ALLEGATO 1
5-02224 Barzotti: Elementi conoscitivi riguardanti l'Assegno di inclusione e il Supporto formazione lavoro.
TESTO DELLA RISPOSTA
Passo ad illustrare l'atto di sindacato ispettivo con il quale gli Onorevoli interroganti hanno chiesto di conoscere i dati relativi all'assegno di inclusione e al Supporto Formazione e lavoro.
Al riguardo, nell'evidenziare che sono state acquisite informazioni da parte l'Inps, tengo a precisare che i dati sono in costante aggiornamento poiché entrambe le misure (ADI e SFL) sono state istituite di recente e sono ancora migliaia le domande che continuano ad affluire giornalmente nei sistemi dell'Inps.
Per quanto riguarda l'Assegno di inclusione, dalle informazioni rese dall'Inps, con specifica nota del 26 marzo scorso, il numero delle domande suddiviso mese per mese (dicembre, gennaio, febbraio 2024) è pari a 1.240.198. Il numero di domande accolte è di 589.291, mentre le reiezioni ammontano a 385.375. Le pratiche attualmente in lavorazione, alla data del 26 marzo scorso, sono 49.532.
Sul punto, preciso che, a differenza di quanto avveniva precedentemente con il Reddito di cittadinanza, i controlli sul possesso dei requisiti per ricevere l'Assegno di inclusione viene effettuato preventivamente.
Evidenzio, inoltre, che l'importo medio ricevuto dai beneficiari, alla data del 26 marzo scorso, è di 607,80 euro.
Con riferimento al quesito concernente i costi sostenuti dalle finanze pubbliche, l'Inps appositamente interpellato, ha comunicato che il costo complessivo, considerando anche i rinnovi fino alla data del 26 marzo scorso, è pari a 983.784.281,04 euro.
Per quanto riguarda il Supporto formazione e lavoro (SFL), che ha preso avvio a settembre, il numero delle domande accolte e pagate (aggiornate alla data del 26 marzo scorso) è pari a 60.599, mentre le reiezioni ammontano a 63.850.
Sinteticamente l'importo medio ricevuto dai beneficiari, alla data del 26 marzo scorso, è di 996,62 euro e il costo complessivo sostenuto dalle finanze pubbliche è pari a 60.394.640.
Infine segnalo che per quanto riguarda il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Direzione Generale competente, posso dire che è in fase di ultimazione l'implementazione di una «Dashboard» pubblica che si intende mettere a disposizione dei cittadini per poter fornire informazioni sulla misura AdI in formato open data, in base al principio di trasparenza che gli enti pubblici sono chiamati a rispettare.
ALLEGATO 2
5-02226 Fossi: Misure volte a erogare anche per l'anno 2024 la cassa integrazione in deroga per i lavoratori della Gkn.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo nel quale si chiede di valutare l'indifferibilità dell'adozione di opportune misure volte a prorogare anche per l'anno 2024 la cassa integrazione in deroga per i lavoratori della Gkn.
In via preliminare, acquisiti elementi da parte delle competenti direzioni generali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si rappresenta quanto segue.
Innanzitutto, ricordo che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con proprio decreto direttoriale ha autorizzato, ai sensi dell'articolo 30 del decreto-legge n. 48 del 2023, per il periodo dal 10 ottobre 2022 al 31 dicembre 2023, la cassa integrazione in favore di n. 330 lavoratori dipendenti presso l'unità produttiva di Campi Bisenzio (FI).
La norma appena citata interviene in favore delle aziende che si trovano in situazioni di perdurante crisi aziendale e di riorganizzazione e che non siano riuscite a dare completa attuazione – nel corso del 2022 – ai piani di riorganizzazione e ristrutturazione previsti a causa della prolungata indisponibilità dei locali aziendali.
Appare opportuno evidenziare l'eccezionalità della situazione segnalata dagli interroganti.
Infatti, al riguardo, segnalo che lo stabilimento allo stato odierno continua ad essere interessato da uno stato di indisponibilità di fatto dei locali che impedisce alla Società la piena realizzazione del programma di ristrutturazione aziendale. Tale stato dei fatti è stato più volte rappresentato dalla Società e anche evidenziato dai mezzi di stampa oltreché dalla Prefettura competente per territorio.
Pertanto, alla luce dell'attuale quadro ordinamentale e preso atto del perdurante stato di liquidazione della società, non è possibile prorogare ulteriormente tale specifico strumento di CIGS.
Ad ogni modo, rappresento che, nell'ambito di questa crisi aziendale, lo scorso 26 marzo presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, anche alla presenza dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, della regione Toscana e del comune di Campi Bisenzio, si è tenuto un incontro cui hanno preso parte le rappresentanze sindacali dei lavoratori per condividete un aggiornamento sulla vicenda.
In tale occasione, si è registrata l'assenza dei rappresentanti della Società che hanno dichiarato di non essere più disponibili a confrontarsi finché non sarà ripristinata l'agibilità dello stabilimento. Nell'ambito delle proprie competenze, al MIMIT può avere luogo un nuovo incontro, anche in presenza della Società, al fine di analizzate nuovamente la situazione attuale e ricercare le possibili soluzioni alla crisi in atto.
Concludo, signor Presidente, che preso atto della delicata vicenda segnalata dagli Onorevoli interroganti che coinvolge un numero considerevole di lavoratori, assicuro che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali attribuite, manterrà alta l'attenzione sulla vertenza in corso, monitorandone gli sviluppi anche nella eventuale prospettiva di esaminare le principali criticità esistenti.
ALLEGATO 3
5-02225 Soumahoro: Iniziative finalizzate a scongiurare la chiusura dello stabilimento di Castel Maggiore della Beyers.
TESTO DELLA RISPOSTA
Grazie Presidente. Passo ad illustrare l'atto di sindacato ispettivo concernente la situazione produttiva e occupazionale dello stabilimento Beyers di Castel Maggiore (BO).
In via preliminare, rappresento che gli uffici tecnici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno effettuato un'istruttoria, coinvolgendo le competenti direzioni generati, il Ministero delle imprese e del made in italy e l'Assessorato sviluppo economico, lavoro e formazione della regione Emilia-Romagna.
Al riguardo, la regione Emilia-Romagna, sentita sul tema, ha comunicato che in data 15 marzo 2024 Beyers Caffè Italia S.r.l. ha comunicato l'avvio della procedura di mobilità ai sensi della legge n. 223 del 1991.
Sempre la regione Emilia-Romagna, ha rappresentato che, lo scorso 19 marzo, le sigle sindacati maggiormente rappresentative hanno richiesto l'attivazione del Tavolo di salvaguardia presso la Città Metropolitana di Bologna, la cui convocazione è in via di definizione.
La regione Emilia-Romagna ha chiesto alla società il ritiro della procedura e ha fornito massima disponibilità ad un confronto sulle possibili alternative alla chiusura, precisando che questa è stata comunicata ai lavoratori inaspettatamente, senza alcuna avvisaglia di una possibile crisi aziendale (perché fino ad ora non è stata richiesta né utilizzata nessuna misura di sostegno economico ai lavoratori interessati).
Concludo assicurando che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel mantenere alta l'attenzione sulla vicenda segnalata, considerato che la vertenza ha rilevanza prettamente locale, se richiesto, offre sin da subito la disponibilità a mettere in campo ogni utile strumento di propria competenza per scongiurare che si concretizzi l'ennesima crisi aziendale, che rischi di compromettere il mantenimento dei livelli occupazionali, con possibili ricadute negative sul complessivo tessuto socioeconomico del territorio emiliano.
ALLEGATO 4
5-02223 Mari: Iniziative volte a contrastare il lavoro povero.
TESTO DELLA RISPOSTA
Ringrazio l'Onorevole interrogante per il quesito posto che mi consente di illustrare le iniziative e le misure messe in atto dal Governo per contrastare la povertà e al contempo promuovere l'inclusione sociale.
È un tema che riveste la massima priorità per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nella consapevolezza che spesso alla povertà reddituale si accompagnano la povertà educativa e altre forme di deprivazione sociale.
A tal fine, è stato istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2024, l'«Assegno di inclusione sociale» quale misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all'esclusione sociale delle fasce deboli, attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro.
L'assegno di inclusione è una misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale condizionata all'adesione ad un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, compatibile con lo svolgimento di attività lavorative.
Inoltre, sempre per contrastare la povertà, il Ministero del lavoro ha introdotto il «Supporto per la Formazione e il Lavoro».
In particolare, con il «decreto lavoro» il Ministero del lavoro delle politiche sociali ha istituito, con decorrenza dal 1° settembre 2023, il supporto per la formazione ed il lavoro quale misura di attivazione al lavoro mediante la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro per favorire l'attivazione nel mondo del lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa.
Con successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 108 del 2023 sono state definite, in fase di prima applicazione, le modalità di richiesta, di attivazione e di funzionamento della misura, gli obblighi dei beneficiari, nonché le misure per il coinvolgimento, nei percorsi formativi e di attivazione lavorativa, dei soggetti accreditati ai servizi per il lavoro e alla formazione, la loro remunerazione e le modalità di monitoraggio della misura.
Nel solco delle misure atte a contrastare la povertà e favorire l'inclusione sociale e lavorativa è doveroso ricordare il programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) del quale è divenuto titolare il Ministero del lavoro e delle politiche sociali a seguito della riorganizzazione ancora in corso.
Il Programma GOL è un'azione di riforma prevista dal PNRR (Missione 5, componente 1) finalizzata alla riqualificazione dei servizi di politica attiva del lavoro e destinato, tra gli altri, a quelle persone che sebbene occupate, non superano la soglia della povertà.
Il programma viene attuato dalle regioni, con il coordinamento e monitoraggio da parte del Ministero che vigila sull'attuazione degli interventi regionali.
Il programma GOL offre servizi personalizzati: in particolare, ogni beneficiario è indirizzato a uno specifico percorso grazie all'orientamento di base mirato e alla valutazione dell'occupabilità attuata tramite l'assessment quali-quantitativo.
Al riguardo, segnalo che di recente, il programma Gol è stato oggetto di una importante revisione condivisa con le regioni e mirata a migliorare le misure di politica attiva per i beneficiari, ivi compresi i working poor.
Tale modifica è stata vagliata dalla Conferenza Stato-regioni nella seduta straordinariaPag. 48 dello scorso 29 marzo e approvata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concetto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 30 marzo.
Tra le modifiche apportate, segnalo che possono accedere al programma GOL anche i beneficiari del «Supporto per la formazione e il lavoro» e dell'«Assegno d'inclusione» nonché tutti i disoccupati indipendentemente dal genere, dall'età anagrafica e dalla durata della condizione di disoccupazione.
Inoltre con l'aggiornamento del programma Gol viene rafforzato il ruolo della formazione professionale nell'incremento delle possibilità di reinserimento occupazionale, promuovendo un investimento sulle competenze per migliorare l'occupabilità delle persone.
Concludo rassicurando l'onorevole interrogante sull'attenzione e la sollecitudine posta dal Governo sul tema trattato ed in particolare sui rischi di marginalità sociale.