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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 21 maggio 2024
312.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Finanze (VI)
COMUNICATO
Pag. 78

TESTO AGGIORNATO AL 28 MAGGIO 2024

SEDE REFERENTE

  Martedì 21 maggio 2024. — Presidenza del vicepresidente Alberto BAGNAI, indi del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Sandra Savino.

  La seduta comincia alle 10.05.

DL 39/2024: Misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali di cui agli articoli 119 e 119-ter del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, altre misure urgenti in materia fiscale e connesse a eventi eccezionali, nonché relative all'amministrazione finanziaria.
C. 1877 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e conclusione).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 20 maggio 2024.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che sono state presentate 28 proposte emendative al testo del disegno di legge e che il fascicolo degli emendamenti, posto in distribuzione, sarà allegato al resoconto della seduta odierna (vedi allegato 1).
  Ricorda infine che, come convenuto nella riunione dell'ufficio di Presidenza dello scorso 14 maggio, la Commissione procederà questa mattina alla votazione delle proposte emendative, concludendo l'esame del provvedimento entro le ore 12 con la votazione del mandato al relatore, considerato che la discussione generale in AssembleaPag. 79 è fissata per le ore 13 della giornata odierna.
  Invita la relatrice Cavandoli e, quindi, la rappresentante del Governo, a formulare i pareri sulle proposte emendative.

  Laura CAVANDOLI (LEGA), relatrice, invita al ritiro di tutte le proposte emendative presentate, esprimendo altrimenti parere contrario.

  La sottosegretaria Sandra SAVINO esprime parere conforme a quello della relatrice.

  La Commissione respinge l'emendamento Fenu 1.9.

  Emiliano FENU (M5S) interviene per illustrare l'emendamento 1.10 a propria firma. Evidenzia che esso persegue l'intento di tutelare gli enti del Terzo settore e gli Istituti autonomi per le case popolari, a fronte delle misure restrittive disposte dal decreto in esame. Rammenta che la proposta emendativa è analoga a un emendamento presentato, durante l'esame del provvedimento al Senato, dall'onorevole Tajani; esprime dunque la propria curiosità circa la posizione che il gruppo di Forza Italia intende assumere sul punto.

  Virginio MEROLA (PD-IDP) interviene per illustrare il proprio emendamento 1.2, identico alla proposta emendativa Fenu 1.10. Rammenta che nel corso del tempo l'istituto del superbonus ha subito più di trenta interventi correttivi, con riferimento ai quali, nel rimodulare adeguatamente le agevolazioni fiscali in edilizia, avrebbe dovuto e tutt'ora dovrebbe ritenersi prioritaria la tutela delle case popolari.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Merola 1.2 e Fenu 1.10.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che l'emendamento Gadda 1.1 è stato sottoscritto dall'onorevole Merola.

  La Commissione respinge l'emendamento Gadda 1.1.

  Virginio MEROLA (PD-IDP) illustra l'emendamento 1.3 a propria firma, evidenziando l'opportunità di posticipare i termini previsti dalla disposizione ivi richiamata nei territori interessati da calamità naturali in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza.
  Interviene altresì per annunciare la propria sottoscrizione di tutti gli emendamenti presentati dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, anche in considerazione del fatto che l'onorevole Borrelli si trova oggi a Napoli per l'emergenza sismica nella zona dei Campi Flegrei.
  Ribadisce quindi l'opportunità di tenere conto, nell'esame del provvedimento, dell'aggravarsi della situazione sismica nella predetta zona, ritenendo necessario che il superbonus non venga eliminato per edifici siti nei territori a rischio.

  Luciano D'ALFONSO (PD-IDP), ricollegandosi a quanto detto dal collega Merola, evidenzia che in assenza di agevolazioni fiscali edilizie è difficile portare a compimento la ricostruzione e la rivitalizzazione dei territori colpiti da calamità naturali o, meglio, che tale operazione potrebbe richiedere tempi molto più lunghi del previsto.
  Rammenta che tale dato è stato evidenziato dai rappresentanti degli enti territoriali e avvalorato dal parere di organismi tecnici. Rileva dunque che, al di là delle valutazioni sulla specifica misura del superbonus – che spesso è stata oggetto di quella che potrebbe definirsi una condanna emotiva da parte di numerose forze politiche – apposite agevolazioni fiscali dovrebbero essere destinate al recupero delle aree danneggiate da calamità naturali; invita dunque la Commissione a un'attenta riflessione sul tema.
  Ricorda che, in taluni territori danneggiati dalle calamità naturali, la dilatazione dei tempi di ricostruzione degli edifici ha di fatto comportato lo spopolamento dei territori medesimi.

  La Commissione respinge l'emendamento Merola 1.3.

  Agostino SANTILLO (M5S) illustra l'emendamento 1.11 a propria firma, ritenendoPag. 80 opportuno estendere le deroghe previste dalle norme anche ad altri territori colpiti da calamità naturali.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Santillo 1.11 e Borrelli 1.8.

  Virginio MEROLA (PD-IDP) illustra l'emendamento Zanella 1.6, in qualità di cofirmatario. Rammenta che già nel corso del 2023 numerosi provvedimenti sono intervenuti per modificare la disciplina del superbonus, in occasione dei quali sarebbe stato opportuno correggere le criticità che oggi il Governo afferma di voler sanare con il provvedimento in esame.
  Si deve inoltre rilevare come, alla luce del decreto in discussione, le agevolazioni per la riqualificazione antisismica degli edifici e per l'eliminazione delle barriere architettoniche siano anch'esse penalizzate, subendo il medesimo trattamento restrittivo degli interventi relativi superbonus.
  Evidenzia dunque che, se è vero che gli interventi agevolabili hanno favorito anche i contribuenti con redditi medio-alti, devono tuttavia essere mantenuti gli interventi con finalità perequativa, quali quelli concernenti le agevolazioni per la riqualificazione antisismica degli edifici e per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
  Conclude evidenziando come restringere l'ambito di tali agevolazioni con effetto retroattivo significhi non tenere conto della realtà del Paese, né dei recenti fatti di cronaca.

  La Commissione respinge l'emendamento Zanella 1.6.

  Emiliano FENU (M5S) illustra l'emendamento Torto 1.12, di cui è cofirmatario, rammentando che esso è analogo a una proposta emendativa già presentata nel corso dell'esame del provvedimento al Senato dal gruppo di Forza Italia – cui esprime il proprio plauso – e che è stato fatto proprio dal suo gruppo parlamentare.

  La Commissione respinge l'emendamento Torto 1.12.

  Agostino SANTILLO (M5S) illustra l'emendamento 1.13 a propria firma, evidenziando che anche tale proposta emendativa recepisce orientamenti espressi dal gruppo Forza Italia durante l'esame del provvedimento al Senato, sottolineando quindi che il proprio gruppo parlamentare si concentra sul contenuto delle proposte e non certo sul loro colore politico. Si attende quindi un voto di astensione – se non addirittura favorevole – di Forza Italia sull'emendamento in esame.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Merola 1.4 e Santillo 1.13, l'emendamento Merola 1.5 e l'emendamento Borrelli 1.7.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che la Commissione passerà ora all'esame dell'unico emendamento riferito all'articolo 1-bis, sul quale rammenta che la relatrice e la rappresentante del Governo hanno formulato un parere contrario.

  La Commissione respinge l'emendamento Merola 1-bis.1.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che la Commissione passerà ora all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1-ter, sui quali rammenta che la relatrice e la rappresentante del Governo hanno formulato un parere contrario.

  Emiliano FENU (M5S) interviene per illustrare l'emendamento a propria firma 1-ter.4, evidenziando come un'analoga proposta emendativa sia stata presentata nel corso dell'esame del provvedimento al Senato dal gruppo Forza Italia. Dichiara di non comprendere le ragioni per cui il Governo e le forze di maggioranza non condividano il contenuto di una disposizione che non interviene in modo strutturale sul sistema della cessione dei crediti, ma si limita ad estendere il contributo sostitutivo della cessione del credito – peraltro esiguo – anche agli interventi di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche.

Pag. 81

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli identici Merola 1-ter.1 e Fenu 1-ter.4 e l'emendamento Grimaldi 1-ter.2.

  Agostino SANTILLO (M5S), intervenendo sull'emendamento Caso 1-ter.3, rammenta gli eventi sismici verificatisi la scorsa notte a Pozzuoli e nell'intera provincia di Napoli, dove si sono registrate centinaia di scosse che nel loro picco hanno raggiunto una forza di magnitudo 4.4. Evidenzia che in presenza di simili eventi, in altre regioni d'Italia, quali l'Abruzzo, il Lazio, le Marche e l'Umbria, è stato dichiarato lo stato di emergenza e sono state stanziate risorse per fronteggiare le calamità ivi occorse.
  Auspica quindi che anche per le abitazioni colpite dalle continue e forti scosse telluriche nell'area dei Campi flegrei vengano disposti adeguati stanziamenti.
  Sottolinea inoltre l'importanza di introdurre nel decreto in esame un meccanismo che consenta di estendere agli edifici che dovessero risultare vulnerabili, in base ad un'analisi già prevista dalla normativa vigente, la detrazione del 110 per cento e il meccanismo della cessione dei crediti di imposta, prevedendo quale termine ultimo per l'accesso a tali agevolazioni il 31 dicembre 2026. Conclude augurandosi che tale proposta emendativa possa essere accolta da tutte le forze politiche.

  La Commissione respinge l'emendamento Caso 1-ter.3.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che la Commissione passerà ora all'esame dell'unico emendamento riferito all'articolo 2, sul quale rammenta che la relatrice e la rappresentante del Governo hanno formulato un parere contrario.

  La Commissione respinge l'emendamento Borrelli 2.1.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che la Commissione passerà ora all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4-bis, sui quali rammenta che la relatrice e la rappresentante del Governo hanno formulato un parere contrario.

  Emiliano FENU (M5S) intervenendo per illustrare l'emendamento a propria firma 4-bis.4, sottolinea l'importanza di rendere opzionale la distribuzione su base decennale dei crediti d'imposta.
  Rammenta che la disciplina delle detrazioni fiscali costituisce uno degli aspetti più delicati del nuovo decreto, che incide direttamente sulla possibilità per i contribuenti di godere in modo effettivo degli sgravi fiscali. Infatti, la previsione di una base decennale su cui diluire i crediti di imposta, non solo determina un recupero del credito più lento per il contribuente, ma costituisce un limite anche nell'ipotesi in cui egli voglia accedere all'istituto della cessione del credito.
  Evidenzia dunque il rischio che il meccanismo delle detrazioni sia, in sostanza, depotenziato e svuotato.

  Angela RAFFA (M5S) ricollegandosi all'intervento del collega Fenu, sottolinea che gli interventi previsti dal decreto rischiano di determinare la perdita di interesse da parte degli istituti finanziari all'acquisto dei crediti relativi al superbonus, arrecando un danno gravissimo alle imprese, le quali, a causa di una norma retroattiva – che in quanto tale si pone in distonia rispetto ai principi che informano le leggi tributarie – rischiano di non poter recuperare quanto investito.
  Ritiene che tali interventi siano quindi sintomatici della distanza delle forze di maggioranza dalla situazione reale del Paese, affermando che il decreto in esame costituisce un'operazione deprecabile, che non esita a definire una vera e propria porcheria, attuata da un Governo i cui membri hanno personalmente beneficiato delle agevolazioni edilizie.

  Simonetta MATONE (LEGA) rileva come i toni utilizzati dalla collega Raffa non appaiano consoni alla sede parlamentare.

  Alberto BAGNAI (LEGA), presidente, prende atto del rilievo della collega Matone, supponendo di dover ricondurre i toni accesi dell'onorevole Raffa alla necessitàPag. 82 di far emergere la complessità della materia.

  Vito DE PALMA (FI-PPE) rileva innanzitutto l'ampia condivisione da parte del Movimento 5 Stelle delle proposte emendative presentate al Senato da Forza Italia, in quella sede tuttavia non approvate.
  Rammenta che la prima relazione tecnica che accompagnava la misura del superbonus recava una stima economica dell'agevolazione pari a soli 10 miliardi di euro. Tale stima, nettamente al ribasso, si è confrontata con l'impatto devastante sui fondi pubblici della misura, che – sulla base dei dati forniti da Enea – ammonterebbe a 122 miliardi di euro, cifra che giustifica interventi correttivi del Governo, cui Forza Italia non ha mai sottratto il proprio contributo. Sottolinea in ogni caso la necessità di evitare, nel rispetto dei tetti di spesa, conseguenze negative per i contribuenti e afferma quindi che sull'emendamento Fenu 4-bis.4 il proprio gruppo di appartenenza si asterrà, riservandosi sul punto di presentare un ordine del giorno in Assemblea.

  Emiliano FENU (M5S) rispondendo alle sollecitazioni del collega De Palma, invita alla lettura della relazione tecnica di maggioranza elaborata nel corso delle ultime indagini conoscitive sul superbonus, sottolineando che la stima di spesa contenuta nella richiamata relazione tecnica sulla norma originaria risulta essere stata pienamente rispettata. Rammenta, a tal proposito, che sotto la Presidenza di Mario Draghi le detrazioni di spesa relative al superbonus erano certamente al di sotto delle stime e che un incremento delle stesse si è registrato invece a partire dal luglio 2021 quando il Ministro Brunetta – come ha egli stesso sottolineato – ha reso più agevole l'accesso alla misura. La norma originaria costituiva dunque un presidio di garanzia, poi allentato – per volere di tutte le forze politiche, specie di maggioranza e tra le quali si deve annoverare anche Forza Italia – tramite un ampliamento dei requisiti di accesso alle citate agevolazioni fiscali.
  Considera poi, riferendosi alle tabelle di recente pubblicate dal quotidiano il Corriere della Sera, che durante il Governo Meloni sono maturati elevati crediti per detrazioni fiscali relativi al superbonus, pari a circa 66 miliardi di euro, su un totale di 117.

  Luciano D'ALFONSO (PD-IDP), citando l'espressione di Sabino Cassese, che richiama l'«emotività del dibattito parlamentare», sottolinea che in materia di sgravi fiscali relativi all'edilizia urbana esiste un dibattito risalente agli anni Ottanta, quando evidenziandosi la necessità di interventi straordinari nel Mezzogiorno, si nascondeva in realtà l'originario e permanente bisogno del meridione d'Italia di farsi destinatario di politiche pubbliche dedicate. Evidenzia dunque che non sussistono dubbi sulla necessità di intervenire sul patrimonio abitativo italiano. Si consideri, a tal proposito, che se il coefficiente di resistenza statica necessario per consentire l'utilizzazione degli edifici scolastici è pari allo 0,78, una simile misurazione non risulta possibile in Italia ove ben poche strutture sarebbero in grado di rispettarlo. Rammenta che gli interventi di rigenerazione urbana sono molto meno costosi se collocati prima e non dopo il verificarsi di eventi catastrofici, con una stima della Corte dei conti che indica un rapporto di 3 a 13 punti di spesa. Ricorda quindi che la ricostruzione urbana della regione Abruzzo – non ancora terminata – ha avuto un costo di circa 18 miliardi.
  Auspica infine, alla luce delle precedenti osservazioni, la realizzazione di un assetto normativo che sia in grado, evitando una legislazione emergenziale, di affrontare in modo organico ed ordinario gli eventi calamitosi che in modo ricorrente si ripropongono. Confida nell'adesione convinta di tutte le parti politiche e in una collaborazione da parte di tutte le Commissioni permanenti competenti nel merito.

  Bruno TABACCI (PD-IDP) interviene evidenziando alcuni profili già rilevati in sede di esame preliminare, riguardanti in particolare la responsabilità di tutte le forze Pag. 83politiche rispetto alla misura del superbonus.
  Ricorda che proprio su tale questione è caduto l'Esecutivo guidato da Mario Draghi e che lo stesso Presidente del Consiglio e l'allora ministro dell'economia Franco sono stati coloro che più hanno sostenuto la necessità di limitare la portata della misura, della quale oggi molte forze politiche parlano con eccessiva leggerezza, disconoscendo le proprie responsabilità in ordine a interventi che hanno esse stesse sostenuto.
  Rileva in conclusione come, a suo avviso, sia errato e scorretto esprimere giudizi del tutto negativi sulla misura del superbonus: la vicenda di questa agevolazione è infatti lo specchio di una brutta pagina politica, che tutte le parti hanno contribuito a scrivere, e le cui conseguenze colpiscono oggi gli esponenti dell'attuale maggioranza.

  Vito DE PALMA (FI-PPE) evidenzia che, durante il secondo Governo Conte, Forza Italia non faceva parte della maggioranza. Ritiene dunque scorretto ascrivere alla propria parte politica responsabilità nella genesi della misura. Ricorda altresì che la relazione tecnica che accompagnava il decreto-legge n. 34 del 2020 stimava i costi del superbonus in 10,6 miliardi. Chiede dunque sia riconosciuto, con onestà intellettuale, che vi sono stati errori nelle stime iniziali.

  La Commissione respinge l'emendamento Fenu 4-bis.4.

  Virginio MEROLA (PD-IDP) illustra il proprio emendamento 4-bis.1 evidenziandone le finalità di semplificazione.

  Vito DE PALMA (FI-PPE) interviene per preannunciare l'astensione del proprio gruppo parlamentare, analogamente a quanto già avvenuto per il precedente emendamento Fenu 4-bis.4.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Merola 4-bis.1 e Borrelli 4-bis.3.

  Agostino SANTILLO (M5S) interviene per illustrare il proprio emendamento 4-bis.5, evidenziando che il provvedimento in esame non riguarda la sola misura del superbonus, ma concerne la materia più ampia delle agevolazioni fiscali in edilizia; ritiene che denominarlo «decreto superbonus» sia un escamotage per distogliere l'attenzione dagli insuccessi dell'attuale Governo.
  Evidenzia che la proposta emendativa a sua firma intende ripristinare la facoltà del cessionario di ripartire in dieci quote annuali di pari importo le rate residue. Ricollegandosi a quanto già esposto dal collega De Palma, esprime plauso per il suo intervento, in quanto a suo avviso è il primo esponente della maggioranza che ha chiarito quali fossero i costi iniziali stimati del superbonus.
  Rammenta che l'istituto è stato prorogato nel tempo, per cui i relativi costi sono conseguentemente lievitati. Ricorda inoltre che la proroga del superbonus è stata disposta da un Esecutivo di cui era parte Forza Italia, e che tutte le forze politiche della maggioranza di allora hanno insistito per l'estensione temporale dell'incentivo, lungo l'arco di durata dell'Esecutivo Draghi, rimasto in carica per 17 mesi.
  Dopo alcuni mesi dall'insediamento dell'attuale Governo sono state intraprese le note misure restrittive degli incentivi; trascorsi quasi tre anni senza trovare un'adeguata soluzione, oggi si ascrive la responsabilità all'esecutivo Conte, che tra l'altro dopo il varo dell'incentivo è rimasto in carica solo pochi mesi.
  Ricorda che tutte le forze politiche, a esclusione di Fratelli d'Italia, nel corso dei 17 mesi di Esecutivo Draghi hanno presentato proposte emendative volte a estendere la misura.
  Dall'altro lato rileva che l'attuale Governo, in circa trentasei mesi – durante i quali si sono avvicendati i relativi documenti di programmazione economico-finanziaria – non è riuscito a fronteggiare la situazione economica; esprime le proprie perplessità sul presunto impatto dell'incentivo sui conti pubblici, mostrando invece forte preoccupazione per il basso livello di Pag. 84crescita del Paese, nonché per la produzione industriale in calo che, a suo avviso, è conseguenza delle scelte inopportune del Governo. Conclude quindi ribadendo, alla luce di quanto esposto, l'opportunità di approvare la propria proposta emendativa.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Merola 4-bis.2 e Santillo 4-bis.5.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che la Commissione passerà ora all'esame dell'unico emendamento riferito all'articolo 4-ter, sul quale rammenta che la relatrice e la rappresentante del Governo hanno formulato un parere contrario.

  La Commissione respinge l'emendamento Merola 4.ter.1.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che la Commissione passerà ora all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6, sui quali rammenta che la relatrice e la rappresentante del Governo hanno formulato un parere contrario.

  La Commissione respinge l'emendamento Borrelli 6.1.

  Emiliano FENU (M5S) illustra l'emendamento 6.2, di cui è firmatario. Rammenta anzitutto che uno dei principali problemi del Paese è legato alla carente produttività del lavoro, cui è possibile far fronte – tra l'altro – mediante investimenti in impianti innovativi e in attività di formazione. Ricorda al riguardo che le misure inserite nel cosiddetto pacchetto Transizione 4.0, soprattutto sotto forma di credito d'imposta per innovazione e formazione, hanno consentito al PIL italiano di rimbalzare nel periodo post-pandemico in misura superiore al calo registrato durante la pandemia.
  Ricorda che tale insieme di misure sono state smantellate dall'attuale Esecutivo, che l'ha sostituito col cosiddetto piano Transizione 5.0, nel quale ha meritoriamente introdotto i requisiti di sostenibilità ambientale; mancano tuttavia le misure attuative e gli importi agevolabili sono inferiori alle precedenti misure.
  Con riferimento alla propria proposta emendativa, evidenzia che i termini di legge per la conclusione degli investimenti appaiono troppo stringenti per le imprese, stante la complessità dei beni agevolabili e i tempi richiesti per la progettazione e l'installazione degli impianti, come anche rilevato dai tecnici di settore. L'emendamento intende dunque mitigare tale brevità dei termini, concedendo un tempo più lungo per l'effettuazione degli investimenti e la messa in funzione dei beni agevolabili. Ricorda che il proprio gruppo parlamentare ha già presentato un'interrogazione sul tema e intende predisporre, altresì, un ordine del giorno.

  La Commissione respinge l'emendamento Fenu 6.2.

  Alberto BAGNAI, presidente, avverte che la Commissione passerà ora all'esame dell'unico emendamento riferito all'articolo 9-bis, sul quale rammenta che la relatrice e la rappresentante del Governo hanno formulato un parere contrario.

  La Commissione respinge l'emendamento Merola 9-bis.1.

  Marco OSNATO, presidente, non essendo ancora pervenuti i prescritti pareri da parte delle Commissione in sede consultiva, sospende la seduta, che riprenderà alle ore 11.45.

  La seduta, sospesa alle 11.05, è ripresa alle 12.

  Marco OSNATO, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli espressi dalle Commissioni I, VIII, IX, XII, XIII, nonché il parere, con osservazioni, del Comitato per la Legislazione. Avverte altresì che la V Commissione esprimerà il parere direttamente per l'Assemblea mentre le Commissioni II, III, X, XI, XIV e la Commissione parlamentare per le questioni regionali hanno comunicato che non esprimeranno il parere.

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  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire alla relatrice, onorevole Cavandoli, il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente in Assemblea.

  Marco OSNATO, presidente, avverte che la presidenza si riserva di nominare il Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

  La seduta termina alle 12.05.

SEDE REFERENTE

  Martedì 21 maggio 2024. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Sandra Savino.

  La seduta comincia alle 11.05.

Abrogazione dell'articolo 49 del codice della navigazione, concernente la devoluzione allo Stato delle opere non amovibili alla cessazione delle concessioni di aree del demanio marittimo.
C. 1321 Zucconi e Caramanna.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  Marco OSNATO, presidente, ricorda che mercoledì 9 maggio è scaduto il termine per la presentazione di emendamenti. Avverte che sul provvedimento sono state presentate 7 proposte emendative; la Commissione nelle prossime settimane potrà quindi procedere alla loro votazione.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 11.10.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 21 maggio 2024. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Sandra Savino.

  La seduta comincia alle 11.10.

Ratifica ed esecuzione del Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo, fatto a Madrid il 21 gennaio 2008.
C. 1803 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

  Marco OSNATO, presidente e relatore, illustra i contenuti del provvedimento.
  Ricorda anzitutto che il Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo, fatto a Madrid il 21 gennaio 2008 è stato approvato nell'ambito della Convenzione per la protezione dell'ambiente marino e del litorale del Mediterraneo – strumento internazionale sottoscritto nel 1976 a Barcellona e modificato nel 1995 – finalizzata a prevenire, limitare e ridurre l'inquinamento del mare e del litorale, a migliorare l'ambiente e a consentire un uso ecologicamente sostenibile delle sue risorse.
  Segnala che l'Accordo – che consta di 40 articoli – è suddiviso in sette Parti.
  La Parte I contiene le disposizioni generali, relative alle definizioni utilizzate, all'ambito geografico di applicazione, alla riserva di diritti a salvaguardia delle sovranità e giurisdizioni nazionali, agli obiettivi e ai principi generali di gestione.
  La Parte II stabilisce gli elementi della gestione integrata delle zone costiere, fissando una serie di elementi obbligatori per le Parti, tra cui la protezione e l'uso sostenibile di tali zone, le garanzie da assicurare per l'esercizio di attività economiche, le modalità per la protezione degli ecosistemi e dei paesaggi e le tutele addizionali per le isole e per il patrimonio culturale, anche subacqueo.
  La Parte III individua gli strumenti per la gestione integrata delle zone costiere. Tra questi segnalo, con riferimento agli ambiti di competenza della Commissione Finanze: l'articolo 20, concernente la politica fondiaria che, al fine di garantire la gestione sostenibile del suolo pubblico e privato delle zone costiere, consente alle Pag. 86parti di adottare meccanismi per l'acquisizione, la cessione, la donazione o il trasferimento di superfici al demanio pubblico e istituire servitù sulle proprietà; l'articolo 21, che prevede che le parti possano adottare, ai fini dell'attuazione delle strategie, dei piani e dei programmi nazionali per le zone costiere, pertinenti strumenti economici, finanziari e/o fiscali, destinati a coadiuvare le iniziative locali, regionali o nazionali in materia di gestione integrata delle zone costiere.
  La Parte IV obbliga le Parti ad adottare misure di prevenzione e contrasto ai rischi che interessano le zone costiere, come il fenomeno dell'erosione.
  Le Parti V e VI recano disposizioni, rispettivamente, in materia di cooperazione internazionale e di designazione istituzionale dei punti di contatto nazionali, nonché di stesura di periodiche relazioni attuative.
  La Parte VII contiene le disposizioni finali, in cui tra l'altro sono individuate le relazioni con la Convenzione di Barcellona e con gli Stati e le Organizzazioni internazionali terzi rispetto allo strumento normativo in esame.
  Quanto al contenuto del disegno di legge di ratifica, esso si compone di quattro articoli.
  Gli articoli 1 e 2 contengono le consuete clausole di autorizzazione alla ratifica e di ordine di esecuzione. L'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria. Si prevede che agli eventuali oneri derivanti dall'adozione di misure economiche, finanziarie e/o fiscali destinate all'attuazione di strategie, piani e programmi nazionali per le zone costiere nonché al sostegno di iniziative locali e regionali in materia di gestione integrata delle stesse – di cui al citato articolo 21 – si farà fronte con appositi provvedimenti legislativi. L'articolo 4, infine, prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
  Formula dunque una proposta di parere favorevole.

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore (vedi allegato 2).

  La seduta termina alle 11.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Martedì 21 maggio 2024.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 11.15 alle 11.20.