ALLEGATO 1
5-02053 Barbagallo: Disagi alla mobilità nella Regione Siciliana.
TESTO DELLA RISPOSTA
In riferimento al quesito posto, in premessa ricordo che il Regolamento europeo n. 1008 del 2008 in materia di libera circolazione dei servizi di trasporto aereo stabilisce il principio generale di libertà di accesso ai traffici intracomunitari per tutte le compagnie dell'Unione europea. L'esercizio di tali servizi deve essere espletato, da parte dei singoli vettori, in conformità alle norme comunitarie, nazionali o locali in materia di sicurezza e ambiente, restando, comunque, subordinato alla disponibilità di slots orari, nei diversi scali aeroportuali d'interesse.
Per quanto concerne, dunque, la frequenza dei voli da e per gli aeroporti di Comiso e Catania, si rappresenta che, ai sensi della normativa comunitaria sopracitata, gli accordi per l'apertura e il mantenimento di tratte aeree vengono stipulati direttamente tra il gestore dell'aeroporto interessato, ossia Società Aeroporto Catania e i singoli vettori.
Con riferimento in particolare all'aeroporto di Comiso, si evidenzia che, previa apposita Conferenza di servizi con la Regione Siciliana, l'ENAC e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il decreto ministeriale n. 166 del 2023 è stata prevista l'attivazione di oneri di servizio pubblico per il servizio aereo di linea sulle rotte andata e ritorno tra Comiso e Roma Fiumicino, e tra Comiso e in alternativa uno degli scali dell'area milanese (Milano Linate, Malpensa e Bergamo Orio al Serio).
Al momento della richiesta di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea dell'informativa di imposizione, la Commissione europea ha richiesto chiarimenti e integrazioni documentali in relazione alla sussistenza di un fallimento del libero mercato tale da giustificare gli OSP e in merito alla scelta delle due destinazioni, ossia Roma e Milano.
A tal proposito, sono state avviate le interlocuzioni con la Commissione europea con una serie di incontri, il protrarsi dei quali ha determinato la necessità di un differimento dell'entrata in vigore dei medesimi OSP.
Lo scorso 22 ottobre si è tenuta l'ultima riunione, nel corso della quale è stato presentato lo studio elaborato dall'advisor incaricato dalla Regione Siciliana finalizzato a superare le criticità sollevata dalla Commissione. Si è in attesa a breve delle determinazioni finali della stessa Commissione.
In riferimento al contributo per lo sviluppo infrastrutturale e turistico, rappresento che con la recente sottoscrizione dell'Accordo di Coesione tra il Governo nazionale e la Regione Siciliana, sono previsti rilevanti investimenti per gli scali aeroportuali siciliani, in particolare per quelli di Catania e di Comiso. Tra gli interventi, segnalo la realizzazione del nuovo Terminal B, di moderni depositi carburante e del progetto Cargo, nonché il miglioramento delle aree security, dei varchi doganali e della viabilità interna agli scali e la rifunzionalizzazione dei terminal passeggeri esistenti.
ALLEGATO 2
5-02814 Ghio: Attività della commissione ministeriale ispettiva inviata dal MIT in Liguria.
TESTO DELLA RISPOSTA
Il 22 maggio 2024, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha istituito una Commissione ministeriale con il compito di svolgere attività ispettiva tecnica in ordine alle procedure di rilascio di atti di concessione demaniale da parte dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e comunque rispetto ad ogni altro fatto, atto o notizia a tali procedure collegati, rilevanti ai fini amministrativi.
Per l'avviamento e la definizione delle attività ispettive nell'ambito dell'attuazione del mandato ricevuto, la Commissione ha acquisito preliminarmente gli elenchi dei titoli concessori vigenti e gli atti fondamentali selezionati tra i documenti della pianificazione generale.
Esaurita la fase preliminare con l'acquisizione dei suddetti documenti, la Commissione ha espletato il primo ciclo di audizioni degli organi direttivi e dei funzionari dell'Ente, che si è svolto tra il 9 ed il 23 luglio.
Sulla base delle informazioni acquisite, la Commissione ha formalizzato con note distinte e separate le richieste documentali per un riscontro dei contenuti emersi nel corso delle audizioni.
Nei successivi giorni 5 e 6 settembre, la Commissione si è recata presso la sede di Genova dell'Autorità di sistema e ha effettuato il secondo ciclo di audizioni, al fine di acquisire ulteriori elementi integrativi della documentazione già acquisita.
Nel corso delle suddette attività ispettive, la Commissione ha acquisito una mole documentale corposa ed articolata, comprensiva anche degli atti già divenuti oggetto dell'attività di polizia giudiziaria.
Attualmente, la Commissione, in coerenza con la materia delle attribuzioni conferite, è impegnata nella stesura della relazione conclusiva, la cui consegna al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è prevista entro la fine del corrente anno.
Infine, rappresento che gli atti di concessione citati dai deputati interroganti, adottati medio tempore dall'Autorità di Sistema Portuale, rientrano nell'ambito della documentazione in corso di esame ispettivo. Qualsivoglia valutazione sugli stessi, sarà effettuata sulla base degli esiti del lavoro condotto dalla Commissione.
ALLEGATO 3
5-02876 Morfino: Progetto di costruzione di una seconda unità navale presso il cantiere di Palermo.
TESTO DELLA RISPOSTA
La Regione Siciliana ha comunicato che, con deliberazione della Giunta regionale n. 308 dello scorso 12 settembre, ha autorizzato la richiesta per il finanziamento della seconda nave RO-PAX per esercitare il diritto di opzione previsto all'articolo 34 del contratto d'appalto del 9 ottobre 2023.
Il successivo 9 ottobre, l'assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità della Regione Siciliana ha inoltrato al Ministero degli affari europei, le politiche di coesione e per il PNRR, la richiesta di valutare di concedere il finanziamento di 140 milioni di euro, al fine di esercitare il diritto all'opzione per la fornitura della seconda unità navale RO-PAX Classe A da adibire al trasporto di passeggeri, auto, mezzi pesanti e merci pericolose in colli e autocisterne.
ALLEGATO 4
5-03037 Tassinari: Competenza dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale sulla gestione del ponte mobile di Ravenna.
TESTO DELLA RISPOSTA
In riferimento al quesito posto, in premessa rappresento che il ponte mobile situato in Via Attilio Monti costituisce un'infrastruttura strategica per la mobilità locale, collegando le sponde destra e sinistra del canale Candiano e facilitando il transito di mezzi pesanti e leggeri (attualmente circa 30.000 transiti giornalieri, di cui il 15 per cento mezzi pesanti). Tali volumi di traffico rendono necessarie frequenti e importanti attività manutentive, la maggior parte delle quali eseguite senza interruzione del traffico circolante, in orario notturno o fuori dalla sede stradale.
L'infrastruttura è stata ultimata nel 2010 e gestisce sia il traffico veicolare sia il passaggio dei natanti, con aperture e chiusure coordinate tra l'Autorità portuale, la Capitaneria di Porto e l'Amministrazione comunale.
La gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria del ponte sono affidate alla società consortile cooperativa CEIR, nell'ambito di un Accordo Quadro che prevede interventi periodici per garantire sicurezza e funzionalità, con una programmazione atta a ridurre malfunzionamenti e a prolungare l'efficienza operativa della struttura.
Le attività contrattuali continuano regolarmente e includono, con cadenza prestabilita, il monitoraggio e la manutenzione degli apparati elettromeccanici, degli impianti e delle strutture, con l'obiettivo di minimizzare eventuali guasti o malfunzionamenti.
Tra le recenti deliberazioni in merito, si rappresenta che con delibera presidenziale dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale n. 289 dello scorso agosto, sono stati approvati interventi di manutenzione programmata finalizzati alla sicurezza e funzionalità della struttura, tra cui la fornitura e posa in opera di un sistema di controllo della velocità, volto a garantire il rispetto dei limiti imposti. Il completamento di questo intervento è previsto entro la fine del corrente anno.
In aggiunta, è stata prevista una serie di ulteriori interventi di manutenzione straordinaria, tra cui il ripristino dei trattamenti protettivi per le strutture in acciaio, la sostituzione dei giunti di collegamento tra piano stradale e ponte mobile, il ritensionamento e la verifica magnetoscopica delle funi e delle barre di sostegno e la manutenzione dei catenacci di blocco e dell'impianto oleodinamico di comando.
Tali lavori, il cui completamento è previsto per maggio 2025, comporteranno una chiusura temporanea del traffico veicolare che sarà programmata in coordinamento con l'Amministrazione comunale competente e comunicata con congruo anticipo per minimizzare l'impatto sulla viabilità. Tali disposizioni sono state deliberate al fine di garantire la pubblica incolumità e la sicurezza della circolazione stradale nonché l'efficienza della struttura mobile, come raccomandato dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA).
Si segnala, inoltre, che nel lasso di tempo intercorso fra l'evento segnalato nell'atto di sindacato ispettivo ad oggi, non sono stati registrati altri eventi incidentali occorsi sul ponte mobile.
Infine, in merito al trasferimento della competenza sull'opera ad altra pubblica amministrazione, l'Autorità di Sistema Portuale dell'Adriatico Centro Settentrionale, Pag. 122alla luce della crescente importanza del ponte per la mobilità cittadina, ha formalmente auspicato un trasferimento delle competenze di gestione dell'infrastruttura ad altro ente amministrativo, a condizione che tale valutazione sia effettuata nell'ottica di una salvaguardia della funzione portuale dell'infrastruttura.
ALLEGATO 5
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027. C. 2112-bis Governo.
PROPOSTE EMENDATIVE PRESENTATE
ART. 30.
Aggiungere in fine i seguenti commi:
11. In considerazione del perdurare della grave crisi internazionale verificatasi a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, della crisi in Medioriente e della recente crisi nel Mar Rosso, all'articolo 199, comma 1, lettera b), ultimo periodo, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, dopo le parole: «di 2 milioni di euro per l'anno 2024» sono aggiunte le seguenti: «e di 2 milioni di euro per l'anno 2025».
12. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono quantificati i residui disponibili ed è autorizzato il loro utilizzo per ciascuna Autorità di sistema portuale nel limite di 2 milioni di euro di cui al comma 11.
13. All'onere derivante dall'attuazione dei commi 11 e 12, pari a 2 milioni di euro annui per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell'articolo 121, comma 2, della presente legge.
2112-bis/IX/30.1. Ghio, Barbagallo, Bakkali, Casu, Morassut.
ART. 79.
Dopo l'articolo 79, aggiungere il seguente:
Art. 79-bis.
(Interventi a sostegno del trasporto ferroviario merci da e per i porti nazionali)
1. Fino al 31 dicembre 2026, al fine di promuovere il traffico ferroviario delle merci in ambito portuale, ciascuna Autorità di sistema portuale può riconoscere, nel limite di 1 milione di euro, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e nel rispetto degli equilibri di bilancio e senza utilizzo dell'avanzo di amministrazione, un contributo in favore degli operatori dei servizi di manovra ferroviaria che operano al servizio dell'area portuale, sulla base degli obiettivi di traffico ferroviario definiti dall'Autorità di sistema portuale. I beneficiari sono tenuti a ribaltare il contributo di cui al primo periodo, in misura non inferiore al 50 per cento, a favore dei propri clienti che hanno usufruito dei servizi di manovra ferroviaria oggetto del contributo medesimo. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data entrata in vigore della presente disposizione, sono definiti i criteri e le modalità di assegnazione dei contributi di cui al presente comma.
2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti dal presente articolo con l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
2112-bis/IX/79.01. Gaetana Russo.
ART. 80.
Dopo l'articolo 80, aggiungere il seguente:
Art. 80-bis.
(Disposizioni a tutela dei viaggiatori)
1. All'articolo 37, comma 3, lettera h), secondo periodo, del decreto-legge 6 dicembrePag. 124 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «non è possibile proporre ricorso in sede giurisdizionale fino a che non sia stato esperito un tentativo obbligatorio di conciliazione» sono sostituite dalle seguenti: «ferma restando la possibilità di proporre ricorso in sede giurisdizionale, è possibile esperire un tentativo di conciliazione».
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai processi iniziati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
2112-bis/IX/80.01. Varchi.
Dopo l'articolo 80, aggiungere il seguente:
Art. 80-bis.
(Disposizioni in materia di sicurezza e regolarità della circolazione ferroviaria)
1. Al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 19, secondo comma, le parole: «da L. 20.000 a L. 60.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 500 ad euro 2.000,»;
b) all'articolo 19, terzo comma, le parole: «da L. 100.000 a L. 500.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 3.000 ad euro 15.000»;
c) all'articolo 20, terzo comma, le parole: «da L. 7.000 a L. 21.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 200 ad euro 600»;
d) all'articolo 21, sesto comma, le parole: «da L. 10.000 a L. 30.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 300 ad euro 900»;
e) all'articolo 26, secondo comma, le parole: «da L. 50.000 a L. 500.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 1.500 ad euro 15.000»;
f) all'articolo 38, primo comma, le parole: «da L. 20.000 a L. 60.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 500 ad euro 2.000»;
g) all'articolo 38, secondo comma, le parole: «da L. 50.000 a L. 500.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 1500 ad euro 15.000»;
h) all'articolo 41, secondo comma, le parole: «da L. 20.000 a L. 60.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 500 ad euro 2.000»;
i) all'articolo 41, terzo comma, le parole: «da L. 150.000 a L. 450.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 4.500 ad euro 13.500»;
l) all'articolo 48, terzo comma, le parole: «da L. 30.000 a L. 90.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 900 ad euro 3.000».
2. I proventi delle sanzioni amministrative di cui al comma 1 sono destinati alla messa in sicurezza delle reti ferroviarie nazionali e alla regolarità dell'esercizio e della circolazione ferroviaria da realizzarsi anche mediante la mappatura delle aree più sensibili alle trasgressioni e irregolarità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753.
2112-bis/IX/80.02. Deidda.
ART. 97.
Al comma 1, sostituire le parole: 120 milioni con le seguenti: 800 milioni.
Conseguentemente, all'articolo 121, sostituire il comma 2 con i seguenti:
2. Il Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 è ridotto di 73 milioni di euro annui per l'anno 2025.
3. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 è Pag. 125ridotto di 361 milioni di euro annui per l'anno 2025.
Conseguentemente, alla tabella A, apportare le seguenti variazioni:
voce: Ministero dell'economia e delle finanze:
2025: – 102.000.000;
voce: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti:
2025: – 24.000.000.
2112-bis/IX/97.1. Casu, Barbagallo, Bakkali, Ghio, Morassut.
Aggiungere, in fine, il seguente comma:
2. Per le esigenze di sviluppo della mobilità sostenibile è autorizzata la spesa di 45 milioni di euro per l'anno 2025, destinata al rinnovo del materiale rotabile e infrastrutture per il trasporto ferroviario delle merci di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), numero 4, del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 111, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 13.5, cap. 7506. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, pari a 45 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell'articolo 121, comma 2, della presente legge.
2112-bis/IX/97.2. Ghio, Barbagallo, Casu, Bakkali, Morassut.
Aggiungere, in fine, i seguenti commi:
2. Per il completamento della Linea C della metropolitana di Roma di cui all'articolo 1, comma 478, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, è autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per il 2025 e di 50 milioni di euro per ciascun anno dal 2026 al 2032.
3. Per le esigenze di sviluppo della mobilità sostenibile è autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per l'anno 2025 destinata alla revisione progettuale del completamento della linea C della metropolitana di Roma e per l'acquisto di materiale rotabile relativo alla linea medesima, nonché per interventi di manutenzione straordinaria per le linee A e B della metropolitana di Roma di cui all'articolo 1, comma 931, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 13.6, cap. 7416.
Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
2025: – 50.000.000;
2026: – 50.000.000;
2027: – 50.000.000.
2112-bis/IX/97.3. Casu, Morassut, Barbagallo, Bakkali, Ghio.
Aggiungere, in fine, il seguente comma:
2. Per il completamento della Linea C della metropolitana di Roma di cui all'articolo 1, comma 478, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, è autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per il 2025 e di 50 milioni di euro per ciascun anno dal 2026 al 2032.
Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
2025: – 25.000.000;
2026: – 50.000.000;
2027: – 50.000.000.
2112-bis/IX/97.4. Morassut, Casu, Barbagallo, Bakkali, Ghio.
Aggiungere, in fine, il seguente comma:
2. Per le esigenze di sviluppo della mobilità sostenibile è autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per l'anno 2025 destinata alla revisione progettuale del completamentoPag. 126 della linea C della metropolitana di Roma e per l'acquisto di materiale rotabile relativo alla linea medesima, nonché per interventi di manutenzione straordinaria per le linee A e B della metropolitana di Roma di cui all'articolo 1, comma 931, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 13.6, cap. 7416.
Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
2025: – 25.000.000.
2112-bis/IX/97.5. Morassut, Casu, Barbagallo, Bakkali, Ghio.
Aggiungere, in fine, i seguenti commi:
2. Il contributo a favore del comune di Milano per gli oneri del rimborso dei prestiti relativi alla realizzazione delle linee metropolitane M4-M5, di cui all'allegato V previsto dall'articolo 1, comma 277, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, è incrementato di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2035.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2, pari a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2035, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 121, comma 2, della presente legge.
2112-bis/IX/97.6. Pastorella.
Aggiungere, in fine, il seguente comma:
2. Per le esigenze di sviluppo della mobilità sostenibile è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2025, di 2 milioni di euro per l'anno 2026 e di 3 milioni di euro per l'anno 2027, destinata al completamento del polo metropolitano M1-M5 di Cinisello-Monza-Bettola, di cui all'articolo 1, comma 18, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 5, cap. 7418. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, pari a 2 milioni di euro per l'anno 2025, 2 milioni di euro per l'anno 2026 e 3 milioni di euro per l'anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell'articolo 121, comma 2, della presente legge.
2112-bis/IX/97.7. Roggiani, Casu, Pastorella, Iaria.
Aggiungere, in fine, i seguenti commi:
2. Per le esigenze di sviluppo della mobilità sostenibile è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027, destinati alla realizzazione della metropolitana leggera automatica metrobus di Brescia, di cui l'articolo 1, comma 660, della legge 30 dicembre 2020 n. 178, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 5, cap. 7418.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell'articolo 121, comma 2, della presente legge.
2112-bis/IX/97.8. Girelli, Casu.
Dopo l'articolo 97, aggiungere il seguente:
Art. 97-bis.
(Finanziamento del Nodo ferroviario di Catania)
1. Per il completamento del progetto «Sistemazione Nodo di Catania/Interramento stazione centrale e completamento del doppio binario tra Catania C.le e Catania Acquicella» è autorizzata la spesa Pag. 127complessiva di 1 miliardo di euro, di cui 500 milioni di euro per l'anno 2025 e 500 milioni di euro per l'anno 2026.
2. Per le esigenze connesse all'interscambio con il prolungamento della linea circumetnea sino all'aeroporto di Catania, è autorizzata la spesa complessiva di 1 miliardo di euro, di cui 385 milioni di euro per l'anno 2025 e 615 milioni di euro per l'anno 2026 destinata ai lavori di prolungamento del sottopasso della stazione ferroviaria di S. Maria Goretti.
3. All'articolo 1, comma 272, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, le parole: «9.312 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «7.312 milioni di euro» e le parole «885 milioni di euro per l'anno 2025, 1.150 milioni di euro per l'anno 2026,» sono soppresse.
2112-bis/IX/97.01. Barbagallo, Bakkali, Casu, Ghio, Morassut.
Dopo l'articolo 97, aggiungere il seguente:
Art. 97-bis.
(Finanziamento della Metropolitana leggera tra i paesi etnei e Catania)
1. Per le esigenze di mobilità sostenibile è autorizzata la spesa di 500 milioni di euro per l'anno 2025 destinata alla realizzazione della metropolitana leggera per collegare i paesi etnei con la città di Catania.
2. All'articolo 1, comma 272, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, le parole: «9.312 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «8.812 milioni di euro» e le parole: «885 milioni di euro per l'anno 2025» sono sostituite dalle seguenti: «385 milioni di euro per l'anno 2025».
2112-bis/IX/97.02. Barbagallo, Bakkali, Casu, Ghio, Morassut.
ART. 98.
Aggiungere, in fine, i seguenti commi:
6. In osservanza del principio d'insularità di cui all'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, per gli anni 2025, 2026 e 2027, l'addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e aeroportuale di cui all'articolo 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, limitatamente alle tratte da e per la Sardegna e la Sicilia:
a) è applicata nella misura massima di euro 3,50 dal 1° maggio al 30 settembre;
b) non si applica dal 1° ottobre al 30 aprile.
7. Le somme derivanti dall'applicazione del comma 6 sono riversate, in misura pari al 50 per cento, alla Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali dell'INPS, di cui all'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e nella restante misura del 50 per cento ad alimentare il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, ai sensi dell'articolo 1-ter del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291.
8. Al fine di revisionare l'addizionale sui diritti d'imbarco sugli aeromobili prevista dall'articolo 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, a decorrere dal 1° gennaio 2025 limitatamente agli anni 2025, 2026 e 2027 sono sospese le seguenti disposizioni:
a) voce: «Legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 2, comma 11», di cui al numero 8 «Ministero dell'interno» dell'Elenco n. 1, allegato alla legge 24 dicembre 2007, n. 244;
b) il comma 75 dell'articolo 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni;
c) l'articolo 204 del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e successive modificazioni.
9. All'articolo 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), le parole: «40 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «50 per cento»;
Pag. 128b) alla lettera b), le parole: «60 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «50 per cento».
10. Le maggiori somme derivanti dall'incremento dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco previsto dall'articolo 6-quater, comma 2, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, e successive modificazioni, nella misura del 100 per cento sono destinate ad alimentare il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, costituito ai sensi dell'articolo 1-ter del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291.
11. Ai fini della riscossione e del versamento delle somme di cui al comma 10 si applicano le disposizioni dell'articolo 6-quater, commi da 3 a 3-quater, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.
12. All'articolo 6-quater, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, le parole «di tre euro a passeggero» sono sostituite dalle seguenti: «di due euro a passeggero».
2112-bis/IX/98.1. Deidda.
Dopo l'articolo 98, aggiungere il seguente:
Art. 98-bis.
(Disposizioni in materia di trasporto marittimo)
1. Per la sostenibilità degli impianti portuali è autorizzata la spesa di 60 milioni di euro per l'anno 2025 e 69,5 milioni di euro per l'anno 2026 destinata alle opere di accesso agli impianti portuali di cui all'articolo 1, comma 153, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 13.9, cap. 7275.
2. Per la competitività dei porti italiani, è autorizzata la spesa di 14,5 milioni di euro per l'anno 2025 destinata alla competitività dei porti ed alla efficienza del trasferimento ferroviario all'interno dei sistemi portuali di cui all'articolo 1, comma 236, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 13.9, cap. 7600.
3. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari a 74,5 milioni di euro per l'anno 2025 e 69, 5 milioni di euro per l'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell'articolo 121, comma 2, della presente legge.
2112-bis/IX/98.01. Ghio, Barbagallo, Bakkali, Casu, Morassut.
ART. 104.
Aggiungere, in fine, i seguenti commi:
5. Allo scopo di potenziare i percorsi di collegamento urbano destinati alla mobilità ciclistica, è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2025 e 27 milioni di euro per l'anno 2026 destinata al Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane, di cui all'articolo 1, comma 47, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, con conseguente assegnazione delle risorse allo stato di previsione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Programma 13.6, cap. 7580/6.
6. All'onere derivante dall'attuazione del comma 5, pari a 20 milioni di euro per l'anno 2025 e 27 milioni di euro per l'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell'articolo 121, comma 2, della presente legge.
2112-bis/IX/104.1. Ghio, Barbagallo, Bakkali, Casu, Morassut.
ART. 119.
All'allegato III di cui al comma 1, primo periodo, voce: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Missione 2, Diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto (13), Programma 2.6, Sviluppo e sicurezza della mobilità locale (6), apportare le seguenti modificazioni:
2025:0;
2026:0;
2027:0.
Conseguentemente, alla tabella A, apportare le seguenti modificazioni:
voce: Ministero dell'economia e delle finanze:
2025: – 25.629.000;
2026: – 57.929.000;
2027: – 53.429.000.
2112-bis/IX/119.1. Casu, Morassut, Barbagallo, Bakkali, Ghio.
ALLEGATO 6
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027. C. 2112-bis Governo.
ORDINE DEL GIORNO
La IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni),
premesso che:
il PNRR prevede il finanziamento del sistema di gestione del traffico ferroviario denominato European Railway Transport management system con la disponibilità a giugno 2026 di oltre 3500 km di rete ferroviaria attrezzata per la gestione digitale del traffico;
questo specifico investimento orientato al miglioramento ed all'ammodernamento dei sistemi di sicurezza della circolazione ferroviaria insieme ad altri interventi già previsti dal PNRR, determinerà l'aumento della regolarità dei traffici ferroviari e della capacità di gestione in sicurezza di una offerta di servizi più ampia per tipologia di traffico servito, più densa per il miglioramento delle frequenze, più diffusa sul territorio italiano, disegnando una diversa e nuova accessibilità dei territori italiani alle grandi reti di trasporto europee;
il piano di sviluppo delle nuove fermate AV ha l'obiettivo di realizzare nuove fermate abbattendo i costi di consumo di suolo ed innalzando anche il livello di prestazioni dei servizi diversi da quelli trasportistici come quelli energetici, digitali, di sicurezza a servizio dei territori serviti,
impegna il Governo
a procedere, senza maggiori ed ulteriori costi a carico dello Stato, a una pianificazione degli adeguamenti e delle aperture di nuove fermate collocate lungo la rete core delle linee AV in territorio italiano come da ultimo classificate ai sensi e per gli effetti Regolamento (UE) 2024/1679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti.
0/2112-bis/IX/1. Cattaneo, Caroppo.
La IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni),
premesso che:
il PNRR prevede il finanziamento del sistema di gestione del traffico ferroviario denominato European Railway Transport management system con la disponibilità a giugno 2026 di oltre 3500 km di rete ferroviaria attrezzata per la gestione digitale del traffico;
questo specifico investimento orientato al miglioramento ed all'ammodernamento dei sistemi di sicurezza della circolazione ferroviaria insieme ad altri interventi già previsti dal PNRR, determinerà l'aumento della regolarità dei traffici ferroviari e della capacità di gestione in sicurezza di una offerta di servizi più ampia per tipologia di traffico servito, più densa per il miglioramento delle frequenze, più diffusa sul territorio italiano, disegnando una diversa e nuova accessibilità dei territori italiani alle grandi reti di trasporto europee;
il piano di sviluppo delle nuove fermate AV ha l'obiettivo di realizzare nuove fermate abbattendo i costi di consumo di suolo ed innalzando anche il livello di prestazioni dei servizi diversi da quelli trasportistici come quelli energetici, digitali, di sicurezza a servizio dei territori serviti,
impegna il Governo
a valutare l'opportunità, qualora ne ricorrano le condizioni di mercato all'esito di Pag. 131specifica analisi costi-benefici, di procedere, senza maggiori ed ulteriori costi a carico dello Stato, a una pianificazione degli adeguamenti e delle aperture di nuove fermate collocate lungo la rete core delle linee AV in territorio italiano come da ultimo classificate ai sensi e per gli effetti Regolamento (UE) 2024/1679 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti.
0/2112-bis/IX/1. (Nuova formulazione) Cattaneo, Caroppo.
(Accolto dal Governo)
ALLEGATO 7
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027. C. 2112-bis Governo.
RELAZIONE APPROVATA
La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025 – 2027» (C. 2112-bis Governo),
DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE.
ALLEGATO 8
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027. C. 2112-bis Governo.
PROPOSTA ALTERNATIVA DI RELAZIONE DEL GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA
La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
esaminato per le parti di propria competenza il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e il bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027 (A.C. 2112-bis);
premesso che:
con una dimensione complessiva di circa 30 miliardi nel 2025, il disegno di legge di bilancio 2025 presentato dal Governo è una manovra di puro galleggiamento, senza visione e di brevissimo respiro, incapace di dare vere risposte alle persone e alle famiglie, inadeguata ad affrontare le grandi questioni del Paese, a rilanciare la crescita e a ridurre le disuguaglianze sociali;
al di là dell'approccio ragionieristico con cui si punta a rispettare i parametri del nuovo Patto di stabilità e crescita, la manovra è priva di organicità dal punto di vista strutturale, senza alcuna traccia di quelle strategie anticicliche ed espansive che servirebbero a rilanciare la nostra economia e delle riforme profonde di cui avrebbero bisogno i principali settori della vita del Paese, non discostandosi da quelle che l'hanno preceduta;
si rispettano i parametri del nuovo Patto di stabilità e crescita, ma non si prova nemmeno a porre le basi per rilanciare la crescita: la manovra produce un effetto espansivo dello 0,3 per cento nel 2025, 0 nel 2026, 0,1 per cento nel 2027, e nel triennio 2025-2027 la crescita italiana rimane ogni anno mediamente inferiore di 0,6-0,7 per cento alla crescita UE, ma si tratta probabilmente di stime ottimistiche visto che l'ISTAT ha appena certificato una economia ferma nel terzo trimestre, con una crescita acquisita pari allo 0,4 per cento, rendendo un miraggio il traguardo fissato dal Governo di una crescita dell'1 per cento a fine anno;
oltre a tutto ciò che non prevede, il provvedimento in esame colpisce anche per ciò che contiene di sbagliato e insufficiente;
per il 2025 la Sanità vede crescere il suo finanziamento di soli 1,3 miliardi di euro, assolutamente inadeguati persino per compensare gli aumenti inflazionistici e per affrontare l'aumento considerevole dei costi, di cui circa un miliardo vincolato al rinnovo del contratto 2025-2027 di ASL e ospedali, senza traccia del maxi piano di assunzioni di medici e infermieri che in un triennio avrebbe dovuto portare nel Sistema sanitario nazionale 30 mila professionisti;
la dotazione di risorse del Fondo sanitario nazionale in rapporto al PIL scenderà al punto più basso mai toccato negli ultimi quindici anni, poco più del 6 per cento, un livello sempre più lontano da quello dei Paesi dell'area OCSE, che ci colloca agli ultimi posti in Europa e che determina un inevitabile incremento della spesa sanitaria privata delle famiglie, aumentata di 4,3 miliardi di euro nel 2023, una cifra tale da neutralizzare i vantaggi derivanti dall'accorpamento degli scaglioni dell'IRPEF;
la politica industriale è totalmente assente e non vengono rifinanziati strumenti essenziali come il Fondo di garanzia per le PMI, i contratti di sviluppo e gli accordi per l'innovazione; soprattutto, con una scelta assurda e gravissima per l'industriaPag. 134 e i lavoratori del settore automotive, si opera un drastico taglio, per un totale di 4,55 miliardi di euro di definanziamento, al «Fondo automotive», istituito dal governo Draghi con una dotazione di 700 milioni di euro per il 2022 e di un miliardo di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2030, per il sostegno e la promozione della transizione verde, della ricerca e degli investimenti nel settore automotive, cui viene lasciata un finanziamento residuo complessivo di soli 1,2 miliardi di euro per il periodo 2025-2030;
la proroga per tre anni della deduzione IRES per il costo del lavoro compenserà solo in parte l'aggravio determinato dall'abolizione permanente dell'ACE, mantenendo il saldo della riforma fiscale per quanto riguarda le imprese in territorio fortemente negativo, mentre viene prevista una modifica peggiorativa della Web Tax, che non sarà più applicata solo alle grandi aziende multinazionali ma riguarderà tutti gli operatori del settore, dai giganti alle piccole imprese digitali, colpendo un ecosistema di imprese innovative vitale per il futuro del Paese;
un altro taglio drastico è quello alle agevolazioni ordinarie per le ristrutturazioni e l'efficienza energetica delle abitazioni (dall'attuale livello del 50 per cento per le ristrutturazioni e 65 per cento per l'efficienza energetica al 36 per cento per la prima casa e al 30 per cento per le altre abitazioni previsto nel 2026), che penalizzerà tantissime piccole imprese del settore dell'edilizia e spingerà nuovamente verso il nero e il sommerso;
la manovra introduce ulteriori e insostenibili tagli per gli enti territoriali, che ammontano a circa 7 miliardi e 780 milioni di euro nel prossimo quinquennio e vanno a sommarsi a quelli già previsti a legislazione vigente, con effetti devastanti per i cittadini, perché le amministrazioni territoriali saranno costrette a tagliare ancora la manutenzione degli immobili pubblici, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali;
sulle pensioni il disegno di legge contiene una vera e proprio presa in giro, con un ritocco invisibile delle pensioni minime di 3 euro al mese, 10 centesimi al giorno, a fronte di una situazione allarmante che vedeva 4.786.521 pensionati con una pensione inferiore a 1.000 euro al mese nel 2023, pari al 29,5 per cento del totale;
per quanto riguarda il pubblico impiego, le risorse stanziate per la contrattazione collettiva nazionale sono insufficienti, solo 1.755 milioni di euro per il 2025, 3.550 milioni di euro per il 2026 e 5.550 milioni di euro annui a decorrere dal 2027, che corrispondono ad incrementi retributivi rispettivamente dell'1,8 per cento, del 3,6 per cento e del 5,4 per cento a regime, così da restare molto lontani dall'obiettivo del mero recupero dell'inflazione registrata dal 2022 al 2024, che ha sfondato il 17 per cento, mentre si reintroduce lo strumento del blocco del turn over per gli enti con più di 20 dipendenti, che si trasformerà in un pesante indebolimento delle pubbliche amministrazioni, tenuto conto delle croniche carenze e della stima di circa un milione di lavoratori pubblici che andranno in pensione da qui al 2030;
esce nuovamente penalizzato il Mezzogiorno: il credito d'imposta ZES viene prorogato per il 2025, ma con una dotazione di risorse dimezzata rispetto all'anno precedente: 1,6 miliardi anziché 3,27, mentre le risorse derivanti dalla fine della decontribuzione Sud, che comporterà un aggravio del costo del lavoro per le imprese che operano nel Meridione di ben 12,4 miliardi di euro nel triennio 2025-2027, vengono solo in parte destinate al Mezzogiorno mediante l'istituzione di un Fondo per il finanziamento di interventi volti a mitigare il divario nell'occupazione e nello sviluppo dell'attività imprenditoriale nelle aree svantaggiate, il cui funzionamento concreto è tutto da definire;
rispetto alle tematiche ecologiche si torna indietro di decenni, senza nuove risorse per salvaguardare l'ambiente e contrastare il dissesto idrogeologico e misure per limitare i mutamenti climatici, nonostantePag. 135 i numerosi eventi estremi che hanno ripetutamente devastato il Paese nei mesi scorsi;
anche per la scuola si riduce l'organico di potenziamento introdotto dalla «Buona Scuola» del 2015 e si procede solo con tagli: di 5.660 posti da docente e di 2.174 unità di personale amministrativo e tecnico: per gli insegnanti che fanno da supporto per il potenziamento dell'autonomia scolastica, che sono circa 14 mila, si tratta di una riduzione di oltre un terzo, con le scuole che saranno costrette a tagliare attività di sostegno ai ragazzi, a cominciare da quelle di potenziamento didattico. La riduzione del personale ATA, quando già si era in presenza di una grandissima sofferenza negli organici, significa mettere ancora più in difficoltà le scuole anche rispetto alla realizzazione dei progetti del PNRR;
sul piano del reperimento delle risorse, oltre ai tagli ai Ministeri, che ammontano a circa 7,7 miliardi in tre anni, con tutte le prevedibili conseguenze che ricadranno sul personale e sui cittadini, la tanto sbandierata «tassa sugli extraprofitti» per istituti di credito e assicurazioni è solo una mera anticipazione di imposte, che saranno recuperate nella prossima legislatura;
ai deludenti risultati dei due anni di Governo e alle altrettanto deludenti previsioni di crescita concorrono le scelte poste al centro dell'azione dell'esecutivo, tra cui:
a) l'assenza di interventi di politica economica in grado di sostenere efficacemente l'economia italiana;
b) la mancata previsione di misure strutturalmente orientate al recupero del potere d'acquisto dei redditi;
c) una politica fiscale iniqua, frammentata e categoriale, senza alcun riferimento a un disegno complessivo e razionale, e una lunga sequenza di sanatorie e condoni fiscali, che hanno l'oggettivo effetto di legittimare l'evasione fiscale;
d) la rinuncia a una efficace azione di spending review in favore di una politica fatta di tagli che hanno colpito e continueranno a colpire ambiti essenziali e settori strategici con ricadute sui soggetti economicamente più deboli;
è necessario esprimere un giudizio estremamente negativo su una manovra lontana da ciò che sarebbe stato necessario per il bene del Paese e degli italiani;
considerato che:
per quanto riguarda le materie di competenza;
l'incremento di 120 milioni di euro previsto per il Fondo TPL (articolo 97) risulta totalmente inadeguato alle esigenze del settore che indica in 800 milioni di euro il fabbisogno per il solo adeguamento alla dinamica inflattiva del Fondo e in 900 milioni di euro il fabbisogno per il rinnovo del contratto dei ferrotranvieri, scaduto nel 2023;
la programmazione degli investimenti diretti dell'amministrazione centrale erogata a favore di soggetti pubblici/privati cui è demandata la realizzazione dei programmi di sviluppo infrastrutturale presenta, nel triennio, un'intonazione restrittiva di particolare rilievo. La riduzione degli investimenti diretti disposta con la Sezione I del disegno di legge di bilancio è da ascrivere esclusivamente alla misura contenuta nell'articolo 119 che reca misure di spending review. Un taglio che è fortemente penalizzante per la spesa in conto capitale: 1,9 miliardi annui per tutto il periodo di programmazione (oltre il 70 per cento del risparmio totale richiesto). Tra le missioni aggredite in misura prioritaria ci sono «Infrastrutture pubbliche e logistica» con –194 milioni, «Diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto» con meno 121 milioni che incide sulle risorse per il completamento della Linea metropolita C di Roma, che sono tagliate di 125 milioni nel triennio di riferimento e di 425 milioni di euro in relazione a tutto il periodo di finanziamento dell'opera;
contestualmente, inoltre, la Sezione II interviene con ulteriori e pesanti definanziamenti. Nel triennio 2025-2027, oltre Pag. 136il 72 per cento (3,7 miliardi) riguarda le riduzioni operate sugli stanziamenti di leggi pluriennali. Sono definanziati importanti programmi di spesa, classificati tra le coperture, destinati ai comparti di riferimento del settore dei trasporti, quali quelli della portualità, della mobilità sostenibile, della ciclabilità, del trasporto ferroviario delle merci. Si tratta un azzeramento delle possibilità affrontare le sfide estremamente impegnative della transizione ecologica e digitale e della crescente competizione globale, che hanno invece bisogno di rilevanti politiche di sostegno. La restante parte dei definanziamenti è connessa a interventi di cui al decreto-legge n. 59 del 2021, finanziati a valere del PNC, tra cui quelli per l'elettrificazione delle banchine (cosiddetto cold ironing), l'ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale, il rinnovo delle flotte per il trasporto locale e ferroviario, servizi digitali e strade sicure. Si aggiungono, inoltre, i definanziamenti nell'ambito delle infrastrutture ferroviarie e stradali di competenza di RFI e ANAS (interventi anticipati ex decreto-legge n. 155 del 2024);
il nuovo fondo di cui all'articolo 120 del disegno di legge, con una dotazione finanziaria di 3,5 miliardi di euro difficilmente potrà invertire già nel 2027 la tendenza restrittiva generata dal provvedimento in esame, considerando la gradualità con cui le risorse immesse si traducono in spesa finale. Inoltre, è del tutto assente l'aspetto di pianificazione degli investimenti e il meccanismo del fondo risulta sganciato da una pianificazione nazionale nella logica e secondo il metodo del PNRR e in coerenza con le politiche di coesione, con attenzione non solo all'allocazione delle risorse, bensì anche all'efficienza della spesa e alla performance di cui la stessa è solo la manifestazione finanziaria,
DELIBERA DI RIFERIRE IN SENSO CONTRARIO
Barbagallo, Bakkali, Casu, Ghio, Morassut.
ALLEGATO 9
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027. C. 2112-bis Governo.
PROPOSTA ALTERNATIVA DI RELAZIONE DEL GRUPPO MOVIMENTO 5 STELLE
La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
esaminato per le parti di propria competenza il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e il bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027 (A.C. 2112-bis);
ad una prima analisi questa Commissione rileva come nell'atto in esame vi sia un intervento risibile per quanto riguarda le funzioni di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di fatti su un testo tipicamente complesso, non vi è traccia di questioni cruciali tra cui la mobilità sostenibile, la portualità, l'intermodalità e il settore aereo;
con riguardo al trasporto pubblico locale, risulta fondamentale sottolineare l'importanza di un trasporto efficiente e accessibile, in un momento in cui le grandi città italiane stanno affrontando problematiche complesse legate alla mobilità e alla sostenibilità ambientale. Nonostante ciò, il Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico Locale (articolo 97) ha ricevuto un incremento di soli 120 milioni di euro, valore chiaramente insufficiente per soddisfare le necessità crescenti del settore;
la crescita della domanda di mobilità sostenibile e l'aumento dei costi di gestione, in particolare per quanto riguarda l'energia e i materiali, richiederebbero un impegno finanziario ben più consistente. In città come Roma e Torino, dove le infrastrutture di trasporto pubblico metropolitano soffrono di carenze croniche e necessitano di investimenti ingenti per miglioramenti e ampliamenti, il finanziamento attuale non è in grado di rispondere in modo adeguato alle sfide esistenti. L'assenza di risorse adeguate comporta quindi un ulteriore rallentamento dell'efficienza e dell'espansione delle reti di trasporto, con un impatto negativo non solo sulla qualità della vita urbana, ma anche sulle possibilità di riduzione dell'inquinamento atmosferico e del traffico;
in un mondo in cui la tecnologia è sempre più al centro della nostra vita quotidiana e delle operazioni economiche, investire in cybersicurezza e intelligenza artificiale è una necessità imprescindibile. Tuttavia, il disegno di legge di bilancio 2025 non prevede stanziamenti significativi in queste aree, lasciando scoperta la difesa digitale nazionale e mancando l'opportunità di posizionare l'Italia come leader nel settore dell'IA;
il crescente numero di attacchi informatici rende fondamentale un approccio proattivo per proteggere sia i dati dei cittadini che le infrastrutture critiche del Paese. Allo stesso tempo, investire nell'intelligenza artificiale rappresenta un'opportunità unica per sviluppare tecnologie che potrebbero aumentare la produttività in settori chiave, come sanità, logistica, trasporti e industria manifatturiera. Trascurare queste aree significa rinunciare a opportunità strategiche di sviluppo e lasciare il Paese esposto a rischi e svantaggi competitivi in un settore di importanza crescente;
il taglio di circa 31,9 milioni di euro destinati alle ciclovie turistiche rappresenta un grave errore strategico, poiché penalizza una forma di mobilità sostenibile che, oltre a ridurre l'impatto ambientale dei trasporti, contribuisce al turismo e alla valorizzazione del territorio;
le ciclovie sono un'opzione di trasporto non solo ecologica, ma anche altamentePag. 138 attrattiva per il turismo internazionale. La scelta di ridurre i finanziamenti per le ciclovie contrasta con le politiche europee di promozione della mobilità dolce e potrebbe avere un impatto negativo sia sull'economia locale sia sugli obiettivi di riduzione delle emissioni. Favorire l'uso della bicicletta e il cicloturismo potrebbe invece rappresentare un volano per la crescita economica e per il miglioramento della qualità della vita nelle aree interessate;
la scelta di destinare ingenti risorse al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è una delle più controverse del disegno di legge di bilancio 2025. Questa infrastruttura, spesso oggetto di dibattito, potrebbe avere un impatto limitato rispetto alle necessità concrete del trasporto pubblico urbano in città come Roma e Torino, dove un miglioramento immediato delle infrastrutture esistenti risulterebbe ben più efficace per i cittadini;
l'investimento nel Ponte sullo Stretto appare quindi una scelta errata, poiché sottrae risorse vitali a progetti che potrebbero migliorare la qualità della vita nelle grandi città. Sotto questo profilo appare dunque critica la scelta di sottrarre tutte le risorse a disposizione di RFI per i navigli e per l'attraversamento dinamico dello Stretto, finanziamento che nasceva proprio dal lavoro di questa Commissione;
un sistema di trasporto urbano ben sviluppato avrebbe effetti benefici sulla riduzione del traffico, sull'inquinamento e sulla qualità del servizio per milioni di cittadini. Una gestione più equilibrata delle risorse risulterebbe in linea con le priorità reali del Paese;
i tagli lineari posti in essere attraverso l'articolo 119, comma 1, vanno ad inficiare investimenti importanti nella sicurezza dei trasporti nonché in progetti fondamentali quali ad esempio il prolungamento della Metro C di Roma Capitale;
un ulteriore aspetto critico della manovra è la mancanza di misure a tutela dei diritti dei lavoratori del trasporto pubblico, in particolare degli autisti. La mancata previsione di risorse per l'adeguamento salariale e per il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore pubblico può portare a un divario sempre più ampio tra il settore pubblico e quello privato, peggiorando la carenza di personale qualificato;
in un periodo in cui il settore dei trasporti è essenziale per il funzionamento delle città, garantire condizioni di lavoro adeguate e retribuzioni competitive dovrebbe essere una priorità. Tale attenzione potrebbe contribuire a migliorare la qualità del servizio offerto agli utenti e a rafforzare l'attrattività di questo settore per il personale qualificato;
da ultimo, il finanziamento per la banda ultra larga (articolo 96) nelle cosiddette «aree bianche» rappresenta un passo necessario per ridurre il divario digitale. Tuttavia, i fondi destinati, pur importanti, rischiano di non essere sufficienti se non accompagnati da una gestione più rigorosa e trasparente dei progetti infrastrutturali;
le aree bianche, ovvero le zone a bassa connettività, necessitano di un intervento rapido ed efficace per garantire accesso paritario alle risorse digitali e alle opportunità economiche. È essenziale che il Governo monitori l'efficacia di questi interventi per evitare ritardi e garantire che le risorse siano utilizzate in modo ottimale,
DELIBERA DI RIFERIRE IN SENSO CONTRARIO
Iaria, Cantone, Fede, Traversi.
ALLEGATO 10
DL 145/2024: Disposizioni urgenti in materia di ingresso in Italia di lavoratori stranieri, di tutela e assistenza alle vittime di caporalato, di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale, nonché dei relativi procedimenti giurisdizionali. C. 2088 Governo.
PARERE APPROVATO
La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
esaminato, per i profili di competenza, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 11 ottobre 2024, n. 145, recante «Disposizioni urgenti in materia di ingresso in Italia di lavoratori stranieri, di tutela e assistenza alle vittime di caporalato, di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale, nonché dei relativi procedimenti giurisdizionali» (C. 2088 Governo),
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 11
Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l'integrazione e l'armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali. C. 30 e abb.
PARERE APPROVATO
La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
esaminata, per i profili di competenza, la proposta di legge recante «Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l'integrazione e l'armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali» (C. 30 e abb.),
esprime
PARERE FAVOREVOLE.