ALLEGATO 1
5-01337 Orlando: Sulla crisi industriale della COMAU S.p.a.
TESTO DELL'INTERROGAZIONE
ORLANDO, PELUFFO, DE MICHELI, DI SANZO e GNASSI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, il gruppo Stellantis avrebbe contattato diverse banche d'affari per studiare le possibili opzioni per il futuro di Comau, azienda del gruppo operante nel campo dell'automazione industriale e della robotica;
l'ipotesi più probabile, al momento, porterebbe a uno scorporo, seguito dalla quotazione in borsa, ma non si può escludere, anche in ragione del difficile contesto dei mercati finanziari, la possibilità di una cessione, come già accaduto per la Magneti Marelli, prima avviata da Fca verso la quotazione e successivamente venduta al fondo Kkr per 6,2 miliardi di euro;
il piano per lo spin off è stato confermato dalla stessa azienda e dall'amministratore delegato di Stellantis, con la precisazione che, al momento, non è possibile aggiungere ulteriori dettagli ma che una decisione potrebbe essere presa entro fine anno;
ai tempi dei primi piani di spin off, Stellantis sembrava intenzionata a collocare sul mercato il 70 per cento di Comau, distribuendo il residuo 30 per cento fra i suoi soci, operazione valutata fra i 300 milioni e il miliardo di euro;
Comau, azienda con dodici stabilimenti di produzione, una rete internazionale di cinque centri di innovazione e cinque digital hub, in cui lavorano oltre 3.500 persone, è una società leader mondiale nel campo dell'automazione industriale per l'industria automotive, per la quale sviluppa e fornisce soluzioni per l'assemblaggio e la lavorazione meccanica per veicoli tradizionali ed elettrici e sistemi di produzione robotizzati, comprese soluzioni di robotica indossabile; l'azienda, inoltre, si sta consolidando nel segmento e-mobility, che già oggi rappresenta il 25 per cento del suo business, in costante aumento;
le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione sul fatto che l'operazione di spin off possa indebolire un'azienda strategica per lo sviluppo industriale del nostro Paese, anche alla luce dell'interesse mostrato da gruppi stranieri, e ricordato di aver più volte sollecitato nei mesi scorsi il Ministro interrogato ad attivarsi su Stellantis per avere tutte le garanzie necessarie sul futuro dell'azienda senza avere, tuttavia, avuto nessun riscontro o comunicazione ufficiale –:
quali siano le intenzioni e le iniziative intraprese dal Governo e a che punto siano le interlocuzioni con i vertici di Stellantis in merito al futuro di Comau.
(5-01337)
ALLEGATO 2
5-01337 Orlando: Sulla crisi industriale della COMAU S.p.a.
TESTO DELLA RISPOSTA
Comau è una società del gruppo Stellantis specializzata nell'automazione industriale, attore importante dello sviluppo industriale del nostro Paese.
Tra le altre cose, Comau è partner e socio fondatore del Competence Center «MADE», creato con il sostegno e su iniziativa del MIMIT per avvicinare le imprese italiane all'industria 4.0, fornendo servizi di orientamento per la conoscenza e l'utilizzo di tecnologie innovative e attività di formazione per aiutarle nei propri processi produttivi e supporto per la realizzazione di progetti.
Inoltre, nel recente passato, il MIMIT ha autorizzato un accordo per l'innovazione per un investimento complessivo di 18 milioni di euro, con le regioni Lombardia e Sicilia e le aziende STMicroelectronics, FCA Italy e Comau, per la realizzazione di un progetto innovativo nel settore delle produzioni microelettroniche.
Forte, pertanto, è l'attenzione che il MIMIT ha verso la società Comau, come forte è l'attenzione verso il gruppo Stellantis nel suo complesso.
Orbene, come ha recentemente ricordato il Ministro Urso in Aula Camera, la questione Stellantis è articolata e complessa.
Il Governo ha dunque dovuto recuperare – rispetto al passato – un dialogo con il Gruppo, che è tuttora costante, virtuoso e positivo.
Tra gli obiettivi vi sono senz'altro quelli di garantire l'aumento della produzione dei veicoli, l'aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo, nonché il coinvolgimento della filiera dell'indotto nel processo di trasformazione industriale, invertendo, così, la tendenza rispetto a quello che è accaduto negli ultimi vent'anni.
A breve sarà, dunque, insediato un Tavolo di sistema insieme ai sindacati, alle aziende e alle regioni, per giungere ad un Piano, che impegnerà la multinazionale a rivedere il piano in atto per garantire la produzione e l'occupazione delle diverse società del Gruppo in Italia.
ALLEGATO 3
5-01338 Cavo: Sulla vertenza Piaggio Aerospace S.p.a.
TESTO DELL'INTERROGAZIONE
CAVO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
l'interrogante, in relazione alla vertenza Piaggio Aerospace s.p.a., in virtù del settore di primaria rilevanza strategica nazionale in cui opera nonché per l'importante ricaduta in termini produttivi ed occupazionali, ha presentato interrogazioni a risposta immediata all'attenzione del Ministro interrogato, sia nel corso delle sedute della X Commissione della Camera dei deputati del 23 maggio e del 28 giugno 2023, sia in Assemblea nell'ambito del «question time» del 5 luglio 2023, ricevendo esaurienti e concrete rassicurazioni con riguardo allo stato del dossier e all'impegno del Ministero stesso, per quanto di competenza, affinché il futuro soggetto acquirente garantisca la necessaria solidità finanziaria e un piano industriale idoneo ad assicurare il futuro e l'unitarietà dei siti produttivi, nonché a non disperdere il lavoro svolto dai commissari dell'azienda per la salvaguardia della società;
Piaggio Aerospace s.p.a., composta dai due asset Piaggio Aero Industries s.p.a. e Piaggio Aviation s.p.a., società in amministrazione straordinaria da più di quattro anni, le cui due prime gare per la vendita non hanno condotto al risultato auspicato della cessione, è stata oggetto di un terzo bando di gara;
a seguito della chiusura del suddetto avviso, sono pervenute 18 manifestazioni di interesse;
organi di informazione hanno riportato che, oltre alla fase di analisi, ad opera dei commissari, delle predette manifestazioni di interesse ricevute, finalizzata ad individuare i soggetti meritevoli di avanzare nella procedura selettiva di vendita e di essere ammessi pertanto alla fase successiva di due diligence, che risulterebbero 13, si sarebbe conclusa altresì la fase di «data room», nel corso della quale i potenziali acquirenti hanno potuto effettuare sopralluoghi presso gli stabilimenti e analizzare lo stato di salute economico-finanziario dell'azienda;
sempre secondo organi di informazione tali 13 soggetti sarebbero prossimi a ricevere l'invito a formalizzare offerte vincolanti d'acquisto della società, con l'obiettivo temporale di concludere l'accordo con la realtà vincitrice entro la fine del 2023;
le sigle sindacali hanno richiesto anche a mezzo stampa di essere ricevute nel momento in cui saranno state presentate le suddette proposte per l'acquisizione dell'azienda –:
quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro interrogato affinché sia garantito l'acquisto di Piaggio Aerospace s.p.a. nella sua interezza, mantenendo l'unitarietà dei siti produttivi, nonché quale sia il cronoprogramma per il completamento della procedura di vendita.
(5-01338)
ALLEGATO 4
5-01338 Cavo: Sulla vertenza Piaggio Aerospace S.p.a.
TESTO DELLA RISPOSTA
L'argomento in parola è stato oggetto di numerose interrogazioni.
In tale occasione, si ribadisce che il Ministero delle imprese e del made in Italy segue con attenzione la procedura selettiva descritta, al fine di garantire che venga individuata un'offerta che assicuri solidità finanziaria, accompagnata da un piano industriale che garantisca il futuro dei siti produttivi e la salvaguardia dei livelli produttivi ed occupazionali.
Come ricordato anche dal Ministro Urso in Aula Camera nel luglio scorso, la Piaggio Aerospace non merita di rimanere per anni in amministrazione straordinaria.
Per questo motivo, è stata integrata la gestione commissariale con due figure professionali dotate di grande esperienza in politica industriale aerospaziale e in amministrazione straordinaria ed è stata assicurata la massima pubblicità e la massima trasparenza nello svolgimento della procedura per la terza gara. L'auspicio è quello di giungere, finalmente, all'aggiudicazione entro la fine di quest'anno.
Con riferimento all'attuale procedura di vendita, rappresento che in data 3 maggio 2023 è stata rilasciata l'autorizzazione per l'avvio della terza gara finalizzata alla cessione degli asset di Piaggio Aero e Piaggio Aviation, società in amministrazione straordinaria che operano sotto il marchio Piaggio Aerospace.
A seguito della chiusura dell'Avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse, pubblicato il 10 maggio scorso, risultano pervenute alla Procedura 18 manifestazioni di interesse.
Degli originari 18 soggetti che hanno inviato la manifestazione d'interesse all'acquisto dei complessi aziendali, inizialmente sono stati ammessi alla fase di due diligence 13 soggetti. Poi, nel mese di agosto scorso, previa autorizzazione del Ministero delle imprese e del made in Italy, è stato ammesso un ulteriore soggetto.
In totale, dunque, i soggetti ammessi alla fase di due diligence sono 14.
Allo stato, i Commissari stanno procedendo alla valutazione delle osservazioni formulate dai concorrenti e, in seguito, all'invio dell'invito a formulare l'offerta vincolante e cauzionata di acquisto dei complessi aziendali.
ALLEGATO 5
5-01339 Pavanelli: Sulle iniziative per il contrasto del caro-carburanti
TESTO DELL'INTERROGAZIONE
PAVANELLI, APPENDINO, CAPPELLETTI e TODDE. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
nel nostro Paese, il prezzo del gasolio si aggira oramai sui 2 euro a litro e negli ultimi due mesi è aumentato del 12 per cento con un trend in crescita di 1,5 centesimi al giorno. I prezzi alla pompa dei carburanti rimangono tra i più elevati in Europa: l'Italia è al sesto posto nell'Ue a 27 sia per la benzina sia per il gasolio, aumentati rispettivamente del 14,4 per cento, e del 2,7 per cento rispetto allo scorso anno;
come noto, l'articolo 2 del decreto-legge n. 5 del 2023 (decreto «carburanti») ha modificato il meccanismo di rideterminazione delle aliquote d'accisa sui carburanti (cosiddetta accisa mobile) mediante decreto ministeriale, adottato dal Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, in corrispondenza di un maggior gettito Iva (disciplinato dalla legge n. 244 del 2007, commi 290 e 291);
in particolare, a seguito delle modifiche, non è più prevista, quale condizione di emanazione del decreto, una specifica misura di aumento del prezzo del greggio (in precedenza: aumento pari o superiore a due punti percentuali rispetto esclusivamente al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nel Def);
inoltre, la norma de quo non stabilisce chiaramente se il prezzo medio dell'ultimo bimestre sia da calcolare sui mesi solari (luglio-agosto, in questo caso) o con una media mobile (nel caso di oggi tra l'8 luglio e l'8 settembre). Inoltre, entro il 27 settembre il Governo dovrà presentare la nota di aggiornamento al Def e, con tutta probabilità, indicherà un prezzo di riferimento del Brent più alto dell'attuale, allontanando così la possibilità che si verifichino le condizioni per far scattare l'accisa mobile;
i summenzionati rincari si riverberano negativamente e con pesanti ripercussioni, dirette e indirette, sui costi delle imprese che operano nel comparto della logistica e di quelle artigiane nonché sulla spesa dei consumatori finali –:
quali urgenti iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda adottare per contrastare, anche attraverso un sostegno economico che compensi i maggiori costi sostenuti, gli effetti negativi del caro-carburanti per imprese e consumatori, valutando altresì se siano state raggiunte le condizioni per attivare il meccanismo cosiddetto dell'accisa mobile di cui all'articolo 1, commi 290 e 291, della legge n. 244 del 2007, al fine di riportare i prezzi dei predetti carburanti a livelli sostenibili e calmierati nel breve periodo.
(5-01339)
ALLEGATO 6
5-01339 Pavanelli: Sulle iniziative per il contrasto del caro-carburanti
TESTO DELLA RISPOSTA
La questione del caro carburanti ha la massima attenzione del Governo. A seguito del decreto-legge n. 5 del 2023 (decreto Carburanti) e del decreto ministeriale 31 marzo 2023 il monitoraggio dei prezzi è garantito dalla collaborazione di più organi:
l'Osservatorio prezzi carburanti, presso il MIMIT, che tramite il proprio sito (Osservaprezzi carburanti) permette di consultare in tempo reale i prezzi dei carburanti praticati presso gli impianti di distribuzione situati nel territorio nazionale, come comunicati dagli esercenti;
il Garante per la sorveglianza dei prezzi, i cui poteri sono stati rafforzati con decreto-legge n. 21 del 2022 convertito con modificazioni dalla legge 20 maggio 2022, n. 51 e che ha funzione di controllo e verifica, su segnalazione dei cittadini, per arginare i fenomeni speculativi;
la Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, che monitora la dinamica dei prezzi dei beni di largo consumo in relazione agli effetti derivanti dall'andamento dei costi dei prodotti energetici e delle materie prime sui mercati internazionali, anche con riferimento alla filiera dei prezzi dei carburanti;
l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM o Antitrust);
la Guardia di Finanza.
Al tema specifico del rincaro dei prezzi è altresì dedicato il Tavolo tecnico sui rincari dei prezzi dei carburanti del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, che riunisce i rappresentanti delle associazioni dei consumatori e il Garante per la sorveglianza dei prezzi.
Gli Onorevoli interroganti con il question time in parola, alla luce del constatato incremento dei prezzi dei carburanti, si soffermano, in particolare, sul meccanismo di rideterminazione delle aliquote di accisa sui carburanti previsto dall'articolo 1, commi 290 e ss. della legge n. 244 del 2007, il quale è operato con decreto ministeriale adottato dal Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, in corrispondenza di un maggior gettito IVA.
A riguardo si rappresenta che il comma 291 della citata disposizione stabilisce che tale decreto può essere adottato quando sia superato il valore di riferimento del brent indicato nel Documento di programmazione economico-fìnanziaria. Il successivo comma 292 del medesimo articolo 1 della legge n. 244 del 2007 ribadisce, in particolare, la necessità che il decreto in parola garantisca comunque l'invarianza di gettito.
Il Governo sta quindi valutando con la massima attenzione la tematica in parola, alla luce di un'approfondita analisi costi/benefici. Nel frattempo, si sta comunque riflettendo sull'opportunità di ulteriori misure che possano ristorare e assicurare la capacità di spesa ai soggetti più deboli (sui quali il costo del carburante incide maggiormente). È chiaro che il tema delle risorse finanziarie sarà dirimente e a tal proposito assumeranno anche molta importanza i dati che emergeranno dalla NADEF.
Come appena comunicato anche dal Ministro Urso a margine di un convegno di CNA «I provvedimenti inerenti il caro benzina pensiamo di poterli configurare già nel prossimo consiglio ministri, comunque dopo il confronto con i sindacati».