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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 4 agosto 2026
722.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
ALLEGATO
Pag. 189

ALLEGATO 1

5-05689 Carotenuto: Iniziative di carattere strutturale, come l'introduzione di un salario minimo legale, volte a invertire la rotta della stagnazione salariale, al fine di contrastare la perdita di potere d'acquisto della retribuzione dei lavoratori dipendenti.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Grazie, Presidente.
  Con il presente atto di sindacato ispettivo, l'Onorevole interrogante richiama l'attenzione del Governo sui rilievi dell'Ufficio parlamentare di Bilancio relativi alla dinamica retributiva dal 1990 ad oggi.
  A questo proposito, desidero innanzitutto sottolineare la piena consapevolezza dell'Esecutivo rispetto alle analisi dell'UPB riferite a questo trentennio. Ed è proprio per superare i limiti del passato, andando oltre la logica emergenziale, che abbiamo avviato riforme strutturali focalizzate su produttività, contrattazione di qualità ed efficientamento della spesa. Parliamo, infatti, delle uniche leve capaci di garantire una crescita reale e duratura dei salari.
  In questa direzione, il Governo ha già previsto incentivi fiscali mirati per sostenere i rinnovi contrattuali e la detassazione dei premi di risultato, legando insieme la crescita degli stipendi all'incremento della produttività aziendale.
  Parallelamente, siamo intervenuti sul fronte della stabilità: da un lato, introducendo disincentivi all'uso improprio del part-time involontario; dall'altro, rafforzando i bonus per la conversione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.
  L'obiettivo è chiaramente quello di valorizzare la continuità lavorativa, in particolare per i giovani e le donne, anche attraverso le risorse del PNRR e del Piano nuove competenze.
  Un'occupazione di qualità e un'equa retribuzione rappresentano due pilastri imprescindibili per la coesione sociale. A tal motivo, con il decreto-legge n. 62 del 2026, il cosiddetto decreto Primo Maggio, abbiamo valorizzato la contrattazione collettiva di qualità, contrastato il dumping salariale e incentivato le imprese virtuose.
  Nello specifico, per contrastare il lavoro povero e la proliferazione dei «contratti pirata», l'azione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali si articola su misure molto precise, a partire dalla garanzia di un «salario giusto» per tutti i lavoratori. Difatti, il Trattamento Economico Complessivo individuato si compone non solo della paga base, ma anche di tutti gli elementi fissi e continuativi e del welfare contrattuale.
  Contemporaneamente, l'Ispettorato nazionale del lavoro è stato dotato di strumenti rafforzati per sanzionare chi comprime artificiosamente le retribuzioni, garantendo che le risorse pubbliche non vadano mai a finanziare una concorrenza sleale basata sul taglio dei salari.
  Accanto a questi interventi, ed ampliando lo sguardo al dato occupazionale generale, è opportuno ricordare che i dati ISTAT di giugno 2026 registrano ben 24.310.000 occupati, con un tasso di occupazione che raggiunge il 62,9 per cento: numeri che rappresentano un indiscusso primato per la nostra economia nazionale.
  In conclusione, ribadisco la ferma intenzione del Governo di proseguire un dialogo aperto e costruttivo con il Parlamento e le parti sociali. Trasparenza contrattuale, contrasto al lavoro povero, potenziamento delle competenze e rilancio della produttività rappresentano la pietra angolare per una crescita salariale strutturale, capace di coniugare la dignità del lavoro con la competitività del sistema Paese.

Pag. 190

ALLEGATO 2

5-05690 Giaccone: Iniziative volte a salvaguardare i livelli occupazionali presso le società di call center Tecnocall e Mediacom, con sede ad Asti, evitando licenziamenti e perdita di posti di lavoro.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ringrazio l'Onorevole interrogante per il quesito posto concernente la situazione occupazionale del gruppo internazionale Konecta, con particolare riferimento alle sedi italiane situate in Piemonte (Asti, Ivrea e Torino), già oggetto di tempestivo monitoraggio e attenzione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, oltre che degli Enti territoriali.
  Al riguardo, è stato interpellato il comune di Asti che ha riferito gli esiti del tavolo di confronto del 30 giugno scorso sulla crisi aziendale. Tale incontro è stato convocato dall'Amministrazione comunale alla presenza di tutte le parti sociali per affrontare la situazione di criticità che coinvolge la società Konecta.
  Nel corso della riunione, l'Amministrazione comunale ha avanzato una proposta concreta volta a favorire il mantenimento dell'attività aziendale e dei livelli occupazionali. In particolare, è stato proposto all'azienda di predisporre e fornire un capitolato relativo ai servizi e alle attività in ambito digitale con specifico riferimento al Settore Urbanistica e agli altri settori dell'Ente, interessati ai processi di innovazione e digitalizzazione.
  Il capitolato potrà essere condiviso anche con gli altri comuni della provincia, così da ampliare le opportunità di collaborazione. In tal senso, anche la presidenza della provincia di Asti ha espresso apprezzamento per l'iniziativa, manifestando la propria disponibilità a sostenerla. Un ulteriore percorso prospettato riguarda il coinvolgimento della provincia per l'avvio dell'iter amministrativo finalizzato alla predisposizione di un Piano di coesione territoriale, strumento che consentirebbe ai comuni del territorio di partecipare in maniera coordinata a eventuali bandi regionali dedicati alla digitalizzazione degli Enti locali. Si ritiene che questa strategia possa rappresentare un'opportunità concreta per coniugare gli obiettivi di innovazione della pubblica amministrazione con la tutela dell'occupazione, creando occasioni di lavoro dirette per Konecta e i suoi dipendenti.
  Si rappresenta che la situazione di Mediacom e Tecnocall è completamente diversa da quella di Konecta. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali non ha ricevuto, allo stato, alcuna richiesta di incontro per quanto di propria competenza. Al momento, pertanto, non risulta aperto un vero e proprio tavolo di crisi; sulla vicenda il comune di Asti ha riferito che è in corso un'interlocuzione con Iren per supportare i partner e salvaguardare le figure professionali delle due società.
  Più in generale, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Governo confermano il proprio impegno a governare la transizione tecnologica tutelando l'occupazione, promuovendo il dialogo con le parti sociali e introducendo strumenti concreti per la riqualificazione dei lavoratori, quali il Fondo Nuove Competenze e il programma GOL. Queste iniziative si inseriscono nel quadro normativo delineato dalla legge sull'intelligenza artificiale del 2025, che pone l'uomo al centro del cambiamento per guidare l'innovazione con regole e tutele adeguate.Pag. 191
  In conclusione, il Governo ribadisce l'impegno a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della vertenza, sostenendo le iniziative progettuali promosse a livello locale affinché si giunga a una soluzione condivisa e contrattata che garantisca la tenuta occupazionale, la continuità dei redditi nonché, una gestione sociale e sostenibile dei processi di innovazione tecnologica.

Pag. 192

ALLEGATO 3

5-05691 Scotto: Iniziative volte a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e il rilancio produttivo dello stabilimento Pfizer di Catania.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo relativo alla situazione dello stabilimento della società Wyeth Lederle S.r.l., appartenente al gruppo Pfizer, intendo innanzitutto ribadire che l'obiettivo prioritario del Governo è valutare appieno le prospettive industriali e occupazionali del sito di Catania, individuando ogni soluzione utile a tutela dei lavoratori e dell'intero tessuto produttivo del territorio.
  In base agli elementi informativi acquisiti dalle strutture competenti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si rappresenta che lo scorso luglio 2026 la società Wyeth Lederle S.r.l. (del Gruppo Pfizer) ha comunicato l'avvio della procedura prevista dall'articolo 1, comma 224, della legge n. 234 del 2021, relativa alla cessazione permanente di alcune attività produttive presso lo stabilimento di Catania.
  Sul piano dell'impatto sociale, si rappresenta che lo stabilimento occupa complessivamente 543 lavoratori e che l'esubero stimato riguarda circa 330 posizioni.
  Contestualmente all'avvio della procedura, la società ha presentato un piano per attenuare tali impatti, dichiarando la disponibilità a valutare la cessione del sito e riferendo di aver contattato, tramite advisor, 62 potenziali operatori industriali, sebbene ad oggi non siano ancora giunte manifestazioni di interesse concrete.
  Il piano aziendale contempla inoltre strumenti quali uscite volontarie incentivate, isopensione per chi ne possiede i requisiti, ricollocazioni interne o presso imprese del territorio e percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
  A fronte di questo quadro, il Governo ha immediatamente attivato un monitoraggio coordinato. Proprio a tal fine, lo scorso 22 luglio si è tenuto presso il Mimit un primo tavolo di confronto presieduto dal Ministro Urso, al quale hanno partecipato i vertici aziendali, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali.
  Nel corso dell'incontro, il Governo ha ribadito con fermezza che lo stabilimento di Catania costituisce un presidio strategico per il settore farmaceutico nazionale, chiedendo all'azienda una rapida revisione della decisione e l'avvio di un percorso condiviso per garantire continuità produttiva e tenuta occupazionale, con il pieno supporto delle istituzioni anche nel promuovere nuovi investimenti.
  Dal canto loro, i rappresentanti di Pfizer si sono riservati di approfondire le istanze con la casa madre, mentre i sindacati hanno richiesto il ritiro della procedura di chiusura delle linee e l'avvio immediato di un piano di riqualificazione.
  In conclusione, rassicuro gli Onorevoli interroganti confermando la massima attenzione del Governo sull'evoluzione della vertenza. Nei prossimi giorni, in costante raccordo con il Ministero delle imprese e del made in Italy, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali procederà alla convocazione delle parti per l'espletamentoPag. 193 dell'esame congiunto della situazione aziendale e del piano presentato ai sensi della legge n. 234 del 2021, mentre il successivo incontro di verifica generale è già stato fissato presso il Mimit per il prossimo 24 settembre.
  Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali continuerà pertanto a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della vicenda, al fine di favorire ogni soluzione utile alla salvaguardia del patrimonio produttivo, delle competenze professionali e dei livelli occupazionali, nel rispetto delle competenze istituzionali e della normativa vigente.