ALLEGATO 1
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Araba d'Egitto sul trasporto internazionale di merci per mezzo di veicoli trainati (rimorchi e semirimorchi) con l'uso di servizi di traghettamento marittimo, fatto a Il Cairo il 22 gennaio 2024. C. 2101 Governo.
PARERE APPROVATO
La X Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 2101, approvato dal Senato, recante Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Araba d'Egitto sul trasporto internazionale di merci per mezzo di veicoli trainati (rimorchi e semirimorchi) con l'uso di servizi di traghettamento marittimo, fatto a Il Cairo il 22 gennaio 2024,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 2
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato economico interinale tra il Ghana, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, fatto a Bruxelles il 28 luglio 2016. C. 2102 Governo.
PARERE APPROVATO
La X Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 2102, approvato dal Senato, recante Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato economico interinale tra il Ghana, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, fatto a Bruxelles il 28 luglio 2016,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 3
Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo. C. 805 Gaetana Russo e abb.
PARERE APPROVATO
La X Commissione,
esaminata, per le parti di competenza, la proposta di legge recante Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo (C. 805 Gaetana Russo e abb.), quale risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell'esame in sede referente,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 4
5-03169 Benzoni: Iniziative di competenza volte a eliminare distorsioni della concorrenza e a rafforzare il ruolo delle imprese del commercio tradizionale nell'ambito delle vendite promozionali.
TESTO DELLA RISPOSTA
Il Ministero delle imprese e del made in Italy è pienamente consapevole delle sfide che il commercio al dettaglio tradizionale si trova ad affrontare in un mercato sempre più competitivo, segnato dalla crescita della grande distribuzione e delle piattaforme online.
Proprio per questo, il nostro impegno è rivolto a garantire un equilibrio tra le diverse forme di distribuzione, salvaguardando il ruolo centrale delle imprese locali nella vita economica e sociale delle nostre città.
In questo contesto, abbiamo avviato un'attenta analisi normativa, valutando le proposte avanzate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che mirano a una liberalizzazione delle vendite promozionali.
Tuttavia, riteniamo che una deregolamentazione totale, senza un adeguato bilanciamento, rischierebbe di compromettere l'efficacia dei saldi come strumento strategico per le imprese del commercio tradizionale.
Il nostro approccio non è quello di lasciare il settore in balia di una competizione incontrollata, ma di accompagnarlo con scelte ponderate, che tengano conto delle specificità del commercio italiano e delle esigenze dei consumatori.
Per questo, continueremo a lavorare con tutti i livelli di Governo e le parti interessate, affinché ogni intervento normativo abbia un impatto positivo e sostenibile sull'intero sistema commerciale, anche garantendo un continuo confronto con le Associazioni di categoria interessate.
La nostra priorità resta quella di assicurare che le vendite promozionali siano un'opportunità concreta per il commercio tradizionale e di favorire condizioni di equità e trasparenza nel mercato.
Non ci limiteremo a osservare, ma continueremo ad agire con decisione per sostenere il commercio al dettaglio, tutelandone il ruolo cruciale nell'economia e nella società del nostro Paese.
ALLEGATO 5
5-03170 Gusmeroli: Iniziative di competenza volte a incentivare la sostituzione di elettrodomestici energeticamente inefficienti.
TESTO DELLA RISPOSTA
Grazie Presidente. Grazie Onorevoli interroganti.
L'annuncio della nascita della società Beko Europe BV, costituita dal 75 per cento da Arçelik As e per il restante 25 per cento dalla statunitense Whirlpool, ha posto fin dall'inizio la necessità per il Governo italiano di mettere in campo le dovute precauzioni per salvaguardare i siti produttivi e l'occupazione. Ciò in considerazione di un contesto che negli anni ha visto una progressiva riorganizzazione del settore a livello internazionale che ha avuto conseguenze importanti sul nostro sistema produttivo.
Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° maggio 2023, infatti, l'esecutivo ha adottato i poteri della Golden Power, impegnando le società notificanti ad evitare sovrapposizioni di produzioni tra gli stabilimenti italiani e quelli europei che possano comportare un ridimensionamento della produzione nazionale, con conseguenti effetti sui livelli occupazionali.
Il rischio da noi paventato si è poi rivelato concreto e ciò dimostra la lungimiranza della scelta del Governo italiano che ha contenuto il problema, a differenza degli altri Paesi coinvolti. È di settembre 2024 l'annuncio della chiusura i due stabilimenti in Polonia con conseguenti 1.800 licenziamenti, mentre è prevista per inizio 2025 la chiusura di un impianto a Yate in Gran Bretagna che mette a rischio circa 300 lavoratori.
L'esercizio della Golden Power su Beko ci ha permesso in questi mesi di avviare un confronto con il Gruppo, svolto in accordo con i sindacati e i territori, che prevede l'elaborazione di un piano specifico per l'Italia.
Il nostro obiettivo è quello di concordare e supportare, con azienda e parti sociali, ogni iniziativa utile per rendere competitiva la produzione degli elettrodomestici in Italia, per sviluppare e potenziare l'ambito della Ricerca e Sviluppo del settore e, più in generale, per dare risposte produttive e occupazionali a tutti i siti italiani del Gruppo Beko.
Infine, per quanto riguarda il sostegno all'acquisto di nuovi grandi elettrodomestici, si conviene con l'interrogante che si tratta di una strada percorribile, ritenendo di sicuro interesse il rinnovo di elettrodomestici ad elevato contenuto tecnologico e di forte risparmio energetico. Questo insieme di interventi sono condivisi dal Governo italiano che si sta adoperando in sede comunitaria per una politica comune di sostegno al settore. Oltre ad una politica verso la domanda è necessario un forte impegno di ricerca e innovazione, sia di prodotto che di processo, con finanziamenti concordati in ambito europeo.
Non possiamo dimenticare infatti che l'Europa è ancora oggi il secondo produttore mondiale di grandi elettrodomestici con oltre un milione di occupati nel settore.
ALLEGATO 6
5-03172 Peluffo: Iniziative urgenti per assicurare il mantenimento dei livelli produttivi dell'industria nazionale nonché favorirne crescita e sostenibilità.
TESTO DELLA RISPOSTA
Come è stato ricordato con l'atto in parola le nostre imprese stanno attraversando un periodo caratterizzato da congiunture esterne che rischiano di avere un impatto sulla loro produzione.
Le crisi geopolitiche in corso, a partire dal conflitto in Ucraina e dalle tensioni tra grandi economie mondiali, stanno infatti causando volatilità nei mercati energetici, difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, e un aumento generalizzato dei costi di produzione.
Per affrontare queste sfide, l'Italia si sta dotando di una nuova politica industriale che permetta al sistema produttivo di essere competitivo a livello globale, rimanendo al passo delle transizioni digitale e green.
Il Governo si è posto l'obiettivo di costruire una strategia industriale condivisa con i protagonisti del sistema produttivo nazionale. Per questo motivo, è stato elaborato il «Libro Verde per una nuova strategia di politica industriale per l'Italia», attualmente sottoposto a consultazione pubblica. Con i contributi che perverranno dal sistema produttivo, il Libro Verde diverrà poi il Libro Bianco sulla politica industriale italiana.
Allo stato attuale, il Libro Verde offre un contributo di idee, proposte e visioni per una nuova politica industriale, da realizzare in parallelo al mandato della prossima Commissione europea e in stretto coordinamento con le politiche comunitarie.
Infatti, molte delle crisi che le imprese italiane stanno affrontando sono comuni a quelle delle altre imprese europee. Una reazione comune può avere maggiore impatto.
Nel settore automotive, ad esempio, l'Italia ha proposto un position paper sulla riforma della politica industriale europea dell'auto, che sarà discusso al Consiglio Competitività domani. L'idea è quella di una strategia automobilistica europea che si ponga l'obiettivo dell'abbattimento delle emissioni, facendo leva sul principio della neutralità tecnologica, coniugando esigenze ambientali con quelle produttive, come ha sottolineato anche Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività.
Nei settori siderurgico e chimico, l'Italia, nel confermare gli obiettivi di neutralità climatica al 2050, sta lavorando ad una proposta di efficientamento del meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM) – che, nella sua formulazione attuale, è fortemente impattante sul settore siderurgico e potrebbe diventare economicamente insostenibile per i produttori di acciaio – e a una proposta di revisione delle normative ETS, in relazione al meccanismo di phase out delle quote gratuite.
Questi princìpi, neutralità tecnologica e bilanciamento di esigenze ambientali e produttive, sono alla base della politica industriale del Governo per superare le situazioni di difficoltà che stanno vivendo i settori richiamati dall'Onorevole interrogante.
ALLEGATO 7
5-03173 Pavanelli: Circa gli impatti negativi sulla manifattura italiana dei costi dell'energia e delle materie prime nonché delle annunciate politiche protezionistiche da parte di importanti partner commerciali internazionali.
TESTO DELLA RISPOSTA
Grazie Presidente. Grazie Onorevoli interroganti.
Il Ministero delle imprese e del made in Italy monitora con attenzione l'evolversi delle dinamiche economiche internazionali e gli impatti sulle imprese italiane, con particolare riferimento alle tensioni protezionistiche e alla crisi energetica.
In particolare, per quanto riguarda i settori energetico e delle materie prime, è stato attivato il monitoraggio sistematico su diversi indicatori, tra cui il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell'energia elettrica, le quotazioni internazionali di gas naturale e carburanti, nonché i relativi prezzi industriali dei carburanti nei principali Paesi europei, al netto delle tasse. Questi dati, aggiornati e pubblicati regolarmente, consentono non solo di garantire trasparenza per i consumatori e le imprese, ma anche di orientare le politiche pubbliche in un'ottica di efficienza e sostenibilità.
Inoltre, stiamo collaborando con l'Agenzia delle Dogane per un monitoraggio più efficace delle materie prime strategiche, nell'ambito del quadro normativo europeo.
Per il settore automotive, ricordo che il Ministero ha istituito un Tavolo permanente, articolato in cinque gruppi di lavoro tecnici, con il coinvolgimento di Stellantis, sindacati, regioni e associazioni di categoria.
Questo Tavolo ha già prodotto un'analisi approfondita che evidenzia criticità, ma anche opportunità per guidare la transizione industriale. Tra i temi trattati figurano il miglioramento della capacità produttiva, il sostegno alla ricerca e innovazione, la formazione e l'efficientamento degli stabilimenti.
I primi dati emersi confermano la necessità di azioni congiunte per mitigare l'impatto sull'occupazione e favorire un adattamento competitivo della filiera.
In conclusione, dunque, sottolineo che siamo consapevoli del ruolo strategico degli Stati Uniti come ulteriore mercato di sbocco per il made in Italy, nonché dell'impatto che eventuali politiche protezionistiche potrebbero avere sul nostro export e metteremo in campo ogni iniziativa utile per affrontare le sfide globali con determinazione e successo.
A tale riguardo, è fondamentale sviluppare una politica industriale saggia e responsabile, che ponga al centro l'autonomia strategica, a partire dall'energia, come dimostra anche l'adozione del Libro Verde attualmente in fase di consultazione pubblica.
ALLEGATO 8
5-03171 Ghirra: Iniziative di competenza per la tutela del comparto chimico nazionale indicando, in particolare, il piano industriale della Versalis con riferimento alla Sardegna.
TESTO DELLA RISPOSTA
Grazie Presidente. Grazie Onorevole interrogante.
Come ricordato con l'atto in parola, in occasione della presentazione del Piano Strategico 2024-2027, ENI ha annunciato di aver messo a punto il Piano di trasformazione e rilancio del business della chimica verde entro il 2029. Il citato Piano tuttavia potrebbe avere un impatto su alcuni siti produttivi, posto che il processo di decarbonizzazione, se non adeguatamente supportato, potrebbe avere conseguenze rilevanti sull'intero indotto dell'industria chimica e petrol-chimica italiana e sui lavoratori del settore.
Pertanto, anche se – allo stato – non è prevista una chiusura per gli impianti Versalis in Sardegna, la preoccupazione del territorio è comprensibile.
Per far fronte alla citata sfida di transizione è stato dunque convocato il Tavolo Versalis per martedì 3 dicembre e il Tavolo sull'industria della Chimica per giovedì 5 dicembre.
Nell'ambito del primo tavolo, l'azienda potrà dunque illustrare il proprio piano industriale e gli impegni di investimento funzionali ad una maggiore sostenibilità fermo restando la necessità che sia garantita anche la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Al Tavolo sull'industria della Chimica, definiremo invece la politica strategica del settore, sia in ambito nazionale che europeo, in linea con le indicazioni del libro verde di politica industriale «Made in Italy 2030», che attualmente è in fase di consultazione pubblica.
In conclusione, tengo a rappresentare che il Governo continuerà a monitorare l'operato di Versalis per salvaguardare la produzione e l'occupazione degli stabilimenti italiani – inclusi quelli della Sardegna – al fine di continuare a garantire la competitività dell'azienda nell'ambito del mercato europeo e mondiale.