XIX LEGISLATURA
ATTI DI CONTROLLO
AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Interrogazione a risposta immediata:
RICCARDO RICCIARDI, FRANCESCO SILVESTRI, AURIEMMA, ILARIA FONTANA, ALIFANO, QUARTINI e SANTILLO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
il genocidio in atto a Gaza rappresenta una delle atrocità peggiori della storia dell'umanità, che impone una reazione forte e urgente di tutta la comunità internazionale prima che sia troppo tardi;
forti segnali arrivano da molti Paesi, come attestato dalla lettera dei Ministri degli esteri di Andorra, Australia, Canada, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Nuova Zelanda, Portogallo, San Marino, Slovenia e Spagna in cui si annuncia la volontà, in vista dell'apertura dell'80° sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, di riconoscere lo Stato di Palestina «come passo essenziale verso la soluzione dei due Stati», invitando tutti i Paesi che non l'hanno ancora fatto ad aderire all'appello;
la decisione di questi Stati riveste un grande significato storico e simbolico, declinando in azione concreta i valori di pace, coerenza e giustizia;
anche il Ministro degli esteri tedesco ha confermato la posizione di Berlino sul riconoscimento dello Stato palestinese, affermando che «per la Germania esso deve avvenire alla fine di un processo che deve, però, iniziare ora. La Germania non si tirerà indietro di fronte a questo obiettivo»;
a luglio 2025 la Presidente del Consiglio dei ministri Meloni ha ricevuto una lettera da quaranta ex ambasciatori con la quale le chiedono, tra le altre cose, di riconoscere con urgenza lo Stato di Palestina e di sospendere qualsiasi rapporto di cooperazione militare, sostenendo che «ci sono momenti nella storia in cui non sono più possibili ambiguità, né collocazioni intermedie»;
il 4 agosto 2025 un alto funzionario dell'ufficio di Netanyahu ha annunciato l'intenzione di Israele di procedere all'occupazione totale di Gaza, peraltro sembrerebbe con il benestare degli Stati Uniti. Una dichiarazione folle che richiede un intervento urgente e fermo di tutta la comunità internazionale per fermare tale abominio;
seguendo i dettami del diritto internazionale che sancisce i diritti inalienabili del popolo palestinese e delle numerose risoluzioni dell'Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che hanno cristallizzato tali diritti, è un atto dovuto dare seguito al riconoscimento dello Stato di Palestina nel pieno rispetto del diritto internazionale e, oggi più che mai, urgente non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto umano –:
se intenda intraprendere urgenti iniziative volte al riconoscimento dello Stato di Palestina sulla base dei confini del 1967, nel pieno rispetto del diritto all'autodeterminazione dei popoli e del diritto internazionale.
(3-02139)
AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA
Interrogazione a risposta in Commissione:
EVI, SIMIANI, CURTI e FERRARI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:
la direttiva sulle plastiche monouso (Sup) prevede la raccolta selettiva dei contenitori per bevande in plastica del 90 per cento entro il 2029 (con un obiettivo intermedio del 77 per cento entro il 2025). In aggiunta, la direttiva Sup prevede il raggiungimento di un target minimo del 30 per cento di plastica riciclata nelle bottiglie stesse entro il 2030 (con un obiettivo intermedio del 25 per cento entro il 2025);
il regolamento imballaggi UE 2025/40 conferma l'obiettivo di raccolta selettiva del 90 per cento per bottiglie in plastica ed aggiunge anche le lattine per bevande; aumenta inoltre l'obiettivo di contenuto minimo di plastica riciclata al 65 per cento entro il 2040 a tali scopi, il regolamento prevede l'introduzione obbligatoria di un sistema di deposito cauzionale in tutti gli Stati membri a partire dal 1° gennaio 2029 in caso in cui non venga centrato l'obiettivo del 90 per cento di raccolta;
il PNRR ha destinato 2,1 miliardi di euro all'economia circolare (Missione 2, Componente 1, Misura 1), di cui 115 milioni di euro sono stati assegnati a 75 «progetti faro» per il trattamento ed il riciclo dei rifiuti in plastica;
in tale contesto, il Corepla si è aggiudicato 14.111.715 euro per l'implementazione di un progetto, denominato RecoPet, volto allo «Sviluppo di una rete integrata di raccolta selettiva e riciclo di bottiglie in plastica per bevande», mentre Coripet si è aggiudicato 3.186.000 euro per l'installazione di RVM nel Sud Italia;
risulta agli interroganti che l'implementazione del progetto RecoPet sia in ritardo e che l'obiettivo di raccolta sia lontano dall'assicurare i target previsti dalla disciplina europea;
si riscontra inoltre un marcato squilibrio territoriale tra le regioni del Nord e quelle del Sud, in apparente contrasto con l'obiettivo di rafforzare la raccolta differenziata proprio nelle aree in maggiore difficoltà e permangono incertezze riguardo alle quantità effettivamente raccolte e avviate a riciclo tramite le RVM finora installate;
in tale contesto, si ritiene possibile combattere efficacemente la dispersione nell'ambiente degli imballaggi per bevande a partire dall'introduzione, come previsto dal regolamento 2025/40, di un sistema di deposito cauzionale per bottiglie e lattine (Deposit return system – Drs), capace di garantire tassi di raccolta superiori al 90 per cento, come già avviene in altri 17 Paesi europei come la Germania (98 per cento); anche recentemente, Paesi a noi consimili, e sinora citati come «Paesi che non hanno il Drs», come la Spagna, hanno adottato disposizioni per introdurre il deposito cauzionale entro il 2026, essendosi accorti che senza tale strumento, gli obiettivi UE rischiano di non essere conseguiti;
secondo il documento «Il deposito cauzionale, questo sconosciuto», realizzato dall'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile Ets e A buon rendere, un sistema di deposito cauzionale potrebbe consolidare il ruolo dell'Italia come modello europeo nell'economia circolare e accelerare il raggiungimento degli obiettivi europei –:
quali siano i motivi dei ritardi nell'implementazione del progetto RecoPet;
quali iniziative ulteriori si intendano intraprendere onde assicurare il raggiungimento dell'obiettivo europeo del 90 per cento di raccolta entro il 2029 e del contenuto minimo di materia riciclata del 30 per cento entro il 2030 e del 65 per cento entro il 2040.
(5-04342)
DIFESA
Interrogazione a risposta scritta:
ORFINI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
la Croce Rossa italiana (C.R.I.), fino al 2012, ha operato in qualità di ente pubblico non economico, con personalità giuridica di diritto pubblico e in tale configurazione, era assoggettata alla normativa applicabile agli enti pubblici;
con il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, è stata attuata una profonda trasformazione giuridica della C.R.I., trasferendo le sue funzioni all'Associazione della Croce Rossa italiana, persona giuridica di diritto privato, pur rimanendo la stessa sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica e qualificata come ente ausiliario dei pubblici poteri nel settore umanitario;
il medesimo decreto ha riformato anche il corpo militare della Croce Rossa italiana, ausiliario delle forze armate, che ha mantenuto una peculiare struttura e inquadramento ai sensi del Codice dell'ordinamento militare (decreto legislativo n. 66 del 2010) e del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010;
ai sensi dell'articolo 1683 del Codice dell'ordinamento militare, l'allora Colonnello medico C.R.I. Gabriele Lupini, con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro della difesa e designazione del Presidente nazionale C.R.I., è stato nominato Ispettore nazionale del corpo militare C.R.I. con il grado di Maggior Generale, incarico che presuppone un iter formale, previsto espressamente dalla normativa militare;
in data 21 dicembre 2024, il Presidente nazionale della C.R.I., dottor Rosario Maria Gianluca Valastro, ha informato i Presidenti dei comitati e gli organi direttivi dell'Associazione di aver delegato le «funzioni di coordinamento» del corpo militare all'avvocato Gerardo Di Ruocco, Colonnello in congedo, e con il provvedimento del 23 dicembre 2024, n. 194, lo stesso Presidente ha formalizzato la delega al suddetto ufficiale in congedo, riammettendolo in servizio e conferendogli la facoltà di procedere a chiamate in servizio e collocamenti in congedo, ai sensi dell'articolo 1653 del Codice dell'ordinamento militare;
tuttavia, risulta evidente un conflitto con la normativa vigente, che non prevede simili procedure per la revoca o la sostituzione dell'Ispettore nazionale, il quale viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica;
la figura dell'Ispettore non può essere modificata tramite un atto unilaterale del Presidente della C.R.I., né può essere sostituita con una semplice delega a un ufficiale in congedo, in assenza di un formale contrarius actus;
e oltre al profilo giuridico, emergono anche gravi dubbi di legittimità sulla compatibilità poiché l'articolo 894 del Codice dell'ordinamento militare stabilisce l'incompatibilità tra l'attività militare e l'esercizio di altre professioni, salvo casi specifici espressamente previsti;
a ciò si aggiunge la questione della discrezionalità con cui è stato selezionato un ufficiale in congedo, e tale situazione ha generato forte disorientamento tra il personale del Corpo, interferenze nella catena di comando e un potenziale pregiudizio al corretto funzionamento del corpo militare volontario della Croce Rossa italiana, ausiliario delle forze armate, che necessita di guida competente, stabile e conforme alla legge –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti riportati e quali iniziative di competenza intenda adottare per ristabilire la legalità e la regolarità nell'organizzazione del corpo militare C.R.I., tutelando il corretto funzionamento delle sue attività e i diritti dei suoi appartenenti;
se non ritenga che quanto esposto in premessa costituisca una violazione della normativa vigente o un'interferenza nelle prerogative del Ministro della difesa;
se non ritenga altresì necessario avviare un confronto formale con la Presidenza della Croce Rossa italiana, al fine di scongiurare ulteriori interferenze nell'organizzazione gerarchica e normativa del corpo militare ausiliario delle forze armate.
(4-05724)
ECONOMIA E FINANZE
Interrogazioni a risposta immediata:
SOTTANELLI, BENZONI, BONETTI, D'ALESSIO e GRIPPO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
nell'ambito della misura del credito d'imposta per gli investimenti realizzati nella Zes unica per il Mezzogiorno, previsto dall'articolo 16 del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 162 del 2023, al fine di favorire la crescita produttiva e occupazionale nelle aree meridionali del Paese, è stato fissato, per l'anno 2025, il termine del 31 maggio per la presentazione delle domande;
ad oggi, a distanza di due mesi dalla scadenza del suddetto termine, a quanto consta agli interroganti risultano non ancora inviate alle imprese le comunicazioni contenenti l'ammontare del credito d'imposta effettivamente riconosciuto per gli investimenti, elemento essenziale per l'ordinazione e l'acquisizione dei beni oggetto di agevolazione;
inoltre, occorre considerare che il termine ultimo per la realizzazione degli investimenti, e quindi per il pagamento, la consegna e l'entrata in funzione dei beni, è stato fissato al 15 novembre 2025;
la mancata comunicazione in tempi congrui dell'eventuale ammontare del credito di imposta da parte dell'amministrazione competente rischia di compromettere la possibilità per numerose imprese beneficiarie di rispettare tale termine, considerati i tempi tecnici per l'approvvigionamento e la consegna dei macchinari, rischiando di compromettere l'effettività della misura agevolativa e, di conseguenza, danni economici a carico delle imprese operanti nelle zone economiche speciali –:
se non intenda attivarsi con la massima urgenza affinché sia assicurata una tempestiva conclusione dell'iter amministrativo e la comunicazione alle imprese dell'ammontare del credito d'imposta riconosciuto per gli investimenti nelle Zes unica, così da facilitare e consentire il rispetto del termine del 15 novembre 2025 previsto per la realizzazione degli investimenti agevolabili.
(3-02140)
UBALDO PAGANO, CURTI, MANZI, ASCANI, SARRACINO, GUERRA, LAI, MANCINI, ROGGIANI, GHIO, FERRARI, FORNARO e CASU. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
l'articolo 4 del decreto-legge n. 91 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 123 del 2017, ha istituito le cosiddette «zone economiche speciali» (Zes) e l'articolo 5, in relazione agli investimenti effettuati nelle zone economiche speciali, ha stabilito la possibilità di beneficiare del credito d'imposta di cui all'articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
i benefìci del suddetto credito d'imposta nelle zone economiche speciali sono stati prorogati al 31 dicembre 2023;
il decreto-legge n. 124 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162, ha istituito, a partire dal 1° gennaio 2024, la «Zes unica», che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna in sostituzione delle precedenti zone economiche speciali;
l'articolo 16 del decreto-legge n. 124 del 2023 ha riconosciuto un contributo sotto forma di credito d'imposta per le imprese che effettuano investimenti dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, relativi all'acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nella Zes unica. Tale credito è stato poi prorogato anche per gli investimenti analoghi effettuati nel corso del 2025;
rispetto alla rilevante estensione dell'area interessata (da 240 chilometri quadrati a più di 123.000 chilometri quadrati), le risorse stanziate per finanziare il richiamato credito di imposta sono state incrementate in misura risibile;
all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di lunedì 4 agosto 2025 vi era un provvedimento recante un ulteriore allargamento della Zes unica ai territori delle regioni Marche e Umbria;
come si evince dal testo circolato a mezzo stampa, tale allargamento non è accompagnato da un incremento, nemmeno minimo, delle risorse a disposizione del credito di imposta;
ad oggi, nonostante le numerose richieste e considerando l'importanza di verificare l'efficacia dello strumento tra il vecchio regime e l'attuale riferito ad un territorio molto più esteso, non si colgono le ragioni per cui non sia ancora stata svolta un'analisi comparata tra l'ammontare del credito di imposta effettivamente riconosciuto per gli investimenti effettuati nel corso del 2023 e il dato relativo al credito riconosciuto per gli investimenti effettuati nel 2024 –:
se intenda, per quanto di competenza, fornire le informazioni inerenti all'ammontare del credito d'imposta effettivamente riconosciuto per gli investimenti effettuati nel corso del 2023 e chiarire se, a fronte dell'annunciato allargamento della Zes unica a Marche e Umbria, sia previsto un incremento delle risorse a disposizione per il relativo credito di imposta.
(3-02141)
Interrogazione a risposta in Commissione:
TONI RICCIARDI e MEROLA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
i buoni fruttiferi postali (Bfp) costituiscono storicamente una delle principali forme di risparmio per le famiglie italiane, basata sulla fiducia nella garanzia dello Stato e nella trasparenza delle condizioni offerte;
con l'abrogazione dell'esenzione fiscale originariamente stabilita dall'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica n. 601 del 1973, gli interessi dei buoni fruttiferi postali sono stati assoggettati a ritenuta fiscale, i cui obblighi di versamento sono in capo a Cdp S.p.A., tenuta peraltro a presentare la dichiarazione del sostituto d'imposta (cosiddetto modello 770);
in materia di buoni fruttiferi postali della serie Q emessi successivamente al 13 giugno 1986 e anteriormente al 1° gennaio 1997, una crescente giurisprudenza di secondo grado, tra cui si annoverano le più recenti sentenze della Corte di Appello di Milano (n. 1914/2024), di Cagliari (n. 108/2025) e di Brescia (n. 444/2025 e n. 256/2025), ha ritenuto che la capitalizzazione degli interessi deve avvenire annualmente al netto della ritenuta fiscale del 12,50 per cento, in applicazione del combinato disposto dell'articolo 1, del decreto-legge 19 settembre 1986, n. 556, convertito con modificazioni dalla legge 17 novembre 1986, n. 759, dell'articolo 3, comma 2, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e dell'articolo 7, ultimo comma, del decreto del ministero del Tesoro 23 giugno 1997 il quale ha previsto che, per i buoni delle serie ordinarie contraddistinte, tra le altre, con la lettera «Q», gli interessi «continueranno, per i primi venti anni di vita del titolo, ad essere capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale», l'applicazione del principio di competenza anziché il principio di cassa comporta l'applicazione della ritenuta annualmente a prescindere dall'effettiva percezione delle somme da parte del sottoscrittore;
in materia di tassazione di tali interessi sembrano esistere due diverse normative confliggenti fra loro, infatti mentre la normativa primaria (decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, decreto-legge n. 556 del 1986 e relativa legge di conversione; decreto legislativo n. 239 del 1996) impone la tassazione soltanto al momento di percezione del reddito da parte del sottoscrittore, prevedendo una capitalizzazione annuale degli interessi al lordo dell'imposta sostitutiva del 12,50 per cento (che ai sensi del decreto ministeriale 23 dicembre 1998, n. 511, deve essere versata annualmente alla tesoreria dello Stato da Cdp S.p.A.), la normativa Secondaria (il decreto ministeriale 23 giugno 1997 richiamato) prevede la capitalizzazione annuale degli interessi al netto dell'imposta sostitutiva del 12,50 per cento;
molteplici pronunce di giudici di merito hanno sancito l'illegittimità della capitalizzazione al netto della ritenuta dal momento che il potere impositivo sorgerebbe al momento della percezione del reddito e non prima e oltretutto il contrasto fra le due normative andrebbe risolto con l'applicazione della normativa primaria che prevale su quella secondaria;
anche ad opinione degli interroganti sarebbe pertanto corretta l'applicazione della tassazione per competenza al momento di percezione del reddito da parte del sottoscrittore con una capitalizzazione annuale degli interessi al lordo dell'imposta sostitutiva –:
quali iniziative urgenti, anche di natura normativa o interpretativa intenda adottare affinché venga esplicitato che il corretto principio da applicare nel calcolo della ritenuta sui rendimenti dei citati buoni fruttiferi è quello di cassa sancendo in questo modo la potestà impositiva al momento della percezione del reddito da parte dei sottoscrittori e se possa in questa sede confermare che, in relazione ai buoni sopra menzionati, sia stato effettivamente versato all'Erario quanto dovuto.
(5-04341)
GIUSTIZIA
Interrogazioni a risposta scritta:
UBALDO PAGANO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
la segreteria regionale del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) ha segnalato con una nota ufficiale, datata 4 agosto 2025, la grave situazione in cui versa la casa circondariale di Taranto;
nel carcere di Taranto risultano ristretti circa 850 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di circa 500 posti (ridotti a circa 400 per la chiusura di un reparto), con un tasso di sovraffollamento tra i più alti in Italia;
il personale di polizia penitenziaria assegnato risulta essere inferiore alle 330 unità, di cui meno di un terzo effettivi, a fronte delle 348 previste;
tale carenza di organico costringe il personale a turni di lavoro che arrivano fino a 12 ore consecutive;
la carenza di personale e il sovraffollamento compromettono gravemente la sicurezza interna ed esterna, soprattutto a causa di episodi di violenza, della presenza di detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche e del fenomeno dei droni che introducono telefoni cellulari e sostanze stupefacenti all'interno della struttura;
sul piano sanitario, viene segnalato un eccesso di traduzioni presso strutture ospedaliere, spesso per codici verdi o per visite che potrebbero essere gestite in sede, con conseguente ulteriore depauperamento delle risorse umane e rischio concreto di evasioni durante i trasferimenti;
nonostante i numerosi appelli del personale e del sindacato, anche in occasione di visite istituzionali, le richieste di intervento non hanno finora trovato adeguata risposta da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), alimentando la percezione di un vero e proprio «abbandono»;
la situazione, oltre a minacciare la sicurezza degli agenti e della popolazione detenuta, incide sulla dignità minima dei detenuti, in violazione dei principi sanciti dall'articolo 27 della Costituzione, e potrebbe costituire un grave pericolo anche per la comunità di Taranto –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della drammatica situazione in cui versa la casa circondariale di Taranto e quali informazioni aggiornate disponga al riguardo;
se non ritenga necessario potenziare immediatamente l'organico della polizia penitenziaria a Taranto, portandolo almeno ai livelli previsti dalle dotazioni organiche, e garantire turni compatibili con la salute psicofisica degli agenti;
se non ritenga opportuno rafforzare la presenza di medici specialisti, in particolare psichiatri, all'interno della struttura, per ridurre le traduzioni sanitarie e garantire cure adeguate ai detenuti affetti da disturbi mentali.
(4-05715)
PITTALIS. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
così come si apprende dagli organi di stampa, il 17 settembre 2025 inizierà il programma «Lezioni di Mafie» su La7, che vedrà come protagonista principale il Procuratore Capo della Repubblica del Tribunale di Napoli, Dottor Nicola Gratteri;
a coloro che abbiano sollevato dubbi sull'opportunità e sulla legittimità della partecipazione del procuratore al programma, egli ha risposto pubblicamente in più occasioni sottolineando che la sua presenza fosse a titolo gratuito e che le registrazioni delle puntate siano avvenute durante il suo periodo di ferie;
così come esplicitato dalla circolare del Consiglio superiore della magistratura n. 22581 del 2015, è soggetta ad autorizzazione la partecipazione a programmi televisivi in maniera programmata, continuativa e non occasionale, anche se a titolo gratuito, nei quali vengano trattate specifiche vicende giudiziarie ancora non definite nelle sedi competenti;
la circolare di cui sopra evidenzia, ai fini dell'autorizzazione, la necessarietà della sussistenza di un effettivo ed obiettivo interesse pubblico all'espletamento dell'incarico (in tal caso la partecipazione al programma) e l'assenza di situazioni pregiudizievoli, anche solo potenzialmente, per l'immagine di imparzialità del magistrato e per il prestigio della magistratura. Inoltre, l'effettivo ed obiettivo interesse pubblico deve essere espressamente motivato;
la ratio di tali disposizioni risiede nell'esigenza, coerente con i principi costituzionali in materia, di assicurare l'esplicazione in totale indipendenza della funzione giudiziaria rispetto alla quale la libertà dei singoli recede. A ciò si accompagna anche l'interesse pubblico di evitare che lo svolgimento di talune attività extragiudiziarie possano pregiudicare, in via soggettiva od oggettiva, gravemente la credibilità e il prestigio del magistrato e, di riflesso, dell'ordine giudiziario –:
quali iniziative di propria competenza, anche di carattere ispettivo, il Ministro interrogato intenda adottare in relazione alla vicenda esposta in premessa.
(4-05723)
IMPRESE E MADE IN ITALY
Interrogazioni a risposta immediata:
BORDONALI, DARA, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BENVENUTO, DAVIDE BERGAMINI, BILLI, BISA, BOF, BOSSI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIERRO, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, SASSO, STEFANI, SUDANO, TOCCALINI, ZIELLO, ZINZI e ZOFFILI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
forte preoccupazione, specie tra i lavoratori e i territori coinvolti, sta destando la notizia – diffusa da diversi organi di stampa – circa una possibile trattativa in corso per la cessione di Iveco group al colosso indiano Tata motors;
dopo settimane di indiscrezioni su Iveco, la conferma è giunta direttamente dal gruppo controllante Exor: le trattative per la cessione della società e della sua divisione dedicata alla difesa, Iveco defence vehicles (Idv), sono giunte a uno stadio avanzato e sembrerebbe che la parte automotive sia destinata al colosso indiano Tata motors, mentre la divisione difesa vede in pole position il gruppo Leonardo, già partner industriale, affiancato dall'alleata tedesca Rheinmetall;
l'operazione coinvolge 19 siti industriali, di cui cinque in Italia (Torino, Brescia, Suzzara (Mantova), Foggia e Bolzano) e la forza lavoro di 36.000 dipendenti, di cui circa 14.000 nel nostro Paese;
il 31 luglio 2025 si è insediato presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il tavolo permanente per seguire, con azienda e parti sociali, il percorso di cessione avviato da Iveco, con l'impegno di coinvolgere – si legge nel comunicato stampa – «già a partire dalla prossima riunione, le società Leonardo e Tata group, in modo che possano illustrare le strategie e le prospettive di medio-lungo termine legate a queste operazioni industriali, insieme ai rappresentanti delle regioni in cui hanno sede gli stabilimenti» –:
se il Ministro interrogato intenda fornire ulteriori dettagli in merito all'esito del primo tavolo d'incontro citato in premessa, nonché al prosieguo dell'attenzione posta dal Governo sulla vicenda, anche al fine di rassicurare i tanti lavoratori coinvolti.
(3-02142)
D'ATTIS e BATTILOCCHIO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
il processo di transizione energetica post-carbone delle centrali di Cerano a Brindisi e di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia, avviato ai sensi dell'articolo 24-bis del decreto-legge n. 50 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 91 del 2022, norma introdotta da un emendamento proposto dagli interroganti, ha compiuto recentemente un ulteriore ed importante passo in avanti, ossia quello relativo alla presentazione delle manifestazioni d'interesse ad investire nella reindustrializzazione sostenibile delle due aree, sempre grazie a una ulteriore disposizione legislativa proposta dagli interroganti. Per ciascuna delle aree è stata prevista la nomina di un commissario di Governo ad hoc per accelerare, in sinergia con le altre istituzioni, la definizione e l'attuazione dell'accordo di programma, nonché le relative autorizzazioni nei territori interessati;
le manifestazioni di interesse per l'area di Brindisi, per la quale già è stato nominato un commissario di Governo, sono state 46, mentre quelle pervenute per l'area di Civitavecchia, per la quale è ancora in corso il processo di nomina, sono state 28, segno del grande interesse ad investire da parte dei gruppi aziendali privati: tali proposte rappresentano un'indicazione positiva davvero importante e presto andranno rese note;
allo stato le manifestazioni di interesse pervenute sono al vaglio degli uffici tecnici del Ministero e di Invitalia;
non vanno rallentati i processi in corso, connessi alla reindustrializzazione e alla tutela del tessuto economico del territorio, così da considerare il phase out come occasione utile alla concreta transizione verso un'economia industriale compatibile con ambiente e occupazione –:
quali siano i tempi entro i quali si prevede di portare a termine la verifica delle manifestazioni di interesse a investire nelle aree territoriali di Brindisi e Civitavecchia, con conseguente aggiornamento dei lavori dei tavoli istituzionali e avvio della fase di definizione dei rispettivi accordi di programma.
(3-02143)
LUPI, CAVO, BICCHIELLI, BRAMBILLA, CARFAGNA, ALESSANDRO COLUCCI, PISANO, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
l'articolo 9 della Costituzione italiana recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica»;
le gigafactory di intelligenza artificiale sono strutture su larga scala dedicate allo sviluppo e alla formazione di modelli di intelligenza artificiale di prossima generazione che riuniranno un'elevata potenza di calcolo, di oltre 100.000 processori di intelligenza artificiale avanzati, e una forte enfasi sulla capacità di alimentazione, catene di approvvigionamento affidabili, reti avanzate, efficienza energetica e automazione;
la necessità di permettere all'Unione europea di competere nel campo dell'evoluzione delle tecnologie di intelligenza artificiale ha spinto le istituzioni dell'Unione a inaugurare il fondo InvestAI, con una dotazione di 20 miliardi di euro per costruire cinque gigafactory di intelligenza artificiale attraverso partenariati pubblico-privati;
il 6 giugno 2025 il Ministro interrogato aveva annunciato che anche l'Italia si sarebbe candidata a ospitare una delle cinque gigafactory di intelligenza artificiale;
il 30 giugno 2025 la Commissione europea ha comunicato che erano state presentate 76 manifestazioni di interesse, localizzate in 16 Stati membri e distribuite in 60 siti diversi, in risposta all'invito pubblicato per la costruzione di gigafactory di intelligenza artificiale, conclusosi il 20 giugno 2025;
il 4 agosto 2025 gli organi di stampa hanno diffuso la notizia che la regione Liguria figura insieme a Leonardo s.p.a. tra i candidati a costruire una delle 5 gigafactory di intelligenza artificiale, in vista della gara internazionale della Commissione europea che sarà avviata, dopo la manifestazione di interesse, a fine 2025 –:
quali ulteriori iniziative intenda assumere per sostenere la candidatura del sistema produttivo e istituzionale italiano a ospitare una delle cinque gigafactory di intelligenza artificiale dell'Unione europea, anche con riferimento alla candidatura della regione Liguria.
(3-02144)
Interrogazioni a risposta scritta:
ROSATO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
lo stabilimento Marelli di Tolmezzo, che produce fanali per automobili per alcune tra le più importanti case automobilistiche di lusso tra cui Audi, Porsche e Bmw, impiega circa 800 dipendenti diretti e grazie ad un buon portafoglio clienti non è stato coinvolto nel piano di ammortizzatori sociali attivati dall'azienda in Italia nel corso dell'anno scorso;
in ragione di questa forte connessione con il mercato dell'automobile tedesco, il sito di Tolmezzo gode di una posizione particolare rispetto agli altri stabilimenti del gruppo, presentandosi relativamente stabile pur in presenza di una crisi globale del settore, con una stima di crescita dei volumi produttivi intorno al 5 per cento per l'anno in corso;
nonostante questo quadro rassicurante e l'intenzione, annunciata dall'azienda, di procedere ad un incremento dei lavoratori interinali, permangono alcune incognite in ragione del legame che in generale il gruppo Marelli ha in Italia con Stellantis e le sofferenze denunciate dalle organizzazioni sindacali in alcuni stabilimenti del gruppo: in particolare, in quello di Sulmona dove si sono registrati ritardi nei pagamenti delle retribuzioni e il trasferimento di un macchinario;
lo scorso 10 giugno, inoltre, il gruppo Marelli ha comunicato l'avvio della procedura della normativa statunitense Chapter 11 per la ristrutturazione del debito a lungo termine finalizzata a rendere solida la situazione patrimoniale e consentire il cambio di proprietà entro la fine del 2025;
è comprensibile che da questo scenario derivino le preoccupazioni dei lavoratori e della comunità locale di Tolmezzo, zona montana che vede nello stabilimento Marelli uno dei principali della zona industriale, che rischierebbe di uscire fortemente compromessa da un possibile ridimensionamento del sito produttivo –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei piani industriali di Marelli nel nostro Paese e quali siano le rassicurazioni che l'azienda ha prodotto circa la continuità produttiva ed occupazionale in previsione della ristrutturazione del debito a lungo termine e il cambio di proprietà;
in merito allo stabilimento di Tolmezzo, quali siano le rassicurazioni che l'azienda ha fornito circa gli investimenti nel breve e medio periodo e la continuità produttiva anche dopo la cessione del gruppo.
(4-05716)
GRIMALDI, GHIRRA e MARI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
il 31 luglio 2025 si è tenuto presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un tavolo di confronto volto a monitorare gli aggiornamenti sulla situazione finanziaria del gruppo Magneti Marelli, in seguito alla conclusione della prima fase della procedura Chapter 11, con la quale si è definita la nuova proprietà composta da un consorzio formato dai principali finanziatori ovvero Deutsche Bank, Strategic Value Partners, MBK Partners, Fortress Investment Group e PolusCapital Management;
la Magneti Marelli, attualmente il più rilevante produttore nazionale nel settore della componentistica per autoveicoli, con un organico di circa 6.000 unità, versa in una situazione di profonda criticità. Tale condizione è riconducibile a una pluralità di concause, tra le quali si annoverano: l'elevato indebitamento accumulato a seguito del processo di acquisizione, l'assenza di una pianificazione industriale strategica adeguata, una gestione inefficace della transizione verso la mobilità elettrica nonché la crisi dell'intero settore che sta interessando l'Europa;
i principali timori manifestati dalle organizzazioni sindacali, anche in occasione dell'incontro del 31 luglio 2025, attengono, da un lato, ai rapporti con la rete dei fornitori, la cui tenuta risulta fondamentale per la continuità produttiva e, dall'altro, alle relazioni commerciali con i clienti, ed in particolare con Stellantis che è il principale committente, il quale, incapace di definire una visione strategica, prosegue nella riduzione della produzione acuendo la crisi del settore automobilistico del Paese;
quanto al rapporto con Stellantis, seppur si registrino segnali parzialmente positivi, come l'intenzione di Marelli di mantenere la produzione a Sulmona dei bracci oscillanti per il Ducato Messico, che favorirebbe il recupero di 18 lavoratori rispetto ai 36 previsti in esubero, i timori permangono per gli altri stabilimenti i quali stanno facendo ampio ricorso all'istituto della cassa integrazione;
nonostante le rassicurazioni fornite dal Gruppo e le iniziative annunciate dal Ministro delle imprese e del made in Italy – tra cui l'attivazione dei poteri speciali di cui alla normativa sul golden power, in ragione della rilevanza strategica del comparto – permangono forti preoccupazioni in merito alla continuità produttiva e alla salvaguardia dei livelli occupazionali, anche alla luce della crisi strutturale che investe il settore automotive a livello europeo;
appare, pertanto, indispensabile che il Governo attivi tutti gli strumenti possibili, a partire dall'opera di moral suasion nei confronti di Stellantis e della stessa Marelli, finalizzata alla concretizzazione degli accordi per le forniture future, in modo da garantire la continuità produttiva, gli investimenti e i livelli occupazionali in tutti i siti italiani, senza, tra l'altro, escludere una partecipazione diretta nella compagine societaria –:
quali ulteriori iniziative di competenza, alla luce di quanto espresso in premessa, il Ministro interrogato intenda adottare al fine di garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori dell'azienda Magneti Marelli soprattutto nell'ambito della definizione di un ampio piano industriale teso al rilancio del settore strategico dell'automotive;
se non ritenga urgente istituire un tavolo di confronto con le parti sociali avente ad oggetto lo stato di crisi del comparto della componentistica per autoveicoli.
(4-05717)
GIOVINE. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
il Gruppo Ronal ha acquisito Speedline nel 2007, quando l'azienda, leader internazionale nella produzione di cerchi in lega, presentava solidi fondamentali, ottime prospettive e produceva circa 800.000 ruote all'anno con utili significativi;
nel 2020, in modo del tutto inaspettato, Ronal ha annunciato l'intenzione di chiudere lo stabilimento di Santa Maria di Sala in provincia di Venezia;
a seguito delle proteste di istituzioni, sindacati e lavoratori, il Gruppo ha avviato il processo di reindustrializzazione del sito tramite l'individuazione di un nuovo acquirente;
nel 2023 Speedline è stata ceduta al fondo bavarese Callista con un patto di non concorrenza che limitava la produzione italiana a poche migliaia di pezzi, quantitativi insufficienti per mantenere operativo un impianto di grandi dimensioni e mantenendo in capo a Ronal sia i clienti strategici (Audi, Porsche, BMW) sia la proprietà del compendio immobiliare. Tale accordo di compravendita, reso noto alle parti istituzionali e sociali solo a fatto compiuto, ha portato rapidamente Speedline in stato di insolvenza;
nel settembre 2024 il Governo ha espresso parere favorevole all'avvio della procedura di amministrazione straordinaria, riconosciuto dal Tribunale di Venezia il 30 dicembre 2024. In tale contesto, il commissario giudiziale Maurizio Castro e la successiva terna di commissari straordinari nominata dal Ministero delle imprese e del made in Italy (Castro, Celotto, Patti), hanno ricostruito nelle loro relazioni le gravi responsabilità del Gruppo Ronal;
i giuristi, incaricati dai commissari, hanno confermato la sussistenza dei presupposti per promuovere severe azioni di responsabilità contro Ronal, i suoi amministratori e il fondo Callista;
in data 25 giugno 2025, il giudice delegato del Tribunale di Venezia ha respinto tutte le istanze di Ronal per rivendicare beni e crediti, mentre il tentativo di composizione transattiva, avviato dai commissari, sembra essere stato nuovamente interrotto dalla stessa Ronal –:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere, anche per il tramite dei commissari straordinari, affinché la gara prevista per la cessione del compendio aziendale di Speedline garantisca l'individuazione di investitori solidi e qualificati in grado di valorizzare il marchio, rilanciare lo stabilimento di Santa Maria di Sala e tutelare i livelli occupazionali e la continuità produttiva.
(4-05721)
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
il Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare (Pinqua) ha finanziato l'intervento denominato: «Interventi di rigenerazione e riqualificazione di aree ed immobili degradati e potenziamento delle infrastrutture e servizi – Comune di Afragola (NA), Rione Salicelle – Intervento 1745 – CUP B49J21000500001»;
ai sensi del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 maggio 2021, n. 101, articolo 1, comma 2, lettera c), punto 13, è stato istituito il programma «Sicuro, verde e sociale» per la riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica, con un finanziamento complessivo pari a 2 miliardi di euro;
con deliberazione di giunta comunale n. 10 del 15 marzo 2021, è stato approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica e data autorizzazione alla partecipazione all'avviso pubblico;
con decreto di ammissione del 20 gennaio 2022, l'intervento è stato ammesso a finanziamento per un importo pari a 15.000.000 di euro;
con determinazione dirigenziale n. 239/2023 del 24 febbraio 2023, è stata avviata la procedura per l'individuazione dell'operatore economico tramite la Centrale Unica di Committenza dell'Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell'Area Nolana SCPA;
con decreto sindacale n. 182 del 2023 del 21 ottobre 2023, l'architetto M. Punzo è stato nominato Dirigente del nuovo Settore PNRR;
con determinazione dirigenziale n. 1577/2023 del 7 novembre 2023, lo stesso dirigente ha assunto il ruolo di RUP;
con determinazione dirigenziale n. 1637/2023 del 16 novembre 2023, è stato approvato il quadro economico rimodulato, da cui si rileva un'economia di gara pari a 544.286,50 euro;
con determinazione dirigenziale RCG n. 1300/2025 dell'8 luglio 2025, è stata approvata una perizia di variante e assestamento, con un aumento di spesa pari a 562.811,49 euro (al netto IVA), per un totale lordo di 619.092,64 euro a carico del bilancio comunale, a favore della FENIX Consorzio Stabile SCARL, già aggiudicataria dell'appalto principale;
la variante ha previsto modifiche sostanziali al progetto originario, tra cui:
la sostituzione degli infissi in alluminio con infissi monoblocco in PVC;
la sostituzione del sistema a cappotto corazzato con una soluzione meno costosa a fissaggio meccanico;
tali elementi (infissi e cappotto corazzato) erano stati proposti come migliorie tecniche dall'impresa in sede di gara, contribuendo all'attribuzione del punteggio tecnico determinante per l'aggiudicazione dell'appalto (importo contrattuale iniziale: 11.880.349,64 euro);
l'aumento di oltre 560.000 euro rientra formalmente nel quinto contrattuale, ma rappresenta una modifica sostanziale delle caratteristiche tecniche, delle prestazioni attese e del profilo economico dell'intervento;
ogni variazione su elementi oggetto di miglioramento tecnico dovrebbe essere valutata anche in termini di legittimità contrattuale e rispetto dell'equità tra i concorrenti;
la determina di variante risulta successiva ad alcune anomalie segnalate in IV commissione consiliare, relative al comportamento di soggetti esterni legati all'impresa appaltatrice, come anche riportato da fonti giornalistiche;
il cantiere è stato sospeso dai Carabinieri per verifiche di sicurezza e delle lavorazioni;
risulta che le modifiche previste dalla perizia siano state già eseguite in cantiere prima della sua approvazione formale, configurando possibili profili di irregolarità;
risulta che la ditta aggiudicataria abbia già percepito un'anticipazione del 20 per cento, come da determina di liquidazione n. 1181 del 24 giugno 2025, ma i mandati di pagamento risultano essere precedenti a tale determina, circostanza che solleva ulteriori criticità in termini procedurali;
in particolare, dal capitolo di spesa risultano i seguenti mandati di pagamento con causale «liquidazione anticipazione 20 per cento»:
mandato n. 541 del 20 febbraio – 442.078,00 euro;
mandato n. 540 del 20 febbraio – 1.257.922,00 euro;
mandato n. 1842 dell'8 maggio – 200.000,00 euro;
mandato n. 2735 del 25 giugno – 584.787,75 euro;
tali erogazioni precedenti alla formale adozione della perizia di variante e della relativa determina pongono interrogativi sulla regolarità amministrativa e finanziaria del procedimento;
in sede di consiglio comunale del 22 luglio 2025, è inoltre emerso che la polizza fideiussoria allegata alla richiesta di anticipazione sarebbe falsa, richiamando un analogo episodio già verificatosi per un'altra impresa operante nella raccolta rifiuti;
è allegata alla variante anche un'autorizzazione ministeriale del 6 giugno 2025, firmata dal dirigente del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dottor Evaristi, che pur esprimendo parere favorevole, evidenzia il disappunto della commissione per il comportamento degli enti, che solo in fase avanzata si sono accorti di un errore nei target dichiarati inizialmente;
andrebbe chiarito se il Ministero fosse a conoscenza delle motivazioni tecniche dettagliate che hanno condotto alla sostituzione degli infissi e del cappotto, previsti come migliorie, con soluzioni più economiche, nonché che tali materiali erano stati presentati come migliorie in sede di gara, incidendo sul punteggio tecnico;
inoltre, va chiarito per quale motivo le migliorie premiate in fase di gara siano state sostituite con materiali di qualità inferiore, senza una riduzione dell'importo contrattuale, bensì con un aumento di oltre 560.000 euro, e se il Ministero fosse a conoscenza che i materiali oggetto di variante siano stati posti in opera prima dell'approvazione della perizia e della relativa determina –:
di quali elementi dispongano circa le variazioni che hanno portato ad un incremento dei costi, a fronte dell'utilizzo di materiali di qualità inferiore e quali iniziative, per quanto di competenza, intendano assumere in relazione all'attuazione del programma ammesso al finanziamento.
(2-00668) «Penza, Caramiello, Riccardo Ricciardi».
INTERNO
Interrogazione a risposta scritta:
GRIMALDI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
dal 2024 esiste un'applicazione, disponibile sia per iOS che per Android, che permette agli utenti di inviare segnalazioni anonime, descrivendo i borseggiatori e il luogo dove sono stati avvistati;
l'applicazione si chiama Pickpocket Alert: è nata a Milano per poi svilupparsi velocemente a Roma, Napoli, Barcellona, Madrid, Siviglia e Parigi. In poco tempo ha raggiunto migliaia di iscritti grazie alla promessa di garantire una forma di sicurezza a chi attraversa le città sui mezzi pubblici. È scaricabile gratuitamente e sul sito, poiché si definisce una no-profit, c'è la possibilità di fare una donazione: tutti gli introiti, si legge, sono reinvestiti per rendere più funzionale l'app stessa. E se all'interno dell'applicazione è possibile caricare foto dei segnalati solo oscurandone il volto, è sulle sue pagine social (Instagram e TikTok) che la policy sembra essere per qualche motivo diversa;
aprendo la pagina Instagram di Pickpocket Alert, infatti, appare inquietante la somiglianza tra questa e una forma artigianale di archivio fotografico in dotazione alle forze di polizia. Peccato che, diversamente da questo, chi fotografa i volti dei presunti colpevoli non è un agente e l'inserimento delle istantanee non ha come destinazione il sistema giudiziario, bensì internet. Ci sono foto e video di ragazzine (alcune delle quali di minore età), ragazzini, uomini e donne. Da varie città europee. Ogni volto è riconoscibile e su ognuno di essi ci sono commenti che ne chiedono la testa;
da fonti di stampa, si apprende, inoltre, che, anche se non necessariamente collegate all'applicazione, sui social ci sono varie pagine simili, con lo stesso obiettivo dichiarato: denunciare i borseggiatori;
della policy dell'app, si capisce che gli sviluppatori hanno chiaro il rischio insito in questo meccanismo. Si legge, infatti, che la piattaforma non intende incitare alla giustizia privata, né pubblicizzare contenuti violenti;
il Gdpr (il regolamento generale sulla protezione dei dati) dice esplicitamente che pubblicare il volto di una persona senza il suo consenso può configurarsi come reato. E se anche la pubblicazione è motivata da ragioni di pubblico interesse, tale eventualità va analizzata caso per caso e non è valida di per sé;
dunque, a parere dell'interrogante, vengono chiaramente violati l'articolo 96 del diritto d'autore, il codice privacy e Gdpr in vigore che stabiliscono che serve un consenso alla pubblicazione di immagini che ritraggono un privato cittadino in contesti pubblici. L'articolo 97 della legge sul diritto d'autore stabilisce le eccezioni alla presenza del consenso nella pubblicazione dei volti delle persone: tra queste figurano anche le cosiddette «necessità di giustizia o di polizia» ma, ovviamente, questa eccezione alla pubblicazione è nelle facoltà delle sole forze dell'ordine e non dei privati cittadini –:
se non intenda assumere iniziative di competenza, in particolare per i profili di ordine pubblico, per verificare quanto riportato in premessa, nonché se intenda assumere ulteriori iniziative, anche di carattere normativo, per assicurare che la pubblicazione online dei volti di tutte le persone senza il proprio consenso sia facoltà esclusiva delle forze dell'ordine.
(4-05718)
ISTRUZIONE E MERITO
Interrogazioni a risposta immediata in Commissione:
VII Commissione:
MANZI, ORFINI, BERRUTO e IACONO. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
il concorso ordinario per docenti di lingua inglese (classi AB24 e AB25), bandito nell'ambito del Pnrr1, ha suscitato gravi perplessità in merito alla regolarità delle operazioni di valutazione dei titoli;
numerose segnalazioni, anche sulla stampa, denunciano l'attribuzione di punteggi in eccesso ad alcuni candidati, in particolare i 12,5 punti previsti per il superamento del concorso 2020, talvolta assegnati anche in assenza di graduatorie definitive pubblicate entro i termini previsti dalla normativa (31 dicembre 2023 per AB25 Emilia-Romagna);
in alcuni casi, i candidati hanno segnalato in buona fede il superamento del concorso, allegando nota esplicativa, e le commissioni valutatrici hanno comunque assegnato il punteggio;
successivamente, diversi candidati si sarebbero autodenunciati per punteggi non spettanti. L'ufficio scolastico regionale ha proceduto a rettificare le graduatorie di AB25 (l'11 luglio 2025) e AB24 (il 22 luglio 2025), ma non in maniera completa, lasciando invariati punteggi ritenuti errati;
nonostante le nuove segnalazioni sindacali e da parte degli stessi «vincitori» l'ufficio scolastico regionale ha pubblicato le assegnazioni delle sedi su graduatorie ancora contestate. Persistono casi di punteggi assegnati per titoli non conformi alla normativa, tra cui: superamento del concorso su posto non specifico (in riferimento al decreto ministeriale n. 255 del 2023 sull'accorpamento delle classi di concorso) e mancata rettifica dei 12,5 punti per AB25/2020;
la scadenza per le immissioni in ruolo era fissata al 31 luglio 2025, rendendo estremamente difficile sanare gli errori senza compromettere il regolare avvio dell'anno scolastico;
risulta avviato un ricorso collettivo presso il Tar Emilia-Romagna, con oltre 100 docenti, che contestano l'assegnazione arbitraria dei punteggi e l'assenza di criteri trasparenti e uniformi tra le commissioni –:
se intenda adottare iniziative di competenza volte ad avviare verifiche sull'effettiva regolarità delle procedure concorsuali per AB24 e AB25 e garantire trasparenza nella valutazione dei titoli, anche pubblicando i punteggi e le motivazioni delle eventuali rettifiche.
(5-04343)
GRIPPO. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
il direttore dei servizi generali e amministrativi (Dsga) è una figura essenziale per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, con responsabilità rilevanti in materia contabile, amministrativa e gestionale;
con decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione e del merito n. 3122 (12 dicembre 2024) è stata indetta una procedura concorsuale per il reclutamento di direttori dei servizi generali e amministrativi nell'ambito dell'area dei funzionari e dell'elevata qualificazione, cui sono risultati idonei circa 1.400 candidati;
la programmazione delle immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2025/2026 prevede, allo stato, un contingente autorizzato di sole 825 unità, a fronte di 1.416 posti vacanti e disponibili accertati al termine delle procedure di mobilità, determinando un evidente scostamento rispetto al fabbisogno effettivo del sistema scolastico;
il decreto ministeriale n. 127 del 30 giugno 2023, adottato di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, nonché la nota Mef-Gab protocollo n. 23667 del 28 maggio 2024 e il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 luglio 2024 attestano la disponibilità di 2.870 posti da coprire tramite concorso nel triennio 2024-2027, dimostrando la volontà politica di attuare una pianificazione stabile e coerente del reclutamento. Tuttavia, il numero autorizzato per il 2025/2026 risulta inferiore anche rispetto a quello dell'anno precedente (circa 1.200 unità), nonostante l'incremento delle disponibilità e delle esigenze di organico;
è altresì fondamentale, per il rispetto dell'articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, che disciplina le progressioni verticali, garantire il corretto equilibrio tra le assunzioni per concorso pubblico e quelle riservate al personale interno, assicurando la valorizzazione del merito;
è opportuno sottolineare come, in assenza di un congruo numero di immissioni in ruolo da graduatoria concorsuale, i posti vacanti, a quanto consta all'interrogante, vengano frequentemente coperti da soggetti privi di qualifica ed esperienza, talora individuati mediante interpelli attingendo a graduatorie prive di una valutazione selettiva comparabile –:
nelle more di un'auspicabile costituzione di una graduatoria nazionale di idonei per la copertura dei posti vacanti nelle regioni con carenza di vincitori, quali iniziative di competenza intenda adottare per incrementare, già in vista del prossimo anno scolastico, il contingente delle immissioni in ruolo dei direttori dei servizi generali e amministrativi, almeno fino alla copertura di tutti i posti disponibili accertati, anche valutando di utilizzare prioritariamente le graduatorie degli idonei del concorso di cui al decreto dipartimentale n. 3122 del 2024 e prevedendo lo scorrimento delle graduatorie di cui al decreto ministeriale n. 74 del 2024, alternativamente rispetto al ricorso a soluzioni provvisorie non selettive.
(5-04344)
PICCOLOTTI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
secondo i dati Eurostat, nel 2023 nell'Unione europea sono nati 3,67 milioni di bambini, in calo del 5,4 per cento rispetto al 2022. L'Italia presenta uno dei tassi di natalità più bassi del continente (1,24 figli per donna). Il 23 per cento dei nati nel Paese è figlio di madre straniera, un dato in crescita, ma ancora inferiore rispetto ad altri Paesi dell'Unione europea;
questi dati incidono, ovviamente, sul sistema scolastico: l'anno scolastico 2025/26 si aprirà con oltre 134 mila studenti in meno tra i banchi. Si passerà dai 6,9 milioni di alunni dell'anno scolastico 2024/2025 (dall'infanzia alla secondaria di secondo grado) a poco meno di 6,8 milioni a settembre 2025. Nel giro di 8/9 anni, se questi trend non saranno modificati, la popolazione scolastica scenderà sotto la soglia «psicologica» di 6 milioni di unità;
la risposta del Governo è diminuire il numero delle cattedre: per la prima volta da cinque anni a questa parte il numero dei docenti della scuola italiana previsti negli organici per l'anno scolastico 2025/2026 si è ridotto di 3.800 unità;
il calo demografico è un dato oggettivo, ma spetta a chi governa scegliere come rispondere e intervenire. Invece di contrastare la denatalità (figlia, tra l'altro della precarizzazione della vita delle giovani generazioni), ad avviso dell'interrogante si sceglie di usarla per colpire ulteriormente la scuola pubblica;
il decremento delle iscrizioni potrebbe essere una buona occasione per aumentare la spesa in istruzione: l'Italia spende solo il 4 per cento del suo Prodotto interno lordo, mentre la media Ocse è pari al 4,9 per cento;
meno alunni, infatti, non significa meno bisogno di insegnanti, ma la possibilità di costruire una scuola maggiormente a misura di alunno, con classi meno numerose, maggiore personalizzazione dell'insegnamento, maggiore attenzione agli alunni fragili e potenziamento del tempo scuola su tutto il territorio nazionale –:
se non ritenga utile e importante adottare iniziative per apportare modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, al fine di definire nuovi criteri per la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado per diminuire il numero minimo e il numero massimo di alunni per classe.
(5-04345)
AMATO, CAROTENUTO, CASO e ORRICO. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
l'Associazione maestri di strada è una onlus ed opera nei settori di attività di supporto all'istruzione attuando interventi contro la dispersione scolastica;
nel marzo del 2020 l'associazione, accogliendo una sollecitazione del Ministero dell'istruzione e del merito che invitava gli enti del terzo settore a proporre progetti per supportare gli studenti più «fragili» durante la sospensione delle attività didattiche dovute all'emergenza epidemiologica, faceva pervenire al Ministero dell'istruzione e del merito un progetto dal titolo «I CoroNauti»;
con nota Aoodppr n. 587 del 7 aprile 2020 il Ministero dell'istruzione e del merito comunicava l'accoglimento e l'inserimento del progetto «nell'ambito delle iniziative atte ad assicurare l'inclusione di studenti ancora più in difficoltà nel periodo dell'emergenza sanitaria da COVID-19 con un finanziamento massimo di euro 200.000,00»;
il Ministero con nota Aoodppr n. 978 del 20 maggio 2020 comunicava all'istituto IPSSEOA «Ranieri Antonelli Costaggini» «di aver accolto la proposta progettuale dell'Associazione per un finanziamento di euro 200.000,00» e chiedeva di porre «in essere le necessarie procedure amministrative atte a garantire l'avvio del progetto attraverso la stipula di apposita convenzione»;
veniva siglata, dunque, apposita convenzione tra l'associazione quale soggetto beneficiario con il compito di realizzare il progetto, l'Istituto «Costaggini», con il ruolo di controllare l'attuazione, e il Ministero deputato al rilascio della attestazione di regolare esecuzione;
il progetto veniva condotto con successo e il Ministero erogava un anticipo di euro 60.000,00; al termine delle attività, l'associazione provvedeva a trasmettere in data 11 giugno 2021 il rendiconto finale all'istituto «Costaggini»;
nonostante l'avvenuta trasmissione del rendiconto, l'associazione, con comunicazione e-mail del 4 ottobre 2021, dopo aver evidenziato che l'istituto Costaggini aveva effettuato le verifiche contabili con esito positivo, si vedeva costretta a sollecitare il Dipartimento del Ministero ad erogare le residue tranche;
a tutt'oggi il Ministero dell'istruzione non ha trasferito i fondi all'istituto da assegnare all'associazione e l'istituto ha rifiutato la fattura emessa dalla associazione per il saldo di euro 140.000,00, «in quanto il Ministero dell'istruzione non ha attestato le attività e non ha assegnato i fondi per il saldo», laddove il Ministero sosterrebbe che tale valutazione spetti all'istituto –:
quali siano i motivi per i quali il Ministero dell'istruzione e del merito, a tutt'oggi, nonostante un giudizio pendente presso il Consiglio di Stato, non ha provveduto all'erogazione delle dovute rate residue del finanziamento assegnato all'Associazione maestri di strada.
(5-04346)
CANGIANO e AMORESE. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
nel mese di marzo 2025 è stata presentata la bozza delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione che costituiscono un elemento di grande rilevanza e di profondo impatto per contribuire alla costruzione di idee e di progetti per la società del domani per immaginare strade e opportunità per i nostri giovani;
la pubblicazione del documento è stata finalizzata ad avviare, prima dell'adozione, una fase di consultazione mediante incontri con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori, con le rappresentanze degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola e soprattutto con le istituzioni scolastiche;
a seguito di dette consultazioni e dopo aver acquisito il parere del Cspi, nel corso delle ultime settimane l'iter di adozione delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione, per quanto di competenza del Ministero, si è concluso in tempi brevi e con l'elaborazione di un testo profondo e all'avanguardia;
le nuove Indicazioni sono incentrate su 3 parole che costituiscono pietra miliare di ogni azione educativa e formativa e che restituiscono la visione umana ed etica di questo Governo: persona, scuola e famiglia;
le nuove Indicazioni recepiscono non solo la necessità di riscontrare le esigenze di una società che si evolve e che si interroga quotidianamente sugli scenari futuri, ma interpretano anche il bisogno di guardare al futuro senza dimenticare il passato e senza tradire l'identità della nostra storia e della nostra cultura;
sono sempre più frequenti gli episodi che vedono protagonisti giovani e giovanissimi che forse non riescono ancora a trovare una loro dimensione e non riescono a vivere serenamente la propria età –:
quali siano le novità più importanti contenute nelle nuove Indicazioni nazionali ed in che modo potranno impattare sulle dinamiche relazionali degli studenti, delle loro famiglie e delle istituzioni scolastiche nonché quali siano i tratti più innovativi che si collocano sulla scia di una consistente azione di riforma del nostro sistema scolastico.
(5-04347)
Interrogazione a risposta scritta:
GHIRRA e PICCOLOTTI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
in data 30 luglio 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva i regolamenti che riformano il voto di condotta e la disciplina della valutazione degli studenti della scuola secondaria (Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, in materia di valutazione degli studenti del secondo ciclo di istruzione e Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria);
le misure saranno pienamente operative a partire dall'anno scolastico 2025/2026;
nei detti regolamenti si apportano modifiche al sistema di valutazione della condotta e alle sanzioni disciplinari, che prevedono:
la sospensione del giudizio per gli studenti e le studentesse che otterranno un voto di condotta pari a sei decimi. La condizione prevede la redazione di un elaborato su tematiche di cittadinanza attiva, collegato direttamente ai motivi che hanno determinato la valutazione negativa del comportamento;
attività formative mirate, che includono approfondimenti sulle conseguenze dei propri comportamenti e lo svolgimento di attività di cittadinanza solidale presso enti e associazioni precedentemente individuati dalle scuole, per gli studenti e le studentesse che abbiano ottenuto sanzioni disciplinari significative (come la sospensione dalle lezioni);
a giudizio delle interroganti, una valutazione pari o superiore ai sei decimi, determinando la sufficienza, non può comportare la sospensione del giudizio;
inoltre, le attività formative mirate, di cittadinanza solidale presso enti e associazioni, per quanto indubbiamente utili alla formazione della persona e del cittadino e della cittadina, implicano oneri di organizzazione e responsabilità in capo agli istituti scolastici;
il personale tutto degli istituti scolastici ormai da decenni subisce aggravi progressivi e costanti di oneri lavorativi, a cui non corrispondono incentivi economici o compensazioni orarie, valgano come esempi le funzioni sempre più estese dei coordinatori e coordinatrici di classe e il carico burocratico del personale delle segreterie;
in più occasioni, il Ministro interrogato ha difeso questi provvedimenti con la motivazione che servano a restituire autorevolezza al ruolo degli insegnanti. L'autorevolezza dei docenti si ottiene restituendo alla scuola il suo approccio educativo e riconoscendo ai docenti le responsabilità sociali, culturali e formative a cui adempiono –:
quali siano le professionalità degli istituti scolastici individuate per stabilire i contatti e stipulare le convenzioni con gli enti e le associazioni presso cui studenti e studentesse dovranno svolgere le attività formative;
quali iniziative intenda assumere al fine di monitorare lo svolgimento e la regolarità delle attività e stabilirne obiettivi e criteri di valutazione nonché valutare che l'attività svolta abbia raggiunto gli obiettivi previsti;
se sia stata prevista, e in quale misura, una retribuzione aggiuntiva per l'espletamento delle succitate funzioni.
(4-05720)
LAVORO E POLITICHE SOCIALI
Interrogazione a risposta scritta:
GARDINI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
a seguito dello sfratto esecutivo dell'aprile 2024, l'agenzia Inps di Piove di Sacco (Padova) ha cessato la propria attività, privando un'ampia comunità del Veneto meridionale di un presidio istituzionale fondamentale per l'erogazione dei servizi previdenziali e assistenziali;
la direzione regionale Inps aveva attivato un bando pubblico per individuare una nuova sede, ricevendo tre proposte, di cui due ritenute adeguate e trasmesse alla Direzione generale a Roma per la decisione definitiva;
nonostante l'urgenza della situazione, a oggi – secondo le dichiarazioni pubbliche del presidente del comitato provinciale Inps di Padova, Tarcisio De Franceschi – non risultano sviluppi né indicazioni ufficiali circa la riapertura del servizio;
l'assenza di un presidio Inps nel territorio di Piove di Sacco sta generando gravi disagi ai cittadini, in particolare alle fasce più fragili, anziani, disabili e persone con difficoltà economiche, che si vedono costretti a spostamenti lunghi e onerosi per ricevere assistenza;
tale situazione rischia di alimentare una preoccupante tendenza alla polarizzazione dei servizi pubblici solo nei grandi centri urbani, a scapito dei territori periferici e delle aree interne, in evidente contrasto con i principi di prossimità, equità e giustizia territoriale;
la permanenza di questa paralisi decisionale rischia di trasformarsi in una chiusura di fatto dell'Agenzia, colpendo duramente il diritto dei cittadini ad accedere facilmente ai servizi essenziali –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali interventi, per quanto di competenza, intenda attuare per garantire lo sblocco della situazione di stallo creatasi dopo la chiusura dell'Agenzia Inps di Piove di Sacco al fine di garantire, in modo strutturale, la presenza dei servizi Inps nei territori periferici, nel rispetto del principio di equità nell'accesso ai diritti sociali;
quali elementi ostativi impediscano l'approvazione definitiva di una delle sedi già proposte;
se non ritenga urgente assumere iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, affinché la Direzione generale dell'istituto individui in tempi rapidi una nuova sede operativa per ripristinare il servizio sul territorio.
(4-05722)
SALUTE
Interrogazione a risposta immediata:
BOSCHI, GADDA, DEL BARBA, FARAONE, BONIFAZI e GIACHETTI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
nelle strutture del Servizio sanitario nazionale vi è una carenza di circa 15.000 medici e oltre 60.000 infermieri, mentre, secondo alcune stime, i contratti libero-professionali (cosiddetti «gettonisti») sarebbero circa 10.000, attivati per fare fronte alle carenze di personale e spesso impiegati in pronto soccorso e ospedali;
dal 31 luglio 2025, in forza del decreto ministeriale del 17 giugno 2024, i contratti dei medici gettonisti non possono essere rinnovati, mentre quelli in essere potranno proseguire fino al termine naturale;
circa il 42 per cento dei contratti in essere risulta in scadenza entro i prossimi due mesi;
tali figure professionali colmano circa il 18 per cento di organico nei pronto soccorso, in alcuni casi arrivando a garantire oltre il 60 per cento dei turni;
il venire meno dell'apporto dei medici gettonisti, peraltro, coincide con la pausa estiva, che vede gran parte dei medici e del personale sanitario utilizzare le ferie proprio ad agosto: circostanza, questa, che non solo rischia di compromettere l'operatività delle aziende sanitarie, ma potrebbe inficiare il diritto alle ferie degli stessi medici, che potrebbero vedersi costretti a rinunciarvi;
il Ministro interrogato ha rassicurato le strutture del Servizio sanitario nazionale invitando a utilizzare la spesa prevista per i gettonisti per fare assunzioni stabili, ma secondo alcuni sindacati tale soluzione non sarebbe percorribile perché la programmazione della spesa degli ospedali richiede una previsione di spesa pluriennale;
alla complessità e ai tempi lunghi delle procedure concorsuali per le assunzioni si accompagna anche una scarsa disponibilità del personale sanitario a parteciparvi, a causa anche dell'assenza di reali incentivi finanziari per le aree ad alta emergenza o per quelle maggiormente carenti. Inoltre, le aziende sanitarie ricorrerebbero ai gettonisti anche perché il loro reclutamento rientra nella voce «beni e servizi» del bilancio e non nel capitolo del personale, da anni sottoposto a limiti di spesa;
tali circostanze e l'entrata in vigore del predetto divieto a ridosso delle ferie programmate da molti medici rischia di compromettere il funzionamento del Servizio sanitario nazionale e aggravare le attuali criticità, come le cosiddette liste d'attesa e il dilagante e allarmante fenomeno della rinuncia alle cure che vi consegue –:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare per compensare il venire meno dell'apporto dei medici gettonisti imposto dal 31 luglio 2025 e per colmare le gravi carenze di organico del Servizio sanitario nazionale.
(3-02145)
SPORT E GIOVANI
Interrogazioni a risposta immediata:
ZANELLA, BONELLI, BORRELLI, DORI, FRATOIANNI, GHIRRA, GRIMALDI, MARI, PICCOLOTTI e ZARATTI. — Al Ministro per lo sport e i giovani. — Per sapere – premesso che:
con decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96, recante disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport, il Governo ha previsto che le risorse del Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano possano essere destinate all'assunzione di impegni pluriennali diretti a garantire la messa a disposizione degli impianti utilizzati per i Giochi olimpici e paralimpici invernali «Milano-Cortina 2026» per eventi ritenuti di interesse pubblico, individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;
di fatto il Governo si fa prestatore di ultima istanza per la copertura dei costi legati alla realizzazione delle infrastrutture per i Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina, anche negli anni successivi al 2026;
il budget delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, presentate come «a costo zero» per economia ed ambiente, in realtà di decreto in decreto e con commissariamenti straordinari in deroga, secondo l'analisi condotta dalla rivista «lavialibera» nel numero 33 di maggio 2025, è lievitato fino a quasi 6 miliardi di euro;
dal bilancio 2024 della Fondazione Milano-Cortina pubblicato recentemente risulta un ulteriore aggravamento del passivo per 30 milioni di euro, con un deficit patrimoniale di 150 milioni di euro in quattro anni, su cui la sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Veneto ha lanciato, dopo quello di luglio 2024, un nuovo allarme: «Ove non dovessero realizzarsi le condizioni per l'equilibrio economico al termine del ciclo finale pluriennale, l'impatto negativo sui bilanci degli enti a vario titolo coinvolti, ivi compresa la regione Veneto, non potrà essere evitato. Elementi di certezza sull'eventuale capacità di azzerare il risultato negativo non possono trarsi dal lifetime budget, che soffre, ad oggi, di una certa aleatorietà. La visione degli atti relativi all'attuale situazione finanziaria della Fondazione non consente il superamento delle perplessità e criticità già evidenziate in occasione del precedente giudizio di parifica» –:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per mantenere i massimi standard di trasparenza e di verifica sull'andamento della spesa relativa al programma di realizzazione dei Giochi olimpici Milano-Cortina 2026, al fine di evitare che la legacy olimpica possa tradursi in debiti finali che, se non ripianati, rischiano di rimanere tutti a carico dello Stato italiano e degli enti territoriali coinvolti nella gestione dei Giochi olimpici 2026.
(3-02146)
BIGNAMI, ANTONIOZZI, GARDINI, MONTARULI, RUSPANDINI, VIETRI, CIANCITTO, CIOCCHETTI, GABELLONE, LANCELLOTTA, MACCARI, MORGANTE, ROSSO, SCHIFONE, AMORESE, CANGIANO, COLOMBO, DI MAGGIO, MATTEONI, MOLLICONE, PERISSA, ROSCANI, PADOVANI e TESTA. — Al Ministro per lo sport e i giovani. — Per sapere – premesso che:
la promozione dell'attività motoria e sportiva, quale aspetto fondamentale per il processo di crescita dei giovani, rappresenta uno strumento sicuro per combattere le devianze giovanili, per mettere alle strette fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo, per combattere le violenze e favorire l'inclusione sociale;
come sottolineato in diverse occasioni dal Ministro interrogato, lo sport rappresenta una preziosa opportunità educativa ad ampio spettro, un indispensabile strumento di benessere individuale e sociale; lo sport non è, infatti, solo un'attività ricreativa, ma un potente strumento per gestire le personalità dei giovani, soprattutto quelli a rischio devianza ed emarginazione, e prevenire comportamenti che possono degenerare in atti criminali;
l'impegno sportivo può rappresentare una risposta efficace alla sindrome dell'abbandono, ai rischi di noia e alle devianze che spesso accompagnano l'abbandono scolastico e la conseguente povertà educativa, motivo per cui le politiche giovanili hanno rappresentato sin da subito un tassello fondamentale dell'agenda politica del Governo Meloni, declinandosi in diverse misure, dal sostegno all'istruzione a misure di contrasto della criminalità minorile e della povertà educativa, ma anche all'integrazione delle attività sportive in programmi educativi e sociali;
solo pochi giorni fa è stato stanziato un fondo da 30 milioni di euro per il 2025, dedicato a incentivare l'attività motoria e uno stile di vita sano: con il Fondo «dote famiglia» viene garantito ai minori in condizioni non agiate l'accesso alla pratica sportiva, supportando le associazioni sportive dilettantistiche, società sportive dilettantistiche, enti del terzo settore e onlus di ambito sportivo con un contributo fino a 300 euro per beneficiario;
si tratta, in particolare, di una misura nazionale, voluta fortemente da questo Governo, che aiuterà i nuclei familiari con Isee inferiore ai 15 mila euro;
un ulteriore intervento che contribuirà all'attuazione del comma 7 dell'articolo 33 della Costituzione: l'attività sportiva, in tutte le sue forme e per tutti, un diritto sociale che va promosso, tutelato, garantito ed esteso –:
quali ulteriori iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda intraprendere per riconoscere e rafforzare il valore dello sport come diritto accessibile a tutte le persone, con particolare attenzione ai giovani, al fine di promuovere stili di vita sani, l'inclusione sociale, il benessere psicofisico, la diffusione di valori positivi e il contrasto a fenomeni di disagio giovanile.
(3-02147)
Interrogazione a risposta scritta:
SIMIANI. — Al Ministro per lo sport e i giovani, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:
si apprende dalla stampa di una lettera aperta indirizzata al sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, da parte dei rappresentanti dei circoli velici e sportivi attivi presso il porticciolo di Torre del Lago;
oggetto della lettera è la segnalazione di gravi criticità derivanti dalla gestione del ponte girante pedonabile collocato sul canale di accesso al Lago di Massaciuccoli. Si tratta di una struttura permanente presente da anni, che rimane attualmente chiusa impedendo la navigazione delle barche ormeggiate nel porticciolo di Torre del Lago;
l'apertura del ponte viene garantita solo in determinate fasce orarie predefinite unilateralmente dalla Fondazione Festival Puccini e solo a seguito di richiesta, rendendo difficile e non tempestiva l'uscita delle imbarcazioni;
l'ostacolo al transito e all'accesso delle imbarcazioni, mette a rischio la continuità e la sicurezza delle attività nautiche, sportive, turistiche e inclusive promosse da realtà attive sul territorio da decenni;
il circolo Velico di Torre del Lago e il circolo Canoa e Kayak della Versilia svolgono anche funzioni essenziali per la sicurezza sul Lago di Massaciuccoli, compresi interventi di recupero di persone in difficoltà, e la chiusura prolungata e parziale del ponte impedisce un accesso tempestivo all'area lacustre, creando dunque un serio problema di sicurezza pubblica;
il circolo Velico è uno dei tre impianti riconosciuti dal Coni in Toscana, e ciò consente l'accesso a fondi strutturali di rilevanza nazionale, ma per poter consolidare e rafforzare gli investimenti già in corso necessita di garanzie di stabilità e continuità operativa;
il circolo opera in quell'area dal 1978, ben prima della costruzione e dell'attività della struttura teatrale attuale, rappresentando quindi una presenza storica e strutturata sul territorio;
il circolo Velico di Torre del Lago, il circolo canoa e kayak della Versilia, insieme ad altre realtà sociali come la Fondazione Tiamo, il gruppo Pagaie Rosa, il Centro nazionale del volontariato, operano in ambiti che spaziano dallo sport paralimpico alla promozione del volontariato;
il presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Fabrizio Miracolo, ha recentemente affermato che il porticciolo «non potrà rappresentare una soluzione definitiva», evocando la possibilità di una darsena alternativa, con il rischio di estinzione delle attività attuali;
il porticciolo, peraltro, è l'unico approdo attrezzato sul Lago di Massaciuccoli, previsto anche dal Piano di gestione del Parco Regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, e costituisce un'infrastruttura strategica a livello sportivo, sociale ed economico per l'intera Versilia;
l'accesso al Teatro Puccini e al Parco della Musica può avvenire anche da percorsi alternativi situati sul retro del teatro, non rendendo quindi necessario il passaggio esclusivo dal ponte girante;
il ponte stesso non è dotato di adeguate rampe o sistemi di superamento delle barriere architettoniche, risultando non accessibile per persone con disabilità;
è pertanto necessario garantire la coesistenza tra le attività del Festival Puccini e quelle dei circoli nautici, assicurando che entrambe possano continuare a offrire un fondamentale contributo culturale, sociale e sportivo anche alla comunità della frazione di Torre del Lago –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione descritta e delle criticità derivanti dalla gestione attuale del ponte girante pedonabile presente da anni;
se non ritengano necessario assumere iniziative, per quanto di competenza, affinché siano individuate con urgenza soluzioni tecniche e organizzative che consentano la piena coesistenza tra lo svolgimento del Festival Puccini e le attività sportive e sociali in atto, garantendo sicurezza, continuità e prospettive di sviluppo a realtà storiche e strategiche per il territorio.
(4-05719)
Ritiro di documenti del sindacato ispettivo.
I seguenti documenti sono stati ritirati dai presentatori:
interrogazione a risposta scritta Manzi n. 4-05661 del 30 luglio 2025;
interrogazione a risposta scritta Grippo n. 4-05674 del 30 luglio 2025.