ALLEGATO 1
Disposizioni in materia di associazioni professionali a carattere sindacale tra militari, delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, nonché disposizioni in materia di termini legislativi. C. 1538 Governo, approvato dal Senato.
PARERE APPROVATO
La XI Commissione,
esaminato, per quanto di competenza, il disegno di legge C.1538, approvato dal Senato, recante disposizioni in materia di associazioni professionali a carattere sindacale tra militari, delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, nonché disposizioni in materia di termini legislativi;
rilevato che l'articolo 1 estende di 12 mesi il termine per l'esercizio della delega prevista dall'articolo 9, comma 15, della legge n. 46 del 2022 – che riguarda le particolari limitazioni all'esercizio dell'attività sindacale da parte del personale impiegato in attività operativa, addestrativa, formativa ed esercitativa, anche fuori del territorio nazionale, inquadrato in contingenti o a bordo di unità navali o distaccati individualmente – atteso che il nuovo sistema di relazioni sindacali in ambito militare è ancora in via di perfezionamento;
osservato poi che l'articolo 2 rinnova per ventiquattro mesi alcune delle deleghe concernenti la revisione dello strumento militare nazionale previste dall'articolo 9, comma 1, della legge 5 agosto 2022, n. 119, scadenti il 28 agosto 2023, riguardanti in particolare le dotazioni organiche di personale militare altamente specializzato nonché il reclutamento e la formazione dei volontari in ferma prefissata,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 2
5-01573 Gribaudo: Sulla acquisizione di dati aggiornati relativi alle assunzioni effettuate nei centri per l'impiego (Cpi) e sulle iniziative volte a rispettare gli obiettivi posti dal PNRR di potenziamento dei Cpi.
TESTO DELLA RISPOSTA
Grazie Presidente. L'Onorevole interrogante chiede i dati aggiornati relativi alle assunzioni effettuate nei centri per l'impiego e quali iniziative intende adottare il Governo affinché vengano rispettati gli obiettivi posti dal PNRR in relazione ai fabbisogni delle singole regioni.
In via preliminare, ricordo che il piano straordinario di potenziamento dei Centri per l'impiego e delle politiche attive del lavoro costituisce un progetto del PNRR per il periodo 2021-2025, definito e implementato a livello territoriale, sulla base dalle indicazioni programmatiche nazionali, da parte di tutte le regioni.
L'adozione di un piano nazionale di potenziamento dei Centri per l'impiego è stata prevista dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, e da successivi decreti attuativi. Il piano ha durata triennale e può essere aggiornato annualmente. Esso individua specifici standard di servizio per l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia e i connessi fabbisogni di risorse umane e strumentali delle regioni e delle province autonome.
Il Piano disciplina, altresì, il riparto e le modalità di utilizzo delle risorse così come previsto dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145.
Per fornire dati più puntuali, in allegato alla presente risposta, deposito la tabella riepilogativa in cui si riportano i dati aggiornati al 30 settembre 2023 del personale assunto a tempo indeterminato nei Centri per l'impiego, distinti su base regionale.
Per quanto riguarda, inoltre, la dotazione organica di Agenzia Piemonte Lavoro, citata nelle premesse dall'Onorevole interrogante, la stessa regione ha dichiarato che, alla data del 1o novembre 2023, l'organico in servizio risulta costituito da 685 dipendenti a tempo indeterminato (oltre a 46 dipendenti a tempo determinato con contratto di formazione lavoro e 170 dipendenti regionali in distacco funzionale, per un totale di 901 unità di personale).
L'aggiornamento del PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione) di Agenzia Piemonte Lavoro, approvato nel mese di luglio 2023, ha previsto un ulteriore scorrimento delle graduatorie concorsuali relative a profili specifici per operatori dei Centri per l'impiego (Tecnico Servizi per l'impiego – Area Istruttori e Specialista Politiche del lavoro — Area Funzionari) per complessive 126 unità.
Con riguardo, infine, agli obiettivi posti dal PNRR e per il potenziamento dei Centri per l'impiego (per la cui realizzazione sono stati stanziati 600 milioni di euro, di cui 400 milioni a valere su risorse del bilancio dello Stato e 200 milioni risorse europee), ritengo utile rendervi noto che, anche all'esito della ripartizione dei 200 milioni di risorse europee, sono in corso di aggiornamento i piani regionali.
Nello specifico, con apposito decreto n. 118 del 6 luglio 2023, si è provveduto alla ripartizione di euro 200 milioni per nuovi progetti, in attuazione del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 6 agosto 2021.
Siamo consapevoli dell'importanza del tema qui sollevato, e assicuriamo che il Ministero continuerà a monitorare il buon andamento del piano di potenziamento dei Centri per l'impiego, assicurando un coordinamento con le regioni direttamente deputate all'assunzione del personale.
Dati aggiornati al 30 settembre 2023 del personale assunto a tempo indeterminato nei centri per l'impiego.
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REGIONI |
Assunzioni a tempo indeterminato al 30 settembre 2023 (a valere su risorse statali) |
|
Abruzzo |
63 |
|
Basilicata |
53 |
|
Calabria |
367 |
|
Campania |
572 |
|
Emilia-Romagna |
481 |
|
Friuli Venezia Giulia |
120 |
|
Lazio |
348 |
|
Liguria |
207 |
|
Lombardia |
741 |
|
Marche |
124 |
|
Molise |
0 |
|
Piemonte |
361 |
|
Puglia |
798 |
|
Sardegna |
232 |
|
Sicilia |
137 |
|
Toscana |
488 |
|
Umbria |
91 |
|
Valle d'Aosta |
21 |
|
Veneto |
344 |
ALLEGATO 3
5-00278 Schifone: Iniziative volte a preservare i livelli produttivi e occupazionali della Jabil Spa con stabilimento a Marcianise (CE).
TESTO DELLA RISPOSTA
Passo ora ad esporre la questione relativa alla crisi aziendale della società Jabil Spa di Marcianise (CE).
Preliminarmente, informo gli interroganti che sono state acquisite informazioni dalle competenti strutture del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché dal Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT), dall'Ispettorato Nazionale del lavoro e dalla Regione Campania.
Nel merito, la Regione Campania ha riferito che nel mese di settembre 2022 la Società ha avviato una procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge n. 223 del 1991, avente ad oggetto il licenziamento collettivo di n. 190 unità, strutturalmente in esubero rispetto ad un organico complessivo di n. 452 lavoratori.
La prima fase, aziendale, della procedura ha avuto esito negativo ed è stata, pertanto, richiesta la prosecuzione del tavolo in sede istituzionale.
La Regione Campania ha, quindi, convocato le parti per una serie di ulteriori incontri, l'ultimo dei quali si è tenuto il 16 gennaio, durante i quali sono state esaminate le criticità evidenziate ed esperiti vari tentativi finalizzati alla ricerca di soluzioni alternative ai licenziamenti conseguenti alla procedura avviata dall'azienda.
A tal fine, l'azienda ha richiesto al Ministero del lavoro e delle politiche sociali un periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria, concordando sulla necessità di sospendere la procedura di licenziamento.
La stessa azienda ha annunciato, in sede regionale, la riproposizione di un piano di ricollocazione (già siglato con le parti sociali e il MIMIT nel febbraio del 2022, ma senza esito positivo).
Tale piano è stato illustrato dall'azienda durante un ulteriore incontro tra le parti e prevedeva una ricollocazione presso una nuova società, con un capitale detenuto rispettivamente dalla TME e Invitalia, di 140 lavoratori.
Le Organizzazioni Sindacali, a tal proposito, hanno stigmatizzato l'assenza di TME al tavolo e richiesto rassicurazioni sull'efficacia del piano industriale della nuova società al fine di dare certezza ai lavoratori di una ricollocazione sicura, chiedendo inoltre all'azienda di ritirare la procedura e attivare un nuovo periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria.
La regione, anche alla luce del piano illustrato da Jabil, ha valutato l'indispensabilità di un incontro al MIMIT tenendo conto anche del molo di Invitalia all'interno della nuova società che avrebbe dovuto ricollocare i lavoratori in esubero di Jabil e, a tal fine, ha invitato e fatto appello all'azienda affinché valutasse l'opportunità di ritirare la procedura di licenziamento.
Il MIMIT ha, quindi, convocato il tavolo di confronto tra le parti sociali ed istituzionali presso cui si sono svolti diversi incontri.
Da ultimo, in data 29 maggio 2023, alla presenza dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, della Regione Campania, della società Jabil Circuit Italia, di Confindustria Caserta e le Segreterie nazionali e territoriali delle Organizzazioni Sindacali di categoria e confederali, la società ha annunciato la disponibilità a ritirare la procedura di licenziamento collettivo e a richiedere contestualmente ulteriori strumenti di sostegno al reddito, necessari per approfondire le prospettive industriali dello stabilimento di Marcianise.
Da quanto comunicato dalla competente Direzione Generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in particolare,Pag. 183 la società ha fatto ricorso ad un contratto di solidarietà difensiva.
A fronte di tale stipula, con decreto direttoriale n. 969 del 16 giugno 2023, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha autorizzato un trattamento di integrazione salariale con decorrenza dal 1° giugno 2023 e fino a capienza nel quinquennio mobile di riferimento, e comunque non oltre il 31 maggio 2024, in favore di un numero massimo di 441 dipendenti cui viene applicata la riduzione orario.
In ogni caso, il MIMIT ha riferito di aver proseguito tutte le opportune interlocuzioni con la multinazionale e tutti i soggetti coinvolti al fine di valutare il sostegno ad eventuali progetti di risanamento attualmente in fase di studio. Allo stesso tempo, sarà oggetto di valutazione il supporto a quei progetti di risanamento dell'azienda, in grado di rilanciare le attività di Marcianise e garantirne lo sviluppo futuro.
Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali continuerà a seguire, per quanto di competenza, lo sviluppo della vicenda per trovare ogni possibile soluzione che salvaguardi i livelli occupazionali.
ALLEGATO 4
5-01574 Soumahoro: Sul ritardo nella calendarizzazione della prossima riunione del Tavolo caporalato e nella presentazione alle Camere della relazione sullo stato di attuazione del piano di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.
TESTO DELLA RISPOSTA
Passo ad illustrare l'atto di sindacato ispettivo concernente il tema della lotta al caporalato.
In primo luogo, per quanto riguarda il lamentato ritardo nella presentazione al Parlamento della Relazione sulla seconda annualità di attuazione del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato, si rassicura l'Onorevole Interrogante che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con lettera del 21 giugno 2023, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della legge n. 199 del 2016, la relazione sullo stato di attuazione del piano di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato, aggiornata al mese di giugno 2022.
Da verifiche effettuate, la trasmissione della relazione è stata annunciata sia alla Camera sia al Senato nella seduta del 5 luglio scorso e, secondo il resoconto dell'Assemblea, trasmessa alle Commissioni parlamentari competenti, tra cui la XI Commissione. Sul portale del Parlamento il documento è il 226 n. 1 (Doc. CCXXVI, n. 1) e il contenuto della relazione risulta pubblicato sul sito web del Senato.
Ad ogni buon conto, metto a disposizione dell'Onorevole Interrogante e della Commissione la citata relazione in cui viene illustrato lo stato di avanzamento delle progettualità avviate e le azioni realizzate in partenariato interistituzionale. Rispetto al secondo anno di attuazione dell'azione di sistema di contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato in agricoltura, le evidenze raccolte consentono di valutare la strategia contenuta nel Piano Triennale. Tra i punti di forza dell'azione di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo si evidenzia l'importanza del confronto interistituzionale e del rafforzamento delle reti partenariali.
Per quanto riguarda il tavolo operativo con funzione strategica di contrasto al caporalato, voglio sottolineare che il Governo ha dato nuovo impulso ai lavori dello stesso per il prosieguo delle azioni contenute nel Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.
Voglio ricordare, infatti, che alla riunione del Tavolo Caporalato, tenutasi il 19 dicembre scorso, è stato condiviso il decreto di riparto ai 37 comuni dei 200 milioni di euro assegnati dal PNRR al Ministero del lavoro per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura.
Inoltre è bene sottolineare che nell'ambito di una strategia complessiva di contrasto al lavoro sommerso e lavoro irregolare anche nel settore agricolo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con il decreto ministeriale n. 58 del 6 aprile scorso ha aggiornato il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso per il triennio 2023-2025 introducendo un'importante modifica, affinché il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso operi in sinergia con il Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato e ne contribuisca all'implementazione delle azioni prioritarie, con particolare riferimento a quelle volte a favorire l'impiego regolare di lavoratori stranieri in agricoltura, attraverso il contrasto agli insediamenti abusivi e la promozione di politiche attive del lavoro.
L'interconnessione sussistente tra i Piani si esprime su due livelli: attraverso la partecipazione dei medesimi attori istituzionaliPag. 185 agli organi attuativi previsti dai due Piani (Tavolo di contrasto al caporalato e Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso) e mediante l'integrazione ed attuazione di alcune delle linee di indirizzo precedentemente individuate dal Piano di contrasto al caporalato all'interno del Piano nazionale di contrasto al lavoro sommerso.
Il lavoro svolto confluirà nella relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano nazionale di contrasto al caporalato, da predisporre entro la fine del 2023, alla cui stesura parteciperanno i referenti del Piano nazionale di contrasto al lavoro sommerso.
Alla luce delle modifiche intervenute, appena possibile, sarà senz'altro convocata una riunione del Tavolo di contrasto al caporalato per proseguire il confronto interistituzionale nell'ottica di un monitoraggio efficace delle diverse iniziative progettuali per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato in agricoltura.
Infine, colgo l'occasione per evidenziare che, nella relazione inviata al Parlamento di cui ho parlato poc'anzi, si evidenzia che una delle esigenze – avvertita in termini prioritari – è quella del perfezionamento del Sistema Informatico Unico, condiviso tra le Amministrazioni, affinché si possa coerentemente raggiungere quel livello di condivisione delle informazioni necessario per il monitoraggio condiviso delle azioni del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.
Per questo motivo, segnalo che abbiamo previsto, nel disegno di legge in materia di lavoro, presentato alla Camera 1'8 novembre scorso, l'istituzione del Sistema informativo per la lotta al caporalato in agricoltura per lo scambio di dati e informazioni relativo al calendario delle colture, ai fabbisogni di manodopera nonché ad altri elementi per la pianificazione, gestione e monitoraggio del mercato del lavoro agricolo, anche ai fini del contrasto al lavoro sommerso in generale.
Il sistema informativo dovrà tenere conto della mappatura delle aree di intervento, dei fabbisogni di manodopera e dei dati amministrativi sulla qualità e la quantità del lavoro in agricoltura.
Concludo, pertanto, ribadendo la massima attenzione da parte del Ministero del lavoro al fenomeno del caporalato con l'impegno di portare avanti, con atti concreti, le politiche di contrasto allo sfruttamento dei lavoratori, oltre che per migliorare il mercato del lavoro in Italia, in termini di legalità, per garantire la tutela dei diritti, della salute e della sicurezza sul lavoro.



