ALLEGATO 1
Interrogazione n. 5-01264 Amendola: Sulla repressione delle opposizioni in Bangladesh.
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA
Seguiamo con attenzione le questioni esposte dagli onorevoli interroganti e, in generale, il processo di avvicinamento verso le elezioni parlamentari in Bangladesh del gennaio prossimo.
L'Italia ha partecipato all'elaborazione delle dichiarazioni pubbliche che i Paesi dell'Unione europea e like-minded hanno rilasciato per invocare elezioni libere e giuste, il rispetto dei diritti delle opposizioni e la più ampia garanzia della libertà di espressione e di manifestazione del dissenso nel Paese.
Condividiamo pertanto l'auspicio contenuto nell'appello cui fa riferimento il testo dell'interrogazione, firmato da Premi Nobel e altre personalità internazionali, tra cui alcuni parlamentari ed ex rappresentanti di Governi stranieri.
L'attenzione dell'Unione Europea verso le prossime elezioni in Bangladesh è testimoniata, tra l'altro, dalla missione esplorativa dello scorso luglio. Sulla base delle risultanze della missione, Bruxelles ha disposto ora l'invio di quattro esperti, che seguiranno il processo elettorale nei prossimi mesi.
Quanto alla situazione complessiva dei diritti umani in Bangladesh, questa sarà sottoposta a riesame il mese prossimo nel quadro dei meccanismi previsti dal Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite.
In quel contesto, la comunità internazionale fornisce raccomandazioni e assistenza per migliorare le capacità delle istituzioni bangladesi, accompagnando il Paese verso una più compiuta democrazia.
L'Italia avanzerà le proprie osservazioni, che potranno riguardare specifici aspetti dei diritti umani e il rispetto, da parte del Governo del Bangladesh, delle convenzioni internazionali di cui il Paese è parte.
Con questo spirito, l'Italia, tramite l'Ambasciata a Dhaka e insieme alla Delegazione europea e alle Ambasciate in loco dei Paesi like-minded, segue i procedimenti giudiziari che vedono coinvolti attivisti dei diritti umani e membri delle organizzazioni della società civile. Lavoriamo, nelle sedi e nelle forme ritenute più efficaci, perché questi processi si svolgano in maniera equa e in tempi ragionevoli.
Il Bangladesh sta diventando un partner di rilievo crescente nell'Indo-Pacifico, con un PIL di circa 400 miliardi di euro, una crescita media nell'ultimo decennio del 6,5 per cento, e una popolazione di oltre 170 milioni di abitanti. L'Italia ospita la comunità bangladese più vasta all'interno dell'Unione Europea, circa 140 mila persone.
A livello bilaterale, nel quadro del dialogo che intratteniamo con il Paese asiatico, abbiamo espresso a più riprese l'auspicio che il Paese rafforzi il rispetto di diritti e libertà individuali e dei processi democratici, mettendo in luce il nesso ineludibile tra la crescita economica e il progresso civile e democratico.
ALLEGATO 2
Interrogazione n. 5-01216 Porta: Sullo stallo politico in Thailandia.
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA
Le ultime elezioni politiche in Thailandia del maggio 2023, molto partecipate, hanno visto la vittoria dei partiti di opposizione.
Il partito Move Forward, guidato dal leader Pita, si è affermato come prima forza politica del Paese (con 151 seggi su 500), seguito da Pheu Thai (141 seggi), partito dell'ex Primo Ministro Thaksin Shinawatra, estromesso da un colpo di Stato militare nel 2006.
In Parlamento, il leader di Move Forward, Pita, non ha tuttavia raggiunto, in due successive votazioni, il quorum per essere eletto Primo Ministro a causa del mancato appoggio dei senatori.
L'ordinamento thailandese prevede infatti che il Primo Ministro debba ottenere la fiducia di almeno 376 parlamentari tra Camera e Senato. E quest'ultimo è stato interamente nominato dalla giunta militare nel 2019.
È stato pertanto il candidato di Pheu Thai, Srettha Thavisin, ad essere eletto Primo Ministro dall'Assemblea Nazionale il 23 agosto scorso. Il nuovo Esecutivo è frutto di un compromesso tra Pheu Thai e altri undici partiti. Tra questi le forze politiche pro-militari. Ma anche formazioni che in precedenza erano all'opposizione.
L'esito positivo dell'elezione di agosto ha permesso a Thavisin di formare un Governo, che ha prestato giuramento il 5 settembre davanti al Re.
La formazione del nuovo Governo non ha visto manifestazioni di protesta da parte della popolazione.
Sul fronte internazionale, il neo-Primo Ministro thailandese ha partecipato alla 78a Assemblea Generale dell'ONU, dove ha avuto incontri a margine con il Presidente degli Stati Uniti e il Segretario Generale delle Nazioni Unite.
L'agenda del Primo Ministro Thavisin è incentrata sulla politica economica e sull'obiettivo di espandere la rete di accordi di libero scambio della Thailandia e le iniziative di cooperazione regionale.
Nel quadro della crescente attenzione rivolta verso l'Indo-Pacifico, l'Italia è impegnata a rafforzare la collaborazione con la Thailandia.
Dal 3 al 4 ottobre scorsi si è tenuto a Bangkok l'High-Level Dialogue on Italy-Asean Economic Relations, aperto dal Viceministro delle imprese e del made in Italy, Valentino Valentini.
L'evento, organizzato da The European House-Ambrosetti, in collaborazione con il Ministero degli esteri thailandese e con il supporto della nostra Ambasciata, ha visto la presenza di oltre trecento partecipanti tra economisti, imprenditori, aziende e rappresentanti istituzionali italiani, thailandesi e di altri Paesi dell'area ASEAN.
Nel corso della missione, il Viceministro Valentini ha avuto proficui colloqui con diversi esponenti del nuovo Esecutivo thailandese.
Il Governo intende intensificare i contatti con Bangkok per costruire un forte partenariato economico e commerciale con la seconda economia del sud-est asiatico.