ALLEGATO 1
Sugli esiti della missione svolta a Berlino (13 e 14 marzo 2023).
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
Il 13 e 14 marzo si è svolta una missione a Berlino di una Delegazione della Commissione Affari esteri, composta dal Presidente Tremonti e dai deputati Calovini, Gruppioni, Lomuti e Porta. Scopo della missione è stato la ripresa di un rapporto stretta cooperazione con la Commissione Esteri del Bundestag, a partire da un confronto sulle principali tematiche in agenda, dalla situazione economica alle azioni adottate a sostegno dell'Ucraina.
La missione ha potuto valersi del sostegno dell'Ambasciata italiana a Berlino, e in particolare dell'Ambasciatore Armando Varricchio, che ha organizzato un incontro della Delegazione con esponenti di qualificati istituti di ricerca tedeschi nella sera del 13 marzo. Si sono inoltre svolti incontri bilaterali del Presidente Tremonti con l'on. Wolfgang Schäuble e con i Proff. Jörg Rocholl e Lars-Hendrik Röller, dell'European School of Management and Technology, nel corso dei quali si sono approfonditi i temi della congiuntura economica europea e delle possibili azioni di politica economica.
A livello governativo, si è svolto, nella mattina del 14 marzo, un incontro con la Ministra di Stato agli Affari Esteri, Dr. Anna Lührmann (Grüne).
La Ministra Lührmann ha esordito ribadendo il forte interesse alla collaborazione italo-tedesca in particolare nei settori di sua competenza (Europa, clima e agenda 2030).
Il Presidente Tremonti ha rimarcato che la Commissione Affari esteri della Camera ha scelto non casualmente di compiere la sua prima missione all'estero in Germania nell'ambito di una volontà di valorizzare gli strumenti di diplomazia parlamentare. Ha poi formulato alcune considerazioni sul processo di allargamento dell'Unione europea, con particolare riferimento ai Balcani occidentali. Si tratta di una partita fondamentale per l'Europa, che proprio per questo dovrebbe essere gestita con molta attenzione, anche per evitare che il prolungamento all'infinito delle trattative crei un effetto di delusione nelle opinioni pubbliche dei Paesi interessati. In questo senso andrebbero esplorate le ipotesi «graduali» che consentano ai Paesi interessati di entrare nell'Unione europea stabilendo delle condizionalità per il raggiungimento degli obiettivi fissati. D'altro canto, le istituzioni dell'Unione europea richiedono evidentemente delle riforme, perché già con i precedenti allargamenti si è posto il problema della presenza di democrazie ancora fragili o condizionabili in un contesto in cui le decisioni vengono prese prevalentemente all'unanimità.
L'on. Calovini ha sua volta espresso ottimismo rispetto alle prospettive dell'allargamento, sottolineando che la posizione italiana, come quella degli altri partner europei, è andata progressivamente modificandosi, dopo la pandemia e l'invasione russa dell'Ucraina.
Nel seguito del confronto, la Ministra Lührmann ha dichiarato di condividere la sostanza dei ragionamenti svolti e ha sottolineato la necessità di operare sulle opinioni pubbliche dei Paesi balcanici, spesso soggetti a influenze esterne, mentre il Presidente Tremonti ha evidenziato la necessità di mettere al centro dell'agenda europea non tanto i tradizionali temi dell'integrazione economica e finanziaria quanto piuttosto quelli dell'integrazione politica e militare.
I medesimi temi sono tornati anche nell'incontro bilaterale del Presidente Tremonti col Presidente Roth e nel successivo incontro della Delegazione italiana con la Delegazione di parlamentari del Bundestag, composta dal Presidente della Commissione Esteri Michael Roth (SPD), dal VicepresidentePag. 35 Thomas Erndl (CDU/CSU), da Nils Schmid, Portavoce per la politica estera del gruppo parlamentare della SPD e da Sevim Dagdelen, capogruppo della Linke all'interno della Commissione. In particolare, il Presidente Roth ha insistito sulla necessità di creare un sistema di difesa europeo, coordinato alla NATO, ma distinto da essa, e sull'urgenza di una politica europea capace di fornire risposte ai Paesi dei Balcani che hanno richiesto l'adesione all'Unione europea. Nel caso dei Balcani, come in quello dell'Europa orientale, l'allargamento dovrebbe essere, a suo avviso, rapido e più ambizioso. Rispetto ad altri quadranti, il Presidente Roth ha inoltre rimarcato la necessità di una stabilizzazione del Mediterraneo, da raggiungere attraverso rapporti bilaterali, e di una revisione del rapporto tra Unione Europea e Cina, alla luce del fatto che queste due realtà sono rivali sistemici. Ha infine sottolineato che l'Europa ha perso di attrattività come modello di difesa dei diritti umani e dovrebbe impegnarsi fortemente sulle tematiche relative alla democrazia e allo Stato di diritto. Il Presidente Tremonti ha a sua volta ribadito la necessità di una riforma degli equilibri interni dell'Unione europea che faciliti i processi di governo e di un'azione rispetto alle opinioni pubbliche incentrata sul rilancio della dimensione politica e militare dell'Europa.
Nel corso del dibattito tra le due Delegazioni sono infine state ulteriormente approfondite le questioni del sostegno militare all'Ucraina, rispetto al quale è emersa una generale condivisione, dell'allargamento ai Balcani occidentali, e degli andamenti macroeonomici, anche in relazione all'approvvigionamento delle fonti di energia nella nuova fase aperta dalla guerra in Ucraina.
ALLEGATO 2
Sugli esiti della missione svolta a Belgrado (20-21 marzo 2023).
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
Il 20-21 marzo 2023 gli Onorevoli Dimitri Coin, Naike Gruppioni ed Emanuele Loperfido hanno preso parte, in rappresentanza della III Commissione, al Business & Science Forum Italia-Serbia, organizzato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in collaborazione con ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.
Incontro con la delegazione del Gruppo di amicizia dell'Assemblea nazionale serba
Nel pomeriggio del 20 marzo, dopo un breve incontro con l'Ambasciatore d'Italia in Serbia, Luca Gori, la delegazione ha incontrato una rappresentanza del Gruppo di amicizia dell'Assemblea nazionale serba, guidata dall'On. Jovan Palalic (Serbian People's Party, SNP) e composta dai seguenti parlamentari: Sanda Raskovic Ivic (People's Party); Marna Ragus (Serbian Progressive Party, SPP); Miograd Gavrilovic (Democratic Party, DP); Snezana Paunovic (Socialist Party of Serbia, SPS; Vice Presidente dell'Assemblea nazionale); Jadranka Ma Jovanovic (Serbian Progressive Party, SPP); Zika Buyuklic (Serbian Progressive Party, SPP).
In apertura, l'On. Palalic ha ricordato gli ottimi rapporti bilaterali tra Italia e Serbia, caratterizzati da un notevole interscambio commerciale: l'Italia, infatti, è il secondo partner economico della Serbia in ambito UE, preceduta solo dalla Germania. A suo avviso, proprio il Business Forum darà ulteriore slancio alla partnership, puntando sui settori dell'innovazione, delle infrastrutture, delle biotecnologie e della transizione energetica: l'obiettivo del Governo serbo è di incrementare ulteriormente il flusso di investimenti diretti italiani.
Sul piano delle priorità politiche, ha evidenziato in primo luogo, lo stato delle relazioni con il Kosovo, sottolineando che, ai sensi della risoluzione n. 1244/1999 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché della Costituzione serba, il Kosovo costituisce parte integrante del territorio serbo: ha precisato che si tratta di una posizione condivisa da tutte le principali forze politiche del Paese, che tuttavia non intendono minare il processo di normalizzazione delle relazioni Belgrado-Pristina mediato dall'Unione europea. Peraltro, ha rilevato che qualsiasi cedimento sulla questione dell'integrità territoriale della Serbia potrebbe alimentare un'ondata di euroscetticismo nel Paese. In questo senso, ha auspicato che l'Unione europea cessi di esercitare pressioni sul Governo di Belgrado per indurlo ad aderire al regime di sanzioni imposte alla Federazione russa: la Serbia, infatti, ha subìto i bombardamenti della Nato e dieci anni di dure misure sanzionatorie, che tuttora provocano malcontento e disagio nel Paese. Ha riconosciuto, tuttavia, che l'Italia, rispetto ad altri partner UE, ha sempre avuto un atteggiamento meno assertivo e più rispettoso delle scelte autonome di Belgrado, che è una pre-condizione per consolidare i rapporti bilaterali.
L'On. Coin (LEGA) ha ricordato di aver ricoperto l'incarico di presidente del gruppo di amicizia con la Serbia nel corso della XVIII legislatura e di aver avviato, in quella veste, proficui rapporti con la controparte serba, che si sono poi interrotti a causa della pandemia di COVID-19; tuttavia, nonostante le restrizioni ha sempre mantenuto i contatti con l'On. Palalic, nella convinzione che la diplomazia parlamentare possa rafforzare la partnership economica tra i due Paesi, peraltro già molto significativa. Concordando con l'indicazione dei temi prioritari dell'agenda bilaterale – Kosovo e conflitto russo ucraino, con le sue Pag. 37implicazioni e conseguenze, a partire dagli effetti delle sanzioni – ha ricordato che la Serbia, pur non aderendo al regime sanzionatorio deciso da Bruxelles, ha comunque sempre votato a favore delle risoluzioni di condanna dell'aggressione russa all'Ucraina approvate in sede di Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
L'On. Gruppioni (A-IV-RE), ricordando che l'Italia sostiene convintamente il processo di integrazione dei Balcani occidentali nell'Unione europea, ha sottolineato che la Serbia rappresenta un volano essenziale per promuovere la competitività delle imprese italiane, sia sotto il profilo delle risorse umane sia sotto il profilo degli investimenti. Auspicando il rafforzamento delle partnership in materia di agricoltura, innovazione e infrastrutture, ha evidenziato l'opportunità di investire anche nell'istruzione e nella formazione, nell'interesse reciproco delle due nazioni. Quanto alla controversia con il Kosovo, ha rilevato che qualsiasi soluzione deve necessariamente rispettare le attese e le legittime rivendicazioni delle popolazioni coinvolte: l'Italia, da parte sua, intende agevolare ogni sforzo volto alla stabilizzazione e alla pacificazione della regione.
L'On. Loperfido (FDI), segnalando che il Friuli Venezia Giulia – suo territorio di provenienza – è l'unica regione italiana che tutela tre minoranze linguistiche (tedesco, sloveno friulano), ha evidenziato che il settore imprenditoriale del nord-est italiano sostiene convintamente la promozione degli scambi commerciali con la regione balcanica: trattandosi di un tessuto composto prevalentemente da piccole e medie imprese, è opportuno che lo sviluppo di tali relazioni venga adeguatamente sostenuto dalle istituzioni.
L'On. Sanda Raskovic Ivic, ricordando di aver ricoperto l'incarico di Ambasciatore della Serbia in Italia dal 2008 2011, ha espresso apprezzamento per il sostegno dell'Italia al processo di integrazione nella Serbia nell'Unione europea, ribadendo, tuttavia, la ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di riconoscimento del Kosovo come Stato sovrano. In questo contesto, la Serbia non intende interrompere il dialogo con Mosca, che ha sempre assicurato il proprio supporto alle legittime rivendicazioni di Belgrado sul Kosovo.
L'On. Marina Ragus ha osservato che, proprio in ragione delle distruzioni e sofferenze patite negli anni '90, la Serbia intende promuovere il dialogo e la pace, anche in una fase così conflittuale delle relazioni internazionali: l'obiettivo del Governo nazionale è preservare e promuovere gli interessi dei propri cittadini, garantendo un adeguato sviluppo economico. A tale riguardo ha ricordato che in 10 anni il PIL serbo è sostanzialmente raddoppiato, raggiungendo i 60 miliardi di euro, con un debito pubblico sotto controllo – intorno al 50 per cento del PIL – e con un incremento costante degli investimenti diretti stranieri, che negli ultimi anni hanno raggiunto la somma record di 4 miliardi di euro. Evidenziando i significativi progressi conseguiti con la riforma dell'ordinamento giudiziario, basata sulle raccomandazioni della Commissione di Venezia, ha rilevato che sussistono tutte le condizioni per incrementare gli investimenti italiani in Serbia, a cominciare dai settori più innovativi, che possono ora fruire di una infrastruttura digitale con pochi eguali in Europa.
L'On. Miograd Gavrilovic, associandosi all'apprezzamento per l'approccio costruttivo e dialogante con il quale l'Italia ha sempre gestito le relazioni con la Serbia, ha auspicato lo sviluppo di rapporti di cooperazione a livello regionale: a titolo di esempio, ha ricordato che Toscana e Sumadija condividono una grande tradizione enologica.
L'On. Snezana Paunovic, auspicando che le relazioni interparlamentari possano intensificarsi con la costituzione, alla Camera dei deputati italiana, del gruppo di amicizia con la Serbia, ha espresso grande apprezzamento per il ruolo svolto dalle truppe italiane nell'ambito della missione KFOR, in termini sia di protezione della popolazione civile serba sia di tutela dei monasteri ortodossi, alcuni dei quali sono inseriti nel patrimonio UNESCO. Riguardo alla controversia con Pristina, ha confermato la disponibilità della Serbia a lavorare con spirito costruttivo nell'ambito del processo Pag. 38mediato dall'Unione europea, all'interno del quale l'Italia può giocare un ruolo assai significativo.
L'On. Jadranka Ma Jovanovic, ricordando di aver sperimentato in prima persona, nella sua attività di cantante lirica, gli ottimi rapporti culturali tra i due Paesi, ha sottolineato il disagio del popolo serbo per l'atteggiamento talvolta vessatorio e vagamente ricattatorio delle Istituzioni europee, a cui, tuttavia, l'Italia non si è mai uniformata: ciò la rende un partner particolarmente affidabile dal punto di vista di Belgrado.
L'On. Zika Buyuklic ha rimarcato l'importanza del Kosovo per l'identità della nazione serba, con il patriarcato ortodosso di Peć che, a tutti gli effetti, può essere considerato come la Gerusalemme serba. Nonostante ciò, Pristina ha ripetutamente violato i diritti della popolazione serba ivi residente, obbligando molti connazionali ad emigrare. A suo avviso, si tratta di una politica vessatoria, che l'Unione europea deve adeguatamente censurare, richiamando il Kosovo ai propri obblighi concordati in sede multilaterale.
Business & Science Forum Italia-Serbia
Nella mattinata del 21 marzo si è svolta la sessione plenaria del Business Forum, presieduta dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, insieme al Presidente della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vučić.
Nel corso del suo intervento il Ministro Tajani ha sottolineato che il Governo intende promuovere il processo di internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso joint venture con aziende serbe, che possano creare benessere, ma anche rinforzare la candidatura della Serbia all'adesione all'UE; inoltre, ad avviso del Ministro «la Serbia può giocare un ruolo fondamentale, insieme all'Italia, per garantire la stabilità in un'area che incide anche sui fenomeni migratori, sulla crescita economia e sulla pace». Da parte sua, il Presidente Vucic ha evidenziato che la Serbia è «un sistema attraente per gli investitori» e che «le piccole e medie imprese italiane possono ampliare il loro business contando su un sistema fiscale stabile, una moneta forte e l'attività di banche come Intesa e Unicredit».
I lavori del Business Forum si sono incentrati sulle opportunità di rafforzamento della cooperazione economico-commerciale e scientifica tra i due Paesi, in particolare nei settori dell'innovazione, della transizione verde e energetica, delle infrastrutture e dell'agritech.
Sono intervenuti, tra gli altri, Matteo Zoppas, Presidente ICE; Gian Maria Gros-Pietro, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa-Sanpaolo; Barbara Beltrame Giacomello, Vicepresidente di Confindustria; Nikola Jankovic, Direttore dell'Agenzia per lo sviluppo della Serbia; Dario Scannapieco, Amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti; Alessandra Ricci; Amministratore delegato di SACE; Regina Corradini D'Arienzo, Amministratore delegato di SIMIEST; Nikola Vuletic, Presidente del Consiglio di amministrazione di Unicredit Bank Serbia.
Nel corso degli interventi è stato ricordato che l'Italia rappresenta il terzo partner commerciale della Serbia, con un interscambio commerciale di 4,6 miliardi di euro nel 2022 e in costante crescita e vanta, inoltre, un'importante presenza sul territorio con oltre 1.200 aziende con una quota di capitale italiano. È stato altresì evidenziato che la Serbia ha avviato un processo di transizione da produzioni «labor intensive» ad altre ad alto contenuto tecnologico, che aprono interessanti opportunità – sia nei settori tradizionale che in quelli più innovativi – per l'offerta italiana di tecnologie, know-how e beni strumentali, oltre che per le imprese interessate ad accordi di partenariato industriale e tecnologico.
A suggello del rafforzamento della partnership tra i due Paesi sono stati sottoscritti una serie di accordi bilaterali nei settori delle infrastrutture, dell'innovazione, delle coproduzioni cinematografiche, dell'agricoltura e della finanza, nonché una dichiarazione per l'istituzione di un Comitato economico congiunto.Pag. 39
Subito dopo la conferenza plenaria e la cerimonia di firma delle intese, si sono svolti i tavoli settoriali, incentrati su: transizione verde ed energetica, e in particolare: progetti di infrastrutture verdi (eolico, solare e idroelettrico); trattamento acque e rifiuti; efficienza energetica; economia circolare; mobilità sostenibile; agritech e agricoltura sostenibile, e in particolare: biotecnologie; food processing e confezionamento; agricoltura di precisione; macchine agricole 4.0; startup in ambito agritech; infrastrutture.
All'evento hanno partecipato oltre 150 aziende italiane e 250 serbe, con circa 500 incontri business-to-business (B2B). Per la parte serba hanno partecipato i Ministri per l'Energia, per l'Ambiente, per l'Agricoltura e per le Infrastrutture. Per la parte italiana era presente anche la Sottosegretaria al Ministero dell'Economia e delle finanze, Sandra Savino.