ALLEGATO 1
Integrazione delle attività di interesse pubblico esercitate dall'Associazione della Croce Rossa italiana e revisione delle disposizioni in materia di Corpi dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate. Delega al Governo per la revisione della disciplina del Corpo militare volontario e del Corpo delle infermiere volontarie dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate e delega al Governo per la razionalizzazione, la semplificazione e il riassetto delle disposizioni in materia di ordinamento militare. C. 2429 Governo, approvato dal Senato.
PARERE APPROVATO
La XI Commissione,
esaminato, per quanto di competenza, il disegno di legge C. 2429, approvato dal Senato, recante integrazione delle attività di interesse pubblico esercitate dall'Associazione della Croce Rossa italiana e revisione delle disposizioni in materia di Corpi dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate. Delega al Governo per la revisione della disciplina del Corpo militare volontario e del Corpo delle infermiere volontarie dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate e delega al Governo per la razionalizzazione, la semplificazione e il riassetto delle disposizioni in materia di ordinamento militare;
preso atto che il disegno di legge in esame, tra l'altro, delega il Governo a riformare la disciplina del Corpo militare volontario e del Corpo delle crocerossine – Corpi ausiliari delle Forze armate – attualmente prevista dal Codice dell'ordinamento militare, nonché al riassetto delle disposizioni in materia di ordinamento militare;
considerato che le disposizioni relative alla disciplina del Corpo militare volontario intendono superare alcune incongruenze normative in materia di richiamo in servizio nonché chiarire alcuni profili relativi alla condizione giuridica degli appartenenti a tale Corpo;
considerato altresì che il provvedimento in oggetto prevede la revisione del corso di formazione per il conseguimento della qualifica di infermiera volontaria del Corpo delle crocerossine della Croce Rossa Italiana secondo criteri di valorizzazione della professionalità rispondenti alle nuove esigenze organizzative e funzionali connesse con la definizione degli ambiti di impiego e dei compiti del Corpo,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 2
5-04759 Barzotti: Iniziative volte a verificare il corretto utilizzo della procedura del «test del finto cliente» presso alcuni punti vendita della catena di supermercati PAM Panorama, a seguito del licenziamento di alcuni dipendenti.
TESTO DELLA RISPOSTA
In riferimento all'interrogazione in oggetto, concernente il licenziamento di lavoratrici e lavoratori, si rappresenta che la società Pam ha motivato gli stessi a seguito del mancato superamento del cosiddetto «test del carrello», consistente nell'occultamento di merci all'interno di imballaggi chiusi da parte di ispettori aziendali, che si sono finti semplici clienti.
Il Ministero attraverso l'Ispettorato nazionale del lavoro ha già richiesto un approfondimento da parte delle strutture territoriali competenti, che sono state sollecitate a verificare la legittimità della procedura adottata, con particolare riguardo al rispetto delle disposizioni normative e contrattuali in materia di licenziamento, nonché della dignità dei diritti fondamentali dei lavoratori.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è pienamente consapevole della delicatezza della situazione e dell'impatto sociale ed economico che esso comporta, in particolare per i lavoratori e le loro famiglie.
Inoltre, evidenzio che il caso in esame impone prioritariamente di prestare attenzione sull'uso proporzionato e trasparente degli strumenti valutativi da parte dei datori di lavoro, evitando il generarsi di discriminazioni, arbitrarietà o abusi anche nell'utilizzo di strumenti di valutazione della performance di ciascuno dei lavoratori.
Il Ministero ha già avviato interlocuzioni con le parti sociali, in raccordo con le regioni interessate, e intende favorire l'attivazione di un tavolo di confronto nazionale con l'azienda, al fine di chiarire le reali prospettive industriali del Gruppo e valutare ogni possibile alternativa ai licenziamenti.
Concludo rassicurando gli interroganti che, qualora emerga una violazione delle norme sul lavoro, il Ministero non esiterà ad adottare tutte le azioni necessarie, anche sanzionatone, previste dall'ordinamento.
ALLEGATO 3
5-04760 Mari: Iniziative volte colmare le carenze negli organici degli Ispettorati del Lavoro, in particolare nelle regioni del sud Italia, al fine di garantire una più efficace attività di vigilanza.
TESTO DELLA RISPOSTA
Ringrazio gli Onorevoli interroganti per la questione posta all'attenzione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali riguardante l'importante ruolo dell'Ispettorato nazionale del lavoro.
Da subito tengo a sottolineare che l'Ispettorato nazionale del lavoro è l'ente preposto alla vigilanza sull'applicazione della normativa in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, temi che rivestono una priorità assoluta nell'agenda di Governo.
Dal 2023 ad oggi, sono stati realizzati interventi concreti per il rafforzamento dell'organico, migliorando gli strumenti operativi e introducendo nuove tutele per il personale ispettivo.
L'obiettivo è quello di rendere l'azione di vigilanza più efficace e capillare, per tutelare i diritti dei lavoratori e contrastare fenomeni di sfruttamento e irregolarità.
Il Governo, infatti, ha investito oltre 30 milioni di euro in misure di efficientamento dell'attività di vigilanza, segnando un cambio di passo nella storia dell'Ispettorato.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, inoltre, ha costantemente promosso misure a favore dell'Ispettorato come l'armonizzazione del trattamento economico a favore del personale ispettivo e quelle in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, contenute nel decreto-legge n. 19 del 2024, nel decreto-legge n. 25 del 2025 e dal recente decreto-legge n. 159 del 2025 – cosiddetto «decreto Sicurezza» – attualmente in fase di conversione in Parlamento.
In particolare, tra i risultati più significativi, spiccano le assunzioni straordinarie: 750 nuovi ispettori previsti con le procedure concorsuali avviate nel 2024 e ulteriori 300 unità di personale da inquadrare nel profilo di ispettore di vigilanza ordinaria e di vigilanza tecnica salute e sicurezza previste.
L'articolo 4, al comma 1 del citato decreto sicurezza, infatti, autorizza l'Ispettorato nazionale del lavoro, per gli anni 2026, 2027 e 2028, ad assumere a tempo indeterminato 300 nuovi ispettori senza previo esperimento delle previste procedure di mobilità.
A queste misure si aggiunge il potenziamento del fondo di efficientamento, passato da 20 a 30 milioni di euro, destinato a migliorare processi e strumenti operativi e la salvaguardia degli incentivi al personale ispettivo.
Sono stati inoltre introdotte efficaci misure di welfare e maggiori tutele economiche a favore del personale dell'Ispettorato: dalla somma forfettaria per le missioni all'esenzione dalle spese processuali, fino all'inserimento dell'Inl tra i destinatari della perequazione prevista dal disegno di legge di bilancio 2026.
L'insieme di queste iniziative si configurano come scelte strategiche per rafforzare il presidio ispettivo e consolidare la cultura della legalità. Al contempo, è bene evidenziare che il Documento di programmazione della vigilanza 2025 ha previsto una strategia mirata per contrastare il lavoro sommerso e lo sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione alle aree del Mezzogiorno e ai lavoratori vulnerabili.
Il Ministero, pertanto, continuerà a investire in risorse, competenze e innovazione, affinché si possano contrastare e debellare su tutto il territorio nazionale i fenomeni di illegalità e di sfruttamento del lavoro.
L'obiettivo è chiaro: costruire un sistema di vigilanza moderno, efficace, vicino ai territori e capace di tutelare concretamente i diritti dei lavoratori.
ALLEGATO 4
5-04761 Gribaudo: Iniziative volte a garantire negli stabilimenti del gruppo ex Ilva, e in particolare in quello di Racconigi, sostegno economico ai lavoratori in CIGS, nonché ad assicurare tutele contro il rischio di infortuni o incidenti negli stabilimenti non operativi e il diritto alla annunciata formazione retribuita in coincidenza della riconversione.
TESTO DELLA RISPOSTA
Gli Onorevoli interroganti richiamano l'attenzione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla vicenda occupazionale riguardante Acciaierie d'Italia (ex Ilva), con particolare riguardo allo stabilimento di Racconigi, in provincia di Cuneo.
In via preliminare, si sottolinea che la vertenza ex Ilva rappresenta una questione complessa che si è articolata nel tempo e sulla quale il Governo sta impegnando le massime energie al fine di garantire i livelli occupazionali e arginare le ricadute economiche e sociali. Il percorso avviato con le parti sociali è costante ed è volto a coniugare le prospettive di rilancio degli stabilimenti con la tutela dei livelli occupazionali e delle condizioni retributive dei lavoratori coinvolti.
Con il decreto-legge n. 180 del 1° dicembre scorso sono stati introdotte misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva, scongiurando l'interruzione delle attività produttive, tutelare i lavoratori direttamente coinvolti dalla crisi e riconoscere indennizzi al territorio, introducendo misure che afferiscono contestualmente a profili finanziari, ambientali e sociali.
Il citato provvedimento ha stanziato risorse aggiuntive finalizzate a integrare il trattamento di integrazione salariale per i dipendenti impiegati presso gli stabilimenti produttivi di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria per i quali è prorogata, nell'annualità in corso e per il 2026, il fruizione della cassa integrazione guadagni straordinaria. In particolare, lo stanziamento è pari a 8,6 milioni di euro per l'anno 2025 e a 11,4 milioni per l'anno 2026 ed è disposto anche in relazione alla formazione professionale per la gestione delle bonifiche.
Con specifico riferimento allo stabilimento di Racconigi, è stata interpellata la regione Piemonte che ha confermato piena disponibilità ad attivare percorsi integrati di formazione attraverso le Accademie di filiera, sia per lo stabilimento ex Ilva di Racconigi sia per tutti i lavoratori dell'ex Ilva presenti in Piemonte. La regione Piemonte ha precisato che tale disponibilità vale per tutti i lavoratori dell'ex Ilva, indipendentemente dallo stabilimento di provenienza, nell'ottica di garantire competenze, prospettive e continuità occupazionale a ogni singolo lavoratore coinvolto.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, consapevole delle ricadute sociali e occupazionali della crisi, continuerà, in sinergia con le istituzioni coinvolte, a mettere in campo ogni sforzo utile per tutelare i lavoratori di tutti gli stabilimenti – compreso quello di Racconigi – al fine di assicurare il massimo sostegno ai lavoratori coinvolti, favorendo altresì, la transizione industriale e il rilancio del polo siderurgico.