ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 24 luglio 2024. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI.
La seduta comincia alle 9.
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei.
Atto n. 179.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno.
Giangiacomo CALOVINI (FDI), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere entro il prossimo 16 agosto, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 161 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2024, il proprio parere sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei.
Ricorda, altresì, che la citata disposizione prevede che il Piano Mattei venga adottato con decreto del Presidente del Pag. 47Consiglio, previo parere delle Commissioni parlamentari, da rendere entro trenta giorni, decorsi i quali il Piano è comunque approvato. È prevista inoltre una relazione sullo stato di attuazione entro il 30 giugno di ciascun anno (articolo 5, del richiamato decreto-legge).
Sottolinea che il Piano costituisce la cornice entro cui le diverse amministrazioni dello Stato svolgono le proprie attività di programmazione, di valutazione e di attuazione degli interventi, ciascuna nel proprio ambito di competenza. Si prevede, inoltre, la possibilità di elaborare strategie territoriali, riferite a specifiche aree del contenente africano (articolo 1, comma 3, del citato decreto-legge). Coerentemente con questo approccio, lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame interessa, in particolare, nove Paesi africani coinvolti in progetti pilota: Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto, Costa d'Avorio, Etiopia, Kenya, Repubblica del Congo e Mozambico.
Ribadisce che – come evidenziato nella relazione introduttiva dell'atto in esame – «il Governo italiano intende imprimere un cambio di paradigma nei rapporti con il Continente africano e costruire un partenariato su base paritaria, che rifiuti tanto l'approccio paternalistico e caritatevole quanto quello predatorio, e che sia capace di generare benefici e opportunità per tutti». Di qui il riferimento ideale a Enrico Mattei, individuato come figura capace di coinvolgere gli Stati africani in un processo di sviluppo e progresso.
Rileva che i settori d'intervento prioritari del Piano Mattei sono articolati sulla base delle programmazioni dei partner africani e di valutazioni congiunte, focalizzando l'attenzione su sei direttrici d'intervento: istruzione/formazione; sanità; acqua; agricoltura; energia; infrastrutture (fisiche e digitali). A loro volta, le sei direttrici si articoleranno in ulteriori ambiti operativi: promozione delle esportazioni e degli investimenti; ricerca ed innovazione; sicurezza alimentare; approvvigionamento e gestione sostenibile delle risorse idriche e delle altre ricchezze naturali; tutela dell'ambiente e adattamento ai cambiamenti climatici; partenariato nel settore aerospaziale; valorizzazione e sviluppo del partenariato energetico, incluso nell'ambito delle fonti rinnovabili; sostegno all'imprenditoria e all'occupazione, in particolare giovanile e femminile; cultura e turismo; governo dei flussi migratori in tutte le loro fasi; sicurezza e contrasto dell'illegalità.
Con specifico riferimento agli ultimi due ambiti, evidenzia che l'Italia intende offrire il suo contributo per garantire alle giovani generazioni africane un diritto finora negato, ovvero il diritto a non essere costretti ad emigrare e a poter rimanere nella propria Patria per contribuire al suo futuro: da un lato, portando avanti un impegno risoluto contro i trafficanti di esseri umani; dall'altro, lavorando per offrire ai popoli africani un'alternativa di opportunità, lavoro e formazione.
Osserva, quindi, che il Governo, al fine di massimizzare il potenziale delle iniziative e dei progetti, sottolinea la necessità di promuovere la sinergia già avviata con il Global Gateway dell'Unione europea, la strategia per mobilitare investimenti pubblici e privati nei collegamenti infrastrutturali tra l'UE ed i suoi partner, e con la Partnership for Global Infrastructure and Investment, la piattaforma promossa in ambito G7 per sostenere lo sviluppo e la crescita economica delle Nazioni più fragili, in particolare in Africa e in Asia: al riguardo, ricorda che il Global Gateway prevede un volume totale di investimenti pari a 300 miliardi di euro tra il 2021 e il 2027, mentre la Partnership for Global Infrastructure and Investment – lanciata al Vertice G7 di Elmau nel 2022 – ha l'obiettivo di mobilitare 600 miliardi di dollari entro il 2027.
Sul piano metodologico, fa presente che, alla luce della grandezza del Continente africano – che si compone di oltre cinquanta Nazioni – il Piano si concentrerà sulle diverse regioni, lungo le direttrici Nord-Sud ed Ovest-Est.
In una prima fase, l'iniziativa si declinerà attraverso progetti pilota che coinvolgeranno nove Nazioni: quattro del quadrante nordafricano (Egitto, Tunisia, Marocco e Algeria) e cinque del quadrante subsahariano (Kenya. Etiopia, Mozambico, Pag. 48Repubblica del Congo e Costa d'Avorio). In una seconda fase, il Piano si estenderà, secondo una logica incrementale, ad altre Nazioni del Continente. Sin dalla prima fase, saranno studiati anche progetti transnazionali ritenuti di cruciale importanza per il Continente, assieme ai principali partner e all'Unione Africana.
Passa, quindi, ad illustrare sinteticamente gli obiettivi del Piano per ciascuna delle sei direttrici sopra richiamate, rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per ogni ulteriore approfondimento, in particolare per quanto concerne i citati progetti pilota.
Per quanto concerne l'istruzione e la formazione, verrà data priorità agli interventi finalizzati a promuovere la formazione e l'aggiornamento dei docenti, l'adeguamento dei curricula e l'avvio di nuovi corsi professionali in linea con i fabbisogni dei mercati del lavoro locali; inoltre si cercherà di approfondire la collaborazione con le imprese, coinvolgendo in particolare gli operatori italiani presenti negli Stati partner e promuovendo il «modello» italiano di piccola e media impresa, compresa l'esperienza dei consorzi e dei distretti dell'artigianato.
Riguardo all'agricoltura, tenuto conto che in Africa si trova oltre il 60 per cento della terra coltivabile a livello globale tuttora incolta, lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare avranno un ruolo di primo piano all'interno dell'architettura del Piano Mattei, non solo per incidere sulla diminuzione dei tassi di denutrizione e malnutrizione, ma anche per rafforzare la crescita e la sostenibilità di intere filiere agroalimentari, favorendo il passaggio da un'agricoltura di sussistenza ad una produzione in grado di portare i prodotti agricoli sui mercati, con ricadute importanti sui redditi degli agricoltori.
Particolare attenzione verrà riservata ai settori della pesca e dell'acquacoltura, nei quali operano 58,5 milioni di persone, di cui circa il 21 per cento donne. Sempre secondo le ultime stime, pesca e acquacoltura costituiscono i mezzi di sussistenza per circa 600 milioni di persone in Africa.
In tema di salute, rileva che in Africa si registra più della metà delle morti mondiali da malattie trasmissibili e circa il 30 per cento della sua popolazione non ha accesso ai servizi sanitari di base; circa il 50 per cento delle strutture sanitarie del Continente non ha accesso ad acqua e servizi igienici di base, senza contare l'assenza, in molti casi, di una fornitura di energia elettrica stabile e di strumentazione di diagnostica adeguata. A fronte di una stima di 26 miliardi di dollari di investimenti annuali necessari per soddisfare le esigenze sanitarie per i prossimi dieci anni previsti dalla Banca Africana di Sviluppo, le spese attualmente sostenute dalle Nazioni africane sono pari a 4,5 miliardi di dollari.
Evidenzia che, in questo quadro, il Piano, avvalendosi della consolidata esperienza italiana in materia di salute, prevede, tra le altre cose, interventi per: rafforzare i sistemi sanitari, migliorando l'accessibilità e la qualità dei servizi primari materno-infantili, con riguardo al contrasto delle malattie infettive endemiche e delle malattie croniche non trasmissibili; potenziare le capacità locali in termini di gestione, formazione e impiego del personale sanitario; sviluppare sistemi di prevenzione e contenimento delle minacce alla salute, come pandemie e disastri naturali; sviluppare piattaforme di tele-medicina in grado di garantire tele-consulto, tele-visita e tele-monitoraggio, con presidi sanitari locali interconnessi con reti di specialisti in Italia.
Passando al settore energetico, segnala che l'Africa oggi rappresenta circa il 18 per cento della popolazione mondiale, ma incide per il solo 3 per cento dei consumi globali di energia e per il 4 per cento delle emissioni; inoltre, possiede il 7 per cento delle riserve globali di idrocarburi e il 40 per cento delle riserve minerarie globali, alcune delle quali sono essenziali per la transizione ecologica e la transizione digitale.
Per altro verso, l'Africa è una delle regioni più colpite dalle conseguenze del cambiamento climatico, del degrado ambientale e dell'inquinamento.
Rileva che, pertanto, i progetti del Piano Mattei si prefiggeranno, tra gli altri, i seguentiPag. 49 obiettivi: sostegno allo sviluppo di filiere energetiche sostenibili, come quella dei biocarburanti; contrasto, adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, anche attraverso l'ottimizzazione dei programmi di elettrificazione; ricorso sempre maggiore alla produzione di energia da fonti rinnovabile; conservazione delle foreste grazie alla riduzione dell'utilizzo delle biomasse; applicazione delle nuove tecnologie digitali all'agricoltura; gestione sostenibile dei rifiuti per il rafforzamento dell'economia circolare.
In via generale, sottolinea che il coinvolgimento delle maggiori imprese italiane del comparto energetico presenti nelle Nazioni africane permetterà di inquadrare tali azioni in programmi più ampi di partenariato, con la possibilità di moltiplicare gli investimenti pubblici e privati con impatti positivi sulle popolazioni residenti anche in termini occupazionali.
L'obiettivo deve essere quello di realizzare un modello di sviluppo vantaggioso per tutti, che consenta all'Italia, nel medio-lungo periodo di diventare un hub di approvvigionamento energetico per l'intera Europa. In questo contesto rientrano gli interventi strategici già programmati, ovvero: la realizzazione dell'interconnessione elettrica ELMED Italia-Tunisia, il primo elettrodotto tra Europa e Nord Africa; la realizzazione del Corridoio H2 Sud per il trasporto dell'idrogeno dal Nord Africa verso l'Europa.
Per quanto riguarda il settore dell'acqua, osserva che, secondo recenti stime, in Africa oltre 320 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile sicura e oltre 700 milioni di persone non dispongono di servizi igienico-sanitari adeguati. La situazione, peraltro, è destinata a peggiorare a causa dell'aumento demografico del Continente.
Gli Stati africani presentano, dunque, un'urgente necessità di ottimizzare i propri sistemi idrici, sia per costruire nuove infrastrutture di approvvigionamento e distribuzione sia per abilitare un maggior riutilizzo della risorsa, in ambito urbano, agricolo e industriale.
Evidenzia che, pertanto, il Piano Mattei prevede di avviare attività relative a: progettazione, costruzione, gestione e manutenzione di infrastrutture idrauliche complesse; ottimizzazione della gestione della disponibilità della risorsa dalla captazione e distribuzione dell'acqua fino alla depurazione e al suo reintegro nell'ambiente; costruzione e manutenzione di impianti di depurazione dell'acqua; creazione di sistemi di monitoraggio e controllo della qualità della risorsa idrica; formazione del personale locale con il fine ultimo di creare le figure di «water manager», profili altamente specializzati incaricati della gestione del sistema idrico integrato e della tutela delle risorse idriche del territorio.
Quanto all'ambito delle infrastrutture fisiche e digitali, sottolinea che si tratta di un settore d'intervento trasversale a tutte le precedenti cinque direttrici (istruzione e formazione professionale; agricoltura, salute; energia e acqua); attualmente l'Africa è il Continente con la più bassa diffusione di connettività internet (circa il 40 per cento della popolazione, contro una media mondiale di oltre il 60 per cento e quella dell'Occidente di quasi 1'80 per cento). Allo stesso tempo, secondo i dati dell'International Telecommunication Union (ITU), nel 2020 più dell'80 per cento della popolazione africana aveva accesso ad un servizio mobile cellulare.
Partendo da queste due constatazioni, il Piano Mattei intende contribuire a potenziare la connettività satellitare, promuovendo la trasformazione digitale. Rimane di particolare importanza, in tal senso, il sostegno al progetto BlueMed di Sparkle, che ha in prospettiva anche la copertura verso l'Africa orientale (fino al Kenya) e occidentale.
Osserva altresì che, oltre ad avviare percorsi formativi sui temi dell'intelligenza artificiale e della cyber-sicurezza, il Piano Mattei sosterrà anche la modernizzazione dei servizi postali delle Nazioni africane, agendo sulla logistica e sulla digitalizzazione.
Fa quindi presente che, accanto ai sei principali settori di intervento appena illustrati,Pag. 50 potranno essere sviluppate iniziative anche in altre aree tematiche.
In particolare, in campo culturale, il Piano Mattei intende esplorare collaborazioni con le principali istituzioni del mondo della cultura, nonché con i poli museali italiani, finalizzate sia all'organizzazione di mostre in Italia e in Africa, oltre che al recupero, restauro e riqualificazione di edifici storici, unitamente alla realizzazione di programmi di formazione nell'ambito della tutela del patrimonio culturale, della gestione dei rischi dovuti a catastrofi, dell'archeologia, nonché a sostegno delle industrie creative, come cinema, moda e design.
A titolo di esempio, segnala che l'Istituto della Enciclopedia italiana Treccani, con il sostegno del MAECI, intende creare l'Istituto per il Dialogo Italia –Africa (IDIAF), un foro di ricerca per lo studio e l'approfondimento delle relazioni culturali tra Italia, Europa ed Africa.
Un altro ambito di particolare interesse è la cooperazione in campo spaziale: al riguardo, ricorda che si è appena svolta alla Farnesina – il 15-16 luglio scorsi – la prima Conferenza sullo Spazio Italia-Africa, con la partecipazione di alcuni Ministri competenti e di responsabili delle strutture istituzionali deputate allo spazio di alcune Nazioni africane.
Quanto alle risorse e agli strumenti finanziari, evidenzia che, come annunciato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del Vertice Italia-Africa del 19 gennaio 2024, nella sua prima fase il Piano Mattei potrà contare su una dotazione iniziale di 5 miliardi e 500 milioni di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie, di cui circa 3 miliardi dal Fondo Italiano per il clima e 2,5 miliardi dei fondi della cooperazione allo sviluppo (per il 2024 questi ammontano a 6,563 miliardi di euro).
Il Piano potrà altresì contare su: risorse dell'Aiuto Pubblico allo Sviluppo destinate all'Africa, sia in forma di dono sia in forma di linee di crediti concessionali sovrani finanziate tramite il Fondo rotativo per la cooperazione allo sviluppo gestito da Cassa depositi e prestiti (CDP); risorse messe a disposizione da istituzioni finanziarie internazionali e banche multilaterali di sviluppo; partecipazione a programmi finanziati nell'ambito del Global Gateway Africa-Europe dell'UE e delle altre iniziative europee (Connecting Europe Facility e Horizon Europe), nonché tripartite (ad esempio, il Piano di cooperazione per l'Africa tra UE, Unione Africana e ONU); compartecipazione finanziaria di altri Stati donatori (Stati membri UE, alcuni Stati del Golfo che hanno già manifestato interesse, Paesi del G7 o del G20); ulteriori risorse finanziarie provenienti da Fondi pubblici nazionali già operativi che possono finanziare iniziative coerenti con i pilastri e le finalità del Piano; parte delle risorse finanziarie impiegate dalla Cassa depositi e prestiti nello svolgimento del suo ruolo di istituzione finanziaria italiana per la cooperazione internazionale allo sviluppo; operazioni di conversione del debito («debt for development swap»); ulteriori fondi e piattaforme di co-investimento, in fase di costituzione, dedicate al sostegno sotto qualsiasi forma di iniziative nel Continente africano attraverso la combinazione di risorse pubbliche e private.
Segnala, in particolare, il fondo multi-donatori Mattei Plan and Rome Process Financing Facility, istituito per sostenere progetti nei settori strategici per il Piano Mattei e il Processo di Roma su sviluppo e migrazione: precisa che si tratta di un fondo di tipo «aperto», in quanto prevede la partecipazione anche di enti finanziari non-italiani (ad esempio, fondi sovrani) interessati a contribuire all'attuazione dei progetti, con un effetto leva che sarà ulteriormente valorizzato dal contributo fornito direttamente dalla Banca africana di sviluppo, la quale parteciperà con risorse proprie ad ogni investimento del fondo per un ammontare almeno pari a quello investito dal fondo stesso.
Conclusivamente, sottolinea che il Piano Mattei costituisce un asse che potrà aggregare negli anni una pluralità di attori non solo nazionali, innescando un circolo virtuoso con reciproco vantaggio per l'Africa e l'Europa.
Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP), ringraziando il relatore per l'esauriente illustrazione del provvedimento, rileva delle criticitàPag. 51 sul piano delle risorse che dovranno finanziare i progetti del Piano Mattei: in particolare, a suo avviso, occorre chiarire quanto tali risorse incideranno sulla complessiva capienza dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, la maggior parte dei quali, peraltro, non sono imputabili al bilancio del Ministero degli Affari esteri.
Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 9.20.
COMITATO DEI NOVE
Mercoledì 24 luglio 2024.
Destinazione agli uffici diplomatici e consolari di quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all'estero.
Emendamenti C. 960-A Toni Ricciardi ed altri.
Il Comitato si è riunito dalle 12.50 alle 12.55.
AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 24 luglio 2024.
Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti di ECCO, nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei (Atto n. 179).
L'audizione informale è stata svolta dalle 13.45 alle 14.05.
Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti di AOI, nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei (Atto n. 179).
L'audizione informale è stata svolta dalle 14.05 alle 14.30.
Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti di CINI, nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei (Atto n. 179).
L'audizione informale è stata svolta dalle 14.30 alle 14.50.
Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti di Link 2007, nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei (Atto n. 179).
L'audizione informale è stata svolta dalle 14.50 alle 15.05.