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CAMERA DEI DEPUTATI
Lunedì 5 agosto 2024
358.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
Pag. 45

SEDE CONSULTIVA

  Lunedì 5 agosto 2024. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI.

  La seduta comincia alle 12.45.

DL 92/2024: Misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia.
C. 2002 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Paolo FORMENTINI, presidente, dà conto delle sostituzioni.

  Simone BILLI (LEGA), relatore, in premessa, sottolinea che si tratta di un provvedimento complesso che tocca marginalmente gli ambiti di competenza della Commissione affari esteri.
  Precisa che nella sua esposizione si limiterà ad illustrare le disposizioni di competenza della III Commissione, rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici della Camera per ogni ulteriore approfondimento.
  Menziona, in particolare, l'articolo 11, comma 1, che stabilisce che non possono essere sottoposti a sequestro o a pignoramento denaro, titoli o altri valori depositati presso la Banca d'Italia che costituiscono riserve valutarie di Stati esteri. La disposizione fa riferimento a valori che sono detenuti o gestiti da autorità monetarie estere per proprio conto o per conto dello Stato a cui appartengono. La norma precisa che la Pag. 46Banca d'Italia non è obbligata ad effettuare l'accantonamento corrispondente.
  Rileva che il comma 2 dispone che l'inefficacia del sequestro o del pignoramento è rilevata dal giudice dell'esecuzione anche d'ufficio.
  Il successivo comma 3 stabilisce l'estinzione dei provvedimenti esecutivi pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge (5 luglio 2024).
  Fa riferimento anche al comma 2 dell'articolo 9 – recante modifiche al codice penale –, che include il nuovo reato di indebita destinazione di denaro o cose mobili nel novero dei delitti per i quali trova applicazione l'articolo 322-bis, comma 1, del codice penale. Al riguardo, ricorda che tale articolo, a tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea e al fine di combattere i fenomeni corruttivi e induttivi a livello internazionale, dispone che varie categorie di peculato e corruzione siano punite anche quando a realizzarne la condotta siano specifiche figure di agente dell'Unione europea, di uno Stato estero o di un'organizzazione internazionale o straniera.
  La disposizione elenca, in particolare, diverse categorie di soggetti, tra cui i membri delle Istituzioni europee – esclusi Consiglio e Comitato dei Rappresentanti permanenti-COREPER –, e quindi i Commissari europei, i parlamentari europei, i membri della Corte di giustizia e quelli della Corte dei conti; inoltre, varie figure di «funzionari» individuati dal primo Protocollo alla Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, nonché dalla Convenzione relativa alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunità europee o degli Stati membri dell'Unione europea.
  Alla luce delle considerazioni svolte, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

  Laura BOLDRINI (PD-IDP), preannunciando il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere del relatore, evidenzia che il provvedimento nel suo complesso è del tutto inadeguato ad affrontare l'emergenza carceraria in atto, caratterizzata da strutture fatiscenti e condizioni dei detenuti non rispettose della dignità umana: il dato di circa sessanta suicidi in carcere da inizio anno testimonia in maniera tangibile l'insostenibilità della situazione. Tale contesto costituisce, tra l'altro, una palese violazione del principio costituzionale che mira al recupero e al reinserimento sociale dei condannati in via definitiva.
  Rileva, peraltro, che il numero dei detenuti – circa 61 mila – supera ampiamente la soglia di capienza dei penitenziari e si avvicina pericolosamente al limite che ha determinato la sentenza Torreggiani dell'8 gennaio 2013, con la quale la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato il nostro Paese per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani (CEDU), il quale – sotto la rubrica «proibizione della tortura» – vieta le pene e i trattamenti disumani o degradanti.
  Da ultimo, ritiene inaccettabile che il decreto-legge in esame reintroduca, di fatto, la fattispecie del reato di abuso d'ufficio, di cui la maggioranza ha ostentato la soppressione con un provvedimento precedente.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 12.55.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Lunedì 5 agosto 2024.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 12.55 alle 13.05.

ATTI DEL GOVERNO

  Lunedì 5 agosto 2024 — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.

  La seduta comincia alle 19.45.

Pag. 47

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei.
Atto n. 179.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 24 luglio scorso.

  Paolo FORMENTINI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Ricorda che nella seduta del 24 luglio il relatore ha svolto la relazione illustrativa del provvedimento e che, a partire dalla medesima giornata, ha avuto inizio un intenso ciclo di audizioni, che ha visto gli interventi del Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei ministri, del Coordinatore della struttura di missione del Piano Mattei, del Viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, del Direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, dell'Amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, nonché di rappresentanti di aziende, organizzazioni non governative ed esperti operanti nel settore dell'aiuto allo sviluppo.
  Invita, quindi, il relatore ad illustrare la proposta di parere.

  Giangiacomo CALOVINI (FDI), relatore, illustra una proposta di parere favorevole.

  Paolo FORMENTINI, presidente, avverte che sono pervenute, da parte dei Gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico, due proposte alternative di parere.
  Invita, quindi, il collega Fratoianni ad illustrare il contenuto della proposta alternativa di parere presentata dal proprio Gruppo.

  Nicola FRATOIANNI (AVS) illustra la proposta alternativa di parere presentata dal proprio Gruppo (vedi allegato 2). In particolare, sottolinea che le audizioni svolte nella fase istruttoria hanno confermato il carattere generico del Piano, a cui si aggiunge la mancanza di chiarezza sul piano delle risorse stanziate; più in generale, l'approccio non predatorio indicato dal Governo appare quanto meno aleatorio, dal momento che i progetti sembrano legati agli interessi di specifici gruppi economici, poco inclini a contribuire al processo di decarbonizzazione dell'economia dei Paesi africani. Un'ulteriore criticità è costituita dal mancato coinvolgimento degli attori – istituzionali e non – del continente africano nella elaborazione dei progetti specifici.
  Sulla scorta di queste considerazioni, preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere presentata dal relatore.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) illustra la proposta alternativa di parere presentata dal proprio Gruppo (vedi allegato 3). A suo avviso, il Piano, al di là delle dichiarazioni del Governo, è caratterizzato da un'impronta chiaramente neo-colonialista, che tiene in scarsa considerazione le vere esigenze dei Paesi africani: non a caso, il Presidente dell'Unione africana, in occasione del vertice Italia Africa svoltosi a gennaio scorso, ha rimarcato l'assenza di una consultazione preventiva dei Paesi africani nella elaborazione del Piano stesso. Evidenzia, altresì, la mancanza di una seria analisi dei fattori istituzionali, politici, sociali, economici ed ambientali che caratterizzano la realtà dell'Africa: come emerso nel corso del ciclo di audizioni, tra gli obiettivi del Piano non figura il sostegno ai processi di democratizzazione e di consolidamento istituzionale dei Paesi partner, come pure un'attenta verifica del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Lo scopo principale del Piano sembra essere piuttosto quello di contenere flussi migratori diretti verso l'Europa, senza peraltro considerare il fenomeno, ben più significativo, della migrazione interna al continente africano.
  Per altro verso, osserva che i progetti di partenariato energetico affidati a grandi aziende multinazionali sembrano finalizzate a rendere l'Italia un hub delle fonti fossili, senza minimamente contribuire al processo di transizione delle controparti Pag. 48africane. Sul piano delle risorse, sottolinea che non risultano stanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dal Fondo italiano per il clima e dai fondi della cooperazione allo sviluppo. Si tratta, a suo avviso, di un'occasione persa per il Governo, che ha presentato iniziative di piccolo cabotaggio, prive di una visione strategica. Rileva infine criticamente che la proposta di parere del relatore evidenzia come unica criticità l'assenza di procedure di monitoraggio e preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo.

  Riccardo RICCIARDI (M5S), esprimendo apprezzamento per le proposte alternative di parere presentate dalle opposizioni, di cui condivide lo spirito, ribadisce che il Piano in esame rappresenta un mero strumento di propaganda per l'Esecutivo, tanto più grave in quanto sfrutta il nome di grande italiano come Enrico Mattei, esponente della lotta partigiana; a suo avviso, l'insieme dei progetti mira esclusivamente a contenere i flussi migratori dall'Africa, rendendo l'intero Piano irricevibile sul piano politico, culturale ed etico.
  Ribadisce, inoltre, che i programmi di partenariato economico sembrano piegati alle logiche delle grandi aziende private, riproponendo politiche di colonizzazione che a lungo hanno caratterizzato il rapporto con il continente africano.

  Ettore ROSATO (AZ-PER-RE), al contrario dei colleghi che si sono appena espressi, considera utile la strategia del Governo verso l'Africa, come pure valuta positivamente la scelta di intitolarla ad Enrico Mattei, che si è distinto proprio per una diversità di approccio nei riguardi del continente africano; in quest'ottica, ritiene che il Governo non abbia modificato la tradizionale postura dell'Italia. Pur rilevando l'assenza di risorse aggiuntive, ritiene indispensabile che chi propone maggiori investimenti individui le eventuali coperture economiche necessarie. Precisando che nel corso delle audizioni, oltre alle criticità citate, è emerso anche un apprezzamento per la strategia complessiva del Piano, auspica che il Governo assicuri la massima trasparenza nell'utilizzo dei fondi e la più ampia sinergia con le iniziative analoghe di cooperazione varate a livello europeo e multilaterale.
  Inoltre, a suo avviso, è opportuno che l'Esecutivo si impegni a creare le condizioni per un dialogo strutturato con le opposizioni in materia di politica estera, al fine di rafforzare la credibilità del Paese; tra l'altro, tale approccio dialogante consentirebbe di inquadrare il Piano Mattei in un orizzonte temporale che vada oltre la legislatura corrente.
  Sulla scorta di queste considerazioni, ricordando che Romano Prodi, da Presidente della Commissione europea, ha dato particolare impulso alle relazioni con il continente africano, preannuncia l'astensione del proprio gruppo sulla proposta di parere presentata dal relatore.

  Paolo FORMENTINI, presidente, avverte che se la proposta di parere del relatore sarà approvata, non saranno poste in votazione le proposte alternative di parere, che saranno allegate al resoconto della seduta odierna.
  Pone, quindi, in votazione la proposta di parere favorevole presentata dal relatore.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 4).

  La seduta termina alle 20.15.