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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 23 aprile 2024
294.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
ALLEGATO
Pag. 142

ALLEGATO 1

Documento di economia e finanza 2024. Doc LVII, n. 2 e Allegati.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La III Commissione

   esaminato per le parti di competenza il Documento di economia e finanza 2024 (Doc. LVII, n. 2) e i sette allegati contenenti, rispettivamente: la relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate (Allegato I); il documento «Strategie per le infrastrutture, la mobilità e la logistica» (Allegato II); la relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (Allegato III); il documento sulle spese dello Stato nelle regioni e nelle province autonome (Allegato IV); la relazione sull'attuazione della razionalizzazione del sistema degli acquisti di beni e servizi (Allegato V); il documento sugli indicatori di benessere equo e sostenibile (Allegato VI); le relazioni dei Ministeri sul grado di raggiungimento degli obiettivi di spesa 2023-2025 (Allegato VII);

   segnalato preliminarmente che:

    il Documento di economia e finanza è stato predisposto tenendo conto della nuova disciplina del Patto di stabilità e crescita, più marcatamente orientata alla sostenibilità del debito pubblico e alla valorizzazione di una programmazione di medio-lungo termine della finanza pubblica, in particolare della spesa primaria;

    la previsione del PIL si attesta, per il 2024, all'1,0 per cento, mentre si prospetta pari all'1,2 per cento nel 2025, e all'1,1 e allo 0,9 per cento, rispettivamente, nel 2026 e nel 2027;

    a fronte di un quadro complessivamente incoraggiante, il Documento evidenzia che alcune dinamiche potrebbero indebolire l'attività economica, tra cui un'evoluzione meno vivace del commercio mondiale, il possibile indebolimento della domanda interna cinese e l'incremento dei prezzi delle materie prime energetiche, nonché i rischi connessi alle condizioni dei mercati finanziari, che potrebbero incidere sul finanziamento del debito pubblico;

    per quanto riguarda la finanza pubblica, la previsione a legislazione vigente per il quadriennio 2024-2027 conferma il progressivo rientro dell'indebitamento netto sul PIL lungo tutto l'orizzonte di previsione: l'indebitamento netto tendenziale della PA è previsto attestarsi al 4,3 per cento del PIL nel 2024, per poi scendere al 3,7 per cento nel 2025, al 3,0 per cento nel 2026 e quindi al 2,2 per cento l'anno successivo;

    per quanto attiene ai contenuti del Programma nazionale di riforma (PNR), si sottolinea il ruolo centrale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), non solo per il volume di investimenti previsti e l'impatto macroeconomico che ne deriverà, ma anche per la sua capacità di incanalare le risorse nazionali ed europee verso un unico programma di riforma, ambizioso e coerente;

    nell'ambito del PNR, le riforme avviate nel settore giudiziario civile e dell'insolvenza, finalizzate al recupero di efficienza e competitività, dovrebbero contribuire a favorire nuovi investimenti in Italia, creando un contesto maggiormente attrattivo per gli investitori esteri;

    con riferimento al settore fiscale, il decreto legislativo n. 209 del 2023 ha già provveduto ad allineare il sistema italiano alla recente evoluzione normativa internazionale ed europea in tema di contrasto all'evasione e all'elusione, nonché alle raccomandazioni OCSE nell'ambito del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting);

    riguardo alla sezione concernente l'Aiuto pubblico allo sviluppo (APS), il GovernoPag. 143 conferma l'intenzione proseguire il percorso di avvicinamento graduale all'obiettivo dello 0,7 per cento del RNL fissato dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in linea con quanto previsto dall'art. 30 della legge n. 125 del 2014, valorizzando gli strumenti previsti dalla citata legge anche nel quadro del «Piano Mattei» per l'Africa,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 144

ALLEGATO 2

Documento di economia e finanza 2024. Doc LVII, n. 2 e Allegati.

PROPOSTA ALTERNATIVA DI PARERE PRESENTATA
DAL GRUPPO MOVIMENTO 5 STELLE

  La III Commissione,

   esaminato, per i profili di competenza, il Documento di economia e finanza 2024 (Doc. LVII, n. 2 e Allegati);

   premesso che:

    il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2024 riflette una situazione economica e di finanza pubblica incerta e delicata ed appare inadeguato ad invertire la preoccupante attuale tendenza al ritorno a stagioni segnate dalla stagnazione, dall'erosione degli stipendi a causa del caro-vita e dalla riduzione delle prestazioni sociali effettive;

    come annunciato dal Governo, questo DEF non riporta il profilo programmatico, limitandosi a confermare il quadro tendenziale prospettato con la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanze 2023, ossia deficit al 4,3 per cento al 2024, 3,7 per cento al 2025, 3 per cento al 2026, 2,2 per cento al 2027;

    la previsione tendenziale di crescita del PIL in termini reali per il 2024 si attesta all'1,0 per cento, al ribasso rispetto allo scenario programmatico della Nadef (1,2 per cento) e anche queste previsioni rischiano di essere riviste e ridimensionate a settembre, come annunciato dallo stesso Ministro;

    in merito all'attuazione del PNRR, si esprime inoltre preoccupazione per il rischio, non trascurabile, che la revisione complessiva del Piano, che inserisce nuove spese nel Piano senza cancellare quelle già previste, ma «esternalizzandole» a carico del bilancio nazionale, generi un cospicuo aumento della spesa, salvo che l'impegno a mantenere la realizzazione delle spese originarie non vada inteso come meramente programmatico e privo di contenuto fattivo;

   premesso, altresì, che:

    l'articolo 10 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196), prevede espressamente che il DEF contenga gli obiettivi da conseguire per accelerare la riduzione del debito pubblico nonché le previsioni di finanza di lungo periodo e gli interventi che si intendono adottare per garantire la sostenibilità;

    nel DEF oggi al nostro esame viene meno l'essenza stessa del documento di programmazione, limitandosi a fornire una fotografia dell'esistente, una replica di quanto già annunciato con la Nadef 2023;

    non appaiono affatto convincenti le motivazioni fornite dal Ministro dell'economia e delle finanze legate alla riforma della governance economica europea, dal momento che allo stato attuale vige ancora il citato articolo 10 della legge di contabilità nazionale e pertanto Governo e Parlamento sono tenute a rispettare i contenuti e le prescrizioni di programmazione economica in esso contenuti;

   rilevato che:

    il documento in esame, si inserisce in un quadro economico incerto e rischioso, soprattutto alla luce del drammatico contesto geopolitico dovuto al perdurare del conflitto russo-ucraino e, dall'autunno del 2023, dalla ripresa delle ostilità in Medio Oriente;

    sono gravi le ripercussioni economiche legate alle tensioni geo-politiche nel Mar Rosso dovute agli assalti delle milizie yemenite degli Houthi verso le navi mercantili nello stretto di Bab el-Mandeb. Come Pag. 145noto, quell'area rappresenta un punto nevralgico per il commercio internazionale, ma a seguito degli attacchi subiti da molti mercantili, le principali compagnie di navigazione per motivi di sicurezza preferiscono circumnavigare l'Africa con evidenti conseguenze sull'allungamento dei tempi e rialzo dei prezzi;

    il conflitto in Medio Oriente è in fase di pericolosa escalation con il rischio concreto che si possa verificare una guerra regionale considerato l'intervento diretto dell'Iran, nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile, nei confronti di Israele in risposta all'attacco sferrato da quest'ultimo lo scorso 1° aprile che ha distrutto il consolato iraniano a Damasco, provocando sedici vittime tra le quali il Generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran, Mohammad Reza Zahedi;

    lo scorso 15 aprile il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in sede di audizione sui recenti sviluppi della crisi in Medio Oriente ha dichiarato che con l'allargamento del conflitto «potrebbero esserci aumenti generalizzati, a partire da quello della benzina e di altri beni primari, già rallentati o impediti dalla guerra ibrida degli Houthi nel Mar Rosso»;

    le ripercussioni del drammatico e fragile contesto geo-politico descritto trovano riscontro nei dati relativi alla situazione dell'economia internazionale e all'andamento del commercio italiano con l'estero: il quadro economico internazionale nel 2023 ha registrato una crescita complessiva pari al 3,1 per cento, dunque inferiore a quello dell'anno precedente pari al 3,3 per cento. In particolare l'economia europea ha subìto un deciso arresto della propria crescita, avendo fatto registrare soltanto uno 0,4 per cento in più con riferimento all'area euro, rispetto al 3,4 per cento del 2022, e uno 0,1 per cento in più con riguardo al Regno Unito. Dati presumibilmente destinati a peggiorare, considerata la lontana prospettiva di pace riferita ai conflitti in atto;

    come evidenziato, altresì, dall'Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), nella lettera di validazione del DEF 2024 dello scorso 8 aprile, in tema di tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati delle materie prime e commercio mondiale, «la situazione geopolitica, tesa per le guerre in Ucraina e in Medio Oriente che già hanno ripercussioni tangibili sul commercio internazionale e sulle quotazioni delle materie prime, potrebbe ulteriormente deteriorarsi nell'orizzonte di previsione del DEF. Sono cruciali le ipotesi sul commercio mondiale, il cui rafforzamento però al momento non è pienamente diffuso in termini geografici e settoriali, per cui potrebbe rivelarsi meno robusto del previsto»;

    nel DEF 2024 si conferma l'intenzione di un allineamento dell'Italia agli standard internazionali in materia di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), impegnandosi in un percorso di avvicinamento graduale all'obiettivo dello 0,7 per cento del Reddito Nazionale Lordo (RNL), fissato nel 2015 dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in linea con quanto previsto dall'articolo 30 della legge n. 125 del 2014, con particolare riferimento alle risorse assegnate al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per attività di cooperazione allo sviluppo, anche nel quadro del «Piano Mattei» per l'Africa;

    l'articolo 30 della legge 125 del 2014 stabilisce che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze, individua un percorso definito di graduale adeguamento degli stanziamenti annuali per la cooperazione internazionale allo sviluppo, al fine di allineare l'Italia con gli impegni e gli obiettivi assunti a livello europeo e internazionale;

    l'articolo 1, della summenzionata legge, definisce la cooperazione internazionale come parte integrante e qualificante della politica estera dell'Italia, stabilendo che la sua azione si conforma ai dettami costituzionali dell'articolo 11, contribuendo alla promozione della pace e della giustizia, nonché promuovendo relazioni solidali e paritarie tra i popoli fondate sui princìpi di interdipendenza e partenariato;

Pag. 146

   valutato che:

    il perdurare del conflitto in Ucraina e il grave rischio escalation in Medio Oriente continuerà ad influenzare intensamente i flussi commerciali e di investimento internazionali, con conseguenze dirette sul tessuto economico già messo a dura prova dalla pandemia degli anni scorsi;

    l'aumento degli aiuti pubblici allo sviluppo è uno degli obiettivi principali dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Gli attuali stanziamenti dell'Italia per la cooperazione allo sviluppo si attestano allo 0,33 per cento del Reddito Nazionale Lordo. Il nostro Paese è quindi a tutt'oggi ancora lontano dal raggiungere l'obiettivo dello 0,7 per cento del RNL previsto entro il 2030 e, in generale, sul raggiungimento di molti obiettivi risulta indietro rispetto alla media europea;

    in tal senso è fondamentale aumentare le risorse per le politiche di cooperazione allo sviluppo al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile globale in sintonia con l'Agenda 2030, con una particolare attenzione all'efficacia degli aiuti e dello sviluppo, alla massima integrazione delle politiche e degli strumenti ed al coordinamento e la collaborazione degli attori della cooperazione;

    il DEF in esame non tratta delle emergenze umanitarie presenti in altri Paesi causate da conflitti tra Stati o conflitti interni ad uno Stato, crisi climatica, crisi economica di determinate aree geografiche, sistemi antidemocratici che sono fonti di persecuzioni e spregio dei diritti umani. In tale contesto, preme sottolineare ancora di più l'assenza di riferimento alla tragedia umanitaria della Striscia di Gaza, dove pesa particolarmente la parziale operatività dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), alla quale a gennaio scorso, a seguito delle accuse mosse nei confronti di dodici dipendenti dell'Agenzia di essere coinvolti nell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, sono stati sospesi i finanziamenti da parte di molti Paesi, tra cui l'Italia. Ripristinare i contributi sospesi permetterebbe all'UNRWA di operare a pieno regime a supporto della popolazione palestinese;
    è, dunque, necessario attribuire alla cooperazione allo sviluppo un ruolo maggiore e un significato politico centrale nella politica internazionale dell'Italia, contribuendo in modo significativo alla riduzione della povertà e delle diseguaglianze e alla promozione dei diritti umani e della pace,

  esprime

PARERE CONTRARIO

Riccardo Ricciardi, Conte, Francesco Silvestri.