Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconti delle Giunte e Commissioni

Vai all'elenco delle sedute >>

CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 28 maggio 2025
503.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni (I)
ALLEGATO
Pag. 31

ALLEGATO 1

Modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio. C. 2304, approvato dal Senato.

PARERE APPROVATO

  Il Comitato permanente per i pareri della I Commissione,

   esaminata la proposta di legge C. 2304, recante «Modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio», approvata dal Senato;

   rilevato che:

    il provvedimento, che si compone di 3 articoli, introduce, nei confronti del coniuge, della parte delle unioni civili, del parente prossimo o del convivente di fatto o del partner, la pena accessoria della decadenza dall'esercizio di ogni diritto e facoltà in tema di disposizione delle spoglie mortali della vittima in seguito a condanna o applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per una serie di delitti commessi in danno della vittima (articolo 1), devolve a un successivo regolamento, da adottarsi su proposta del Ministro della salute, sentiti il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, l'adozione di una serie di conseguenti modifiche al regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 (articolo 2) e reca la clausola di invarianza finanziaria (articolo 3);

   ritenuto che, per quanto attiene al rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite:

   il provvedimento in esame è riconducibile alla competenza esclusiva dello Stato in materia di «ordinamento civile e penale» (articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione),

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 32

ALLEGATO 2

DL 45/2025: Ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026. C. 2420 Governo, approvato dal Senato.

PARERE APPROVATO

  Il Comitato permanente per i pareri della I Commissione,

   esaminato il disegno di legge C. 2420, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, recante ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026, approvato dal Senato;

   rilevato che:

    durante l'esame presso il Senato, il provvedimento è stato significativamente modificato, passando dagli 11 articoli del testo iniziale ai 27 attuali;

    il provvedimento, nel testo licenziato dal Senato, reca disposizioni in materia di: definizione degli indirizzi, delle articolazioni e dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento dei nuovi percorsi di istruzione tecnica e modalità di rilascio da parte degli istituti tecnici della certificazione delle competenze acquisite; introduzione dei nuovi istituti contrattuali degli incarichi post-doc e gli incarichi di ricerca relativi alla fase pre-ruolo della carriera accademica; disposizioni in materia di reclutamento e assunzione in servizio del personale docente; incremento di 6 milioni di euro del Fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e risultato; edilizia scolastica; sviluppo delle competenze digitali nelle scuole; flessibilità riconosciuta ai soggetti attuatori e alle amministrazioni titolari in presenza di disallineamenti o incoerenze rispetto al cronoprogramma procedurale e finanziario stabilito e anticipazioni di cassa in favore dei soggetti attuatori; assunzione di giovani ricercatori da parte delle imprese; disposizioni relative alla tornata dell'abilitazione scientifica nazionale 2023-2025; riforma delle guide turistiche; differimento del termine di decorrenza di alcuni divieti e condizioni in materia di procedure sugli animali a fini scientifici o educativi; parità scolastica; incremento dello stanziamento per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo; utilizzo della Carta del docente; conferimento in via straordinaria di incarichi temporanei per l'erogazione del servizio educativo nelle scuole dell'infanzia paritarie; stanziamento di risorse per la definizione di percorsi di formazione e informazione destinati ai docenti per la prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti, delle dipendenze comportamentali e del disagio giovanile; disciplina del concorso pubblico per i funzionari da destinare agli uffici scolastici regionali; disciplina della nomina del direttore generale dell'INVALSI; personale della struttura tecnica per la promozione della filiera formativa tecnologico-professionale; stanziamento di risorse per l'ampliamento dell'offerta formativa connessa ai processi di internazionalizzazione degli istituti tecnologici superiori (ITS Academy), disposta nell'ambito del Piano Mattei; mobilità interregionale dei dirigenti scolastici;

   ritenuto, per quanto concerne il rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, che:

    il provvedimento risulta prevalentemente riconducibile alla competenza esclusiva statale in materia di ordinamento e organizzazione amministrativa dello Pag. 33Stato (articolo 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione), norme generali sull'istruzione (articolo 117, secondo comma, lettera n), della Costituzione) e sistema tributario e contabile dello Stato (articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione),

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 34

ALLEGATO 3

5-01510 Peluffo: Sulle procedure e i tempi per il rimborso al comune di Rota d'Imagna, in provincia di Bergamo, delle spese sostenute per ospitare i rifugiati ucraini.

TESTO DELLA RISPOSTA

  L'interrogazione all'ordine del giorno, anche se risalente nel tempo, mi consente di fornire un quadro aggiornato della situazione relativa al caso di un gruppo di minori non accompagnati provenienti dall'Ucraina, ospitato nel territorio della provincia di Bergamo a partire dal 2022, grazie alla disponibilità offerta dai sindaci dei comuni di Bedulita, Pontida e Rota d'Imagna.
  Per quanto riguarda in particolare il comune di Rota d'Imagna, che ha accolto il maggior numero di minori, l'onorevole interrogante chiede notizie in merito ai rimborsi dei costi sostenuti dall'amministrazione comunale al fine di garantire la continuità dei servizi di assistenza e accoglienza.
  Ciò premesso, va evidenziato che nel maggio 2023 la Ragioneria territoriale dello Stato di Roma ha richiesto una dettagliata relazione a supporto del rendiconto relativo alle spese riconosciute nel 2022, segnalando diverse inesattezze riscontrate nella documentazione prodotta da parte del comune di Rota d'Imagna.
  Alla luce di tali osservazioni, sono state avviate interlocuzioni con gli uffici dell'ente locale e sono stati richiesti elementi integrativi, tramite il sistema informatico predisposto dal Ministero dell'interno per gestire le richieste di accesso ai fondi per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati provenienti dall'Ucraina.
  Inoltre, sono stati avviati approfondimenti per definire i criteri necessari all'ammissibilità delle spese e la conseguente erogazione dei rimborsi nel rispetto della normativa vigente.
  In particolare, il 29 settembre 2023 è stato richiesto un parere all'Avvocatura generale dello Stato sulla documentazione da presentare a corredo del rendiconto oggetto di rilievo, al fine di consentire al Ministero dell'interno di provvedere correttamente ai necessari pagamenti.
  Il successivo 5 ottobre 2023, l'Avvocatura generale ha fornito importanti elementi interpretativi delle linee guida relative alla rendicontazione del 2022 emanate dal commissario delegato al coordinamento dell'attività di assistenza dei minori non accompagnati provenienti dall'Ucraina, sulla scorta dei quali il Ministero dell'interno ha profuso ogni sforzo per sostenere il comune di Rota d'Imagna nel predisporre la documentazione necessaria a ottenere il contributo.
  Il 7 dicembre 2023, il Dipartimento della protezione civile ha comunicato al Ministero dell'interno le nuove linee guida recanti le indicazioni operative aggiornate con le relative tipologie di spese ammissibili, che sono state trasmesse per opportuna conoscenza anche all'amministrazione comunale interessata.
  A seguito degli approfondimenti svolti, il Ministero dell'interno – nei limiti delle spese rendicontate ammissibili in relazione alle quali il comune ha predisposto richiesta di rimborso e contributi — ha progressivamente provveduto a liquidare le somme per i tre trimestri del 2022, per l'intera annualità del 2023 e per i primi tre trimestri del 2024. L'istruttoria relativa al quarto trimestre del 2024 è tuttora in corso.
  I competenti uffici del Ministero continueranno a collaborare e fornire supporto al comune di Rota d'Imagna, così come a tutti gli altri comuni interessati, al fine di assicurare la continuità dei servizi di accoglienza.

Pag. 35

ALLEGATO 4

5-02584 Paolo Emilio Russo: Sulle iniziative per fronteggiare il crescente fenomeno di microcriminalità nel territorio del municipio V di Roma, con particolare riguardo agli episodi a danno di asili e scuole.

TESTO DELLA RISPOSTA

  il fenomeno degli episodi di furti e di atti vandalici verificatisi nel territorio del V Municipio della città di Roma, ai danni di alcuni istituti scolastici, tra i quali anche l'asilo nido «Albero azzurro», continua ad essere costantemente monitorato dalle forze di polizia territorialmente competenti e su di esso vi è una particolare attenzione da parte della Prefettura e della Questura proprio in considerazione dell'alto valore simbolico delle azioni criminose compiute, che colpiscono luoghi dedicati all'accoglienza e all'educazione dei più piccoli.
  Risulta infatti che gli episodi riferiti abbiano interessato prevalentemente gli asili nido e, nella maggior parte dei casi, gli autori abbiano sottratto generi alimentari, danneggiando porte, finestre, e arredi. In alcune occasioni sono state asportate alcune apparecchiature elettroniche.
  Gli eventi si sono concentrati esclusivamente negli orari di chiusura degli edifici scolastici e non si sono mai verificati episodi in danno dei frequentatori o degli operatori delle predette strutture.
  Le attività d'indagine per l'individuazione dei responsabili hanno consentito all'Anna dei Carabinieri l'identificazione e il deferimento all'Autorità giudiziaria di una persona sorpresa in flagranza all'interno dell'asilo nido «Albero Azzurro» e sono in corso indagini al fine di individuare gli autori di altri analoghi reati.
  Il fenomeno, riconducibile essenzialmente alla microcriminalità di natura predatoria, è costantemente monitorato nell'ambito dei servizi svolti dalle unità operative impegnate nel controllo del territorio nella zona in questione.
  Inoltre, la Questura di Roma, con particolare riguardo alle ore serali e notturne, svolge mirati servizi di osservazione e di controllo degli istituti colpiti da intrusioni e danneggiamenti, tra cui il citato asilo nido «L'Albero azzurro».
  L'argomento della sicurezza degli edifici scolastici rimane alla costante attenzione della Prefettura di Roma e delle Forze dell'ordine, anche tramite frequenti interlocuzioni con i dirigenti scolastici e con i referenti del V Municipio.
  Al fine, inoltre, di incrementare l'effetto di deterrenza e in adesione agli impegni contenuti all'interno del «Protocollo d'intesa per la gestione del servizio di pronto intervento su allarme degli istituti scolastici di Roma Capitale del N.U.E. 112», sottoscritto il 31 luglio 2024, è tuttora in corso l'implementazione dei dispositivi di tutela passivi nei singoli plessi scolastici – individuati secondo l'elenco fornito da Roma Capitale ed alla luce delle determinazioni assunte nel corso del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica del 1 agosto 2024 – mediante l'istallazione di impianti di allarme e/o videosorveglianza, anche collegati alla centrale operativa del 112 N.U.E.
  La tematica è stata affrontata anche in sede di riunione dell'Osservatorio Territoriale per la Sicurezza, un organismo di prossimità operativa condiviso tra Prefettura, Roma Capitale e Forze di Polizia, tenutosi presso il V Municipio di Roma Capitale il 24 settembre 2024. In tale sede sono stati anche previsti il potenziamento degli impianti di illuminazione pubblica nei pressi degli istituti scolastici interessati, nonché una verifica sul corretto funzionamento degli impianti di allarme ivi installati.
  Su un piano più generale, preme anche evidenziare come costituisca priorità del Governo la destinazione di investimenti finalizzatiPag. 36 alla rigenerazione urbana e la riqualificazione delle aree periferiche, allo scopo di spezzare l'intreccio tra condizioni di degrado e di marginalità sociale, in cui la commissione di crimini trova terreno fertile, soprattutto tra i giovani. Sulla scia di quanto realizzato a Caivano, si muove anche il decreto-legge n. 208 del 2024, che prevede un piano straordinario affidato allo stesso Commissario per interventi infrastrutturali e progetti di riqualificazione sociale in sei comuni e aree metropolitane ad alta vulnerabilità sociale, tra cui l'area Alessandrino-Quarticciolo cui si fa espresso riferimento nell'atto di sindacato ispettivo.

Pag. 37

ALLEGATO 5

5-03522 Madia: Sulle iniziative normative per garantire il diritto di voto a studenti e lavoratori fuori sede.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Sin dal suo insediamento il Governo è stato disponibile a ragionare con la massima serietà, per la definizione di un sistema di voto a distanza efficiente e sicuro per i fuori sede.
  Già con il decreto elezioni per l'anno 2024, l'introduzione nell'ordinamento di una disciplina volta a consentire – in via sperimentale – agli studenti fuori sede l'esercizio dell'elettorato attivo fuori dal comune di residenza in occasione delle elezioni del Parlamento europeo, ha rappresentato un segno importante volto a favorire la partecipazione alla vita democratica attraverso soluzioni tecniche e operative che garantissero i principi di sicurezza e segretezza del voto e la sostenibilità amministrativa. Si è trattato di un risultato storico, che ha consentito per la prima volta agli studenti di votare senza dover fare ritorno alle proprie residenze, sempre nell'ottica di sostenere la partecipazione alle consultazioni elettorali, contrastando l'astensionismo.
  Con il recente decreto-legge 19 marzo 2025 n. 27, l'azione del Governo è proseguita attraverso la definizione di una nuova sperimentazione per l'esercizio del diritto di voto da parte di tutti gli elettori fuori sede, prevedendo la possibilità di partecipazione alle consultazioni referendarie dell'anno 2025 per tutti coloro che, per motivi di studio, ma anche di lavoro – compresi i rapporti di lavoro sportivo disciplinati ai sensi del decreto legislativo n. 36 del 2021 – o di cure mediche, sono temporaneamente domiciliati in un comune di una provincia diversa da quella di residenza.
  L'obiettivo è chiaro. Definire una nuova ed ulteriore fase sperimentale per continuare a ragionare su processi così profondamente delicati e complessi, e sui quali questa maggioranza ha lavorato e continua a lavorare per individuare soluzioni concrete ed immediatamente operative, superando quelle criticità a cui i precedenti esecutivi non avevano dato risposta.
  In particolare, è previsto che i cosiddetti «fuori sede», per un periodo di almeno tre mesi in cui ricade la data di svolgimento del referendum, possano chiedere l'ammissione al voto nel comune di temporaneo domicilio entro il termine di 35 giorni prima della data prevista per la consultazione referendaria e possano altrettanto revocarla entro il termine di 25 giorni prima della medesima data.
  Conseguentemente, entro il ventesimo giorno antecedente la data del voto, spetta al comune di temporaneo domicilio acquisire da quello di residenza una comunicazione che attesti la titolarità da parte del richiedente del diritto di elettorato attivo, cui segue l'annotazione da parte del comune di residenza, nella lista elettorale sezionale, che il diritto sarà esercitato altrove.
  Sul piano organizzativo la norma proposta autorizza i comuni ad istituire una speciale sezione elettorale ogni 800 elettori fuori sede ammessi al voto, con conseguente distribuzione delle frazioni eccedenti in elenchi aggiunti nelle sezioni ordinarie, laddove possibile, entro la misura del 10 per cento rispetto al numero degli elettori già iscritti.
  I comuni nei quali il numero degli elettori fuori sede ammessi risulti inferiore ad 800, provvedono a distribuirli nelle liste aggiunte alle sezioni ordinarie esistenti, sempre rispettando possibilmente il predetto limite del 10 per cento.
  In assenza di dati specifici relativi all'effettiva distribuzione geografica per singoli comuni dei cosiddetti «fuori sede», la doppia possibilità intende agevolare la partecipazione degli elettori «fuori sede» senza Pag. 38gravare eccessivamente sull'organizzazione tecnica delle consultazioni referendarie, assicurandone l'effettività sul piano operativo.
  L'intervento legislativo è peraltro stato integrato, in sede parlamentare, prevedendo che il Ministero dell'interno entro 180 giorni dallo svolgimento delle consultazioni referendarie trasmetta alle Camere una relazione con l'indicazione analitica e sintetica dei dati di affluenza alle sezioni elettorali speciali e la valutazione dell'impatto delle misure in termini di maggiore partecipazione elettorale, anche in relazione al connesso impegno organizzativo e finanziario.
  I dati acquisiti e le valutazioni conseguenti potranno essere valorizzati anche in vista della conclusione dell'iter legislativo della proposta di legge, già approvata dalla Camera dei deputati e ora all'esame del Senato, che contiene una norma di delega al Governo per l'introduzione, a regime, di una disciplina del voto degli elettori fuori sede.