XIX LEGISLATURA
ATTI DI INDIRIZZO
Risoluzione in Commissione:
La VII Commissione,
premesso che:
il 10 novembre 2028 ricorrerà il centenario della nascita del Maestro Ennio Morricone (Roma, 10 novembre 1928 – Roma, 6 luglio 2020), compositore, direttore d'orchestra e accademico di fama mondiale, vincitore di due Premi Oscar;
l'eredità artistica e culturale del Maestro Morricone rappresenta un patrimonio inestimabile per l'Italia e per la cultura universale, avendo egli composto oltre 500 colonne sonore per film e produzioni televisive, oltre a un'importante opera di musica assoluta e a musica popolare – perlopiù registrati al Forum studios;
la sua opera è unanimemente riconosciuta come un'eccellenza italiana capace di trascendere generi e confini geografici, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell'immagine e del prestigio del nostro Paese nel mondo;
la celebrazione del centenario offre un'occasione irripetibile per onorare la memoria del Maestro, valorizzare la sua opera e stimolare la conoscenza della musica e della cultura italiana, in particolare tra le nuove generazioni;
nel 2025 è nata per volontà della famiglia Morricone la Fondazione Ennio Morricone che ha l'obiettivo di valorizzare e promuovere in Italia e nel mondo le opere del maestro e il suo patrimonio di spartiti, partiture, nastri, lettere e molto altro,
impegna il Governo:
ad adottare iniziative di competenza volte a dichiarare il 2028 «Anno Morriconiano», promuovendo un programma nazionale di iniziative e celebrazioni per il centenario della nascita del Maestro Ennio Morricone;
ad adottare iniziative volte al sostegno, anche finanziario, della realizzazione di mostre, concerti, retrospettive cinematografiche, convegni di studi e progetti didattici in Italia e all'estero;
ad adottare iniziative presso il Ministero della cultura per la digitalizzazione del patrimonio documentario lasciato da Morricone e acquisito dalla Fondazione Ennio Morricone;
a promuovere presso il Ministero dell'istruzione e del merito e il Ministero dell'università e della ricerca percorsi didattici specifici e l'istituzione di borse di studio intitolate a Ennio Morricone, volte a sostenere la ricerca e la formazione nel campo della composizione musicale applicata al cinema;
a promuovere, in collaborazione con la Rai e gli istituti italiani di cultura nel mondo, la realizzazione di documentari, speciali televisivi e iniziative di diffusione dell'opera del Maestro Ennio Morricone a livello internazionale, in accordo con gli aventi diritto.
(7-00341) «Mollicone, Giordano, Iacono, Giachetti».
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Interrogazione a risposta in Commissione:
BARBAGALLO, MAURI, ROGGIANI, CUPERLO, GIRELLI, GUERINI, QUARTAPELLE PROCOPIO e PELUFFO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
si legge in una nota ENAC, del mese di settembre 2025, del primo volo dimostrativo della Regional air mobility italiana e del collegamento tra Fano e Roma Urbe;
il collegamento, a detta di ENAC, dovrebbe segnare il primo passo verso una rete nazionale capillare a corto raggio;
Enac gestisce, per il tramite di Enac Servizi, 21 aeroporti in punti strategici della penisola e un eliporto sull'isola di Capri;
con un contratto di programma siglato le scorso luglio 2025, l'Ente nazionale per l'aviazione civile ha affidato alla propria società in house, Enac servizi, lo sviluppo della Ram e le ha messo a disposizione risorse finanziarie dedicate al progetto;
Enac sta studiando un nuovo collegamento con aerei di piccole dimensioni tra diversi aeroporti italiani, tra questi ci sarebbe quello di Bresso, che però, da regolamento, non può essere usato per voli commerciali;
l'aeroporto è collocato all'interno del Parco Nord e in un'area urbana tra le più dense d'Europa, per tale ragione non può essere hub di alcun sistema aeroportuale. Basti dire che gli aerei volano a bassa quota su un complesso scolastico nel quartiere Campo dei Fiori di Cinisello Balsamo;
da tempo i cittadini lamentano un aumento del traffico aereo e, se questo progetto dovesse realizzarsi, aumenterebbe ulteriormente l'inquinamento sonoro e atmosferico, si minerebbe la salute e la tranquillità dei residenti e si accrescerebbero i disagi dell'intera comunità;
appresa la notizia, i cittadini si sono subito attivati per scongiurare il pericolo, costituendo il «Comitato difesa del Parco Nord - No aeroporto commerciale», così come avevano già fatto con successo nel passato;
i cittadini pretendono che venga rispettato il protocollo d'intesa, firmato nel luglio 2007 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero dei trasporti, Agenzia del demanio, ENAC, da regione Lombardia, da provincia di Milano, dal Consorzio Parco Nord Milano e dai comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano;
il protocollo d'intesa si proponeva, tra l'altro, di verificare la fattibilità della ricollocazione dell'aeroporto di Bresso e di risolvere a breve termine le questioni attinenti alla sicurezza dell'area, il riassetto delle strutture aeroportuali esistenti e le modalità di riutilizzo funzionale delle aree demaniali limitrofe all'aeroporto;
nel detto protocollo è specificato che le attività dell'aeroporto di Bresso non possono essere incrementate o modificate in quantità o qualità rispetto a quelle di allora e si esclude ogni potenziamento delle strutture e delle attività dello scalo. Queste clausole sono state inserite per garantire la compatibilità ambientale e territoriale dello scalo con il Parco Nord e con l'area urbana densamente popolata. E sono state le condizioni necessarie per mantenere lo scalo in funzione, nonostante l'ubicazione infelice in prossimità di insediamenti urbani densamente popolati –:
quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere, alla luce dei fatti esposti in premessa, e in particolare affinché non si intensifichi il traffico aereo nell'aeroporto di Bresso, nel pieno e rigoroso rispetto del Protocollo di intesa firmato nel 2007.
(5-04637)
Interrogazioni a risposta scritta:
DE LUCA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare. — Per sapere – premesso che:
alla fine di ottobre 2025 l'Irpinia è stata interessata da uno sciame sismico culminato, il 24 ottobre, in una scossa di magnitudo 4.0 con epicentro nel comune di Montefredane (Avellino), che ha destato profonda apprensione nelle comunità locali e riacceso il ricordo del devastante terremoto del 1980;
a seguito di tale evento, alcune amministrazioni comunali dell'area hanno disposto immediate verifiche tecniche sulle strutture pubbliche, i cui esiti hanno evidenziato gravi criticità strutturali in numerosi edifici, molti dei quali realizzati prima del 1980, secondo normative ormai superate, e che pertanto, alla luce degli accadimenti, risultano inadeguati a garantire la sicurezza dei cittadini e del personale che vi presta servizio;
per alcune strutture è stata disposta la chiusura immediata per tutelare l'incolumità pubblica e privata, come nel caso del municipio e dell'unico istituto scolastico del territorio nel comune di Summonte, o in situazioni analoghe nei comuni limitrofi;
la chiusura delle strutture pubbliche e l'interruzione dei servizi amministrativi o scolastici comporta gravi ripercussioni sulla comunità, che oltretutto vive nell'incertezza e nella preoccupazione per il possibile ripetersi di tragici eventi;
potenzialmente tutti gli edifici antecedenti al 1980 presenti nell'intera area irpina potrebbero presentare vulnerabilità strutturali, quantunque non ancora accertate;
è necessario intervenire preventivamente anziché attendere nuove scosse, magari di maggiore intensità, ma i comuni del territorio non dispongono di risorse sufficienti per affrontare da soli la situazione e provvedere a verifiche, interventi di adeguamento o alla realizzazione di nuove strutture, essendo i bilanci comunali già gravati da molteplici obblighi e vincolati da norme sempre più stringenti –:
quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, il Governo intenda porre in essere per sostenere i comuni dell'area irpina recentemente interessati dallo sciame sismico che hanno dovuto chiudere strutture essenziali, anche al fine di assicurare là continuità dei servizi offerti, nonché quali iniziative intenda adottare per garantire la sicurezza di tutte le strutture pubbliche dell'area irpina, e in particolare per:
a) avviare un piano straordinario di verifica della vulnerabilità sismica di tutti gli edifici pubblici realizzati prima del 1980 in Irpinia;
b) stanziare specifiche risorse finanziarie per interventi di adeguamento, abbattimento e ricostruzione delle strutture risultate non conformi agli standard di sicurezza;
c) prevedere procedure semplificate e un supporto tecnico-amministrativo per gli enti locali interessati, al fine di accelerare l'iter progettuale e realizzativo degli interventi necessari.
(4-06285)
SCERRA e MORFINO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
il 29 ottobre 2025, la Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti, cui è demandata la tutela della regolarità della spesa pubblica, si è espressa sui profili giuridici della delibera Cipess relativa al Piano economico finanziario afferente al «Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria», negando la registrazione della delibera n. 41 del 2025 che prevedeva l'assegnazione di risorse a valere sul Fondo sviluppo e coesione (Fsc) per la realizzazione del «Ponte sullo stretto» così come l'approvazione del progetto definitivo;
la bocciatura della Corte dei conti conferma la sussistenza di gravi criticità tecniche, procedurali e finanziarie e segue i rilievi critici della Commissione europea avanzati a fine settembre 2025, in merito alla sostenibilità economica, al rispetto delle norme europee e alle valutazioni ambientali da parte dell'opera, con particolare riferimento alla Valutazione di incidenza e di impatto ambientale;
dal punto di vista economico-finanziario, l'opera da 13,5 miliardi impatterebbe in maniera drammatica sulla quota parte degli stanziamenti del Fsc destinati alle regioni Calabria e Sicilia, andando a sottrarre circa 1,6 miliardi delle risorse del Fondo, programmazione 2021-2027, imputate sulle risorse indicate a favore delle due regioni, per un'infrastruttura la cui fattibilità è seriamente a rischio;
tali risorse erano originariamente destinate a finanziare opere infrastrutturali locali, la modernizzazione dei trasporti interni, la messa in sicurezza del territorio e la creazione di opportunità economiche e occupazionali per i cittadini siciliani e calabresi;
il Fsc è infatti congiuntamente ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali in attuazione dell'articolo 119, comma 5, della Costituzione italiana e dell'articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea; il dirottamento di tali risorse mette a rischio la finalità stessa del riequilibrio territoriale del Mezzogiorno d'Italia e delle aree interne del Paese;
la bocciatura della Corte dei conti e i rilievi critici della Commissione europea, oltre a certificare a parere dell'interrogante l'impreparazione e l'approssimazione con cui il Governo ha gestito la vicenda, impone una riflessione sull'utilizzo corretto delle risorse pubbliche e sul rispetto del principio di coesione territoriale sancito dalla Costituzione –:
se alla luce dei rilievi critici della Commissione europea e della mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess relativa al Piano economico finanziario afferente al Ponte sullo stretto, il Governo ritenga di assumere iniziative di competenza per sospendere ogni ulteriore stanziamento o impegno finanziario relativo alla suddetta opera, procedendo al contempo con il ripristino a favore delle regioni Sicilia e Calabria della quota parte delle risorse impropriamente distolte a valere sul Fsc loro spettanti e assegnate per la realizzazione del Ponte, al fine di assicurare la piena funzionalità dei servizi pubblici locali delle suddette regioni nonché salvaguardare la destinazione propria delle risorse del Fondo, periodo di programmazione 2021-2027;
se non ritenga opportuno, a norma delle finalità sottese al Fsc e nel rispetto dell'articolo 119, quinto comma della Costituzione e dell'articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, adottare iniziative di competenza volte a destinare tali fondi, come previsto in origine, a progetti concreti e immediatamente realizzabili per lo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale delle regioni Calabria e Sicilia, realmente finalizzati al riequilibrio territoriale e a colmare il divario infrastrutturale e sociale del Sud d'Italia e delle aree interne del Paese, come, ad esempio, il completamento dell'autostrada Siracusa-Gela e il relativo intervento di realizzazione del tratto Modica-Scicli o l'efficientamento delle reti idriche, come motore di sviluppo economico, sociale e culturale per l'intero Mezzogiorno;
quali iniziative intenda assumere per garantire una gestione trasparente e responsabile delle risorse pubbliche destinate al Mezzogiorno, evitando che vengano impiegate in progetti irrealizzabili o privi di adeguata copertura tecnica e finanziaria.
(4-06290)
AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA
Interpellanza:
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, per sapere – premesso che:
nei giorni scorsi ha suscitato viva indignazione nell'opinione pubblica l'uccisione di due rarissimi esemplari di ibis eremita nel corso della loro migrazione sul territorio italiano, evento che si inserisce nel quadro documentato dell'aumento dei reati di bracconaggio a danno di specie particolarmente protette;
l'ibis eremita è una delle specie più minacciate d'Europa, considerata a rischio estinzione secondo la lista rossa della Iucn («endangered»), oggetto di sforzi internazionali di reintroduzione e conservazione da oltre vent'anni, grazie a progetti Life e ad alleanze tra istituzioni pubbliche, comunità scientifica e realtà associative;
dai dati pubblicati negli atti del simposio scientifico «New approaches and technologies against poaching» (gennaio 2025, Life Nbi), emerge che il fenomeno del bracconaggio continua a rappresentare il principale fattore di mortalità per questa e altre specie, vanificando investimenti pubblici e privati nella conservazione della biodiversità;
la reintroduzione dell'ibis eremita in Italia viene oggi considerata best practice a livello europeo, ma il tasso di mortalità da attività di bracconaggio (anche tramite uso di munizioni al piombo e trappole illegali) rimane elevatissimo: circa il 30 per cento degli individui reintrodotti viene ucciso da bracconieri ogni anno;
il recente abbattimento dei due esemplari appare emblematico del rischio concreto derivante da un quadro normativo percepito come debole e da controlli insufficienti sul territorio;
nonostante i progressi nell'uso di tecnologie moderne (Gps, reti di sorveglianza volontaria, medicina veterinaria forense), la gestione delle emergenze resta ostacolata dall'assenza di strumenti deterrenti realmente efficaci e dall'esiguità delle sanzioni irrogate: in oltre vent'anni di rilascio di ibis eremita solo un colpevole è stato condannato per bracconaggio in Italia;
l'Italia nel suo complesso rimane, secondo Ispra e Birdlife International, fra i Paesi con il maggior numero di uccelli illegalmente abbattuti ogni anno (oltre 5 milioni stimati nel solo bacino mediterraneo); la pubblicazione dei black-spots del bracconaggio non ha portato le attese inversioni di tendenza;
gli scienziati e gli operatori impegnati nei programmi di conservazione hanno ripetutamente segnalato come il rischio di estinzione sia aggravato oggi dalle proposte di deregolamentazione venatoria, in particolare dalla riforma della legge sulla caccia avanzata dai partiti di centrodestra e in discussione presso il Senato, che introduce una maggiore autonomia regionale, la riduzione dei periodi di divieto, un allentamento dei controlli e un depotenziamento del ruolo di vigilanza degli enti statali;
come segnalato dalle principali organizzazioni di conservazione e dai partner scientifici internazionali, ogni indebolimento delle norme, delle sanzioni e dei controlli in materia di caccia produce effetti di «copertura» per pratiche illegali, finendo per aumentare il rischio di episodi gravissimi come quello oggetto della presente interpellanza;
la Commissione europea ha recentemente avviato nuove procedure EU Pilot contro l'Italia (2023) per reiterate violazioni della direttiva Uccelli e della direttiva Habitat, evidenziando come la mancata attuazione dei Piani d'azione e la debolezza della legislazione nazionale abbiano ricadute anche sulla politica europea di tutela della biodiversità;
l'attuale investimento pubblico e comunitario per la tutela di specie simbolo come l'ibis eremita rischia di essere vanificato se non si introduce un deciso cambio di rotta nelle politiche di tutela;
gli ultimi sviluppi normativi rischiano di allineare l'Italia sulle posizioni meno virtuose in materia di protezione della fauna selvatica, con impatti pesantemente negativi anche sull'immagine internazionale del nostro Paese e sulla possibilità di partecipare ai futuri finanziamenti dell'Unione europea;
altri Paesi dell'Unione europea hanno introdotto sanzioni più severe per il bracconaggio di specie protette e un rafforzamento delle sinergie tra forze dell'ordine, volontariato e cittadinanza attiva, con risultati apprezzabili in termini di riduzione degli abbattimenti illegali –:
quali iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano adottare, anche in raccordo con regioni, enti parco, associazioni ambientaliste e comunità scientifica, per rafforzare la prevenzione e la repressione del bracconaggio;
se non ritengano opportuno, prima di qualsiasi iniziativa normativa, promuovere la definizione di uno studio d'impatto e di consultazione con esperti indipendenti e rappresentanti delle associazioni impegnate nella tutela della fauna;
se siano state avviate valutazioni di rischio, anche attraverso l'avvalimento dell'Ispra rispetto alla correlazione tra l'aumento degli episodi di bracconaggio e una deregulation generalizzata e se siano previsti strumenti volti a ridurre in modo efficace il rischio di estinzione per le popolazioni di ibis eremita e altre specie target dei programmi Life;
se, nel quadro delle strategie della Biodiversità 2030 e del Green Deal UE, sia in corso l'adozione di iniziative per l'attivazione di programmi per il potenziamento della medicina veterinaria forense, la sorveglianza scientifica dei black-spots del bracconaggio, la dotazione di dispositivi di tracciamento e la promozione di iniziative di educazione e comunicazione pubblica contro il bracconaggio e la caccia illegale;
quali iniziative di carattere normativo intendano assumere per assicurare rapida esecuzione delle direttive e raccomandazioni dell'Unione europea in materia di lotta ai crimini ambientali e per garantire che l'Italia non continui a figurare tra i Paesi maggiormente sanzionati per violazioni in materia di tutela degli uccelli selvatici e della biodiversità.
(2-00711) «Caramiello, Sergio Costa, Cherchi, Di Lauro».
CULTURA
Interrogazione a risposta orale:
CARMINA. — Al Ministro della cultura, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
con delibera del Consiglio dei ministri del 17 aprile 2023 è stato conferito ad Agrigento il titolo di Capitale italiana della cultura 2025, un'iniziativa che ha tra i suoi obiettivi lo sviluppo delle città attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale e la promozione della cultura come leva di coesione e innovazione sociale;
in vista dell'organizzazione e del coordinamento delle iniziative culturali connesse all'evento, in data 17 febbraio 2024, è stata istituita la fondazione «Agrigento 2025»;
sin dall'avvio delle attività si sono verificati diversi episodi di disfunzione e instabilità gestionale;
a tali fatti si aggiungono episodi di cronaca che hanno suscitato diffuse perplessità sull'effettiva capacità organizzativa e amministrativa dell'ente: tra questi, l'ormai noto caso dell'asfaltatura dei tombini e della loro successiva ricerca con metal detector, le dimissioni di dirigenti, i continui rinvii degli eventi, i ritardi nell'approvazione dei bilanci, nonché scelte operative discutibili e dispendiose, come la registrazione di un concerto natalizio in pieno mese di agosto;
recentemente, la Corte dei conti, nella relazione sulla gestione dell'iniziativa «Agrigento Capitale italiana della cultura 2025» (deliberazione n. 246/2025/GEST, pagine 191 e seguenti), ha confermato integralmente «la sussistenza in concreto di tutti i profili di criticità gestionale analiticamente indicati nella bozza di referto dello scorso settembre 2025»;
i giudici contabili hanno rilevato criticità nella fase organizzativa, programmatoria e attuativa, tali da mettere a rischio «l'attuale ed effettiva realizzazione dell'obiettivo primario dell'azione amministrativa», nonché «l'adeguatezza organizzativa e la corrispondenza attuativa delle attività in corso rispetto allo scopo fondamentale di trasmissione di un impulso per lo sviluppo sociale, economico e civile di tutto il territorio della provincia di Agrigento»;
secondo la medesima relazione, permangono molteplici profili di criticità sistemica, riconducibili a: confusione e commistione di competenze tra la fondazione Agrigento 2025, responsabile dei 44 progetti del dossier di candidatura, e il comune di Agrigento, titolare delle iniziative collegate e degli investimenti infrastrutturali di contesto; ritardi nella rendicontazione delle somme erogate a valere sui finanziamenti statali e regionali; assenza di evidenze istruttorie relative a un'organizzazione amministrativa dedicata, a un sistema di controlli interni efficace, nonché a strumenti per la verifica della congruità dei costi contrattuali e della coerenza dei risultati con gli obiettivi strategici;
la Corte dei conti ha pertanto ritenuto necessario richiedere misure volte ad accelerare l'attuazione dei progetti – in particolare quelli del dossier di candidatura – nel residuo bimestre 2025, e ha contestualmente invitato a pianificare la liquidazione della Fondazione al termine dell'anno, raccomandando la prevenzione di costi inutili o diseconomici;
la mala gestio dell'iniziativa «Agrigento Capitale italiana della cultura 2025» rischia di produrre un grave danno di immagine per l'intero territorio, frustrando le finalità stesse del titolo conferito e vanificando l'occasione di crescita sociale, economica e culturale per la comunità agrigentina –:
quali iniziative urgenti, di competenza, intenda assumere, anche in accordo con gli enti territoriali coinvolti per garantire che la gestione dell'ultimo bimestre 2025 avvenga nel rigoroso rispetto delle indicazioni formulate dalla Corte dei conti;
se non ritengano opportuno adottare iniziative di conseguenza volte a disporre un monitoraggio straordinario sull'utilizzo dei fondi pubblici destinati all'iniziativa, al fine di assicurare la trasparenza e l'effettiva destinazione delle risorse ai progetti culturali originariamente previsti nel dossier di candidatura;
se non si intenda valutare la sussistenza dei presupposti per l'attivazione dei servizi ispettivi di finanza pubblica in relazione a quanto esposto in premessa;
quali iniziative di competenza intendano promuovere per salvaguardare l'immagine della Capitale italiana della cultura e assicurare che le future edizioni dell'iniziativa si svolgano in un quadro di trasparenza, efficienza e coerenza istituzionale con le finalità culturali della designazione.
(3-02306)
Interrogazione a risposta scritta:
MANZI. — Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:
il 26 maggio 2025, il Ministero della cultura ha avviato la procedura di interpello per il conferimento di n. 175 incarichi dirigenziali di livello non generale, come previsto dal processo di riorganizzazione di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 57 del 2024;
il 18 luglio 2025, il Ministro della cultura ha annunciato alla stampa l'imminente nomina di 140 dirigenti, successivamente confermata con il decreto ministeriale n. 250 del 2025 dello stesso giorno;
alcune sedi, tuttavia, non sono state assegnate, tra cui le Soprintendenze archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Venezia, del Friuli Venezia Giulia, di Salerno, nonché ben 14 sedi di musei autonomi di seconda fascia, che sono stati successivamente messi a bando il 7 agosto 2025;
nei giorni successivi, è stato avviato il procedimento amministrativo per la sottoscrizione dei contratti da parte dei dirigenti incaricati, che sono stati sottoposti a controllo preventivo di legittimità da parte della Corte dei conti, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 20 del 1994;
a seguito del controllo, numerosi contratti sono stati dichiarati illegittimi, compresi alcuni relativi a istituti di grande rilevanza come le Soprintendenze per il comune di Napoli, le province di Caserta-Benevento e Arezzo-Siena-Grosseto, nonché le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche per il Veneto, il Piemonte e la Toscana, l'Ufficio per le relazioni sindacali e altri servizi delle Direzioni generali;
la Corte dei conti ha evidenziato, in diversi rilievi, la mancata attenzione, da parte del Ministero competente, a una corretta comparazione e applicazione delle «priorità», in particolare per i dirigenti di ruolo, nonché l'eventualità di un danno economico derivante da una gestione non conforme alla normativa vigente. In particolare, è stato eccepito che il Ministero ha proceduto a nominare prima i dirigenti ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis e 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001, senza aver dato la priorità ai dirigenti di ruolo, e senza aver rispettato le preferenze espresse dai candidati in fase di interpello –:
se sia a conoscenza di quanto illustrato in premessa e se non ritenga di chiarire la situazione riguardante i contratti che non sono stati registrati o che sono stati ritirati, spiegando le motivazioni di tali interventi, al fine di garantire trasparenza e correttezza nelle procedure amministrative;
se non intenda procedere all'immediata contrattualizzazione dei dirigenti appartenenti alla categoria SNA 9, nonché dei dirigenti risultati vincitori del corso-concorso della Fondazione scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali;
se non intenda provvedere alla copertura immediata delle sedi vacanti, come sopra indicate, attraverso l'assegnazione diretta dei dirigenti di ruolo, riservando il ricorso alla nomina di nuovi dirigenti ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis e 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001, solo in via residuale.
(4-06282)
GIUSTIZIA
Interrogazione a risposta in Commissione:
GIANASSI e SERRACCHIANI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
la casa circondariale di Firenze «Sollicciano» si presenta come una delle realtà penitenziarie più compromesse dal punto di vista strutturale, come emerso anche da ripetute denunce sindacali, da visite ispettive e da numerosi reportage della stampa;
la situazione dell'edilizia penitenziaria dell'istituto fiorentino è tale da compromettere non solo le condizioni di lavoro del personale ma anche i livelli minimi di dignità e sicurezza per le persone detenute;
le condizioni di degrado e insalubrità sono incompatibili con i princìpi costituzionali del trattamento della persona detenuta, oltre a rappresentare un grave rischio per la salute e la sicurezza degli operatori penitenziari;
oltre 100 celle risultano inagibili per infiltrazioni, crolli e condizioni igienico-sanitarie compromesse;
si segnalano assenza di ventilazione, caldo estremo e ambienti insalubri nei mesi estivi, in particolare per detenuti fragili e psichiatrici, con celle definite «forni»;
i detenuti psichiatrici risultano tuttora privi di supporti adeguati e ospitati in strutture non compatibili con la loro condizione, dopo la chiusura per inagibilità del reparto Atsm, che ha comportato il trasferimento dei reclusi psichiatrici nella sezione accoglienza, con evidenti difficoltà di convivenza;
nel solo primo semestre del 2025 si sono verificati cinque decessi nel carcere di Sollicciano, di cui due suicidi accertati e tre morti per cause ancora in corso di accertamento;
nei giorni scorsi, i violenti temporali che hanno colpito la città di Firenze hanno provocato l'ennesimo allagamento del penitenziario: l'acqua piovana è entrata non solo nei corridoi ma anche all'interno delle celle, costringendo numerosi detenuti a camminare scalzi per non bagnare scarpe e vestiti e a utilizzare secchi e stracci per contenere le infiltrazioni;
secondo l'associazione di volontariato penitenziario Pantagruel, la situazione è divenuta «assurda», con secchi di plastica disseminati nei corridoi, pavimenti scivolosi e rischi per l'incolumità di chi vive e lavora nell'istituto. Le infiltrazioni hanno inoltre danneggiato gli indumenti donati dai cittadini e raccolti nel magazzino del progetto Francesco, destinati ai detenuti indigenti, i quali risultano ora inzuppati e inservibili;
a ciò si aggiungono ulteriori criticità, tra cui la rottura dell'ascensore del reparto giudiziario, che costringe il personale a trasportare manualmente e con grande fatica i carrelli del vitto lungo le scale, con rischi per la sicurezza è aggravio delle condizioni lavorative;
tutto ciò avviene in un contesto in cui i lavori di ristrutturazione annunciati da tempo non risultano ancora concretamente avviati, mentre il degrado strutturale e ambientale continua a peggiorare;
lo stesso Governo ha riconosciuto, nella risposta all'interrogazione a risposta immediata in Commissione numero 5-03874 (svolta nel mese di aprile 2025), che i tempi dell'edilizia non consentono di risolvere i problemi nel breve termine, ma è proprio per questo che occorre intervenire con urgenza e priorità nelle sedi più compromesse, come quella di Sollicciano –:
se sia a conoscenza dei nuovi episodi di allagamento verificatisi nelle scorse settimane e delle ulteriori criticità strutturali sopra descritte, quali misure urgenti intenda adottare per garantire condizioni minime di sicurezza, igiene e dignità alle persone detenute e al personale operante nella casa circondariale di Firenze «Sollicciano» e se non ritenga necessario disporre un intervento immediato di messa in sicurezza, in attesa dell'avvio dei lavori di ristrutturazione complessiva dell'istituto;
(5-04633)
Interrogazioni a risposta scritta:
ONORI e BENZONI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
Sergei Kuznetsov è stato arrestato in Italia su mandato d'arresto europeo emesso dalla Germania in relazione al presunto sabotaggio dei gasdotti Nord Stream (Nord Stream 1 e 2) del settembre 2022 e si trova oggi nel carcere di Ferrara;
secondo quanto riportato dal legale del signor Kuznetsov, risulta che da venerdì 31 ottobre 2025 egli abbia rifiutato ogni assunzione di cibo dichiarando che tale scelta sia motivata dal mancato rispetto, nella struttura detentiva in cui è trattenuto, di alcuni diritti;
riferisce infatti di essere affetto da celiachia e di seguire un regime vegano, necessitando di specifiche integrazioni proteiche per tutelare lo stato di salute già compromesso, che non gli sono state concesse fin dal momento del suo arresto, il 22 agosto 2025;
l'ordinamento penitenziario nazionale (legge n. 354 del 1975, oltre al suo regolamento di esecuzione, il decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000) tutela il diritto del detenuto ad una alimentazione sana e sufficiente, adeguata allo stato di salute e, ove sia possibile, nel rispetto delle scelte di carattere etico o religioso del detenuto;
il detenuto lamenta inoltre restrizioni ingiustificate dei diritti di visita, sia familiari in presenza sia a distanza, nonostante da tempo siano state presentate istanze formali di ampliamento, già autorizzate dall'autorità giudiziaria ma rimaste prive di esito;
egli segnala altresì la mancanza di informazioni in lingua a lui comprensibile – non parlando italiano – che lo pone in condizioni di isolamento e disorientamento, anche in ragione della difficile situazione nel Paese di origine e dei contesti bellici che minacciano luoghi e persone a lui care;
infine, il legale del signor Kuznetsov riporta come questi sia costretto a condividere la cella con un fumatore seriale, pur essendo egli non fumatore, nonostante nell'ala detentiva cui appartiene vi sarebbero spazi alternativi che permetterebbero di evitare tale esposizione dannosa, in particolare considerato il suo stato di salute, come previsto dall'articolo 6, comma 7, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 –:
quali iniziative di competenza intenda adottare per assicurare al signor Kuznetsov condizioni di detenzione conformi ai princìpi di dignità e tutela della salute, garantendogli un'alimentazione adeguata alle sue necessità di salute ed etiche nonché un ambiente salubre e il pieno rispetto dei diritti di visita già riconosciuti dall'autorità giudiziaria.
(4-06283)
SERRACCHIANI, DI BIASE e GIANASSI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
la Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria hanno diramato la nota prot. n.dg.GDAP.21/10/2025.0454011.U, «Integrazione disposizioni relative ai provvedimenti autorizzativi degli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo presso gli istituti penitenziari – competenze autorizzatorie in materia trattamentale ascritte alla Dgdt», che, integrando precedenti direttive del 17 marzo e del 15 aprile 2025, ribadisce e dettaglia nuove procedure autorizzative per la realizzazione, all'interno degli istituti penitenziari, di eventi, progetti e iniziative a carattere educativo, culturale o ricreativo, affidandone la competenza esclusiva alla Direzione generale per le strutture con circuiti a gestione dipartimentale – alta sicurezza, collaboratori di giustizia, 41-bis;
firmata da Ernesto Napolillo, a capo della direzione generale dei detenuti e del trattamento, la circolare va a modificare l'iter «delle richieste di provvedimenti autorizzativi degli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo che si intenda realizzare presso gli istituti penitenziari», prevedendo che «per i soli istituti penitenziari con circuiti a gestione dipartimentale (alta sicurezza, collaboratori di giustizia, 41-bis) l'autorizzazione per gli eventi di carattere trattamentale, anche se previsti per i soli detenuti allocati nel medesimo istituto al circuito cosiddetto media sicurezza, dovrà sempre essere richiesta a questa direzione generale»;
inoltre, la richiesta dovrà pervenire «con congruo anticipo» e contenere necessariamente i seguenti dati: spazi utilizzati, durata dell'iniziativa, lista dei detenuti da coinvolgere, elenco dei nomi e dei titoli dei partecipanti della comunità esterna, parere della direzione; per le attività rivolte a soli detenuti di media sicurezza reclusi in carceri dove non ci sono altri circuiti le competenze «rimangono in capo ai provveditorati regionali»;
il regime vigente antecedente a questa circolare, così come stabilisce l'articolo 17 della legge n. 354 del 1975, prevede che la domanda per portare dall'esterno un'attività in carcere vada presentata al direttore dell'istituto penitenziario in cui si sarebbe voluto operare il quale esprimeva parere sull'istanza e la trasmetteva al magistrato di sorveglianza per l'autorizzazione;
da ora in poi ad avere il potere di decidere sarà il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dunque il Ministero della giustizia, a livello centrale, che acquisirà evidentemente un ruolo decisivo, depauperando i provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria e i direttori delle loro prerogative;
questo radicale cambio di regole rischia a giudizio dell'interrogante di sancire la fine della partecipazione della comunità esterna alle iniziative culturali e ricreative promosse nelle carceri e di mettere seriamente a rischio il trattamento che passa dalle iniziative di cooperative, associazioni, enti locali;
le nuove disposizioni incideranno in modo drammatico sull'efficacia e tempestività delle iniziative educative, culturali e ricreative promosse negli istituti penitenziari, anche in collaborazione con enti e associazioni del territorio, e introdurranno nuovi ulteriori livelli di complessità burocratica;
la finalità rieducativa della pena, sancita dall'articolo 27 della Costituzione, impone che le attività trattamentali siano favorite e agevolate, soprattutto quando volte al recupero sociale e personale dei detenuti –:
se il Ministro interrogato non ritenga necessario e urgente, anche in considerazione della gravissima emergenza che sta investendo il sistema dell'esecuzione penale nel nostro Paese, riconsiderare radicalmente la riforma adottata dalla Direzione generale dei detenuti e del trattamento – Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che rischia di far compiere un salto all'indietro di 40 anni al sistema carcerario italiano, anche al fine di garantire e mantenere un'adeguata autonomia gestionale e decisionale in capo alle direzioni degli istituti e ai provveditorati regionali, al fine di semplificare le procedure e incentivare le attività trattamentali, costituzionalmente garantite e indispensabili anche al fine di avvicinarsi agli obiettivi minimi di riduzione del tasso di recidiva.
(4-06291)
IMPRESE E MADE IN ITALY
Interrogazioni a risposta scritta:
PRETTO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
le Acciaierie Valbruna di Bolzano rappresentano uno dei più importanti poli produttivi italiani nel settore degli acciai speciali e delle superleghe, con circa 580 addetti diretti e un indotto complessivo che coinvolge oltre 1.700 lavoratori tra Bolzano e Vicenza;
lo stabilimento produce materiali destinati a comparti strategici, dalla difesa all'aerospazio, dal biomedicale alla meccanica di precisione, costituendo un presidio industriale di rilievo nazionale e una risorsa fondamentale per la filiera siderurgica italiana;
la provincia autonoma di Bolzano ha indetto un bando di gara per la riassegnazione dell'area su cui sorge l'impianto, di proprietà pubblica ma concessa da decenni al gruppo Amenduni, proprietario della Valbruna;
tale decisione ha destato profonda preoccupazione tra i lavoratori, i sindacati e le istituzioni locali, poiché mette in discussione la continuità produttiva e l'occupazione, non solo a Bolzano ma anche nello stabilimento gemello di Vicenza, strettamente interconnesso con quello altoatesino;
le parti sociali hanno sottolineato il rischio di oltre 500 posti di lavoro e la perdita di una delle ultime aziende siderurgiche italiane sane e competitive, denunciando una mancanza di chiarezza politica e istituzionale sul futuro dello stabilimento;
il Ministero delle imprese e del made in Italy ha convocato per il 4 novembre 2025 un tavolo nazionale urgente con regione Veneto, provincia di Bolzano e rappresentanze sindacali, al fine di individuare soluzioni condivise per garantire la continuità produttiva e salvaguardare i livelli occupazionali –:
quali iniziative il Ministro interrogato, per quanto di competenza, abbia predisposto o intenda predisporre al fine di risolvere le problematiche di cui in premessa, così da garantire la continuità produttiva di un asset strategico e a tutela dell'intera filiera italiana dell'acciaio speciale.
(4-06284)
GRIBAUDO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
lo stabilimento ex Ilva di Racconigi, in provincia di Cuneo, versa in una grave situazione di crisi industriale e occupazionale;
a partire dal 4 novembre 2025, circa il 92 per cento degli 85 lavoratori dello stabilimento è stato posto in cassa integrazione, senza che sia stata fornita una prospettiva chiara sul futuro occupazionale;
si tratta di oltre ottanta lavoratori e altrettante famiglie, molte delle quali monoreddito, esposte a una condizione di grave precarietà economica;
la crisi coinvolge un territorio già duramente colpito dalla perdita di presìdi produttivi e da una significativa contrazione occupazionale;
nei mesi scorsi è stato attivato un tavolo di crisi dedicato alla vertenza, con la partecipazione di organizzazioni sindacali, regione Piemonte ed enti locali;
nonostante i diversi incontri svolti, non si è ancora pervenuti a soluzioni concrete né è stato definito un piano industriale credibile che assicuri la continuità produttiva e occupazionale del sito;
lo stabilimento è attualmente pressoché fermo e i lavoratori vivono una condizione di forte incertezza;
lo stabilimento di Racconigi ha dimostrato negli anni elevati standard qualitativi e significative professionalità delle maestranze;
diverse manifestazioni di interesse da parte di potenziali investitori privati sono emerse, ma rischiano di non concretizzarsi in assenza di un chiaro indirizzo politico e industriale;
il comparto siderurgico piemontese necessita di un'attenzione specifica nell'ambito delle politiche industriali nazionali –:
quali iniziative di competenza urgenti i Ministri interrogati intendano assumere per garantire sostegno economico immediato ai lavoratori in cassa integrazione e alle loro famiglie;
se e in quali tempi il Governo intenda convocare il tavolo di crisi;
quali iniziative concrete i Ministri interrogati intendano adottare per favorire un percorso di reindustrializzazione del sito, agevolando l'ingresso di nuovi investitori qualificati e tutelando le professionalità presenti;
se il Governo intenda elaborare una strategia complessiva per il comparto siderurgico nazionale che includa adeguatamente gli stabilimenti piemontesi nelle politiche industriali di settore.
(4-06286)
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Interrogazioni a risposta in Commissione:
BARBAGALLO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
l'8 agosto 2024, viene resa nota la notizia sul sito ufficiale di rete ferroviaria italiana (Gruppo FS);
nello specifico si annuncia che il Cis Consorzio Italia servizi (con consorziate esecutrici Omnia Servitia S.r.l./SCF S.r.l./FER Impianti S.r.l.) e il costituendo Raggruppamento temporaneo d'imprese Sintel Engineering S.r.l. (mandataria)/FER Impianti S.r.l. (mandante) si aggiudicano la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione della nuova fermata «Acireale-Bellavista», sulla linea Messina-Siracusa;
la fermata si aggiunge all'attuale stazione di Acireale e consentirà al traffico pendolare dell'area metropolitana un più agevole collegamento con il centro cittadino e con i limitrofi comuni etnei;
per un investimento complessivo pare di circa 7 milioni di euro;
è trascorso più di un anno dall'annuncio ma non ci sono stati sviluppi –:
se sia a conoscenza dei fatti esposti;
se intenda chiarire a che punto sia la progettazione esecutiva e se ci siano stati sviluppi;
se sia stata prevista la data di inizio dei lavori.
(5-04635)
PASTORELLA e SOTTANELLI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
l'articolo 193 del Codice della Strada sancisce che tutti i veicoli a motore debbano essere coperti da un'assicurazione di responsabilità civile verso terzi (RCA) per poter essere posti in circolazione;
secondo i dati diffusi da Ania nella pubblicazione «L'Assicurazione italiana 2024-2025», ottenuta a partire dai dati della Motorizzazione civile (che detiene quelli del Pra), mediante selezioni e incroci con le proprie basi informative, nel 2024 in Italia circa il 6,1 per cento dei veicoli circolanti risultava privo di copertura assicurativa, pari a 2,9 milioni di mezzi, rispetto al 6,0 per cento del 2023. Se in percentuale l'aumento può sembrare relativamente ridotto, in valore assoluto i veicoli non assicurati sono aumentati del 3,6 per cento, anche perché il parco assicurato è cresciuto del 2 per cento e, complessivamente, i veicoli circolanti sono aumentati. Infatti, dopo un periodo in cui si era registrato un numero dei veicoli non assicurati in diminuzione, nel 2022 c'è stata un'inversione di tendenza che è continuata poi negli anni successivi;
permangono forti differenze territoriali: a fronte di una media nazionale del 6,1 per cento di veicoli non assicurati, l'incidenza arriva all'8,1 per cento nel Sud, al 6,3 per cento nel Centro e al 4,9 per cento nel Nord. Si rilevano, inoltre, significativi picchi locali, tra gli altri: Valle d'Aosta 11,3 per cento; Milano 7,2 per cento, Torino 6,7 per cento, Trento 6,5 per cento; Lazio 8,4 per cento e Roma 9,4 per cento; Calabria 10,5 per cento, Sicilia 8,8 per cento, Campania 10,6 per cento; a Napoli circa il 14 per cento. In termini assoluti, tuttavia, il fenomeno sembra peggiorare in particolare al Nord, dove in due anni si contano oltre 300 mila veicoli non assicurati in aggiunta ai 900 mila veicoli del 2022;
nel confronto europeo, il tasso italiano del 6,1 per cento risulta tra i Paesi con più alta evasione dell'obbligo assicurativo, superiore alla media UE dell'1,8 per cento. Si segnalano esperienze estere efficaci come quella dell'Irlanda, dove l'introduzione del IMID - Irish Motor Insurance Database ha contribuito a quasi dimezzare l'incidenza dei veicoli non assicurati (dal 8,3 per cento nel 2022 a circa 4,2 per cento nel 2024), mentre in Paesi come Germania, Danimarca, Finlandia e Norvegia l'evasione è praticamente nulla;
a fronte di questi dati preoccupanti, ad oggi non è ancora operativo il controllo da remoto dei veicoli privi di copertura, attuato tramite lettura delle targhe grazie a dispositivi telematici a distanza, previsto dal decreto-legge n. 1 del 2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 27 del 2012 poiché mancano i provvedimenti attuativi che definiscono caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo dei sistemi di rilevazione;
la presenza su strada di veicoli non assicurati non solo aggrava i rischi per gli utenti, ma genera oneri sul Fondo di garanzia per le vittime della strada e incide sulla leale concorrenza tra assicurati e non assicurati –:
quali iniziative urgenti di competenza intendano adottare, e con quali tempistiche certe, per dare piena attuazione alle disposizioni previste dal decreto-legge n. 1 del 2012 in materia di accertamento da remoto della copertura assicurativa, provvedendo all'emanazione degli atti tecnici che definiscano le caratteristiche dei dispositivi, le modalità di omologazione, l'utilizzo, la conservazione dei dati nonché le garanzie per la tutela della privacy;
quale sia la stima aggiornata dell'impatto dei veicoli non assicurati sul Fondo di garanzia per le vittime della strada e quali misure si intendano assumere per mitigarne gli oneri senza penalizzare gli assicurati in regola;
quali ulteriori misure intendano adottare per ridurre il preoccupante numero di veicoli privi di assicurazione in circolazione, allineando l'Italia alla media UE, e con quali target misurabili (target annuali di riduzione dell'incidenza e del numero assoluto) per raggiungere l'obiettivo entro un orizzonte temporale ben definito.
(5-04636)
MILANI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
il pagamento diretto del subappaltatore da parte della stazione appaltante è un obbligo della stazione appaltante, ma anche un diritto per le PMI, previsto e disciplinato dal nuovo Codice dei contratti pubblici;
in particolare, l'articolo 119, comma 11, del decreto legislativo n. 36 del 2023 prevede che la stazione appaltante effettui il pagamento al subappaltatore: a) quando il subcontraente è una microimpresa o piccola impresa; b) in caso di inadempimento da parte dell'appaltatore; c) su richiesta del subcontraente e se la natura del contratto lo consente;
sebbene il subappalto rappresenti la prassi nella realizzazione di opere pubbliche, e anzi sia favorito dalla normativa europea e nazionale, dietro la complessa catena di forniture e prestazioni, molte imprese subappaltatrici hanno vissuto negli ultimi anni un vero paradosso: ricevere pagamenti regolari dalle stazioni appaltanti e, successivamente, vederseli revocare a causa di contenziosi fallimentari che non le riguardavano direttamente; una distorsione che ha messo in difficoltà soprattutto micro, piccole e medie imprese;
a riguardo, infatti, l'orientamento giurisprudenziale non appare univoco, poiché, se da un lato sussistono pronunce favorevoli al subappaltatore, che definiscono i confini dell'azione revocatoria fallimentare in questo specifico contesto escludendo la revocabilità dei pagamenti diretti in caso di successiva insolvenza dell'appaltatore principale, dall'altro non mancano pronunce favorevoli alla parte attrice, la società appaltatrice ormai amministrata da un curatore fallimentare, con accoglimento della domanda revocatoria del curatore medesimo dei pagamenti effettuati dalla stazione appaltante nei 24 mesi precedenti alla dichiarazione di fallimento, direttamente ai subappaltatori che abbiano realizzato le opere commissionate aggiungendovi peraltro la condanna al pagamento spese di giudizio e interessi –:
se il Governo intenda assumere iniziative di carattere normativo al fine di chiarire la questione relativa alla revocabilità dei pagamenti diretti alle società subappaltanti in caso di successivo fallimento dell'appaltatore.
(5-04638)
CARMINA e MORFINO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
da oltre un decennio i cittadini delle province di Agrigento, Palermo e di Caltanissetta sopportano una condizione infrastrutturale estremamente penalizzante, che incide in modo grave sulla mobilità, sull'economia e sulla coesione sociale di un'ampia area interna della Sicilia centrale, già caratterizzata da un cronico isolamento viario;
tra le criticità più rilevanti rientra la situazione della strada statale n. 189 «della Valle del Platani», asse strategico di collegamento tra Palermo e Agrigento, lungo la quale, in prossimità del comune di Milena, insiste il viadotto Milena, chiuso parzialmente al traffico da anni e regolato da senso unico alternato con impianto semaforico. La strada statale Agrigento-Palermo è l'unica grande arteria che collega le due province ed è percorso giornalmente da migliaia di mezzi;
l'opera di ricostruzione del ponte è stata annunciata nel 2020 e successivamente inserita tra gli interventi di competenza Anas s.p.a., con un'autorizzazione idraulica rilasciata nel 2023 dall'Autorità di bacino della Sicilia (atto n. 26144 del 2023 del 31 ottobre 2023). Alla data odierna i lavori, giunti sino alla realizzazione di circa il 50 per cento del viadotto, si sono arrestati a causa dell'intervenuta rescissione contrattuale con l'operatore economico affidatario. Secondo quanto noto all'interrogante, risulta attualmente in corso la fase di scorrimento della graduatoria con talune rinunce pervenute dagli operatori risultati ai primi posti utili. Tale situazione rende probabile il rischio di esaurimento della graduatoria stessa e l'eventualità di una nuova procedura di affidamento che determinerebbe un ulteriore e indefinito incremento dei tempi definitivi di realizzazione;
nel frattempo, il tratto continua a presentare condizioni di percorribilità precarie e tempi di percorrenza fortemente dilatati, con pesanti ripercussioni sul traffico passeggeri e merci e sui collegamenti tra i due capoluoghi provinciali;
istituzioni locali, organizzazioni sindacali, categorie produttive e rappresentanze sociali del territorio hanno ripetutamente chiesto la celere attuazione dell'intervento, anche mediante manifestazioni e iniziative pubbliche di mobilitazione aventi ad oggetto le condizioni della viabilità interna di competenza statale, e in particolare quella della Sicilia centrale, che continua a versare in una situazione di grave abbandono;
la realizzazione del viadotto Milena riveste carattere di assoluta urgenza e priorità, non solo per motivi di sicurezza ma anche per garantire un adeguato livello di accessibilità territoriale e di continuità dei collegamenti tra le aree interne e le principali direttrici regionali –:
quali iniziative urgenti di competenza il Ministro interrogato intenda assumere, per il tramite di Anas s.p.a. al fine di superare lo stallo determinato dalla rescissione contrattuale con l'impresa esecutrice e di procedere senza ulteriori ritardi alla nuova aggiudicazione dei lavori di ricostruzione del viadotto Milena lungo la strada statale n. 189 «della Valle del Platani», ivi compresa un eventuale verifica sull'effettiva congruità dell'importo di affidamento dei lavori, in rapporto alle rinunce pervenute dagli operatori utilmente classificati in graduatoria;
se non ritenga necessario definire e rendere pubblico un cronoprogramma aggiornato e vincolante, che indichi con chiarezza le fasi di ri-affidamento, di ripresa dei lavori e di ultimazione dell'opera, al fine di garantire trasparenza e certezza dei tempi di completamento;
quali misure intenda adottare, nelle more della ricostruzione del viadotto, per assicurare la manutenzione straordinaria e la piena sicurezza del tratto attualmente transitabile, oggi regolato da senso unico alternato, al fine di ridurre i disagi e i rischi per gli automobilisti;
se non ritenga opportuno istituire un tavolo permanente di monitoraggio dell'intervento, con la partecipazione degli enti locali e delle rappresentanze territoriali, al fine di garantire un costante flusso informativo sullo stato di avanzamento delle procedure e sulle azioni adottate da Anas s.p.a. per la ripresa dei lavori.
(5-04639)
SIMIANI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
si apprende dai media che numerosi studenti universitari e pendolari provenienti da Livorno e dai comuni limitrofi (Rosignano, Cecina e zone della costa sud) abbiano segnalato, attraverso una petizione pubblicata sulla piattaforma «change.org» e già sottoscritta da oltre seicento persone, il grave disagio derivante dalla modifica dell'erario del treno regionale delle ore 8.00 in partenza da Livorno Centrale e diretto a Pisa San Rossore;
il suddetto treno, che fino allo scorso semestre consentiva agli studenti universitari di raggiungere in orario le facoltà ubicate nell'area di San Rossore – in particolare ingegneria, medicina e biologia – è stato posticipato alle ore 8.21 da Trenitalia, con conseguente arrivo a destinazione dopo l'inizio delle lezioni;
le attuali alternative (il treno delle 7.30 o quello delle 7.55 con cambio a Pisa centrale) non risultano adeguate alle esigenze dei pendolari, comportando rispettivamente un arrivo eccessivamente anticipato o un ritardo sistematico alle prime ore di lezione;
la soppressione o lo spostamento di un collegamento così strategico, in una fascia oraria cruciale per studenti e lavoratori, sta determinando un sensibile aumento dell'utilizzo di mezzi privati, con ripercussioni negative sul traffico urbano e sull'impatto ambientale;
le università e le istituzioni locali di Livorno e Pisa hanno più volte sollecitato la regione Toscana e Trenitalia a garantire un servizio ferroviario efficiente e coerente con le esigenze di mobilità sostenibile e di diritto allo studio;
il contratto di servizio tra regione Toscana e Trenitalia prevede specifici obblighi di continuità e qualità del servizio pubblico ferroviario regionale;
il ripristino dell'erario precedente (partenza alle ore 8.00) non comporterebbe un aggravio significativo di costi per l'azienda, ma restituirebbe un servizio fondamentale a centinaia di utenti quotidiani;
la mobilità ferroviaria studentesca rappresenta un pilastro della sostenibilità e dell'inclusione sociale, che deve essere salvaguardato e incentivato –:
se sia a conoscenza della problematica espressa in premessa e quali iniziative di propria competenza intenda assumere, di concerto con la regione Toscana e con Trenitalia, affinché vengano garantiti collegamenti efficienti e adeguati con l'area di San Rossore tenuto conto delle esigenze esposte.
(5-04640)
Interrogazione a risposta scritta:
GIAGONI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
il principio della continuità territoriale è fondamentale per l'accesso ai servizi e ai collegamenti di tutte le regioni, comprese quelle insulari o periferiche, come Sicilia e Sardegna, e dei territori periferici e svantaggiati, nonché per salvaguardare il diritto alla mobilità, ai servizi e all'inclusione sociale ed economica dei residenti in queste aree;
tale principio trova fondamento nell'articolo 16 della Costituzione, che sancisce la libertà di circolazione, nonché nell'articolo 3 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e nell'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo n. 18 del 1999, che recepisce la direttiva 96/67/CE in materia di accesso al mercato del trasporto aereo;
la legge n. 144 del 1999, la legge n. 388 del 2000 e successivi provvedimenti attuativi hanno disciplinato le modalità di imposizione degli oneri di servizio pubblico (Osp) sulle rotte da e per la Sardegna, con l'obiettivo di assicurare collegamenti regolari, accessibili e rispettosi delle esigenze dei passeggeri, in particolare di quelli che viaggiano per motivi di salute;
la normativa europea (regolamento CE n. 1107/2006) riconosce inoltre specifici diritti alle persone con disabilità o a mobilità ridotta, imponendo agli operatori del trasporto aereo l'obbligo di garantire assistenza adeguata in tutte le fasi del viaggio in modo da evitare interruzioni e ritardi;
in data 4 novembre 2025, si è verificato presso l'aeroporto di Milano Linate un episodio che ha coinvolto una passeggera sarda, paziente oncologica, che si era recata a Milano per un intervento medico, la quale ha incontrato difficoltà burocratiche al momento dell'imbarco su un volo per Olbia operato da AeroItalia, compagnia che al momento fornisce il servizio di trasporto aereo in regime di continuità territoriale per le tratte da e per la Sardegna;
l'episodio, legato alla documentazione sanitaria presentata dalla passeggera e non ritenuta sufficiente dalla compagnia, ha determinato ritardi e disagi significativi, anche da un punto di vista economico, con la documentazione accettata dalla compagnia solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine e la cittadina costretta a imbarcarsi su un volo successivo a quello previsto;
tale episodio appare in contrasto con gli obiettivi di equità, accessibilità e continuità territoriale che devono caratterizzare i servizi aerei soggetti a oneri di servizio pubblico e solleva preoccupazioni sulla chiarezza e uniformità delle procedure adottate dalle compagnie aeree nei confronti dei passeggeri con esigenze mediche particolari –:
se intenda assumere iniziative di competenza volte a verificare, d'intesa con Enac e gli altri enti competenti, l'adeguatezza e l'uniformità delle procedure adottate dalle compagnie aeree operanti su rotte soggette a oneri di servizio pubblico, e quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di garantire il pieno rispetto dei diritti dei passeggeri con particolari esigenze mediche, conformemente alla normativa europea in materia di assistenza ai passeggeri con mobilità ridotta.
(4-06287)
INTERNO
Interrogazione a risposta orale:
CASU, DI BIASE, ORFINI, FURFARO, ROGGIANI, PANDOLFO, STEFANAZZI, ROMEO, SCARPA, PORTA, BOLDRINI, BERRUTO, TABACCI, FILIPPIN, MALAVASI, GRAZIANO, FORATTINI, DE LUCA, GIANASSI, BAKKALI, FASSINO, CUPERLO, GIRELLI, FORNARO, D'ALFONSO, SERRACCHIANI, MANZI, MORASSUT, PRESTIPINO e MANCINI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
nella serata di lunedì 3 novembre 2025 si è registrato un inquietante e preoccupante episodio di aggressione di chiaro stampo fascista ai danni degli studenti del liceo scientifico «Righi» di Roma occupato da diversi giorni per protesta;
una quindicina di giovani vestiti di nero e con i caschi a coprire il volto si sono minacciosamente avvicinati ai cancelli del plesso scolastico gridando slogan fascisti, come «boia chi molla» e «Duce, duce» e lanciando bottiglie di vetro;
gli studenti che erano all'interno riuniti in assemblea hanno rafforzato le barricate ed è stata chiamata la polizia anche dai genitori degli studenti occupanti;
all'arrivo delle forze dell'ordine gli aggressori si sono dileguati;
organi di informazione hanno pubblicato i video a testimonianza di quanto riportato in premessa;
l'aggressione è avvenuta dopo giorni di tensione che hanno interessato l'istituto, anche a seguito delle polemiche per la politicizzazione dello scontro sulla presenza dei portavoce della Flotilla a un incontro convocato dalla scuola per parlare del futuro della Palestina;
anche altri istituti occupati nei giorni precedenti sono stati oggetto di aggressioni di matrice fascista;
si tratta di episodi di violenza che non possono essere sottovalutati dai responsabili dell'ordine pubblico –:
quali opportune e tempestive iniziative di competenza, il Governo intenda adottare al fine di tutelare l'incolumità degli studenti occupanti e di contrastare ogni forma di violenza squadrista come quella registratasi nella serata di lunedì 3 novembre 2025.
(3-02304)
Interrogazione a risposta in Commissione:
ZIELLO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
da fonti di stampa si apprende che venti immigrati richiedenti asilo sono stati recentemente trasferiti a Coltano, una frazione del comune di Pisa, e qui collocati nella residenza Le Rene, convertita per l'occasione in centro di accoglienza straordinario (Cas), su disposizione della prefettura di Pisa e all'insaputa dell'amministrazione comunale e dei residenti;
dalla ricostruzione fornita dal sindaco, infatti, emerge che il suddetto trasferimento non sarebbe stato concertato né affrontato in un contesto istituzionale con la prefettura e, in particolare, in occasione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica;
a maggior ragione, tale concertazione sarebbe stata opportuna considerato che nella residenza in cui è stato attivato il centro di accoglienza straordinario abitano diverse famiglie che improvvisamente si sono ritrovate in una situazione priva di qualsiasi criterio di sicurezza;
l'articolo 11, comma 2 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 prevede che i centri straordinari di accoglienza per richiedenti asilo sono individuati dalle prefetture, sentito l'ente locale nel cui territorio è situata la struttura, proprio al fine di assicurare il migliore espletamento della funzione della sicurezza pubblica;
il coinvolgimento, da parte della prefettura, dell'ente locale interessato prima di procedere all'attivazione di tali strutture temporanee di accoglienza risulta altresì funzionale all'applicazione del principio di leale collaborazione tra i diversi livelli di governo;
per i suddetti motivi, ad avviso dell'interrogante e della comunità coltanese risulta auspicabile procedere alla chiusura del centro di accoglienza straordinario istituito presso la residenza Le Rene –:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare al fine di far luce su quanto esposto in premessa.
(5-04634)
Interrogazioni a risposta scritta:
ALFONSO COLUCCI e FEDE. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
il 9 ottobre 2021 un gruppo di manifestanti, tra cui esponenti di organizzazioni di estrema destra, ha fatto irruzione nella sede nazionale della Cgil in Corso d'Italia a Roma, devastando locali e archivi. L'episodio, unanimemente condannato come un grave attacco alla libertà sindacale e ai valori costituzionali, ha rappresentato una ferita profonda per la democrazia italiana e per le istituzioni della rappresentanza del lavoro;
in seguito a tali fatti, diversi imputati sono stati condannati in primo grado e la corte d'appello di Roma ha recentemente confermato pene fino a sei anni di reclusione, mentre altri procedimenti risultano tuttora pendenti;
negli ultimi giorni si sono inoltre verificati nuovi episodi di intimidazione e vandalismo ai danni di sedi sindacali nella capitale, riportati da diversi organi di stampa, circostanze che richiamano l'attenzione sull'esigenza di rafforzare le misure di prevenzione e vigilanza;
la tutela dei luoghi di rappresentanza del lavoro e del sindacato costituisce un presidio essenziale di democrazia e di libertà, che deve essere garantito anche alla luce dei rischi di infiltrazioni eversive o violente nei movimenti di protesta –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda adottare per assicurare la piena tutela e sicurezza delle sedi sindacali, in particolare nella città di Roma, anche mediante un aggiornamento dei piani di vigilanza e di prevenzione da parte delle autorità di pubblica sicurezza;
se intenda disporre un monitoraggio costante sulla formazione o il consolidamento di gruppi di matrice neofascista, vigilando sulla loro eventuale attività e sul possibile coinvolgimento in episodi di violenza, al fine di adottare tempestive misure di competenza di carattere interdittivo e preventivo;
se non ritenga infine opportuno promuovere, d'intesa con le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali, iniziative di sensibilizzazione e di memoria democratica contro ogni forma di violenza politica e di ispirazione fascista.
(4-06280)
MAGI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
si è appreso attraverso un articolo pubblicato in data 5 novembre 2025 sul quotidiano l'Unità, che due cittadini stranieri sono scomparsi nelle acque del porto di Livorno mentre erano sotto la custodia del capitano della nave ro-ro cargo danese Stena Shipper attraccata alla calata Bengasi e proveniente dalla Tunisia;
secondo quanto ricostruito, i due cittadini straniera sarebbero nascosti all'interno di uno dei container trasportati dalla nave cargo e, al momento dell'attracco, constatata la rottura del sigillo, sarebbero state informate le autorità competenti, le quali hanno proceduto all'apertura;
secondo un testimone presente alla verifica, i due uomini avrebbero chiesto in inglese di poter richiedere la protezione internazionale, tuttavia non sarebbero giunti né un interprete, né un avvocato, né un medico per l'assistenza sanitaria, fatto che, se confermato, risulterebbe molto grave, nell'opinione dell'interrogante;
all'espressione dell'intenzione da parte dei due uomini di richiedere protezione internazionale, avrebbe fatto seguito la decisione di riconsegnarli al capitano della nave che era diretta al porto tunisino a Rades, via Genova in chiaro contrasto con le normative vigenti che prevedono il divieto di respingimento;
i due uomini si sarebbero successivamente gettati in mare al fine di raggiungere la terraferma, prima scomparendo in mare e poi con ogni probabilità perdendo la vita a causa dell'impatto con materiale natante che operava all'interno del porto. I due corpi sono stati poi recuperati dai sommozzatori dei vigili del fuoco;
risulta di difficile comprensione la ragione per la quale la Capitaneria di porto non abbia interrotto tutte le operazioni portuali nel momento in cui i due uomini si sono gettati in acqua, scomparendo alla vista –:
se i due cittadini stranieri abbiano espresso la volontà di richiedere protezione internazionale, perché non si sia predisposto l'intervento dei medici per verificare le condizioni di salute ed eventuali situazioni di vulnerabilità psicofisiche, nonché per quali ragioni non sia stato predisposto l'intervento di un interprete e di un legale e, infine, quali siano le ragioni che hanno portato le autorità a operare quello che a tutti gli effetti sembra essere un respingimento illegale data anche la volontà dichiarata dei due uomini di presentare richiesta di asilo in Italia.
(4-06288)
ISTRUZIONE E MERITO
Interrogazione a risposta scritta:
MANZI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
presso l'istituto statale di istruzione superiore Pisticci-Montalbano, in provincia di Matera, diversi genitori avrebbero segnalato una criticità che, come evidenziato anche da alcune circolari dell'istituto, si manifesta in atteggiamenti discriminatori non giustificabili nell'ambito di una scuola pubblica che meriterebbero di essere valutati dall'Ufficio scolastico regionale competente;
le circolari farebbero riferimento alla partecipazione ad Erasmus, viaggi di istruzione e uscite programmate per gli alunni da parte della scuola, subordinati al pagamento del cosiddetto contributo volontario;
ad esempio, per il gemellaggio effettuato dall'istituto con una scuola tedesca di Magdeburgo, nella circolare di riferimento viene testualmente detto che «saranno prese in esame solo le domande di alunni in regola con il pagamento del contributo volontario»;
il contributo volontario è tale solo se non diventa obbligatorio e discriminante per l'accesso a programmi predisposti dalla scuola;
in questa maniera diventa altamente probabile che ad essere esclusi siano alunni appartenenti a famiglie in condizione di difficoltà economiche o che comunque non accettano il principio escludente determinato da una misura che assume il profilo di una scuola selettiva per censo nonostante un ottimo rendimento scolastico –:
se il Ministro interrogato non intenda avviare, per quanto di competenza, le opportune verifiche – anche tramite l'Ufficio scolastico regionale della Basilicata – sulle modalità applicate presso il suddetto istituto, al fine di garantire la piena accessibilità, come previsto per una scuola pubblica, a tutte le iniziative scolastiche promosse, e di ricondurre all'esatta interpretazione il principio del contributo «volontario».
(4-06281)
LAVORO E POLITICHE SOCIALI
Interrogazione a risposta in Commissione:
MARINO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
negli ultimi mesi numerosi articoli di stampa hanno riportato gravi violazioni dei diritti dei lavoratori marittimi e portuali nel porto di Milazzo (Messina), con casi di licenziamenti, abusi contrattuali e carenze nella sicurezza sul lavoro, riguardanti in particolare i lavoratori Sergio Lopresti e Ivano Cuciti, entrambi dipendenti della società «Mare Pulito»;
le denunce, rese pubbliche anche attraverso una petizione online su Change.org, segnalano un contesto di gravi anomalie nelle condizioni contrattuali e previdenziali, tra cui:
inquadramenti professionali non corrispondenti alle mansioni realmente svolte, con applicazione di contratti del settore terziario o metalmeccanico al posto di quello marittimo;
assenza di copertura assicurativa P.a.n. (Polizza assicurativa naviganti), nonostante il lavoro continuativo in mare e turni H24;
mancata applicazione delle norme sulla sicurezza e sui tempi di lavoro, come la mancata retribuzione delle ore notturne e dei riposi compensativi;
introduzione tardiva del registro orario di bordo, previsto dal 2005 ma attivato solo nel 2021;
atti discriminatori e disciplinari reiterati verso i lavoratori iscritti al sindacato, culminati in licenziamenti ritenuti ritorsivi dai giudici del lavoro;
apprendiamo sempre dai media che il comandante Ivano Cuciti è stato licenziato nel 2022 dopo aver segnalato alla Capitaneria di Porto di Milazzo un'avaria a bordo, come previsto dal Codice della navigazione. Tale condotta, anziché essere tutelata, è stata sanzionata dall'azienda, che lo ha successivamente trasferito e licenziato;
il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e la Corte d'appello di Messina hanno entrambi dichiarato il licenziamento nullo, illegittimo e ritorsivo, disponendo il reintegro, tuttavia mai avvenuto, nonostante le sentenze passate in giudicato;
secondo notizie il lavoratore Sergio Lopresti, anch'egli dipendente della stessa società, ha denunciato carenze igienico-sanitarie e di sicurezza a bordo (mancanza di aria condizionata generatore guasto, frigorifero e bagno inutilizzabili), venendo poi sospeso e sottoposto a procedimenti disciplinari per «lesione dell'immagine aziendale». Anche in questo caso, le ispezioni degli enti competenti non avrebbero ancora prodotto risultati concreti, nonostante le segnalazioni a Inps, Inail, Ispettorato del lavoro e Capitaneria di porto;
le due vicende, oltre a evidenziare possibili inadempienze delle autorità di vigilanza, pongono interrogativi sul rispetto dei princìpi sanciti dagli articoli 3 e 36 della Costituzione, che garantiscono eguaglianza, tutela del lavoro e diritto a un'esistenza libera e dignitosa;
inoltre, sempre secondo quanto riportato dalla stampa, la società avrebbe invocato in più casi l'articolo 345 del Codice della navigazione per giustificare «sbarcamenti per volontà dell'armatore», nonostante tale norma sia stata dichiarata incostituzionale con la sentenza numero 41 del 1991 della Corte costituzionale –:
se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intendano disporre un'ispezione straordinaria interministeriale presso il porto di Milazzo, con il coinvolgimento del comando generale delle Capitanerie di Porto e dell'Ispettorato nazionale del lavoro, per verificare eventuali violazioni contrattuali e di sicurezza e quali iniziative urgenti intendano adottare, per quanto di competenza, affinché le sentenze di reintegro già pronunciate nei confronti dei lavoratori coinvolti vengano eseguite e che casi simili non si ripetano in futuro.
(5-04641)
Interrogazione a risposta scritta:
COPPO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
secondo quanto risulta da un articolo di stampa pubblicato sulla rivista online «sassate.it» economia & aziende, la Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei ragionieri e periti commerciali, vigilato dai Ministeri interrogati, sta attraversando un inesorabile declino;
nel corso dell'audizione svolta il 16 ottobre 2025, dinanzi alla Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, emergerebbe infatti che dall'analisi congiunta del bilancio d'esercizio 2024 e del bilancio tecnico attuariale 2023, l'ente di previdenza, sebbene a fine esercizio chiuda formalmente con un avanzo di 70 milioni di euro, in realtà dimostra che la solidità finanziaria sia solo apparente (se nel 1999 gli iscritti attivi erano 31.154, nel corso 2024 sono scesi a 22.224);
la fotografia che emerge dal citato articolo evidenzia che in 25 anni la categoria degli iscritti al Cnpr, ha perso quasi un terzo della propria base contributiva; il rapporto iscritti/pensionati, un tempo di 10,07, attualmente è precipitato a 1,85, dimostrando un sistema previdenziale in grande difficoltà;
le prospettive della Cnpr, rileva ancora la citata rivista online, risultano fra l'altro peggiorative rispetto alla situazione attuale, in considerazione che il bilancio tecnico del 2023, (basato su un'ipotesi ottimistica di 250 nuovi iscritti all'anno) evidenzia un rapporto iscritti/pensionati che scenderà sotto l'unità già nel 2033, restando sotto 1 per oltre 25 anni;
in relazione alle sopra esposte considerazioni pertanto il quadro che emerge prevede che, tra meno di 10 anni, potrebbe esserci un solo iscritto attivo alla Cnpr ogni due pensionati, determinando una prospettiva insostenibile per qualsiasi sistema previdenziale specie se autonomo e privo di garanzie pubbliche;
l'interrogante evidenzia, inoltre, che, nel corso della medesima indagine conoscitiva svolta, il Presidente della Cnpr Pagliuca ha confermato la sua preoccupazione per il futuro dell'ente; un'ammissione che secondo l'articolo di stampa in precedenza richiamato, stride con la narrazione di una Cassa di previdenza dei ragionieri solida e orientata alla crescita; le strategie prospettate per ampliare la platea degli iscritti come lo sviluppo della figura degli iscritti appaiono infatti più come tentativi disperati che come un piano strutturato;
l'attuale equilibrio economico dipende in larga misura dal rendimento del patrimonio finanziario e pertanto è sufficiente una correzione dei mercati o una fase di stagnazione economica per mettere in crisi la liquidità e la capacità di copertura delle pensioni per i ragionieri commercialisti, considerato, fra l'altro, che la diminuzione costante degli iscritti aggrava il problema, in quanto meno contributi generano meno entrate e rischi di sostenibilità a lungo termine;
secondo l'articolo di stampa, appare pertanto legittimo domandarsi se abbia ancora senso mantenere attivo un ente che, secondo le previsioni, passerà da 22 mila iscritti nel 2024 a 11.135 nel 2034 e a meno di 9.500 nel 2073, aggiungendo inoltre che, sebbene le condizioni descritte siano molto critiche, Pagliuca (già in carica da due mandati e quindi con l'attuale statuto al suo ultimo incarico) ha approvato di recente, tramite l'assemblea dei delegati una riforma statutaria che, se validata dal Ministero vigilante, gli consentirebbe di restare alla guida della Cnpr per i prossimi 20 anni –:
quali valutazioni di competenza i Ministri interrogati intendano esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;
se intendano confermare quanto esposto in premessa, in relazione all'articolo di stampa in precedenza richiamato e, in caso affermativo, quali iniziative urgenti nell'ambito delle rispettive prerogative intendano assumere nei riguardi della Cnpr valutato che, a parere dell'interrogante, lo scenario complessivo dell'ente evidenzia gravi condizioni in termini di sostenibilità e di gestione.
(4-06289)
SALUTE
Interpellanza:
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:
la sostenibilità economica e ambientale del Servizio sanitario nazionale rappresenta oggi una delle principali sfide di politica sanitaria, anche alla luce della crescente incidenza della spesa per beni e tecnologie sanitarie, nonché dei trend demografici nazionali;
in tale contesto, le strategie di circolarità strategica e di efficientamento delle risorse rappresentano un'opportunità per coniugare qualità delle cure, contenimento dei costi e riduzione dell'impatto ambientale;
una delle pratiche più rilevanti in questa direzione è il ricondizionamento dei dispositivi medici, ovvero il processo tecnico di manutenzione e revisione certificata che consente di riportare il dispositivo a piena efficienza, prolungandone il ciclo di vita e garantendo la sicurezza d'uso;
una delle pratiche più rilevanti in questa direzione è la possibilità di sfruttare l'intero ciclo di vita dei dispositivi medici, attraverso il processo tecnico di manutenzione e revisione periodica e certificata che consente di mantenere il dispositivo in piena efficienza, garantendone la sicurezza d'uso;
tale processo, tecnicamente definito come «usato manutenuto», è già operativo in Italia presso stabilimenti certificati e contribuisce anche alla valorizzazione industriale nazionale e all'occupazione;
allo stato attuale non esiste alcuna norma che vieti l'impiego di dispositivi medici ricondizionati, purché conformi ai requisiti di sicurezza e qualità stabiliti dalla normativa europea e nazionale (regolamento UE 2017/745);
tuttavia, l'effettivo impiego di tali dispositivi risulta ancora limitato da resistenze di natura culturale e amministrativa, in particolare da parte di alcune stazioni appaltanti e provveditorati, che tendono a preferire macchinari nuovi, ritenendoli più performanti o temendo che l'uso di ricondizionati riduca la partecipazione alle gare di nuovi operatori economici;
secondo valutazioni condivise dalle associazioni di categoria dei produttori, una maggiore apertura all'impiego di dispositivi ricondizionati, in particolare nei contratti di noleggio o comodato d'uso, potrebbe generare significativi risparmi per il Servizio sanitario nazionale senza compromessi in termini di sicurezza o qualità delle prestazioni, contribuendo al contempo agli obiettivi di sostenibilità ambientale –:
se il Governo intenda promuovere, anche attraverso specifiche linee guida o indirizzi operativi, l'utilizzo di dispositivi «usati manutenuti» nelle forniture in noleggio o comodato d'uso, nel rispetto dei requisiti tecnici e di sicurezza previsti dalla normativa europea e in linea con quanto già applicato in numerosi Paesi partner europei;
se non ritenga opportuno avviare un monitoraggio nazionale sull'impiego effettivo dei dispositivi ricondizionati nelle strutture sanitarie pubbliche, al fine di valutare i relativi benefìci economici, ambientali e organizzativi;
se intenda promuovere, anche in sede di aggiornamento dei Criteri ambientali minimi, il riconoscimento del ricondizionamento dei dispositivi medici come pratica virtuosa di economia circolare e di riduzione della spesa sanitaria.
(2-00710) «Ciocchetti».
Interrogazione a risposta orale:
QUARTINI e MARIANNA RICCIARDI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
la delibera della giunta della regione Lombardia (enumerata XII/4986) del 15 settembre 2025, permette agli ospedali pubblici, attraverso delle convenzioni con società di assicurazione e fondi sanitari integrativi, di concedere a chi ha una polizza sanitaria di essere ospitato e curato nei posti letto pubblici al momento «non attivi»;
con la predetta misura si permette ai soggetti giuridici privati di utilizzare, per i propri iscritti, apparecchiature, strumenti, posti letto, servizi e soprattutto risorse umane sanitarie già pagate dai cittadini attraverso la fiscalità generale;
la possibilità di erogare le prestazioni anche senza prescrizione, oltre ad alterare il principio di appropriatezza – che ha comportato negli anni misure di spending review con tagli di personale, posti letto, strutture e macchinari a vantaggio dei privati e delle convenzioni con gli stessi, per i settori «remunerativi» della sanità di fatto va a saturare l'offerta già sotto stress del sistema sanitario, riempiendo i posti letto e le prestazioni che, se in un determinato momento possono apparire sottoutilizzati, in un settore come quello sanitario non lo sono, di fatto, mai;
la delibera della Lombardia, partendo dalla premessa che nel pubblico ci sono «liste di attesa» da ridurre e «risorse inutilizzate» da sfruttare, invece che riequilibrare il rapporto domanda-offerta arriva ad aprire le porte dell'ospedale al soggetto giuridico privato che, dietro al pagamento di una somma relativamente esigua, può appropriarsi, senza rischio d'impresa e senza concorrenza, dell'uso di macchinari, risorse umane, strutture, servizi e locali per il cui set up e manutenzione non ha pagato e non paga nulla e che sono nati per essere riservati al paziente pubblico e non a soggetti somministratori intermedi come assicurazioni e fondi privati;
la misura – che oltretutto non presenta limiti – permette a questo nuovo sistema (chiamato non a caso in alcuni articoli «super intramoenia» perché si spinge ben oltre il sistema intramoenia) di fagocitare definitivamente le possibilità di accesso alle cure per i pazienti che hanno già pagato con le tasse il sistema sanitario e che non possono o non vogliono permettersi di pagare una seconda volta; impossibilitati ad accedere alle strutture private, questi pazienti sono così privati anche dalla possibilità di essere accolti nel pubblico, dato che il loro posto viene «prenotato» da altre persone, attraverso dei fondi privati sanitari;
la delibera della giunta della regione della Lombardia presenta a giudizio degli interroganti dei profili di dubbia legittimità in relazione al principio di uguaglianza ed equità (articolo 32 della Costituzione, e principi del Ssn, poiché di fatto altera le condizioni di accesso al Ssn in ragione del semplice status di «iscritto a fondo integrativo/assicurazione»; anche la necessaria appropriatezza delle prestazioni rischia di essere ulteriormente alterata con l'utilizzo improprio di posti letto, attrezzature e personale pubblico, finanziati con risorse pubbliche per finalità generali del Ssn;
si tratta di una misura che impatta gravemente sui principi e sulle norme istitutive del Ssn, alterandone la natura in senso privatistico e contrattuale a danno della missione pubblica e universalistica, e che a giudizio degli interroganti pare esprimere una tendenza presente anche su un piano più generale, frutto di orientamenti di livello governativo –:
se sia conoscenza dei fatti descritti in premessa e quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di circoscrivere una devoluzione progressiva a soggetti privati della salute dei cittadini;
quali iniziative di competenza intenda porre in essere a tutela del Ssn pubblico e per salvaguardare i presidi sanitari, macchinari, posti letto e, in primis, il personale sanitario pubblico che, già esiguo e in sovraccarico lavorativo, rischia di essere posto al servizio di soggetti privati che si trovano ad usufruire in tal maniera della parte maggiormente redditizia della sanità pubblica, già pagata dalla fiscalità generale.
(3-02305)
Apposizione di una firma ad una interrogazione.
L'interrogazione a risposta in Commissione Marino e altri n. 5-04624, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 4 novembre 2025, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Prestipino.
Trasformazione di documenti del sindacato ispettivo.
I seguenti documenti sono stati così trasformati su richiesta dei presentatori:
interrogazione a risposta scritta Pastorella e Sottanelli n. 4-05828 del 9 settembre 2025 in interrogazione a risposta in Commissione n. 5-04636;
interrogazione a risposta orale Barbagallo n. 3-02236 del 9 ottobre 2025 in interrogazione a risposta in Commissione n. 5-04635.