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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 3 luglio 2024
335.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari sociali (XII)
ALLEGATO
Pag. 287

ALLEGATO 1

5-00407 Malavasi: Iniziative per aggiornare le Linee guida del 2015 sulla legionellosi.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio gli onorevoli interroganti per il quesito posto che mi consente di illustrare lo stato di avanzamento delle disposizioni poste in essere per il contrasto alla legionella e per la prevenzione e il controllo della possibile contaminazione degli impianti idrici e di conseguenza dell'insorgere dei casi di infezione.
  Come ricordato dagli interroganti, nel quadro ordinamentale adottato al fine di combattere il fenomeno, si inseriscono le «Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi» approvate in Conferenza Stato-regioni il 7 maggio 2015, che rappresentano il documento di indirizzo con criteri e indicazioni di livello nazionale che, conseguentemente, vanno contestualizzati e tradotti in specifiche linee di intervento a livello regionale.
  Al riguardo, evidenzio che il progredire delle conoscenze in diversi ambiti della problematica in questione, ha imposto l'esigenza di una revisione e aggiornamento delle predette linee guida nazionali.
  A tal fine il Ministero della salute e l'istituto Superiore di Sanità stanno procedendo nei lavori di aggiornamento tenendo in considerazione sia le novità normative che i contributi tecnico-scientifici intervenuti.
  Nello specifico, un elemento di novità ai fini della redazione delle linee guida è costituito dall'adozione del decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, grazie al quale è stata recepita la direttiva UE 2020/2184 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.
  Questa direttiva rappresenta un'importante modifica nella vigente disciplina in quanto ha introdotto la legionella come parametro da monitorare nelle acque destinate al consumo umano negli edifici prioritari, cioè gli immobili di grandi dimensioni, ad uso diverso dal domestico.
  Si segnala inoltre il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2017 che ha istituito il Sistema di notifica delle malattie infettive, PREMAL che prevede la legionellosi nell'elenco delle malattie infettive sottoposte a sorveglianza.
  Evidenzio, nello specifico, che la notifica sul predetto sistema è l'unica ed esclusiva modalità di segnalazione attiva in Italia e che, attualmente, sono in corso attività di sviluppo per implementare il sistema informativo previsto dal decreto ministeriale che ne disciplina il funzionamento.
  Contestualmente, proseguono le attività del Tavolo PREMAL, appositamente istituito, come strumento di confronto con le regioni e province autonome.
  Inoltre, segnalo che un importante elemento di innovazione sulla vigente disciplina è fornito dal Rapporto ISTISAN 22/32 concernente le «Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell'acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184. Gruppo di lavoro ad hoc sulla sicurezza dell'acqua nei sistemi di distribuzione idrica interni degli edifici e di talune navi», che raccoglie gli indirizzi e gli strumenti operativi per tutti coloro che dovranno gestire gli impianti idrici.
  Ferma restando questa disciplina relativa alle acque destinate al consumo umano, per quanto concerne la revisione delle linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, il Dipartimento di malattie infettive dell'istituto Superiore di Sanità in accordo con il Centro nazionale Sicurezza delle Acque (CeNSiA) sempre dell'ISS, hanno stabilito che le nuove linee avranno come oggetto di regolamentazione acque diverse Pag. 288da quelle destinate al consumo umano (torri di raffreddamento, condensatori evaporativi, SPA, fontane).
  Tutto ciò premesso, dalle informazioni rese dalla competente Direzione generale del Ministero della salute, riporto che il gruppo di lavoro deputato alla redazione dell'aggiornamento in questione conta di sottoporre il documento alla Conferenza Stato-regioni entro la fine di quest'anno.
  Da ultimo, per quanto riguarda l'adozione di iniziative per definire norme più severe, ricordo che l'introduzione del decreto legislativo n. 18 del 2023 impone l'obbligatorietà del controllo del parametro legionella negli edifici prioritari, disponendo apposite sanzioni in caso di omissione.

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ALLEGATO 2

5-02010 Girelli: Valutazione dei rischi derivanti dallo streptococco A e attivazione di campagne informative sull'assunzione impropria di antibiotici.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio gli onorevoli interroganti perché mi consentono di illustrare le iniziative poste in essere per contrastare le infezioni da «Streptococcus pyogenes» streptococco beta-emolitico di gruppo A (GAS).
  Dal settembre 2022 alcuni Paesi europei hanno riportato al Centro Europeo per il Controllo delle malattie (ECDC) e all'ufficio dell'organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l'Europa, un forte aumento dei casi di infezione invasiva da GAS, in particolare tra i bambini al di sotto dei dieci anni di età, riferendo talvolta esiti fatali.
  Tale aumento ha avuto un impatto anche su altri aspetti della salute pubblica come ad esempio il largo utilizzo di antibiotici, non sempre appropriato.
  Considerato che attualmente non è previsto un obbligo di notifica dei casi i-GAS, il Ministero della salute, al riguardo, ha diramato due circolari, in data 23 dicembre 2022 e in data 12 aprile 2023, a seguito delle quali si è riscontrato un forte aumento delle segnalazioni e degli isolati batterici.
  Con il decreto del Ministro della salute del 22 novembre 2023, è stato, quindi, approvato il programma di attività del Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie-CCM per l'anno 2023, che ha previsto, fra le linee di intervento, anche la sorveglianza della malattia invasiva da streptococco di gruppo A in età pediatrica, incluse le sequele post-infettive.
  Con riferimento al problema dell'assunzione incongrua di antibiotici, occorre segnalare che la resistenza antimicrobica (AMR) è oggi considerata una delle principali minacce per la sanità pubblica, sia nei Paesi dell'Unione Europea sia in ambito internazionale.
  L'uso improprio di antibiotici e l'insufficiente prevenzione e controllo delle infezioni correlate all'assistenza sanitaria, sono, infatti, i principali fattori alla base dello sviluppo della resistenza antimicrobica.
  La risposta a questa problematica è rappresentata dal Piano Nazionale di Contrasto all'Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025, approvato con Intesa in Conferenza Stato-regioni in data 30 novembre 2022.
  Per la complessità del problema e il numero di portatori di interesse coinvolti, è indispensabile per il Piano avere una governance efficace a livello centrale e, pertanto, è stata istituita una cabina di regia, composta da un numero ristretto di rappresentanti delle istituzioni centrali e delle regioni/province autonome.
  Inoltre, preme segnalare che, per quanto riguarda le risorse economiche da destinare al contrasto dell'AMR, il Governo Meloni ha stanziato un finanziamento di 40 milioni di euro annui per le regioni/province autonome per l'attuazione del nuovo Piano 2023-2025 che, segnando un cambio di passo rispetto al passato, è oggi dotato di un vero e proprio fondo strutturale.
  Con riferimento al secondo quesito posto dagli onorevoli interroganti, si evidenzia l'importanza degli aspetti relativi alla comunicazione nel contrasto all'AMR.
  Infatti, in occasione della giornata europea per l'uso consapevole degli antibiotici del 18 novembre 2023 e della contestuale settimana mondiale promossa dall'OMS, l'Agenzia Italiana del Farmaco-AIFA, in collaborazione con il Ministero della salute, ha realizzato una campagna di sensibilizzazione sull'uso consapevole degli Pag. 290antibiotici in ambito umano, con i seguenti obiettivi:

   sensibilizzare la popolazione;

   favorire la consapevolezza che il problema potrebbe riguardare non solo la salute del singolo, ma anche l'intera collettività;

   promuovere il rapporto con il proprio medico quale punto di riferimento nelle terapie antibiotiche;

   informare che la resistenza agli antibiotici può avere un serio impatto anche sulle generazioni future.

  Sull'antibiotico-resistenza è presente, altresì, una sezione permanente dedicata nel portale istituzionale del Ministero (www.salute.gov.it) e costantemente aggiornata con materiali informativi.
  Da ultimo, evidenzio che il tema è stato individuato come una delle priorità d'azione in ambito sanitario della presidenza italiana del G7 del 2024.

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ALLEGATO 3

5-02459 Morgante: Casi di probabile citrobacter koseri registrati presso il reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale Borgo Trento di Verona.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio gli onorevoli interroganti per il quesito posto.
  Con riferimento ai casi di colonizzazioni da Citrobacter koseri presso l'U.O.C. di Terapia intensiva neonatale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (AOUI) di Verona – «Ospedale della donna e del bambino» di Borgo Trento, oggetto dell'interrogazione, la regione Veneto ha comunicato che in data 30 aprile 2024 è stato individuato un caso su un neonato degente a seguito di tampone rettale di screening e, successivamente, ulteriori due casi in data 3 maggio 2024.
  Conseguentemente, in data 7 maggio 2024, è stata effettuata un'ispezione da parte della U.O.C Rischio Clinico di Azienda Zero, struttura preposta alla verifica delle azioni di prevenzione e gestione del rischio attuate dalle aziende sanitarie, la quale ha rilevato che presso il reparto in questione risultano attivi protocolli dedicati e strutturati.
  Risulta che presso la struttura ispezionata è attiva la sorveglianza microbiologica che prevede l'esecuzione di tamponi orofaringei e rettali due volte a settimana per la ricerca del batterio sui neonati ricoverati.
  Tale programma di sorveglianza, difatti, ha permesso di individuare i summenzionati tre casi di colonizzazione.
  Risulta, in particolare, che a seguito della prima rilevazione siano state attivate tutte le procedure necessarie in ambito igienico-sanitario coordinate dal Gruppo Operativo per le Infezioni Ospedaliere (GIO) e dalla Commissione Infezioni Ospedaliere (CIO), che hanno stabilito gli interventi da porre in essere per il controllo dell'evento e la costante sorveglianza della struttura.
  Inoltre, risulta temporaneamente ridefinita la configurazione della rete delle terapie intensive neonatali della regione, al fine di garantire in sicurezza l'accoglimento delle donne gravide al di sotto della 33a settimana di gestazione +6 giorni, coinvolgendo le strutture di pari livello della rete dell'emergenza neonatale della regione Veneto, nonché dell'Ospedale Santa Chiara di Trento e delle strutture dell'ULSS9 Scaligera, dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e dell'Ospedale Pederzoli di Peschiera.
  La regione ha rappresentato, altresì, che a seguito dell'ispezione effettuata, l'azienda ha attivato azioni volte a comunicare in modo trasparente e continuo con i genitori dei neonati colonizzati.
  È stata aumentata, inoltre, la sorveglianza per la rilevazione di nuovi casi tramite lo svolgimento di indagini epidemiologiche dei colonizzati ed esecuzione di tamponi di screening giornalieri a tutti i pazienti ricoverati e alle donne gravide con minaccia di parto pretermine.
  È stata garantita un'assistenza con équipe medica e infermieristica dedicata ai casi colonizzati, separata dagli altri neonati degenti.
  Sono state rafforzate le misure di igiene ordinarie e straordinarie previste dalle procedure aziendali con incremento del monitoraggio dell'aderenza all'igiene delle mani da parte del personale operante nel reparto, che comunque risulta periodicamente formato in materia di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all'assistenza.
  Nell'ambito delle suddette attività straordinarie disposte in relazione ai tre casi di colonizzazione, infine, l'azienda ha riferito che i campionamenti ambientali eseguiti in Pag. 292190 punti presso l'Unità di Terapia intensiva neonatale, la sala parto e il lactarium, hanno dato esito negativo per la ricerca del Citrobacter koseri.
  Da ultimo segnalo che l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona ha individuato dal 18 giugno 2024, un'area intensiva alternativa atta a garantire l'attività della Terapia intensiva neonatale.
  Dalle informazioni acquisite, mi preme far presente che, ad oggi, non vi sono manifestazioni cliniche nei tre casi di colonizzazione, né sono stati rilevati ulteriori casi di positività dalla sorveglianza dei pazienti o dai controlli.
  Tutto ciò premesso, per quanto concerne le azioni poste in essere dal Ministero della salute, ritengo doveroso segnalare che le infezioni ospedaliere, insieme alla resistenza antimicrobica (AMR), rientrano tra le priorità di salute della corrente presidenza italiana del G7, nell'ambito del più ampio pilastro della «Salute Unica».
  L'AMR rappresenta infatti una sfida internazionale che deve essere affrontata sia dal punto di vista della disponibilità delle terapie – incentivando la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici e la produzione e l'accesso di quelli esistenti – sia dal punto di vista del loro consumo – sensibilizzando all'uso corretto e prudente degli anti microbici.
  Devo, poi, segnalare che è stato predisposto il Piano nazionale per il controllo delle infezioni correlate all'assistenza (ICA), che sarà proposto alle regioni e alle province autonome.
  Infine, devo evidenziare che il Ministero, nell'ambito delle proprie funzioni centrali in materia di prevenzione e gestione del rischio clinico, nello specifico del rischio infettivo, ha avviato un sistema di monitoraggio delle azioni regionali di controllo delle ICA.