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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 20 dicembre 2023
220.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
ALLEGATO
Pag. 110

ALLEGATO

QUESITI PER I QUALI È PERVENUTA RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE (N. 54/482)

  BERGESIO, BISA, CANDIANI, MACCANTI, MINASI, MURELLI – Alla Presidente e all'Amministratore delegato della Rai. – Per sapere – premesso che,

   la trasmissione satirica Striscia la Notizia del 16 novembre u.s. ha mandato in onda un servizio avente ad oggetto le gare di appalto per fornitori esterni della Rai.
   In particolare quella indetta per fornire materiale come telecamere e microfoni alle troupe dei servizi giornalistici che è stata vinta per un lotto da una società il cui titolare è il compagno di uno dei vicedirettori del Tg1.
   Un lotto del valore di «circa 800 mila euro annui, contando che il contratto è di due anni si tratta di 1 milione e 600 mila euro totali», afferma una fonte intervistata dall'inviato di Striscia, un collaboratore esterno alla Rai, il quale in particolare ha evidenziato che l'anomalia risiedesse nel fatto che: «questa società lavora in Rai da meno di un anno. Fa dirette e i servizi per i tg. In pochissimo tempo ha ottenuto incarichi che altre aziende, che collaborano con la tv di stato da anni, non riescono ad avere».
   Sul punto si evidenzia che il comma 4, lettera f) dell'articolo 6 del regolamento dell'albo fornitori Rai prevede che l'azienda che intenda richiedere l'iscrizione debba fornire «indicazione circa eventuali relazioni di parentela/affinità, coniugio, stabile convivenza, interessenza di natura economica, ecc. con il personale Rai e/o con le società del gruppo Rai, volte ad individuare potenziali conflitti di interesse, fermo restando quanto segue. Ai fini dell'eventuale partecipazione dell'Operatore economico alle procedure di affidamento indette da Rai, l'Operatore economico deve garantire a Rai l'astensione dalla partecipazione alle procedure stesse di proprio personale eventualmente avente interessi finanziari, economici o personali, diretti o indiretti, che possano essere percepiti conte una minaccia all'imparzialità e/o all'indipendenza nel contesto delle procedure medesime».
   Per ciò che concerne l'esistenza di una Policy aziendale, il vigente Piano Triennale Prevenzione della Corruzione (PTPC) richiede l'adozione sistematica in tutti i processi e le aree aziendali di principi di controllo trasversali. Inoltre, nel Codice Etico è regolata la tematica del conflitto di interesse e, più nello specifico nel correlato protocollo del è sancito che: «Il soggetto che anche potenzialmente possa trovarsi in una situazione di conflitto di interesse ha l'obbligo di segnalarlo e di astenersi dal partecipare al processo decisionale o ad attività che possano coinvolgere alternativamente: i) interessi propri; ii) interessi del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado; (...)», in combinato disposto con quanto previsto dal Protocollo «Sulla Progressione del personale», in cui si precisa che «Per l'individuazione dei potenziali destinatari dei provvedimenti gestionali, nel rispetto dei principi di segregazione e assenza di conflitto di interesse, è necessaria la formale e motivata proposta da parte della linea gerarchica della risorsa interessata, valutata dalla competente struttura della Direzione Risorse Umane e Organizzazione, o sue delegate, attraverso l'utilizzo di strumenti che garantiscano efficacia, efficienza, tracciabilità, documentabilità».

   Alla Società concessionaria si chiede di sapere:

    quali iniziative i vertici della Rai intendano assumere affinché si faccia chiarezza su questa incresciosa vicenda;

    se l'Audit interno Rai per l'anticorruzione e la trasparenza, atto a monitorare i potenziali conflitti d'interessi, sia stato investito della questione.

(54/482)

  RISPOSTA. – Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sentite le competenti strutturePag. 111 aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
  In primo luogo, si precisa che la gara «indetta per fornire materiale come telecamere e microfoni alle troupe dei servizi giornalistici, che è stata vinta per un lotto da una società il cui titolare è il compagno di uno dei vicedirettori del TG» corrisponde presumibilmente alla gara inerente al Servizio di riprese elettroniche ENG per l'area metropolitana di Roma, avviata lo scorso maggio con bando pubblico. Si precisa altresì che tale procedura non è stata ancora aggiudicata, essendo in corso di ultimazione gli adempimenti di rito.
  Sulla questione oggetto di attenzione mediatica si evidenzia, in via generale, che la sussistenza di legami parentali/coniugali e assimilati, considerati «sensibili» sia dal Codice dei contratti pubblici che dalla normativa interna Rai (Codice Etico e Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione), non costituisce di per sé causa di automatica esclusione da una gara o divieto di stipula contrattuale. Ed anzi, il Codice dei contratti pubblici vigente al momento dell'avvio della gara in questione prevedeva la possibilità di esclusione solo in presenza di un conflitto di interesse rilevante nella fase di aggiudicazione/affidamento del contratto e solo come extrema ratio, ossia quando tale conflitto non sia risolvibile in alcun altro modo.
  Ciò posto, nel merito, si rappresenta che alla gara in questione ha partecipato anche una società il cui socio di maggioranza ed amministratore ha ritualmente dichiarato, all'atto stesso della partecipazione, la sussistenza di un legame con un dipendente Rai, attualmente Vice Direttore del TG1. Analoga dichiarazione era stata resa anche in passato in occasione dei precedenti rapporti contrattuali.
  In termini generali la dichiarazione in parola è richiesta da Rai al fine di acquisire elementi informativi su situazioni potenzialmente rilevanti come conflitto di interessi, in modo da poter eventualmente attivare le conseguenti misure cautelative, ritenute funzionali a gestire correttamente sia le fasi della procedura di gara che la fase esecutiva del contratto.
  Nel caso specifico, il dipendente Rai coinvolto non riveste attualmente, né ha rivestito in passato, alcun ruolo valutativo, decisorio o operativo, né ha esercitato alcuna attività potenzialmente in grado di interferire o influenzare l'ordinario svolgimento della gara in corso (o gli affidamenti formalizzati in passato) né nella fase di selezione e contrattualizzazione, né in fase esecutiva, non avendo neppure deleghe per l'assegnazione o gestione delle troupe ENG. Si precisa, inoltre, che detto dipendente ha segnalato al proprio superiore l'esistenza del legame in discussione.
  Con riguardo al Regolamento Albo Fornitori, si evidenzia che la misura cautelativa dell'astensione prevista nella disposizione citata nel quesito è rivolta al solo «personale» dell'operatore economico, ossia a soggetti sostituibili nell'ambito dell'organizzazione di impresa. Nel caso di specie, invece, il legame con la stazione appaltante interessa il legale rappresentante dell'impresa, rispetto al quale l'obbligo di astensione non trova quindi applicazione, in coerenza con il quadro normativo che non consente di introdurre divieti alla partecipazione tout court degli operatori economici. Il Regolamento Albo Fornitori conferma, peraltro, gli obblighi dichiarativi dei legami di parentela/coniugio e assimilati nel senso sopra indicato, obblighi che la società in questione ha regolarmente assolto, consentendo alla stazione appaltante di disporre ogni opportuno approfondimento e iniziativa.
  Alla luce di tutto quanto esposto, e tenuto conto della normativa di riferimento, si ritengono rispettati sia il principio generale del Codice Etico che lo specifico Protocollo del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione in materia di conflitto di interesse, nonché le previsioni del Regolamento Albo Fornitori Rai.
  Si fa infine presente, in merito all'asserzione «questa società lavora in Rai da meno di un anno. Fa dirette e i servizi per i tg. In pochissimo tempo ha ottenuto incarichi che altre aziende, che collaborano con la tv di stato da anni, non riescono ad avere», che per analoghi servizi sono stati contrattualizzati da Rai numerosi altri operatori economici e non risulta alcun utilizzo sproporzionato della società in questione rispetto agli altri analoghi operatori di mercato.