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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 14 settembre 2023
166.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni (I)
COMUNICATO
Pag. 10

ATTI DEL GOVERNO

  Giovedì 14 settembre 2023. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO.

  La seduta comincia alle 11.05.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2021/1883, sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati, e che abroga la direttiva 2009/50/CE.
Atto n. 53.
(Seguito esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazione).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 12 settembre 2023.

  Nazario PAGANO, presidente, ricorda che nell'ultima seduta il relatore ha depositato una proposta di parere favorevole con una osservazione, facendo presente che nessun gruppo ha avanzato proposte di modifica.

  La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore (vedi allegato 1).

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante e la programmazione dei flussi d'ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2023-2025.
Atto n. 54.
(Seguito esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 12 settembre 2023.

Pag. 11

  Nazario PAGANO, presidente, ricorda che nella scorsa seduta, in sostituzione della relatrice, ha depositato una proposta di parere favorevole.

  Maria Elena BOSCHI (A-IV-RE) annuncia l'astensione del suo gruppo, motivandola con la non condivisione di tutti i contenuti del provvedimento del Governo. Esprime comunque apprezzamento per la volontà del Governo di aumentare le quote di ingresso regolare di immigrati nel Paese, finalizzate al loro inserimento nel mondo del lavoro, ritenendo che per i partiti di maggioranza, rispetto alle prese di posizione degli ultimi anni, si tratti di un passo in avanti importante, anche dal punto di vista culturale. Ricorda infatti come negli anni passati, a ruoli invertiti, e dunque dall'opposizione, quegli stessi partiti abbiano richiesto una limitazione dei flussi ritenendo che nel Paese vi fossero già troppi immigrati. Ritiene che politicamente questo cambiamento sia rilevante e meriti di essere sottolineato.

  Matteo MAURI (PD-IDP), nel preannunciare l'astensione del proprio gruppo, approfitta di questo passaggio parlamentare per svolgere alcune riflessioni sulla politica del Governo per gestire i fenomeni migratori. Anzitutto stigmatizza alcuni contenuti dello schema di decreto in esame – come la previsione di un trattamento privilegiato per gli Stati che spiegano ai propri cittadini che è pericoloso migrare attraversando il deserto, fermandosi in Libia, per poi attraversare il Mediterraneo – ritenendo che si tratti di contenuti imbarazzanti, anche letti in una pura ottica di propaganda. Rileva poi un'incoerenza di fondo tra la propaganda e i primi atti del Governo, come ad esempio il cosiddetto «decreto Cutro», da una parte, e le scelte che vengono fatte con il provvedimento sui flussi, dall'altra. Evidenzia che lo schema di decreto, infatti, auspica letteralmente una progressiva riduzione dei divari tra i flussi e i fabbisogni del mercato del lavoro, prevede un ampliamento dei settori economici per i quali sono aperti i flussi di ingresso regolare, propende per un incremento degli ingressi fuori dalle quote, e afferma l'esigenza di trasformare i permessi di studio in permessi di lavoro. Sottolinea come tutte queste cose vadano nella direzione opposta rispetto alla propaganda. Richiamando l'esperienza del Governo Draghi, rammenta che, quando all'epoca i partiti dell'allora maggioranza ragionavano dei numeri del decreto flussi, pensandoli vicini alle 100 mila unità, la Lega si spese moltissimo in Consiglio dei ministri perché non si superassero le 70 mila unità, per non far passare presso l'opinione pubblica l'idea che fosse in atto una invasione. Fa presente come oggi i partiti di destra facciano scelte che vanno nella direzione opposta e auspica che ciò sia dovuto alla presa di coscienza del fatto che una cosa è la propaganda e altro è governare il Paese in una fase storica nella quale gli sbarchi sono raddoppiati rispetto all'anno scorso. Evidenzia come la propaganda di destra negli ultimi anni abbia voluto far credere che l'entità degli sbarchi fosse direttamente collegata ai contenuti della nostra legislazione e alla presenza delle navi delle organizzazioni non governative nel Mediterraneo, ritenendo entrambi pull factor dell'immigrazione clandestina. Evidenzia che oggi, mentre il Governo di destra gestisce gli aspetti legislativi, come dimostra il decreto Cutro, e mentre le navi delle ONG vengono spedite nei porti più remoti per tenerle lontane dal Mediterraneo, gli sbarchi decuplicano, a dimostrazione di quanto siano sbagliate la propaganda e la gestione della politica migratoria di questo Governo. Sottolinea che quello che sta accadendo in Libia, con le inondazioni, così come in Tunisia, nonostante gli annunciati accordi, non potrà che portare a un aumento degli sbarchi, perché i meccanismi che inducono alla migrazione sono molto più profondi rispetto a quanto sostenuto dalla destra, dipendendo da dinamiche non controllabili in chiave domestica e neanche in chiave europea.
  Afferma che se il provvedimento in esame, che prevede una programmazione triennale di 136 mila, 151 mila e 165 mila ingressi, fosse stato proposto da un Governo di sinistra, l'attuale maggioranza l'avrebbePag. 12 accusato di operare una sostituzione etnica e stigmatizza le contraddizioni di fondo del Governo, che ritiene non possano passare sotto silenzio e che inducono il suo gruppo all'astensione. Propone l'apertura, dentro il Parlamento e con il Governo, di un dibattito sull'immigrazione, che muova dal riconoscimento dell'esigenza di rivedere il testo unico non fosse altro per aggiornarlo ai tempi, ragionando su un sistema di arrivi legali, organizzati e strutturati nel tempo incrociando la domanda e l'offerta di lavoro nel nostro Paese, accantonando la demagogia e sviluppando i concetti che il Governo ha già espresso nello schema di decreto flussi all'esame della Commissione.

  Filiberto ZARATTI (AVS), nel condividere le affermazioni dei colleghi Boschi e Mauri, afferma che lo schema di decreto all'esame della Commissione ha il pregio di confrontarsi finalmente con la realtà. Rileva come in passato gli esponenti dell'attuale maggioranza abbiano sostenuto che il nostro Paese non ha bisogno di manodopera proveniente dall'estero e che attraverso l'immigrazione si rischia la sostituzione etnica ed è dunque lieto che, per una volta, la maggioranza non sia coerente con quanto affermato fin qui, dimostrando di non perseverare nell'errore. Sottolinea che oggi l'interesse della nazione – tanto spesso richiamato dalla maggioranza – è quello di fruire di flussi migratori regolari e legali. Richiamando la trama di un film nel quale Diego Abatantuono recita la parte del sindaco di un comune del nordest, nel quale lavoravano molti migranti che improvvisamente spariscono, bloccando l'economia locale, ricorda l'importanza della manodopera proveniente dall'estero per il nostro sistema economico. Senza chiedere che la maggioranza faccia autocritica, dichiara di accontentarsi di registrare il cambio di politica e, pur annunciando l'astensione del suo gruppo, afferma di condividere l'impostazione del decreto flussi e auspica per il futuro un incremento delle unità per le quali è consentito l'ingresso legale.

  Alessandro URZÌ (FDI) afferma che quello in corso è un dibattito surreale. Ritiene che alla base di qualsiasi considerazione vi debba essere la fondamentale distinzione tra immigrazione legale e regolamentata e immigrazione clandestina e che su questa distinzione si sviluppino tutte le politiche della maggioranza. Sottolinea come la sinistra, sistematicamente e indistintamente, stia dalla parte dell'immigrazione clandestina e irregolare, giustificandola, ritenendola un fenomeno naturale da accettare.
  Fa presente che l'azione della maggioranza prevede anzitutto il blocco strutturale dell'immigrazione clandestina irregolare, in mano agli scafisti, che portano gli immigrati a vivere in Europa in clandestinità e di stenti, con conseguente rischio per la sicurezza pubblica. In merito afferma che il Governo è impegnato affinché si riconosca nel confine meridionale dell'Italia il confine meridionale dell'Europa e che questo impegno sarà oggetto anche della prossima campagna elettorale per le europee. Sottolinea che il contrasto all'immigrazione illegale è alla base anche del cosiddetto Piano Mattei, volto a creare un rapporto con i Paesi da cui provengono i migranti, nella consapevolezza del fatto che si tratta di processi che avranno bisogno di molti mesi per stabilizzarsi, soprattutto dopo anni nei quali queste politiche sono state abbandonate.
  Afferma inoltre che l'immigrazione clandestina deve essere riconosciuta come fenomeno distorsivo del mercato del lavoro che determina anche un pregiudizio sociale nei confronti dell'immigrato. In merito evidenzia come il Governo intenda invece riconoscere il fabbisogno di manodopera specializzata in alcuni settori produttivi e agire di conseguenza, attingendo all'immigrazione legale e non – come pensa invece la sinistra – attingendo all'emersione dalla clandestinità di quanti già si trovano nel Paese.
  Nel riconoscere l'esistenza di un profondo solco politico tra le posizioni della sinistra e quelle della maggioranza, sottolinea dunque come non vi siano contraddizioni nell'azione di Governo volta, da una parte, a contrastare l'immigrazione clandestina e, dall'altra, a garantire al Paese una Pag. 13economia che abbia opportunità di crescita e che risponda alla denatalità attraverso l'ingresso di lavoratori stranieri regolari. Conclude affermando che attraverso il decreto flussi la maggioranza intende sventolare la bandiera della legalità, consentendo l'ingresso degli immigrati in Italia solo se regolamentato e garantendo l'assenza di pregiudizi nei confronti di coloro che arrivano legalmente sul nostro territorio.

  Alfonso COLUCCI (M5S) preliminarmente afferma che il suo movimento politico non è favorevole all'immigrazione clandestina, né tantomeno a favore degli scafisti, ma che dinanzi a una legislazione nazionale che distingue gli immigrati in regolari e irregolari, è favorevole a percorsi che consentano l'emersione dalla irregolarità e l'ingresso legale e regolamentato nel Paese. Stigmatizza le posizioni di quanti nell'attuale maggioranza si erano detti convinti che attraverso i blocchi navali sarebbe stato possibile fermare lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina, giudicando fallimentari le politiche fin qui messe in campo dal Governo.
  Ricorda come, per la prima volta, sia stato il Governo guidato da Giuseppe Conte, nel giugno 2019, a porre il problema migratorio come problema europeo, definendo le coste e i confini italiani come confini europei, obbligando l'Europa a farsene carico. Sottolinea però come le politiche successive, del Governo Meloni, non abbiano consentito di attuare quella presa in carico del 2019. Nel fare presente che era Salvini il ministro dell'interno nel Governo Conte I, ricorda come fino ad oggi il Governo Meloni abbia gestito l'immigrazione emanando un decreto per impedire alle navi delle ONG di salvare migranti nel Mediterraneo, sul presupposto che le ONG costituissero un pull-factor, circostanza che i fatti hanno ormai smentito. Invita la maggioranza a rinunciare alla propaganda, ammettendo che quel decreto-legge non ha prodotto risultati per quanto riguarda il contenimento delle partenze, ma ha solo portato alla mortificazione dei diritti, primo fra tutti quello ad essere salvati in caso di naufragio in mare.

  Nazario PAGANO, presidente, ricorda all'onorevole Colucci, e a tutti gli altri iscritti a parlare, che la Commissione deve votare il parere sullo schema di decreto e che si stanno svolgendo le relative dichiarazioni di voto e non un dibattito generale sull'immigrazione, invitando dunque a una maggiore sintesi, anche per consentire la trattazione degli altri punti all'ordine del giorno.

  Alfonso COLUCCI (M5S), nel sottolineare come il decreto flussi si inserisca naturalmente nel più ampio tema delle politiche migratorie, stigmatizza ancora gli interventi del Governo in tema, richiamando la dichiarazione di emergenza nazionale contenuta nel cosiddetto Decreto Cutro, la creazione di una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che, a suo dire, non avrebbe prodotto alcun risultato, e infine il Piano Mattei, i cui contenuti restano oscuri. Ritiene che fin qui il Governo non abbia fatto politica ma solo propaganda e che i due provvedimenti all'esame della Commissione – atti del Governo n. 53 e 54 – vadano finalmente nella direzione giusta, della regolarizzazione, pur essendo ancora insufficienti e contenendo delle incongruenze; richiama ad esempio le disposizioni sugli stagionali, che teme possano divenire irregolari al termine della stagione, e la previsione delle quote preferenziali per i Paesi che attuano campagne mediatiche per scoraggiare l'emigrazione. Afferma che queste incongruenze motivano l'astensione del suo gruppo.

  Igor IEZZI (LEGA) rassicurando il Presidente di mantenere i tempi del proprio intervento, replica alle affermazioni del deputato Alfonso Colucci. Ritiene rilevanti le dichiarazioni dell'onorevole Alfonso Colucci in merito all'azione del Governo Conte I e fa presente che le condividerà con la Senatrice Giulia Bongiorno quale avvocato del Ministro Salvini. Sottolinea la rilevanza di quanto affermato da Colucci quando ricorda che l'allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha agito in difesa dei confini nazionali, sostenendo le operazioni messe in campo dall'allora Ministro Salvini, seppur smentendosi poi in sede giudiziariaPag. 14 dove disconosce quanto fatto dal ministero dell'interno.
  Ricollegandosi invece a quanto detto dall'onorevole Urzì, che si è dichiarato sorpreso per la contrarietà dei gruppi di sinistra rispetto a quanto previsto nello schema dell'atto del Governo all'esame della Commissione, non si ritiene affatto sorpreso da una tale condotta. Rileva altresì che l'approccio dei gruppi di sinistra ai problemi legati all'immigrazione ha impedito il raggiungimento di soluzioni condivise. Evidenzia come sia normale per i gruppi di sinistra sollevare critiche e rilevare contraddizioni, seppur inesistenti, nella gestione dei flussi e dell'ingresso dei lavoratori stranieri in Italia. Stigmatizza come sia culturalmente o quasi antropologicamente impossibile per la sinistra distinguere tra immigrati regolari e immigrati irregolari. Nel ribadire le sue considerazioni politiche, ricorda come la citata distinzione sia comunemente accettata negli altri Paesi dove le regole prevedono che solo chi entra in modo regolare può accedere a posti di lavoro, mentre chi è irregolare si ritrova nelle mani della criminalità organizzata o nel traffico di esseri umani. Critica la sinistra che ritiene le leggi un inutile orpello e accetta che gli immigrati possano anche non essere vincolati dalla legge. Sottolinea quindi come le contraddizioni ravvisate dalla sinistra nelle scelte del Governo nella gestione dei flussi derivino da questo modo di considerare la legge come un inutile orpello.

  Federico FORNARO (PD-IDP) ritiene che il tema dell'immigrazione meriti un ampio dibattito nelle opportune sedi parlamentari, ma concorda con il Presidente sulla necessità di rispettare i tempi previsti dalla convocazione. Dichiara il proprio disappunto per le affermazioni degli esponenti della maggioranza seguite alle affermazioni del deputato Mauri che dimostravano la disponibilità del gruppo del PD a discutere nel concreto le questioni legate all'emergenza migratoria. Rileva come la destra continui a ricorrere a slogan e sia in difficoltà nella transizione dalla fase della propaganda politica a quella dell'azione di Governo. Precisa quindi come la risposta a questi problemi non possa essere quella di raccontare che la sinistra è a favore dell'apertura delle frontiere senza regole e ribadisce che i gruppi di sinistra continuano ad essere convinti che bisogna sempre intervenire per salvare chi rischia la vita in mare.
  Ricorda infine come già detto dal deputato Mauri che, se un decreto come quello all'esame della Commissione, che dispone di 450.000 ingressi in tre anni, l'avesse adottato un Governo di centrosinistra, i canali social e l'informazione sarebbero stati inondati da una campagna mediatica organizzata dalla destra per fermare una inverosimile «sostituzione etnica». Invita quindi tutti i deputati a moderare i toni del dibattito per creare le condizioni per affrontare una questione epocale quale quella delle sfide migratorie.
  Rispetto a questi temi richiama l'attenzione del Presidente sulla necessità di una sessione parlamentare per dare a tutti la possibilità di confronto alla ricerca di soluzioni condivise, in considerazione del fatto che queste problematiche saranno al centro dell'agenda politica per i prossimi venti o trent'anni. Infine, chiede dei chiarimenti alla maggioranza sul cosiddetto «Piano Mattei» che non è stato mai definito dal Governo nei dettagli.

  Gianni CUPERLO (PD-IDP) ricorda che ieri mattina, nello specchio d'acqua antistante il molo di Lampedusa, è annegata una neonata di 5 mesi partita dalla Guinea, Paese dell'Africa il cui reddito medio è di oltre 25 volte inferiore a quello dell'Italia, dato che presumibilmente ha indotto i genitori della bambina a emigrare. Ricorda poi che un altro Paese africano, la Nigeria, ha oggi 218 milioni di abitanti, destinati a divenire circa 400 milioni, poco meno della popolazione europea nel suo complesso, da qui al 2050. Richiamando le considerazioni svolte dall'onorevole Urzì si dice d'accordo sull'innalzamento della bandiera della legalità ma fa presente che questo mondo e questi fenomeni ormai non si governano alzando o abbassando i ponti levatoi e che non basta un decreto emesso da qualsivoglia Governo a stabilire che un confine è invalicabile.Pag. 15
  Riferendosi poi alle affermazioni dell'onorevole Iezzi, che ha definito la sinistra antropologicamente incapace di distinguere i migranti regolari dagli irregolari, osserva come effettivamente quella creatura di cinque mesi non abbia bussato prima di entrare, non abbia chiesto di entrare regolarmente, anche perché quando al piede si porta una scarpa numero 22 non si sa bussare, ma inconsapevolmente si spera solo di vivere e di non morire davanti a Lampedusa.
  Afferma che la maggioranza non può pensare di fermare l'immigrazione pagando o monetizzando la sofferenza delle persone, ricordando che se si paga molto – come ha fatto l'Europa con la Turchia – forse si rallenta l'immigrazione siriana, ma che se si paga poco – come ha fatto l'Italia con la Tunisia – l'accordo non regge e gli sbarchi di questi giorni sono la conseguenza.
  Ritiene che negli ultimi anni la destra abbia letto i fenomeni migratori in una chiave politica strumentale e cinica, come dimostrerebbero le statistiche sui tweet del ministro Salvini dedicati a questo argomento, pari a solo 6-7 nel 2023 a fronte dei 122 dell'anno precedente e 805 del 2021. Anche questi dati lo inducono a convenire sull'esistenza di una distinzione antropologica tra destra e sinistra.

  Nazario PAGANO, presidente, nel ringraziare quanti hanno partecipato al dibattito, sottolinea la rilevanza di questi temi, come dimostrano gli eventi di questi giorni a Lampedusa.

  La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata in sostituzione della relatrice (vedi allegato 2).

  Maria Elena BOSCHI (A-IV-RE) invita la presidenza a richiede al Governo la trasmissione alla Commissione del cosiddetto Piano Mattei, affinché si possa conoscerne il contenuto e si possa svolgere un dibattito parlamentare sui suoi contenuti.

  Nazario PAGANO, presidente, prende atto della richiesta dell'onorevole Boschi, dichiarando che se ne occuperà e ricordando comunque che il tema potrebbe anche essere oggetto di un atto di sindacato ispettivo.

  La seduta termina alle 11.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Giovedì 14 settembre 2023.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 11.50 alle 12.