ALLEGATO 1
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025. C. 3005 Governo.
RELAZIONE APPROVATA
La VIII Commissione,
esaminato il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025, relativamente alle parti di propria competenza;
considerato che il rendiconto, relativamente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, evidenzia, per le missioni 14 «Infrastrutture pubbliche e logistica» e 19 «Casa e assetto urbanistico», stanziamenti definitivi di competenza pari, rispettivamente, a 5.543,5 milioni di euro e a 627,9 milioni di euro, per un ammontare complessivo pari a circa 6,2 miliardi di euro, che rappresenta circa il 34 per cento dello stanziamento definitivo di competenza dell'intero Ministero;
evidenziato che il medesimo rendiconto, relativamente al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, evidenzia, per la missione 18 «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente», uno stanziamento definitivo di competenza pari a 2.603,3 milioni di euro, corrispondente a circa il 59 per cento delle risorse attribuite al Ministero, nonché residui finali complessivamente pari a 2.677,1 milioni di euro;
preso atto, infine, che, nell'ambito della missione 8 «Soccorso civile», riferita al Ministero dell'economia e delle finanze, i programmi 8.4 «Interventi per pubbliche calamità» e 8.5 «Protezione civile» recano stanziamenti definitivi di competenza pari, rispettivamente, a 2.155,1 milioni di euro e a 1.209,3 milioni di euro e che i relativi residui finali risultano pari, rispettivamente, a 3.612,9 milioni di euro e a zero,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE.
ALLEGATO 2
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026. C. 3006 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 9: Stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
RELAZIONE APPROVATA
La VIII Commissione,
esaminato il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, limitatamente alle parti di competenza;
rilevato che, con riferimento allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Tabella n. 10), la missione 14 «Infrastrutture pubbliche e logistica» reca stanziamenti assestati di competenza pari a 7.006 milioni di euro, in aumento del 3,8 per cento rispetto alle previsioni iniziali e per lo più allocati nei programmi 14.10 «Edilizia statale ed interventi speciali e per pubbliche calamità» e 14.11 «Pianificazione strategica di settore e sistemi stradali e autostradali», mentre la missione 19 «Casa e assetto urbanistico» presenta uno stanziamento assestato di competenza pari a 655,4 milioni di euro, in aumento del 2 per cento;
considerato che, con riferimento allo stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (Tabella n. 9), la missione 18 «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente» reca stanziamenti assestati di competenza pari a 2.359,2 milioni di euro, con un incremento dell'1,7 per cento rispetto alle previsioni iniziali;
evidenziato, infine, che, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella n. 2), i programmi 8.4 «Interventi per pubbliche calamità» e 8.5 «Protezione civile» recano stanziamenti assestati di competenza, invariati rispetto alle previsioni iniziali, pari, rispettivamente, a 2.016,2 milioni di euro e a 1.550,4 milioni di euro,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE.
ALLEGATO 3
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025. C. 3005 Governo.
PROPOSTA DI RELAZIONE ALTERNATIVA PRESENTATA DAL GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA
La VIII Commissione,
esaminato, per i profili di propria competenza, il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025;
premesso che:
il disegno di legge recante il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 costituisce lo strumento attraverso il quale il Parlamento verifica i risultati della gestione finanziaria dello Stato, accertando le entrate riscosse e le spese effettivamente sostenute nel corso dell'esercizio e valutando il grado di attuazione delle politiche pubbliche autorizzate con la legge di bilancio;
il Rendiconto consente, altresì, di esaminare l'andamento della gestione di competenza e dei residui, evidenziando la capacità delle amministrazioni di trasformare le risorse stanziate in interventi concretamente realizzati, nonché di valutare, anche alla luce delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti, l'efficacia dell'azione amministrativa e il conseguimento degli obiettivi programmati;
i dati di bilancio evidenziano due rilevanti criticità strutturali: la progressiva perdita di peso delle politiche ambientali nella finanza pubblica e la cronica incapacità di trasformare i fondi stanziati in opere concrete, testimoniata dall'accumulo di residui e dagli obiettivi mancati;
l'elemento maggiormente significativo che emerge dall'esame del Rendiconto riguarda l'andamento della spesa ambientale dello Stato. In questo contesto, l'Eco-rendiconto — predisposto ai sensi dell'articolo 36 della legge n. 196 del 2009 — rappresenta il principale strumento attraverso il quale il Parlamento può valutare l'effettivo orientamento della finanza pubblica in materia di tutela dell'ambiente, uso sostenibile delle risorse naturali e contrasto ai cambiamenti climatici. Ebbene, se da una parte è vero che nel corso del 2025 gli stanziamenti iniziali destinati all'ambiente sono stati incrementati mediante variazioni di bilancio per circa il 18 per cento (prevalentemente attraverso il rifinanziamento di misure connesse al Fondo per la transizione energetica e al Piano Transizione 5.0), dall'altra occorre evidenziare come tale incremento non modifichi la tendenza complessiva di contrazione della spesa ambientale;
rispetto al 2024 gli stanziamenti definitivi diminuiscono infatti di 814 milioni di euro, pari a circa il 7,8 per cento e ancora più significativo è il dato relativo al triennio. Tra il 2023 e il 2025 la spesa primaria ambientale diminuisce di circa 9 miliardi di euro, riducendosi anche in rapporto alla spesa primaria complessiva dello Stato di un punto percentuale;
si tratta di un andamento che evidenzia un progressivo ridimensionamento del peso delle politiche ambientali all'interno della finanza pubblica proprio mentre il Paese è chiamato ad affrontare sfide sempre più rilevanti sul piano dell'adattamento climatico, della sicurezza del territorio, della tutela della biodiversità e della decarbonizzazione dell'economia;
per quanto riguarda il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Rendiconto evidenzia la permanenza di una Pag. 180consistenza estremamente elevata dei residui nelle missioni di competenza della Commissione, pari a circa 8,7 miliardi di euro per la missione «Infrastrutture pubbliche e logistica» e a oltre 577 milioni di euro per la missione «Casa e assetto urbanistico». Si tratta di dati che testimoniano una persistente difficoltà nella realizzazione degli investimenti programmati e nella trasformazione delle risorse disponibili in opere concretamente realizzate;
emblematica, sotto questo profilo, è la vicenda relativa al Ponte sullo Stretto di Messina. Come evidenziato dalla Corte dei conti, e come è noto, l'obiettivo fissato per il 2025, consistente nella conclusione dell'iter autorizzativo e nell'avvio dei lavori, non è stato raggiunto. Conseguentemente, le risorse stanziate per il 2025, pari a 635 milioni di euro, sono rimaste inutilizzate, mentre i 780 milioni di euro residui dell'esercizio precedente sono confluiti tra le economie di bilancio;
tale circostanza conferma l'inadeguatezza della scelta del Governo di destinare ingenti risorse finanziarie al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il Rendiconto certifica infatti la perdurante immobilizzazione di risorse pubbliche su un'opera inutile, economicamente sproporzionata rispetto ai benefici attesi e non prioritaria rispetto alle reali esigenze infrastrutturali del Paese e del Mezzogiorno in particolare. Tali risorse avrebbero potuto essere più efficacemente destinate alla manutenzione e alla messa in sicurezza della rete viaria e ferroviaria esistente, al potenziamento del trasporto pubblico e alla realizzazione di interventi immediatamente cantierabili, con benefici concreti per cittadini, imprese e territori;
per quanto la missione «Casa e assetto urbanistico» sia finalizzata ad incrementare la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale e a contrastare il disagio abitativo, il documento non evidenzia un rafforzamento strutturale delle politiche abitative, in un contesto caratterizzato da una crescente emergenza sociale;
con riferimento al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, pur concentrandosi nella missione «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente» la quota prevalente delle risorse del Ministero, permangono consistenti ritardi nell'attuazione degli interventi. Ciò è dimostrato dall'elevata consistenza dei residui, che raggiungono 655,5 milioni di euro nel programma dedicato alla tutela delle risorse idriche e alla prevenzione del dissesto idrogeologico e 622,9 milioni di euro nel programma relativo al miglioramento della qualità dell'aria. Si tratta di dati che dimostrano una difficoltà nella realizzazione degli interventi proprio nei settori maggiormente esposti agli effetti della crisi climatica e del degrado ambientale;
particolarmente significativo è inoltre il richiamo operato dalla Corte dei conti al permanere del contenzioso con la Commissione europea in materia di qualità dell'aria. Il principale strumento di intervento continua, infatti, ad essere rappresentato dal Programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico, confermando che l'azione del Governo resta ancora prevalentemente orientata al superamento delle procedure di infrazione piuttosto che allo sviluppo di una strategia strutturale di prevenzione e riduzione delle emissioni inquinanti;
nel suo complesso, il Rendiconto 2025 fotografa una gestione che continua a manifestare rilevanti difficoltà nell'attuazione degli investimenti pubblici, confermando uno scarto significativo tra gli obiettivi annunciati dal Governo e i risultati concretamente conseguiti nei settori strategici delle infrastrutture e delle politiche abitative oltre ad un progressivo ridimensionamento del peso delle politiche ambientali all'interno della finanza pubblica,
DELIBERA DI RIFERIRE
IN SENSO CONTRARIO.
Simiani, Braga, Curti, Evi, Ferrari.
ALLEGATO 4
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026. C. 3006 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 9: Stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
PROPOSTA DI RELAZIONE ALTERNATIVA PRESENTATA DAL GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA
La VIII Commissione,
esaminato, per i profili di propria competenza, il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026;
premesso che:
il disegno di legge di assestamento costituisce lo strumento con cui si provvede ad aggiornare le previsioni di bilancio approvate in sede preventiva sulla base della consistenza dei residui, delle giacenze di cassa risultanti dal Rendiconto e dell'andamento reale di entrate e spese nella prima metà dell'esercizio;
i dati di bilancio evidenziano il mancato impiego dell'assestamento come leva correttiva per rilanciare investimenti, ambiente e infrastrutture;
particolarmente significativo è il fatto che gli stanziamenti destinati al Ponte sullo Stretto di Messina, pari a 1.068 milioni di euro, rimangano invariati rispetto alle previsioni iniziali. Alla luce delle criticità già emerse nel Rendiconto 2025, il mantenimento integrale di tali risorse conferma la scelta del Governo di continuare a concentrare una quota rilevante degli investimenti su un'opera inutile, economicamente sproporzionata rispetto ai benefici attesi e non prioritaria rispetto alle reali esigenze infrastrutturali del Paese e del Mezzogiorno in particolare. Tali risorse avrebbero potuto essere più efficacemente destinate alla manutenzione e alla messa in sicurezza della rete viaria e ferroviaria esistente, al potenziamento del trasporto pubblico e alla realizzazione di interventi immediatamente cantierabili, con benefici concreti per cittadini, imprese e territori;
in merito, in particolare, al Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, l'esame della Corte dei conti evidenzia un quadro complesso, segnato dal permanere di criticità attuative che ne condizionano l'efficacia operativa. Pur confermandosi uno strumento centrale per fronteggiare i rincari dei materiali da costruzione e scongiurare il blocco dei cantieri, si rileva una flessione delle risorse finanziarie complessive rispetto agli esercizi precedenti, a fronte di una mole di istanze da parte delle stazioniPag. 182 appaltanti che continua a sollecitare la capacità di risposta delle risorse stanziate (da 750 milioni del 2024 a 442,5 milioni nel 2025; –41 per cento);
sul punto, dall'analisi svolta dalla Corte dei conti, emerge come il Fondo si confermi indispensabile per fronteggiare i rincari dei materiali da costruzione e scongiurare l'interruzione dei cantieri. Tuttavia, sotto il profilo contabile, permane una marcata criticità legata alla lentezza con cui gli impegni finanziari si trasformano in effettivi pagamenti, generando un consistente accumulo di residui passivi dovuto alla complessità delle istruttorie e ai tempi di adozione dei decreti di riparto. La lentezza nel trasferimento delle risorse di cassa finisce così per attenuare l'impatto anticiclico della misura, ritardando l'arrivo dei liquidi al sistema delle imprese esecutrici e confermando la necessità di uno snellimento delle procedure di erogazione per garantire la tempestiva esecuzione delle opere in corso;
sul punto, l'intervento disposto con l'Assestamento 2026 non risolve i nodi strutturali del settore. L'incremento di 100 milioni di euro — che porta lo stanziamento di competenza da 780,8 a 880,8 milioni di euro — appare come una misura tampone. Senza un radicale snellimento delle procedure di erogazione e un deciso rafforzamento della capacità amministrativa di spesa, l'integrazione finanziaria produrrà soltanto un ulteriore aumento dei residui senza garantire la tempestiva riapertura o prosecuzione delle opere bloccate;
nel suo complesso, l'Assestamento 2026 non appare idoneo a rafforzare le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, di tutela del territorio, di prevenzione del dissesto idrogeologico, di miglioramento della qualità dell'aria e di contrasto all'emergenza abitativa. Le variazioni proposte si limitano prevalentemente all'aggiornamento delle previsioni contabili e all'adeguamento dei residui, senza imprimere un effettivo cambio di passo rispetto alle criticità già emerse dal Rendiconto 2025,
DELIBERA DI RIFERIRE
IN SENSO CONTRARIO.
Simiani, Braga, Curti, Evi, Ferrari.
ALLEGATO 5
Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici. Nuovo testo C. 362 Molinari.
PARERE APPROVATO
La VIII Commissione,
esaminato, per i profili di competenza, il nuovo testo della proposta di legge C. 362 Molinari, recante disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici, quale risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell'esame in sede referente,
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PARERE FAVOREVOLE.