ALLEGATO 1
Istituzione della Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (C. 854 Schifone).
PARERE APPROVATO
La X Commissione,
esaminata, per le parti di competenza, la proposta di legge C. 854 Schifone, recante Istituzione della Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, quale risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell'esame in sede referente;
valutato con favore che, tra le finalità della Settimana nazionale e delle iniziative da realizzare nel corso del suo svolgimento, l'articolo 2 prevede l'attivazione di percorsi stabili di orientamento post-scolastico che coinvolgano i discenti e le istituzioni pubbliche, le imprese private e gli ordini professionali, volti a favorire la conoscenza le discipline STEM, nonché la valorizzazione degli strumenti di collaborazione tra il settore pubblico e il settore privato attraverso la costituzione e lo sviluppo di start-up innovative e la promozione di collaborazioni con le iniziative di formazione collegate a imprese del settore tecnologico nell'ambito delle discipline STEM e la previsione di incentivi e premialità per le aziende e i soggetti privati che operano nel campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico e nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT),
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 2
Interrogazione n. 5-00054 De Maria: Sulle strategie di Enea per la valorizzazione delle specifiche attività nell'area emiliano-romagnola, in particolare della sede del Brasimone.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito alle questioni poste dall'onorevole interrogante, si espone quanto segue.
Il Centro Brasimone è stato oggetto di una serie di iniziative di rilancio, sin dal 2019, dopo la stipula di un protocollo d'intesa tra l'ENEA e le regioni Emilia-Romagna e Toscana, d'intesa con la Città Metropolitana di Bologna, allo scopo di attrarre giovani ricercatori, start-up e investitori nel settore delle nuove tecnologie.
L'ENEA ha effettuato investimenti per lo sviluppo della fusione nucleare ed in particolare per i cosiddetti breeding blanket, per un totale di circa 16 milioni di euro, tra sperimentazione e nuovi impianti, nel periodo 2021/2025. Ha, inoltre, avviato tre progetti, in collaborazione e con importanti finanziamenti della Regione Emilia-Romagna, richiamati dall'interrogante, per un valore di 6 milioni di euro in 4 anni.
Si tratta del progetto SORGENTINA, tuttora in fase di implementazione, volto alla prototipizzazione industriale di radio-farmaci, con un'ampia possibilità di avere forti ricadute occupazionali sia all'interno che all'esterno del Centro; il progetto LINC-ER, per lo sviluppo di un laboratorio per le applicazioni industriali e medicali di sorgenti neutroniche compatte; infine, il progetto EXADRONE, inaugurato a novembre 2022, per la progettazione, la sperimentazione e la successiva realizzazione di droni industriali per il controllo e il monitoraggio in ambienti critici.
Tali progetti hanno permesso il potenziamento delle infrastrutture del Centro di ricerca e, più in generale, del territorio, con la creazione di nuovi laboratori e aree dimostrative o di addestramento talvolta fruibili al pubblico. È stato, inoltre, riconvertito un edificio industriale non più utilizzabile per gli scopi inizialmente previsti.
Il sostegno al Centro da parte dell'ENEA è stato implementato anche grazie ad attività di partnership tra pubblico e privato, tra cui l'Accordo Quadro fra ENEA e società Newcleo dello scorso marzo 2022 – nonché i diversi Accordi attuativi – richiamati dall'interrogante e finalizzati a incentivare sistemi nucleari innovativi, l'assistenza reciproca nella progettazione, la simulazione numerica e la costruzione di componenti chiave, sistemi e impianti.
Nello specifico, la Newcleo prevede di stanziare oltre 30 ricercatori al Brasimone e a Bologna, mentre l'ENEA metterà a disposizione infrastrutture, competenze e professionalità presenti nel suo Centro del Brasimone e di Bologna per le attività di analisi della sicurezza, di formazione e sperimentazione.
In tale contesto, si sta sviluppando un prototipo di reattore nucleare refrigerato a metallo liquido pesante, che nell'arco di sette anni verrà prodotto e commercializzato a livello internazionale, con il fine di produrre energia in modo più sicuro, affidabile e sostenibile, mediante un meccanismo di raffreddamento senza uso di materiali radioattivi o di combustibile nucleare. È inoltre inclusa la progettazione di sistemi denominati ADS, che permetteranno di bruciare le scorie nucleari esistenti e, pertanto, di ridurne drasticamente il volume.
La collaborazione tra l'ENEA e la Società Newcleo consentirà l'implementazione di nuove infrastrutture di ricerca e si prevede possa favorire l'utilizzo e il rifacimento delle hall sperimentali e dei laboratori attualmente presenti. Sono perciò stimati un intervento di oltre 30 ricercatori tra Brasimone e Bologna ed un investimentoPag. 88 complessivo tra i 50 e i 70 milioni di euro, la cui prima tranche riguarda una parziale ristrutturazione delle infrastrutture del Centro, per garantire funzionalità ai nuovi impianti. Il costo complessivo è valutato ad oggi in circa 15 milioni, dei quali circa 5 milioni da ENEA ed i restanti 10 dalla Newcleo.
Quanto alle progettualità PNRR, i finanziamenti – già richiamati dall'interrogante – riguardano gli interventi da effettuare all'interno degli edifici per migliorarne la funzionalità, nonché quelli destinati al territorio della Città Metropolitana di Bologna, volti anche a favorire la sua valorizzazione ed una migliore accessibilità al Centro. Le risorse complessivamente mobilitate consistono in circa 12 milioni nel periodo temporale di riferimento indicato dal PNRR, perciò con scadenza nel 2026 per la conclusione dei lavori e l'attivazione dei relativi servizi.
In questo contesto, va anche citato un accordo tra l'ENEA e l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per avviare a breve un'attività di sperimentazione di tecnologie nucleari, funzionali alla generazione di energia elettrica utile durante le attività di esplorazione lunare.
Nel quadro delle attività implementate con la Newcleo e con l'ASI, l'ENEA sta provvedendo ad una maggiore integrazione dei gruppi di ricerca di Bologna e di Brasimone, con la prospettiva di razionalizzazione le attività di ricerca e sviluppo, avendo particolare riguardo alle attività di rilevanza industriale e tecnologica.
Inoltre, il Centro rientra nel Progetto della Città Metropolitana denominato «Business Innovation Square» per la valorizzazione dell'area in termini di attrazione talenti; nei prossimi anni potrà giocare un ruolo importante per lo sviluppo del territorio, delle nuove tecnologie e di partnership di carattere pubblico-privato, nonché per il trasferimento tecnologico.
ALLEGATO 3
5-00091 Braga: Sull'ampliamento dei limiti di spesa a favore della Pubblica amministrazione per la realizzazione di interventi di efficienza energetica e di impianti termici alimentati a fonti rinnovabili.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riguardo al quesito posto dall'onorevole interrogante, si rappresenta quanto segue.
Il meccanismo di incentivazione «Conto Termico», previsto dal decreto interministeriale 16 febbraio 2016, rubricato «Aggiornamento della disciplina per l'incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili», finanzia interventi per l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.
La dotazione complessiva del meccanismo è pari a 900 milioni di euro annui: di questi, 200 milioni di euro erano inizialmente destinati alle Pubblica Amministrazione e 700 milioni di euro erano riservati ai privati (che accedono solo per gli interventi di produzione di energia termica). Il raggiungimento degli importi blocca l'accesso agli incentivi.
Il monitoraggio dell'andamento del meccanismo è effettuato dal Gestore dei servizi energetici (GSE), che aggiorna, con cadenza mensile, il «Contatore del Conto Termico», calcolato come somma delle «rate» di incentivi da erogare nell'anno di riferimento.
Il progressivo aumento della fiducia e della conoscenza dello strumento da parte delle Pubbliche Amministrazioni ha comportato una costante crescita delle istanze per interventi di efficientamento energetico di edifici pubblici.
Si è registrato, conseguentemente, alla fine dello scorso anno 2022, un progressivo avvicinamento al limite massimo di 200 milioni di euro annui previsti. Al contempo, si è rilevato che il contingente messo a disposizione del settore privato è sempre risultato ampiamente eccedente rispetto alle effettive richieste di accesso allo strumento di incentivazione (che si sono attestate intorno ai 200 milioni di euro).
Per scongiurare il rischio di un blocco dell'incentivazione di nuovi interventi delle Pubbliche Amministrazioni, considerato anche il ruolo esemplare riconosciuto all'efficientamento energetico degli edifici pubblici, il Ministero dell'Ambiente, nel mese di aprile scorso, ha formulato una proposta normativa emendativa finalizzata a rimodulare la distribuzione delle risorse prevista dal citato decreto interministeriale 16 febbraio 2016: è stato in particolare previsto, ferma restando la dotazione complessiva annua di 900 milioni di euro, che le risorse destinate alla PA aumentassero da 200 a 400 milioni di euro e che quelle destinate al settore privato passassero da 700 a 500 milioni di euro.
Detto emendamento è stato approvato nel corso dell'iter di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13 (articolo 47, comma 9-bis), rubricato «Disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l'attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune».
La misura, da cui non sono derivati nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ha inteso assicurare nell'immediato i risparmi energetici degli edifici potenzialmente imbrigliati, nonché semplificare e ottimizzare la gestione del meccanismo nel tempo.
ALLEGATO 4
5-01071 Simiani: Sulla trasmissione al Parlamento delle proposte di aggiornamento del Pniec.
TESTO DELLA RISPOSTA
Il PNIEC costituisce il documento volto ad indirizzare la politica energetica e ambientale del nostro Paese in un'ottica di sostenibilità. Esso fissa gli obiettivi nazionali al 2030 su efficienza energetica, fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni di CO2, come anche quelli in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dell'energia e competitività, sviluppo e mobilità sostenibile. Il tragitto indicato dal PNIEC permette, al 2030, di raggiungere quasi tutti i target comunitari su ambiente e clima, superando in alcuni casi gli obiettivi prefissati.
Si evidenzia che la consultazione pubblica sul PNIEC è necessaria non solo per il rilievo intrinseco del documento, ma anche in virtù delle specifiche disposizioni del Regolamento sulla Governance.
Pertanto, molte delle attività di coinvolgimento di attori istituzionali e portatori di interesse avviate nella fase di predisposizione della proposta di aggiornamento continueranno nel corso del 2023 e del primo semestre del 2024, in vista dell'approvazione della versione definitiva del testo, prevista, da Regolamento comunitario, per il mese di giugno 2024.
L'obiettivo è supportare l'approfondimento sulle nuove iniziative da implementare, per innalzare ulteriormente il livello di ambizione.
Detto coinvolgimento si è snodato attraverso una consultazione pubblica di cinquanta associazioni particolarmente rappresentative, del comparto industriale – connotato da elevati consumi energetici –, dei trasporti, del gas, dell'agricoltura, dei servizi idrici, delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica e del settore ambientale, cui è stata sottoposta una scheda con possibili politiche e misure in specifici ambiti di interesse da compilare.
Un altro questionario consultivo, reso disponibile sul sito Internet del Mase e fruibile anche dai cittadini, ha consentito, inoltre, di acquisire oltre 900 ulteriori contributi.
Alla predisposizione del Piano partecipano anche numerosi attori istituzionali, per via della natura trasversale del documento, ed in ragione dei differenti ambiti di competenza. Il riferimento è ai numerosi ministeri coinvolti: Imprese e Made in Italy; Infrastrutture e Trasporti; Economia e Finanze; Università e Ricerca; Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste.
Il Ministero ha altresì interpellato gli enti territoriali, mediante la consultazione delle 9 città italiane selezionate nell'ambito della Missione europea denominata «100 città neutrali entro il 2030». Sono stati perciò definiti gli ambiti con maggiori ricadute sull'ecosistema urbano: efficientamento energetico degli edifici, mobilità sostenibile, mitigazione delle emissioni e adattamento ai cambiamenti climatici.
In data 19 luglio 2023, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica ha formalmente inviato alla Commissione europea la proposta di aggiornamento del PNIEC. La trasmissione del testo, che si compone di 424 pagine, era stata preceduta dall'invio in Ue, il 30 giugno scorso, dell'«executive summay».
La proposta di Piano, ora al vaglio degli organismi comunitari, sarà resa disponibile ai Presidenti dei due rami del Parlamento, con successiva assegnazione alle Commissioni parlamentari competenti per materia.
Sarà perciò possibile avviare i canali istituzionali usuali di dialogo con le strutturePag. 91 amministrative coinvolte nell'attuazione delle politiche nazionali per l'energia e il clima.
La proposta di Piano sarà altresì oggetto di confronto con le Regioni, oltre che del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica.
L'approvazione del testo definitivo dovrà concludersi, come sopra detto, entro giugno 2024.