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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 3 aprile 2024
281.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari sociali (XII)
ALLEGATO
Pag. 220

ALLEGATO 1

5-02214 Zanella: Iniziative per garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie in tempi adeguati presso le strutture pubbliche.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio l'Onorevole interrogante per il quesito ed evidenzio, al riguardo, che le problematiche e le criticità concernenti le liste di attesa sono da tempo all'attenzione del Governo e del Ministero della salute.
  In particolare, devo ricordare che il più recente intervento in materia di liste di attesa è costituito dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di bilancio per il 2024), che all'articolo 1, commi 218-221, prevede l'incremento delle tariffe orarie per tutte le prestazioni aggiuntive espletate dal personale medico e del comparto sanità, dall'anno 2024 all'anno 2026.
  A tal fine, la legge autorizza, per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, la spesa di 200 milioni di euro per il personale medico e di 80 milioni di euro per il personale sanitario del comparto sanità, e a tale finanziamento accedono tutte le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente.
  Inoltre, non posso non richiamare il comma 232 del medesimo articolo 1, il quale dispone che, per l'attuazione dei propri Piani operativi per il recupero delle liste di attesa, le regioni e le province autonome possono avvalersi, fino al 31 dicembre 2024, dei suddetti incrementi delle tariffe e possono coinvolgere anche le strutture private accreditate.
  A ciò devo aggiungere che con il medesimo comma viene stabilito che le regioni e le province autonome possono utilizzare una quota non superiore allo 0,4 per cento del livello di finanziamento indistinto del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l'anno 2024 per il recupero delle liste di attesa.
  Oltre agli interventi legislativi, desidero ricordare altresì che, con Decreto dirigenziale del 21 dicembre 2023, è stato istituito presso il Ministero della salute il Tavolo per l'elaborazione e l'operatività del Piano Nazionale di Governo delle Liste d'Attesa 2024-2026.
  I lavori del Tavolo procedono speditamente e a breve è prevista l'emanazione del relativo Piano.
  Il Piano 2024-2026 innoverà profondamente gli strumenti di monitoraggio dei tempi di attesa al fine di renderli sempre più tempestivi e precisi, e prontamente disponibili per la programmazione.
  Tra i vari monitoraggi in via di aggiornamento, si prevede di rivedere anche il monitoraggio dei tempi di attesa delle prestazioni in Attività Libero Professionale Intramuraria – ALPI, che sarà ricondotto in uno con quello delle prestazioni istituzionali, per valutarne puntualmente l'allineamento ai fini della relativa programmazione.
  Desidero ricordare, infine, le opportunità concesse alle regioni di usufruire di quanto previsto relativamente alle attività erogate nell'ambito della «Farmacia dei Servizi».
  Questo fondamentale presidio sanitario territoriale consente l'ampliamento dei «tradizionali» servizi espletati dalle farmacie: holter cardiaco, holter pressorio, spirometria ed ECG resi in convenzione, al fine di abbattere le relative liste di attesa.
  In tale ottica, un particolare rilievo acquista anche la progressiva diffusione delle prestazioni di telemedicina.
  Tutto ciò premesso, non posso non evidenziare che nell'ultimo report dell'Agenas emerge come il Ssn, nel suo complesso, abbia reagito al periodo pandemico ritornandoPag. 221 al numero delle prestazioni erogate prima del Covid-19.
  L'analisi dettagliata dei volumi di prestazioni a livello aziendale consente di monitorare l'equilibrio del rapporto tra l'attività erogata in ALPI e quella erogata in regime istituzionale e che tale rapporto non deve superare il 100 per cento (in pratica l'attività ALPI effettuata in una struttura non deve mai essere superiore a quella istituzionale).
  Riguardo il monitoraggio ex ante dei tempi di attesa delle prestazioni prenotate in attività libero professionale nell'anno 2022, circa il 56 per cento delle prestazioni è avvenuto entro 10 giorni mentre circa il 30 per cento è stato fissato tra gli 11 e i 30/60 giorni, a seconda che si tratti di una visita specialistica o di una prestazione strumentale.
  In conclusione, dal quadro innanzi delineato, non può negarsi un impegno costante e fattivo da parte di questo Governo al superamento delle problematiche connesse alle liste di attesa, nell'ambito delle proprie competenze di indirizzo e controllo sulle attività di competenza regionale.

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ALLEGATO 2

5-02215 Vietri: Impiego di giovani medici specializzandi nelle sale operatorie per sopperire alla carenza di anestesisti.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio gli Onorevoli interroganti per il quesito ed evidenzio preliminarmente che, purtroppo, la regione Campania, nonostante la richiesta effettuata, non ha fatto pervenire alcuna informazione riguardo al caso specifico sollevato.
  Sarà mia cura, pertanto, fornire le informazioni in merito ai fatti esposti nelle premesse della presente interrogazione non appena avrò acquisito dettagliate ed esaurienti notizie dalla regione Campania.
  Ad ogni buon conto si rappresenta che, con l'intento di rendere il SSN maggiormente attrattivo per i giovani professionisti ed assicurarne un rapido inserimento nel mondo del lavoro, la legge di bilancio del 2019, all'articolo 1, commi 547, 548 e 548-bis, consente espressamente ai medici in formazione specialistica, regolarmente iscritti, di poter accedere, a partire dal secondo anno del corso di formazione specialistica, alle procedure concorsuali per l'accesso alla dirigenza del ruolo sanitario e di poter essere assunti dalle aziende ed enti del SSN, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato e con orario a tempo parziale in ragione delle esigenze formative degli stessi.
  Il comma 548-bis prevede, inoltre, che i medici in formazione specialistica assunti a tempo determinato: «svolgono attività assistenziali coerenti con il livello di competenze e di autonomia raggiunto e correlato all'ordinamento didattico di corso, alle attività professionalizzanti nonché al programma formativo seguito e all'anno di corso di studi superato.».
  La medesima norma prevede, inoltre, che: «con specifici accordi tra le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le università interessate sono definite, sulla base dell'accordo quadro adottato con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, le modalità di svolgimento della formazione specialistica a tempo parziale e delle attività formative teoriche e pratiche previste dagli ordinamenti e regolamenti didattici della scuola di specializzazione universitaria.».
  Al riguardo ricordo che con il decreto ministeriale del 10 dicembre 2021 è stato adottato l'anzidetto accordo quadro il quale, tra l'altro, prevede che l'Università riconosce le attività formative pratiche svolte, secondo quanto stabilito dal progetto formativo della Scuola e previa certificazione delle stesse da parte del Consiglio della Scuola stessa, dallo specializzando nell'azienda sanitaria presso la quale è assunto quale parte integrante e sostanziale dell'intero ciclo di studi che conduce al conseguimento del diploma di specializzazione.
  All'articolo 5 del dell'accordo inoltre, viene ribadito che gli specializzandi assunti dalle aziende sanitarie, in virtù della citata normativa e secondo i criteri previsti dall'accordo stesso, svolgono attività assistenziali coerenti con il livello di competenze e di autonomia raggiunto e correlato all'ordinamento didattico di corso, alle attività professionalizzanti nonché al programma formativo seguito e all'anno di corso di studi superato.
  Viene, inoltre, precisato anche che: «Il tutor nel corso dell'incarico stabilisce, sulla base delle competenze acquisite dallo specializzando e certificate secondo le modalità stabilite dalla scuola, le attività assistenziali che lo specializzando può via via svolgere in autonomia secondo quanto in questo senso attestato dalla scuola stessa, ferma restando la necessità per il tutor stesso di intervenire tempestivamente in caso di necessità.».Pag. 223
  Pertanto, il medico in formazione specialistica, assunto con contratto a tempo determinato, deve comunque proseguire il proprio percorso di formazione, secondo le modalità di svolgimento stabilite con l'apposito accordo intercorso tra le Università e le regioni, ovvero, in mancanza dello stesso, secondo le modalità contemplate nell'accordo quadro adottato con il decreto ministeriale del 10 dicembre 2021.
  La circostanza che il medico in formazione specialistica possa essere assunto dalle aziende e dagli enti del SSN, con contratto di lavoro a tempo determinato, non fa venir meno la necessità di proseguire la formazione specialistica, potendo svolgere attività assistenziali coerenti con il livello di formazione e sotto le direttive di un tutor.
  Da ultimo, devo ricordare che il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, nel disciplinare la formazione medico-specialistica, all'articolo 38, comma 3, ultimo periodo, dispone che: «In nessun caso l'attività del medico in formazione specialistica è sostitutiva del personale di ruolo.».

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ALLEGATO 3

5-02216 Furfaro: Misure da adottare fino all'entrata in vigore del «decreto tariffe» per garantire tutte le prestazioni previste nei LEA.

5-02218 Quartini: Misure per garantire l'accesso a tutte le prestazioni previste nei LEA stante la proroga dell'entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Signor Presidente, ringrazio gli Onorevoli interroganti che mi offrono l'opportunità di fare chiarezza su un tema che in questi giorni è stato molto dibattuto ed è oggetto di attenzione da parte di tutti gli operatori del settore.
  Mi riferisco al sistema tariffario ad oggi in vigore per le prestazioni sanitarie di assistenza ambulatoriale e protesica, sul quale occorre, preliminarmente, fare alcune doverose premesse.
  Come noto, l'articolo 64 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri LEA del 12 gennaio 2017 – relativo alle norme transitorie – aveva rinviato l'entrata in vigore delle disposizioni in materia di assistenza specialistica ambulatoriale e di erogazione di dispositivi protesici, di cui agli allegati al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, alla pubblicazione dei decreti del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di definizione delle tariffe massime delle medesime prestazioni.
  Tanto premesso, occorre ricordare che i lavori per l'emanazione dei nuovi nomenclatori sono iniziati subito dopo l'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri LEA e sono stati particolarmente articolati, hanno subito numerose pause ed arresti (per la pandemia e per il complicato confronto con le regioni) e, solo dopo un lungo iter istruttorio, esitato nell'annessa relazione metodologica, il 4 agosto 2023 è stato pubblicato in G.U. il decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 23 giugno 2023, di determinazione delle tariffe dell'assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, come previsto dal sopra citato articolo 64 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017.
  Tuttavia, per consentire un maggior lasso di tempo per l'adeguamento dei vari sistemi dei diversi operatori coinvolti alle nuove tariffe, con successivo decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 31 dicembre 2023, è stato stabilito che le disposizioni del decreto 23 giugno 2023 entrassero in vigore dal 1° aprile 2024.
  Da ultimo, come rilevato dagli interroganti, l'entrata in vigore del provvedimento è stata posticipata al 1° gennaio 2025.
  Tale ulteriore proroga si è resa necessaria a fronte dell'espressa richiesta di un cospicuo numero di regioni. Infatti, nella seduta straordinaria della Commissione salute, alla presenza degli Assessori alla salute delle regioni e province autonome e di rappresentanti del Ministero della salute, il giorno 25 marzo 2024, le regioni e le province autonome, all'unanimità, hanno ritenuto idoneo assecondare la succitata richiesta, anche al fine di valutare una più ampia revisione delle medesime tariffe, assicurando nel contempo una graduale transizione al nuovo tariffario.
  Allo stato attuale, detto provvedimento di proroga – a seguito dell'intesa sancita in Conferenza Stato-regioni – è all'esame degli organi di controllo.