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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 6 agosto 2024
359.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (I e II)
COMUNICATO

TESTO AGGIORNATO AL 18 SETTEMBRE 2024

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SEDE REFERENTE

  Martedì 6 agosto 2024. — Presidenza del presidente della I Commissione, Nazario PAGANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno, Nicola Molteni.

  La seduta comincia alle 11.05.

Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario.
C. 1660 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).

  Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 31 luglio 2024.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) interviene sull'ordine dei lavori per rivolgere un appello ai colleghi della maggioranza ed al rappresentante del Governo al fine di rivedere deliberazione già assunta dalle Commissioni nella precedente seduta relativamente alla cannabis light.
  Sottolinea, infatti, che l'approvazione dell'emendamento in materia ha destato grande allarme in quanto la disposizione mette in difficoltà un importante settore produttivo che vede coinvolti oltre 3.000 imprenditori e 10.000 lavoratori.
  Richiama, in proposito, l'invito a rivedere la scelta adottata dalle Commissioni formulato dalle regioni Veneto e Liguria, nelle quali vi è una presenza importante di attività legate alla relativa filiera commerciale, e dai soggetti affetti da alcune gravi malattie che utilizzano tali sostanze per lenire i dolori derivanti dalla loro patologia.

  Valentina D'ORSO (M5S) sottolinea come l'approvazione della citata proposta emendativa di fatto metta in crisi l'economia di alcune regioni nella quali la filiera legata alla produzione della cannabis light è molto sviluppata.
  Si associa, quindi, alla richiesta della collega Serracchiani a che la maggioranza ed il Governo prendano atto della necessità di modificare una disposizione che potrebbe determinare gravi ricadute economiche.

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  Devis DORI (AVS) si associa alla richiesta delle colleghe ed auspica che – almeno ai fini della discussione del provvedimento in Assemblea – il Governo e la maggioranza svolgano sul tema un'ulteriore riflessione, modificando una decisione già assunta soltanto per ragioni ideologiche.

  Nazario PAGANO, presidente, fa presente che i rappresentanti dei gruppi di maggioranza e i relatori hanno preso atto della richiesta e che essa verrà da loro valutata.

  Matteo MAURI (PD-IDP) chiede che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso.

  Nazario PAGANO, presidente, non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione. Dà quindi lettura delle sostituzioni pervenute.
  Avverte, inoltre, che le Commissioni riprenderanno l'esame dall'articolo aggiuntivo Mauri 18.08 sul quale i relatori ed il rappresentante del Governo hanno espresso un invito al ritiro.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Mauri 18.08.

  Devis DORI (AVS) illustra l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 18.010 che – in linea con il contenuto del decreto-legge n. 92 del 2024 in materia penitenziaria all'esame dell'Assemblea – prevede il reclutamento di personale del Corpo di polizia penitenziaria.
  Auspica che sul tema degli investimenti per il personale del Corpo di polizia penitenziaria sia possibile registrare nei prossimi provvedimenti un maggior impegno da parte dell'Esecutivo e preannuncia che il suo gruppo solleciterà, anche in sede d'esame della prossima legge di bilancio, l'individuazione delle necessarie risorse per far fronte a tale esigenza.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Dori 18.010.

  Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 18.011, richiama l'attenzione dei colleghi della maggioranza e del rappresentante del Governo sul tema degli istituti penitenziari per minorenni.
  Evidenzia che i dati dimostrano come il livello di sovraffollamento in tali strutture non avesse mai raggiunto una così vasta portata e che quindi la situazione al loro interno risulta molto complessa.
  Sottolinea come per il suo gruppo la soluzione per ridurre il sovraffollamento negli istituti penali per minorenni consista nella limitazione della produzione normativa da parte del Governo che, con la sua politica criminale, aumenta la quantità dei reati riferibili ai minori, e nel miglioramento delle strutture che debbono consentire di perseguire la finalità rieducativa della pena e di soddisfare le esigenze di formazione e di studio nonché di crescita personale dei giovani in esse costretti.

  Devis DORI (AVS) sottoscrive la proposta emendativa in discussione e sottolinea come le attività di contrasto alla recidiva sono ancor più necessarie quando rivolte a favore dei detenuti minorenni e dei giovani adulti: un'adeguata attività di recupero, che passa anche attraverso lo studio, lo sport e i laboratori teatrali, evita, infatti, il rientro nel circuito penale per i giovani reclusi.

  Valentina D'ORSO (M5S) sottoscrive, a titolo personale, l'articolo aggiuntivo Boschi 18.011, ritenendo la relativa approvazione necessaria per contrastare il sovraffollamento all'interno degli istituti penali per minorenni.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Boschi 18.011 è stato sottoscritto anche dalla deputata Serracchiani.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Boschi 18.011.

  Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE) illustra l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 18.012 volto a rafforzare i presidi di prevenzionePag. 5 e sicurezza all'interno degli istituti penitenziari. Rileva come il supporto psicologico all'interno delle carceri sia fondamentale per supportare il detenuto in un percorso che eviti la recidiva e favorisca il reinserimento sociale.
  Rammenta di aver finanziato, negli anni in cui in ragione del suo ruolo di governo si è occupata di pari opportunità, programmi nelle carceri sul tema della violenza di genere, rivolti ai detenuti e alle detenute. Sottolinea come, attraverso la partecipazione a tali programmi, anche le detenute che in passato avevano subito episodi di violenza all'interno delle famiglie abbiano avuto la possibilità di prendere atto del proprio passato di vittime e di trovare la forza per ricominciare in maniera costruttiva una nuova vita.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Boschi 18.012 è stato sottoscritto anche dalla deputata Serracchiani.

  Valentina D'ORSO (M5S) sottoscrive l'articolo aggiuntivo in esame sottolineando come i dati dimostrino la rilevanza del tema del supporto psicologico nelle carceri.
  Osserva, infatti, che oltre la metà dei detenuti che si tolgono la vita, compie questo gesto estremo entro sei mesi dal suo ingresso in carcere. Rileva quindi la necessità che nel primo periodo di reclusione il detenuto possa usufruire di un accompagnamento psicologico.
  Rileva, inoltre, che tra i detenuti suicidati, più della metà era stato condannato per un reato contro la persona. Sottolinea che spesso la commissione di tali fattispecie di reato ha come effetto nella vita delle persone quello di recidere i legami familiari ed affettivi. Sottolinea quindi come anche per tale genere di detenuti appaia fondamentale la possibilità di poter partecipare a dei percorsi di supporto psicologico.
  Rilevando, altresì, come dall'inizio dell'anno si siano tolti la vita anche 7 agenti di polizia penitenziaria, ritiene che si debba offrire supporto psicologico anche a tali lavoratori.
  Ritiene, quindi, sconfortante il fatto che un tema così importante non abbia trovato spazio all'interno del decreto-legge n. 92 del 2024 in materia carceraria e invita i colleghi della maggioranza a valutare attentamente la proposta emendativa in discussione.

  Devis DORI (AVS) sottoscrive, anche a nome del collega Zaratti, l'articolo aggiuntivo Boschi 18.012, ricordando come, nel corso delle visite effettuate presso le strutture carcerarie dal suo gruppo, i direttori di tali strutture abbiano più volte precisato che l'ambito della malattia mentale è considerato in modo limitato rispetto alla sua vera portata e che, quindi, un ingente numero di detenuti non ha la possibilità di usufruire del necessario supporto psicologico e psichiatrico.
  Sottolinea, inoltre, come lo stato di tossicodipendenza provochi un disagio mentale che determina quella mancanza di speranza che è alla base della decisione di compiere atti estremi.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Boschi 18.012.

  Enrica ALIFANO (M5S) ritiene che l'articolo aggiuntivo Gianassi 18.017 sia fondamentale, rimandando al tema dell'edilizia penitenziaria e alla situazione di disumanità che si vive nelle carceri.
  Sottolinea come tale proposta emendativa, alla lettera c) del comma 1, richiami la funzione rieducativa della pena ex articolo 27 della Costituzione, ed evidenzia come non sia possibile esercitare tale funzione quando il detenuto è ristretto in una cella microscopica per 22 ore al giorno insieme a molti altri detenuti.
  Osserva, infatti, che è l'ambiente a fare l'uomo e sottolinea come, pertanto, se una persona viene ristretta in una situazione di disumanità, quando uscirà dal carcere finirà per commettere nuovi reati.

  Devis DORI (AVS) sottolinea la necessità di garantire ai detenuti la vivibilità, anche in caso di restrizione della libertà personale. Ritiene pertanto particolarmente importantePag. 6 la proposta emendativa in discussione che, tra l'altro, prevede il finanziamento di progetti volti a qualificare le unità residenziali e gli spazi per lavoro, studio, socializzazione e colloqui all'interno delle carceri.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Gianassi 18.017.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 18.018 che prevede l'introduzione di norme per la salute mentale nell'esecuzione penale, sottolinea come il suo gruppo abbia da ormai oltre un anno richiesto alla presidenza della Commissione Giustizia di avviare un'indagine conoscitiva sulla salute mentale negli istituti penitenziari e sui suicidi senza che tuttavia ne sia ancora stato deliberato l'inizio.
  Nel lamentare la totale disattenzione sul tema della salute mentale nelle carceri, sollecita il presidente Maschio a procedere, immediatamente dopo la ripresa dei lavori dalla pausa estiva, all'avvio di tale indagine, evidenziando come il tema sia particolarmente delicato ed urgente.

  Valentina D'ORSO (M5S) sottoscrive a nome del suo gruppo l'articolo aggiuntivo Serracchiani 18.018 che è analogo a un'altra proposta emendativa presentata dal Movimento 5 Stelle in Commissione Giustizia al decreto-legge n. 92 del 2024 in materia carceraria.

  Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Serracchiani 18.018.

  Devis DORI (AVS) sottoscrive a nome del suo gruppo l'articolo aggiuntivo Serracchiani 18.018 e si associa alla richiesta della collega Serracchiani di avviare celermente un'indagine conoscitiva sul tema presso la Commissione Giustizia.

  Nazario PAGANO, presidente, comunica che l'articolo aggiuntivo Serracchiani 18.018 è stato sottoscritto da tutti i commissari del gruppo del Partito democratico.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Serracchiani 18.018.

  Valentina D'ORSO (M5S) sottoscrive a nome del suo gruppo l'articolo aggiuntivo Di Biase 18.019 che istituisce il Fondo per la realizzazione delle case territoriali di reinserimento sociale. Nel ricordare come nel corso dell'esame in Commissione Giustizia del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 92 del 2024 in materia carceraria il Movimento 5 Stelle avesse presentate un emendamento volto a proprio a recare la disciplina per l'accesso a tali strutture, auspica che, almeno in questa sede, si possa intervenire sulla materia.

  Devis DORI (AVS) sottoscrive la proposta emendativa in discussione, sottolineando come il collega Magi abbia presentato una proposta di legge vertente sulla medesima materia.
  Segnala come le case territoriali di reinserimento sociale abbiano una capienza limitata e come siano riservate ai detenuti che devono scontare una pena limitata e auspica che possa presto iniziare l'esame della citata proposta di legge del collega Magi.

  Enrica ALIFANO (M5S) ritiene pregevole la proposta emendativa in discussione che rimanda al tema fondamentale del reinserimento sociale.

  Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Di Biase 18.019.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Di Biase 18.019 e Bonafè 18.020.

  Riccardo MAGI (MISTO-+EUROPA) intervenendo sull'emendamento a sua firma 19.1, sottolinea come l'articolo 19 del disegno di legge, cui la proposta emendativa in esame chiede la soppressione, introduca un nuovo reato finalizzato a reprimere gli episodi di proteste violente da parte di gruppi stranieri irregolari trattenuti nei centri di trattenimento ed accoglienza.Pag. 7
  Rileva come l'ordinamento già sanzioni tali rivolte e pertanto non comprende la ragione dell'introduzione di un'ulteriore fattispecie di reato.
  Sottolinea inoltre che gli stranieri sono trattenuti all'interno di tali centri – nei quali si registrano condizioni di vita addirittura peggiori di quelle carcerarie – in detenzione amministrativa per irregolarità e non perché abbiano commesso dei reati.

  Alfonso COLUCCI (M5S) rileva come l'articolo 19 risponda ad una logica punitiva, repressiva ed intimidatoria, non conforme peraltro al fine rieducativo della pena. Ritiene ancor più dubbia la legittimità costituzionale della norma se si considera che nel caso specifico si tratta di persone che si trovano in stato di temporanea detenzione amministrativa, per di più in condizioni difficili che rendono complesso il loro trattamento. Considerando ancor più grave che in tali condizioni vengano sanzionati comportamenti di resistenza passiva e pacifica, ritiene che l'articolo 19 debba essere espunto dal testo di legge.

  Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE), nel chiedere di sottoscrivere gli emendamenti soppressivi dell'articolo 19, auspica che vengano organizzate visite presso i centri di permanenza per il rimpatrio, prima che il provvedimento venga discusso dall'Assemblea. Ritiene che visite del genere potrebbero consentire ai colleghi di verificare le situazioni non facili che, pur con l'impegno di tutti coloro che vi operano, si trovano a sperimentare le persone lì trattenute. Aggiunge che le complicate condizioni di vita che caratterizzano i CPR sono state ulteriormente aggravate dalla scelta del Governo di prorogare a diciotto mesi il periodo di permanenza, con la conseguenza di allungare le procedure amministrative, evidenziando peraltro che non si tratta di una detenzione formale vera e propria. Fatto presente che nei CPR le condizioni sono, se possibili, ancor più difficili che nelle carceri, ricorda che in caso di rivolta in un centro di permanenza le forze dell'ordine intervengono con le medesime modalità adottate nel caso di una sommossa di piazza. Pertanto ritiene che incidere su una realtà del genere con un reato ad hoc non faccia che peggiorare la situazione, contribuendo ad elevare il grado di tensione, senza aiutare in alcun modo né le forze dell'ordine che vi operano né i soggetti vi sono temporaneamente trattenuti. Aggiunge a tali considerazioni le preoccupazioni derivanti dal ricorso del Governo ai centri dislocati in Albania, con tutte le difficoltà che deriveranno da tale scelta in termini di giurisdizione e di applicazione delle disposizioni. A tale proposito considera di cattivo gusto che le indicazioni fornite dal Governo a chi sarà chiamato a recarsi in Albania siano relative all'abbigliamento o al comportamento da tenere con le donne del luogo. Ritiene che si sia raggiunta in tal modo l'apoteosi del ridicolo.

  Filiberto ZARATTI (AVS), iniziando il proprio intervento dalle conclusioni della collega Boschi, ritiene che il limite del ridicolo non vada mai travalicato. Fa quindi presente che l'articolo 18 e l'articolo 19 contengono disposizioni fra loro identiche, applicate rispettivamente agli istituti penitenziari e ai centri di permanenza per il rimpatrio. Ritiene tale uguaglianza di dubbia legittimità costituzionale se si considera che nel caso dei CPR si fa riferimento a persone che non hanno commesso alcun reato, che non hanno subito una condanna e che pertanto non stanno scontando una pena. Nel ribadire l'incostituzionalità di tale uguale trattamento, fa presente oltretutto che il senso del ridicolo dovrebbe essere la stella polare dell'azione di governo e richiama a tale proposito le indicazioni fornite alle persone che si recheranno in Albania e che ci hanno portato all'attenzione della stampa internazionale. Nel sottolineare che tali indicazioni sono state definite «medievali» dagli stessi media albanesi, rileva come capiti frequentemente di doversi vergognare di quello che fa e che dice il Governo in carica.

  Federico GIANASSI (PD-IDP), richiamate le molte critiche avanzate dal suo gruppo all'articolo 18, che è complementarePag. 8 a quello in esame, ritiene un grave errore stravolgere il codice penale piegandolo a scelte di natura ideologica che peraltro nel caso specifico sono destinate ad essere inefficaci in funzione preventiva in situazioni complesse quali quelle dei centri di permanenza per i rimpatri. Rileva come le norme dell'articolo 19, applicate alle condizioni precarie di tali centri, siano destinate ad incrementare la tensione senza essere di alcun ausilio nemmeno alle forze dell'ordine adibite a garantire la sicurezza. Considera un errore grossolano punire per esigenze di natura politica chi osa ribellarsi in maniera pacifica all'autorità, rilevando come la muscolarità del codice penale non aiuti a raggiungere l'obiettivo di farsi carico della complessità delle situazioni ed anticipando che le norme in esame non saranno in grado di modificare la realtà dei CPR. In vista della discussione del provvedimento da parte dell'Assemblea sollecita una riflessione del Governo e della maggioranza sulle ricadute pericolosissime delle disposizioni dell'articolo 19 che aprono la strada alla criminalizzazione in tutti i contesti del dissenso civile messo in atto con comportamenti pacifici nei confronti dell'autorità.

  Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Magi 19.1, Di Biase 19.2, D'Orso 19.3 e Zaratti 19.4.

  Nazario PAGANO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Soumahoro 19.5; si intende che vi abbia rinunciato.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Alfonso Colucci 19.6.

  Nazario PAGANO, presidente, chiede ai relatori se siano in grado di esprimere i pareri sull'emendamento D'Orso 19.7, sugli identici emendamenti Magi 19.8 e Mauri 19.9 nonché sugli emendamenti Zaratti 19.10, Magi 19.11 e Iezzi 19.12, precedentemente accantonati.

  Pietro PITTALIS (FI-PPE), relatore per la II Commissione, anche a nome degli altri relatori, esprime parere contrario sull'emendamento D'Orso 19.7, sugli identici emendamenti Magi 19.8 e Mauri 19.9 nonché sugli emendamenti Zaratti 19.10 e Magi 19.11. Esprime parere favorevole sull'emendamento Iezzi 19.12.

  Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Valentina D'ORSO (M5S) dichiara di aver sperato fino all'ultimo momento in un rigurgito di buon senso della maggioranza sull'emendamento a sua prima firma 19.7 che con un intervento chirurgico è volto a sopprimere dal testo dell'articolo 19 il riferimento alle strutture di cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge n. 416 del 1989. Nel caso in cui i colleghi non si siano preoccupati di verificare tale riferimento, ricorda che il richiamato articolo 1-sexies riguarda il sistema di accoglienza per i titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati. Fa quindi presente che, per come è formulato, l'articolo 19 punisce la resistenza passiva anche nei confronti di persone che per la loro condizione beneficiano del sistema di accoglienza e protezione del nostro Paese e che sono ospitate in strutture non detentive. Domanda inoltre nei confronti di quali ordini e impartiti da chi tali soggetti dovrebbero eventualmente ribellarsi ad opinione del Governo e della maggioranza. Ritenendo quindi che la situazione stia sfuggendo di mano, sollecita un supplemento di riflessione su una norma che è incostituzionale, inapplicabile e soprattutto inaccettabile, rivolgendosi in particolare al Sottosegretario Molteni che sa essere persona ragionevole. Chiede quindi che l'emendamento 19.7 a sua prima firma sia nuovamente accantonato.

  Devis DORI (AVS), nel ritenere già gravissimo il contenuto dell'articolo 18, considera aberrante la propensione ideologica alla criminalizzazione del migrante. Sembra quasi a suo parere che si auspichi un coinvolgimento del migrante che non delinque in una rivolta per farlo entrare nel Pag. 9circuito penale. Sperando che qualcuno possa dimostrargli che non è questo il vero obiettivo della maggioranza, si domanda se per caso con una sorta di istigazione alla rivolta si voglia risolvere il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari.

  Enrica ALIFANO (M5S), andando al nocciolo della questione, fa presente che è pericoloso, oltre che in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione, costruire il codice penale attorno al reo, sia esso il detenuto o il migrante, piuttosto che attorno alla condotta. Aggiunge che la punizione della resistenza passiva è fuori dal panorama legislativo e giurisprudenziale del nostro ordinamento, tanto più se applicata soltanto a specifici soggetti, auspicando che il diritto penale d'autore non sia il nostro modello.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) rileva come l'aspetto più preoccupante della fattispecie dell'articolo 19 sia la sanzione penale prevista per gli atti di resistenza anche passiva agli ordini impartiti dall'autorità, sottolineando come possa essere considerato concorrente al reato di rivolta chi si sia limitato ad esprimere pacificamente, eventualmente con l'inerzia e la mancanza di reazione, il proprio dissenso. Nel rilevare come la manifestazione pacifica del proprio pensiero sia tutelata dalla Costituzione, ritiene inaccettabile che il Governo decida di punire forme di resistenza passiva, che non comportano azioni di violenza e minaccia, stravolgendo in tal modo i principi del nostro diritto. Ritiene che tale scelta, che appare come una scoria di atteggiamenti ideologici del passato, configuri Governo e maggioranza proprio così come dichiarano di voler essere configurati.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) ritiene necessario insistere su un aspetto, ricordando che decenni di riflessioni e di dibattiti sulla resistenza passiva si sono concentrati sull'atteggiamento delle forze dell'ordine e dell'autorità pubblica nei confronti di tali forme di manifestazione e sull'eventuale rischio di sanzione penale per queste ultime. Nel sottolineare che l'ordinamento ha risolto la questione, introducendo diverse scriminanti nei confronti delle forze di sicurezza, si domanda per quale motivo la maggioranza ed il Governo abbiano scelto di rovesciare i termini del problema, intervenendo sulla facoltà dei cittadini di opporsi in forme pacifiche agli ordini dell'autorità. Rivolgendosi in maniera particolare al Sottosegretario Molteni e a quelle forze politiche che hanno spesso solidarizzato con i cittadini che hanno ritenuto di opporsi a decisioni e atti dell'autorità, rileva come quella intrapresa da Governo sia una china pericolosa e molto scivolosa, che prescinde dalla maggioranza di turno. Nel ritenere che ciò sia particolarmente pericoloso per un Paese democratico che consente il dissenso pacifico nella forma più ampia possibile, si domanda se qualcuno attaccherà la magistratura quando in un'aula di tribunale la resistenza passiva sarà sanzionata a fronte di atteggiamenti dei cittadini che talune forze non dovessero considerare un disvalore. Sollecita pertanto, nell'interesse di tutte le forze democratiche del Paese, un supplemento di riflessione, rivolgendosi in particolare a Forza Italia che evidentemente in queste occasioni dimentica di essere garante dei diritti e delle libertà.

  Rachele SCARPA (PD-IDP) si unisce agli inviti ad organizzare visite presso i centri di permanenza per i rimpatri, sottolineando che, se qualcuno si fosse recato di recente e avesse consultato i registri degli eventi critici, avrebbe appreso che ogni giorno almeno una persona inizia lo sciopero della fame e tenta il suicidio. Aggiunge a titolo esemplificativo che nel CPR di Ponte Galeria manca qualsiasi strumento o campanello di allarme attraverso il quale le persone lì trattenute possano sollecitare la tempestiva attenzione degli operatori su un problema, un evento critico o una difficoltà. Nel domandarsi quindi se lo sciopero della fame o la percussione delle sbarre possano configurare il reato di rivolta, rileva da parte di Governo e maggioranza l'assoluta indifferenza rispetto alle condizioni di questi centri, richiamando in particolare l'episodio del diciannovenne morto Pag. 10a seguito delle percosse subite nel centro di Palazzo San Gervasio.

  Matteo MAURI (PD-IDP) aggiunge a tutte le considerazioni svolte dai colleghi un ulteriore aspetto che contribuisce a rendere senza senso e pericolose le norme introdotte dall'articolo 19 del disegno di legge. Fa presente che nel caso specifico si tratta di centri di accoglienza dove le persone non sono trattenute, rilevando quindi che la norma in esame può essere alla stessa stregua applicata a tutti i liberi cittadini sull'intero territorio nazionale. Dichiara quindi che se fosse al Governo dedicherebbe alla riflessione sulle disposizioni dell'articolo 19 qualche minuto di riflessione, a maggior ragione se facesse parte di una forza di maggioranza che si è sempre dichiarata liberale.

  Maria Elena BOSCHI (IV-C-RE) si unisce all'invito alla riflessione rivolto al Governo e alla maggioranza, che saggiamente avevano deciso di accantonare gli emendamenti in questione, auspicando che tale riflessione sull'introduzione del reato di rivolta anche nei centri di accoglienza, e dunque nei confronti di liberi cittadini, intervenga almeno in occasione dell'esame da parte dell'Assemblea. Rileva che si tratta di una norma incostituzionale, sottolineando peraltro la possibile estensione a qualunque libero cittadino di disposizioni molto severe, a prescindere dalla responsabilità diretta del soggetto. Ritiene che si imponga una riflessione, in particolar modo da parte degli esponenti di Forza Italia che si proclamano liberali e garantisti e che seppur timidamente hanno espresso la propria contrarietà su altre disposizioni del disegno di legge. Dichiara di rivolgere le proprie sollecitazioni anche alla Lega, il cui leader Salvini è stato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale per il lancio di uova e oggi propone una norma siffatta, rilevando il rischio di sanzioni severe anche in caso di contestazione non violenta.

  Alfonso COLUCCI (M5S), intervenendo sull'emendamento D'Orso 19.7 ed auspicando un chiarimento da parte dei relatori o del rappresentante del Governo, si domanda come possa trovare applicazione la disciplina del concorso di persone nella fattispecie in esame e se sia configurabile il concorso di una persona che rimane inerte nel reato commesso da persone che tengono delle condotte attive. Afferma quindi che la fattispecie in esame è irrazionale e contraria alle norme generali del diritto penale.

  Riccardo MAGI (MISTO-+EUROPA) si unisce alle richieste di un'ulteriore riflessione sul tema da parte del Governo. Dichiara di aver sperato che l'accantonamento dell'emendamento in esame potesse condurre ad un ripensamento dell'Esecutivo e della maggioranza, considerato oltretutto che l'articolo 19, a differenza dell'articolo 18, si riferisce a strutture non detentive e per questo appare particolarmente fuori luogo. Si chiede quindi perché non intervenire in questa fase del procedimento legislativo al fine di correggere la disposizione in questione, tenuto conto che in Assemblea saranno presentati sul punto gli stessi emendamenti con la possibilità, peraltro, di poter richiedere in quella sede – data la materia – il voto segreto.

  Filiberto ZARATTI (AVS) condivide l'appello formulato dall'onorevole Magi, auspicando un nuovo accantonamento che consenta un dialogo aperto sulla fondamentale questione oggetto di discussione. Sostiene infatti che la norma in esame sia di dubbia costituzionalità, posto che nei centri di permanenza per i rimpatri si trovano persone libere, non sottoposte a giudizio, né condannate.
  Si rivolge pertanto ai colleghi «garantisti» della maggioranza che si sono battuti con forza per l'abolizione del reato di abuso di ufficio, ma tacciono sull'introduzione di questo delitto. Ritiene pertanto che la loro linea politica sia contraddittoria e non credibile.
  Afferma poi che il disegno di legge in esame si mina il principio fondamentale della libertà personale e si travalica il limite del consentito, dal momento che persone innocenti vengono trattate alla stregua di persone condannate.

Pag. 11

  Carla GIULIANO (M5S) si domanda come potrà configurarsi, a livello probatorio, la condotta di resistenza passiva. Ai sensi dell'articolo 19 del provvedimento, infatti, si punisce chi promuove, organizza o dirige una rivolta, ma anche chi vi partecipa. Si chiede quindi come possa dimostrarsi la partecipazione di colui che abbia compiuto un atto di resistenza passiva.
  Dichiara che la norma in esame rappresenta un'assoluta follia, che avrà l'effetto o di fare un buco nell'acqua – come avvenuto nei giudizi seguiti al cosiddetto decreto «rave party» – o di far soggiacere alla stessa pena persone violente e persone che forse, con la loro inerzia, hanno persino voluto dissociarsi dalla rivolta in atto.
  Ritiene che si stia creando un mostro giuridico, in evidente contrasto con la giurisprudenza consolidata, e che il passo successivo possa essere l'introduzione di una norma analoga da applicarsi nei casi di manifestazioni pubbliche o di scioperi della fame o della sete.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che l'emendamento D'Orso 19.7 è stato sottoscritto anche dall'onorevole Carmina.

  Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, l'emendamento D'Orso 19.7 e gli identici emendamenti Magi 19.8 e Mauri 19.9.

  Devis DORI (AVS), illustrando l'emendamento Zaratti 19.10, ne auspica l'approvazione, trattandosi di un emendamento puntuale, che mira ad eliminare dalla fattispecie penale il riferimento agli «atti di resistenza anche passiva», considerato che diversamente si correrebbe il rischio di punire anche semplici lamentele. Se già l'articolo 19 del provvedimento è aberrante nel suo complesso, ritiene incomprensibile che i rappresentanti del Governo, che hanno prestato giuramento sulla Costituzione, possano aver espresso parere contrario sull'emendamento de quo. Auspica che almeno l'estate possa portare consiglio, in vista della discussione in Assemblea del provvedimento.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S), intervenendo sull'emendamento Zaratti 19.10, afferma che la norma in questione presenta con evidenza due diverse fattispecie: da un lato, quella relativa a coloro che tengono condotte attive, promuovendo, organizzando o dirigendo una rivolta; dall'altro – in modo più problematico – relativa a coloro che partecipano alla rivolta. Sostiene che nel concetto di partecipazione non possa sussumersi un atto di inerte resistenza passiva e non solo per una questione probatoria. A tale proposito fa notare che anche nell'ordinamento penitenziario si fa riferimento alla resistenza passiva, ma non si attribuisce ad essa rilevanza penale. Per altro verso, la resistenza cui si riferiscono gli articoli 336 e 337 del Codice penale presenta dei connotati diversi da quella descritta dall'articolo 19 del disegno di legge, che dunque introduce un concetto di resistenza del tutto nuovo. Si costringe in tal modo una persona ad adeguarsi ad un ordine, punendo altrimenti la semplice manifestazione del pensiero, che non può invece mai costituire reato.
  Prevedendo che ci saranno sul punto delle sentenze di incostituzionalità, raccomanda l'approvazione dell'emendamento Zaratti 19.10, per dar prova di condividere la stessa sensibilità manifestata dai deputati di opposizione rispetto alla tutela delle libertà fondamentali.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Zaratti 19.10.

  Riccardo MAGI (MISTO-+EUROPA), intervenendo sull'emendamento 19.11 a sua firma, si associa alle considerazioni svolte dall'onorevole Cafiero De Raho e formula un appello accorato alla maggioranza, segnalando il rischio che si travalichi il limite dello Stato di diritto. Sostiene infatti che un atto di resistenza debba avere necessariamente un connotato violento per poter essere sanzionato penalmente.

  Enrica ALIFANO (M5S) ritiene che l'evanescenza del concetto di resistenza passiva, come ricavabile dall'articolo 19 del disegno di legge, determina la violazione Pag. 12dei principi di tassatività e legalità, a meno di non ritenere che la mera disobbedienza a un ordine costituisca un delitto.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Magi 19.11.

  Matteo MAURI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Iezzi 19.12, che concerne le modalità di localizzazione dei centri di permanenza per i rimpatri, chiede un chiarimento nel merito, rilevando che tale emendamento o ha l'effetto di sottrarre dei poteri agli enti locali a favore del Ministero dell'interno oppure non presenta alcuna utilità.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) reitera la richiesta formulata dal collega Mauri, sottolineando la delicatezza della questione, per capire se con l'emendamento Iezzi 19.12 si consente o meno al Governo di scavalcare gli enti locali.

  Nazario PAGANO, presidente, facendo presente ai colleghi che i rappresentanti del Governo hanno facoltà di intervenire, constata di non aver ricevuto alcuna richiesta in tal senso.

  Carla GIULIANO (M5S) manifesta le stesse perplessità espresse dai colleghi del Partito democratico. In particolare, evidenzia che nella disposizione normativa modificata dall'emendamento Iezzi 19.12 – comma 3-bis dell'articolo 19 del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13 – si prevede la realizzazione dei centri di permanenza per i rimpatri anche in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale e, per altro verso, viene operato un rinvio ad altra disposizione – comma 3 dello stesso articolo 19 del decreto-legge n. 13 del 2017 – secondo cui la dislocazione dei CPR avviene sentito il presidente della regione o della provincia autonoma interessata. Immagina quindi che con l'emendamento in esame il Governo potrà svincolarsi dalla necessità di un confronto con gli enti locali in merito alla localizzazione dei CPR e presume che questa scelta non sarà gradita agli amministratori degli stessi enti locali.

  Le Commissioni approvano l'emendamento Iezzi 19.12 (vedi allegato 1).

  Alfonso COLUCCI (M5S), intervenendo sugli identici emendamenti Serracchiani 20.1, Alfonso Colucci 20.2, Boschi 20.3 e Zaratti 20.4, ritiene che l'articolo 20 del disegno di legge debba essere soppresso. Sostiene infatti che tale norma – secondo cui gli agenti di pubblica sicurezza sono autorizzati a portare armi senza licenza fuori dall'orario di servizio – sia indefinita nel suo perimetro oggettivo e contrastante con il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione, nonché con una sentenza del 2022 del Consiglio di Stato, secondo cui l'appartenenza alle forze di polizia non abilita al porto di armi diverse da quelle di ordinanza.
  Contesta inoltre il fatto che la regolamentazione della materia sia affidata ai Comuni, dovendo a suo giudizio permanere in capo al Ministero dell'interno.
  Infine, non condivide affatto l'idea – sottesa all'emendamento in esame – secondo cui i rappresentanti delle forze dell'ordine sono tali anche al di fuori dell'orario di servizio.

  Filiberto ZARATTI (AVS) si domanda quale sia l'utilità della norma in esame per la collettività e per lo Stato.
  Auspicando sul punto un aperto confronto con gli esponenti delle forze politiche di maggioranza – la cui mancata partecipazione al dibattito non ha consentito di chiarire la ratio della norma in esame – si rivolge al Sottosegretario Molteni, invitandolo ad intervenire apertamente qualora lo desideri e ad astenersi dal fare commenti di disapprovazione dal banco della Presidenza.
  Sostiene poi che gli agenti di pubblica sicurezza fuori dall'orario di servizio sono dei comuni cittadini. Di conseguenza, si domanda quale disciplina debba applicarsi nei loro confronti in caso di utilizzo delle armi in questione al di fuori di tale orario, escludendo che possa riconoscersi ad essi Pag. 13la stessa copertura normativa che si ammette a favore dei colleghi in servizio.

  Matteo MAURI (PD-IDP) stigmatizza preliminarmente il silenzio e il rifiuto di interloquire con l'opposizione del rappresentante del Governo, dei relatori e – soprattutto per quanto riguarda l'emendamento Iezzi 19.12, appena approvato – dei parlamentari che propongono modifiche al testo. Ipotizza quindi che il silenzio derivi da un senso di vergogna per ciò che la maggioranza propone, richiamando l'esempio del dibattito sulla filiera della canapa, nel corso del quale nessuno dalla maggioranza ha preso la parola.
  Per quanto attiene al merito dell'articolo 20 del disegno di legge, ritiene che la disposizione che consente agli agenti di pubblica sicurezza di portare senza licenza le armi quando non sono in servizio vada incontro alle esigenze manifestate da una minoranza degli appartenenti alle forze dell'ordine e, soprattutto, rappresenti un favore fatto a chi le armi le vende. Ricorda, infatti, che attualmente gli ufficiali, anche quando non in servizio, possono portare qualsiasi arma perché hanno automaticamente il porto d'armi, mentre gli agenti possono portare esclusivamente l'arma di ordinanza, che è molto grande e quindi scomoda. Fa presente che il disegno di legge, invece, consente a tutti di andare in giro armati, evidentemente con un'arma anche diversa da quella portata in servizio. In merito, afferma che maggiore è il numero di armi in circolazione, minore è la sicurezza e fa presente che se l'agente di pubblica sicurezza acquista un'arma ulteriore ciò vuol dire che quando sarà in servizio porterà l'arma di ordinanza lasciando a casa quella personale, con tutti i rischi che comporta, soprattutto rispetto ai bambini, custodire un'arma a casa. Sostiene quindi che gli inevitabili incidenti che deriveranno da questa disposizione dovranno essere considerati una responsabilità diretta della maggioranza, che ha deciso di aumentare la circolazione di strumenti atti ad uccidere.

  Valentina D'ORSO (M5S) ritiene che sia statisticamente provato che nei Paesi ove circolano più armi – ad esempio, gli Stati Uniti – diminuisce il senso di sicurezza e aumenta il rischio di eventi critici, che possono portare a vittime. Sottolinea che questo semplice dato dovrebbe indurre la maggioranza a un ripensamento.

  Devis DORI (AVS) afferma che meno armi circolano maggiore è la sicurezza. Auspicando che quando sono in servizio gli agenti di pubblica sicurezza siano sempre dotati di armi adeguate, chiede quale sia la ratio dell'estensione prevista dall'articolo 20 e invita il sottosegretario Molteni a uscire dal silenzio, spiegando le ragioni di questa norma, evitando di continuare a commentare fuori microfono gli interventi delle opposizioni. Esorta quindi il rappresentante del Governo a compiere un'operazione di trasparenza, spiegando le ragioni dell'articolo 20 del disegno di legge.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) esprime perplessità per l'articolo 20 nella parte in cui consente di portare le armi anche quando non sono in servizio ai soggetti di cui all'articolo 18 del testo unico sugli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 31 agosto 1907, n. 690. Rammenta infatti che tale disposizione qualifica come agenti di pubblica sicurezza, oltre alle guardie forestali e le guardie carcerarie, che non pongono problemi perché soggetti sicuramente capaci di utilizzare le armi, anche le guardie campestri e boschive, oltre alle guardie dei comuni, da intendersi come agenti di polizia locale. Esprime dubbi sull'estensione anche a queste categorie invitando il Governo a un supplemento di riflessione.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Serracchiani 20.1, Alfonso Colucci 20.2, Boschi 20.3 e Zaratti 20.4, nonché gli emendamenti Zaratti 20.5 e 21.1.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene per illustrare l'emendamento Pellegrini 22.1, volto a sopprimere l'articolo 22 del disegno di legge, che estende l'applicazione della clausola di non punibilità prevista dall'articoloPag. 14 19 della legge n. 145 del 2016 nell'ambito della disciplina sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali. Rammenta, infatti, che la legge che si va a modificare riguarda la partecipazione del Paese a missioni di pace e ritiene quindi sospetta l'introduzione di una ulteriore scriminante per il personale che partecipa a tali missioni che faccia uso ovvero ordini di fare uso di apparecchiature idonee a commettere taluno dei delitti di cui alle sezioni IV e V del Capo III del Titolo XII del libro secondo del codice penale. Chiede quindi spiegazioni al Governo sulla ratio della modifica proposta dall'articolo 22, ribadendo che il contesto dovrebbe essere quello di missioni di pace che mal giustificano tutte queste scriminanti penali ed ipotizza infine che il Governo si stia predisponendo a contesti diversi, non necessariamente pacifici, e che questa norma preluda dunque ad altro.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Pellegrini 22.1.

  Matteo MAURI (PD-IDP), nel premettere che il Partito democratico non è pregiudizialmente contrario all'articolo 22 del disegno di legge, fa presente che l'emendamento a sua prima firma 22.2 è volto a introdurre una forma di controllo, a posteriori, sull'applicazione delle cause di non punibilità di cui all'articolo 19, comma 3, della legge n. 145 del 2016. Evidenzia infatti che se dell'operato dei servizi di informazione si deve rendere conto al Copasir, organo parlamentare, analogamente dovrebbe essere previsto per l'operato delle forze armate che partecipano alle missioni internazionali, perché non è accettabile che qualcuno resti fuori dal controllo democratico. Per questa ragione fa presente che l'emendamento 22.2 propone che il Ministro della difesa debba informare annualmente, con modalità riservate, le Commissioni parlamentari competenti in merito all'applicazione delle cause di non punibilità.

  Filiberto ZARATTI (AVS) evidenzia che l'articolo 22 del disegno di legge propone di derogare al codice penale e dunque di scriminare condotte che potrebbero integrare delitti contro l'inviolabilità del domicilio o contro l'inviolabilità dei segreti. Ritenendo la disposizione sconcertante, chiede spiegazioni su una modifica legislativa che scrimina condotte che potrebbero rasentare una dichiarazione di guerra verso uno Stato estero sottolineando che, quando si chiede per il personale delle forze armate una libertà così ampia, si deve essere pronti anche a fornire spiegazioni.

  Alfonso COLUCCI (M5S), nel ribadire che per il Movimento 5 Stelle l'articolo 22 andava soppresso, sostiene comunque l'esigenza di approvare l'emendamento Mauri 22.2 per prevedere una minima forma di controllo democratico a fronte della prevista deroga a numerose norme penali. Inoltre, invita la Presidenza a tutelare le Commissioni riunite facendo sì che la presenza dei rappresentanti del Governo e dei relatori non sia solo fisica, ma anche utile ad un dibattito costruttivo, esortandoli ad un confronto con le opposizioni. Infine, si dichiara stupito del fatto che chi presenta norme di questo tipo non abbia argomenti per sostenerle nel dibattito parlamentare.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Mauri 22.2.

  Matteo MAURI (PD-IDP) illustra l'articolo aggiuntivo 22.01, a sua prima firma, che intende proporre una serie di misure alle quali avrebbe dovuto già pensare il Governo approvando il disegno di legge in tema di sicurezza, e preannuncia che anche i successivi articoli aggiuntivi proposti dal Partito democratico rispondono alle stesse finalità e dunque non saranno ulteriormente illustrati. Afferma che con l'approvazione del disegno di legge all'esame delle Commissioni riunite il Governo ha suonato la grancassa, facendo un'operazione di mera propaganda prima delle elezioni, prevedendo delitti e inasprendo pene, senza stanziare risorse. Diversamente, l'articolo aggiuntivo proposto dal Partito democratico muove dall'esigenza di un sistema di pubblica sicurezza all'altezza e dunque proponePag. 15 anzitutto di pagare gli straordinari alle forze di polizia, superando l'attuale ritardo di oltre 15 mesi nell'erogazione; propone di procedere con nuove assunzioni, per abbassare l'età media degli agenti e superare il semplice turn over; propone poi di aumentare la formazione degli agenti attraverso il potenziamento delle scuole di polizia. Affermando che ad oggi le risorse per le assunzioni nelle forze di polizia sono state messe a disposizione dai Governi di centro sinistra, più che dal Governo di centro destra, ribadisce che solo reintegrando gli organici si tutela davvero la sicurezza dei cittadini e conclude affermando che da un Governo tutto «chiacchiere e distintivo» si sarebbe aspettato di più.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Mauri 22.01.

  Filiberto ZARATTI (AVS), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede alla Presidenza quali siano gli intendimenti circa l'organizzazione del prosieguo dell'esame del disegno di legge.

  Nazario PAGANO, presidente, auspicando che sussistano le condizioni per concludere i lavori entro le ore 14, propone intanto di procedere con l'esame delle proposte emendative senza interruzioni.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Serracchiani 22.02, Bonafè 22.03, Mauri 22.04, Gianassi 22.05, Mauri 22.06, Bonafè 22.07, Di Biase 22.021 e 22.022.

  Valentina D'ORSO (M5S), illustrando l'emendamento soppressivo Pellegrini 23.1, pone innanzitutto una questione di metodo con riguardo all'opportunità di introdurre in molteplici provvedimenti – per di più eterogenei – norme in merito all'attività di informazione per la sicurezza, laddove a suo avviso sarebbe preferibile l'adozione di un testo unico che ricomprenda l'intera disciplina dei servizi per la sicurezza della Repubblica, stante la delicatezza della materia.
  Passando al merito, si chiede se sia opportuno consentire al DIS, all'AISE e all'AISI di stipulare convenzioni con le università e gli enti di ricerca e quali tipologie di informazioni potrebbero essere di interesse dei servizi segreti tra quelle in possesso delle predette università.
  Auspica che tale norma non sia volta a permettere attività di dossieraggio con riguardo ai professori universitari che proponessero insegnamenti non graditi al Governo, ritenendo che, in caso contrario, si tratterebbe di una circostanza aberrante.

  Alfonso COLUCCI (M5S) esprime preoccupazione circa il contenuto del comma 1 dell'articolo in esame che prevede, tra l'altro, l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di prestare al DIS, all'AISE e all'AISI la collaborazione e l'assistenza necessarie per la tutela della sicurezza nazionale.
  Esprime un giudizio critico anche sulla circostanza che le convenzioni possano prevedere che le università e gli enti di ricerca comunichino le informazioni al DIS, all'AISE e all'AISI anche in deroga alla normativa di settore in materia di riservatezza, non essendovi alcun elemento che giustifichi tale deroga e non avendo nemmeno chiarito quale utilizzo possa essere effettuato di tali dati.
  Esprime perplessità, inoltre, anche con riferimento al combinato disposto dell'articolo in esame, in primo luogo, con l'articolo 7 della legge 28 giugno 2024, n. 90 (c.d. disegno di legge «cybersicurezza»), recante modifiche alla disciplina della composizione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, nonché, in secondo luogo, con la disciplina posta dall'A.S. 1146, recante disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale, attualmente all'esame del Senato.
  Evidenzia, infine, che tale raccolta di informazioni da parte delle agenzie di sicurezza non è nemmeno sottoposta ad alcun tipo di controllo da parte di un organo terzo, come ad esempio di un'autorità indipendente o della magistratura.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) esprime perplessità in merito alla circostanzaPag. 16 che norme come quella in esame vengano inserite all'interno di un disegno di legge eterogeneo. Sul tema dei dossieraggi rileva come la Commissione antimafia stia esaminando il caso del c.d. dossieraggio Striano, evidenziando come sia poco opportuno introdurre norme che agevolano tali attività da parte dei servizi segreti.
  Sottolinea, infine, come desti particolare preoccupazione la possibilità per le agenzie di sicurezza di accedere alle informazioni di natura economica ed afferma come tale previsione sia distonica rispetto agli impegni che assunti dal Governo in merito agli abusi che possono essere perpetrati in merito alla gestione dei dati da parte dei servizi segreti.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Pellegrini 23.1.

  Nazario PAGANO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 23.2: si intende che vi abbiano rinunciato.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra la proposta emendativa Pellegrini 23.3, affermando che mira a consentire che le convezioni con il DIS, l'AISE e l'AISI debbano essere sottoposte al previo parere del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, al fine di verificare che il contenuto non sia contrario ai princìpi democratici.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Pellegrini 23.3.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra la proposta emendativa Pellegrini 23.4, auspicando che, essendo già stato respinto l'emendamento precedente, venga approvata almeno questa proposta che prevede una mera informativa semestrale al COPASIR in ordine alla stipula delle predette convenzioni.
  Sottolinea, quindi, che se anche tale emendamento dovesse essere respinto, si potrebbe sospettare che la maggioranza ed il Governo intendano nascondere al Parlamento il contenuto e le deroghe eventualmente adottate da tali convenzioni.

  Filiberto ZARATTI (AVS), chiedendo di sottoscrivere l'emendamento in esame, evidenzia come venga proposta una misura dal tenore scontato, ossia che il COPASIR possa svolgere la propria funzione di garanzia a tutela dei principi democratici della Repubblica. Si chiede, quindi, quale sia il motivo per cui il Governo e la maggioranza siano contrari a tale proposta.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Pellegrini 23.4.

  Riccardo MAGI (MISTO-+EUROPA) illustra la proposta emendativa 23.5 a sua firma, evidenziando come sia volta semplicemente a porre quelle minime garanzie rispetto agli effetti derivanti dalla stipula delle convenzioni di cui all'articolo 23 del disegno di legge.

  Filiberto ZARATTI (AVS), chiedendo di sottoscrivere l'emendamento a nome di tutti i membri del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, sottolinea come sia assolutamente necessario porre le minime garanzie recate da tale proposta emendativa, anche considerando che tutela princìpi di rango costituzionale.

  Enrica ALIFANO (M5S), chiedendo di sottoscrivere l'emendamento in esame, rileva come, tramite la sua approvazione, si limiterebbero le pericolose derive discendenti dall'articolo in esame.

  Valentina D'ORSO (M5S), chiedendo di sottoscrivere l'emendamento in esame, afferma che, respingendo tale proposta, il Governo e la maggioranza certificherebbero che il contenuto delle convenzioni potrebbe derogare anche a tali principi di rango costituzionale.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Magi 23.5 e 23.6, nonché Dori 23.7.

Pag. 17

  Augusta MONTARULI (FDI), relatrice per la I Commissione, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Donzelli 23.04, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Luca SBARDELLA (FDI) accetta la riformulazione dell'articolo aggiuntivo a sua firma 23.04.

  Le Commissioni approvano l'articolo aggiuntivo Donzelli 23.04 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e respingono l'emendamento Francesco Silvestri 24.1.

  Valentina D'ORSO (M5S), illustrando l'emendamento Francesco Silvestri 24.2, evidenzia come sia fondamentale la tempestività con cui viene concesso il mutuo nel caso di soggetti che vivono un momento di difficoltà economica come coloro i quali siano stati vittime del delitto di usura.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Francesco Silvestri 24.2.

  Augusta MONTARULI (FDI), relatrice per la I Commissione, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sull'emendamento Francesco Silvestri 24.3, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Valentina D'ORSO (M5S) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua firma 24.3.

  Le Commissioni approvano l'emendamento Francesco Silvestri 24.3 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Francesco Silvestri 24.4 e 24.5.

  Augusta MONTARULI (FDI), relatrice per la I Commissione, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sull'emendamento Francesco Silvestri 24.6, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Valentina D'ORSO (M5S) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua firma 24.6.

  Le Commissioni approvano, con distinte votazioni, gli emendamenti Francesco Silvestri 24.6 (nuova formulazione) e Francesco Silvestri 24.7 (vedi allegato 1).

  Augusta MONTARULI (FDI), relatrice per la I Commissione, anche a nome degli altri relatori, esprime parere contrario sull'emendamento Francesco Silvestri 24.8.

  Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Valentina D'ORSO (M5S), illustrando l'emendamento Francesco Silvestri 24.8, esprime dispiacere in merito alla contrarietà del parere dei relatori e del rappresentante del Governo su tale proposta, poiché a suo avviso è oltremodo opportuno stabilire che l'esperto non debba aver riportato condanne penale né essere stato sottoposto ad alcuna misura cautelare.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Francesco Silvestri 24.8 e 24.9.

  Valentina D'ORSO (M5S) sottolinea che l'emendamento Francesco Silvestri 24.10, del quale è cofirmataria, è volto a prevedere che gli operatori economici vittime di usura siano affiancati nell'attuazione di un business plan. Rileva, infatti, come tale attività sia particolarmente complessa e richieda l'ausilio di esperti. Non comprende, quindi, la inspiegabile chiusura della maggioranzaPag. 18 e del Governo su una disposizione che intende fornire un aiuto per risollevarsi agli imprenditori che sono stati vittime di usura.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Francesco Silvestri 24.10, 24.11 e 24.12.

  Valentina D'ORSO (M5S) sottolinea che l'emendamento a sua prima firma 24.13 mira a limitare il numero degli incarichi affidati ai soggetti previsti dall'articolo 14-bis della legge n. 108 del 1996, introdotto dall'articolo 24 del disegno di legge in discussione, al fine di evitare che il cumulo eccessivo di tali incarichi impedisca loro di svolgerli in maniera completa e che l'esercizio di tale attività si concentri in un numero limitato di soggetti.

  Le Commissioni respingono l'emendamento D'Orso 24.13.

  Valentina D'ORSO (M5S) fa presente che l'emendamento Francesco Silvestri 24.14, del quale è cofirmataria, risponde ad una precisa richiesta avanzata dalle associazioni antiracket ed antiusura. Invita, quindi, i colleghi della maggioranza a valutare con attenzione la proposta emendativa, evidenziando che, respingendola, la maggioranza dimostra di non voler andare incontro a tali istanze.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Francesco Silvestri 24.14 e 24.15.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP), illustrando l'articolo aggiuntivo a sua firma 24.02, manifesta il proprio rammarico per il parere contrario espresso dai relatori e dal rappresentante del Governo anche su tale proposta emendativa che prevede misure in favore di orfani di crimini domestici e di femminicidio. Almeno su temi così delicati, che vedono coinvolti soggetti cui è doveroso prestare attenzione, si sarebbe aspettata, infatti, una maggior disponibilità da parte della maggioranza e dell'Esecutivo.
  Inoltre, con riferimento al successivo articolo aggiuntivo a sua firma 24.04, sottolinea che esso prevede maggiori risorse umane ed economiche per il funzionamento della Direzione nazionale antimafia, delle quali del resto ne è stata evidenziata la necessità dallo stesso procuratore nazionale antimafia.
  Esprime perplessità sulla mancanza di volontà del Governo di intervenire sui temi oggetto delle sue due proposte emendative.

  Filiberto ZARATTI (AVS) chiede di sottoscrivere, anche a nome del collega Dori, gli articoli aggiuntivi Serracchiani 24.02 e 24.04.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono le proposte emendative Serracchiani 24.02, 24.04 e 25.1, nonché l'emendamento Cafiero De Raho 25.2.

  Filiberto ZARATTI (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 25.3, sottolinea che tale proposta emendativa si riferisce al tema dei diritti dei detenuti sul quale maggioranza e opposizione hanno visioni antitetiche.
  Rileva come nessuna disposizione contenuta nel codice penale preveda tra le pene accessorie il divieto all'intimità ed ai rapporti sessuali che sono infatti un diritto fondamentale di ogni essere umano.
  Sottolinea, inoltre, che il Governo si preoccupa di introdurre il nuovo reato di rivolta in carcere senza però considerare che la totale privazione dei rapporti sessuali e intimi contribuisce a creare tensione all'interno delle carceri.
  L'approvazione della proposta emendativa in discussione – che attua tale diritto all'intero delle strutture carcerarie, garantendo la sicurezza e, al contempo, la riservatezza dei detenuti – rappresenterebbe un passo di civiltà.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Zaratti 25.3.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) sottolinea come l'emendamento a sua prima firma 25.4 – identico ad una proposta Pag. 19emendativa presentata dal suo gruppo presso la Commissione Giustizia nel corso dell'esame del decreto-legge n. 92 del 2024 in materia carceraria – verta sulla medesima materia oggetto dell'emendamento appena respinto.
  Rammenta come con la recente sentenza n. 10 del 2024 la Corte costituzionale abbia precisato che l'area affettiva sia particolarmente significativa per i detenuti e costituisca un diritto inviolabile della personalità.
  Rileva, inoltre, come prevedere la possibilità per i detenuti di svolgere colloqui intimi con il coniuge, la parte dell'unione civile o la persona stabilmente convivente, consentirebbe di rasserenare un contesto ambientale che, come dimostrato dal sempre crescente numero di suicidi, appare sempre più duro.
  A suo avviso, poter disporre di momenti per condividere l'affetto con la persona che si ama aiuterebbe a scaricare la tensione. Al contrario, istituire il nuovo reato di rivolta inasprisce il rapporto tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Cafiero De Raho 25.4.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 25.5 relativo alle case di comunità di reinserimento sociale.
  Rammenta di aver presentato un identico emendamento nel corso dell'esame in Commissione Giustizia del decreto-legge n. 92 del 2024 in materia penitenziaria per sostituire l'articolo 8 di tale decreto-legge, al fine di prevedere una disciplina più puntuale sul tema e di definire dettagliatamente la platea di beneficiari.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono le proposte emendative D'Orso 25.5, Mauri 26.1 e Di Biase 26.01.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) sottoscrive l'emendamento Boschi 27.1.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Boschi 27.1.

  Devis DORI (AVS) sottolinea come l'emendamento a sua prima firma 28.1 preveda la conservazione dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza interni agli istituti penitenziari nei server, per almeno 60 giorni, anche in assenza dell'apertura di un'indagine penale o di una inchiesta amministrativa. In proposito, rammenta un episodio avvenuto alcuni mesi fa che inizialmente era stato considerato un suicidio in carcere. Nel momento in cui si è, invece, ritenuto di aprire un'indagine, essendo passati già dei giorni, il magistrato non ha potuto visionare i filmati che, forse un po' troppo frettolosamente, erano stati cancellati.
  Ritiene che la previsione di un termine di 60 giorni prima della definitiva cancellazione sia congruo e auspica che sulla questione sia possibile effettuare una ulteriore riflessione, anche al fine di un suo inserimento in un prossimo provvedimento.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Dori 28.1 e 28.3 e Di Biase 28.4 e 28.5.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 28.6 che prevede il coinvolgimento del Consiglio di aiuto sociale per la predisposizione e la realizzazione di programmi di reinserimento sociale dei detenuti.
  Sottolinea che la proposta in discussione valorizza il ruolo di tale organismo, già previsto dall'ordinamento penitenziario.

  Le Commissioni respingono l'emendamento D'Orso 28.6.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) sottoscrive l'emendamento Boschi 28.7.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono le proposte emendative Boschi 28.7 e Casu 28.03.

  Pietro PITTALIS (FI-PPE), relatore per la II Commissione, anche a nome degli altri relatori, esprime parere contrario sull'articoloPag. 20 aggiuntivo Mauri 28.05, il cui esame era stato precedentemente accantonato.

  Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Matteo MAURI (PD-IDP) sottolinea come la proposta emendativa a sua firma 28.05 sia relativa al contrasto agli attacchi informatici di tipo ransomware, cioè a quella tipologia di cyberattacco che prevede la sottrazione di dati o il blocco del server di una pubblica amministrazione allo scopo di ottenere il pagamento di un riscatto.
  Ritiene singolare che, nonostante il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e il direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale abbiano più volte richiamato il rischio di tale particolare cyberattacco, il Governo non senta la necessità di intervenire sul tema.
  Evidenzia, inoltre, che nel corso dell'esame da parte del Senato del disegno di legge in materia di rafforzamento della cybersicurezza nazionale e di reati informatici, la maggioranza aveva approvato un ordine del giorno che andava nella medesima direzione dell'articolo aggiuntivo in esame.
  Sottolinea, inoltre, di aver dato la disponibilità ad accettare una riformulazione anche particolarmente ampia della sua proposta emendativa. Deve invece ora registrare la indisponibilità assoluta del Governo non solo ad aprire una discussione sul merito ma anche a intervenire sulla questione.

  Nazario PAGANO, presidente, rileva che il fatto che la proposta sia stata finora accantonata dimostra che è stata oggetto di attenzione da parte dei relatori e del Governo.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Mauri 28.05, Serracchiani 28.014, Cafiero De Raho 28.08, D'Orso 28.09, Cafiero De Raho 28.010, Gianassi 28.012 e Dori 28.013 nonché gli identici emendamenti Boschi 29.1 e Mauri 29.2.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che si sono così concluse le votazioni sulle proposte emendative.
  Comunica che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni IV, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII e del Comitato per la legislazione, mentre la III Commissione, la XIV Commissione e la Commissione parlamentare per le questioni regionali non si esprimeranno e la V Commissione esprimerà il parere ai fini della discussione in Assemblea.
  Comunica che i relatori hanno formulato una proposta di correzione di forma (vedi allegato 2) ai sensi dell'articolo 90, comma 1, del Regolamento.

  Nessuno chiedendo di intervenire, le Commissioni approvano la proposta di correzione di forma dei relatori (vedi allegato 2).

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) dichiara il voto contrario del suo gruppo sul conferimento del mandato ai relatori.
  Sottolinea come il suo gruppo, nel corso dell'esame in sede referente del provvedimento, abbia cercato – senza tuttavia averne la possibilità – di fornire un contributo utile per migliorare un testo che contiene numerose criticità e che investe la materia della sicurezza pubblica, della tutela del personale in servizio, di vittime dell'usura e dell'ordinamento penitenziario, intervenendo in maniera peggiorativa sul diritto penale e processuale penale.
  Rileva come molte delle disposizioni contenute nel disegno di legge presentino profili di illegittimità costituzionale e come altre siano di difficile attuazione pratica.
  Segnala anche che il provvedimento, oltre a contenere errori e contraddizioni, reca alcune norme pericolose la cui attuazione determinerà una maggiore insicurezza e non riserva la necessaria attenzione alla necessità di prevedere adeguate assunzioni, non solo per il personale degli istituti penitenziari ma per tutto il comparto della giustizia.
  Evidenzia quindi come, nonostante l'ampiezza del perimetro normativo del provvedimento, la maggioranza e il Governo Pag. 21non abbiano accolto nessuna delle costruttive istanze dei gruppi di opposizione.
  Precisa che su molte disposizioni del disegno di legge il suo gruppo nutre una contrarietà assoluta, mentre su altre si sarebbe comunque potuto individuare un punto di equilibrio qualora vi fosse stata un'apertura da parte della maggioranza.
  Deve tuttavia constatare la volontà propagandistica dell'Esecutivo e prendere atto che ancora una volta il Parlamento è stato privato della possibilità di esercitare la propria funzione.
  Osserva, infatti, come il provvedimento in discussione sia un disegno di legge del Governo che si appropria anche di temi sui quali le Commissioni avevano già avviato un dibattito su istanza dei deputati di maggioranza.
  Sottolinea come tutti gli interventi svolti nel corso dell'esame in sede referente – nessuno di essi avente carattere ostruzionistico – fossero di merito e dettati dalla volontà di instaurare un dialogo che purtroppo non c'è stato.
  Rileva come in alcuni casi anche ad una parte della «maggioranza dialogante» il Governo abbia chiesto di fare un passo indietro. Si riferisce, in particolare, ai colleghi del gruppo di Forza Italia, che, dopo aver fatto delle dichiarazioni pubbliche, non hanno sostenuto fino in fondo le loro idee.

  Filiberto ZARATTI (AVS), preannunciando il voto contrario del suo gruppo sul conferimento del mandato ai relatori, nel rinviare agli ulteriori approfondimenti in sede di discussione da parte dell'Assemblea, dichiara di aver manifestato in più occasioni le proprie perplessità sia con riguardo al merito del provvedimento sia su questioni procedurali e metodologiche.
  Richiama a tale proposito l'atteggiamento della maggioranza, totalmente indisponibile al dialogo e priva sia della possibilità sia della capacità di modificare il testo in esame, se non in peggio assecondando le istanze retrive di alcuni dei suoi esponenti. Si era augurato che su un testo così importante vi fosse spazio per un'interlocuzione su proposte costruttive e ragionevoli, sottolineando la rilevanza di un provvedimento che pone al centro dell'intervento la limitazione delle libertà personali e dell'espressione del diritto di pensiero, in contrasto con i principi costituzionali. Rileva la capacità creativa dimostrata dalla maggioranza che ha introdotto nel codice penale diversi nuovi reati e aggiunto aggravanti di pena fantasiose, peggiorando la condizione degli istituti penitenziari e dei centri di permanenza per i rimpatri e limitando la manifestazione del dissenso da parte dei cittadini nei confronti della realizzazione di infrastrutture dichiarate strategiche.
  Rileva tra l'altro l'insensatezza della disposizione che punisce l'ostacolo al traffico, con otto anni di reclusione se l'azione è condotta con il proprio corpo, e con una sanzione amministrativa se viene utilizzato un trattore. Evidenzia quindi come l'intento del Governo sia quello di colpire l'espressione del pensiero critico. Nel preannunciare il prosieguo della battaglia in Assemblea e nel Paese, rivolgendosi ai colleghi di Forza Italia e in particolare all'onorevole Pittalis, dichiara di essere stufo delle loro dichiarazioni in favore del garantismo e della tutela delle libertà, invitandoli ad astenersi per coerenza da tali affermazioni.

  (proteste dell'onorevole Pittalis).

  Nazario PAGANO, presidente, richiama l'onorevole Zaratti ad esprimersi con un linguaggio congruo e non offensivo per i colleghi, rivolgendo il proprio discorso alla presidenza.

  Filiberto ZARATTI (AVS), nello scusarsi per l'espressione usata, ritiene comunque legittimo rivolgersi direttamente al collega Pittalis nella sua qualità di relatore. Ribadisce che occorre essere coerenti, soprattutto in tema di libertà personali, tra ciò che si dichiara in pubblico e ciò che si vota nelle aule parlamentari, considerando lecita la critica in presenza di una differenza tanto stridente come in questo caso. In conclusione, ribadisce l'intenzione di proseguire la battaglia.

Pag. 22

  Valentina D'ORSO (M5S) manifesta l'assoluta contrarietà del Movimento 5 Stelle al provvedimento in esame, sia per ragioni di metodo sia per ragioni di merito. Quanto al metodo, fa presente che il disegno di legge si configura come un provvedimento omnibus che affronta ventotto materie diverse, tutte con un significativo impatto sulle libertà costituzionalmente garantite. Esprime la convinzione che il filo conduttore del provvedimento sia rintracciabile nella comune finalità degli interventi, vale a dire quella di reprimere il dissenso ed il disagio sociale. Richiama inoltre le molteplici denunce del suo gruppo sul passaggio dal diritto penale del fatto al diritto penale dell'autore operato dal Governo. Fa presente a tale proposito che si introducono tredici nuovi reati e circostanze aggravanti, che sembrano colpire la tipologia dell'autore piuttosto che le condotte. Aggiunge che le storture più eclatanti saranno oggetto di censure costituzionali, pur comportando nel frattempo un impatto negativo in fase di applicazione, e rivendica gli interventi puntuali del suo gruppo sul merito delle disposizioni, spesso al limite del ridicolo e scritte male sull'onda dell'impeto di dare risposte, peraltro inefficaci, ad esigenze presunte tali. Rileva inoltre come un provvedimento che si prefigge l'ambizioso obiettivo di garantire la sicurezza del Paese ad invarianza finanziaria costituisca in realtà una presa in giro e un'azione di propaganda, facendo presente l'inutilità di introdurre nuovi reati in assenza di un potenziamento del personale delle forze dell'ordine deputate al controllo del territorio. Si rammarica tuttavia del fatto che il provvedimento non costituisca purtroppo «carta straccia» sul versante culturale, rappresentando un'inesorabile deriva dallo Stato di diritto allo Stato di polizia, della quale il Movimento 5 Stelle non vuole essere complice.

  Riccardo MAGI (MISTO-+EUROPA) ricorda in primo luogo che il provvedimento, licenziato dal Consiglio dei ministri alla fine dell'anno scorso e assegnato alle Commissioni a febbraio, nasce in una fase politica diversa da quella attuale, sottolineando come nel corso dei mesi immediatamente precedenti alle elezioni europee esso sia diventato lo strumento per introdurre un'accozzaglia di misure, tra loro non omogenee.
  Fa presente che, invece di operare una necessaria e sistematica revisione delle norme in materia di sicurezza e in particolare del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ormai datato oltre che oggetto di diverse censure costituzionali, si è preferito introdurre disposizioni propagandistiche espressione delle diverse forze di maggioranza. Nel rilevare come l'iter del provvedimento sia stato inevitabilmente condizionato da tale approccio, aggiunge che dopo le elezioni europee alcune delle misure hanno perso di interesse per la maggioranza, essendo in taluni casi maturata una visione diversa. Sottolinea tuttavia come il mancato accordo tra le diverse forze di maggioranza non abbia consentito di intervenire in sede referente almeno sulle norme peggiori, molte delle quali producono problemi invece di risolverli, rinviando la questione all'esame dell'Assemblea.
  Nel richiamare le proteste dell'onorevole Pittalis in ragione dell'espressione utilizzata dal collega Zaratti, esprimendosi diversamente dichiara che a suo parere tutti i garantisti si sono stancati di questo modo di affrontare le questioni, privo di qualsiasi rispetto per la tutela delle garanzie. Rileva quindi come da un lato si metta mano alla modifica del reato di abuso d'ufficio e dall'altro si calpestino le garanzie dei cittadini, aumentando le pene ed inventando nuove fattispecie di reato per condotte che non dovrebbero avere rilevanza penale. Si tratta di norme incostituzionali, che oltretutto lasceranno inevitabilmente ampio spazio alla discrezionalità del magistrato, senza migliorare il sistema giustizia né garantire maggiore sicurezza al Paese. Nel sottolineare che a questo punto, dopo gli innumerevoli provvedimenti intervenuti negli ultimi anni, il problema della sicurezza avrebbe dovuto essere risolto, rileva l'approccio sbagliato del Governo e della maggioranza. Quanto in particolare alla disposizione sulle armi, la cui circolazione andrebbe limitata e non favorita, evidentemente Governo e maggioranza ignoranoPag. 23 che i fatti di sangue commessi con armi legalmente detenute sono di gran lunga superiori agli omicidi di mafia o a quelli intervenuti nel corso di rapine.
  Annuncia in conclusione la predisposizione da parte della sua componente di una relazione di minoranza in vista dell'esame da parte dell'Assemblea.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, le Commissioni deliberano di conferire ai relatori, onorevoli Montaruli e Alessandro Colucci per la I Commissione, e onorevoli Bisa e Pittalis per la II Commissione, il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sul provvedimento, come risultante dalle proposte emendative approvate. Deliberano altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte infine che le Presidenze si riservano di nominare i componenti del Comitato dei nove per la discussione in Assemblea, sulla base delle designazioni dei rappresentanti dei Gruppi.

  La seduta termina alle 14.20.

ERRATA CORRIGE

  Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 355 del 31 luglio 2024, a pagina 8, prima colonna, quinta riga, le parole: «dall'1.40 alle 2.10 e dalle 8.45 alle 9.10» sono sostituite dalle seguenti: «nonché dall'1.40 alle 2.10, dalle 8.45 alle 9.10 e dalle 13.50 alle 14.05 del 1° agosto 2024».