SEDE REFERENTE
Martedì 9 luglio 2024. — Presidenza del presidente della I Commissione, Nazario PAGANO. – Intervengono il sottosegretario di Stato per la giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove e il sottosegretario di Stato per l'interno, Nicola Molteni.
La seduta comincia alle 11.35.
Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario.
C. 1660 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 3 luglio 2024.
Nazario PAGANO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna, in assenza di obiezioni, sarà assicurata anche mediante l'attivazione del circuito chiuso.
Dopo aver dato conto delle sostituzioni, ricorda che nella precedente seduta è stato esaminato da ultimo l'emendamento Di Biase 12.10 e avverte che è stata presentata una ulteriore nuova formulazione dell'emendamento Iezzi 9.1 (vedi allegato), diversa da quella già pubblicata in allegato al resoconto della seduta del 27 giugno scorso.
Federico FORNARO (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente che alle ore 13 è stata convocata una seduta della Giunta delle elezioni e, pertanto, chiede che la seduta delle Commissioni venga interrotta o comunque sospesa per permettere ai commissari interessati di partecipare alla seduta della Giunta delle elezioni.
Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la richiesta dell'onorevole Fornaro, precisa che le presidenze si riservano di decidere se sospendere ovvero terminare la seduta delle Commissioni alle ore 13 sulla base dell'andamento dei lavori.
Avverte, quindi, che l'esame riprende dall'emendamento Boschi 12.11 sul quale i relatori e il rappresentante del Governo hanno espresso un invito al ritiro.
Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE), illustrando l'emendamento 12.11 a sua prima firma, evidenzia come tale proposta emendativaPag. 13 sia volta a rendere meno rigida la detenzione per le detenute incinta o con prole in tenera età, sottolineando che gli identici emendamenti soppressivi presentati da tutti i gruppi di opposizione all'articolo 12 sono già stati respinti.
Dubita, inoltre, che il Governo risolverà i problemi legati alle carceri attraverso il decreto-legge n. 92 del 2024, recante, tra le altre, misure urgenti in materia penitenziaria, di recente emanazione e ora all'esame del Senato, constatando, altresì, che il fenomeno allarmante dei suicidi avvenuti in carcere continua ad aggravarsi di giorno in giorno.
Rileva come la proposta emendativa in esame abbia lo scopo di permettere alle detenute incinta o con bambini in tenera età di scontare la pena negli istituti a custodia attenuata per detenute madri (ICAM), consentendo così ai bambini di crescere in un contesto che non sia quello di un vero e proprio carcere.
Sottolinea, in ogni caso, che gli ICAM non siano comunque il luogo ideale in cui crescere un figlio o trascorrere il periodo della gravidanza, contrariamente a quanto asserito dalla collega Matone nella seduta di martedì 2 luglio.
Rilevato che tale emendamento consentirebbe comunque di far scontare immediatamente la pena alle detenute madri e alle donne incinta, invita il Governo e i relatori a mutare il senso del parere su tale emendamento.
Le Commissioni respingono l'emendamento Boschi 12.11.
Devis DORI (AVS), illustrando l'emendamento 12.12 a sua prima firma, sottolinea come essa sia una delle proposte che, a suo avviso, potrebbe più di altre trovare il favore delle forze di maggioranza, poiché si limita a stanziare dei fondi per finanziare le case famiglia protette e gli istituti di custodia attenuata, mantenendo inalterato il contenuto dell'articolo 12. Evidenzia, infatti, che in Italia al momento ci sono soltanto due case famiglia protette, ciò dimostrando come il Governo in realtà non ritenga che siano soluzioni adeguate a risolvere la questione oggetto dell'articolo 12.
Rileva, inoltre, come tali strutture attualmente possano ospitare complessivamente dodici adulti e sedici minori e che l'emendamento in esame, aumentando le risorse economiche, permette di accogliere un numero maggiore di soggetti all'interno di queste strutture.
Rammenta, infine, che i colleghi del gruppo di Forza Italia, nella seduta del 2 luglio scorso, avevano annunciato che non avrebbero partecipato al voto sugli emendamenti riguardanti l'articolo 12 del disegno di legge in esame, invitandoli, pertanto, a mantenere l'impegno preso.
Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE), chiedendo al collega Dori di potere sottoscrivere la proposta emendativa in esame, sottolinea come lo stanziamento di fondi oggetto della proposta sia particolarmente esiguo, pari a due milioni di euro, che sono, tra l'altro, già previsti dalla attuale legge di bilancio.
Sottolinea, quindi, che la contrarietà di maggioranza ed il Governo conferma come non vi sia la volontà politica di investire risorse sui luoghi di detenzione alternativa al carcere per le detenute incinte o madri di bambini piccoli.
Associandosi, infine, a quanto affermato dall'onorevole Dori, evidenzia come i colleghi del gruppo di Forza Italia già nella scorsa seduta avevano espresso voto contrario nel corso delle votazioni degli emendamenti presentati all'articolo 12, contrariamente alla precedente dichiarazione di astensione effettuata dal collega Russo.
Matteo MAURI (PD-IDP), chiedendo di sottoscrivere, a nome di tutti i parlamentari del gruppo del Partito Democratico, l'emendamento in esame, condivide le considerazioni della collega Boschi, riaffermando la richiesta agli esponenti di maggioranza di esplicitare la loro contrarietà a misure volte a finanziare le case famiglia protette e gli ICAM.
Ribadisce come, a suo avviso, sarebbe necessario evitare che i bambini crescano all'interno di istituti carcerari, ambiente che certamente non è idoneo a favorire un sano sviluppo della loro personalità. Si Pag. 14domanda, quindi, come sia possibile che il Ministero della giustizia sia contrario all'approvazione di una proposta emendativa di tal genere.
Valentina D'ORSO (M5S), annunciando il voto favorevole del gruppo del Movimento 5 Stelle, rileva come l'emendamento in esame stanzi risorse finanziarie anche per gli istituti di custodia attenuata per detenute madri e non soltanto per le case famiglia protette.
Evidenzia, inoltre, come la copertura finanziaria sia stata individuata, esprimendo, dunque, perplessità sulla contrarietà del Governo e della maggioranza in relazione alla proposta emendativa in esame.
Le Commissioni respingono l'emendamento Dori 12.12.
Federico FORNARO (PD-IDP) chiede la verifica della regolarità della votazione.
Nazario PAGANO, presidente, invitando i deputati segretari a prendere posto al banco della presidenza e a procedere al computo dei voti, dispone l'immediata ripetizione della votazione sull'emendamento Dori 12.12.
Le Commissioni, ripetendo la votazione, respingono l'emendamento Dori 12.12.
Nazario PAGANO, presidente, avverte che si passa ora all'esame delle proposte emendative Colosimo 3.02 e Iezzi 9.1, precedentemente accantonate, sulle quali a quanto gli consta i relatori sono nelle condizioni di esprimere un parere.
Augusta MONTARULI (FDI), relatrice per la I Commissione, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Colosimo 3.02.
Il Sottosegretario Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE esprime parere conforme a quello dei relatori.
Valentina D'ORSO (M5S) intervenendo sull'ordine dei lavori, esprime il proprio disappunto per l'andamento dei lavori, che costringe i componenti le Commissioni a tornare indietro nell'esame delle proposte emendative e a confrontarsi con tematiche diverse rispetto a quelle preventivate. Evidenzia quindi l'esigenza di valutare con calma i contenuti delle proposte emendative precedentemente accantonate delle quali la presidenza richiede l'esame.
Nazario PAGANO, presidente, considera del tutto logico che, nell'ambito dell'organizzazione dei lavori della Commissione, si proceda all'esame delle proposte emendative accantonate, riferite ad articoli precedenti, una volta che i relatori abbiano concluso le opportune valutazioni. Nel ribadire che si tratta di proposte emendative riferite ad articoli precedenti, di cui si è concluso l'esame, non ritiene che procedere alla loro votazione costituisca una anomalia rispetto alle ordinarie modalità di esame delle proposte emendative.
Valentina D'ORSO (M5S), nel far presente che la proposta emendativa 3.02 della collega Colosimo, essendo un articolo aggiuntivo, affronta comunque una tematica diversa rispetto a quelle già esaminate, chiede al presidente di sospendere brevemente i lavori per consentire una valutazione dei suoi contenuti.
Nazario PAGANO, presidente, precisa che, per l'articolo aggiuntivo Colosimo 3.02 non è stata avanzata alcuna proposta di riformulazione e pertanto il suo testo è contenuto nel fascicolo delle proposte emendative fin dall'inizio della sua predisposizione. In ogni caso, accogliendo la richiesta della collega D'Orso, sospende la seduta per cinque minuti.
La seduta, sospesa alle 12, è ripresa alle 12.05.
Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) interviene sull'articolo aggiuntivo Colosimo 3.02, precisando che il suo gruppo ha qualche difficoltà ad aderire al contenuto della proposta emendativa, soprattutto con riferimento alla parte della lettera b) che circoscrivePag. 15 l'esclusione dal beneficio ivi prevista per coniuge, convivente, parente o affine entro il quarto grado di determinati soggetti sottoposti a misure di prevenzione o procedimenti penali. In sostanza, si stabilisce che tale esclusione non valga per chi «, al tempo dell'evento, avesse interrotto definitivamente relazioni familiari e affettive, rapporti di interessi e sociali ovvero non avesse attuali rapporti di concreta frequentazione con i predetti soggetti». Ritiene che, nella formulazione dell'articolo aggiuntivo, si associ ad un'esclusione dal beneficio fondata su un criterio oggettivo un'eccezione formulata in termini così ampi da rendere praticamente impossibile la prova contraria, essendo di difficile dimostrazione l'interruzione o meno delle relazioni.
A suo parere ancora una volta si impongono difficoltà valutative ai soggetti che saranno tenuti all'applicazione della disposizione al caso concreto, tanto più che l'articolo aggiuntivo non precisa come verrà applicato il principio introdotto, quale sarà la procedura di accertamento e quale ulteriore attività investigativa dovrà essere messere in campo.
In conclusione, ribadisce che la disposizione così introdotta presenta una formulazione troppo ampia e comporta una assoluta difficoltà di effettivo accertamento, oltretutto attribuito a soggetti che non dispongono di poteri investigativi così ampi.
Le Commissioni approvano l'articolo aggiuntivo Colosimo 3.02 (vedi allegato).
Federico GIANASSI (PD-IDP) precisa che il Partito democratico non ha preso parte alla votazione.
Augusta MONTARULI (FDI), relatrice per la I Commissione, anche a nome degli altri relatori, chiede che si proceda ad esaminare l'emendamento Iezzi 9.1, sul quale esprime parere favorevole sull'emendamento Iezzi 9.1, purché ulteriormente riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato).
Il Sottosegretario Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE esprime parere conforme a quello dei relatori.
Nazario PAGANO, presidente, prende atto che l'onorevole Iezzi accoglie l'ulteriore nuova proposta di riformulazione avanzata dai relatori per l'emendamento a sua firma 9.1.
Valentina D'ORSO (M5S), nonostante il fatto che l'ulteriore nuova proposta di riformulazione appena avanzata dai relatori contenga la portata normativa dell'emendamento del collega Iezzi, dichiara il voto contrario del Movimento 5 Stelle, illustrandone le ragioni.
A tale proposito fa presente che l'emendamento introduce una nuova aggravante generica, che potrà essere contestata per qualunque tipologia di reato, solo perché commesso, in ipotesi anche per ragioni fortuite o accidentali, nelle stazioni ferroviarie o della metropolitana e nelle immediate vicinanze o all'interno di un convoglio.
Sottolineando che l'introduzione di nuove aggravanti comuni richiede sempre la massima prudenza, si chiede se i colleghi siano pienamente consapevoli del fatto che essa si applicherebbe per qualsiasi reato anche se è stato commesso – solo per una circostanza occasionale e non calcolata – nei luoghi indicati, ciò comportando un maggior disvalore e offensività della condotta tanto da giustificare l'aggravante.
Nell'augurarsi che i colleghi e il sottosegretario alla giustizia vogliano esprimersi sul punto, fa presente che ancora una volta si sta piegando il codice penale ad esigenze securitarie o presunte tali. Si dichiara stupita in particolare dall'atteggiamento dei colleghi di Forza Italia che aderiscono a tale impostazione, con ciò contravvenendo a tutte le loro convinzioni, a meno che non si debba concludere che il loro è un garantismo selettivo, che riguarda soltanto determinate categorie. A tale proposito fa presente che anche a quelle determinate categorie, se commetteranno un reato nei luoghi indicati dall'emendamento del collega Iezzi, sarà contestata la nuova aggravante generica.
Devis DORI (AVS), pur riconoscendo che l'ulteriore nuova formulazione propostaPag. 16 dai relatori limita la portata normativa dell'emendamento del collega Iezzi, considera comunque paradossale l'introduzione di una aggravante comune che, con un unicum nel codice penale, è fondata sul luogo di commissione del reato.
Nel far presente che le aggravanti previste dal codice penale sono legate al soggetto o alla circostanza e mai al luogo, si domanda quale sia la ragione del discrimine introdotto dall'emendamento, peraltro a suo parere a forte rischio di pronuncia di incostituzionalità, per cui l'aggravante varrebbe per un reato commesso alla stazione ferroviaria e non per esempio alla fermata di un autobus o in un'area portuale.
Facendo quindi presente che in tal modo risulterebbe incentivata l'insicurezza presso luoghi diversi da quelli specificati dal collega Iezzi, ritiene che in tal modo si siano raggiunti picchi inusitati di creatività normativa penalistica.
Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE) si dichiara convinta che l'emendamento del collega Iezzi sarà approvato, sottolineando in maniera ironica il fatto che la maggioranza non vorrà certamente vanificare i molti mesi di lavoro che avranno impegnato il fior fiore dei giuristi italiani per la formulazione del testo. Evidenzia che il testo non risponde ai più elementari principi del diritto e che l'emendamento andrebbe denominato più propriamente «emendamento Salvini» perché, benché scritto dal collega Iezzi, fa riferimento a luoghi di competenza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Invita quindi, sempre con tono ironico, la maggioranza ad una riflessione sul testo, considerato che mancano nella formulazione dell'emendamento altri luoghi come i porti o gli aeroporti di competenza del medesimo Ministro.
Ribadisce il paradosso giuridico dell'intervento normativo, sottolineando che chi voglia commettere un reato in una stazione ferroviaria farebbe meglio a trascinare la propria vittima su un convoglio merci invece che su un convoglio adibito al trasporto passeggeri, in modo da evitare l'aggravante prevista dell'emendamento in esame. Nel prevedere che, pur nella drammaticità dei casi, l'applicazione concreta di tale aggravante susciterà l'ilarità di giudici e avvocati, si augura che l'esperienza del Ministro Salvini si esaurisca con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per scongiurare nuove aggravanti in dipendenza di sue eventuali nuove competenze.
Filiberto ZARATTI (AVS), nel preannunciare una richiesta di intervento sull'ordine dei lavori, eventualmente al termine della votazione, quanto al merito dell'emendamento, rileva che evidentemente le preoccupazioni del collega Iezzi si concentrano sulle stazioni ferroviarie perché egli è abituato a prendere il treno piuttosto che l'aereo o la nave. Si permette di dare un consiglio al collega, rammentandogli che le norme dovrebbero essere valide su tutto il territorio nazionale e che il Paese è più ampio rispetto a ciò che egli vede dal treno. Paventa finanche il rischio che l'emendamento possa produrre l'effetto di aumentare i crimini in altri ambiti dei trasporti dove non vige l'aggravante comune che si intende introdurre nel codice penale. Convinto che ciò non sia in linea con i reali intendimenti del presentatore, gli suggerisce di ritirare l'emendamento che a suo parere appare risibile, tradendo la sua preferenza per il treno come mezzo di trasporto.
Nazario PAGANO, presidente, precisa che il testo in esame è il risultato della ulteriore nuova formulazione del Governo.
Enrica ALIFANO (M5S) ritiene illogico voler rompere l'omogeneità dell'articolo 61 del codice penale e delle circostanze aggravanti in esso previste, sottolineando come a nessuno di coloro che hanno contribuito a scrivere e a modificare il codice penale sia venuto in mente di introdurre una aggravante fondata sul luogo di commissione del reato. Ritiene tuttavia che l'intervento abbia pur illogico, non sia immotivato, ma trovi la sua ragion d'essere nella mera volontà di fare propaganda e di reperire un'ulteriore quota di consenso con la risposta della maggioranza al fenomeno dei reati commessi vicino alle stazioni o sui Pag. 17convogli della metropolitana, peraltro montato da una apposita campagna di stampa. Ribadisce dunque in conclusione che nulla giustifica la norma giuridica che si intende introdurre, del tutto estranea e disomogenea rispetto al nostro codice penale.
Federico GIANASSI (PD-IDP), associandosi alle considerazioni dei colleghi, aggiunge che l'articolo 61 del codice penale si sta trasformando in un elenco sempre più ampio di aggravanti, rilevato che siamo già al numero 11-decies e che quello attuale è già il terzo intervento della maggioranza negli ultimi mesi.
Ritiene che non si possa utilizzare una norma penale di portata generale per introdurre elementi rispondenti alle esigenze e alle pressioni di uno specifico partito o di una specifica area di quel partito o addirittura di uno specifico Ministro. Nel rammentare che le altre ipotesi di circostanze aggravanti previste dal codice rispondono a criteri generali, fa presente che evidentemente per lo Stato vi sono luoghi dove è più grave commettere un reato. Sottolineato a tale proposito come una violenza sessuale commessa su una tramvia o in un aeroporto sia considerata meno grave dalla maggioranza, ritiene che l'emendamento in questione dovrebbe essere fonte di imbarazzo per il presentatore e ancor di più per il maggior partito di maggioranza che si presta ad una spirale perversa di intervento sul codice penale, di cui si ignora l'intrinseca coerenza. Invita quindi i gruppi di maggioranza ad affidare le proprie dinamiche interne al dibattito sulla collocazione all'interno del Parlamento europeo e a lasciare perdere il codice penale, sfidandoli a dare prova di sufficiente robustezza politica per classificare pubblicamente come assurdità le cose che tali sono.
Matteo MAURI (PD-IDP) fa presente che in questo come in altri provvedimenti la maggioranza interviene a ritoccare il codice penale, aumentando le pene e inventando nuove circostanze aggravanti e nuovi reati.
Rivolgendosi in particolare al Sottosegretario alla giustizia, fa presente che chi intenda intervenire sul codice penale dovrebbe avere sempre a mente le prime lezioni di un professore universitario ai suoi studenti al primo anno della facoltà di giurisprudenza. Ritiene che quello in esame, analogamente agli altri interventi recati dalla maggioranza al codice penale, rientri perfettamente nella categoria delle cose che non vanno fatte, dal momento che si introduce una circostanza aggravante basata su criteri opinabili.
Aggiunge che il mandante politico dell'operazione è a suo avviso il Ministro Salvini e che quindi è lecito aspettarsi che se le sue competenze dovessero cambiare al prossimo giro la norma riguarderà ambiti diversi rispetto a stazioni ferroviarie e metropolitane. Nel dubbio che l'emendamento in esame derivi dall'esperienza quotidiana del collega Iezzi o dall'incarico del Ministro Salvini, propende per quest'ultima ipotesi, sottolineando come a suo avviso la maggioranza dovrebbe vergognarsi di sostenere tale disposizione. Poiché crede nelle istituzioni, invoca un intervento chiarificatore del Sottosegretario alla giustizia, che spieghi le ragioni di questa proposta emendativa, come in più occasione ha fatto anche il collega all'interno, anche per dare un senso alla sua presenza in questa sede.
Riccardo MAGI (MISTO-+EUROPA), alla luce delle considerazioni già svolte, chiede che l'emendamento Iezzi 9.1 sia nuovamente accantonato per una ulteriore riflessione sulle finalità e sugli effetti dello stesso. Evidenzia, rispetto alle aggravanti comuni vigenti, l'irragionevolezza dell'aggravante che si mira ad introdurre nell'articolo 61 del codice penale. Si tratterebbe di un precedente molto grave, perché aprirebbe la strada all'introduzione di aggravanti comuni parametrate al luogo di commissione del reato, solo al fine di rispondere all'allarme sociale destato dai fatti di cronaca di volta in volta all'attenzione dell'opinione pubblica.
Federico FORNARO (PD-IDP) sottolinea in particolare le criticità dell'ulteriore nuova formulazione dell'emendamento Iezzi 9.1 rispetto ai criteri di chiarezza e univocitàPag. 18 interpretativa che dovrebbero guidare il legislatore nella fase di redazione dei testi di legge. In questo senso, richiama l'attenzione di relatori, presidente e colleghi sul concetto di «immediate adiacenze», rispetto al quale segnala il rischio che si giunga alle più disparate interpretazioni giurisprudenziali, in assenza peraltro di un'interpretazione autentica della citata locuzione. Invita quindi i colleghi a fermarsi per una riflessione più accorta sul punto.
Pasqualino PENZA (M5S) rileva che l'emendamento in esame è stato sottoscritto esclusivamente dal collega Iezzi. Chiede pertanto a tutti i deputati di maggioranza quale sia il motivo per cui non sottoscrivano l'emendamento, pur mostrandosi favorevoli al contenuto dello stesso.
Nazario PAGANO, presidente, fa presente che l'emendamento in esame è stato sottoscritto in una precedente seduta anche dalla deputata Bordonali.
Alfonso COLUCCI (M5S) si sofferma sul significato della parola «convogli», che sembra far riferimento a una pluralità di automezzi che si muovono nella medesima direzione. In questi termini, l'aggravante in questione potrebbe trovare un ambito di applicazione molto ampio e sarebbe foriera di rilevanti dubbi interpretativi.
Augusta MONTARULI (FDI), relatrice, dichiara, anche a nome degli altri relatori, di non accogliere la richiesta di un nuovo accantonamento dell'emendamento Iezzi 9.1.
Stefania ASCARI (M5S) precisa che, sulla base di un'attenta lettura dell'articolo 61 del codice penale, la modifica proposta appare ultronea, considerato che già il numero 5) dello stesso articolo dà rilievo alle circostanze di luogo di cui il reo ha profittato per ostacolare la pubblica o privata difesa, senza ulteriori specificazioni. Afferma dunque come la questione sia molto tecnica, oltre che di buon senso, e denuncia la creazione di una grave distonia nel codice ove l'emendamento in esame venga approvato.
Le Commissioni approvano l'emendamento Iezzi 9.1 (ulteriore nuova formulazione) (vedi allegato).
Filiberto ZARATTI (AVS), intervenendo sull'ordine dei lavori, segnala le difficili condizioni di lavoro per i membri delle Commissioni riunite nell'aula della I Commissione, considerati il calore, il sovraffollamento dell'ambiente e l'aumento dei casi di Covid nel Paese. Invita quindi a valutare attentamente l'ipotesi di proseguire i lavori, ove non si trovi una soluzione adeguata.
Nazario PAGANO, presidente, fa presente che l'aula della I Commissione è al momento l'unica disponibile per lo svolgimento dei lavori delle Commissioni riunite e, pur scusandosi per la situazione non ottimale, ritiene che si possa continuare a lavorare anche in considerazione del fatto che, come richiesto dal collega Fornaro, la seduta sarà interrotta alle ore 13.
Devis DORI (AVS), intervenendo sull'ordine dei lavori, avverte il Presidente che alcuni giornalisti segnalano di non essere in grado di seguire i lavori della Commissione.
Nazario PAGANO, presidente, fa presente all'onorevole Dori che risulta attivato l'impianto a circuito chiuso.
Filiberto ZARATTI (AVS) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Soumahoro 13.1.
Le Commissioni respingono l'emendamento Soumahoro 13.1.
Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 13.2, volto al sostanziale ripristino del testo attuale dell'articolo 600-octies del codice penale, che il disegno di legge mira a modificare.
In primo luogo, dichiara come l'innalzamento a sedici anni dell'età del minore coinvolto nell'accattonaggio non sia coerente con la ratio della fattispecie penale, che equipara al minore la persona comunque non imputabile. Per altro verso, sotto il profilo sanzionatorio, l'attuale formulazionePag. 19 della fattispecie in esame appare di per sé efficace e coerente rispetto ai principi di determinatezza e proporzionalità.
In secondo luogo, critica l'indeterminatezza della nozione di «induzione», cui l'articolo 13, comma 1, lettera b) del provvedimento dà rilievo penale. In questo senso, segnala che l'emendamento a sua prima firma 13.4 interviene sul punto per risolvere la questione, prevedendo un'aggravante che rispetta i principi di tassatività, determinatezza e proporzionalità.
In terzo luogo, coglie l'occasione per illustrare anticipatamente anche l'emendamento a sua prima firma 13.5, che intende sopprimere, coerentemente con quanto esposto, la lettera c) dell'articolo 13 del disegno di legge in esame.
Nel complesso, rilevando come la ratio di fondo del nuovo articolo 600-octies sia quella di criminalizzare e occultare la povertà, ritiene che non possano essere perseguite tali finalità ed evidenzia come i propri emendamenti siano tesi a mantenere ferma l'attuale disciplina normativa, che comunque già mira a prevenire lo sfruttamento dei minori.
Le Commissioni respingono l'emendamento D'Orso 13.2.
Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Bonafè 13.3, che ha lo scopo di mantenere invariata la pena attualmente prevista dall'articolo 600-octies, primo comma, del codice penale, invita i rappresentanti del Governo al confronto, se non sugli aspetti politici del provvedimento, quantomeno su quelli tecnici.
In questo senso, rileva la permanenza, nel nuovo articolo 600-octies, del riferimento alla persona «non imputabile» e sottolinea la problematicità dell'equiparazione della stessa al minore «degli anni sedici», dal momento che quest'ultimo, se quattordicenne, è di regola imputabile. Di conseguenza, si domanda se servirà un accertamento tecnico sulla capacità di intendere e di volere del minore – peraltro soggetto non imputato – per poter stabilire se la condotta contestata a colui che l'ha utilizzato sia o meno punibile.
Per altro verso, sotto il profilo sanzionatorio, si chiede per quale ragione il Governo intenda aumentare le pene previste per le fattispecie in esame e, più nello specifico, se il Governo ritenga che le pene attualmente previste non siano efficaci rispetto alla funzione preventiva.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Bonafè 13.3, D'Orso 13.4 e D'Orso 13.5.
Enrica ALIFANO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 13.6, che intende modificare la rubrica dell'articolo 13. In particolare, fa presente che per garantire la sicurezza urbana – che necessita, tra gli altri aspetti, di un incremento della coesione sociale – sono necessari investimenti e risorse che il provvedimento in esame non assicura, stante la clausola di invarianza finanziari di cui all'articolo 29 del disegno di legge. Spiega così la sua proposta di far riferimento alla sicurezza pubblica, che il Governo intende garantire percorrendo la strada della repressione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Alifano 13.6.
Nazario PAGANO, presidente, alla luce della richiesta formulata dall'onorevole Fornaro e a fronte degli impegni della I Commissione, che non consentono la ripresa dei lavori nella giornata odierna, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 12.55.