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CAMERA DEI DEPUTATI
Venerdì 9 giugno 2023
125.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO
Pag. 12

ALLEGATO 1

5-00960 Bonelli: Posizione del Governo sulla proposta di revisione della direttiva sulla qualità dell'aria.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste dall'interrogante, si rappresenta che lo scorso 26 ottobre la Commissione europea ha pubblicato il testo della nuova proposta di direttiva sulla qualità dell'aria.
  L'ambizione della proposta di Direttiva è quella di contribuire alla realizzazione del piano d'azione per l'inquinamento zero, ovvero ridurre entro il 2050 l'inquinamento atmosferico a livelli non più considerati dannosi per la salute umana e gli ecosistemi naturali, così come posto dal Green Deal europeo.
  La direttiva, difatti, riordina e migliora le disposizioni tecniche utili ad assicurare la valutazione degli inquinanti atmosferici in modo coerente su tutto il territorio dell'Unione. Inoltre, la stessa getta le basi per il raggiungimento di livelli di inquinamento atmosferico nel medio-lungo periodo che possano tutelare la salute dei cittadini, a partire dalle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), pubblicate a settembre 2021.
  La proposta è discussa sia in sede di Parlamento che di Consiglio dell'Unione e potrà subire modifiche più o meno rilevanti fino ad arrivare ad un testo concordato da tutte e tre le Istituzioni europee.
  Si prevede che la discussione si protrarrà per tutto il 2023, nell'ambito delle Presidenze svedese e spagnola, e che potrebbe essere finalizzata ad una conclusione nel corso del primo semestre del 2024.
  Per quanto concerne le attività istituzionali al riguardo, si rileva che a partire dal mese di ottobre scorso sono state svolte 7 riunioni presso il Consiglio europeo ed il testo della proposta di direttiva è stato analizzato in prima lettura. Tutti gli Stati membri hanno rappresentato in via preliminare le proprie osservazioni e commenti, fermo restando che i temi più complessi – quali quello dei nuovi valori limite e quello della relativa entrata in vigore – non sono ancora stati discussi, stante la necessità di operare i necessari approfondimenti tecnici.
  A questo ultimo proposito, si rappresenta che ad oggi sono in corso analisi valutative volte a verificare il percorso per la raggiungibilità degli obiettivi posti dalla direttiva.
  A riguardo, è stato più volte rappresentata alla Commissione europea l'esigenza di effettuare incontri tecnici bilaterali di confronto sui dati alla base delle valutazioni scientifiche effettuate dalla stessa Commissione per la fissazione dei nuovi standard.
  L'Italia, come del resto gran parte delle delegazioni, ha manifestato apprezzamento e condivisione circa la nuova proposta di direttiva ed il suo livello di ambizione; contestualmente, è stato altresì chiesto alla Commissione di fissare obiettivi e tempistiche che siano realistiche e ottemperabili, anche al fine di addivenire ad un testo che prospetti il superamento delle procedure di infrazione in essere – peraltro estese alla maggior parte degli Stati membri – ed in grado di produrre reali effetti positivi in termini di contrasto all'inquinamento atmosferico e tutela sanitaria della popolazione.
  Infine, è opportuno porre in rilievo come la proposta di Direttiva preveda la possibilità di posticipare il termine per il raggiungimento dei limiti nel caso in cui, in una determinata zona, le caratteristiche di dispersione sito-specifiche, le condizioni orografiche al contorno, le condizioni climatiche sfavorevoli o i contributi transfrontalieri, rendano oggettivamente più difficile, a parità di riduzione delle emissioni, il rispetto dei nuovi limiti.

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ALLEGATO 2

5-00958 Mazzetti: Misure per garantire la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste dall'interrogante, si osserva che, anche in occasione degli ultimi eventi critici alluvionali e come sempre in simili evenienze, le istituzioni competenti hanno prestato la massima attenzione. Segnatamente, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare – ISIN è rimasto in costante contatto con gli esercenti per monitorare la sicurezza delle installazioni.
  Riguardo in particolare l'impianto di Saluggia, fondato nell'ambito del programma EUREX ed attualmente gestito da Sogin, è ubicato all'interno del Centro Ricerche ENEA di Saluggia.
  Tra il 1970 ed il 1983 sono state eseguite diverse campagne di ritrattamento, che hanno prodotto circa 250 metri cubi di rifiuti liquidi radioattivi, attualmente stoccati presso i parchi serbatoi dell'impianto EUREX – Zona 800 – una struttura costituita da blocchi di celle in cemento armato impermeabilizzate internamente ed esternamente. Nel 2008, i rifiuti liquidi a più alta attività (circa 130 metri cubi), sono stati trasferiti nel Nuovo Parco Serbatoi (NPS) realizzato all'interno di una struttura «bunkerizzata».
  Il tema della messa in sicurezza dei rifiuti e della loro protezione rispetto ai possibili eventi di allagamento è stato attenzionato sin dal primo esercizio dell'impianto con la licenza del 1977, a fini di difesa idraulica; per i rifiuti radioattivi a più alta intensità era prevista, tra l'altro, una quota minima di posa pari ad almeno 173,5 metri sul livello del mare.
  Successivamente, a seguito degli eventi alluvionali dell'anno 2000, l'Autorità di Bacino del Po ha eseguito uno studio per valutare i diversi scenari idrologici e idraulici. Sulla base degli scenari prospettati, con delibera del 2001, sono state stabilite le prescrizioni per gli interventi di messa in sicurezza del sito EUREX. In particolare, gli scenari hanno individuato un livello massimo idrico in caso di piena pari a 174,40 metri sul livello del mare, quindi superiore al valore originariamente prescritto.
  Su queste basi, l'impianto EUREX è stato dotato di una difesa dalle inondazioni causate dalla Dora Baltea costituita da un muro perimetrale in cemento armato di 5 metri fuori terra e fondato su paratie rigide, anch'esse in cemento armato, completato nel 2004. Tale muro alla sua sommità raggiunge la quota di 175,00 di altezza sul livello del mare, fornendo in tal modo un franco idraulico di 60 centimetri rispetto al livello di massima piena prevista.
  In aggiunta, si fa presente che i rifiuti liquidi ad attività più elevata sono stati trasferiti presso il Nuovo Parco Serbatoi che, ai fini della protezione da allagamento, è stato dotato di accessi a tenuta d'acqua situati al di sopra della quota di massima risalita della falda ed è stato impermeabilizzato fino a 1 metro oltre tale quota.
  Atteso quanto sopra, si segnala che anche per i rifiuti solidi già presenti nel deposito D2 e per quelli che saranno trattati nel complesso CEMEX, l'autorità di controllo ISIN ha richiesto l'adozione di un adeguato franco di sicurezza di circa 2 metri rispetto alla quota di massima di risalita della falda in caso di piena millenaria.
  Più in generale, i rifiuti radioattivi provenienti dalle attività di decommissioning sono trattati, condizionati e stoccati in ogni impianto nucleare, in depositi temporanei appositamente realizzati per ospitare esclusivamente i rifiuti presenti in ciascun sito, nell'attesa di un loro conferimento in apposito sito di stoccaggio.Pag. 14
  Questa soluzione obbliga a garantire una costante manutenzione delle strutture di deposito, nonché i necessari presìdi di sorveglianza nei diversi siti sul territorio per la conservazione in sicurezza dei rifiuti.
  Il combustibile esaurito proveniente da attività di ricerca (CCR Ispra, ITREC, OPEC) per il quale non è al momento previsto il riprocessamento, resta stoccato in sicurezza nei siti, in attesa del conferimento a un sito di stoccaggio a lungo termine e – quindi – alla sua alienazione o allo smaltimento in un deposito geologico.
  Per quanto riguarda il combustibile esaurito proveniente dai reattori di ricerca, invece, la politica nazionale in materia è quella di restituirlo al Paese di origine.
  Inoltre, i rifiuti radioattivi derivanti da applicazioni medico-sanitarie, industriali e di ricerca scientifica e tecnologica (rifiuti «non elettronucleari») vengono gestiti e stoccati temporaneamente negli impianti autorizzati nelle condizioni di sicurezza stabilite dalla normativa e sotto il controllo dell'ISIN.
  Con riferimento alla procedura di infrazione n. 2018/2021 citata, si segnala che la stessa è stata archiviata in data 29 settembre 2022.
  Infine, con riferimento alla conclusione delle procedure per la realizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi incluso in un Parco tecnologico, sono in corso gli ultimi aggiornamenti e integrazioni alla Carta nazionale delle aree idonee (CNAI) da parte della Sogin.
  In seguito all'approvazione e alla pubblicazione della CNAI, l'iter per la localizzazione del DNPT proseguirà, auspicabilmente in termini celeri, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 31 del 2010.
  L'azione di Governo, pertanto, è rivolta ad un attento e costante monitoraggio dello stato di avanzamento delle attività finalizzate al raggiungimento degli obiettivi nell'ambito degli indirizzi strategici e della sicurezza nucleare.

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ALLEGATO 3

5-00959 Simiani: Contenuti della proposta di revisione del PNIEC, alla luce degli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni.

TESTO DELLA RISPOSTA

  L'aggiornamento del Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) prevede una serie di passi, tra i quali la redazione della prima bozza del documento, che dovrà essere inviata alla Commissione europea entro il 30 giugno, ma l'intero processo si chiuderà a giugno 2024.
  Il nuovo Piano dovrà centrare i nuovi sfidanti obiettivi eurounitari al 2030 e indicare le politiche e misure idonee, anche alla luce della situazione contingente caratterizzata da forti tensioni sui mercati dell'energia e da un conflitto bellico ancora in corso.
  Il punto di partenza è rappresentato dall'analisi dell'attuale situazione e il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi fissati dal precedente PNIEC 2019, in modo da avere indicazioni rispetto alle misure che non hanno portato ai risultati attesi nella precedente pianificazione. È stato pertanto elaborato uno «scenario di riferimento» con il supporto di primari Enti quali RSE e ISPRA a politiche vigenti.
  Lo scenario di riferimento ha evidenziato che molti sforzi sono necessari per il raggiungimento degli obiettivi, rendendo necessarie ulteriori misure per colmare il divario tra i traguardi attesi e i risultati che saranno raggiunti in assenza di tali misure.
  Per raggiungere gli obiettivi del Piano, sono in fase di revisione e messa a punto ulteriori politiche, la piena attuazione di quanto già previsto nel PNRR, il nuovo capitolo REPowerEU, inclusivo di ulteriori misure di investimento e riforme, anche in collaborazione con i dicasteri competenti, tra cui il Ministero dell'economia e delle finanze, il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero delle imprese e del made in Italy.
  Al fine di avere un quadro quanto più esaustivo, è stata avviata una «Consultazione Online» (cui hanno partecipato oltre 900 soggetti) e una «Consultazione di settore», con lo scopo di acquisire elementi su specifici ambiti interessati dal Piano attraverso il coinvolgimento di ulteriori cinquanta associazioni.
  Dallo scenario è inoltre emerso che i settori su cui maggiormente intervenire sono quelli del trasporto e civile.
  Visto in particolare l'impatto del settore dei trasporti a livello emissivo, in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono al vaglio politiche e misure addizionali finalizzate alla riduzione delle emissioni climalteranti, optando comunque su numeri realistici per la previsione di utilizzo al 2030 della tecnologia elettrica per l'auto, nonché prevedendo anche la promozione dello shift modale.
  È in corso di finalizzazione lo scenario di policies al 2030, che consentirà di definire se le misure previste siano sufficienti o se sarà ulteriormente necessario un coinvolgimento degli operatori dell'energia, dei settori economico-produttivi (industria, agricoltura, terziario e residenziale), degli stakeholder nonché degli organismi della società civile.
  In termini di linee guida rispetto al precedente piano, è ferma intenzione garantire un ventaglio di opzioni più ampio: la fattibilità del piano dipende anche dalla possibilità di utilizzare diversi strumenti, senza porre vincoli aprioristici su scelte tecnologiche date.
  Rispetto al precedente Piano 2019, il nuovo PNIEC conterrà una serie di elementi aggiuntivi, tra i quali si sottolineano l'accelerazione sulle Fonti di energia rinnovabile (FER), misure per promuovere Pag. 16l'efficienza energetica, il biometano e l'idrogeno verde, quest'ultimo da promuovere nei trasporti e nei settori cosiddetti «Hard to abate», oltre che la geotermia e le bioenergie.
  Sono previsti focus sul nucleare nella sua dimensione di ricerca e innovazione, sul teleriscaldamento efficiente e a basse emissioni, oltre a un potenziamento dell'eolico offshore.
  Alla luce di questo quadro, nell'attività di aggiornamento, le attività si sviluppano parallelamente su più fronti: se da un lato si lavora sull'aggiornamento del testo, che seguirà la medesima struttura del precedente PNIEC (come richiesto dalla Commissione), dall'altro vi è attenzione sulla definizione delle politiche e misure che dovranno consentire il raggiungimento degli obiettivi.
  In linea con quanto avvenuto con il PNIEC vigente, la proposta di aggiornamento del Piano sarà resa disponibile ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati che potranno assegnarne l'analisi alle Commissioni parlamentari competenti per materia, al fine di avviare il dialogo con le strutture amministrative coinvolte nella predisposizione del Piano e nell'attuazione delle politiche nazionali per l'energia e il clima.

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ALLEGATO 4

5-00962 Zinzi: Misure per garantire l'efficienza del servizio idrico integrato per i comuni serviti da ITL spa.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Riguardo la questione posta, si deve innanzitutto rappresentare che la materia concernente il servizio idrico integrato è regolata, in regione Campania, dalla legge regionale 2 dicembre 2015, n. 15.
  In particolare, l'articolo 6 della menzionata legge regionale dispone che l'affidamento del servizio idrico integrato sia organizzato per Ambiti distrettuali, individuati con deliberazione di Giunta regionale.
  Alla luce dei successivi provvedimenti adottati, il territorio campano risulta suddiviso in 7 Ambiti distrettuali, ovvero quello di Caserta, il denominato Irpino, l'Ambito distrettuale Napoli Città, l'Ambito distrettuale Napoli Nord, l'Ambito distrettuale Sannita, quello Sarnese-Vesuviano ed infine l'Ambito distrettuale Sele.
  In 5 di questi distretti, fra cui quello di Caserta oggetto dell'interrogazione, il servizio è stato affidato; nei restanti due Ambiti distrettuali è in corso di affidamento.
  Si fa presente che per gli affidamenti effettuati negli Ambiti distrettuali di Napoli Città – (avvenuto con Delibera del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano – EIC – n. 54 del 28 settembre 2022 in favore dell'Azienda Speciale ABC Napoli), Irpino (avvenuto con decreto del Presidente della regione Campania n. 44 del 28 aprile 2023 in favore della società Alto Calore Servizi spa) e Caserta (avvenuto con Deliberazione del Comitato Esecutivo di EIC n. 56 del 26 ottobre 2022 in favore della società ITL spa) l'anno previsto di fine affidamento è il 2027.
  Atteso che nell'ambito della convenzione di affidamento del Servizio Idrico Integrato alla ITL spa da parte dell'EIC – sottoscritta lo scorso 24 maggio – sono previsti strumenti per il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario, ed in attesa degli esiti dei ricorsi al TAR Campania richiamati dall'onorevole interrogante, nell'alveo delle proprie prerogative questa Amministrazione manterrà l'attenzione sulla vicenda al fine di assicurare la salvaguardia della qualità del servizio e della risorsa idrica a tutela dei cittadini.

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ALLEGATO 5

5-00968 Iaia: Tempi e modalità di entrata in esercizio dell'invaso Pappadai (TA).

TESTO DELLA RISPOSTA

  La diga di Pappadai sul canale Marullo è situata nel comune di Fragagnano in provincia di Taranto. Progettata negli anni '90 e completata nel 2005, è uno sbarramento di circa 24 metri di altezza, con volume del serbatoio idrico pari a circa 20 milioni di metri cubi, ed è gestita dal Consorzio di Bonifica dell'Arneo.
  L'invaso è invece gestito da altro Gestore, l'Ente Sviluppo Irrigazione e Trasformazione Fondiaria Puglia, Lucania ed Irpinia – E.I.P.L.I., il quale ha competenza anche sul regolare funzionamento e manutenzione dell'adduttore, che alimenta artificialmente l'invaso. L'adduttore ha origine dall'invaso di Monte Cotugno sul fiume Sinni, che ricade nel comune di Senise, in provincia di Potenza.
  L'invaso, con potenziale volume di accumulo di circa 20 milioni di metri cubi, ha funzione di testata per l'intero schema di irrigazione per circa 56 chilometri. Si tratta di un'opera a servizio di comprensori irrigui aventi una superficie potenziale irrigabile di 9.000 ettari, distribuiti lungo l'arco ionico-salentino. I benefìci sono rivolti a territori fortemente colpiti dalla xylella, ed in cui il fenomeno della salinizzazione della falda è molto diffuso.
  Nel 2008 è stato autorizzato l'avvio degli invasi sperimentali del Pappadai, propedeutici alla sua entrata in esercizio, nonché al collaudo funzionale dell'opera. L'iter sperimentale avviato ha subìto una sospensione nel 2013 a causa del danneggiamento dell'adduttore del fiume Sinni gestito da EIPLI. Tale circostanza ha configurato una gestione provvisoria dell'invaso a quota limitata, perdurata nel tempo per ritardi nell'intervento di riparazione dell'adduttore, e dunque per motivi non ascrivibili al Consorzio di Bonifica dell'Arneo. Completata la riparazione, sono stati successivamente conclusi il riempimento e la conseguente messa in carico dell'adduttore all'avvenuto collaudo, comunicati da EIPLI il 24 gennaio 2023.
  A decorrere dallo scorso 26 febbraio 2023 sono riprese le operazioni di invasamento ed entro 6 mesi, se non sarà interrotta nuovamente l'adduzione idrica da parte di EIPLI, il collaudo tecnico ammnistrativo della diga potrà avere il suo atto finale. Nel maggio 2023 il Gestore della diga ha richiesto alle Amministrazioni competenti l'autorizzazione al prosieguo della fornitura idrica, senza soluzione di continuità, per raggiungere il livello massimo di regolazione pari a 108,00 metri sul livello del mare.
  Alla luce di quanto prospettato, la messa in esercizio del sistema è subordinata all'esecuzione della collaudazione della diga, nonché all'esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria sulle apparecchiature idrauliche e sui sistemi elettromeccanici, resisi necessari a causa della mancata messa in esercizio.
  Per questi ultimi interventi, la regione Puglia ha avviato le necessarie procedure per verificare la copertura finanziaria; invece, le attività di collaudo dello sbarramento dell'invaso sono già in corso.
  La conclusione del riempimento, prevista in trecento giorni dall'inizio di maggio, dipenderà unicamente dalla disponibilità della risorsa idrica necessaria. Tenuto conto della fornitura attualmente in essere, la tempistica si protrae fino a dodici mesi, in relazione agli obblighi eventualmente imposti alla regione Basilicata quale amministrazione concedente la derivazione adduttrice. Si rammenta infatti che l'invaso non è alimentato da acque fluviali, in quanto la diga non sbarra un fiume.Pag. 19
  Inoltre, secondo quanto comunicato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla base di precedenti analoghi, si può ipotizzare un'ultimazione del collaudo entro circa sei mesi dal regolare completamento delle operazioni di invaso.
  Ad ogni buon conto, come elemento positivo verso l'effettiva messa in esercizio, si rappresenta la prevista costituzione dal 1° gennaio 2024 di una nuova società, Acque del Sud S.p.A., cui sono trasferite le funzioni di EIPLI. Tale ente soppresso e vigilato dal Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, versa in una situazione di precarietà che ha comportato il permanere di problemi di sicurezza, contrastati temporaneamente con severe limitazioni di invaso, senza possibilità di pieno ed adeguato utilizzo delle risorse idriche per tutte le rilevanti «grandi dighe» gestite dallo stesso.
  Infine, si specifica che, secondo quanto rappresentato dal Consorzio Speciale per la Bonifica di Arneo, le condotte del sistema «Irrigazione Salento» sono in acciaio, CAP e PVC.

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ALLEGATO 6

5-00969 Ilaria Fontana: Rischi ambientali connessi alla presenza di impianti ad alte emissioni nell'area della Piana di Venafro (IS).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste dall'interrogante, anche in base a quanto rappresentato dalla prefettura di Isernia, si prende atto che il territorio ricompreso nelle aree dei comuni di Venafro, Sesto Campano e Pozzilli, è interessato dalla presenza di insediamenti economico-produttivi che, considerate le peculiarità dei rispettivi cicli di produzione, è ipotizzabile che possano ulteriormente contribuire a una potenziale emissione di diossine dagli effluenti gassosi.
  In particolare, atteso che la zona della piana di Venafro non risulta direttamente interessata dalla sentenza di condanna in Corte di giustizia europea a carico dell'Italia, si segnala la presenza dell'inceneritore di Pozzilli di proprietà della «Herambiente», del cementificio «Colacem» sito nel comune di Sesto Campano, nonché di fonti di inquinamento connesse al traffico veicolare.
  Rispetto alle iniziative in atto, si evidenzia che sono proseguite le misure introdotte dal comune di Venafro volte alla deviazione strutturale della circolazione dal centro del comune – operate dal Prefetto con apposite ordinanze –, al fine di limitare l'impatto del traffico sul centro abitato.
  Grazie a tale azione, infatti, con riferimento allo stato di qualità dell'aria, secondo quanto riferito per le vie brevi dall'ARPA Molise, si sono registrati miglioramenti dei livelli e dei superamenti del valore limite del biossido di azoto NO2.
  Riguardo il materiale particolato PM10, dopo i superamenti dei valori limite registrati sia nel 2019 che nel 2020 nella stazione di Venafro denominata «Venafro2», ARPA Molise informa che si è registrato un superamento del valore limite giornaliero anche nell'anno 2021 e nell'anno 2022.
  Per quanto concerne le attività del gruppo di lavoro, coordinato da ISPRA, di cui fanno parte ARPA Molise, ARPAE Emilia-Romagna ed il Ministero, col precipuo fine di realizzare studi mirati per analizzare da un punto di vista scientifico le cause dei superamenti del PM10, si specifica che alla fine del 2022 sono stati presentati dalla stessa Ispra gli esiti del lavoro.
  L'indagine ha consentito di determinare che un consistente contributo ai livelli locali di inquinamento atmosferico della piana di Venafro è determinato dall'utilizzo di legna negli impianti di riscaldamento civile. L'Ispra ha anche evidenziato che ai fini della conclusione dello studio sarà necessario svolgere ulteriori approfondimenti.
  Rispetto, infine, alle iniziative poste in essere dal Ministero in materia di miglioramento della qualità dell'aria, ed in particolare i programmi di finanziamento per le regioni da realizzare tramite la sottoscrizione di appositi accordi di programma, si rileva che sono stati già da tempo attivati i contatti con la regione Molise al fine di predisporre un apposito accordo, attraverso il quale individuare appositi impegni comuni da realizzare per il contrasto all'inquinamento atmosferico nell'area di Venafro.
  In particolare, attraverso l'accordo saranno realizzare misure di miglioramento della qualità dell'aria da parte della regione, attesa la disponibilità di risorse da parte del Ministero per un importo fino a 5 milioni di euro.
  Così come rilevato dall'onorevole interrogante, l'argomento è oggetto di continua attenzione anche da parte delle Associazioni costituitesi per contrastare il fenomeno.Pag. 21
  Inoltre, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Isernia ha messo a punto una relazione esplicativa, presentata in apposita conferenza stampa.
  Successivamente a tale relazione, è stata adottata da parte del comune di Pozzilli apposita ordinanza di sospensione dell'attività agricola e di consumo di prodotti agroalimentari provenienti dai terreni contaminati, ordinanza poi revocata.
  Nell'evidenziare che la situazione è ampiamente seguita anche dalla Prefettura di Isernia, d'intesa con la locale Procura, questa Amministrazione si rende disponibile per ulteriori ed eventuali iniziative in aggiunta a quanto già rappresentato.