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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 14 settembre 2023
166.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO
Pag. 30

ALLEGATO 1

5-00768 Benvenuti Gostoli: Iniziative di competenza volte alla realizzazione delle opere di mitigazione acustica riguardanti le infrastrutture.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito ai quesiti posti, rispondo anche sulla base degli elementi forniti dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.
  Con riferimento alle iniziative volte a garantire il completamento dell'iter finalizzato alla realizzazione delle opere di mitigazione acustica secondo i tempi e le procedure previste dalla legge, ricordo che, ai sensi dell'articolo 10, comma 5 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, le società di gestione e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, hanno l'obbligo di predisporre e presentare al comune piani di contenimento e abbattimento del rumore, secondo le direttive emanate dal Ministro dell'ambiente.
  In base all'articolo 5 del decreto 29 novembre 2000, il Ministro dell'ambiente approva i piani relativi alle infrastrutture di interesse nazionale o di più regioni, d'intesa con la Conferenza Unificata.
  Nel 2011, a chiusura delle istruttorie tecniche eseguite con il supporto dell'ISPRA ed in condivisione con le Amministrazioni interessate al procedimento e le ARPA competenti per territorio, il Ministro dell'ambiente ha approvato 16 piani del rumore di Gestori autostradali sui 20 previsti, relativamente agli interventi del primo stralcio quinquennale, alla luce dell'accordo tra Ministero e regioni in sede d'intesa di effettuare un'approvazione di massima dei piani e suddivisa in stralci quinquennali. Tali interventi risultano quasi tutti realizzati.
  Per quanto attiene al secondo e terzo stralcio, il Ministro dell'ambiente ha approvato nel 2018 il piano di un Gestore aeroportuale e tra il 2017 ed il 2022 altri 3 piani di gestori autostradali. Nello specifico, Autostrada dei Fiori S.p.A. – tratti Savona-Torino e Savona-Ventimiglia; Salerno-Pompei-Napoli S.p.A., Autostrade Torino-Ivrea-Valle d'Aosta). Per questi, proprio a luglio scorso, il Ministero ha acquisito l'intesa della Conferenza Unificata.
  È innegabile, tuttavia, che le criticità emerse richiedano la necessità di una revisione della normativa nel senso auspicato dall'onorevole interrogante, con iniziative normative finalizzate alla semplificazione e allo snellimento delle procedure, nonché dalla necessità di armonizzare la legislazione nazionale alla Direttiva Europea 2022/49/CE.
  A tal proposito, il MASE ha comunicato che è stata già predisposta una modifica normativa volta a meglio specificare le competenze e le responsabilità dei soggetti coinvolti, al fine di rendere la procedura disciplinata dal citato decreto del 29 novembre 2000, attuativo della legge n. 447 del 1995, più efficace ed efficiente.
  Nello specifico, tale proposta prevede:

   un nuovo termine di decorrenza per il perseguimento degli obiettivi di risanamento dall'approvazione del Piano;

   la possibilità, per le infrastrutture lineari di interesse nazionale e per quelle aeroportuali, di approvare il Piano per stralci;

   in riferimento agli aeroporti di interesse nazionale, una formale chiusura della fase istruttoria condotta dalla regione attraverso l'espressione di un parere della medesima sul Piano;

   la facoltà, in capo all'ente competente all'approvazione del Piano, di concedere termini diversi in riferimento alle diverse fasi della procedura disciplinata all'articolo 2 del citato decreto ministeriale;

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   la possibilità di approvare il Piano con prescrizioni;

   l'integrazione dell'articolo 5, comma 2, del decreto 29 novembre 2000, con la previsione di procedure differenti a seconda che il procedimento abbia ad oggetto un intero Piano o singoli stralci di esso, o l'approvazione di modifiche e integrazioni ad un Piano o ad un suo singolo stralcio già approvato, o, ancora che si debba semplicemente procedere ad anticipazioni o accorpamenti di interventi previsti dal Piano o da un suo singolo stralcio precedentemente approvato;

   l'individuazione di specifiche fonti di finanziamento per i Piani proposti da RFI e ANAS.

  L'auspicio è che si giunga quanto prima alla revisione normativa illustrata.

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ALLEGATO 2

5-00774 Dalla Chiesa: Iniziative di competenza per la realizzazione di un ponte sulla strada provinciale 231 nel tratto tra Bitonto e Terlizzi.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito al quesito posto, in premessa rappresento che i lavori oggetto dell'interrogazione interessano una strada provinciale che rientra nella esclusiva competenza della città metropolitana di Bari, responsabile della sua gestione e manutenzione.
  Pertanto, rispondo all'interrogazione sulla base degli elementi forniti dal Ministero dell'interno.
  Senza dilungarmi sul complesso iter per la realizzazione dell'intervento sulla strada provinciale 231, dovuto anche ad una serie di contenziosi e ricostruito anche dall'onorevole interrogante, mi soffermo sugli aggiornamenti più recenti forniti dalla Prefettura di Bari e dalla città metropolitana.
  Con decreto sindacale n. 173 del 9 giugno scorso è stato approvato il progetto esecutivo denominato «Risoluzione a livelli sfalsati della intersezione tra la strada provinciale 231 “ex S.S. 98” e la strada provinciale 218 “Poligonale di Bitonto” e realizzazione di sovrappassi alla ferrovia Bari-Nord e alla strada comunale “Appia” – Interventi di completamento» per un importo complessivo di progetto pari a 5 milioni di euro.
  Con deliberazione del Consiglio Metropolitano n. 129 del 15 giugno, è stato approvato l'aggiornamento dello schema del Programma triennale delle Opere Pubbliche 2023-2025, dell'elenco annuale dei lavori pubblici del 2023 e la conseguente variazione di bilancio.
  Con successiva delibera n. 142 del 13 luglio, è stato ratificato il decreto sindacale 173 di approvazione del progetto esecutivo.
  Il 28 giugno è stata avviata la procedura negoziata senza bando per l'affidamento dei lavori, con la fissazione al 4 agosto del termine ultimo per la presentazione delle offerte.
  Al momento sono in corso i lavori del seggio di gara.
  Il MIT auspica che con la recente deliberazione della città metropolitana si possa giungere finalmente alla realizzazione dell'infrastruttura, considerata la sua natura strategica di collegamento tra le strade provinciali 231 e 218, utile ad evitare che rilevanti flussi di veicoli passino per i centri urbani. Nonché per migliorare la mobilità e la logistica al servizio delle imprese agricole e artigiane nell'agro bitontino.

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ALLEGATO 3

5-00787 Serracchiani: Elementi in merito alla normativa riguardante il ripristino della segnaletica stradale nell'esecuzione di lavori su suolo pubblico.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito al quesito posto dall'onorevole interrogante, rappresento quanto segue.
  Il quadro di riferimento normativo, costituito dal Codice della strada e dal relativo Regolamento di attuazione, pur non fornendo espliciti riferimenti al riguardo, indirettamente disciplina la fattispecie del ripristino della segnaletica a seguito di lavori.
  Infatti, l'articolo 25 del Codice della strada prevede che tutti i lavori stradali debbano essere realizzati in regime di concessione da parte dell'ente proprietario o gestore della strada.
  L'articolo 67 del Regolamento di attuazione del Codice della strada stabilisce che la concessione rilasciata ad eseguire i lavori deve essere accompagnata dalla stipula di una convenzione fra ente proprietario della strada concedente e l'ente concessionario nella quale, fra l'altro, debbono essere stabilite le modalità di esecuzione delle opere e le norme tecniche da rispettare. In tale ambito, sono ricompresi anche i lavori di ripristino stradale che devono considerarsi ultimati solo dopo il ripristino della segnaletica stradale.
  L'articolo 137 del Regolamento di attuazione, relativo alla segnaletica orizzontale, in particolare al comma 7, stabilisce che i segnali orizzontali devono essere mantenuti sempre efficienti; in caso di rifacimento della pavimentazione stradale, devono essere ripristinati nei tempi tecnici strettamente necessari.
  Nel caso in cui la segnaletica stradale preesistente risulti scarsamente visibile, negli accordi contrattuali fra l'ente proprietario della strada e la società esecutrice dei lavori sul pubblico suolo deve essere espressamente stabilito che il ripristino della segnaletica sia uniforme sul tratto di strada oggetto dei lavori. Infatti, nel caso di ripristini parziali, limitati alle sole aree di intervento sulla pavimentazione stradale, si potrebbe generare una segnaletica «a macchie», come nella fattispecie denunciata dall'onorevole interrogante.
  Il ripristino, invece, deve essere tale da garantire che la segnaletica stradale risulti uniforme, omogenea e adeguatamente visibile agli utenti della strada.

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ALLEGATO 4

5-00970 Barbagallo: Iniziative di competenza per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza della viabilità nel comune di Castelfranci.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito al quesito posto, rispondo anche sulla base degli elementi forniti dal Ministero dell'interno trattandosi di una strada di competenza provinciale.
  Occorre premettere che la gestione della ex Strada Statale 400 – tra il km 0+000 ed il km 29+400 – tratto tra Parolise e innesto con la S.S. 425 – è passata nel 2000 dalla società ANAS alla regione Campania, che ha poi trasferito le competenze all'amministrazione provinciale di Avellino.
  A seguito di violente precipitazioni piovose, in data 3 giugno 2023, si è verificato, al km 20+250 nel tratto che va dall'innesto «Strada Comunale Contrada Vallicelli all'innesto Strada Comunale Contrada Valle», un cedimento del corpo stradale di circa 50 metri, che ha occupato gran parte della carreggiata.
  Nell'immediatezza dell'evento, l'amministrazione provinciale ha disposto la provvisoria chiusura della circolazione per motivi di sicurezza, con esclusione dei residenti, indicando i percorsi alternativi.
  I lavori di ripristino sono stati preceduti da indagini di carattere geologico svolte dai tecnici della provincia, in considerazione dell'ampiezza del cedimento in questione. Nessun comune irpino è rimasto isolato, proprio in virtù della viabilità alternativa individuata e gli spostamenti dei pendolari provenienti da e per il comune di Castelfranci sono stati garantiti, anche attraverso strade interne.
  A far data dal 21 luglio 2023, la strada provinciale 400, cosiddetta Vecchia Ofantina, è stata riaperta, con ordinanza della provincia, nel tratto che collega i comuni di Castelfranci e Torella dei Lombardi. In un primo momento la riapertura ha riguardato una sola corsia, e dal 4 agosto, entrambe le corsie sono state rese percorribili.
  Per quanto attiene alla richiesta di rientro del tratto in oggetto nella competenza nazionale, si precisa che a partire dal 2017, il MIT ha avviato l'iter per la revisione delle reti stradali allo scopo di garantire la continuità territoriale degli itinerari di valenza nazionale che attraversano le varie regioni, evitando la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti.
  Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2018 è stata effettuata una revisione della rete stradale di interesse nazionale che ha interessato, tra le altre, la regione Campania e che ha previsto la riclassificazione di circa 227 km di strade provinciali (tra cui alcune ex strade statali), e la regione Campania non ha avanzato richiesta relativa alla strada in questione.
  Ad oggi, è in corso la procedura per un nuovo piano di rientro strade che includerà le istanze di nuovi trasferimenti di strade presentate dalle regioni. A tal fine, anche con la regione Campania sono state avviate interlocuzioni volte ad individuare le tratte da considerare ai fini del trasferimento.