ALLEGATO 1
5-04128 Cherchi: Sulle criticità delle risorse idriche ad uso irriguo nel comparto agricolo sardo.
TESTO DELLA RISPOSTA
Signor Presidente, Onorevoli deputati,
la problematica della siccità, accentuata dai cambiamenti climatici, rappresenta una sfida complessa e urgente, che richiede interventi concreti e coordinati.
A tal proposito, desidero rassicurarla che il Ministero dell'agricoltura sta adottando diverse iniziative di competenza per fronteggiare questa emergenza.
Abbiamo destinato, sia fondi europei che risorse statali, ed investimenti per interventi sulle infrastrutture irrigue collettive, finalizzati all'ammodernamento e all'efficientamento del servizio irriguo, all'incremento della disponibilità idrica e alla riduzione delle perdite lungo le reti, con sistemi di gestione e monitoraggio orientati al risparmio idrico e alla sostenibilità.
In particolare, i finanziamenti già avviati o in fase di attivazione rispondono ad almeno una delle seguenti finalità:
aumento della disponibilità di acqua attraverso la realizzazione di opere di accumulo e reti di adduzione primaria, con un'attenzione crescente anche all'utilizzo di fonti alternative come i reflui urbani affinati, ove compatibile con le colture;
ammodernamento delle reti di distribuzione, per ridurre drasticamente le perdite idriche: a parità di risorsa prelevata, più acqua resta disponibile per le aziende agricole;
efficientamento del servizio irriguo, tramite l'adozione di sistemi di telecontrollo, misuratori e monitoraggio dinamico;
valorizzazione delle risorse naturali, come le falde sotterranee, con interventi orientati a favorire l'infiltrazione naturale attraverso la gestione dei deflussi in alveo e dei corsi d'acqua connessi alla falda superficiale.
Tali azioni sono pienamente coerenti con le criticità rappresentate nell'interrogazione e mirano a contrastare in modo strutturale e duraturo la carenza idrica che, in particolare nella regione Sardegna, si manifesta con particolare gravità.
Dal 2018, la regione Sardegna ha beneficiato di 54,9 milioni di euro destinati alla realizzazione di 12 interventi infrastrutturali nel settore irriguo, a conferma dell'attenzione già rivolta al territorio.
Tra questi, si segnalano interventi come la riorganizzazione della rete di telecontrollo del Consorzio Bonifica dell'Oristanese, l'installazione di apparecchiature automatizzate di misura e il potenziamento delle reti di adduzione e distribuzione.
Inoltre, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha previsto ulteriori investimenti per la gestione efficiente delle risorse idriche, con l'obiettivo di ridurre le perdite e aumentare la capacità di accumulo, anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture di raccolta e distribuzione.
Ciò posto mi preme informare l'interrogante che, in base a quanto comunicato dalla Struttura di Missione che supportata il Commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica, l'Autorità di bacino distrettuale della Sardegna ha proposto un elenco di 57 interventi per euro 161,70 milioni complessivi.
Tra questi interventi è stato selezionato quello caratterizzato dalla priorità massima (Posada), oltre ad altri con progetto esecutivo approvato e benefìci attesi entro i 12 mesi nell'idropotabile e 8 mesi nell'irriguo (n. 8 interventi per euro 14,11 milioni complessivi).
La predetta Struttura di Missione ha altresì evidenziato che, nell'ultima riunione dell'Osservatorio sulla severità idrica, tenutasiPag. 135 a febbraio 2025, il volume effettivo del sistema degli invasi dell'isola risulta pari a circa il 54,5 per cento del volume utile di regolazione autorizzato.
Inoltre, per quanto riguarda l'indicatore di stato per il monitoraggio e il preallarme della siccità dell'intera isola relativo al suddetto mese di analisi, è stata registrata una condizione di «pericolo» o di «allerta», con un valore dell'indicatore pari a 0.19, corrispondente ad uno «scenario di severità idrica media».
Detto ciò, in relazione alla richiesta di promuovere un tavolo tecnico regionale si evidenzia che il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è disponibile ad avviare, in sinergia con le autorità regionali e locali, un percorso condiviso di pianificazione integrata, che consenta di affrontare l'emergenza idrica con strumenti coordinati e misure straordinarie, in una logica di medio-lungo termine.
Riteniamo che solo attraverso un'azione concertata, con investimenti mirati e una gestione efficiente delle risorse, si possa affrontare efficacemente questa crisi e preparare il territorio alle sfide future.
Assicuro quindi l'impegno del Ministero a lavorare, accanto agli enti territoriali, per assicurare un futuro sostenibile al comparto agricolo sardo, salvaguardando la produzione, i lavoratori e l'intero indotto del settore.
ALLEGATO 2
5-04129 Davide Bergamini: In merito alle iniziative per salvaguardare la produzione nazionale di grano duro e tutelare gli agricoltori italiani.
TESTO DELLA RISPOSTA
Signor Presidente, Onorevoli deputati,
in riferimento all'interrogazione concernente l'andamento del prezzo del grano duro, la riduzione delle superfici coltivate e il rischio di concorrenza sleale dovuto alle importazioni da Paesi terzi, si rappresenta quanto segue.
Il grano duro rappresenta una coltura strategica per il nostro Paese, sia per il suo peso economico e occupazionale, sia per il ruolo centrale che ricopre nella filiera della pasta, essendo il secondo prodotto agroalimentare italiano per export dopo il vino. Negli ultimi dieci anni, le esportazioni di pasta sono cresciute in modo significativo: +14 per cento in volume e +83 per cento in valore, arrivando nel 2024 a 2,5 milioni di tonnellate per un valore di 4,3 miliardi di euro.
Tuttavia, come ricordato dall'interrogante, la coltivazione del grano duro è oggi fortemente penalizzata da un contesto di difficoltà economiche: il prezzo medio nazionale rilevato nel giugno 2025 si è attestato a 294,92 euro a tonnellata, sostanzialmente stabile rispetto a dieci anni fa, ma con un andamento altalenante anche nello stesso mese, segnale di instabilità del mercato. Nel frattempo, i costi di produzione sono aumentati in modo significativo (+29 per cento nel 2022), compromettendo la redditività delle aziende agricole. Questo squilibrio ha portato, tra il 2015 e il 2025, a una contrazione dell'8 per cento delle superfici coltivate, con punte del -10 per cento nel Mezzogiorno, dove spesso mancano valide alternative colturali.
Per affrontare queste criticità, il Governo ha messo in campo una serie di misure articolate su più livelli.
In ambito europeo, nell'ambito del Piano Strategico della PAC 2023-2027, è stato previsto un pagamento accoppiato al reddito per il grano duro, con un plafond di 91,4 milioni di euro annui. L'importo erogato nel 2024 è stato pari a 101,86 euro per ettaro, condizionato all'utilizzo di sementi certificate. Il pagamento accoppiato rientra in una strategia più ampia che destina 524 milioni di euro all'anno a settori agricoli considerati strategici.
A livello nazionale, è stato rafforzato il Fondo grano duro, la cui dotazione per la campagna 2024 è stata elevata a 32 milioni di euro. L'aiuto per ettaro è stato raddoppiato a 200 euro, entro un massimo di 50 ettari per azienda. Sono state presentate 8.768 domande, per una superficie complessiva di oltre 141.000 ettari. Per il 2025, il Fondo tornerà a operare secondo il regime «de minimis» agricolo, con uno stanziamento previsto di circa 12 milioni di euro.
Sono inoltre stati potenziati i contratti di filiera, sostenuti con fondi nazionali, che promuovono l'aggregazione dell'offerta, la valorizzazione della qualità della materia prima tramite l'impiego di sementi certificate e premi legati alla qualità, nonché l'adozione di pratiche agricole sostenibili. Ed altri interventi su tale fronte sono in corso di predisposizione e saranno contenuti nel cosiddetto collegato agricolo di prossima presentazione al Consiglio dei ministri.
Per far fronte all'emergenza siccità che ha colpito il Mezzogiorno nel 2024, il Governo ha ottenuto, attraverso il Regolamento UE 2024/2675, un sostegno complessivo di 112,2 milioni di euro (di cui 37,4 milioni di fonte europea e 74,8 milioni di cofinanziamento nazionale) a beneficio delle aziende agricole danneggiate.
È stato infine rafforzato anche il sostegno alla ricerca e all'innovazione, con un finanziamento di 3,4 milioni di euro per Pag. 137progetti riguardanti il miglioramento genetico del grano, tecniche adattative ai cambiamenti climatici e la sicurezza e qualità alimentare.
Per quanto riguarda il tema della concorrenza sleale, il Governo è pienamente consapevole dei rischi derivanti dall'ingresso di prodotto da Paesi che non rispettano gli standard europei in materia ambientale, sanitaria e sociale. Nel 2024 si è registrata una riduzione dell'11 per cento delle importazioni rispetto all'anno precedente, anche grazie a una maggiore qualità del raccolto nazionale. Tuttavia, va segnalato che nel 2023 vi è stato un picco eccezionale di importazioni dalla Turchia (417 mila tonnellate, contro una media decennale di 30 mila), dovuto a una scarsa qualità del raccolto italiano.
In sede europea, il Ministro dell'agricoltura ha ribadito con fermezza che l'Italia non potrà mai accettare accordi commerciali che non garantiscano piena reciprocità in termini di standard produttivi. Sono stati inoltre richiesti strumenti di tutela come valutazioni preventive d'impatto e clausole di salvaguardia in caso di importazioni anomale.
Anche al Consiglio Agrifish del 23-24 giugno 2025, è stata ribadita l'esigenza che, al fine di evitare una concorrenza sleale, nessun accordo commerciale dovrebbe essere concluso con Paesi terzi se non sono garantiti gli stessi standard produttivi in vigore nel mercato UE, in termini di sicurezza sanitaria, alimentare ed ambientale, sicurezza sul lavoro e diritti dei lavoratori.
Il Governo continuerà a intervenire con determinazione, sia a livello interno che europeo, per sostenere il reddito degli agricoltori, garantire stabilità al mercato, favorire pratiche agricole sostenibili e tutelare la produzione nazionale da forme di concorrenza sleale. L'obiettivo resta quello di preservare il valore della filiera del grano duro e assicurare che la pasta italiana continui a essere, nel mondo, sinonimo di qualità ed eccellenza.
ALLEGATO 3
5-04131 Castiglione: Sull'opportunità di introdurre maggiori forme di tutela dei terreni agricoli coltivati rispetto a richieste di destinazione per produzione di energia da fonte rinnovabile.
TESTO DELLA RISPOSTA
Signor Presidente, Onorevoli deputati,
in merito alla questione posta, desidero anzitutto ribadire l'impegno del Governo e del Ministero nel garantire un equilibrio tra le esigenze di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e la doverosa tutela del patrimonio agricolo nazionale.
Il decreto-legge n. 63 del 2024, cosiddetto decreto agricoltura, come giustamente richiamato, ha introdotto all'articolo 5 un divieto di installazione di impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli, salvo specifiche eccezioni previste dalla norma.
Si tratta di una disposizione fortemente voluta, ispirata unicamente all'esigenza di tutelare la produzione agricola, il paesaggio rurale e di contrastare fenomeni speculativi che, negli ultimi anni, hanno inciso in maniera crescente sui territori a vocazione agricola.
La ratio della norma è chiara: garantire la priorità dell'uso agricolo del suolo, specialmente in quelle aree in attualità di coltivazione o caratterizzate da produzioni di qualità certificata, come le DOP e le DOC.
Siamo perfettamente consapevoli, tuttavia, che permangano criticità interpretative e applicative, soprattutto in relazione alla definizione delle aree idonee per l'installazione di impianti FER, nonché rispetto ai procedimenti autorizzativi e alle situazioni, spesso segnalate, di conflitto tra imprese energetiche e agricoltori.
A tal proposito, ricordo che le disposizioni a cui l'interrogante fa riferimento – relative alla possibile idoneità delle aree entro i 300 metri dai sedimi autostradali ed entro i 500 metri dagli impianti industriali sono già contenute nel decreto legislativo n. 199 del 2021.
È proprio a fronte di questa normati va previgente che il Governo è intervenuto con maggiore decisione, limitando drasticamente l'uso di suolo agricolo per finalità non agricole.
Per quanto riguarda la sentenza del TAR del Lazio n. 9155 del 2025, che ha parzialmente annullato il decreto ministeriale del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica del 21 giugno 2024, sono in corso le indispensabili valutazioni circa le iniziative da assumere sul piano giudiziario e amministrativo.
L'obiettivo, nell'adeguare la normativa a quanto stabilito dal TAR, è quello di evitare che la nuova definizione delle aree idonee per l'installazione degli impianti da fonti rinnovabili finisca per danneggiare l'attività agricola esistente, anche quando queste aree si trovino vicino a infrastrutture stradali o a impianti industriali.
Riteniamo, infatti, che non sia sufficiente applicare criteri automatici: è fondamentale valutare caso per caso se il terreno sia effettivamente utilizzato a fini agricoli.
Ricordo inoltre che il Testo Unico sulle rinnovabili (decreto legislativo n. 190 del 2024) prevede una clausola fondamentale: l'interesse pubblico prevalente degli impianti FER può essere superato qualora vi siano prove evidenti di danni ai settori tutelati, tra cui quello agricolo. Su questo fronte, il Ministero è impegnato affinché le valutazioni di impatto tengano conto non solo degli aspetti formali, ma anche della realtà agronomica e territoriale.
Assicuro che il Ministero dell'agricoltura continuerà ad essere al fianco degli agricoltori, che rappresentano i primi custodi dell'ambiente e del paesaggio. La tutela dell'agricoltura e del suolo è e resta una nostra priorità strategica, contro ogni forma di aggressione o speculazione.
ALLEGATO 4
5-04130 Borrelli: Sulle iniziative per estendere le norme sul benessere animale ai pesci allevati.
TESTO DELLA RISPOSTA
Signor Presidente, Onorevoli deputati,
come noto, i pesci rappresentano il gruppo di vertebrati più numeroso e variegato, con oltre 33.000 specie distribuite in tutti gli ecosistemi acquatici. Il pesce proveniente dalla pesca e dall'acquacoltura costituisce una fonte fondamentale di proteine per miliardi di persone nel mondo. In Europa, l'acquacoltura contribuisce per circa il 20 per cento alla produzione ittica totale, allevando oltre 40 specie diverse.
A differenza di altri animali da allevamento, il benessere dei pesci d'allevamento ha suscitato interesse scientifico e pubblico solo in tempi relativamente recenti. Le conoscenze in materia continuano a essere approfondite: i pesci sono oggi considerati animali senzienti, indipendentemente dal loro grado di coscienza o dalla percezione del dolore. Di conseguenza, è fondamentale adottare tutte le misure necessarie per minimizzare sofferenze e danni evitabili nell'ambito delle condizioni di allevamento.
Gli acquacoltori italiani sono fortemente impegnati a garantire ai pesci le migliori condizioni di benessere possibili, adattando ogni sistema di allevamento e ambiente. Il settore ha prodotto guide aggiornate sulle migliori pratiche da seguire, e il benessere dei pesci è diventato una priorità condivisa da produttori, professionisti del settore, comunità scientifica, consumatori, organismi di regolamentazione e autorità.
I produttori riconoscono la responsabilità etica nei confronti degli animali e sono consapevoli che il benessere influisce direttamente sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, sono state sviluppate e adottate tecnologie e pratiche volte alla valutazione e al monitoraggio continuo delle condizioni dei pesci, al fine di migliorare costantemente il loro benessere.
Nella valutazione di tale benessere si considerano indicatori specifici e misurabili, quali: salute, crescita corporea, stato nutrizionale e appetito, aspetto esteriore, presenza di lesioni o mortalità, nonché parametri ambientali dell'allevamento come saturazione di ossigeno, salinità, temperatura, pH, torbidità, illuminazione, densità di popolazione e tecnologie operative. Il monitoraggio regolare di questi parametri è essenziale per mantenere condizioni ottimali.
Parimenti, il mantenimento di condizioni igieniche rigorose sia nel sistema di allevamento sia durante le operazioni di manipolazione è fondamentale per prevenire infezioni e malattie trasmissibili, garantendo così la salute dei pesci.
Tre aspetti principali influenzano il benessere dei pesci in acquacoltura: la qualità dell'acqua, la gestione dell'allevamento e la logistica operativa. Attualmente, il miglioramento del benessere si basa su tre linee guida principali: la selezione di animali più resistenti a malattie e stress, lo sviluppo di indicatori sempre più precisi per la valutazione del benessere e, infine, l'armonizzazione normativa a livello europeo.
Quest'ultima è una sfida in corso, considerando che la materia è di competenza primaria del Ministero della salute, che definisce le politiche nazionali e ne controlla l'applicazione tramite regioni, province autonome e Servizi Veterinari.
Il Governo considera il benessere animale in acquacoltura un tema centrale, con un costante progresso delle conoscenze scientifiche e delle tecniche volte a garantire condizioni di allevamento ottimali. La qualità dell'acqua, controllata per temperatura, ossigeno disciolto, salinità e torbidità, rappresenta un fattore cruciale, così come la gestione di densità, alimentazione Pag. 140e cure sanitarie, che incidono direttamente sulla salute e sul benessere dei pesci. Anche la movimentazione e il trasporto degli animali richiedono particolare attenzione per evitare stress e sofferenze inutili.
È inoltre opportuno sottolineare il ruolo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA) 2021-2027, che sostiene concretamente un'acquacoltura sostenibile.
L'acquacoltura contribuisce in modo significativo alla produzione alimentare sostenibile dell'Unione europea, garantendo la sicurezza e l'approvvigionamento alimentare nel lungo termine. Essa ha anche applicazioni non alimentari, ad esempio nei settori farmaceutico e biotecnologico.
La Politica Comune della Pesca impone a ciascun Paese dell'UE di elaborare un Piano Strategico Nazionale Pluriennale finalizzato a promuovere la sostenibilità, la competitività e la diversificazione dell'acquacoltura. Il FEAMPA sostiene le azioni previste da questi piani, con particolare attenzione alla salute e al benessere degli animali, promuovendo un'acquacoltura conforme a rigorosi criteri di impatto ambientale, benessere animale e uso regolamentato delle risorse.
A tal fine, sono già stati emanati bandi nazionali e regionali volti a finanziare investimenti per lo sviluppo dell'acquacoltura biologica, la tracciabilità e la certificazione dei prodotti, nonché interventi mirati al miglioramento della qualità, sicurezza igienico-sanitaria e benessere degli animali.
Il Ministero è sin d'ora disponibile a partecipare a qualsiasi iniziativa utile al raggiungimento di tali obiettivi, compresa l'attivazione di tavoli tecnici congiunti sul tema.
ALLEGATO 5
5-04132 Forattini: In merito ai pagamenti erogati da Agea per le polizze assicurative agevolate.
TESTO DELLA RISPOSTA
Signor Presidente, Onorevoli deputati,
riguardo all'interrogazione relativa ai pagamenti del Fondo catastrofale gestito da AGRI-CAT sulla campagna 2023, rappresento che, in linea con gli impegni assunti nella prima riunione della Task Force sulla gestione del rischio del 28 gennaio 2025, la campagna assicurativa 2023 è stata pressoché interamente smaltita.
Ad oggi, infatti, risulta erogato il 97 per cento dei pagamenti previsti a valere sul Fondo catastrofale gestito da AGRI-CAT, con un'azione tempestiva di indennizzo alle aziende agricole danneggiate da siccità, gelo e alluvioni.
La Task Force, che vede il coinvolgimento operativo e costante di AGEA, MASAF, ISMEA, CAA di coordinamento, Consorzi di difesa e compagnie assicurative, si è riunita con cadenza settimanale, consentendo, non solo, la gestione rapida dei pagamenti della campagna in corso, ma anche il superamento delle pendenze relative alle campagne pregresse.
Per quanto riguarda i pagamenti delle polizze assicurative agevolate, si riportano i principali dati aggiornati:
campagna 2024: erogati circa 163 milioni di euro da marzo a oggi, con pagamenti mensili regolari a sostegno delle produzioni vegetali;
campagne pregresse 2015-2022: in pochi mesi dall'avvio della Task Force (aprile 2025) sono stati smaltiti pagamenti per oltre 13 milioni di euro, completando una fase storicamente critica e segnando un netto miglioramento della capacità di liquidazione. Quanto invece ai pagamenti con fondi nazionali eseguiti a partire dal mese di febbraio 2025 (che ammontano a circa 1,2 milioni) si è risolta buona parte delle anomalie;
per quanto concerne il rimborso dei premi assicurativi (aiuti nazionali 2023) su strutture aziendali, nel mese di luglio 2025 saranno erogati circa 7,1 milioni. È stata infatti ultimata la trasmissione telematica dei dati assicurativi da parte dei Consorzi di difesa (maggio 2025) e già calcolati i parametri contributivi e della spesa ammessa (provvedimento di ISMEA del 27 maggio 2024).
Per quanto concerne il rimborso dei premi assicurativi (PAC – produzioni vegetali 2024), è programmata nel mese di luglio 2025 l'erogazione di ulteriori di 15 milioni. Ugualmente, in relazione al rimborso dei primi assicurativi (zootecnia 2023), si rappresenta che i pagamenti saranno tempestivamente eseguiti ed ultimati sempre nel mese di luglio 2025, per complessivi 17 milioni; il tutto superando gli annosi problemi dei ritardi di trasmissione delle polizze da parte dei Consorzi di difesa, attraverso soluzioni tecniche, già concordate con il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che consentono di calcolare anticipatamente i parametri contributivi e la spesa ammessa. Ciò al fine di consentire l'immediata apertura del sistema di presentazione delle domande di sostegno e di pagamento e di assicurare concreto sostegno agli agricoltori e alle aziende colpite da siccità, gelo e alluvioni.
La ripartizione regionale dei pagamenti effettuati per le campagne 2015-2022, come richiesto, è consultabile nel prospetto riepilogativo disponibile sul portale AGEA (www.agea.gov.it), che garantisce la piena trasparenza delle operazioni svolte.
Tali risultati confermano l'efficacia dell'approccio adottato dalla Task Force, che ha consentito di affrontare l'emergenza climaticaPag. 142 e gestionale in modo organico, grazie anche all'adozione di strumenti tecnici condivisi con il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e all'anticipo dei calcoli relativi ai parametri contributivi, superando i ritardi cronici nella trasmissione delle polizze da parte dei Consorzi di difesa.
Alla luce di quanto rappresentato, il cronoprogramma annunciato risulta pienamente rispettato.
La Task Force continuerà a operare fino alla definitiva chiusura delle pendenze e al consolidamento di un modello gestionale efficiente, affidabile e trasparente, in grado di assicurare sostegno tempestivo e concreto agli agricoltori italiani.
ALLEGATO 6
DL 84/2025: Disposizioni urgenti in materia fiscale. C. 2460 Governo.
PARERE APPROVATO
La XIII Commissione,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 17 giugno 2025, n. 84, recante disposizioni urgenti in materia fiscale (C. 2460);
preso atto che le disposizioni di interesse della Commissione sono contenute negli articoli 7 e 11, recanti rispettivamente: l'estensione dei benefici fiscali per il gasolio al biodiesel utilizzato tal quale; la modifica della data di entrata in vigore delle norme fiscali in materia di produzione di alcole etilico da processi di dealcolazione, individuata non più al 1° gennaio 2026, ma a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, emanato di concerto con il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;
considerate entrambe le disposizioni con favore in quanto particolarmente utili al comparto primario,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 7
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Città del Capo del 2012 sull'attuazione delle disposizioni del Protocollo del 1993 relativo alla Convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca, con Annesso, fatto a Città del Capo l'11 ottobre 2012. C. 2345 Governo.
PARERE APPROVATO
La XIII Commissione,
preso atto che l'Accordo in esame contiene disposizioni sulla progettazione, sulla costruzione e sull'equipaggiamento dei pescherecci, al fine di stabilire i parametri per la sicurezza degli equipaggi e di fornire condizioni di parità per le attività industriali;
considerato favorevolmente quanto ivi previsto, in ragione della necessità di assicurare una maggiore protezione alle persone che operano in mare, stante la pericolosità dell'attività di pesca professionale;
rilevato, altresì, positivamente che il disegno di legge di ratifica contiene l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione, individua come autorità competente per l'Italia il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e autorizza il Governo ad apporre, all'atto del deposito dello strumento di ratifica, la riserva di cui all'allegato alla decisione 2014/195/UE del Consiglio, del 17 febbraio 2014, concernente la necessità di rispettare i vincoli della pertinente legislazione dell'Unione europea (ossia la richiamata direttiva 97/70/CE),
esprime
PARERE FAVOREVOLE.