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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 23 aprile 2024
294.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Agricoltura (XIII)
ALLEGATO
Pag. 355

ALLEGATO 1

Documento di economia e finanza 2024. Doc. LVII, n. 2 e Allegati.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La Commissione XIII,

   esaminato, per i profili di competenza, il documento in oggetto, composto da tre sezioni, la prima relativa al programma di stabilità dell'Italia, la seconda dedicata alle analisi e alle tendenze della finanza pubblica e la terza all'attuazione del Programma nazionale di riforma, e da sette allegati;

   premesso che:

    per quanto di competenza dell'agricoltura, il DEF 2024 indica – nel paragrafo III della III Sezione dedicato alle risposte di policy alle principali sfide economiche occupazioni e sociali del nostro Paese – gli obiettivi che l'Italia si sta impegnando a perseguire: incremento della sostenibilità, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, innovazione della catena logistica, ammodernamento della strumentazione e del parco macchine delle imprese agricole e una più attenta gestione condivisa della risorsa idrica;

    per il perseguimento di tali obiettivi sono impegnate risorse nazionali ed europee nell'ambito della Politica agricola comune (PAC) e della Politica per lo sviluppo rurale (PSR), per l'agricoltura, le cui politiche sono rispettivamente declinate in ambito nazionale con il Piano strategico nazionale (PSP) e con i Piani per lo sviluppo rurale, e nel Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA), per la pesca, oltre ai finanziamenti previsti nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR);

   considerato che:

    il Governo attribuisce all'implementazioni di tali politiche un ruolo cruciale per la crescita, la modernizzazione e lo sviluppo del comparto primario, investendo su di esse una quantità ingente di risorse economiche,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 356

ALLEGATO 2

Documento di economia e finanza 2024. Doc. LVII, n. 2 e Allegati.

PROPOSTA DI PARERE ALTERNATIVO PRESENTATA
DAL GRUPPO MOVIMENTO 5 STELLE

  La XIII Commissione,

   esaminato, per i profili di competenza, Il Documento di Economia e Finanza 2024 (Doc. LVII, n. 2), presentato dal Governo il 9 aprile 2024;

   premesso che:

    come era stato già ampiamente annunciato dal Governo, questo Documento di Economia e Finanza non riporta il profilo programmatico, limitandosi a confermare il quadro tendenziale prospettato con la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanze 2023, ossia deficit al 4,3 per cento al 2024, 3,7 per cento al 2025, 3 per cento al 2026, 2,2 per cento al 2027;

    la funzione principale del Documento di Economia e Finanza Def è quella di dare una idea dell'orientamento di massima del Governo per l'anno successivo, con un anticipo sufficiente per consentire a famiglie ed imprese di programmare di conseguenza. Tuttavia, il Def 2024 approvato dal Consiglio dei ministri, consta del solo quadro di finanza pubblica cosiddetto tendenziale per il 2025, cioè il disavanzo previsto sotto l'ipotesi che, per il prossimo anno, il Governo non adotti alcuna nuova misura, ad esempio non rinnovi i tagli alle tasse del 2024;

    il Governo si ferma a descrivere un quadro di finanza pubblica a legislazione vigente ovverosia con leggi di spesa e di entrata in vigore che restano esattamente quelle che sono anche nell'anno successivo (e nei seguenti), ciò in una situazione economica e di finanza pubblica incerta e delicata ed apparentemente inadeguata ad invertire la preoccupante tendenza al ritorno a stagioni segnate dalla stagnazione, dall'erosione degli stipendi a causa del caro vita e dalla riduzione delle prestazioni sociali effettive;

    a distanza di 7 mesi dalla NaDef, dunque, i principali dati macroeconomici volgono al negativo, le previsioni di crescita riviste al ribasso. La disoccupazione appare in discesa, dato tuttavia legato, alla crescita del lavoro precario, temporaneo, saltuario;

    secondo le stime provvisorie diffuse dall'Istat lo scorso 5 aprile, nel 2023 l'incidenza dell'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche rispetto al PIL si è attestata al 7,2 per cento, mentre il deficit è risultato superiore di 1,9 punti percentuali rispetto all'obiettivo programmatico fissato nella NaDef 2023;

    il documento che questa Commissione è chiamato ad esaminare è dunque un documento incompleto, contenente solo il quadro tendenziale, una fotografia dell'esistente priva di riferimenti agli obiettivi programmatici e senza una previsione dell'impatto delle misure che l'esecutivo intende pianificare in vista della prossima legge di bilancio. Per conoscere quali saranno le politiche economiche che questo Governo intenderà mettere in campo sarà necessario attendere almeno il 20 settembre;

   considerato che:

    alla luce delle recenti proteste del settore agricolo nazionale, che hanno portato le loro istanze sì in Europa, ma anche nel nostro Paese, chiedendo maggiore attenzione al settore e maggiore sostegno nel percorso verso la transizione ecologica alla quale il comparto è chiamato, senza rinunciare alla propria reddittività, ci si sarebbero aspettati degli interventi maggiormente incisivi per il settore;

Pag. 357

    nelle parti strettamente di competenza, infatti, nonostante si parli in più di una occasione di sostegno all'agricoltura sostenibile e innovativa, non si evincono interventi concreti volti ad incrementare le risorse destinate all'agricoltura a garanzia di un vero sostegno alle imprese affinché possano effettivamente raggiungere piena sostenibilità ambientale senza rinunziare a quella economica;

    le risorse nel PNRR allocate per il rafforzamento dei contratti di filiera non potranno bastare per garantire concreto respiro al settore, che necessita di politiche che, oltre a assicurare risorse, metta in atto politiche volte a rafforzare il ruolo degli agricoltori all'interno di quella filiera;

    poco incisive appaiono, invece, le misure volte ad attuare politiche che valorizzino e potenzino il ruolo delle giovani generazioni che decidono di investire in agricoltura poiché il ricambio generazionale è fondamentale sia per la competitività di lungo periodo della nostra agricoltura, sia per il percorso di transizione ecologica a cui il settore è chiamato;

   ritenuto che:

    il potenziamento della ricerca in agricoltura, appare fondamentale, poiché l'innovazione è un tassello imprescindibile per il settore e anch'essa è parte integrante del percorso verso la transizione ecologica agricola;

    è necessario rafforzare in maniera più concreta il contrasto ad ogni forma di pratica commerciale sleale che tocca la filiera agroalimentare, sia per i canali classici che nelle vendite online, e allo stesso tempo potenziare il lavoro degli enti preposti sui costi di produzione dei prodotti agricoli che tenga conto del ciclo delle colture, della loro collocazione geografica, della destinazione finale dei prodotti, delle caratteristiche territoriali e organolettiche, delle tecniche di produzione medie ordinarie e del differente costo della manodopera negli areali produttivi, stimato sulla base dei dati forniti annualmente dai singoli Stati dell'Unione europea;

    è necessario inoltre incrementare in maniera concreta le politiche di sostegno agli interventi inerenti alla gestione del rischio, supportando in particolare quelli relativa alla prevenzione;

    valutato infine che, allo stato attuale il documento in esame non presenta provvedimenti o intenzioni di provvedimenti incisivi sulla base dei rilievi fatti in premessa,

  esprime

PARERE CONTRARIO.

Caramiello, Cherchi, Sergio Costa.

Pag. 358

ALLEGATO 3

Documento di economia e finanza 2024. Doc. LVII, n. 2 e Allegati.

PROPOSTA DI PARERE ALTERNATIVO
PRESENTATA DAL GRUPPO PD

  La XIII Commissione,

   esaminato il Documento di economia e finanza 2024 (Doc. LVII, n. 2 e Allegati);

   premesso che:

    nel contesto del cosiddetto Semestre europeo, il Documento di economia e finanza traccia una prospettiva di medio-lungo termine degli impegni, sul piano della politica economica e della programmazione finanziaria, e degli indirizzi, sul versante delle diverse politiche pubbliche, al fine di promuovere il coordinamento e la convergenza delle politiche economiche degli Stati membri dell'Unione europea e garantire la stabilità;

    in questo contesto il Governo Meloni ha presentato per il 2024 un Documento con il solo quadro tendenziale senza offrire, come invece dovrebbe, a norma dell'articolo 10, comma 2, lettera e) della legge di contabilità e finanza pubblica (la legge 31 dicembre 2009, n. 196) un quadro programmatico di finanza pubblica per i prossimi tre anni che è stato invece rinviato al prossimo Piano fiscale-strutturale di medio termine che sarà presentato il prossimo 20 settembre;

    la motivazione utilizzata dal Governo secondo cui la Commissione europea avrebbe indicato ai Governi di presentare per quest'anno soltanto Programmi di stabilità sintetici, limitandosi a fornire contenuti e informazioni di carattere essenziale, in vista della redazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine (quinquennale), previsto dal nuovo Patto di stabilità, non giustifica la mancata presentazione da parte del Governo di un quadro programmatico nel DEF 2024, anche di natura sintetica, e delle linee generali della prossima manovra, anche tenendo conto del nuovo Piano strutturale di bilancio di medio termine da presentare all'UE entro il 20 settembre. In questo primo anno di transizione verso le nuove regole di governance economica, nulla vieta al Governo di rispettare comunque i contenuti vigenti della legge di contabilità pubblica e di consentire al Parlamento di esprimersi con una circostanziata deliberazione;

    a causa dell'andamento della finanza pubblica in atto, la Commissione europea si appresta ad aprire la procedura d'infrazione per deficit eccessivo nei confronti del nostro Paese. Nella premessa al DEF 2024, il Governo annuncia che, per far fronte alla prossima procedura d'infrazione per deficit eccessivo, si predisporrà per una trattativa con la Commissione europea per un aggiustamento della finanza pubblica in un arco temporale di sette anni. Alla luce di tale affermazione, le prime stime in circolazione prefigurano manovre di rientro non inferiori a 0,5 punti percentuali – al netto dell'attivazione di ulteriori clausole che potrebbero innalzarne l'impatto intorno all'1 per cento – per ciascuno degli anni del predetto arco temporale;

    il Governo non offre alcun dettaglio delle misure da confermare denotando qui l'incapacità di affrontare il futuro e dimostrando di avere idee poco chiare nel merito;

    la decisione del Governo di non presentare un documento programmatico è stata scelta in passato da Governi dimissionari che non avevano titolo a presentare programmi pluriennali; al contrario, la scelta del Governo, nel pieno delle sue funzioni, è senza precedenti e si pone in violazione Pag. 359delle citate norme sul processo di formazione del bilancio;

   oltre alla mancata previsione del quadro programmatico il Governo non intende affrontare nel Documento, in pieno clima elettorale, in vista delle prossime elezioni europee, anche la cornice entro cui collocare la prossima legge di bilancio e non fornisce alcuna indicazione concreta sulle misure di entrata e di spesa che l'esecutivo intenderà introdurre nei prossimi mesi;

    il Governo in particolare non esplicita alcuna decisione sulle grandi priorità di politica economica sul versante delle spese per quanto riguarda la sanità, la scuola, le politiche per il lavoro, gli investimenti e la politica industriale e gli enti locali che saranno anch'essi interessati dalla declinazione nazionale delle nuove regole del patto di stabilità e crescita;

    il Governo sembra indirizzato, in base ai contenuti in controluce del DEF 2024, a ricavare risparmi di spesa sul fronte dei consumi intermedi, del reddito da lavoro dipendente, dai contributi agli investimenti, dalla sanità e dalle prestazioni sociali. Nessuna ulteriore indicazione è formulata in relazione agli introiti da cessione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze di società controllate o partecipate;

    per la correzione dei conti pubblici in conseguenza dell'apertura della procedura d'infrazione per deficit eccessivo, occorrerà almeno uno 0,5 per cento di Pil, a cui dovrà aggiungersi almeno lo 0,5 per cento di Pil per la proroga del cuneo fiscale, ed uno 0,2 per cento del Pil per la proroga della revisione delle aliquote Irpef. A queste dovranno aggiungersi le altre proroghe temporanee, valide per il solo 2024, le misure di carattere inderogabile, le annunciate ulteriori misure di riduzione della pressione fiscale in attuazione della Riforma e gli altri interventi di politica economica;

    in particolare le principali misure introdotte nella scorsa legge di bilancio solo per il 2024 che sono il taglio dei contributi previdenziali e l'accorpamento dei primi due scaglioni dell'Irpef, insieme ammontano a circa 15 miliardi di euro annui; ad esse si aggiungono ulteriori misure a scadenza per un totale di circa 20 miliardi di euro; si tratta in particolare: della detassazione del welfare aziendale e dei premi di produttività, la riduzione del canone Rai, il differimento di plastic e sugar tax, l'azzeramento dei contributi previdenziali per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con due figli, il credito di imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale del Mezzogiorno, il rifinanziamento della legge Sabatini per gli investimenti e la proroga dei bonus edilizi Ecobonus e Sismabonus che in assenza scenderanno al 36 per cento;

    se come affermato in conferenza stampa dal Ministro dell'economia e delle finanze le prime due misure saranno rifinanziate senza incidere sul disavanzo e mantenendo perciò i saldi sui valori del tendenziale, occorre che il Governo fornisca un quadro delle misure di entrate e di spesa necessaria a reperire per il 2025 coperture finanziarie ad oggi ancora non definite;

    sul fronte macroeconomico emerge in tutta evidenza che la crescita 2024 sarà più debole del previsto: il Governo aveva programmato nella NADEF di settembre 2023 una crescita del Pil 2024 dell'1,2 per cento che l'attuale Documento riduce all'1 per cento; le stime di crescita del Governo sono molto più ottimistiche di quelle diffuse dai principali istituti nazionali ed internazionali infatti mentre il DEF riporta una crescita tendenziale del PIL del 1,0 per cento nel 2024, dell'1,2 per cento nel 2025 e del 1,1 per cento nel 2026 e nel 2027, quelle più recenti diffuse da Banca d'Italia e da Eurostat stimano una crescita economica del Paese che oscilla tra lo 0,6 per cento e lo 0,8 per cento;

    la crescita è dovuta sostanzialmente all'effetto positivo dovuto all'attuazione del PNRR che però terminerà nel 2026; mancando il quadro programmatico il Governo non fornisce alcuna indicazione su quali saranno le direttici di intervento per sostenere la crescita, anche in assenza del PNRR, dal 2027;

Pag. 360

    sul fronte della finanza pubblica, per il 2024, l'indebitamento netto si collocherebbe al 4,3 per cento del Pil per scendere progressivamente fino al 2,2 per cento nel 2027 in linea con le previsioni della NADEF 2023; con riferimento all'anno 2023, l'ISTAT ha rilevato invece che il rapporto tra l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche e il PIL è risultato stato pari al 7,2 per cento peggiorando le previsioni rispetto il programmatico NADEF 2023 che stimavano un rapporto deficit/Pil al 5,3 per cento;

    sul differenziale di 1,9 punti percentuali, equivalente a quasi 40 miliardi di euro hanno inciso varie voci di spesa tra cui i contributi agli investimenti e in questi rientrano le spese per l'efficientamento energetico degli edifici, ma anche la spesa per interessi sul debito pubblico; il Governo in carica, nei 18 mesi di guida, ha assistito immobile all'esplosione dei costi che ha provocato l'impennata del rapporto deficit/pil e gli effetti di trascinamento sul debito per i prossimi anni;

    per quanto riguarda il debito pubblico, in rapporto al PIL esso è previsto in crescita in ragione delle minori entrate dovute alle compensazioni d'imposta previste dai vari incentivi fiscali; il peso del debito torna a salire di circa 2,5 punti percentuali dal 2023 al 2026, passando dal 137,3 per cento del PIL del 2023 al 139,8 per cento del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella NADEF che riportava un obiettivo per il 2026 in diminuzione in rapporto al Pil di mezzo punto rispetto al dato del 2023;

   per quanto di competenza:

    considerato che il Documento di economia e finanza 2024 non intervenire su una revisione delle politiche finalizzate ad incentivare l'aggregazione e le relazioni di filiera agroalimentari

    tenuto conto che serve attivare e migliorare, anche attraverso l'introduzione di nuove proposte, le norme mirate a proteggere la produzione interna dalle importazioni che possono recare rischi sui mercati, a partire da quelli fitosanitari un Piano che miri a ripensare lo stoccaggio, la riduzione, le perdite e il riuso delle acque;

    considerato che le sfide del cambiamento climatico e della neutralità climatica vanno affrontate concretamente e pragmaticamente da parte di tutti i settori economici e che il Governo dovrebbe prevedere un plafond specifico aggiuntivo, finanziato anche attraverso nuovi strumenti, finalizzato a sostenere interventi correttive e di mitigazione efficaci nel contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sui sistemi produttivi alimentari

    affrontare le questioni ambientali, che per il settore agricolo intervenga in risposta all'adattamento al cambiamento climatico e alla transizione ecologica.

    tenuto conto che la formazione in agricoltura deve continuare ad essere una priorità è necessario garantire anche una continua assistenza per l'implementazione delle innovazioni, anche attraverso forme di tutoraggio per migliorare la divulgazione in agricoltura, anche guardando ad esperienze positive già attuate negli anni passati

    considerato che l'accesso l'accesso al credito rappresenta un cardine fondamentale per dare corpo all'impresa giovanile in agricoltura oltre alla valorizzazione e allo sviluppo di servizi nelle aree rurali è necessaria la costituzione di un apposito fondo finalizzato a sostenere interventi di ristrutturazione del debito contratto dagli agricoltori con i diversi sistemi bancari nazionali

    considerato che il settore ittico nazionale ha subito negli ultimi anni forti ripercussioni dovute a molteplici fattori che si sono susseguiti nel tempo e che hanno portato ad una continuata e prolungata crisi e che hanno determinato una minore capacità delle imprese di continuare a produrre e vendere i propri prodotti, conservando così la propria posizione sui mercati nazionali ed internazionali, e hanno colpito fortemente l'economia ittica e, con particolare criticità, l'armamento peschereccio nazionale. Il DEF non individua misure tese a fornire un sostegno economicoPag. 361 e a supportare le stesse imprese di pesca

    rilevato che sul contrasto alla peste suina troppe parole sono state spese da parte del Governo e di contro i limiti operativi sono stati fin troppo evidenti. La malattia si sta diffondendo in fretta e ha già iniziato ad interessare territori particolarmente vocati alla trasformazione e all'allevamento delle carni suine. Occorre un deciso cambio di passo per impedire alla peste suina di fare danni irreparabili ad un settore importante per l'agroalimentare italiano ed avviare il suo eradicamento in tempi ragionevolmente brevi, occorrono nuove risorse per prevenire il contagio da fauna selvatica negli allevamenti suinicoli;

    tutto ciò premesso e considerato,

  esprime

PARERE CONTRARIO.

Vaccari, Forattini, Martino, Andrea Rossi.

Pag. 362

ALLEGATO 4

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda le norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali, i regimi per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali, le modifiche dei piani strategici della PAC, la revisione dei piani strategici della PAC e le esenzioni da controlli e sanzioni. COM(2024) 139 final.

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La Commissione XIII,

   esaminata, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda le norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali, i regimi per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali, le modifiche dei piani strategici della PAC, la revisione dei piani strategici della PAC e le esenzioni da controlli e sanzioni (COM(2024)139);

   considerato che:

    la riforma della politica agricola comune è stata approvata in un contesto radicalmente diverso rispetto a quello attuale, che risente in misura significativa delle negative conseguenze sia della pandemia da COVID-19, sia del conflitto in Ucraina;

    il comparto agricolo è, infatti, fortemente penalizzato dalla carenza di carburanti, materie prime, fertilizzanti e mangimi, che ha contribuito sensibilmente ad incrementare i costi di produzione, penalizzando la competitività delle imprese del settore;

    il Green Deal europeo è un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l'UE sulla strada di una transizione verde, con l'obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climativa entro il 2050;

    sono progressivamente aumentati gli impegni di natura ambientale richiesti agli agricoltori, così come sono aumentati gli adempimenti burocratici a carico delle amministrazioni nazionali e delle imprese;

    il mantenimento delle buone condizioni agronomiche ed ambientali (BCAA) del suolo, che costituisce requisito obbligatorio per l'accesso al sostegno dell'Unione europea non è privo di impatto sulla produttività delle imprese e sul complesso della produzione agricola europea, come dimostrato anche da studi del Centro comune di ricerca (Joint research centre, JRC) della Commissione europea, secondo i quali l'obbligo di mantenimento a riposo di parte delle terre coltivate si tradurrebbe in una contrazione della produzione di cereali, semi oleosi e carne bovina tra il 10 e 15 per cento;

    in ragione di tali fattori, il primo anno di applicazione della nuova politica agricola comune ha evidenziato l'urgente necessità di procedere ad una sua revisione e semplificazione per sostenere la produzione e la produttività delle imprese agricole europee;

    contestualmente alla presentazione della proposta in esame, la Commissione europea ha annunciato l'accantonamento della proposta di regolamento sui fitosanitari e avviato un dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura europea con gli operatori del settore, che dovrebbe contribuire alla elaborazione di proposte per il periodo successivo al 2027;

   considerato che:

    la proposta di regolamento in discussione, che apporta limitate modifiche Pag. 363alla politica agricola comune e, in particolare, alle disposizioni sulla stesura dei piani strategici nazionali, rappresenta certamente una prima positiva risposta alle preoccupazioni degli agricoltori e alle richieste di flessibilità avanzate dagli Stati membri;

    tale proposta dovrebbe, tuttavia, essere seguita da una revisione più ampia a sostegno delle imprese, della sovranità alimentare dell'UE e della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare;

    gli obiettivi di semplificazione perseguiti dalla proposta di regolamento in discussione sono condivisibili ed hanno carattere di urgenza, ma perché possano dispiegare pienamente i loro effetti occorre che la proposta stessa venga approvata quanto prima e che, una volta entrate in vigore, le nuove norme possano applicarsi retroattivamente a tutto il 2024;

    appare necessario procedere quanto prima ad implementare il Piano Strategico della PAC, intervenendo sugli ecoschemi e sulle norme di condizionalità, migliorando gli interventi settoriali e quelli di sviluppo rurale e alleggerendo in misura significativa l'impianto sanzionatorio;

   ritenuto altresì che:

    appare necessario in futuro procedere ad una rivisitazione complessiva dell'architettura della politica agricola comune, apportandovi modifiche volte a:

     a) incrementarne la dotazione finanziaria – attualmente insufficiente – con l'obiettivo di sostenere il reddito degli agricoltori, assicurare la sovranità alimentare europea e la sicurezza dell'approvvigionamento e contemperare efficacemente la sostenibilità economica con la tutela ambientale;

     b) prorogare il quadro temporaneo di aiuti di stato per fronteggiare la crisi del settore agricolo;

     c) garantire una moratoria europea sui debiti degli agricoltori degli Stati membri;

     d) aumentare l'importo – auspicabilmente fino al raddoppio – degli aiuti erogabili in regime di «de minimis» nel settore agricolo;

     e) alleggerire gli oneri burocratici connessi alla politica agricola comune introducendo maggiori semplificazioni e prevedendo la digitalizzazione delle procedure;

     f) incrementare le risorse volte a sostenere il ricambio generazionale e l'ingresso dei giovani in agricoltura, prevedendo a tale fine deroghe al quadro della PAC fino al 2027 e vere e proprie modifiche della stessa PAC nel periodo successivo, nonché prevedendo incentivi per gli agricoltori under 40 e per aziende con meno di cinque anni di attività;

     g) favorire e semplificare l'accesso al micro-credito e alla terra per gli agricoltori e in particolare per i giovani;

     h) rivedere le disposizioni sugli eco-schemi valutando la possibilità di remunerare la produzione di beni pubblici e le esternalità positive prodotte dal settore agricolo;

     i) prevedere interventi settoriali in favore di produzioni specifiche (olio di oliva, vino, ortofrutta);

     j) introdurre misure che consentano agli Stati membri di attivare, qualora necessario, misure straordinarie per risolvere situazioni di emergenza;

     k) prevedere risorse europee specifiche per affrontare con iniziative comuni le emergenze di carattere sanitario e fitosanitario e sostenere lo sviluppo delle attività di ricerca in materie di tecniche genomiche nonché prevedere indennizzi per gli agricoltori danneggiati;

    rilevata la necessità che il presente documento finale sia trasmesso tempestivamente alla Commissione europea, nell'ambito del cosiddetto dialogo politico, nonché al Parlamento europeo e al Consiglio,

  esprime una

VALUTAZIONE FAVOREVOLE

   con le seguenti osservazioni:

    a) al fine di operare una più radicale semplificazione, si valuti la possibilità Pag. 364di accompagnare l'aumento del numero di volte che gli Stati membri possono modificare i rispettivi piani strategici della PAC con l'incremento dei contenuti che possono essere sottoposti a modifica mediante la procedura semplificata della notifica;

    b) al fine di evitare l'imposizione di nuovi obblighi agli agricoltori nel periodo intercorrente tra l'entrata in vigore del regolamento proposto e il 31 dicembre 2025, si valuti l'opportunità di eliminare l'articolo 120 del Regolamento UE 2021/2115;

    c) al fine di lasciare agli agricoltori la scelta tra rotazione e diversificazione delle colture, si valuti di modificare l'Allegato III del medesimo Regolamento UE 2021/2115 eliminando il riferimento alla necessaria autorizzazione degli Stati membri per adottare pratiche di rotazione o diversificazione delle colture in alcune regioni o aree;

    d) tenuto conto del perdurare delle difficoltà in cui versa l'agricoltura europea, in particolare quella italiana, legate al livello ancora alto dei tassi di interesse, all'aumento dei costi di produzione e all'attuale instabilità geopolitica, si ritiene opportuno continuare a perseguire a livello europeo l'aggiornamento della normativa sugli aiuti di stato in favore delle aziende del settore primario, anche attraverso l'estensione del quadro temporaneo in scadenza il 30 giugno 2024 e l'incremento degli importi degli aiuti «de minimis»;

    e) alla luce delle sfide sempre più complesse che gli agricoltori si trovano ad affrontare sul piano climatico, sanitario e fitosanitario, nonché dell'innovazione, con conseguente impatto sul reddito degli agricoltori, si richiama la necessità che il settore agricolo europeo si doti di una riserva di crisi di importo adeguato, da finanziare con risorse extra PAC, per evitare ulteriori decurtazioni ai pagamenti diretti;

    f) considerando che il divario esistente tra standard di produzione europei e quelli applicati in altri Paesi terzi pone gli agricoltori europei in una condizione di minor competitività sul mercato globale e presta il fianco a fenomeni di concorrenza sleale, con conseguente rischio di delocalizzazione produttiva, si richiama la necessità di promuovere il rispetto di efficaci regole di reciprocità per il commercio dei prodotti agricoli (c.d. clausole a specchio) all'interno degli accordi commerciali siglati dalla Commissione europea con tali Paesi;

    g) al fine di favorire il ricambio generazionale in agricoltura, ampliare e migliorare il rendimento e la sostenibilità globale delle aziende agricole condotte da giovani e donne, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione, dovrebbe essere prevista la costituzione di un apposito fondo a livello europeo finalizzato a sostenere interventi di ristrutturazione del debito contratto dagli agricoltori con i diversi sistemi bancari nazionali.