ALLEGATO
Interrogazione n. 5-01271 Boldrini: Sul ripristino dell'embargo sulla vendita di armi all'Arabia Saudita.
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA
Suscitano preoccupazione le denunce in merito a gravi violazioni dei diritti umani al confine tra Yemen e Arabia Saudita. Ne sarebbero vittime migranti e richiedenti asilo etiopi, fuggiti dalla guerra civile in Tigrai.
L'Italia, da sempre attiva nella promozione e tutela dei diritti umani a livello internazionale, segue la questione in stretto coordinamento con i partner europei, anche al fine di valutare l'attivazione di strumenti nel quadro multilaterale.
La Comunità internazionale, tra le diverse opzioni, sta considerando l'attivazione di meccanismi di monitoraggio e rapporto da parte di Organizzazioni internazionali, quali le Nazioni Unite, ad esempio tramite l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani.
Seguiremo con attenzione gli esiti di queste attività di accertamento delle accuse mosse da Human Rights Watch.
Come noto, le licenze di esportazione di armamento sono espressamente vietate dalla Legge 185 del 1990 verso Paesi «responsabili di gravi violazioni in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea o del Consiglio d'Europa».
Per quanto riguarda lo Yemen, la situazione nel corso del 2022, ma anche quest'anno, è sensibilmente migliorata. La notevole diminuzione delle operazioni belliche ha ridotto in modo significativo il rischio di uso di bombe d'aereo e missili contro obiettivi civili.
L'Italia, in conformità con atti di indirizzo del Parlamento adottati nel 2019 e 2020, aveva sospeso l'esportazione verso l'Arabia Saudita di queste tipologie di armi, proprio perché avrebbero potuto essere utilizzate contro la popolazione civile.
Le motivazioni alla base della sospensione sono venute meno. Il contesto è cambiato. Le attività militari rimangono limitate. La tregua ha, di fatto, tenuto. Sul terreno non si è verificata una ripresa delle ostilità, al di là di scontri episodici.
Sul piano umanitario la situazione resta difficile, ma si registra una diminuzione del numero di sfollati interni e di vittime civili, dovuta proprio alla sensibile riduzione del conflitto armato.
Alla mediazione dell'ONU si sono aggiunti gli sforzi di alcuni Paesi della regione, in particolare, appunto, dell'Arabia Saudita.
Riad ha avviato contatti diretti con gli Houthi e ha portato avanti una intensa attività diplomatica a sostegno della mediazione delle Nazioni Unite, agendo in maniera determinante anche sul fronte economico e dell'assistenza umanitaria.
L'Italia ha sempre trasmesso messaggi di moderazione per evitare il rischio di una nuova escalation. Continuiamo a sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite e degli attori coinvolti.
Riteniamo che l'unica soluzione al conflitto nello Yemen sia basata su un processo politico inclusivo, che coinvolga – in uno spirito di compromesso – tutte le parti interessate.