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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 23 ottobre 2024
388.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO
Pag. 216

ALLEGATO 1

Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Protocollo alla Convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza, per la riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico, con allegati, firmato a Göteborg il 30 novembre 1999; b) Modifiche al testo e agli allegati da II a IX del Protocollo del 1999 per la riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico. C. 1585 Governo, approvato dal Senato.

PARERE APPROVATO

  La VIII Commissione,

   esaminato, per i profili di competenza, il disegno di legge n. 1585 Governo, approvato dal Senato, recante la ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Protocollo alla Convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza, per la riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico, con allegati, firmato a Göteborg il 30 novembre 1999; b) modifiche al testo e agli allegati da II a IX del Protocollo del 1999 per la riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico nonché aggiunta dei nuovi allegati X e XI, adottate a Ginevra il 4 maggio 2012,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 217

ALLEGATO 2

5-02994 Ruffino: Iniziative di competenza in relazione alla gestione operativa del Registro elettronico nazionale sulla tracciabilità dei rifiuti (RENTRI) e ai termini di adeguamento dei soggetti obbligati.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI), disciplinato dal decreto ministeriale 3 aprile 2023, n. 59, prevede, a regime, la digitalizzazione degli adempimenti cartacei relativi alla produzione, movimentazione e trasporto dei rifiuti (registri di carico e scarico, formulari di identificazione rifiuti).
  Il Registro, oltre a essere interoperabile con i sistemi gestionali utilizzati dagli operatori, intende dialogare con il Registro nazionale delle autorizzazioni e delle procedure semplificate (ReCER) e con il Catasto dei rifiuti dell'ISPRA (che raccoglie le informazioni provenienti dalle dichiarazioni uniche ambientali sui rifiuti urbani e sui rifiuti speciali).
  Il RENTRI consentirà alle il tracciamento dei rifiuti e permetterà alle pubbliche amministrazioni, mediante l'elaborazione dei dati trasmessi, di orientare le attività di pianificazione e di individuare le situazioni critiche da sottoporre a controlli puntuali.
  Il RENTRI non è certamente divenuto operativo senza tener conto di un lasso di tempo utile all'adattamento dei soggetti obbligati.
  Basti pensare che la piena attuazione del citato decreto ministeriale n. 59 del 2023 ha comportato l'adozione di una serie di decreti direttoriali attuativi, ciascuno dei quali volto a fornire agli operatori un quadro chiaro e puntuale in merito a tempistiche e adempimenti.
  Con il decreto direttoriale del 22 settembre 2023 sono stati stabiliti i termini (i) per l'iscrizione al Registro, (ii) per l'entrata in vigore dei nuovi modelli del registro cronologico di carico e scarico e del formulario di identificazione del rifiuto (FIR), (iii) per la tenuta in formato digitale dei nuovi modelli e (iv) per l'emissione del FIR in formato digitale. Con tale decreto si è tenuto conto dell'esigenza di distribuire i tempi e di renderli idonei allo scopo di consentire l'effettivo adempimento agli obblighi ricadenti sui soggetti interessati, tanto che, con riguardo alle imprese con più di 50 dipendenti, si è previsto che l'obbligo di iscrizione decorre dal 15 dicembre 2024 fino al 13 febbraio 2025 e che l'obbligo di emissione del FIR sorge solo una volta chiusasi la finestra temporale per l'iscrizione.
  Con i successivi decreti 6 novembre 2023 e 19 dicembre 2023 sono state definite le modalità operative per la trasmissione dei dati al Registro e di accesso e iscrizione allo stesso, sono stati indicati i requisiti informatici per garantire l'interoperabilità, nonché le modalità di funzionamento degli strumenti a supporto e di compilazione dei modelli.
  L'adozione dei citati decreti direttoriali ha permesso l'apertura dell'ambiente DEMO sul portale RENTRI, al fine di testare le applicazioni e i sistemi gestionali per la trasmissione dei dati e la compilazione dei modelli.
  Unitamente all'apertura dell'ambiente DEMO, è stato attivato un servizio di assistenza agli utenti attraverso la pubblicazione di specifiche Schede informative sugli argomenti RENTRI, accompagnata da un servizio di supporto a cui sottoporre quesiti specifici. Al contempo, è stata avviata anche una intensa attività formativa diretta alle associazioni e alle imprese attraverso la somministrazione di 18 specifici webinar sul funzionamento del Registro, che ha visto la partecipazione di circa 15.000 partecipanti.Pag. 218
  Dal mese di settembre sono state coinvolte anche le Sezioni Regionali e provinciali della struttura dell'Albo nazionale gestori ambientali con la programmazione di oltre 20 eventi su tutto il territorio nazionale e la partecipazione di oltre 10.000 utenti.
  Si ritiene, dunque, che la gradualità del percorso di adempimento agli obblighi previsti dal RENTRI, la messa a disposizione di specifici strumenti di supporto nonché l'attività di formazione di cui s'è fatta menzione potranno consentire la piena operatività del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti in linea con le attese delle amministrazioni interessate e dei settori produttivi coinvolti, senza cogliere questi ultimi impreparati.

Pag. 219

ALLEGATO 3

5-02995 L'Abbate: Iniziative di competenza relative alle criticità ambientali del progetto d'impianto di ossicombustione di rifiuti nel comune di Modugno (BA).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento al quesito posto, giova premettere che, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, è competenza delle regioni (oppure, ove delegate, delle province) il rilascio dell'autorizzazione unica per gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, tra cui rientra l'impianto di ossicombustione in questione.
  In merito alla programmazione della gestione dei rifiuti, il Ministero, con decreto ministeriale 24 giugno 2022, ha adottato il Programma nazionale di gestione dei rifiuti, strumento strategico di indirizzo per la pianificazione regionale, sulla cui base la regione Puglia ha approvato il vigente piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, con delibera del Consiglio regionale n. 68 del 14 dicembre 2021, e quello dei rifiuti speciali, con delibera di Giunta regionale n. 673 dell'11 maggio 2022.
  Con specifico riferimento all'impianto di ossicombustione in questione, da realizzarsi nell'area industriale di Modugno (BA), si segnala, sentita la regione interessata, quanto segue.
  Con determina dirigenziale n. 7 del 25 gennaio 2018 (D.D.), la regione Puglia, Sezione Autorizzazioni Ambientali, ha espresso — sulla scorta dei pareri favorevoli con prescrizioni del comitato Regionale VIA, degli esiti della Conferenza dei servizi decisoria e di tutti i pareri resi dai vari soggetti intervenuti — giudizio favorevole di compatibilità ambientale, rilasciando alle società NEWO S.p.A. ed OSSIGENOPURO S.r.l. l'Autorizzazione integrata ambientale per l'installazione di un impianto di trattamento e coincenerimento di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, avente una capacità produttiva pari a 43.000 tonnellate annue di CO2 e di 20.000 tonnellate annue di prodotto vetroso e 32.334 tonnellate annue di O2.
  Concluso il procedimento autorizzatorio unico, la NEWO ha commissionato alla Aer Consulting un monitoraggio finalizzato a descrivere lo stato ambientale e a ricostruire la geomorfologia del sito, condotto tra luglio e agosto 2018. All'esito del già menzionato monitoraggio è risultato che nel sito non risultano superati i livelli di contaminazione (CSC) delle matrici ambientali suolo, sottosuolo e acque sotterranee.
  Preme segnalare che la legittimità della citata D.D. è stata definitivamente sancita con le sentenze del Consiglio di Stato nn. 6088, 6089, 6090, 6092, 6093 del 18.07.2022, in riforma delle sentenze del TAR Bari recanti annullamento del provvedimento autorizzativo in seguito ai ricorsi proposti dal comune di Bari, dal comune di Modugno e dall'Ambito di Raccolta Ottimale BA/2.
  A valle delle statuizioni del Consiglio di Stato, l'Autorità Competente AIA ha rilasciato, con determina dirigenziale n. 370 del 23 febbraio 2024, l'aggiornamento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, per adeguamento alle Best Available Technology (BAT) di settore, di cui alla predetta D.D., conclusosi con la qualifica di rifiuto del materiale in uscita dal processo di ossicombustione e non con quella di end of waste, come indicato dall'Onorevole interrogante.
  Tale qualifica dei prodotti della ossicombustione «perle vetrose» è coerente con le conclusioni del provvedimento amministrativo riesaminato, il D.D. del 2018.
  Con riferimento ai possibili impatti sulla salute umana derivanti dalla messa in esercizio dell'impianto, si evidenzia, in fine, Pag. 220che sono stati espressi pareri favorevoli da tutti i soggetti coinvolti nel procedimento di riesame, tra i quali ASL Bari, ARPA Puglia e ISPRA. La documentazione relativa procedimento n. 1557 è consultabile sul portale ambientale della regione Puglia.
  In conclusione, considerato che l'autorità competente allo svolgimento dei procedimenti in questione è quella regionale, deve darsi atto, sulla base degli elementi forniti, della posta in essere delle cautele preordinate, ai sensi della legislazione vigente, a evitare gravi rischi ambientali.

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ALLEGATO 4

5-02996 Simiani: Chiarimenti in merito allo stato di avanzamento dei lavori di realizzazione dello scolmatore del torrente Bisagno.

TESTO DELLA RISPOSTA

  È opportuno rammentare in via preliminare che le funzioni del MASE in materia di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, si esplicano attraverso la programmazione, il finanziamento e il controllo degli interventi, individuati partendo dalle proposte inserite da regioni e province autonome nella piattaforma ReNDiS dell'ISPRA. A tal fine, si tiene conto, tra l'altro, della pianificazione svolta dalle competenti Autorità di bacino distrettuali, in relazione al rischio da frana ed al rischio da alluvioni.
  L'attuazione degli interventi è affidata ai Presidenti delle regioni in qualità di Commissari di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, cui è attribuita la titolarità di apposite Contabilità speciali.
  A seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 settembre 2015 – il cosiddetto Piano Stralcio Aree Metropolitane – sono stati finanziati interventi nell'ambito delle aree metropolitane e delle aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni, compresi quelli riguardanti il bacino del torrente Bisagno.
  A riguardo, occorre precisare che, trattandosi di un intervento idraulicamente complesso, non si può limitare al solo scolmatore del Bisagno, citato dagli Onorevoli Interroganti, ma è opportuno considerare le opere programmate sull'intera asta fluviale, che fungono da corredo all'intervento principale.
  I Commissari di Governo, oltre all'attuazione degli interventi, sono responsabili del corretto e tempestivo inserimento dei dati nei sistemi di monitoraggio dedicati. Sono altresì tenuti a relazionare, con cadenza annuale, sullo stato d'attuazione degli interventi, rappresentando le eventuali criticità che ne condizionano la realizzazione.
  Con riferimento alla Relazione annuale del 31 dicembre 2023, risulta che l'importo pagato ai percettori finali è pari a oltre 178 milioni. Pertanto, dai dati in possesso di questo Ministero, gli interventi risultano per la gran parte in esecuzione e al percettore finale risultano saldate fatture complessivamente per circa la metà dell'importo totale degli interventi programmati con riferimento all'intera asta fluviale. In merito alla progettualità dello scolmatore del Torrente Bisagno nel territorio del Comune di Genova, il costo totale ammonta a complessivi 204,4 milioni di euro, interamente coperto da risorse statali. Per quanto riguarda l'avanzamento finanziario dell'intervento, dalla consultazione del sistema di monitoraggio Banca dati unitaria (BDU) del MEF, al 31 agosto 2024, risulta una spesa rendicontata e validata di circa 76,8 milioni di euro.
  In merito allo stato di avanzamento dei lavori, oggetto dell'interrogazione, la regione Liguria riferisce che ad oggi la percentuale di lavori contabilizzati, ossia lo stato di avanzamento lavori riferito al 30 settembre 2024 ammonta al 19 per cento dell'importo contrattuale. La progressione dei lavori è stata influenzata da molteplici fattori che ne hanno rallentato Pag. 222l'esecuzione. In particolare, si fa riferimento alla doppia adozione di interdittiva antimafia nei confronti del consorzio mandatario, ad oggi non efficace a seguito del ripristino della misura del controllo giudiziario ex articolo 34-bis del Codice antimafia. Si sono inoltre verificate difficoltà di ordine organizzativo interne al Raggruppamento Temporaneo di Imprese che hanno, tra l'altro, condotto alla recente rimodulazione in riduzione operata dal raggruppamento, con successiva uscita di una delle mandanti.
  La regione Liguria segnala infine che il termine contrattuale è ancora stabilito nel 20 aprile 2025. Tuttavia, alla luce dell'attuale situazione operativa del cantiere, è ragionevole ipotizzare uno slittamento del termine effettivo di conclusione dei lavori a metà del 2026.

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ALLEGATO 5

5-02997 Cortelazzo: Iniziative urgenti volte al reperimento di ulteriori risorse per la realizzazione dell'infrastruttura di raccolta di acque reflue della sponda veronese del Lago di Garda.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito al quesito posto, si premette che Protocollo di Intesa sottoscritto tra Ministero ed i Presidenti delle regioni Veneto e Lombardia per la realizzazione delle nuove opere per il collettamento e la depurazione del Lago di Garda risale al 28 dicembre 2017. In tale ambito, i soggetti sottoscrittori si sono impegnati ad assicurare la copertura finanziaria degli interventi, quantificati in 220 milioni, di cui 100.000.000 finanziati dal Ministero.
  Una Convenzione operativa, è stata poi sottoscritta tra il Ministero e le regioni, ed estesa al Consiglio di Bacino «Veronese», all'Ufficio d'ambito di Brescia e all'Associazione A.T.S. «Garda Ambiente», per disciplinare l'attuazione degli interventi, le procedure, le modalità di trasferimento delle risorse, il monitoraggio, il controllo e la rendicontazione delle attività.
  Con decreto direttoriale del 4 giugno 2018, il Ministero ha approvato i succitati atti. I citati 100 milioni impegnati sono stati destinati per 40 milioni a favore del Consiglio di Bacino «Veronese» e per 60 milioni a favore dell'Ufficio d'Ambito di Brescia.
  Attesa la strategicità delle opere da realizzare, l'azione di monitoraggio viene svolta da parte di questo Ministero per il tramite della Cabina di Regia, prevista dalla citata Convenzione Operativa, a cui partecipano tutti i sottoscrittori.
  In relazione alla richiesta dell'Onorevole interrogante, in merito alla necessità di fondi per far fronte all'aumento dei costi dovuto all'aggiornamento dei prezzi, si rappresenta che risultano maggiori oneri per complessivi 42 milioni. Il dato è emerso in occasione della riunione della Cabina di Regia del 7 settembre 2023, nonché dalle comunicazioni trasmesse rispettivamente dalle due ATO competenti.
  Lo scorso mese di luglio, il competente Dipartimento del MASE ha avviato il procedimento ricognitivo sulle proposte di programmazione e preassegnazione delle risorse per il Piano di Sviluppo e Coesione del MASE per il periodo 2021/2027 da presentare al CIPESS. Ciò al fine di predisporre un elenco di progetti coerenti a carattere prioritario, corredati dalla formulazione di una proposta di pre-allocazione delle risorse in capo al Ministero.
  In tale ambito, la competente Direzione ministeriale ha formulato la proposta di pre-allocazione delle risorse per il collettamento e la depurazione del Lago di Garda, indicando un fabbisogno pari a 42 milioni per interventi urgenti e immediatamente cantierabili.
  È, quindi, intenzione di questo Ministero mettere in atto ogni azione di propria competenza, per rendere disponibili le risorse necessarie per procedere con celerità alla conclusione degli interventi progettati.

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ALLEGATO 6

5-02998 Manes: Intendimenti in merito al progetto di trasferimento dei depositi chimici nel bacino portuale di Genova Sampierdarena.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento al quesito posto dall'Onorevole interrogante, si rappresenta che il progetto relativo alla delocalizzazione del deposito della società Superba presso Ponte Somalia è attualmente sottoposto al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale presso questo Ministero. La procedura è stata avviata il 18 gennaio scorso e risulta ancora in fase di svolgimento.
  Per quanto di stretta competenza del MASE, si rappresenta che al pari di ogni altra procedura analoga, la VIA è aperta nella fase di consultazione pubblica a qualsiasi soggetto pubblico o privato interessato a partecipare; pertanto, le criticità delineate nell'interrogazione potranno essere rappresentate in sede di consultazione.
  La fase di valutazione prevede inoltre l'intervento di tutti gli Enti competenti. A tale riguardo, si rappresenta che risultano coinvolti anche la regione Liguria ed ARPAL, ed ha partecipato Autorità di sistema Portuale del Mar ligure Occidentale.
  Nell'ambito del procedimento, la regione Liguria con il supporto di Arpal ha formulato lo scorso mese di marzo una richiesta di integrazione volta in particolare a chiarire sia lo scenario di riferimento della valutazione – cioè, il trasferimento contestuale o meno della società Superba S.r.l. e della società Attilio Carmagnani – sia la conformità alle condizioni apposte nel nulla osta di fattibilità del Comitato tecnico Regionale. Sono state altresì richieste specifiche integrazioni per tutte le matrici ambientali coinvolte, ad esempio mediante uno studio modellistico sulla dispersione in atmosfera, sull'esposizione della popolazione e sugli impatti odorigeni.
  Il proponente ha fornito le integrazioni richieste che sono pubblicate sul sito del MASE a far data dal 13 agosto 2024. A seguito di tali integrazioni, l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Ligure Occidentale in data 12 settembre 2024 ha trasmesso al MASE una comunicazione concernente sentenze del TAR Liguria che interessano il progetto in valutazione, in particolare risulta che il TAR Liguria abbia annullato i provvedimenti relativi al procedimento urbanistico di adeguamento tecnico funzionale finalizzato trasferimento dei depositi chimici dall'attuale sito all'area portuale di Ponte Somalia e il provvedimento di autorizzazione alla procedura di Accordo Sostitutivo per la ricollocazione dei depositi chimici in questione.
  La Commissione tecnica VIA VAS, sulla scorta dei pareri e delle osservazioni acquisite, potrà pertanto valutare sotto il profilo tecnico gli aspetti prettamente ambientali relativi all'impianto. Resta fermo che ad oggi pende presso il Consiglio di Stato la decisione, dirimente per l'inquadramento del progetto, sulla revisione delle citate sentenze del Tar Liguria.

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ALLEGATO 7

5-03000 Mattia: Intendimenti relativi a una campagna istituzionale d'informazione sulle polizze assicurative a copertura del rischio ambientale.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento al quesito posto, non si può che concordare con quanto indicato dall'Onorevole interrogante, soprattutto riguardo alle premesse. Spesso infatti molte aziende hanno un connaturato rischio, più o meno elevato, di incorrere in un danneggiamento durante le varie fasi di svolgimento delle proprie attività imprenditoriali. Le ricadute, seppure nell'ipotesi di una leale e tempestiva azione di localizzazione e delimitazione del danno, impattano necessariamente sull'ambiente, sull'habitat e quindi in ultima analisi sui cittadini, per un periodo di tempo indefinito.
  La materia delle polizze assicurative è complessa e di natura interdisciplinare. Tra le cause della scarsa penetrazione di tale strumento, così come riferito dall'Interrogante, non è solo da considerare la ridotta diffusione in termini di cultura aziendale, ma anche il costo elevato delle polizze assicurative che incide sulla pianificazione finanziaria di un'attività di impresa.
  D'altro canto, il MASE destina annualmente un'importante quota di risorse per l'avvio o lo svolgimento di attività di messa in sicurezza, bonifica e risanamento dei Siti di Interesse Naturale e dei siti cosiddetti orfani. Analogamente in ambito locale, gli enti territoriali sono spesso investiti del problema delle bonifiche di propria pertinenza.
  Si deve inoltre considerare il fattore temporale correlato al contenzioso, che inevitabilmente incide sulle attività di messa in sicurezza e bonifica dei siti sottoposti al danno. Si rammenta infatti che Il MASE è impegnato per l'individuazione e la quantificazione del danno, e per la determinazione delle responsabilità anche in sede giudiziaria, con il conseguente esercizio delle azioni di risarcimento e di ripristino in sede civile e penale, anche attraverso l'adozione di ordinanze per la riparazione.
  In conclusione, alla luce di quanto premesso, il MASE raccoglie con favore l'indicazione dell'Onorevole interrogante circa la promozione dello strumento della stipula dei contratti assicurativi volti alla copertura di eventuali danni ambientali, da includere nell'ambito delle attività ordinariamente svolte per la prevenzione ed il contrasto del danno, nonché in quelle rivolte alla comunicazione istituzionale, che sarà opportunamente valutata nel quadro delle risorse disponibili in sede ministeriale.

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ALLEGATO 8

5-02999 Bonelli: Misure e priorità per le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici in risposta ai fenomeni meteorologici estremi.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Riguardo al quesito posto dall'Onorevole Interrogante si rappresenta quanto segue.
  Come rappresentato dall'onorevole interrogante, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) – strumento pianificatorio deputato al coordinamento delle azioni volte alla mitigazione, prevenzione e contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici – prevede l'istituzione di un apposito Osservatorio. L'Osservatorio si compone di una ampia platea di soggetti qualificati (16 membri) atta a garantire la funzione di coordinamento intrinseca al PNACC.
  Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica ha concluso di recente l'acquisizione dei nominativi dei referenti designati dalle diverse Amministrazioni; lo schema di decreto di nomina dei componenti dell'Osservatorio è in fase di finalizzazione e sarà adottato in tempi brevi.
  A seguito dell'insediamento, l'Osservatorio potrà svolgere a pieno i compiti affidatigli, quali l'individuazione delle priorità di intervento, delle relative fonti di finanziamento e dei soggetti responsabili dell'implementazione.
  Tale attività senz'altro terrà conto degli eventi significativi verificatesi sul territorio nazionale in tempi recenti.
  Giova, altresì, rammentare che il PNACC arriva all'esito di una valutazione ambientale strategica che ha visto un ampio coinvolgimento, nell'ambito della apposita consultazione, di tutte le parti interessate. Il Piano di cui oggi disponiamo è frutto delle osservazioni e delle varie raccomandazioni pervenute nel corso delle varie consultazioni.
  L'esigenza di un coordinamento e di una struttura di governance deputata allo svolgimento di tale funzione è tanto più sentita se si considera che all'attuazione delle varie dimensioni di cui si compone il PNACC concorrono già oggi plurime misure e fonti di finanziamento. In ogni caso, considerata l'importanza prioritaria del Piano, questo Ministero continuerà a prodigarsi in tutte le sedi, al fine di individuare ulteriori strumenti, anche di carattere finanziario, che sostengano la migliore delle attuazioni.