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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 24 luglio 2024
350.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Finanze (VI)
COMUNICATO
Pag. 106

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 24 luglio 2024. — Presidenza del presidente Marco OSNATO.

  La seduta comincia alle 14.15.

Introduzione dell'articolo 1857-bis del codice civile e modifica all'articolo 33 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in materia di obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente.
C. 1091 Romano e C. 1240 Bagnai.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Pag. 107

  Marco OSNATO, presidente, invita il relatore, onorevole Testa, a illustrare il contenuto dei provvedimenti.

  Guerino TESTA (FDI), relatore, rammenta che i provvedimenti in esame, di contenuto sostanzialmente identico, si compongono di un solo articolo.
  In particolare, essi recano disposizioni volte all'introduzione dell'obbligo, in capo alle banche, di stipulare contratti di conto corrente e del divieto di recedere dai contratti in essere in presenza di saldi attivi, salvo che per gravi e documentate ragioni.
  Il comma 1 dell'articolo 1 della proposta C. 1091 Romano (corrispondente all'articolo 1, comma 2 della proposta C. 1240 Bagnai) dispone l'abrogazione dell'articolo 33, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo), norma che disciplina le clausole vessatorie contratto tra professionista e consumatore.
  Rammenta che la lettera a) che si intende abrogare introduce una deroga alla generale presunzione di vessatorietà delle clausole contrattuali che disciplinano il recesso senza preavviso da un contratto a tempo indeterminato tra un professionista e il cliente consumatore. La deroga vale per i soli rapporti relativi ai servizi finanziari; in tale ambito, è consentito al professionista di recedere senza preavviso, in caso di giustificato motivo, dandone immediata comunicazione al consumatore.
  Il comma 2 dell'articolo 1 della proposta C. 1091 Romano (corrispondente all'articolo 1, comma 1 della proposta C. 1240 Bagnai) dispone l'introduzione nel Codice civile del nuovo articolo 1857-bis, il quale prescrive in capo alla banca, da un lato, l'obbligo di stipulazione di un contratto di conto corrente con chiunque lo richieda e, dall'altro, l'impossibilità di recedere dal contratto, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, in caso di saldi attivi, se non per motivi gravi e documentati.
  Ricorda che le relazioni illustrative che accompagnano le proposte di legge segnalano come l'obiettivo delle disposizioni in questione sia quello di rispondere alle esigenze di numerosi cittadini che, negli ultimi anni, hanno visto chiudere, unilateralmente e senza motivo, il rapporto di conto corrente dalla propria banca, pur in presenza di saldi attivi, costringendo tali soggetti, per effetto delle segnalazioni interbancarie, a non poter più disporre delle proprie provviste. La banca infatti a seguito del recesso dal contratto di conto corrente consegna al correntista unicamente un assegno circolare, il quale per sua natura presuppone un conto corrente e un rapporto bancario per essere convertito in liquidità disponibile alla spesa o utilizzato per il pagamento di spese e utenze, e il correntista stesso a sua volta si trova impossibilitato a stipulare un nuovo contratto di conto corrente presso altre banche a causa della segnalazione interbancaria. Nel quadro normativo vigente, infatti, anche se il correntista ha saldi attivi del conto corrente, qualora questo venisse chiuso, si troverebbe nella paradossale situazione di non poter usufruire del proprio denaro per effetto della normativa sulle limitazioni all'uso del contante.
  Ricorda infine che nel corso della XVIII Legislatura è stata presentata al Senato una proposta di legge (A.S. n. 1712) recante un contenuto analogo a quello oggetto delle proposte in esame. Tale proposta di legge, tuttavia, non ha concluso il suo iter parlamentare; evidenzia che nel corso dell'esame presso il Senato sono state presentate memorie, tra l'altro, dalla Banca d'Italia e dall'ABI, le quali hanno rilevato alcuni profili di criticità della proposta di legge di cui sopra.

  Claudio Michele STEFANAZZI (PD-IDP) rileva che la proposta di legge C. 1091 intende eliminare la possibilità per gli istituti di credito di recedere dal contratto di conto corrente in assenza di «gravi e documentati motivi».
  Chiede se la locuzione «gravi e documentati motivi» intenda riferirsi a cause tassative, già disciplinate da norme vigenti, ovvero se non si tratti, invece, di una norma generale di chiusura.

  Francesco Saverio ROMANO (NM(N-C-U-I)-M) rileva che la legislazione vigente individua i motivi che consentono agli istitutiPag. 108 di credito di recedere dai rapporti di conto corrente. La proposta in esame intende salvaguardare la normativa in vigore, tuttavia ha lo scopo di evitare abusi da parte delle banche, nel silenzio della disciplina attuale e con riferimento alle controparti contrattuali.
  Rammenta che il legislatore negli ultimi anni è incisivamente intervenuto sulla tracciabilità dei salari, di fatto impedendo che i dipendenti pubblici e privati percepiscano emolumenti non tracciabili, e richiedendo dunque la presenza di un conto corrente. Evidenzia infine come l'impossibilità di accedere a un conto corrente rischi, in concreto, di impedire l'accesso ai posti di lavoro.

  Alberto BAGNAI (LEGA), ricollegandosi all'intervento del collega Romano, rileva la necessità di tenere conto del progresso tecnologico in ambito finanziario. Al riguardo, sottolinea che la proposta in esame intende bilanciare l'interesse all'inclusione sociale con quello dell'accesso ai mezzi di pagamento. Ritiene che tale tematica sia all'attenzione di tutte le parti politiche.

  Marco OSNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Modifica alla legge 15 luglio 1911, n. 749, concernente l'estensione della tassa sui marmi al territorio del comune di Massa.
C. 1642 Amorese.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Marco OSNATO, presidente, invita la relatrice, onorevole Matteoni, a illustrare il contenuto del provvedimento.

  Nicole MATTEONI (FDI), relatrice, ricorda che il provvedimento si compone di due articoli.
  La proposta di legge è diretta a estendere al comune di Massa la disciplina della tassa sui marmi escavanti nel suo territorio e trasportati fuori dai suoi confini.
  Rammenta al riguardo che le norme in esame intervengono modificando l'articolo unico della legge n. 749 del 1911, che ha istituito a favore del comune di Carrara una tassa sui marmi escavati nel suo territorio e trasportati fuori di esso.
  La tassa è applicata e riscossa dal comune all'uscita dei marmi dai suoi confini in base ad apposito regolamento, da deliberarsi dal Consiglio comunale sentite le parti sociali. Ogni anno il Consiglio comunale, nel deliberare il bilancio preventivo del comune, stabilisce la misura della tassa per l'anno successivo e, quando il comune dovesse assumere impegni continuativi da fronteggiarsi o da garantirsi col gettito della citata tassa, il Consiglio comunale può in anticipazione fissarne per più anni la misura.
  Secondo l'articolo unico della legge n. 749, il comune deve erogare una parte dei proventi della tassa, non inferiore al quarto, per benefici previdenziali da riconoscere agli operai dell'industria marmifera.
  Rammenta che attualmente, il comune di Carrara, con proprio regolamento, eroga un vitalizio, detto «pensione del marmo», a favore dei lavoratori delle cave con attività estrattiva del settore lapideo. Più in particolare – come descritto nel sito istituzionale del comune – viene prevista la concessione di un vitalizio comunale agli operai del marmo consistente in un beneficio economico pari a 33,57 euro mensili. Per richiederne la concessione è necessario aver prestato la propria opera per 25 anni in aziende del settore lapideo situate all'interno del territorio comunale oppure per 20 anni in aziende all'interno del territorio comunale e i rimanenti 5 anni in aziende fuori del territorio comunale. Il Comune concede il vitalizio a favore degli operai delle cave di marmo e dell'industria e artigianato del marmo che abbiano svolto la propria attività nelle cave, nelle segherie e nei laboratori anche di scultura, inquadrati come operai ai sensi del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore escavazione e lavorazione dei materiali lapidei Pag. 109– comparto industria-compresi i capi cava e gli addetti al trasporto dei marmi alle dirette dipendenze delle ditte. In caso di infortunio mortale verificatosi durante il lavoro, il vitalizio viene concesso alla vedova o ai figli minori di anni 18 o anche di età maggiore se inabili al lavoro, oppure ai genitori se il lavoratore è celibe. Sono esclusi dal beneficio i datori di lavoro e i titolari delle ditte esercenti le cave, le segherie e i laboratori (anche se accudiscono ai lavori personalmente, senza dipendenti o collaboratori), gli impiegati e gli agenti di cava.
  Evidenzia che la proposta in esame, al fine di equiparare il trattamento economico dei lavoratori del medesimo settore nell'attiguo comune di Massa, modificando l'articolo unico della legge n. 749 del 1911 in materia di tassa sui marmi, intende riconoscere anche al comune di Massa la possibilità di destinare i proventi derivanti dagli oneri che gravano sul settore lapideo alla concessione di benefici ai lavoratori del settore medesimo.
  L'articolo 2 reca la clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge non devono derivare nuovi oneri per il bilancio dello Stato.

  Marco OSNATO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.30.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 24 luglio 2024.

  L'ufficio di presidenza si è svolto dalle 14.30 alle 14.35.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Mercoledì 24 luglio 2024. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Federico Freni.

  La seduta comincia alle 14.40.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Marco OSNATO (FDI), presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
  Per quanto riguarda le modalità di svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata, ricorda che il presentatore di ciascuna interrogazione ha facoltà di illustrarla per un minuto, che al rappresentante del Governo sono riservati tre minuti per la risposta e che il presentatore ha diritto di replica per due minuti.

5-02650 Congedo: Chiarimenti in merito all'accertamento nei confronti dei soci di società a ristretta base partecipativa.

  Saverio CONGEDO (FDI) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Federico FRENI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Saverio CONGEDO (FDI), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal sottosegretario e auspica vi sia un pronto recepimento, da parte della normativa delegata, del principio di cui all'articolo 17 della legge delega n. 111 del 2023, prevedendosi la sua applicazione anche ai procedimenti già pendenti.

5-02651 Cavandoli: Chiarimenti circa l'applicabilità della quota fissa della TARI alle aree produttive di rifiuti speciali.

  Laura CAVANDOLI (LEGA) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Federico FRENI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

  Laura CAVANDOLI (LEGA), replicando, ringrazia il Governo per la puntualità della risposta, che coglie il problema sollevato. Si Pag. 110riserva, al fine di chiarire l'ambito applicativo dell'esenzione in esame, di assumere le opportune iniziative in sede parlamentare.

5-02653 Merola: Misure di agevolazione fiscale in favore dei comuni dell'Emilia-Romagna colpiti dal sisma del 2012.

  Virginio MEROLA (PD-IDP) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Federico FRENI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Virginio MEROLA (PD-IDP), replicando, si dichiara non soddisfatto, evidenziando che non sono in discussione i limiti di spesa legati al Superbonus, bensì l'esclusione dell'Emilia Romagna dalla deroga al blocco dello sconto in fattura e della cessione del credito, a differenza di quanto previsto in favore dei territori di altre regioni colpite da eventi sismici.
  Sottolinea, inoltre, che anche l'esenzione dal pagamento dell'IMU per i fabbricati dichiarati totalmente o parzialmente inagibili costituisce un elemento importante per la ricostruzione; auspica, pertanto, che il Governo possa rivedere tale posizione in previsione della prossima Legge di bilancio.

5-02652 De Palma: Dati per gli anni 2022 e 2023 relativi al regime di imposta sostitutiva per i titolari di redditi di pensione estera che trasferiscono la residenza fiscale nel Mezzogiorno.

  Vito DE PALMA (FI-PPE) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Federico FRENI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

  Vito DE PALMA (FI-PPE), replicando, si dichiara soddisfatto ed esprime apprezzamento per l'esaustività dei dati forniti.

5-02654 Fenu: Dati concernenti i crediti di imposta richiesti e i relativi progetti di investimento nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno (ZES unica).

  Emiliano FENU (M5S) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Federico FRENI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

  Emiliano FENU (M5S), replicando, ringrazia il sottosegretario per la disponibilità, ma si dichiara non soddisfatto, in quanto i dati forniti non sono completi e non rispondono a tutte le richieste avanzate. Rileva la necessità di comprendere nel dettaglio quali sono le dimensioni delle imprese richiedenti, evidenziandosi il rischio di una riduzione delle risorse complessivamente destinate alle imprese del Mezzogiorno, soprattutto per quanto riguarda quelle di piccole e medie dimensioni, con un conseguente scarso stimolo all'investimento.

  Marco OSNATO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 15.05.