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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 31 luglio 2025
540.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari sociali (XII)
ALLEGATO
Pag. 186

ALLEGATO 1

5-04317 Malavasi: Adozione del decreto di riparto del Fondo «Dopo di noi» per gli anni 2024 e 2025.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Si ringraziano gli Onorevoli interroganti per il quesito proposto, in merito al quale, grazie al contributo della struttura ministeriale competente, si rappresenta quanto segue.
  Innanzitutto, relativamente alle annualità 2022 e 2023, è opportuno precisare che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha regolarmente provveduto all'erogazione delle risorse finanziarie in favore di quelle regioni che ne hanno fatto regolare richiesta, sulla base della documentazione presentata. L'eventuale mancato utilizzo delle stesse è, presumibilmente, determinato dalle difficoltà di spesa che ancora si registrano in alcune realtà territoriali in relazione all'utilizzo dei fondi per le politiche sociali.
  Spetta, infatti, alle singole regioni la programmazione e la gestione degli interventi di carattere sociale, con particolare riferimento alla definizione dei criteri di utilizzo delle risorse, all'attuazione degli interventi previsti e alla successiva rendicontazione della spesa.
  Appare utile ricordare che la ripartizione delle risorse finanziarie era avvenuta, a partire dal 2016, primo anno di applicazione della legge n. 112 del 2016, utilizzando il criterio (previsto in via sperimentale) della quota di popolazione regionale nella fascia d'età 18-64 anni, secondo i dati Istat sulla popolazione residente, previsto dall'articolo 5, comma 2 del decreto interministeriale Lavoro-Salute-MEF del 23 novembre 2016.
  La Corte dei conti, con la deliberazione n. 55/2022/G del 23 dicembre 2022, aveva raccomandato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di aggiornare i criteri di riparto del Fondo «Dopo di noi», di individuare criteri di riparto delle risorse stanziate che consentano di collegare le quote assegnate alle regioni ai bisogni delle collettività regionali, superando il criterio adottato fino ad allora in via sperimentale, al fine di assicurare una distribuzione più equa delle risorse, tenendo conto delle effettive caratteristiche territoriali e, nello specifico, dei bisogni della popolazione con disabilità grave priva del sostegno familiare. Per dare seguito a tale raccomandazione, è stato pertanto istituito un Tavolo tecnico interistituzionale, con la partecipazione dei rappresentanti delle regioni, dell'ANCI e del Ministro per le disabilità con il compito di definire nuovi criteri di riparto, in coerenza con le indicazioni della Corte.
  In merito alle annualità 2024, 2025 e 2026, è opportuno precisare che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, recependo le indicazioni adottate dal predetto Tavolo tecnico, ha introdotto, in via sperimentale, un'applicazione progressiva dei nuovi criteri di riparto, con l'obiettivo della graduale sostituzione di quelli finora adottati, tenendo conto in particolare della potenziale platea dei beneficiari presenti a livello territoriale e delle specifiche finalità delle risorse oggetto di riparto. In particolare, per il 2024 è stata prevista l'attribuzione dell'80 per cento delle risorse secondo i precedenti criteri (di cui al decreto interministeriale 23 novembre 2016) e del restante 20 per cento sulla base dei nuovi criteri individuati in relazione alla quota di persone con disabilità grave (ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992) di età compresa tra 18 e 64 anni, che vivono in famiglia come figli, da sole o che sono istituzionalizzate residenti nei singoli territori regionali. Tale platea è stata stimata sulla base dei dati forniti dall'ISTAT e dall'INPS.Pag. 187
  Nel corso degli incontri tecnici finalizzati alla preparazione della Conferenza Unificata, tuttavia, l'applicazione dei nuovi criteri ha visto l'opposizione, seppur in numero esiguo, di alcune regioni che hanno lamentato una riduzione delle risorse ad esse attribuite disponibili rispetto alle annualità precedenti.
  Al fine di superare la situazione di evidente contrapposizione, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha formulato una proposta di mediazione, che consentisse di attenuare l'impatto dell'adozione dei nuovi criteri: è stato, infatti, previsto di applicare i nuovi criteri solo al 10 per cento delle risorse per l'annualità 2024, ripartendo il restante 90 per cento secondo i precedenti criteri. Anche su tale proposta, pur riscontrando un forte apprezzamento da parte di ANCI e UPI, non è stata raggiunta l'intesa permanendo il parere negativo della sola regione Toscana.
  Al fine di evitare ulteriori ritardi nell'iter di adozione del decreto, il provvedimento di riparto inizialmente predisposto – che aveva già ricevuto il preventivo assenso delle altre Amministrazioni interessate – è stato esaminato nella seduta della Conferenza Unificata del 19 giugno 2025, registrando la mancata intesa, seppur la stessa, a maggioranza, abbia votato favorevolmente, con la persistente contrarietà di solamente due regioni, Toscana e Umbria. Il provvedimento, ad ogni modo, potrà essere sottoposto alla firma dei Ministri competenti per l'adozione finale.
  Sulla base di tale ricostruzione, risultano pertanto evidenti le ragioni del ritardo lamentato dall'interrogante, che non sono affatto da ricondurre all'inefficacia del coordinamento interistituzionale tra i diversi livelli di governo, quanto piuttosto alla persistente contrarietà manifestata da unicamente due regioni in merito all'applicazione di nuovi criteri di riparto del Fondo «Dopo di noi», criteri orientati a realizzare una distribuzione più equa delle risorse, tenendo conto delle effettive caratteristiche territoriali e dei bisogni della popolazione con disabilità grave priva del sostegno familiare. Attraverso l'introduzione dei nuovi criteri di riparto, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha inteso recepire le raccomandazioni della Corte dei conti e superare una situazione stratificatasi nel tempo, che aveva portato a stabilizzare un criterio di riparto che era stato previsto originariamente di carattere sperimentale. Il lavoro svolto per il superamento di detto criterio è stato costantemente orientato, sotto il profilo del metodo, alla partecipazione dei diversi livelli di governance, e sotto l'aspetto del merito, all'efficientamento della ripartizione delle risorse finanziarie della legge n. 112 del 2016, che devono costituire uno strumento idoneo a raggiungere con sempre maggiore incisività la platea dei beneficiari, che costituisce un bacino di particolare fragilità. Al contempo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha voluto conformarsi alle raccomandazioni della magistratura contabile secondo un approccio di gradualità, che potesse accompagnare le programmazioni regionali, come evidenziato dall'incidenza del 20 per cento dei nuovi criteri nel riparto delle risorse per il 2024.
  Concludo precisando che, ad ulteriore conferma della particolare attenzione rivolta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alle esigenze delle regioni, grazie al reperimento delle relative risorse nello stato di previsione del Ministero stesso, nel disegno di legge di assestamento al bilancio 2025 è stato previsto il ripristino delle risorse decurtate per l'anno 2025 (pari a 4 milioni di euro) come conseguenza dei tagli lineari, in modo da mantenere inalterata, per tale anno, la dotazione del Fondo.

Pag. 188

ALLEGATO 2

5-04318 Sportiello: Erogazione dell'assegno di cura alle persone con disabilità.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Grazie Presidente.
  Ringrazio l'Onorevole Sportiello per il quesito posto, che mi dà l'opportunità di fare chiarezza sulle modalità di erogazione degli assegni di cura destinati alle persone con disabilità e alle persone anziane non autosufficienti. Si tratta di un sostegno economico importante per le famiglie, in quanto offre un aiuto concreto nella gestione dell'assistenza a domicilio con l'obiettivo di favorire la permanenza di tali soggetti nel loro ambiente domestico, assicurando un'assistenza adeguata e una migliore qualità della vita. L'erogazione dell'assegno avviene a seguito di una valutazione da parte della Unità di Valutazione Multidimensionale dell'ambito distrettuale di residenza, che provvede a definire un Piano di assistenza individualizzato.
  L'erogazione del beneficio è strettamente connessa al rispetto da parte delle regioni degli obblighi di rendicontazione relativi all'utilizzo delle risorse assegnate a valere sul Fondo Nazionale per le non autosufficienze.
  Nello specifico, l'articolo 89, comma 1, del decreto-legge n. 34 del 2020 stabilisce – quale condizione per l'erogazione alle singole regioni delle quote annuali del Fondo Nazionale per le non autosufficienze – la rendicontazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 75 per cento della quota relativa alla seconda annualità precedente. Le eventuali somme relative alla seconda annualità precedente non rendicontate devono comunque essere esposte entro la successiva erogazione.
  Con la legge bilancio 2024 (legge n. 213 del 2023, commi 198-200) il Governo ha operato una ridefinizione uniforme degli obblighi di monitoraggio e di rendicontazione da parte delle regioni riferiti agli interventi inclusi nei Livelli Essenziali delle Prestazioni, relativi al settore della non autosufficienza La norma introdotta richiama la disciplina già vigente che subordina l'erogazione delle risorse statali in materia, spettanti a ciascuna regione o ambito territoriale, alla rendicontazione sull'avvenuta liquidazione ai beneficiari di almeno il 75 per cento delle omologhe risorse trasferite nel secondo anno precedente e introduce un meccanismo di riassegnazione delle risorse assegnate e non spese. L'erogazione delle risorse, pertanto, è condizionata all'esito del monitoraggio sulla rendicontazione effettuato da parte delle regioni circa l'effettivo utilizzo delle stesse a livello di ambito territoriale sociale.
  L'impianto normativo, dunque, mira a rafforzare la responsabilità gestionale delle regioni, assicurando che le risorse del Fondo Nazionale per le non autosufficienze siano effettivamente utilizzate per le finalità di assistenza in modo trasparente e documentato.
  Ciò detto, è priorità di questo Governo dare la massima attenzione alle persone con disabilità e alle persone anziane che non sono più autonome in modo che possano sentirsi protette e tutelate attraverso gli interventi posti in essere dai servizi territoriali che ogni regione pianifica e programma grazie alle risorse nazionali, tra le quali quelle derivanti dal Fondo Nazionale per la non autosufficienza.
  Pertanto, posso dire che eventuali disfunzioni o ritardi nella erogazione degli assegni di cura sono da ricondurre alle prerogative delle singole regioni, sotto il profilo della programmazione e della gestione degli interventi, cui spetta di definirePag. 189 i criteri generali di utilizzo delle risorse destinate all'assegno, di attuare gli interventi previsti e assicurare la rendicontazione della spesa.
  Concludendo, voglio sottolineare che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha sempre operato con un chiaro orientamento volto a favorire il trasferimento delle risorse alle regioni, intensificando il supporto e i solleciti necessari. Rinnovo l'impegno del Ministero affinché tali risorse siano pienamente utilizzabili per l'erogazione degli assegni di cura a favore delle persone non auto sufficienti e delle loro famiglie.

Pag. 190

ALLEGATO 3

DL 95/2025: Disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali. C. 2551 Governo, approvato dal Senato.

PARERE APPROVATO

  La XII Commissione,

   esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 2551, approvato dal Senato, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, recante «Disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali»,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.