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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 22 luglio 2026
715.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
ALLEGATO
Pag. 204

ALLEGATO 1

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2025. C. 3005 Governo.

RELAZIONE APPROVATA

  La XI Commissione,

   esaminato, per le parti di propria competenza, il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025;

   considerato che, come evidenziato anche dalla Nota integrativa al rendiconto riferita al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le relative attività sono state indirizzate principalmente alla riduzione della pressione fiscale, al sostegno dei redditi medio-bassi dei lavoratori dipendenti e in favore delle famiglie numerose, e che sono stati realizzati interventi tesi a preservare i livelli occupazionali e ad estendere le misure di sostegno al reddito per le diverse categorie di lavoratori, nell'ottica di sostenere il lavoro e i settori economici e produttivi;

   considerato che particolare attenzione è stata riservata, in tema di pari opportunità, a favorire una piena emancipazione economica e sociale della donna nel mercato del lavoro, attraverso una strategia integrata di investimenti di carattere finanziario e di servizi per il supporto alla promozione dell'imprenditorialità femminile e, in tema di intelligenza artificiale, a consentire ai lavoratori di prestare la propria attività in sicurezza e di esprimersi al meglio in termini di produttività;

   considerato inoltre che, tra gli interventi realizzati a tal fine, la Nota ricorda la legge 17 dicembre 2024, n. 203, recante «Disposizioni in materia di lavoro» – che comprende disposizioni trasversali in materia di rapporti di lavoro, promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ammortizzatori sociali e formazione – e la legge 30 dicembre 2024, n. 207, recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027»;

   rilevato, con riferimento alla Tabella n. 4, relativa al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che l'incidenza percentuale delle risorse a consuntivo del Ministero sul bilancio dello Stato nel 2025 è pari a circa il 19,3 per cento e registra una lieve diminuzione rispetto al 2024 quando tale incidenza percentuale era pari al 21,7 per cento;

   rilevato inoltre che per il 2025, a fronte di un incremento delle previsioni definitive rispetto a quelle iniziali pari a oltre 775 milioni di euro, i dati a consuntivo mostrano un impegno di spesa inferiore alle previsioni definitive di circa 19.437 milioni di euro;

   considerato che, con riferimento alla gestione delle risorse, i pagamenti totali sono risultati pari a 172.397 milioni di euro di cui il 98,2 per cento (169.378 milioni di euro) sulla competenza e l'1,8 per cento (3.018 milioni di euro) sui residui e che il coefficiente di realizzazione della spesa (pagamenti totali su previsioni definitive) è pari all'88,7 per cento, inferiore a quello del 2024 che era del 91,7 per cento;

   rilevato che, con riferimento alla destinazione delle spese, la missione quantitativamente più consistente è la Missione n. 25 «Politiche previdenziali», che assorbe il 55,6 per cento delle risorse presenti nello stato di previsione, che la Missione n. 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» assorbe circa il 37,3 per cento delle risorse, mentre alla Missione n. 26 «Politiche per il lavoro» è destinato il 6,9 per cento delle risorse,

DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE.

Pag. 205

ALLEGATO 2

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026. C. 3006 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).

RELAZIONE APPROVATA

  La XI Commissione,

   esaminato il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con riferimento alla Tabella n. 2, recante lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, limitatamente alle parti di competenza,

DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE.

Pag. 206

ALLEGATO 3

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026. C. 3006 Governo.

Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).

RELAZIONE APPROVATA

  La XI Commissione,

   esaminato il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con riferimento alla Tabella n. 4, recante lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, limitatamente alle parti di competenza;

   osservato che il disegno di legge di assestamento propone, per lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un incremento di 1.241 milioni di euro sia delle previsioni di competenza che delle autorizzazioni di cassa, da ascriversi interamente alle spese correnti, e un aumento dei residui pari a 7.517 milioni di euro;

   considerato che, per effetto delle proposte di variazione, le previsioni di competenza assestate per il bilancio 2026 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali risultano pari a 187.526,1 milioni di euro, pari al 20,1 per cento delle risorse del bilancio dello Stato, di poco inferiore alla percentuale prevista dalla legge di bilancio 2026 (20,2 per cento), con un aumento di circa 1.311,8 milioni rispetto alle previsioni iniziali, e che il totale dei residui, allineato con le risultanze del rendiconto per l'anno 2025, è previsto pari a 15.056,8 milioni di euro;

   valutato che, comprese le variazioni intervenute con atti amministrativi, risultano proposte dal progetto di legge di assestamento, in termini di competenza, variazioni di ammontare complessivo pari a +1.241 milioni di euro, quasi integralmente ascrivibili ad un incremento delle previsioni assestate rispetto alle previsioni iniziali della Missione n. 24 «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», con +1.090 milioni di euro, e che le restanti variazioni delle dotazioni di competenza sono ascrivibili alla Missione n. 25 «Politiche previdenziali», con +140,2 milioni di euro, e alla Missione n. 26 «Politiche per il lavoro», che registra solo un lieve incremento di 10 milioni di euro delle previsioni assestate rispetto alle previsioni iniziali,

DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE.

Pag. 207

ALLEGATO 4

Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici. C. 2577 Governo.

PARERE APPROVATO

  La XI Commissione,

   esaminato, per quanto di competenza, il disegno di legge C. 2577, recante Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici, come risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell'esame in sede referente, cui è abbinata la proposta di legge C. 1778 Gusmeroli;

   preso atto che l'articolo 1 conferisce al Governo la delega per riformare l'istituto dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (imprese di dimensioni rilevanti o imprese operanti in settori di rilevanza strategica), con l'obiettivo di innovare, razionalizzare e semplificare la normativa vigente;

   rilevato quindi che l'articolo 2 stabilisce i princìpi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell'esercizio della delega legislativa per la riforma dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi di cui all'articolo 1, con riferimento alle imprese di grandi dimensioni o a quelle operanti in settori di rilevanza strategica che versino in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, tali da rendere probabile la crisi o l'insolvenza o che si trovino nelle condizioni di crisi o insolvenza previste dal Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza, qualora risulti ragionevolmente perseguibile il risanamento dell'impresa;

   rilevato inoltre che l'articolo 3 stabilisce i princìpi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell'esercizio della delega legislativa per la riforma dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi di cui all'articolo 1, al fine di introdurre una disciplina unitaria, semplificata e aggiornata dell'istituto – superando la frammentazione normativa attuale originata dalla coesistenza di due fonti legislative distinte, il decreto legislativo n. 270 del 1999 e il decreto-legge n. 347 del 2003 – con riferimento alle imprese di grandi dimensioni o a quelle operanti in settori di rilevanza strategica, costituite in forma singola o di gruppo, che si trovano in stato di insolvenza ai sensi del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (decreto legislativo n. 14 del 2019) che, all'articolo 2, comma 1, lettera b), definisce l'insolvenza come lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni;

   considerato in particolare che, in tale ambito, il principio e criterio direttivo di cui alla lettera dd) prevede la necessità di rivedere e semplificare le modalità di accesso a strumenti di sostegno al reddito di carattere straordinario per le imprese ammesse all'amministrazione straordinaria, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;

   preso atto che l'articolo 4 conferisce al Governo una delega legislativa volta a riformare la disciplina della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici, oggi centrata sul decreto legislativo n. 220 del 2002 e su disposizioni del codice civile,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 208

ALLEGATO 5

Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. C. 2700 Governo.

PARERE APPROVATO

  La XI Commissione,

   esaminato, per quanto di competenza, il disegno di legge C. 2700, recante Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, come risultante dall'approvazione delle proposte emendative nel corso dell'esame in sede referente;

   preso atto che gli articoli da 1 a 6 recano una disciplina di delega al Governo per la revisione della disciplina delle professioni sanitarie e che i princìpi e i criteri direttivi di delega – oltre a quelli generali (di cui all'articolo 2), inerenti ai profili del coordinamento normativo, delle abrogazioni esplicite e delle sanzioni amministrative e disciplinari – concernono la definizione di misure relative al personale sanitario degli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale e riguardanti i profili delle forme di lavoro flessibile per i medici in formazione specialistica, della permanenza minima presso strutture in aree disagiate, della razionalizzazione e semplificazione delle attività amministrative, della sicurezza degli operatori, della definizione di alcuni criteri premiali e di riconoscimento professionale, della pianificazione del numero di medici in formazione specialistica nonché del numero degli operatori di tutte le professioni sanitarie, l'obbligo di iscrizione in uno degli elenchi speciali straordinari corrispondenti a ciascun profilo afferente alle professioni sanitarie previste dall'ordinamento italiano per i professionisti sanitari autorizzati a esercitare temporaneamente l'attività professionale in deroga al riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie conseguite all'estero, del riordino delle specializzazioni della professione di psicologo (articolo 3); la valorizzazione delle competenze del personale sanitario, con particolare riferimento alla formazione continua del medesimo e alla formazione manageriale, all'introduzione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze e all'intelligenza artificiale (articolo 4); il potenziamento della formazione sanitaria specialistica, con particolare riferimento alla medicina generale e alle professioni di chimico, odontoiatra, biologo, psicologo e di ostetrica (articolo 5); la revisione della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie e delle relative federazioni nazionali (articolo 6),

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.