AUDIZIONI INFORMALI
Martedì 16 luglio 2024.
Audizione informale nell'ambito dell'esame dei progetti di legge C. 1354 cost. Boschi e C. 1921 cost. Governo, approvato, in prima deliberazione, dal Senato, in materia di «Modifiche alla Parte II della Costituzione», di Maria Agostina Cabiddu, professoressa di diritto pubblico presso il Politecnico di Milano (in videoconferenza), Michele Belletti, professore di diritto pubblico presso l'Università di Bologna (in videoconferenza) e Roberta Calvano, professoressa di diritto costituzionale presso l'Università Unitelma Sapienza.
L'audizione informale è stata svolta dalle 9.35 alle 10.40.
Audizione informale nell'ambito dell'esame dei progetti di legge C. 1354 cost. Boschi e C. 1921 cost. Governo, approvato, in prima deliberazione, dal Senato, in materia di «Modifiche alla Parte II della Costituzione», di Edoardo Raffiotta, professore di Pag. 10diritto costituzionale presso l'Università Milano Bicocca, Stefano Ceccanti, professore di diritto pubblico comparato presso l'Università degli Studi di Roma «Sapienza», Giovanni D'Alessandro, professore di istituzioni di diritto pubblico presso l'Università degli studi Niccolò Cusano e Andrea Pertici, professore di diritto costituzionale presso l'università di Pisa.
L'audizione informale è stata svolta dalle 10.45 alle 12.10.
SEDE CONSULTIVA
Martedì 16 luglio 2024. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno, Emanuele Prisco.
La seduta comincia alle 12.15.
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2023.
C. 1951 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2024.
C. 1952 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2024 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2024 (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).
La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.
Nazario PAGANO, presidente, comunica che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in sede consultiva in videoconferenza, in quanto nella seduta odierna non sono previste votazioni sul provvedimento.
Avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge recante il «Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2023» e il disegno di legge recante «Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2024», con particolare riferimento alle parti di competenza dello Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2024 (Tabella 2), nonché allo stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2024 (Tabella 8).
Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare (tipologia di entrata o programma di spesa) e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili. Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza e/o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblicaPag. 11 e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione. È considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa. È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale.
Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa segnale che deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi – e in quanto tali privi di compensazione finanziaria – riferiti alle predette parti di competenza.
Rileva che tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione bilancio.
Gli emendamenti approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione bilancio, anche al solo fine di permetterne la successiva ripresentazione in Assemblea. Sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la V Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
Ricorda che l'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza. Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione bilancio.
In ragione dell'organizzazione dei lavori sui provvedimenti definita da parte della Commissione Bilancio, che sta esaminando i provvedimenti in sede referente, avverte che l'esame in sede consultiva dovrà concludersi entro il primo pomeriggio di domani, mercoledì 17 luglio.
Luca SBARDELLA (FDI), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, ad esaminare congiuntamente, in sede consultiva, il disegno di legge C. 1951, recante il «Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2023», e il disegno di legge C. 1952, recante «Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2024».
Precisa che, in relazione a tali disegni di legge, rilevano, per gli ambiti di competenza della Commissione affari costituzionali, alcune parti della Tabella n. 2, recante lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, e la Tabella n. 8, recante lo stato di previsione del Ministero dell'interno.
Con riferimento al contenuto del disegno di legge C. 1951, recante il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato Pag. 12per l'esercizio finanziario 2023, ricorda che tale provvedimento, la cui iniziativa è riservata al Governo ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, espone le risultanze contabili della gestione amministrativa delle risorse di pertinenza statale. Sul citato disegno di legge le Camere sono pertanto chiamate a esprimere una valutazione complessiva, positiva o negativa, senza poter modificare il contenuto dell'atto.
Per quanto riguarda le competenze della Commissione affari costituzionali rileva come lo stato di previsione del Ministero dell'interno contenuto nella legge di bilancio 2023 esponesse previsioni iniziali di spesa in conto competenza pari a 30.928,9 milioni di euro e di cassa pari a 31.058,2 milioni di euro (i dati riportati sono al lordo del rimborso delle passività finanziarie). Per effetto delle variazioni intervenute nel corso della gestione, gli stanziamenti definitivi di competenza relativi al medesimo Ministero ammontano a complessivi 33.956,3 milioni di euro, con una variazione in aumento di circa il 10 cento rispetto alle previsioni iniziali (+3 miliardi). Al netto del rimborso delle passività finanziarie, pari a 20,4 milioni di euro, le spese finali in conto competenza del Ministero ammontano nel 2023 a circa 33.936 milioni di euro, con un sensibile decremento rispetto a quelli registrati nel rendiconto 2022, che erano pari a 36.148 milioni di euro (-2,2 miliardi di euro, pari a una flessione in termini percentuali del 6 per cento).
Segnala che tale diminuzione, come evidenziato dalla Corte dei Conti nella Relazione annuale sul Rendiconto generale dello Stato, «è essenzialmente riconducibile alla cessazione dell'emergenza pandemica e della fase più acuta della crisi energetica che nei precedenti esercizi avevano, invece, portato risorse aggiuntive e di natura eccezionale, con particolare riguardo agli enti locali». Rileva infatti che l'unica missione a registrare una diminuzione degli stanziamenti definitivi rispetto al Rendiconto 2022 è la missione 3 – Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali (passata da 20 a 16,9 miliardi di euro).
Evidenzia che l'incidenza percentuale delle risorse del Ministero dell'interno sul bilancio dello Stato nel 2023 è pari al 3,7 per cento, in calo rispetto ai dati analoghi del triennio 2022-2020 (4,1 nel 2022, 4,3 nel 2021 e 2020) e rispetto all'andamento degli anni immediatamente precedenti (4,5 nel 2019 e nel 2018; 4,4 nel 2017 e 4,3 per cento nel 2016).
Più nel dettaglio, per ciò che concerne la gestione, fa presente che nel 2023 il 94,2 per cento degli stanziamenti definitivi finali di competenza (pari a 32.005 milioni di euro) risulta impegnato al termine dell'esercizio finanziario: la capacità di impegno scende di oltre un punto percentuale rispetto al 2022. I pagamenti eseguiti in totale (correnti e in conto capitale) nel 2023 sono stati pari a 30.838,2 milioni di euro; si tratta della somma dei pagamenti effettuati in base agli stanziamenti di competenza (27.556,4 milioni) e dei pagamenti effettuati per smaltimento residui (3.281,9 milioni). Per quanto concerne i residui, che nelle previsioni al 1° gennaio 2023 erano pari a 10.136,3 milioni, al 31 dicembre 2023 ammontano a 10.654,2 milioni, in linea rispetto all'esercizio 2022 (pari a circa 10.355,6 milioni). Tuttavia, in termini percentuali, complessivamente la quota dei residui finali passa dal 28,6 al 31,4 per cento degli stanziamenti definitivi. Come nel 2022, sulla dinamica di formazione dei residui hanno inciso quelli che afferiscono alla missione 3, pari a 8,6 miliardi complessivi.
Passando all'analisi per missioni e programmi, ricorda che l'attività del Ministero dell'interno risulta articolata su sei missioni, tutte condivise con altri Ministeri: Missione 2 «Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza generale di Governo e dello Stato sul territorio»; Missione 3 «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali»; Missione 7 «Ordine pubblico e sicurezza»; Missione 8 «Soccorso civile»; Missione 27 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti»; Missione 32 «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche». Aggiunge che le quattro missioni istituzionali (la numero 3 «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali»; la numero 7 «Ordine Pag. 13pubblico e sicurezza»; la numero 8 «Soccorso civile»; la numero 27 «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti») coprono gli stanziamenti annuali di competenza del Ministero per circa il 96 per cento. I programmi complessivamente sono 12, come riorganizzati a seguito della ristrutturazione del bilancio.
Evidenzia in particolare che sulla Missione «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» insiste la gran parte degli stanziamenti di competenza del Ministero, pari nel 2023 a circa il 50 per cento dello stanziamento definitivo. Come già anticipato, rileva dunque che tale stanziamento nel 2023 subisce una flessione rispetto al triennio 2020-2022, nei quali erano stati finanziati significativi interventi finanziari in favore degli enti locali riconducibili all'impatto del COVID-19 e alla crisi energetica. Si registra pertanto una riduzione degli stanziamenti definitivi, pari a 16,9 miliardi, rispetto al 2022, che aveva chiuso l'esercizio con circa 20 miliardi (-15 per cento). Rileva che la quasi totalità delle risorse (99,2) sono attribuite al programma 10 che gestisce i trasferimenti erariali agli enti locali, la cui consistenza è pari a 16,8 miliardi di euro, con una diminuzione di circa il 14 per cento rispetto all'esercizio 2022. Sul piano della gestione finanziaria, osserva come la Corte dei conti, nella Relazione sul Rendiconto generale dello Stato, sottolinei come i dati relativi alla missione mostrino un'elevata capacità di impegno pari ad oltre il 99 per cento mentre la percentuale dei pagamenti, per un importo di circa 13,5 miliardi, si attesta all'81 per cento. I pagamenti totali ammontano ad oltre 15 miliardi. La gestione ha generato residui propri per 3,2 miliardi e residui finali superiori a 8 miliardi.
Segnala quindi che la seconda missione per consistenza finanziaria è la Missione «Ordine pubblico e sicurezza», cui sono state destinate risorse per 9,9 miliardi di euro, che rappresentano il 29,3 per cento degli stanziamenti definitivi del dicastero, in aumento rispetto all'esercizio 2022 del 4,9 per cento (9,5 miliardi pari al 26,2 per cento della spesa del Ministero). All'interno della missione, è il programma 8 Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, dove sono allocate le maggiori risorse, a registrare rispetto al dato definitivo del 2022 un incremento di più del 5 per cento (pari a +463 milioni). Nel corso dell'esercizio 2023, gli stanziamenti iniziali sono aumentati di circa il 4 per cento (da 9,58 a 9,95 miliardi). Rispetto ai risultati della gestione finanziaria, la Corte dei Conti ha sottolineato che la missione mostra una buona capacità di impegno e di pagamento in misura pari rispettivamente al 86,5 e 97,1 per cento a fronte del 90,9 e al 97 per cento del 2022). La gestione dei residui evidenzia 0,56 miliardi (residui finali) in diminuzione rispetto al 2022 quando si registrano 0,93 miliardi.
Fa presente che il 10,3 per cento della spesa finale del Ministero riguarda la Missione «Soccorso civile», la cui gestione è condivisa con il Ministero dell'economia e delle finanze (per il 54,8 per cento). In particolare, ai due programmi di competenza del Ministero dell'interno sono destinati stanziamenti finali pari a circa 3,5 miliardi di euro (+17 per cento rispetto agli stanziamenti iniziali), che si traduce in un aumento percentuale rispetto all'esercizio 2022 del 4 per cento. Al programma 3 Prevenzione dal rischio e soccorso pubblico è attribuita la quasi totalità delle risorse della missione (3,4 miliardi). La Corte dei conti ha rilevato che la gestione dei due programmi, in capo al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mostra un buon tasso di impegno (87,7 per cento) e di pagamento (96,5 per cento), anche se in lieve calo a confronto con il 2022. Crescono i residui finali del 17,3 per cento, sino a 468 milioni; il peso dei residui sugli stanziamenti aumenta dal 12,1 per cento del 2022 al 13,5 per cento nel 2023.
Segnala quindi che la Missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», a cui è riconducibile la maggior parte della spesa per il sistema di accoglienza dei migranti, è condivisa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell'economia e delle finanze: nel 2023 il programma intestato al Ministero dell'interno, con 2,25 miliardi di euro, assorbe il 67,2 per cento delle risorse dell'interaPag. 14 missione (era il 63,6 nel 2022). Rispetto agli stanziamenti iniziali della Missione si registra in corso di esercizio un aumento del 19 per cento, passando da 1,89 a 2,25 miliardi di euro. Gli stanziamenti definitivi del 2023 registrano altresì una crescita di circa il 6 per cento (pari a 125 milioni di euro) rispetto al 2022 (che aveva stanziamenti finali pari a 2,12 miliardi): in corrispondenza le risorse salgono percentualmente dal 5,9 (2020) al 6,6 per cento del totale del Ministero. Sotto il profilo della gestione la Corte dei conti riporta un miglioramento del rapporto fra risorse stanziate e impegnate che dall'80,3 per cento del 2022 passa all'89,1 del 2023. I pagamenti di competenza aumentano al 79,1 per cento degli impegni a fronte del 65,2 per cento del 2022. Si registra una diminuzione dei residui finali di oltre il 15 per cento nel 2023; anche le economie scendono a circa 144 milioni (-63 per cento dal 2022) confermando una maggiore capacità di impiego delle risorse.
Rileva, per quanto riguarda le competenze della Commissione affari costituzionali, che assumono rilevanza anche ulteriori stanziamenti previsti in specifici capitoli di spesa nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (tabella 2).
Segnala in primo luogo la Missione «Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri», il cui obiettivo consiste nel trasferimento di risorse per il funzionamento degli organi costituzionali e a rilevanza costituzionale. In tale ambito, per quanto concerne il programma 17.1 relativo agli organi costituzionali, gli stanziamenti definitivi sono pari a 1.754,74 milioni di euro, in leggero aumento rispetto agli stanziamenti iniziali (pari a 1.749,67 milioni) e a quelli del consuntivo 2022 (pari a 1.745,6 milioni). I pagamenti in conto competenza e gli impegni presi nel 2023 sono perfettamente in linea con gli stanziamenti definitivi. In relazione ai trasferimenti per il funzionamento della Presidenza del Consiglio dei ministri e per le celebrazioni ed eventi a carattere nazionale, oggetto del programma 17.2, gli stanziamenti definitivi risultano pari a 1.785,68 milioni di euro, in aumento rispetto agli stanziamenti iniziali (pari a circa 1.330,62 milioni) per effetto di variazioni intervenute in corso di esercizio (+455,06 milioni).
Segnala inoltre che gli stanziamenti destinati alla Presidenza del Consiglio dei ministri non si limitano alle risorse stanziate nell'ambito del programma 17.2, ma sono ripartiti nell'ambito dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze in ulteriori programmi di spesa in ragione delle diverse missioni perseguite con gli stanziamenti. Tra gli interventi riconducibili agli ambiti di interesse della I Commissione, segnalo i trasferimenti destinati alla Missione 6 «Soccorso civile». In particolare, nell'ambito del programma 6.2 «Protezione civile», le risorse definitive assegnate nel 2023 al Dipartimento della protezione civile (cap. 2179) sono pari a 99,5 milioni di euro, in aumento rispetto agli stanziamenti iniziali (79,5 milioni) per effetto di variazioni intervenute in corso di esercizio (+20 milioni). Tali spese sono in aumento rispetto all'esercizio 2022 (84,5 milioni).
Osserva come nell'ambito della Missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», al programma 14.1. Famiglia, pari opportunità e situazioni di disagio, si collochino due azioni di interesse:
promozione e garanzia delle pari opportunità, rappresentata dal cap. 2108 relativo alle somme da corrispondere alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche delle pari opportunità (cd. Fondo pari opportunità), che è dotato a consuntivo 2023 di 90,8 milioni, in aumento rispetto agli stanziamenti iniziali (86,8 milioni) per effetto di variazioni intervenute in corso di esercizio (4 milioni). Rispetto ai dati 2022 (85,4 milioni), segnalo un incremento delle risorse per complessivi 5,4 milioni;
tutela delle minoranze linguistiche, nel cui ambito si collocano i capitoli 5210 e 5211, senza scostamenti in corso di esercizio, con uno stanziamento complessivo pari a 3,05 milioni di euro, in aumento rispetto all'esercizio 2022 (1.9 milioni). In particolare,Pag. 15 le previsioni definitive per il Fondo nazionale per la tutela delle minoranze linguistiche (cap. 5211) risultano nel 2023 pari a 919.485 euro, mentre le spese connesse agli interventi di tutela delle minoranze linguistiche storiche sono pari a 2,14 milioni di euro.
Nell'ambito della Missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche», programma 22.3 Servizi generali delle strutture pubbliche preposte ad attività formative e ad altre attività trasversali per le pubbliche amministrazioni (32.4), segnala il capitolo 5217, relativo alle somme da assegnare alla Scuola nazionale della amministrazione – SNA, che è dotato di 21,7 milioni di euro a consuntivo 2023, senza variazioni in corso di esercizio ed in aumento rispetto ai dati del consuntivo 2022 (14,7 milioni).
Con riferimento alle competenze della Commissione affari costituzionali segnala che possono assumere rilevanza anche ulteriori stanziamenti contenuti in specifici capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
In particolare, nell'ambito della Missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma 5.2 «Sicurezza democratica», il capitolo 1670 è relativo alle spese di organizzazione e funzionamento del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, ed è dotato a consuntivo 2023 di 1.270,27 milioni di euro (erano 984 nel 2022 e 918 nel 2021), con una variazione positiva in corso di esercizio di 290 milioni. A ciò si aggiunge la somma da assegnare all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, pari a consuntivo a 72,79 milioni, in aumento rispetto agli stanziamenti iniziali (72,59 milioni) per effetto di variazioni in corso di esercizio (+200.000 euro).
Richiama inoltre i seguenti stanziamenti: il capitolo 2116, relativo alle somme da corrispondere alla Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (ANAC), che a consuntivo 2023 espone una dotazione pari a 10,34 milioni di euro, in aumento rispetto alle previsioni iniziali (pari a 8,94 milioni) e rispetto all'esercizio 2022 (9,5 milioni); il capitolo 1680, relativo alle spese per l'Istituto nazionale di statistica, che reca una dotazione finale pari a 218,42 milioni, in lieve aumento rispetto alle previsioni iniziali (218,37) e al consuntivo 2022 (213,9); il capitolo 2160, relativo ai trasferimenti alla Corte dei conti, espone a consuntivo 342,9 milioni di euro, in aumento rispetto all'esercizio 2022 (333,7 milioni), con una variazione in corso di esercizio di 10,5 milioni; il capitolo 1707, relativo alle spese per l'azione relativa all'Agenzia per l'Italia digitale, che espone a consuntivo stanziamenti pari a circa 16,1 milioni di euro, senza variazioni in corso di esercizio ed in aumento rispetto al 2022 (15,6 milioni).
Per quanto concerne il contenuto del disegno di legge C. 1952, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2023, fa presente che esso è volto a correggere, a metà esercizio, le previsioni già contenute nella legge di bilancio. Le variazioni proposte alle previsioni di competenza sono correlate alle effettive esigenze di gestione e tengono conto della situazione della finanza pubblica; l'adeguamento delle autorizzazioni di cassa consegue invece all'accertata effettiva consistenza dei residui, nonché alla valutazione delle concrete capacità operative dell'Amministrazione. Per quanto riguarda i residui, le modifiche introdotte trovano motivo nella necessità di adeguare i residui presunti alla data del 1° gennaio 2024 con quelli effettivamente risultanti dal rendiconto del 2023.
Faccio presente che in questa sede darà conto dei dati relativi a stanziamenti del disegno di legge di assestamento, che si riferiscono ad ambiti materiali di competenza della Commissione: la Tabella n. 8, relativa allo stato di previsione del Ministero dell'interno, e talune parti della Tabella n. 2, che reca lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
Segnala quindi che lo stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2024, approvato con la legge 30 dicembre 2023, n. 213, reca previsioni di competenza per complessivi 30.578,7 milioni di euro, di cui: 26.038,8 milioni per la parte corrente; 4.518,3 milioni per la parte Pag. 16in conto capitale e 21,5 milioni per il rimborso del debito pubblico. Le previsioni relative alle autorizzazioni di cassa ammontano complessivamente a circa 31.073,6 milioni di euro, di cui: 26.295,9 milioni di parte corrente; 4.756,1 milioni in conto capitale e 21,5 milioni per il rimborso del debito pubblico. Tali previsioni iniziali subiscono variazioni nel corso dell'esercizio sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2024, che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia in conseguenza delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame. Le variazioni già introdotte in bilancio per atto amministrativo, e pertanto non soggette ad approvazione parlamentare, hanno determinato complessivamente un aumento di circa 1.121,7 milioni di euro delle previsioni di competenza e un aumento di 1.343 milioni di euro delle dotazioni di cassa.
Osserva che il disegno di legge di assestamento propone, per lo stato di previsione del Ministero dell'interno, un incremento di 298,7 milioni di euro delle previsioni di competenza e di 1.511,1 milioni di euro delle autorizzazioni di cassa. Per quanto riguarda la competenza, per effetto sia delle variazioni intervenute, sia di quelle proposte con il disegno di legge in esame, le previsioni assestate per il bilancio 2024 del Ministero dell'interno risultano pari a 31.999 milioni di euro, di cui 27.380,3 milioni di parte corrente, 4.597,1 milioni in conto capitale e 21,5 milioni di rimborso passività (per competenza, +1.420 milioni rispetto alle previsioni iniziali, pari a circa il 4,6 per cento dello stanziamento complessivo del Ministero). Le dotazioni di cassa assestate ammontano a 33.927,7 milioni di euro, ripartiti fra parte corrente e conto capitale in ragione, rispettivamente, di 27.828,4 milioni e 6.077,5 milioni di euro, nonché di 21,8 milioni di rimborso passività (+2.854 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali, pari al 9,2 per cento). Inoltre, con il disegno di legge di assestamento è proposto un aumento dei residui pari complessivamente a 1.407,3 milioni di euro.
Rileva che l'incidenza percentuale delle risorse per il Ministero dell'interno sul bilancio dello Stato risulta pari al 3,5 per cento, a fronte del 3,4 per cento registrato nelle previsioni iniziali del 2024. Osserva che, in termini assoluti, l'incremento delle dotazioni di competenza proposte con il disegno di legge di assestamento, pari a complessivi 298,6 milioni di euro, riguarda principalmente la Missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» che registra un aumento pari a circa 149,5 milioni di euro e la Missione «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» per la quale è proposta una variazione in aumento di circa 82,5 milioni.
Segnala, per quanto riguarda gli altri ambiti di interesse della I Commissione viene, in primo luogo, in evidenza la Missione «Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei Ministri». Nel quadro di questa missione, rileva la spesa per gli organi costituzionali, oggetto del programma 17.1, sul quale non si registrano variazioni rispetto alle previsioni iniziali di competenza della legge di bilancio 2024 (1.752,6 milioni di euro).
Osserva che le previsioni relative alla Presidenza del Consiglio dei ministri sono oggetto del programma 17.2., che registra variazioni in dipendenza di atti amministrativi già adottati, pari a complessivi 86 milioni. La variazione proposta con l'assestamento è pari a circa 162,3 milioni di euro, di cui 140 milioni al fine di adeguare lo stanziamento del capitolo 2780 (somma da corrispondere alla Presidenza del Consiglio relativa a quota parte dell'importo dell'8 per mille) alle scelte espresse dai contribuenti sulle dichiarazioni presentate nell'anno 2021 (redditi 2020) e 20 milioni a valere sul capitolo 2127 relativo alle somme da trasferire alla Presidenza del Consiglio dei ministri destinate al pagamento delle spese per contenziosi. Pertanto, all'esito delle variazioni complessive, le previsioni assestate per il 2024 relative al programma Presidenza del Consiglio risultano pari a 1.549,3 milioni di euro (erano 1.301 milioni le previsioni iniziali).
Per quanto riguarda gli altri stanziamenti di interesse della I Commissione allocati nello stato di previsione del MinisteroPag. 17 dell'economia e delle finanze, che vedono modificate le previsioni iniziali, segnala che: al capitolo 2160 (somme da assegnare alla Corte dei Conti) si propone una variazione in aumento di 0,5 milioni in conto competenza per far fronte alle esigenze di funzionamento e, dunque, le previsioni assestate per il 2024 si attestano a 325 milioni; al capitolo 2108 (cosiddetto Fondo pari opportunità) ha subito una variazione in aumento di 2 milioni in conto competenza in dipendenza di atti amministrativi e, dunque, le previsioni assestate del Fondo per il 2024 si attestano a 118,4 milioni di euro; il capitolo 1670 (somme da destinare alle spese di organizzazione e funzionamento del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica) ha subito variazioni in conto competenza in virtù di atti amministrativi adottati in corso d'anno per complessivi 300 milioni di euro in conto competenza e, dunque, le previsioni assestate per il 2024 sono pari a 1,33 miliardi di euro.
Enrica ALIFANO (M5S), nel domandarsi se sia stata effettuata una ricognizione puntuale dell'ammontare di tutti quei fondi che, in quanto non utilizzati, rimangono nella disponibilità dei vari Ministeri, evidenzia che sarebbe di grande utilità per i deputati ricevere dati precisi in proposito.
Nazario PAGANO, presidente, dichiara concluso l'esame congiunto. Ricorda che, come convenuto nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, il termine per la presentazione di emendamenti al disegno di legge C. 1952 è fissato alle ore 16 di oggi. Rinvia quindi il seguito dell'esame alla prossima seduta.
La seduta termina alle 12.20.