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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 18 settembre 2024
369.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
ALLEGATO
Pag. 53

ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-02723 Quartapelle Procopio: Sul finanziamento della convenzione quadro sulla sicurezza stradale siglata tra l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e l'ACI nei Paesi in via di sviluppo.

TESTO DELLA RISPOSTA

  La convenzione quadro firmata lo scorso 30 luglio tra l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e l'Automobile Club d'Italia (ACI) si inserisce nel perimetro applicativo tracciato dall'articolo 24 della legge n. 125 del 2014, al fine di promuovere un'azione congiunta in materia di sicurezza stradale, mobilità sostenibile e sostenibilità ambientale in Paesi di cooperazione.
  Lo scopo è quello di avviare in loco processi di miglioramento degli standard di sicurezza di circolazione su gomma, al fine di rafforzare pratiche di guida sicura e incoraggiare l'adozione di misure volte a mitigare il rischio di incidenti stradali, il cui impatto costituisce un serio problema sociale ed economico in realtà già fragili.
  Tale azione si inserisce in un contesto più ampio: quello del perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delineati nell'Agenda 2030 a garanzia della salute e del benessere globale, in linea con i principi della tutela della sicurezza delle persone, con particolare riguardo a quelle disabili, e dell'ambiente.
  La convenzione, nello specifico, punta a predisporre misure volte a tutelare il valore della sicurezza stradale e della guida sicura a beneficio dei Governi e dei loro cittadini, in un'ottica orientata allo sviluppo e alla migliore realizzazione, in termini di efficienza e di efficacia, degli interventi di cooperazione, la cui esecuzione rimane ancorata alle procedure previste nella citata legge n. 125 del 2014 e nei relativi atti esecutivi.
  Pur non inserendosi quindi «formalmente» nel «Piano Mattei», la cooperazione fra AICS e ACI ne costituisce una specifica «declinazione» e attuazione, essendo in perfetta coerenza con i principi e criteri richiamati nei consideranda del decreto-legge n. 161 del 2023, che istituisce il «Piano Mattei», nonché con le politiche di cooperazione allo sviluppo.
  È innegabile che iniziative in materia di sicurezza stradale, salute e sostenibilità ambientale costituiscano uno strumento importante di sviluppo economico e, soprattutto, sociale dei Paesi in via di sviluppo.
  Il successo del «Piano Mattei» si fonda, infatti, anche sul coordinamento fra le iniziative pubbliche e private, finanziate o garantite dallo Stato italiano, rivolte al Continente africano, il cui sviluppo è prioritario in un'ottica non solo internazionale ma anche di strategia nazionale. In questo senso, la convenzione promuove collaborazioni in un settore, quale quello della sicurezza stradale, in cui il partenariato pubblico-privato costituisce un valore aggiunto significativo.
  La convenzione in oggetto mira, inoltre, a individuare iniziative nel campo della sostenibilità ambientale, ambito complementare ad uno dei principali settori di intervento del «Piano Mattei», ossia quello della tutela dell'ambiente.
  Inoltre, un'efficace educazione stradale comporta un alleggerimento della pressione sul sistema sanitario già messo a dura prova dalle frequenti crisi epidemiologiche, avendo nel lungo periodo un impatto sulla formazione professionale delle popolazioni destinatarie dei progetti.
  Si tratta di due settori, quello della salute e quello della formazione professionale, al centro della nostra azione nel Continente africano, nonché pilastri dello stesso «Piano Mattei».Pag. 54
  Anche la possibilità di creare registri automobilistici digitali, laddove il contesto locale lo consenta, è coerente con l'obiettivo del «Piano Mattei» di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture digitali, finalizzato anche ad una più equa ridistribuzione delle risorse interne.
  La convenzione non prevede direttamente alcuna erogazione finanziaria da parte dell'AICS da destinare ad ACI. I singoli progetti che dovessero emergere dalla collaborazione fra AICS e ACI saranno valutati, alla stregua degli altri progetti di cooperazione allo sviluppo, in sede di programmazione annuale approvata dal Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo e successivamente deliberati dal Comitato stesso (se oltre i due milioni di euro) o dal Direttore di AICS (fino a due milioni di euro).
  L'erogazione di finanziamenti pubblici, da affiancare ad eventuali fondi privati, riguarderebbe dunque specifiche iniziative, deliberate in attuazione delle politiche di cooperazione allo sviluppo.

Pag. 55

ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-02727 Scotto: Sul mancato rinnovo, da parte del Governo israeliano, dei visti di operatori di ong attive a Gaza e in Cisgiordania.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il Governo segue con la massima attenzione la questione del mancato rinnovo dei visti per il personale delle Organizzazioni della società civile italiane in Palestina.
  Dallo scorso ottobre il Ministero del lavoro e degli affari sociali israeliano ha sospeso l'emissione delle lettere di supporto necessarie al rinnovo – o a un primo rilascio – dei visti di lavoro per tutti gli operatori stranieri delle ONG. È dunque un problema diffuso, che riguarda anche i nostri partner, con i quali ci confrontiamo regolarmente.
  I connazionali coinvolti sono al momento sedici. Per otto di essi avevamo ottenuto lo scorso marzo un'estensione della durata dei visti, giunti tuttavia a scadenza nelle ultime settimane. I titolari di visti di lavoro scaduti sono rientrati in Italia, per non restare in una situazione di irregolarità.
  Nell'interrogazione viene affrontato anche il mancato rinnovo del visto del connazionale Andrea De Domenico, capo dell'Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari a Gerusalemme. Trattandosi di un funzionario internazionale, interventi per via diplomatica possono essere effettuati dall'Organizzazione di appartenenza. Non risultano, in ogni caso, richieste al Governo italiano.
  Tornando alle ONG, è una questione complessa, che ha inevitabili conseguenze sull'operatività delle stesse, per l'impossibilità di avere personale espatriato residente che segua i progetti in Palestina.
  Al momento, le Organizzazioni italiane stanno continuando a monitorare le iniziative da remoto. È un rimedio di emergenza, che dovrà essere sostituito da un meccanismo che consenta di ripristinare quanto prima la presenza continuativa dei cooperanti.
  Continuiamo pertanto ad assicurare massima priorità alla questione. L'interlocuzione con le Autorità israeliane sul tema è costante e prosegue, sia a Roma tramite una forte sensibilizzazione nei confronti dell'Ambasciata di Israele, sia grazie alla puntuale azione portata avanti congiuntamente dall'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e dal Consolato Generale a Gerusalemme.
  Negli ultimi mesi le Autorità israeliane hanno a più riprese annunciato il lancio di un nuovo meccanismo per la concessione dei visti al personale straniero delle ONG. Dovrebbe essere applicato sia a chi è già presente nel Paese, sia al personale che chiede di farvi ingresso, o ritorno.
  Questo meccanismo però non è stato ancora ufficializzato e reso operativo. Secondo le informazioni in nostro possesso, sono ancora in corso di definizione le ripartizioni di competenza tra le varie Amministrazioni israeliane.
  Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale continuerà ad assicurare priorità al tema, sollecitando le controparti israeliane affinché i cooperanti italiani possano presto tornare a seguire direttamente sul campo i numerosi progetti di sviluppo delle Organizzazioni non governative in Palestina.

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ALLEGATO 3

Risoluzione n. 7-00222 Formentini: Sulla piena partecipazione di Taiwan alle agenzie e ai meccanismi specializzati delle Nazioni Unite.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

   La III Commissione,

   premesso che:

    nel 2003 la Commissione europea ha aperto un ufficio europeo di rappresentanza economica e commerciale a Taipei e l'Unione europea rappresenta per Taiwan il quarto partner commerciale dopo Cina, Stati Uniti e Giappone;

    Taiwan è una delle democrazie più sviluppate nell'Asia orientale e meridionale;

    l'isola ha un ruolo cruciale nell'Indo- Pacifico, e ha stretti legami economici, culturali e politici con molti Paesi della regione;

    negli ultimi anni l'Unione europea e diversi Stati membri hanno intensificato e sviluppato con Taiwan solide relazioni;

    con la risoluzione approvata il 15 settembre 2022 sulla situazione nello stretto di Taiwan, il Parlamento europeo ha sostenuto «con forza la piena partecipazione di Taiwan in qualità di osservatore alle riunioni, ai meccanismi e alle attività degli organismi internazionali, quali ad esempio l'organizzazione mondiale della sanità, l'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale, l'Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol) e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici»;

    Taiwan è membro dell'organizzazione mondiale del commercio dal 2002 e intrattiene intensi rapporti commerciali ed economici con numerosi Stati. A luglio 2013, ha firmato il suo primo Accordo di libero scambio (Fta) con la Nuova Zelanda, gettando le basi per accordi simili con gli altri Paesi;

    per contribuire a ridurre il divario nell'attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), diciassette obiettivi interconnessi, definiti dall'Organizzazione delle Nazioni Unite come strategia «per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti», Taiwan ha collaborato con i Paesi partner su un'ampia gamma di questioni, tra cui l'agricoltura sostenibile, la conservazione degli oceani, il finanziamento di progetti riguardanti il cambiamento climatico, l'uguaglianza di genere, l'istruzione inclusiva e l'innovazione sociale;

    la partecipazione di Taiwan agli sforzi globali per raggiungere gli SDGs potrebbe portare a un maggiore progresso nella realizzazione di questi obiettivi. Taiwan potrebbe condividere le proprie esperienze di successo nella promozione dello sviluppo sostenibile, come ad esempio la gestione delle risorse idriche, l'energia pulita e l'innovazione tecnologica;

    la partecipazione significativa di Taiwan ai lavori delle Organizzazioni internazionali potrebbe facilitare la cooperazione regionale per affrontare sfide comuni, come la sicurezza alimentare, la salute pubblica e l'adattamento ai cambiamenti climatici, contribuendo a promuovere la pace, la stabilità e il benessere dell'umanità;

    Taiwan ha inoltre dimostrato una capacità notevole nella gestione delle emergenze sanitarie, come durante l'epidemia di SARS nel 2003 e la pandemia COVID-19. La partecipazione di Taiwan alle attività dell'Assemblea Mondiale della Sanità potrebbe contribuire a migliorare la preparazione e la risposta globale alle future crisi sanitarie, garantendo che nessuno venga escluso dalla cooperazione internazionale in questo settore;

Pag. 57

    come membro responsabile della comunità internazionale, Taiwan ha lanciato una serie di azioni per combattere il cambiamento climatico, come la modifica e la nuova denominazione del Greenhouse Gas Reduction and Management Act, che il 15 febbraio 2023 è diventato il Climate Change Response Act. Così facendo, Taiwan ha fissato l'obiettivo delle zero emissioni per il 2050;

    il 19 luglio 2023, Taipei ha ospitato il primo Pacific Climate Change Forum, invitando i rappresentanti delle nazioni insulari del Pacifico e dei Paesi che condividono le stesse idee a discutere le questioni relative all'adattamento climatico. In occasione del forum, Taiwan ha firmato la prima dichiarazione congiunta sulla lotta al cambiamento climatico con le Isole Marshall, Nauru, Palau e Tuvalu. Taiwan intende inoltre istituire un fondo per la giusta transizione con questi quattro Paesi per rafforzare la cooperazione sull'adattamento climatico con le nazioni insulari;

    il 7 agosto 2023 Taiwan ha ufficialmente istituito il Taiwan Carbon Solution Exchange, dotandosi in questo modo di una piattaforma di scambio di carbonio;

    il 22 agosto 2023, in risposta alle tendenze internazionali delle zero emissioni e ai cambiamenti ambientali in tutto il mondo, Taiwan ha accelerato gli sforzi per migliorare la capacità amministrativa, modificando la struttura dell'Amministrazione per la Protezione Ambientale. Sono state anche istituite l'Amministrazione per il Cambiamento Climatico e l'Amministrazione per la Circolazione delle Risorse, per integrare la gestione delle questioni ambientali, tra cui il cambiamento climatico, la circolazione delle risorse, la gestione delle sostanze chimiche, la gestione della qualità ambientale e il rafforzamento della ricerca sulle tecnologie ambientali;

    in risposta al Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) dell'Unione europea e alle tendenze di decarbonizzazione della catena di approvvigionamento, Taiwan ha accelerato gli sforzi per implementare meccanismi di tariffazione e inventario del carbonio;

    in quanto anello importante della catena di approvvigionamento globale, Taiwan ha inserito le questioni ambientali nei negoziati con gli Stati Uniti d'America nell'ambito della Taiwan-US Initiative on 21st- Century Trade e con il Regno Unito per la Enhanced Trade Partnership. In questo modo Taiwan e i partner internazionali continueranno a promuovere il commercio internazionale e a contribuire alla sostenibilità ambientale globale, allineandosi così alla governance climatica internazionale;

    rispondendo all'interrogazione n. 4-00983, a prima firma dell'Onorevole Paolo Formentini, in cui si chiedeva se il Governo intendesse sostenere, «nell'ambito di tutte le sedi opportune ed in coordinamento con gli altri Paesi dell'Unione europea, la ricerca di ogni possibile forma di coinvolgimento che consenta a Taiwan di concorrere attivamente all'azione dell'Oms», la Sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Maria Tripodi, ha risposto che «l'Italia – in linea con i Paesi dell'Unione europea, del G7 e con altri Paesi che condividono la stessa impostazione – adotta un approccio inclusivo al tema della salute globale in ambito multilaterale. Sosteniamo quindi la partecipazione di tutti i partner, incluse le autorità sanitarie e gli esperti di Taipei, che possano fornire un contributo costruttivo ai lavori dell'Assemblea mondiale della salute, la cui 76a edizione ha avuto inizio il 21 maggio 2023 a Ginevra. In questa prospettiva, dal 2020 l'Italia aderisce alle iniziative promosse da un gruppo di Paesi a sostegno della partecipazione di Taipei all'Assemblea mondiale della salute in qualità di osservatore. Anche quest'anno abbiamo confermato la nostra adesione. Il sostegno all'iniziativa è stato riaffermato anche nelle recenti dichiarazioni ministeriali G7 esteri e salute. L'obiettivo è ribadire l'appello a favore della partecipazione dei delegati taiwanesi ai lavori a livello tecnico dell'Assemblea e, più in generale, ampliare le occasioni di coinvolgimento di esperti dell'isola nell'attività dell'organizzazione»;

    è stato istituito presso la Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati, il Comitato permanente Pag. 58sulla politica estera per l'Indo-Pacifico, il quale sta svolgendo un'indagine conoscitiva «sulle tematiche relative alla proiezione dell'Italia e dei Paesi europei nell'Indo-pacifico»; in questa sede, la Sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Maria Tripodi, ha svolto, il 16 novembre 2023, un'audizione sulla strategia complessiva dell'Italia nell'area indo-pacifica, nel corso della quale ha dichiarato che l'Indo-Pacifico sarebbe stato tra le priorità della presidenza italiana del G7, nonché che l'Italia sta intensificando gli sforzi per rafforzare la presenza italiana nella regione con un approccio inclusivo, ovvero di cooperazione con tutti i partner dell'area comprese le organizzazioni regionali, nel rispetto del diritto internazionali;

    nel corso della medesima audizione è stato inoltre ricordato come la regione indo-pacifica sia di rilevante importanza geostrategica e come in questa zona transiti il 90 per cento del traffico marittimo commerciale del pianeta: in quanto tale questa area deve affrontare alcune rilevanti sfide che riguardano la libertà e la sicurezza dei mari, le catene di approvvigionamento e l'impatto dei cambiamenti climatici,

impegna il Governo

ad intraprendere iniziative al fine di sostenere la partecipazione significativa di Taiwan alle agenzie e ai meccanismi specializzati delle Nazioni Unite, tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Organizzazione internazionale per l'Aviazione civile internazionale e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in qualità di membro nei casi in cui la statualità non costituisca un requisito per la membership e come osservatore od ospite laddove lo sia, e sostenendo inoltre ogni iniziativa volta alla cessazione dell'isolamento diplomatico di Taiwan.
(8-00064) «Formentini, Billi, Coin, Crippa, Deborah Bergamini, Orsini, Marrocco, Calovini, Caiata, Di Giuseppe, Gardini, Loperfido, Mura, Pozzolo, Tirelli».