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Resoconti delle Giunte e Commissioni

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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 25 marzo 2026
651.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)
ALLEGATO
Pag. 238

ALLEGATO 1

Disposizioni per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento appartenenti a famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata. C. 2696.

PARERE APPROVATO

  La VII Commissione,

   esaminata, per le parti di propria competenza, la proposta di legge C. 2696, recante Disposizioni per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento appartenenti a famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 239

ALLEGATO 2

Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento. C. 632 e abb.

PARERE APPROVATO

  La VII Commissione,

   esaminata, per le parti di propria competenza, la proposta di legge C. 632 e abb., recante Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 240

ALLEGATO 3

Disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione. C. 1562 e abb.

PARERE APPROVATO

  La VII Commissione,

   esaminata, per le parti di propria competenza, la proposta di legge C. 1562 e abb., recante Disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione,

  esprime

PARERE CONTRARIO.

Pag. 241

ALLEGATO 4

5-05178 Orrico: Iniziative per il restauro della Chiesa ipogea di Piedigrotta di Pizzo Calabro.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio gli onorevoli interroganti per il quesito posto che mi consente di aggiornare questa Commissione sui proficui rapporti interistituzionali correnti in Calabria, avuto riguardo alla tutela dei beni culturali e, nel caso specifico, del sito della Chiesa ipogea di Piedigrotta a Pizzo.
  A seguito di interlocuzioni con la regione si è addivenuti alla definizione di una convenzione, inserita nell'ambito della programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021/2027, che prevede il finanziamento da parte della regione alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.
  La convenzione ha ad oggetto il «Restauro conservativo della Chiesetta rupestre di Santa Maria di Piedigrotta», per un importo di 1 milione e 850mila euro a valere su fondi di sviluppo e coesione 2021-2027.
  In virtù della suddetta convenzione, la Soprintendenza assume l'esecuzione del progetto e l'importo sarà diminuito a fronte dei ribassi di gara e delle ulteriori economie realizzate sulle opere, sulle forniture e sui servizi, con aggiornamento del quadro economico in funzione dei costi effettivamente sostenuti.
  La convenzione avrà effetto a decorrere dalla data di sottoscrizione e in ogni caso il termine è stato determinato in coerenza con i cronoprogrammi di esecuzione di ciascun sotto-intervento dell'operazione. La suddetta sottoscrizione è in corso di perfezionamento, posto che l'articolato dell'accordo è pervenuto a questo Ministero a mezzo pec lo scorso 23 marzo.
  Il Ministero della cultura è pienamente convinto che questa collaborazione interistituzionale e lo stanziamento di fondi dedicati costituisca un momento di concreta attuazione delle politiche di tutela culturale di competenza e un segnale fattivo della presenza delle istituzioni sul territorio.

Pag. 242

ALLEGATO 5

5-05179 Tassinari: Iniziative per la tutela del patrimonio artistico e architettonico di Firenze nelle trasformazioni urbanistiche.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio l'onorevole interrogante per il quesito posto, che mi consente di aggiornare questa Commissione sulle attività di trasformazione urbana in atto nella città di Firenze.
  Al termine dell'iter amministrativo autorizzativo, la competente Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio ha rilasciato un parere favorevole con prescrizioni ai sensi dell'art. 146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio e conseguentemente il comune di Firenze ha rilasciato l'autorizzazione paesaggistica in data 8 settembre 2020, richiamando nel dispositivo del proprio provvedimento le predette prescrizioni impartite dalla Soprintendenza di Firenze.
  Il progetto è stato successivamente realizzato, per quanto concerne «Volumetrie, materiali e colori», secondo quanto autorizzato dal comune.
  In merito alle «tre torri cubiformi bianche e nere» come descritte dall'interrogante, la Soprintendenza evidenzia che le superfici in metallo, che rivestono i piani più alti, sono realizzate come da progetto di colore ottone brunito (light brownshing e dark brownshing). Sono chiare e dorate al sole, appaiono più scure se in ombra e soprattutto, viste da lontano, virano al nero, così come le vetrate sono azzurre ma si percepiscono nere da lontano.
  Al fine di migliorare la percezione visiva dei volumi e delle superfici più alte dei nuovi edifici, la Soprintendenza ha avviato un'iniziativa condivisa con la proprietà dell'immobile, informando il comune di Firenze, per l'analisi e lo studio di trattamenti correttivi, da definirsi previa campionatura, da applicarsi sulle superfici dei volumi più alti visibili da Lungarno.
  Sono quindi state avviate alcune iniziative volte a migliorare la percezione visiva da lontano, con adeguati accorgimenti tecnici che riescano ad attutire l'effetto riflettente e cangiante dei colori delle superfici dei piani alti.
  Si comunica che è stato pertanto avviato il percorso volto al miglioramento percettivo dell'intervento già eseguito.

Pag. 243

ALLEGATO 6

5-05180 Amorese: Iniziative per la salvaguardia dell'arte presepiale anche ai fini del suo riconoscimento quale patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio gli onorevoli interroganti per il quesito posto, che mi consente di aggiornare quest'Aula su alcune attività del Ministero della cultura in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale presenti sul territorio nazionale.
  Con riferimento all'arte del presepe, il Ministero ha avviato, in collaborazione con l'Associazione Nazionale Città dei Presepi e con il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali e territoriali, un progetto di mappatura nazionale delle pratiche presepiali, finalizzato alla ricognizione sistematica delle diverse forme di rappresentazione della Natività diffuse sul territorio, comprensive di presepi artistici, viventi, tradizionali, meccanici e museali.
  La mappatura è realizzata mediante una scheda di rilevazione che consente di raccogliere informazioni non solo di natura descrittiva e logistica, ma anche elementi di carattere demoetnoantropologico relativi ai materiali, alle tecniche costruttive, alle competenze artigianali, ai processi di trasmissione intergenerazionale dei saperi, nonché al ruolo delle comunità locali nella produzione e nella fruizione dei presepi.
  Le informazioni acquisite confluiranno in una piattaforma digitale per consentire la più ampia conoscenza del patrimonio immateriale.
  In tale contesto, si segnala altresì che il Ministero ha promosso iniziative espositive e di valorizzazione pubblica, tra cui la mostra «Fare i presepi. Saperi e pratiche delle comunità», realizzata presso il Museo Nazionale Romano in collaborazione con l'Associazione Nazionale Città dei Presepi.
  L'esposizione ha consentito di porre in evidenza il valore del presepe quale pratica culturale dinamica, fondata sull'interazione tra saperi artigianali, identità locali, tradizioni iconografiche e processi di continua rielaborazione e ibridazione culturale.
  È inoltre prevista, in occasione delle festività natalizie del 2026, l'organizzazione di una più ampia mostra dedicata all'arte del presepe che prevederà anche la realizzazione di attività di laboratorio aperte al pubblico con l'intenzione di far sperimentare ai visitatori la manualità insita in questa attività profondamente legata al patrimonio culturale dell'intero territorio nazionale.
  Le attività sopra descritte si inseriscono nel quadro delle politiche di settore anche in relazione al percorso di candidatura de «Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l'arte di crearlo» presso l'UNESCO per l'iscrizione nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità, costituendo elementi utili alla documentazione della vitalità della tradizione, del coinvolgimento delle comunità e della trasmissione dei saperi.
  La candidatura vede l'Italia come capofila, insieme alla Spagna e al Paraguay.
  Il Ministero della cultura, tramite il competente Ufficio UNESCO, ha assicurato il pieno supporto alle iniziative di salvaguardia identificate e promosse dalle comunità negli anni anche con specifico riferimento alla candidatura.
  Il percorso di candidatura è stato coordinato e svolto con la piena e attiva adesione delle comunità detentrici, devozionali e religiose a partire da quelle di Greccio e Assisi, di esperti di settore, di istituti museali per la conservazione e promozione del presepe e di studiosi e maestri artigiani.

Pag. 244

ALLEGATO 7

5-05181 Grippo: Sull'incremento delle tariffe e dell'estensione del compenso per copia privata anche alle memorie digitali in cloud.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio le onorevoli interroganti per il quesito posto, che ci consente di fare chiarezza sulle azioni condotte dal Ministero della cultura in ossequio agli obblighi imposti dall'Unione europea a tutela dell'intera categoria artistica e industriale.
  In via preliminare, va rammentato che il compenso per copia privata rientra tra le eccezioni alle facoltà esclusive riconosciute ai titolari dei diritti dalla Direttiva 2001/29/CE (Direttiva Infosoc) che ha conferito agli Stati membri la facoltà di disporre eccezioni o limitazioni al diritto esclusivo di riproduzione.
  In altre parole, il compenso per copia privata nasce come meccanismo di compensazione, per consentire da un lato ai privati di poter effettuare per uso personale e senza scopo di lucro copie di opere protette dal diritto d'autore e, dall'altro, di fornire un «equo compenso» agli autori, per il tramite della ridistribuzione dei compensi versati alle collecting da chi fabbrica o importa i supporti vergini. Il compenso dovuto dai fabbricanti e dagli importatori è incorporato nel prezzo dei prodotti e non è quindi dovuto direttamente dal consumatore.
  Orbene, il decreto ministeriale del 23 febbraio 2026 è intervenuto procedendo all'aggiornamento delle tariffe del compenso per copia privata ed estendendo il compenso anche per «la memoria in cloud o spazio di memorizzazione in cloud».
  È appena il caso di chiarire che la suddetta estensione recepisce il principio sancito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, la quale nel 2022 ha fornito un'interpretazione estensiva dell'espressione «riproduzioni su qualsiasi supporto», contenuta nella citata Direttiva Infosoc. Con tale pronuncia la Corte di giustizia dell'Unione europea ha equiparato sotto il profilo tecnico e giuridico il salvataggio di una copia di un'opera protetta in uno spazio di memorizzazione cloud alla «sua riproduzione su qualsiasi altro supporto o dispositivo».
  Nella stessa pronuncia è stato anche chiarito che è rimessa alla discrezionalità dei singoli Paesi membri l'individuazione dei soggetti dovuti al compenso, nonché la forma, le modalità e il livello del compenso dovuto.
  Fatte queste doverose premesse, il decreto ministeriale 23 febbraio 2026, n. 88 scaturisce da una istruttoria accurata, che si è avvalsa di ben 3 indagini di mercato, dell'apporto del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore e dell'analisi dei contributi pervenuti dall'ampia consultazione condotta.
  L'analisi dei sistemi compensativi vigenti nei principali Paesi Unione europea restituisce un'immagine diversa da quella descritta nel quesito posto. Infatti, in Europa le tariffe sugli apparecchi maggiormente diffusi sono state confermate o riviste al rialzo, mentre in Italia le tariffe restano al di sotto della media europea. Con il nuovo decreto ministeriale non è stato introdotto alcun aumento, ma si è inteso procedere all'adeguamento delle tariffe ancora ferme al 1 gennaio 2021 secondo l'indice ISTAT e tenendo conto del crescente utilizzo delle memorie in cloud e dei principi dettati recentemente dalla Corte di giustizia dell'Unione europea.
  Si tratta di una decisione di buon senso, frutto di un contemperamento di interessi, pur nel rispetto delle big tech per cui noi nutriamo rispetto e attenzione, ma sempre a tutela degli autori e della loro creatività.

Pag. 245

ALLEGATO 8

5-05182 Manzi: Sulle recenti nomine di componenti dei Consigli di amministrazione di talune istituzioni culturali.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio l'onorevole interrogante per il quesito posto, che ci consente di aggiornare quest'Aula in merito alla nomina dei componenti dei Consigli di Amministrazione dei Musei autonomi statali.
  Ai sensi dell'articolo 11 del decreto ministeriale 23 dicembre 2014, il Consiglio di Amministrazione è composto da cinque componenti: – il Direttore del museo; – tre membri designati dal Ministro della cultura (di cui uno d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze); – e un membro designato dal Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici.
  I componenti del Consiglio di Amministrazione, ad eccezione del Direttore del Museo, sono nominati con decreto del Ministro e, per lo svolgimento dell'incarico, non percepiscono compensi, gettoni né indennità di alcun tipo, salvo l'eventuale rimborso delle spese di viaggio.
  Nella struttura organizzativa dei Musei autonomi statali, il Consiglio di Amministrazione ha un ruolo fondamentale: determina e programma le linee di ricerca e gli indirizzi tecnici dell'attività del Museo in coerenza con le direttive e gli altri atti di indirizzo del Ministero.
  Nell'ambito di tale macro-finalità, il Consiglio di Amministrazione svolge una serie di compiti di più ampia natura, anche di ordine giuridico-contabile, come d'altronde ricordato dall'onorevole interrogante. E così, a titolo esemplificativo, adotta lo statuto del Museo, approva la carta dei servizi e il programma di attività annuale e pluriennale del Museo, verificandone la compatibilità finanziaria e ne approva i bilanci.
  In ragione della eterogeneità dei compiti attribuiti a tale organo, la scelta dei componenti dei Consigli di Amministrazione è avvenuta all'esito di un'attenta analisi e valutazione delle esperienze professionali di ciascuno dei membri designati. Per questo motivo i profili professionali sono variegati perché ci sono competenze comunicative, gestionali, artistiche, culturali in generale. L'esperienza politica pregressa o attuale dei nominati non è stata motivo di merito ma non riteniamo nemmeno che debba essere di impedimento per la scelta anche se, come evidente, l'esperienza nella pubblica amministrazione, e magari l'aver ricoperto ruoli direttivi, può essere un valore aggiunto per un ruolo come quello del consigliere d'amministrazione.
  In particolare rispetto ai nomi citati possiamo dire che:

  Alessia Galdo:
  Ha conseguito la Laura in Giurisprudenza. Abilitata avvocato e notaio, esercita la professione notarile dal 2022. È membro del Consiglio di Amministrazione della Fabbriceria dell'Opera di Santa Croce a Firenze, istituzione che si occupa della gestione, manutenzione ordinaria/straordinaria e restauro dell'intero complesso monumentale di Santa Croce, unendo la missione religiosa a quella artistica e civile. Vanta quindi esperienza nel campo della gestione amministrativa, conservativa e di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale oltreché competenze nel campo giuridico normativo.

  Andrea Fossi:
  Ha conseguito tre lauree magistrali. Oltre che la laurea magistrale in Giurisprudenza, anche una laurea magistrale in Scienze storiche, quindi una formazione in ambito culturale oltre ad una formazione giuridica e amministrativa, consolidata dall'esperienza di collaboratore della cattedra di Diritto del Lavoro presso l'Università degli Studi di Firenze e di Presidente del Pag. 246Collegio dei Revisori dei Conti dell'Azienda Trasporti dell'Area Fiorentina, maturando esperienza gestionale.

  Chiara Mazzei:
  Ha conseguito Laurea magistrale a ciclo unico in Architettura presso l'Università degli Studi di Firenze e, nel 2012, un master in Paesaggistica conseguito sempre presso l'Università degli Studi di Firenze. Nel 2008 ha superato dell'Esame di Stato e iscrizione all'Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Firenze.

  Elena Proietti Trotti:
  Ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze della Formazione. Ha ricoperto incarichi pubblici, tra cui quello di Assessore al Comune di Terni, con delega al Turismo e Marketing Territoriale, maturando competenze gestionali e amministrative nella valorizzazione e promozione del territorio e del patrimonio culturale.

  Va rilevato che le suddette nomine riguardano i membri di Consigli di Amministrazione, con compito di indirizzo della gestione degli Istituti, per cui la competenza richiesta ai nominati è diversa da quella dei membri dei Comitati Scientifici che indirizzano e promuovono le attività degli Istituti sotto il profilo scientifico e culturale.
  Rispetto alla trasparenza e agli obblighi di pubblicazione, le amministrazioni pubblicheranno i dati nei termini previsti dalla legge.