANAZZI, ROMEO, MANZI, ORFINI, UBALDO PAGANO, SARRACINO, SIMIANI, FASSINO, MARINO, MALAVASI, FORATTINI, GHIO, CUPERLO, ANDREA ROSSI, DE LUCA, LAUS, DI BIASE, GRAZIANO, BERRUTO, BONAFÈ, LACARRA, EVI, LAI, FERRARI, DE MARIA, PORTA, PANDOLFO, SERRACCHIANI, CIANI e STUMPO. — Al Ministro della salute, al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare. — Per sapere – premesso che:

   il virus West Nile, trasmesso all'uomo tramite la puntura di zanzare del genere Culex, è una zoonosi endemica in diverse aree d'Italia e può provocare nei casi più gravi forme neuro-invasive come encefaliti e meningiti, soprattutto nei soggetti immunocompromessi o anziani, causando in alcuni casi esiti invalidanti o letali;

   nell'estate 2025 la circolazione del virus si è manifestata con un incremento preoccupante di casi umani, con un andamento particolarmente anticipato e aggressivo rispetto agli anni precedenti, come confermato dal bollettino dell'istituto superiore di sanità aggiornato al 23 luglio 2025, che riportava già 32 casi confermati, di cui 23 con sintomatologia neuro-invasiva, e due decessi ufficiali, uno in Piemonte e uno nel Lazio;

   nelle settimane successive si è assistito a un rapido aggravamento del quadro, con un bilancio aggiornato che indica almeno 89 infezioni confermate e un numero di decessi che avrebbe già raggiunto le 8 unità, secondo quanto riportato dall'Istituto superiore di sanità con particolare incidenza nelle regioni del Centro-Sud, in particolare nel Lazio e in Campania;

   l'istituto per le malattie tropicali di Verona stima, attraverso modelli epidemiologici, che i contagi reali siano in realtà significativamente più alti, nell'ordine di 10.000 casi, tenendo conto che nella maggior parte dei soggetti l'infezione decorre in forma asintomatica o simil-influenzale e non viene intercettata dal sistema di sorveglianza;

   il Ministero della salute, in data 21 luglio 2025, ha diffuso una circolare operativa per rafforzare le attività previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi 2020-2025, attivando il numero verde 1500 e invitando regioni, Asl e comuni a intensificare la sorveglianza entomologica, la segnalazione dei casi e le attività di disinfestazione e informazione rivolta alla popolazione;

   nonostante l'indicazione di tali misure, diverse amministrazioni locali segnalano criticità operative, dovute all'assenza di fondi dedicati, alla difficoltà di attuare tempestivamente le bonifiche ambientali in assenza di un coordinamento centrale e alla carenza di campagne informative coordinate, lasciando di fatto le singole regioni e i comuni a gestire in autonomia la risposta sanitaria e ambientale all'epidemia;

   appare evidente come l'andamento climatico estivo, con temperature elevate e piogge irregolari, abbia creato condizioni ideali per la proliferazione delle zanzare e reso più rapida la diffusione del virus in territori anche non precedentemente interessati, coinvolgendo a oggi 31 province in almeno 10 regioni del Paese –:

   quali ulteriori iniziative urgenti il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, per garantire un coordinamento nazionale più efficace delle attività di prevenzione, bonifica e comunicazione pubblica, anche con lo stanziamento di risorse straordinarie dedicate ai territori più colpiti, e se non ritenga necessario potenziare la rete di sorveglianza clinica e veterinaria per intercettare precocemente nuovi focolai e monitorare la circolazione del virus valutando di avviare in queste settimane una campagna informativa unitaria a livello nazionale rivolta in particolare alle fasce di popolazione più fragili.
(3-02137)

Interrogazioni a risposta scritta:


   ZANELLA. — Al Ministro della salute, al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   il trasporto di animali vivi all'interno dell'Unione europea è regolato dal regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio del 22 dicembre 2004, relativo alla tutela degli animali durante il trasporto e le operazioni collegate, che stabilisce i requisiti minimi da rispettare per garantire il benessere degli animali durante i viaggi effettuati su strada, via mare, ferrovia o aereo;

   a livello nazionale, il decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151, prevede il sistema sanzionatorio per le infrazioni alle disposizioni contenute nel suddetto regolamento europeo in materia di trasporto animale;

   è attualmente in fase di revisione, da parte delle istituzioni europee, il regolamento (CE) n. 1/2005, con una proposta di nuova normativa presentata dalla Commissione europea nel dicembre 2023, alla luce delle evidenze scientifiche e delle indicazioni fornite dall'Efsa, che sottolineano l'urgenza di limitare la durata dei trasporti, vietare le movimentazioni di animali fragili, migliorare le condizioni di spazio nei mezzi e favorire la transizione dal trasporto di animali vivi a quello di carni e carcasse;

   l'associazione Essere Animali nei giorni di allerta caldo di metà luglio ha documentato i viaggi di animali vivi diretti verso i grandi macelli dell'Emilia-Romagna lungo l'autostrada A1 in direzione sud verso Modena;

   nelle immagini diffuse dall'associazione si vedono camion, perlopiù di suini destinati alla filiera DOP, al cui interno le temperature arrivavano a 45 gradi e in cui gli animali erano in evidente stato di sofferenza: boccheggiavano, presentavano bava alla bocca e un'alta frequenza respiratoria o avevano difficoltà ad abbeverarsi;

   a differenza di quanto avvenuto in anni precedenti, per il 2025 non è stata emanata alcuna nota ministeriale con indicazioni e limiti alle movimentazioni degli animali vivi per garantire una maggiore tutela del benessere animale in caso di temperature estreme –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali misure intendano adottare per rafforzare i controlli lungo le tratte percorse dai mezzi che trasportano animali vivi, intensificando la presenza di forze dell'ordine, medici veterinari e strumenti ispettivi adeguati, specialmente nei giorni più caldi;

   per quali ragioni, in vista della stagione estiva 2025, non sia stata predisposta alcuna circolare ministeriale mirata a intensificare le attività di controllo sanitario e di pubblica sicurezza, nonché a fornire indicazioni operative dettagliate agli autotrasportatori in caso di condizioni climatiche critiche;

   se intendano impegnarsi attivamente, nelle sedi istituzionali europee, per promuovere una revisione incisiva della normativa vigente in materia di trasporto di animali, sostenendo in particolare il divieto di esportazione verso Paesi terzi, l'adozione di standard più rigorosi per la tutela degli animali fragili e la transizione verso il trasporto di prodotti trasformati, come raccomandato dall'Efsa e dalla Corte dei conti europea.
(4-05705)


   BORRELLI. — Al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   il settore sanitario è caratterizzato da una considerevole presenza di associazioni di volontariato (Odv) che, in virtù della propria natura giuridica, impiegano sia personale dipendente sia volontario;

   il responsabile dell'ufficio gare e appalti della Bourelly Health Service srl, azienda specializzata in servizi di soccorso sanitario e assistenza operante nel Centro-Sud Italia, diffondendo una nota stampa, ha sollevato l'attenzione sulle presunte gravi distorsioni nel sistema di impiego delle organizzazioni di volontariato nel settore sanitario con particolare riferimento all'area di Napoli;

   lo stesso responsabile sottolinea come le organizzazioni operino su due piani paralleli e difficilmente conciliabili con personale diverso a seconda del rapporto con le aziende sanitarie locale ovvero sia in regime di rimborso spesa sia erogando il servizio in conseguenza dell'aggiudicazione di una procedura di gara ad evidenza pubblica;

   nel regime dei rimborsi spesa, dove le Asl coprono i costi dichiarati dalle associazioni, le associazioni impiegherebbero prevalentemente personale dipendente mentre nelle gare pubbliche per l'affidamento del servizio le stesse presenterebbero offerte al ribasso giustificandole con l'impiego di volontari retribuiti simbolicamente, con appena 4,16 euro l'ora per turni di 12 ore;

   appare evidente che quanto dichiarato dalla nota stampa, se trovasse riscontri, costituirebbe una grave violazione dei contratti collettivi nazionali e della normativa sul lavoro;

   tale doppio regime genera, a detta del responsabile del Bourelly Health Service, un'enorme disparità nei costi dello stesso servizio, in quanto una postazione h24 con autista e infermiere può costare 35.000 euro mensili in regime di rimborso spesa e solo 20.000 euro se affidata tramite gara a evidenza pubblica;

   un eventuale distorsione dei costi che solleva legittimi sospetti sulla possibilità di mantenere standard di qualità e legalità con costi inferiori e soprattutto sulla scelta di optare per la prevalenza dei volontari in appalti pubblici e dei dipendenti in regime di rimborso spesa, con rimborsi più alti;

   la nota stampa riporta il caso emblematico della gara per i trasporti secondari della Asl Napoli 3 Sud, dove su una base d'asta di 20 milioni di euro, alcune Odv avrebbero presentato ribassi di 6 milioni, aggiudicandosi il servizio per soli 14 milioni di euro. Il responsabile dell'ufficio gare e appalti della Bourelly Health sottolinea come tale offerta possa essere sostenuta solo mediante l'utilizzo di volontari sottopagati;

   è opportuno verificare se quanto denunciato sopra trovi fondamento poiché in caso affermativo vi sarebbero delle serie ripercussioni sulla dignità e la sicurezza dei professionisti del soccorso, che opererebbero in condizioni quasi di sfruttamento con turnazioni lunghe ed estenuanti con il conseguente rischio di compromettere la sicurezza dell'utenza soccorsa, nonché sul rispetto di princìpi di concorrenza –:

   se i Ministri interrogati non intendano adottare iniziative di competenza, di concerto con la regione Campania, al fine di verificare se quanto espresso in premessa corrisponda al vero, ed in caso affermativo mettere in atto ulteriori iniziative di competenza finalizzate a garantire la sicurezza dei lavoratori del soccorso e dell'utenza soccorsa.
(4-05707)


   BOSCHI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   secondo quanto riportato da numerosi organi di stampa, nella giornata di ieri il virus del West Nile ha causato ulteriori tre decessi in Italia, due dei quali in Campania e uno nel Lazio, portando a nove il numero complessivo delle vittime registrate a partire dal mese di maggio;

   la trasmissione del virus all'uomo avviene principalmente attraverso la puntura di zanzare comuni del genere Culex, nella maggior parte dei casi l'infezione decorre in modo asintomatico, ma in una minima percentuale può evolvere in forme gravi di natura neurologica, quali encefaliti e meningiti, talvolta letali o con esiti permanenti;

   attualmente, secondo quanto indicato dall'Istituto superiore di sanità, non esistono né vaccini né terapie specifiche contro il virus del West Nile e per questo motivo l'unico strumento efficace è la prevenzione, che si basa esclusivamente sulla riduzione dell'esposizione alle punture di zanzara, mediante l'utilizzo di repellenti e zanzariere e sulla regolare eliminazione dei ristagni d'acqua, habitat ideale per la loro riproduzione;

   l'epidemiologo Roberto Burioni ha evidenziato la necessità di contrastare in modo tempestivo e sistematico la diffusione delle zanzare attraverso l'impiego di larvicidi e insetticidi, sottolineando come la battaglia contro il virus possa essere vinta riducendo drasticamente la presenza delle zanzare nei centri abitati, analogamente a quanto avvenuto in passato nella lotta alla malaria –:

   quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare, anche in collaborazione con le autorità sanitarie regionali e locali, per contenere la proliferazione della zanzara Culex, principale vettore del virus, attraverso interventi di disinfestazione, attività di monitoraggio ambientale e adeguate azioni di comunicazione finalizzate alla prevenzione del virus West Nile;

   se siano previste misure straordinarie o piani di sorveglianza epidemiologica rafforzata nelle aree maggiormente colpite, al fine di contenere la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica, in particolare delle fasce più vulnerabili della popolazione.
(4-05709)


   ZINZI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   continua a salire il bilancio delle vittime causate dal virus West Nile. I casi confermati si concentrano soprattutto nel basso Lazio e nella regione Campania, al momento la più colpita, con cinque decessi accertati, di cui quattro nella provincia di Caserta;

   la stampa locale ha raccolto in queste ore lo sfogo del direttore dell'unità operativa di Anestesia e rianimazione dell'Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione di Caserta. Il direttore ha lamentato «l'assenza di difese per i pazienti fragili» e ha rimarcato l'importanza delle attività di prevenzione e delle disinfestazioni mirate per arginare la diffusione del virus;

   nella giornata di ieri, è intervenuto a mezzo stampa il Presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Napoli, dichiarando che «i casi di infezione nella Regione sono un campanello d'allarme di un'attività di prevenzione che resta dimenticata» e che «se si fosse puntato di più anche sul potenziamento dei Dipartimenti di prevenzione, garantendo maggiori risorse e personale, oggi non ci troveremmo nella condizione di dover correre a fare bonifiche per ridurre i rischi connessi al virus West Nile»;

   desta preoccupazione l'assenza nella regione di un serio piano di sorveglianza e tutela delle persone fragili. La regione ha sollevato una polemica contro il competente Dipartimento del Ministero della salute – polemica di cui non si comprendono francamente le motivazioni sottostanti – ma non ha parlato di misure e azioni concrete da mettere in campo;

   ad aggravare ulteriormente la situazione si aggiunge il «pasticcio con giallo» – com'è stato definito da più parti – sulla nomina del direttore generale dell'Asl di Caserta. L'incarico sembrava inizialmente destinato al dottor Mario Ferrante, con delibera di giunta regionale n. 433 mai pubblicata e per questo ribattezzata «fantasma» dalla stampa locale. Si è pensato, però, di revocare successivamente la delibera in questione – per motivi che non è dato sapere – e di affidare l'incarico al direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone, già al centro delle polemiche per il caso brucellosi, il quale non può a sua volta essere nominato per motivi di incompatibilità;

   l'Asl di Caserta, seconda azienda sanitaria della Campania per complessità e numerosità di distretti ed ospedali gestiti, è quindi senza una guida formale, a pochi giorni da Ferragosto e nel mezzo di una situazione delicata anche a causa del virus West Nile –:

   se intenda promuovere iniziative, per quanto di competenza, a tutela dei pazienti fragili della regione Campania, anche valutando la sussistenza dei presupposti per l'avvio di iniziative ispettive, considerata l'esigenza di rafforzare le attività di prevenzione e sorveglianza del virus West Nile e la mancanza di una direzione strategica alla guida dell'Asl Caserta.
(4-05712)