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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 11 settembre 2024
365.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO
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ALLEGATO 1

5-02762 Iaia: Iniziative di competenza volte all'accertamento urgente di eventuali profili di responsabilità e di rischio ambientale presso l'impianto di compostaggio Aseco nel comune di Ginosa (TA).

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito al quesito posto, è opportuno premettere che l'impianto in parola risulta autorizzato alla gestione di rifiuti organici compostabili, di scarti agroindustriali, di fanghi agroindustriali e di depurazione delle acque reflue urbane e di rifiuti ligneo-cellulosici. Il quantitativo totale e potenziale annuo è pari a 80 mila tonnellate. Attraverso un processo aerobico della sostanza organica, il materiale in ingresso viene trasformato in compost da riutilizzare quale fertilizzante nel settore agronomico.
  Il riavvio delle attività della struttura nel mese di gennaio 2024, e dei conferimenti nel successivo mese di febbraio, sono stati resi possibili per l'adeguamento della struttura nella sua complessità e interezza, nonché con l'adozione delle migliori tecniche disponibili (BAT). L'impianto, la cui produzione non è ancora a pieno regime ed è tuttora in fase di collaudo, al momento gestisce solo i FORSU – cioè la frazione organica dei rifiuti urbani – insieme ai rifiuti ligneo-cellulosici per la produzione di compost.
  Riguardo alle procedure autorizzative, occorre rammentare che la competenza in materia di gestione dei rifiuti è in carico alle amministrazioni regionali, ai sensi dell'articolo 196 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Le stesse provvedono, ove necessario, all'aggiornamento dell'autorizzazione integrata ambientale o delle relative condizioni operative dell'impianto. I più recenti provvedimenti per adeguamento alla BAT di settore e successiva rettifica risalgono rispettivamente ai mesi di maggio e novembre 2023. In ottemperanza a specifica prescrizione, lo scorso 1° luglio 2024 il Gestore ha trasmesso la proposta tecnica del sistema di monitoraggio in continuo degli odori.
  In merito alle emissioni odorigene, il competente reparto dei Carabinieri segnala che, sebbene il ciclo di lavorazione possa emettere esalazioni moleste, le lavorazioni sono prevalentemente effettuate in capannoni chiusi in depressione. Solo un'area di stoccaggio del prodotto finale è coperta da tettoia, ma aperta su tre lati, che l'azienda sta comunque provvedendo a chiudere nonostante il materiale sia apparentemente inodore.
  Ad ogni modo, i presidi ambientali e il funzionamento degli impianti sono costantemente monitorati tramite un sistema di controllo informatico.
  Ad oggi, l'impianto in parola non è stato oggetto di attività di controllo da parte delle articolazioni dipendenti dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica. Tuttavia il Dipartimento Provinciale di Taranto di ARPA Puglia ha programmato un'ispezione secondo le modalità ordinarie di A.I.A., da effettuarsi al termine del periodo estivo, alla quale parteciperà anche il NOE di Lecce.

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ALLEGATO 2

5-02763 Ilaria Fontana: Elementi ed intendimenti in relazione ai profili di rischio ambientale relativi all'incidente occorso a Spinetta Marengo (AL) e alla messa in sicurezza dell'area costiera e marina nel tratto antistante lo stabilimento Solvay di Rosignano Marittimo (LI).

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito all'episodio occorso a Spinetta Marengo di Alessandria, si riporta quanto comunicato dalla Prefettura di Alessandria, che a seguito del tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, ha convocato una riunione di monitoraggio. Nel corso della seduta, svoltasi la mattina dell'evento, è stata comunicata l'avvenuta cessazione della fuoriuscita delle sostanze ed il totale abbattimento delle stesse, mentre il personale della locale ARPA ha evidenziato l'assenza di concentrazioni significative dei composti chimici fuoriusciti, nonché di eventuali composti PFAS. La situazione ha continuato ad essere seguita, anche ai fini dell'accertamento delle cause dell'incidente. Si segnala ad ogni buon conto che le autorizzazioni relative all'impianto in parola non sono di competenza statale.
  Per quanto riguarda l'installazione di Solvay di Rosignano Marittimo (provincia di Livorno), si rammenta che essa è dotata di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) del Ministero, mentre i relativi controlli sono effettuati da ISPRA. Il più recente riesame complessivo dell'A.I.A., con valenza di rinnovo, è stato rilasciato con decreto ministeriale del 2022 garantendo la piena applicazione delle BAT, ossia le migliori tecniche disponibili di riferimento applicabili, individuate su scala comunitaria. Come ogni procedimento di A.I.A. statale, si è mantenuta la piena trasparenza, tramite la libera disponibilità on-line di tutti gli atti, ove non coperti da segreto industriale o vincoli di privacy. Sono stati inoltre assicurati la partecipazione del pubblico ed il coinvolgimento nella decisione di cinque ministeri e di tutti gli enti territoriali direttamente interessati, attraverso apposita conferenza di servizi.
  Dal confronto del quadro prescrittivo dell'A.I.A. previgente con quello dell'attuale A.I.A. del 2022, risulta evidente che quest'ultima definisce un più elevato livello di tutela dell'ambiente, introducendo nuove condizioni prima assenti, ponendo alcune condizioni più severe, e confermando per il resto il previgente quadro prescrittivo, fornendo ove necessario opportuni chiarimenti sulle modalità attuative.
  In particolare, sono stati disposti studi di ricognizione su possibili meccanismi, al fine di perseguire la riduzione della produzione di solidi sospesi, nonché innovative tecnologie per l'abbattimento dei quantitativi prima dello scarico in mare, con lo svolgimento di un continuo monitoraggio: il limite ad oggi vigente sarà oggetto di riesame dopo 3 anni dal rilascio dell'A.I.A. È stata inoltre introdotta una prescrizione concernente l'aggiornamento periodico degli studi sullo stato di salute dell'ambiente marino nell'area influenzata dalle attività dello stabilimento, sotto la supervisione degli enti di controllo.
  Occorre specificare che le stime sul mercurio ed altri metalli scaricati in mare, citate dall'onorevole interrogante, fanno riferimento ad inquinanti in tracce presenti naturalmente nel calcare – cioè la materia prima lavorata – e intrappolate come inerti nei solidi sospesi scaricati già dai primi del '900. Si rammenta al riguardo che l'entrata in esercizio dello stabilimento di Rosignano risale al 1916.
  Inoltre, in passato le produzioni erano effettuate utilizzando celle a mercurio, nel pieno rispetto delle norme al tempo vigenti. Ciò ha determinato una contaminazione da mercurio dei sedimenti marini a causa degli scarichi a mare dell'installazione. Le Pag. 72lavorazioni sono state modificate, con l'impiego di altri materiali non tossici, dopo la messa al bando del mercurio per effetto della convenzione di Minamata del 2017.
  Circa l'attuale presenza di mercurio, si richiama il Parere istruttorio conclusivo del citato decreto ministeriale del 2022, secondo cui l'esigua percentuale di eccessi di mercurio misurati nelle specie campionato a Vada permette di affermare che, allo stato attuale, non risulta visibile un impatto specifico dei sedimenti contenenti mercurio o dello scarico nella sua conformazione attuale, sulle concentrazioni di mercurio sul biota.
  Il MASE mantiene comunque sotto osservazione le problematiche indicate dall'onorevole interrogante: la competente struttura Ministeriale ha infatti provveduto a richiedere informazioni agli Enti di riferimento, anche ai fini delle valutazioni circa la potenziale sussistenza di profili di danno o di minaccia di danno ambientale, nonché circa le conseguenze iniziative da assumere nell'eventualità.

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ALLEGATO 3

5-02764 Mazzetti: Iniziative di competenza finalizzate al coordinamento delle attività e delle risorse per la realizzazione delle opere volte al contrasto del rischio idrogeologico nella regione Toscana.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Come ricorda l'Onorevole interrogante, nell'ambito del PNRR, al MASE è stata attribuita la titolarità del sub-investimento 2.la della M2C4 «Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico». Tale misura, tuttavia, è stata successivamente stralciata dal PNRR.
  La revisione del PNRR non ha, in ogni caso, provocato alcun definanziamento di interventi, in quanto le risorse attribuite a detto sub-investimento, pari a circa 1,287 miliardi di euro, erano state destinate esclusivamente a interventi «in essere», ovvero facenti parte di programmazioni già definite, alimentate da linee di finanziamento preesistenti.
  Le attività relative alla programmazione delle risorse di bilancio del MASE destinate al finanziamento di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico ricadenti nel territorio regionale della Toscana, per quanto riguarda l'annualità 2023, si sono concluse con l'adozione del decreto interministeriale n. 73 del 23 febbraio 2024.
  Con il suddetto provvedimento sono stati finanziati n. 12 interventi proposti dalla regione Toscana, per un importo complessivo, a carico del bilancio MASE, di quasi 16 milioni di euro. Si tratta, prevalentemente, di integrazioni delle dotazioni finanziarie di interventi già precedentemente finanziati dal MASE.
  Per la definizione del Piano stralcio 2024, in base alle disponibilità di bilancio, alla regione Toscana sono stati assegnati circa 89 milioni di euro.
  Rispetto a tale disponibilità finanziaria, la regione Toscana ha presentato la propria proposta di Piano, che si compone di interventi selezionati ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2021, già in fase di valutazione.
  Giova rammentare, poi, che, in merito alle risorse stanziate dopo l'alluvione di novembre 2023 in Toscana, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale, sono stati inizialmente previsti stanziamenti nelle sedute del Consiglio dei ministri del 3 novembre e del 5 dicembre scorsi, rispettivamente pari ad euro 5 milioni e 3,7 milioni, utili a fronteggiare le emergenze nei due diversi territori interessati. Le risorse sono a valere sul Fondo per le emergenze nazionali e a oggi interamente trasferite al Commissario delegato.
  A seguito della nota del Commissario delegato con la ricognizione delle misure urgenti da effettuare, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 28 dicembre 2023, ha deliberato un'integrazione pari a euro 25.000.000,00 a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, di cui la metà trasferita al Commissario delegato.
  Nel primo quadrimestre del corrente anno, il Commissario delegato ha trasmesso gli ulteriori fabbisogni. Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 30 aprile 2024, ha deliberato un'ulteriore integrazione, pari a euro 88.500.000,00, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali di cui la metà è ad oggi in corso di trasferimento.
  Da ultimo, con il decreto-legge n. 39 del 29 marzo 2024, ulteriori risorse pari a 66 milioni di euro sono state destinate per gli interventi di immediato sostegno ai privati e alle attività produttive.Pag. 74
  Ciò detto, per quanto di competenza MASE – le cui attribuzioni attengono alla definizione di politiche di contrasto e di prevenzione di rischi del tipo di quelli in argomento (non già di gestione post-calamità) – sono allo studio disposizioni urgenti per il censimento, il monitoraggio, la programmazione e il sistema di finanziamento degli interventi per il contrasto del dissesto idrogeologico.

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ALLEGATO 4

5-02765 Simiani: Elementi in merito alla nomina degli organi di governance dei parchi nazionali e dei parchi minerari.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento al quesito posto, giova premettere che l'iter per la nomina degli organi degli Enti parco si presenta particolarmente complesso, richiede passaggi e tempi non eludibili e vede il coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali, fra cui le regioni e gli enti locali interessati, la Camera e il Senato. Solo all'esito di un articolato procedimento può essere adottato, con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il provvedimento di nomina ai sensi dell'articolo 9, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
  Si segnala che, al fine di assicurare l'operatività degli Enti Parco nelle more del complesso iter amministrativo di cui s'è detto sopra, lo stesso quadro di riferimento normativo offre la possibilità di individuare un Commissario straordinario che, nello svolgimento delle proprie funzioni, può adottare tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione necessari al regolare svolgimento delle attività dell'Ente.
  Nel contesto di cui sopra, si rappresenta che il MASE ha avviato i diversi iter amministrativi, avendo provveduto ad acquisire le candidature previste.
  In relazione alle nomine ancora in via di definizione, preme rassicurare che il MASE si sta adoperando affinché queste si compiano nel minor tempo possibile.
  Non può sottacersi, poi, che sono allo studio modifiche delle procedure di nomina previste dalla predetta legge n. 394 del 1991 nell'ottica di assicurare una congrua speditezza delle stesse, pur senza certamente sacrificare l'esigenza del coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati e la garanzia che la nomina avvenga nei riguardi di soggetti aventi comprovata esperienza in campo ambientale/gestionale.