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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 21 febbraio 2024
255.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
ALLEGATO
Pag. 18

ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-02020 Della Vedova: Sulla confisca
dei beni russi e bielorussi congelati.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  La discussione in merito al possibile utilizzo dei fondi sovrani russi immobilizzati a favore dell'Ucraina è in corso sia nel quadro dell'Unione europea che del G7.
  L'Italia partecipa attivamente alle discussioni in entrambi gli ambiti, con una particolare attenzione ad assicurarne la coerenza, anche alla luce della nostra presidenza G7.
  Il 28 febbraio 2022 l'Unione europea ha vietato qualsiasi operazione relativa alla gestione di riserve e attività della Banca centrale di Russia.
  Il divieto di effettuare operazioni non ricomprende le operazioni di gestione del bilancio collegate alle attività e riserve della Banca centrale di Russia. In particolare, è possibile il reinvestimento delle disponibilità liquide accumulatesi in conseguenza del blocco di cedole o dividendi e del pagamento di rimborsi e depositi in scadenza.
  Questo genera un accumulo straordinario e inatteso di disponibilità liquide. Tale liquidità è conseguenza delle misure di immobilizzazione e non è di proprietà della Banca Centrale di Russia, che non può legittimamente avanzare pretese su di essa.
  L'Unione europea, coerentemente con la propria azione di sostegno a Kiev a tutto campo, ha deciso che gli utili inattesi e straordinari ricavati dai depositari centrali di titoli vadano a beneficio dell'Ucraina. Le conclusioni del Consiglio europeo del 1° febbraio hanno ribadito che i profitti eccezionali accantonati saranno finalizzati a sostenere l'Ucraina.
  A tal fine sono stati adottati – il 12 febbraio scorso – gli atti legali che dispongono l'obbligo, in capo ai depositari centrali di titoli, di accantonare in un conto separato le entrate derivanti dalle attività liquide riconducibili alla Banca Centrale di Russia.
  In una seconda fase, il Consiglio deciderà sulle modalità tecniche di utilizzo di tali fondi a sostegno dell'Ucraina e della sua ripresa e ricostruzione.
  Ciò dovrà avvenire in conformità con il diritto europeo e internazionale, e in coordinamento con i partner.
  A livello G7, continuiamo a esplorare eventuali modalità per destinare i fondi sovrani russi immobilizzati nelle nostre giurisdizioni a favore dell'Ucraina.
  Sono stati creati tre gruppi di lavoro – tutti a guida statunitense – per valutare le questioni di diritto internazionale; i rischi finanziari e le opzioni di mitigazione; i meccanismi e principi per l'eventuale uso dei fondi.
  Il lavoro è ancora in corso. L'Italia vi partecipa regolarmente, coordinando la propria posizione con i partner europei e con la Commissione europea.
  Siamo a favore di soluzioni che assicurino la stabilità finanziaria dell'Eurozona e che siano pienamente conformi al diritto europeo e internazionale.
  Una volta definito il quadro per i fondi russi, sarà possibile prendere in considerazione l'ipotesi di intervenire su quelli bielorussi. Al momento il tema non è in discussione, né all'Unione europea né al G7.

Pag. 19

ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-02023 Onori: Sulle criticità nel finanziamento
dei corsi di lingua e cultura italiana all'estero.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  Le innovazioni progressivamente introdotte nella fase di attuazione della nuova normativa sugli Enti gestori sono anche il frutto di una costante interazione con tutte le parti coinvolte. In alcuni casi, sono state elaborate sulla base di stimoli degli stessi Enti.
  Alcuni soggetti hanno incontrato qualche difficoltà di adattamento alla mutata normativa. Ma – lo stiamo osservando – si consolidano sempre più le buone prassi attuate da un numero crescente di Enti gestori.
  Enti che sono in grado di diversificare le proprie entrate grazie a una gestione manageriale delle risorse, pur mantenendo la natura «no profit».
  Il principio alla base della riforma è proprio questo.
  Riconosciamo agli Enti gestori un ruolo più ampio rispetto al passato. Alle tradizionali funzioni di assistenza alle collettività italiane, si sovrappone il ruolo di attori della promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Questo anche in risposta alla diffusione delle collettività italiane in Paesi che non rientrano tra quelli tradizionalmente meta di emigrazione e al crescente interesse di cui la cultura italiana è oggetto.
  A riprova dell'efficacia del nuovo impianto normativo, osserviamo un significativo aumento del numero di Enti potenzialmente beneficiari di contributi, anche in quei contesti nei quali vogliamo intercettare la crescente domanda d'italiano da parte di studentesse e studenti stranieri in età scolare.
  Nell'esercizio finanziario 2023 sono stati erogati complessivamente circa 12 milioni e 200 mila Euro, a beneficio di 84 iniziative proposte da 63 Enti gestori. Per il 2024 gli Enti che hanno presentato domanda di contributo, tutt'ora in corso di esame, sono aumentati a 71.
  Il più recente decreto attuativo del 29 settembre scorso, che ha recepito parte delle richieste degli Enti, ha introdotto importanti novità.
  Esse includono l'erogazione di un anticipo, pari al 20 per cento del contributo assegnato, a seguito della sola acquisizione – da parte del Ministero – della rendicontazione finale del contributo ricevuto nell'esercizio finanziario precedente. E non a seguito della formale approvazione della stessa, come avvenuto in precedenza. Questa innovazione è stata introdotta proprio per velocizzare i tempi ed andare incontro alle difficoltà segnalate da alcuni soggetti assegnatari.
  Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale intende proseguire il confronto costruttivo con gli attori interessati facenti parte del sistema della formazione italiana nel mondo. Attraverso questo confronto vogliamo anche individuare le modalità più opportune per risolvere eventuali, residue criticità.

Pag. 20

ALLEGATO 3

Interrogazione n. 5-02022 Riccardo Ricciardi: Sulla tempistica di presentazione alle Camere della deliberazione sulle missioni internazionali.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  Il Consiglio affari esteri dell'Unione europea ha approvato l'altro ieri la decisione di lancio della nuova Operazione ASPIDES.
  Un importante risultato a presidio della libertà e della sicurezza della navigazione nel Mar Rosso, raggiunto in tempi rapidi su forte spinta italiana, francese e tedesca.
  Si tratta, in effetti, di un successo italiano, perché il nostro Paese è stato quello che più di ogni altro ha insistito perché ci fosse una missione europea, per proteggere il traffico mercantile che passa per lo stretto di Suez e nel Mar Rosso e tutelare così le nostre esportazioni e i nostri porti.
  È in corso il concerto interministeriale – in particolare l'approfondimento tecnico del Ministero dell'economia e delle finanze – per completare la deliberazione che prevede le nuove missioni e proroga quelle in corso.
  Non appena approvata, il Governo trasmetterà la deliberazione al Parlamento che sulle missioni ha un ruolo centrale di autorizzazione e verifica. Contiamo che ciò avvenga con sensibile anticipo rispetto alla prassi degli ultimi anni.
  I compiti dell'operazione saranno di natura difensiva. La missione non potrà cioè intraprendere azioni di tipo preventivo.
  Sono previste mansioni non esecutive: raccolta e scambio di informazioni nelle zone marittime interessate, accompagnamento dei mercantili in transito.
  Ma la missione avrà anche compiti esecutivi, come ad esempio la soppressione di missili o droni in arrivo che abbiano come bersaglio diretto navi mercantili, contrasto ad eventuali tentativi di sequestro. Le attività esecutive potranno essere svolte solo nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, a sud della latitudine di Mascate.
  Dovrà in ogni caso trattarsi di risposte necessarie e proporzionate e comunque sempre in mare o nello spazio aereo. In nessun caso ASPIDES potrà essere coinvolta in operazioni sulla terraferma.
  Queste risposte saranno condotte nel pieno rispetto del diritto internazionale applicabile, quello consuetudinario e il diritto all'autodifesa di cui all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite in caso di attacco imminente o in corso, su navi proprie o di terzi. ASPIDES agirà inoltre in piena conformità con la Convenzione ONU sul diritto del mare.
  Assicureremo il necessario coordinamento sia con l'Operazione UE antipirateria Atalanta, il cui mandato non è ancora scaduto, sia con l'Operazione Prosperity Guardian, soprattutto attraverso lo scambio di informazioni.
  La riuscita di questa missione europea è vitale per i commerci e per la crescita delle economie, e potrà costituire un passo importante per il futuro della difesa europea.
  Crediamo in ogni caso che alle operazioni navali nell'area vada affiancata una sostenuta azione di coinvolgimento diplomatico dei Paesi della regione, al fine di convincere anche quelli più restii a collaborare per raggiungere il comune obiettivo della stabilità, della de-escalation e della sicurezza.

Pag. 21

ALLEGATO 4

Interrogazione n. 5-02021 Boldrini: Sul sostegno alle persone LGBTQIA+
e ai difensori dei diritti umani in Russia.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, a livello centrale e tramite l'Ambasciata a Mosca, segue da tempo e con grande preoccupazione il tema dei diritti delle persone LGBT e dei difensori dei diritti umani nella Federazione russa.
  Questo avviene nel solco della tradizionale politica estera dell'Italia incentrata sulla tutela e promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché sulla salvaguardia della dignità umana, contro ogni forma di discriminazione e violenza.
  Il sistematico utilizzo da parte delle Autorità russe della cosiddetta legge «sugli agenti stranieri» ha posto fuori legge numerose associazioni ed organizzazioni non governative attive nel settore della promozione e tutela dei diritti individuali, con le quali le Ambasciate europee e degli altri Paesi alleati erano solite operare in sinergia.
  Su questi temi privilegiamo le iniziative internazionali, in ambito multilaterale, sensibilizzando le Autorità russe in coordinamento con i partner europei, nell'interesse di una più concreta ed efficace promozione della tutela dei diritti.
  In questo quadro continuiamo a denunciare tutti i trattamenti lesivi dei diritti umani e discriminatori nei confronti delle persone LGBT.
  Il Governo ha partecipato attivamente a varie iniziative, al Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite e in altri organismi internazionali.
  Nel corso della 54ma sessione del Consiglio diritti umani, nell'autunno scorso, l'Italia insieme agli altri Paesi dell'Unione Europea ha co-sponsorizzato la risoluzione che denuncia la grave situazione dei diritti umani nella Federazione russa.
  Abbiamo esteso per un ulteriore anno il mandato della Relatrice Speciale ONU sui diritti umani nel Paese, Mariana Katzarova, esperta indipendente di nazionalità bulgara.
  La risoluzione dispone che la situazione Russia resti oggetto di attenzione, anche nel 2024, dell'Assemblea Generale e del Consiglio diritti umani. A questi organi la Relatrice Speciale sarà chiamata a presentare un rapporto scritto e aggiornamenti sui risultati della propria attività.
  Per incassare il più ampio consenso all'approvazione di questa risoluzione, l'Italia ha coordinato i passi svolti dai Paesi europei a Hanoi e a Tbilisi, per sensibilizzare rispettivamente Vietnam e Georgia sull'importanza dell'iniziativa e del rinnovo del mandato della Relatrice Speciale.
  Il Governo ha inoltre aderito alle dichiarazioni pubbliche dalla Equal Rights Coalition, un organismo intergovernativo di 43 Stati membri – inclusa l'Italia – dedicato alla protezione dei diritti delle persone LGBT.
  In particolare, l'ultima dichiarazione – del dicembre 2023 – è stata formulata proprio in reazione alla decisione della Corte Suprema russa di vietare nel Paese le attività del movimento LGBT internazionale.
  Il Governo continuerà a rappresentare alla Federazione russa, in ogni sede appropriata, il perdurante impegno dell'Italia a sostenere i difensori dei diritti umani e a contrastare ogni forma di discriminazione e violenza contro le persone appartenenti alle comunità LGBT. E, più in generale, la nostra contrarietà ad approcci che si pongono apertamente in contrasto con il sistema internazionale dei diritti umani.