ALLEGATO 1
5-01606 Simiani: Pubblicazione dell'aggiornamento del Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS).
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riguardo al quesito posto, si rappresenta quanto segue.
Il «Rapporto ReNDiS» è una pubblicazione dell'ISPRA, la cui ultima edizione, riferita al 2020, restituisce, l'elaborazione dei dati presenti nel «Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS)», relativi alla programmazione e allo stato d'attuazione degli interventi stessi.
Si segnala che la banca-dati è alimentata dai Soggetti beneficiari dei finanziamenti, con particolare riferimento ai Commissari di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, che dovrebbero provvedere costantemente al caricamento e all'aggiornamento dei dati medesimi.
Ad oggi, non risulta in programma la redazione di un nuovo rapporto ReNDiS da parte di ISPRA.
Si rappresenta, in ogni caso, che il MASE ha trasmesso al Parlamento la relazione sugli interventi di competenza dei Commissari di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico e sul loro stato di attuazione aggiornato al 31 dicembre 2022, secondo quanto previsto dall'articolo 36-ter, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77.
Tali informazioni, pertanto, sono già disponibili.
Per quanto riguarda, inoltre, l'eliminazione dal PNRR delle «Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico» (M2C4-2.1), si rammenta che le risorse attribuite a detto sub-investimento, pari a circa 1,287 miliardi di euro, erano state destinate esclusivamente ad interventi «in essere», ovvero facenti parte di programmazioni già definite, alimentate da linee di finanziamento preesistenti al PNRR.
Pertanto, gli interventi «in essere» di mitigazione del rischio idrogeologico possono proseguire, senza alcun rallentamento degli iter autorizzativi, a valere sulle linee di finanziamento già stanziate.
ALLEGATO 2
5-01867 Bonelli: Elementi ed iniziative di competenza concernenti la tutela della Riserva naturale della Valle dell'Aniene.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito al quesito posto si ricorda, in via preliminare, che – come previsto dell'articolo 69, comma 4, delle Norme Tecniche di attuazione del Piano Regolatore di Roma Capitale – per la Riserva Naturale Valle dell'Aniene, trovano applicazione in via transitoria, ovvero fino all'approvazione del Piano di Assetto, le classificazioni per zone delle aree previste dal Piano Territoriale Paesistico Regionale ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale n. 24 del 1998, nonché le misure di salvaguardia di cui agli articoli 8 e 44, commi 13 e 14, della legge regionale n. 29 del 1997.
A mente delle richiamate previsioni, sono consentite le attività agro-silvo-pastorali, di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 29 del 1997, e comunque vietate le attività e opere, di cui all'articolo 11, comma 3, della legge n. 394 del 1991, che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, con particolare riguardo alla flora, alla fauna e ai rispettivi habitat.
In considerazione di cui sopra, l'Assessorato Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti del comune di Roma ha proceduto con la predisposizione della scheda tecnica relativa alla Riserva Naturale Valle dell'Aniene, – come per le schede delle altre aree pubbliche inserite nel bando – previa verifica della compatibilità con la vigente pianificazione regionale dell'attività agricola tradizionale e di quella di diversificazione agricola. Ci si riferisce, alla cosiddetta «multifunzionale» di cui alle leggi regionali n. 38 del 1999 e n. 14 del 2006, ovvero connessa con l'attività agricola, come specificato dall'articolo 2135 del codice civile e dal decreto legislativo n. 228 del 2001, comprensiva di quella agrituristica e di agricoltura sociale ai sensi della legge 18 agosto 2015, n. 141.
Più in particolare, dalla ricognizione delle tavole e delle Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A) del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R), nonché del Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I), è emersa la possibilità – tenuto conto dei vincoli paesaggistici, dei livelli di tutela e che l'area non rientra tra quelle a rischio idrogeologico – di poter esercitare nella Riserva Naturale Valle dell'Aniene la tradizionale attività agricola e quella multifunzionale, nel rispetto della morfologia del paesaggio e della conservazione del patrimonio edilizio esistente. In tal senso, nel bando della regione è stata infatti prevista la possibilità di recupero dei manufatti esistenti, non anche di nuove edificazioni.
Si segnala, in fine, che, pur considerata la generale compatibilità dell'attività agricola e multifunzionale con la vigente pianificazione urbanistica territoriale e ambientale della regione, le specifiche proposte progettuali saranno, in ogni caso, sottoposte al vaglio degli enti interessati nell'ambito del Procedimento di Autorizzazione Unica (ex decreto del Presidente della Repubblica n. 160 del 2010) e della Conferenza dei Servizi per la verifica in concreto della loro compatibilità con i vincoli paesaggistici e i previsti livelli di tutela.
ALLEGATO 3
5-02062 Ilaria Fontana: Elementi in merito ai tempi per la conclusione dei lavori dell'impianto di depurazione delle acque reflue ubicato ad Anagni (Frosinone).
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riguardo al quesito posto, occorre premettere, che la corretta gestione del servizio idrico integrato, ai sensi della normativa vigente, fa capo agli enti di governo d'ambito, cui spetta la scelta del modello organizzativo del Servizio idrico integrato (SII), la pianificazione degli interventi, la redazione del piano economico-finanziario di gestione e l'affidamento del servizio ad un gestore unico, oltre che il controllo e la vigilanza su detta gestione.
Con legge della regione Lazio n. 6 del 1996, sono stati introdotti 5 ambiti territoriali ottimali. Nel caso di specie, a rilevare è l'ATO 5 (Lazio Meridionale Frosinone), nel quale ricade l'agglomerato di Anagni e dove il SII, in data 27 giugno 2003, è stato affidato alla società ACEA ATO 5 S.p.A. per la durata di trent'anni.
Riguardo allo stato degli interventi, si rileva che un primo lotto interessa il depuratore «Ponte Piano», avente un carico influente di 6.000 abitanti equivalenti (AE), con il fine di riattivare le sezioni di pretrattamento e di trattamento biologico, nonché efficientare la gestione delle portate affluenti in tempo di pioggia, mediante la realizzazione di un'apposita vasca di accumulo e/o sedimentazione.
ACEA ATO 5 S.p.A. ha, inoltre, affidato la redazione del progetto definitivo per un secondo lotto di interventi, con l'obiettivo di potenziare il depuratore «Ponte Piano» sino alla capacità di 10.000 AE. La consegna dei relativi elaborati è avvenuta in data 20 dicembre 2022 e sono in corso le richieste di autorizzazione nei confronti di tutti gli enti coinvolti.
Inoltre, l'intervento relativo al depuratore «San Bartolomeo», interamente coperto dalla tariffa del SII, è stato ultimato. Peraltro, la regione ha evidenziato che sul territorio di Anagni è correttamente funzionante, a servizio di ulteriori 3.300 AE, un ulteriore impianto di depurazione in località «Pantane».
Sempre la regione, nel mese di febbraio 2023, ha comunicato al MASE che la predetta società sta ultimando gli interventi che porteranno alla possibile chiusura, con esito favorevole, della procedura di infrazione comunitaria riferita all'agglomerato in questione.
Inoltre, sono stati attivati degli incontri tecnici in merito all'impianto ASI, a cui dovrebbero essere collettate le utenze comunali, così creando due linee separate di gestione reflui e costi molto abbattuti.
Si segnala che in occasione di tali incontri, è stato ipotizzato di procedere all'attuazione degli interventi per specifiche fasi distinte, a fini del recupero e integrazione dei fondi a suo tempo programmati e finanziati dal MASE con fondi regionali e, eventualmente, con una quota residua derivante dalla tariffa.
Con riferimento al progetto di recupero del depuratore di Anagni, la S.T.O. di ATO 5, nel corso dell'ultimo incontro in regione, ha rappresentato, con il supporto del gestore, che stanno attualizzando il progetto e i relativi costi vagliando la possibilità di collettare ulteriori centri urbani limitrofi, così da ottimizzare il funzionamento dello stesso e i relativi costi di gestione. Il piano definitivo, per come riferito dalla S.T.O. di ATO 5, dovrebbe essere disponibile entro la fine dell'estate.
Si segnala, in fine, che l'aggiornamento del piano finalizzato al recupero dell'impianto, una volta redatto, dovrà essere sottoposto a tutti i soggetti pubblici coinvolti che poi dovranno procedere con un protocollo d'intesa per individuare impegni e costi di ciascuno e un cronoprogramma che tenga conto delle diverse autorizzazioni previste per legge.