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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 29 maggio 2024
317.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
ALLEGATO
Pag. 153

ALLEGATO 1

5-02443 Mari: Iniziative volte a garantire i livelli occupazionali presso La Gazzetta del Mezzogiorno.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Passo ad illustrare l'atto di sindacato ispettivo concernente la crisi che ha investito la società Editrice del Mezzogiorno-Edime S.r.l. (società editrice della testata «La Gazzetta del Mezzogiorno») e gli effetti sulle possibili prospettive occupazionali, in particolare dei lavoratori della regione Puglia e della regione Basilicata.
  Al riguardo, sono state interpellate le Direzioni competenti del Ministero che rappresento e le regioni interessate.
  In via preliminare, come specificato dalla regione Puglia, sottolineo che la crisi della società Editrice del Mezzogiorno-Edime S.r.l. si colloca nell'ambito della più complessiva crisi dell'editoria e della carta stampata, nel cui contesto La Gazzetta del Mezzogiorno ha visto crollare le proprie vendite da 120.000 copie, precedenti il sequestro, alle circa 20.000, vendute prima dell'arrivo del nuovo editore.
  Secondo i dati comunicati dalla regione Puglia, oggi, le copie vendute sono meno di 4.500, in tutto, con evidenti conseguenze sulla tenuta dei conti della società e sulla occupazione dei giornalisti e dei poligrafici. In tale quadro, la Società, che ha ancora difficoltà, a compensare la perdita di lettori del formato cartaceo con gli utenti utilizzatori del portale telematico, ha avviato un piano di rilancio aziendale basato sul contenimento dei costi attraverso la chiusura delle redazioni territoriali.
  In data 4 gennaio 2024 si è tenuta presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali – alla presenza dei rappresentanti delle regioni Puglia e Basilicata – una riunione tra i rappresentanti della Società e le rappresentanze sindacali dei giornalisti per l'esame congiunto della situazione aziendale, ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 148 del 2015.
  All'esito dell'incontro, le Parti hanno sottoscritto un verbale di accordo avente ad oggetto il ricorso da parte della Società alla proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) per riorganizzazione aziendale, ai sensi dell'articolo 22-bis del decreto legislativo n. 148 del 2015. Nello specifico, nell'ambito del predetto accordo, la Società si è impegnata a richiedere – per il periodo dal 7 gennaio al 31 dicembre 2024 – il trattamento di CIGS in favore di un numero massimo di 46 lavoratori con qualifica di giornalista, occupati presso le sedi di Bari, Potenza, Taranto, Lecce, Andria e Foggia.
  Le Parti hanno altresì concordato l'accesso al prepensionamento nei confronti di un numero massimo di 4 lavoratori con qualifica di giornalista che abbiano maturato ovvero matureranno i requisiti richiesti per tale beneficio durante il periodo di proroga del trattamento di CIGS.
  I rappresentanti della regione Basilicata e della regione Puglia presenti all'incontro hanno manifestato la disponibilità ad individuare, per quanto di rispettiva competenza, misure di politica attiva del lavoro in favore dei lavoratori coinvolti nel trattamento di CIGS.
  I tavoli di crisi, gestiti separatamente a causa della peculiarità della condizione lavorativa e contrattuale dei giornalisti e dei poligrafici, sono stati tenuti presso la Presidenza della regione Puglia, d'intesa con i colleghi della regione Basilicata. Alle suddette riunioni hanno partecipato anche le delegazioni del sindacato giornalisti sia di Puglia che di Basilicata nonché quelle dei poligrafici, tanto da consentire la revoca della procedura di licenziamento collettivo (46 giornalisti e 30 poligrafici), avviata ad ottobre 2023. La prossima riunione del Pag. 154tavolo di crisi è programmata per il prossimo 26 giugno.
  La regione Puglia ha fatto presente, altresì, che si sono svolte altresì delle sedute di monitoraggio dello stato di attuazione del piano aziendale e di gestione della CIGS, svoltesi il 19 gennaio e il 26 marzo 2024 (per i giornalisti) e il 30 gennaio 2024 (per i poligrafici).
  Inoltre, il monitoraggio riguarda anche la corretta applicazione dell'articolo 5 dell'accordo ministeriale, in cui è prevista la rotazione della cassa integrazione e il rientro in attività dei giornalisti, delle sedi periferiche, attualmente fuori servizio, in caso di nuove necessità editoriali e/o a seguito della quiescenza di altri colleghi.
  La regione Puglia ha sottolineato che a causa della crisi in atto, la gestione delle politiche attive volte ad una ricollocazione dei lavoratori fruitori dell'ammortizzatore sociale risulta essere particolarmente complessa, considerato anche la specificità della professione svolta dai giornalisti. Per queste ragioni, la regione Puglia, d'intesa con la regione Basilicata, continuerà a monitorare l'andamento della crisi per valutare altresì gli eventuali ulteriori strumenti straordinari di protezione del reddito e della contribuzione dei giornalisti e dei poligrafici posti in CIGS, atteso che l'attuale ammortizzatore sociale scadrà il 31 dicembre 2024.
  Sulla vicenda segnalata assicuro la massima attenzione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla crisi generale del settore dell'editoria e della carta stampata, nell'ottica di sostenere le iniziative e le richieste volte alla salvaguardia occupazionale dei lavoratori del settore e in particolare dell'importante testata giornalistica del Corriere del Mezzogiorno.

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ALLEGATO 2

5-02442 Soumahoro: Sul piano d'azione per il superamento degli insediamenti abusivi dei braccianti agricoli nel territorio della provincia di Foggia, con particolare riferimento all'insediamento di Borgo Mezzanone.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Grazie Presidente. Con il presente atto di sindacato ispettivo l'Onorevole interrogante chiede aggiornamenti sullo di avanzamento dei progetti volti al superamento degli insediamenti abusivi per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, con particolare riferimento all'ex Pista di Borgo Mezzanone.
  In via preliminare, rappresento che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è a conoscenza delle condizioni di marginalità sociale e disagio abitativo presenti nell'insediamento di Borgo Mezzanone e si condivide la necessità di proseguire le attività di intervento per il superamento delle criticità rappresentate.
  Acquisiti elementi dalle competenti direzioni generali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministero dell'interno e dalla regione Puglia, si rappresenta quanto segue.
  Il Ministero dell'interno ha riferito che la Prefettura di Foggia, anche per mezzo del Consiglio Territoriale per l'immigrazione, promuove una costante attività di monitoraggio della situazione all'interno dei contesti territoriali segnalati al fine di mitigare il rischio di insorgenza di fenomeni di rilievo sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica.
  Come già riferito nel precedente atto di sindacato ispettivo sul medesimo tema, in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) con decreto ministeriale n. 55 del 29 marzo 2022 sono state ripartite le risorse a valere sulla misura «Missione 5 – M5C2 – Ambito di intervento 2 Rigenerazione urbana e housing sociale, Investimento 2.2. a Piani Urbani Integrati – Superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura». Il citato decreto n. 55 del 2022 ha destinato euro 53.665.905,98 al Comune di Manfredonia per la realizzazione di interventi di natura infrastrutturale.
  Inoltre, la regione Puglia ha riferito che, in attuazione del protocollo di intesa siglato il 24 maggio 2021 tra il Ministero dell'interno, la Prefettura, la regione Puglia e la provincia di Foggia per la riconversione dell'ex C.A.R.A. di Borgo Mezzanone in foresteria regionale per braccianti agricoli stranieri, è stata presentata una proposta progettuale per la realizzazione di ulteriori 924 posti letto (lotti 2 e 3 del protocollo), che consentirà di trasferire gli immigrati che oggi vivono nelle baracche fatiscenti situate presso la zona dell'ex Pista di Borgo Mezzanone. L'iter amministrativo della proposta progettuale è in corso, al fine di risolvere taluni aspetti di natura urbanistica preordinati alla realizzabilità del progetto.
  Ad esito della Conferenza di Servizi appositamente convocata e con il successivo adeguamento della destinazione d'uso delle aree in parola, da parte dei Comuni di Manfredonia e Foggia, «l'Autorità di gestione del programma operativo complementare Legalità» potrà pronunciarsi definitivamente sulla richiesta di finanziamento e, in caso di accoglimento, la regione Puglia potrà conseguentemente avviare le procedure ad evidenza pubblica per la realizzazione dei lotti.
  Infine, rappresento che, per assicurare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR, in ragione delle numerose criticità attuative riscontrate, tra cui le difficoltà di ordine pubblico e la complessità degli interventi infrastrutturali, è stata prevista Pag. 156all'articolo 7 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, la nomina di un commissario straordinario, che opererà presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali in raccordo con l'Unità di Missione, nonché con la Struttura di missione PNRR. Al commissario straordinario verrà attribuito, fino al 31 dicembre 2026, il potere di adottare tutti gli atti o provvedimenti necessari ovvero di provvedere all'esecuzione dei progetti e degli interventi in coordinamento operativo con i soggetti coinvolti, avvalendosi di una specifica struttura di supporto con personale dedicato.
  Concludo, assicurando che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali continuerà a monitorare la situazione segnalata e, in raccordo con le altre amministrazioni coinvolte, garantirà il coordinamento delle politiche di integrazione nell'ambito del «Tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura».

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ALLEGATO 3

5-02445 Barzotti: Sui dati in possesso dell'INPS riguardo alla platea dei dipendenti pubblici interessati dalla liquidazione del trattamento di fine servizio e del trattamento di fine rapporto.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto di sindacato ispettivo, gli Onorevoli interroganti chiedono quali siano i dati in possesso di INPS in materia di indennità di buonuscita, indennità premio di servizio, trattamento di fine rapporto e ogni altra indennità equipollente, con particolare riferimento alla platea dei soggetti interessati alla liquidazione, nonché a coloro che matureranno il diritto in oggetto nel periodo dal 2024 al 2033.
  In via preliminare, nel rammentare che la disciplina sui termini di pagamento dei TFS/TFR è contenuta nell'articolo 3 del decreto-legge n. 79 del 1997, rappresento che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha coinvolto gli uffici tecnici dell'INPS che, sulla scorta dei dati raccolti ha precisato che i termini di pagamento delle prestazioni di TFS e TFR sono differenziati in base alla causale di cessazione dell'iscritto.
  Al riguardo, consegno agli Onorevoli e alla Commissione le tabelle elaborate dagli uffici tecnici dell'INPS con l'analisi dei dati e delle diverse possibili casistiche.

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ALLEGATO 4

5-02444 Gribaudo: Iniziative volte ad estendere i benefici previdenziali per l'esposizione all'amianto ai lavoratori che ingiustificatamente ne sono esclusi.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Grazie Presidente. Con il presente atto di sindacato ispettivo gli Onorevoli interroganti espongono la situazione dei lavoratori dipendenti della Michelin di Cuneo, con particolare riferimento all'estensione dei benefìci pensionistici per l'esposizione all'amianto.
  In via preliminare, rappresento che gli uffici tecnici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno effettuato un'articolata istruttoria coinvolgendo le competenti strutture ministeriali, nonché l'INAIL e l'INPS.
  Sul punto, l'INAIL ha riferito che la circolare n. 14 del 2009 – emanata a seguito del decreto interministeriale 12 marzo 2008 – ha stabilito le modalità attuative dell'articolo 1, commi 20 e 21, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 e sono state fornite ai lavoratori occupati in aziende destinatarie di atti di indirizzo ministeriali le istruzioni operative per presentare le domande di riconoscimento dell'esposizione all'amianto ai fini della concessione dei benefici previdenziali previsti dall'articolo 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992.
  Infatti, per effetto dei sopracitati commi 20 e 21, ai fini del conseguimento dei benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, sono state ritenute valide le certificazioni rilasciate dall'INAIL ai lavoratori che abbiano presentato domanda al predetto Istituto entro il 15 giugno 2005, per periodi di attività lavorativa svolta con esposizione all'amianto fino all'avvio dell'azione di bonifica e, comunque, non oltre il 2 ottobre 2003.
  Sul punto, preciso che gli atti di indirizzo ministeriali adottati in quel periodo hanno coinvolto specifiche realtà produttive e che, per conseguenza, non è stato possibile estendere tali benefici a stabilimenti diversi da quelli per i quali erano stati emessi.
  Ciononostante, per i siti produttivi non oggetto di tali atti di indirizzo, le strutture tecniche dell'INAIL hanno comunque effettuato accertamenti tecnici, con applicazione di modalità e criteri di accertamento vigenti per le certificazioni di esposizione all'amianto ai fini dei benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992.
  In particolare, per i lavoratori dello stabilimento Michelin di Cuneo, la Direzione regionale Piemonte dell'INAIL, avvalendosi di un'apposita struttura tecnica, ha stilato – nel corso degli anni – due pareri tecnici in merito all'esposizione qualificata per l'accertamento del rischio professionale (non inferiore a 0,1 fibre/cc come valore medio sulle 8 ore al giorno).
  Il primo accertamento, del 19 dicembre 1996, escludeva l'esposizione qualificata sulla base dei documenti allora presenti agli atti.
  Con il secondo parere tecnico, emesso il 24 novembre 2011 a seguito dell'acquisizione di ulteriore documentazione, si è ritenuto di riconoscere l'esposizione qualificata per i lavoratori afferenti ai servizi di manutenzione fino al 31 dicembre 1992. Di fatto, per lo stabilimento Michelin di Cuneo, non oggetto, all'epoca, di atto di indirizzo ministeriale, non risulta l'esistenza di documenti che possano attestare un'esposizione qualificata dei lavoratori oltre il termine sopra indicato.
  Concludo, assicurando l'impegno del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ad approfondire con gli uffici tecnici e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, la possibilità di riconoscere i benefici previdenziali in questione anche ai lavoratori che hanno prestato servizio, in epoca successiva al 31 dicembre 1992, presso lo stabilimento Michelin di Cuneo.