SEDE REFERENTE
Mercoledì 3 luglio 2024. — Presidenza del presidente della I Commissione, Nazario PAGANO. – Intervengono il viceministro della giustizia, Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario di Stato per la giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, e il sottosegretario di Stato per l'interno, Nicola Molteni.
La seduta comincia alle 14.10.
Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario.
C. 1660 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 2 luglio 2024.
Nazario PAGANO, presidente, dopo aver dato conto delle sostituzioni, ricorda che nella seduta del 2 luglio le Commissioni hanno esaminato da ultimo gli identici emendamenti Dori 12.1, Boschi 12.2, Enrico Costa 12.3, Soumahoro 12.4, Di Biase 12.5 e Ascari 12.6. L'esame riprende quindi dall'emendamento Enrico Costa 12.7 sul quale i relatori e il rappresentante del Governo hanno espresso un invito al ritiro.
Luca SBARDELLA (FDI), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede una sospensione dei lavori delle Commissioni riunite alle ore 14.45, come anticipato per le vie brevi, per consentire lo svolgimento di una riunione del Gruppo di Fratelli d'Italia.
Nazario PAGANO, presidente, accoglie la richiesta dell'onorevole Sbardella.
Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE), intervenendo sull'ordine dei lavori, si dichiara disponibile a sospendere i lavori delle Commissioni riunite e domanda se ciò implichi anche il differimento della riunione dell'Ufficio di presidenza della I Commissione, convocato alle ore 15.15. Chiede infine l'attivazione del circuito chiuso.
Nazario PAGANO, presidente, constatata la disponibilità dell'onorevole Sbardella, a nome del suo gruppo, a non modificare l'orario di convocazione dell'Ufficio di presidenza della I Commissione, prende atto della richiesta che la pubblicità dei lavori della Commissione sia assicurata anche mediantePag. 9 l'attivazione del circuito chiuso e, in assenza di obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Enrico COSTA (AZ-PER-RE), intervenendo sull'emendamento 12.7 a sua prima firma, si propone di illustrarne il contenuto da un punto di vista sistematico. In questo senso, ricorda che l'emendamento in esame è identico al testo di una proposta di legge, a prima firma Siani, approvata dalla II Commissione della Camera dei Deputati in data 5 maggio 2022 e dall'Assemblea il 30 maggio 2022. Rammenta altresì che, in quella circostanza, il Gruppo di Forza Italia votò a favore e fa presente che il Gruppo della Lega sosteneva il Governo. Auspica pertanto che le attuali forze politiche di maggioranza valutino attentamente quanto appena riferito ed esprimano un voto favorevole sull'emendamento, anche in ossequio al principio di non contraddizione.
Michela DI BIASE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del Partito Democratico sull'emendamento Costa 12.7.
Valentina D'ORSO (M5S) annuncia il voto favorevole sull'emendamento in esame anche da parte del Movimento Cinque Stelle, come fatto nella scorsa legislatura su identico testo.
Le Commissioni respingono l'emendamento Costa 12.7.
Federico FORNARO (PD-IDP) chiede la verifica della regolarità della votazione.
Nazario PAGANO, presidente, invitando i deputati segretari a prendere posto al banco della presidenza e a procedere al computo dei voti, dispone l'immediata ripetizione della votazione sull'emendamento Costa 12.7.
Le Commissioni, ripetendo la votazione, respingono l'emendamento Costa 12.7. Respingono quindi l'emendamento Serracchiani 12.8.
Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Serracchiani 12.9, rileva in primo luogo come le proposte emendative presentate dal proprio Gruppo con riferimento all'articolo 12 del disegno di legge siano in netto contrasto con la proposta governativa di aprire ulteriormente le porte delle carceri a madri e neonati.
Rileva poi come, nel corso nella precedente legislatura, la proposta di legge sopra richiamata sia stata approvata anche grazie al voto favorevole di Gruppi di destra, oggi contrari. In questo senso auspica che gli esponenti di Forza Italia, dopo le dichiarazioni rese nella precedente seduta, disattese nelle ultime votazioni, possano cambiare nuovamente orientamento e votare a favore dell'emendamento in esame, che rappresenta una scelta di civiltà.
Devis DORI (AVS) sottolinea come il merito dell'emendamento Serracchiani 12.9 sia quello di essere un emendamento sostituivo, come tale idoneo, da un lato, a superare l'attuale contenuto dell'articolo 12 del disegno di legge, che è pericoloso da un punto di vista politico e costituisce un errore da un punto di vista giuridico; dall'altro, consente di ampliare le tutele già previste dagli articoli 146 e 147 del codice penale. Preannuncia, pertanto, il voto favorevole sull'emendamento in esame.
Valentina D'ORSO (M5S), condividendo la dichiarazione di voto del collega Dori, sottolinea come l'emendamento in esame sia un emendamento di civiltà, che implementa le tutele nei confronti dei bambini portatori di disabilità. Auspica quindi che le forze politiche di maggioranza e il Governo dimostrino sensibilità e vi dedichino particolare attenzione, rilevando che l'accoglimento dell'emendamento in esame rappresenterebbe un piccolo passo in avanti rispetto al codice del 1930, in controtendenza con i passi che l'Esecutivo sta compiendo.
Michela DI BIASE (PD-IDP) rimarca come l'emendamento Serracchiani 12.9 aumenti le forme di tutela nei riguardi dei Pag. 10bambini, in questo caso specifico di quelli portatori di handicap, palesando il contrasto di fondo che intercorre tra le proposte emendative presentate dal Partito Democratico e quelle provenienti dalle forze politiche che sostengono il Governo. Rileva, per altro verso, come la notte non abbia portato consiglio alle forze di maggioranza, che sperava votassero diversamente su emendamenti di civiltà e buon senso nella seduta odierna, considerato come si era conclusa quella precedente.
Richiama poi l'attenzione dei colleghi sulla morte di donne incinte nelle carceri italiane, nelle quali è molto complesso assicurare loro cure adeguate. Fa presente che l'Unione europea non rimarrà in silenzio sulla necessità che siano rispettati i diritti di due esseri umani e contesta ai partiti di maggioranza, dichiaratamente sensibili al tema, di distinguere tra vite di serie a e vite di serie b, quando la discussione politica concerne le detenute madri e i relativi figli. Rileva poi come si stia perdendo di vista l'interesse supremo del minore, che dovrebbe orientare ogni scelta politica. Auspica infine l'accantonamento dell'emendamento in esame, per permettere una riflessione più attenta sulla questione.
Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE), dichiarandosi consapevole che le proposte emendative di opposizione riferite all'articolo 12 del provvedimento non saranno accolte, osserva che l'onorevole Matone è stata l'unica esponente di maggioranza a prendere posizione sul tema in esame e deduce, pertanto, che tale posizione sia quella propria dell'Esecutivo e delle forze politiche che lo sostengono.
Constata poi il passo indietro compiuto da Forza Italia, che nella seduta precedente aveva annunciato di non partecipare al voto sulle proposte emendative riferite all'articolo 12 e che invece, per ragioni politiche, ha partecipato alle ultime votazioni, oltretutto in modo contraddittorio rispetto alla posizione assunta nella scorsa legislatura.
Sul merito dell'emendamento, fa presente che per Italia Viva anche le donne detenute sono persone con dignità e diritti da preservare. Nel caso di specie, poi, si cerca di migliorare la tutela dei minori con disabilità gravi, che in carcere non possono trovare le migliori condizioni di crescita. Per altro verso, segnala la bontà della proposta che mira ad equiparare la figura paterna a quella materna, anche rispetto al tema della responsabilità genitoriale e nella prospettiva di soddisfare l'interesse del minore a mantenere un legame affettivo con entrambi i genitori. In questo senso si augura che il disegno di legge in esame, seppur critico nel suo complesso, possa essere l'occasione per compiere passi in avanti almeno su alcuni diritti fondamentali.
Le Commissioni respingono l'emendamento Serracchiani 12.9.
Michela DI BIASE (PD-IDP) illustra l'emendamento a sua prima firma 12.10, volto a incrementare di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026 le risorse del Fondo destinato alle case-famiglia, per l'accoglienza di genitori detenuti con bambini al seguito. Evidenziando che gli ICAM sono pur sempre strutture detentive che, pur avendo spazi congrui e zone dedicate alla socialità, non sono molto diverse dalle carceri, sottolinea come invece le case-famiglia possano assicurare al bambino la possibilità di crescere in un ambiente consono alla sua età.
Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE) chiede di sottoscrivere l'emendamento Di Biase 12.10.
Devis DORI (AVS) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento Di Biase 12.10, non dissimile dall'emendamento 12.12 del quale è primo firmatario. Evidenziando come entrambi gli emendamenti siano infatti volti a incrementare i fondi per le case-famiglia, fa presente che attualmente queste strutture sono solo due in Italia e si trovano a Roma ed a Milano, potendo accogliere al massimo, ciascuna, 6 adulti e 8 minori. Ritiene che questi numeri rendano palese l'esigenza di sviluppare e finanziare le case-famiglia e come sia opportuno farlo anche attraverso Pag. 11convenzioni con gli enti locali e con gli enti del terzo settore. Ribadendo che le case-famiglia, in quanto strutture dalle dimensioni ridotte, consentono un rapporto personale e diretto con le donne e con i bambini, sottolinea gli effetti positivi di una pena scontata in questi ambienti anche a fine di prevenzione della recidiva e conclude affermando che un paese che voglia definirsi giuridicamente civile deve investire in queste strutture.
Andrea QUARTINI (M5S) chiedendo di sottoscrivere, a nome di tutti i parlamentari del gruppo del Movimento 5 Stelle, sia l'emendamento Di Biase 12.10 che l'emendamento Dori 12.12, afferma che gli obiettivi dell'intervento del legislatore dovrebbero essere la prevenzione della recidiva e il reinserimento dei detenuti. Evidenzia quindi che la carcerazione nei primi tre anni di vita può segnare per sempre il rapporto tra il bambino e il mondo esterno, come hanno sottolineato tutti gli studi sull'infanzia, da Freud in poi. Ritiene che di questo la politica dovrebbe prendere coscienza, potenziando le case-famiglia in Italia per superare gli attuali numeri esigui. Auspica che la maggioranza possa almeno accedere ad un accantonamento di questi emendamenti.
Federico GIANASSI (PD-IDP) intervenendo sull'emendamento Di Biase 12.10 sottolinea come la destinazione di risorse alle case-famiglia rappresenti una risposta alla domanda su come si possa tutelare la sicurezza nel nostro Paese. Evidenzia infatti che il Governo pare convinto del fatto che l'unica alternativa alla strada sia il carcere e che dunque una donna incinta o con un bambino di pochi mesi, accusata di furto, debba essere tolta dalla strada e rinchiusa in un istituto, senza considerare che invece proprio le case-famiglia potrebbero consentire di risolvere il problema, senza ricorrere alla carcerazione.
Alfonso COLUCCI (M5S) ricordando il principio in base al quale la dignità umana non si acquista per meriti, e conseguentemente non si perde per demeriti, afferma che la maggioranza con l'approvazione dell'articolo 12 del disegno di legge sta punendo oltremodo persone che hanno commesso errori nella loro vita, togliendo loro la dignità umana per demerito. Rammenta che la pena non deve avere una funzione afflittiva nei confronti delle mamme e dei bambini, bensì una funzione risarcitoria della comunità e rieducativa, stigmatizzando la visione della maggioranza, esclusivamente punitiva del disagio sociale.
Caldeggiando l'approvazione dell'emendamento 12.10, ed evidenziando come lo stanziamento di 10 milioni di euro l'anno rappresenti un gesto simbolico che può solo lenire le gravi criticità dell'articolo 12 del disegno di legge, ribadisce che la previsione della carcerazione per donne e bambini si pone in contrasto con il punto n. 64 delle Regole delle Nazioni Unite relative al trattamento delle donne detenute e alle misure non privative della libertà per le donne che delinquono (cosiddette Regole di Bangkok), oltre che in contrasto con gli articoli 8, 10, 12 e 13 della Convenzione ONU sull'infanzia e l'adolescenza. Sottolinea infine come la maggioranza, con la responsabilità grave e l'accordo taciturno di Forza Italia, sia riuscita nell'opera di schiacciamento dei diritti addirittura ad andare oltre le previsioni di civiltà del Codice Rocco del 1930.
Nazario PAGANO, presidente, interrompendo l'intervento dell'onorevole Colucci, fa presente che sono le 14.51 e che all'inizio della seduta era stato convenuto di interrompere i lavori alle 14.45, al fine di consentire ai parlamentari di Fratelli d'Italia di partecipare a una manifestazione. Ritenendo che si tratti di una questione di garbo istituzionale, invita l'onorevole Colucci a concludere il proprio intervento.
Alfonso COLUCCI (M5S) fa presente che attraverso il suo intervento sta solo svolgendo le sue funzioni di parlamentare, che, laddove non fossero esercitate in questa sede e in questo tempo, sarebbero irrimediabilmente compromesse, e invita quindi il Presidente a rivedere le sue affermazioni non accettando che sia qualificato come Pag. 12sgarbo l'esercizio di una prerogativa parlamentare. Dichiara comunque di aver concluso il proprio intervento.
Le Commissioni respingono l'emendamento Di Biase 12.10.
Ingrid BISA (LEGA), relatrice per la II Commissione, chiede la convocazione della riunione degli Uffici di presidenza delle Commissioni riunite, al fine di valutare il prosieguo dei lavori e la possibilità di riprendere l'esame del disegno di legge al termine della seduta pomeridiana dell'Assemblea.
Nazario PAGANO, presidente, chiede se la richiesta sia quella di procedere immediatamente alla riunione degli Uffici di presidenza.
Alfonso COLUCCI (M5S), sottolineando il fatto che il suo intervento è stato interrotto sul presupposto che i parlamentari del gruppo Fratelli d'Italia avessero un impegno urgente, contesta che adesso si apra una discussione sull'organizzazione dei lavori e addirittura si prefiguri un prolungamento dei lavori, sia pure in sede di Ufficio di presidenza.
Simona BORDONALI (LEGA) rammenta che ad inizio seduta l'onorevole Boschi aveva espressamente chiesto notizie della convocazione dell'Ufficio di presidenza della I Commissione e che le era stato risposto che, nonostante l'impegno dei parlamentari di Fratelli d'Italia, la riunione si sarebbe comunque svolta. Afferma quindi che se può riunirsi l'Ufficio di presidenza della I Commissione, altrettanto possono fare quelli delle Commissioni riunite.
Nazario PAGANO, presidente, preso atto della richiesta della rappresentante del gruppo della Lega, avverte che, d'intesa con il presidente Maschio, sarà convocata una riunione degli Uffici di presidenza delle Commissioni riunite al termine delle votazioni pomeridiane in Assemblea. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.55.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 3 luglio 2024.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 18.30 alle 19.30.